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Specializzarsi ripaga: i nuovi format del fuori casa

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di settembre 2022 a firma del direttore Rossella De Stefano è dedicato agli imprenditori che osano e che inventano nuovi format e nuovi modi di progettare il fuori casa

I numeri ci raccontano senza dubbio una bella storia! In una nota del Centro Studi di Fipe-Confcommercio si legge che nel corso del II trimestre di quest’anno il nostro settore ha fatto registrare una crescita in termini di fatturato del +67,9% rispetto al 2021 e del +9,8% rispetto al 2019. «Si tratta certamente di un buon risultato che, pur tenendo conto del fatto che nello stesso periodo dello scorso anno erano ancora in vigore limitazioni parziali dell’attività, testimonia un progressivo ritorno alla normalità».

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La copertina del numero di settembre 2022 di Bargiornale

Anche le previsioni di Progettica, società di consulenza milanese specializzata nell’horeca, che pubblichiamo in questo numero, non sono da meno. A trainare la ripresa è stato soprattutto il canale diurno, maggiormente in grado di riconfigurare la propria offerta; ma anche il serale comincia a dare segnali di ripresa. A fine 2022 il bar diurno chiuderà a +15,2% rispetto al 2019, il serale a +6,2%. Ma poi bisogna fare i conti con la realtà. Far fronte all’aumento dei costi di energia e delle materie prime (nel primo semestre i prezzi di acquisto del beverage hanno segnato un +5%, quelli del food un +18,3%), gestire le difficoltà di approvvigionamento di alcuni prodotti e, soprattutto, reperire personale. È il momento di agire, strilliamo nella nostra inchiesta sulle caffetterie, messe alle strette da rincari e scontrini medi troppo bassi. È il momento di inventare soluzioni creative per il business. Agli imprenditori che hanno dedicato energia e risorse a reinventarsi abbiamo dedicato questo numero.

Gin protagonista: la miscelazione traina la ripresa degli alcolici

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Gin Tonic
Grazie alla crescita imponente del gin, la vendite di alcolici dei grossisti a fine 2021 avevano già superato i livelli pre-Covid

Il supercampione di vendita del mondo degli spirit si chiama gin, negli ultimi due anni protagonista di una cavalcata delle vendite davvero impressionante. I dati dell’Osservatorio Tracking Grossisti di Iri lo certificano con precisione: le vendite di gin da parte dei grossisti nel canale serale nel 2021 sono più che raddoppiate rispetto all’anno precedente.

Superati di slancio i livelli pre-Covid

Una fiammata che ha permesso non solo di recuperare i livelli pre Covid, ma addirittura di superarli di slancio. Rispetto al 2019, i volumi di gin venduti dai grossisti sono cresciuti del 40% nel canale serale e del 30% nel diurno. Una performance impressionante, soprattutto perché in controtendenza non solo con l’andamento del fuori casa in generale - il cui fatturato è ancora lontano dai livelli pre Covid -, ma anche del segmento degli spirit. Dove, infatti, le vendite all’ingrosso - nonostante un 2021 decisamente positivo - restano ancora distanti dai volumi del 2019.

Acquisti premium e più flessibili

Oltre al gin, l’unico altro spirit in grado di registrare un incremento di vendite rispetto al 2019 è il Tequila. Alla crescita record si affianca una tendenza verso la premiumizzazione degli acquisti, complice anche l’aumentata disponibilità dei distributori a eliminare il concetto di quantiativo minimo e di cartoni e di vendere anche le singole bottiglie di alcolici e superalcolici. Il prezzo medio della bottiglia di gin, infatti, è aumentato del 10,8% nel serale (e del 4,3% nel diurno), arrivando a superare quota 17 euro.

Mario Carbone, Iri

«Nel complesso - afferma Marco Carbone, responsabile dell’Osservatorio - le vendite di spirit dei grossisti nel canale serale hanno fatto re- gistrare, a fine 2021, una crescita dell’1,3% a volume e del 10,8% a valore rispetto al 2019. Il canale diurno è ancora sotto i livelli pre Covid, ma di poco: -6,3% a volume e -2% a valore. Anche perché il primo trimestre del 2022 ha confermato il trend di crescita registrato lo scorso anno».

Il boom del gin traina le toniche

Al traino del gin, si evidenza l’ottima performance delle toniche, cresciute del 15,8% a volume nel serale (con un +24,4% a valore) e di un comunque significativo +0,1% nel diurno (+7,6% a valore), in assoluta controtendenza rispetto al mondo delle bevande gassate. «Merito della crescita della miscelazione - spiega Carbone -, che fa gioco a tutti gli attori del mercato. I consumatori, infatti, si stanno spostando dalla birra ai cocktail perché li percepiscono come una proposta di maggior valore. Questo dà ai locali la spinta a differenziare maggiormente la propria proposta e ai distributori l’opportunità di spingere sulla vendita di prodotti premium, dove hanno marginalità più alte. Una strategia che si accompagna a investimenti crescenti, almeno da parte dei distributori più evoluti, nella formazione e nella consulenza per i propri clienti: ad esempio offrendo loro corsi di bartending o un supporto nella creazione della cocktail list del locale».

Birra e vodka in secondo piano

Ma, lasciando da parte re e regina (gin&toniche), a che punto è il resto del mercato? Nel caso del canale serale, chi a fine 2021 ha di molto ridotto il gap sono le categorie “Brandy e Cognac” (-4,9% a volume rispetto al 2019) e i liquori (-8,8%), mentre le altre categorie registrano un segno meno ancora a doppia cifra. Oltre alla birra, l’altra “vittima illustre” del boom del gin è la vodka, che rispetto al 2019 ha lasciato sul terreno un -17,8% a volume (ma con un recupero nel 2021 secondo solo a quello dei white spirit). Più lenta invece la ripresa degli acquisti nel canale diurno, dove - sempre white spirit a parte - tutte le altre categorie registrano segni meno che vanno dal 10 a oltre il 30% rispetto al 2019 (e, anche qui, la vodka e la categoria “Brandy e Cognac” sono tra quelle con il rosso più contenuto).

Ready to drink, un mercato da costruire

Un ultimo segnale degno di attenzione arriva dal canale diurno, seppur riferito a una categoria che è ancora una super nicchia (0,8% del mercato a volume, 0,1% a valore): il mondo dei ready to drink, infatti, negli ultimi due anni ha messo a segno una crescita del 192% a volume e del 70% a valore. «Un mercato ancora tutto da costruire - conclude Carbone - se si pensa che il numero di referenze medie settimanali non arriva a quota 2 a confronto, per esempio, delle 15 delle toniche e delle oltre 20 ciascuno per grappe, whisky e vodka».

Conto alla rovescia per la prima della Trieste Cocktail Week

Trieste Cocktail Week
Dal 12 al 18 settembre va in scena la kermesse dedicata al bere bene, al suo debutto in città. Coinvolti alcuni dei migliori locali del centro che proporranno una drink list dedicata, con signature e drink a base caffè. In programma anche masterclass e incontri per i professionisti

Anche Trieste celebra l’arte della miscelazione. L’appuntamento è dal 12 al 18 settembre, quando andrà in scena la prima edizione Trieste Cocktail Week, un’intera settimana dedicata al bere bene e di qualità.

A ideare e organizzare la kermesse l'agenzia di comunicazione e organizzazione eventi Freshmedia, guidata da Alberto Polojac e Filippo Vidiz, già ideatori di un altro grande evento cittadino, il Trieste Coffee Festival, dedicato alla cultura del caffè, altro rito tipico per la città.

La Cocktail Week nasce sulla scia delle manifestazioni analoghe che celebrano il mondo cocktail in altre realtà italiane e vuole valorizzare il movimento bartending triestino. «Anche a Trieste negli anni la cocktail culture è enormemente cresciuta: c’è un grande fermento intorno alla miscelazione che si manifesta sia nel numero dei cocktail bar aperti sia nell’interesse sempre maggiore del pubblico verso tale proposta – racconta Alberto Polojac, direttore creativo dell'evento -. I cocktail sono diventati i grandi protagonisti del mercato serale e notturno e con la Week vogliamo contribuire ad avvicinare ancora più consumatori a questo mondo».

I locali e la drink list

Organizzata con il supporto di Fipe Trieste e Confcommercio, e con Nonino come main spnsor, la Trieste Cocktail Week coinvolge 12 dei migliori cocktail bar del centro città: il Berlam Coffee Tea & Cocktial, l’Antico Caffè San Marco, l’Hydro City, il Bar Buffet Borsa, Al Barcollo, il Mast, il Retrò, lo 040 Social food, il Draw, il Pier The Roof, il Puro e l’Harry's Bistrò & Bar.

Qui per tutta la settimana verrà proposta la drink list ufficiale che comprende in totale 7 cocktail, dei quali 2 analcolici e 2 realizzati con caffè: una scelta quest’ultima che vuole dare un’impronta territoriale alla kermesse, considerando che Trieste, insieme a Napoli, è la città per eccellenza del caffè.

I cocktail della drink list sono realizzati con i prodotti degli sponsor dell’evento, Xedequa, Still, Bloom Specialty Coffee, The Organics by Red Bull e Domina Venti.

I signature e l'omaggio al Negroni

Oltre ai cocktail della drink list ufficiale, ogni locale proporrà anche un suo signature creato ad hoc, con il quale parteciperà anche al contest legato all’evento: a giudicare le creazioni saranno dei giudici che visiteranno in incognito i locali e degusteranno il drink e a fine manifestazione proclameranno il vincitore. Ma non solo. «Poiché le giornate della Trieste Cocktail Week coincidono con la settimana di celebrazioni dedicate al Negroni, nell’offerta dei locali sarà presente anche questo cocktail: un omaggio dovuto al grande classico italiano dell’aperitivo, che porta così in totale la lista dei drink a 9 – racconta Polojac -. Anche in questo caso la sua migliore versione sarà valutata dalla giuria misteriosa e quindi premiata a fine evento».

Il programma degli eventi

Ad animare la settimana una serie di eventi e di masterclass, aperte ad addetti e appassionati (gratuite, ma ad alcune delle quali occorre prenotarsi), su temi inerenti i prodotti e la miscelazione e più in generale le tematiche del mondo bar.

Primo appuntamento in agenda per gli addetti ai lavori venerdì 16 presso il Pier The Roof (ore 19) con la masterclass organizzata da Xedequa per presentare il suo Ginterior, il premium Old Tom Gin made in Trieste, e il suo uso in miscelazione.

Si prosegue sabato 17 (ore 18) presso l’Antico Caffè San Marco con l’incontro con Valeria Bassetti, guest star dell'evento. La co-fondatrice di Drink-It e punto di riferimento delle nuove generazioni di ragazze che intraprendono l’arte della mixology guiderà il dibattito intitolato Una donna al bancone – non chiamateci Barlady. A seguire (ore 19), nella stessa location, prenderà il via il Nonino Night Shift Party, la grande festa a base di cocktail e dj set firmata dalla distilleria friulana.

Il programma si completa con l’appuntamento domenica 18 (ore 19) al Berlam Coffee Tea & Cocktail all'interno dell'hotel Double Tree by Hilton ancora con una masterclass di Bassetti che racconterà la storia e la nascita di Drink-It, il fortunato brand di cocktail ready to drink.

A questi eventi principali si aggiungono poi gli incontri, workshop e masterclass organizzati dai cocktail bar in collaborazione con le aziende sponsor e che si svolgono presso i locali stessi (l'elenco non è ancora disponibile: a chi fosse interessato si consiglia di guardare sui siti o i canali social dei locali).

Filippo Sisti e Claudio Sadler aprono Il Circolino a Monza

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immagine tratta dal sito il-circolino.it
Ristorante gastronomico, cocktail bar e bistrot: il nuovo progetto coinvolge due nomi top della miscelazione e della cucina. Sarà un locale stile primo '900, aperto dalla colazione al dopocena. Sisti proporrà una drink list con grandi classici e creazioni innovative

Ci siamo. A metà settembre, subito dopo l'imminente weekend del Gran Premio di Formula 1, aprirà nel centro di Monza Il Circolino. Ristorante, bistrot e cocktail bar che promette molto, anzi moltissimo a giudicare dai nomi coinvolti in questa nuova impresa: Filippo Sisti per la parte mixology e Claudio Sadler a impostare l'offerta di ristorazione.

Una drink list con grandi classici e nuove creazioni firmate Filippo Sisti

Il locale è in pieno centro, accanto al Tribunale del capoluogo brianzolo, in via Anita Garibaldi 4, e ha un esterno affacciato sul fiume Lambro. La prima fase sarà di "soft opening", con la formula bistrot e il lounge bar, prima di partire più avanti con l'offerta di ristorazione di alta gamma. Come tutti, anche il team di Sadler deve pazientare un po' prima di completare la squadra e potersi dire davvero pronto all'apertura.

Filippo Sisti

Troppo presto per avere i dettagli dell'offerta, ma la notizia c'è, visto anche il ritorno in pista di un nome top della mixology come è quello di Filippo Sisti. Forse il progetto più coinvolgente, per lui, da quando ha dovuto abbassare la saracinesca del Talea, in piena crisi pandemica, nel 2020.

Design primo '900 e atmosfera confortevole

Pochi i dettagli, dicevamo, ma possiamo anticipare che Il Circolino vedrà convivere sotto lo stesso tetto ristorante gastronomico, cocktail bar e bistrot e che resterà aperto dalla colazione al pranzo, fino ad aperitivo, cena e dopocena. Il design del locale si ispira agli anni '20 e '30 e al centro della proposta c'è la volontà di mescolare innovazione e riscoperta, "local" e imprinting globale. Per la parte mixology la drink list, firmata da Sisti, include grandi classici del passato e nuove originali creazioni de degustare anche nell'accogliente giardino affacciato sul Lambro. La cucina, supervisionata dallo Chef Claudio Sadler, proporrà piatti del territorio rivisitati, con una grande attenzione alla qualità e alla stagionalità delle materie prime.

 

Aperte le iscrizioni al premio Maestri dell’Espresso Junior

Maestri dell'Espresso Junior
Gli Istituti Alberghieri possono aderire fino al 31 ottobre al concorso indetto da illycaffè e Gruppo Cimbali, con interessanti premi

Promuovere la cultura del caffè e contribuire alla preparazione dei nuovi addetti al settore che oggi frequentano gli Istituti professionali alberghieri e della ristorazione italiani, è l’obiettivo di Maestri dell’Espresso Junior. Il concorso a premi, giunto alla 31a edizione è frutto della collaborazione tra Università del Caffè, il centro d’eccellenza di illy creato per diffondere la cultura delle qualità sostenibile ai produttori e agli operatori del mondo horeca, e Mumac Academy, l’Accademia della Macchina per Caffè di Gruppo Cimbali per la formazione di professionisti e coffee lover.

Con l’avvio del nuovo anno scolastico e la riapertura degli istituti hanno preso il via le iscrizioni al concorso che dà la possibilità agli studenti delle classi quarte di integrare i programmi formativi attraversi corsi professionalizzanti su diversi aspetti del mondo del caffè e dare prova delle proprie competenze sul campo, ricevendo premi e borse di studio.

Per prendere parte al concorso gli Istituti devono presentare la loro richiesta entro il 31 ottobre 2022 sul sito www.maestriespressojunior.com iscrivendo contestualmente un docente e gli studenti interessati al corso di formazione online promosso dall’iniziativa. Dopo una prima fase di test teorico agli studenti e una selezione preliminare tecnica, attraverso video dei candidati, verranno individuati gli 8 finalisti che potranno accedere alla fase conclusiva e sfidarsi nella prova pratica che si svolgerà il 19 maggio 2023 presso il Mumac.

Le bevande vegetali sono sempre più richieste dalla clientela al bar, di qui il coinvolgimento che si rinnova con Alpro, specializzata in prodotti vegetali, con cui gli studenti verranno messi alla prova con l’ideazione e la realizzazione di una ricetta a base di espresso e bevande vegetali.

I premi sono particolarmente interessanti sia gli studenti sia per le scuole che si posizioneranno ai primi posti. Quelli della Giuria Tecnica permettono di ricevere una formazione specialistica nel mondo della caffetteria, entrando in contatto approfondito con le due realtà aziendali. Infatti, il vincitore si aggiudica uno stage di 10 giorni e il secondo classificato la partecipazione a un corso di formazione; entrambi si svolgeranno presso illycaffè (le location delle competizioni e dei corsi si alternano ogni anno). Da parte loro, gli istituti vincitori ottengono una macchina o tre macinadosatori di Gruppo Cimbali e una fornitura di caffè illy. A questi riconoscimenti si affianca il premio della giuria giornalisti che valuta i finalisti nella presentazione e realizzazione di una ricetta a base di espresso e una bevanda vegetale di Alpro.

Per gli istituti di tutta Italia è senza dubbio un’occasione da non perdere.

Il sottovuoto: il miglior alleato delle cucine dei locali

contenitori sottovuoto
I contenitori sottovuoto professionali Clear Fresh permettono di conservare gli alimenti in tutta la loro freschezza, evitando sprechi di tempo e risorse e garantendo l'efficace gestione della cucina

Gestire una cucina professionale non è cosa scontata e tra le mille cose alle quali pensare quella più importante è sicuramente garantire la qualità del cibo. Che sia un bar, un ristorante, una pizzeria o una gastronomia, ciò che non deve mai mancare è la freschezza degli ingredienti: il successo di un locale dipende direttamente dalla qualità della cucina.

Quello che chiedono i clienti

I clienti tornano solo quando quello che mangiano è buono, fresco e saporito. Non vogliono il cibo del giorno prima: pagano per la qualità e pretendono un servizio eccellente e piatti impeccabili, sempre. Il rovescio della medaglia del servire sempre piatti freschi è però il rischio di sprechi alimentari a fine giornata, che si traduce in un’altissima spesa per il locale. Non solo a livello economico, ma anche di tempo: ogni giorno è necessario tagliare, condire, preparare e cucinare tantissimi ingredienti solo per poter essere pronti per il servizio. A fine serata si buttano gli avanzi e il giorno dopo si ricomincia. E se ci fosse un modo per far felici i clienti risparmiando sugli sprechi alimentari e sul tempo dedicato alla preparazione?

Il sottovuoto come soluzione

Tutti conoscono i vantaggi del sottovuoto, ma in pochi sanno che può essere sfruttato per velocizzare il servizio e ridurre i tempi di preparazione. Ma come? La risposta è semplice: contenitori e coperchi per il sottovuoto. I contenitori per sottovuoto sono infatti il metodo più facile per ridurre i costi delle materie prime nelle cucine professionali: gli alimenti possono essere lavorati tutti in una volta e tenuti sempre a portata di mano per molti più giorni, si riducono gli sprechi alimentari a fine giornata e i clienti ricevono piatti freschi con ingredienti come appena preparati. Vantaggioso per tutti.

In questo i contenitori e i coperchi per sottovuoto Clear Fresh PRO possono davvero fare la differenza: sfruttando tutti i vantaggi del sottovuoto sono capaci di conservare gli alimenti fino a 4 volte più a lungo in tutta la loro freschezza. Grazie a questo sistema facile da usare, gli aromi, i colori e i sapori degli alimenti saranno freschi come appena preparati, anche dopo giorni. Un ottimo modo per risparmiare sui tempi di preparazione e ridurre notevolmente gli sprechi, per una gestione della cucina davvero professionale ed efficace.

I contenitori sottovuoto professionali Clear Fresh

A differenza dei classici metodi di conservazione, con i contenitori per sottovuoto professionali Clear Fresh è possibile mantenere a lungo anche gli alimenti più delicati come verdura in foglie, affettati, pasta ripiena, sughi e salse. Il vuoto si crea in soli 5 secondi grazie alla potente pompa senza fili, e ogni contenitore può essere sigillato e riaperto più volte al giorno in un attimo. I materiali sono inoltre pensati appositamente per l’horeca: incredibilmente resistenti agli urti, lavabili nelle lavastoviglie industriali, congelabili o utilizzabili in microonde senza perdere la loro tenuta estrema.

I coperchi per sottovuoto Clear Fresh PRO hanno un ulteriore vantaggio: il loro formato universale Gastronorm li rende compatibili con le bacinelle e i vassoi più diffusi nella ristorazione. In questo modo si può usare un solo contenitore per preparare, servire e conservare ogni genere di alimento. Un bel vantaggio per chi, come i bar, i ristoranti e le pizzerie, ha bisogno di tenere sempre a portata di mano ingredienti freschi e porzioni pronte.

Con Clear Fresh PRO puoi soddisfare i tuoi clienti e iniziare a conservare gli alimenti in modo intelligente, senza sforzo e soprattutto senza sprechi di tempo e risorse.

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San Marino cerca gestore per il Nido del Falco

Nido del Falco San Marino
La Repubblica di San Marino ha emesso un bando internazionale rivolto agli imprenditori interessati alla riqualificazione e gestione del prestigioso immobile per un’attività di ristorazione. Il bando si chiude il 15 settembre

La Repubblica di San Marino ha emesso un Avviso Internazionale per la ricerca di imprenditori interessati alla gestione di un’attività di ristorazione in uno degli immobili più prestigiosi del territorio, il Nido del Falco, del quale attraverso l’Eccellentissima Camera è proprietaria. Si tratta di un immobile che vanta tra le sue peculiarità una veduta panoramica eccezionale sulla Romagna, la costa dell’Adriatico e scorci suggestivi di monti e colline marchigiane.

Proprio la peculiarità della sua posizione, incastonato nel sito Unesco, con le Tre Torri al suo fianco, lo rendono un candidato ideale a divenire uno dei simboli dell’unicità di San Marino nel mondo, perseguibile solo attraverso una strategica collaborazione tra Stato e soggetti professionalmente riconosciuti a livello internazionale, che ne possano valorizzare ancor più la bellezza naturale.

Il Nido del Falco è da ritenersi un sito di importanza strategica nell’ambito dello sviluppo di progetti di valorizzazione turistica, anche con riferimento al prodotto turistico “Wedding”, finalizzato a incentivare e agevolare la celebrazione dei matrimoni in Repubblica dei cittadini stranieri e dei relativi ricevimenti, con l’obiettivo di realizzare un ampliamento dell'offerta turistica.

Valorizzazione turistica del territorio

L’iniziativa è in linea con il Piano Strategico per il Turismo della Repubblica di San Marino che intende riposizionare San Marino come destinazione turistica a livello internazionale grazie all’apertura e al rinnovo di strutture per l’accoglienza e al miglioramento e al potenziamento dei servizi offerti, creando i presupposti per nuove forme di attrattività turistica. L’idea è quella di valorizzare l’immobile mediante interventi di riqualificazione, tesi alla ristrutturazione e rimodulazione della funzione per renderlo un’eccellenza per il territorio della Repubblica di San Marino. La Repubblica concederà l’immobile in uso gratuito previa garanzia degli interventi di riqualificazione.

Come partecipare

L’avviso internazionale esplorativo è pubblicato sul portale www.gov.sm, nella sezione “Bandi, Appalti ed Avvisi Pubblici”. Il termine per la presentazione della manifestazione di interesse e della relativa documentazione è fissato per le ore 12.00 del giorno 15 settembre 2022 secondo le modalità contenute nell’avviso.

Interattivo, divertente, funzionale: il nuovo sito di Engine è online

Engine Gin sito
Grafica accattivante, ricco di contenuti, facile da navigare, Engine.Land propone un viaggio immersivo nel mondo del gin 100% bio nato nelle Langhe. Sempre con il suo stile originale e irriverente

È nato ed è online Engine.Land, il nuovo sito di Engine. La nuova piattaforma propone un viaggio immersivo nel mondo del gin artigianale, 100% biologico e 100% italiano, nato nelle Langhe. E lo fa in modo originale, grazie a un’interfaccia coinvolgente, divertente e facile da usare, che riflette la visione e l’identità pop del marchio.

Accedendo al sito il visitatore si trova a navigare in ambienti 3D curati nel minimo dettaglio, dalla creazione di render realistici alle animazioni dettagliate, dalle illustrazioni personalizzate agli adesivi che riecheggiano i colori e lo stile di Engine. A caratterizzarli il design retrò in puro stile anni Ottanta e il continuo rimando al mondo dei motori: i due elementi sui quali è stata costruita l’immagine originale e irriverente del brand.

Ricco di contenuti

Esteticamente accattivante e curatissimo, il sito lo è altrettanto per quanto riguarda i contenuti. Oltre al completo identikit del gin, facendo una sosta nella sezione The Fridge!, il frigo virtuale, si può approfondire la conoscenza degli ingredienti e delle botaniche con le quali è realizzato il prodotto: l’alcol di frumento biologico, l’acqua delle sorgenti del Monviso, il ginepro toscano,  la salvia di Alta Langa, il limone di Sicilia, la radice di liquirizia calabrese, la rosa di damascena del Piemonte, gli oli essenziali.

Altrettanto interessante per i professionisti del bancone la Vending-Machine, la sezione dove vengono presentati 8 signature cocktail Engine, dal Nitroni all’Ultimate Martini, completi di ricette e procedimento di preparazione anche scaricabili (in pdf).

Un ponte tra bartender e consumatore

Non manca, infine, lo spazio di e-commerce, con la sezione Market che riflette due elementi innovativi e caratterizzanti dell’intero progetto Engine. Il primo è di porsi come ponte tra il mondo bartending e il consumatore finale. Non a caso sullo scaffale virtuale è presentata e si può acquistare l’intera gamma di prodotti della Engine Gin Collection, che, oltre alle iconiche latte di Engine Gin, comprende diverse altre proposte pensate per il mercato domestico, come la linea di kit completi di tonica e materiali di servizio, come gli SpeakEasy Kit o gli Ice Bucket.

A entrambi i segmenti di mercato si rivolge invece il nuovo Engine GT- Il Gin Tonichino delle Langhe, il ready to drink dal grado alcolico moderato (alc 7,5% in vol), fatto in collaborazione con Baladin, che ha realizzato un’acqua tonica ad hoc. In lattina (237 ml) con tappo a strappo che, una volta tirata la linguetta, diventa un bicchiere dal quale bere comodamente, il prodotto è destinato sia al consumo domestico sia alle realtà del fuoricasa che, pur non avendo un bartender, vogliono proporre un drink di qualità o per la vendita d’asporto.

Sempre nella sezione marketing si può scoprire poi la collezione Ready to wear, ovvero la linea di t-shirt, felpe, pantaloni e altri accessori a marchio Engine: Prodotti che esprimono il secondo elemento caratterizzante di Engine: essere un brand che può espandersi anche a settori esterni al mondo spirit, grazie alla sua forte identità. Identità che il nuovo sito contribuisce a rafforzare ulteriormente.

La michetta dal 2034, il ritorno al futuro secondo Davide Longoni

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Michetta Davide Longoni
Il panificatore riscopre uno dei pani simbolo degli anni Settanta di Milano e ne ripropone la sua versione: la michetta dal 2034

Se c'è un simbolo gastronomico che rappresenta la Milano degli anni Settanta, questo è la michetta. Per questo Davide Longoni, uno dei protagonisti della panificazione contemporanea, ha deciso di riproporre questo panino in chiave moderna. Si chiamerà "la michetta dal 2034" e sarà in vendita nella sua bottega del Mercato Centrale.

Ritorno al futuro

In un’epoca dove i pani di grande formato, realizzati esclusivamente con lievito madre e lunghe lievitazioni sono diventati i protagonisti dei banchi dei panifici moderni, Davide Longoni decide di guardarsi indietro e di pescare dalla tradizione panificatoria regionale, la michetta o, per dirla alla milanese, micchetta. Questo pane si fa risalire al periodo della dominazione austroungarica in Lombardia. Furono loro a portare a Milano alcune novità alimentari tra cui un piccolo panino chiamato kaisersemmel. I milanesi lo italianizzarono trasformandolo nel classico panino soffiato, privo di mollica, che conosciamo ancora oggi. Gli diedero il nome di micca o micchetta, che originariamente significava briciola. Nel corso degli ultimi decenni del secolo scorso, la “soffiatura” è diventata l’elemento predominante da ricercare. Viene ottenuta grazie all’utilizzo di farine sempre più di forza e proteiche, evoluzione che Davide Longoni ha visto e vissuto da vicino nel panificio di famiglia. Negli ultimi anni, la michetta è andata via via scomparendo, resistendo solo in pochi panifici di paese. Qui si può trovare la versione molto soffiata con una durata di poche ore, ormai poco attraente per i consumatori di pane moderno.

Davide Longoni Michetta
La michetta di Davide Longoni
«Quella che abbiamo fatto è un’operazione di “ritorno al futuro” - spiega il panificatore milanese - giochiamo con questo ossimoro per esprimere l’apparente contrasto tra il ritorno, che richiama il passato, e il futuro, che qui invece si fondono all’interno di un pane della tradizione regionale lombarda rivisitato in chiave contemporanea, futuristica. Il pensiero all’interno del nostro panificio è rivolto all’innovazione, che però può essere applicata anche al passato, dando vita a un processo creativo molto interessante e stimolante». Dopo aver gettato le basi per il cosiddetto “pane moderno”, oggi praticato in tutto il Paese, Longoni si è messo alla prova con la michetta. Sente, infatti, di aver raggiunto la maturità artigiana necessaria per confrontarsi con un grande classico. La sua michetta dal 2034 è realizzata con farine di filiera piemontese provenienti da Mulino Sobrino, farine certificate biologiche, non trattate e non tecniche. Ciò permette di ottenere un prodotto meno soffiato e più morbido rispetto alla michetta degli anni Settanta.
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L'apecar con cui Davide Longoni porterà in giro la sua michetta

Dove trovare la michetta dal 2034

La michetta dal 2034 sarà in vendita, a partire da lunedì 12 settembre, sull'apecar del panificio, allestita in tema, all’ingresso del Mercato Centrale a Milano, e sarà disponibile in versione imbottita per un pranzo al volo o per una sosta golosa all’interno del Mercato, un vero e proprio street food. Le farciture varieranno in base alla stagionalità degli ingredienti, mantenendo alcuni classici, primo fra tutti la michetta con la mortadella, il primo abbinamento che sorge spontaneo nella mente delle persone alla domanda «la michetta con …?».

Perlino celebra Asti con il vermouth premium Corsieri del Palio

Perlino vermouth Corsieri del Palio
Nelle due versioni Rosso e Bianco, il nuovo vermouth della casa astigiana, ottimo come aperitivo, è ideale anche per la miscelazione, sia come ingrediente dei grandi classici sia per nuove creazioni, come mostra la ricetta di Fabio Camboni

Perlino, storica azienda piemontese che dal 1905 produce spumanti e vermouth, rafforza il legame con la sua città natale, Asti. Lo fa con il suo nuovo prodotto, il Vermouth di Torino Corsieri del Palio, che rende omaggio alla città e al suo passato medievale celebrandone uno dei simboli il Palio, la tradizionale festa che culmina con la celebre corsa dei cavalli montati a pelo che si corre dal XIII secolo. Non a caso proprio il giorno del palio, lo scorso 4 settembre, è stato scelto da Perlino per il lancio internazionale del prodotto.

Il nuovo prodotto premium, disponibile nelle due versioni, Rosso e Bianco (entrambe con alc 16,5% in vol), è realizzato secondo un’antica ricetta dell’azienda, che è un omaggio alla tradizione del territorio. La sua base è una selezione di vini bianchi italiani, tra i quali il Moscato, che dona al prodotto finale la sua tipica aromaticità, e altri vitigni del Sud della Penisola che conferiscono sapidità e calore. La ricetta prevede poi un’accurata selezione di erbe e spezie, infuse singolarmente a caldo o estratte a freddo e solo successivamente miscelate, dopo che tutto il profumo e l’aroma sono stati assorbiti dai singoli infusi.

Per quanto riguarda il Vermouth di Torino Corsieri del Palio Rosso, tra le principali, oltre l’indispensabile artemisia, ci sono mirra, macis, rabarbaro, cannella, scorze di arancio amaro e dolce, vaniglia bourbon, balsamo di tolù, zafferano. Mentre per il Bianco, che tra l’altro prevede solo l’infusione singola a freddo delle botaniche, le principali sono santoreggia, genziana, genzianella, coriandolo, arancio amaro, rabarbaro, camomilla, sambuco (sempre, ovviamente, oltre l’artemisia).

Carattere ed equilibrio

Entrambi dal sapore deciso ed equilibrato, la versione Rosso si caratterizza per il colore rubino ambrato, il profilo strutturato, il gusto dolce con un piacevole retrogusto amaro di artemisia e i delicati e intensi sentori di agrumi e spezie: nel suo complesso bouquet emergono forti note di arancia amara e dolce, rabarbaro, cannella, vaniglia e genziana.

Il retrogusto persistente di artemisia caratterizza anche il Vermouth di Torino Corsieri del Palio Bianco, dal colore oro pallido, e dal sapore morbido, generoso e delicatamente speziato, con note di cannella e vaniglia. Al naso spicca per il suo aroma complesso, con note vinose, di chiodi di garofano e noce moscata, con delicati sentori di tiglio e spezie.

Per grandi classici e non solo

Perfetti come aperitivi, da servire freschi a una temperatura ottimale di 6-8 °C, lisci o abbinati a una tonica di qualità, i vermouth Corsieri del Palio sono anche eccellenti ingredienti per la mixology, in particolare per i grandi classici, tra i quali il Negroni e il Manhattan, ma anche per creazioni nuove. Tra queste un esempio è Occhio al Palio, long drink creato creazione dal bartender Fabio Camboni per celebrare e rievocare l’atmosfera di festa del Palio di Asti e realizzato miscelando Corsieri del Palio Rosso con London dry gin, Amaro Santoni, sciroppo di bosco home made, succo di limone fresco, chiudendo con un top di Prosecco Perlino e decorando con fiori e frutti di bosco.

I nuovi prodotti ampliano l’offerta vermouth dell’azienda, da 6 anni entrata a far de La Martiniquaise Bardinet, secondo gruppo francese degli alcolici, che conta i Vermouth Perlino Rosso, Bianco ed Extra Dry, e il Vermouth di Torino Riserva del Palio (leggi Riserva del palio, il nuovo vermouth di Torino premium di casa Perlino) e quelli a marchio Martelletti e Filippetti, storiche realtà piemontesi acquisite nel tempo dall’azienda.

La ricetta
Occhio al Palio
di Fabio Camboni

Occhio al Palio_Fabio Camboni
Ingredienti:
30 ml Vermouth Corsieri del Palio Rosso, 40 ml London dry gin, 10 ml Amaro Santoni, 15 ml sciroppo di bosco homemade*, 30 ml succo di limone fresco, top di Prosecco Perlino

*Sciroppo di bosco homemade: ingredienti: 30 g lampino freschi, 20 g mirtilli freschi, 3 g fiori di campo disidratati, 1 g melissa fresca, 3 g acetosella fresca; Preparazione: preparare uno sciroppo di zucchero (500 ml acqua, 650 g di zucchero) e lasciare raffreddare. Mettere tutti gli ingredienti in una busta per il sottovuoto, sigillare in sottovuoto al 99% e cuocere in vasca termostatica per 1,5 ore. Una volta raffreddato, filtrare e imbottigliare
Preparazione:
shake
Decorazione:
erbe aromatiche, fiori e frutti di bosco,
Bicchiere:
Collins

Boris Francesconi è il nuovo direttore operativo di Cattel

Boris Francesconi_Cattel
Il manager milanese, con un ricco bagaglio di esperienze nella gestione logistica di grandi aziende, è stato chiamato a dirigere il reparto Operativo della realtà veneta di distribuzione alimentare per il fuoricasa

Novità nell’organigramma di Cattel. L’azienda veneta, tra le maggiori realtà italiane della distribuzione di prodotti alimentari per il fuoricasa, ha scelto Boris Francesconi come suo nuovo direttore operativo. Il manager si occuperà del coordinamento e dell’ottimizzazione delle attività operative e progettuali di Cattel.

Milanese di nascita, Francesconi, da poco entrato nell’organico dell’azienda, vanta un ampio know-how in ambito gestionale e logistico. Laureatosi presso il Politecnico di Milano, ha iniziato la sua carriera professionale indirizzandosi nell’ambito della gdo, lavorando per alcune dei maggiori player italiani del settore, iniziando con il Gruppo Pam e poi con Esselunga, accumulando importanti esperienza nella conduzione di magazzini logistici. Le successive esperienza lavorative gli anno permesso di ampliare le sue conoscenze ad altri settori, spaziando dal medicale con l’esperienza fatta in Bomi Group a quello dei trasporti logistici di grandi realtà quali Kuehne+Nagel, Arcese e Cab Log. Esperienze che gli hanno consentito di completare un articolato bagaglio di competenze con importanti skill in materia di e-commerce e digital.

Una varietà e ricchezza di conoscenze, maturate in Italia e all’estero, che lo hanno reso agli occhi dei vertici di Cattel il profilo ideale per affidargli la gestione ne hanno fatto il profilo ideale per i vertici di Cattel per la gestione del cuore dell’azienda. Il manager dirigerà un polo attrezzato di circa 20.000 metri quadrati che comprende tre diverse aree stoccaggio e una per la ricezione e spedizione dei prodotti. Per quanto riguarda le prime si tratta dell’Area Gelo, per lo stoccaggio e la preparazione del prodotto da conservare a -20 °C, dell’Area Secco, per lo stoccaggio e la preparazione dei prodotti da stoccare a temperatura ambiente, e dell’Area Fresco, per lo stoccaggio e la preparazione di prodotti a 0-4 °C. A queste si aggiunge l’area ricevimento e spedizione merci a temperatura 0-4 °C. Il tutto governato da una gestione lean che mira a ottimizzare i processi e ad abbattere gli sprechi attraverso procedure di controllo standardizzate e prevalentemente digitalizzate.

 

Mig 2022, criticità delle gelaterie al centro della manifestazione

MIg 2022
MIg 2022
C'è grande attesa per la nuova edizione del Mig 2022, la Mostra Internazionale del Gelato Artigianale. Protagoniste le emergenze del settore

Dal 27 al 30 novembre 2022, a Longarone (Bl), si terrà la nuova edizione della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale. Dopo le limitazioni imposte dal Covid, si preannuncia una manifestazione intensamente frequentata. Torneranno le attività collaterali e i confronti sui temi più caldi del settore. Si rinnova la sinergia con Confartigianato Nazionale Alimentazione sul tema della pasticceria e cioccolateria in gelateria.

Tra formazione pratica e teorica

Durante Mig 2022 ci saranno momenti di formazione teorica e pratica alle dimostrazioni in aree dedicate, fino al coinvolgimento attivo con il concorso “Una pralina in gelateria”. Si celebrerà la granita siciliana attraverso il progetto “Arcipelago Sicilia – Dalle Madonie alle Dolomiti”, nato sotto l’egida di Gelato Officinale, realtà fondata dal chef glacier Maurizio Valguarnera. Inoltre, sempre Valguarnera, docente della Vegan Academy, farà risaltare anche le proprietà del gelato vegano.

Torna il concorso degli istituti alberghieri

Dopo due anni di stop forzato, torna lo storico concorso riservato agli istituti alberghieri e di trasformazione agroalimentare, intitolato al grande Maestro Carlo Pozzi. Rivisto nel regolamento per adeguarsi agli indirizzi post pandemici, sarà ampliato da una prova pratica di preparazione del gelato, prima della consueta passerella del gelato al piatto. Previsto inoltre uno spazio in fiera dedicato alla formazione degli studenti, che saranno ospiti di Longarone Fiere Dolomiti per due giorni.

Eventi a tutto campo e approfondimenti

Il Mig 2022 sarà anche il momento in cui formalizzare le iscrizioni alla 52esima Coppa d’Oro, l’Oscar mondiale del gelato artigianale, che vanterà una giuria internazionale altamente qualificata, grazie alla partecipazione delle Associazioni dei gelatieri europee aderenti ad Artglace e a una delegazione argentina di AFADHYA. «Ci sono tutte le condizioni per una grande MIG - ha spiegato il coordinatore della Mig, Dario Olivier - Abbiamo avuto un rientro dalla pausa estiva molto intenso e nelle prossime settimane si andranno a definire i dettagli attraverso importanti collaborazioni. Eventi a tutto campo con approfondimenti soprattutto utili per il gelatiere e con il fondamentale contributo delle stesse aziende espositrici».

«Soluzioni per la crisi energetica»

«La Mostra Internazionale del Gelato ha voluto fare lo scorso anno una importante scelta green, a favore della sostenibilità - ha sottolineato Gian Angelo Bellati, il Presidente di Longarone Fiere Dolomiti - Proprio dagli incentivi europei e nazionali a favore di un rinnovamento possono arrivare le soluzioni migliori per l’attuale crisi energetica che sta soffocando le gelaterie. A Longarone quindi, dal 27 al 30 novembre, ci si confronterà e si proporranno soluzioni anche su questo, in vista del 2023. Potendo contare sul fatto che il gelato artigianale rimane protagonista indiscusso della bella stagione e simbolo del Made in Italy nel mondo».

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