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È arrivato in Italia Tennessee Apple, il liquore alle mele di Jack Daniel’s

Jack Daniel's Tennessee Apple
Presentato in Italia l'ultimo nato della distilleria Lynchburg, che unisce il gusto dell'iconico Old N°7 a un liquore alle mele. Perfetto da servire liscio e per la miscelazione

Il 20 settembre si celebra in Italia la Giornata nazionale della mela. Nello stesso giorno Jack Daniel’s ha presentato e lanciato nel nostro Paese il suo ultimo prodotto. Una data non casuale, perché proprio la mela è l’ingrediente caratterizzante del nuovo nato della distilleria di Lynchburg: Jack Daniel’s Tennessee Apple.

Così come non casuale è stata la scelta della location milanese che ha ospitato l’evento di presentazione del nuovo arrivato: Frutta in Campo, azienda agricola creata da un gruppo di amici e agronomi che hanno impiantato un frutteto in zona San Siro per produrre in modo naturale frutta che i consumatori poi raccolgono direttamente dai filari. Frutta ricca di sapori, vitamine e sostanze nutritive.

Così come ricco dei freschi profumi e sapori della mela è Tennessee Apple, del quale Stefano Righetti, master bartender del brand per l’Italia, ha svelato produzione e caratteristiche.

Jack Daniel’s Tennessee Apple nasce da un perfetto blend composto per un 50% dall’iconico Old N°7 e per il restante 50% da un liquore alle mele finemente lavorato. Questo è infatti ottenuto lasciando in infusione, per almeno 10 giorni in una base di whiskey Jack Daniel’s non maturato, con volume alcolico del 70%, ben tre varietà di mela, in proporzioni diverse. Mele di altissima qualità e tutte coltivate nel Sud degli States: McIntosh (70%), Red Delicious (15%) e Granny Smith (15%). Dopo la filtrazione, l’infuso viene miscelato con l’Old N°7 e quindi lasciato riposare per un periodo di almeno 30 giorni. A questo punto la gradazione del prodotto viene portata a 35% in vol e, dopo un altro periodo di riposo di 30 giorni, si procede con l’imbottigliamento.

Risultato di questa lavorazione è un liquore dove le caratteristiche del classico whiskey di mais del Tennesse e del frutto si fondono a meraviglia. Jack Daniel’s Tennessee Apple infatti conquista il naso con il suo intenso aroma di mela fresca e mela caramellata, accompagnato dai sentori di vaniglia e quercia tostata calda apportati da Old N°7. Sentori intensi di mela fresca che si sprigionano anche al palato, al quale si presenta morbido e rotondo, con le tipiche note dolci e delicatamente legnose del whiskey, per chiudere con un finale prolungato e pulito, dominato ancora dalla mela.

Un liquore perfetto da servire liscio, fresco o on the rocks, oppure ghiacciato, ma che nei mesi invernali si può proporre anche caldo, con la semplice aggiunta di una uguale parte di acqua calda, consumo da consuetudine molto diffusa negli Usa e recuperando una vecchia tradizione italiana.

Ma Tennessee Apple è un prodotto ideale anche per la miscelazione, grazie anche all'importante tenore alcolico, che ne fa un'ottima base, come suggerito da Righetti, per la preparzione di drink, per esempio sour e collins, o semplicemente da combinare con una tonica, come in Jack Apple Tonic, signature proposto dal brand dove si aggiunge a tonica Fever Tree, completando con due fette di mela verde come decorazione. Drink che gli ospiti dell’evento hanno potuto degustare durante la serata.

L'ultimo nato inoltre, amplia la famiglia di varianti aromatizzate di Jack Daniel's, alla quale la storica distilleria del Tennessee ha cominciato lavorare dal 2006 con il lancio di Jack Daniel's Tennessee Honey, la versione al miele, seguita da Jack Daniel's Tennessee Fire, alla cannella.

La ricetta

Jack Apple Tonic

Apple & Tonic_Jack Daniel’s Tennessee Apple
Ingredienti:
5 cl Jack Daniel’s Tennessee Apple, 15 cl tonica Fever- Tree, 2 fette di mela verde
Preparazione:
build
Guarnizione:
2 fette di mela verde
Bicchiere:
tumbler alto

Baritalia a Torino: scelti altri sette finalisti

Bargiornale Baritalia Torino_GAL5700
©Riccardo Gallini/GRPhoto
È andata in scena a Torino la quinta tappa del laboratorio itinerante dedicato alla mixology. Ecco i nomi dei bartender che hanno staccato il pass per la finalissima di Milano

Sono arrivati da tutto il Piemonte e dal resto d'Italia i professionisti del bancone che hanno preso parte alla quinta tappa di Baritalia, il laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale. Tappa andata in scena al Dash di Torino, che ha visto presenti un gran numero di bartender della città e caratterizzata da un ricco programma di sfide, approfondimenti e seminari sul tema cocktail.

Tra i momenti clou della giornata Baritalia Lab, l’avvincente gara di miscelazione nella quale i professionisti, sotto le insegne delle aziende partner, si sono sfidati nella preparazione del drink più popolare e richiesto al mondo, il FAI TU! Il cocktail pensato su misura, cucito come un abito, sui gusti del cliente.

Gara svoltasi in due sessioni e dalla quale sono emersi gli altri sette professionisti che hanno conquistato il posto per la finalissima, in programma a Milano il prossimo 19 ottobre.

Ecco i loro nomi: Carlo Alberto Sardano (Campari Academy), Angelo La Guardia (Coca-Cola Hbc Italia), Jonathan Bergamasco (Compagnia dei Caraibi), Elio Casley (Gamondi), Davide Barbieri (Molinari), Marco Fabbri (Nonino) e Paolo Vernuccio (Red Bull).

A valutare le loro prove una giuria composta dai giudici delle aziende partner, Edoardo Banfi (Campari Academy), Federico Tomasselli (Coca-Coca Hbc Italia), Emanuele Russo (Compagnia dei Caraibi), Christian Olivari (Gamondi), Marco Fedele (Molinari), Peter Sacramento (Nonino), Alessandro Carlino (Red Bull), e dai bartender di alcuni dei migliori locali di Torino, che si sono alternati nel ruolo di giudici di onore: Luca Granero, Marco Giuridio, Vanessa Vialardi, Simone Nervo, Sergio Pisu, Marguerite Meg, Salvatore Romano, Luana Bosello, Elettra Rizzotti e Michael Faccenda.

Altro momento clou dell’evento, presentato e condotto da Stefano Nincevich, responsabile iniziative speciali di Bargiornale, i Boot Camp, i seminari gratuiti dedicati alle tecniche di miscelazione, condotti da esperti del settore per conto degli sponsor.

A dare il via al programma di incontri la masterclass di Emanuele Russo sulla storia di Vermouth Carlo Alberto (a cura di Compagnia dei Caraibi), seguita da quella sui trend del biologico e del naturale di Alessandro Carlino (a cura di Red Bull), dal seminario di Christian Olivari sulle declinazioni dell’aperitivo artigianale secondo Gamondi (a cura di Gamondi) e da quello di Edoardo Banfi sui cocktail a bassa gradazione (a cura di Campari Academy).

Il programma di incontri è proseguito con le masterclass di Vanessa Vialardi e Simone Nervo sul food pairing (a cura di GrosMarket), di Cristina Nonino sull’Amaro Nonino (a cura di Nonino), di Federico Tomasselli su Ron Barcelò (a cura di Coca-Cola Hbc Italia) e di Marco Fedele sulla distilleria Bruichladdich, situata sull’isola di Islay, e il suo gin The Botanist (a cura di Molinari).

A chiudere l’evento la special guest di questa quinta tappa di Baritalia, Filippo Sisti, tra gli astri mondiali della mixology e guru della cucina liquida.

I finalisti della tappa di Torino e i vincitori per ogni squadra

Campari Academy

Carlo Alberto Sardano (finalista)
Vito Laselva
Edoardo Pucci

Coca- Cola Hbc Italia

Angelo La Guardia (finalista)
Mariano Minieri

Compagnia dei Caraibi

Alessandro D'Alessio
Daniele Melani
Jonathan Bergamasco (finalista)

Gamondi

Matteo Cassan
Francesco Pogni
Elio Casley (finalista)

Molinari

Simone Delucchi
Michele Fraschetti
Davide Barbieri (finalista)

Nonino

Matteo Calcagno
Alessio Ciucci
Marco Fabbri (finalista)

Red Bull

Paolo Vernuccio (finalista)
Riccardo Salmaso

I prossimi appuntamenti di Baritalia

Milano 18 ottobre - 6a e ultima tappa (manda la tua ricetta)

Milano
19 ottobre - FINALISSIMA

 

AB Mauri, nuova organizzazione per valorizzare prodotti e competenze

Cinque nuove divisioni e rinnovato focus su innovazione e sostenibilità per l'azienda, che si riorganizza dopo l'acquisizione di Italmill
AB Mauri, gruppo presente in oltre 90 paesi che in Italia produce e commercializza lieviti e ingredienti per la panificazione, pasticceria e pizzeria, ha acquisito a maggio 2019 la bresciana Italmill. Dal 1° settembre è stata avviata anche la fusione per incorporazione, creando le basi per un ulteriore sviluppo.

Cinque divisioni commerciali per il mondo bakery

Si profila un nuovo panorama, con una nuova AB Mauri in Italia più grande e più dinamica, dove Italmill porta le proprie competenze e il proprio know-how del mondo bakery di tradizione italiana ed aumenta il valore del portafoglio prodotti. Per soddisfare ogni segmento di mercato, preservare e valorizzare il patrimonio di competenze e di prodotti e fornire soluzioni sempre più innovative dedicate alle diverse tipologie di operatori del mercato, AB Mauri Italy ha colto l’occasione per dare forma ad una nuova struttura organizzativa, creando 5 differenti divisioni commerciali, specializzate in ambito bakery: AB Italmill, AB Bakery, AB Retail, AB Frozen, AB Industry, ognuna, con una sua organizzazione commerciale, per personalizzare il servizio al cliente e renderlo più fruibile ed immediato, con un customer team dedicato.

Ennio Parentini, direttore commerciale AB Mauri Italy

«Un centro di innovazione e sviluppo»

«In questo nuovo asset - dice Ennio Parentini, Direttore Commerciale AB Mauri Italy - AB Mauri è determinata a continuare il percorso di crescita e di sviluppo con ulteriori investimenti volti a rafforzare la sua posizione come centro di innovazione e sviluppo per alcuni segmenti strategici di mercato a livello nazionale e internazionale». In occasione della fusione, è stato inaugurato anche il nuovo sito web corporate che con il claim “WE CARE”, condivide il proprio impegno verso le tematiche ESG, fondato su nuovi modelli di sostenibilità ambientale, azioni responsabili verso il patrimonio naturale, le comunità e un ambiente di lavoro inclusivo che premia la passione, lo spirito d’iniziativa e la cultura del fare di ogni singolo collaboratore.

Apre Mokador Experience Academy, i primi appuntamenti

Logo Mokador Experience Academy
L’esperienza è al centro della formazione proposta dall’hub dedicato a caffetteria, ristorazione veloce e mixology per i professionisti dell’horeca

Prevista per il febbraio 2020, si è svolta il 15 settembre scorso l’inaugurazione della Mokador Experience Academy, l’hub dedicato all’arte della caffetteria, della ristorazione veloce gourmet e della mixology realizzata nello stesso immobile in cui ha sede la Torrefazione fondata nel 1967. «Oggi siamo qui per dare un segnale di ottimismo e riavviare con nuove proposte e tante novità il percorso messo in pausa dalla pandemia», ha affermato Barbara Alpi, direttrice dell’Academy, nata da un’idea del presidente di Mokador, Matteo Castellari, che nel 2019 le ha affidato l’incarico di creare un centro di formazione per aumentare i servizi proposti ai propri clienti. Un progetto portato a termine grazie alla collaborazione di un team interno e di alcune aziende partner che hanno condiviso l’obiettivo e dato un supporto.

«Abbiamo scelto il nome Experience – prosegue Barbara Alpi – in quanto questa parola racchiude sia gli oltre 50 anni di esperienza di Mokador che mettiamo al servizio degli operatori del settore, sia il fatto che la formazione che verrà proposta sarà di tipo esperienziale».

Il taglio del nastro è avvenuto con la presenza del sindaco di Faenza, Massimo Isola, che ha sottolineato l’importanza di innovare e raccogliere le nuove sfide di un mercato che la pandemia ha cambiato, ma che può riservare grandi opportunità a quanti sapranno investire e reinventarsi. In prima fila i partner del progetto, Montenegro, Yoga, Fabbri, Bitter Salfa, Eureka, Mazzer, Faema e LaCimbali, che hanno colto l’occasione per condividere riflessioni e progetti anche per il prossimo futuro.

Nell’arco della giornata è stato presentato il nuovo calendario corsi che partiranno da mercoledì 22 settembre,  mentre hanno realizzato alcune dimostrazioni i trainer dell’Academy Marco Cini, responsabile della formazione e Mokador quality ambassador, Stefano Cevenini, coffee trainer e campione mondiale Espresso Italiano Champion, Michael Limoni, mixology trainer, Matteo Tambini, food&management trainer, a cui si sono unite le ospiti d’onore della giornata Manuela Fensore e Carmen Clemente, rispettivamente campionessa mondiale e italiana di Latte Art.

L’importante e ambiziosa mission dell’Academy è di trasmettere strumenti efficaci per portare i professionisti dell’horeca a diventare i migliori nelle loro attività.

I prossimi appuntamenti.

22 settembre – 9,00-13,00 - Espresso Experience – sede Mokador

22 settembre – 14,30-18,30 – Latte art – sede Mokador

28 settembre – 9,00-16,30 – Mixology Base – sede Mokador

30 settembre – 14,30-17,30 – La pizza… al bar – sede Mokador

12 ottobre – 9,00-13,00 – Percorso cultura caffè – sede Mokador

14 ottobre – 9,00-13,00 – Caffetteria gourmet – sede Mokador

18 ottobre – 14,30-17,30 – Piadina gourmet – sede Mokador

19 ottobre – 14,30-18,30 – Latte art – sede Mokador

19 ottobre – 9,00-13,00 – Espresso experience – sede Mokador

 

Marco Pinna è il nuovo pastry chef del Mandarin Oriental Milan

Pastry Chef Marco Pinna
Classe 1986, affiancherà Antonio Guida nella creazione di una proposta armonizzata tra cucina e rostorazione nell'hotel di lusso milanese
È Marco Pinna, 35 anni, il nuovo Pastry Chef del ristorante Seta, 2 stelle Michelin, del Mandarin Oriental Milan, 'lhotel 5 stellle lusso nel cuore del Quadrilatero della moda milanese. Pastry Chef Marco Pinna

«A contatto con lo Chef Antonio Guida»

Nel suo nuovo ruolo, Pinna supervisiona anche l’intera proposta dolci e panificati della prima colazione, del Mandarin Bar & Bistrot e della banchettistica dell’Hotel. Prende il posto di Nicola Di Lena, che ha lasciato per inseguire altri progetti. «Sono felice e onorato della nomina a Pastry Chef – commenta Pinna. «Poter lavorare ancora di più a contatto con Chef Antonio Guida (Executive Chef, ndr), in cucina e durante il processo creativo dei piatti, è per me motivo di grande orgoglio: ringrazio lo Chef e tutto il team per avermi supportato in questo momento professionale per me così importante». Antonio Guida si congratula: «Lavoriamo insieme da anni e il suo talento, unito alla sua umiltà e dedizione, sarà importante per proseguire nel percorso di crescita del Seta e della pasticceria d’Hotel, di cui Nicola Di Lena è stato parte fondamentale e a cui vanno i miei più sinceri auguri per i suoi futuri progetti».

Formazione in Alma e esperienza con Ernst Knam, Carlo Cracco, Giancarlo Perbellini

Nato in Sardegna, ad Alghero, nel 1986, Marco Pinna si appassiona al mondo della cucina fin da giovanissimo, muovendo i primi passi nelle ristorazione locale. Consolida la sua formazione alla scuola Alma di Colorno e da qui inizia a sperimentare realtà differenti, dal mondo dei laboratori – importante l’esperienza con Ernst Knam, dove apprende l’arte e le tecniche di lavorazione del cioccolato – alla ristorazione stellata. Entra quindi nella brigata di Antonino Cannavacciuolo nel suo Villa Crespi, per poi rientrare a Milano per l’apertura di Palazzo Parigi, sotto la guida di Carlo Cracco prima e di Niko Romito poi. Successivamente, accetta la proposta di Giancarlo Perbellini di seguire la parte dolce del suo ristorante a Verona, per poi guidare anche l’apertura della pasticceria veronese dello stesso Chef. Nel 2015, dopo una collaborazione all'Aldrovandi Hotel di Roma nelle cucine di Oliver Glowig, torna a Milano ed entra nella brigata di Chef Antonio Guida per l’apertura del Mandarin Oriental Milan, affiancando il Pastry Chef Nicola Di Lena.  

Daly’s bartenders’ encyclopedia. A complete catalogue of the latest and most popular drinks, Tim Daly, 1903

Tim Daly

Tim Daly pubblica nel 1903 il suo unico lavoro; il risultato, come afferma l’autore stesso, di un’attenta osservazione e di un profondo studio sul corretto metodo nella preparazione e nel servizio delle bevande miscelate. Il risultato di 20 anni di esperienze personali dietro al banco bar di alcuni esclusivi luoghi del Massachusetts ma anche Rhode Island, New York, Maryland, New Jersey, Illinois, Minnesota e Washington. Una lunga esperienza professionale iniziata come Fattorino al Lincoln House di Worcester nel 1882 per poi successivamente evolversi in quella da Bartender, posizione raggiunta soprattutto grazie alla sua rigorosa attenzione e incredibile vocazione professionale.

Questo manuale contiene circa 200 ricette tra le varie categorie di american drinks: cocktail, sour, punch per citarne alcune; tra classici di quei anni e creazioni dello stesso autore. Inoltre in alcune delle ricette saranno presenti note storiche come inoltre osservazioni dello stesso Tim Daly.

Siamo all’inizio del ventesimo secolo, periodo in cui il mercato dell’automobile incomincia a indirizzarsi sulla produzione di auto di massa. Macchine accessibili a tutti che andavano a sostituire carrozze e carri trainati da cavalli. L’automobile, quindi era una nuova tecnologia che catturava l’immaginazione del pubblico, una nuova scienza tecnologica a cui molti Bartenders presero ispirazione per nuove creazioni. E proprio all’interno del ricettario troviamo dunque una delle prime ricette dedicate all’automobile.

 

AUTOMOBILE,

Use a large, thin goblet.

1 lump of loaf sugar.

2 dashes of aromatic bitters.

1 dash of white curacoa.

2 dashes of creme yvette.

2 thin slices of pineapple.

1 thin slice of orange.

Put in small lump of clear ice and fill glass with imported champagne.

This is the very latest concoction devised by the author, and he respectfully submits judgment to connoisseurs.

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo : Daly's bartenders' encyclopedia. A complete catalogue of the latest and most popular drinks

Autore : Tim Daly

Editore : Tim Daly

Anno : 1903

Pagine : 122

Lingua : Inglese

Peso : 4,1 MB

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Gli appuntamenti Nardini alla Florence Cocktail Week

Una serata a tutta miscelazione a base grappa con sei grande bartender italiani e una cena con ricette create con i suoi distillati, tra gli appuntamenti della Distilleria per la kermesse fiorentina

C’è anche Distilleria Nardini tra i protagonisti della Florence Cocktail Week, la grande manifestazione dedicata alla miscelazione di alta qualità che si svolge a Firenze dal 20 al 26 settembre (leggi A settembre la nuova edizione della Florence Cocktail Week e Florence Cocktail Week valorizza i migliori locali di Toscana e Venezia).

La distilleria più antica d’Italia, tra gli sponsor anche per questa sesta edizione della kermesse, che per l’intera settimana farà della città toscana la regina della mixology, ha stilato un programma di appuntamenti che permetteranno di scoprire e apprezzare la produzione della casa, a partire dalla grappa, non solo in miscelazione, ma anche a tavola.

Il primo in programma è per mercoledì 22 presso il Caffé Concerto Paszkowski (Piazza della Repubblica 35), con Dining with The Spirits (ore 20.30). Una cena davvero speciale. La cena prevede infatti un menù, creato ad hoc dallo chef del locale, Fabio Barbaglini, interamente con ricette a base di prodotti Nardini.

Altra data da segnare è venerdì 24 quando, a partire dalle 18.30 (fino alle 00.30), al Move On (piazza San Giovanni, 1R), andrà in scena Shakeyourgrappa, una night shift a tutta miscelazione a base del tipico distillato italiano: la grappa. Protagonisti dell’evento sei dei maggiori rappresentanti della miscelazione italiana, Samuele Ambrosi, Julian Biondi, Luca Manni, Luca Picchi, Mauro Uva e Michele Venturini, che alternandosi a coppie dietro al bancone del locale proporranno per tutta la notte i loro signature realizzati con le grappe Nardini. Ad accompagnare il buon bere ci sarà la buona musica, curata da Tropical Animals, con 6 dj, anche loro ad alternarsi in coppia alla consolle.

Ad aprire le danze saranno Samuele Ambrosi e Luca Picchi. Il primo con i cocktail Nardini basil smash (Acqua di Cedro Nardini, Grappa Extrafina Nardini, spremuta di limone filtrata, sciroppo di zucchero, basilico fresco) e Tomato Grape (Grappa Nardini, liquore alle olive, passata di pomodoro, spremuta di arancia filtrata, bitter al sedano, Worchester sauce, Tabasco, sale di sedano). Le proposte di Picchi saranno invece Vai se ti pigio… (Grappa Extrafina Nardini, Aperol, succo di lime, honey mix syrup alla cannella, Angostura Bitter, acqua tonica), e …se gira lo compro (Bitter Chinato Nardini, Amaro Nardini, Acqua di Cedro Nardini, Grappa Extrafina Nardini, Spuma Paoletti, top di spray torbato). Musica by Mattia Della Torre e Mattia La Pucci

Dalle 20.30 (fino alla 22.30) a proporre i loro drink saranno Luca Manni e Michele Venturini, accompagnati dalle musiche dei dj Gaiden e Teo Naddi. I cocktail di Manni saranno Nazionalpopolare (Grappa Nardini, cordiale frutti rossi, prosecco, ginger ale) e Physical (Bitter Chinato Nardini, sciroppo pesca bianca e chiodi di garofano, cedrata). Mentre i signature di Venturini Move On Baby (Grappa Nardini, Acqua di Cedro Nardini, Rabarbaro Nardini, succo di lime, tonica agli agrumi) e Il Conte Di Bassano (Grappa Nardini, Bitter Chinato Nardini, vermouth sweet, gocce di fernet).

A chiudere la serata (22.30 – 00.30) i cocktail di Julian Biondi e Mauro Uva, con le musiche di Mystic Valley e Dj Blasy. Biondi proporrà Grape’s Anatomy (Grappa Extrafina Nardini, cordiale di uva) e Affichionados (Grappa Riserva 7 anni Nardini, Acqua di Cedro Nardini, ketchup di fichi e balsamico, succo di limone, albume). E Uva Vento D'estate (Grappa Extrafina Nardini, sciroppo papavero selvatico, succo di limone, top gazzosa, zest limone), e Don Raffaele (Grappa Extrafina Nardini, cordiale limone e ca‑è, crusta ca‑è e zucchero).

Inoltre, Distilleria Nardini sarà presente per tutta la settimana nei due locali partner con i due signature creati dai loro bartender per la Cocktail Week. Quello del Caffé Concerto Paszkowski si chiama Grap-Tini, preparato con Grappa Extrafina Nardini, Acqua di Cedro Nardini e cordiale di uva.

Dutty Passion è invece la proposta del Move On, fatto miscelando Bitter Chinato Nardini con Acqua di Cedro Nardini, cordiale al frutto della passione e chiudendo con un top di prosecco.

Cantine Manfredi: passione per il vino da oltre 100 anni

Cantine Manfredi botti
Patrizi è la linea di vini per il fuoricasa della cantina di Farigliano: bollicine, grandi rossi e bianchi, alta espressione della tradizione vinicola delle Langhe

Il vino per le Cantine Manfredi è una passione di famiglia da oltre cento anni. Una storia che  comincia all’inizio del secolo scorso, quando Giuseppe Manfredi, detto “Pin”, fonda la sua azienda, trasformando la tradizione familiare di viticoltori in una vera attività. Un’attività che parte con la produzione del Dolcetto. Sì perché la passione per i vino è anche una passione per la propria terra: le Langhe. Qui a Farigliano, in provincia di Cuneo, in una porzione di questo territorio Patrimonio Unesco più “selvaggia”, sorgono le cantine. Un’area non caratterizzata da monocoltura, ma da una perfetta alternanza tra vigneti, noccioleti, boschi e campi di grano, dove solo le zone con la migliore esposizione sono coltivate a vite.

La stessa passione per il vino e il territorio anima Aldo Manfredi, figlio di Giuseppe, ora alla guida dell’azienda nella quale è entrato giovanissimo, negli anni Sessanta, lavorando fianco a fianco con il padre, in cantina e occupandosi delle consegne. Azienda che nel tempo è cresciuta, ampliando produzione e proprietà con l'acquisizione di cascine e vigneti nelle migliori esposizioni nelle Langhe, entro le zone di produzione dei più classici e rinomati vini piemontesi. Così come è cresciuto il successo dei suoi prodotti, non solo in Italia, ma anche all’estero, dove i vini Cantine Manfredi fin dagli anni Ottanta si sono imposti sui più diversi mercati, dall’Europa agli stati uniti, dal Giappone al Canada e di recente anche in Cina.

Un successo frutto della passione con la quale Aldo, insieme alla moglie Gianfranca e alle figlie, Luisa e Paola, continua a portare avanti l’attività, sempre con una forte attenzione alla qualità del prodotto, a partire dall’accurata selezione delle uve prima e durante la vendemmia, proseguendo per tutte le fasi di lavorazione della preziosa materia prima, e alla tutela del territorio, come da tradizione di famiglia.

Alta espressione della tradizione vinicola delle Langhe

Qualità che caratterizza tutta la produzione Cantine Manfredi e della quale i clienti dei locali possono fare esperienza grazie alla linea Patrizi, la gamma riservata in esclusiva al fuoricasa e che comprende bollicine, vini bianchi e rossi, alta espressione del territorio delle Langhe.

Tra le bollicine troviamo per esempio l’aromatico Asti Docg, e gli eleganti spumanti Cuvée Suagnà nelle versioni Extra Dry. Capofila dei rossi, il re del vini, il Barolo Docg, dal sapore pieno e austero, il Barbaresco Docg, pieno ed armonico, il Nebbiolo D’alba Doc, dall’aroma speziato, il Dogliani Docg, secco, equilibrato e armonico, il Barbera D’asti Docg, dai profumi fruttati e dal nerbo deciso, il Barbera D’alba Doc, asciutto pieno e armonico. Non meno ricca la varietà dei bianchi, con il Roero Arneis Docg, secco, piacevolmente amarognolo e erbaceo, il Gavi Docg, dall’aroma delicato e fresco, e il Gavi Docg del Comune di Gavi, dall’aroma fruttato.

The Fighting Bear, il London dry gin firmato Del Professore

Il nuovo distillato, distribuito da Onesti Group come tutti i prodotti Del Professore, è il primo London dry della gamma gin del brand dei ragazzi del Jerry Thomas Project

C’è un nuovo nato nella famiglia di Gin Del Professore. Il suo nome è The Fighting Bear, un gin artigianale premium e il primo London dry realizzato dal brand fondato dai ragazzi del Jerry Thomas Project di Roma.

Prodotto in collaborazione con Anonima Distillazioni, giovane microdistilleria artigianale di Gubbio (Perugia), come i suoi fratelli, anche il nuovo distillato nasce dall’unione di materie prime selezionate e una lavorazione interamente artigianale, per garantire alta qualità e unicità al risultato finale. Fighting Bear è infatti realizzato esclusivamente con ginepro dell’Appennino umbro-toscano, raccolto a maturazione completa tra settembre e ottobre. La lista di botaniche comprende poi camomilla romana profumata, scorza di arancia amara, radice di angelica ed è completata da altre spezie italiane.

Le botaniche vengono quindi distillate in un alambicco discontinuo da 200 litri di tipo Carter Head, con processo in corrente vapore, per ottenere la massima resa estrattiva e qualitativa alle materie prime. Inoltre, ogni cotta di The Fighting Bear è single shot, seguendo il metodo London dry, così da garantire un accurato controllo della qualità delle materie prime prima della lavorazione e, quindi, della qualità del prodotto.

Distribuito, come tutti i prodotti a marchio Del Professore, da OnestiGroup, il nuovo gin (alc 43% in vol) si presenta cristallino alla vista, schietto e pieno al naso, in un perfetto equilibrio delle sue botaniche, dal quale emergono sentori di ginepro, arancia amara e camomilla. Al palato è secco, fine e di grande personalità, con marcate note erbacee e balsamiche chiuse da un finale dalle accattivanti note agrumate e floreali.

Essenziale e dedicato agli amanti del gin tradizionale, The Fighting Bear è perfetto sia per la preparazione di cocktail classici o loro rivisitazioni sia per nuove creazioni. Un esempio di cocktail proposto dal brand è Mint Vinyl dove il nuovo gin si miscela a vermouth dry, Liquore alla Menta di Pancalieri Doragrossa, bitter al limone e foglie di menta, completando con foglie di menta come decorazione.

Altra particolarità è il nome del prodotto, che rimanda ai combattimenti tra uomo e animale, una delle attività preferite dagli sporting gentlemen americani nella seconda metà dell’Ottocento e da Jerry Thomas, il “Professore” dell’arte del bartendig. In quegli ambienti si era diffusa la leggenda dell’orso combattente, il fighting bear, appunto, imbattuto in oltre cento incontri, tutti vinti prima del limite. A questa leggenda rende omaggio il nuovo gin, oltre che con il nome, anche con l’etichetta che impreziosisce la bottiglia (in formato da 70 cl).

The Fighting Bear arricchisce la gamma gin Del Professore, che comprende i due compond gin, Gin Monsieur e Gin à la Madame, e l’old Tom gin Crocodile Gin.

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La ricetta

Mint Vinyl

Ingredienti:

60 ml Del Professore The Fighting Bear London Dry Gin, 15 ml Dry Vermouth, 7,5 ml dLiquore alla Menta di Pancalieri Doragrossa, 2 gocce di bitter al limone, foglie di menta

Preparazione:

stir and strain

Decorazione:

foglie di menta

Bicchiere:

coppetta

 

Al riparo da ogni imprevisto con Attiva Commercio di Generali Italia

Attiva Commercio
La nuova soluzione assicurativa garantisce Attiva Commercio garantisce una copertura completa ai titolari dei locali, oltre a una ricca serie di servizi di prevenzione e assistenza

Il graduale ritorno alla normalità offre grandi opportunità di rilancio ai locali. Per coglierle i gestori hanno bisogno di concentrare gli sforzi sulla loro attività: rinnovando i menu, rendendo il locale e i suoi spazi esterni accoglienti e offrendo nuovi servizi, per regalare ai clienti un’esperienza piacevole e sicura. Ciò comporta nuovi investimenti, economici, in risorse e tecnologie, che, al pari di quelli già sostenuti, vanno protetti da ogni rischio. A questo provvede Generali Italia con Attiva Commercio, la nuova soluzione assicurativa, dedicata ai gestori e ai proprietari di immobili in affitto, che protegge l’attività, i beni e il patrimonio da ogni imprevisto. La nuova soluzione è completa e copre tutti i bisogni, unendo l’offerta tradizionale a tutele che guardano alle nuove esigenze del comparto, come quella per i dehors, il delivery, la cyber security. In più con tanti servizi di prevenzione e assistenza, come la consulenza legale telefonica e il pronto intervento in caso di necessità che consente di ripristinare il normale flusso dell’attività e ripartire subito.

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Il Tourinot di Guido Gobino ora è anche bianco

La famiglia del celebre cioccolatino da 5 grammi del maestro torinese si allarga: esordisce la versione bianca con i sapori della Sicilia

Frutto di oltre un anno di lavoro, racchiude i sapori della Sicilia con la mandorla di varietà Tuono, l'arancia raccolta a Noto e il sale della salina di Paceco. È il Tourinot Bianco, ultima creazione di Guido Gobino, il maestro del cioccolato torinese che ha proprio nel Tourinot il suo prodotto-simbolo.

Un incontro tra Piemonte e Sicilia

Alle altre quattro ricette del celebre cioccolatino - Classico, Maximo, +39 e N.10, si aggiunge il Bianco. Un prodotto con un colore particolare, risultato della fusione della tradizione cioccolatiera di Torino e delle pregiate materie prime della Sicilia come la mandorla di varietà Tuono, tostata in laboratorio, la scorza delle arance raccolte a Noto, il sale integrale della salina di Paceco, estratto con il metodo tradizionale dell’evaporazione naturale dell’acqua marina, nella riserva salina di Trapani. Una dimostrazione di come si possa innovare e "variare sul tema" anche con un prodotto  il Tourinot appunto - dal blasone importate e con ben 25 anni di vita.

Guido Gobino in laboratorio con il figlio Pietro

«Un anno di lavoro e venti esperimenti sulla ricetta»

«Il lavoro di squadra è alla base di ogni nostra creazione - spiega Guido Gobino in una nota. «La ricetta nasce dopo oltre un anno di lavoro e con il contributo di tutti i miei giovanissimi collaboratori, tra cui mio figlio Pietro. A quella prima timida prova ne sono succedute ben 19: un’intensa ricerca delle migliori materie prime, innumerevoli tentativi e sedute di degustazione prima di identificare la ricetta perfetta. Abbiamo selezionato la scorza delle arance fresche di Sicilia spedite da un mio caro amico di Noto, abbiamo valutato un’infinita varietà di mandorle e assaggiato granelli di sale sulla punta della lingua. Il laboratorio si è riempito dei profumi della Sicilia, e noi ci siamo fatti trasportare dalla spuma di mare delle saline, dal profumo degli aranceti e del mallo verde delle mandorle fresche».

Il cacao da coltivazioni attente all'ambiente

Nel Tourinot Bianco c'è anche una piccola percentuale di cacao coltivato nella parte indonesiana dell'isola del Borneo, a 100 metri sopra il livello del mare. Le piantagioni sono coltivate secondo il metodo sostenibile dell'agriforest: un sistema agricolo basato sulla diversificazione dei raccolti che garantisce il mantenimento della biodiversità e che crea un'alternativa sostenibile alla deforestazione.  

Ripartono gli appuntamenti con il Tennessee E-campus di Jack Daniel’s

Jack Daniel's Tennessee E-campus
Rendi i tuoi amici orgogliosi. Bevi Responsabilmente. ©2021 Jack Daniel's
Con l'autunno prende il via una nuova serie di seminari gratuiti sulla piattaforma online di Jack Daniel’s dedicata a bartender e bar manager che vogliono migliorare la propria formazione e far crescere il locale

Tornano gli appuntamenti con il Tennessee E-campus di Jack Daniel’s, la piattaforma online pensata per essere il punto d'incontro di tutti gli operatori del mondo dei locali, dai bartender ai bar manager, grazie a una serie di strumenti creati ad hoc. Uno strumento nato per consentire un aggiornamento costante e, ovviamente, creare un punto di contatto sempre più forte tra i professionisti l’iconico Tennessee whiskey e la più antica distilleria degli Usa.

Dopo il successo degli scorsi seminari, quest’autunno Tennessee E-Campus propone una serie di nuovi e imperdibili appuntamenti per la formazione professionale e l’aggiornamento del proprio bagaglio di conoscenze, strumenti importanti e decisivi per lo sviluppo delle attività e della carriera dei professionisti del settore che vogliono costruire una strada di successo. Da Jack Daniel’s e la cucina… un rapporto di successo a Come gestire la propria presenza online, passando per una lezione sullo storytelling, le masterclass affronteranno tutti gli argomenti focali nell’ambito del lavoro del bartender.

Tra le date da segnare sul calendario c’è sicuramente l’incontro del 18 ottobre con Lexie Philipps, nuova assistant distiller Jack Daniel’s e prima donna a occupare questo ruolo per l'iconico marchio. Phillips, che collabora a stretto contatto con il master distiller Chris Fletcher, terrà per la prima volta in assoluto una masterclass, in esclusiva per il pubblico italiano. All’interno della sessione, il master bartender del gruppo Francesco Spenuso la intervisterà sul suo ruolo e lavoro sui marchi della famiglia Jack Daniel’s e non solo.

Le modalità di accesso alle masterclass restano le stesse: basta registrarsi gratuitamente sulla piattaforma. Si avrà così accesso a un universo di contenuti ricchissimo, che si articola in 4 diverse sezioni: Brand Culture, Mixology, Formazione e Bar management.

REGISTRATI GRATUITAMENTE
AL JACK DANIEL’S TENNESSEE E-CAMPUS

Quattro sezioni ricche di contenuti

La prima, Brand Culture, è pensata per conoscere storia, aneddoti e curiosità degli oltre 150 anni di vita di Jack Daniel’s, senza dimenticare la famiglia di prodotti e i processi di produzione del Tennessee Whiskey.

Nell’area Mixology c’è un’ampia selezione dei migliori signature cocktail Jack Daniel’s, pensati dai master bartender Stefano Righetti e Francesco Spenuso, presentati in ogni loro passaggio, dal primo all’ultimo dettaglio.

Lo spazio Formazione, invece, contiene un calendario articolato di webinar, video e pillole dedicati al brand e alla sua storia. Le live masterclass, che toccano le più diverse tematiche riguardanti il mondo bar, sono sempre aggiornate.

Completa l’offerta di Jack Daniel’s Tennessee E-Campus la sezione Bar Management, appositamente pensata per chi ha un locale e vuole migliorare il suo lavoro. Quest’area si sviluppa attraverso tanti approfondimenti utili per la gestione quotidiana dell’attività, dal problem solving fino alle ultime novità del settore.

Jack Daniel’s alimenta così ancora di più il suo ruolo consolidato di icona e di brand audace e indipendente, grazie ad un progetto altamente formativo e completamente gratuito, che vuole offrire ai fruitori del Tennessee E-Campus tutti gli strumenti giusti per migliorarsi.

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