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Dal Cerrado il primo caffè brasiliano certificato Carbon Neutral

Caffè del Cerrado - Brasile
Si allarga il raggio dei produttori impegnati nella riduzione delle proprie emissioni. Il Brasile ha inviato in Giappone i primi 600 sacchi carbon free

L’aumento della concentrazione nell’atmosfera dei cosiddetti gas serra, in particolare di anidride carbonica, è la causa del riscaldamento globale, indotto dalla deforestazione massiccia, dall’allevamento intensivo di bestiame, dalla combustione di fonti fossili a scopo energetico e dall’uso di particolari fertilizzanti e di altri gas. Le sue conseguenze negative si fanno sentire a livello globale:il rapporto A Brewing Storm del Climate Institute di Sydney mette in guardia sul fatto che le aree adatte alla coltivazione di caffè potrebbero dimezzarsi da qui al 2050. Per far fronte a ciò, cresce il numero delle aziende del settore impegnate nel limitare le proprie emissioni ed anche nel raggiungere la Carbon Neutrality ovvero “il bilanciamento tra le emissioni di Co2 e gli interventi mirati alla sua riduzione o all'eliminazione delle emissioni di anidride carbonica”. Ne abbiamo parlato più volte nel corso del 2021 sulle pagine di Bargiornale, interpellando diversi attori del mondo del caffè, soprattutto torrefattori e produttori. Tra i Paesi all’avanguardia in tal senso ci sono il Costa Rica, che ha annunciato nel 2019 un Piano Nazionale di Decarbonizzazione per aiutare i produttori di caffè a ridurre le emissioni. Abbiamo poi incontrato Adriana Bustamante Romero, che ha presentato la realtà di Inloher, la prima azienda in Honduras ad avere ottenuto la certificazione Carbon Neutral dopo sei anni di lavoro.

Ora sono i rappresentanti della cooperativa brasiliana MonteCCer con sede a Monte Carmelo, nel Cerrado Mineiro, a comunicare la prima spedizione di 600 sacchi da 30 kg di caffè carbon neutral effettuata con Volcafe, braccio commerciale del caffè di ED&F Man, una delle più grandi trading mondiali di commodities (che ha riconosciuto un premio superiore - raddoppiato - ai produttori),  per servire i clienti in Giappone. La neutralizzazione del carbonio viene effettuata attraverso il sequestro dell'anidride carbonica da parte degli alberi, ma anche attraverso la riduzione dei fertilizzanti azotati, un maggiore utilizzo di composti organici, l'uso di difensivi biologici, la razionalizzazione dell'irrigazione, tra gli altri processi. L'interesse dell'industria della torrefazione per questo prodotto, che ha ancora un'offerta limitata, è grande, in quanto fornisce una forte compensazione delle emissioni.

I responsabili di MonteCCer raccontano che la scelta di puntare sulla carbon neutrality ha preso il via nel 2018, quando le aziende agricole cooperative che stavano completando dieci anni di certificazione per le buone pratiche hanno deciso di fare un passo avanti. Sotto la supervisione dell'Istituto di Gestione e Certificazione Forestale e Agricola (Imaflora), è stato realizzato un inventario della sostenibilità, che ha identificato 34 aziende agricole (che producono una media di 160mila sacchi di caffè l’anno) in quanto nel bilancio delle loro emissioni viene sequestrato più di quanto è rilasciato in gas serra. «Oggi stiamo razionalizzando tutto» ha affermato Francisco Sérgio de Assis, presidente della Federazione dei Caffeicoltori del Cerrado e della cooperativa MonteCCer, che ha aggiunto che le iniziative prevedono l'utilizzo di difensivi biologici e il risparmio idrico ed energetico. In futuro si prevede che altre cooperative dell’area, che coltiva 230mila ettari, si orienteranno verso una produzione più sostenibile.

Frattanto, sono stati avviati altri cinque accordi con una catena negli Stati Uniti e con acquirenti europei.

Baritalia Tour: i grandi cocktail bar del Veneto

Dalla laguna veneziana al litorale veneto, facendo tappa a Verona, Treviso, Vicenza, Bassano del Grappa, Santa Maria di Sala e Padova. Il nostro itinerario in vista della prossima tappa di Baritalia a Jesolo il prossimo 13 giugno, al King's Club

Dopo Puglia e Campania, il nostro tour tra i grandi cocktail bar d’Italia prosegue in Veneto, terra ricca di tradizioni legate alla produzione di liquori, vini e distillati, mentre ci avviciniamo alla tappa di Jesolo (Ve) del 13 giugno. I locali specializzati in miscelazione d’autore nella regione sono tanti, e questa non vuole essere assolutamente una lista esaustiva, ma un promemoria per tutti coloro che si vogliono avventurare alla loro scoperta. Armatevi, dunque, di una buona bussola, perché si fa presto a perdersi...

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Giungiamo in Veneto via mare, come tanti viaggiatori per secoli prima di noi. Ci accoglie lo spettacolare Canal Grande, che ci porta ad un approdo degno di una spia doppio zero: l’Hotel Danieli. Il suo Bar Dandolo è il regno di Roberto Naccari, esperto bar manager che in questa cornice fatta di colonne in marmo, decorazioni floreali d’oro e preziosi tappeti, fornisce un servizio impeccabile, con cocktail ricercati dalle solidi base classiche.

Pochi passi e siamo all’Harry’s Bar, che è il punto di inizio obbligato di qualsiasi viaggio che un bon vivant voglia intraprendere. Vanta 91 anni di storia ed è una delle bandiere più gloriose in fatto di ospitalità. È un modello per professionisti di tutto il mondo ed è capostipite di una costellazione di aperture. Ancora oggi entrando si viene accolti da un signore in doppio petto di nome Arrigo Cipriani....

In un attimo siamo dall’altro lato della laguna, dove si affaccia il Belmond Hotel Cipriani, uno degli alberghi più iconici della città posizionato sull’isole della Giudecca. Qui Walter Bolzonella ha per anni tenuto le redini de Il Gabbiano, ritrovo abituale delle star hollywoodiane  nei giorni del Festival del Cinema. Ora si avvia ad una meritata pensione (senza però lasciarsi scappare l’occasione di esser parte della giuria d’onore della tappa veneta di Baritalia), lasciando il timone a Riccardo Semeria.

Ritorniamo nel cuore della Serenissima, in piazza San Marco, e ci fermiamo per un espresso in un caffè che ha testimoniato lo scorrere di oltre 300 anni di storia. È il Caffè Florian, fondato nel 1720 sotto gli archi delle Procuratie Nuove di San Marco ed è il locale storico più longevo d’Italia. Un’orchestra guida i camerieri in livrea che, sui loro vassoi d’argento, portano le tante specialità della casa: dalla cioccolateria alla pasticceria, dai cocktail classici agli aperitivi tipici. Fare una sosta al Florian, all’interno del portico o in una delle sue quattro sale interne, significa prendere un pezzetto di storia e metterselo in tasca.

Con gli occhi ancora ebbri di bellezza, il nostro prossimo approdo è l’Hotel St. Regis e il suo Arts Bar guidato da Facundo Gallegos: nato in Argentina e cresciuto nel Nord Est italiano, vanta una carriera tra Dorchester, Connaught e Coburn.

Dopo un rinvigorente Bloody Mary preparato da Gallegos, proseguiamo il nostro cammino tra le “calli” del sestriere di San Marco, arrivando allo Chic Bar della Taverna La Fenice: a due passi dall’omonimo Teatro. L’interno tipicamente ottocentesco e l’ampio dehors in stile eclettico non passano inosservati, come ai tempi non è passato inosservato il direttore del bar Gennaro Florio che, in Casinò Royale, prepara da bere a Daniel Craig (ultimo interprete cinematografico dell’agente segreto 007) il celebre Vesper Martini. Dentro il bar, una porta segreta porta direttamente al teatro; noi la usiamo, invece, per uscire dal sestriere e spostarci dall’altro lato del Canal Grande, a Dorsoduro.

A Dorsoduro ci imbattiamo quasi subito nell’Experimental Cocktail Club, nuova apertura del gruppo francese Experimental. Rimaniamo subito colpiti e piacevolmente sorpresi dall’originale drink list del locale creata dalle mani esperte di un giovane talento di nome Lorenzo Di Cola, incentrata su innovazione, creatività e giocosità.

Come ultima tappa del nostro tour nella laguna, puntiamo, infine, in direzione della famosa Chiesa dei Frari, situata nell’omonimo campo nel sestriere di San Polo. Qui opera Il Mercante, piccolo cocktail bar su due piani ricco di atmosfera e vibrazioni positive. È tra i primi cocktail bar in città ad aver portato la miscelazione di alto livello a prezzi accessibili. Merito di un team di giovani creativi capitanato da Alessandro Zampieri.

Da Venezia ci trasferiamo a Jesolo, località balneare tra le più conosciute della Penisola, che registra oltre 5 milioni di presenze turistiche all’anno: è qui che si svolgerà il prossimo 13 giugno la tappa veneta di Baritalia. A ospitare il nostro laboratorio di miscelazione sarà il Kings Club, già punto di riferimento della nightlife jesolana fin dalla sua apertura nel 1967 e tornato a risplendere di recente grazie a due giovani ma espertissimi imprenditori: Riccardo Checchin e Thomas Visentin, fondatori della Lobby Agency, specializzata nella gestione di locali.

A Jesolo sono due i locali in cui ci siamo fermati per scacciare la sete: il TerrazzaMare e La Floridita. Il primo si distingue per un ambiente ricercato e una carta top a base di crudi di pesce, ostriche, calici di bollicine e Dry Martini. Il secondo è diventato il meeting point di tutti gli appassionati di distillati di canna da zucchero. È famoso per i suoi Mojito e per un’ottima selezione di rum e cocktail tropicali.

Al termine del nostro giro in costa non lasciamo Jesolo senza “salire più in alto” e cioè al sesto piano del J44 Hotel, dove si trova l’american bar Tacco11, unico skybar della città. La vista - dal mare Adriatico alle Dolomiti - è davvero spettacolare, soprattutto se accompagnata da un Gin&Tonic, selezionato da una vasta proposta di miscelati.

Ed è proprio con un Gin&Tonic  in mano che, affinando lo sguardo e l’immaginazione, riusciamo a scorgere dalla terrazza un vecchio casolare del ‘400 circondato da un grande giardino, pieno di persone. È la Gineria di Santa Maria di Sala (Ve), ristorante e cocktail bar immerso nel verde in cui Diego Cesarato ha stipato la bellezza di 1.098 referenze di gin, più altrettante di altri distillati e liquori. Uscendo da questo giardino “gineproso” e inebriante, proseguiamo il nostro all’interno della regione, raggiungendo Vicenza.

La città nota per gli eleganti edifici progettati da Andrea Palladio, architetto del XVI secolo, è la sede di Enjoy di Giacomo Diamante, laboratorio di miscelazione con secret bar annesso. Qui una squadra di “artigiani del bere” produce una linea di oltre 30 referenze proprie e serve clienti appassionati del “buon bere” da ormai 10 anni, consolidandosi come una delle realtà più importanti in Italia.

Da Vicenza raggiungiamo Bassano del Grappa (Vi), territorio molto dinamico a livello imprenditoriale e protagonista di nuove iniziative. Tra gli ultimi locali nati proprio in questa area c’è Al Quèrto, cocktail bar di Filippo de Martino e Alvise Zonta, due giovani bassanesi che, dopo esperienze a Roma e Milano, hanno aperto il loro angolo di paradiso basato su un solo motto: qualità. Nell’offerta, nei prodotti, ma soprattutto anche nella vita di chi lavora con loro.

A pochi minuti di distanza, nei pressi del celebre Ponte Vecchio, si trova il Palazzo delle Misture, che nei suoi 12 anni di storia ha conosciuto due sedi. Quella attuale è in un palazzo storico del centro, l’ex Monte di Pietà. L’ambiente è quello di un elegante jazz cafè dalle luci soffuse e caratterizzato da una scenografica bottigliera a libreria. Un locale che si distingue per la gran cura nella selezione di distillati e nella proposta di forgotten cocktails e di rivisitazioni.

Dopo Bassano è la volta di Padova. Prima di arrivare in centro città, facciamo uno stop in una quiete via residenziale. Saliamo al secondo piano di un piccolo condominio e dietro una porta scopriamo l’Ada C di Max Morandi; uno spazio di formazione e masterclass diurne, che la sera diventa un club che si rivolge a cultori di cocktail premium.

Arrivati in pieno centro, all’interno di un palazzo prorio alle porte dell’antico ghetto, ci intratterniamo al Laboratorio Alchemico, “fabbrica” di mix innovativi con ingredienti ed infusi home made che si distingue per una filosofia ambientalista zero sprechi.

Prima di lasciare la città è d’obbligo ancora una sosta e precisamente al R2 Cocktail Lab, laboratorio di miscelazione del ristorante Radici, dove il barman Enrico Chillon ha sviluppato un menu dedicato alla città: ogni drink parla di vie, monumenti, quartieri e storie dell’urbe. Qui la cucina lavora in sintonia col banco, per cui ogni piatto ha un suo cocktail in pairing.

Mangiamo e partiamo per Treviso per infilarci nell’armadio delle meraviglie di Samuele Ambrosi. Il suo Cloakroom Cocktail Lab è un hub creativo in cui si ha l’imbarazzo nella scelta tra centinaia di referenze, cocktail invecchiati in terracotta, gin da tutto il mondo e corsi di formazione. Ambrosi sta inoltre preparando una sorpresa di nome Cloakroom Studios, ma ci teniamo lo scoop per i prossimi mesi.

Ultima tappa, Verona. La nostra prima fermata è al The Soda Jerk di Claudio Perinelli: entriamo da una porta in un vicoletto, suoniamo il campanello e scopriamo che gusto ha una formica, beviamo  in una coppa a forma di seno e sperimentiamo nuove combinazioni di sapori.

Nella città degli innamorati, proprio a pochi passi dalla casa di Giulietta, si trova anche Romeo, bistrot e cocktail bar dal bancone scintillante e imponente. Ubicato all’interno di un monastero del 1100, è un locale d’atmosfera, in cui sono racchiusi tutti i principali trend della miscelazione attuale. Qui Edoardo Bullio, giovane head bartender sperimenta volentieri con fermentati, vini di Jerez, spume e bicchieri creati ad hoc.

Storia e fenomenologia del Dry January

Dry Jennuary Hyper Low Gin
Hyper Low Gin, un un superalcolico destinato alla produzione di cocktail analcolici
Sempre più numerose le aziende italiane protagoniste del nuovo trend degli spirit a zero alcol. Un mercato in crescita, grazie alla maggiore attenzione dei consumatori verso un bere consapevole e a iniziative come il "gennaio asciutto" che fa sempre più proseliti nel Regno Unito

Gennaio è il mese in cui si concentrano tutte le migliori intenzioni. Arriva subito dopo un periodo di eccessi di vario tipo, alla fine dei quali si sente il bisogno di “darci un taglio” e gettare le basi per un nuovo anno ricco di buoni propositi. Poco importa che già a febbraio, nella maggior parte dei casi, questi progetti naufraghino rovinosamente (per ripresentarsi qualche mese dopo, in vista dell'estate e della prova costume). Tra le promesse più frequenti c'è quella di iniziare l'anno facendo una pausa dal consumo di alcolici. Questa promessa - nel mondo anglosassone - ha un nome e sempre più seguaci: il Dry January.

Nel 2013 il primo “gennaio asciutto”

Il “mese asciutto” nasce in tempi recenti. Il primo Dry January è del 2013, grazie a una campagna lanciata da Alcohol Change Uk, associazione benefica inglese che sensibilizza le persone a un consumo più consapevole e accende una lampadina sui numerosi problemi causati dall'abuso di alcol. La prima campagna ha avuto come testimonial Alastair Campbell, celebre giornalista e autore inglese, che ha prestato il suo volto e raccontato la sua esperienza passata di forte bevitore. Oltre a lui, hanno aderito numerose persone dal mondo dello spettacolo e dei media inglesi, contribuendo a fare da booster per le edizioni successive. Negli anni l'iniziativa è cresciuta, grazie anche al supporto del servizio sanitario nazionale e alle sue ramificazioni locali.

Dal 2016 esiste una app per tutti coloro che decidono di intraprendere Dry January e desiderano ricevere contenuti utili e motivazionali su come affrontare il mese. Non è facile comprendere appieno i numeri del movimento, perché è un'iniziativa principalmente individuale: un sondaggio promosso del governo inglese nel 2017 afferma che circa 4 milioni di britannici provano a dare un taglio al consumo di alcolici nel mese di gennaio. 130.000 di questi, nel 2021, ha scaricato l’app ufficialeTry Dry”, che offre consigli e motivazione ai suoi utenti.

Benefici per la salute

La domanda che sorge spontanea è: un mese di astinenza dall'alcol fa davvero la differenza sulla salute? Fin dal 2013 Alchol Change, con il supporto dell'Università del Sussex, ha cercato di dare risposta a questa domanda. I risultati sono molto incoraggianti: alla fine del mese di stop, 7 persone su 10 hanno continuato a bere significativamente meno anche nei sei mesi successivi. Circa un quarto delle persone che venivano classificate come bevitori “forti”, sono rientrate per il resto dell'anno nella categoria dei bevitori a basso rischio. Gli studi successivi hanno poi dimostrato numerosi effetti benefici che si hanno in termini di riduzione di massa grassa, colesterolo e zucchero nel sangue. Oltre a questi, miglioramento del sonno e della concentrazione e – per ultimo, ma non da ultimo – della forza di volontà: le persone che completano un Dry January avranno molta più facilità a intraprendere ulteriori iniziative basate sulla propria capacità di autocontrollo.

Calano le vendite di alcolici

In termini di vendite, il mese di gennaio ha un effettivo impatto negativo sulla vendita di alcolici. Il motivo però non è da ricondursi al Dry January, ma a una generale riduzione delle spese da parte degli individui, dopo il periodo delle festività. È interessante però vedere come lo stesso mese registri una notevole crescita delle vendite di bevande “sostitutive”: la birra analcolica, nel mese di gennaio, ha un incremento delle vendite del 37%, mentre le birre a bassa gradazione (da 0,5 a 3,5 gradi) arrivano in Inghilterra a vendere fino al 312% in più!

E i locali si attrezzano: proposte salutiste

Nel settore del fuori casa, già dal 2016 tutte le principali catene di pub della Gran Bretagna si sono adoperate per avere almeno una birra analcolica alla spina. Nei cocktail bar - soprattutto quelli frequentati da una clientela tra i 20 e i 35 anni – appaiono sempre più spesso i menu a grado zero, e anche dal punto di vista dell'offerta food, il mese di gennaio è associato a proposte dall'apporto calorico ridotto, e da un minor consumo di proteine animali.

Gli spirit no alcol: Italia protagonista nel settore

In Italia non ci sono particolari evidenze che possano ricondurre la riduzione del consumo di alcolici al Dry January, che probabilmente non è ancora abitudine radicata. C'è anche da considerare che i consumi alcolici pro-capite degli italiani sono notevolmente inferiori a quelli di molti altri Paesi, per cui “dare un taglio all'alcol” non viene percepita come un'urgenza da parte di molte persone. L'Italia si assesta su volumi di crescita del mercato No/Low più moderati rispetto agli altri, soprattutto per quanto riguarda il settore birre e vini analcolici. Dall'altro lato però, sono sempre più numerose le aziende italiane - piccole o grandi che siano - che stanno proponendo liquori e spiriti a zero gradi. Da poco più di un anno Martini produce due versioni non alcoliche dei suoi vermouth: Vibrante e Floreale. Non è un caso questo nuovi prodotti siano stati lanciati prima di tutto nel mercato anglosassone mentre per il loro debutto in Italia si dovrà aspettare ancora alcuni mesi.

Dall'altro lato, Campari ha da poco introdotto il progetto The Notes, che consiste in tre distillati analcolici dai profili aromatici ben distinti (Bitter, Vibrant e Hidden) pensati per essere bevuti lisci, oppure utilizzati come basi per cocktail. In questo caso il lancio è avvenuto in Italia e la linea viene proposta anche su altri mercati.

Anche la distilleria altoadesina Roner, celebre per la produzione di grappe e distillati di frutta, ha recentemente lanciato Virginia, un distillato analcolico a base di ginepro e botaniche alpine biologiche (leggi Virginia, lo spirit no alcol per la miscelazione di Roner)

Italianità chiave del successo

Sempre in questa categoria, un esempio di successo è quello di MeMento, nato nel 2017 come seguito di un bando di ricerca del Politecnico di Milano. A oggi produce tre blend aromatici che spaziano dall'intensità erbacea rinfrescante del primo alla balsamicità speziata di Blue, l'ultimo nato, che ha tra gli ingredienti acqua di mare (leggi MeMento Blu, il nuovo distillato analcolico dallo spirito mediterraneo). Il vrand ha riscontrato i primi successi in Nord Europa e oggi è importato in numerosi mercati, dal Nord America a Hong Kong e in gran parte dei Paesi del Golfo.

Fare leva sull'italianità è una delle chiavi del successo di MeMento, ed è un pattern sul quale hanno puntato anche altre piccole produzioni: Amaro Venti è un amaro che utilizza una botanica per ognuna delle regioni del Belpaese, ed esprime questa identità anche nella sua versione analcolica. Altra produzione recente è quella di Amàrico, che racchiude nella sua bottiglia quel gusto tipicamente italiano che è il “dolceamaro”, creando un prodotto analcolico simile a un cocktail Americano, bevibile sia liscio sia come base per essere allungato con un mixer.

Questi sono solo alcuni esempi di aziende italiane che si stanno guadagnando una fetta di questo mercato in espansione. Sono spesso piccole produzioni dotate di grande inventiva, come nel caso dell'ultimo esempio che riportiamo, Hyper Low Gin di Winestillery: un prodotto unico nella categoria, perché è un superalcolico destinato alla produzione di cocktail analcolici. Di fatto è un gin super concentrato, con ben 70 gradi alcolici. Basta però un singolo millilitro di questo all'interno di un bicchiere di acqua tonica, per avere un Gin&Tonic dalla gradazione alcolica inferiore al mezzo grado. In conclusione, il Dry January forse da noi non ha ancora attecchito, però ci stiamo organizzando per avere sempre più frecce al nostro arco...per quando lo farà.

Foamy, emulsioni perfette senza sprecare il latte

Prova cappuccio con Foamy
Matteo Beluffi e Marcello Marchitello hanno messo a punto un emulsionante di origine vegetali dalle prestazioni molto interessanti

Durante il lockdown sono stati avviati molti progetti e sviluppati nuovi prodotti. Tra questi c’è Foamy, un emulsionante totalmente di origine vegetale che, aggiunto all’acqua, con l’ausilio della lancia vapore dà una schiuma simile per consistenza e durata a quella del latte montato. Con i vantaggi di evitare sprechi di un alimento prezioso qual è il latte durante gli allenamenti di latte art e di essere non inquinante e atossico; una volta imparati i movimenti corretti si potrà calibrare la montatura con il latte utilizzato nel locale o da usare in gara. Un’alternativa vegetale come piace ai titolari di Bel.co, Dario e Matteo Beluffi. Quest’ultimo afferma: «Ci pensavo da tempo, soprattutto dopo un viaggio in piantagione in un paese molto povero come l’Ecuador e il conseguente desiderio di limitare lo spreco alimentare. Sul mercato da un paio d’anni c’è una formula concentrata (BCB) realizzata in Canada. Io e Marcello Marchitello (titolare della gelateria Gelatiamo di Rapolla – PZ, con cui è stata messa a punto la formula, ndr) ci siamo ispirati ad essa con l’obiettivo di migliorarla: grazie anche ai requisiti molto precisi e stringenti imposti dalle normative italiane abbiamo messo a punto un prodotto inodore, incolore, con pH neutro, non inquinante e atossico con cui si realizza una crema densa e stabile (circa 2 minuti). Non va assolutamente ingerito e a fine lavoro è importante pulire a fondo la lancia vapore con un detergente apposito». La messa a punto della formulazione è avvenuta nell’arco di otto mesi, in cui Matteo e Marcello si sono confrontati da remoto e hanno via via migliorato la formulazione, fino a individuare la più soddisfacente, in commercio da pochi mesi. L’utilizzo è semplice, ma richiede una certa precisione. Con una boccetta da 30 gr si possono trasformare 15 litri di acqua in una bevanda emulsionata simile al latte: la formula esatta è di 2 gr (48 gocce) per litro. Così, per realizzare un singolo cappuccino si devono versare 7 gocce in una lattiera con 150 gr di acqua; una volta versato, il prodotto (molto solubile) non va mescolato: è sufficiente un lieve movimento della lattiera. Il liquido dapprima incolore, via via che si scalda e monta assume la colorazione e la consistenza del latte montato. Si suggerisce di prendere il via da una temperatura di circa 4°C e di non andare oltre i 50-60 (se si scalda ulteriormente verso i 70° potrà causare qualche bolla in più). Al termine dell'utilizzo, smaltire il prodotto nel lavandino avendo cura di risciacquare con abbondante acqua la macchina e tutte le attrezzature che sono entrate in contatto con il prodotto.

Foamy è disponibile in boccette da 30 ml (sono allo studio nuovi formati) anche in box risparmio (x6/x12) Si consiglia di conservarlo in luogo fresco nel pack originale, ben chiuso, lontano da fonti di calore e di non trasferirlo in altri contenitori. È distribuito da Bel.co Srl

Matteo Beluffi è nel mondo del caffè dal 2012, dal 2015 si occupa di formazione, è consulente di numerose aziende del mondo del caffè e dal 2019 anche per il settore di bevande e alimenti vegetali. È Ceo di Bel.co, che distribuisce Foamy.

Marcello Marchitello dal 2007 è titolare della caffetteria-bar-gelateria Gelatiamo di Rapolla (PZ). Barista e barman ha messo a punto insieme a Beluffi Foamy, che oggi produce.

Rinviate a marzo le date di Sigep 2022

Nuove date Sigep
Si svolgerà in presenza dal 12 al 16 marzo The Dolce World Expo, inizialmente programmata a gennaio, a causa dell'attuale evoluzione della pandemia

Ieg - Italian Exhibition Group ha comunicato di avere posticipato lo svolgimento di Sigep - The Dolce World Expo, in programma nel prossimo mese di gennaio, tra il 12 e il 16 marzo 2022.

Come spiega la nota diramata, le associazioni di categoria alla luce degli attuali indicatori pandemici valutano impossibile una visitazione significativa tanto dall’Italia, quanto dall’estero, Europa compresa. In particolare, le sollecitazioni pervenute in tal senso da tutte le compagini associative di Sigep hanno messo Ieg nelle condizioni di prendere atto che l’evoluzione della pandemia non consentiva di mantenere la manifestazione nella terza decade di gennaio. Di qui la decisione di uno spostamento in quella che è stata identificata quale migliore data possibile, nel mese di marzo. Questo al fine di mantenere alti standard qualitativi e quantitativi di visitazione, nazionale e internazionale e garantire agli operatori un evento di business ampio e performante.

Sono state variate anche le date di Vicenzaoro January -The Jewellery Boutique Show, dal 17 al 21 marzo 2022, nuovamente in accordo con il mercato, le associazioni di categoria, le aziende e gli operatori.

Rinvio a marzo per Sigep 2022

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A causa della pandemia la fiera di Rimini viene spostata dalle consuete date di fine gennaio: si svolgerà dal 12 al 16 marzo 2022

Dal 12 al 16 marzo. Sono queste le nuove date previste per il Sigep 2022, l'evento fieristico di riferimento per tutto il mondo dolce. Inizialmente previsto e poi confermato per le consuete date di fine gennaio (dal 22 al 26 gennaio), Sigep, evento organizzato da Ieg - Italian Exhibition Group, cerca dunque una nuova collocazione in primavera per garantire lo svolgimento delle fiera in presenza, allontanandosi dalle difficili date invernali e dai problemi legati alla pandemia.

«L'evoluzione della pandemia non consentiva la manifestazione in gennaio»

«Le associazioni di categoria alla luce degli attuali indicatori pandemici valutano infatti impossibile una visitazione significativa tanto dall'Italia, quanto dall'estero, Europa compresa», spiega Ieg in una nota diffusa alla stampa oggi pomeriggio. «In particolare, le sollecitazioni pervenute in tal senso da tutte le compagini associative di Sigep hanno messo IEG nelle condizioni di prendere atto che l'evoluzione della pandemia non consentiva di mantenere la manifestazione nella terza decade di gennaio. Di qui la decisione di IEG di uno spostamento nella miglior data possibile, quella del mese di marzo». Appuntamento dunque rinviato alle nuove date, dal 12 al 16 marzo 2022.

Acqua San Cassiano Gala premiata con il Best Packaging 2021

Acqua San Cassiano_Linea Gala
La nuova bottiglia dedicata al fuoricasa e ispirata alle forme dell'acqua si è aggiudicata il prestiogioso premio dell'Istituto italiano imballaggio nella categoria Imballaggio contemporaneo

Era la scorsa primavera quando Acqua San Cassiano presentava Gala, la nuova raffinata bottiglia in vetro dedicata ai locali che fanno dell’eleganza del servizio un loro tratto distintivo. E l’accattivante design della nuova bottiglia che custodisce l’acqua minerale del marchio del gruppo Togni, oltre ad aver conquistato gli occhi dei consumatori non è passato inosservato neanche agli esperti di pack. Non a caso Gala è stata insignita del premio Best Packaging 2021 - Oscar dell’imballaggio, promosso dall’Istituto italiano imballaggio, con il patrocinio della Fondazione Carta etica del packaging.

L’edizione di quest’anno del prestigioso premo ha voluto valorizzare le soluzioni che si sono distinte perché ispirate ai 10 valori della Carta etica del Packaging, ovvero ai valori che devono accompagnare lo sviluppo del packaging verso un futuro più consapevole, affinché l’imballaggio risponda in pieno ai bisogni del consumatore, dell’utilizzatore, dell’ambiente e della società. In linea con questo obiettivo un pack pertanto deve essere: responsabile, equilibrato, sicuro, accessibile, trasparente, informativo, contemporaneo, lungimirante, educativo e sostenibile.

In particolare, San Cassiano Gala è stata premiata nella categoria Imballaggio contemporaneo, dove il suo design si è distinto, come sottolineato dalla motivazione della giuria che sono valse il premio alla bottiglia: «Il design ricorda una goccia di acqua pura e merita una menzione per la contemporaneità dell’immagine e del pensiero sotteso, perfettamente calato nello spirito del nostro tempo e dei valori del territorio e dell’ambiente».

In formato da 75 cl, Gala si caratterizza infatti per il suo design raffinato, semplice ma di grande suggestione ispirato dalle forme dell’acqua, disegnato dal designer Marco Benetti che ha curato con l’agenzia di comunicazione dcm associati il progetto di rebranding e il nuovo pack. La forma semplice e cilindrica della bottiglia è impreziosita dall’increspatura dei cerchi concentrici che rendono l’effetto del tuffo di una goccia. L’utilizzo del vetro bianco, estremamente trasparente, esalta poi la purezza anche alla vista del contenuto: l’acqua che sgorga dalla sorgente San Cassiano, che sgorga da una spaccatura sul versante marchigiano del Monte Cucco, in località Capo d’Acqua. Acqua pura, equilibrata, ideale per le diete povere di sodio e ricca di sali minerali.

A sottolineare il legame con il suo territorio anche la nuova etichetta con il nuovo simbolo del logo, ovvero la rielaborazione di un quadrifoglio raffigurato in un bassorilievo presente all’interno dell’abbazia romano-gotica di San Cassiano, che si trova a pochi passi dalla fonte e fondata dai monaci benedettini tra il 1119 e il 1177. Etichette che anche con la loro veste cromatica vogliono richiamare i colori del paesaggio e trasmettere la forza e la tranquillità che infondono gli Appennini: il verde dei boschi e delle vallate per l’acqua naturale e il rosso brunito delle rocce per la frizzante.

Dalla leggenda all’after dinner con Morettino

Morettino in Moka
Morettino in Moka
La linea I Mori di Sicilia rende omaggio alla tradizione e al caffè intenso, tipicamente mediterraneo. Le ricette di due after dinner al caffè

In chiusura d’anno Morettino ha presentato due novità ispirate una alla storia e all’arte siciliana, la seconda offre due interessanti spunti per after dinner al gusto di caffè.

I Mori di Sicilia. Si narra che, intorno all’anno Mille, furono i Mori a portare per primi il caffè in Sicilia e a diffonderne la ritualità fatta di gesti lenti e profumi inconfondibili. Ad essi è legata la leggenda che vuole che durante la loro dominazione nel quartiere Kalsa di Palermo vivesse una bellissima fanciulla che un giorno incontrò un giovane e i due si innamorarono. La felicità della fanciulla svanì quando seppe che lui sarebbe tornato Oriente dove aveva moglie e figli. Amareggiata, decise di vendicarsi: durante la notte lo uccise e gli tagliò la testa con cui a creò un vaso dentro cui piantò dei semi di basilico che mise sul balcone. Innaffiato dalle sue lacrime, il basilico crebbe rigoglioso e destò l’invidia degli abitanti del quartiere che si fecero costruire dei vasi di terracotta a forma di Testa di Moro. Una tradizione prosegue da secoli nei balconi delle case siciliane.

A questa storia antica Morettino ha dedicato la collezione in edizione limitata I Mori di Sicilia disegnata da Alice Valenti, artista siciliana tra le ultime custodi dell’antica arte della decorazione dei carretti dell’Isola. Le latte decorate a mano riproducono i volti dei due personaggi e sono contenute in scatole che rileggono l mito dei due amanti. Nelle confezioni una miscela Morettino per moka: intensa, dal carattere tipicamente mediterraneo e dal sapore vellutato e persistente.

Coffee & spirits. Nicola Battista, sommelier del caffè e trainer di Coffee Mixology di Morettino ha messo a punto due after dinner, ideali per il capodanno. Facili da realizzare, esaltano il gusto e l’aroma del caffè e offrono un’occasione in più di vendita, sottolineando ancora una volta la sensibilità della Torrefazione nei confronti degli operatori.

Sant’Espresso Morettino. Ingredienti:  4,5 cl Bourbon Whiskey, 1,5 cl liquore cherry, 3 cl (1 tazzina) di espresso realizzato con caffè etiope (Ethiopia Espresso al Quadrato o Coffee Lab Ethiopia Yirgacheffe), 2 cl sciroppo di zucchero, 2 cl succo di limone, polvere di cacao.

Preparazione: mettere gli ingredienti in uno shaker con alcuni cubetti di ghiaccio e agitare energicamente; versare in un bicchiere tumbler e servire decorando con polvere di cacao.

Morettino in Moka (1-2 tazze). Ingredienti: 1 cl gin, 1,5 cl vino liquoroso, miscela biologica 100% arabica Morettino Terrae, cedrata, limone.

Preparazione: versare nella caldaia della moka il gin, il vino liquoroso e la cedrata fin sotto la valvola. Riempire il filtro della moka con il caffè macinato, avvitare e porre sul fuoco. Spegnere la fiamma quando il caffè raggiunge la metà del raccoglitore. Aspettare la completa estrazione e servire in coppa Martini; decorare con zest di limone.

Candida le tue ricette per Baritalia Lab a Lecce

Baritalia Lecce
Scopri l'elenco dei prodotti del paniere della tappa di Baritalia Lab, in programma a Lecce il 21 marzo 2022 al Cantiere Hambirreria. Compila il form per candidare la tua ricetta entro il 28 febbraio 2022

Baritalia Lab riparte da Lecce, con un tema nuovo di zecca e un tour d'Italia che toccherà cinque destinazioni inedite per il laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale, che nel 2022 concluderà il suo giro con la finalissima a Monte Carlo.

La prima tappa di Baritalia edizione 2022 si terrà a Lecce, lunedì 21 marzo al Cantiere Hambirreria (zona Obelisco, viale Università 23).

Il tema di quest'anno è la sostenibilità, riassunta nello slogan "A drink for the planet" (scopri qui le altre date di Baritalia 2022).

Ogni concorrente dovrà elaborare un cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi:
- riduzione degli sprechi;
- stagionalità;
- territorialità, intesa come luogo di appartenenza del prodotto sponsor o luogo di provenienza del candidato;
- sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile tra quelli promossi dalle associazioni riconosciute dal ministero per la Transizione Ecologica (scopri qui l’elenco).

Il meccanismo lo conosci: scegli il prodotto base di una delle aziende sponsor (quello per cui ti giocherai la finale di Monte Carlo), seleziona i prodotti del paniere che hai scelto di utilizzare insieme al prodotto base e il tipo di ghiaccio prescelto e inviaci la tua ricetta originale (ne puoi mandare fino a 5, ma non più di una per ogni prodotto sponsor).

Potrai ripetere la tua candidatura per tutte le tappe che desideri. Solo i vincitori di tappa non verranno selezionati per le tappe successive, in quanto già in possesso del pass per la finalissima di Monte Carlo.

LEGGI IL REGOLAMENTO COMPLETO

Compila il form per candidare la tua ricetta

Per candidarti alla tappa di Lecce di Baritalia Lab ti basterà compilare il form qui in basso (la data ultima per l'invio delle ricette è lunedì 28 febbraio): seleziona il prodotto sponsor con il quale partecipare, scegli almeno un altro prodotto dal nutrito paniere delle aziende sponsor (vedi l'elenco completo qui sotto) e inviarci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match. La sfida di Baritalia Lab a Lecce è riservata a chi come te è un bartender professionista e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta, verrai avvisato dalla redazione di Bargionale e sarai convocato per la tappa di Lecce.
In giuria troverai un ambassador per ognuna delle aziende partner, cui si affiancheranno giudici d'onore selezionati fra i maggiori esperti di mixology della Puglia.

MANDA LA TUA RICETTA PER LA TAPPA DI LECCE

I prodotti-base di Baritalia Lab a Lecce (ad oggi)

  • Aperitivo (Gamondi)
  • Campari (Campari Academy)
  • Cointreau (Molinari)
  • Gamma Lurisia Mixer gamma (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Gamma Organics by Red Bull (Red Bull)
  • Gamma sciroppi Syrup (DouMix?)
  • Grappa Nonino Monovitigno Chardonnay invecchiato in  barriques (Nonino)
  • Ron Barcelò Imperial (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Whisky The Famous Grouse Finest (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Whisky Tokinoka (Compagnia dei Caraibi)

I prodotti del paniere generale di Baritalia Lab a Lecce (ad oggi)

  • Amaro Cynar 70
  • Amaro Lucano Anniversario
  • Amaro Nonino Quintessentia
  • Bitter Gamondi
  • Cola Mondariz
  • Gin Bulldog
  • Gin The Botanist
  • Ginger Beer Seventeen
  • Grappa Nonino Tradizione  41°
  • Grappa Nonino Monovitigno Moscato
  • Liquore Ancho Reyes
  • Organics Bitter Lemon
  • Organics Viva Mate
  • Premix mixed berries Squeeze
  • Premix sweet&sour Squeeze
  • Premix yuzu Squeeze
  • Red Bull Energy drink
  • Sambuca Molinari extra
  • Soda Water East Imperia Superior
  • Tequila Corralejo Blanco
  • Vermouth di Torino Superiore Bianco Gamondi
  • Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi
  • Vodka Nemiroff
  • Whisky The Classic Laddie

I formati di ghiaccio Icecube tra cui scegliere 

  • Cube
  • Crushed
  • High Performance
  • Balls
  • Full Cube

Invia la tua ricetta

La raccolta delle ricette è terminata

Mazzetti d’Altavilla riconosciuta Marchio storico

Famiglia Mazzetti d'Altavilla
La famiglia Mazzetti d'Altavilla
Un 2021 pieno di soffììddisfazioni per la distilleria piemontese. Ai tanti premi conquistati dai suoi distillati si aggiunge il riconoscimento di Marchio storico di interesse nazionale del ministero dell' Sviluppo economico

È un regalo graditissimo quello che Mazzetti d’Altavilla ha trovato sotto l’albero: il riconoscimento di Marchio storico di interesse nazionale del ministero dello Sviluppo economico. La distilleria del Monferrato fa dunque il suo ingresso nella prestigiosa e ristretta lista che raccoglie gli storici marchi d'impresa italiani attivi da almeno cinquanta anni. Al registro dei Marchi storici di interesse nazionale, istituito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi, possono iscriversi i marchi utilizzati da più tempo per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un'impresa di eccellenza storicamente legata al territorio nazionale.

E lunga è la storia del marchio Mazzetti d’Altavilla nel comparto della distillazione. Il riconoscimento del ministero arriva alla fine di un anno nel quale l’azienda piemontese ha festeggiato i suoi 175 anni di attività ininterrotta. Un lungo cammino all’insegna della qualità e della continua evoluzione dei suoi distillati, a partire dalle grappe, che la famiglia Mazzetti, occhi con la sesta e settima generazione alla guida dell’azienda, ha condotto sempre in piena coerenza con i valori del brand.

Tante le referenze premiate nel 2021 

Ma il Marchio storico rappresenta “solo” l’ultimo riconoscimento arrivato alla distilleria in questo anno. Tra i successi le cinque medaglie, dei quali quattro ori e un argento, ottenuti all’Alambicco d’oro, il concorso nazionale indetto da Assaggiatori grappa ed acquaviti (Anag). Premiate con l’oro la Grappa Barricata 7.0 di Ruchè (alc. 43% in vol), ottenuta dalle pregiate vinacce del vitigno autoctono del Monferrato, e che si caratterizza per il sapore deciso e complesso, armonico, con una ottima persistenza aromatica dalla quale emerge una miscela di note floreali e speziate; e le grappe riserve Incanto e Alba. La prima è una grappa (alc 43% in vol) dal profilo aromatico fine e ampio con dolci note di miele, invecchiata in barrique che esalta al meglio la personalità del vitigno di derivazione, il Nebbiolo da Barbaresco. La seconda (alc 43% in vol) è invece frutto di un blend di Barolo ed Erbaluce, invecchiata per oltre diciotto mesi in barriques di rovere di Tronçais e poi affinata in botti di altri pregiati legni. L’altro oro è andato al Brandy Invecchiato 27 Anni (alc 43% in vol), dal colore ambrato brillante e dal carattere complesso e maestoso con i suoi ricchi sentori che denotano la sua lunga e adeguata permanenza nel legno. Ad aggiudicarsi l’argento la Grappa di Malvasia (al 43% in vol) della linea Radici, alla sua prima partecipazione a un concorso, dopo la creazione nel 2020 per valorizzare un vitigno autoctono monferrino a produzione estremamente limitata quale la Malvasia di Casorzo. Un distillato di grande morbidezza, alta maturità e dalle intense note fruttate e floreali, fra le quali spiccano la rosa e i frutti rossi.

A questi sono seguiti i riconoscimenti conquistati a The WineHunter Award del Merano Wine Festival, dove sono state quattro le referenze Mazzetti d’Altavilla premiate. A cominciare dal Platino andato al Brandy Invecchiato 35 Anni (alc 43% in vol) frutto di una stagionatura in pregiate botti di rovere avviata nel 1984, che gli regala complessi sentori aromatici e note uniche, dolci e morbide. Per proseguire con gli ori assegnati al liquore Liquirizia Mazzetti (al 21% in vol), ottenuto dall’infusione per 40 giorni di radici di liquirizia in grappa morbida invecchiata, e alla Grappa di Barolo Riserva (alc 43% in vol), invecchiata da 2 a 5 anni in legno di rovere e piacevolmente tannica, con lievi sentori floreali e di nocciola, liquirizia, vaniglia, tabacco. Per concludere con il Bollino Rosso al Bitter Mazzetti (alc 35% in vol) un apritivo, perfetto anche per la mixology, dalle spiccate note di rabarbaro e scorze di limone.

Infine i 5 Grappoli 2021 della Guida Bibenda, il massimo riconoscimento attribuito ai distillati che concorrono alla selezione firmata della Fondazione italiana sommelier, andati ancora a Incanto e alla riserva Segni. Ques’ultima è una grappa (alc 43% in vol) ottenuta da vinacce di Barbera e Dolcetto e sottoposta a uno speciale processo di stagionatura che prevede il passaggio del distillato in sei botticelle di essenze lignee differenti e di capacità diverse per cinque lunghi anni.

Torna a febbraio Expo Tecnocom, la fiera per i pubblici esercizi

Expo Tecnocom 2022
Dal 6 al 9 febbraio a Umbriafiere di Bastia Umbra la kermesse dedicata a tecnologie, prodotti, servizi e arredi per i pubblici esercizi, attività ricettive e laboratori di arte bianca. Con un ricco programma di appuntamenti

Torna a febbraio Expo Tecnocom, tra le principali fiere italiane interamente dedicate a tecnologie, prodotti, servizi e arredi per pubblici esercizi, attività ricettive e laboratori di arte bianca. La XVII edizione della kermesse, ideata e organizzata da Epta Confcommercio Umbria, si terrà dal 6 al 9 febbraio presso il centro Umbriafiere di Bastia Umbra (Perugia).

Nella cornice del centro fieristico domanda e offerta torneranno a incontrarsi dal vivo, dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia, per ripartire in grande stile. Ricchissimo il calendario di appuntamenti che attende il pubblico professionale, tra eventi, convegni, workshop, dimostrazioni tecniche e laboratori organizzati dalle aziende espositrici e dagli operatori di settore. Grandi nomi si alterneranno nelle performance tecniche e nei cooking show, da Mauro Uliassi e Katia Maccari a Giuseppe Amato e molti saranno i temi trattati.

Ideata e costruita per agevolare l’incontro tra imprese, esercenti e associazioni di categoria la rassegna è nata con l’obiettivo di sviluppare new business, favorire il confronto e l’aggiornamento degli operatori della filiera, puntando tutti nella stessa direzione: la soddisfazione del cliente.

Tre macro aree tematiche

Per facilitare l’orientamento dei visitatori e favorirne la ricerca merceologica la manifestazione conferma la sua suddivisione nelle tre macro aree tematiche: Food, Equipment e Contract. Materie prime, arredamento da interno ed esterno, impianti, attrezzature, macchinari, complementi e tanto altro, distribuiti in 4 padiglioni, per un totale di 16.000 metri quadrati e 300 stand.

Ad Expo Tecnocom si potrà trovare tutto quello che occorre per il business development e per ampliare e migliorare le potenzialità e gli orizzonti delle imprese. Molti anche i momenti di contatto tra professionisti e associazioni di categoria per lavorare insieme al raggiungimento di importanti obiettivi aziendali e per la migliore soddisfazione del cliente. La fiera vuole infatti anche confermarsi come luogo perfetto dove trovare idee, spunti e instaurare utili contatti per tutti quelli che desiderano avviare un'attività di ristorazione, bar, birreria, distribuzione alimentare, somministrazione e ricettività. Un servizio ineguagliabile che Confcommercio Umbria e Epta offrono da oltre trent’anni con professionalità, precisione e cura.

II tutto, ovviamente nel più scrupoloso rispetto del protocollo anticovid 19, per garantire la massima sicurezza agli operatorie visitatori.

Come partecipare

Expo Tecnocom si svolgerà dal 6 al 9 febbraio 2022 presso il centro Umbriafiere, in piazza Moncada a Bastia Umbra, dalle 9 alle 19 (solo il 9 febbraio la chiusura è alle ore 17).

Per ulteriori info: www.expo-tecnocom.it  Facebook: @expotecnocomitalia

Starbucks, il primo drive thru a Erbusco

Starbucks Arese
Nuove aperture ad Arese e Torino nel mese di dicembre e prossimamente nel comune della Franciacorta, a pochi chilometri di Brescia

Nuove aperture e nuovi format in questi giorni per Starbucks che porta continue innovazioni, unendo all’esperienza nel punto vendita l’innovazione digitale, al fine di soddisfare al meglio i clienti di ogni età, in ogni momento. Come sempre, i locali (con i due da poco aperti e il terzo in arrivo sono in totale 14) vengono gestiti in collaborazione con Percassi.

All’interno del centro commerciale Mondadori Il Centro di Arese (Mi) ha aperto il nuovo shop-in-shop Starbucks, ovvero un negozio all’interno di un megastore Mondadori. L’accesso all’ambiente caldo e dalle linee pulite può avvenire anche dal portico esterno del centro commerciale, che si apre sull’area esterna con alcuni posti a sedere. Qui, come all’interno, il wi-fi è sempre disponibile insieme a una buona tazza di caffè e alle numerose specialità proposte dalla Coffee Company, impegnata nell’approvvigionamento etico e nella tostatura di caffè arabica.

È stata poi la volta di Torino dove un’imponente opera di recupero del primo piano della stazione di Porta Nuova, Il Terrazzo, ha realizzato una terrazza food & lounge da poco inaugurata. Sono 2000 metri quadri con negozi e quattro chioschi, di cui uno è il Kiosk di Starbucks. Dedicato a chi è in viaggio e vuole dedicarsi una parentesi di tranquillità con uno dei suoi numerosi ricettati o un buon espresso, ma anche a chi farà visita al nuovo e ampio contenitore di bontà nel cuore di Torino.

Infine è in arrivo il primo negozio Drive Thru in Italia. Dapprima di diceva nel centro storico di Brescia, poi è la location è stata individuata a Erbusco, dove l’insegna sulla nuova struttura è visibile in via Rovato 43.

Si tratta di un periodo complesso per nuove aperture, considerate le nuove restrizioni legate al covid, alle quali risponde al meglio un locale che offre la possibilità di ordinare dall’auto la bevanda preferita e i prodotti del menu. In ogni caso, Vincenzo Catrambone, general manager di Starbucks Italia, si dice entusiasta «di introdurre in Italia nuovi format di store che sono stati scelti attentamente per dare vita alla migliore experienze, assicurandoci di continuare a soddisfare le esigenze in evoluzione dei clienti italiani».

Infine, da tempo la Catena suggerisce l’utilizzo di tazze riutilizzabili al fine di ridurre lo spreco di prodotti monouso che si possono evitare con un minimo impegno, evitando di accumulare nuovi rifiuti, anche se riciclabili o compostabili. Per questo offre uno sconto di 20 centesimi a chi si presenta nel locale con una propria tazza.

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