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Peroni Libera 0,0% correrà in F1 con Aston Martin Team

Peroni Libera 0,0% sponsor Aston Martin Team F1
I piloti di Aston Martin Cognizant Team F1 Lance Stroll e Sebastian Vettel

Al debutto in Formula 1, il team Aston Martin Cognizant sarà sponsorizzato dalla birra nonalcolica premium Peroni Libera 0,0% all'insegna dello stile anglo-italiano.

Il 28 marzo prossimo scatta la 72.a stagione del Campionato Mondiale di Formula 1 sul circuito dell'Emirato del Bahrein. Tra le dieci squadre in gara, da segnalare la scuderia inglese Aston Martin Team (motore Mercedes) che ha cambiato livrea (da quella inguardabile rosa confetto Bwt) e title sponsor (da Red Bull a Cognizant Business Solutions) schierando, accanto al giovane pilota canadese Lance Stroll (figlio del finanziatore del team Lawrence Stroll), il veterano tedesco Sebastian Vettel (ex Ferrari, quattro volte Campione del Mondo F1).

Presente in oltre 70 paesi del mondo, Birra Peroni (Asahi Europe & International) diventa global partner della scuderia Aston Martin F1 puntando sulla versione completamente nonalcolica Peroni Libera 0,0% in linea con la promozione di una guida sicura. Un lancio internazionale all'insegna dello stile (e della passione sportiva) anglo-italiano che si affianca a quello recente della "sorella" Nastro Azzurro Zero prodotta con mais nostrano con un particolare processo fermentativo effettuato a una temperatura più alta (22-23 °C), triplo luppolo e con un lievito speciale che fermenta solo gli zuccheri semplici. Oltre che essere completamente nonalcolica, Peroni Libera 0,0% si differenzia dall'analcolica Nastro Azzurro Zero (che per legge non può superare l'1,2% di alcol) per note agrumate più accentuate e un gusto amaro più intenso che rende la birra vivace e rinfrescante.

«La partnership è in linea anche con il crescente impegno in tema di consumo responsabile del nostro gruppo - ha affermato Richard Ingram, Global Brands Director in Asahi Europe & International - che punta a incrementare del 20% la gamma dei prodotti analcolici in gamma. Intendiamo creare un sodalizio tra due brand iconici come Peroni Libera 0,0% e Aston Martin con sinergie straordinarie in termini di stile, heritage e passione».

«Dopo quasi sessantanni di assenza dalle gare sportive - ha precisato Lawrence Stroll, presidente di Aston Martin Cognizant Formule One Team - Aston Martin intende ritornare un marchio protagonista ai massimi livelli dell'automobilismo agonistico, insieme a un marchio iconico dello stile italiano nel campo delle bevande, realizzando una piattaforma comune».

Il logo Peroni Libera 0,0% sarà presente sulle fiancate e all'interno dell'abitacolo del bolide argentato, oltre che sulle tute dei piloti. Inoltre la birra nonalcolica sarà presente all'interno del motorhome di appoggio di Aston Martin Cognizant Formula One Team e sarà distribuita in una serie di eventi pubblici che si svolgeranno nel centro delle varie città coinvolte dal circus della F1.

Ricordiamo che all'interno delle gare di quest'anno di Formula 1, oltre a Peroni Libera 0,0%, saranno presenti altre birre nonalcoliche e analcoliche come Estrella Galicia 0,0% (sponsor del pilota Carlos Heinz e della scuderia Ferrari) e Heineken 0,0% (sponsor di diversi Gran Premi F1).

Nasce Agrodipab, l’associazione dei distributori di alimenti e bevande

Agrodipab
Foto di Patricia Maine Degrave da Pixabay
La nuova associazione, fondata da 18 realtà della distribuzione che operano soprattutto per il canale horeca, nasce per dare una rappresentanza unica e forte al comparto, duramente colpito dalla crisi

“L’unione fa la forza” recita un vecchio adagio. E a unire le loro forze sono i grossisti della distribuzione di prodotti alimentari e di bevande, dando vita ad Agrodipab, la loro associazione di categoria.

Fondata da 18 realtà del settore, che operano principalmente per il canale horeca, la nuova associazione nasce con l’obiettivo di creare un network di imprese che si ponga come interlocutore attivo nei confronti delle istituzioni nazionali e locali per tutelare gli interessi e promuovere le istanze di una categoria che attraversa un momento di grande difficoltà.

Una categoria posta in grave sofferenza dall’emergenza sanitaria e che rappresenta un anello fondamentale della filiera agroalimentare. Un anello che conta oltre 4.000 imprese che danno lavoro a più di 50.000 persone e che, considerando l’indotto, occupa oltre un milione di lavoratori, ma che finora non ha ricevuto la giusta attenzione da parte dei decisori politici.

«Un macrocosmo economico che sta subendo pesantemente il rallentamento delle attività dei pubblici esercizi e delle realtà economiche di destinazione del prodotto distribuito con perdite di fatturato che si attestano mediamente intorno al 60% - spiega a bargiornale.it Giuseppe Maria Arditi, vice presiedente di Agrodipab e presidente di Ristopiù Lombardia -. Eppure, a fronte di tali numeri il comparto è stato sistematicamente tagliato fuori da ogni forma di sostegno e da ogni forma di ristoro».

Un quadro che peggiora di giorno in giorno, perché, mentre i fatturati calano, le spese continuano a correre. «In tale quadro, abbiamo continuato e continuiamo lavorare per servire al meglio i nostri clienti, investendo nell’acquisto dei prodotti, che poi per via dei continui blocchi delle attività a valle arrivano a scadenza, continuando a informarli sulle novità e mantenendo in piena operatività la logistica per assicurare consegne regolari anche per piccole forniture», prosegue Arditi.

Una situazione alla quale ora si vuole dare una svolta. «Dalle criticità di questa crisi abbiamo voluto però cogliere l’opportunità di unire le forze per portare al centro dell’attenzione politico-istituzionale il nostro comparto, suggerendo le migliori strategie per la sua rinascita e guardare con un occhio positivo al futuro, conclude il vice presidente di Agrodipab -. A questo scopo abbiamo già avviato un confronto fattivo con i parlamentari di tutti gli schieramenti ai quali abbiamo già presentato il nostro progetto e tratteggiato le nostre proposte e lo stesso stiamo facendo anche nei confronti delle istituzioni locali, con i primi contatti con Regione Lombardia e regione Piemonte».

L’associazione ha la sua sede a Roma, in Piazza San Lorenzo in Lucina, e ai suoi vertici, insieme ad Arditi, durante la prima assemblea generale è stato eletto nel ruolo di presidente Aldo Di Biagio, ex senatore della Repubblica.

I soci fondatori sono: Ristopiù Lombardia, Jolly Gel, Trevigel, Tegel, Oleificio Dei Fiori, Diametro, Cda, Capecchi, Aprilia Food, Didopack, Dulca, Fantozzi, Mondo Alimenti, Sabina Doc, Oleificio Tiber, Dolci Forniture, Dessert, Mega Dolciaria.

Le altre realtà della distribuzione che vi vorranno aderire ne faranno parte in qualità di soci ordinari, mentre altre imprese e realtà, al di fuori del comparto, che la vorranno sostenere saranno accolte come soci onorari.

Ospitalità Italiana nel Mondo, due gelaterie premiate a Sofia

gelato
gelato

Due gelaterie italiane - si chiamano Gelato & Latte e Briciola - e 15 ristoranti hanno ottenuto il certificato Ospitalità Italiana all’estero, riconoscimento promosso da Unioncamere e Isnart (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche) per la salvaguardia e la valorizzazione del Made in Italy nel mondo.

Valutate su accoglienza, attrezzature e approccio eco-compatibile

Le gelaterie insignite del riconoscimento si sono differenziate per aver garantito un’accurata accoglienza, l’uso di particolari attrezzature Made in Italy per la preparazione dei prodotti, lavorando con trasparenza e mediante un approccio eco-compatibile. Sono state premiate nel corso del 1° evento ufficiale Ospitalità Italiana nel Mondo in Europa per il 2021, organizzato dalla la Camera di Commercio Italiana in Bulgaria alla presenza dell’Ambasciatrice d’Italia a Sofia, S.E. Giuseppina Zarra, del Presidente di Isnart, Roberto Di Vincenzo e del Presidente della CCIB Marco Montecchi. Il premio - che vanta una tradizione decennale - viene assegnato alle strutture che valorizzano le tradizioni eno-gastronomiche italiane, l’utilizzo di produzioni agroalimentari del nostro Paese, la promozione del valore autentico del Made in Italy e come contrasto al fenomeno del cosiddetto "italian sounding".

«Un prodotto che ha successo a livello mondiale»

«Nonostante le criticità dovute alla pandemia Covid-19, le Camere di commercio italiane all’estero hanno continuato a fornire nuove opportunità per la promozione del Made in Italy attraverso la rete di Ospitalità Italiana nel Mondo - ha dichiarato il Presidente di Isnart, Roberto Di Vincenzo, in una nota. «Dal settembre 2020 la presenza del marchio è stata allargata alle gelaterie artigianali. Il gelato artigianale è un prodotto di successo per l’Italia, le imprese italiane dominano a livello mondiale il settore industriale delle macchine e prodotti per le gelaterie il cui numero è in costante aumento (108.000 gelaterie nel 2018). Tutti fattori estremamente positivi, che richiedono impegno per non perdere il vantaggio competitivo di questo primato italiano». Il marchio Ospitalità Italiana nel Mondo vanta oggi oltre 2.200 ristoranti italiani in tutto il mondo, con 60 nazioni estere interessate di cui 27 europee e 33 extraeuropee. Sono 73 le  camere di commercio italiane all’estero coinvolte nel progetto di promozione delle eccellenze italiane a livello internazionale.

Nuovo passo dell’espresso italiano verso la candidatura Unesco

Rito del Caffè Espresso

Prosegue il cammino dell’Espresso Italiano verso la presentazione della candidatura a Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. L’ultimo passo compiuto è l’iscrizione del Rito (Arte) del caffè espresso italiano nell’inventario nazionale del Patrimonio agroalimentare italiano - Inpai che individua, cataloga e documenta gli elementi culturali afferenti alle tradizioni agroalimentari tipiche italiane. Si tratta di una tappa fondamentale per ottenere il parere favorevole della Commissione nazionale Unesco; per compiere l’ulteriore passo viene chiesto l’intervento del neoministro alle politiche Agricole Stefano Patuanelli da parte di alcune tra le principali associazioni del mondo del caffè: Consorzio di Tutela Del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, dello IEI - Istituto Espresso Italiano, di Fipe-Confcommercio, del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, dell’Associazione Caffè Trieste e del Consorzio Torrefattori delle Tre Venezie.

Espresso. Foto: Bella Coffee
Espresso. Foto: Bella Coffee

Questa richiesta unanime arriva in un momento di grande difficoltà per tutto il Paese, che mai come ora ha bisogno di sentirsi comunità, anche attraverso un riconoscimento che dia valore a un patrimonio che è proprio di tutti gli italiani, l’espresso, oggi colpito dalle restrizioni imposte dalla pandemia.

Non è dunque un caso se proprio durante le difficoltà, tutti gli attori che condividono questo elemento come cultura Identitaria, si siano uniti per trovare nuovo slancio per un risultato che avrebbe il sapore della rinascita. Perché è di rinascita che la cultura del caffè ha bisogno per recuperare la sua quotidianità. Un ritorno alla normalità che vuole ridare ossigeno a chi contribuisce alla realizzazione di questo rituale con le proprie competenze e si vede penalizzato da chiusure totali o parziali che hanno ridotto il suo giro d’affari. Ma la crisi non è solo economica: priva tutti di un rito che è socialità insita nel modo di vivere degli italiani.

Raccontaci il tuo espressoDa parte loro tutti i consumatori possono dare il proprio sostegno alla candidatura Unesco fino al 18 marzo, lasciando sul sito www.ritodelcaffe.it  una firma e un proprio contributo creativo (una foto, un racconto, una poesia, un disegno) che mostri o narri un’esperienza personale legata al rito dell’espresso al bar.

Spirit low e no alcol in grande crescita. Ma in Italia…

spirit low e no alcol
Floreale e Vibrante, i due "vermouth a zero alcol" lanciati da Martini, non ancora arrivati sul mercato italiano

Prova a indovinare: qual è la categoria di bevande di cui si prevede una crescita superiore al 30% nei prossimi tre anni. Vabbè, se hai letto il titolo con attenzione sei sulla buona strada...

Secondo l'istituto di ricerca londinese Iwsr (in "21 trend per il 2021" trovi anche le loro previsioni sull'intero settore degli spirit), le bevande no e low alcol - che comprendono birra, vino, ready-to-drink e spirit - cresceranno in volume del 31% entro il 2024, trainate dall'incremento dei consumi di Stati Uniti, Germania e Spagna.
La previsione è frutto di uno studio che ha coinvolto i dieci top market in tutto il mondo (l'Italia non c'è, e più avanti scopriremo perché), che raccolgono oltre il 75% dei consumi mondiali. E non si tratta di un rimbalzo dopo un anno terribile: al contrario, il 2020 si è chiuso con una crescita dei volumi dell'1% a livello mondiale.

«Assistiamo, a livello mondiale, a un trend che spinge nella direzione della moderazione nel consumo di alcol - spiega Mark Meek, ceo di Iwsr -, che porta con sé una crescita della domanda verso bevande a basso tenore alcolico o con zero alcol. I produttori hanno un importante ruolo da giocare: sviluppando l'ampiezza dell'offerta potranno sostenere la crescita della categoria e ampliarne l'appeal».

Secondo GlobaData, nei mercati dell'Europa Occidentale il settore dei cosiddetti NoLo spirit tra il 2020 e il 2024 dovrebbe crescere a un tasso medio annuo del 2,6%.

«I consumatori - afferma Holly Inglis, beverage analyst di GlobalData - sono ancor più determinati che nel recente passato a mantenere uno stile di consumo moderato e salutista, con l'obiettivo di un maggior equilibrio, sia fisico che emotivo».

Un segmento dominato dalle birre...

Il segmento delle bevande no/low alcol è dominato da birre e sidro, che insieme - secondo Iwsr - hanno una quota di mercato del 92%. Gli investimenti dei grandi gruppi birrari hanno spinto la categoria, che nello scorso decennio ha registrato tassi di crescita imponenti. In futuro, prevedono gli analisti di Iwsr, saranno soprattutto i piccoli produttori artigianali a dedicarsi con più attenzione a questi prodotti.

Sotto la spinta degli investimenti dei grandi produttori, secondo GlobalData, tra il 2015 e il 2020 nei mercato dell'Europa Occidentale le birre e il cidro con un grado alcolico inferiore allo 0,5% sono cresciute rispettivamente dell'8,4% e del 9,3%.

A crescere più velocemente delle birre, secondo Iwsr, nel prossimi anni saranno in primo luogo le categorie dei vini no/low alcol e dei ready-to-drink (che, insieme, pesano poco più del 7% del mercato): nel periodo 2020-2024 si prevede una crescita media annua rispettivamente del 7 e dell'8% nei 10 maggiori mercati mondiali.

...ma le prospettive migliori sono per gli spirit

Ma a condurre le danze, nei prossimi anni, saranno soprattutto gli spirit no/low alcol (i cosiddetti NoLo spirit): «Allo stato attuale - spiegano a Iwsr - la loro quota di mercato è minima, pari allo 0,6%. Ma nel biennio 2019-2020 le vendite hanno registrato una crescita del 32,7%. E per il quinquennio 2020-2024 si prevede un tasso di crescita medio annuo del 14%, il più elevato della categoria«.

«Gli spirit low alcol sono una categoria con volumi inferiori a quella degli spirit no alcol - afferma Sophia Shaw-Brown, senior insight manager di Iwsr - ma ci aspettiamo per entrambe una crescita importante, grazie anche al lancio di nuove versioni low alcol di brand consolidati o alla maggiore familiarità dei consumatori verso le versioni zero alcol dei prodotti». Ne sono esempi recenti il lancio da parte di Pernod Ricard delle versioni light del gin Beefeater e del whisky Ballantine's (20% alc.) e del vermouth alcol free Floreale di Martini&Rossi.

Il motivo principale per cui i consumatori si stanno spostando verso le versioni light è per "evitare gli effetti legati al bere alcol", come conseguenza di una più generale tendenza a salute e benessere nei consumi alimentari: «Il 58% di chi sceglie gli spirit no/low alcol - spiegano gli analisti di Iwsr - lo fa preferendoli alle versioni classiche nella stessa occasione di consumo. Solo il 14% dichiara di non bere alcol». E la scelta non è tanto una questione di prezzo, ma di gusto.

Secondo il GlobalData's consumer survey 2019, il 54% degli europei è attratto dai drink analcolici o a basso tenore alcolico. «I consumatori - spiega ancora Inglis - sono disponibili alla sperimentazione, soprattutto verso i prodotti premium innovativi. Ci aspettiamo che entro il 2024 i consumi di NoLo spirit in Europa toccheranno i 120mila litri».

L'Italia? Avanti piano

Per l'Italia, le prospettive appaiono più dilatate nel tempo: «In Italia - spiega l'analista Chris Young di Iwrs - il segmento delle birre no/low alcol è ancora modesto in termini di volumi, ma è destinato a crescere in misura importante, anche se nei prossimi 2-3 anni non ne vedremo grandi balzi in avanti. La questione è che la birra è già considerata dai consumatori come una categoria low alcol rispetto a vino e spirit. E gli italiani più attenti al tema della salute che bevono birra non sono interessati alla versione analcolica o light. Ci vorrà ancora qualche anno per convincere i potenziali clienti che passare alla versione zero alcol non implica una rinuncia in termini di gusto».

«Nel periodo 2015-2019 - spiega ancora Inglis di GlobalData - il segmento delle birre no e low alcol in Italia è cresciuto a un tasso medio annuo dell'11,7%, passando da 75mila a oltre 116mila ettolitri. Nel 2020 il calo è stato a due cifre, ma ci aspettiamo una ripresa della crescita».

«La crescita dell'attenzione ai temi del benessere e della salute da parte dei consumatori italiani - continua Inglis - produrrà un interesse crescente anche verso i NoLo spirit. Per i produttori, si apre la possibilità di innovare con prodotti premium con un posizionamento  cosiddetto ‘health-halo’ (i prodotti "con aria salutista", ndr) per conquistare nuovi segmenti di clientela».

 

I rum Discovery di La Maison du Rhum la nuova esclusiva di Rinaldi

Rinaldi 1957 rum Discovery
Da Panama alle Antille, dal Paraguay a Barbados il viaggio sensoriale nel mondo del rum nel quale conducono i quattro super premium della nuova collezione

Si amplia ancora la gamma di esclusive di Rinaldi 1957. Il catalogo dell’azienda bolognese (vedi qui la precedente novità Westward American Single Malt arriva in Italia con Rinaldi 1957)

si è appena arricchito della nuova linea di rum super premium Discovery di La Maison du Rhum, marchio francese che nelle sue collezioni raccoglie alcune delle espressioni più alte e particolari del distillato di canna da tutte le parti del mondo. Ogni collezione, curata da François-Xavier Dugas, amministratore della società, nasce infatti per offrire un viaggio sensoriale nel mondo del rum nelle sue diverse sfaccettature, attraverso una scelta di prodotti che con i loro profili esprimono le peculiarità della loro materia prima, terra di origine e scelte dei maestri distillatori.

La linea Discovery, pensata anche per il bartending, si compone di quattro referenze, tutte in bottiglia da 70 cl dal design accattivante: Discovery-Paraguay Bio, Discovery-Antilles, Discovery-Barbados e Discovery-Panama Anejo.

Discovery-Paraguay Bio (alc 45% in vol) è un rum bianco in stile spagnolo, distillando da puro succo di canna da zucchero coltivata con metodo biologico in Paraguay. Trasparente e cristallino alla vista, si presenta al naso con fresche note fruttate di papaya e frutto della passione sentori di agrumi e note di canna. Da servire liscio o con ghiaccio, è equilibrato al palato, dove lascia esplodere le sue note di frutta tropicale, con un finale lungo e persistente.

Con puro succo di canna è ottenuto anche Discovery-Antilles (alc 45% in vol), un agricole distillato nei Caraibi francesi. Trasparente, si caratterizza per il suo aroma dalle fresche note di fiori di canna e di eucalipto, mentre al palato presenta le tipiche note vegetali di questa tipologia di rhum, accompagnate da sentori floreali ed esotici. Da servire liscio è perfetto per la preparazione di cocktail e T-Punch.

In puro stile inglese è invece Discovery-Barbados (alc. 40% in vol), distillato a Barbados da melassa e lasciato invecchiare per 5 anni in botti che in precedenza hanno contenuto Bourbon. Di colore giallo dorato e luminoso, arriva al naso con il suo ampio aroma dal quale emergono note speziate di vaniglia e note che ricordano biscotti, seguite da delicati sentori di cacao, cannella e legno tostato. Al palato è rotondo, morbido e avvolgente, con le sue note speziate di tabacco, frutta passita e delicati sentori legnosi. Ideale sia da servire liscio sia per la preparazione di cocktail.

La collezione si chiude con Discovery-Panama Anejo (alc 42% in vol), rum in stile spagnolo prodotto a Panama. Ottenuto da melassa, viene lasciato riposare per diversi anni in botte di rovere americano e successivamente affinato per tre mesi in botti di Sherry Palo Cortado che gli donano la rotondità e un pizzico di dolcezza che lo caratterizzano e che ne esaltano le delicate note di cannella e vaniglia. Dal colore dorato tendente all’ambra, è ampio e intenso al naso, con piacevoli note di frutta cotta, agrumi e leggeri sentori di spezie e legno.

La grappa va in tv con Spirito d’Uva di Mauro Uva

Mauro Uva protagonista del nuovo format Spirito d'Uva
Mauro Uva protagonista del nuovo format Spirito d'Uva
Mauro Uva sarà protagonista del nuovo programma televisivo di Wine Tv "Spirito D’Uva". Sei puntate in onda dall’8 marzo sul canale Sky 815.

Mauro Uva, autore con Michele Dal Bon di Fucina del Bere, del libro “Grappe: la poesia della vinaccia” (prossimamente su Tecniche Nuove) sarà protagonista del nuovo programma televisivo di Wine Tv "Spirito D’Uva" in onda dall’8 marzo sul canale Sky 815. Il bartender e formatore Mauro Uva (paladino della cultura nel mondo del grappa in miscelazione) e il giornalista Federico S. Bellanca accompagneranno il pubblico lungo un viaggio diviso in sei episodi per scoprire tutti i segreti del nostro distillato nazionale.

Dall’acquavite d’uva al Museo della Grappa, questo tour – con la regia di Michele Tamasco - spazierà dalle Dolomiti fino alla Maremma, per conoscere persone e storie d’impresa e di coraggio. In ogni puntata si parlerà di una diversa distilleria, della sua storia e dei suoi prodotti più evocativi, raccontati per bocca degli stessi maestri distillatori o delle famiglie proprietarie. Un vero e proprio documentario a fil di rame, tra alambicchi e vinacce. Le sei distillerie protagoniste (Bonaventura Maschio, Nardini, Ceschia, Pilzer, Nannoni e Poli) vengono raccontate dagli stessi protagonisti, tra tradizioni antiche e moderni trend, per scoprire l’arte di estrarre la quintessenza di un territorio in forma liquida.

Federico S. Bellanca e Mauro Uva in una scena del nuovo programma Spirito d'Uva
Federico S. Bellanca e Mauro Uva in una scena del nuovo programma Spirito d'Uva

Ci sarà spazio anche per la miscelazione, con le ricette create ad hoc da Mauro Uva, a base di preparazioni territoriali (come sciroppi d’ortica e licheni caramellati) per esaltare ancor di più il legame tra questo spirito e la sua terra d’origine. “Il nostro obbiettivo - spiega il bartender friulano - è far capire che non serve inseguire sempre le mode e buttarsi soltanto su distillati esotici: abbiamo qui in casa un prodotto straordinario, ed è paradossale il fatto che tanti bar non lo tengano in bottigliera. Speriamo con questa trasmissione di mandare un segnale positivo, e che l’esempio possa essere seguito da molti altri bartender”.

 

Grappe: la poesia delle vinaccia

Grappe La poesia della vinaccia
Grappe: la poesia della vinaccia - prossima uscita per Tecniche Nuove Libri

È il libro curato da Michele Dal Bon e Mauro Uva di Fucina del Bere. Un viaggio nel mondo della grappa e di tutto ciò che gli gira intorno: dalle tipologie di vinacce alle fecce, dalle monovitigno alle polivitigno fino ai molteplici alambicchi utilizzati nella distillazione. Il volume recensisce oltre 70 grappe ed è illustrato completamente a colori. Non mancano schede tecniche e di degustazione molto utili sia per i professionisti, sia per gli appassionati o grappa lovers (176 pagine, 24,90 euro).

Speciale Grappa di Bargiornale

Scarica gratis lo di Michele Dal Bon, Mauro Uva e Fulvio Piccinino. Con schede prodotto a cura di Julian Biondi. Lo trovi nella sezione contenuti extra di Bargiornale Premium.

Mauro Dandy Uva e Michele "Mighe" Dal Bon

Mauro Uva e Michele Dal Bon di Fucina del Bere

Mauro "Dandy" Uva. goriziano, inizia la sua carriera in locali di punta del goriziano e di lignano. trasferitosi a belluno lavora in locali top dove si dedica alla miscelazione territoriale. michele “mighe” dal bon, veronese, lavora come bartender e trainer in scuole del veneto. titolare dal 2004 di attività nel settore beverage, è un appassionato di storia e tradizioni.

Magnum celebra Dante con una limited edition dedicata alla Divina Commedia

Magnum Inferno stecco
Magnum Inferno
Magnum Inferno, Purgatorio e Paradiso le referenze che celebrano il 700° anniversario della morte del poeta. Disponibili da marzo ad agosto, ognuna per due mesi. Si parte con Inferno

Il 2021 è l'anno delle celebrazioni dedicate a Dante Alighieri. Ricorrono infatti i settecento anni dalla morte del poeta. Anche Magnum, il brand di gelato premium di Unilever, ha voluto celebrare l’importante anniversario con una limited edition che rende omaggio alla Divina Commedia. La limited edition è composta da tre referenze dell’iconico gelato su stecco, ognuna delle quali ispirata a una cantica del capolavoro della letteratura italiana: Magnum Inferno, Magnum Purgatorio e Magnum Paradiso.

L’uscita delle tre referenze “dantesche”, realizzate anche in versione wrap, è stata scaglionata in sei mesi, così da accompagnare gli amanti del gelato in un viaggio di gusto attraverso i tre mondi del poema. Si comincia, quindi con Magnum Inferno, dal gusto avvolgente e intrigante che nasce dalla fusione tra dolce e salato. Disponibile dal primo marzo fino a fine aprile, è infatti composto da una croccante copertura di cioccolato fondente con pezzetti di sale che custodisce un cuore di gelato al carbone vegetale con panna e una delicata variegatura al lampone. Da maggio a fine giugno sarà invece disponibile Magnum Purgatorio, per concludere, a luglio e agosto, con Magnum Paradiso, versioni queste ultime due al momento tenute segrete.

Per ognuna delle limited edition è stato inoltre realizzato un diverso packaging a richiamarne le caratteristiche principali, con simboli e colori unici e coinvolgenti, su ognuno dei quali è riportata una terzina che, ispirandosi a una terzina della cantica di riferimento ne dà l’interpretazione secondo Magnum, svelando insieme le peculiarità del gelato. Per Magnum Inferno, i colori sono il rosso e il nero, mentre la terzina recita: “Del salato fondente, dolce amore, mi prese quel piacer sì forte che come vedi sapor ha di lampone”.

il progetto MagnumxDante

Accompagna il lancio della limited edition un piano di comunicazione multicanale (spot Tv, adv, social) che prevede il rilascio programmato di contenuti in modalità teaser, reveal and closure relativi ai tre mondi raccontati nelle cantiche della Divina Commedia.

Per quanto riguarda gli spot Tv, tre dedicati ognuno a una versione del gelato e della durata di 30 secondi, sono stati girati interamente a Roma dal regista Enea Colombi, e hanno come protagonista la giovane modella Marica Ranno, in tre ambientazioni diverse, legate da simboli che attraversano tutta la narrazione e conducono a scoprire le caratteristiche nascoste di ogni mondo al quale si accede da un ascensore che spalanca le porte di Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Le limited edition fanno parte del più ampio progetto MagnumXDante, che il brand ha realizzato con la Società Dante Alighieri. Un progetto culturale che vedrà nel corso dei sei mesi l’avvio di diverse iniziative, tra le quali Dante Live’s Week, che coinvolgerà i giovani talenti delle scuole di teatro di tutta Italia che daranno vita in diverse città a originali performance sui versi della Divina Commedia. Un’iniziativa che il brand ha volute lanciare per sostenere i giovani attori in un period particolarmente difficile per il mondo del teatro.

Candida le tue ricette per Firenze, 1a tappa di Baritalia Lab

Candida la tua ricetta per la prima tappa di Baritalia Lab a Firenze mandandoci le tue ricette (al massimo 5) con i prodotti del paniere messo a disposizione dalle aziende partner. Il tema di quest’anno del laboratorio di miscelazione itinerante organizzato da Bargiornale? Il cocktail più ordinato di sempre: il “Fai Tu!

Esatto! Per questa edizione di Baritalia Lab il tema è libero! La sfida è rivolta ai bartender maggiorenni e dallo spirito libero. Puoi consultare il regolamento completo a questo indirizzo.

Ti basterà selezionare il prodotto sponsor con il quale partecipare, scegliere almeno un altro prodotto dal nutrito paniere delle aziende sponsor (vedi l'elenco completo in fondo) e inviarci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match. La sfida di Baritalia Firenze è riservata a chi come te è un bartender professionista e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta andrai direttamente in gara. In giuria troverai un ambassador per ognuna delle aziende partner. Ai coach delle aziende si affiancheranno giudici diversi di tappa in tappa, selezionati fra i maggiori esperti di mixology della città.

Per la tappa di Firenze in giuria avremo come giudici d'onore i rappresentanti dei migliori locali della città.

MAD (Borgo San Frediano; 36\38 R)
Lo street bar più casinaro, dove tutto può succedere
 
RASPUTIN (Borgo Tegolaio, 21 R)
Il bar più segreto, da qualche parte a Santo Spirito 
 
LOVE CRAFT (Borgo San Frediano, 24 R)
Il Whisky bar che vorresti avere sotto casa 
 
LOCALE (Via delle Seggiole, 12 R)
Palazzo storico di fermenti e alchimie
 
GUNE' (Via del Drago D'Oro, 1\3 R)
Ristoro per ultimi romantici e innamorati della bellezza
 
GILLI (Via Roma, 1 R)
Ritrovo storico di letterati e negroniani
 
MOVE ON (Piazza di San Giovanni 1 R)
Arte, musica e cocktails. Cosa chiedere di più?
 
FLOREAL (Borgo San Frediano, 27 R)
Fiori sgargianti, bicchieri di cristallo e tanta agave
PANICALE (Via Panicale, 7 R)
Il cocktail pub che fa il panico tra i banchi del mercato
 
FUK (Via Giuseppe Verdi, 19 R)
Quando essere impopolari diventa cool
DITTA ARTIGIANALE (Via dello Sprone, 5 R)
L'incontro tra 28ml di caffè e 50 di London Dry
 
FUSION BAR @ HOTEL GALLERY (Vicolo dell'Oro, 3)
Tecnica giapponese, ospitalità inglese e godimento nikkei
 
ATRIUM BAR @ FOUR SEASONS (Borgo Pinti, 99)
I dettagli fanno la perfezione. La perfezione non è un dettaglio. 
 
MANIFATTURA (Piazza San Pancrazio, 1)
Miscugli ardimentosi 100% manufatti in Italia

 

Come inviare la ricetta

Niente di più facile. Puoi inviare la tua ricetta per Baritalia Firenze in 5 facili mosse: registrati in pochi secondi su Bargiornale Premium, clicca su Baritalia Lab, seleziona la tappa alla quale vuoi partecipare, scegli dal menu a tendina il prodotto-base con cui creare il tuo drink, seleziona gli altri prodotti, invia la tua ricetta.

I prodotti-base 

  • Cointreau (MOLINARI)
  • Campari (CAMPARI GROUP)
  • Gamma Organics (RED BULL)
  • Amaro Nonino Quintessentia (NONINO)
  • Tequila Ocho 100% (COMPAGNIA DEI CARAIBI)
  • Tequila Corralejo (COCA-COLA HBC Italia)

CANDIDA LA TUA RICETTA

I prodotti del paniere generale di Firenze

  • Bitter lemon Organics by Red Bull
  • Gin Bulldog
  • Gin Grifu Limu
  • Gin The Botanist
  • Gin Whitley Neil Blood Orange
  • Ginger Ale Organics by Red Bull
  • Grappa Nonino 43
  • Grappa Nonino Monovitigno Il Moscato
  • Grappa Nonino Vendemmia Riserva 18
  • Rum Mount Gay
  • Rum Peacky Blinder Spiced
  • Sambuca Molinari Extra
  • Tonic Water Organics
  • Tonic Water Royal Bliss (gamma)
  • Vermouth di Torino Rosso 1757
  • Whiskey Wild Turkey 101
  • Whisky Crabbie’s Single Malt
  • Whisky Cutty Sark Prohibition

Patatas Nana lancia Sangria Nana. Con ricetta di Oscar Quagliarini

Sangria Nana
In lattina da 150 ml, fatta solo con ingredienti naturali e di qualità, la versione della sangria firmata dal mixologist per l'azienda marchigiana sarà disponibile da marzo

Una ricetta della tradizione iberica rivisitata dal tocco magico di un astro della miscelazione e racchiusa in formato lattina. È così che si presenta Sangria Nana, la versione del drink spagnolo a base di vino, spezie e frutta più noto al mondo proposta da Patatas Nana. L’azienda marchigiana che produce l’omonima patatina artigianale, che nella versione I Fiammiferi è stata premiata con il Barawards Premio Innovazione 2020 di Bargiornale nella categoria Food (leggi qui per scoprire tutti i prodotti vincitori), si lancia dunque anche nel beverage, completando, almeno per il momento, il suo "pacchetto" gourmet per l'aperitivo. Per farlo ha scelto un partner di eccezione: Oscar Quagliarini, nome di punta della miscelazione internazionale, oltre che esperto di erboristeria, food pairing e profumeria.

Il progetto della Sangria Nana nasce infatti dall’incontro tra lo chef Michele Gilebbi, patron di Nana Piccolo Bistrot di Senigallia (Ancona) e di Patatas Nana, e il mixologist, che a Senigallia ha il suo Opificio Artigianale Le Garagiste, con l'intendo di mettere a punto una versione premium della tradizionale bevanda spagnola da dedicare ai locali. Una versione allineata ai valori del brand: alta qualità, semplicità e naturalità.

Come base per il nuovo prodotto è stato scelto il vino Di Gino della Fattoria San Lorenzo, azienda vitivinicola di Montecarotto, nota per la qualità delle sue produzioni. Nello specifico si tratta di un Rosso Piceno Doc, dai ricchi aromi vegetali e fruttati con note di tabacco e spezie, ottenuto da vigneti di 35 anni Montepulciano (60%) e Sangiovese (40%) a conduzione biologica e che sorgono a un’altezza di 250-300 metri sul livello del mare nei terreni dell’azienda stessa.

A questa anima di vino Quagliarini ha poi aggiunto il suo tocco, arricchendola con estratti naturali di cedro, pesca, arancia e vaniglia. Prende così vita  Sangria Nana, un prodotto dalla gradazione alcolica moderata (alc 12% in vol), leggero, aromatico e rinfrescante, perfetto da proporre come aperitivo, da servire on the rocks o con l’aggiunta di frutta fresca, magari in accompagnamento a un pacchetto di Patatas Nana o di Fiammiferi.

Altra peculiarità del prodotto, che sarà distribuito a partire dal mese di marzo, è il pack: un'elegante lattina di alluminio da 150 ml, completamente riciclabile, che lo rende perfetto anche per l’asporto e il delivery.

Caffè e cioccolato, da Paolo Riva le coordinate per l’abbinamento

Un cappuccino che sa di Brasile
Un cappuccino che sa di Brasile

L’abbinamento tra caffè e cibo riserva sorprese e spunti interessanti per sviluppare un’offerta nuova, golosa e originale, che Bargiornale ha analizzato nel numero di febbraio. Dopo il coffee pairing con frutta e verdura proposto da Davide Spinelli, ecco una nuova proposta golosa: l’accostamento tra caffè e cioccolato, due prodotti con molte similitudini lungo tutta la filiera, a cominciare dall’influenza che hanno sulle loro caratteristiche l’altitudine, il clima, la cura nella lavorazione (soprattutto nella fase di fermentazione), la tostatura. Su queste si è soffermato Paolo Riva, titolare dell’omonima pasticceria a Treviglio (Bg), dove tosta il caffè offerto.

Paolo Riva, titolare della Pasticceria Paolo Riva
Paolo Riva, titolare della Pasticceria Paolo Riva

«I due prodotti vanno assolutamente d’accordo tra loro anche in fase di degustazione - afferma -: se bene accostati, l’uno prosegue nell’altro. Gli abbinamenti per tipologia che consiglio sono di una copertura di cioccolato bianco con un robusta; cioccolato fondente a due ingredienti con caffè arabica di elevata acidità e copertura di cioccolato gianduia con caffè di bassa acidità. Suggerisco di bere prima il caffè e poi di mangiare il cioccolato: il primo scalda il palato e il secondo si scioglie ancora più velocemente, dando una piacevole sensazione in bocca». Dunque bene un espresso o un’estrazione a filtro seguiti (nel secondo caso alternati) al cioccolato, mentre è meno indicato un cold brew che ostacola lo scioglimento. La tranquillità, la disponibilità di tempo sono essenziali per gustare al meglio i due prodotti e il loro accostamento: se realizzati con materie prime di qualità e ben trasformati, entrambi hanno una ricchezza aromatica e una personalità che stupiscono.

Ha assaggiato i caffè di cinque origini (Etiopia, Brasile, Colombia, India arabica e robusta) in un ideale giro del mondo tra i principali gusti e le personalità del caffè e abbinato a ognuno una tipologia di cioccolato, per poi entrare nel dettaglio dell’estrazione consigliata e di pairing per assonanza e per contrasto.

Etiopia di Garage Coffee Bros.: è un caffè in cui si apprezzano un buon corpo ed acidità equilibrata con note di agrumi e prugna, grazie a quest’ultima in particolare si abbina a un cioccolato fondente a due elementi. Assonanza perfetta a un cioccolato fondente all’80% con fave del Venezuela; se nel cioccolato troviamo delle inclusioni di fava di cacao in granella, in questo caso l’alternanza di sensazioni alla masticazione (cremoso il cioccolato e croccante la granella) rendono ancora più interessante la degustazione. Contrasto non estremo ma un piacevolissimo con del cioccolato al latte, grazie alla dolcezza e alla sensazione di panna unite alla cremosità che viene bilanciata al palato dalla freschezza di questo caffè.

Caffè e cioccolato - foto Chopchopnom da Pixabay
Caffè e cioccolato - foto Chopchopnom da Pixabay

Brasile di Cafezal. Si abbina a un cioccolato gianduia. Trova assonanza con un cioccolato al 70% con fave di Santo Domingo: entrambi sono particolarmente equilibrati.Contrasto: si potrebbe giocare con gli ingredienti e ricreare una sorta di cappuccino. Forse non un vero contrasto in gusto ma sicuramente di struttura; si può abbinare il caffè al latte e panna che si trovano nel cioccolato bianco: qui le note fresche e fruttate lasciano il posto all’avvolgente cremosità e al lattosio che scalda il palato ad esalta la dolcezza.

Colombia di Little Bean: in espresso e in filtro si distingue per i sentori floreali e una spiccata nota di pesca bianca. Si abbina a un cioccolato fondente a due ingredienti. Grazie alla sua acidità marcata, ma dolce e gradevole, trova assonanza con un cioccolato ottenuto da fave del Madagascar. Questo tipo di cacao, grazie alle caratteristiche del territorio e del metodo di fermentazione, sprigiona gradevolissima acidità e note di frutti rossi. Per  contrasto, niente di meglio che abbinarlo al cacao di Panama per un cioccolato fondente al 75%, grazie a una scarsa acidità e note di terra, corteccia e cacao. In questo caso si avranno un caffè decisamente dolce e floreale e un cioccolato molto intenso e leggermente amaro.

India arabica di Torrefazione Lady Cafè: grandissimo corpo e particolare equilibrio tra un’acidità appena accennata e una nota amara tanto lontana che si lascia prevalere dal sentore di incenso e spezie d’oriente. Si abbina a un cioccolato gianduia. Assonanza: cioccolato fondente al 95% con cacao di Santo Domingo. Questo cacao è un “Fino de aroma” che grazie alle sue caratteristiche aromatiche e alla tostatura appena accennata delle fave ha un bouquet aromatico esplosivo e stupisce per la quasi totale assenza della nota amara e permette di essere utilizzato per la realizzazione di cioccolato ad altissima percentuale di cacao. Contrasto: cioccolato di copertura gianduia al latte: la leggera acidità della nocciola mette in risalto il caffè e le sue note di pepe che si sposano con la dolcezza del cioccolato.

Cioccolato bianco. Foto Caja
Cioccolato bianco. Foto Caja

India robusta di Torrefazione Il Griso: presenta note di frutta secca (in modo particolare la nocciola) e lievi di legno in una tazza che si distingue per corpo e schiuma. Abbinamento generale: cioccolato bianco. In accordo: cacao di Panama per un cioccolato fondente al 75%, grazie ad una scarsa acidità e note di terra, corteccia e cacao. In contrasto, copertura di cioccolato bianco allo zucchero di canna integrale, in cui la melassa abbinata al latte in polvere evolve liberando note di liquirizia.

La ricetta: Un cappuccino che sa di Brasile. La proposta di Paolo Riva è di giocare con gli ingredienti e ricreare una sorta di “cappuccino”. Non si tratta di un vero contrasto di gusto, ma sicuramente di struttura rispetto alla classica bevanda. Si abbina l’espresso al gusto di latte e panna di un cioccolato bianco, in cui le note fresche e fruttate lasciano il posto all’avvolgente cremosità e al lattosio che scalda il palato ed esalta la dolcezza. Alternarli è come gustare in più sorsi la bevanda a base di latte montato a crema e caffè.

Breve descrizione del cioccolato. Fondente a due ingredienti: Il vero cioccolato artigianale all’italiana è semplicemente prodotto utilizzando fave di cacao e zucchero. Particolarmente ricco di fibre, proteine, vitamine, polifenoli ed un contenuto di grassi molto inferiore rispetto ai cioccolati di copertura.

Copertura di cioccolato: che si tratti di bianco, latte, fondente o gianduia, per copertura si intende un cioccolato che viene prodotto utilizzando nella ricettazione del burro di cacao aggiuntivo rispetto a quello naturalmente contenuto nelle fave di cacao. Particolare attenzione andrebbe posta nel caso delle coperture di cioccolato fondente, dove la percentuale di cacao dichiarata si riferisce alla quantità di prodotto derivante dal cacao e non alla quantità di fava utilizzata. Dunque, si potrebbe trovare un cioccolato fondente al 70% che in realtà di fava di cacao ha solamente il 55%.

Cedral Tassoni guarda al futuro e svela le novità in cantiere

Tassoni
Una nuova referenza della linea Fiori e Frutti Bio, il restyling del packaging di storici prodotti, l'approdo nei bar del Gin Tassoni, la versione luxury del Kit Gin & Tonic: i progetti in cantiere

Dopo un anno di flessione, a causa dell'emergenza sanitaria che ha impattato negativamente su tutto il comparto beverage nel fuoricasa, Cedral Tassoni punta a recuperare in fretta volumi e valori del 2019. Per farlo ha messo a punto un programma di azione che mostra tutto l’ottimismo con il quale l’azienda di Salò (Brescia) guarda al mondo dei locali e che prevede diverse novità che arriveranno nei prossimi mesi. A partire dall’estensione della linea bibite, continuando con il rinnovo del packaging di alcuni prodotti fino all’approdo nel canale bar di un’altra novità, il Gin Tassoni, e la realizzazione di una versione luxury del Kit Gin & Tonic.

Per quanto riguarda la nuova bevanda, l’azienda ha annunciato l’imminente lancio di una nuova referenza, ma al momento non ha svelato di più, che andrà ad arricchire la gamma Fiori e Frutti Bio, che ora comprende Fior di Sambuco, Mirto in Fiore e Pescamara (per approfondire sulla gamma leggi La linea di soft drink Fiori & Frutti di Tassoni ora è bio)

Riguardo la rivisitazione del packaging, l’operazione interesserà l’Estratto di Tamarindo Erba e la sua ricca linea di liquori premium e sarà un rinnovamento all’insegna della tradizione, che punterà a comunicare la lunga storia dell’azienda in chiave moderna.

Un altro progetto al quale si sta lavorando mira a portare nel fuoricasa il Gin Tassoni, lanciato alla fine dello scorso anno e al momento disponibile solo nell’online shop dell’azienda. Si tratta di un gin ispirato a un’antica ricetta di Tassoni, e caratterizzato una marcata e predominante nota di ginepro, secca e decisa e dalle ricche note agrumate. Una ricetta rielaborata in chiave moderna combinando la lunga storia dell’azienda, che nasce come spezierie, alla sua specializzazione nella lavorazione degli agrumi, che in questo distillato assumono un ruolo di primo piano. In particolare, per la sua preparazione vengono utilizzate scorze di limone del Garda, arancia dolce Tarocco dell’Etna e il bergamotto di Calabria che si uniscono alle altre botaniche, ovvero una pregiata selezione di spezie, radici ed erbe, quali, oltre al ginepro, angelica, cannella, cardamomo, coriandolo, iris e issopo. Preparato e distillato direttamente in azienda, è perfetto per la realizzazione di Gin & Tonic, ancor meglio se abbinato alle toniche premium della casa, la Tonica Superfine Tassoni e la Tonica Superfine Tassoni con Limoni del Garda, che abbinano a una bolla fine e seducente l’aroma del Cedro Liscio Diamante di Calabria e la scorza dei Limoni del Garda.

Non a caso, proprio dal matrimonio tra le toniche e il nuovo distillato, sono nate le due versioni del Kit Gin & Tonic (una bottiglia di Gin Tassoni da 500 ml, un cluster da bottiglie di tonica, due bicchieri, 2 stirrer, una lista cocktail e cinque cartoline storiche), pensato per il consumo a casa che verrà proposto anche in versione luxury che potrà essere disponibile anche per i locali.

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