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Baritalia Lab a Pescara: candida le tue ricette

La quarta tappa di Baritalia 2022 va in scena a Pescara lunedì 26 settembre al Tonga Club&Restaurant. Scopri i prodotti del paniere e candida la tua ricetta entro domenica 11 settembre

Il viaggio di Baritalia alla scoperta delle piazze italiane della miscelazione arriva per la prima volta in Abruzzo! La quarta tappa di Baritalia 2022 si svolgerà a Pescara lunedì 26 settembre (mentre la quinta sarà a Bologna lunedì 17 ottobre).

Baritalia si terrà al Tonga Club&Restaurant (Viale della Riviera 38) e si avvarrà della collaborazione del Mila Cocktail Bar.

Con Pescara prosegue la corsa verso la finalissima a Monte Carlo il 14 novembre: saranno ben 12 i posti in palio per la finale (scopri qui tutte le date di Baritalia 2022).

Il tema di quest'anno è la sostenibilità, riassunta nello slogan "A drink for the planet".

Ogni concorrente dovrà elaborare un cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi:
- riduzione degli sprechi;
- stagionalità;
- territorialità, intesa come luogo di appartenenza del prodotto sponsor o luogo di provenienza del candidato;
- sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile tra quelli promossi dalle associazioni riconosciute dal ministero per la Transizione Ecologica (scopri qui l’elenco).

Il meccanismo è quello collaudato delle ultime edizioni: scegli il prodotto base di una delle aziende sponsor (quello per cui ti giocherai la finale di Monte Carlo), seleziona i prodotti del paniere che hai scelto di utilizzare e il tipo di ghiaccio e inviaci la tua ricetta (ne puoi mandare fino a 5, ma non più di una per ogni prodotto sponsor).

Tieni a mente queste due regole chiave:

  1. La ricetta dovrà necessariamente contenere il prodotto sponsor
  2. Non si potranno utilizzare spirit/bevande di brand diversi da quelli presenti nel paniere, salvo il caso in cui nel paniere non ci sia lo spirit che si vuole utilizzare.
    Così, se la ricetta prevede gin e c'è almeno un gin presente nel paniere, andrà utilizzato quello. Se sono presenti più gin, si potrà scegliere tra quelli presenti.
    Se la ricetta prevede un mezcal e nel paniere non è presente nessun mezcal, si potrà scegliere liberamente la marca preferita.

Potrai ripetere la tua candidatura per tutte le tappe che desideri. Solo i vincitori di tappa non verranno selezionati per le tappe successive, in quanto già in possesso del pass per la finalissima di Monte Carlo.

LEGGI IL REGOLAMENTO COMPLETO

Compila il form per candidare la tua ricetta

Per candidarti alla tappa di Pescara di Baritalia Lab ti basterà compilare il form qui in basso: seleziona il prodotto sponsor con il quale partecipare, scegli almeno un altro prodotto dal paniere delle aziende sponsor (vedi l'elenco completo qui sotto) e inviarci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match.

La sfida di Baritalia Lab a Pescara è riservata a chi come te è un bartender professionista (anche free lance) e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta, verrai avvisato dalla redazione di Bargionale e sarai convocato per la tappa di Pescara.
In giuria troverai un ambassador per ognuna delle aziende partner, cui si affiancheranno giudici d'onore selezionati fra i maggiori esperti di mixology dell'Abruzzo.

MANDA LA TUA RICETTA PER LA TAPPA DI PESCARA

I prodotti-base di Baritalia Lab a Pescara (ad oggi)

  • Amaro Vecchio Amaro del Capo Red Hot (Caffo)
  • Aperitivo Fiori di Sambuco (Gamondi)
  • Bitter Campari (Campari Academy)
  • Grappa Nonino Monovitigno Lo Chardonnay invecchiato 12 mesi in  barriques (Nonino)
  • Rum Dead's Man Finger (Compagnia dei Caraibi)
  • Rum Mount Gay Black barrel (Molinari)
  • Sciroppi Syrup: Caramel, Ederflower, Grenadine, Green Mint, Hazelnut, Vanilla (DouMix?)
  • Soft drink Lurisia Mixer: Ginger Beer, Gazzosa Amara, Acqua Tonica con Ireos Toscano, Acqua Tonica con una nota di Vermouth, Bitter Lemon (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Soft drink Organics by Red Bull: Tonic water, Lemon, Mate (Red Bull)
  • Whiskey Glendalough Double Barrel (Coca-Cola Hbc Italia)
  • Whisky Naked Malt (Coca-Cola Hbc Italia)

I prodotti del paniere generale di Baritalia Lab a Pescara (ad oggi)

Amaro Averna
Amaro Lucano Classico
Amaro Nonino Quintessentia
Aperitivo Agrumi Mediterranei
Bitter Blood Petrus Boonekamp
Bitter Gamondi
Energy drink Red Bull
Gin Emporia
Gin Bulldog
Gin Himbrimi
Grappa Nonino Monovitigno Moscato
Grappa Nonino Tradizione  41°
Liquore Cointreau
Liquore Xenta Absentia bitter e lime
laurac@theoria.itPre-mix Squeeze (Blueberry, Coconut, Lemon Lime Sweet&Sour, Mango, Maracuja, Raspberry, Strawberry)
Rum Appleton Estate 8y
Rum Barceló Organic
Sambuca Molinari Extra
Soft drink Bisleri
Tequila Corralejo Blanco
Vermouth di Torino Carlo Alberto
Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi

I formati di ghiaccio Icecube tra cui scegliere 

  • Cube
  • Crushed
  • High Performance
  • Balls
  • Full Cube

Invia la tua ricetta

La raccolta delle ricette è terminata

Gin Brado, il London gin dal carattere abruzzese

Gin Brado Distilleria Enrico Toro
Dal carattere forte e gentile, il nuovo nato della Distilleria Enrico Toro racchiude l’essenza dello straordinario patrimonio naturalistico abruzzese

Gin Brado è l’ultimo nato della Distilleria Enrico Toro, un pregiato London gin della Collezione Toro che racchiude l’essenza dello straordinario patrimonio naturalistico abruzzese, raccontato al palato attraverso l’impiego di botanicals locali figlie della matrice dello storico Centerba.

Gin Brado

Gin Brado sale sin sulla sommità della Majella per selezionare le migliori bacche di ginepro all’interno del suo straordinario Parco Naturale e donare al distillato la caratteristica di un superclassico dalla gradazione alcolica di 42° vol.

Il profumo delicato del prezioso arbusto regala a Gin Brado una piacevole sensazione di freschezza, mentre la complessità delle note erbacee e floreali conferisce ricchezza a un gin dal sapore complessivamente secco e pulito, la cui spiccata personalità sottolinea il carattere “forte e gentile” del territorio di provenienza.

Molto curata e maneggevole la bottiglia, volutamente ispirata a forme classiche, e decisamente raffinata ed elegante l’etichetta di Gin Brado, premiata con la medaglia di bronzo al Vinitaly Design International Packaginc Competition 2022, sintesi di un incontro estetico che sposa con equilibrio tradizione e modernità esaltando la bottigliera coi suoi tratti originali e dorati.

Gin Brado e la Collezione Toro rappresentano il punto di partenza di un progetto che guarda allo sviluppo virtuoso di processi basati su qualità e tracciabilità delle materie prime e sul legame identitario con il territorio di origine. Attraverso la collaborazione con il Parco Naturale della Maiella e con aziende di produzione primaria, la Distilleria Enrico Toro partecipa a una filiera “Made in Abruzzo” che guarda alla conservazione della biodiversità agricola e, al contempo, valorizza erbe, piante officinali e risorse genetiche vegetali autoctone destinandole a produzioni liquoristiche ecosostenibili.

Nuova stagione, nuove sfide

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di luglio-agosto 2022 a firma del direttore Rossella De Stefano è dedicato al debutto del nuovo Drink Team e alle suggestioni, lanciate sulle pagine del giornale, su come rendere il food un elemento chiave per il bar

Inizia con il numero di luglio-agosto 2022 di Bargiornale una nuova stagione del Drink Team, la squadra di bartender che, da ormai dieci anni, ci accompagna sulle pagine di Bargiornale proponendo mese dopo mese nuove ricette da cui trarre ispirazione. Ogni anno una nuova squadra di dodici campioni, ogni edizione un nuovo tema su cui confrontarsi. Per l’edizione 2022, abbiamo scelto un tema carico di contenuti. Lo spunto ci è venuto dalla appassionata ricerca dell’amico Ezio Falconi, titolare della Champagneria di Treviglio (Bg) e grande studioso della storia della miscelazione, che ha appena dato alle stampe il suo libro “Storia dei cocktail dimenticati”.
Iniziamo dal cocktail in assoluto più difficile da pronunciare, l’Alamagoozlum, con tanto di aneddotti e curiosità. Ad accompagnare i favolosi dodici, come di consueto, i consigli di Daniele Gentili e i suoi “chef” per creare food pairing ad hoc.

La copertina del numero di luglio-agosto 2022 di bargiornale

Perché una proposta food ragionata diventa sempre più strategica per il bar contemporaneo e per chi vuole uscire dalla propria comfort zone e volgere lo sguardo a nuove occasioni di consumo. Nelle pagine del numero di luglio-agosto 2022 abbiamo raccolto le testimonianze di illuminati imprenditori, in Italia e all’estero, che fiutato il business ci si sono buttati a capofitto. Altre suggestioni e altre idee le trovate nella sezione Bar Trend, dove abbiamo radunato gli spunti presi nel nostro girovagare tra un Paese e l’altro, consumando le suole sui tappeti dei bar show, battendo senza sosta la strada a caccia di nuovi talenti e raccogliendo le testimonianze di gestori, bartender, baristi e consulenti.

Murales come mezzo di comunicazione sostenibile

Murales Arianna by Vodka Keglevich
Molte aziende di bevande utilizzano murales a scopi sociali, a cominciare da interventi di riduzione dell'impatto ambientale. Gli esempi di Distillerie Branca, Vodka Keglevich by Stocks Spirit, Fabbri 1905, Levissima, Corona Extra by AB-InBev, Organics by Red Bull, Monkey 47 by Pernod-Ricard.

Disegni e pitture sui muri sono sempre stati la forma più semplice di comunicazione. Nella preistoria sono stati usati i muri delle caverne, in epoca storica i muri di case private ed edifici pubblici.

Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un grande ritorno della comunicazione sui muri, sia in forma di manifesti pubblicitari di grandi dimensioni sia di grandi dipinti o murales. A differenza dei primi, con soggetti anche d'impatto più o meno provocatorio ma limitati a un periodo breve di esposizione al pubblico, i murales invece privilegiano una dimensione più artistica e di informazione di cui parlare e far parlare, anche legata a un prodotto di consumo, a cominciare dalle bevande.

Le rispettive apparizioni poi, se giudicate interessanti, possono avvalersi delle infinite possibilità di replica attraverso i canali social, senza costrizioni o imposte pubblicitarie specifiche.

Nell'impossibilità di ricordarle tutte, ci limiteremo quindi a quelle che abbiamo considerato più interessanti e significative, sia dal punto di vista del messaggio sia delle rispettive realizzazioni.

Ciminiera Branca, luci e colori fino a 53 metri di altezza

Per festeggiare i propri 170 anni di attività, nel 2015 la Fratelli Branca Distillerie ha fatto ricorso tra le prime alla tecnica del murales come mezzo di comunicazione e notizia di cui parlare e far parlare realizzando un restyling della ciminiera della storica sede milanese di via Resegone con un progetto street art del collettivo artistico milanese Orticanoodles di Walter Contipelli e della moglie Alita. Sui 53 metri di altezza della ciminiera (non più sorgente di fumi dannosi) è stato realizzato un murales verticale composto da un coloratissimo groviglio di erbe botaniche e figure iconiche della distilleria come l'aquila che stringe tra gli artigli una bottiglia di liquore o il coccodrillo sazio ripreso da réclame degli Anni Venti. Utilizzando una tecnica rinascimentale come lo spolvero, l'opera è stata realizzata in soli 10 giorni e ha visto la partecipazione diretta di molti dipendenti dell'azienda milanese. Un apposito impianto di Futuro Luce permette poi di illuminare l'elaborato anche durante le ore notturne.

Vodka Keglevich, sette messaggi fuori dall'ordinario

#SkipOrdinaryPeople è lo slogan che Stock Spirits Italia ha realizzato per lanciare nei primi mesi del 2022 le due nuove limited edition (alla Fragola e alla Pesca) del celebre distillato polacco Vodka Keglevich. Un invito ad esaltare la propria unicità ma anche ad aprirsi a quella degli altri, attraverso lo scambio di pensieri ed emozioni.
A dare un volto, oltre alla semplice bellezza femminile, all'iniziativa sono stati chiamati gli street artist del collettivo Orticanoodles che hanno decorato, non solo le due nuove etichette del distillato, ma anche i 64 mq di ciascuna parete di sei case popolari del quartiere milanese periferico di via Crescenzago, in via di recupero e valorizzazione. Alla loro realizzazione hanno partecipato con pennelli e secchielli molte donne del quartiere, insieme a barlady come Erica Rossi, Valentina Rizzi e Francesca Gentile. Grazie alla collaborazione con le società Event-Green e Prodea Group, il progetto ha un impatto ambientale positivo con l'adesione alla campagna Forestami di Comune di Milano e Regione Lombardia per la messa a dimora di più di 80 piante per ridurre le emissioni di Co2.
Non solo. Un'altro murales è stato realizzato dagli street artists Nabla & Zibe nel dehors del Bobino Club, cocktail bar ricavato in alcuni ambienti della storica stazione di Porta Genova, a Milano, scelto come punto di partenza di un apposito tour di eventi in collaborazione con 40 locali italiani, coinvolgendo bartender e barlady.

Fabbri 1905, street fest a Borgo Panigale

Il murales continuo più grande è stato realizzato da Fabbri 1905 all'inizio di luglio 2022, coprendo tre lati della storica sede della casa di sciroppi e liquori di frutta, tra via della Pietra e via Emilia Ponente. Con tema Madre Natura, ad eseguire l'opera è stato chiamato Cheone, street artist internazionale del team Street Art inStore. Per l'inaugurazione è stata organizzata una grande festa popolare nella zona di Borgo Panigale con tanto di complesso musicale Roaring Emily Jazz Band.

Levissima punta sul murales sostenibile

In corso Garibaldi 71 (zona Brera) a Milano, in occasione del recente lancio della nuova linea di bevande aromatizzate ai fiori e alle erbe infusi a freddo Levissima Natura, l'azienda lombarda del Gruppo Sanpellegrino (Nestlé Waters) ha fatto realizzare un grande murales raffigurante una donna che beve nell'atto di rinfrescarsi e rigenerarsi. L'opera è realizzata con la vernice speciale italiana Airlite in grado, attraverso il meccanismo di carbonatazione, di depurare l'aria per assorbimento di oltre l'88% di agenti inquinanti circostanti come ossidi di azoto, Voc e formaldeide.

Levissima Natura murales sostenibile

Organics by Red Bull punta sull'estro pop di Cattelan

In occasione della Design Week a inizio giugno 2022, le facciate di alcune eleganti palazzine liberty a un piano di via Balzaretti a Milano (zona Città Studi) sono state decorate in stile pop dall'estro di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, fondatori della rivista d'arte Toiletpaper che ha sede proprio al civico 4. Tra i soggetti dipinti, vistosi fiori, strumenti a fiato e grandi rossetti rossi. L'operazione è stata supportata dal contributo delle linea di bevande biologiche naturali Organics by Red Bull.

Corona Extra tinge Milano di verde

Dedicato nel 2019 alla poetessa Alda Merini, il ponte ad arco in cemento armato degli Anni Trenta che scavalca a Milano il Naviglio Grande è stato rivestito interamente con piante verdi aromatiche in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente del 5 giugno. Sponsorizzato da birra Corona Extra (gruppo Ab-InBev), il progetto è stato battezzato Natura Urbana e prevede che, per ogni 500 persone che attraversano il ponte (grazie a un contapersone) in questa passeggiata multisensoriale, Corona Extra si impegna a piantare un albero nell'hinterland milanese di Trezzano e Gaggiano. Allo stesso tempo sono stati realizzati nei pressi del ponte due murales a tema birra Corona Extra, realizzati con la nuova vernice Airlite in grade di assorbire gas inquinanti come CO2.

Monkey 47 Dry Gin nella foresta della metropoli 

Nel cuore del quartiere Isola di Milano, a ridosso del grattacielo Bosco Verticale di Porta Nuova, giganteggia il murales realizzato per Monkey 47 Schwarzwald Dry Gin da Pernod-Ricard Italia. La bottiglia del celebre distillato tedesco della Foresta Nera si limita ad occhieggiare tra i rami di una intrigata foresta popolata da una serie di distinte scimmie antropomorfe, ricca di cespugli ed erbe botaniche scelte tra le 47 utilizzate per la sua produzione. Il murales antiinquinamento SkyHigh Murals è stato realizzato in occasione del Fuorisalone del Mobile alla fine di giugno.

Murales Monkey 47 Dry Gin

 

La nuova classifica Gelato Festival World Masters: tanta Italia nella top ten

Il Gelato Festival World Masters aggiorna la classifica 2022 dei migliori gelatieri del mondo. Primo classificato del ranking è un italiano: Marco Venturino de I Giardini di Marzo di Varazze (Savona)

Sono già aperte le iscrizioni per la prossima finale mondiale, ma intanto il Gelato Festival World Masters aggiorna la classifica 2022 dei migliori gelatieri del mondo. Primo classificato del ranking è un italiano: Marco Venturino de I Giardini di Marzo di Varazze, in provincia di Savona. Già terzo classificato all’ultimo Gelato Festival (primo per l’Italia), Venturino è un artigiano che ama esaltare i prodotti della sua terra. Novità 2022, il premio a Eugenio Morrone della gelateria Il Cannolo siciliano di Roma, per l’ingresso nella Hall of fame, una sorta di Olimpo del gelato, riservato a chi ha ottenuto il primo posto nella precedente classifica.

podio gelato festival world masters 2022
Da sx: Adam Fazekas (2° posto), Eugenio Morrone (Hall of Fame), Marco Venturino (1° posto), Giovanna Bonazzi (3° posto)
Secondo in classifica l’ungherese Ádám Fazekas del Fazekas Cukrászda di Budapest, che ha conquistato i giudici dell’ultimo Festival con il suo gusto cremoso al pistacchio salato e lamponi. Terza la veronese Giovanna Bonazzi, una che sa bene che voglia dire competizione, visto che è una sportiva e ha vinto due titoli mondiali con la mountain bike.

Un ranking costruito con i punteggi accumulati dal 2011 ad oggi

«Cinquemila gelatieri coinvolti in dieci anni, 25 paesi e 4 modalità di competizione, compresa quella dell’anno scorso in digitale», racconta la Project Manager di Gelato Festival World Masters, Adriana Tancredi. Il ranking presentato oggi a Roma, nella sede della Stampa estera, è il risultato della sommatoria dei punteggi accumulati dai gelatieri che avevano partecipato a concorsi a tema gelato dal 2011 ad oggi. A seconda dei punteggi, si assegnano anche delle corone: al momento il massimo è tre, ma nulla esclude di arrivare a quote di punteggio che consentano di ottenere anche quattro o cinque corone.

«Gusti che raccontano passione e tecnica»

Presente anche Kaori Ito, direttrice della Carpigiani Gelato University, partner dell’iniziativa insieme a Sigep. Ito spiega come queste competizioni siano «un’occasione per spingere lo studio sul prodotto e contemporaneamente dal lato consumatori creano una maggiore consapevolezza per il consumo di un prodotto di qualità». In queste gare, aggiunge, «i gusti presentati dai gelatieri raccontano la loro passione, la valorizzazione del territorio attraverso i prodotti utilizzati, il lavoro di affinamento nella ricettazione e nella tecnica».

La top ten dei gelatieri con i relativi punteggi

1          Marco Venturino        I Giardini di Marzo                 246      Varazze, Savona (Italy) 2          Adam Fazekas            Fazekas Cukraszda                225      Budapest (Hungary) 3          Giovanna Bonazzi       La Parona del Gelato              215      Parona, Verona (Italy) 4          Savannah G. Lee         Savannah's Kitchen               210      San Francisco (USA) 5          Massimiliano Scotti    VeroLatte                               195      Vigevano, Pavia (Italy) 6          Maurizio Melani         Veneta Gelato Italiano             188      Valencia (Spain) 7          Fabio Forghieri           Gelateria dei Principi              178      Correggio, R.E. (Italy) 8          Carlo Guerriero          La Cremeria gelato italiano     177      Cadiz (Spain) 9          Paolo Pomposi           Gelateria Pasticceria Badiani    171      Firenze (Italy) 9          Leonardo La Porta      Gelateria Miretti                     171      Torino (Italy) La classifica completa è consultabile sul sito di Gelato Festival World Masters  

DOuMIX? Fruit Elixir, la linea di puree di frutta per originali bevande

DOuMIX Fruit Elixir Coconut
Fruit Elixir Coconut, una delle 9 referenze di puree di frutta a marchio DOuMIX?
Con le sue 9 referenze la linea Fruit Elixir permette di creare in modo facile e veloce originali bevande alla frutta per tutti i gusti. Scopri la ricetta per l'estate

Un’ampia scelta di referenze di alta qualità per creare squisite bevande alla frutta tutto l’anno e per tutti i gusti in modo facile e veloce. Sono tante le virtù di DOuMIX? Fruit Elixir, la linea di puree di frutta firmata dal nuovo brand di Mec3 (leggi Da DOuMIX? una ricca gamma di prodotti per creare bevande di ogni tipo).

Realizzata con il 75% di frutta vera, Fruit Elixir permette di dare vita a una molteplicità di preparazioni, dalle bevande ai succhi, dai milkshake agli smoothies, dal sapore intenso e dal profumo della frutta fresca, ottimizzando i tempi di preparazione ma senza cedere nulla in termini di qualità. Il tutto, in più, risolvendo il problema del reperimento della frutta fresca e della sua lavorazione.

9 sono i gusti che compongono la linea, semplicemente da mixare con acqua o latte e tanta fantasia: Coconuts, Ruspberry, Peach, Mixed Berries, Pineapple, Banana, Mango Alphonso, Strawberry e Maracuja. Pronte all’uso, le referenze della linea sono proposte in pratici barattoli (formato 1,4 kg) caratterizzati da una grafica accattivante e colorata che permette di riconoscere immediatamente il gusto, in modo da accelerare ulteriormente il lavoro dell’operatore.

La proposta per l'estate

Uno dei tanti esempi delle possibilità offerte dalla gamma è Strawberry Coconut Smoothie, ricetta proposta dal brand per l’estate per offrire ai clienti un’esperienza di fresca bontà con uno smoothie dal sapore ricco e dalla texure vellutata. Una ricetta da preparare nel blender dove il purea di cocco Fruit Elixir Coconut si unisce a Squeeze Strawberry Dream, referenza della linea di pre-mix di frutta sempre a marchio DOuMIX?, acqua e ghiaccio. Una ricetta facile da replicare in qualsiasi locale, ma dalla quale ogni operatore può lasciarsi ispirare per creare originali preparzioni con le quali arricchire la sua proposta.

Fuit Elixir è una delle gamme di prodotti studiati per la preparazione di originali e gustose bevande per tutti i momenti di consumo, dai caffè del mattino ai cocktail della notte, che compongono l’offerta DOuMIX?, che comprende le altre 4 linee Cream, Syrup, Squeeze e Base.

La ricetta

Strawberry Coconut Smoothie


Ingredienti:
180 g ghiaccio, 50 g Fruit Elixir Coconut, 85 ml acqua, 35 g Squeeze Strawberry Dream
Preparazione:
mettere tutti gli ingredienti nel blender e frullare per 30 secondi, decorare a piacere e servire

Roberto Rinaldini: «La wedding cake perfetta? Inizia con l’approccio al cliente»

Roberto Rinaldini
Roberto Rinaldini
Il pastry chef Roberto Rinaldini ha creato le wedding cake per i matrimoni di Elettra Lamborgini e di Boateng. Ecco qualche consiglio

Come consegnare una wedding cake perfetta anche dall'altra parte dell'Italia? Come gestire “i capricci” delle star (e la tensione dei relativi wedding planner)? Come rendere unico un matrimonio e il suo apice, cioè il taglio torta? Roberto Rinaldini ha fatto del catering e delle wedding cake il suo punto di orgoglio. Oggi è il pastry chef che Enzo Miccio e Vincenzo D'Ascanio consigliano ai loro clienti per creare un momento dolce di grande prestigio. Dolcegiornale ha chiesto a Roberto Rinaldini i segreti per creare una torta nuziale perfetta.

Torta Nuziale
Torta Nuziale

I gusti e gli abbinamenti più riusciti

Negli anni, Rinaldini ha testato alcuni abbinamenti, oggi divenuti dei must. Tra i gusti più proposti troviamo ad esempio Sweet Melody: croccantino ai cereali al gianduia bianco, cremoso ai frutti esotici, panna cotta al pistacchio di Sicilia, purea ai frutti rossi, bavarese al mascarpone e vaniglia Bourbon. Poi c'è Crazy Love: pan di Spagna alle mandorle al profumo di limone, crema di limoni di Amalfi non trattati, vellutata alle mandorle al profumo di fava di tonka e purea di fragole. Non manca una nota esotica in Gold Passion: crema leggera al cioccolato bianco, cremoso al frutto della passione, bacio di dama croccante al cioccolato e meringa morbida al cocco. Avvolgente la proposta Emotion: pan di Spagna alla vaniglia, cremoso alla vaniglia e cremoso al cioccolato fondente al 70% ricoperto di vellutata di fiordilatte alla vaniglia.

L'intervista a Roberto Rinaldini

Dal progetto all'esecuzione, come si crea la torta nuziale perfetta? Si parte dal primo approccio col cliente. Che sia in un locale o durante un evento, l'esperienza che offriamo è la parte più importante. Da noi si può scegliere il catering completo o anche solo la torta nuziale. Anche quando collaboriamo con wedding planner, ci teniamo a gestire il rapporto con gli sposi. Come si stabilisce il budget di una wedding cake? Non tutti gli sposi hanno margini per torte da 3-4 mila euro. Si parte da un disegno e dai colori scelti per l'evento. Questi ultimi stanno cambiando: il bianco totale sta svanendo, in favore di colori pastello e sfumature di rosa, dal cipria al mattone, o di dorato e oro bianco, più usati per le decorazioni. Greche e bassorilievi in oro, tono su tono, che vanno a incorniciare le iniziali degli sposi sono molto gettonati. Alcune torte sono molto articolate: come fate a trasportarle? Quando la struttura è complicata da trasportare, ne realizziamo una in polistirolo, posizionando il taglio su primo o secondo piano. Poi forniamo monoporzioni da 6,5 cm x 6,5 cm, da 80 gr, con le iniziali degli sposi su ogni pezzo. Si tratta di un grande vantaggio per il ristorante o per il catering. Dato che il momento del taglio torta oggi è dinamico, è bene dedicare tutte le energie all'evento e non al porzionamento. Monoporzioni Rinaldini Quali sono gli errori da non fare con una wedding cake? Bisogna stare attenti alla consegna. Il nostro valore aggiunto è quello di consegnare la torta nuziale esattamente all'orario richiesto dalla wedding planner, senza mettere in difficoltà il catering o il ristorante. Ha un costo a parte, che viene messo in conto, anche perché noi consegniamo i nostri prodotti ovunque, in Italia e in Europa. Bisogna stare attenti a imballaggio e temperatura di consegna. Durante la preparazione, essendo strutture molto alte, bisogna far sì che siano smontabili e facili da rimontare sul posto, specialmente quando ci sono più consegne da fare. Senza sacrificare eleganza e fattori estetici, bisogna tenere in conto la temperatura giusta per ogni prodotto, perché il dolce si deve conservare ma non rovinare. Offrire un servizio da star: quali sono gli strumenti da mettere in campo per trasporto e allestimento di una torta nuziale di alto livello? Abbiamo un furgone che viaggia a due temperature diverse, con un pannello nel mezzo, per garantire l'integrità delle torte. Poi bisogna ben ponderare il gioco dei volumi, i colori, le proporzioni, le altezze e non dimenticare i giochi di luci. Da Elettra Lamborghini a Boateng: chi l'ha fatta “penare” di più? Nessuno! Semplicemente perché siamo talmente professionali che già nei primi due incontri riesco a capire le loro richieste. Amo le sfide. Forse la cosa più difficile è soddisfare i wedding planner: la loro attenzione maniacale e il rapporto con il cliente crea una notevole tensione, quindi cerchiamo di anticipare le richieste di tutti. Lavoriamo per far sì che ogni coppia, durante il proprio matrimonio, possa stupire i propri ospiti.

Chi è Roberto Rinaldini

Maestro cioccolatiere, Campione del Mondo di Pasticceria, due volte Campione del Mondo di Gelateria, Pasticcere dell'Anno e membro Relais Desserts (associazione francese che riunisce i cento migliori pasticceri al mondo), Ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo, Roberto Rinaldini è una delle figure di spicco dell'alta pasticceria e cucina italiane. La sua proposta dolce e salata è un punto di riferimento dell'esperienza pastry & food a 360 gradi. In Italia conta tre locali a Rimini, tre a Milano – di cui un corner in Rinascente – e uno a Roma. Casa Rinaldini sorge a Rimini e vanta locali e macchinari all'avanguardia, unicum a livello europeo. Lo spazio di ben 3.600 mq è concepito minuziosamente e in ogni suo dettaglio, per consentire metodi di lavorazione 100% artigianali nel rispetto dei più alti standard qualitativi.

Davide Cobelli delinea il nuovo corso di Sca Italy

Un momento della tavola rotonda Quanto vale un espresso di qualità? - foto Coffeeshots.it
Flash della tavola rotonda Quanto vale un espresso di qualità? - foto Coffeeshots.it
Superata la prova del World of Coffee, il nuovo chapter punta a un salto di qualità e iniziative rivolte a baristi e coffee lover

Sono passati poco più di due mesi dall’elezione del nuovo chapter di Sca Italy, guidato dal coordinatore nazionale Davide Cobelli affiancato da Stefania Zecchi (responsabile community), Alessandro Coda (eventi), Andrea Matarangolo (educazione) Alessandra Di Dio (marketing e comunicazione) e Fabio Sipione (giudici). La squadra ha cominciato il suo biennio di lavoro alle prese con una manifestazione mondiale alle porte che ha comportato uno sforzo organizzativo notevole: il World of Coffee, che si è svolto a Milano dal 23 al 25 giugno e ha dato la grandissima soddisfazione di una “macchina” che ha saputo muoversi al meglio (grazie anche ai numerosissimi volontari che hanno dato il proprio contributo, ai quali va un caloroso grazie) e al nuovo primato mondiale nella Latte Art, vinto da Carmen Clemente.

Sca Italy non ha mancato di dare un primo segnale del nuovo corso organizzando una tavola rotonda sul tema Quanto vale un espresso di qualità? riunendo i rappresentanti di importanti realtà del settore: è stato il primo passo di una campagna che mira a sensibilizzare su questo tema l’opinione pubblica e i media, organizzando un osservatorio permanente per comunicare e valorizzare un prodotto fondamentale per la cultura e l’economia italiana.

«I primi incontri con il nuovo chapter hanno puntato sulla necessità di un salto di qualità e di una nuova organizzazione - afferma Davide Cobelli -. Gli iscritti e chi vive il settore degli specialty si aspettano dal nuovo direttivo un cambio di marcia che ci impegniamo a compiere. I progetti sono numerosi in ogni settore; per questo ho raccomandato ai diversi responsabili di creare ciascuno una rete di lavoro che lo possa aiutare e al contempo renda più capillare ed efficace la presenza di Sca Italy sul territorio e tra gli iscritti. Stiamo pensando di aggiornare i regolamenti delle competizioni, che sono stati realizzati ormai cinque anni fa e che è importante seguire con attenzione per non incorrere in errori in grado di compromettere mesi di preparazione. Si può pensare di organizzare nuovi coffee trip, viaggi che ora vorremmo organizzare in piantagione per gli associati a un prezzo ridotto, al fine di permettere un’ampia partecipazione a queste esperienze che offrono importanti occasioni di crescita personale e professionale.

Come ho detto, i progetti sono numerosi e per realizzarli avremo bisogno di fondi: presenteremo ai potenziali sponsor dei progetti chiari, di valore e ben dettagliati: chi vorrà fare crescere davvero - e non solo a parole - il settore non potrà tirarsi indietro; l’esperienza mi dice che ce la potremo fare a ottenere l’appoggio necessario per dare vita a nuove iniziative rivolte ai soci, ai potenziali tali e a una figura che è centrale al fine di avviare una crescita decisa del mercato italiano degli specialty: il consumatore finale. Sarà importante organizzare eventi in grado di interessare baristi, operatori e coffee lover lungo tutta la Penisola.

È insomma il momento di mostrarsi uniti, di aprirsi e dare il proprio contributo e non limitarsi ad aspettare che le cose succedano, per il bene di Sca e soprattutto di un settore che merita di vedere riconosciuto e valorizzato quel plus qualitativo, etico e ambientale che si accompagna al mondo specialty».

La qualità dell’aria? Per tre clienti su quattro è importante

qualità dell'aria
Courtesy Rondell Melling/Pixabay
Rivedi il webinar per scoprire come offrire aria pulita a te, ai tuoi dipendenti e ai clienti, perché la purificazione dell'aria conviene e quali sono le scelte giuste da fare (e i costi). Te lo raccontano gli esperti di Rentokil Initial Italia

Tra gli aspetti che i clienti valutano nella scelta di un locale, ha giocoforza guadagnato sempre più importanza la questione igiene, sempre più abbinata nella testa delle persone alla sicurezza.

Una recente ricerca Rentokil Initial mostra che due clienti su tre hanno ormai stabilmente incluso, nelle proprie valutazioni su quale locale scegliere, il livello di pulizia (anche dello staff) tra i criteri chiave. Il 44% esce da un locale se non lo giudica all'altezza dal punto di vista dell'igiene, il 48% non ci entra più, il 35% racconta la propria esperienza negativa ad amici, parenti e colleghi.

Oltre a essersi alzato, il livello di attenzione all'igiene e alla pulizia delle persone si è dilatato fino a considerare aspetti prima magari poco presi in considerazione. Tra questi c'è sicuramente la qualità dell'aria: viene giudicata importante da tre clienti su quattro (la crescita del numero di recensioni che boccia un'esperienza per gli odori del locale lo testimonia).

«L'inquinamento indoor è sottostimato - afferma Luca Peretti, Qshe&Technical director di Rentokil Initial Italia -: eppure, è dalle due alle cinque volte superiore rispetto a quello esterno».

Assicurarsi aria pulita, una priorità per la salute 

Ventilare regolarmente gli ambienti e arredarli con piante sono strategie efficaci per migliorare la qualità dell'aria (che andrebbe sempre monitorata), ma la vera soluzione è adottare un sistema di purificazione dell'aria.

«Tra i vantaggi di quesa soluzione - afferma Fabio Mercolini, air purification expert di Rentokil Initial Italia - ci sono la riduzione dei cattivi odori, una miglior qualità dell'esperienza e un beneficio importante in termini di immagine e reputazione».

Nel webinar "La qualità dell'aria in hotel, ristoranti e bar" (accessibile con registrazione) i due esperti spiegano nel dettaglio le scelte migliori da fare. Potrete scoprire che l'idea di creare un ambiente salubre può essere meno costosa di quanto si pensi.

Mulino Padano studia gli ingredienti per il vero panettone integrale

Linea GranEssere di Mulino Padano
Linea GranEssere di Mulino Padano
La linea GranEssere porta in laboratorio ingredienti evoluti per la produzione del panettone

Fa caldo, ma c'è già chi è al lavoro sul prossimo panettone artigianale. In risposta al boom delle lavorazioni attente ai processi e alle materie prime, pensando al target dei professionisti, Mulino Padano ha creato una linea ad hoc per preparare un autentico panettone integrale. Si tratta degli ingredienti evoluti della linea speciale GranEssere.

Cos'è e come funziona la linea GranEssere

Crusca, Cruschello e Germe di Grano sono i tre prodotti che compongono l'offerta GranEssere. Tra le caratteristiche più importanti ci sono la ricchezza di fibre, la naturalità, l’aroma deciso e il gusto superiore, ma anche una maggiore shelf life. Questi ingredienti possono essere inseriti nell’ultima fase della lavorazione, come se si trattasse di una sospensione. Il risultato è un panettone artigianale integrale, ricco di fibre ottenute esclusivamente dal grano tenero, che si può apprezzare in tavola in ogni momento dell’anno. Come spiega Valerio Cavallari, amministratore di Mulino Padano, «puntando sull’ampiezza di gamma e sull’innovazione, ci poniamo al servizio dei professionisti: vogliamo che i nostri clienti siano liberi di esprimere la propria creatività, grazie a referenze che tengano conto dei loro desideri di personalizzazione. Al contempo, scegliere Mulino Padano come partner significa poter soddisfare le richieste dei consumatori, soprattutto per quanto riguarda i contenuti salutistici e la naturalezza degli alimenti».

Un metodo di produzione innovativo

La linea speciale GranEssere contiene prodotti ottenuti con il metodo StabilEasy - Natural Steam Stabilization. Questo processo ha richiesto tre anni di ricerche e sperimentazioni: dopo le fasi di pulitura del grano, i prodotti della macinazione vengono sottoposti a una cottura a vapore a temperatura e umidità controllate. Attraverso l'utilizzo del vapore, StabilEasy ha il merito di disattivare l’attività enzimatica responsabile dell’ossidazione della componente lipidica del chicco di grano. Il risultato? Farine e ingredienti evoluti come Crusca, Cruschello e Germe di Grano, particolarmente ricchi in fibre, più salubri, perché minore è la carica batterica che contraddistingue gli strati più esterni della cariosside del grano, e con caratteristiche organolettiche superiori. In particolare, i prodotti GranEssere sono più dolci e gustosi e hanno un aroma più intenso. Non solo: come confermano i test di shelf life, il metodo StabilEasy® permette di prolungare in modo naturale la shelf life di prodotti come Crusca, Cruschello e Germe di Grano altrimenti contraddistinti da una vita molto breve.

Mulino Padano
Linea GranEssere di Mulino Padano

Il panettone artigianale integrale secondo Mulino Padano

Crusca, Cruschello e Germe di Grano della linea speciale GranEssere rappresentano gli ingredienti perfetti per creare il panettone artigianale integrale. Si adattano a qualsiasi ricetta di panettone classico, senza richiedere alcuna variazione, assicurando un’ottima lavorabilità dell’impasto e uno sviluppo eccellente. Primo e secondo impasto non cambiano: per il primo, quello serale, Mulino Padano consiglia l’utilizzo della farina Sebòn tipo “00” Panettone e Grandi Lievitati. È ottenuta da grani ad alto contenuto proteico, che le conferiscono elevate doti di forza e stabilità. Si passa poi al secondo impasto: è a questo punto che entrano in gioco gli ingredienti evoluti della linea speciale GranEssere. Crusca, Cruschello o Germe di Grano si inseriscono nell’ultima fase di lavorazione, come se si trattasse di una sospensione.

L'esperienza di Paolo Sarto

Tra i maestri pasticceri che hanno voluto sperimentare i prodotti GranEssere per il panettone artigianale integrale c’è il veneto Paolo Sarto. «La naturalità è sempre più un principio guida del mio lavoro in laboratorio: gli ingredienti evoluti della linea speciale GranEssere rappresentano una perfetta risposta a questa esigenza. Contengono fibre di ottima qualità, che donano al lievitato un aroma ed un gusto molto piacevoli. Un panettone integrale ottenuto con l’impiego di Crusca, Cruschello o Germe di Grano GranEssere si caratterizza per una alveolatura molto regolare e per una buona sfioccatura. Con la giusta cura in fase di cottura, il prodotto risulta più idratato rispetto a un altro panettone integrale e conserva più a lungo la sua morbidezza. A parità di contenuto di grassi e zuccheri, minore è l’assorbimento da parte del nostro corpo: la fibra, infatti, è in grado di migliorare il controllo glico-metabolico e influenza il metabolismo lipidico. In altre parole, il panettone integrale risulta più digeribile: un elemento importante per sostenere il consumo dei grandi lievitati, magari contribuendo a destagionalizzarlo. In laboratorio, abbiamo realizzato diverse varianti, sempre inserendo gli ingredienti evoluti della linea speciale GranEssere nella fase finale dell’impasto: siamo rimasti particolarmente soddisfatti dal panettone integrale con fichi e noci e da quello con cubetti di frutta di calibro maggiore».

A Federico Altamura la seconda gara della Elephant Friendly Competition

Elephant Friendly Competition Milano Federico Altamura
Il bartender del Mag Cafè di Milano ha vinto la seconda gara del contest itinerante firmato Elephant Gin. Ultima tappa a settembre a Verona. Scopri come partecipare

È andata a Federico Altamura, bartender del Mag Cafè di Milano, la vittoria della seconda gara della Elephant Friendly Competition, il cocktail contest targato Elephant Gin.

Per il suo secondo appuntamento, la competition itinerante ha fatto tappa nel capoluogo lombardo, ospitata da Lacerba. A sfidarsi i 15 bartender, che avevano superato la fase di preselezione, con la loro originale ricetta di cocktail a base di una delle quattro referenze (Elephant London Dry, Elephant Sloe Gin, Elephant Strength e l’ultimo nato del brand, Elephant Orange Cocoa) del gin  ispirato alla magica terra d’Africa importato e distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi.

Gara che Altamura si è aggiudicato pima conquistando la giuria con il suo Mahut, preparato miscelando Elephant London Dry Gin, con Liquore Mr Three e Bros Ginger Falernum, cordiale di ribes e mela homemade e completando con una vaporizzazione di pino e ginepro. E poi superando gli altri due finalisti, Chiara Domenichini e Franco Tucci Ponti, nella prova del Mistery drink. Prova che chiede di scoprire con quale referenza di Elephant è stato realizzato il drink misterioso creato dall’ospite della gara e sottoposto a loro assaggio, gli altri ingredienti, per poi riprodulo con quanto a disposizione nella postazione di lavoro.

La prossima tappa

Dopo le prime due tappe di Roma, vinta da Roberto Maiuri (leggi Roberto Maiuri vince la prima gara della Elephant Friendly Competition), e quella di Milano appena svoltasi, il tour della Elephant Friendly Competition riparte a settembre con l’ultima tappa, in programma il 19 settembre a Verona presso il Romeo Bistrot & Cocktail Bar. Per questa gara sarà possibile iscriversi dal 27 agosto al 16 settembre al link https://contest.compagniadeicaraibi.com/Elephantgin

Ricordiamo che per partecipare alla sfida occorre inviare la propria ricetta di drink che contenga almeno 40 ml di una delle quattro referenze Elephant Gin: Elephant London Dry, Elephant Sloe Gin, Elephant Strength ed Elephant Orange Cocoa. La ricetta può contenere fino a un massimo di 4 ingredienti, decorazione esclusa (sul sito del contest il regolamento completo).

La ricetta

Mahut di Federico Altamura


Ingredienti:
45 ml Elephant London Dry Gin, 15 ml Liquore Mr Three e Bros Ginger Falernum, 50 ml cordiale di mela e ribes nero, vaporizzazione di pino e ginepro
Preparazione:
stir & strain
Decorazione:
galletta di riso aromatizzata al riber nero e mela (con gli scarti) con gel di ribes nero
Bicchiere:
Savage nude 29,5 cl

 

 

Pasqualina punta sul gelato a km zero

gelato Pasqualina
gelato Pasqualina
Completamente naturali i gusti prodotti grazie alla frutta de L’orto di Lalli ad Almenno S. Bartolomeo (BG)

Per l'estate 2022 la gelateria Pasqualina punta sul km zero. Ciliegia, fragola, pesca, lampone, mora, mirtillo e ancora menta e il gettonatissimo limone-basilico, digestivo e rinfrescante sono solo alcuni dei gusti gelato, che nascono dall'orto di Lalli ad Almenno S. Bartolomeo (BG). La gelateria Tre Coni Gambero Rosso punta a un giusto equilibrio tra gusto e genuinità.

Dall'orto alla macchina del gelato

«Perché il gelato, prima che con le macchine, si fa con carta, penna e tanta ricerca sulle materie prime di qualità», spiega dice Riccardo Schiavi, quarta generazione alla guida della pasticceria-gelateria.

Riccardo Schiavi
Riccardo Schiavi
Per questo Schiavi ha deciso di creare un’azienda agricola di due ettari, a pochi metri dalla sede storica. L’Orto di Lalli è il luogo dove viene coltivata la frutta per il gelato Pasqualina, garanzia di una tracciabilità genuina, dalla terra alla tavola. E, se qualche ingrediente non arriva direttamente da questi terreni, proviene da contadini e agricoltori che hanno fatto dell’etica e della serietà il loro principio ispiratore.

Creatività e innovazione

Nel laboratorio di Pasqualina si lavora per portare innovazione in coppette e coni. Ne sono un esempio, il cioccolato con zucchero di cocco, il Sogno di Maya, gelato alla nocciola certificata IGP, biscotti Pasqualini al cacao e nocciole e salsa gianduia e L’Isola che non c’è, gelato alla mandorla con biscotti Pasqualini alla mandorla e salsa di caramello. Uno dei traguardi della continua ricerca di Riccardo è la totale assenza di tutti gli additivi alimentari (addensanti, emulsionanti, coloranti, aromi chimici, grassi idrogenati e latte in polvere) per rendere il gelato più leggero e digeribile, contribuendo a esaltare al meglio il gusto di ingredienti come il latte e la frutta.

Una confezione speciale

Proprio dall’esigenza di esaltare il gusto è nata l’originale confezione dedicata all’asporto. Brevettata da Pasqualina nel 2005, rivoluziona il modo di gustare il gelato.

La vaschetta pensata per l'asporto del gelato Pasqualina
La vaschetta pensata per l'asporto del gelato Pasqualina
Infatti, ogni pallina è separata dall’altra, evitando miscelazioni indesiderate e regalando una tavolozza di gusti tutta da assaporare, anche per coloro che mostrano intolleranze o allergie alimentari. Comoda da usare, la vaschetta Pasqualina può anche diventare un modo del tutto originale di presentare il gelato direttamente in tavola.

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