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Barawards 2022 Gala Dinner: compra il tuo biglietto per la serata!

Barawards
Il Palazzo del Ghiaccio di Milano ospiterà il Barawards Gala Dinner 2022
La serata evento con premiazioni più attesa dai professionisti dell’ospitalità si terrà al Palazzo del Ghiaccio di Milano lunedì 12 dicembre 2022. Scopri perché esserci

Sono in tanti ad aver già segnato in agenda lunedì 12 dicembre 2022. Sarà questa la fatidica serata in cui verranno svelati i vincitori dell’edizione 2022 (l’ottava) di Barawards, il premio all'eccellenza dell'ospitalità made in Italy ideato da Bargiornale in collaborazione con Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti.

Barawards Dinner Gala è un evento a cui tanti vogliono esserci, e non tutti alla fine trovano il biglietto per entrare (tutte le sette edizioni precedenti sono finite sold out): una serata di festa diventata un appuntamento cruciale per la community dei professionisti del bar, della ristorazione e dell'hotellerie, che ogni anno raduna centinaia di professionisti d'eccellenza.

Due le grandi novità dell’edizione 2022:

  • Una nuova location, il Palazzo del Ghiaccio di Milano
  • L’early booking, che consente a chi acquista il biglietto entro il 15 ottobre uno sconto del 30% sul prezzo d’ingresso (un bravo a chi ne ha approfittato)

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«Ripartiamo dalla tradizione – rivela il direttore artistico della serata Mauro Adami di DomoAdami Events -, a partire da una location che è un pezzo di storia dell’intrattenimento per la città di Milano. Un luogo che racconta di come il mondo dell’ospitalità si basi su solide fondamenta ma sia poi capace di piroettare e proiettarsi sulle ali della contemporaneità, rinnovandosi continuamente per perseguire quell’eccellenza che resta sempre un punto a cui tendere, un traguardo che volutamente spostiamo ogni volta più in avanti e più in alto».

Sotto la grande volta del Palazzo del Ghiaccio verrà apparecchiato uno spettacolo capace di combinare eleganza, comfort e convivialità: «Tavoli imperiali e banchi bar si contenderanno i favori dei presenti. I primi per fare da giusta cornice all’importanza dell’evento, i secondi per favorire quell’atmosfera di festa e di condivisione, di voglia di ritrovarsi e di stare insieme che è da sempre la cifra stilistica della serata di Barawards».

Ovviamente non mancheranno le sorprese, sopra e sotto il palco. Ma per scoprirle, l’unico modo è assicurarsi il biglietto d’ingresso. Prima che finiscano…

Morato acquisisce un nuovo stabilimento dedicato al gluten free

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Stefano Maza, ceo Morato, Giovanna e Nicoletta Del Carlo, fondatrici di Nt Food, Luigi Bravi, alla guida di Orva
Con la nuova operazione, che segue all'acquisizione di Nt Food, il Gruppo prosegue il progetto di sviluppo del business nel mercato del gluten free

Morato punta ancora sul senza glutine. Il gruppo, player internazionale della panificazione industriale, dopo l’acquisizione di Nt Food, azienda toscana, specializzata in prodotti da forno gluten free, realizzata lo scorso luglio (leggi Nt Food: ingresso nel gruppo Morato per continuare a crescere), ha concluso un’altra operazione acquisendo un nuovo stabilimento anche questo dedicato alla produzione di prodotti senza glutine a Bagnacavallo (Ravenna).

L’operazione è stata realizzata attraverso la neocostituita società Nt Industry, detenuta all’80% dalla controllata Nt Food e al 20% dalla Orva di Luigi Bravi, proprietaria del sito oggetto dell’acquisizione e specializzata nella produzione di panificati, anche in versione bio e gluten free.

Dotato di linee produttive con tecnologie innovative, lo stabilimento di Bagnacavallo, assicurerà al Gruppo guidato da Stefano Maza una maggior capacità produttiva, oltre a rafforzarne la presenza in alcuni segmenti di mercato dove già opera con il brand Nutrifree.

Il sito si aggiunge ai 4 del Gruppo già dedicati al senza glutine, permettendo a Nt Food, alla cui guida sono rimaste le socie fondatrici Nicoletta e Giovanna Del Carlo, di rafforzare il proprio ruolo di specialista nei prodotti da forno senza glutine e all’avanguardia nell’ambito delle intolleranze e dei regimi dietetici alternativi, in linea con il piano strategico di crescita di Morato.

Crescita dove il canale fuoricasa gioca un ruolo di peso, pari a circa il 15% del totale del comparto foodservice, che si vuole continuare a incrementare. Più nello specifico, il Gruppo è presente sul canale bar in particolare con i pani morbidi (tramezzini, toast) e sui ristoranti in particolare con i sostituti croccanti, grissini in primis, con tutti brand del suo portfolio.

Per quanto riguarda lo sviluppo sul canale, l’azienda ha intenzione di rafforzare il presidio del foodservice, continuando a spingere sui prodotti in gamma, ma soprattutto andando ad ampliare il portfolio con prodotti e formati pensati per rispondere alle esigenze di un cliente professional che ricerca sempre più soluzioni che coniughino innovazione e performance organolettiche e trasversalità di utilizzo.

Castagner spinge sulla sostenibilità per aumentare la competitività

Famiglia Castagner, Giulia, Giovanni, Roberto, Silvia e Carlo
La famiglia Castagner: da sx, Giulia, Giovanni, Roberto, il fondatore della distilleria, Silvia e Carlo
Valorizzazione degli scarti, bottiglie più leggere e l'utilizzo della fonte solare le direttrici della strategia della rinomata distilleria veneta per diventare più green e contrastare il caro energia

Qualità fa rima con sostenibilità per la Distilleria Castagner. L'azienda veneta, rinomata per l'eccellenza delle sue grappe, ha intrapreso un percorso per rendere la sua attività sempre più amica dell'ambiente.

Un percorso che ha obiettivi ben definiti, raggiungere alti livelli di autosufficienza energetica, il target è l'80% in tre anni, e ridurre il consumo dei materiali utilizzati per i pack, e dove l'attenzione all'ambiente diventa anche una leva di competitività. Basti pensare che il fabbisogno annuale di metano dell'azienda è di 2,5 milioni di metri cubi: puntare sull'efficientamento e l'autosufficienza energetica significa liberarsi dal condizionamento del prezzo del combustibili, esploso nel corso dell'ultimo anno, per effetto del conflitto in Ucraina e non solo. Prezzo che anche quando questa crisi sarà finalmente risolta, non tornerà più quello di prima. Discorso simile per quanto riguarda vetro e cartone, i cui costi, sempre nell'ultimo anno, sono cresciuti del 50-60%.

Il progetto di economia circolare

L'obiettivo dell'autodufficienza energetica sarà raggiunto attraverso un progetto di economia circolare. Castagner si sta infatti dotando di un impianto di produzione di energia termica che utilizza un combustibile molto particolare: le bucce di uva. In pratica, ad alimentare l'impianto sarà un combustibile che l'azienda ha già in casa, la vinaccia. Una volta distillate le bucce per produrre la grappa, utilizzati i vinaccioli per la produzione di olio, prodotti per la cosmesi e per la farmaceutica, gli scarti saranno essiccati per ottenere il combustibile. Tale soluzione permetterà alla distilleria di coprire il 60-70% del proprio fabbisogno di energia termica nel prossimo anno, per portare tale quota al 70-80% nel 2024.

In tale ottica va anche la realizzazione, già completata, di un impianto fotovoltaico della potenza di 400 kW su 2500 metri quadri di tetti dell'azienda, che consente di generare energia elettrica sfruttando l'irraggiamento solare. Entrato già in funzione l'impianto al momento permette di soddisfare il 20% della domanda di elettricità, percentuale che si vuole incrementare fino al 40%.  Per i due progetti green l'azienda ha pianificato investimenti per circa un milione di euro.

Bottiglie più leggere

Anche il problema dei materiali per le confezioni è stato affrontato. Castagner ha infatti da poco immesso sul mercato le nuove bottiglie, più leggere e quindi più sostenibili perché consentono di risparmiare vetro e di ridurre le emissioni di CO2. le nuove bottiglie pesano infatti 600 g, a fronte degli 800 g di quelle utilizzate finora, con un risparmio del 20-30% di vetro.

The Connaught, Londra in versione pink

Ab Rogers cura gli interni dello shop dolce del Connaught Hotel, dove le pareti rosa si fondono a packaging e arredi di lusso sobrio e british

Una pasticceria che è un omaggio a una Londra nostalgica e aristocratica, a quell’eleganza sobria tipicamente British, a un quartiere, Mayfair, che richiama residenze georgiane, negozi lussuosi e parchi ben ordinati. Tutto molto garbato, elegante e tranquillo: non sembra quasi di essere nel cuore pulsante della capitale più cool dell’Europa. Eppure è così, e lungo la facciata dell’hotel a 5 stelle The Connaught, parte del Maybourne Hotel Group, è stata aperta l’omonima pasticceria, con ingresso indipendente sulla maestosa Mount Street, a poche vetrine dall’italianissima Pasticceria Marchesi.

Progettata dallo studio inglese Ab Rogers Design con colori tenui e materiali delicati, questo piccolo gioiello rosa accoglie con discrezione, avvolge con delicatezza e seduce con la sua atmosfera rarefatta. Lo stile lussuoso della zona e, soprattutto, dell’hotel richiedevano anche per la pasticceria un’immagine adeguatamente raffinata. Senza strafare, però, senza posa o, peggio ancora, ostentazione.

Sfumature tenui nel locale garbato e molto british

Il risultato è un locale garbato, dalle sfumature tenui che, nonostante i pochi metri quadrati e l’essenzialità degli arredi, rende palpabile la sensazione di essere circondati dalla ricchezza. Ab Rogers Design, studio londinese nell’anima e nello stile, non è nuovo alla progettazione di spazi dalla “sobria opulenza”. E sa come ottenerla. In questo caso ha scelto materiali dalla texture sensuale, come il lucido marmo, la pelle per le sedute, il vetro soffiato per i lampadari, aggiungendo qua e là i riflessi old style delle finiture in ottone. Non solo, ma tutto qui è progettato artigianalmente, dalle pareti intonacate in gesso tirato a mano alle luci in vetro soffiato, al marmo lisciato manualmente. Non ci si è fermati alla scelta dei materiali, Ab Rogers ha usato qualche stratagemma anche per dare al locale quella atmosfera rarefatta e fuori dal mondo che lo rende tanto particolare, come ad esempio, il rivestimento in tessuto che tappezza il soffitto per isolare dal suono esterno e ottundere la percezione di voci e movimenti all’interno del locale.

Dilatare lo spazio con soluzioni semplici

Per mantenere questo clima di nido esclusivo e avvolgente gli spazi sono stati pensati per ospitare un numero limitato di clienti: varcata la soglia, infatti, ci trova davanti due sole file di tavoli, ben ordinate, schierate ai due lati del locale. Due panche corrono per tutta la lunghezza delle pareti, creando un senso di continuità visiva. Queste semplici soluzioni hanno l’effetto di dilatare lo spazio, creare un ampio passaggio centrale e ampliare la visuale grazie a una fila di specchi posizionati lungo la parete che “sdoppiano” visivamente le luci a sospensione e riflettono i mattoni rossi della Mount Street di fronte. Alle lunghe panche in pelle grigie corrispondono sedute a poltroncina, rosa come i pavimenti in marmo e le pareti.

Il bancone come un palcoscenico

Punto focale della pasticceria è il bancone, posizionato sul fondo come un palcoscenico. È un bancone monolitico in marmo bianco Fantastico per spiccare in mezzo a tanto rosa, dove fanno bella mostra di sé gli elaborati firmati dal talentuoso Executive Pastry Chef Nicolas Rouzaud. Sulla parete di fondo è stato posizionato un orologio scultura e, ai lati, due specchi a tutt’altezza che estendono la profondità del locale e ne riflettono la luminosità. Parte integrante del progetto anche le divise dello staff, con tanto di cappellino alla “lobby boy” da Grand Budapest Hotel di Andersoniana memoria.

Diageo lancia Elusive Expressions, la nuova special release di whisky scozzesi

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Elusive Expressions è un’inedita collezione di otto whisky invecchiati e affinati, selezionata dal Master Blender Craig Wilson, accompagnata da un volume digitale che racconta i cocktail a base whisky e le modalità di servizio

Il drink che ha aperto le danze alla presentazione delle Special Releases 2022 di Scotch Whisky di Diageo era a base The Singleton of Glen Ord, invecchiato in botti refill di rovere americano ed europeo, con doppia maturazione in botti di vino e gradazione 54,2% Vol. Il team del Vesta di Milano, guidato dal barmanager Francesco De Cristofaro, lo ha proposto in un cocktail con uno sciroppo di miele e zenzero, a richiamare le delicate note  che caratterizzano questa bottiglia. Food pairing affidato a Francesco Rodio, restaurant manager del ristorante di via Fiori Chiari (che ha ospitato la cena di lancio ufficiale): Ostrica Marquise de Bonsogne, salsa echalote, lamponi, con Gambero rosso, sedano, zenzero e cetriolo.

whisky_diageo_pairing_ostricaGli otto Scotch Whisky, frutto di un lavoro di sperimentazione

Questa singolare interpretazione del The Singleton of Glen Ord è un tassello del puzzle presentato ufficialmente a Milano dal colosso degli spirit: la collezione 2022 di Scotch Whisky Special Releases si chiama Elusive Expressions ed è stata selezionata dal Master Blender Craig Wilson. Si tratta di una inedita collezione di otto whisky invecchiati ed affinati in botte per creare caratteri profondi e complessi. Con oltre trenta distillerie a disposizione, Craig Wilson ha potuto attingere da più di dieci milioni di botti incluse nel catalogo di Diageo.

Questa collezione di whisky cask-strength sperimenta tecniche di invecchiamento e nuovi affinamenti in botte, tra cui Tawny Port e Red Muscato. Ecco quali prodotti comprende.

  • Un Mortlach dolce, scuro e ricco con intense note di zenzero tipiche della distilleria di Dufftown nello Speyside (proposto, alla cena di lancio, con Guancia di vitello, fondo al vino rosso e anice, patata ecrasè, tardivo all'aceto di ciliegie).
  • Un The Singleton of Glen Ord, invecchiato in botti refill di rovere americano ed europeo, e in seguito con doppio maturazione in botti di vino stagionate (utilizzato nel già citato drink di benvenuto e abbinato all'ostrica e al gambero).
  • Un’espressione intensa di un Lagavulin, maturata in una varietà di botti di rovere vergine e delle riserve più affumicate.
  • Un Talisker 11 anni, con una spezia bagnata da note di fumo e sale marino (proposto con fregola, gamberi rossi, burro affumicato e bergamotto).
  • Un Clynelish, 12 anni con una texture lievemente cerosa e un'aggiunta di morbidezza e sentori speziati dovuti a una maturazione in botti refill di rovere americano, poi rifinito in botti di sherry PX/Oloroso (presentato in pairing con cicala di mare, ceci e tartufo nero).
  • Un’edizione particolare di Cardhu, invecchiato in botti refill e carbonizzate di rovere americano, poi affinato in botti di Jamaican Pot Still Rum a dare una corposa dolcezza tropicale.
  • Un Oban 10 anni con un sentore fruttato e un’aggiunta di un fumo leggero, sapido e speziato.
  • Un setoso e speziato Cameron Bridge 26 anni (servito con il dessert Mandarino e pinoli).

SpecialReleases2022_KV_Talisker11YO_1x1La collezione sarà anche protagonista, dal 3 al 5 dicembre, al Whisky Festival di Milano. La manifestazione dedicata agli appassionati di malti ospiterà le Special Releases in un’area appositamente dedicata.

Leggende e suggerimenti di sevizio in un libro digitale

Anche sul packaging è stato fatto un lavoro certosino. L'illustratore Ken Taylor, già interprete delle visual identity delle special release Diageo, quest'anno è affiancato dal collega Kevin Tong, artista in digital visualization; insieme hanno collaborato alla creazione di grafiche particolarissime, fondendo il mondo del fantasy con quello dell’arte e del whisky. Tramite un QR code posto sulle confezioni è possibile interagire con la collezione e vivere la storia di ciascun marchio nel modo più coinvolgente possibile conoscendo tutte le caratteristiche dei brand, i perfect serve e i cocktail più innovativi. Si accede al libro digitale "Elusive Expressions Cocktails and Serves", con uno stile da graphic-novel, che racconta i drink che possono sfruttare le caratteristiche peculiari di questi pezzi da collezione e le relative modalità di servizio. Un racconto che si interseca con la narrazione delle leggende che si celano dietro Mortlach, The Singleton, Lagavulin e Talisker, dalla risoluzione del mistero del Solstizio di Rubino alla cattura della Luna Rosso Sangue.

Appuntamento al Coffee Village Campania

Coffee Village Campania
Nell’ambito di Gustus a Napoli si svolge un'intensa tre giorni di incontri sul tema caffè. Lunedì la Tappa Sud del campionato Cup Tasters.

Tra il 20 e il 22 novembre torna presso la Mostra d’Oltremare a Napoli, Gustus, il Salone Professionale dell’agroalimentare, enogastronomia e tecnologia che ospita al suo interno la seconda edizione del Coffee Village Campania.

L’evento formativo e divulgativo sul caffè di qualità è stato fortemente voluto dall’associazione IncontrotendenzaCoffee di Valerio Vitiello, Michele Cantarella e Aldo Arancio, in collaborazione con Sca Italy, che ha organizzato al suo interno le selezioni nazionali Tappa Sud del campionato Cup Tasters, in programma il 21 novembre. Come già è successo il 7 novembre in occasione della prima di gara di selezione che si è svolta sul palco di Cosmofood Expo a Vicenza, anche per questa tappa, si registra il tutto esaurito: i primi dieci classificati delle due competizioni si sfideranno nella finale mondiale a Sigep 2023 in programma a Rimini tra il 21 e il 25 gennaio.

Appuntamento dunque al padiglione 3 stand 2056 che ospita gli eventi legati al caffè

Nel corso delle tre giornate il programma prevede tanti appuntamenti per parlare di filiera, tecnologie, manutenzione, acqua e storia di un prodotto che affonda le sue radici tra storia e leggenda.

Domenica 20 novembre

ore 10 - apertura II edizione con Associazione Incontrotendenza Coffee - Valerio Vitiello, Aldo Arancio, Michele Cantarella

ore 11 - Controllo qualità sul caffè verde e lo specialty coffee, caffè con etichetta trasparente totalmente tracciabile - Alberto Polojac titolare di Imperator - QGrader

ore 13 - Acqua per il caffè: la pratica oltre al libro Sca - Massimiliano Cirelli - area manager Centro Italia BWT

ore 15 - La macinatura in tutte le sue sfumature - Alberto Cocci, titolare DM Italia

Ore 16 - L’importanza della pulizia delle attrezzature - Andrea Antonelli, brand ambassador pulyCaff

Lunedì 21 novembre

dalle ore 11 - Tappa Sud - Campionato Cup Tasters

Martedì 22 novembre

ore 11 - L’espresso: ancora tradizione o scienza perfetta? - Alessandro Coda, trainer & coffee specialist Mumac Academy

ore 12 - La vera storia del caffè: Il caffè arabica deriva davvero dagli arabi? - Il prezzo dl caffè espresso al bar dal 1945 a oggi - Gabriele Cortopassi - Espresso Academy, blog Aprire un Bar

ore 13 - L’acqua, essenziale per vivere, crescere e… bere un buon caffè - Salvatore D’Agostino - Bwt, H2Oreca

Contributo aggiuntivo per i locali: fino al 21 novembre per richiederlo

contributo aggiuntivo
Foto di Michael Schüler da Pixabay
L'Agenzia delle Entrate ha definito modalità e termini per accedere al nuovo contributo aggiuntivo per i bar e ristoranti già beneficiari del contributo a fondo perduto del decreto Sostegni-bis. La guida per richiederlo

Le imprese operanti nel settore bar e ristoranti che hanno ricevuto il contributo a fondo perduto del decreto Sostegni-bis (Dl 73/2021) hanno diritto a un contributo aggiuntivo che integra l'ammontare dell'aiuto riconosciuto con un fondo complessivo pari a 10 milioni di euro.

Il contributo è a favore delle imprese:

a) ammesse ai contributi a fondo perduto del decreto Sostegni-bis.

Ricordiamo che il contributo era riconosciuto alle imprese, normalmente operative e non destinatarie di sanzioni interdittive, che avevano subito nel 2020 una riduzione:

  • del fatturato non inferiore al 30% rispetto al 2019
  • del risultato economico d'esercizio non inferiore al 30% rispetto al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019.

b) Che svolgono, quale attività prevalente, una delle seguenti attività (codici Ateco 2007):
56.10 - Ristoranti e attività di ristorazione mobile
56.21 - Fornitura di pasti preparati (catering per eventi);
56.30 - Bar e altri esercizi simili senza cucina.

c) che non sia superato il massimale triennale con gli altri aiuti “de minimis” ottenuti che è stabilito in 200.000 euro complessivi nell’arco del triennio 2022-24.

Com’è ripartita la nuova dotazione

L'Agenzia delle entrate provvede a un nuovo riparto a valere sulla dotazione aggiuntiva a favore delle imprese sulla base di analoghe modalità. In particolare, il:

  • 70% è ugualmente ripartito tra tutti i beneficiari.
  • 20% è ripartito, in aggiunta rispetto alla lettera precedente, tra tutte le imprese con un ammontare di ricavi superiore a euro 100.000.
  • 10% è ripartito, in aggiunta alle assegnazioni di cui alle lettere precedenti tra le imprese con un ammontare dei ricavi superiore a euro 300.000.

Le imprese con ammontare più alto di ricavi ricevono quindi un contributo aggiuntivo proporzionalmente più elevato.

Come fare la richiesta

Le imprese che possiedono i requisiti richiesti devono inviare dal 7 novembre 2022 al 21 novembre 2022, utilizzando l’apposito modulo, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio all’Agenzia delle entrate, mediante procedura telematica, direttamente o tramite intermediario, che attesti l’ammontare degli aiuti di stato ricevuti nell’ambito del regime “de minimis” la cui registrazione nel Registro nazionale degli aiuti (Rna) è avvenuta o si presume avverrà nel triennio 2022-2024.

Il contributo si intende concesso e registrato nel Rna nell’esercizio finanziario successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui deve essere indicato il godimento, quindi, nel caso di imprese con periodo di imposta pari ad anno solare, il contributo va indicato nella dichiarazione dei redditi 2023 relativa al 2022 e l’anno di registrazione e di concessione è considerato il 2024.

Nel caso sia presentata tramite un intermediario, allo stesso andrà consegnato il modulo compilato, datato e firmato con allegata una copia del documento di identità del titolare o del rappresentane legale in caso di società.

Dopo la presentazione della dichiarazione verrà rilasciata una ricevuta con la presa in carico o lo scarto a seguito dei controlli formali dei dati in essa contenuti; in caso di scarto la domanda andrà ripresentata integralmente correggendo gli errori commessi o integrando le notizie richieste.

Poi, dopo la comunicazione e l’accredito, sul c/c di accredito del contributo precedente, verrà rilasciata un’ultima ricevuta con l’esito finale della richiesta.

Modalità particolari per dichiarazioni antimafia sono richieste in caso di importi superiori a 150.000 euro.

Decreto 29 aprile 2022 fondo perduto ristorazione

Provvedimento Agenzia delle Entrate n.406608 del 2.11.22

Barawards, i protagonisti: Brent Jopson di Orsonero Coffe a Milano

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Intervista al contitolare del locale vincitore del Premio cameo Professional Bar caffetteria dell’anno a Barawards 2021: «Mi sono sempre sentito un po' un outsider in Italia e vincere mi ha fatto capire che le persone prestano attenzione a quello che facciamo e apprezzano i nostri sforzi»

Originario di Vancouver, in Canada, Brent Jopson è a Milano dal 2015. Un anno dopo ha aperto la caffetteria Orsonero Coffee insieme a sua moglie: «Pensavamo di aprire in Canada, ma siamo rimasti dopo aver notato una lacuna nel mercato per gli specialty coffee». Come lui stesso descrive, Orsonero è una caffetteria nella sua forma più pura, che nel 2021 è stata premiata ai Barawards come Bar Caffetteria dell'anno. Serve soltanto caffè, niente alcolici e un comparto food limitato, così che la torrefazione sia il punto focale dell'esperienza: «In Italia, i bar fanno così tante cose diverse per aumentare i guadagni, che spesso il caffè viene trascurato e la qualità ne risente. Crediamo che il caffè meriti il ​​suo spazio e vogliamo che sia il motivo principale per cui gli ospiti passano di qui».

Certo è che l'universo del caffè sta sperimentando un'evoluzione costante: se si guarda già solo a pochi anni fa, a regnare era l'espresso e null'altro. «Iniziamo a vedere i consumatori interessarsi ai diversi modi di preparare e servire il caffè, i cosiddetti metodi di estrazione alternativi, e un po' più di consapevolezza della qualità, o meglio ancora, della non qualità del prodotto».

Il moltiplicarsi di insegne che propongono specialty coffee, la progressiva visibilità del tema e un sempre maggiore interesse potrebbero però portare a un grande classico del consumo italiano: trasformare un buon prodotto in una moda. «Non sono così preoccupato. Il caffè filtro è piuttosto in voga da circa un anno, e il consumo continuerà sicuramente a evolversi, ma senza stravolgimenti eccessivi». Piuttosto, il futuro parlerebbe di una maggiore presenza degli specialty anche in luoghi non dedicati esclusivamente alla caffetteria: «Penso, e spero, che assisteremo a una continuazione dell'attuale tendenza del caffè speciale, con più bar e ristoranti che introducono caffè di qualità superiore e maggiore interesse per metodi di estrazione alternativi anche per la preparazione casalinga».

Nulla, però, batte la sensazione di routinario comfort che può regalare un caffè ben fatto al bar: come fa un indirizzo a raggiungere livelli importanti, in questo settore? «Qualità del caffè costantemente eccellente e ciò richiede soprattutto un grande barista, che conosca bene il prodotto. Altrettanto importante è l'ospitalità: potresti avere il miglior caffè della città, ma se non lo servi con un sorriso, buona fortuna per far tornare le persone. Naturalmente, se vuoi fare caffè speciali o rendere il caffè il fulcro dell'esperienza, avere diverse opzioni per l'espresso e fornire estrazioni alternative come il caffè filtro aiuta. È una buona idea acquistare caffè da diversi torrefattori e ruotare frequentemente le offerte in modo che i clienti possano provare qualcosa di nuovo ogni volta». Il trionfo agli ultimi Barawards è orgoglio, stimolo e soddisfazione: «Uno dei grandi onori della mia carriera professionale. Mi sono sempre sentito un po' un outsider in Italia e vincere mi ha fatto capire che le persone prestano attenzione a quello che facciamo e apprezzano i nostri sforzi. Ricevere questo tipo di riconoscimento dai miei colleghi è stata una bellissima emozione e mi ha aiutato a riattivare la mia passione per il lavoro».

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Natfood acquisisce il 100% di Masterciock

Natfood
L'acquisizione del distributore torinese rientra nella strategia di Natfood finalizzata a rafforzare il presidio del territorio per offrire ai clienti un servizio di livello sempre più alto

Natfood continua a crescere. L’azienda di Reggio Emilia, tra i maggiori produttori italiani di prodotti solubili per bevande calde e fredde, ha realizzato un’importante operazione con la quale si è assicurata l’acquisizione del 100% di Masterciock, realtà distributiva di Torino, specializzata in solubili e prodotti dolciari.

Fondata dai fratelli Luca e Massimiliano Magosso, nel 1993, Masterciok è un’azienda che un forte radicamento nel territorio piemontese e serve circa 2.000 bar con la propria rete vendita. Le due aziende continueranno nella gestione separata sia per quanto riguarda la forza vendita sia per quanto riguarda il portafoglio prodotti. Catalogo che per quanto riguarda Natfood si è costantemente arricchito nel corso degli anni e che comprende caffè e ginseng (leggi Il ginseng Gic-co Zero e l’erogatore Brera le novità di Natfood), caffè d'orzo, cioccolata calda, tè, tisane e infusi, creme fredde, gelati soft, granite, frappè, smoothies, semilavorati per la preparazione di crêpes, waffle, gaufre, pancake. Prodotti ai quali si aggiungono le innovative attrezzature per la loro preparazione e i materiali di servizio, a formare una proposta unica e completa in grado di soddisfare le esigenze di tutti i tipi di locali, dai più piccoli bar fino alle grandi catene di ristorazione organizzata.

L’acquisizione di Masterciock si colloca all’interno di una più ampia strategia portata avanti dall’azienda di Reggio Emilia che rifornisce più di 40.000 locali in tutta la Penisola. Strategia finalizzata a rafforzare il presidio del territorio per offrire ai suoi clienti un servizio di livello sempre più alto.

In questa strategia si colloca anche l’apertura da parte di Natfood, lo scorso settembre, del nuovo deposito di Marcianise, in provincia di Napoli, con l’obiettivo garantire una più efficiente copertura dell’area campana. Apertura che porta così a 14 il numero dei depositi dell’azienda sul territorio italiano.

I 60 anni di Rosso Antico: l’icona degli anni Sessanta guarda alla mixology

Rosso Antico
Nel 1962 a Bologna, nella distilleria Distilleria Jean Buton, nasceva il vermouth simbolo degli anni Sessanta e Settanta. Il “Principe degli aperitivi”, forte della sua qualità, ora guarda con sempre più attenzione al mondo cocktail

Il 2022 è un anno importante per Rosso Antico: il celebre aperitivo italiano compie i suoi primi 60 anni di vita. Era il 1962 quando dall’esperienza liquoristica della Distilleria Jean Buton di Bologna, nasceva il vermouth oggi di proprietà di Gruppo Montenegro capace di conquistare immediato successo, affermandosi come prodotto iconico negli anni Sessanta e Settanta tanto da meritarsi l’appellativo di “Principe degli aperitivi”.

Un successo legato in primo luogo alla qualità del prodotto. Rosso Antico è infatti un vermouth che prende vita da una ricetta complessa, che prevede l’utilizzo di una combinazione di selezionati vini bianchi e di ben 33 erbe aromatiche. Tra queste tre diverse specie di artemisia, l’assenzio maggiore, l’assenzio pontico e l’assenzio gentile, che conferiscono al prodotto la sua peculiare personalità e amaricità, ma anche il legno di sandalo, il pimento, la violetta e la noce moscata, che contribuiscono al suo sapore raffinato. Regina del suo bouquet è però l’Ireos Florentina, tre le più pregiate varietà di iris, che dona al vermouth la sua tipica nota floreale, e che, come dalla tradizionale ricetta, viene lavorata singolarmente attraverso un processo artigianale per conservarne ed esaltarne i principi aromatici.

Prodotto simbolo di un periodo di grandi trasformazioni per l’Italia, in pieno boom economico, che vedeva affermarsi nuovi stili di vita e di consumi, alla fama di Rosso Antico hanno contribuito anche le accorte campagne di comunicazione, dal celebre slogan “L’aperitivo che si beve in coppa” alle apparizioni al Carosello con testimonial d’eccezione come il cantautore francese Charles Aznavour, gli attori Fernandel e Gino Cervi, e le rivisitazioni dell’iconica bottiglia firmate da Salvador Dalì.

Un successo che dura ancora oggi, dopo il rilancio del marchio nel 2018 a opera di Gruppo Montenegro, (leggi Ritorno alle origini per Rosso Antico, il vermouth di Gruppo Montenegro), come testimoniano le vendite pari a circa 50.000 litri nell’ultimo anno, in linea con il trend generale del vermouth, tra le prime 10 categorie in Italia del mercato spirit a volume, confermandosi un segmento vivace soprattutto nel fuoricasa.

Protagonista in miscelazione

Numeri frutto di una strategia messa in atto negli ultimi anni e che, partendo dalle nobili origini del prodotto, ha rivolto lo sguardo alle nuove modalità di consumo, puntando a valorizzarne al massimo la versatilità in miscelazione.

Ideale da servire liscio, soprattutto in coppa, in modo da esprimere tutta la complessità aromatica, come negli anni Sessanta, o con una scorzetta di arancia o uno spuzzo di soda, il prodotto è infatti un ingrediente perfetto anche per tutti i classici con il vermouth. Non a caso il cocktail per brindare al compleanno, il cocktail proposto dal brand è l’Americano, ovviamente a base Rosso Antico.

La ricetta
Americano di Rosso Antico


Ingredienti:
3 cl Rosso Antico, 3 cl bitter, 3 cl soda,
Preparazione:
build
Decorazione:
fettina d’arancia e scorza di limone
Bicchiere:
tumbler basso

Adi Design Index 2022 profuma di caffè

Adi Design Museum - Milano
Adi Design Museum - Milano
Due macchine di Gruppo Cimbali, il progetto Senso Espresso di Mumac e le tazzine Coffeefrom, selezionati per il premio Compasso d’Oro 2024

Adi DesignMuseum - Il cucchiaio e la città a Milano, è la collezione storica che presenta tutti i progetti premiati con il Compasso d’oro dal 1954 ad oggi. Al suo interno, nella categoria Articoli per la casa,  si trova già la macchina modello Pitagora firmata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1962 e prodotta da La Cimbali.

Il Gruppo di Binasco (MI) vede ora inseriti nella selezione dell’Adi Design Index tre nuovi prodotti, selezionati per il premio Compasso d’Oro 2024, assegnato ogni due anni.

Si tratta delle macchine espresso Faemina (Italdesign) e LaCimbali M200 (Valerio Cometti +V12 Design), inserite alla sezione Design per il lavoro, e del progetto Senso Espresso (design di Sidera), che ha ottenuto il riconoscimento nella categoria Ricerca teorica, storica, critica.

La selezione annuale dell’Associazione per il Disegno Industriale è incentrata sul concetto di industrial design, e comprende prodotti o sistemi di prodotto valutati nell’ambito delle diverse merceologie, a cui si aggiungono la ricerca teorica, storica, critica e la ricerca di processo o per l’impresa applicate al design.

Enrico Bracesco, direttore generale di Gruppo Cimbali si è detto orgoglioso di ricevere un riconoscimento così prestigioso che premia l’impegno aziendale per il design e la sostenibilità, uniti alla voglia di trasmettere e raccontare la storia dell’espresso, bevanda simbolo del made in Italy. «Un riconoscimento - afferma - che premia la ricerca pluriennale del nostro dipartimento R&D a cui hanno contribuito ingegneri, tecnici, baristi, brand e communication manager, industrial designer e scienziati sensoriali per realizzare prodotti innovativi ed esclusivi». Barbara Foglia, Mumac manager, sottolinea l’orgoglio della presenza di un volume qual è Senso Espresso, che riassume i 10 anni di Mumac - Museo della macchia per caffè di Gruppo Cimbali - e la sua realtà di esposizione e di hub culturale e luogo di formazione: «Essere inseriti nell’ADI Design Index ci dà grande soddisfazione perché premia un lavoro di grande cura, dedizione e passione. Il nostro progetto è un viaggio che attraversa tutti i sensi e che racconta il tessuto imprenditoriale e culturale del made in Italy».

Oggi, 16 novembre Mumac espone i tre prodotti nei suoi spazi a Binasco e organizza alle ore 17,30 il talk Energia e design: per la mente, lo spazio, la cultura, che vuole celebrare il grande design italiano attraverso gli interventi di Antonella Andriani, designer e vicepresidente ADI, Fabio Bocchiola, CEO Repower Italia, Valerio Cometti, designer e fondatore V12 Design, Valentina Sumini, space architect e R&D specialist - Innovation & product designer Coesia. L’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Non chiamateli scarti. Nella selezione Design sociale dell’Adi Design Index 2022 si trova anche un’idea innovativa de Il Giardinone Cooperativa Sociale di Locate Triulzi (Milano): la tazzina Coffeefrom, frutto dello studio creativo Whomade. Realizzata con materiale bio-based ottenuto da fondi di caffè riciclati, è capace di dare una seconda vita al caffè esausto. Grazie al design ricercato sia nei dettagli estetici sia in quelli funzionali, si presenta ergonomica, impilabile e durevole, dunque in grado di esaltare al meglio il rito e il piacere di degustare un espresso. Coffeefrom è 100% made in Italy e ha visto collaborare alla sua realizzazione la comunità scientifica, tra cui il Politecnico di Milano, oltre alle aziende operanti nella filiera della bioplastica, in un virtuoso modello di simbiosi industriale.

Al fine di valorizzare al massimo le aziende e i prodotti selezionati, ADI ha organizzato una mostra itinerante dove è possibile visionare i prodotti selezionati:

ADI Design Museum, Milano - 14-27 novembre 2022

Istituto Treccani, Roma - 13-18 dicembre 2022

Baritalia 2022: scopri tutti i vincitori

Foto di gruppo del final show di Baritalia a Monte carlo
Foto di gruppo del final show di Baritalia a Monte Carlo (©Riccardo Gallini/GRPhoto)
Il ristorante Nobu del Fairmont Hotel di Monte Carlo ha fatto da palcoscenico al final show del laboratorio itinerante dedicato alla mixology, con la finalissima che ha decretato i vincitori di questa edizione di BaritaliaLab

Più elettrizzante di un Grand Prix. Più scoppiettante di un fuoco d’artificio. Più “sfumeggiante” di The Mask. Più sfavillante di un Martini Cocktail al plenilunio. Più rosso di un Negroni che fa il timido. Così avevamo annunciato il final show di Baritalia 2022 - a drink for the planet. E così è stato: una grande giornata di festa, di gare e di formazione nel segno della ricerca e della buona miscelazione. Il gran finale di questa settima edizione del laboratorio di mixology itinerante di Bargiornale ha avuto come palcoscenico una location di eccezione il super scenografico ristorante Nobu del Fairmont Hotel di Monte Carlo.

Piatto forte del menu la finalissima di Baritalia Lab, atto conclusivo dell’avvincente cocktail contest, che ha visto in gara i bartender, sotto le insegne delle aziende sponsor, confrontarsi nella preparazione di drink sostenibili capaci di valorizzare la riduzione degli sprechi, la stagionalità, la territorialità. A contendersi la vittoria i 55 bartender provenienti da Nord a Sud della Penisola vincitori delle cinque tappe della manifestazione: Lecce, Sorrento, Jesolo, Pescara e Bologna.

A conquistare il primo posto in assoluto è stato Gian Maria Ciardulli del team Soero. Seconda classificata Brigida De Matteis del team Coca-Cola Hbc Italia – whisky, mentre sul terzo gradino del podio è salito Daniele Salviato del team Compagnia dei Caraibi.

Altro riconoscimento assegnato la Menzione Speciale Miglior Cocktail Sostenibile, premiata da Julia Podyriaka di ice3, andata a Stefano Marongiu della squadra Nonino.

Premiati anche i primi classificati per ogni team in gara. Ecco i loro nomi: Lorenzo Siri per Caffo, Damiano Massa per Campari Academy, Brigida De Matteis per Coca-Cola Hbc Italia - whisky, Fabrizio Bottone per Coca-Cola Hbc Italia - altri spirit, Marta de Dominicis per Coca-Coca Hbc Italia - Lurisia, Daniele Salviato per Compagnia dei Caraibi, Chiara Tocci per DouMix?, Filippo Ghizzi per Engine Gin, Domenico De Leo per Gamondi, Francesco Giorgi per Molinari, Stefano Marongiu per Nonino, Giovanni Aulisio per Ruffino, Gian Maria Ciardulli per Soero e Simone Delucchi per The Organics by Red Bull.

A decretare i vincitori una super giuria composta da sei big della miscelazione e della bar industry made in Italy: Emanuele Balestra, primo barman dell’Hotel Barrière Le Majestic di Cannes; Giorgio Rocchino, barman del principe Alberto di Monaco e titolare di LCM Academy, la prima scuola di barman a bordo di uno yacht; Danilo Bellucci, Cavaliere della Repubblica e Cavaliere Ufficiale, “libero comunicatore” nel mondo del food & beverage e organizzatore di alcuni dei grandi eventi del settore come Lady Drink, Challenge on Ice, 110 e Lode e Order of Merit; Giovanni Ceccarelli, formatore, divulgatore e consulente di Drink Factory; Luca Coslovich, bartender di fama, attualmente al prestigioso Casinò di Monte Carlo e portabandiera del savoir-faire italiano nel mondo; Ezio Falconi, tra i primi e più appassionati cocktail historian italiani e titolare del rinomato Arimo American Champagne Bar di Treviglio.

Spazio all’alta formazione

Ma il final show di Baritalia non è stata solo una giornata di sfide. Spazio importante come da tradizione in tutti gli appuntamenti della kermesse è stato riservato infatti all’alta formazione con tre seminari sulla mixology. Il primo, tenuto da Giovanni Ceccarelli è stato focalizzato sul tema della sostenibilità dietro il bancone, tema al centro di questa edizione di Baritalia. Il secondo, tenuto da Ezio Falconi è stato dedicato ai cocktail dimenticati, argomento oggetto anche del suo ultimo libro, Storia dei Cocktail Dimenticati (edito da Tecniche Nuove), dove ha raccolto sessanta ricette, create a partire dall’Ottocento, menzionate una prima volta, riportate almeno una volta in ulteriori manuali e non più menzionate poi, nei successivi prontuari. Per finire il seminario di Emanuele Balestra, dedicato all’uso di fiori, spezie e miele autoprodotti in miscelazione: ingredienti che giocano un ruolo importante nella miscelazione di Ceccarelli e che lui stesso produce in due orti-giardino che ha realizzato presso dell’Hotel Barrière Le Majestic, uno dei quali ospita anche le arnie con le api.

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