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L’eco-fashion dagli scarti nei nuovi prodotti di Caffè Milani

Caffè Milani e In-presa locandina
Caffè Milani e In-presa locandina
Disponibile la linea di accessori realizzati dai giovani della cooperativa sociale In-Presa, esempio di sostenibilità e inclusione

Inclusione e sostenibilità sono protagoniste dei progetti che Caffè Milani ha sviluppato per i suoi 85 anni di attività. Tra questi vi è la collaborazione con la cooperativa sociale In-Presa, un ente di Carate Brianza (MB) che si occupa di formazione professionale, inserimento lavorativo, sostegno scolastico e aggregazione per giovani in età di obbligo formativo. Con essa la Torrefazione di Lipomo (CO) ha messo a punto una linea di accessori eco-fashion realizzati artigianalmente a partire dai materiali di scarto dell’industria del caffè: borse, pochette e zainetti creati dai giovani della cooperativa che disegnano una vera linea di oggetti partendo dal ri-uso di prodotti quali juta e bobine, in cui ogni oggetto è unico e racchiude le abilità artigianali di chi opera nei due laboratori coinvolti: la sartoria e il laboratorio di creatività. 

«I nostri accessori eco-fashion sono portatori di tanti messaggi – sottolinea Elisabetta Milani, responsabile marketing e comunicazione –. Sicuramente la sostenibilità, ma anche l’inclusione, la solidarietà, la formazione oltre che il gusto e la fantasia dello stile Italiano in cui Caffè Milani si riconosce pienamente e di cui si fa portatore nei tanti mercati internazionali in cui è presente».

Parola chiave di #CaffèMilani85 è proprio sostenibilità a 360°: ambientale, sociale ed economica. Un’idea che passa anche dall’artigianalità tutta italiana, unendo dunque due mondi che sembrano distanti ma che sono accomunati dalla manualità e dalla passione.

La prima edizione dei manufatti prodotti dai giovani della cooperativa sociale In-Presa è già disponibile sul sito caffemilani.it e da ottobre anche negli shop a marchio Caffè&Caffè presenti nelle città di Como, Lecco, Monza e Padova. Questo progetto si inserisce nel programma più vasto dell’anniversario degli 85 anni di Caffè Milani, che culminerà con un evento in occasione della Giornata internazionale del caffè del 1° ottobre seguita, il 2 ottobre, da una giornata di porte aperte in cui tutto il pubblico, su prenotazione, potrà visitare l’azienda, l’Esposizione e la collezione di macchine da caffè antiche che racchiude la storia della nostra società raccontata attraverso il caffè in un percorso lungo 300 anni. Le prenotazioni sono già aperte al link https://bit.ly/Milani_prenotazioni.

Il Cucinino, caffè taylor made e proposte gustose per ogni ora

Il Cucinino
A Sant’Arcangelo di Romagna un locale accogliente che propone ricette gustose e cariche dei gusti autentici del territorio

Il Cucinino: già il nome sottolinea l’impronta di un locale moderno, lineare e accogliente, in cui ogni proposta profuma del luogo magico in cui molti nella loro infanzia, hanno aiutato le mani più esperte nella preparazione di ricette gustose e cariche dei gusti del territorio.

Gli stessi che si ritrovano nel vasto menu del locale che si apre sulla piazza centrale di Santarcangelo di Romagna (RN), con proposte per ogni momento della giornata: breakfast e brunch, pranzo, merenda e aperitivo, cena. La colazione è per lo più consumata al tavolo e la sua offerta si prolunga fino a mezzogiorno, con proposte dolci e salate. «Abbiamo un laboratorio di pasticceria e una cucina a vista, tutto è confezionato in casa - afferma Mirko Di Bella, responsabile del locale -. Abbiamo viaggiato all’estero e preso ispirazione dai piatti internazionali, personalizzati con i prodotti della nostra terra. Un paio di esempi sono il plumcake con lo squacquerone e il muffin con le pesche tipiche di Cesena, al quale si affiancano le versioni più classiche. La colazione ha senza dubbio un ruolo fondamentale nella nostra attività, ma la clientela si ferma volentieri anche a merenda, ad esempio per gustare la nostra granola artigianale servita con yogurt magro e frutti di bosco freschi».

Entrando, colpisce la vetrina dei dolci, colorati e curatissimi; non mancano mai la focaccia e il pane fatto in casa, proposto a colazione tostato con burro d’arachidi e marmellata biologica a scelta o, nella colazione inglese, con rucola, salsiccia, bacon alla piastra, funghi e pomodori rosolati alle erbette, baked beans e frittatina al timo e in numerose altre versioni. Si prosegue con le cheese cake, la frutta secca unita ai cereali, pancake e waffle; la maggior parte delle proposte ha anche una versione vegan. Il menu si arricchisce il sabato a la domenica quando è protagonista il brunch.

Al banco bar si trovano una macchina espresso Strada de La Marzocco e un modulo Modbar per le estrazioni a filtro, che sono molto richieste. La miscela di base (90% arabica, 10% robusta) è stata messa  punto con un torrefattore locale, sempre affiancata da uno specialty di un microroaster italiano a rotazione.

Mirko Di Bella è responsabile del locale e si occupa della caffetteria; è contitolare de Il Cucinino con Federica Zammarchi, responsabile degli eventi, mentre la cucina fa capo a Davide Belli.

Il Cucinino - piazza Ganganelli 14 - Santarcangelo di Romagna - RN - Formula caffetteria, ristorante - Superficie 130 mq interni + area esterna - Posti a sedere 45 interno + 45 esterno - Orari estate: tutti i giorni 7-24; inverno 7-16 - Prezzi (euro) 1,20 miscela, 1,50 caffè 100% arabica, 1,50 cappuccino, 3,50-4 V60, aeropress, cold brew - Scontrino medio a colazione (euro) 8-9 cliente internazionale, 2,5-3 cliente italiano.

ProUp, la bevanda proteica a base di albume d’uovo

ProUp bevanda proteica
Sana, naturale, arricchita di vitamina H, con un'alta percentuale di frutta e disponibile in due diversi gusti, la nuova bevanda proteica di Gruppo Eurovo è perfetta per la colazione e il consumo on the go

Guarda alle esigenze di consumatori sempre più attenti ai valori nutrizionali dei prodotti e alla ricerca di un'alimentazione naturale ma performante anche fuori casa la novità di Gruppo Eurovo. Si chiama ProUp ed è una bevanda proteica senza latte ottenuta dalle proteine naturali dell’albume d’uovo. Un prodotto che il Gruppo, specializzato nella produzione di uova e ovoprodotti ha lanciato in primavera nella gdo e che ora porta nel fuoricasa, per consentire agli operatori di offrire ai propri clienti un’alternativa alle tradizionali proposte per il momento della colazione e ottima anche per il consumo on the go.

ProUp è un vero e proprio “sorso di proteine”: ogni bottiglia da 250 ml (in Pet riciclabile con etichetta sleeve), ne contiene 20 g, quantità equivalente a circa il 40% del fabbisogno giornaliero medio. Ciò grazie alla sua formula a base di albume d’uovo che rappresenta una vera e propria fonte di preziose proprietà nutritive, come minerali quali sodio, potassio e magnesio, vitamine del gruppo B e proteine tra le quali le ovoalbumine, che ne costituiscono l’80% del totale. Proteine altamente solubili e più facilmente digeribili, che fanno della bevanda una preziosa alleata per le persone intolleranti al latte e al lattosio, per gli sportivi e per chi cerca nuovi prodotti con cui rendere più sana e equilibrata la propria dieta.

Arricchita con vitamina H, la nuova bevanda proteica ha dalla sua una ulteriore peculiarità: l’elevata percentuale di frutta, pari al 20% del contenuto. È infatti disponibile nei due gusti naturali mirtillo e lime-zenzero che, oltre alle loro proprietà conferiscono al prodotto un gusto fresco e piacevole.

Sana, nutriente, gustosa, ProUp aiuta a reintegrare proteine piacevolmente, contribuendo a mantenere ossa forti e la corretta tonicità del tessuto muscolare. Priva di grassi, zuccheri e additivi, è adatta anche alle persone che soffrono di intolleranze alimentari perché gluten e lactose free e può essere gustata in qualsiasi momento della giornata anche al di fuori del locale, si mantiene fuori dal frigo fino a 6 ore.

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Aperte le iscrizioni per il 1882 Maldon Salt Cocktail Contest Italia

Maldon Salt Cocktail Contest
Creare una ricetta originale di drink che contenga il pregiato sale inglese, la sfida ai giovani bartender lanciata da Maldon e Planet One. Iscrizioni aperte fino al 2 ottobre

Creare un cocktail originale caratterizzato da un ingrediente molto particolare: il sale Maldon. È la sfida del 1882 Maldon Salt Cocktail Contest, la cocktail competition firmata dalla storica azienda Maldon.

L’azienda compie quest’anno i suoi 140 anni di attività, ricorrenza che ha scelto di celebrare con un contest che sfidasse i giovani bartender a rendere il suo pregiato sale protagonista anche in miscelazione. Organizzato in collaborazione con Montosco, l’importatore esclusivo di Sale Maldon in Italia, e Planet One, il concorso si rivolge infatti ai mixologist del futuro, ovvero a tutte le classi di studenti in ambito bar o a bartender alle prime armi che vogliano dare prova della propria creatività cimentandosi nella creazione di una ricetta originale di drink con il famoso sale marino dalla tipica forma a piramide, consistenza “crunchy” e dal sapore delicato.

Come partecipare

Per prendere parte alla gara occorre iscriversi sul sito del concorso (dove è possibile visionare e scaricare il regolamento completo) entro il prossimo 2 ottobre, compilando l’apposito form con i propri dati personali e la ricetta del drink (completa di ingredienti, quantità, tecnica di preparazione) con relativa foto. Il cocktail deve essere una originale creazione del concorrente e per la sua realizzazione non è previsto limite al numero di ingredienti che si possono utilizzare, ma la ricetta deve contenere obbligatoriamente il Sale Maldon.

ISCRIVITI AL 1882 MALDON SALT COCKTAIL CONTEST

La gara

Tutte le ricette saranno sottoposte al vaglio di una giuria di selezione che sceglierà le migliori 10. I loro autori si confronteranno nella gara dal vivo in programma l’11 ottobre a Perugia, in una location ancora tenuta segreta. Qui i finalisti, alternandosi dietro al bancone, avranno 10 minuti di tempo per realizzare tre esemplari del loro drink da presentare alla giuria, raccontandone anche l’ispirazione.

La giuria, composta da tre esperti di mixology nominati da Planet One, valuterà tutte le creazioni sulla base di gusto e aspetto, tecnica di preparazione e storytelling. Il giovane bartender autore della miglior prova si aggiudicherà il titolo di Rappresentante Italia, difendendo i colori del nostro paese nella finale dell’International 1882 Maldon Salt Cocktail Contest, dove si confronterà con i campioni del concorso da tutto il mondo. In aggiunta il vincitore italiano riceverà un Kit bar tools e un Mixology kit.

Costruire una squadra al top: le mosse giuste

I consigli per selezionare le persone e inserirle con successo nel proprio team. Dai colloqui ben fatti alle regole chiare, fino all'affiancamento

Reperire personale, per bar e pasticcerie, è diventato un problema di dimensioni importanti: «L’impatto della pandemia è stato dirompente», spiega Marco Ranocchia, co-fondatore di PlanetOne, azienda attiva nella formazione e nella consulenza in ambito food&beverage. «Persiste la carenza di risorse umane, sia personale di cucina che al banco o al servizio. I fuoriusciti durante il picco della crisi non sono rientrati e pochi ora entrano in un mercato del lavoro storicamente segnato da criticità e storture, spesso preferendo altri settori». Motivi in più per dare una scossa - in positivo - alle procedure di selezione e ingaggio del personale.

Rivedere le procedure di selezione

Con l’aiuto di Ranocchia sviluppiamo un piano razionale con il quale il gestore di un locale può migliorare la ricerca e l’ingresso delle persone nella propria azienda. Perché proprio questo è il momento giusto per “ristrutturare” queste procedure, superando quelle storture e rendendo il processo il più sicuro possibile, sia per l’impresa che per il nuovo entrante. «Ingaggiare un collaboratore significa consegnare a lui il risultato della tua impresa. Prima di tutto bisogna avere chiaro in mente chi ci serve e chi stiamo cercando», spiega il consulente. Fare, cioè, una prospezione interna e capire se si cerca un professionista stabile, un professionista stagionale o un “extra”, ossia una persona che si aggiunge al team nel giorno o nella fascia oraria in cui il mercato lo richiede.

Un occhio attento su Cv e social

Chiarite le idee a livello interno, si calano queste esigenze nella selezione vera e propria. «Il primo consiglio è di studiare bene il cv, che vale da solo un 20-25% della conoscenza della persona. Bisogna porsi domande come “che formazione ha?”, “quanti posti ha cambiato?”, “con che intervallo?”, ma anche “che profilo sociale si intuisce dal cv?”. Poi, è bene formulare 5 domande e chiedere al candidato una risposta breve, magari da inviare in video. Molto utile per valutare la persona nel modo in cui si pone, aspetto fondamentale perché dovrà poi parlare con i clienti». In sostanza serve un focus sulle soft skills del candidato, prima ancora che sulle competenze specifiche “hard” (che si possono sempre acquisire con la formazione).

Un picco di pressione per valutare il candidato

Si arriva così a una prima selezione e al colloquio, da tarare a seconda della criticità della posizione ricercata. «Quanti colloqui fare? Dipende dalla delicatezza della posizione. Consiglio di studiare i social del candidato tra un colloquio e l’altro, perché aiuta a capire un pezzo importantissimo di che essere umano stai coinvolgendo nel tuo team». Infine, a scelta fatta, bisogna usare il periodo di prova di tre mesi per impostare il lavoro, sottoponendo la persona anche a picchi di pressione lavorativa commisurati alla sua posizione. Solo così la si può valutare completamente».

L'ingresso: fase delicata che va governata bene

L’ingresso in azienda, poi, va presidiato con altrettanto rigore. «Se il titolare ha le idee chiare su che cosa gli serve e affianca, allena, fa comprendere, forma la risorsa, avrà alla fine della qualità integrata. Se il titolare ha la “sindrome del fare”, butta le persone nel lavoro con pochissime istruzioni, si affida all’affiancamento posto in essere da un'altra persona senza istruirla a sua volta, il risultato non arriva e la risorsa si allontana». Spesso c’è questo meccanismo alla base del turnover alto. Ma come si sanciscono le regole d’ingaggio? «Ci sono alcuni documenti assolutamente imprescindibili. Organigramma, job description, manuali operativi, corpus di regole interne. Infine un codice deontologico con le regole di comportamento nei confronti dei colleghi, degli esterni e della concorrenza».

Lucano mette le mani su Giass Gin

Lucano Giass gin
Il gruppo prosegue il percorso di espansione e acquisisce il 35% del marchio del primo London dry milanese, che porta in dote altri due gin premium e un amaro

Un altro tassello si aggiunge alla strategia di Lucano 1894 di imporsi come polo d’eccellenza nel comparto degli spirit made in Italy. Il gruppo che produce il noto Amaro è infatti entrato nel capitale sociale di Giass Milano Dry Gin, il London dry nato sotto la Madonnina. Più nello specifico, il gruppo ha rilevato una quota del 35% di Giass con l’obiettivo nei prossimi anni di arrivare al controllo completo della società.

La nuova operazione segue all’acquisizione, lo scorso dicembre, di Mancino Vermouth, brand noto nel mondo per i suoi vermouth artigianali (leggi Colpo Mancino per Lucano: acquisito il brand di vermouth artigianali), arricchendo il portafoglio di Lucano di una selezione di gin di nuova generazione prodotti secondo tradizione, ma non solo.

London Dry premium artigianale

Fondato da 5 amici, i fratelli Andrea e Simone Romiti, Richard D’Annunzio, Francesco Braggiotti e Francesco Niutta, il giovane marchio milanese (Giass nel dialetto meneghino significa “ghiaccio”) vanta nel suo catalogo tre referenze di gin premium e un amaro, prodotti artigianalmente in una storica distilleria del Trentino utilizzando solo ingredienti naturali.

Primo nato del marchio è il Giass London Dry Gin (alc 42% in vol) un gin dal carattere complesso, realizzato con 18 selezionate botaniche, provenienti principalmente dal Nord Italia e in particolare dalla fascia dolomitica. Oltre alla classica base di bacche di ginepro, queste comprendono semi di coriandolo e radice di angelica, si aggiungono la mela golden e la scorza di arancia essiccate naturalmente a bassa temperatura, che danno le note floreali e petali di rosa, fiori di camomilla, di violetta, di arancio e karkadè, che conferiscono il ricco apporto floreale. A queste si aggiungono il cipero, le foglie di menta e i semi di finocchio, con le loro note minerali, foglie di verbena, semi di cardamomo e foglie di melissa per le note citrate e, infine, cassia e timo per le note legnose.

Le botaniche vengono infuse a freddo per tre giorni prima della distillazione, che avviene usando alcol etilico solitamente di frumento al 96% in un alambicco Charentais, interamente in rame. Al distillato così ottenuto, viene aggiunta acqua pura di montagna per portarlo alla gradazione finale; segue un periodo di riposo di 7 giorni in cisterne inox, quindi il filtraggio tramite pannelli di cellulosa naturale e, infine, l’imbottigliamento.

Con questo prodotto Gruppo Lucano completa la sua offerta per la realizzazione di un perfetto Negroni, composto con Amaro Lucano Anniversario, Mancino Vermouth Rosso Amaranto e Giass London Dry Gin (la ricetta completa in fondo all’articolo).

La gamma di gin

Altra referenza Giass è il Navy Strength Gin, che del primo nato è la versione declinata nella formula Navy Strenght, che prevede un grado alcolico del 57% e che presenta un profilo più potente e aromatico.

La gamma di gin si completa con Giass Gin della Casa (alc 40% in vol) un distilled gin realizzato sempre con le 18 botaniche dei due distillati precedenti. A caratterizzarlo i sentori di agrumi e di mela verde, seguiti da rimandi alle bacche di ginepro, accompagnate da sfumature floreali, un bouquet che apre a un assaggio equilibrato, deciso e di lunga persistenza, impostato su note di coriandolo, erbe aromatiche e mandorla.

C'è anche l'Amaro

Infine, l’Amaro Giass (alc 28% in vol): anche in questo caso protagniste sono le stesse botaniche utilizzate nei gin, infuse e distillate e il tutto poi miscelato con zucchero e una soluzione idroalcolica a freddo. Da servire liscio o con ghiaccio, si fa apprezzare per il gusto complesso, morbido e profondo, con una vena amaricante in perfetta armonia con note erbacee e speziate. Al naso sprigiona intensi sentori che vanno dalle note fruttate e floreali a quelle più aromatiche di erbe e spezie.

Tutti i prodotti Giass sono custoditi in un’elegante bottiglia con etichetta serigrafata sul vetro, ispirata ai disegni geometrici della Galleria Vittorio Emanuele con il logo che richiama una “vedovella”, la tipica fontanella di Milano.

La ricetta

Negroni Lucano
Ingredienti:
25 ml Amaro Lucano Anniversario, 30 ml Mancino Vermouth Rosso Amaranto, 25 ml Giass London Dry Gin
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler basso

All’Hanky Panky di Città del Messico l’Art of Hospitality Award 2022

Hospitality Award HANKY PANKY - WALTER MEYENBERG_3
Walter Meyenberg, fondatore dell'Hanky Panky di Città del Messico
Lo speakeasy messicano si è aggiudicato il premio speciale di The World's 50 Best Bars assegnato al locale che offre la migliore esperienza di ospitalità

Arrivato il primo verdetto de The World's 50 Best Bars. L’Academy che stila la classifica dei migliori bar del mondo ha rivelato il vincitore dell'Art of Hospitality Award, il premio assegnato al locale che offre la migliore esperienza di ospitalità. Premio andato all’Hanky Panky di Città del Messico.

Tra i premi speciali del circuito dei World’s Best, l'Art of Hospitality Award è stato istituito nel 2020 per mettere l’accento sull’importanza dell'ospitalità nell'esperienza bar, un aspetto ce rappresenta un valore aggiunto fondamentale per un locale. Lo scorso anno il prestigioso riconoscimento è andato al Salmon Guru di Madrid (leggi Il Salmon Guru di Madrid campione mondiale di ospitalità), mentre nel 2020 al Maybe Sammy di Sydney (leggi Il team italiano del Maybe Sammy premiato con l’Art of Hospitality Award).

Lo speakeasy messicano

Quest’anno campione di ospitalità è stato incoronato il locale messicano che prende il nome dal grande classico creato all’inizio del Novecento a The Savoy di Londra dalla regina della miscelazione Ada Coleman. Fondato da Walter Meyenberg e piazzatosi al 12° posto nell’ultima classifica dei World's 50 Best Bars, l’Hanky Panky è uno speakeasy moderno, che rispetta tutti i canoni del genere: uno spazio dall’atmosfera intima, con luci soffuse, lungo bancone in marmo con sedute in pelle rossa, dove l’unico modo per entrare, e scoprire l'indirizzo, è effettuare una prenotazione sul sito web o tramite social.

Capofila della nuova era della miscelazione messicana (leggi Hanky Panky, la casa della new mixology messicana), l’Hanky Panky sin dall’origine si è segnalato per la qualità dell’offerta e l’ospitalità, grazie al talento del suo team guidato dall'head bartender Ismael "Pollo" Martínez e dalla bar manager Georgina Barbachano. Il nuovo menu Passport è aperto dal superclassico della Coleman e raccoglie classici reinterpretati in modo originali secondo influenze e suggestioni raccolte dal team nel corso dei viaggi fatti nell’ultimo anno. Un esempio di queste rivisitazioni è Grasshopper Gibson, preparato con vermouth dry e succo di cipolle sottaceto.

Qualità fa rima con ospitalità

Ma ingrediente fondamentale del successo del locale è il senso di ospitalità, valore che fa parte del dna dell’intero team e che si traduce nell’estrema attenzione e cura rivolta al cliente. «Il mio primo ricordo di ospitalità è quando mia madre mi ha messo a sedere sul seggiolone, ha cucinato per me il pasto e me lo ha servito e infine mi ha baciato sulla fronte. Quella sensazione meravigliosa è ciò che l'ospitalità significa per noi: vogliamo che ogni singola persona si senta speciale e amata», ha spiegato la filosofia del locale il suo fondatore Meyenberg.

Fipgc, Matteo Cutolo è il nuovo presidente

Matteo Cutolo
Matteo Cutolo
Obiettivi della nuova direzione: valorizzare tutti i comparti del mondo della pasticceria e fare sistema

La Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria ha un nuovo presidente. È Matteo Cutolo, dottore in Economia del Commercio Internazionale e Campione del Mondo di Pasticceria nel 2017. Già Vicepresidente della Fipgc, Cutolo è stato eletto all'unanimità dal consiglio della Federazione, subentrando a Roberto Lestani.

Tanti obiettivi ambiziosi da realizzare

L'indomani dell'elezione, Matteo Cutolo ha rilasciato la sua prima dichiarazione da presidente Fipgc. «Sono onorato ed entusiasta della fiducia che tutti i membri della Federazione hanno voluto accordarmi. Ci prefissiamo tanti obiettivi ambiziosi. Primo fra tutti quello di far crescere e valorizzare il comparto della Pasticceria, estesa a tutti i professionisti del settore: pasticcieri, gelatieri, ma anche artisti decoratori, chef della panificazione e tutto l’ambito della formazione». Accanto a Matteo Cutolo, ci saranno Maurizio Santilli nel ruolo di Vicepresidente, e da Cinzia Iotti nella direzione della segreteria generale e tesoreria. Il Consiglio Direttivo è composto da: Fabio Albanesi, Angelo Gala, Cinzia Iotti, Kristina Rado, Maurizio Santilli, Cesare Sciambarruto. «Insieme alla squadra di professionisti che mi affiancherà, lavoreremo per proseguire sulla strada tracciata nel corso di questi anni. Sono fiducioso nel supporto di tutti coloro che si sono dimostrati disponibili a lavorare con noi».

Il nuovo corso secondo Cutolo

Matteo Cutolo ha avuto modo di gettare le basi per un nuovo corso all'interno della Federazione. Ha a cuore il consolidamento del rapporto con le altre realtà associative. Inoltre, vuole favorire un'unità di intenti e una sempre maggiore strategia di sistema, un ampliamento nella tutela del comparto delle scuole e della formazione e una crescente valorizzazione a livello internazionale delle eccellenze italiane. Nata con l’intento di unire in modo capillare tutte le realtà esistenti sul territorio, Fipgc si fa ogni anno promotrice di corsi di formazione, eventi e manifestazioni per la promozione e lo sviluppo di un settore che, tra pasticcerie e gelaterie, conta solo in Italia oltre 17 mila imprese artigiane che danno lavoro a 65 mila addetti. Ad oggi la Federazione collabora attivamente con il Miur (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) e il Maeci (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale). Inoltre, vanta l'ideazione dell'albo d’oro Equipe Eccellenze Italiane Pasticceria Gelateria Cioccolateria.

PureBrew di Victoria Arduino estrae al meglio caffè e tè

Victoria Arduino
Al CaffèCultureShow di Londra l'Azienda di Belforte del Chienti (MC) presenta nuove applicazioni della sua tecnologia per estrazioni a filtro

CaffèCultureShow è l’evento britannico per il mondo del caffè e dei bar. Si svolge l’1 e 2 settembre presso il Business Design Centre a Londra, ospita numerosi brand internazionali e presenta un calendario fitto di eventi, tra cui le finali nazionali Sca UK di Latte Art e Coffee in Good Spirits.

Victoria Arduino è presente con uno stand al cui interno vi sono quattro stazioni di caffè e si propone di mostrare ai baristi come migliorare il flusso di lavoro, aumentare la produttività e raggiungere l’efficienza lavorativa: obiettivi oggi più che mai importanti.

Un’area dello stand è dedicata alla macinatura con Black Eagle Maverick e Mythos e all’esperienza della Pure Brew Technology, un metodo innovativo che permette di estrarre il caffè sia in modalità espresso sia filtro. In quest’ultimo caso l’estrazione avviene senza pressione e utilizzando un filtro conico a doppia maglia brevettato dall’Azienda di Belforte del Chienti (MC) in grado di creare PureBrew, un caffè filtro nuovo, sciropposo e con molto corpo.

Per la prima volta viene presentato il nuovo metodo applicato al tè, frutto di una ricerca accurata che ha visto gli ingegneri di Victoria Arduino collaborare con un team di esperti per testare diverse varietà di tè e differenti livelli di tostatura di ricette chiare, medie e scure.

Per i test sono stati usati tè verde, tè oolong e tè nero in 4 diversi gradi: dust, fannings, broken leaf e whole leaf. Durante i test hanno scelto la ricetta Pure Brew light come parametro fisso in quanto molto simile all'infusione del tè tradizionale. «Abbiamo usato 4 grammi di foglie per produrre 300 ml di tè, la quantità standard in una caffetteria commerciale – ha dichiarato Lauro Fioretti, product manager di Simonelli Group -. Durante i test sensoriali abbiamo trovato molti punti in comune tra il metodo tradizionale e il PureBrewTea in termini di chiarezza della bevanda e del gusto. Ogni test ha prodotto i profili che ci aspettavamo dal tè verde, dal tè oolong e dal tè nero. Inoltre abbiamo verificato che non c'era contaminazione dei sapori del caffè sul filtro o sulla testata del gruppo dopo il risciacquo sotto la lancia dell'acqua calda».

La nuova tecnologia Pure Brew è totalmente in linea con la missione della European Specialty Tea Association (di cui Victoria Arduino sarà membro da settembre), creando e ispirando l'eccellenza nella comunità dello specialty tea attraverso l'innovazione, la ricerca, l'educazione e la comunicazione.

Online il sito dedicato alla miscelazione by General Fruit

Guido Dossi General Fruit
Giulio Dossi, coffee e cocktail specialist di General Fruit
Ricco di contenuti, il nuovo portale B2B presenta l'offerta per la mixology dell'azienda, fornendo spunti e suggerimenti per creare un'originale drink list, con le ricette firmate da Giulio Dossi coffee e cocktail specialist di General Fruit

È online mixology.generalfruit.com, il sito interamente dedicato alla miscelazione di General Fruit. Il nuovo portale B2B è parte del progetto General Fruit Mixology con il quale l’azienda, tra i maggiori produttori di prodotti a base frutta (sciroppi, succhi e tè concentrati e preparati per cocktail), succo di limone 100%, topping e preparati concentrati per soft drinks, oltre a una vasta gamma di prodotti complementari, presenta agli operatori del fuoricasa le sue soluzioni per la miscelazione e le tante opportunità offerte dal loro utilizzo combinato.

Ricco di contenuti, video e testuali, il sito vuole essere un nuovo strumento di lavoro per i barman. Una fonte di ispirazione, di spunti e di esempi pratici che li aiutino a creare in modo facile, ma senza nulla cedere sul piano della qualità, cocktail e long drink con i quali rinnovare o ampliare la proposta del locale per accontentare consumatori sempre più esigenti, desiderosi di novità e di sperimentare sapori inediti.

I tre campioni della mixology General Fruit

Protagonisti del progetto tre soluzioni dell’universo General Fruit: le gamme Fruit 'N' Shake e di sciroppi a marchio Naturera Polot 1882, il brand premium di prodotti per la mixology e la caffetteria di Geneal Fruit, AX1 e Pineapple Crush Del Monte.

Fruit 'N' Shake è una linea di preparati a base frutta per cocktail, che al momento conta 10 referenze, in squeeze bottle (750 ml), pack disegnato per garantire velocità e pulizia al lavoro del bartender, grazie alla forma ergonomica e al tappo salvagocce e richiudibile, con la sua copertura che è un dosatore predosato in ml e oz. Sono invece oltre 100 le referenze della linea di sciroppi (bottiglia da 700 ml): un’offerta ricchissima che include anche proposte sugar free e che spazia dai gusti più classici, come fragola e vaniglia, ai più particolari, come Smoky, dall’aroma affumicato, e lo Sciroppo d’Agave Tequilana Blue Weber.

AX1 è invece un originale aperitivo bitter a zero alcol perfetto da utilizzare come base per la preparazione di cocktail, dal più tradizionale Spritz a dissetanti e analcolici drink a base frutta. Infine, Pineapple Crush Del Monte, la bevanda all’ananas con il 20% di contenuto di frutta (10% succo e 10% polpa) del colosso dell’agroalimentare Usa (l’azienda è distributore esclusivo dei succhi Del Monte), con il suo sapore unico del frutto fresco (lattina 240 ml).

Contenuti per stimolare la creatività

Combinando questi prodotti è possibile dare vita a cocktail dai sapori ricercati e davvero originali, spaziando dalla rivisitazione dei classici a nuove creazioni, senza dimenticare i drink analcolici o a bassa gradazione, un trend in forte ascesa soprattutto tra il pubblico giovane. A mostrarlo i drink pensati e realizzati dal coffee e cocktail specialist di General Fruit, Giulio Dossi: sul sito sono già pubblicate le prime 10 ricette, complete di ingredienti e istruzioni per la preparazione e il servizio, corredate da video che mostrano l’intero procedimento.

Sul portale i professionisti possono poi visionare le gamme di prodotti, accedere alla sezione specifica loro dedicata, con la descrizione e l’analisi di tutte le referenze, e trovare tanti ulteriori suggerimenti di Dossi su come utilizzare e combinare in modo innovativo le soluzioni proposte per creare nuovi e originali cocktail, lavorando anche in un’ottica di sostenibilità, quindi evitando sprechi e controllando i costi.

Presente sempre sul sito anche una sezione Eventi popolata di video e immagini relative a eventi, fiere e altre situazioni che vedono i prodotti General Fruit protagonisti della mixology. Una sezione destinata a popolarsi continuamente di nuovi contenuti, comprese ricette ideate dagli utilizzatori delle soluzioni.

Obiettivi di sostenibilità sempre più ambiziosi per Metro Italia

Metro Italia
Tra i target della nuova agenda di sostenibilità, tutta dedicata ai consumi fuori casa, l'eliminazione della plastica dai pack, l'abbattimento delle emissioni e il taglio degli sprechi alimentari

Contribuire a un futuro sempre più sostenibile dei consumi fuori casa. Punta a questo obiettivo la nuova agenda della sostenibilità di Metro Italia, con la quale il colosso del cash & carry rafforza il suo impegno per un modello di business rispettoso del pianeta e delle persone. Un impegno a 360°, che parte dalla produzione per arrivare al consumatore finale, e basato su 6 pilastri tra loro interconnessi che tracciano il percorso per la costruzione di una filiera sostenibile: filiera alimentare, made in Italy, salute e alimentazione, zero sprechi, impatto ambientale, diritti umani.

Packaging green e carbon neutrality

Un impegno caratterizzato in ogni passaggio da obiettivi ambiziosi come mostra la nuova politica sui packaging che punta a eliminare entro il 2023 Pvc ed Eps dalle confezioni, sostituendoli con carta, cartone e legno certificati Fsc o con plastica riciclabile, riciclata, compostabile e per il re-use. Un’azione che consentirà a livello di gruppo di risparmiare circa 2000 tonnellate di plastica.

Non meno ambizioso il target in tema di riduzioni di emissioni di CO2: il target in questo caso è arrivare a essere 100% neutrale entro il 2040 in tutto il mondo. Tema nel quale Metro dal 2017 ha avviato progetti che hanno evitato l’abbattimento di circa un milione di alberi.

Prodotti sempre più sani e lotta allo spreco alimentare

Il benessere del pianeta passa anche per una corretta nutrizione, campo nel quale Metro Italia è impegnata nello sviluppo di prodotti a marchio sempre più sani e salutari. Ciò grazie a ricettazioni studiate ad hoc, all’attenta selezione degli ingredienti, ma anche all’attività di sensibilizzazione nei confronti dei suoi clienti del fuoricasa a creare sempre di più menù gustosi e insieme salutari. In tale impegno rientra anche la lotta agli sprechi alimentari. Non a caso da oltre 10 anni Metro Italia dona le eccedenze di tutta la catena distributiva a Banco Alimentare. All’interno di tale partnership solo lo scorso anno sono stati donati oltre 3,5 milioni di euro di prodotti e l’obiettivo è di ridurre del 50% a livello mondiale lo spreco generato dalle operazioni entro il 2025.

Valorizzazione delle eccellenze locali

Altri aspetti fondamentali nella politica di sostenibilità di Metro sono la sicurezza, qualità, tracciabilità e certificazione, elementi che da sempre ne caratterizzano l’offerta. Ogni anno vengono infatti eseguiti circa 1700 controlli per garantire i massimi standard di sicurezza sull’intero assortimento. Esempio principe è il pesce, per l’80% certificato da pesca sostenibile, percentuale che sarà portata al 95% entro il 2025.

Altrettanto forte l’impegno nella valorizzazione delle eccellenze locali, con oltre 7000 prodotti della tradizione gastronomica nazionale provenienti da tutte le Regioni della Penisola, e la collaborazione con oltre 1300 piccoli e medi produttori. Tra i prodotti proposti molte eccellenze certificate, tra le quali Igp, Dop, Pat, presidio slow food, e certificate di filiera italiana grazie agli alti standard richiesti.

 

 

La Elephant Friendly Competition arriva a Verona. Aperte le iscrizioni

Elephant Friendly Competition Verona
Iscrizioni aperte dal 2 al 16 settembre per la terza e ultima tappa del contest itinerante di Elephant Gin, in programma il 19 dello stesso mese al Romeo Bistrot & Cocktail Bar di Verona

Dal 2 settembre si aprono le iscrizioni per la terza tappa della Elephant Friendly Competition, il cocktail contest itinerante di Elephant Gin, il distillato superpremium distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi. Per il suo ultimo appuntamento il concorso arriva a Verona, dove a ospitare la sfida a base di originali creazioni a base del gin ispirato alla magica terra d’Africa, sarà il prossimo 19 settembre il Romeo Bistrot & Cocktail Bar.

I bartender che vogliono partecipare alla gare possono iscriversi fino al 16 settembre al link https://contest.compagniadeicaraibi.com/Elephantgin inviando la propria ricetta di drink che contenga almeno 40 ml di una delle quattro referenze Elephant Gin: Elephant London Dry, Elephant Sloe Gin, Elephant Strength ed Elephant Orange Cocoa. La ricetta può contenere fino a un massimo di 4 ingredienti, decorazione esclusa (sul sito del contest il regolamento completo).

Le due fasi della sfida

Come per le due tappe precedenti, tutte le ricette inviate saranno vagliate da una giuria che selezionerà le migliori 15. I loro autori si affronteranno nella gara dal vivo, articolata in due fasi. Nella prima realizzeranno e presenteranno alla giuria di gara la loro ricetta, avendo a disposizione 7 minuti di tempo per preparare due versioni identiche del loro drink.

Da questa prova verranno selezionati tre bartender che si confronteranno nella sfida finale: il Mistery drink. Il bar manager del locale ospite proporrà in assaggio ai tre finalisti un cocktail preparato con una referenza Elephant Gin. I concorrenti dovranno scoprire di quale referenza si tratta e gli altri ingredienti utilizzati e poi ricreare il drink misterioso con gli ingredienti a disposizione presso la postazione di lavoro.

I premi della Elephant Friendly Competition

Il vincitore si aggiudicherà un viaggio a Berlino per partecipare al Bar Convent Berlin e una bottiglia dell'edizione limitata Elephant Gin Wildlife Warrior Edition. Ma premi sono previsti anche per gli altri due concorrenti saliti sul podio: al secondo classificato va infatti un voucher per una cena per due persone in un ristorante selezionato e un kit Elephant Gin, con quest’ultimo che costituisce il premo anche per il terzo classificato.

Alla sua prima edizione, la Elephant Friendly Competition ha fatto il suo esordio lo scorso 13 giugno a Roma, con la sua prima tappa andata in scena al Marco Martini Restaurant e vinta da Roberto Maiuri, head bartender di The Barbershop Speakeasy sempe di Roma (leggi Roberto Maiuri vince la prima gara della Elephant Friendly Competition). Successivamente è sbarcata a Milano, dove la gara è stata ospitata da Lacerba e vinta da Federico Altamura, bartender del Mag Cafè (leggi A Federico Altamura la seconda gara della Elephant Friendly Competition).

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