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Birra Raffo, la premium che parte dalla Puglia per conquistare il mercato nazionale

Brindisi con Birra Raffo Lavorazione Grezza tra Andrea Tortella e Viviana Manera
A Beer & Food Attraction di Rimini Fiera, Birra Peroni ha presentato la novità Birra Raffo Lavorazione Grezza. Nostra intervista a Viviana Manera, Marketing Director e ad Andrea Tortella, Sales Director.

Raffo è una birra lager chiara che nasce a Taranto nel 1919, prodotta dalla omonima azienda Fabbrica di Birra e Ghiaccio fondata da Vitantonio Raffo. Nel 1961 il marchio viene ceduto al gruppo Birra Peroni che passa poi in blocco nel 2016 alla multinazionale giapponese Asahi. Nel 1987 la produzione di Birra Raffo viene trasferita nello stabilimento di Bari, confermandosi come la birra protagonista del mercato del Sud Italia.

Dopo il recente rinnovamento della confezione Birra Raffo Originale (4,7% alc, grado amaro 12 Ibu), al recente salone Beer & Food Attraction di RiminiFiera il Gruppo Peroni ha lanciato la novità premium Birra Raffo Lavorazione Grezza, birra chiara a bassa fermentazione con macerazione a freddo, non filtrata e arricchita con cererali di Puglia non raffinati.
Di aspetto dorato velato, presenta un gusto rotondo e fresco, con un aroma maltato con un finale di note luppolate (4,8% alc, grado amaro 13 Ibu). Viene proposta in bottiglia 33 e fusto Pet da 20 litri, con un termine di conservazione di circa 6 mesi.

Con una immagine di grande impatto, la bottiglia in vetro scuro presenta una vistosa etichetta che, su fondo giallo, riporta la figura di Taras a cavallo di un delfino. Mitologica figura greca, figlio di Poseidone e della ninfa Satyria, Taras è considerato il protettore della città di Taranto, unica colonia spartana fondata nel VIII secolo a.C. e diventata presto potente grazie al suo porto commerciale (suddiviso in Mare Grande e Mare Piccolo) sempre al riparo dai venti, posto in una posizione strategica nel mar Mediterraneo.

Riportiamo le dichiarazioni rilasciate nel corso della nostra intervista da Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni e da Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni.

Quali sono i trend in crescita nel mercato birra e quali sono le caratteristiche principali di Raffo Lavorazione Grezza?

Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni

 «Il mercato della birra è diventato sempre più rilevante negli ultimi anni - afferma Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni - generando anche una cultura più ampia intorno al prodotto, una domanda di proposizioni sempre più premium e la ricerca di innovazioni. 'In questo contesto, i brand locali rappresentano un segmento rilevante all’interno della categoria che continua a crescere anno dopo anno perché risponde esattamente a queste richieste dei consumatori. E, è proprio da queste premesse che siamo partiti per il rilancio di un brand come Raffo e di Raffo Lavorazione Originale. Un brand saldamente legato alla terra in cui è nato, la Puglia e i suoi valori, che rispecchiano in pieno le caratteristiche della sua regione di origine, dove per altro è molto amato.

Raffo Lavorazione Grezza, lanciata proprio in occasione di Beer & Food Attraction 2024, è una birra dal gusto rotondo, fresco, con un aroma maltato e note amare luppolate sul finale. L’abbiamo chiamata “Lavorazione Grezza” perché è fatta con i cereali di Puglia non raffinati e, in generale, il suo processo produttivo è stato curato in ogni singola fase affinché la birra arrivasse quanto più autentica possibile al consumatore, “grezza” appunto, preservando la composizione, gli aromi e i colori naturali delle materie prime. Abbiamo voluto sottolineare ancora di più le sue origini - conclude Viviana Manera Marketing Director Birra Peroni - e il suo essere “grezza” creando appositamente una nuova bottiglia e una identità forte: la bottiglia che richiama le onde del mare, incise nel vetro, l'etichetta gialla e dalla texture grezza che rende che rende intuitive le sue caratteristiche al consumatore. Infine, sempre sull’etichetta è presente un invito a berla “croccante” ovvero ghiacciata, come vuole la tradizione pugliese».

In che modo e con quali prodotti state investendo sul mercato HoReCa?

Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni

«Siamo convinti che la premiumizzazione sia la chiave del successo - afferma Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni - e intorno a questo principio abbiamo costruito la nostra strategia e le 3 grandi aree in cui stiamo implementando i progetti per il canale. In primis, il portafoglio: continueremo a rendere sempre più premium il nostro portafoglio, portando ai clienti un’offerta sempre più completa. La più grande novità in questa area è Raffo, sia il lancio nazionale di Ricetta Originale sia quello Raffo Lavorazione Grezza. In secondo luogo, il livello di servizio: anche nel 2024 continueremo a lavorare per migliorare la qualità del modo in cui approcciamo al mercato e lo attiviamo, e questo vale tanto per il distributore quanto per il punto vendita. In quest’area, uno dei progetti più rilevanti è il portale birraperoniperte.it con cui, attraverso i benefici della digitalizzazione, offriamo ai clienti sempre più velocità, maggiori informazioni e un supporto ancora più efficace. Infine, la formazione con la quale mettiamo al servizio del canale la nostra esperienza tanto in quegli aspetti che attingo più strettamente alla cultura della birra e al suo consumo quanto in quegli aspetti di gestione della complessità di cui parlavamo prima, con l’obiettivi di supportare i clienti nel cogliere tutte le opportunità che si presenteranno».

 

Buone Feste da Sgrappa Limited Edition

Buone Feste da Sgrappa Limited Edition
Lanciata per le feste di Fine Anno la Limited Edition di Sgrappa, distillata da uve rosse piemontesi, in bottiglie 70 cl dall'aggressiva grafica Art Déco.

Sgrappa, la grappa rivoluzionaria nata con la volontà di proporre in modo radicalmente diverso, originale e contemporaneo uno dei distillati più rappresentativi del Made in Italy, presenta per Natale e per le Feste di Fine anno la sua prima limited edition, in cui le forme sinuose della bottiglia sono avvolte da una illustrazione in bianco e nero dal sapore retrò che rende omaggio alla natura miscelabile di Sgrappa, evocando il mondo e le atmosfere della mixologia.

Dopo il successo del lancio della campagna digital dedicata ai due nuovi cocktail Espresso (S)martini e Caffè (S)corretto – inaugurata da I Soliti Idioti e con protagonisti nei prossimi mesi i The Jackal e Il Milanese Imbruttito –, Sgrappa conferma il suo carattere non convenzionale animando la festività più tradizionale dell’anno con una nuova edizione, inaspettata e dirompente, in cui lo spirito provocatorio del brand viene ora reinterpretato in maniera inedita.

Per sottolineare l’identità miscelabile di Sgrappa, la creatività della limited edition si sviluppa in un racconto in cui diversi personaggi celebrano la convivialità e l’arte della mixology contemporanea.
Un ironico cortocircuito nasce dall’incontro tra il creativo manager Paolo Dalla Mora, il tratto in aggressivo stile Art Déco del disegno e l'inconfondibile gesto artistico a firma di Maurizio Cattelan (irriverente dito medio alzato) che, dall’interno della bottiglia da 70 cl, diventa ora protagonista della superficie.

Acquistabile sul sito sgrappa.com, la special edition Sgrappa è l’idea regalo perfetta – o per qualcuno forse il pensiero che non si vorrebbe mai ricevere! – per sorprendere con ironia a Natale, periodo di convivialità per eccellenza, in cui gustare questo distillato moderno che raggiunge la sua massima espressione nella miscelazione, come dimostrano l’ironica drinklist del brand e i nuovi drink al caffè Espresso (S)Martini e Caffè (S)corretto.

Espresso (S)grappa e Caffè (S)corretto con Sgrappa

I nuovi drink al caffè per le tavolate delle feste

La nuova limited edition diventa la protagonista delle tavole più irriverenti, rese ancora più fuori dagli schemi da Sgrappa che, per la sua essenza versatile, può accompagnare ogni momento delle festività natalizie, dai brunch, ai dopo pasto, fino alle piacevoli serate trascorse a chiacchierare o svagarsi con i più tradizionali giochi di società.

Rivisitazione dell’Espresso Martini, uno dei cocktail più amati nel mondo della mixologia e in cima al ranking del IBA-International Bartender Association, l’Espresso (S)martini racconta l’immaginario cosmopolita e visionariodi Sgrappa. Nell’Espresso (S)martini la Sgrappa miscelata esalta l’aroma deciso del caffè dando origine a un drink dal sapore avvolgente e intenso da sorseggiare in buona compagnia.

Simbolo di una tradizione che coniuga il distillato al caffè, invece, il Caffè (S)corretto è una nuova versione del digestivo fine pasto considerato ironicamente l’elisir di lunga vita degli Alpini. Combinando all’inconfondibile essenza dell’espresso l’irriverenza di Sgrappa, il Caffè (S)corretto è una celebrazione del Caffè corretto diventato, in un mondo sempre più frenetico, un rituale con cui riscoprire il piacere di stare insieme, anche senza far nulla, dopo i lunghi pasti natalizi.

Grappa piemontese d'Autore

Prodotta artigianalmente in Piemonte, Sgrappa è una grappa dallo spirito forte, ma solo all’apparenza. Le vinacce da uve rosse, umide e ricche di profumi, vengono lavorate con piccoli alambicchi discontinui in rame a getto di vapore, per ottenere la flemma, che poi viene passata in una moderna colonna di rettifica per ottenere la massima pulizia al naso.
Nel bicchiere si ritrovano ricordi di frutta e fiori bianchi, ma il finale è schietto, dove emerge delicatamente la materia prima, le bucce dell’uva.
Al palato questa grappa conferma la sua natura, con un’ottima corrispondenza dei profumi, ed un finale elegante di uva passa. Dal gusto pulito e leggero, invita ad un secondo sorso, quasi necessario per apprezzare in pieno le sue caratteristiche.

Caffè Trucillo Family Notes, un libro giovane 74 anni

La famiglia Trucillo nel deposito di caffè
Con il libro Trucillo Family Notes, Caffè Trucillo di Salerno ha festeggiato i 74 anni di attività insieme con i 25 anni di Accademia del Caffè.

Storica torrefazione di Salerno fondata nel 1950 da Cesare Trucillo, Caffè Trucillo è tuttora guidata dalla omonima famiglia con una scelta decisa per il canale horeca che rappresenta il 90% della distribuzione.

Questo storico legame è stato rafforzato nel 1998 con la fondazione dell'Accademia del Caffè, prima struttura del genere attiva nel Sud Italia, voluta dai titolari Fausta Colosimo e Matteo Trucillo con l'obiettivo di diffondere e approfondire la cultura del caffè di alta qualità.

In occasione delle recenti celebrazioni dei primi 25 anni dell'evento, è stato presentato il volume "Trucillo Family Notes" composto da 120 pagine riccamente illustrate che riporta la storia imprenditoriale dell'azienda, dalla nascita fino ai giorni nostri, a dimostrazione che ogni impresa che voglia avere un futuro deve avere solide radici.

La condivisione del sapere del caffè è stata la base sulla quale è stata costruita la presenza internazionale della torrefazione di Salerno, le cui miscele sono presenti nelle più rinomate strutture dell'ospitalità e della ristorazione di oltre 40 Paesi. Nelle moderne sale dell'Accademia del Caffè sono finora passati oltre 10mila professionisti e appassionati. Non a caso è stata sede della Tappa Sud dei celebri Campionati Italiani 2022 e 2023 Sca Italy.

«L'Accademia è per noi un asset vincente di crescita - sottolinea Fausta Colosimo, Head of International Markets di Caffè Trucillo - affermando i nostri valori nel canale horeca. Per noi infatti conta solo ed esclusivamente poter garantire ai nostri clienti un caffè di altissima qualità che andiamo direttamente a selezionare nei Paesi produttori, fornendo loro tutti gli elementi di conoscenza che siamo in grado di condividere, affinché possano verificarne direttamente le caratteristiche di qualità. In questa direzione va anche la nostra proposta di prodotti, una gamma molto ampia di miscele pensate appositamente per il canale Bar, realizzate con diversi metodi di estrazione, dal caffè in grani al monoporzione in cialde. Sia per rispondere alle esigenze di pubblici esercizi di diverse dimensioni, sia per accontentare le diverse abitudini e preferenze di consumo, nei più diversi contesti culturali delle aree del mondo in cui operiamo».

Fausta Colosimo, Head of International Markets di di Caffè Trucillo

Birre ABInBev, promossi Arnaud Hanset in Europa, Ief Timmermans in Italia

Brindisi ABInBev
Aria di promozioni in ABInBev: Arnaud Hanset è diventato Presidente della Business Unit Central Europe lasciando la carica di Country Director Italia a Ief Timmermans.

Con oltre 500 marchi, ABInBev è il maggiore produttore mondiale di birra. Di recente c'è stato un avvicendamento nelle cariche sociali. Arnaud Hanset (già Country Director Italia) è diventato Presidente della Business Unit Central Europe, il suo posto è stato affidato a Ief Timmermans.

Arnaud Hanset Presidente Business Unit Central Europe

Entrato nel settore marketing di ABInBev nel 2009, Arnaud Hanset ha lavorato per i diversi marchi del gruppo, fino a diventare Direttore Marketing nel 2015. Promosso nel 2020 come Country Director e Amministratore Delegato Italia di ABInBev, Arnaud Hanset ha puntato sui prodotti premium e superpremium e nella ripresa del canale on trade dopo la pandemia, conseguendo ottimi risultati.
«Ringrazio di cuore il fantastico team - ha dichiarato Arnaud Hanset -  che mi ha supportato in questi anni alla guida dell'Italia in cui abbiamo ulteriormente accelerato lo sviluppo di ABInBev in questo magnifico Paese. Sono davvero onorato ed entusiasta per la nuova avventura come Presidente della Business Unit Central Europe e desiderio fare un grande in bocca al lupo a Ief Timmermans che mi succederà».

Ief Timmermans Country Director Italia

Entrato a far parte di ABInBev come Category Manager in Belgio nel 2014, Ief Timmermans in pochi anni ha raggiunto notevoli traguardi soprattutto con un aumento della redditività grazie ai brand superpremium, portando Stella Artois al secondo posto nel mercato belga della Gdo.
«E' un grande onore raccogliere l'eredità di Arnaud Hanset - ha sottolineato Ief Timmermans - e mettermi alla prova in un mercato così affascinante, un Paese in cui per tradizione e cultura enogastronomica  vi è una naturale spinta verso i segmenti premium e superpremium, prodotti di qualità su cui vogliamo continuare a puntare e dove siamo convinti di poter crescere ancora».

ABInBev, una lunga e intricata storia di acquisizioni e fusioni 

AB InBev è la società leader mondiale della birra, quotata in borsa e con sede a Leuven, in Belgio. Le radici europee risiedono nel birrificio di Den Hoorn a Leuven, in Belgio. La società può contare su un portfolio diversificato di oltre 500 brand che comprende marchi globali come la statunitense Bud/Budweiser, la messicana Corona e la belga Stella Artois; marchi multi-paese come la tedesca Beck’s, la sudafricana Castle, le belghe Hoegaarden e Leffe; marchi locali come Aguila (Colombia), Antarctica (Brasile), Bud Light (Usa, top delle vendite), Brahma (Brasile), Cass (Corea del Sud), Cristal (Belgio), Harbin (Cina), Jupiler (Belgio), Michelob Ultra (Usa), Modelo Especial (Messico), Quilmes (Argentina), Victoria (Belgio), Sedrin (Cina) e Skol (Brasile). L'azienda conta circa 164.000 dipendenti, di cui 12.000 solo in Europa. Uffici e birrifici sono presenti in 18 Stati dell'UE, compreso il Global Innovation Centre che ha sede a Leuven, in Belgio.

logo ABInBev

La società nasce in Belgio nel 1987 come ampliamento del birrificio Den Hoorn, acquisendo marchi come Stella Artois, Leffe e Hoegaarden, dandosi il nome Interbrew. Dopo l'acquisizione della tedesca Beck' nel 2001, nel 2004 acquisisce la brasiliana Ambev  ribattezzandosi InBev. In seguito nel 2008 la strategica fusione con la nordamericana Anheuser-Busch (Bud/Budweiser), seguita dall'acquisizione nel 2015 della sudafricana/nordamericana Sab-Miller che dà vita all'attuale ABInBev.

Alcune delle 500 specialità ABInBev

I brindisi sono più festosi con le Birre di Natale

AssoBirra, birre di Natale in tavola
Fine anno effervescente per il mercato birrario, dal concorso XMas Beers di Unionbirrai, alla ricerca Cerb-AssoBirra, alle proposte in tema di Forst, Menabrea, Theresianer, Baladin, Compagnia dei Caraibi - Right Beer, L'Orso Verde, QBA - Quality Beer Academy, Birra Dolomiti, Menaresta.

Ai brindisi delle feste a base di bollicine di origine enologica (vini spumanti, Champagne, Prosecco...), si stanno aggiungendo sempre più spesso brindisi a base di specialità birrarie appositamente realizzate per il Natale.

Nord e centro Europa da secoli danno vita a birre stagionali, a cominciare da quelle create appositamente per le festività di fine anno come il Natale, dal Belgio alla Germania, dall'Inghilterra alla Scozia, dalla Francia alla Danimarca.

Di base si tratta di arricchimenti e aromatizzazioni relativi a birre doppio malto realizzati con particolari tostature di malti, spezie, cannella, vaniglia, caffè, cacao, castagne, miele, frutta, passaggio in botti dai legni più diversi, ma tutte caratterizzate da indicazioni e/o confezioni speciali riferite al periodo di fine anno come Christmas, XMas, Nöel, Winter.

Al MediBeX di Bari il concorso XMas Beers di Unionbirrai

Da alcuni anni questa tradizione ha coinvolto anche diversi produttori e distributori italiani, dalle filiali delle multinazionali ai birrifici artigianali, tanto che Unionbirrai (l'associazioone dei piccoli birrifici indipendenti) realizza da tre anni un apposito concorso sulla creatività nazionale: XMas Beers che quest'anno si terrà a Bari lunedì 18 dicembre nel corso del MediBeX, Mediterranean Beer Experience. Non solo. Ai concorrenti sarà richiesto di proporre il miglior abbinamento gastronomico come quello con il panettone. Quest'anno i protagonisti sono il Panettone Artigianale Tradizionale e il Panettone Artigianale al Cioccolato Creativo, doppio titolo vinto del Panificio Pompilio di Ariano Irpino (Avellino) alla settima edizione del concorso Maestro Panettone di goloasi.it

Le caratteristiche richieste dal bando del concorso XMas Beers 2023 (3.a edizione) di Unionbirrai per identificare una birra di Natale sono:
a) Gradazione alcolica sopra al 6,5%
b) Amaro fra medio e moderato max 70 IBU
c) Acidità non caratterizzante
d) Potranno avere note speziate e/o di zuccheri canditi, frutta rossa
e) Riportare un chiaro riferimento al Natale o all’inverno nel nome della birra stessa o nella descrizione in etichetta.

Il trend di mercato secondo CIB - AssoBirra

Questo il trend rilevato secondo l'ultima indagine BVA Doxa per il Centro Informazione Birra - CIB di AssoBirra (l'associazione dei produttori di birra e malto):
«Durante le festività natalizie si evidenzia un tendenziale - precisa Alfredo Pratolongo, presidente AssoBirra -  ma sempre moderato, aumento medio settimanale del consumo di birra, che passa da circa 2 volte a settimana a 2,3, preferendola in accompagnamento con il cibo, durante la cena (67%), l’aperitivo serale (43%) e il pranzo (31%). Con un’evidenza su tutte: persino durante il tradizionale pranzo di Natale la birra non abbandona la tavola. Un italiano su due ha, infatti, abbinato la “bionda più amata” ad un pranzo delle feste, ma non solo, il 78% del campione dichiara di voler festeggiare abbinando la birra ai propri piatti preferiti. Anche durante il cenone di Capodanno la birra diventa protagonista: il 30% degli italiani ha infatti brindato con la birra, percentuale che cresce al 43% se si guarda alla Gen. Z. Un modo anche per rinnovare la tradizione, secondo il parere del 64% degli intervistati».

«La birra è ormai entrata a far parte delle nostre tradizioni, ritagliandosi una centralità anche durante le festività natalizie - dichiara Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra - e un ruolo da protagonista in tavola durante la cena della Vigilia e il pranzo di Natale, in abbinamento ai piatti tipici. Ma non solo, abbiamo visto quanto la birra possa essere un’idea apprezzata per un regalo originale, che può far scoprire ai consumatori un nuovo lato della bevanda, un interesse che, come AssoBirra, ci auguriamo continui a crescere. La birra genera un significativo valore sociale per il nostro Paese perché è entrata a pieno titolo nelle abitudini di consumo moderato degli italiani e nelle loro occasioni di convivialità, e questi ultimi dati ne sono un’ulteriore conferma. L’Italia, oltre a ricoprire un modello di produzione ed export, rappresenta quindi un esempio virtuoso per il consumo della birra: infatti, grazie alla sua leggerezza, alla varietà e al gusto, si può accompagnare a tutti i pasti, con un consumo che si inserisce in uno stile di vita improntato al benessere e all’equilibrio, nel corso di tutto l’anno”.

Ventesima edizione di Forst Birra di Natale

Birra di Natale Forst Limited Edition è di nuovo disponibile nell'attesa versione da collezione in vetro decorato da 2 litri, anche questa volta con un dipinto fatto a mano dall’artista Franz. J. Platter, realizzato in occasione della storica ricorrenza, il Ventesimo Compleanno.

 

La decorazione artistica si ispira ai simboli di Birra Forst, riportando numerosi elementi decorativi: per la festa di Natale, tre angeli cherubini portatori di speranza, fede e carità si librano sugli elementi di Birra Forst, tre abeti decorati con stelle brillanti che rappresentano i vent'anni della Birra di Natale Forst.

Anche le tre corone sul fusto di birra brillano d'oro. Lo stemma della corporazione dei birrai e delle malterie, nell'angolo sinistro, e lo stemma Forst, nell'angolo destro, riflettono la tradizione della birra altoatesina di Lagundo (Bolzano). La pietra di zaffiro blu, finemente incastonata, è dipinta con la stella del birraio color oro, che ha uno stretto legame cristiano con il Natale e ne trasmette lo stesso messaggio.
Fatto a mano, il dipinto viene fissato alla bottiglia da 2 litri attraverso diverse fasi molto elaborate e mediante processi di cottura, rimanendo fedele all'originale e perfettamente riconoscibile nei dettagli.
La Birra di Natale Forst (5,2% alc) può vantare un bel colore ambrato e un gusto piacevolmente luppolato e maltato, una spuma dalla fine alveolatura e viene imbottigliata nel piccolo impianto di produzione in botti di Birra Forst.

Birra Forst è stata la prima azienda italiana a introdurre venti anni fa la tradizione nordica della Birra di Natale o Christmas Brew, proponendola come ideale accompagnamento alle gustose pietanze tipiche e saporite di questo momento dell’anno. Per la sua degustazione è disponibile un boccale natalizio dai caldi colori festivi quali il rosso, il verde e l’oro.
Oltre alla rinomata bottiglia da 2 litri in vetro, Birra di Natale Forst è disponibile anche in fusti da 15 e 30 litri, nel pratico fustino Forsty da 12,5 litri, in bottiglie da 33 cl e nella Valigia di Natale (novità 2023) idea regalo che comprende 3 bottiglie da 33 cl, due boccali da 20 cl e una serie di accessori in tema.

Christmas Beer o Birra di Natale, la rossa di Menabrea

Birrificio attivo più antico d’Italia, Menabrea (gruppo Forst) torna con la sua speciale Christmas Beer o Birra di Natale per celebrare le feste con il gusto speciale di una birra che viene prodotta esclusivamente per le feste.
La ricetta di Natale dell’antico birrificio di Biella è una speciale rossa di antica tradizione, dal tenore alcolico non troppo elevato, (5,2% alc) caratterizzata da una spiccata aromatizzazione, ottenuta con l’impiego di malti speciali.
Oltre alla tradizionale bottiglia da 2 litri con tappo meccanico e le bottiglie da 33 cl, quest’anno Menabrea presenta, oltre al Fusto da 15 litri, il Mini Fusto da 5 litri da portare direttamente in tavola. Oltre alla classica scatola in cartone con 10 bottiglie da 33 cl, sono disponibili confezioni regalo come Christmas Box con 6 bottiglie da 33 cl e 2 bicchieri personalizzati.

Theresianer Winter Beer, omaggio alle Dolomiti

Theresianer rende omaggio al fascino delle Dolomiti e alla magia della loro luce cangiante con gli ormai iconici Winter Beer e Calendario dell’Avvento 2023.
Doppio malto non filtrata ad alta fermentazione (9% alc), Winter Beer Theresianer è leggermente speziata, con deliziosi profumi di frutta secca e delicate note di tostato. Da assaporare in abbinamento a formaggi stagionati o con cioccolato fondente, si rivela anche come birra da meditazione. Per l’inverno 2023 Winter Beer è disponibile anche in una elegante confezione regalo in scatola bianca che racconta i colori delle Dolomiti d’inverno, e con il profilo di un maestoso cervo.
La stessa visione ha il Calendario dell’Avvento 2023 che svela nelle sue caselle tante sorprese per 24 giorni di degustazioni nella miglior tradizione birraria mitteleuropea. Un percorso nel gusto fino al gran finale della Vigilia di Natale: l’esclusiva Winter Beer in edizione limitata ed esclusiva formato 33 cl.
L’offerta natalizia si amplia ulteriormente quest’anno con nuovi Gift Pack: il prezioso distillato di birra Bierbrand è accompagnato da due bicchieri da degustazione dal design elegante ed iconico, mentre Theresianer Gin, il distillato che vanta il luppolo tra i suoi botanical, è proposto insieme ad una coppia di calici balloon personalizzati, ideali per preparare i migliori cocktail.

Compagnia dei Caraibi distribuisce Right Beer Testadariete Père au Chocolat

Il nome Père au Chocolat (Babbo al Cioccolato) è una crasi tra Père Noël e Pain au Chocolat, un nome che richiama il Natale e rievoca il sapore dei dolci da forno con aggiunta di pere e cioccolato.
Birra scura (tonaca di frate) di ispirazione belga (9,5 % alc), è arricchita da una purea di Pere Williams, da un blend di Cacao purissimo Bio e da un grist di malti selezionati per valorizzare le sensazioni di cioccolato. Di gusto dolce, ben bilanciato, presenta aromi di pera (ovviamente), frutta sotto spirito, frutta secca, note tostate e cioccolato.

Testadariete è una Beer Firm cooperativa; ogni ricetta è brassata a quattro mani, è pensata per dare spazio alla creatività dei migliori mastri birrai italiani ed è esclusiva del catalogo Right Beer.

Azienda specializzata nella distribuzione di birra artigianale italiana, Right Beer è entrata a far parte di Compagnia dei Caraibi ad aprile 2022. Con oltre 500 referenze firmate da 17 produttori artigianali di eccellenza, dal nord al sud della Penisola, Right Beer è diventata un riferimento nella divulgazione della cultura birraria e della qualità della birra artigianale italiana.

Nöel Orange & Cacao, un dolce liquido firmato Baladin

Noto per la sua inarrestabile creatività, Teo Musso titolare del Birrificio Artigianale da Filiera Agricola Italiana Baladin di Piozzo (Cuneo) ha firmato per questo Natale Nöel Orange & Cacao, birra scura tonalità colore tonaca di frate (Ebc 50), con una schiuma compatta e cremosa.
I profumi delle fave di caco e delle scorze di arancia dolce si armonizzano con i sentori del tris di malto torrefatto (orzo, grano e avena) e frutta secca, mentre il gusto amaricante del luppolo (coltivato in proprio) lascia in bocca un equilibrato retrogusto tra dolce e amaro (8,5% alc, Ibu 20-24). Disponibile in bottiglia da 75 e 150 cl, oltre che in fusto da 24 litri.
Sempre perseguendo l'obiettivo di utilizzare il più possibile ingredienti di territorio (coltivati in proprio o altrui), Baladin l'anno scorso ha presentato una birra unica come Nöel Gentile edizione 2022 ricavata dalla lavorazione della nocciola tonda gentile coltivata in Piemonte.

L'Orso Verde rilancia Chocotale con purea di pere e grue di cacao

Con una colorata etichetta animata da elfi (firmata dall'agenzia The Goodman) e ispirata al libro (e film) La Fabbrica di Cioccolato e al suo protagonista Willy Wonka, Il Birrificio L'Orso Verde di Busto Arsizio (Varese) ha rilanciato Chocotale anche per il Natale 2023, puntando sugli ingredienti che hanno caratterizzato il successo di questa doppelbock a bassa fermentazione color mogano con riflessi rubino: purea di pere e e grue di cacao (7,9% alc, Ibu 23, bottiglia 50 cl). Ben distinti si fanno notare gli aromi di caramello, pera, cioccolato, nocciola, frutta candita, tutti presenti in vari dolci tipici di Natale, con i quali si abbina perfettamente.

Nello scaffale QBA-Quality Beer Academy si aggiunge Delirium Christmas

Non poteva mancare a questa breve rassegna la presenza di una specialità belga nota per il disegno in etichetta dell'Elefante Rosa e per il forte carattere, di gusto oltre che alcolico (10% alc). Prodotta a Melle nelle Fiandre (Belgio) da Brouwerij Huyghe e distribuita da QBA-Quality Beer Academy di Genova, Delirium Christmas/Nöel è infatti una birra ambrata (26 Ibu), della tipologia Belgian Winter Ale, dal bouquet aromatico complesso che presenta note dolci, caramellate, fruttate e speziate, con un finale secco lievemente amaro., proposta nella bottiglia "verniciata" in grigio da 33 o 75 cl.
Un'idea per Natale? Aromatizzate la crema che accompagna di solito il panettone o il pandoro con una dose di Delirium Christmas.
«Gli elementi da tenere in considerazione - afferma Lorenzo Bossi, Brand Manager di Quality Beer Academy - nella produzione di questa birra celebrativa sono i malti caramellati che servono per ottenere il giusto colore rosso e le note aromatiche. Oltre al bouquet aromatico realizzato con cannella, chiodi di garofano, anice stellato, cardamomo, coriandolo e bucce di agrumi».

Corsa di Babbo Natale con Birra Dolomiti delle Feste

Come consuetudine quest'anno il lancio di Birra Dolomiti delle Feste (marca top della storica Birreria Pedavena 1897 di Feltre - Belluno) è coincisa con la tradizionale Corsa di Babbo Natale (3 dicembre) tra i Mercatini Natalizi del Parco della Birreria Pedavena, evento organizzato insieme con l’Associazione Giro delle Mura “Città di Feltre”, la Pro Loco di Pedavena sotto l’egida del CSI, con il patrocinio dei Comuni di Pedavena e Feltre.
La manifestazione si divide in corsa competitiva (12 km) e passeggiata/camminata ludico motoria (6 km) nei tradizionali costumi rossi da Babbo Natale su due percorsi, parzialmente chiusi al traffico, con partenza dalla fabbrica della Birreria Pedavena e arrivo nel villaggio dei mercatini natalizi nel parco della Birreria.
Birra ambrata dai riflessi ramati Birra Dolomiti delle Feste è una lager speziata con scorze di arancia amara con tenore alcolico medio (7%), Birra Dolomiti delle Feste è caratterizzata, oltre che da sentori agrumati, da quelli speziati grazie all'utilizzo in dry hopping (luppolatura a freddo) di luppoli americani. Disponibile solo in eleganti bottiglie magnum da 1,5 litri.

Vergogna! La Verguenza XMas del Birrificio Menaresta

La Verguenza XMas è la birra di Natale del Birrificio Menaresta. In lingua spagnola “verguenza” equivale a “vergogna” e infatti il claim scelto dai mastri birrai di Carate Brianza è “Vergogna! Non cambi mai!” a indicare che la sua ricetta base è sempre la stessa, la Double Ipa La Verguenza (8,5% alc), ma i cui luppoli cambiano di volta in volta (quest’anno è El Dorado dagli aromi di frutta tropicale), a secondo della ricorrenza o della stagione. Decisamente controcorrente rispetto alle tradizionali birre di Natale, dolci, corpose e speziate. Disponibile in lattina 33 cl, bottiglia 75 cl, magnum 150 cl e in confezione regalo “Lattinone”.

 

 

 

Verso la tappa di Sorrento di Baritalia con gli Syrup DOuMix?

Doumix
La gamma dei 12 sciroppi per la miscelazione Syrup DOuMIX? by Mec3, tra i prodotti protagonisti della nuova edizione di Baritalia

Della presentazione della gamma di prodotti DouMIX? abbiamo parlato in un precedente  articolo nel nostro sito. Qui presentiamo la linea dei prodotti Syrup di DOuMIX?, sponsor della prossima tappa di Sorrento di Baritalia by Bargiornale.

In tutte le tappe di Baritalia sarà presente anche la gamma di prodotti Squeeze by DOuMIX?, premix creati per cocktail, mocktail e drink aromatizzati, con frutta pronta da squeezare. Nel paniere di Sorrento sono presenti tre referenze della gamma Squeeze: Lemon Lime Sweet&Sour, Yuzu e Mixed Berries.

Alla creazione di drink, ricette a base latte e caffè DOuMIX? dedica Syrup, la linea di sciroppi ad alta concentrazione che, con poche gocce, arricchisce di gusto ogni preparazioni con ben 12 referenze: Amaretto Flavour, Blue Unicorn, Caramel Flavour, Cinnamon, Elderflower Flavour, Green Mint, Grenadine Flavour, Hazelnut Flavour, Mint, Rose, Pink Unicor, Vanilla Flavou.

Riportiamo anche la ricetta del signature drink proposta alla tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che vede l'esclusiva collaborazione di DOuMIX? e Organics by Red Bull.

Purple Up
Ingredienti
30 ml DOuMIX? Syrup Grenadine Flavour
20 ml succo fresco di limone
top Organics Purple Berry by Red Bull
Preparazione
Direttamente nel tumbler con ghiaccio, mescolare. Guarnire con foglie di menta, frutti rossi e gelatina di purple berry.

illycaffè rafforza l’impegno nel progetto Visite Donate con la Lilt

illycaffè Lilt
Per il terzo anno consecutivo la torrefazione è partner della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori nell'iniziativa che offre controlli gratuiti per la diagnosi precoce di tumori a persone fragili

illycaffè conferma il suo impegno a fianco della Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sostenendo per il terzo anno consecutivo il progetto Visite Donate, il servizio di controllo gratuito per la diagnosi precoce di tumori, rivolto a persone in difficoltà economica e sociale.

Ispirata alla tradizione del “caffè sospeso”, l’iniziativa nel 2025 ha permesso di offrire oltre 1.500 prestazioni diagnostiche e specialistiche in diverse città, ovvero in diverse città italiane, ovvero Bari, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Trieste. Grazie al nuovo impegno della torrefazione triestina e di altri donatori, quest’anno il progetto si estende a nuovi a nuovi territori, quelli di Monza Brianza, Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Padova e Pescara.

L’iniziativa solidale prevede che, per ogni carnet illyquindici, composto da 15 caffè, venduto entro fine anno nei bar illy aderenti, l’azienda devolva 0,50 euro a Lilit, garantendo una donazione minima di 50.000 euro, cifra che andrà a coprire 1000 visite. Mon non solo, perché raggiunto tale importo illycaffè continuerà a donare 0,50 euro per ogni carnet venduto così da poter garantire la copertura di un numero di visite ancora maggiore.

Come funziona l’iniziativa

La Lilt distribuisce i fondi alle sue sedi locali, aumentando così la disponibilità di visite in tutto il territorio. Chiunque si trovi in una situazione di fragilità economica può fare richiesta e accedere a una visita gratuita.

L’Associazione oltre a disporre di una sua squadra di assistenti sociali, lavora con comuni, ospedali e con una rete di oltre 50 associazioni, come Caritas e Opera San Francesco, che segnalano le persone con codice di povertà, stranieri in difficoltà, detenuti nelle carceri del territorio che necessitano delle visite. Questo sistema garantisce che le visite gratuite vengano usufruite da chi ha realmente bisogno e non può permettersi di aspettare o di sostenere il costo di un controllo.

Quando una tazzina può fare la differenza

«Siamo orgogliosi di poter rinnovare il progetto per il terzo anno consecutivo, estendendolo a un numero crescente di città e sensibilizzando sempre più consumatori alla cultura della prevenzione oncologica – ha commentato Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè -. Anche attraverso un piccolo rituale quotidiano come il caffè, tutti possiamo fare la differenza nella vita di una persona».

Il progetto Visite Donate è parte del più ampio impegno dell'azienda in iniziative a forte impatto sociale, rivolte alle diverse forme di vulnerabilità. Illycaffè sostiene anche la Fondazione Umberto Veronesi, con la promozione della ricerca scientifica e della prevenzione dei tumori femminili, collabora con Seconda Chance per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro delle persone che scontano una pena (leggi illycaffè rafforza la partnership con Seconda Chance per il reinserimento dei detenuti) e con la Comunità di San Patrignano, contribuendo a progetti dedicati al recupero e al reinserimento sociale delle persone ospiti della comunità, tra i quali il programma Adotta un educatore.

Stefano Talice, l’uscita di scena di un gentiluomo del settore

Stefano Talice
Il mondo del beverage piange Stefano Talice, scomparso a 57 anni, lo scorso 18 aprile. Figura di riferimento per il settore, con il suo lavoro ha contribuito in modo silenzioso ma concreto a costruire la cultura del bartending in Italia. Una presenza discreta che ha lasciato traccia in centinaia di professionisti del settore

Stefano Talice, 57 anni, è mancato all’affetto dei suoi cari. La notizia si diffonde in rete sabato 18 aprile e arriva dritta, senza preavviso. Per chi scrive - e per molti di quelli che leggeranno - è un pugno allo stomaco. Se n’è andata una delle persone più intraprendenti ed eleganti del nostro circuito. In modo lieve, come si dice, ma soprattutto nel suo modo: gentile, misurato. Senza strombazzare col clacson.

La prima volta che l’ho incontrato era il 2002, Bacardì Martini Grand Prix. Il mio primo concorso da reporter. Emozione fuori scala, scenario ancora di più: Grand Hotel Billia, Saint-Vincent. Io un po’ spaesato, lui perfettamente a fuoco. Bel viso, occhi che scintillano, foulard al collo - una cifra stilistica prima ancora che un dettaglio – e quella capacità rara di capire chi avevi davanti in due secondi. Mi tranquillizzò, mi presentò alle persone giuste, mi fece sentire dentro. Il tutto accompagnato da un Martini fatto come si deve. Che, in certi momenti, vale più di mille briefing.

Oggi tanti ragazzi non lo ricordano. E va bene così: il tempo fa il suo mestiere. Ma per quelli che c’erano, e per quelli che lavorano oggi senza sapere da dove arrivano certe cose, ricordarlo è quasi un dovere professionale. Talice è uno di quelli che non hanno bisogno di stare sotto i riflettori per lasciare traccia. La lascia nei gesti degli altri.

Un nuovo modo di intendere il bar

Dopo un inizio da venditore di caffè, insieme a Vanna Baccalini mette in piedi la 3F, siamo tra il ’93 e il ’94. Accessori, bicchieri, vettovagliamento. Cose concrete, da banco. Dentro quel mondo arrivano anche i pourer americani, grazie a un accordo con un’azienda di Monza che ne aveva l’esclusiva. Lui li chiamava “i miei tappini”. Con un mezzo sorriso, e una consapevolezza neanche troppo nascosta: quei tappini avrebbero cambiato il modo di intendere il bar. Per chi faceva freestyle (allora lo chiamavano così) e per chi amava il classico. Che, tra parentesi, non si chiamava né bartending né classico, ma semplicemente American bar. Più velocità, più precisione, più controllo. Che nella vita conta sempre.

Diffondere un metodo

E infatti il passo successivo non è stato vendere un prodotto, ma diffondere un metodo. Il lavoro all’americana, le cocktail station, un’idea più fluida e dinamica del servizio. Da lì nascono i corsi, prima con Mauro La Cognata e Simone Massara, poi con Lorenzo Bianchi e Luca Pirola, fino alla American Bartender School. Una scuola vera, quando le scuole erano ancora una risposta a un bisogno reale. Centinaia di ragazzi passati da lì, spesso senza rendersene conto, ma portandosi a casa un pezzo del suo modo di vedere il bar.

In parallelo, la collaborazione con Aibes e con le aziende spirits dell’epoca. Tra queste Illva Saronno, dove diventa superhoreca manager. E lì comincia a macinare chilometri. Locali, incontri, relazioni. Sono anni in cui il bar italiano cresce, si struttura, prende sicurezza. E lui è dentro questo movimento senza mai mettersi in posa.

L'eredità silenziosa

Poi il mercato cambia, come sempre. E lui continua a muoversi: Timossi, Doreca, Mercanti di Spirits. Sempre con la stessa idea in testa: provare a raddrizzare un po’ le distorsioni del sistema. Senza prediche. Con il lavoro. La sua generosità non era dichiarata. Era operativa. La ritrovi oggi nei percorsi di tanti professionisti che, in un modo o nell’altro, sono passati da lui. I suoi “discepoli” sono sparsi ovunque, spesso inconsapevoli del debito. Nel 2011 apre il gruppo Facebook 3F. Una piazza vera, a tratti ruvida, sempre viva. Un punto di incontro, di confronto, anche di discussioni accese. Ma autentiche. Come lui. Per anni il gruppo 3F è stato “il” gruppo del settore. E poi c’è Camogli, il porticciolo, il Bar Patchanka, condiviso con Davide Garazzini, un altro grande ragazzo e amico scomparso troppo presto. Un’esperienza che esce dai percorsi lineari e resta lì, come certe cose fatte più per bisogno che per strategia. A pensarci bene, Talice è stato questo: uno che ha fatto succedere le cose, senza mai farle pesare. Uno che non cercava la scena, ma che alla scena dava struttura. Di lui hanno scritto: «Se oggi siamo qui a parlare di bar e di cocktail è anche grazie a lui». Mai frase è stata più vera.

 

Red Bull amplia la gamma Edition con Peach e Ice Sugarfree

Red Bull nuove referenze energy drink
Dopo il successo come limited edition stagionali, le due referenze entrano stabilmente nell’offerta, arricchendo la linea di energy drink con nuovi profili aromatici

Due referenze nate come edizioni limitate stagionali fanno ora il loro ingresso stabile nella gamma Red Bull Edition. Dopo il riscontro ottenuto nelle versioni Summer e Winter, Red Bull Peach Edition e Red Bull Ice Edition Sugarfree diventano infatti parte integrante dell’offerta del marchio di energy drink.

In lattina da 250 ml color magenta, Peach Edition è una proposta che punta su freschezza e immediatezza. Il profilo aromatico è costruito attorno alla pesca, arricchita da un leggero tocco agrumato e da delicate note floreali che contribuiscono a rendere il gusto più equilibrato e meno convenzionale.

Red Bull Ice Edition Sugarfree al gusto Iced Vanilla Berry è invece disponibile esclusivamente nella versione senza zuccheri, sempre in lattina da 250 ml ma dal colore azzurro ghiaccio. Il blend aromatico gioca su più livelli: richiami dolci che ricordano l’orsetto gommoso si combinano con note di mirtillo e vaniglia, mentre un accenno finale di eucalipto aggiunge una sensazione rinfrescante. Una referenza pensata per distinguersi nel segmento sugarfree, sempre più dinamico, anche sul fronte della ricerca di profili aromatici più complessi.

Una gamma sempre più ricca

Con i due nuovi ingressi in gamma, Red Bull continua a puntare sull’innovazione di gusto per intercettare le preferenze di un pubblico sempre più variegato. Il loro arrivo consolida ulteriormente un’offerta che include, oltre all’originale Red Bull, anche le varianti White Edition al gusto cocco-açai, la Green Edition al dragon fruit, la Red Edition all’anguria, la Blue Edition al juneberry e la Pink Edition Sugarfree ai frutti di bosco.

 

A Livorno torna Tikitaly tra mixology d’autore e cultura tropicale

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Dal 29 maggio al 1° giugno 2026 il lungomare di Livorno si trasforma nell'hub europeo della cultura Tiki. Un evento che punta sulla formazione e sull'internazionalità per raccontare l'evoluzione di un segmento che unisce estetica esperienziale e tecnica di miscelazione

Altro che "moda dei cocktail con l'ombrellino". La miscelazione tiki è oggi una branca della mixology estremamente tecnica e redditizia, capace di trasformare i locali in veri e propri luoghi di evasione. Lo sa bene il team di professionisti che ha dato vita a Tikitaly, il festival che approda alla sua seconda edizione sul lungomare di Livorno dal 29 maggio al 1° giugno 2026.

Una regia di esperti per un format di settore

Il progetto nasce dall'intuizione di quattro figure chiave del settore: Luca Valdambrini, titolare del Surfer Joe, locale che funge da cuore pulsante e base logistica della manifestazione; Daniele Dalla Pola, pioniere assoluto della Tiki culture in Italia e imprenditore con basi a Bologna e Miami; Paul Campese, maestro artigiano specializzato nel carving di statue tradizionali, elemento d'arredo fondamentale per l'identità dei Tiki bar; Emanuele Codispoti, bartender con una solida esperienza nella gestione di grandi eventi internazionali. L'obiettivo è creare un momento di confronto professionale in un'Italia che sta riscoprendo i grandi classici della storia della miscelazione.

«Negli ultimi anni la Tiki culture è tornata in modo differente, è uscita da una ricerca estetica un po’ fine a sé stessa per tornare a essere davvero un linguaggio tecnico e culturale», spiega Luca Valdambrini. «Tikitaly nasce da questa osservazione, dalla volontà di creare anche in Italia un momento di esperienza e confronto per appassionati e professionisti che condividono questo approccio. Il Surfer Joe nasce nel 2003 come festival di surf music e nel 2012 prende forma anche come spazio fisico, evolvendosi nel tempo in un punto di riferimento culturale non solo per Livorno, ma per l’intera scena surf ed exotica internazionale. Il festival è oggi tra i più riconosciuti a livello globale e anche per la cultura tiki vorremmo creare uno spazio autorevole di incontro e crescita»

Formazione e networking: oltre 60 ospiti globali

Tikitaly 2026 si preannuncia come un'occasione imperdibile proprio per il networking professionale. Saranno oltre 60 i bartender e gli ospiti internazionali attesi da metropoli chiave della bar industry come Los Angeles, Miami, Londra, Parigi, Las Vegas e Barcellona.

Ecco il ricchissimo parterre di ospiti che saranno presenti durante la manifestazione:

BARTENDER e TIKI BAR

  • Cory Starr (Mai Kai – Usa)
  • Adam Rains (The golden Tiki – Usa)
  • Alessandro D'Alessio (Rita's Tiki Room - Ita)
  • Lorenzo “Lollo” Verrucci e Alessio Esposito (Makai – Ita)
  • Daniele Dalla Pola (Kaona Room – Usa/Mex)
  • Scott Schruder (Dirty Dick – Fr)
  • Georgi Radev (Uk)
  • Davide Mitacchione (Luau Tiki bar – Ita)
  • Jadran Huys (Maka Maka – Be)
  • Gianni Zottola (Ita)
  • Emanuele Codispoti (Ita) 
  • Valentina Bertino (Brand developer Mason Ferrand, - Ita)
  • Jonas Indesteege (Brand manager Planteray Rum - Fr)

SYMPOSI, BLIND TASTING, WORKSHOP e SEMINARI

  • Matt Pietrek (Usa)
  • David Cordoba (Mr. Daiquiri – Es)
  • Jim Hayward (The Atomic Grog – Usa)
  • Stefan Inmke (De)

TIKI CARVER

  • Paul Campese (Ita)
  • Andrea Cecconi (The Big Animal - Ita)
  • Alex Thalhofer (Thaly’s Tiki Art – De)
  • Tim Dyson (Tiki Tim – Aut)
  • The Ru (Aut)

BAND & DJ

  • Sinfonico Honolulu (Ita)
  • The Ukelites (De)
  • L’Exotighost (Es)
  • Les Hommes (Uk)
  • Buddy (Ita)
  • Matt The Cat (Ita)
  • Jens Galler (De)

Per chi gestisce un locale, il festival offre una panoramica completa sulle "radici storiche" del bere miscelato. Il programma prevede masterclass tecniche, sessioni di approfondimento con i pesi massimi della scena contemporanea, focus sulla preparazione di pietre miliari come Mai Tai, Zombie, Hurricane e Painkiller, eseguiti secondo i canoni della tradizione e le influenze moderne. Importante anche il focus sul design, con dimostrazioni di scultura (carving) e arte polinesiana, essenziali per creare quell'approccio immersivo oggi richiesto dal cliente. Non mancheranno i momenti di puro show: sarà organizzato uno spettacolo di danza polinesiana a cura della scuola di danza Mana Tahiti.

Tiki Master Cocktail Competition, vetrina di talenti

A suggellare l'evento sarà la Tiki Master Cocktail Competition, ideata da Daniele Dalla Pola. Non si tratta di una semplice sfida, ma di una vetrina per i talenti emergenti che vogliano confrontarsi con i codici di una tradizione nata negli Stati Uniti negli anni '30 e oggi tornata centrale nel dibattito della mixology mondiale. Il tutto sarà incorniciato dalla vocazione musicale del Surfer Joe, riferimento internazionale per la cultura surf ed exotica, a dimostrazione di come un locale possa diventare il perno di un intero movimento culturale e di business.

Celebriamo l’Eccellenza Italiana: premiate sei realtà della filiera horeca lombarda

filiera horeca lombarda Celebriamo l'Eccellenza Italiana
Sette realtà della filiera lombarda del fuori casa sono state premiate a Milano durante l'evento dedicato alla valorizzazione del made in Italy nell'ospitalità. Un riconoscimento a bar, ristoranti, distributori, enti di formazione e produttori che si sono distinti per qualità, innovazione e legame con il territorio

Sei realtà della filiera lombarda del fuori casa sono state premiate nell'ambito di Celebriamo l'Eccellenza Italiana, l’evento nato per riconoscere il capitale umano e imprenditoriale che fa della Lombardia un punto di riferimento mondiale per agroalimentare e ospitalità made in Italy. Promossa dal Consigliere regionale Romana Dell’Erba, insieme al presidente della IV Commissione attività produttive Marcello Ventura, l’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con AGroDiPAB HoReCa, Ristopiù Lombardia e Consorzio Ursa Major. A fare da cornice alla cerimonia, la Sala Ghilardotti del Palazzo Pirelli di Milano.

Inserito tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato la Giornata Nazionale del Made in Italy, l’evento ha celebrato le realtà che incarnano i valori di qualità, innovazione e valorizzazione del territorio nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità. un riconoscimento che abbraccia l'intera filiera: dalla produzione alla distribuzione, passando dalla formazione professionale, elemento chiave per il passaggio generazionale e la competitività del settore, fino "all'ultimo miglio" rappresentato da bar e ristoranti, i luoghi dove il made in Italy si traduce in esperienze di gusto.

Le realtà premiate

Per il settore bar il Premio della Filiera HoReCa è andato a Buosi Food Experience, bar pasticceria guidata dal pluripremiato maestro cioccolatiere Denis Buosi. Una realtà familiare nata nel 1958 a Venegono Superiore, che oggi conta un altro punto vendita anche a Varese.

Per la ristorazione premiato StoPesce, format milanese fondato da Emanuele Perini che unisce pescheria e cucina in formula contemporanea senza servizio al tavolo.

Nel comparto distribuzione il riconoscimento è andato ad ARMfood, con sede a Varedo (MB), presieduta da Alessandro Lanzani. Tra i maggiori distributori alimentari della Lombardia, si distingue per l’approccio moderno, flessibile e profondamente radicato nel territorio.

Nella categoria produzione è stata premiata Tris Moka, torrefazione di famiglia fondata nel 1981 a Paratico, sulle sponde del Lago d'Iseo, da Gino Uberti e oggi guidata dal figlio Paolo. L’azienda si distingue anche per l’attività formativa attraverso una Coffee School dedicata ai baristi.

Doppio riconoscimento, infine, nella formazione. I premi sono andati a Un Venditore Migliore, realtà di Calcinato (BS) fondata da Giuseppe Damioli e specializzata nella formazione commerciale, e a Micro Onda Group Academy Innovation Center, guidata da Christopher Grassini, attiva dal 1969 nella formazione professionale per la ristorazione e l’ospitalità.

La bottiglia Vintage e le Bibite Verna, le novità Maniva per il fuori casa

maniva vintage
L'azienda lombarda amplia la propria offerta in vetro per il mondo dei locali con due nuove soluzioni: la bottiglia Vintage nel formato da 0,5 litri e una gamma di bevande che reinterpreta la tradizione delle spume toscane

Si arricchisce ancora l’offerta di Maniva per il mondo del fuori casa. Le novità introdotte sono connesse a doppio filo a uno dei packaging sostenibili sul quale l’azienda lombarda, attiva da oltre 25 anni nel settore delle acque minerali, da tempo si sta concentrando maggiormente e sul quale continua a investire moltissimo in ricerca e produzione: il vetro.

Per far fronte alle molteplici esigenze del mondo horeca, Maniva, da tempo, ha infatti intrapreso un percorso per qualificare la propria proposta di assortimento, riuscendo a fondere sempre più qualità e innovazione di prodotto con ricerca e sostenibilità. Così all’interno delle linee storiche dedicate alla ristorazione esclusivamente in vetro e con bottiglie contraddistinte dalla grande qualità estetica senza tempo, ha introdotto nuove proposte dedicate all’intero settore del fuori casa.  

La prima di queste novità è la nuova bottiglia personalizzata in vetro Vintage Maniva nel formato da 0,5 litri, che entra a far parte della famiglia dei prodotti di raffinato design, con la quale il marchio vuole contribuire al valore percepito di quanto il gestore propone alla propria clientela. Una bottiglia distintiva, di forma conica, con le caratteristiche “costolature” sul fianco e la scritta “Vintage” in rilievo sotto l’etichetta, iconico richiamo ai packaging sviluppati negli ultimi decenni del secolo scorso. Disponibile anche nel formato da 1 litro e proposta nelle tre versioni naturale, frizzante e leggermente frizzante, Vintage Maniva non è solo eleganza in vetro, ma una bottiglia che garantisce ergonomicità, funzionalità e maneggevolezza.

La tradizione delle antiche spume toscane

Maniva Bibite Verna

Ad incrementare ulteriormente il range dell’offerta in vetro dell’azienda bresciana ci sono anche le nuove Bibite Verna, una linea che esalta la qualità del gusto e dell’antica tradizione delle spume toscane, grazie anche all’utilizzo dell’acqua che sgorga dalle sorgenti incontaminate presenti all’interno dell’oasi protetta del Parco Naturale delle Foreste Casentinesi, nell’entroterra toscano.

Disponibili nel formato da 37,5 cl al gusto limonata, cedrata, aranciata, spuma bionda, gassosa, tonica e cola, le Bibite Verna sono proposte anche con la formula del vetro a rendere: una formula in piena armonia con i programmi di economia circolare studiati da Maniva, che anticipa così le prossime normative europee in merito alla sostenibilità di produzione dei contenitori per bevande.

Santoni fa tripletta al Vinitaly Design Award

Santoni Famiglia Santoni Stefano Santoni
La casa toscana si aggiudica tre riconoscimenti in tre diverse categorie al Vinitaly Design Award 2026. Premiato il progetto di packaging realizzato con lo studio internazionale Stranger & Stranger, un lavoro che unisce identità e visione e trasforma quasi settant'anni di storia in un sistema di immagine contemporaneo

A Vinitaly Design Award non vinci per caso. E soprattutto non vinci tre volte nello stesso anno. A Vinitaly 2026 Famiglia Santoni – Liquori Italiani lo ha fatto, portando a casa un risultato che va letto con calma perché dice più cose di quante sembri. Vermouth al Rabarbaro Black, categoria Liqueur Wines, massimo riconoscimento nella categoria; Rabarbaro Santoni Silver, categoria Dark Spirits; Gin al Rabarbaro Bronze, categoria Clear Spirits. Tre premi, tre categorie diverse, una sola firma.

Un progetto fatto di identità e visione

Non è una questione di etichette riuscite, è un progetto che tiene insieme un binomio ideale composto da identità e visione, e che passa sotto lo sguardo di una giuria che non si limita a giudicare ma orienta, composta da professionisti di primo piano del design e della comunicazione visiva. In questo contesto, il fatto che il presidente onorario della giuria sia Michelangelo Pistoletto aggiunge un ulteriore livello di lettura: qui il design entra nel territorio della cultura, non resta fermo alla funzione.

E dentro questo quadro si inserisce anche il lavoro degli autori, lo studio Stranger & Stranger, una delle firme più riconoscibili a livello internazionale nel packaging degli spirits, capace di costruire identità che non stanno sullo scaffale ma lo muovono, lavorando su colore, tipografia e struttura. In questo contesto, il riconoscimento pesa, perché non premia solo la forma ma la coerenza di un progetto complessivo.

La bottiglia diventa racconto

Quando incontriamo Stefano Santoni a Vinitaly, la domanda è semplice solo in apparenza: qual è stato il percorso che ti ha portato fin qui? La risposta non è lineare, ed è proprio lì che diventa interessante. «Il percorso è stato molto complesso. Parliamo di un’azienda che sta raggiungendo i 70 anni. Non è facile intraprendere strade nuove. Mi sono guardato intorno, ho provato a vedere l’azienda da fuori, capire che cosa cercavano i clienti, oltre alla qualità».

Non si parla subito di prodotto, ma di sguardo. «Abbiamo scelto un’agenzia internazionale come Stranger & Stranger. Hanno costruito un abito su misura. Il design racconta la storia. Ogni dettaglio della bottiglia racconta qualcosa». La bottiglia diventa racconto, non esercizio estetico. Dentro c’è Casa Santoni, che non è solo un nome ma una dichiarazione di appartenenza, c’è il 1960 inciso come origine e c’è Chianciano Terme come coordinate precise. «Siamo ospiti della natura in Toscana, con i giardini botanici e la campagna intorno». E poi c’è il rabarbaro, che torna sempre, non come ingrediente ma come radice. «È il seme da cui è partito tutto, mio padre Gabriello, un garage, pentole e mestoli».

La storia familiare diventa sistema contemporaneo

La parte più interessante, però, arriva prima delle medaglie, quando qualcosa succede davanti allo stand. «I giovani arrivano, vedono la bottiglia, si fermano e assaggiano». Era uno degli obiettivi dichiarati, rinfrescare l’immagine senza tradire la sostanza, riportare attenzione e curiosità su un patrimonio che rischiava di restare fermo. «Siamo stati la sorpresa del premio».

Ed è una parola che pesa, perché sorpresa significa che il fuoco si è acceso adesso. Il payoff Liquori Italiani, a quel punto, smette di essere una sintesi e diventa una posizione. Diretti, senza deviazioni, con l’idea che oggi l’italianità non sia un dato acquisito ma qualcosa da costruire e rendere leggibile anche fuori dai confini. Il lavoro fatto da Famiglia Santoni va in questa direzione, trasformare una storia familiare in un sistema contemporaneo, capace di stare nei mercati internazionali senza perdere l’accento e il carattere toscano. Il design, alla fine, non serve a essere belli ma a essere capiti, e quando qualcuno si ferma, prende in mano una bottiglia e decide di assaggiare, forse è lì che si misura il risultato vero. Il resto, anche quando sono tre premi nello stesso anno, è solo la parte visibile.

Barawards 2026: candidature aperte fino al 30 giugno per professionisti e locali

Al via Barawards 2026, la dodicesima edizione del premio all'eccellenza dell'ospitalità made in Italy. Manda la tua candidatura entro il 30 giugno

Riparte Barawards! Il premio volto a valorizzare la professionalità e l’eccellenza nei bar, ristoranti e hotel italiani, promosso da Bargiornale, Ristoranti di Bargiornale e Hotel Domani, riviste edite da Tecniche Nuove Media, apre le candidature per la sua dodicesima edizione.

Barawards, anno dopo anno, ha fatto scoprire e portato sotto i riflettori decine di professionisti e di luoghi dell'ospitalità, premiando i migliori esempi, professionali e imprenditoriali: persone e aziende che con le loro doti, la loro creatività, il loro coraggio, la loro visione e capacità imprenditoriale hanno saputo rinnovarsi, trovare idee o soluzioni per continuare a fare ospitalità di eccellenza, per offrire ai propri clienti un servizio di qualità sempre più alta e un’esperienza al top.

Un premio che vuol far conoscere i tanti grandi professionisti e buoni modelli capaci di essere di ispirazione ed esempio per tutta la community.

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Agavesito Cocktail Experience: chi sono i tre finalisti che andranno in Messico

Sebastiano Spinoni, Lorenzo Siri e Alessandro Di Palo staccano il ticket per un viaggio con gara finale in Messico con Roberto Artusio e Cristian Bugiada

Giochi fatti per la prima Agavesito Cocktail Experience, che ha chiuso i lavori con la finale nazionale a Roma, negli spazi de La Punta Expendio de Agave, casa madre dei due soci, Cristian Bugiada e Roberto Artusio, che insieme a Claudio Sblano hanno dato vita al progetto di uno sciroppo d'agave "ready to use" 100% da agave biologica, sviluppato specificamente per la miscelazione.
E sono proprio i due che accompagneranno i tre finalisti in Messico in un viaggio di 12 giorni, dove si svolgerà l'ultimissimo atto di questa competition e si eleggerà il primo vincitore assoluto, che diventerà il rappresentante ufficiale di Agavesito.

I tre che hanno il biglietto in tasca sono Sebastiano Spinoni, titolare dell'Antidoto di Brescia, Lorenzo Siri, bartender di Mostro a Roma, e Alessandro Di Palo, bartender di Hugo a Napoli: un perfetto equilibrio geografico per i tre fortunati che partiranno con Cristian Bugiada e Roberto Artusio, guide d'eccezione nel paese delle nuvole, già protagonisti del documentario sul Messico Los dos italianos perdidos en Mexico, da vedere su Bargiornale Tv. Partenza prevista per il "dopo Roma Bar Show", anticipano Bugiada e Artusio, per un viaggio che li porterà tra palenque, mercati locali, masterclass e guest shift nei migliori bar del Messico.
Nove i bartender che a Roma si sono sfidati nella competition organizzata da La Cola, in collaborazione con Pallini come partner ufficiale, e con il supporto culturale e organizzativo dei ragazzi de La Punta Expendio de Agave. Per ciascuno non solo la presentazione di un drink che raccontasse il terroir del Messico, ma anche prove di improvvisazione in stile mystery box, con un vero e proprio mercato delle spezie a cui attingere, e le domande su agave e dintorni poste da Roberto Artusio. «Il nostro obiettivo era anche trasmettere le nostre conoscenze sull'agave e le domande erano fondamentali per capire se eravamo stati chiari». O se i ragazzi erano stati attenti...
«Nell'occuparmi della distribuzione di Agavesito - aggiunge Artusio - sto girando moltissimo l'Italia, non solo le grandi città, e sto vedendo tanto fermento nei cocktail bar, anche in quelli minori, con un crescente interesse per il mondo dell'agave. La nostra competition nasce anche per questo, trovare e formare nuovi validi narratori, che si appassionino al Messico, come è stato per noi».

Le ricette dei cocktail vincitori


Hoja Sagrada

di Sebastiano Spinoni

3 cl Tequila El Tequileño
1,5 cl Bitter Dora Grossa
3 cl Cordiale ananas, peperone verde, aneto, lime, sale di capperi, acido citrico
1,5 cl Agavesito

Metodo: shake
Bicchiere: old fashioned
Garnish: foglia di hibiscus acetosella

Ice Out

di Lorenzo Siri

Tequila Seis Escaladores
Pomodoro lattofermentato infuso con mais tostato, noccioli di avocado tostati, yerbabuena e coriandolo
Lime
⁠Agavesito
Garnish: crusta di sale al chipotle

Side: tostada con scarto di pomodoro e guacamole di avocado

Quinto Sole

di Alessandro Di Palo

45 ml Tequila Seis Escaladores
60 ml Cordial (Estratto di sedano + Oleo Saccharum Citrus Mix + Agavesito e salvia )
15 ml Agavesito

Garnish: crusta di Sale Maldon

I progetti green finalisti della Torres Brandy Zero Challenge 2026

Torres Brandy Zero Challenge 2026 finale
A Barcellona dal 16 al 19 aprile la finale globale del concorso di Torres Brandy che promuove la sostenibilità nel fuori casa. In gara 12 professionisti da altrettanti Paesi del mondo con i progetti a basso impatto. Al vincitore 30.000 euro per realizzare la sua iniziativa

Da audaci interventi ambientali a iniziative incentrate sulla comunità ad approcci creativi all'economia circolare. Spaziano su un ampio fronte di azioni virtuose i 12 progetti green selezionati per la finale della Torres Brandy Zero Challenge 2026, la competizione internazionale dedicata alla sostenibilità nel mondo dell’ospitalità.

Alla sua quarta edizione, il concorso organizzato da Torres Brandy, il marchio catalano di brandy fondato nel 1928 da Juan Torres Casals, ha coinvolto quest’anno i professionisti del mondo bar e della ristorazione di 12 Paesi da tre continenti, Europa, Asia e Americhe, sfidandoli, come sempre, a ideare progetti innovativi in ambito della sostenibilità, che contribuiscano a ridurre l'impatto socio-ambientale del comparto del fuori casa.

Dopo la fase nazionale, la Torres Brandy Zero Challenge ora si appresta al suo ultimo atto, la finale globale, che andrà in scena a Barcellona dal 16 al 19 aprile, con i campioni di ogni Paese che presenteranno i loro progetti sostenibili a una giuria di esperti internazionali che decreterà il vincitore assoluto. Giuria nella quale figurano, tra gli altri, la giornalista e drink consultant Mandy Naglich, Julianne Caillouette-Noble, amministratrice delegata della Sustainable Restaurant Association, e François Monti, presidente dell'Academy di The World's 50 Best Bars. I giudici valuteranno le candidature in base a quattro criteri chiave: l'idea, ovvero il problema che affronta, la rilevanza della soluzione proposta e la fattibilità; la misurabilità del suo impatto; il piano aziendale per metterlo in atto; lo sviluppo futuro, ovvero la scalabilità e riproducibilità dell'idea. Al vincitore andrà un assegno di 30.000 euro per trasformare in realtà il suo progetto.

I progetti finalisti

A rappresentare l'Italia ci sarà Luca De Marco con il progetto Fast Food Vegetale per il grande pubblico, costruito su quattro pilastri: menu standardizzati, produzione scalabile, comunicazione inclusiva e profitto sostenibile. Un’iniziativa che punta a rivoluzionare il fast casual dining e che offre già circa 30.000 pasti plant based all’anno, con un impatto significativo, grazie al risparmio di 90 tonnellate di emissioni di CO₂ e di 15 milioni di litri d'acqua annualmente.

Sulla stessa lunghezza d'onda, ma con un approccio centrato sul recupero degli scarti del bar, il tedesco Tim Freitag, service manager e bartender del Bonvivant Cocktail Bistro di Berlino, che trasforma bucce d'arancia, fondi di caffè, gambi di erbe aromatiche e ritagli di frutta in ingredienti per cocktail, dimostrando come la sostenibilità possa diventare anche una risorsa creativa e sensoriale.

Il canadese Jason Strohan, co-proprietario dello St Tropez Bistro e Parlor Bar di Saskatoon, porta in gara Forgotten Fruit, un progetto di comunità che mobilita una rete urbana di raccoglitori di prodotti agricoli, recuperando raccolti trascurati o dimenticati, riducendo gli sprechi e rafforzando il tessuto sociale locale.

La tecnologia digitale è al servizio dello spreco alimentare nell’iniziativa di Jaakko Suokas (Finlandia) del Pitkän Päivän Ilta di Tampere: un’app che permette a bar e ristoranti di condividere o ridistribuire ingredienti in eccedenza, mettendoli a disposizione dei locali vicini gratuitamente o a costo ridotto. Una soluzione che riduce sprechi, abbassa i costi operative e favorisce la collaborazione tra i le realtà del fuori casa.

Ha preso il via dal 2018 #FromTheBarToTheFarm, progetto del colombiano Jean Trihn, proprietario dell'Alquímico di Cartagena. Una fattoria nell'Eje Cafetero che lui e il suo team hanno trasformato in modello di agricoltura rigenerativa, dove ingredienti, comunità e biodiversità si alimentano in un ecosistema a ciclo chiuso che ridisegna il rapporto tra il bar e la terra che lo nutre.

Agave Loop è il nome dell’iniziativa firmata dalla spirit e wine consultant Elisa Villareal (Messico), dove la bagassa di agave, ovvero il residuo fibroso che rimane dopo l'estrazione del succo dalle piante, viene trasformato in bricchette, un combustibile solido sostenibile. Un progetto che riduce inquinamento, rafforza le economie locali e offre un modello replicabile in tutte le aree produttrici di agave del Messico.

Azzerare gli sprechi è il cuore anche del progetto del bartender Alexis Ortega (Usa), che con Second Press Citrus ha creato un sistema centralizzato di raccolta e di lavorazione degli agrumi usati dai bar partner, che vengono trasformati in cordial e sour mix. Pronti all’uso e con una lunga conservazione, i prodotti vengono rivenduti ai locali, garatendo un risparmio sui costi degli ingredienti ed efficienza operativa.

La sostenibilità diventa uno dei pilastri della formazione degli operatori del fuori casa nell’iniziativa di Alberto Díaz (Spagna) del cocktail bar El Patio de Butacas a Pola de Siero. Il progetto educazionale messo a punto unisce corsi online a esperienze immersive in presenza, con un laboratorio dedicato, il Rebar, dove i sottoprodotti del bar diventano nuovi ingredienti e i bartender di domani imparano a fare dell'innovazione responsabile un vantaggio competitivo.

Con Oasis Green & Wood, Nicolás Castro (Cile) mira a introdurre un tetto verde, un giardino integrato e orti verticali all'interno di Casa Brotherwood, il locale da lui cofondato a San Miguel. L'iniziativa si concentra in particolare sul riciclo e il riutilizzo delle acque grigie e piovane per produrre ingredienti freschi e materie prime sia per la cucina sia per il bar.

Guarda al benessere dei lavoratori, Side Hustle Water, il progetto di Paul Aguilar (Norvegia), head of R&D dell'Himkok di Oslo. Un'acqua arricchita di vitamine pensata per chi lavora oltre il tradizionale orario di lavoro. È confezionata in lattine di alluminio leggere che si integrano perfettamente nell'efficiente sistema di riciclo norvegese con cauzione, e i proventi delle vendite vengono destinati a un fondo a sostegno dei turnisti.

Giannis Wang (Cina), manager del rinomato Hope & Sesame di Shenzhen, ha lanciato Blueprint, una piattaforma che offre alle aziende del settore beverage cinese una roadmap concreta per definire e raggiungere obiettivi di sostenibilità misurabili.

La rassegna dei progetti finalisti della Torres Brandy Zero Challenge si chiude con The Rose di Lottie Barnard (Regno Unito), un orto comunitario dove coltivare gli ingredienti per il bar locale e funziona al tempo stesso come spazio sociale aperto, dove i residenti del quartiere imparano a coltivare in autonomia.

 

I capolavori di design diventano cocktail allo Strucchi x Cassina Café

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Credit foto: Gaia Menchicchi
In occasione della Milano Design Week, il locale ha presentato The Seating Collection, una drink list firmata da Leonardo Todisco che traduce in forma liquida alcune delle più iconiche poltrone di design di Cassina

Capolavori di design che diventano arte liquida. Accade allo Strucchi x Cassina Café, il locale aperto lo scorso anno a due passi da San Babila, nel cuore di Milano, dall’imprenditore del mondo spirit Paolo Dalla Mora, in collaborazione con Cassina, emblema del design made in Italy (leggi Strucchi x Cassina Café, il nuovo bar confetto nel centro di Milano). In occasione del Salone del Mobile, il locale ha presentato The Seating Collection, una collezione di cocktail ispirata ai pezzi iconici di design di Cassina.

Firmata da Leonardo Todisco, brand ambassador di Strucchi, la drink list comprende quattro cocktail dal gusto sofisticato ispirati ad altrettanti capolavori di design dei quali prendono il nome: le poltrone Tre Pezzi, Soriana, 2 Fauteuil Grand Confort, petit modèlee Utrecht. Ispirazione in questo caso da non intendere come omaggio estetico o un esercizio di stile. Il lavoro del mixologist ha infatti puntato a reinterpretare il linguaggio del design in forma liquida. Equilibrio, estetica e funzione, i tre pilastri di ogni oggetto di Cassina, diventano così le coordinate intorno alle quali sono costruite le ricette: le geometrie si traducono in equilibri gustativi, superfici e materiali in texture inaspettate, i volumi in stratificazioni aromatiche, dando vita a un’esperienza multisensoriale che fonde forma e gusto.

Le creazioni di The Seating Collection

Protagonisti dei drink sono i vermouth (Rosso, Bianco e Dry) e i bitter (Rosso e Bianco) Strucchi, ideati da Dalla Mora come omaggio al celebre enologo piemontese Arnaldo Strucchi e frutto di un lungo lavoro di ricerca, accurata selezione delle materie prime e artigianalità. Non a caso, a introdurre la collezione è il Perspective Shake, dove Bitter Rosso e Vermouth Rosso Strucchi incontrano le note calde dello zenzero, la profondità del tè nero e la freschezza del lime, in un gioco di contrasti e armonie. Un cocktail ispirato alla filosofia "The Cassina Perspective" e simbolo della collaborazione tra l’azienda e il marchio di spirit, fondata sulla condivisione di valori fondamentali: progettualità, artigianalità e tensione verso l'eccellenza.

Collezione che prosegue con Tre Pezzi, ispirato alla poltrona disegnata nel 1959 da Franco Albini e Franca Helg, reinterpretazione moderna della bergère. La struttura tubolare metallica, che riprende il corrimano disegnato dallo stesso duo per la Metropolitana di Milano, che sostiene i volumi imbottiti e avvolgenti si traduce in un drink altrettanto rotondo, realizzato con Bitter Rosso Strucchi, Vermouth Rosso Strucchi e velluto di chinotto, per un sorso pieno e avvolgente dove l’agrume fa da filo conduttore.

La Soriana di Afra e Tobia Scarpa (1969), con le sue curve morbide e la celebre morsa metallica che stringe il rivestimento, ispira invece un cocktail più fresco e contemporaneo, a base di Vermouth Bianco Strucchi, cordiale di pera e soda al luppolo. Una bevuta leggera, quasi informale, fedele allo spirito della poltrona.

Il rigore razionalista della Grand Confort, firmata nel 1928 da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, trova espressione in uno dei cocktail più complessi della lista, preparato con Bitter Bianco Strucchi, Vermouth Dry Strucchi, rye whiskey, fiori di sambuco e camomilla. Un drink avvolgente, dove il whiskey poggia su un raffinato equilibrio di note speziate e floreali tra loro in perfetta armonia.

Chiude la collezione Utrecht, ispirato alla poltrona progettata da Gerrit T. Rietveld nel 1935. La sua celebre giustapposizione di elementi ortogonali si riflette in un twist sul Gimlet volutamente pulito e angolare, fatto con Vermouth Dry Strucchi, gin, lime cordial, peach bitters, mela verde e basilico.

Le dolci creazioni di Fabrizio Fiorani per il Lavazza Flagship Store di Milano

Lavazza Flagship Store Milano Fabrizio Fiorani
Il maestro pasticcere Fabrizio Fiorani
Il maestro pasticcere romano firma per lo store milanese della torrefazione un’esclusiva collezione di pasticceria contemporanea pensata per dialogare con gli specialty coffee 1895 Coffee Designers by Lavazza. Tra monoporzioni, praline e viennoiserie

Le creazioni di Fabrizio Fiorani sono le protagoniste della nuova proposta di pasticceria del Lavazza Flagship Store a Milano. La torrefazione ha infatti chiamato uno dei più talentuosi pastry chef italiani a rinnovare la dolce offerta del suo spazio-vetrina aperto nel 2017 in Piazza San Fedele, in pieno centro città.

Il risultato della prestigiosa collaborazione è un menù di pasticceria, dove le creazioni contemporanee del maestro pasticcere romano dialogano con gli specialty coffee della collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza, esaltandone i profili aromatici.

Strutturata per accompagnare diversi momenti della giornata, dalla colazione al dopo pasto alla pausa pomeridiana, la proposta firmata da Fiorani si definisce “deliziosamente italiana”, etichetta che parla di ingredienti, identità creativa e attenzione estetica.

Creatività contemporanea

Tra le creazioni di spicco le monoporzioni contemporanee Lampone Design, una mousse ai lamponi, gel di lamponi, limone verde e biscotto alla panna, 100% Cioccolato, un sablé al cacao, con mousse al cioccolato, crema al cioccolato fondente e fave di cacao croccanti, Lamponi e pistacchi, una frolla con lamponi in gelatina, crema alla vaniglia e pistacchi tostati, Sorpresa di Cappuccino, una mousse al cioccolato al latte con interno cremoso al mascarpone e caffè. A queste si aggiungono creazioni, sempre in monoporzione, ad alto tasso di innovazione come Milano Zafferano, una tartelletta con crema pasticcera alla vaniglia e riso allo zafferano, creata ad hoc per il locale milanese, e la Cheesecake al forno, un cremoso al formaggio cotto in forno, che attinge invece dalla tradizione basca.

Arte della pasticceria e arte dell’illusione si fondono nei Falsi d’autore, una collezione di praline pensata per sorprendere l’occhio e il palato. Le praline, nei cinque gusti lampone, yuzu, mandorla, arachide, chicco di caffè, dei quali riprendono anche la forma, sono studiate per il pairing con gli specialty coffee, regalando un viaggio sensoriale tra le note fruttate, agrumate e tostate dei 1895 Coffee Designers by Lavazza.

Viennoiserie e biscotti iconici

Alla collezione di pasticceria si affianca una proposta di raffinate viennoiserie, come il Tortino ricotta e amarene, una frolla montata con crema di ricotta e amarene candite, gluten free, e la torta Linzer, di frolla montata alla nocciola con confettura di lamponi e granella di pistacchio, entrambe in versione monoporzione.

Non mancano, infine, richiami iconici come le Tazzine, biscotti che riprendono la forma della tazzina Lavazza, disponibili nei gusti cacao e cioccolato al latte, caffè e cioccolato al caramello, o vaniglia, cioccolato bianco e polvere di caffè.

I caffè specialty al centro dell’esperienza

Al centro dell’intera esperienza resta, naturalmente, la selezione degli specialty coffee 1895 Coffee Designers by Lavazza, dalla Milano Signature Blend, miscela dal profilo dolce e fruttato con note di agrumi e cioccolato, ispirata alla cultura rinascimentale di Piazza San Fedele che ospita lo store, alla Cocoa Reloaded Specialty Blend, che unisce robusta indiana ad arabiche brasiliane e colombiane con aromi di cioccolato, cannella e marmellata d’arancia. Tra le monorigini spiccano la Kafa Forest Cru, proveniente dalla Riserva della Biosfera Unesco Kafa in Etiopia, con note di agrumi, bergamotto, miele e dattero, e la Flor de Oro, dal Cauca colombiano, lavorata con processo anaerobico a shock termico, disponibile in diverse estrazioni filtro, come Chemex, V60 e cold brew. Una menzione particolare merita l’Avanguardia Microlotto, proveniente da una piantagione vincitrice del Cup of Excellence e proposto come vera e propria experience: un espresso abbinato a una pralina dei Falsi d’Autore.

Il Lavazza Flagship Store non si ferma però al caffè e alla pasticceria. L’offerta si estende fino alla sera con una drink list dedicata all’aperitivo, e con una proposta di gastronomia salata curata da Federico Zanasi, chef di Condividere, ristorante stellato Michelin alla Nuvola Lavazza di Torino.

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