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Martini: tutti i fornitori di mosto e vini sono ora certificati Equalitas

Martini _Equalitas
Tutte le cantine che forniscono mosto per l'Asti Spumante e i vini per i vermouth e gli aperitivi Martini hanno ottenuto la certificazione per la produzione sostenibile

Un grande traguardo nel campo della sostenibilità è stato raggiunto da Martini. Tutte le cantine che forniscono il mosto per la produzione dell’Asti Spumante e i vini per la produzione dei vermouth e degli aperitivi alcolici e analcolici, hanno ottenuto la certificazione di Equalitas.

È questo lo standard di sostenibilità più completo nella produzione di vino italiano. La certificazione Equalitas abbraccia infatti tutti e tre i pilastri della sostenibilità: quello ambientale, etico ed economico, prendendo in considerazione ogni passaggio, dall'impronta di carbonio di un'azienda vinicola e il suo consumo di acqua fino alle condizioni commerciali eque per gli agricoltori e le buone pratiche sociali, tra le quali formazione e modelli di welfare

Dunque il 100% di mosti e vini alla base di un gran numero di specialità firmate dal brand, come l’Asti Martini, Martini vermouth e aperitivi, tra i quali Fiero e i nuovi Martini Floreale e Vibrante Analcolici, provengono da cantine certificate secondo il più importante standard in Italia in ambito enologico.

Un risultato che viene da lontano

Un risultato importante che costituisce un’altra tappa di avvicinamento verso l’ambizioso obiettivo fissato da Gruppo Bacardi, del quale il marchio è parte: approvvigionarsi della totalità degli ingredienti chiave presso fornitori certificati in modo sostenibile entro il 2025. Un traguardo già raggiunto per le dieci botaniche di Bombay Sapphire e la canna da zucchero del rum Bacardí (leggi La sostenibilità secondo Bombay Sapphire)

Un risultato quello raggiunto da Martini frutto di anni di lavoro e che sottolinea l’attenzione e la cura che la casa di Pessione dedica all’ambiente, ai fornitori e alle loro comunità e della visione pionieristica con la quale ha da sempre approcciato il tema della sostenibilità. Un impegno che viene da molto lontano. Era il 1987 quando l’azienda ha istituito L'Osservatorio Martini, un centro dedicato alle pratiche sostenibili. Situato nel cuore del Piemonte e guidato da un agronomo locale esperto nella coltivazione dei vigneti, L'Osservatorio ha introdotto diverse pratiche a basso impatto ambientale: dalla consulenza sui metodi naturali per gestire i parassiti fino alla viticoltura integrata, tutto con un occhio sempre attento all'equilibrio di ciò che viene coltivato negli specifici microclimi della zona.

Largo al fresco con le ricette firmate Nescafé

Frappé al Cappuccino
Frappé al Cappuccino
Preparazioni facili da realizzare che permettono al locale di differenziarsi, con tentazioni golose per pause o take away rinfrescanti e gustosi

In questa estate all’insegna del caldo, nuove idee per bevande gustose in grado di dare più appeal al caffè, sono le benvenute. Come già lo scorso anno, Nescafé propone ai baristi nuove ricette che si caratterizzano per freschezza, originalità e sapore: si tratta di preparazioni facili da realizzare, che permettono al locale di differenzarsi con tentazioni golose per pause o take away di gusto e di piacere. Le coordinate di altre preparazioni sono disponibili sul sito a questo link. Passiamo dunque in rassegna alcune delle preparazioni proposte.

Caffè meringato ghiaccio è una tentazione per una pausa golosa: portare a ebollizione 150 ml di acqua e lo zucchero semolato per preparare lo sciroppo per la meringa. Iniziare a montare gli albumi aggiungendo a filo, una volta pronto lo sciroppo. Montare fino a quando il composto non sarà freddo e ben spumoso. Mescolare 2 cucchiaini di Nescafé Classic, 1 cucchiaio di acqua calda, 175ml di acqua fredda e 6 cubetti di ghiaccio per preparare Nescafé freddo, da versare nel bicchiere, sormontato dalla meringa.

Smoothie energetico al ginseng richiede l’utilizzo di una banana congelata a fettine, da preparare il giorno prima: versarla in un frullatore con 10 mirtilli, 2 bustine di Nescafé Gold Ginseng da zuccherare e l’acqua. Frullare fino a ottenere uno smoothie vellutato.

Bubble coffee al ginseng: cuocere 4 cucchiai (40 gr) di perle di tapioca e lasciarle a raffreddare in una ciotola con acqua fredda. Trasferire la tapioca in due bicchieri alti vuoti. Sciogliere in uno shaker due bustine di Nescafé Gold Ginseng con dell'acqua calda non bollente, aggiungendo poi 300 ml di latte (vaccino o bevanda vegetale a piacere), 2 cucchiai latte condensato, 1 pizzico cannella e ghiaccio; shakerare bene il tutto. Versare nei bicchieri.

Frappé al cappuccino: unire nel boccale del frullatore 2 cucchiaini di Nescafé Gold Cappuccino da Zuccherare con il latte, i cubetti di ghiaccio, lo zucchero e l’estratto di vaniglia. Frullare e trasferire la miscela in un bicchiere di vetro. Una proposta ideale per rinfrescarsi.

Un gusto sempre gradito alla clientela è quello di un fresco Espresso Shaken: versare 2 cucchiaini di Nescafé Classic e acqua calda non bollente in uno shaker, mescolando bene; aggiungere lo zucchero e mescolare di nuovo con un cucchiaio. Aggiungere 2 cubetti di ghiaccio e shakerare vigorosamente per 30 secondi. Versare in un bicchiere di vetro con 4 cubetti di ghiaccio, in cui avrà una parte importante e gradita la miscela schiumosa che si sarà formata nello shaker.

Il sorbetto si rinnova e diventa multitasking

sorbetto
Sorbetto (credits: Tonitto 1939)
Da intermezzo tra primo e secondo, oggi sfida gli abbinamenti con carpaccio di tonno, hamburger e Moscato

Da sempre deputato alla funzione di palate cleanser, il sorbetto è anche la portata più attesa di pranzi e cene estive. In più, concepito nella sua versione "a portar via", è uno dei prodotti rinfrescanti che d'estate hanno un buon successo. La sua capacità di incontrare i gusti di una platea molto ambia hanno convinto gli chef di Tonitto 1939 a trasformare questo prodotto in un sorbetto multitasking. Ecco alcuni consigli e abbinamenti su come far gustare al meglio questo semplice, ma versatile alimento.

Frutta al centro

Tonitto 1939, aziedna genovese che produce e distribuisce gelato in più di 20 Paesi, leader in Italia per la produzione del sorbetto, ha realizzato un prodotto che richiama il gusto ricco e naturale della frutta, selezionando i migliori “cultivar” del mondo, dal limone "primo fiore al mandarino tardivo di ciaculli. Utilizzando le basi classiche di sorbetto, come limone, lime e fragola, si è andati a studiare nuove soluzioni, arricchendo il tutto con della polpa di frutta fresca oppure con un estratto di erbe aromatiche, esaltando le note sensoriali degli ingredienti attraverso l’aggiunta di gocce di tabasco oppure di vodka o il classico prosecco, realizzando una soluzione rinfrescante e leggermente alcolica.

Sorbetto (credits: Tonitto 1939)
Sorbetto (credits: Tonitto 1939)

Usi non convenzionali

Ma il sorbetto non è solo intermezzo o fine pasto. Gli chef di Tonitto 1939 hanno pensato ad alcuni abbinamenti insoliti. Usando la versione limone, lime, lime e zenzero, lampone, il sorbetto viene usato come ingrediente di base per la marinatura di carpacci di pesce o crostacei. In versione mantecata a granita può essere impiegata in abbinamento con tartare di gamberi o carpacci di spada o tonno. Nella versione mango&passion, va ad affiancare un hamburger di manzo alla griglia.

Il sorbetto e il vino

Assecondando la sua funzione tradizionale, il sorbetto agli agrumi, all'arancia rossa&zenzero, al mandarino o al lime, può accompagnare un vino spumante o un moscato. Da Tonitto 1939 viene proposto un abbinamento con il Recioto di Valpolicella o con un Moscato di Pantelleria.

Gusto e benessere nella linea di pesti al tonno Rio Mare

pesti al tonno Rio Mare
Disponibili in tre varianti, i pesti al tonno del brand di prodotti ittici hanno un alto contenuto di pesce e sono ideali per completare un'infinità di preparazioni per la pausa pranzo e l'aperitivo

È stata studiata per unire gusto e benessere la novità firmata Rio Mare: una linea di pesti al tonno. Una gamma con la quale il marchio di conserve ittiche della Business Unit Food di Bolton Group mette a disposizione degli operatori dei locali un alimento sano, nutriente e tra i preferiti degli italiani in tre originali ricette, tante sono infatti le nuove referenze, buone per le più diverse preparazioni: Tonno Olive Nere & Peperoncino, Tonno Pistacchi & Limone e Tonno Mandorle & Pecorino.

Tutte e tre le referenze di Pesti Rio Mare di caratterizzano per il sapore unico e la consistenza rustica e sono ricche di tonno di prima qualità (20% in ciascuna confezione), pescato in modo sostenibile, come testimonia la certificazione Msc (Marine stewardship council) e lavorato con tutta l’esperienza di Rio Mare. Al prelibato pesce si aggiungono ingredienti selezionati e olio di oliva di alta qualità, senza alcun uso di conservati.

Tre ricette versatili

Più nel dettaglio, il Pesto Tonno Olive Nere & Peperoncino è fatto con una base di tonno di prima qualità, insaporita da olive nere e da una sfumatura piccante di peperoncino. Una combinazione di ingredienti che rendono il pesto deciso e perfettamente equilibrato. In Tonno Pistacchi & Limone, invece alla base di tonno di prima scelta si abbina il delicato sapore dei pistacchi e una leggera nota del limone, per un connubio di gusto e freschezza dedicato ai palati più raffinati. In Tonno Mandorle & Pecorino, infine, il sapore del tonno è arricchito dal delicato gusto delle mandorle e dal pecorino salato: un abbinamento che rende appetitose anche le preparazioni più semplici.

Disponibili in vasetto di vetro da 130 g, i pesti al tonno Rio Mare si caratterizzano anche per la loro estrema versatilità. Ideali per condire la pasta, lo sono altrettanto per completare panini, tramezzini, da usare come condimento per insalate, o ancora da spalmare su bruschette, pane, crostini e tante altre preparazioni per la pausa pranzo e l’aperitivo. Un esempio di una preparazione tanto gustosa quanto facile e veloce da preparare è una bruschetta con formaggio filante e Pesto al Tonno, Pistacchi e Limone. Per farla basta strofinare un po’ di aglio su una fetta di pane leggermente abbrustolita, sulla quale si adagia sopra un bocconcino di mozzarella tagliato a pezzetti e formaggio Emmenthal grattugiato, e mettere in forno per fare sciogliere il formaggio. A questo punto si completa guarnendo con il Pesto al Tonno, Pistacchi e Limone e un ciuffetto di timo.

Gin Tonica Zero, il nuovo aperitivo a zero alcol di Fonte Margherita

Fonte Margherita Aperitivi zero
Ispirato all'iconico long drink, il nuovo arrivato arricchisce la linea di aperitivi analcolici del Gruppo veneto che guardano alle nuove tendenze del bere bene e responsabile

New entry nella linea di bevande di Fonte Margherita. La nuova arrivata è Gin Tonica Zero che nello specifico va ad arricchire la gamma di aperitivi analcolici del Gruppo vicentino, inaugurata nell’autunno 2020 con il lancio di Spritz Zero (leggi Spritz Zero, il nuovo aperitivo analcolico di Fonte Margherita).

Anche in questo caso l’azienda ha puntato su un’icona della miscelazione, il Gin&Tonic, proponendola in una versione analcolica e ready to drink.

Come Spritz Zero anche Gin Tonica Zero nasce per promuovere forme di socialità responsabile, come da mission del Gruppo, ovvero la possibilità di divertirsi e di socializzare bevendo bene, ma a zero alcol.

Non a caso Gin Tonica Zero è realizzata solo con ingredienti naturali e di qualità, senza coloranti e conservanti. La sua base è l’acqua Fonte Margherita, l’oligominerale che proviene da un contesto montuoso, quello delle incontaminate Piccole Dolomiti, nello specifico attinta dalla sorgente Camonda, dalla quale sgorga pura e con un basso contenuto di sodio.

Dal gusto fresco, dissetante e bilanciato, con le note amare del ginepro, Gin Tonica Zero coglie in pieno la domanda del fuoricasa di prodotti nuovi e distintivi, con una proposta perfetta per l’aperitivo, ma ottima da gustare anche in altri momenti della giornata.

È proposta in bottiglia di vetro da 27,5 cl, caratterizzata da un design elegante, che rimandano ai tempi passati così come le etichette, sempre in stile vintage rivisitato in chiave contemporanea grazie alla collaborazione con la designer Francesca Chiani.

Pronto da bere, il nuovo aperitivo può essere valorizzato al massimo servendolo in bicchiere Collins riempito a metà di ghiaccio, completando con una fettina di limone italiano.

Debutta Iuppi, il gelato a base vegetale creato da una startup pugliese

Iuppi gelato per tutti
Iuppi gelato per tutti (credits: Stefania Leo)
Nato grazie al lavoro di ricerca di ingegneri e biologi, questo gelato a base legumi vedrà esordire 14 gusti nel primo punto vendita dedicato, a Polignano a Mare

Artigianale, inclusivo, sano e sostenibile: questo è Iuppi, il gelato creato dalla startup pugliese Celery partendo da una base vegetale fermentata di legumi e cereali. Dopo il lancio fatto al BaLab dell'Università degli Studi di Bari, il brand si prepara ad aprire i battenti del primo punto vendita dedicato a Polignano a Mare (Ba).

Un processo innovativo

Iuppi è il risultato di due anni di studi ed esperimenti fatti da Celery. La startup nata alla fine del 2019 a Polignano a Mare, è attiva nel campo della nutrizione e specializzata nello sviluppo di soluzioni alimentari avanzate e innovative. Domenico Centrone, dottore di ricerca in Ingegneria, e Vito Emanuele Carofiglio, dottore di ricerca in Biologia, hanno scelto di investire in questo ambizioso esperimento. Con il supporto del Prof. Carlo Giuseppe Rizzello, Ordinario di Microbiologia degli Alimenti presso l’Università La Sapienza di Roma, hanno brevettato un processo innovativo di fermentazione di matrici vegetali.

Iuppi il gelato davvero per tutti
Vito Emanuele Carofiglio e Domenico Centrone (Credits: Stefania Leo)
In questo modo, sono oggi in grado di generare una bevanda fermentata, gluten, soy, milk e lactose free, senza zuccheri e grassi, idonea in più formati (liquido, polvere, cremoso) e per svariate declinazioni. In più, queste bevande sono prive degli elementi anti-nutrizionali che rendono i legumi indigesti e difficili da lavorare.

Il debutto di Iuppi

Grazie al supporto della maestra gelatiera Taila Semerano di Ostuni, è nato Iuppi, un gelato a base vegetale, in grado di garantire un'esperienza di piacere gustativo a tutti. Infatti, questo gelato è adatto a chi segue un'alimentazione vegana, è senza glutine e lattosio, non contiene sostanze Ogm, grassi idrogenati, coloranti, conservanti e aromi artificiali.

Iuppi il gelato davvero per tutti (Credits: Stefania Leo)
Taila Semerano e il Sorbetto al Mango (Credits: Stefania Leo)
Tutti i 14 gusti pensati per creare il banco di Iuppi sono dedicati a chi segue un alimentazione ad alto contenuto proteico. Infatti, si tratta di un alimento dall'elevato valore biologico simile al latte e alla presenza di tutti gli amminoacidi essenziali. Sono presenti anche fermenti lattici vivi ad elevata digeribilità. Infine, Iuppi è un gelato a basso impatto ambientale rispetto a quelli tradizionali realizzati con proteine di origine animali.

Strategia di espansione

All'assaggio, il prodotto non ha nulla da invidiare al gelato tradizionale. La consistenza e l'equilibrio con le parti grasse rendono la degustazione di cioccolato, nocciola e pistacchio molto piacevole. Il basso tenore zuccherino riesce a saziare senza spingere alla ricerca del bicchiere d'acqua. In più, il sapore del Sorbetto al Mango, realizzato con solo il 12% di zucchero aggiunto, è intenso e piacevole. Dopo aver sottoposto Iuppi a diversi focus group, ora il brand si prepara a debuttare con il suo primo punto vendita. Si troverà in via Martiri di Dogali 62, a Polignano a Mare (Ba). Sarà il primo di una lunga serie di aperture tutte pugliesi, prima di presentare il banco anche nelle principali città italiane.

Death’s Door, il gin bio americano novità del catalogo di Compagnia dei Caraibi

Death's Door Gin
Il portafoglio di spirit premium dell'azienda di Vidracco si arricchisce di questo American dry gin millesimato biologico, pionere dei craft gin made in Usa. La sua presentazione è accompagnata dalla drink list firmata da Filippo Sisti

Il 4 luglio è la festa nazionale degli Stati Uniti, che commemora l'adozione della Dichiarazione d'indipendenza, avvenuta il 4 luglio del 1776, delle tredici colonie americane dal regno di Gran Bretagna. Anche Compagnia dei Caraibi ha voluto celebrare l’importante ricorrenza, presentando la novità made in Usa appena entrata nel suo ricco portafoglio spirit premim, accompagnandola con una drink list ad hoc firmata dal mixologist Filippo Sisti. Si tratta di Death’s Door, un’American dry gin millesimato biologico (alc 47% in vol), pioniere nel mercato dei gin artigianali americani.

Prodotto dalla Death’s Door Spirits a Washington Island, in Wisconsin, questo gin viene realizzato solo con ingredienti locali e da filiera bio certificata. La sua ricetta è volutamente essenziale e conta tre sole botaniche, bacche di ginepro selvatiche, coriandolo e semi di finocchietto: una scelta fatta per valorizzare al massimo lo spirit di base. A queste si aggiungono mais, grano e orzo a conferire al gin un sentore di malto. Il tutto viene lavorato con la tecnica “one shot”, che prevede un’unica distillazione e una correzione, attraverso tagli successivi, del prodotto finale.

Perfetto per l'alta miscelazione

Di colore bianco trasparente, Death’s Door presenta al naso un bouquet di sentori di agrumi, malto, finocchietto e coriandolo, con sottili note balsamiche. Al palato è equilibrato, morbido, fresco e piacevole, con un finale nel quale emergono note aromatiche di lavanda e liquirizia.

Dalla forte identità americana, è perfetto per la miscelazione, sia nella rivisitazione di classici sia per nuove creazioni. Un saggio delle sue potenzialità è offerto dalle tre creazioni appositamente fatte realizzare da Compagnia dei Caraibi a Filippo Sisti per rendere omaggio a questo gin e suggerire qualche pratico spunto per cominciare a utilizzarlo in miscelazione: Peach&Sea, Ice Garden e Cherry Sour. Nel primo si unisce a succo di limone, sciroppo di zucchero, Rca Bianco e Peach Bitter. In Ice Garden sempre a succo di limone e a cordiale di lattuga e alloro. In Cherry Sour a succo di limone, Salvia&Limone, completando con due ciliegie come decorazione (in fondo all’articolo le ricette complete).

Altra curiosità del prodotto è il suo nome, e quello della distilleria, che sottolineano ancora una volta il profondo radicamento del prodotto nel suo territorio e agli Stati Uniti. Viene infatti dallo stretto passaggio marittimo tra la punta della penisola di Green Bay e Washington Island, chiamata la Porta della Morte, appunto Death’s Door, a rievocare storie di Indiani d’America e coloni alle prese con acque irrequiete e pericolose.

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Le ricette Death’s Door di Filippo Sisti

Peach&Sea

Peach&Sea_Death’s Door
Ingredienti:
5 cl Death’s Door, 2cl succo di limone, 1 cl sciroppo di zucchero, 2 cl Rca Bianco, Peach Bitter
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
coppa cocktail

Ice Garden

Ice Garden9
Ingredienti:
5 cl Death’s Door, 8 cl cordiale lattuga e alloro, 1 cl succo di limone
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
tunbler alto

Cherry Sour

Cherry Sour1
Ingredienti:
5 cl Death’s Door, 3cl limone, 2 cl Salvia&Limone
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
tunbler basso
Decorazione:
2 ciliegie

Bombay Sapphire London Dry Gin protagonista alla Como Lake Cocktail Week

Bombay Sapphire London Dry Gin Premier Cru Murcian Lemon
Tra gli eventi della terza edizione della Como Lake Cocktail Week (30 giugno-4 luglio), Bacardi/Martini ha presentato la ltd edition Bombay Sapphire London Dry Gin Murcian Lemon alla scenografica Terrazza Imperialino di Moltrasio-Como.

Nel corso della Como Lake Cocktail Week è stato presentata l'ultima referenza Bombay Sapphire London Dry Gin Murcian Lemon. Prodotta da Bacardi Ltd Group (distribuita in Italia da Martini & Rossi), la gamma Bombay Sapphire London Dry Gin conta ormai diverse varianti aromatiche (o limited edition) aggiunte alla versione classica (10 botaniche) come Sunset (con curcuma, cardamomo bianco indiano e mandarino spagnolo) e Bombay Bramble (con blackberry e raspberry).

Al banco bar della panoramica Terrazza Imperialino (Grand Hotel Imperiale Resort & Spadi Moltrasio-Co) sulle rive del Lago di Como, Gianluca Franchi (Bar Manager del Grand Hotel Imperiale di Moltrasio-Co) e Simone Carrozzo (Brand Ambassador Bacardi/Martini) hanno firmato l'apposita drink list The Lemon Garden.

Premier Cru Collins con Bombay Sapphire Premier Cru, zucchero, succo di limone, Maraschino, soda.

The Pleausure Garden con Bombay Sapphire Premier Cru, estratto fresco di lattuga, aceto di mele bio, zucchero alla camelia del Giardino Inperiale.

Cocktail The Pleasure Garden del Grand Hotel Imperiale di Moltrasio-Como

Bombay Sapphire Premier Cru & Tonic con Bombay Sapphire Premier Cru, Tonica agli Agrumi o Tonica Rovere Sanpellegrino.

Bombay Sapphire Premier Cru & Tonic
Bombay Sapphire Premier Cru Murcian Lemon and Tonic

Food pairing a cura di Fabio Volontè, chef del Ristorante Imperialino. Oltre a vari canapè,  Trout Roll con mini pan brioche farcito con trota salmonata affumicata, maionese allo zafferano, rucola wasabi e caviale di limone.

Creato nel 1761 da Thomas Dakin a Warrington (cittadina a metà strada tra Liverpool e Manchester), Bombay Sapphire London Dry Gin oggi viene prodotto nella nuova distilleria di Laverstock (Hampshire, a sud est di Londra) negli storici alambicchi Carter-Head rimessi a nuovo con un processo che permette di ottenere un classico London Dry Gin dalle secche note di ginepro. Per la versione limited edition Premier Cru Murcian Lemon (47% alc) vengono utilizzati anche agrumi della Murcia (regione a sud est della Spagna) dai limoni Fino ai mandarini e alle arance dolci Navel. Ne risulta un gin dai toni morbidi e dalle note dolci/amare. La ricetta italo-inglese è merito del Master of Botanicals Ivano Tonutti e dalla Master Distiller Anne Brock.

Tra i partecipanti all'evento, vogliamo citare il Brand Ambassador Bacardi Simone Carrozzo; la Brand Banager St.Germain/Bacardi Dea Bonetti; la Brand Manager Bombay/Bacardi Chiara Pedraglio; la fondatrice e promoter della Como Lake Cocktail Week Annalisa Testa; la responsabile marketing del Grand Hotel Imperiale Resort & Spa Rosalba Gagliardi.

L’unione di Lavazza con il tennis è vincente a Wimbledon

Lavazza a Wimbledon
A Londra il partner torinese festeggia undici anni di presenza e l’estensione della partnership fino al 2025; altre collaborazioni con il mondo dello sport

Prosegue fino al 10 di luglio il Torneo di Wimbledon, il più antico evento nello sport del tennis che ha riaperto dopo due anni, vedendo migliaia di appassionati accorrere e facendo registrare il tutto esaurito. Per l’undicesimo anno consecutivo, a dare la carica al pubblico torna Lavazza, sponsor ufficiale (lo sarà fino al 2025 grazie al rinnovo della partnership), che dal 2011 a oggi ha servito più di 8 milioni di caffè ai tifosi di tutto il mondo.

A The Queue, la lunghissima coda rituale per trovare un posto presso i diversi campi di gara, i baristi Lavazza offrono omaggio caffè alle migliaia di tifosi speranzosi di assicurarsi un posto sugli spalti. La Torrefazione torinese è poi presente negli 80 punti di ristoro interni.

Questo importante evento rappresenta per Lavazza l’occasione per presentare gli ultimi risultati che evidenziano il suo impegno nella sostenibilità:

gli stabilimenti del Gruppo in Regno Unito, Italia, Francia e Canada usano energia 100% rinnovabile;

il 65% del packaging Lavazza è ora riciclabile e il 95% dei rifiuti industriali viene recuperato;

sono 32 i progetti di sviluppo sostenibile avviati tramite la Fondazione Lavazza in 20 Paesi, con oltre 136mila beneficiari;

a compensazione delle emissioni che non è possibile ridurre sono state acquistate 830mila tonnellate di crediti di carbonio, mentre cinque delle linee di prodotto chiave del Gruppo sono già carbon neutral.

Al Torneo hanno debuttato le nuove tazzine riutilizzabili, nonché la Cookie Cup, innovativa tazzina commestibile, che permette di vivere un’esperienza gustosa e anti-spreco.

Chi non riesce a seguire le competizioni sul circuito può incontrare Lavazza presso il suo primo Flaghsip Store estero nel cuore di Londra, a due passi da Regent Street: vestito in versione verde e viola è Casa Wimbledon. Propone un’offerta speciale con ricettazioni come il Tiramisù alle fragole, che dona un’anima italiana al dessert tradizionale del Torneo, ovvero le fragole con la panna; per rinfrescarsi, invece, niente di meglio che il Nuvola Spritz, mentre per saziare l’appetito è disponibile il ricco menù gastronomico Wimbledon.

La passione della Torrefazione torinese con il tennis è sottolineata dal rinnovo della partnership fino al 2025 con Roland-Garros e US Open, inoltre è di nuovo Platinum Partner delle Nitto Atp Finals di casa a Torino. Le partnership si allargano inoltre all’ippodromo di Royal Ascot e alle formazioni calcistiche maschile e femminile dell’Arsenal, per estendere anche ad altri tifosi l’esperienza del caffè premium.

Guido Gobino: report di sostenibilità al sapore di cioccolato

Guido Gobino
Guido Gobino
Per il secondo anno consecutivo Guido Gobino mostra i traguardi raggiunti e gli obiettivi futuri.

Uguaglianza di genere, dignità del lavoro, consumo e produzione responsabile, attenzione e rispetto dei fornitori di materie prime, risparmio ed efficienza: sono questi i concetti chiave alla base del nuovo report di sostenibilità presentato dalla cioccolateria Guido Gobino. Segno che non solo le aziende, ma anche gli artigiani possono rendere pubblico, anche attraverso i numeri, il proprio impegno verso la sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Cosa c'è nel bilancio di sostenibilità

L'azienda, che ha cinquant'anni di storia alle spalle, ha sempre puntato sulla ricerca delle migliori materie prime. Nella seconda edizione di questo report ha definito un percorso chiaro per rendicontare e migliorare le prestazioni relative all’anno precedente. La Guido Gobino è partita dagli obiettivi prefissi nel primo bilancio, definendo i traguardi raggiunti, i lavori in corso e riorganizzando gli impegni per il futuro. Tutto nel segno della trasparenza dei dati. Il documento è stato adottato dall'azienda in modo volontario, per aderire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, parte dell’Agenda 2030 dell'Onu.

Sostenibilità ambientale, ma anche sociale

Proprio come accade nelle grandi aziende, la Guido Gobino ha deciso di focalizzare la sua attenzione alla sostenibilità ambientale, ma anche sociale. Per questo, sono stati analizzati il rapporto diretto con i fornitori, le collaborazioni decennali coi produttori Piemontesi delle nocciole, la ricerca di progetti a lungo termine con i coltivatori del cacao, l’attenzione particolare per i collaboratori. Tutte queste relazioni si basano su rispetto, fiducia e affidabilità. L'ingresso di Pietro Gobino nell'azienda ha spinto l'acceleratore sulla nascita del team di sostenibilità.

Alcuni dati del report sostenibilità

Il bilancio di sostenibilità ha messo in evidenza gli effetti positivi di alcune scelte operate da Guido Gobino negli anni trascorso. Ad esempio, la scelta degli ingredienti rappresenta da sempre il primo passo per la produzione di un cioccolato di qualità attraverso la gestione della catena di fornitura. L’azienda predilige una filiera controllata e di prossimità, per l’88,5% di provenienza italiana. In merito alle emissioni sono stati quantificati i gas clima-alteranti prodotti nel 2021, per un totale di 2218,8 tonnellate di CO₂ equivalente mentre dal sistema di monitoraggio energetico emerge che, ad esempio, il 98% dell'energia acquistata è green. Circa i materiali utilizzati, il 66% del packaging è composto da carta (di cui il 96% certificata FSC), il 10% da vetro e il 9% da plastica. Nel 2021 sono state impiegate 1,7 tonnellate di carta Tree Free, proveniente da colture rinnovabili quali cotone e bambù, sempre certificate FSC. Il capitale umano è costituito per il 94% da dipendenti assunti a tempo indeterminato e il 68,5% è rappresentato da donne (+6% rispetto all’anno precedente).

Gli obiettivi futuri di Guido Gobino

Il report di sostenibilità elenca anche gli obiettivi futuri che l'azienda si è prefissata. Si va dalla volontà di acquistare cacao e derivati 100% tracciabili all'impegno nel ridurre e neutralizzare le principali fonti di emissione. Inoltre, si punta a identificare un canale per la rivalorizzazione dei rifiuti, oltre al riciclo post consumo: oggi le bucce delle fave di cacao vengono ritirate e utilizzate da un’azienda agricola esterna che le impiega in agricoltura. Inoltre, l'impresa si è impegnata a progettare il recupero di vapore acqueo in esubero attualmente disperso in atmosfera e ad aumentare la percentuale di fornitori che presentano riferimenti a tematiche Environmental, Social and Governance (ESG). Infine, sono previste ulteriori ore di formazione sulla sostenibilità per i dipendenti, nonché l'utilizzo di materiali sempre più rispettosi dell’ambiente, tra cui più plastica riciclata e più carta Tree Free. In più, si sta valutando l’installazione di pannelli fotovoltaici anche per la produzione di energia elettrica e il potenziamento della mobilità interna, incentivando i dipendenti a utilizzare mezzi di trasporto sostenibili. «Questo documento rappresenta il risultato di ciò che siamo oggi e gli obiettivi a cui aspiriamo ma è soprattutto uno strumento per la valutazione del nostro operato in termini di sostenibilità e che continueremo a redigere nei prossimi anni – afferma Guido Gobino e prosegue – Abbiamo voluto migliorare la rendicontazione e l’analisi delle nostre performance sostenibili ridefinendo i nostri impegni futuri. Mi piace pensare di lavorare per realizzare i sogni delle generazioni passate senza pregiudicare quelli delle generazioni future».

Lags Battle Special Edition, cento sfide in vista di Abu Dhabi

Figura livello oro firmata da Emanuela Fensore
Figura livello oro firmata da Emanuela Fensore
Si è svolta la tappa di selezione nazionale che ha designato i quattro finalisti che concorreranno alla competizione mondiale negli Emirati Arabi Uniti

The Heros Arena non aveva mai visto accorrere così tanti guerrieri pronti a sfidarsi per meritare il primato della categoria. Sono stati infatti 43 i baristi che con oltre cento sfide si sono confrontati presso la torrefazione Agust di Brescia per contendersi il primato dei livelli verde, rosso, nero e oro del sistema Latte Art Grading System nella tappa di selezione nazionale.

La lunga maratona ha preso il via alle 8 del mattino per concludersi dopo le 19 e decretare i vincitori che andranno a rappresentare l’Italia al mondiale WLAGS di Abu Dhabi il 6, 7 e 8 dicembre in occasione del Sial Middle East, ospiti del Chapter Lags Certification Point dei Paesi del Golfo, Brewer Academy, sponsor del premio:

Gold Jug: Manuela Fensore

Black Jug: Michele Hu

Red Jug: Carmela Maresca 

Green Jug: Ivan De Rosa.

Gli otto giudici hanno operato senza sosta con professionalità e grande attenzione, mostrandosi in ogni momento disponibili per chiarire dubbi, dare spiegazioni soprattutto in chiusura delle competizioni più accese, quando sono veramente particolari minimi a decretare un successo o una sconfitta: Simone Cattani, Maurizio Boi, Andrea Villa, Alessandro Lanteri, Aziz Qaissouni, Nicola Manzo, Massimiliano Crispino, Manuel Verdini. A loro è spettato il compito di applicare la nuova Symmetry Grading Wheel 3.0, perfezionata e migliorata con l’aggiunta della simmetria zero del livello oro.

La Battle si è svolta a eliminazione diretta e per ogni livello ha visto competere i concorrenti in una sfida che ha compreso al massimo la realizzazione di 5 tazze, in cui lo sfidante ha dato il via alla gara dichiarando un decoro della sua categoria e la misura della tazza (espresso, cappuccino o big cup) in cui eseguirla. Una volta realizzato, i concorrenti lo hanno posizionato davanti al giudice che ha dato il punto alla migliore esecuzione. Quindi lo sfidato ha rilanciato un altro decoro e così via, al meglio dei tre.

Nel primo pomeriggio, tutti gli occhi e gli smartphone sono stati puntati sulle campionesse del mondo di latte art Carmen Clemente, “incoronata” lo scorso 25 giugno ed Emanuela Fensore, vincitrice nel 2019: una competizione accesa, vinta dalla seconda.

Al di là dell’ovvio spirito di competizione che si è respirato nel corso di ogni confronto, soprattutto con l’arrivo delle semifinali e delle finali, i concorrenti si sono sempre mostrati aperti e collaborativi, a sottolineare lo spirito di una competizione nata con l’intento di innalzare il livello della qualità in caffetteria e di stimolare l’attenzione sulla componente anche estetica del cappuccino, alla cui base ci deve sempre essere un espresso di qualità.

Ha seguito con attenzione i concorrenti Luigi Lupi e coordinato l’evento Luca Ramoni, ideatore del Latte Art Grading System e delle battle, registrando con soddisfazione un alto grado di partecipazione a una competizione che richiede passione e impegno, caratteristiche per le quali sono entrambi ottimi maestri. L’evento è stato supportato da Rancilio Group con le macchine espresso Rancilio Classe 20 e macinacaffè Cryio Evo 65 Od insieme ai main sponsor Metallurgica Motta, Centrale del Latte di Brescia, pulyCaff, Ipa Porcellane, Toschi e Clean Express.

World Chocolate Masters: svelati i nomi dei capi giuria

La finale mondiale si disputerà dal 29 al 31 ottobre al Salon du Chocolat a Parigi. A capo della giuria del World Chocolate Master ci saranno Amaury Guichon, Kirsten Tibballs, Yusuke Matsushita e Sachi Takagi

L'organizzazione del World Chocolate Masters ha annunciato i giurati che decreteranno il vincitore della competizione durante la World Final 2022. Si tratta di Amaury Guichon (Usa), Kirsten Tibballs (Australia) e il duo di chef giapponesi Yusuke Matsushita e Sachi Takagi. In attesa di vedere come se la caverà Anna Gerasi, trionfatrice della finale italiana, saranno loro a scegliere il vincitore mondiale del titolo World Chocolate Master. La finale è in programma al Salon du Chocolat dal 29 al 31 ottobre.

Chi è Amaury Guichon

A capo della giuria ci sarà Amaury Guichon, host della Netflix's School of Chocolate. Con circa 9 milioni di follower su Instagram, Guichon è probabilmente il più famoso maitre chocolatier del pianeta. Tra i suoi tratti caratteristici c'è la capacità di creare trompe l'oeil di oggetti fisici ed elementi figurativi di cioccolato. Ma anche la sua interpretazione della pasticceria francese è ampiamente ammirata. Amaury è il capo chef e co-fondatore della Pastry Academy di Las Vegas (USA). Dopo 17 anni trascorsi a coltivare la sua passione a livello professionale, ora condivide le sue conoscenze con il mondo e trasmette le sue abilità anche attraverso i social. Il World Chocolate Masters lo ha posto a capo della giuria per i suoi valori: apertura al mondo, trasparenza, neutralità e rispetto per ogni singolo finalista. Il suo ruolo durante la finale mondiale consisterà nell'allenare la giuria – in rappresentanza dei 18 paesi partecipanti – vigilando sul giudizio imparziale, neutrale e trasparente di tutti i finalisti. Come da tradizione, non potrà votare o assegnare alcun punteggio, comportandosi da arbitro della competizione.

Chi è Kirsten Tibballs

Kirsten Tibballs è la responsabile della giuria per il gusto. La pastry chef e celebrity televisiva australiana ha alle spalle molti anni di esperienza nella Savour School e il suo talento nella comprensione dell'essenza di una creazione di pasticceria le sono valse questo incarico. Il suo ruolo sarà quello di coordinare i giudizi dei 18 giurati dopo la degustazione. Con le sue creazioni Tibballs ha lasciato un segno importante nel settore. Apparsa a MasterChef Australia in più occasioni, è anche una delle più famose pastry chef su Instagram. È anche conosciuta come la Regina del Cioccolato.

Chi sono Yusuke Matsushita e Sachi Takagi

Yusuke Matsushita e Sachi Takagi affiancheranno Guichon e Tibbals come capi giuria, concentrandosi sull'aspetto artistico delle creazioni dei finalisti. Il loro compito sarà quello di vigilare sul giudizio di tutti gli altri membri, soprattutto quando si andrà a toccare la creatività e il design delle produzioni. L'organizzazione ha caldeggiato i nomi dei due chef giapponesi per questo ruolo perché estremamente dotati nel processo di creazione di forme uniche e possessori di un proprio linguaggio visivo. Lo si può vedere ad esempio nei prodotti che creano per RAU, la loro pasticceria a Kyoto, in Giappone. Molto attenti ai dettagli e costanti nel portare l'arte in pasticceria e confetteria, Matsushita e Takagi chiudono il team dei giurati.

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