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The Dalmore firma una collection luxury che omaggia il legame tra whisky e design

The Dalmore e il museo V&A di Dundee uniscono le loro forze per creare la serie Luminary: una collezione di single malt rari e in edizione limitata creati da personalità dal mondo del whisky e dell'architettura. Le prime bottiglie presentate a Milano in un evento alla Rinascente

Chi ne sa, anche poco, di whisky conosce The Dalmore, distilleria delle Highland che vanta 180 anni di storia di proprietà White & Mackay Ltd (Gruppo Emperador) famosa non solo per la qualità e l'esclusività dei suoi malti, ma anche per il simbolo del cervo reale a 12 punte che decora le bottiglie. Recentemente, il brand, distribuito in Italia da Fine Spirits, ha presentato una nuova collection che farà la felicità di appassionati, collezionisti e, ovviamente, di gestori di locali che vogliono distinguersi con una proposta whisky che va ben oltre lo standard. Si tratta di The Luminary Series, una collezione di single malt in edizione limitata, presentati da talenti del mondo del whisky e del design architettonico, curata in collaborazione con il V&A Dundee, il museo scozzese del design.

 

A partire dal 2022, la serie vedrà l'uscita di tre edizioni, ciascuna composta da due whisky Luminary: The Rare e The Collectible. Il capitolo inaugurale della serie, il Luminary No.1 - Rare, 2022 Edition (40,8%, uncoloured, unchill filtered) è già disponibile ed è frutto della collaborazione tra il famoso architetto internazionale Kengo Kuma e Richard Paterson, master distiller di Dalmore. The Rare, di cui sono state create solo tre bottiglie (una è stata battuta all'asta raccogliendo 110mila euro che sono stati donati in beneficenza), è contenuto in una scultura  disegnata da Kuma, composta da 48 pezzi realizzati a mano in rovere giapponese, rovere scozzese e acciaio. Il whisky è stato selezionato da Paterson dopo 46 anni di invecchiamento in botti ex Sherry, ex Tawny Port ed ex Bourbon, a cui si è aggiunta una seconda maturazione di due anni in botti di rovere scozzese e di rovere giapponese. Decisamente più abbordabile, la versione Collectible del Luminary No. 1, 2022 Edition (46,8%, uncoloured, unchill filtered). Si tratta di un single malt invecchiato 15 anni creato da Gregg Glass, master whisky maker di Dalmore, e Maurizio Mucciola, architetto discepolo di Kuma, che ha disegnato il cofanetto in legno che custodisce il prezioso malto. In particolare, The Collectible è frutto di un lavoro di ricerca di Glass sull’influenza che i diversi tipi di rovere possono esercitare sulla maturazione del distillato. The Collectible inizia, infatti, il suo viaggio in botti di rovere bianco americano e termina in botti di vino Amarone e in botti realizzate appositamente per questa edizione limitata, composte da rovere Tay scozzese, rovere Mizunara giapponese e rovere bianco americano. Il whisky (prezzo al pubblico: 330 euro) è stato presentato recentemente a Milano, nella cornice del ristorante Maio (location gourmet al settimo piano della Rinascente), alla presenza di un qualificato gruppo di giornalisti, di gestori di locali e di Chiara Beretta, brand ambassador di Fine Spirits.

Iei Connect, a Milano i protagonisti dell’espresso italiano

Iei Connect 2022
Appuntamento il 30 novembre e 1 dicembre a Saporè in piazza Duomo per una due giorni tra campioni baristi e futuro del settore.

Si svolge il 30 novembre e 1 dicembre a Milano presso Saporè in piazza Duomo Iei Connect 2022, una due giorni che comprende la gara baristi Espresso Italiano Champion, le nuove certificazioni Premium e il futuro visto dai giovani di Iei Next.

L’Espresso Italiano Champion torna dopo due anni di stop: l’ultima edizione si è svolta a Host nel 2019 e ha visto vincitore Stefano Cevenini. Semplice e impegnativa nella sua formulazione, la gara si basa sulla capacità di preparare quattro espressi e quattro cappuccini perfetti utilizzando due apparecchiature Dalla Corte: una macchina espresso Evo2 e un macinacaffè DC One, che ogni concorrente troverà non regolato: per trovare la giusta granulometria e realizzare le preparazioni ha a sua disposizione un tempo limite di 11 minuti.

IEI Connect 2022 è anche l’occasione per presentare in pubblico le due nuove certificazioni Premium, a cui hanno aderito già alcune aziende che affronteranno il percorso di validazione dei propri prodotti a dicembre. IEI Premium nasce come naturale espansione della certificazione dell’espresso italiano, con l’obiettivo di valorizzare prodotti, miscele e attrezzature con performance superiori e validate tramite analisi sensoriale, prove chimiche e prove tecniche.

«All’Istituto Espresso Italiano aderiscono oggi 37 aziende che rappresentano quasi completamente la filiera del settore, immaginiamo che IEI Connect 2022 possa essere l’occasione di connessione tra loro», ha osservato Luigi Morello, presidente.

Nell’ambito della manifestazione è in programma anche il primo talk pubblico tra alcuni dei rappresentanti di Iei Next, il gruppo che riunisce i professionisti under-30 delle aziende che aderiscono all’Associazione, nato con l’idea di supportarla nel coltivare una visione dinamica del futuro. Un’occasione per cogliere l’idea di prodotto e di mercato che coltivano questi giovani professionisti, che si trovano ad affrontare una situazione in veloce evoluzione, con diverse criticità rispetto al passato.

La macchina espresso Studio e il macinatore Max di Dalla Corte sono infine a disposizione nelle due giornate per estrarre le miscele certificate: un’occasione per sottolineare la pluralità degli stili della “tazzina” lungo lo stivale, un concetto che Iei evidenzia sia in Italia sia all’estero in quanto segno della creatività del nostro Paese e strumento importante per avere la massima flessibilità su ogni mercato.

Una piattaforma unica per tutti i prodotti: Quisto punta a semplificare gli acquisti di bar e ristoranti

Quisto
Al via una nuova piattaforma che punta a semplificare la vita di gestori di locali e distributori. Permettendo ai primi di concentrare e velocizzare gli acquisti, ai secondi di trovare nuovi clienti e fidelizzare i vecchi

Semplificare, velocizzare, razionalizzare: sono le tre promesse ai gestori di locali sulla cui base è nato Quisto, nuovo portale per la gestione degli acquisti nel comparto horeca lanciato da Stefano Raffaglio, una lunga esperienza alle spalle al vertice di Dolcitalia, insieme a Pietro Bini Smaghi, con il supporto dello startupper Enrico Panadian.

«L'obiettivo - spiega Raffaglio - è realizzare una piattaforma dove il titolare del bar possa trovare tutto quello che occorre per la sua attività, a partire naturalmente da food&beverage. Siamo partiti da mondo dolce e beverage, ma ci stiamo progressivamente ampliando anche al food e ai servizi. Abbiamo concluso la fase di test, con 1.300 ordini e 350 clienti che acquistano sulla piattaforma, e siamo pronti a uscire allo scoperto, sicuri di offrire un servizio collaudato, affidabile, veloce».

Una lista ragionata, da comprare quando ti pare

Quali sono i vantaggi per un gestore? «Avere la possibilità di acquistare tutto quel che gli occorre, scegliendo i fornitori. Ma soprattutto facendo gli acquisti nel momento che più desiderano, visto che la piattaforma è aperta 24 ore su 24. Un valore importante, come ha dimostrato questa fase di test: il 30% degli ordini sono infatti arrivati tra le 19 e le 7 del mattino e nel weekend. E il carrello è ruotato in media del 10% più velocemente, con un importo medio cresciuto del 35%. Il motivo? Hanno più tempo per comporre la lista, non lo fanno di fretta mentre fanno altre cose. E avendo a disposizione una gamma di prodotti più ampia rispetto all'offerta di un singolo grossista, possono completare i propri acquisti con una sola operazione. In più, sono costantemente aggiornati via WhatsApp delle promozioni in corso, sia da parte di altri distributori, sia dell'industria».

Un "salto nel futuro" rispetto a un presente fatto perlopiù di post-it o foglietti scritti a penna, messaggi vocali, e-mail e scambi frettolosi con gli agenti tra un caffè da fare e un cliente da servire.

La convenienza per i grossisti

Un pericoloso concorrente per i grossisti? «In realtà, siamo degli ottimi alleati - spiega Raffaglio -: il grossista, infatti, è il venditore sulla piattaforma. Il nostro obiettivo non è disintermediare, ma facilitare il lavoro dei grossisti, migliorando l'interazione con i loro clienti e dando loro l'opportunità di fare sviluppo. Il meccanismo è semplice: ai grossisti che aderiscono alla piattaforma, se caricano i loro clienti garantiamo loro l'esclusiva su tutte le merceologie che trattano e riduciamo le commissioni. Questo significa che un cliente portato dal distributore X vedrà solo il catalogo e le offerte promozionali di quel distributore, mentre avrà accesso alle altre offerte e alle promozioni di tutti i distributori presenti in piattaforma per le merceologie che il distributore X non tratta. Per il grossista, l'adesione è a costo zero, visto che guadagniamo in percentuale sul transato. Così potrà sgravare gli agenti dei compiti di routine, acquisire nuovi clienti e - grazie alle liste di prospect fornite da Quisto - dedicarsi con maggior attenzione allo sviluppo commerciale».

Un piano ambizioso di sviluppo

Quisto punta a espandere il proprio raggio d'azione ampliando la gamma di prodotti e di distributori offerti - il food è il primo obiettivo - e il numero di Paesi dove opera: partito da Italia, punta a estendersi progressivamente in tutta Europa, a partire da Spagna e Regno Unito».

Barawards, i protagonisti: Patrick Pistolesi del Drink Kong di Roma

Intervista al fondatore del locale romano vincitore a Barawards 2021 del Premio Ice Cube Bar Team dell’anno: «Ricevere un premio come i Barawards è un riconoscimento che sa di rivalsa. Ma troppi bartender vivono solo per i riconoscimenti, perdendo di vista quello che è l'essenza di un bar: l'ospitalità»

Tra i volti più noti della miscelazione italiana e mondiale, Patrick Pistolesi è alla guida del Drink Kong di Roma, aperto nel 2018 e immediatamente balzato all'attenzione internazionale. Agli ultimi World's 50 Best Bars si è classificato alla 16esima posizione, ed è stato premiato ai Barawards 2021 come Bar Team dell'anno. Una vittoria di gruppo, che va a cementare l'importanza di una squadra solida per il successo di un'insegna. L'elemento essenziale è l'affiatamento: «Come a bordo di una nave, ognuno deve avere il suo ruolo e ogni momento deve essere rispettato, che sia di svago prima del servizio, di concentrazione durante le preparazioni, o nel pieno della tempesta, durante una sera particolarmente intensa. E poi è fondamentale una gerarchia: serve un capitano che guidi con la propria visione e esperienza, un senior bartender maturo che sappia gestire le energie e l'esuberanza del junior e del barback».

La centralità del lavoro di squadra, e in generale la professionalità al bar, sono temi sempre più discussi oggi: non era certo così qualche tempo fa. «Quando ho iniziato ovviamente non esisteva Internet, o comunque non era facile informarsi. Esistevano le regole della casa, ogni bar aveva le proprie. Adesso è possibile avere un quadro completo, con migliaia di fonti: quindi un giovane può rendersi conto che il bar può diventare una carriera, una professione. E in un momento così difficile dal punto di vista di risorse umane, è cruciale spronare i bartender e far loro capire che ci sono delle possibilità. Sia chiaro che i sacrifici non si discutono, non vanno perse di vista le tappe del viaggio, che includono ritmi di lavoro inusuali, poco riposo. Bisognerebbe riportare le nuove generazioni a innamorarsi di questo lavoro».

Buona parte delle difficoltà nel reperire personale qualificato e dedito, Pistolesi lo imputa alle magagne logistiche e burocratiche che per troppo tempo hanno colpito il settore. «Lavoro al bar da ventuno anni ormai, e ho testimoniato abitudini ben poco sane, dal punto di vista economico e gestionale, che i miei colleghi e io abbiamo pagato sulla nostra pelle. Pagamenti in nero, nessuna tutela per i lavoratori; un dramma. Quando ho aperto Drink Kong ho spinto subito per proporre contratti in regola e stabilità, perché il bartender sia riconosciuto fisicamente e fiscalmente. Si vedono cose positive, insieme ad altre pratiche già piuttosto comuni all'estero: supporto psicologico per i bartender, programmi di integrità fisica come la palestra, e soprattutto educazione e consapevolezza sul consumo di alcolici. Siamo a contatto con distillati e liquori ogni secondo, non è difficile cadere nell'eccesso». Inoltre, più spazio per altri sbocchi professionali: «La dimensione del bar si è diversificata: un bartender adesso ha più possibilità, che si tratti di lavorare al bancone o intraprendere una strada come consulente, in azienda o simili».

In patria o a livello internazionale, i premi per Patrick e il Drink Kong sono ormai in fila ordinata: «Ricevere un premio come i Barawards è un riconoscimento che sa di rivalsa, dopo anni di poca considerazione che il lavoro di bartender ha dovuto soffrire. Ma non deve essere un'arma a doppio taglio: troppi bartender vivono solo per quello, perdendo di vista quello che è l'essenza di un bar, l'ospitalità. Noi puntiamo prima di tutto alla solidità del locale e al benessere degli ospiti. Un premio non deve togliere il fuoco, la passione per il nostro lavoro».

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Attenzione al Pianeta e alle persone: Baileys ottiene la certificazione B Corp

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Il brand del noto liquore di crema di latte e whiskey irlandese entra a far parte della community di realtà certificate per le alte performance di sostenibilità sociale e ambientale raggiunte

Un importante traguardo è stato compiuto da Baileys nel suo percorso verso la sostenibilità. L'azienda irlandese ha ottenuto la certificazione B Corp, rilasciata da B Lab, ente no profit Usa che certifica il raggiungimento di elevate performance di sostenibilità sociale e ambientale. Certificazione che attesta che Baileys garantisce il rispetto di standard elevati in termini di prestazioni, responsabilità e trasparenza su aspetti che vanno dai benefit per i dipendenti alle donazioni per scopi benefici, dalle pratiche amiche dell'ambiente adottate nella filiera alle materie prime.

Baileys entra così nella community delle B Corp, che conta circa 5500 società da tutto il mondo impegnate a creare un'economia più inclusiva rigenerativa ed equa per le persone e il Pianeta, e nella quale rappresenta la realtà maggiore del settore spirit. Un'attenzione verso il Pianeta e i suoi abitanti testimoniata anche dal fatto che tra tutti i parametri valutati durante il rigoroso processo di certificazione (clienti, governance, collaboratori, ambiente e comunità), la società ha ottenuto i punteggi più alti proprio negli ambiti “collaboratori” e “ambiente”.

Per quanto riguarda l'area collaboratori, a determinare il punteggio concorrono tutti gli aspetti legati all’esperienza quotidiana del personale, comprese parità e diversità. Aspetti sui quali l'azienda rappresenta un esempio particolarmente virtuoso, basti pensare che il 75% delle figure dirigenziali è costituito da donne, e tutti i dipendenti possono godere di diversi benefit, tra i quali sei mesi di congedo annuale retribuito per chi diventa genitore.

Non minore l'impegno riversato sul fronte ambientale, per creare un impatto più positivo su tutta la filiera, dai campi al bicchiere. In questo ambito si collocano le azioni messe in campo per esempio per ridurre l'utilizzo di acqua negli stabilimenti, il cui consumo è stato abbattuto del 29%, e il passaggio già dal 2008 all'energia rinnovabile per alimentare questi ultimi.

Ma non solo. Per migliorare l’impatto ambientale il brand collabora con la cooperativa agricola irlandese Tirlán per supportare gli allevatori irlandesi che forniscono la crema di latte, il prezioso ingrediente che si unisce al whiskey per dare vita al Baileys Original Irish Cream, il primo nato della gamma Baileys, gamma che comprende le altre referenze Salted Caramel, Espresso Crème, Strawberries & Cream e Colada. Una collaborazione nata nel 1974, lo stesso anno in cui è stato lanciato il liquore, e che ha portato alla nascita di importanti progetti dedicati agli allevatori, come la Sustainable Cream Initiative nel 2013 e la Sustainable Farming Academy, l'accademia cofondata dalle due realtà per fornire agli allevatori le conoscenze e il know how per incrementare pratiche sempre più sostenibili.

Orsadrinks con tutti i suoi brand ti aspetta al Sigep 2023

OK Orsadrinks Sigep 2023
L'azienda sarà presente all'appuntamento di Rimini, dal 21 al 25 gennaio, con i prodotti di punta dei suoi marchi per il mondo delle bevande e della caffetteria

Finalmente in arrivo, dopo 25 mesi dall’ultima edizione in presenza, l'appuntamento professionale tra i più importanti dedicati ai settori del gelato, della pasticceria, della panetteria, della cioccolateria e del caffè: Sigep 2023. Da oltre 40 anni fiera di riferimento per le innovazioni dell'intero settore, la kermesse fornisce una panoramica completa di tutte le novità del mercato: materie prime, ingredienti, macchinari e molto altro. Punto di incontro per lo scambio di idee, tendenze e visioni presentate ogni anno dai più importanti esperti e opinion leader del settore, il Sigep è un appuntamento immancabile, all’insegna del made in Italy e dell’eccellenza globale, cui Orsadrinks ha deciso con entusiasmo di tornare a presenziare.

L’evento sarà infatti per l’azienda un’importante occasione per tornare a incontrare i player principali del comparto e per presentare al mercato i prodotti di punta dei vari brand, da ODK a Stillabunt, passando per Malafemmena, e per esporre le novità più interessanti.

All’interno dell’ampia gamma di Orsadrinks c’è infatti un’interessante selezione di prodotti che ben si prestano ad applicazioni non solo all’interno del mondo della caffetteria, ma anche della pasticceria in senso più lato.

Gli ultimi anni hanno visto infatti una significativa crescita ed evoluzione dei prodotti del brand dedicati alle bevande e al mondo dei baristi e delle caffetterie. Orsadrinks è una realtà che cresce insieme ai propri clienti: questa sinergia, che da sempre caratterizza la visione e i rapporti dell’azienda, costituisce spesso uno spunto per sperimentare idee e soluzioni innovative, dando vita a nuovi utilizzi per prodotti nati con uno scopo differente.

Accanto ai prodotti Creamy, per esempio, ormai un punto di riferimento per i baristi di tutto il mondo, troviamo i Fruity Mix, puree di frutta di altissima qualità ideali per la preparazione di frullati e smoothies, ma anche cioccolate calde, frappè, chai tea… e molto altro!

Prodotti che, come tutte le soluzioni Orsadrinks, si distinguono per l’attenzione da sempre rivolta dall’azienda alla qualità e alla selezione delle migliori materie prime, prediligendo coloranti naturali e cercando di offrire anche prodotti senza zuccheri aggiunti, gluten free e dairy free, per incontrare i gusti e le esigenze di tutti i clienti.

Per scoprire tutto l’appuntamento è a Rimini, dal 21 al 25 gennaio 2023!

Decreto Aiuti quater: le nuove misure per imprese e lavoratori

decreto Aiuti quater
Foto di Tumisu da Pixabay
Il nuovo provvedimento rafforza le agevolazioni contro il caro energia, introduce un credito di imposta per adeguare il registratore di cassa alla nuova lotteria degli scontrini, potenzia il welfare aziendale e riforma la disciplina del Superbonus. L'analisi di tutte le nuove misure

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ed è entrato in vigore il decreto Aiuti quater (Decreto legge n. 176/2022) che rafforza le misure a sostegno di imprese, professionisti e lavoratori. Il provvedimento incrementa le agevolazioni per combattere la crisi energetica, contiene la revisione della disciplina del Superbonus, il potenziamento del welfare aziendale, mentre è stato rinviato alla legge di bilancio l’aumento dei limiti all’uso del contante, mancando l’urgenza (sarebbe infatti entrato in vigore il prossimo 1° gennaio). Vediamo nel dettaglio le novità del decreto.

Credito d'imposta per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale

I crediti d’imposta per energia elettrica e gas sono riconosciuti anche per le spese sostenute nel mese di dicembre 2022, alle stesse condizioni previste per ottobre e novembre dal Dl 144/2022, ovvero il decreto Aiuti ter (leggi Decreto Aiuti ter: le misure contro il caro energia).

Quindi, anche per dicembre, la platea dei beneficiari è estesa alle imprese, non a forte consumo di energia elettrica, dotate di contatori di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW.

Utilizzo diretto

I crediti d’imposta relativi al terzo trimestre 2022 e ai mesi di ottobre, novembre e dicembre potranno essere utilizzati in compensazione entro il 30 giugno 2023 (anziché entro il 31 marzo 2023).

Viene ribadito anche per il mese di dicembre l’inapplicabilità dei limiti annuali alle compensazioni (2 milioni di euro) e dei crediti d’imposta riportati nel quadro RU (250.000 euro).

Anche per dicembre le imprese possono richiedere al proprio fornitore di energia elettrica e/o gas naturale (se è lo stesso del 2019) la comunicazione che attesta la misura del credito d’imposta.

Non concorre alla formazione del reddito

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell'Irap e non rileva ai fini della determinazione dell’eventuale pro rata di deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali.

Comunicazione all’Agenzia delle entrate

A pena di decadenza dovrà essere trasmessa all’Agenzia delle entrate, entro il 16 marzo 2023 (anziché entro il 16 febbraio 2023) un’apposita comunicazione sull’importo del credito maturato nell’esercizio 2022, con riferimento ai crediti maturati nel terzo e nel quarto trimestre.

Misure caro bollette

È possibile richiedere la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, dei corrispettivi per la componente energetica di elettricità e gas naturale (metano) eccedenti la media, a parità di consumo, del 2021, per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023, facendo istanza ai fornitori, che potranno applicare un interesse non superiore al rendimento dei buoni del Tesoro poliennali di pari durata.

Proroga taglio accise sui carburanti

È prevista la proroga del taglio delle accise dal 19 novembre al 31 dicembre 2022 per i seguenti beni usati come carburanti: benzina, oli da gas o gasolio, gas di petrolio liquefatti (gpl) e gas naturale (metano). Per il gas naturale usato per autotrazione l’aliquota Iva è stabilita al 5% fino al 31 dicembre 2022.

Credito d’imposta per adeguare i registratori di cassa alla nuova lotteria degli scontrini

Il contributo è previsto per gli esercenti obbligati alla memorizzazione e trasmissione online dei corrispettivi giornalieri per adeguare, nel 2023, i propri registratori alle nuove specifiche tecniche della lotteria degli scontrini che prevedono la possibilità vincite immediate, tramite un apposito Qr code.

Consiste in un credito d’imposta pari al totale della spesa sostenuta nel 2023 per aggiornare i registratori telematici, fino a un massimo di 50 euro per ognuno.

L’utilizzo è consentito a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’Iva successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’adeguamento dei predetti strumenti ed è stato pagato il relativo corrispettivo con modalità tracciabile.

Anche a questo credito d’imposta non si applicano i limiti annuali d’inapplicabilità delle compensazioni. Resta sempre la possibilità di fruite del credito d’imposta del 30% per le commissioni pagate per le transazioni con carte di credito, di debito o prepagate.

Benefit aziendali esentasse

Per incrementare gli stipendi netti dei lavoratori, attraverso il rimborso anche delle utenze, il decreto Aiuti quater per il 2022 alza il tetto del massimo dell’esenzione fiscale a 3.000 euro, attenzione perché, se si supera il tetto, l’intero importo è soggetto a tassazione.

Superbonus 110%

Il decreto Aiuti quater diminuisce la detrazione dal 110 al 90% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023, ad eccezione dei lavori per cui, al 25 novembre 2022, sia stata:

  • presentata la Cila;
  • adottata la delibera assembleare condominiale che approva l’esecuzione dei lavori;
  • presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo per gli interventi comportanti la demolizione e ricostruzione.

Potranno ancora accedere al Superbonus 90% anche per il 2023 le abitazioni unifamiliari (villette) se si tratta di prima casa e se i proprietari non raggiungano un reddito di 15.000 euro l’anno, innalzato in base al numero dei componenti la famiglia.

Per le villette unifamiliari che abbiano completato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022, l’aliquota al 110% si applica fino al 31 marzo 2023.

DECRETO AIUTI QUATER

B-Qube, il cubo di Brema alla prova Martini

L'azienda italiana ha sviluppato una gamma di fabbricatori di ghiaccio per la mixology che produce un cubo resistente, cristallino e compatto, perfetto per tutte le esigenze dei professionisti del cocktail. Parola di Lucio d’Orsi

Brema Group è l’azienda italiana che dal 1985 pensa al ghiaccio come una materia prima da scolpire secondo le esigenze dei clienti. Fornisce numerosi settori con un approccio volto alla soddisfazione dei bisogni più diversificati, dalla gdo alla farmaceutica, dal wellness all’Ho.Re.Ca, e infine al settore industriale.

Con la missione di fornire la miglior soluzione per le tante esigenze del business del fuori casa, nascono i fabbricatori per il ghiaccio B-Qube, il “cubo di Brema” è un ghiaccio resistente, cristallino e compatto, pensato appositamente per il mondo della mixology. La gamma dei fabbricatori B-Qube parte da modelli compatti da retrobanco con produzioni giornaliere di 29 kg. Il raffreddamento è ad aria o ad acqua, rendendo così possibile l’installazione in ogni situazione, grazie anche alla possibilità di una pompa di scarico integrata. I pannelli, facilmente rimovibili grazie alla progettazione Green-Tech Design, assicurano performance costanti e facilità di manutenzione.

I singoli B-Qube pesano 23 grammi, una grammatura apprezzata dai professionisti del cocktail perché consente un adeguato controllo sulla diluizione, sullo scioglimento durante la shakerata e sulla tenuta all’interno di un cocktail build. Si adattano a tutti i tipi di bicchieri e mantengono a lungo l’impatto estetico che li contraddistingue.

Abbiamo chiesto ad alcuni maestri della miscelazione cosa pensano del nuovo cubo di Brema.

Lucio D’Orsi, direttore del Majestic Palace Hotel e bar manager del Dry Martini di Sorrento

La specialità della casa, che vi rende famosi nel mondo, è il Cocktail Martini. Il re dei cocktail si regge su un equilibrio delicato di due singoli ingredienti in cui il ghiaccio è di fatto il terzo ingrediente, fondamentale per la buona riuscita del drink. Come si comporta B-Qube in un Martini?

L’interazione dell’acqua all’interno di un Cocktail Martini è un fattore determinante. L’acqua deriva dallo scioglimento graduale del ghiaccio all’interno del mixing glass, che nel nostro caso è sempre raffreddato precedentemente. Un drink dal peso di 100 grammi, mescolato per il giusto tempo ha dato un risultato totale di 143 grammi di cocktail. Questo significa, dal mio punto di vista, che la diluizione del ghiaccio non è eccessiva, è graduale e facilmente controllabile dal barman.

Come hai trovato la macchina in termini di performance produttive?

Ho installato una Brema con raffreddamento ad aria, che funziona molto bene e fornisce il ghiaccio in maniera costante e nei tempi segnalati dal produttore. Sono piuttosto tecnico ed esigente per cui ho testato anche il ghiaccio all’interno di un cocktail build, inserendo otto cubetti B-Qube in un bicchiere tumbler nel quale ho provato il drink in due versioni: la prima utilizzando solo bottiglie fredde e la seconda con bottiglie a temperatura ambiente. Con 160 grammi circa di ghiaccio, nel primo caso ho avuto una diluizione veramente minima, di 20 grammi sul volume totale, nel secondo il risultato è stato altrettanto soddisfacente, poiché si sono sciolti solo 36 grammi di ghiaccio all’interno del bicchiere. Ho lasciato il drink fermo per alcuni minuti, e la tenuta è stata costante, con un ghiaccio dall’ottimo aspetto cristallino che ha soddisfatto le mie aspettative.

Brema Group
Via dell’Industria 10
Villa Cortese (Mi)
www.bremaice.it

 

Fabrizio Galla apre una pasticceria nel centro di Milano

Fabrizio Galla
Il premiato pasticcere di San Sebastiano da Po apre un secondo punto vendita in Corso Matteotti, a pochi passi da Piazza San Babila

In pieno centro, a un passo da piazza San Babila e dal Quadrilatero della moda, arrivano la torta campionessa del mondo Jessica, i panettoni e le monoporzioni di Fabrizio Galla. Il pasticcere medaglia di bronzo nel 2007 alla Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione (nell'occasione vinse il premio speciale per la miglior torta, proprio la sua iconica creazione Jessica) apre il suo primo punto vendita dopo quello, storico, di San Sebastiano da Po (Torino). 

galla logo
Il logo della pasticceria di Fabrizio Galla

A due passi da Piazza San Babila e dal Quadrilatero della moda

L'annuncio è arrivato con un post sulla sua pagina Facebook: «Entusiasti finalmente di potervi svelare la location del nostro shop di Milano«, ha scritto Galla, «Fabrizio Galla Milano apre nei prossimi giorni in pieno centro, vicino al quadrilatero della moda, fermata della metropolitana rossa MM San Babila. Non vediamo l’ora di aprire le porte e potervi servire con nostri Panettoni, le torte Jessica e altre delizie dell’alta pasticceria del Maestro Fabrizio Galla. Potete intanto cominciare ad ordinare i nostri prodotti e scegliere il ritiro su Milano».

Con il nuovo anno si vedrà la veste definitiva del negozio

Il punto vendita è collocato proprio all'incrocio con l'inizio di via Montenapoleone, a pochissimi passi da un'insegna storica della zona: la pasticceria Sant Ambreous. L'offerta dolce del centro cittadino si arricchisce ancor di più con la presenza dell'insegna di Galla, che va ad aggiungersi a nomi di primissima grandezza come quelli di Marchesi 1824, Cova, Iginio Massari Alta Pasticceria, solo per citarne alcuni.

In questa prima fase, stando a quanto risulta a Dolcegiornale, la pasticceria sarà aperta in versione "temporanea", per sfruttare il periodo pre-festività. Poi subirà un restyling per riaprire in veste definitiva all'inizio del prossimo anno. Un passo impegnativo e importante per Galla, pasticcere di fama che ha collezionato riconoscimenti anche a livello internazionale, membro di Relais Dessert dal 2019 e associato Apei, l'associazione che riunisce gli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana fondata da Iginio Massari.

A Matteo Lunelli il premio Imprenditore dell’anno di Ey

Matteo Lunelli premio Ey Gruppo Lunelli
L'ad di Gruppo Lunelli e presidente di Ferrari Trento premiato con il prestigioso riconoscimento assegnato agli imprenditori che hanno contribuito alla crescita economica, ambientale e sociale del Paese

È andato a Matteo Lunelli, amministratore delegato del Gruppo Lunelli e presidente e amministratore delegato di Ferrari Trento, il Premio EY L’Imprenditore dell’anno 2022, il prestigioso riconoscimento riservato agli imprenditori che hanno contribuito in modo significativo alla crescita economica, ambientale e sociale del Paese.

Ad assegnare il premio, quest’anno alla sua venticinquesima edizione, una giuria indipendente da Ey, tra le maggiori realtà di consulenza e revisione contabile al mondo, composta da noti esponenti del mondo delle istituzioni, dell'economia e dell'imprenditoria. Giuria che ha scelto Lunelli «per l’impegno nel portare l’eccellenza italiana in tutto il mondo, affrontando il percorso di crescita di un’impresa familiare e radicata nel territorio, con coraggio e costante impegno nella ricerca della qualità e della cura per il dettaglio, valorizzando al meglio i talenti, tra tradizione, innovazione e sostenibilità», si legge nella motivazione.

Alla guida di un polo di eccellenza del beverage italiano

Un Gruppo, quello guidato dal manager quarantottenne, che si è posto l’ambizioso obiettivo di dare vita a un polo di eccellenza del beverage di alta gamma italiano e che già contempla realtà di grande prestigio al suo interno. Oltre le cantine Ferrari, ne fanno parte grappa Segnana, l’acqua minerale Surgiva, le Tenute Lunelli, che producono vini fermi, ai quali più di recente si sono aggiunti Bisol1542, marchio di prestigio del Prosecco Superiore di Valdobbiadene, e Tassoni, della quale è presidente, famosa per l’iconica cedrata, acqyisita la primavera dello scorso anno (leggi Cedral Tassoni entra a far parte del Gruppo Lunelli).

Un progetto al quale l’imprenditore ha dato un'importante svolta, contribuendo ad ampliare il Gruppo, che nell’ultimo decennio ha più che raddoppiato il suo fatturato, e ad accrescere i risultati e il prestigio di tutti i marchi, spingendo forte su internazionalizzazione, managerializzazione e sostenibilità.

Un percorso quello di Matteo Lunelli nel gruppo di famiglia cominciato nel 2003, dopo un’esperienza internazionale di 5 anni nella banca d’affari americana Goldman Sachs, subito dopo la laurea in Economia all’Università Bocconi di Milano. Nel 2011 ne diventa presidente e, in seguito, amministratore delegato di Ferrari, oltre ad assumere altre cariche all’interno delle società del Gruppo. Forte sostenitore del made in Italy, dal 2020 è anche presidente di Altagamma, fondazione che riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana di sette settori, moda, design, gioielleria, alimentare, ospitalità, motori e nautica, con l’obiettivo di creare sinergie tra i grandi marchi per favorire la crescita e la competitività della nostra industria e contribuire allo sviluppo del Paese.

«Sono onorato di ricevere questo premio che rappresenta prima di tutto un riconoscimento della passione, della dedizione e del talento di tutte le donne e gli uomini del Gruppo Lunelli. È il frutto di una storia di 120 anni costellati di successi per l’azienda e, per il sottoscritto, di 20 anni di lavoro molto intensi e impegnativi, ma anche bellissimi e ricchi di soddisfazioni - ha commentato Matteo Lunelli -. Il nostro Gruppo vuole essere ambasciatore dello stile di vita italiano nel mondo e il suo successo è legato proprio alla fedeltà ad alcuni valori: la ricerca dell’eccellenza in ogni dettaglio, il forte legame con il territorio e una visione d’impresa che opera in armonia con l’ambiente, in sintonia con il territorio e mettendo le persone al centro».

The Milan Coffee Festival promosso a pieni voti

The Milan Coffee Festival
La tre giorni milanese ha raccolto un pubblico numeroso di professionisti, appassionati e curiosi del caffè, presentato in modo nuovo e avvincente.

La terza edizione di The Milan Coffee Festival si chiude con un segno decisamente positivo: i visitatori convenuti al Superstudio Più sono stati oltre 6mila, di cui circa 4mila consumatori finali e 2mila operatori del settore. Parlando con gli espositori, ciò che più ha colpito, accanto a un’affluenza sempre sostenuta, è stato l’interesse, la voglia di conoscere da parte di numerosi baristi che hanno partecipato per vedere da vicino e comprendere la realtà e le dinamiche del “caffè artigianale”, nonché di tanti coffee lover o semplicemente persone che hanno sperimentato un modo nuovo - spesso inaspettato - di intendere il caffè, gustando le preparazioni proposte dai microtorrefattori di The Roaster Village.  La community che gravita attorno agli specialty coffee, è poi convenuta da tutta Italia, insieme a numerosi visitatori esteri.

La soddisfazione è grande da parte di Allegra Group, a cominciare dall’ideatore del progetto Ludovic Rossignol-Isanovic, che è stato sempre presente e vigile nel corso della tre-giorni milanese, tra gli eventi e gli oltre 40 espositori che, soprattutto nelle giornate di sabato e domenica, sono stati presi d’assalto, confermando, anche dopo due anni di stop, il successo di un evento che ha ormai un posto di tutto rispetto a fianco delle edizioni già affermate di Londra, Amsterdam e New York.

Workshop, competizioni, dimostrazioni e incontri sono stati seguiti da un pubblico numeroso e attento, a cominciare dalla maratona di The Roast Master, il contest focalizzato sulla tostatura degli specialty coffee e sulla loro trasformazione. Undici torrefattori italiani, ognuno con i propri caffè, si sono sfidati in competizioni a eliminazione diretta in quattro discipline: The Espresso Smackdown, che ha visto i concorrenti presentare una monorigine tostata chiara e media e una miscela, ognuna da estrarre e presentare ai giudici; The Latte Art Showdown, i dadi hanno indicato il tipo di bevanda e il decoro da realizzare in latte art e i concorrenti si sono misurati su tre tazze; The Brew Faceoff, con la presentazione di un’estrazione filtro; The Signature Drink ha valutato bevande miscelate a base caffè realizzate utilizzando anche un ingrediente misterioso presentato il giorno stesso. Una gara accesa, divertente e impegnativa che in finale ha visto fronteggiarsi le squadre di Nude e Vannelli Coffee. Ha vinto quest’ultima grazie ai buoni caffè e alla professionalità di Giacomo (campione italiano baristi 2014, 2015 e 2019 e brewing 2022) e Pietro Vannelli, campione italiano di latte art 2015, che hanno gareggiato al motto «Siamo ciò che tostiamo».

Hanno raccolto un folto pubblico le dimostrazioni di 1895 Coffee Designers by Lavazza, che ha proposto i suoi caffè in abbinamento con creazioni di pasticceria preparate da Marco Pedron, Giorgia Proia e Maicol Vitellozzi.

Tutto esaurito anche per la Global Coffee School Live di Sage e per la Cocktail Masterclass di Smirnoff, che ha guidato il pubblico a preparare un Espresso Martini e un Coffee Negroni. Hanno destato curiosità e stupore le tazze perfette degli artisti - che si sono esibiti nella Latte Art Live, soprattutto quelle dell’attuale campionessa mondiale Carmen Clemente.

Lo spazio The Lab, realizzato con il supporto di Mumac Academy, ha offerto un ampio programma di laboratori, discussioni e approfondimenti su temi di attualità relativi al mondo del chicco, sempre molto seguiti. Infine, nella giornata di domenica si è svolta la finale nazionale della prima edizione della competizione ideata da Fabio Verona, del Master Coffee Grinder Championship, che ha  incoronato vincitore Luca Bernardoni, brand ambassador e responsabile qualità della torrefazione Hardy di Assago. 

Due nuovi pop-up store per Olivieri 1882

PANETTONE CLASSICO - OLIVIERI 1882
Dopo il test milanese dello scorso anno, per le Feste il tema del pasticcere Nicola Olivieri apre nuovi pop-up store alla Rinascente di Milano e a Venezia
Dopo il debutto lo scorso Natale del primo temporary store a Milano, ed essendo già presenti nei migliori food speciality store di tutto il mondo, questo autunno Olivieri 1882 aprirà due pop-up shop all’interno dei luoghi simbolo dello shopping: La Rinascente Milano e il Fondaco dei Tedeschi a Venezia. Il Fondaco dei Tedeschi ospita oggi l’élite dei brand lifestyle. Ed è in questa location che, a partire dal 24 novembre, troveranno spazio i lievitati natalizi di Olivieri 1882. Nel dettaglio: la rinnovata linea di panettoni, i tre pandori simbolo di artigianalità, il dolce di natale vegan e la pasticceria da forno “best seller” del brand vicentino.

Tre pandori per far innamorare i milanesi

«Il Fondaco dei Tedeschi è un luogo simbolo di Venezia e della nostra regione - spiega Nicola Olivieri - essere presenti con i nostri prodotti è motivo di orgoglio e ci consentirà di raggiungere il pubblico internazionale con una nuova modalità diretta, oltre al già consolidato e-commerce. E poi già stiamo immaginando una degustazione in gondola sul Canal Grande…». Spostandosi nel capoluogo lombardo, dal 6 dicembre 2022, all’interno dello storico palazzo con affaccio sul Duomo di Milano, La Rinascente, sarà possibile trovare un pop up store interamente dedicato agli impasti di Olivieri 1882. «Saremo presenti con tutti i nostri lievitati da ricorrenza - prosegue Nicola Olivieri - Avremo tutti i gusti dei nostri panettoni, ma anche i tre pandori del 2022: classico, al cioccolato o alla grappa. Vedremo se riusciremo a far innamorare del Pandoro anche i milanesi, sarà una sfida “golosa” sicuramente». Ci saranno anche i panettoni best seller: Classico, Tre cioccolati, Albicocca e caramello salato.

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