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Con Uefa Euro 2020 tutti bevono con più gusto

Locandina del campionato europeo Uefa Euro 2020
Coca-Cola e Heineneken sono gli sponsor di bevande che supportano le 24 le Nazionali che si affrontanop per i Campionatti Europei di Calcio Uefa Euro 2020

Con un ritardo di 12 mesi per i noti fatti Covid, ha prenso il via alla grande (con due vittorie dell'Italia per 3-0 con Turchia e Svizzera) il Campionato Uefa Euro 2020, con pubblico in presenza, che coinvolge 24 squadre nazionali di calcio che giocheranno 51 partite in 11 stadi. Tra le iniziative a supporto più interessanti quelle degli sponsor ufficiali di bevande come Coca-Cola e Heineken, oltre a Sky. Originale iniziativa a latere di Deliveroo.

Coca-Cola, partner storico dal 1974

Sponsor della manifestazione dal 1974, Coca-Cola celebra l'evento con varie iniziative tra cui una serie limitata di lattine e bottiglie in vetro sliverate dedicate alle città ospitanti, a cominciare da Roma. Inoltre, in collaborazione con Figurine Panini, sotto le etichette delle bottiglie Coca-Cola in Pet e rPet, saranno disponibili delle figurine speciali che mettono a confronto giocatori "rivali ma uniti dalle proprie passioni" che permettono di completare l'apposito album Panini dedicato a Uefa Euro 2020.
Come ha dichiarato Davide Franzetti, direttore commerciale Coca-Cola Hbc Italia, l'azienda di bevande sarà inoltre presente tra gli sponsor nella Fan Zone all’interno del Football Village in Piazza del Popolo a Roma, con uno spazio in cui i tifosi potranno creare la propria figurina anini personalizzata, e sarà protagonista dell’hotspot in Largo dei Lombardi a Roma, all’interno del quale tutti i consumatori potranno scoprire le iniziative in ambito sostenibilità messe in campo da Coca-Cola, prima tra tutte la nuova bottiglia realizzata con il 100% di plastica riciclata (rPET). UEFA EURO 2020™ segnerà infatti il debutto delle nuove bottiglie 100% rPET di Coca-Cola, che saranno poi utilizzate anche per gli altri marchi del portafoglio dell’azienda come Fanta, Sprite e FuzeTea, per un totale di 150 milioni di confezioni nel 2021 realizzate completamente in plastica riciclata.

Heineken, Official Beer Partner dal 1996

Da oltre 25 anni sponsor degli campionati europei di calcio, birra Heineken ha lanciato la campagna "Enjoy the Rivalry", come un elogio alla sana rivalità tra tifosi di squadre diverse, organizzando village e fan zone nelle 11 città che ospitano le partite.
Il tema della "sana rivalità" vive anche sulle bottiglie di birra da 33 cl in edizione limitata Euro 2020, contraddistinte dalle 26 bandiere nazioinali.
Da citare il concorso a premi "Il Kit del tifoso più cool" con in palio ogni giorno 1 minifrigobar Dekkers brandizzato, 4 bicchieri da 25 cl, un cappellino, 10 sottobicchieri e 24 bottglie 33 cl (info e modalità di partecipazione nel sito heineken.it
Inoltre sarà premiato il Miglior Giocatore di ogni partita con il Premio Heineken Star of the Match che sarà consegnato in tutti i 51 incontri del torneo.
Per finire largo spazio alla versione Heineken 0.0, la birra analcolica creata per superare i possibili problemi di guida e tifo.

Sky Business, offerte speciali

L'offerta di Sky Business per i bar è completa di tutte le 51 partite, con offerte dedicate. Inoltre si è tenuto un concorso per tutti i locali che hanno attivato il ticket Uefa Euro 2020 o che hanno scelto un abbonamento con il Campionato Europeo incluso.
Questi i punti di forza delle trasmissioni Sky Sport per Sky Business:
3 inviati
trasmissioni live tutti i giorni
15 ore di diretta tv tutti i giorni
tutte le notizie e le conferenze stampa live
regia dedicata per tutte le partite della Nazionale Italiana
le analisi con Sky Sport Tech
le voci amiche del giornalista Fabio Caressa e del campione del mondo Giuseppe Bergomi.

Deliveroo Beer by Menabrea per Uefa Euro 2020

Deliveroo lancia Deliveroo Beer

Ledear internazionale nella consegna delivery on line, a margine del campionato Uefa Euro 2020, Deliveroo ha lanciato la birra limited edition Deliveroo Beer per celebrare la giovane Nazionale Italiana di Calcio. Realizzata da Birra Menabrea, la birra chiara è proposta in una bottiglie sleeverate di colore azzurro e viene fornita (fino a esaurimento scorte) per ogni ordine di pizza ordinata al ristorante pizzeria Salvatore Di Matteo Le Gourmet di Roma. Inoltre l'azienda di consegne a domicilio ha organizzato il concorso Deliveroo Cup per indovinare il risultato finale delle partite degli Azzurri.

Le 24 squadre nazionali
Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Galles, Germania, Inghilterra, Italia, Macedonia del Nord, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Scozia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.

Gli 11 stadi dove si gioca fino all'11 luglio

Amsterdam (Olanda): Johan Cruijff Arena
Baku (Azerbaigian): Olympic Stadium
Bucarest (Romania): National Arena
Budapest (Ungheria): Puskàs Arena
Copenhagen (Danimarca): Parken Stadium
Glasgow (Scozia): Hampden Park
Londra (Inghilterra): Wembley Stadium
Monaco di Baviera (Germania): Football Arena Munich
Roma: Stadio Olimpico
San Pietroburgo (Russia): Saint Petersburg Stadium
Siviglia (Spagna): Stadium La Cartuja Sevilla.

 

Birra in cerca di rilancio: i numeri e le proposte di AssoBirra

birra mercato 2020 Assobirra
foto da da Pixabay
Dopo un decennio di crescita esponenziale, il settore ha subito pesantemente gli effetti della pandemia. Tuttavia, ci sono tutte le condizioni per ripartire. Ma occorrono misure di sostegno ad hoc

La crisi innescata dalla pandemia ha colpito duro tutto il mondo beverage e non solo. Immune dagli effetti dell’emergenza sanitaria non è rimasto il comparto italiano della birra che nel 2020 ha registrato un calo di tutti i principali indicatori di mercato: produzione, consumo, giro d’affari. Un calo che arriva dopo un decennio di crescita esponenziale su tutti i fronti, culminato con i numeri record del 2019 (leggi Report Assobirra, nel 2019 numeri record per la birra).

È quanto emerge dall’Annual Report 2020, lo studio che traccia il quadro del settore nello scorso anno, redatto da AssoBirra, l’associazione confindustriale che riunisce le maggiori aziende che producono e commercializzano birra e malto nel nostro Paese.

Nel 2020 la produzione nazionale di birra si è attestata a 15.829.000 ettolitri, in discesa dell’8,4% rispetto al 2019, quando aveva raggiunto i 17.288.000 ettolitri, culmine di un decennio nel quale il volume di produzione era cresciuto del 35%. Ancora più consistente il calo dei consumi, passati dagli oltre 21 milioni di ettolitri del 2019 a 18.784.000 ettolitri, segnando così un -11,4%. Una caduta generata dalle restrizioni imposte nel fuoricasa, principale canale di consumo.

Giù anche l’export, sebbene con numeri più contenuti, che dopo anni di grande crescita è calato del 4,8%, con volumi esportati pari a 3,3 milioni di ettolitri. Un volume comunque significativo, soprattutto considerando che i principali mercati di sbocco sono rappresentati da Paesi a forte tradizione birraia, a conferma della qualità riconosciuta del prodotto italiano: Regno Unito (47,3%), Usa (7,3%) e Australia (7%). Di contro, rilevante è stato il calo delle importazioni, crollate del 15%.

Di conseguenza è andato giù anche il valore condiviso generato dalla birra lungo tutta la sua filiera, una filiera lunga che va dal campo al fuoricasa. Questo ammontava a 9,5 miliardi di euro nel 2019, dei quali 5,9 miliardi di euro nel solo canale horeca. Nel primo semestre del 2020, ultimo periodo per i quali si hanno dati consolidati, la perdita è stata di 1,3 miliardi di euro, bruciando quasi tutta la crescita sviluppata negli ultimi 4 anni.

Un patrimonio per il Paese

Numeri che raccontano di una brutta inversione per un settore fino a due anni fa in grande salute, tuttavia fisiologici alla luce della drammatica situazione creatasi nell’anno nero della pandemia. E comunque, se può consolare, il crollo è stato largamente inferiore a quanto accaduto in Europa, dove il valore aggiunto del settore birra si è ridotto di oltre 15 miliardi, ovvero del 25%, passando da 60 a 45 miliardi.

Ma i numeri del report di Assobirra raccontano però anche il peso consistente della birra per il tessuto economico del nostro Paese. Nel 2020 il settore conta circa 1000 imprese e oltre 115.000 occupati lungo tutta la filiera. Ancora più significativo l’impatto che la produzione della bionda ha per gli anelli a valle della catena del valore, dove ogni persona occupata in produzione contribuisce infatti a creare ben 31,4 posti di lavoro. Ma non solo perché la birra incide con una quota media tra il 7% ed il 27%, nei ricavi finali, di ristoranti, pub, bar o pizzerie, e ha un ruolo fondamentale nell’economia dei distributori di bevande, dove pesa mediamente per oltre il 30% nei volumi e del 40% del fatturato, a testimonianza di come la bevanda porti ricchezza non solo a chi la produce, ma anche a tutti i player a valle e a monte della filiera e allo Stato.

Occorrono misure per il rilancio

Una ricchezza per il Paese che va supportata e valorizzata per tornare a crescere. A questo proposito AssoBirra guarda al futuro con un cauto ottimismo, confortata dal fatto che anche nell’anno della pandemia la birra è rimasta la bevanda più consumata dagli italiani e dall’alta reputazione, di cui il prodotto gode presso i consumatori nazionali ed esteri.

Ma per un serio rilancio occorrono anche interventi di supporto al settore. «La ripresa del comparto birrario – che in un solo semestre ha visto l’azzeramento dell’intera crescita dell’ultimo quadriennio – passa da interventi mirati di fiscalità dedicati al settore», ha commentato Alfredo Pratolongo, vicepresidente di AssoBirra, intervenendo nella conferenza online di presentazione del report.

Nello specifico l’associazione pensa a misure che possano dare una boccata d’ossigeno in particolare al canale horeca e ai microbirrifici, per i quali proprio il fuoricasa rappresenta in molti casi l’unico canale di vendita della propria produzione, gli anelli della filiera che più hanno risentito degli effetti della crisi.

E proprio il mondo dei micro-birrifici costituisce un fiore all’occhiello del panorama birraio italiano che, grazie alla diversità dei prodotti, ha portato una ventata di novità nel mondo della birra, stimolando la curiosità dei consumatori, aumentandone la cultura e contribuendo a valorizzare i territorio nei quali operano. Un comparto costituito in gran parte da realtà imprenditoriali giovanili, che prima della crisi contava oltre 850 produttori da Nord a Sud con circa 3000 addetti, ma che con lo scoppio della pandemia ha subito un calo del 31% della produzione, attestatasi a 361.000 hl a fronte dei 523.000 del 2019, portando alla chiusura di diverse imprese.

Per aiutare la ripresa di questi comparti per AssoBirra è indispensabile introdurre un incentivo fiscale, ovvero un credito di imposta, di 10 centesimi al litro sulla birra in fusto destinato direttamente ai punti di consumo. «Una misura necessaria per sostenere gli oltre 140.000 punti di consumo, quali bar, ristoranti e le 80.000 pizzerie, e i birrifici artigianali, che può generare un effetto moltiplicatore lungo tutta la filiera».

Sempre a sostegno delle piccole realtà, l’associazione ha chiesto inoltre al governo altre misure quali l’Iva agevolata fino al 2023, l’estensione dell’attuale regime forfettario per il pagamento delle accise e la sospensione di queste ultime fino alla fine del 2022.

A tale proposte per fare fronte all’emergenza dovrebbe unirsi poi una misura strutturale: la riduzione delle accise. In questo modo si riprenderebbe il percorso virtuoso intrapreso con successo nel triennio 2017-2019 e poi interrotto con la pandemia. «Una diminuzione delle accise di circa 2 punti percentuali ha generato un effetto leva, stimolando in Italia investimenti in impianti e nuovi prodotti, aumentando la varietà e proponendo innovazione con nuove birre locali e speciali, sostenute da politiche commerciali espansive da parte delle aziende – ha spiegato il vicepresidente-. Il risultato finale è stato una crescita dei consumi del 9%, lo sviluppo delle piccole realtà imprenditoriali e uno stimolo alla filiera agricola nazionale».

 

Spirits industry in recupero e per i ready-to-drink è boom

Buoni segnali di recupero dall'industria globale degli spirits che, secondo IWSR, registra nel 2021 volumi in crescita per quasi tutte le categorie. Straordinaria la performance dei ready-to-drink che spinti dall'e-commerce hanno conquistato quote di mercato a livello internazionale imponendosi soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone

L'industria del beverage alcolico sta già recuperando terreno a livello mondiale. Almeno secondo il report compilato da IWSR, accreditato istituto di ricerca di Londra. Entro il 2021, il mercato dovrebbe crescere a livello di volumi del 2,9% ed entro il 2023, tornare ai livelli di consumo pre Covid-19. La categorie che stanno più contribuendo al "recovery" del settore sono i cocktail ready-to-drink (durante il lockdown i formati "già pronti" in lattina o in bottiglia sono stati protagonisti di un vero e proprio boom) e gli spirits "no alcohol". Ma, vediamo, l'analisi e le previsioni di IWSR categoria per categoria.
Tequila. Il mercato globale del distillato messicano è cresciuto del 9,6% nel 2020 grazie soprattutto alla spinta della domanda nordamericana dove è il terzo spirit più venduto del Paese dietro a vodka e whiskey. Il successo del Tequila sta trainando anche gli altri prodotti a base di agave, in primis il mezcal. Si prevede che gli spirits a base di agave cresceranno a volume del 4,7% nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua).
Whisky. È la categoria di spirits che ha sofferto di più durante la pandemia, registrando un arretramento del 10,7% durante il 2020. Quest'anno dovrebbe riuscire a recuperare il 5,5%. E un ulteriore 4,2%, sempre a volume, nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua), soprattutto grazie al ruolo di locomotiva di India e Stati Uniti. I whiskey sono la sottocategoria che sta facendo meglio, in particolare i whiskey irlandesi con una previsione di una crescita a volume del 7,9% nel quadriennio 2021- 2025 (variazione % media annua). Variazioni positive anche il whisky giapponese (+6%) e il whiskey americano (+5,1%) generate soprattutto dalla ripresa della domanda nei loro rispettivi mercati interni. Per quanto riguarda il whisky scozzese, si prevede una crescita del 3,5% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua). Crescita trainata dal graduale recupero di mercati strategici e alto-consumanti come l'India.
Gin e Vodka. Prosegue la stagione d'oro del gin con un'ulteriore crescita a volume del 4,5% nel quadriennio 2021 -2025 (variazione % media annua) grazie alle performance di alcuni nuovi "key markets" della categoria come Brasile, Sud Africa e Russia e alle vendite dei brand super premium (un segmento destinato a crescere dell'11% durante il quadriennio 2021-2025). Andamento, invece, piatto per la vodka a livello globale. In Russia, il mercato più importante a livello internazionale, i consumatori, anche a causa della pandemia, stanno progressivamente convergendo su  brand di fascia media. Negli Stati Uniti, il secondo mercato più importante per la categoria, si prevede una crescita a volume dell'1,1% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua).
Birra. Nel 2020 la categoria ha perso il 7,1% a volume a livello globale. Si prevede un parziale recupero nell'anno in corso con una crescita del 2,5% e un ulteriore "salto" dell'1,2%, sempre a volume, nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua). Ad eccezione degli Stati Uniti, dove l'impatto dei prodotti Rdt sulle vendite di birra è stato particolarmente pesante, tutti i primi 10 mercati mondiali birrari in termini di volume dovrebbero tornare a crescere nel 2025.
RDT. Crescita a due cifre per i ready-to-drink, categoria che ha archiviato il 2020 con uno sviluppo del 26,4% a volume. IWSR prevede che la marcia trionfale dei ready-to-drink proseguirà anche nel 2021 con un ulteriore salto del 26,6% e del 10,2% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua). Questa super performance verrà trainata soprattutto dagli Stati Uniti (Paese che detiene una quota del 44% del mercato mondiale dei RDT), dal Giappone, dall'Australia, dal Canada e dalla Cina. Oltreoceano, brilla anche la sottocategoria degli hard seltzer che nel 2020 è cresciuta, a volume, di ben il 130%.

 

 

5 possibili vie per ripartire a mille

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di giugno 2021 di Bargiornale firmato dal direttore Rossella De Stefano
Copertina Bargiornale giugno 2021

Partire di nuovo da un punto stabilito, o, per estensione, rimettersi in moto. Questi i sensi che elenca il vocabolario Treccani sotto il lemma “ripartire”. E chi, tra noi, non vorrebbe cancellare gli ultimi 15 mesi e da lì ricominciare? L’85% dei titolari di bar e ristoranti si è detto sicuro che il settore riprenderà a marciare con decisione. Numeri alla mano, il 36% degli imprenditori ritiene possibile nel 2022 un ritorno ai livelli di fatturato pre-Covid e un altro 36% prevede invece uno slittamento al 2023. In generale, la speranza è quella che l’effetto rimbalzo dei consumi fuori casa nei prossimi 3-5 anni possa essere tale da superare i livelli del 2019. Come? Gli “addetti ai lavori” che abbiamo interpellato individuano cinque strade maestre:
1. Ripensare l’offerta: in molti hanno introdotto lattine e bottled drink per favorire nuove modalità di consumo; aboliti “per legge” i buffet, c’è chi ha messo a punto un’offerta food da abbinare ai cocktail o chi, per fronteggiare le riduzioni di orario serale, offre un servizio di ristorazione all day long;
2. Esplorare nuovi spazi: progettare i locali contemplando uno spazio esterno è una via obbligata;
3. Diversificare: non solo somministrazione ma anche vendita;
4. Fare impresa: aguzzare l’ingegno, fare sistema e sfruttare le opportunità che ci offre la tecnologia;
5. Lavorare in team: aver cura dei clienti, ma soprattutto dei propri dipendenti.
Non ultimo: c’è un esercito di under 30 appassionati e talentuosi sui cui dobbiamo costruire il futuro del fuori casa.

Forst rilancia e punta sul tris milanese di Spiller

Esterno del Ristorante Spiller Milano Duomo in via Larga
Spiller Duomo è la terza birreria con cucina firmata Forst inaugurata sulla scena milanese.

Sposare birre di qualità a piatti gourmet è da sempre luna stella polare di casa Forst. Dopo aver creato una dozzina di locali Forststbräu (il primo a Merano nel 1869) tipicamente altoatesini, il birrificio di Lagundo (Bolzano) ha lanciato nel 2015 il nuovo format Spiller Birreria con Cucina a cui, oltre al binomio birra-cucina di qualità, unisse anche un'ambientazione moderna e luminosa, sganciata dall'immagine classica della casa-madre altoatesina, un progetto caro a Cellina von Mannstein di Birra Forst.

Le prime aperture si sono tenute con successo a Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Ronchi dei Legionari (Gorizia) e Trieste.
L'anno scorso il format ha ricevuto a Riccione una nuova identità passando da un'ambientazione più informale a un locale più elegante giocato sui toni caldi del legno naturale, del ferro e caratterizzato da una luce più morbida, con un'apposita scenografia firmata dall'arch. Alberto Pescali di ApDesign (Arzago d'Adda, Bg).
Nonostante la pandemia Covid-19, il progetto Spiller ha ricevuto un ulteriore impulso l'anno scorso con l'apertura di due nuovi locali, Milano Isola (via Alserio 9, 170 posti interni più 120 esterni) e Milano Sempione (Arco della Pace, corso Sempione 7, 60 posti interni più 80 posti esterni), a cui è seguita il 10 giugno scorso l'inaugurazione del più grande Milano Duomo (via Larga 8).
«A coordinare il progetto Spiller Milano è stato Davide Tambone - precisa Giacomo Morelli, ad e direttore della Gestbirr di Padova - che può vantare una lunga esperienza nel campo dell'ospitalità cool milanese, oltre a un quinquennio speso nei ristoranti italiani alla moda di Londra».

Spiller Duomo Milano dai grandi spazi

Recuperando gli spazi dello storico G-Lounge, nei 700 mq disposti su due livelli, sono stati ricavati 130 posti a sedere, suddivisi tra piano terra e seminterrato, più altri 40 nel dehors. Collegato da una scenografica scala interna, il seminterrato ospita la zona social, potendo vantare un grande schermo tv per gli eventi  sporrtivi e musicali, oltre a ospitare la cucina a vista. Posto ideale per seguire le partite di calcio Uefa Euro 2020.
Oltre ai tipici taglieri altoatesini a base di salumi e formaggi, il menu (disponibile anche su QR Code) offre primi piatti immancabili come spatzle e canederli, ma senza trascurare altre specialità italiane come gli spaghetti alla carbonara. Protagonisti della proposta gastronomica sono i più diversi tipi di carne, arrosto e alla griglia, dalle tagliate di manzo allo stinco di maiale della Val Venosta, al gulash speziato, agli hamburger da 150 g, agli hot dog.
Per i non carnivori poi sono a disposizione una serie di pizze al padellino e insalate poke, per finire con i dolci della casa, dagli strudel al birramisù.
Ma vera regina del locale è la birra alla spillata nei tre classici momenti: mescita, pausa, rabbocco. Per garantirela massima qualità delle birre viene utilizzato un impianto di spillatura a freddo dove i fusti sono conservati già alla corretta temperatura di servizio, senza così essere sottoposti a improvvisi shock termici.

Una schiera di birre alla spina

In tutti i locali sono disponibili tutte le specialità della casa altoatesina, in bicchieri da 20, 30 e 40 cl, oltre che in caraffe da un litro per i tavoli più numerosi, capaci di mescolarsi in interessanti beer cocktail. Una spina è sempre riservata a birre speciali, come stagionali o di anniversario (Natale).
Forst Vip Pils
La più chiara delle birre di Lagundo (Bolzano) presenta note leggere di cererali e luppolo, grado alcolico medio (5%), moderato grado di amaro (30 Ibu), servita a 6-8 °C, ottima come aperitivo, va abbinata a antipasti e primi piatti leggeri (senza pomodoro) come risotti e carni bianche.
Forst Kronen
Di colore giallo dorato, dal sapore pieno e aromatico di malto, presenta una lieve fragranza erbacea, ha un livello alcolico leggermente più alto (5,2%), amaro meno accentuato (23 Ibu), servita a 6-8 °C. Da abbinare a pizze, piatti tirolesi, secondi piatti di carne, Club Sandwich.
Felsenkeller
Narturalmente torbida, non filtrata e non pastorizzata, si presenta con un aroma delicato e corpo morbido,  grado alcolico leggermente più alto (5,2%), amaro contenuto (23 Ibu), da servire a 6-8 °C. I suoi abbinamenti ideali sono con antipasti e primi piatti sapopriti, fritti, hamburger e dessert alla frutta.
Forst Heller Bock
Realizzata con un originale sistema di produzione a due miscele e ferementata in modo classico, questa birra doppio malto (7,5% alc) presenta un aroma di malto marcato ma elegante. Di  gusto pieno presenta un amaro più accentuato (29 Ibu), da servire a 8 °C. Ottima come compagna di secondi piatti sostanziosi.
Forst Sixtus
Inconfondibile doppio malto rosso scuro (6,5 %), ha un deciso aroma di malto tostato e caramellato, gusto intenso e vellutato, amaro contenuto (25 Ibu), da servire a 8 °C. Sostiene pioatti e pietanze dai gusti più forti come carna alla brace (costata alla fiorentina e costata tomahawk), da proporre con dolci al cioccolato nero (Sacher) e formaggi d'alpeggio stagionati (Asiago Dop, Puzzone di Moena).
Menabrea Ambrata Riserva
La "sorella" piemontese è realizzata con metodo a bassa fermentazione, di colore rosso ambrato, ha un gusto rotondo di malto tostato, amaro leggermente accentuato (34 Ibu), grado alcolico medio (5%), da serevire a 6-8 °C. Ottima in abbinamento a primi piatti (con pomdoro) e hamburger farciti.
Weihenstephan Hefe Weissbier
Birra di frumento ambrata importata dall'omonimo birrificio statale baverese, naturalmente torbida, presenta un aroma fruttato (banana) e speziato (chiodi di garofano), di gusto leggero e cremoso. Grado alcolico nella media (5,4%), amaro leggero (14 Ibu), da servire a 6-8 °C. Gli accostamenti ideali sono con insalatone, würstel, secondi piatti e pizze.

Genova accoglie il nuovo Costadoro Social Coffee

Costadoro Social Coffee
Protagonista è il caffè, in più tipi e modalità di estrazione, presentato e offerto da uno staff giovane ed entusiasta. Grande attenzione alle persone e all’ambiente

È un locale vivace, insolito e giovane (l’età media di chi vi lavora è di 22 anni), il Costadoro Social Coffee che ha aperto a fine maggio in piazzetta Banchero 2 a Genova, in un quartiere molto vitale da un punto di vista commerciale e in grado di assicurare un buon flusso di clientela lungo tutto l’arco dell’anno, grazie alla vicinanza di scuole e uffici. «Per il settore è stato un periodo molto difficile - osserva l’amministratore delegato Giulio Trombetta -; con questa apertura abbiamo voluto dare un segnale positivo e proseguire un cammino in cui crediamo. Abbiamo fatto un investimento importante, di oltre 400mila euro e i primi riscontri dicono che siamo sulla strada giusta: da subito il locale ha richiamato una clientela numerosa».

La sua impostazione segue quella del primo store della Torrefazione, nel cuore di Torino: ambienti in stile industrial con tanto legno, ferro, tubi e l’ecologia al centro del progetto: dal legno antico ricondizionato ai licheni stabilizzati utilizzati per l’insonorizzazione, dai bicchieri da asporto in materiale compostabile alla presenza di postazioni di free-water a disposizione dei clienti. Qui, come nel primo locale di proprietà (e nel terzo che aprirà a fine luglio nel Principato di Monaco) il principio è lo stesso: «creare un consumatore consapevole partendo dalla spiegazione del prodotto, che prima di essere venduto va raccontato: i banconi bassi favoriscono il dialogo - riprende Giulio Trombetta -. Dopo di che prenderà il via il progetto di franchising replicabile in Italia e all’estero, legato a questo format su cui stiamo lavorando da tempo».

Il locale aperto 7 giorni su 7 dalle 7,00 alle 20,00 (la domenica dalle 7,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 20,00) si sviluppa su una superficie di 250 mq e ha tre sale, tra cui una quiet room, più tranquilla, con divani e poltrone; in tutto i posti a sedere sono 60; 35 interni e 25 all’esterno.

La possibilità di scelta tra caffè è ampia, a cominciare dalla miscela Costadoro RespecTo 100% Arabica Bio e Fairtrade, gli Specialty Coffee e i Monorigine per proseguire con i metodi di estrazione: espresso (realizzato con una M100 de LaCimbali e venduto a 1 euro e 10), filtro, chemex, french press, V60, clever, cold brew, moka, napoletana. A offrire una bussola chiara per orientarsi ci pensa una squadra affiatata, ma soprattutto entusiasta di giovani baristi (tra cui c’è una forte componente femminile) che è stata formata dal responsabile qualità e formazione di Costadoro, Fabio Verona; tra loro ci sono Michela Piovuti e Matteo Tesolin che già conoscono la filosofia Social appresa a Torino e che ora si sono trasferiti a Genova.

Sottolineano l’attenzione alla persona (anche a chi ha difficoltà) che si vive al Social la presenza di due particolari menu: uno in Braille, realizzato con la Polisportiva Uici Torino (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), uno in Comunicazione Aumentativa Alternativa, basata su simboli e immagini, frutto della collaborazione con Alos, una startup a vocazione sociale, che si rivolge a persone con un importante disturbo della comunicazione. Il software touch-screen facilita e migliora la comunicazione, dunque permette di indicare al personale di sala il proprio ordine con l’ausilio di un tablet.

L’arrivo della stagione calda rende ancora più intrigante l’incontro con la vetrina dei gelati bio al caffè della linea Pepino-Costadoro con il classico Pinguino, il nuovo Sorbetto al cold brew, la Coppetta e il Mezzolitro; la loro miscela di base è RespecTo.

«All’apertura abbiamo ricevuto un’attenzione molto grande da parte di istituzioni, giornalisti e blogger - conclude Giulio Trombetta -. Sono venuti a visitare il Social altri baristi che propongono i nostri caffè, per osservare questa nuova realtà da cui prendere spunto». L’auspicio è che prenda il via il passaggio da una logica di concorrenza a una di “rete” di locali che si distinguono per la qualità dell’offerta: un cambiamento di prospettiva che chiede impegno, ma può dare interessanti vantaggi.

Premio Innovazione dell’Anno 2021: aperte le candidature

Candidature aperte fino al 5 settembre per il premio Innovazione dell’Anno 2021 riservato a prodotti/servizi/attrezzature/arredi nuovi o innovativi per il fuori casa lanciati sul mercato italiano tra ottobre 2020 e agosto 2021
Barawards Innovazione dell'anno 2021

L’innovazione è il motore del mercato e dello sviluppo ed è per questo che Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani sostengono con forza le aziende che investono nel lancio di nuovi prodotti, servizi e attrezzature capaci di migliorare il lavoro dei professionisti.

Un sostegno che si traduce in un premio che, anno dopo anno, guadagna attenzione. Le  regole di ingaggio sono ormai consolidate. Fino al prossimo 5 settembre, tutte le aziende produttrici potranno candidare gratuitamente i prodotti, le attrezzature, i servizi e le tecnologie lanciate sul mercato tra ottobre 2020 e agosto 2021. Tutti i prodotti ammessi alla fase finale saranno votati on line e valutati da un panel di esperti. La classifica finale sarà il frutto della somma dei voti online (20%) e delle votazioni della giuria (80%). Anche quest’anno sarà assegnato un premio speciale green ai prodotti, servizi e attrezzature finalizzati al controllo dei consumi elettrici e idrici o alla riduzione dell’impatto ambientale. Mandate le vostre candidature!

Come funziona il premio Barawards Innovazione dell’Anno 2021

Possono essere candidati al Premio Barawards Innovazione dell’Anno 2021 tutti i prodotti, attrezzature, servizi, materiali e arredi introdotti e/o lanciati sul mercato del fuori casa tra ottobre 2020 e agosto 2021. Sarà assegnato anche un premio speciale green ai prodotti, servizi e attrezzature finalizzati al controllo dei consumi elettrici e idrici o alla riduzione dell’impatto ambientale.

Le aziende potranno candidare i loro prodotti/ attrezzature /arredi entro il 5 settembre 2021 tramite il sito premium.bargiornale.it. Basta registrarsi cliccare su Barawards 2021 e compilare in tre semplici passaggi la scheda d’iscrizione dedicata nella sezione Premio Innovazione, corredata dei materiali richiesti. La partecipazione è gratuita.

Entro il 3 ottobre il comitato tecnico verificherà che i prodotti candidati soddisfino i requisiti richiesti (innovazione e data di inserimento in distribuzione), quindi i prodotti validati verranno suddivisi in categorie merceologiche e sottoposti a votazione da un panel di esperti selezionato dalle redazioni e candidati al Premio Innovazione dell’Anno 2021. La lista dei panelist sarà pubblicata su tutti i nostri media dopo le votazioni.

I prodotti candidati saranno votati online nel mese di ottobre 2021 sul sito di Bargiornale. La classifica finale sarà il frutto della somma dei voti online (20%) e delle votazioni dei panelist (80%).

Sarà assegnato un solo premio per ogni categoria merceologica.

I prodotti vincitori potranno utilizzare nella loro comunicazione il logo “Innovazione dell’Anno” per la durata di un anno.

I premi saranno assegnati durante il Barawards Gala, esclusiva e prestigiosa cerimonia di premiazione che si terrà a Milano il 13 dicembre 2021. L’ingresso alla serata è su invito e a pagamento.

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Barawards 2021: candidature aperte per professionisti e locali

Barawards 2021
Al via Barawards 2021, la nuova edizione del premio all'eccellenza dell'ospitalità made in Italy. Manda la tua candidatura entro il 5 settembre

Barawards, il premio volto a valorizzare la professionalità e l’innovazione nei bar, ristoranti e hotel italiani, promosso da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani, riviste edite dal gruppo Tecniche Nuove, festeggia la ripartenza dell'horeca aprendo le candidature per la nuova edizione.

Vogliamo mettere in luce e dare lustro e premiare i migliori esempi, professionali e imprenditoriali: persone e aziende che con le loro doti, la loro creatività, il loro coraggio, la loro capacità imprenditoriale hanno saputo rinnovarsi, trovare idee o soluzioni per continuare a fare ospitalità di eccellenza. O che hanno rilanciato la sfida, scegliendo di aprire anche in questo periodo.

Vogliamo premiare chi è stato più forte delle difficoltà: perché possa essere di stimolo a tutti, perché aiuti l'intero settore dell'ospitalità a ritrovare l'energia vitale e lo slancio che li ha sempre sostenuti.

Barawards 2021 – tutte le categorie in gara

I locali
I locali

Cocktail bar dell'anno
Locale serale che fa almeno il 50% del proprio fatturato con la miscelazione (compresi i bar d’albergo)

Bar caffetteria dell'anno
Locale specializzato nell’offerta di caffè, proposto in diverse miscele e più metodi di estrazione

Bar pasticceria/gelateria dell'anno
Locale con produzione propria di pasticceria e/o gelateria

Bar rivelazione dell’anno
Locale che ha aperto da settembre 2020 in avanti o che nello stesso periodo ha ristrutturato/rinnovato/modificato significativamente la propria offerta

Bar d’albergo dell'anno
Locale parte integrante di una struttura alberghiera e aperto alla clientela esterna

Ristorante rivelazione dell’anno
Locale che ha aperto da settembre 2020 in avanti o che nello stesso periodo ha ristrutturato/rinnovato/modificato significativamente la propria offerta

Ristorante d’albergo dell'anno
Locale parte integrante di una struttura alberghiera e aperto alla clientela esterna

Hotel rivelazione dell'anno
Struttura alberghiera che ha aperto da settembre 2020 in avanti o che nello stesso periodo ha ristrutturato/rinnovato/modificato significativamente la propria offerta

I professionisti
I professionisti

Bartender dell'anno
Professionista specializzato nella mixability con almeno 3 anni di esperienza

Bartender under 30 dell'anno
Professionista specializzato nella mixability con almeno 2 anni di esperienza

Bartender italiano all’estero dell'anno
Professionista specializzato nella mixability che lavora stabilmente all’estero da almeno un anno

Bar manager dell'anno
Titolare del locale o responsabile della gestione del locale dove presta la propria opera

Bar team dell'anno
Gruppo di professionisti che lavora all’interno di un locale

Barista dell'anno
Professionista specializzato nella caffetteria con almeno 3 anni di esperienza

Cuoco dell'anno
Professionista a capo della cucina di un ristorante con almeno 3 anni di esperienza

Pasticcere/gelatiere dell'anno
Professionista specializzato nella produzione di prodotti di pasticceria/gelateria con almeno 3 anni di esperienza

Albergatore dell'anno
Titolare o gestore di albergo da almeno 3 anni

General manager d'albergo dell'anno
Professionista che ha la direzione dell'albergo dove presta la propria opera

Brand ambassador spirit dell'anno
Professionista con il compito di promuovere lo sviluppo di una marca nel settore horeca per conto di un’azienda di spirit

Brand ambassador coffee&more dell'anno
Professionista con il compito di promuovere lo sviluppo di una marca nel settore horeca per conto di una torrefazione o di altra azienda del food&beverage

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L’evoluzione digitale di Cda: lanciata la piattaforma Smart Horeca

Smart Horeca
La nuova business suite Smart Horeca messa a punto da Ds Group consente al consorzio di distributori di rendere più efficiente e performante la relazione tra aziende, agenti e gestori di locali

Digitalizzare: è una delle esigenze emerse con più forza nell'ultimo periodo (per approfondire: leggi "Il digitale come il fuori casa non l'ha ancora visto"). Perché è uno degli elementi in grado di far fare alle aziende dell'horeca - pubblici esercizi, distributori e produttori - un salto di qualità in termini di efficienza ed economicità della gestione. Soprattutto se la digitalizzazione si applica alle relazioni tra i vari anelli della filiera.

Smart Horeca
Davide Mascaretti, responsabile sistemi informativi di Cda

Cda, il consorzio di distributori beverage guidato da Lucio Roncoroni, è stato tra i precursori nell'informatizzazione dei propri sistemi e nella raccolta sistematica dei dati. E ancora oggi, a distanza di un decennio, spinge sull'acceleratore dell'innovazione: la novità si chiama Smart Horeca: «Abbiamo messo a punto con il partner Ds Group uno strumento complesso e completo  - spiega Davide Mascaretti, responsabile dei sistemi informativi di Cda - che ci permette da un lato di raccogliere i dati in tempo reale dai nostri associati e dall'altro di fornire agli agenti dei distributori e ai gestori loro clienti una mole di informazioni di grande interesse e la possibilità di velocizzare gli ordini».

Aggiornamenti in tempo reale...

Smart Horeca consente a Cda un grande passo avanti nella capacità di lettura e di analisi del mercato. «Finora - spiega Mascaretti - avevamo un sistema di raccolta dati alimentato con cadenza mensile. Con Smart Horeca siamo in grado di avere la situazione aggiornata in tempo reale».

Romeo Quartiero, ceo di Ds Group

«Il sistema - spiega Romeo Quartiero, ceo di Ds Group, società informatica milanese specializzata in soluzioni di digital evolution e unified commerce - è integrato con i due software gestionali maggiormente utilizzati dai soci di Cda». «Come punto di partenza - prosegue Mascaretti - abbiamo una dozzina di soci già in grado di utilizzarlo per servire circa 4mila locali clienti».

...e relazione più efficiente tra grossista e bar cliente

Ma i vantaggi più significativi sono quelli per i grossisti consorziati da un lato e per i loro clienti dall'altro.

«Gli agenti dei nostri consorziati hanno in mano uno strumento semplice da usare e molto performante che permette di avere sotto controllo sia la situazione del cliente - spiega Mascaretti -, con tutte le informazioni e lo storico degli ordini aggiornati, sia tutte le informazioni aggiornate in tempo reale in merito a promozioni, offerte, contenuti formativi e altro. Con Smart Horeca l'agente può dialogare direttamente con i propri clienti anche in via telematica, attraverso lo smartphone. Ogni grossista consorziato, infatti, può caricare nel sistema promozioni, volantini studiati ad hoc, presentazioni e approfondimenti sui prodotti, anche in formato video, e tutto il materiale di supporto alla vendita che è in grado di produrre».

Per i gestori, è stata invece sviluppata una App integrata in Smart Horeca: «Grazie alla App i gestori clienti possono, direttamente dal cellulare, sfogliare il catalogo, guardare le promozioni, fare riordini e accedere ai contenuti informativi e formativi multimediali messi a disposizione dal consorzio e dal singolo grossista».

Underberg, l’amaro tascabile, compie 175 anni

amaro alle erbe Underberg
Era il 1846 quando Hubert Underberg avviava la produzione del suo amaro alle erbe, venduto solo in bottiglietta da 2 cl, e distribuito da Onesti Group. Una confezione celebrativa festeggia lo storico traguardo

Piccolo nel formato, grande nel gusto e dalla lunga tradizione. Parliamo di Underberg, l’amaro alle erbe tedesco commercializzato solo nell’iconica bottiglietta da 2 cl, e distribuito in esclusiva in Italia da OnestiGroup, che festeggia il traguardo dei 175 di storia.

Era il 1846 quando Hubert Underberg, fondava nella cittadina di Rheinberg la sua azienda H. Underberg-Albrecht, dando il via alla produzione dell’amaro, e sposava Catharina Albrecht. Tutto nello stesso giorno: il 17 giugno.

Per festeggiare lo storico traguardo, l’amaro si è regalato una confezione celebrativa come custodia per le sue iconiche bottigliette monodose. Bottigliette che, introdotte per la prima volta nel 1949 da Emil Underberg, e avvolte singolarmente in carta di paglia a proteggere il prezioso contenuto dalla luce, costituiscono un altro elemento caratterizzante di questo amaro. Il design della nuova confezione (da 12 bottigliette) unisce tradizione e modernità, fondendo la pop art con il Romanticismo tedesco. Il tema della grafica, Heroes around the time 1846, si richiama all’anno di fondazione, anno nel quale erano attive diverse importanti personalità destinate a lasciare un segno nella storia. Come lo scrittore Charles Dickens, l’ingegnere Gustave Eiffel o il naturalista, esploratore e geografo Alexander von Humboldt, tutte ritratte sulla confezione, ma nello stile fresco, luminoso e giocoso della pop art.

Ma non solo, perché da luglio a metà ottobre, sarà disponibile anche la Underberg Cooling Box, una box refrigerante, comoda da portare in giro, che mantiene fredde 12 bottiglie Underberg, dove il design della confezione celebrativa si combina con paesaggi innevati e ghiacciati, accompagnati dalla scritta: “Bitter better. Cool”.

Semper idem

Dal 1846 è passato tanto tempo e molte cose sono cambiate, ma non la formula e il metodo produttivo di questo amaro, rimasti identici, così come la sede dell’azienda, a Rheinberg dove viene prodotto ancora nello storico stabilimento aperto da Hubert Underberg, e la sua proprietà, sempre in mano alla famiglia Underberg, ora alla sesta generazione. In realtà a cambiare è la dimensione assunta del prodotto, la cui alta qualità gli ha permesso di superare i confini tedeschi facendone uno degli amari più noti al mondo.

Un successo che ha alla sua base l’antica ricetta messa a punto dal suo creatore, e custodita gelosamente, la conoscono solo cinque persone, che prevede l’impiego di 43 erbe aromatiche provenienti da tutto il mondo, alcol e acqua. Erbe poi lavorate con un processo, anche questo segreto, che ne permette di estrarre delicatamente le preziose sostanze attive e aromatiche. Una lavorazione che si ripete identica fin dalla sua elaborazione. Non a caso è stato denominato “semper idem”, che tradotto dal latino significa “sempre lo stesso”, motto entrato anche nel nome dell’azienda che ora si chiama Sempre Idem Underberg. Lavorazione che si conclude con una lunga maturazione di 9 mesi in botti di rovere sloveno.

Il frutto è un amaro alle erbe naturale (alc. 44% in vol), senza zuccheri aggiunti, gluten free e certificato koscher, dal colore ambrato, dalle spiccate note erbacee, accompagnate da note balsamiche.

Ottimo digestivo, Underberg è perfetto da servire dopo un pasto o una cena, ma anche per essere degustato dopo il consumo di birra, in quanto proprio le sue proprietà digestive favoriscono l’assimilazione dei lieviti di queste bevande. Le sue caratteristiche permettono di utilizzarlo anche in miscelazione, dove il suo impiego è in costante crescita, abbinandosi facilmente a qualsiasi distillato.

Bruno, Mario e la squadra delle meraviglie del BV Club

BV Club Staff
Apre a Milano il nuovo locale di Bruno Vanzan: 490 metri quadrati in centro e una supersquadra di 35 elementi guidata da Mario Farulla. L'abbiamo visitato in anteprima

Quella di stasera, 16 giugno 2021, sarà ricordata come l’apertura italiana dell’anno. Non è folklore, né esagerazione, né un gioco, né un’iperbole buttata lì per caso. Ieri sera, dopo tanto rumore e attesa, siamo andati a visitare in anteprima il BV Club di Bruno Vanzan. E abbiamo valide ragioni per sostenere la tesi in alto. A cominciare dalla squadra messa in campo. Numeri uno in tutti i ruoli. Mario Farulla come general manager, Stefano Ripiccini, maître e sommelier, i bartender Saverio Casella, Sabina Yausheva, Carola Abrate, Gianluca Tuzzi e altri protagonisti della scena bar nazionale e internazionale. Uno squadrone, non solo in senso numerico, di 35 elementi. È stata una campagna acquisti senza precedenti.  Il locale è un colosso. Anzi i colossi sono due. Perché il BV Club si trova all’interno di Cera, in via Sirtori 34, una location di prestigio nel cuore di Milano su 2 piani, 490mq, che ospita sia il BV Club (al piano terreno) sia un’eccellenza della ristorazione, l’Angolo di Casa capitanato dallo chef Angelo Roccavilla. I due imprenditori si sono uniti con l’obiettivo di far vivere un esperienza food & drink unica basata su valori fondamentali come l’ospitalità, la qualità, l’impegno e la passione. Sarà l’apertura dell’anno perché ha slancio vitale. Perché le buone vibrazioni contano, come cantavano i Beach Boys. Perché dedicherà spazio alla musica live e, soprattutto a Milano, se ne sentiva la mancanza. Perché è il prototipo architettonico di un locale che profuma di freschezza estetica e funzionalità. Due piani, il fascino di un loft newyorchese, le opere d’arte alle pareti curate da Lambretto Factory, le piante tropicali. È un posto da mini-vacanza dopo un anno e mezzo di isolamento, per le persone che vogliono uscire di nuovo. È quale genere di locale necessario. Che serviva per liberarsi dagli aperitivi su Zoom, per ricordarci che siamo creature sociali e che il bar deve riappropriarsi del suo ruolo di luogo di riconnessione e socialità.  Il banco di 17,5 metri, studiato dal duo Farulla-Vanzan in collaborazione con Marco Galli, è stato realizzato in modo da mostrare ogni parte della preparazione. Perché dopo la cucina a vista è tempo di bar a vista. É il luogo dove i drink sono roba seria, anche nei prezzi. Ce n’è per tutti. Dalla carta degli 4 Spritz proposti a 9 euro ai due extra luxury drink da 1.500 euro. In mezzo, un mare ordinato, nel bottigliere, di 500 spiriti: 100 gin, rum e altre 400 etichette. E poi ci sono le luci. Un light design che ricorda le atmosfere dello Studio 54, sui toni del rosa e dell’ultravioletto. Per ridestare i cuori dei vecchi nostalgici di Cerrone e della disco-music.  Per non farsi mancare niente il BV Club ha una cantina vini, che tra super bolle e vini rari, mette sicurezza solo a guardarla. Ho conosciuto Bruno Vanzan, oggi 35enne, a una gara di flair intorno a una piscina, tra Parma e Reggio Emilia, in un torrido pomeriggio d’estate. Era giovane, giovanissimo, caparbio. La gente lo applaudiva. I giudici e gli altri concorrenti lo guardavano con attenzione, altri con stupore, altri iniziavano a osservarlo sottecchi con un po’ di invidia e sospetto. Stava arrivando il campione. Nel tempo Bruno è diventato BV, il pluricampione del mondo di cocktail, la star del flair, il personaggio televisivo, il creatore di bar tools di lusso e del suo nettare Iovem che ha introdotto un nuovo codice colore nella palette del bar. Tutto guadagnato, centimetro per centimetro, con il piglio di un imprenditore straordinario. Un messaggio di rinascita, che dà nuovi stimoli a tutto l’ambiente.

Peck rinnova l’offerta estiva con caramello salato e gelati su stecco

Un nuovo gusto alle noci, ideale per abbinamenti sofisticati, e i gusti artigianali su stecco sono le proposte più particolari dell'insegna milanese

Con l'avvio dell'estate anche le celeberrima gastronomia milanese Peck riapre le danze del gelato e lancia un nuovo gusto. Si chiama Noce e caramello salato con noci pralinate al cioccolato: una base decisa di gelato alla noce è arricchita da una crema al caramello salato che conferisce il giusto tocco di sapidità. A questa si aggiungono le noci, prima caramellate e poi passate in un finissimo cioccolato fondente. C'è anche il suggerimento di abbinamento, con il Porto Tawny di Graham’s invecchiato 10 anni. «Degustato insieme al nuovo gusto di gelato, valorizza i sapori e i profumi delle noci, del caramello e del cioccolato, creando un dessert unico e raffinato», sostiene il team di Peck.

Il nuovo gusto alle noci e caramello salato di Peck, proposto in abbinamento con il Porto Tawny di Graham’s

Latte e panna freschi, frutta da ortolani di fiducia

Da Peck hanno investito molto per proporre un'offerta di gelato basata sull'alta qualità delle materie prime. Latte e panna freschi arrivano da allevamenti del lodigiano, frutta fresca e secca sono selezionate da ortolani di fiducia secondo stagionalità e provenienza. E poi, spezie e caffè pregiati. Il gusto Nocciola è realizzato con nocciole tondi gentili di origine piemontese; il Marron Glacé è a base di marroni di origine piemontese, resi in pasta e aggiunti anche in pezzi nella mantecatura; la Stracciatella di mandorla è con cioccolato bianco e limone candito; il Cocco e stracciatella è realizzato con cioccolato al latte con grattugiata di Fava tonka.

I gusti di gelato artigianale su stecco: i Peckerelli

Sei gusti per il gelato su stecco

Ci sono, poi, i Peckerelli, che danno un tocco di colore alla proposta di gelato. Sono gelati su stecco sempre di produzione artigianale, con copertura croccante e consistenza cremosa all'interno. Questi i sei diversi gusti: gelato al pistacchio ricoperto di cioccolato bianco e pistacchio; gelato alla nocciola ricoperto di cioccolato bianco, al latte e pasta di nocciola; gelato al cocco e stracciatella ricoperto di cioccolato bianco e decorazione di cioccolato fondente; sorbetto al cioccolato fondente ricoperto di cioccolato fondente e fave di cacao; sorbetto al mango e lime ricoperto di cioccolato bianco colorato; sorbetto di pesca ricoperto di cioccolato bianco colorato; sorbetto alle fragoline di bosco ricoperto di cioccolato bianco colorato.

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