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Davide Scabin apre Scabeat al Mercato Centrale di Roma

Davide Scabin ha aperto, a novembre, Scabeat. L'idirizzo? Il Mercato Centrale di Roma

“Il futuro è ciò che ci siamo dimenticati”, parola di Scabin. E così la tradizione, nelle mani dello chef piemontese viene recuperata, ma con una tecnica... Per capirci: la ricetta è quella della nonna ma la ceramica del forno è ultramoderna. Accade nel nuovo ristorante (posto al primo piano del Mercato Centrale Roma) di Davide Scabin che si chiama Scabeat. Aperto a novembre propone un format provocatorio.

  • “Altro…”

    Innanzitutto perché allo Scabeat il Piemonte incontra il Lazio (non proprio due cucine affini) e poi perché qui Scabin reinventa i piatti della tradizione dando vita a un menu che mescola e reinventa i piatti della tradizione del Piemonte adattandoli alla romanità. Una combinazione che lo chef stellato, preparandosi ad arrivare per la prima volta nella capitale, scherzosamente ama definire “piemontesca”. «Vorrei portare un po’ di Piemonte a Roma - dice Davide Scabin - ma allo stesso tempo riuscire a interpretare bene la cucina romana, mettermi alla prova, reinventando piatti e sperimentando nuove ricette ricche di genialità e creatività. Ho in mente una cucina contemporanea, al passo con i tempi, dove ci saranno sicuramente i piatti della tradizione ma cotti sulla brace in pentole di ghisa utilizzando il Big Green già sperimentato al Mercato Centrale Torino: un modo di cucinare antico che richiede conoscenza e grande pazienza». «All’inizio saremo aperti solo a pranzo e cena - conclude Scabin - ma vorrei poi puntare sulle prime colazioni, proporre uova alla Benedict ai manager e imprenditori che scelgono proprio il mattino per incontrarsi al Mercato Centrale e chiudere affari prima di salire sul treno successivo». R.B.

Un whisky bar nel centro di Genova

In pieno centro a Genova apre il Neat Whisky Bar. Dietro al banco due giovani imprenditori e 90 etichette del distillato ambrato proposte in purezza (neat) o nei cocktail

Nessuna insegna, ma una Harley parcheggiata davanti all'ingresso. Come logo, una Betty Boop caduta in un bicchiere. Da whiskey, ovviamente. Forse sarebbe piaciuto anche a Jim Morrison, sempre in cerca del prossimo whiskey bar. Il Neat Whisky Bar ha aperto da poco più di due mesi (inaugurazione lo scorso 16 ottobre), in piazza Embriaci, pieno centro storico di Genova. Là dove prima c'era un negozio di paralumi, oggi ci sono Luca Pelicci e Maurizio Di Vita, gli under 30 che gestiscono questo locale caldo e accogliente, dove sedersi al bel bancone in legno è quasi d'obbligo, mentre tutt'attorno gli occhi scivolano su oggetti da negozio d'anticaglie dall'atmosfera vintage: un manichino, un'acquasantiera, una sella da cavallo, un antico portale appeso alla parete.

  • “Altro…”

    Il whisky è il focus. Una novantina le referenze (in crescita), con tante etichette mainstream e qualche chicca, in rappresentanza dei giganti di questo distillato (Scozia, Irlanda, Nordamerica, Giappone) ma anche outsider come Messico, Islanda, Taiwan. E Italia. Non c'è carta (per ora): la clientela per orientarsi può guardare lo scaffale e lasciarsi consigliare dai ragazzi dietro il banco. Tanti prediligono il whisky in purezza (neat, appunto): l'acqua è a parte, a temperatura ambiente, irrobustita – nel caso di degustazione di un torbato - da due gocce dello stesso whisky per mantenere una coerenza gustativa. Ci sono anche cocktail (la mano è quella di Maurizio Di Vita). Old Fashioned e Whisky Sour, soprattutto, con proposte di twist della casa, arricchite da home made (infusioni e sciroppi). Il pubblico apprezza, e s'affolla in una eterogeneità di età ed esperienze: giovani e vecchi lupi di mare, novizi della torba e habitué di questo complesso distillato. A proposito di listini, i whisky in purezza vengono proposti in una fascia di prezzo dai 7 ai 25 euro, mentre i cocktail classici partono dagli 7 euro e quelli premium da 8 a 15 euro a seconda del whisky utilizzato (foto di Lucia Salsi). A.R.

Artista del Panino, il 21 gennaio la finalissima

Michele Locatelli, Valeria Baiano e Massimiliano Rossi
Scopri gli otto finalisti pronti per la finale dell'Artista del Panino 2019 che si terrà al Sigep il prossimo 21 gennaio

Si tiene il 21 gennaio (a Rimini durante il Sigep) la finale dell'Artista del Panino 2019, il concorso organizzato da Agritech e Bargiornale in collaborazione con l'Accademia del Panino Italiano e giunto alla sua quarta edizione. Dopo quattro tappe in tutta Italia si è infatti completata la lista dei magnifici otto che con le loro creazioni hanno conquistato benestare della giuria itinerante. E a Rimini la giuria sarà ancora più esigente. Max Mariola, chef mediatico di Gambero Rosso Channel, Barbara Rizzardini, direttrice dell'Accademia del Panino Italiano e Ivano Ricchebono, chef stellato del The Cook di Genova sono i super esperti che giudicheranno le otto creazioni, selezionate, lo ricordiamo, tra le circa 120 ricette arrivate alle semifinali.

  • “Altro…”

    E allora ecco gli otto finalisti: uno di loro al Sigep si aggiungerà al gotha di artisti finora composto da Giorgio Borrelli, Marco Carrieri e, dall'Artista del Panino in carica Gianpietro Sartori.

    Elena Amendolara, del Fishè di Palo del Colle (Ba)

    Domenico Bianco, della Salumeria Bianco di Putignano (Ba)

    Giulia Della Motta, del Beestrò di San Mauro Pascoli (Fc)

    Giacomo Dini, della Pasticceria fratelli Bonci di Montevarchi (Ar)

    Michele Locatelli, titolare del 18B di Brescia

    Patrizio Passavante, del Bar Conad Superstore di Avigliana (To)

    Valentino Ranuio, del Gusto Tondo di Cermenate (Co)

    Massimiliano Rossi, del Guagliò, ristorante Meridionale di Putignano (Ba)

Sweet&Shake Cup: sei finalisti per due vincitori

Sweet&Shake Cup
Appuntamento al Sigep, allo stand Debic, il prossimo 21 gennaio per la finale della seconda edizione di Sweet&Shake Cup. Scopri i finalisti

Andrà in scena martedì 21 gennaio 2020 la finale della seconda edizione della Sweet&Shake Cup: sei i protagonisti della sfida, che si sfideranno all’interno del Sigep allo stand Debic dalle 11 in avanti. Purtroppo solo sei, verrebbe da dire, vista l’alta qualità delle candidature arrivate in redazione a bargiornale che – da regolamento – ha costretto la giuria selezionatrice a lasciar fuori tante ottime ricette arrivate da tutt’Italia. Due i premi in palio: verranno scelti il miglior “Sweet drink”, rielaborazione in chiave liquida di un dessert, e il miglior “Coffee mix”, drink alcolico o analcolico che contenga caffè e panna. La gamma delle panne Debic è la protagonista dell’evento, che vuole mettere in luce la grande versatilità dell’ingrediente anche in miscelazione, oltre che in pasticceria.

  • “Altro…”

    I protagonisti della finale

    Per la categoria Sweet drink, i tre protagonisti della finale sono Jordy Di Leone del Blume di Roma, che resenterà il cocktail A-Frappé, Luca Menegazzodell’Estremadura Cafè di Verbania (il suo drink si chiama Ricordi di Maiori) e Dario Olmeo del Maracaibo Cocktail Bar di Alghero con Debic Seada.
    A sfidarsi per la realizzazione del miglior Coffee mix saranno Gian Maria Ciardulli del Donna di cuori di Roma (Conte Debic il nome del suo drink), Omar Corgnati del FukCocktail Bar di Firenze con New fashioned e Antonio Destino dell’Artisan Cafè di Bergamo con After Eight.
    Ai due vincitori andranno 500 euro in attrezzature professionali, messe a disposizione da Rg Commerciale. A.M.

Silver Medal per Carpano Botanic Bitter al Design & Packaging Masters

Carpano Botanic Bitter

Primi prestigiosi riconoscimenti per Carpano Botanic Bitter. Il nuovo premium bitter firmato dallo storico brand di Fratelli Branca Distillerie si è aggiudicato la Silver Medal all’ultima edizione del Design & Packaging Masters 2019, importante concorso internazionale promosso da The Spirits Business che premia gli aspetti del design e del packaging per le varie categorie di spirit.

In gara, nell’ultima edizione del contest, nato nel 2008, ben 73 prodotti di 45 diverse aziende, valutati da una giuria di esperti presieduta da Melita Kiely, vicedirettore di The Spirits Business, e composta da Hugo Mesquita, direttore marketing e vendite di Amorim Top Series, sponsor della competizione, Ara Carvallo, portfolio director di Distill Ventures, Elise Craft, coordinatrice di Whisky Squad.

Giuria che ha apprezzato particolarmente il pack di Carpano Botanic Bitter, per il suo design senza tempo, descritto come “retro chic” con un bel "bel tocco vintage", attribuendogli la medaglia d’argento nella categoria Speciality. La bottiglia, da 1 l, esprime infatti al meglio l’incontro tra tradizione e innovazione alla base del prodotto, che nasce dall’infusione secondo un metodo artigianale, patrimonio di casa Carpano, di 10 botaniche selezionatissime: con il logo e il disegno che guardano al futuro, ma che riprendono l’emblema e il codice colori storici del brand Carpano che si trovano sulle antiche bottiglie custodite presso la Collezione Branca.

Bussy porta a Sigep le nuove Quadrotte

L'azienda milanese produttrice di cialde e cannoli per gelateria Bussy si fa in quattro e lancia, a Sigep 2020, Le Quadrotte, "sorelle" delle già apprezzate Cestine. Sono croccanti coppette quadrate in cialda ricoperte di cacao e scaglie di cocco, oppure granella di amaretto o granella di cacao da riempire con ganache, creme o semifreddi. La seconda novità si chiama Ciokkinoir, ed è pensata per afffiancare alla dolcezza un tocco di amaro. Si tratta infatti di una cialda arrotolata a sigaretta ripiena di crema al cioccolato fondente. Alla fiera riminese di gennaio ci saranno anche le già arcinote Cialdine, piccole cialde in sfoglia dal sapore neutro pensate per arricchire un dessert o un piatto salato, come proposto dalla chef Viviana Varese nel libro di ricette realizzato in esclusiva con i prodotti di punta Bussy. Anche il biscotto Bussy 7, la rivisitazione in chiave moderna della prima cialda prodotta dall'azienda negli anni '60 proposta oggi nella versione multicereale. Preparata con le farine di sette cereali, (grano tenero, farro integrale, segale integrale, avena, fumetto di mais, riso, orzo) e la cialda Bussy 7, 100% vegetale. Per Sigep 2020 Bussy sarà presente sia con stand nel settore “pasticceria” che in quello gelateria, a sottolineare che cialde e cannoli Bussy si prestano a preparazioni diverse, incluso il salato.

Aromi di caffè illy nella rinata Cafehaus dei Giardini Reali a Venezia

Esterno di illy Caffè Giardini Reali Venezia

L’apertura da parte di illy del nuovo Caffè all’interno degli storici Giardini Reali nella zona di San Marco, detti “Giardinetti” dai veneziani, è in realtà un ritorno alle origini. Fu infatti Napoleone Bonaparte a volerli a inizio Ottocento. Al suo interno si collocava il Padiglione del Caffè, una struttura neoclassica realizzata dall’architetto Lorenzo Santi che fungeva da Cafehaus del parco. Il lungo lavoro di recupero di questo complesso monumentale con la sua area verde incastonata in uno dei luoghi più antropizzati della Citta, è stato promosso e realizzato da Venice Gardens Foundation in collaborazione con Assicurazioni Generali.

Lo studio Locatelli Partners si è occupato del riallestimento dello spazio a pianta circolare all’interno della Serra che propone, reinterpretandolo, lo stile tipico delle serre storiche al quale ampie vetrate sui fronti e sulle aperture del giardino conferiscono luminosità, leggerezza ed eleganza. In questo contesto, il nuovo illy Caffè si sviluppa su una superficie di 250 metri quadri: l’ampio bancone circolare con dettagli in ottone è sovrastato da uno scenografico chandelier a quattro cerchi con anelli di vetro soffiato; a richiamare il metallo del banco il colore rosso che si trova anche nei tavolini. Il locale è aperto tutti i giorni dalle 8,00 alle 20,00 e propone un’offerta diversificata studiata per ogni momento della giornata. Protagonista centrale è l’unico blend illy proposto nelle tostature Classico, Intenso e Forte, in grado di accontentare al meglio ogni abitudine e palato, nonché Deca, decaffeinato ad acqua. La mattina si prende il via con espressi e cappuccini uniti alla piccola pasticceria, per arrivare alla sera con cocktail per l’aperitivo. Nello store sarà presente anche un’area per la vendita di prodotti e accessori, a cominciare dalla gamma illy Arabica Selection, per proseguire con le macchine iperEspresso e le tazzine Art Collection.

Andrea Illy prende la parola nel corso della cerimonia di apertura
Andrea Illy prende la parola nel corso della cerimonia di apertura

Il nuovo locale si ripropone di diventare un nuovo punto di incontro per gli amanti del gusto e del bello grazie anche all’affinità tra la città che la ospita e la Torrefazione in quanto - come ha sottolineato Andrea Illy, presidente di illycaffè - «Venezia, al pari di Vienna, è stata la città attraverso la quale il caffè è entrato in Europa alla fine del Cinquecento, con la tradizione delle botteghe e dei locali storici: autentico riferimento dello stile di vita italiano nel mondo. Ma riguarda anche l’arte, grazie alla nostra ventennale collaborazione con la Biennale». Naturale la decisione di contribuire a restituire alla città un luogo significativo del suo patrimonio urbano, sintesi di tradizione artistica e accoglienza.

Nuovo pack in stile vintage per il Succo di Pomodoro Cirio

Succo di Pomodoro Cirio

Nuovo look per Succo di Pomodoro Cirio. Lo storico prodotto, lanciato nel 1950 e distribuito fino alla fine degli anni Settanta, per poi essere rilanciato nel 2016, in occasione dei 160 anni del brand di Conserve Italia, si presenta in esclusiva nei bar con una nuova veste dallo stile vintage, che celebra con grande eleganza e originalità l’ultracentenaria storia di Cirio.

Il nuovo pack è costituito da una bottiglia in vetro trasparente da 200 ml, scelta per rendere visibile il succo in tutto il suo colore rosso intenso. Bottiglia che richiama un’eleganza d’altri tempi sia nelle forme, grazie al suo design sinuoso, sia nei colori che caratterizzano l’etichetta, dove su uno sfondo di color crema, con bordo rosso, giallo e blu, campeggia in bella vista la materia prima del succo: un pomodoro. Pack ulteriormente impreziosito dal bollino color oro, nel fronte dell’etichetta, nel quale è raffigurato Francesco Cirio, il fondatore del brand che nel 1856 avviò, tra i primi in Italia, la conservazione degli alimenti.

Una confezione, insomma, pensata per esaltare l’alta qualità del contenuto: un succo ottenuto esclusivamente da pomodori 100% italiani, provenienti dalla filiera controllata degli agricoltori di Cirio che coltivano e selezionano il prodotto nelle aree più vocate del Paese, e senza ricorso al concentrato. Con un basso contenuto calorico e una minima presenza di sale, il Succo di Pomodoro Cirio, rinfrescante e dissetante, si presta a diverse possibilità di servizio: può essere proposto solo, condito con un pizzico di sale e limone, oppure utilizzato come ingrediente per la miscelazione, a partire da capolavori come il Bloody Mary.

 

I podcast di Live Victoriously: a colloquio con Roberto Rossi di The Botanical Club di Milano

podcast Grey Goose Live Victoriously Roberto Rossi

Altra puntata dei podcast di Grey Goose Live Victoriously con le interviste ad alcune stelle del firmamento bartending italiano. Protagonista del nuovo episodio è il bartender Roberto Rossi.

Contnua l’affascinante viaggio nel mondo della miscelazione made in Italy, tutto da seguire su bargiornale.it, proposto dall’originale format che, seguendo il tour Grey Goose, fino a fine anno toccherà alcuni dei migliori locali della Penisola. In ogni tappa, il bartender Alex Frezza, oltre a proporre la sua inedita Live Victoriously Drink List, intervista i bartender locali facendosi raccontare le loro storie, come è nata la loro passione per questo lavoro, le idee più innovative e i nuovi trend del bere bene. I podcast delle interviste, dopo ogni serata, vengono caricati sul canale dedicato SoundCloud, fino a comporre, incontro dopo incontro, un inedito puzzle del panorama nazionale della miscelazione.

Viaggio che nella sua tredicesima tappa ha fatto ritorno a Milano, in zona Porta Venezia, precisamente in via Melzo, dove sorge una delle tre sedi di The Botanical Club e dove Frezza ha intervistato il bartender del locale Roberto Rossi. Nato a Carpi, 30 anni, Rossi comincia la sua avventura nel mondo bar a 18 anni, assecondando due passioni che lo animano fin da bambino: miscelare e fare un lavoro che richieda il contatto con il pubblico. Dopo aver lavorato in bar diurni, notturni, discoteche, cocktail bar ed essere stato socio di due importanti cocktail bar dell’Emilia Romagna, il Cookies, a Carpi, e il Cotton Club a Carpi, a Modena, si trasferisce a Milano ed entra a far parte del gruppo del Mag Café. Successivamente, decide di fare qualche esperienza all’estero, prima in Spagna, dove lavora in diversi locali, per poi trasferirsi in Francia, per la precisione a Parigi, dove lavora come bartender al Danico, il locale di Nico De Soto, tra i migliori 100 cocktail bar del mondo. Lasciata Parigi, rientra a Milano, per entrare a far parte del team del brand The Botanical Club.

In precedenza, il tour Live Victoriously ha fatto tappa all’Octavius Bar di Milano (qui l’intervista al bar manager Francesco Cione), alla Sartoria 33 di Massa (qui l’intervista al bartender e proprietario Marco Macelloni), all’Estremadura Café di Verbania (qui l’intervista alla barlady e proprietaria Cinzia Ferro), all’Hawaiki di Igea Marina (qui l’intervista alla barlady e proprietaria Samantha Migani). Per poi proseguire con le tappe al Bar Pietrasantese di Pietrasanta (qui l’intervista con Edoardo Felsini, bar manager del Cobra Food & Drink), a The Spirit di Milano (qui l’intervista all’head bartender Carlo Simbula), al Rita, sempre di Milano (qui l'intervista al bar manager Leonardo Todisco), a L’Antiquario di Napoli (qui l’intervista al cofondatore e bartender Alex Frezza), al Mag Cafè di Milano (qui l’intervista con la barlady Camilla Bosatelli), al Drink Kong di Roma (qui l’intervista al bartender e coproprietario Patrick Pistolesi), al Pandenus di Milano (qui l’intervista al mixing consulting Alessandro Melis) e al Botleg di Roma (qui l’intervista al bartender e coproprietario Davide Cimaglia).

Ascolta l’intervista a Roberto Rossi

Campari Barman Competition: tra questi 14 c’è il nuovo campione

Campari Barman Competition
I nomi di tutti i 14 semifinalisti della Campari Barman Competition che si sfideranno a Roma il 13 gennaio 2020

È un casting molto particolare quello che andrà in scena a Roma il 13 gennaio 2020: saranno in 14 a contendersi i tre ruoli da protagonista in palio per il giorno successivo. Uno di loro tre, poi, verrà incoronato di fronte a centinaia di persone con l'ambito titolo di Campari Barman of the year 2020.
Spettacolo assicurato, visto che il tema della nuova edizione della Campari Barman Competition 2019, arrivato al settimo anno, è il rapporto tra Campari e il mondo del cinema.

  • “Altro…”

    Un rapporto che ha coinvolto negli anni un monumento come Federico Fellini e altri grandi registi del calibro di Paolo Sorrentino, Stefano Sollima e Matteo Garrone che hanno trasformato in immagini il concetto di Red Passion.

    Doppia sfida
    I protagonisti della semifinale, due barlady e 12 bartender, riproporranno in gara la ricetta (accanto alla loro foto trovate il nome del cocktail) che ha permesso loro di aggiudicarsi la tappa di selezione cui hanno partecipato. Milano, Firenze, Bari e Catania le città coinvolte quest'anno nelle selezioni, che hanno visto esibirsi dietro il bancone ben 350 professionisti.
    I tre finalisti avranno poi una giornata di tempo per creare il loro drink per la finale, su un tema che verrà svelato loro solo al termine della semifinale.
    Al vincitore andrà un premio - del valore di 6.200 euro - che comprende un Master di specializzazione "Campari Experience" presso Campari Academy, oltre a una serie di educational sul Campari Truck e di guest bartending in locali italiani e stranieri. Il secondo si aggiudicherà un corso "Barmaster" in Campari Academy (valore: 3.000 euro) mentre il terzo dovrà "accontentarsi"Un kit di materiali da bar esclusivo e personalizzato (valore: 800 euro). Roma è la terza città, dopo Firenze e Milano (dove si sono svolte le prime cinque edizioni), in cui sbarca la finale della Campari Barman Competition. A.M.

LaCimbali Technology Heart, Human Mind Lab vetrina dell’avanguardia

LaCimbali Experience Centre

Un contenitore di tecnologia ed esperienza, ricerca e scoperta, testimonianza e sperimentazione: tutto questo è Technology Heart, Human Mind Lab, il primo spazio esperienziale al mondo firmato LaCimbali. Si trova all’interno dell’Hangar 100 del Mumac – Museo della macchina per caffè di Gruppo Cimbali, presso l’headquarters del Gruppo a Binasco e invita a una full immersion tra i prodotti che più rappresentano il brand. Non ci sono percorsi obbligati: le quattro postazioni con altrettante macchine e baristi esperti sono a disposizione dei visitatori per guidarli alla scoperta di sapori, ricette e “prodigi” della tecnologia più avanzata. Ma ci sono anche teche espositive interattive, pareti decorate a tema caffè, e una stanza multisensoriale che offre un viaggio attraverso dalle parole dei dipendenti, le immagini dei prodotti e i suoni che accompagnano la preparazione del caffè.

LaCimbali Experience CentreOsserviamo le isole di prodotto partendo dalla macchina espresso M100 Attiva La Cimbali che attraverso il sistema HDA gestisce il profilo di pressione e offre la possibilità di modulare a piacere la preinfusione, influendo sul profilo sensoriale dell’espresso. Variando questi due parametri si è gustato un caffè etiope dal gusto “classico”, ben bilanciato, quindi floreale e, allungando i tempi di preinfusione e la pressione si è ottenuto più corpo.Una seconda postazione ha presentato di nuovo una M100 Attiva in cui il sistema GTA consente di modificare la temperatura dell’acqua e il tempo di preinfusione: qui sono state protagoniste le bevande a base di latte e sostitutivi vegetali oggi molti richiesti al bar, come avena, soia, mandorla e cocco, con cui preparare cappuccini e bevande aromatizzate. Con il latte vaccino si è spaziato dal flat white all’ice latte.

Dialogo aperto con la macchina superautomatica S30 disegnata da Valerio Cometti + V12 Design e vincitrice del Red Dot Award Product Design 2016, con cui sono state realizzate gustose preparazioni: Epresso Praline, composta da espresso, sciroppo al caramello salato, latte freddo montato e guarnizione di granella di nocciole; Apple Pie Cappuccino, con doppio espresso, latte caldo montato, sciroppo di mela, latte freddo montato, cannella e guarnizione con fetta di mela rossa; After Eithg… Am con cioccolato caldo, espresso doppio, sciroppo di menta a foderare il bicchiere, latte freddo montato, cioccolato fondente e guarnizione di foglioline di menta. La postazione con la macchina superautomatica S20 ha visto protagonisti il suo ampio menu e l’app Cup4You (utilizzabile anche con la S30) con cui gestire gli ordini verso la macchina, realizzando un servizio al tavolo rapido e impeccabile. L’applicazione permette inoltre di personalizzare le bevande, modulando con un semplice tocco il rapporto tra caffè e latte, l’intensità del caffè, l’emulsione del latte e molto altro. L’applicazione è scaricabile su Apple Store e Google Play.

LaCimbali Experience CentreTechnology Heart, Human Mind Lab, è la vetrina dell’avanguardia che LaCimbali dedica ai suoi clienti, visitatori e coffee expert; sarà inoltre visitabile dal pubblico in occasione delle aperture speciali del Mumac.

Matrimonio tra Cavit e Lavis: nasce il colosso del vino trentino

Cavit

Si è celebrato in Trentino il matrimonio dell’anno del comparto vitivinicolo. Ci riferiamo all’accordo per la fusione tra Cavit, il consorzio che riunisce dieci cantine sociali, collegate a oltre 4.500 viticoltori, e Cantina di Lavis e Valle di Cembra, storica cooperativa vinicola della Valle dell’Adige che oggi riunisce 800 viticoltori. Accordo, siglato tra i presidenti delle due realtà, Lorenzo Libera di Cavit e Pietro Patton di Cantina di Lavis e Valle di Cembra (nella foto in apertura), che potenzia e valorizza il comparto vitivinicolo trentino, dando vita a un colosso che, con un fatturato superiore ai 250 milioni di euro, si pone ai vertici del settore vitivinicolo italiano.

Più nello specifico, l’intesa prevede che le società Cesarini Sforza, storico marchio della spumantistica trentina, e Casa Girelli, dedicata alla commercializzazione private label di vini italiani sui mercati esteri, che fanno entrambe capo a Lavis, vengano acquisite dal gruppo Cavit, mentre Cantina di Lavis e Valle di Cembra entra a far parte della compagine sociale di Cavit. Inoltre, a completare la riorganizzazione strategica, Cavit entra nella società commerciale G.L.V., altra realtà di Lavis attiva nella distribuzione dei marchi Cantina La-Vis e Cembra Cantina di Montagna.

Un’operazione complessa e articolata che promette grandi vantaggi per entrambe le parti. Grazie all’intesa, con la cessione di alcuni suoi asset a Cavit, Cantina di Lavis e Valle di Cembra conclude definitivamente il percorso di risanamento avviato qualche anno fa, raggiungendo la stabilità necessaria a salvaguardare i suoi 800 soci viticoltori e a continuare l’opera di valorizzazione della propria produzione e specificità. I vigneti della cooperativa sono infatti coltivati prevalentemente a uve a bacca bianca secondo un sistema di “zonazione” e un attento studio delle caratteristiche e della morfologia del suolo, che danno vita a grandi vini, tra i quali il Pinot Nero Trentino Doc, Nosiola Trentino Doc, Lagrein Trentino Doc, Pinot Grigio Trentino Doc, Pinot Bianco Classici Cembra.

Cavit, invece, Cavit rafforza ulteriormente la missione di creazione di valore per tutte le produzioni del territorio, all’insegna della qualità e della sostenibilità. Inoltre, con acquisizione della Cantina Cesarini Sforza, il consorzio potenzia la presenza nel segmento della spumantistica, rafforzando l’offerta di una denominazione tipica del territorio, il Trentodoc, già rappresentata dal marchio Altemasi, con i suoi Riserva Graal, Pas Dosé, millesimao e Rosé. Infine, l’ingresso di Cavit nella struttura commerciale di G.L.V. dà nuovo impulso alla valorizzazione delle eccellenze di Cantina di Lavis e Valle di Cembra.

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