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Matrimonio tra Cavit e Lavis: nasce il colosso del vino trentino

Cavit

Si è celebrato in Trentino il matrimonio dell’anno del comparto vitivinicolo. Ci riferiamo all’accordo per la fusione tra Cavit, il consorzio che riunisce dieci cantine sociali, collegate a oltre 4.500 viticoltori, e Cantina di Lavis e Valle di Cembra, storica cooperativa vinicola della Valle dell’Adige che oggi riunisce 800 viticoltori. Accordo, siglato tra i presidenti delle due realtà, Lorenzo Libera di Cavit e Pietro Patton di Cantina di Lavis e Valle di Cembra (nella foto in apertura), che potenzia e valorizza il comparto vitivinicolo trentino, dando vita a un colosso che, con un fatturato superiore ai 250 milioni di euro, si pone ai vertici del settore vitivinicolo italiano.

Più nello specifico, l’intesa prevede che le società Cesarini Sforza, storico marchio della spumantistica trentina, e Casa Girelli, dedicata alla commercializzazione private label di vini italiani sui mercati esteri, che fanno entrambe capo a Lavis, vengano acquisite dal gruppo Cavit, mentre Cantina di Lavis e Valle di Cembra entra a far parte della compagine sociale di Cavit. Inoltre, a completare la riorganizzazione strategica, Cavit entra nella società commerciale G.L.V., altra realtà di Lavis attiva nella distribuzione dei marchi Cantina La-Vis e Cembra Cantina di Montagna.

Un’operazione complessa e articolata che promette grandi vantaggi per entrambe le parti. Grazie all’intesa, con la cessione di alcuni suoi asset a Cavit, Cantina di Lavis e Valle di Cembra conclude definitivamente il percorso di risanamento avviato qualche anno fa, raggiungendo la stabilità necessaria a salvaguardare i suoi 800 soci viticoltori e a continuare l’opera di valorizzazione della propria produzione e specificità. I vigneti della cooperativa sono infatti coltivati prevalentemente a uve a bacca bianca secondo un sistema di “zonazione” e un attento studio delle caratteristiche e della morfologia del suolo, che danno vita a grandi vini, tra i quali il Pinot Nero Trentino Doc, Nosiola Trentino Doc, Lagrein Trentino Doc, Pinot Grigio Trentino Doc, Pinot Bianco Classici Cembra.

Cavit, invece, Cavit rafforza ulteriormente la missione di creazione di valore per tutte le produzioni del territorio, all’insegna della qualità e della sostenibilità. Inoltre, con acquisizione della Cantina Cesarini Sforza, il consorzio potenzia la presenza nel segmento della spumantistica, rafforzando l’offerta di una denominazione tipica del territorio, il Trentodoc, già rappresentata dal marchio Altemasi, con i suoi Riserva Graal, Pas Dosé, millesimao e Rosé. Infine, l’ingresso di Cavit nella struttura commerciale di G.L.V. dà nuovo impulso alla valorizzazione delle eccellenze di Cantina di Lavis e Valle di Cembra.

Paolo e Andrea Sacchetti presentano il PIS-TACO

C'è un ideale passaggio di consegne al figlio Andrea e, insieme, una novità di prodotto nella pasticceria Nuovo Mondo di Prato. Paolo Sacchetti, rinomato maestro Ampi e geniale ideatore delle Pesche di Prato, dello Scendiletto e del Cremino, ne ha pensato un'altra delle sue. Ma stavolta non è un'idea... del tutto sua, visto che il guizzo creativo è del figlio Andrea, 24enne che affianca il papà in laboratorio. Si chiama PIS-TACO, «l'ha pensato e voluto mio figlio, l'abbiamo provato insieme e mi ha convinto moltissimo», racconta l'accademico in una nota.

PIS-TACO per eatPRATO 2019-Paolo e Andrea Sacchetti
Il PIS-TACO preparato per eatPRATO 2019 da Paolo e Andrea Sacchetti

Pistacchio e amarena, nell'estetica del taco

Si tratta di un dolce monoporzione a base di pistacchio e amarena con un pizzico di salato sia nel gusto che nell'aspetto: ricorda infatti un taco, il piatto tipico messicano. Il risultato al palato è un misto di sapori caldi, familiari, confortevoli, tanto che il dolce è diventato parte integrante dell'offerta nell'ambito della versione invernale di eatPRATO , manifestazione di promozione e valorizzazione dei prodotti e dell'enogastronomia di Prato e del suo territorio (concentrata su pasticcieria, biscotteria e panetteria nell'edizione invernale).

Paolo e Andrea Sacchetti al lavoro
Paolo e Andrea Sacchetti al lavoro nel laboratorio della pasticceria Nuovo Mondo

«Volevo un dolce giovane»

«L'ispirazione viene dalla voglia di tener fede al nostro nome, che ormai ci contraddistingue da anni: Nuovo Mondo. Per offrire qualcosa di innovativo che incuriosisse non solo la nostra clientela, ma anche la nuova generazione, ci voleva un dolce creato da un giovane per i giovani. Ecco perché ho lasciato l’incarico a mio figlio. Poi ci abbiamo lavorato insieme e abbiamo studiato gli abbinamenti», ha spiegato Sacchetti.

Dolcegiornale e Bargiornale vi aspettano al Sigep

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Segna in agenda tutti gli appuntamenti di Dolcegiornale e Bargiornale al Sigep di Rimini

A Rimini, dal 18 al 22 gennaio torna la 41a edizione di Sigep, il Salone internazionale dedicato al mondo del gelato, della pasticceria, della panificazione artigianale e del caffè. Una fiera imperdibile per il mondo professionale che opera nel foodservice dolce, che lo scorso anno ha raggiunto la bella cifra di quasi 170mila visitatori, oltre 135mila buyer italiani e 33mila esteri, da ben 185 Paesi. Da segnare in agenda gli imperdibili appuntamenti organizzati dalle nostre testate Dolcegiornale e Bargiornale: il giorno 21 alle 11 appuntamento allo stand Debic-FrieslandCampina Italy per la finale del concorso Sweet&Shake Cup, volto a valorizzare l'uso della panna in miscelazione (Pad. B5 stand 120). Ancora: sempre il 21, alle 14,40 l'appuntamento con gli 8 concorrenti della finalissima del concorso Artista del Panino, organizzato da Vandemoortele e Agritech e Bargiornale (Pad B7 stand 080). Nella nuova area Vision Plaza (Hall Sud) invece, sono in programma incontri dedicati a illustrare i macro trend del settore. Sabato 18 gennaio alle 14 in programma Stato dell'arte e prospettive nel mercato spagnolo del gelato: il ruolo delle catene, un intervento a cura di Sistema Gelato con la Media partnership di Dolcegiornale. Sempre il giorno 18, alle 16,30, il dibattito Chiediamo un prezzo equo per l’espresso, a cura di Bargiornale, con interventi di protagonisti del mondo caffè e condotto dalla giornalista di Bargiornale Nadia Rossi. Infine, il 21 gennaio alle 14, Il gelato delivery, spiegato bene, un intervento cura di Sistema Gelato con la media partnership di Dolcegiornale.

  • “Altro…”

    In calendario al Sigep anche la biennale Coppa del Mondo della gelateria, durante la quale saranno 12 squadre da tutto il mondo a contendersi il titolo, e per la precisione i team di Italia, Francia, Germania, Spagna, Ungheria, Polonia, Giappone, Singapore, Malesia, Argentina, Colombia e Messico, una gara articolata in diverse prove (fra cui: vaschetta decorata di gelato al cioccolato, monoporzione, torta gelato, pezzi artistici e la prova di abilità mystery box). Molto seguiti i Pastry events, all’interno della Pastry Arena, articolati in differenti competizioni e giornate. Fra le gare più attese, il 18 gennaio si terrà The Star of Sugar, concorso internazionale dedicato all’arte dello zucchero, sul tema “Il viaggio del caffè tra storia e leggenda”; il 20 gennaio l’appuntamento è invece con il Campionato Italiano di Pasticceria Seniores 2020, valevole per la selezione della Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione 2021, mentre il giorno successivo è dedicato al Campionato Italiano Pasticceria e Cioccolateria Juniores, dedicato ai pasticceri under 22. Non solo. Al Sigep sono in calendario tutte le finali delle competizioni dei professionisti del mondo caffè: il Campionato Italiano Baristi Caffetteria, il Campionato Italiano Latte Art, il Campionato Italiano Coffee in Good Spirits; e ancora Brewers Cup, il Campionato Italiano Cup Tasters, quello Italiano Ibrik e quello Roasting. E per il mondo della panificazione, si terrà Bread in the City, concorso internazionale che vedrà in sfida 8 squadre, composte da 2 candidati e 1 coach (i padiglioni fieristici saranno aperti per i visitatori dalle 9,30 alle 18, ticket giornaliero acquistato on line 65 euro). M.B.

Quanto manca?

A Le Biciclette una raccolta doni per i piccoli dell’Istituto dei Tumori di Milano

Le Biciclette

Le festività natalizie devono rappresentare un momento di felicità e serenità per tutti. E i locali possono fare molto in questo senso, non solo accogliendo e regalando ai loro clienti esperienze uniche all’insegna del buon bere e del ben mangiare, ma anche in quanto luoghi di aggregazione che possono stimolare lo spirito di condivisione e di solidarietà, tipici del Natale, con iniziative a favore di chi soffre o comunque non se la passa nel migliore dei modi. Un bell’esempio in tal senso viene dall’ Art Bar&Bistrot Le Biciclette (in via Giambattista Torti, 2), noto locale della nightlife milanese, che per il 27 dicembre ha organizzato una festa molto speciale: la Festa dei Regali.

Le Biciclette Festa dei Regali
La locandina dell'iniziativa

Si tratta di una serata solidale pensata per contribuire a una raccolta di doni destinati ai bambini del reparto pediatrico dell’Istituto dei Tumori di Milano, che li riceveranno poi il giorno della Befana, grazie alla collaborazione con la Direzione regionale dei Vigili del fuoco di Milano. Un modo semplice quanto efficace per donare un po’ di gioia ai piccoli in cura presso l’Istituto. Giochi, libri, materiali didattici, idonei per bambini da 3 anni in su, ma anche giochi da tavolo, costruzioni, trucchi per le bimbe e, più in generale, tutto quello che può essere usato in condivisione e anche in futuro nel reparto di pediatria, i doni molto graditi, che Le Biciclette comincerà a raccogliere già dal 18 dicembre, in modo da non escludere dall’iniziativa chi non potesse prendere parte alla serata del 27. Non vengono invece accettate somme di denaro, così come per tutelare la salute dei bambini dell’istituto è preferibile portare prodotti nuovi e ancora confezionati.

Partner dell’iniziativa i Vigili del fuoco di Milano, che saranno presenti alla serata e che, soprattutto, si occuperanno di consegnarli ai piccoli il prossimo 6 gennaio, giorno della befana, in un modo molto particolare. Travestiti da Befana, i Vigili si caleranno dal tetto dell’Istituto dei Tumori fino a raggiungere il reparto pediatria e accedervi dalle finestre, per poi trascorrere con i piccoli degenti una giornata all’insegna della spensieratezza e della serenità: i regali più grandi che tutti avremo un po’ contribuito a donare ai bambini.

Barawards, la festa dei campioni del fuori casa

Il film della serata di gala dei nostri Barawards tenutasi lo scorso 2 dicembre agli IBM Studios di Milano. Tutti i premiati e le classifiche di locali e professionisti

Lo scorso 2 dicembre l'aristocrazia del fuori casa si è riunita agli IBM Studios  in Piazza Gae Aulenti, nel cuore della Milano verticale, per celebrare i vincitori di Barawards 2019, il premio che valorizza le eccellenze dell’ospitalità made in Italy, promosso da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e WeBar. A fare da Cicerone alla quinta edizione dell’evento che ha registrato il tutto esaurito, Stefano Nincevich, giornalista di Bargiornale, che ha presentato e animato l'intera serata di gala inaugurata da un aperitivo promosso dalle aziende sponsor.

  • “Altro…”

    La serata ha alternato momenti di intrattenimento con il contributo del video dj Marco Ossanna a momenti di partecipazione durante le numerose premiazioni dei Barawards (8 Premi dell'Innovazione dell'Anno e 16 premi a professionisti e locali dell'anno) che hanno visto oltre una cinquantina di professionisti dell’ospitalità italiana calcare il palco degli IBM Studios per ritirare i loro riconoscimenti. Molti i volti noti presenti ai Barawards come i bartender Edoardo Nono, Flavio Angiolillo, Salvatore Scamardella, Luca Picchi, Giacomo Giannotti, gli chef Daniel Canzian, Fabio Pisani, i maestri pasticceri Giacomo Besuschio, Loretta Fanella, Marcello Salvatori, i coffee experts Francesco Sanapo, Andrea Cremone, Eddy Righi e Vittorio Agosti.

    Super ospiti in platea

    Tra i super ospiti in platea il campione di flair Bruno Vanzan che in veste di imprenditore ha vinto con il suo Iovem il Premio Innovazione dell'Anno per la categoria alcolici. Tra i protagonisti più applauditi anche i rappresentanti di note aziende della nostra bar industry che si sono classificate ai primi tre posti delle nove categorie previste dal Premio Innovazione dell’Anno. A chiudere in bellezza la serata, allo scoccare della mezzanotte,  i 12 professionisti bartender del nostro Drink Team al completo che hanno dato appuntamento ai Barawards 2020. Guarda il video reportage della serata! C.B.

Barawards, le 8 magnifiche innovazioni dell’anno

FINALE
Le aziende più innovative dell'anno premiate a Milano in occasione dei Barawards 2019

Lo scorso 2 dicembre agli IBM Studios in piazza Gae Aulenti a Milano si sono tenuti i nostri Barawards e uno dei momenti più attesi dell'evento è stata la consegna dei Premi dell'Innovazione dell'Anno, riconoscimento promosso da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e WeBar, dedicato a prodotti, servizi e tecnologie ad alto contenuto di innovazione pensati per il canale fuori casa. Otto le soluzioni, lanciate tra ottobre 2018 e settembre 2019, che si sono aggiudicate l'ambito riconoscimento che presentiamo in questa pagina con il diario fotografico delle premiazioni. A decretare tra i 79 prodotti finalisti quelli meritevoli di essere premiati, una supergiuria costituita da 100 esperti del food&beverage e giornalisti specializzati insieme al voto on-line dei lettori che hanno espresso più di 86.000 preferenze.

Barawards Innovazione 2019

Pasticceria e diner americano, la formula di Pop’s

Apre a Roma, quartiere Prati,

"Aria internazionale e accoglienza all’italiana”. È questo lo spirito di Pop’s, la nuova Bakery&Diner in zona Prati, a pochi passi dal Palazzaccio, sede della Corte di Cassazione. Nato da un’idea di Giulia Gioannini, rampolla di una famiglia di imprenditori dediti alla ristorazione, Pop’s si ispira ai diner newyorkesi dell’East End e riprende la passione dell'imprenditrice per tutto ciò che ha a che fare con gli States. Ad aiutarla nella messa in opera del progetto, gli architetti di Rpm Project, specializzati in locali food&beverage (nel porfolio Baccano, la Zanzara, le due sedi di Neko Sushi e così via), che hanno dato vita a uno spazio accogliente dai colori vivaci.

  • “Altro…”

    Per l’offerta gastronomica, invece, è stata cruciale la collaborazione con Marco Morello (patron del banco Food Box a Testaccio, della trattoria Verbano e autore dei piatti di Drink Kong) e di Roberta Gesualdo, che viene da esperienze stellate fra il Noma di Copenaghen in Danimarca e il Mirazur di Mentone in Francia. È Morello a occuparsi della linea salata di Pop's, mentre Gesualdo più che al passato stellato ha attinto alle ricette della nonna per un menu eclettico molto confort food. Carta dei dolci a disposizione in tutti i momenti della giornata, una proposta salata snella che comprende grandi classici come il club sandwich e gli hamburger, ma anche torte rustiche, stufati e formaggi. Immancabile il pollo fritto e, strizzando l’occhio ai molti stranieri che soggiornano in zona, alla mattina la proposta comprende un american breakfast a regola d'arte. Attenzione anche alla linea caffè, con diverse miscele disponibili e specialità monorigine. In sintesi un format originale e contemporaneo di pasticceria che guarda agli Stati Uniti e alla sua tradizione dolce-salata. A.T.

Knam, cambio della guardia in laboratorio

Fine anno con grandi movimenti tra pasticceria e panificazione, a Milano, con un cambio di casacca importante. Mauro Iannantuoni, responsabile del laboratorio di pasticceria di Ernst Knam e suo braccio destro da anni, lascia via Anfossi per unirsi al team di Davide Longoni, nella sua bottega di panificazione. Longoni è l'uomo che ha cambiato il modo di approcciarsi alla panificazione negli ultimi anni, capostipite di una lunga stirpe di giovani panificatori "2.0", spesso cresciuti grazie ai suoi consigli e seguendo le sue impronte.

Il panettone 100% California creato assieme a Longoni

Mauro, collaboratore storico di Knam, è a caccia di nuove sfide e vuole dedicarsi a ricerca e studio sui lievitati. La sintonia con Davide Longoni c'è da tempo, ed è maturata anche nella recente esperienza a 6 mani con lo stesso Longoni e con il panificatore Marco Piffer di Panificio Moderno a San Francisco, quando i tre hanno creato assieme un panettone con materie prime 100% californiane per l'incubatore di startup del mondo food Kitchentown. Prodotto in 300 pezzi, ha avuto un successo lampo ed è stato il preambolo per il proseguimento dell'avventura americana dei tre il prossimo anno.

Un libro per i panificatori amatoriali

Nel 2020, insomma, Ernst Knam dovrà fare a meno del suo "uomo di punta". E non è troppo definirlo così, visto che Mauro è rimasto con il pluripremiato pasticcere di origini tedesche dal 2003 ad oggi, con una pausa tra il 2013 e il 2018 (negli Stati Uniti), per 11 anni in totale. Iannantuoni, intanto, sarebbe già all'opera per un libro sul pane, scritto a quattro mani con Davide Longoni e ricco di ricette e consigli utili per il pubblico di appassionati di panificazione, pagnotte e michette fatte in casa, e che vedrà la luce il prossimo anno.

Sei giorni di pratica in piantagione con il Q Processing Level 2

Fase di studio del Q Processing Level 2

Il Q Processing è un programma di studio messo a punto da CQI - Coffee Quality Institute per migliorare le conoscenze e le tecniche delle fasi di lavorazione post raccolto del  caffè, che più impattano sulla qualità del prodotto. Si suddivide in tre parti: un livello base, a cui possono accedere tuti, che introduce al ruolo della lavorazione nella catena del valore del caffè e ne analizza diversi passaggi. Il secondo, di sei giorni, si rivolge ai professionisti del caffè e contiene teoria e pratica, con focus nell’ambito della produzione del caffè. Gli esercizi pratici si concentrano fortemente nelle aree di raccolta, lavorazione, fermentazione ed essiccazione. Alla fine del corso, i partecipanti che hanno superato tutti gli esercizi e l'esame finale ricevono la certificazione Q Processing Professional. Il completamento del programma (il livello 3 è a invito da parte del CQI a ricercatori qualificati che abbiano superato il livello precedente) richiede circa un anno, suddiviso in una parte di apprendimento in remoto, un corso di sei giorni e la partecipazione a un progetto scientifico in cui gli studenti devono elaborare un processo al fine di condizionare il gusto in tazza.

Si è svolto nella Fazenda do Condado a Carmo de Minas, Minas Gerais, in Brasile, un corso Q Porcessing Level 2 condotto da Joel Shuler, parte del Board di CQI, che ha registrato la partecipazione di 15 persone di diverse nazioni. Sono state divise in tre gruppi, ognuno dei quali ha dovuto processare cinque caffè: uno con metodo naturale (il caffè viene fatto essiccare, quindi è privato della buccia) uno con metodo honey (le ciliegie subiscono un processo di spolpatura che toglie la buccia e parte della polpa e fatte asciugare con questo strato di mucilaggine ancora sul pergamino); tre sono stati processati con il metodo Honey e poi sottoposti a diversi processi di fermentazione prima di essere asciugati.

Una volta tornati in Italia, i partecipanti Italiani hanno avuto la possibilità di valutare assieme i caffè processati durante il corso: in totale 18 campioni. Victor Morassi (CQT Coffees), Nicola Mizzi, Fosca Vezzulli (ricercatrice), Alberto Polojac (Imperator e Bloom Coffee School), Simone Rubin (Procaffè), Paola Campana (Campana Caffè), Davide Spinelli si sono incontrati presso la Musetti Coffee Academy e hanno provato tutti i caffè: tra tutti, i campioni processati con il metodo naturale sono risultati i migliori.

Dopo il feedback positivo del corso, sono in programma ulteriori corsi Q Processing Level 2 proposti da Fazenda do Condado. I prossimi in programma sono nel mese di giugno 2020 in lingua portoghese; il successivo ad agosto, in lingua inglese. Per domande e informazioni, contattare Victor Morassi all’indirizzo mail: victor.morassi@cqtcoffees.com

Piatti di Canzian & drink di Pastori per il menu delle feste by Italicus

Daniel Canzian e Mattia Pastori_ Italicus

Lo chef Daniel Canzian (a destra nella foto in apertura), di recente premiato ai Barawards 2019 come Cuoco dell’anno, e Mattia Pastori (a destra nella foto in apertura) di Nonsolococktails, vincitore nel 2017 del Premio Barawards Bartender dell’anno, hanno unito le loro competenze per creare il menu per le feste firmato Italicus.  

Tutto giocato sul sapiente bilanciamento di gusti e sapori, il menu si compone di quattro proposte gourmet, dove i piatti ideati dallo chef Canzian, patron del Ristorante Daniel a Milano, sono abbinati ai cocktail a base del Rosolio di Bergamotto messi a punto dalla creatività di Pastori, stella del firmamento bartending italiano. Proposte che possono andare ad arricchire l’offerta dei locali per le prossime festività per coinvolgere i clienti in un percorso sensoriale di altissimo livello all’insegna dell’accoppiata cocktail-cibo. L’accoppiata per ogni proposta è stata studiata sulla base delle caratteristiche organolettiche delle materie per ottenere un equilibrio perfetto tra i sapori e le consistenze nei piatti e tra i profumi, le essenze e gli spiriti nei bicchieri.

Così il drink El Sciur, fatto con Italicus, bitter e vodka, è stato abbinato a un risotto aromatico, Italicus Spritz, rivisitazione del noto aperitivo fatta con Italicus, prosecco e olive, è proposto insieme a una ricetta a base di seppie, mentre Italicus Cup,  dove Italicus è miscelato con succo di pompelmo rosa e soda, è da gustare con il Minestrone Contemporaneo preparato con verdure di stagione. Si conclude con Affogato Italicus, un innovativo mangia e bevi dove il Rosoloio di Bergamotto si unisce alla grattachecca al limone.

Le ricette di Daniel Canzian e Mattia Pastori

Risotto al limone, sugo d’arrosto e liquirizia abbinato a El Sciur

Risotto-El Sciur_Italicus

Nato per sfruttare il sugo che resta nella teglia dell’arrosto, è un risotto cotto in maniera tradizionale al quale viene aggiunto, a cottura ultimata, il succo di limone. Mantecato con burro, parmigiano e buccia di limone in salamoia, viene steso nel piatto e completato con il sugo d'arrosto e un tocco di liquirizia in polvere.

El Sciur
Ingredienti:

3 cl Italicus, 3 cl bitter, 3 cl vodka
Preparazione:

miscelare gli ingredienti nel mixing glass

Decorazione:

crusta di polvere di arancia e sale.

Bicchiere:

coppa

Seppia alla veneta abbinata a Italicus Spritz

Seppia_Italicus Spritz

Seppie e piselli (seppie alla veneta) è una ricetta tipica della tradizione regionale italiana che Canzian propone in chiave contemporanea,  valorizzandola con una citazione artistica a Lucio Fontana. Un ragù di seppie e piselli si nasconde sotto un foglio sottile realizzato con le seppie e la clorofilla di prezzemolo. Per rendere visibile il contenuto si riprende l’idea del taglio come nelle opere di Fontana: il piatto viene infatti completato al tavolo incidendo il manto di seppie e lasciando intravedere ciò che nasconde.

Italicus Spritz

Ingredienti:

5 cl Italicus, 5 cl Prosecco, 3 olive

Preparazione:

build

Decorazione:

3 olive

Bicchiere:

calice da vino

Minestrone contemporaneo abbinato a Italicus Cup

Minestrone_ITY Cup

Il minestrone contemporaneo è un piatto trasversale, perché unisce tutte le regioni da Nord a Sud, stagionale, in quanto cambia a seconda della disponibilità del mercato, e contemporaneo, poiché rispetta la cottura di ogni singolo ingrediente e ne mantiene la consistenza al palato. È composto da verdure, cereali e legumi saltati in padella, o leggermente sbollentati, per dare una nota più gustosa e completato con un brodo di pomodoro.

Italicus Cup

Ingredienti:

2 parti di Italicus, 1 parte di succo di pompelmo rosa, 1 parte di soda, un pizzico di sale.

Preparazione:

build

Decorazione:

una fetta di pompelmo fresco

Bicchiere:

thumbler alto

Affogato Italicus

Ingredienti:

5 cl Italicus, 2 palline grattachecca al limone

Preparazione:

posizionare la grattachecca al limone in una coupette e aggiungere Italicus

La Baviera piace sempre e Löwengrube raddoppia

Brindisi per l'accordo Löwengrube con AB-InBev
Brindisi per l'accordo Löwengrube con AB-InBev

Grazie al recente accordo tra Lowen-Com e Ab-InBev Italia, nei prossimi anni la catena di locali birrari Löwengrube quasi raddoppierà con l'apertura di una ventina di punti vendita in Italia. Fautori dell'accordo Pietro Nicastro, ceo di Lowen-Com, società italiana proprietaria del marchio Löwengrube e Benoit Bronckart, ad Italia della multinazionale Anheuser-Busch InBev, protagonista del mercato mondiale con 500 marchi, 75mila dipendenti in 50 Paesi e un fatturato 2018 di 54,6 miliardi di dollari.

Nato nel 2005 con l'apertura della prima Original Münchner Bierstube a Limite sull'Arno (Firenze), il progetto Löwengrube (Fossa dei Leoni) di Pietro Nicastro e Monica Fantoni è cresciuto costantemente con l'apertura di altri 25 locali in franchising (dal 2014) e tre format differenti: Stube (ristorante-birreria di ampia metratura), Klein (piccole bierstube), Wagen (carrozze mobili). Oltre a Limite sull'Arno (Firenze), gli altri grandi locali Stube in esercizio si trovano a Taranto, Ancona, Castellanza (Va), Lucca, Pistoia, Torino, Verona, Donoratico-Marina di Castagneto Carducci (Li), Cagliari, Nichelino (To), Bologna, Cosenza e Vicenza, con circa 320 addetti. Inoltre è prevista l'apertura nel 2020 di altri dieci locali, con il progetto di esportare il brand Löwengrube anche in Spagna, Francia ed Europa Est.

A caratterizzare i locali Löwengrube in autentico stile bavarese (arredi in legno naturale, complementi in ottone, tende e bandiere a rombi trasversali con i colori bavaresi bianco-blu), ci sono da sempre tre storiche birre di Monaco Löwenbrau, Spaten e Franziskaner, oggi fornite e distribuite da Ab-InBev, per un servizio totale di 205mila litri di birra e oltre 550mila coperti.

Oltre a una serie di specialità in bottiglia, al centro dei locali troneggia il grande impianto di birra alla spina, spillata rigorosamente da personale specializzato con la tradizionale tecnica tedesca (tre colpi in 7 minuti) che permette di eliminare l'eccesso di anidride carbonica e di ottenere il caratteristico e morbido cappello di schiuma fondamentale per conservare aroma e freschezza nei calici a tulipano (per la bianca weiss) e nei boccali masskrug (per le chiare). Nei caratteristici boccali da 20, 40, 50 e 100 cl sono disponibili alla spina:
Löwenbräu Original, lager da 5,2° alc
Löwenbräu Radler, mix di lager e limonata da 3° alc
Löwenbräu Triumphator, doppio malto scura da 7,6° alc
Löwenbräu Marzen, ramata da 5,8° alc
Löwenbräu Premium Pils, chiara da 5,2° alc
Franziskaner Weissbier, birra bianca di frumento da 5,2° alc
Spaten Bock, doppio malto chiara da 6,5° alc.

In abbinamento non possono mancare le specialità gastronomiche bavaresi, dai taglieri di salumi e formaggi, ai secondi di carne con contorni di verdure cotte. Ma non mancano anche più mediterranei primi piatti, insalate da comporre e pizze lievitate 72 ore. Per i clienti più piccoli sono presenti aree Kinder dove poter giocare in tutta sicurezza, oltre a menu su misura, pietanze vegetariane e menu senza glutine.

Ronco Blanchis: una storia di uomini e di vino nel cuore del Collio

Ronco Blanchis

Il Collio non è solo un meraviglioso territorio nella provincia di Gorizia, ma anche una delle zone più vocate al mondo per la produzione di vini bianchi. Qui, precisamente in località Blanchis, nel borgo rurale di Mossa, sorge la cantina Ronco Blanchis, una piccola realtà che ha già meritato numerosi riconoscimenti, sia in Italia sia all'estero, che la pongono al vertice qualitativo della regione Friuli Venezia Giulia. Una storia di passione per il vino e ossessione per la qualità, che viene costruita ogni giorno tra vigneto e cantina. Già il nome stesso del colle su cui è fondata la cantina indica la vocazione e il carattere di questi vigneti, perché “Ronco” in friulano significa collina e “Blanchis” bianco, come il colore dei vini che sono naturale vocazione di queste terre.

L'azienda è una realtà giovane e dinamica, ma con una grande esperienza alle spalle: infatti Giancarlo Palla e i figli Alberto e Lorenzo, che sono gli attuali proprietari, hanno sempre lavorato nel mondo del vino e hanno saputo fin dall'inizio concentrarsi sulla produzione di vini bianchi, seguendo principi di sostenibilità, che hanno poi portato l'azienda anche alla conduzione biologica. Oltre che di terra, però quella di Ronco Blanchis è anche una storia di uomini: una famiglia che negli anni ha saputo creare una squadra affiatata che, a partire dal lavoro in vigneto, seguito dal giovane agronomo Marco Zorzenon, mette una grande passione e impegno nel cercare di portare in cantina uve della massima qualità, che sono capaci di dare grande sostanza ai vini, senza ulteriori interventi. Altro membro fondamentale della squadra è da sempre Gianni Menotti, più volte premiato come Enologo dell'Anno, che da profondo conoscitore del territorio del Collio riesce a guidare la vendemmia e poi a seguire l'affinamento dei vini con straordinaria sensibilità e meticolosità, aspetti fondamentali per arrivare a creare dei bianchi di grande personalità ed eleganza.

Friulano Doc Collio Ronco Blanchis
Friulano Doc Collio

Come, per fare qualche esempio, il Friulano Doc Collio, il bianco più tipico del Friuli Venezia Giulia, che quest'anno ha meritato il massino riconoscimento nella Guida Vitae dell'Associazione italiana sommelier (Ais). Un vino, preparato con une Tocai, di grande complessità olfattiva, con le sue note fruttate, la nuance di salvia e la spiccata mineralità, che al palato rivela tutta la sua finezza e la sua grande potenza, che si abbina alla perfezione a un prosciutto crudo San Daniele o di Parma, ma anche a primi, risotti di pesce e crostacei.

Chardonnay 3 Doc Collio
Chardonnay 3 Doc Collio

O lo Chardonnay 3 Doc Collio, ottenuto da una piccola selezione di Chardonnay coltivata nel cru n.3 dell'azienda, che quest'anno ha meritato anche i Tre Bicchieri del Gambero Rosso: un bianco dal carattere elegantissimo, complesso e perfetto per accompagnarsi con preparazioni di pesce. Una vera chicca da provare, perché in Italia non è facile trovare Chardonnay di questa tipologia. O, ancora, il Blanc di Blanchis, prodotto con uve Friulano, Chardonnay e Sauvignon. Un vino fresco e avvolgente, dai profumi decisi, con note di frutta gialla, cedro e rosa, che si presenta in bocca con una struttura importante che richiama immediatamente il territorio del Collio, e perfetto per accompagnarsi con stuzzichini, antipasti e piatti di pesce o carni leggere.

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