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Come sopravvivere in tempo di crisi: il 12 luglio il convegno Appe dedicato ai locali

Appe convegno
In presenza e in diretta Facebook (ore 15.30), l'incontro illustrerà i nuovi strumenti normativi a disposizione degli imprenditori del fuoricasa per tutelare la propria attività in questo difficile momento

È in programma a Padova martedì 12 luglio, alle 15.30, il convegno La ripresa dell’impresa, ovvero come sopravvivere in tempo di crisi. Organizzato da Appe, l’Associazione provinciale pubblici esercizi di Padova, in collaborazione con lo studio Fontana Bacco Savio & Partners, l’appuntamento farà il punto sul difficile momento che sta attraversando il mondo del fuoricasa, per analizzarne le cause, ma soprattutto individuare e llustrare le soluzioni per farvi fronte. Il convegno si svolgerà sia in presenza presso la sede dell’Associazione (via Savelli 28, Padova) sia in diretta aperta a tutti sulla pagina https://www.facebook.com/appepadova/

La tempesta perfetta

È davvero complicato il periodo e molto articolare il momento che il settore sta vivendo, perché se da un lato, in generale, i locali lavorano e i clienti non mancano, dall’altro lato, non mancano le difficoltà che rischiano di frenarne la ripresa del comparto dopo i pesanti anni della pandemia. A cominciare dall’aumento dei costi, generati dalla crescita incontrollata dei prezzi di forniture ed energia. Continuando con la difficoltà a reperire personale, un problema che non si incontra solo nella ricerca di baristi, cuochi e pizzaioli, ma anche di figure come camerieri e lavapiatti, e con la minore propensione alla spesa da parte dei clienti. A questo si aggiunge, ulteriore motivo di sofferenza per le realtà del comparto, il rimborso dei finanziamenti, garantiti dallo Stato, accesi durante il lockdown: per molti sta per terminare il periodo di preammortamento di 24 mesi, durante il quale si paga soltanto la quota interessi del prestito, per cui adesso occorre pagare la rata intera, comprensiva di interessi e capitale. Un altro esborso che può generare carenze di liquidità.

Gli strumenti per tutelare l'attività

Tutti questi temi faranno da sfondo all’incontro, durante il quale verranno illustrati e analizzati gli strumenti a disposizione degli imprenditori per tutelare se stessi e la propria azienda dai possibili impatti di questa “tempesta perfetta”. Perché se le difficoltà non mancano, incontro alle realtà vengono importanti novità normative in tema di crisi d’impresa che possono aiutare a gestire la difficile situazione.

Come il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che entra in vigore il prossimo 15 luglio, il cui impianto normativo è stato finalizzato alla prosecuzione dell’attività aziendale, ma anche strumenti come la “composizione negoziata”, le regole sul “sovraindebitamento” e l’obbligo di monitoraggio continuo della propria attività, tramite specifici indicatori economici.

A illustrarli un parterre di esperti, quali Filippo Segato, segretario Appe, che introdurrà i lavori, Andrea Fontana dello studio Fontana Bacco Savio & Partners, che terrà un intervento dal titolo Tecniche di gestione aziendale per resistere nella “tempesta perfetta”, Valentina Scattolin, sempre dello studio Fontana Bacco Savio & Partners, che illustrerà gli strumenti di tutela, protezione e risoluzione di debiti, crisi e difficoltà finanziarie, e Francesco Leonori, responsabile area fiscale Appe, che modererà il dibattito conclusivo.

Il panettone più “fresh” di Roma è a Casa Manfredi

Giorgia Proia Casa Manfredi
Giorgia Proia Casa Manfredi
Giorgia Proia propone il grande lievitato in versione estiva, in combinazione con la sangria

Torna il panettone summer edition di Giorgia Proia. Per l'estate 2022 la pastry chef di Casa Manfredi ha voluto combinare l'impasto tradizionale con un gusto molto intenso, quello della pesca candita. In più, c'è anche un drink pairing originale. In ogni confezione è inclusa una lattina di sangria, firmata Sangria Nana, spin off del brand Patatas Nana.

Il panettone estivo di Giorgia Proia

Proia ha messo a punto un impasto tradizionale, con lunga lievitazione naturale con lievito madre, lavorazione totalmente artigianale e un’attenta selezione di ingredienti di altissima qualità. Rispetto alla versione invernale è più leggero, ma con un gusto molto inteso, grazie al tocco estivo e fresco dato dalla pesca candita.  

Panettone con sangria

La pastry chef di Casa Manfredi ha creato una partnership con Sangria Nana, brand nato da Patatas Nana, affiancando al panettone una lattina di sangria da 150 ml. Il gusto del drink va a sposarsi con la pesca candita, contenuta nel lievitato. Ogni lattina – tutte ecosostenibili – di Sangria Nana contiene vino rosso ‘Di Gino’ arricchito con estratti naturali di cedro, pesca, arancia e vaniglia.

Giorgia Proia Casa Manfredi
La lattina di Sangria Nana abbinata al panettone di Giorgia Proia

Una latta speciale per l'estate

La latta pensata per il panettone estivi di Casa Manfredi è moderna ed elegante, con inserti geometrici rossi, bianchi e oro. Un modo per rievocare l'atmosfera natalizia anche con temperature tropicali. Il panettone estivo sarà disponibile dal 20 luglio 2022, giorno nel quale il locale di viale Aventino festeggia i suoi 7 anni di attività. Disponibile nel formato da chilo, nella latta è inclusa la bevanda di Sangria Nana, al prezzo di 40 euro.

Eureka Mignon Libra, il grinder a peso senza sprechi

Eureka Mignon Libra
Il nuovo modello è stato presentato al Woc di Milano e si rivolge a un’utenza specializzata che utilizza caffè di pregio nonché ai coffee lover

Presentato al World of Coffee, Mignon Libra è il nuovo macinacaffè on demand di Eureka, che segue di pochi mesi il lancio di Mignon Single Dose. Il nuovo arrivato è un prodotto compatto e capace di prestazioni all’avanguardia, pensato per ottimizzare l’utilizzo di caffè pregiati quali gli specialty coffee, al bar come nelle case dei coffee lover.

Grazie all’Instant Grind Weighing Technology, un nuovo sistema di peso interno che unisce precisione e praticità, consente di impostare il peso della dose di caffè macinato che si vuole ottenere, al posto del tradizionale tempo di macinatura. Grazie a ciò si riduce lo spreco di materia prima con il plus di una maggiore semplicità di utilizzo e una precisione elevata.

Visto da vicino. Mignon Libra è dotato di un  display touch che consente di impostare la quantità esatta della macinatura sia nella dose singola, sia in quella doppia, nonché, sempre attraverso il display nella modalità continua. La misurazione del peso è precisa (tra 0,1 e 0,3 grammi) come pure la stabilità delle prestazioni al variare della macinatura; il caffè vien pesato nel portafiltro in tempo reale durante la macinatura e la forcella metallica Hands-Free, rapida da regolare manualmente senza la necessità di alcuno strumento, permette di utilizzare questa tecnologia con qualsiasi portafiltro.

Le macine piane da 55 mm consentono una produttività elevata (1,4 - 1,8 g/s per l'espresso), mentre il sistema di regolazione micrometrica continua brevettato garantisce la precisione del settaggio.

La manopola di regolazione Extra Comfort offre comodità di utilizzo e il sistema Anti-Clumps & Elettrostaticità garantisce un'elevata consistenza della dose e un’area di lavoro sempre pulita. La Tecnologia Silent riduce l'impatto sonoro a circa 64 dB e il Mignon Libra è a suo agio anche con dosi extra large (>16 grammi), grazie al dosing funnel dedicato e disponibile come optional.

Per questa apparecchiatura, frutto di un lungo lavoro di ricerca, Maurizio Fiorani, manager director, osserva: «Il nuovo sistema di pesa interno è estremamente versatile, sia per le esigenze degli operatori professionali, sia per l'utilizzo domestico e prevediamo volumi importanti di vendita. L'aumento del costo del caffè, specie in questo periodo, richiede attrezzature in grado di minimizzare lo spreco e il nuovo Mignon Libra si inserisce in una tendenza di mercato che vede una sempre maggiore richiesta di caffè di alta qualità e di attrezzature che vadano a intercettare una domanda crescente nella fascia premium con una duplice categoria di target, sia nei coffee shop che offrono un’ampia varietà di caffè di elevata qualità e pregio, sia a casa».

Hoshizaki conclude l’acquisizione di Brema e si rafforza in Europa

Hoshizaki e Brema
Con l'acquisizione dell'azienda italiana, il colosso giapponese consolida il primato mondiale nel settore delle macchine per la produzione di ghiaccio, puntando a rafforzarsi ulteriormente sul mercato europeo

È giunta in porto l’unione all’insegna del ghiaccio tra Hoshizaki Corporation e Brema Group. Il colosso giapponese delle attrezzature per il ghiaccio ha completato l’acquisizione dell’azienda italiana, che opera nello stesso settore, ma con target di riferimento segmenti di mercato e tecnologie diversi e complementari.

Un’operazione win-win, avviata con l’accordo siglato lo scorso gennaio e ora diventato operativo, che fa felici entrambe le parti.

Con l’acquisizione di Brema, Hoshizaki, il cui fatturato lo scorso anno ha superato i 2 miliardi di euro, rafforza il suo primato mondiale nel settore, puntando ad incrementare la sua posizione in Europa, Medio Oriente e Africa, aree dove Brema Group gioca da sempre un ruolo di primaria importanza.

Ma il nuovo legame strategico è ricco di vantaggi anche per l’azienda italiana, fondata nel 1985 a Villa Cortese (Milano), che nel 2020 ha realizzato un fatturato vicino ai 42 milioni di euro. L’ingresso nel gruppo giapponese potrà infatti garantire grandi benefici in termini di attività di investimento e potenziamento dell’offerta al mercato in cui opera grazie all’unione di sinergie di ricerca e sviluppo, industriali e commerciali, dando così impulso allo sviluppo di un nuovo ciclo industriale.

«Il Gruppo Brema entra ufficialmente a far parte di Hoshizaki Corporation portando una grande esperienza produttiva e il riconoscimento di affidabilità e adattabilità dei suoi prodotti in un mercato in continua evoluzione – ha commentato Paolo Moro, direttore generale e co-amministratore delegato di Brema Group -. Le sinergie tra le due realtà industriali sono facilmente realizzabili grazie a tecnologie e posizionamento di mercato complementari».

Champagne Telmont e Belle de Brillet entrano nel catalogo Molinari

Molinari Belle de Brillet
Con l'accordo siglato con Rémy Cointreau, l'azienda ha acquisito la distribuzione dei prestigiosi champagne e del liquore a base cognac e pere williams delle due maison francesi, rafforzando la sua proposta nel segmento premium e superpremium

Sempre più ricco il portafoglio di Molinari. L’azienda ha acquisito la distribuzione per il mercato italiano dei prodotti della maison Champagne Telmont, ovvero il Telmont Brut e Telmont Rosé, e di Belle de Brillet, liquore a base di cognac e pera williams, di maison Brillet. Acquisizione che l’azienda italiana ha ottenuto grazie all’accordo con il colosso francese Rémy Cointreau, del quale Molinari è il distributore per il nostro Paese di importanti marchi internazionali, quali l’iconico Cointreau, i prestigiosi cognac Rémy Martin, il luxury brand Louis XIII, il gin super premium The Botanist, i rum delle Barbados Mount Gay e i whisky di Islay Bruichladdich, che di recente ha rilevato le due aziende.

L’operazione risponde all’obiettivo di Molinari di rafforzare ulteriormente la sua posizione sul mercato nazionale, attraverso l’allargamento del portafoglio a nuove categorie e a prodotti nel segmento premium e superpremium. E segue quella conclusa lo scorso aprile con Britvic Teisseire per la distribuzione di alcuni brand premium del gruppo britannico dei soft drink e dei succhi (leggi A Molinari la distribuzione dei marchi premium di Britvic Teisseire).

Champagne 100% bio

Infatti, proprio l’altissima qualità è il marchio distintivo dei prodotti della maison Telmont, nata nel 2012 a Damery, nei pressi di Épernay, in Francia, e guidata dalla quarta generazione della famiglia fondatrice. Qualità abbinata al rispetto per il territorio, con un approccio ambientale molto esigente che l’ha portata nel 2017 a fregiarsi della sua prima certificazione Ab (agricoltura biologica). Un attenzione al territorio che si riflette nel pregio delle sue produzioni.

Réserve Brut  è il risultato di un sottile connubio di tre vitigni emblematici della regione dello Champagne, chardonnay, pinot meunier e pinot nero e sette diverse annate. Insieme, questa sinfonia di espressioni rivela una perfetta armonia di ricchezza, frutta e freschezza.  Al colore dorato, il bouquet aromatico rivela note di caprifoglio e un tocco di vaniglia, mentre al palato svela la sua sublime ricchezza aromatica, con note di frutta cotta, come la prugna mirabelle, che si mescolano a note leggermente speziate per poi lasciare il posto alla frutta tropicale. Il risultato è un'espressione vivace e minerale. Da servire a ( °T si abbina alla perfezione con caviale.

Dall’unione di uve chardonnay e meunier di quattro differenti vendemmie nasce invece Réserve Rosé, uno champagne dalla forte personalità. Si presenta al naso con profumi di frutti rossi freschi con un tocco di brioche, mentre al palato la prima sensazione ricorda quella di addentare una marasca perfettamente matura, prorompente con aromi pieni e maturi. Un vino potente, ma straordinariamente sottile, con un finale persistente, da servire a 7 °C e che si sposa a meraviglia con il Parmigiano.

Un matrimonio armonioso

La qualità è il punto di forza anche di Belle de Brillet (alc 30% in vol) di maison Brillet, nata nel 1850 quando Vivien Brillet, che aveva ereditato dalla sua famiglia i vigneti a Graves St-Amant sulle sponde del fiume Charente, vi fa costruire delle cantine e una distilleria per la produzione di cognac. Belle de Brillet è una creazione di Jean-Louis Brillet, della decima generazione della famiglia, che ne mise a punto la ricetta nel 1985, unendo cognac e pere williams, raccolte in piena maturità per essere schiacciate e macerate nel distillato, e dedicando il prodotto alla moglie Isabelle, che chiamava “Belle”, dalla quale il liquore ha preso il nome. Caratterizzato dal matrimonio armonioso tra il fruttato intenso delle williams e la complessità del cognac, oltre che come classico dopopasto è un prodotto molto interessante ache per l’utilizzo mixology e si rivolge a un pubblico vasto, strizzando l’occhio a un consumo che abbraccia anche il pubblico femminile.

Premiata Torrefazione dell’anno, Julus Meinl presenta The Originals Perù

The Originals Limited Edition Perù
Un caffè doppiamente speciale: la sua prima tostatura è avvenuta il 5 aprile, la data dei 160 anni dalla fondazione della Torrefazione austriaca

The Originals, il progetto di Julius Meinl nato per celebrare l’artigianalità e una produzione sostenibile e di eccellenza lungo tutta la filiera, dalla pianta alla tazza, arricchisce la sua gamma con una nuova referenza specialty: The Originals Limited Edition Perù.

Il progetto prende il via da Vilcabamba, l’ultima città dell’Impero Inca. In suo onore, 90 anni fa, la famiglia Uturunco ha fondato Hacienda Vilcabamba, dove ancora oggi, Enriqueta Uturunco utilizza i canali d’irrigazione Inca per lavorare i suoi caffè. La combinazione di alta quota (siamo a 2200 metri) e basse temperature durante la notte permette di prolungare fino a 56 ore il tempo di fermentazione dei caffè di varietà Typica lavati: queste variabili, insieme all'attenta tostatura dei maestri torrefattori di Julius Meinl valorizzano il profilo aromatico, di un caffè che in tazza si presenta ricco e complesso, con note dolci come il miele e decise come il cioccolato fondente, con una piacevole acidità di tondo e un retrogusto di nocciola e anacardi: un insieme ben equilibrato.

Questo caffè 100% arabica è testimone di una celebrazione decisamente importante: il suo primo lotto è stato tostato il 5 aprile, la data esatta della fondazione di Julus Meinl 160 anni fa, mentre il secondo lotto, tostato a inizio giugno, è stato presentato al World of Coffee.

La Torrefazione austriaca ha da poco ricevuto un importante riconoscimento: in occasione del lancio della prima edizione di Camaleonte, la Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia ha meritato il premio Torrefazione dell’anno 2022 per la coerenza qualitativa dell’intera gamma prodotti presentata in guida. A questo riconoscimento si sono aggiunti anche il Premio Espresso Miscela 100% Arabica, Premio Espresso UTZ, Premio Moka Miscela prevalenza Canephora e il Premio Monoporzionato biologico attribuiti rispettivamente al signature coffee Julius Meinl 1862 Vienna, Supreme UTZ, Buonaroma e Bio Fairtrade capsula compatibile Nespresso.

«Da oltre un secolo e mezzo Julius Meinl tramanda di generazione in generazione il proprio know-how e la propria passione per il caffè - ha dichiarato Alessandro Rettore, group production director -: vincere questi premi, che riconoscono il valore e l'evoluzione della nostra squadra, ci rende estremamente orgogliosi. Questo riconoscimento rappresenta un traguardo, ma anche un ulteriore stimolo al miglioramento». Condivide l’entusiasmo Andreea Postolache, marketing manager Julius Meinl Italia che aggiunge: «Oggi, giunti alla quinta generazione, continuiamo l'appassionata ricerca e per produrre un caffè qualità superiore e offrire un'esperienza significativa».

Égalité rende omaggio al tricolore francese

Una colazione ad hoc per la settimana della Festa della Repubblica francese, con una tartelette alla frutta che richiama i colori della bandiera

In Francia il 14 luglio si festeggia la festa della Repubblica: i francesi celebrano la presa della Bastiglia avvenuta il 14 luglio 1789, data simbolo della Rivoluzione francese. A Milano c'è una pasticceria-bistrot che ha la Francia nel Dna: Égalité, in via Melzo, ha studiato un'offerta ad hoc per la settimana del 14 luglio. La boulangerie propone per tutta la settimana una colazione a base di croissant noisette, cappuccino e spremuta. Ad accompagnare l'iniziativa c'è una speciale tartelette alla frutta, con fragola fresca e mirtilli, creata ad hoc con i colori della bandiera francese.

Portare la Francia in tutte le occasioni

La pasticceria in stile francese di via Melzo ha fatto scuola nel cavalcare tutte le occasioni possibili per adattare la sua offerta e proporre novità sempre strettamente legate alla sua identità. E sempre proponendo prodotti e tradizioni d’Oltralpe. A febbraio, per il Carnevale, ha proposto un’originale interpretazione delle “bugnes” francesi - un prodotto di Carnevale tipico del sud della Francia - fritte in olio di semi di girasole e ricoperte di zucchero. Per Pasqua, invece, Égalité ha incrociato la tradizione della viennoiserie francese e quella della pasticceria italiana: l’impasto della brioches nanterre (dolce delle feste la cui origine risalirebbe al Medioevo) con il cacao e la glassatura nella forma della tradizionale colomba italiana hanno dato origine a un lievitato profumato guarnito con nocciole pralinate e crema al gianduia. Lo scorso anno, in primavera, aveva rinnovato il proprio menu, arricchendolo di nuove specialità secondo una proposta di quiches e di torte salate con ingredienti tipici del Sud della Francia - dalla Costa Azzurra alla Provenza.

Tris di medaglie per Gruppo Caffo alla Spirits Selection

CAFFO-Spirits-Award
Il Vecchio Amaro del Capo conquista la Gran medaglia d'oro nella prestigiosa competizione, che ha premiato anche altre due specialità del gruppo calabrese

Ancora premi per Gruppo Caffo 1915 alla Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles, il prestigioso concorso internazionale che premia il meglio della produzione mondiale nel campo degli alcolici. Dopo le due medaglie conquistate lo scorso anno (leggi Due medaglie per Gruppo Caffo 1915 alla Spirits Selection), nell’edizione 2022, svoltasi alla Guadalupa, il gruppo calabrese ha migliorato il suo score, aggiudicandosene tre. I prodotti premiati sono il Vecchio Amaro del Capo, che ha conquistato la Gran medaglia d’oro, Sambuca Secolare cui è andata quella d’oro ed Elixir di Caffè Santa Maria al Monte, che ha vinto quella d’argento.

Un risultato che evidenzia la qualità della produzione Caffo, a cominciare dal suo prodotto simbolo, il Vecchio Amaro del Capo (alc 35% in vol), premiato già due volte con la medaglia d’oro alla Spirits Selection (nel 2010 e nel 2014), ma che quest’anno ha portato a caso la Grand Gold Medal nella categoria Amari il massimo riconoscimento assegnato nella competition. Un amaro frutto di un’antica ricetta calabrese, poi rielaborata e migliorata dall’esperienza dei mastri distillatori Caffo, che prevede l’uso di 29 tra erbe, fiori, frutti e radici di Calabria (tra i quali l’arancio amaro, l’arancio dolce, la liquirizia, il mandarino, la camomilla e il ginepro), in parte coltivate direttamente nell’azienda agricola del Gruppo e quindi a chilometro zero, raccolti ognuno nel suo periodo migliore e infusi in finissimo alcole. Un prodotto dalIl suo gusto gentile e aromatico che si adatta anche ai palati delicati che non amano i gusti amarissimi.

Un grande successo è anche l’oro nella categoria Spirit - Aniseed andato alla Sambuca Secolare (alc42% in vol), altro storico prodotto della distilleria, a base di fiori di sambuco e semi di anice. Una specialità italiana che la Caffo ha saputo interpretare nel rispetto delle antiche tradizioni.

Come ottimo è l’argento conquistato nella categoria Liquor-Cream dall’Elixir di Caffè Santa Maria al Monte (alc 30% in vol), liquore a base di infuso di pregiate qualità di caffè tostate secondo la tradizione dell’espresso, con una storia secolare che risale al XVII secolo, quando nel porto di Genova iniziarono a sbarcare i primi carichi di caffè.

Rum pairing in casa Pulejo con i distillati premium di Rinaldi 1957

Al ristorante Pulejo di Roma, la cucina dello chef Davide Puleio incontra selezionati rum provenienti da Caraibi, Filippine, Centro e Sud America. Un insolito e affascinante esperimento di food pairing che ha confermato le potenzialità del rum come distillato di accompagnamento anche in campo gastronomico

È dal nuovissimo locale di Davide Puleio a Roma che parte il viaggio alla scoperta del rum -pairing con protagonisti alcuni dei distillati più esclusivi distribuiti da Rinaldi 1957. Un viaggio geografico e nella memoria che passa attraverso i piatti del ristorante Pulejo, così si chiama la nuova avventura romana dello chef già stellato, che tocca i porti dei Caraibi, quelli della Guyana, dove approdavano le navi della Marina inglese, le piantagioni di canna da zucchero della Colombia e, infine, le terre vulcaniche delle Filippine. A condurre le danze Walter Gosso, trade advocacy manager di Rinaldi 1957. Prima fermata in Guadalupa, con un Montebello Vieux 8 Anni Millesimé 2007, un agricole molto vegetale e aromatico, con la caratteristica nota di vaniglia data dalle botti ex Bourbon in cui riposa, che si sposa particolarmente bene con il “Peperone come manzo”, uno dei cavalli di battaglia di Puleio, che nasce da una lunga lavorazione del peperone, la cui forma e consistenza finisce per assimilarsi a quella di una tartare di manzo. A seguire il "Raviolo di pomodoro arrosto", battuta di manzo e crema di latte al midollo viene invece proposto in abbinamento con le note di caramello e vaniglia del Ron Centenario Gran Legado Réserve 12 Años, la cui ricetta è curata da una master distiller donna, Susana Masis. Qui siamo in Costarica, al cospetto di un rum invecchiato con metodo Solera (quindi un blend) sempre in botti ex Bourbon.

Si torna sulle spiagge caraibiche, in questo caso di Cuba, per accompagnare un altro piatto  cult di Davide Puleio: il risotto MI-RO, acronimo di Milano-Roma, che ripercorre il viaggio culinario dello chef romano, unendo due classici: il risotto allo zafferano e la coda alla vaccinara. Il Ron Santiago de Cuba 11 Anni accompagna il piatto con le sue note di fava tonka, che si sposano particolarmente bene visto che la tradizione romana vuole il cacao nella ricetta della coda alla vaccinara. Per il piatto più energico della serata, la Manzetta beneventana, prugne e lardo, ci vuole un rum battagliero come il Pusser’s 15 Anni, una limited edition definita il “single malt dei rum”. Sulla sua etichetta c’è un veliero della Royal Navy a ricordo dei tanti anni di onorato servizio di questa distilleria della Guyana inglese con la marina della Regina. Facile invece l’abbinamento del dolce, il Tiramisù in versione Davide Puleio, con il Coloma 8 Años, un rum colombiano dalle spiccate note di caffè (il finishing avviene nelle stesse botti in cui riposa il suo liquore di caffè, per il quale la distilleria è famosa). A chiudere la serata, oltre alla piccola pasticceria dello chef romano, che comprende la sua famosa madeleine, che Puleio ha eletto a simbolo della sua cucina del ricordo, un passaggio del cavallo di battaglia di Rinaldi 1957, il rum Don Papa. In questo caso, il Don Papa Baroko, punta di diamante della distilleria filippina.

Il packaging fa il successo: il caso di Pastiglie Leone

Pastiglie Leone
Pastiglie Leone
Materiale, design, usabilità: l'involucro può fare la differenza. Lo dimostra il caso di studio Pastiglie Leone, che ha fatto delle sue latte un simbolo

Quanto il packaging può condizionare il successo e le vendite di un'azienda? Che sia grande o piccola, industriale o artigianale, negli ultimi anni la “scatola” ha acquisito un posto sempre più importante sugli scaffali e nelle vetrine. Ne sono un esempio l'attento studio dei contenitori fatto da Olivieri 1882 e Luigi Biasetto. Un packaging iconico è anche quello delle Pastiglie Leone.

La storia dell'azienda

Dal 1857, la confetteria nata vicino Alba grazie alla maestria di Luigi Leone ha prodotto intense pastiglie servite solitamente a fine pasto. Aperta la prima bottega a Torino, serviva la casa reale dei Savoia (motivo per cui le confezioni possono vantare il suo vessillo) e Camillo Benso Conte di Cavour. Dopo il passaggio di mano nel 1934, Giselda Balla Monero guidò il brand con piglio deciso e innovazione. Sotto la guida di Guido Monero, è nata anche una divisione dedicata al cioccolato. Nel 2018 l’azienda è stata acquisita da Michela Petronio e Luca Barilla con l’obiettivo di sviluppare e valorizzare il marchio nel rispetto della tradizione. Ma le latte delle piccole pastiglie e caramelle sono ancora ovunque, riconoscibili sia nel formato che nelle grafiche. Abbiamo chiesto a Mario De Luca, Direttore Marketing del team di Pastiglie Leone, di definire l'importanza del packaging nella storia e nel futuro dell'azienda.

De Luca: «Riutilizzabile e da collezione, il valore della latta»

Che ruolo ha giocato il packaging nella storia di Pastiglie Leone?

Le scatolette e le lattine di pastiglie sono nate da un’intuizione geniale del fondatore Luigi Leone sul finire dell’Ottocento. Sin dagli inizi, il packaging delle Pastiglie Leone non ha assolto solo alla mera funzione di imballaggio, bensì è sempre stato uno degli asset fondamentali nel mix di prodotto. La lattina come confezione originale, ma al tempo stesso tradizionale, accresce il valore delle storiche pastiglie, rendendole più visibili e indubbiamente più desiderabili di altre caramelle. Uniche nel loro genere, le pastiglie si manifestano anche attraverso la confezione, che diventa elemento importante quanto il gusto per donare un momento di felicità palatale e estetica a chi le consuma.

Quale packaging nella storia della Leone ha avuto il maggior impatto sulla storia dell'azienda?

Quando le caramelle sono ancora un bene di lusso per pochi, Luigi Leone inventa piccoli bottoncini zuccherini per tutti: lancia sul mercato le prime scatole “da passeggio”. In questo modo, le pastiglie entrano nella borsetta delle dame e nel taschino dei gentiluomini, offrendo un piccolo capolavoro liberty da esibire in società. Le lattine nascono prima delle scatolette. Queste ultime sono pensate come ricarica delle lattine. Per questo affermiamo che Leone ha un packaging sostenibile e riciclabile dal 1857.

Pastiglie Leone
Pastiglie Leone

Quando progettate una nuova linea di confezioni, quali sono i criteri che guidano la scelta?

Se design significa “progettare” e indica un insieme concentrato di conoscenze, azioni, metodologie e strumenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo, per Leone questo scopo è regalare, attraverso i prodotti e le confezioni, un momento di pura felicità e una sensazione di dolcezza e benessere che coinvolge tutti i sensi: in primis gusto, sapore e appagamento estetico. Questi ultimi sono i pilastri fondanti del nostro brand che ci guidano in ogni creazione.

Leone sceglie anche di collaborare con artisti come Nathalie Lété: da dove nasce la volontà di ingaggiare artisti nella realizzazione del proprio packaging? Qual è il valore aggiunto?

Insieme al gusto delle pastiglie, la forza del design di Leone è quella di essere molto riconoscibile ma al tempo stesso, essendo un marchio premium, ci piace offrire delle alternative che aiutino a fidelizzare i consumatori affezionati e a selezionarne di nuovi proponendo di tanto in tanto delle “limited edition” inaspettate. Le “special edition” – come la collezione realizzata con Nathalie Lété – diventano così veri e propri eventi comunicativi utili per raccontare al meglio il brand, sempre in maniera nuova e creativa grazie a partnership con Designer o brand famosi che condividono con Leone gli stessi valori.

Pastiglie Leone
Pastiglie Leone

Come gestite la carenza di materie prime?

Indubbiamente sono mesi difficili, per gestire al meglio la scarsità di materie prime e soprattutto l’aumento dei costi è fondamentale pianificare al meglio a medio lungo termine la produzione.

Perché la latta ha ancora una forte attrazione sul consumatore?

Le confezioni in latta creano attrazione perché sono collezionabili – acquistano valore nel tempo – e sono riutilizzabili, pertanto, assolutamente in trend, in ottica di attenzione agli sprechi e salvaguardia del pianeta.

Imballaggi Alimentari: il packaging sostenibile per la rivoluzione green dei locali

Imballaggi alimentari_polpa di cellulosa
Alcune delle soluzioni di Imballaggi Alimentari in polpa di cellulosa
Ricchissima l'offerta dell'azienda di packaging funzionali e green, per l'asporto il delivery e il consumo sul posto che rendono il locale amico dell'ambiente

La conoscenza del mercato, il profondo know-how e l’esperienza acquisiti in molti anni di attività, la costante attenzione all'innovazione tecnologica, il sistema di customer service estremamente snello ed efficiente, che permette di fornire servizi rapidi, affidabili e completi. Sono molte i punti di forza che hanno fatto di Imballaggi Alimentari una delle maggiori realtà del food packaging. Ma a quelli già elencati si aggiunge un ulteriore elemento da sempre cruciale e distintivo dell’intera attività dell’azienda: l’attenzione all’ambiente.

 

Fin dai suoi albori Imballaggi Alimentari ha investito tempo e risorse nella produzione di imballaggi per alimenti, presentando diverse linee di prodotti che permettono di soddisfare le specifiche esigenze di ogni singola realtà del fuoricasa e di assicurare loro una risposta personalizzata, mirando al tempo stesso a un unico risultato finale: la riduzione dell’impatto ambientale. E per raggiungere questo obiettivo ha percorso tutte le diverse strade dell’ecosostenibilità.

Tutte le strade della sostenibilità

Una delle prime azioni per limitare l’impronta ecologica è il riciclo della plastica già presente, così da evitare l’esaurimento delle fonti fossili e non immettere nell’ambiente nuovi materiali vergini. Seguendo questo principio è nata Re-Maxigel, la prima termoscatola per gelato realizzata per il 63% da plastica post-consumo. Alla sua base c’è il riciclo chimico, un processo che rende riciclabili materiali che finora non potevano esserlo, creando così un’economia circolare. Nel caso specifico, il processo consiste nella conversione dei rifiuti plastici in olio di pirolisi, con il quale viene realizzato nuovo Eps, dal quale poi vengono create le nuove termoscatole. Re-Maxigel è quindi un prodotto totalmente sostenibile, come testimoniato dalla certificazione Remade in Italy, che unisce il rispetto per l’ambiente con il concetto del made in Italy.

Per incentivare e facilitare lo smaltimento degli imballaggi l’azienda propone le linee monomateriale. Si tratta di diverse gamme di prodotti per il settore horeca e beverage, quali bicchieri, coperchi, cannucce, portapanini ecc. realizzati in sola cellulosa proveniente da foreste controllate. L’impegno dell’azienda per il futuro è ridurre al minimo la percentuale di plastica presente nelle sue soluzioni. La gran parte dei prodotti sono già composti a prevalenza carta (C/PAP 81). Questa strada è già stata intrapresa in modo deciso con la gamma Only paper (leggi Only paper, l’alternativa green ai bicchieri in carta tradizionali) realizzata interamente in cellulosa (PAP 22).

Anche i prodotti biodegradabili e compostabili sono un’ottima soluzione per ridurre l’impatto ambientale, e anche in questo caso l’offerta di Imballaggi Alimentari è molto ricca. La gamma comprende soluzioni in polpa di cellulosa, materiale completamente naturale e resistente ad alte temperature, come piatti e contenitori. A complemento di essi nella gamma sono presenti le posate e le cannucce in Pla, un polimero prodotto da risorse rinnovabili come l’amido di mais.

Inoltre, tutti i prodotti biodegradabili e compostabili, ideali per il delivery e il take away, possono essere gettati nell’organico perché certificati Ok Compost dall’ente TUV Austria e Din Certco.

Imballaggi Alimentari, in continua crescita, ha avuto un exploit negli ultimi anni, dovuto a uno sviluppo sempre maggiore dei prodotti da asporto. Garantire un prodotto di alta qualità e rispettoso dell’ambiente è l’obiettivo dell’azienda, sempre alla ricerca di nuovi standard e certificazioni per migliorare il servizio al cliente.

Ultimi giorni per iscriversi alla tappa milanese della Elephant Friendly Competition

Elephant Friendly Competition Milano
Iscrizioni aperte fino all'8 luglio per la seconda gara della cocktail competition di Elephant Gin, in programma presso Lacerba di Milano il prossimo 11 luglio

Nuova tappa per la Elephant Friendly Competition, il cocktail contest itinerante firmato Elephant Gin, il distillato superpremium distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi. Dopo la prima gara svoltasi a Roma, che ha visto la vittoria di Roberto Maiuri, head bartender di The Barbershop Speakeasy (leggi Roberto Maiuri vince la prima gara della Elephant Friendly Competition) il concorso procede il suo tour, approdando a Milano l'11 luglio per una nuova sfida all’insegna di originali creazioni a base del gin ispirato alla magica terra d’Africa.

Per partecipare alla gara milanese, che si svolgerà presso Lacerba, è possibile iscriversi fino all’8 luglio al link https://contest.compagniadeicaraibi.com/Elephantgin inviando la propria ricetta di drink che contenga almeno 40 ml di una delle quattro referenze Elephant Gin: Elephant London Dry, Elephant Sloe Gin, Elephant Strength ed Elephant Orange Cocoa. La ricetta può contenere fino a un massimo di 4 ingredienti, decorazione esclusa (sul sito del contest il regolamento completo).

Creatività e intuito

Le ricette iscritte alla tappa saranno valutate da una giuria che sceglierà le migliori 15, con i loro autori che si sfideranno nella gara dal vivo. Questa si svolge in due fasi. Nella prima realizzeranno e presenteranno alla giuria di gara la loro ricetta, avendo a disposizione 7 minuti di tempo per preparare due versioni identiche del loro drink. Da questa prova verranno selezionati tre bartender che si confronteranno nella sfida finale: il Mistery drink. Il bar manager del locale ospite proporrà in assaggio ai tre finalisti un cocktail preparato con una referenza Elephant Gin. I concorrenti dovranno scoprire di quale referenza si tratta e gli altri ingredienti utilizzati e poi ricreare il drink misterioso con gli ingredienti a disposizione presso la postazione di lavoro.

Il premio per il primo classificato di ogni tappa è un viaggio a Berlino per partecipare al Bar Convent Berlin e una bottiglia dell'edizione limitata Elephant Gin Wildlife Warrior Edition. Al secondo classificato va un voucher per una cena per due persone in un ristorante selezionato e un kit Elephant Gin, premio quest’ultimo che va anche al terzo classificato.

Dopo Milano la Elephant Friendly Competition proseguirà il suo viaggio per il suo ultimo appuntamento, che si terrà a Verona  il 19 settembre presso il Romeo Bistrot & Cocktail Bar.

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