Spirits industry in recupero e per i ready-to-drink è boom

Buoni segnali di recupero dall'industria globale degli spirits che, secondo IWSR, registra nel 2021 volumi in crescita per quasi tutte le categorie. Straordinaria la performance dei ready-to-drink che spinti dall'e-commerce hanno conquistato quote di mercato a livello internazionale imponendosi soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone

L'industria del beverage alcolico sta già recuperando terreno a livello mondiale. Almeno secondo il report compilato da IWSR, accreditato istituto di ricerca di Londra. Entro il 2021, il mercato dovrebbe crescere a livello di volumi del 2,9% ed entro il 2023, tornare ai livelli di consumo pre Covid-19. La categorie che stanno più contribuendo al "recovery" del settore sono i cocktail ready-to-drink (durante il lockdown i formati "già pronti" in lattina o in bottiglia sono stati protagonisti di un vero e proprio boom) e gli spirits "no alcohol". Ma, vediamo, l'analisi e le previsioni di IWSR categoria per categoria.
Tequila. Il mercato globale del distillato messicano è cresciuto del 9,6% nel 2020 grazie soprattutto alla spinta della domanda nordamericana dove è il terzo spirit più venduto del Paese dietro a vodka e whiskey. Il successo del Tequila sta trainando anche gli altri prodotti a base di agave, in primis il mezcal. Si prevede che gli spirits a base di agave cresceranno a volume del 4,7% nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua).
Whisky. È la categoria di spirits che ha sofferto di più durante la pandemia, registrando un arretramento del 10,7% durante il 2020. Quest'anno dovrebbe riuscire a recuperare il 5,5%. E un ulteriore 4,2%, sempre a volume, nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua), soprattutto grazie al ruolo di locomotiva di India e Stati Uniti. I whiskey sono la sottocategoria che sta facendo meglio, in particolare i whiskey irlandesi con una previsione di una crescita a volume del 7,9% nel quadriennio 2021- 2025 (variazione % media annua). Variazioni positive anche il whisky giapponese (+6%) e il whiskey americano (+5,1%) generate soprattutto dalla ripresa della domanda nei loro rispettivi mercati interni. Per quanto riguarda il whisky scozzese, si prevede una crescita del 3,5% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua). Crescita trainata dal graduale recupero di mercati strategici e alto-consumanti come l'India.
Gin e Vodka. Prosegue la stagione d'oro del gin con un'ulteriore crescita a volume del 4,5% nel quadriennio 2021 -2025 (variazione % media annua) grazie alle performance di alcuni nuovi "key markets" della categoria come Brasile, Sud Africa e Russia e alle vendite dei brand super premium (un segmento destinato a crescere dell'11% durante il quadriennio 2021-2025). Andamento, invece, piatto per la vodka a livello globale. In Russia, il mercato più importante a livello internazionale, i consumatori, anche a causa della pandemia, stanno progressivamente convergendo su  brand di fascia media. Negli Stati Uniti, il secondo mercato più importante per la categoria, si prevede una crescita a volume dell'1,1% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua).
Birra. Nel 2020 la categoria ha perso il 7,1% a volume a livello globale. Si prevede un parziale recupero nell'anno in corso con una crescita del 2,5% e un ulteriore "salto" dell'1,2%, sempre a volume, nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua). Ad eccezione degli Stati Uniti, dove l'impatto dei prodotti Rdt sulle vendite di birra è stato particolarmente pesante, tutti i primi 10 mercati mondiali birrari in termini di volume dovrebbero tornare a crescere nel 2025.
RDT. Crescita a due cifre per i ready-to-drink, categoria che ha archiviato il 2020 con uno sviluppo del 26,4% a volume. IWSR prevede che la marcia trionfale dei ready-to-drink proseguirà anche nel 2021 con un ulteriore salto del 26,6% e del 10,2% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua). Questa super performance verrà trainata soprattutto dagli Stati Uniti (Paese che detiene una quota del 44% del mercato mondiale dei RDT), dal Giappone, dall'Australia, dal Canada e dalla Cina. Oltreoceano, brilla anche la sottocategoria degli hard seltzer che nel 2020 è cresciuta, a volume, di ben il 130%.

 

 

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