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La via alla sostenibilità di Belvedere Vodka

Belvedere Vodka impianto Biomassa
La distilleria della vodka super premium è stata dotata di un impianto a biomassa per la produzione di energia pulita: un nuovo passo nel percorso green del brand. Intanto a novembre arriva la Bespoke, la bottiglia personalizzabile in edizione limitata

Già 100% naturale, Belvedere ora vuole anche diventare sempre più green. La vodka polacca super premium ha intrapreso da tempo un percorso virtuoso all’insegna della sostenibilità, che ha già portato importanti risultati, come la riduzione delle emissioni di CO2 del 42% dal 2012 al 2017. Un percorso che ora fa un altro decisivo passo in avanti. Il brand ha infatti inaugurato un impianto a biomassa per la produzione di energia rinnovabile a servizio della sua storica distilleria, che con 111 anni di età è una fra le più antiche per la produzione di vodka, che sorge a Polmos Żyrardów, nel cuore della regione di Mazovia, a circa 45 chilometri di distanza da Varsavia. L’impianto, la cui costruzione è stata avviata nel 2018 e ora entrato in esercizio, permetterà a Belvedere di abbattere le emissioni di CO2 legate all’energia del 95% entro il prossimo anno.

La sua realizzazione rappresenta però solo un tassello della strategia di sostenibilità del brand. Una strategia che prevede azioni su più fronti che toccano tutti i campi della sua attività, dalle materie prime alla protezione degli ecosistemi dai quali queste provengono, dall’utilizzo di pack pastic free fino all’impiego sempre maggiore di energia rinnovabile per i vari processi, e finalizzata a raggiungere 8 ambiziosi obiettivi al 2025.

Gli otto obiettivi di sostenibilità

Il primo prevede la conversione al bio di tutta la produzione. Su questo fronte, Belvedere già dallo scorso anno ha avviato la ricerca di ingredienti da agricoltura biologica per tutte le future innovazioni, per avviare dal 2023 la transizione del marchio al 100% organic dal 2023.

Ma in tema di materie prime il brand sta lavorando anche a un programma di rigenerazione del suolo, che mira a proteggere l’impostazione naturale dei terroir agricoli, programma che non riguarda solo i terreni dove viene coltivata la pregiata segale polacca con la quale la vodka super premium viene realizzata.

Altro obiettivo riguarda la riduzione del 40% dei volumi di acque smaltite dalla distilleria, in modo da ridurre a sua volta del 27% il volume di acqua attinta dai pozzi di proprietà entro il 2024.

Un altro forte impegno riguarda il recupero e riutilizzo dei rifiuti, campo nel quale Belvedere si sta muovendo in due direzioni in ottica di economia circolare. Da un lato, mirando a convertire il sottoprodotto della distillazione in combustibile, dall’altro recuperando il calore dei fumi di scarico delle combustioni, così da ridurre del 20% l'apporto energetico per la caldaia entro la fine di quest’anno.

Un ulteriore impulso verrà dato anche all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, con l’installazione, in programma nel 2023, sul tetto della distilleria di un impianto solare che contribuirà a ridurre ancora le emissioni di CO2.

Ma non solo, perché il marchio sta lavorando a un progetto che le consentirà, a partire dal 2025, di fornire alla cittadina di Polmos Żyrardów una quota di energia pulita generata dai suoi impianti. Inoltre, per rendere più green la filiera, sempre a quella data, anche i partner agricoli del brand, attraverso una serie di progetti mirati, saranno dotati di sistemi di generazione di energia rinnovabile, liberandosi così dalla dipendenza dal carbone, al momento l’unico combustile a loro disposizione.

Nuovi obiettivi di sostenibilità sono stati fissati anche per quanto riguarda il packaging. Belvedere ha già eliminato il 95% di plastica monouso e ha iniziato a implementare l'eco-design per tutti i nuovi prodotti. Ora il nuovo target è una riduzione di un ulteriore 50% dell’uso di plastica e un aumento di pari quantità di impego di plastica riciclata e di vetro riciclato.

Infine, la protezione delle risorse idriche, impegno che viene portato avanti attraverso collaborazioni con ong e università, come la Fondazione per la protezione dell’ambiente locale, con la quale ha progettato un piano per la salvaguardia e ripristino dell’ambiente del fiume Pisia-Gągolina, che partirà il prossimo anno, e l'Università Tecnica di Lodz, con la quale ha progettato nuove soluzioni tecniche per ridurre il consumo di acqua.

Arriva la Bespoke

Intanto sul fronte prodotti, la notizia è l’arrivo il prossimo mese della Bespoke, la l’esclusiva Magnum disegnata al laser che esalta tutta la qualità dell’iconica vodka, preparata esclusivamente con la segale polacca Dankowskie e distillata quattro volte. La bottiglia in edizione limitata, luminosissima e argentata, che può si può rendere unica personalizzandola incidendovi nomi, date o messaggi, sarà disponibile su tannico.it dal 14 al 30 novembre.

 

L’innovazione in caffetteria protagonista a Coffee Addition

Gianni Cocco, Coffee Edition 2019, foto Romediastudio
A Host torna l’evento itinerante messo a punto da Gianni Cocco e organizzato da Aicaf e Altoga. Tanti spunti inediti per la caffetteria

Torna a Host l’evento itinerante Coffee Addition, una serie di workshop su sei diverse tematiche messi a punto da Gianni Cocco e  organizzati da Aicaf - Accademia Italiana Maestri del Caffè in collaborazione con Altoga. «Dopo il positivo esordio del 2019, per questa seconda edizione di incontri, ho puntato sull’innovazione in caffetteria - dice Cocco -: il caffè insieme al tè sarà l’elemento centrale, ma elaborato con tecniche innovative mutuate dal mondo della cucina, della mixology e della pasticceria. Voglio fare capire ai baristi che l’utilizzo di nuovi processi permette di mettere a punto preparazioni nuove e inedite che danno un buon margine e permettono di differenziarsi, dunque di attirare nuova clientela».  Cosi il gasatore Twist 'n' Sparkle di Isi è protagonista degli incontri Ice Tea (drink a base di tè realizzato in sifone grazie alla tecnica rapid infusion e reso frizzante con la tecnica di carbonatazione) e Ice Coffee (drink a base du cascara e fiori di caffè estratto sottovuoto reso frizzante grazie alla carbonatazione in sifone), conferendo alle bevande una frizzantezza che permane nel tempo. Al Caffè Molecolare (drink freddo a base di bevanda avena aromatizzata con la tecnica sottovuoto da caffè e fave di cacao, completata da caviale al caffè molecolare) e al Caffè in cucina si accompagna il sifone Nitro nuovamente di Isi. Con la piccola macchina chef’s Cube (sottovuoto e molto altro) di Vaqua si scoprirà come realizzare un insolito gelato in roll (workshop Il gelato e il caffè), estrazioni a freddo di tè e caffè (anche di più varietà contemporaneamente), oltre a funzioni più “classiche”, come la conservazione sottovuoto ad esempio del caffè rimasto inutilizzato a fine giornata. In alcuni casi si osserveranno all’opera più apparecchiature durante la realizzazione di una ricetta. «Questa nuova impostazione degli incontri ha avuto un grande successo e le prenotazioni si sono esaurite rapidamente - afferma Gianni Cocco -. Penso che per i baristi possa essere utile conoscere nuovi strumenti e vedere la loro applicazione in caffetteria. In un primo tempo sembreranno forse “lontani” dal settore o complessi, ma con un po’ di pratica e soprattutto una buona dose di creatività, si potranno ottenere buoni risultati in maniera semplice. Pensiamo alla praticità di un tè freddo realizzato espresso in due minuti con la macchina sottovuoto o all’originalità di un gelato roll». Non manca una sezione dedicata ai decori sul cappuccino, Latte Art Colour Painting, in cui sono protagoniste le bevande per i bambini (ad esempio il latte bianco caldo) rifinito con disegni colorati grazie all’utilizzo dell’aerografo e della penna flow pencil.

Osserviamo il programma.

Venerdì 22 ottobre

  • h.13.00-13.45 - tema Molecolare - pad 15, E49 F48 E42 - La Marzocco
  • h.14.30- 15.15 - tema Ice Tea - pad 13 A15 - Trabo
  • h.15.45-16.30 - tema Molecolare. - pad 15 G49 H48 - Dersut Caffè
  • h.17.00-17.45 - Latte Art Colour Panting - pad 15 A41 A49 B40 B48 - Gruppo Gimoka

Sabato 23 ottobre

- h.10.00-10.45 - tema Il caffè in cucina - pad 15 E49 F48 E41 - La Mazocco

  • h.11.30-12.15 - tema Il gelato e il caffè - pad. 1 N18 - Minipack Torre
  • h.13.00-13.45 - tema Ice coffee - pad 24 K52 L51 - Bwt Italia
  • h. 14.30 – 15.15 - tema Ice coffee - pad 22 T20 - pulyCAFF
  • h. 15.45-16.30 - tema Il caffè in cucina - pad 15 G49 H48 - Dersut Caffè
  • h. 17.00-17.45 - tema Il gelato e il caffè - pad15 A41  A49  B40  B48 - Gruppo Gimoka

Domenica 24 ottobre

- h. 10.00-10.45 - tema Il gelato e il caffè - pad 15 E49 F48 E41 - La Marzocco 

  • h. 11.30-12.15 - tema Ice coffee - pad 1 N18 - Minipack Torre
  • h. 13.00-13.45 - tema Molecolare - pad 22 T20 - pulyCAFF
  • h. 14.30-15.15 - tema Latte Art Colour Panting - pad 24 Q40 R39 Nuova Ricambi
  • h. 15.45-16.30 - tema Latte Art Colour Panting - pad 15; A53 - B50 Caffè Milani
  • h. 17.00- 17.45 - tema Il caffè in cucina - pad 24 E40 F39 - Conti Valerio – Eureka

Lunedì 25 ottobre

  • h. 10.0010.45 - tema Ice coffee - pad 13 A15 - Trabo
  • h. 11.30-12.15 - tema Molecolare - pad 1 N18 - Minipack Torre
  • h. 13.00-13.45 - Ice coffee - pad 15 A53 B50 - Caffè Milani

- h. 14.30-15.15 - tema Il gelato e il caffè - pad 22 T20 - pulyCAFF

- h. 15.45-16.30 - tema Ice Tea - pad 24 K52 L51 - Bwt Italia

- h. 17.00-17.45 - tema Latte Art Colour Panting - pad 24 E40  F39 -Conti Valerio – Eureka

Martedì 26 ottobre

- h. 10.00-10.45 - tema Ice Tea - pad 22 V16 V18 Z15 Z17 - Il Villaggio del caffè - Altoga

- h. 11.30-12.15 - tema Latte Art Colour Panting - pad 22 V16 V18 Z15 Z17 -Il Villaggio del caffè - Altoga

I workshop

  1. Molecolare: realizzazione di un drink freddo a base di bevanda avena aromatizzata con la tecnica sottovuoto da caffè e fave di cacao, completata da caviale al caffè molecolare
  2. Ice Tea: drink a base di tè realizzato in sifone grazie alla tecnica rapid infusion e reso frizzante con la tecnica di carbonatazione
  3. Latte Art Colour Panting: le tecniche di decorazione del cappuccino più accattivanti e colorate che ci siano grazie all’utilizzo dell’aerografo e della penna flow pencil
  4. Il caffè in cucina: spugna al caffè realizzata con sifone N2o completata da salsa di carote aromatizzata con spezie e realizzata con la tecnica sottovuoto
  5. Il gelato e il caffè: il gelato roll asiatico aromatizzato al caffè realizzato live su piastra ghiacciata
  6. Ice coffee: drink a base du cascara e fiori di caffè estratto sottovuoto reso frizzante grazie alla carbonatazione in sifone.

La terra chiama e il bar risponde

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di ottobre 2021 di Bargiornale a firma del direttore Rossella De Stefano è dedicato alla sostenibilità e al lavoro dei protagonisti del Bootcamp&Work Horeca Forum di Assisi The Next Green Generation

Pensavamo fosse un obiettivo ambizioso: confrontarci e ragionare su un futuro sempre più sostenibile al bar, al di là degli slogan e delle dichiarazioni di principio. Perché come fai a dissertare su Km0, riduzione delle emissioni di carbonio e affini, quando misceli distillati provenienti da tutto il mondo o quando le tue miscele per l’espresso giungono dall’altra parte del globo? O ancora quando il “plastic free” è in conflitto con le esigenze di igiene? Eppure i baristi e bartender chiamati a raccolta ad Assisi per partecipare alla seconda edizione del  ci hanno dimostrato esattamente il contrario.
Venti professionisti, under 35, che hanno accettato la nostra sfida e animato il nostro “pensatoio”, portando ciascuno la propria esperienza, dando conto delle buone pratiche messe in campo nella propria attività, confrontandosi con gli esperti e i tutor per mettere nero su bianco un vademecum per il bar sostenibile. Un programma in dieci punti che troverete nelle pagine di Bargiornale di ottobre e che vi consigliamo di ritagliare e conservare. Perché lo chiedono i clienti. Perché lo chiede il Pianeta. Perché lo chiedono i vostri e i nostri figli.

Lorenzo Loseto: «Con le mie pinte (di gelato) alla conquista del West»

Alberobello è la linea di gelati made in Toronto firmati dallo chef Lorenzo Loseto. Venduti in barattoli e solo nel fine settimana


  TORONTO (Canada). «Sono sempre stato affascinato e ossessionato dal gelato. Alcuni dei miei ricordi più belli da bambino e da adulto ruotano attorno al gelato». Come dare torto a Lorenzo Loseto, chef del George Restaurant di Toronto? Nato a Bari, trasferitosi all’estero da bambino, è cresciuto in Canada e per 35 anni ha lavorato nelle migliori cucine del Paese. Cinque anni fa ha deciso che avrebbe aperto una gelateria. Ha frequentato corsi alla Carpigiani Gelato University, poi ha tradotto in realtà l’idea di un gelato artigianale “all’italiana” da servire a cena al George Restaurant o da prenotare e ritirare nel fine settimana. Così è nato Alberobello Gelato - questo il nome scelto per il brand, in omaggio alla cittadina pugliese famosa per i trulli. Il gelato viene venduto in vasetto da una pinta (circa mezzo litro) a 10 dollari e ogni settimana sono disponibili gusti diversi. È lo stesso Loseto a impostare il menu settimanale. Sullo shop online propone i gelati, i sorbetti, delle conserve, del pane in grande formato e le brioche farcite (6 pezzi a 8 dollari).

Un gelato venduto solo nel fine settimana

Parte tutto dalla cucina del George Restaurant, locale di fine dining nel centro di Toronto. «Ho dedicato una parte della cucina alla gelateria. Formulo le ricette all’inizio della settimana e preparo per il weekend», spiega Loseto. Il gelato di Alberobello è in vendita, infatti, solo il venerdì e il sabato. Si pre-ordina su Shopify, si passa a ritirare entrando da un passaggio accanto alla cucina. Non una vera e propria gelateria, ma una modalità di consumo più vicina alle abitudini nordamericane: il dessert da portare a casa in barattolo di dimensione medio-grande. «Il cliente, quando viene a ritirare, ha una visione della produzione. L’edificio stesso è bellissimo e ha un valore storico, era una fabbrica di cioccolato oltre 100 anni fa. Quindi è come entrare in un luogo segreto, nascosto ma affascinante». Mentre scriviamo i gusti sul portale di pre-ordine sono mascarpone al lampone, crumble di mandorle alla vaniglia, basilico al limone e malaga. «Il nostro gelato è indirizzato a un consumatore che apprezza il sapore intenso, con una mente aperta a diverse combinazioni di sapori che non sono strane o sperimentali, ma non esattamente tradizionali. Anche se spesso produciamo gusti tradizionali: il mio preferito è - e sarà sempre - il cioccolato puro».

L'intervista a Lorenzo Loseto

Hai posto l’accento sugli ingredienti di alta qualità. Ad esempio il latte che utilizzi viene da una “family farm” dell’Ontario, che garantisce alimentazione totalmente naturale alle sue mucche. Come selezioni i fornitori? «Siamo fortunati ad avere molti ottimi fornitori sul territorio grazie ai contatti del ristorante e cerchiamo costantemente di aggiungerne per migliorare il prodotto. Produciamo tutte le basi gelato in casa e sfruttiamo il nostro team di pasticceria per realizzare dessert speciali per “completare” il gelato. Abbiamo anche molti fornitori che si rivolgono a noi con prodotti nuovi e interessanti». È un’idea completamente nuova, questa del gelato artigianale all’italiana, o hai altri concorrenti a Toronto? «Penso che ci siano molti concorrenti qui a Toronto e man mano ne apriranno di più. Io lo faccio principalmente per divertimento e voglio vendere quel tanto che basta per continuare a creare nuovi sapori ogni settimana. Ciò che ci distingue è che molti gelatieri non hanno l’esperienza culinaria che ho io. Il che mi permette di realizzare sapori più intensi e abbinamenti più interessanti». Puoi spiegarci che percorso lavorativo hai fatto e che legame hai ancora con l’Italia? «Sono uno chef di formazione classica e cucino da 35 anni. Sono lo chef del George da 18 anni, e ci sforziamo costantemente di essere i migliori. Sono nato a Bari e sono andato via da piccolo, sono cresciuto a Toronto in una grande comunità italiana e torno in Italia spesso, ma non quanto vorrei. Da George non serviamo cucina italiana, ma la nostra offerta ha molte influenze e sapori della cultura italiana, ne sfrutta i metodi e condivide l’ideologia del cibo».

Stasera il MAG festeggia 10 anni

Dieci anni di Mag Café, tra i locali simbolo della nuova era dei Navigli milanesi. Al banco si alterneranno alcuni dei barman che hanno fatto la storia del locale. Ovviamente non mancherà il bar manager Francesco Bonazzi e i due soci fondatori: Flavio Angiolillo e Marco Russo

 

Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno! Buon decimo compleanno Mag Café, nido mattutino per le colazioni, elegante salotto in stile bohémien per la merenda, banco da cocktail da mille e una notte. Stasera si alterneranno alla “console” tutti coloro che hanno reso grande il celebre e pluripremiato bar sui Navigli. A condurre le danze ci sarà Francesco Bonazzi, manager del locale. Si parte subito a tutto gas alle 17 col duo Pippo De Martino - Bledar Ndoci. Alle 19 scalderanno il pubblico Emilio Menduti e Matteo Landi. Alle ore 21 Yurii Brodesku e Luca Cesaretti saranno il super tandem. Gran finale di serata dalle ore 23 con Andrea Dracos e Mirko Turconi. Ogni ora e mezzo cambierà il guest barman, che preparerà uno dei suoi cocktail storici. «È un evento - sottolinea Bonazzi - dedicato a tutti i nostri clienti più affezionati, che negli anni hanno vissuto insieme a noi tutti i cambiamenti e le evoluzioni del locale.

Il Mag è fatto anche dalle persone che ci lavorano oltre che dai buoni drink e questa è una festa per ritrovarci insieme”. Fondato nel 2011 da Marco Russo e Flavio Angiolillo, Mag Cafe negli anni ha seguito l’espandersi del Naviglio milanese e diversi barman anche dall’estero hanno mostrato interesse per questa realtà. Da subito, lo staff ha puntato sul concetto di “nesting”, creando un locale dove il cliente si sentisse a proprio agio. Proprio come in un nido. Tante tipologie di avventori hanno seguito l’evolversi del Mag: «Da chi doveva festeggiare a chi doveva consolarsi. In questo decennio abbiamo conosciuto, accolto e viziato tante persone, milanesi e non. Come diciamo sempre, il Mag è qualità, quantità e coccole”, spiegano i soci.

Nel corso della serata saranno riproposti alcuni dei signature cocktail che hanno fatto la storia (e il successo) del locale. Tra questi Stanlio e Ollio, Obelix, Asterix, Maria, Cristina, J. Antonio, Elwood e Jake.

 

Birra Moretti riparte con la ricerca Bva-Doxa sui Locali del Cuore

I locali pubblici tornano a essere il posto preferito dove le persone si incontrano. Un'apposita ricerca Bva-Doxa per Birra Moretti ne esamina i dettagli.

Non ci poteva esssere occasione migliore per sottolineare la vivace ripartenza del settore con la presentazione della ricerca Bva-Doxa su "Locale del cuore" a cura di Birra Moretti (Heineken Italia) nel nuovo (e sesto) locale di Milano della catena Pane&Trita. Nell'occasione si è brindato con la recente novità Birra Moretti Filtrata a Freddo.

La ricerca Bva-Doxa per Birra Moretti evidenzia come il sentimento moderno di "sentirsi a casa" per gli Italiani è associato il più delle volte al "fuori casa", intimamente legato ai propri locali preferiti dove bere una birra insieme alle persone che ci fanno stare bene. La presentazione è stata affidata a Nicolò Lupo (External Comunication Manager Heineken Italia), Paola Romagnoli (Consumer Marketing Intelligence Birra Moretti) e Pabel Ruggiero (ceo & founder Pane&Trita), sotto nella foto.

Nicolò Lupo (Heineken), Paola Romagnoli (Birra Moretti) e Pabel Ruggiero (Pane&Trita)

Quando gli italiani si trovano come a casa

Le attività fuori casa sono quelle che sono mancate di più agli italiani nell’ultimo anno e mezzo.  È quanto emerge dalla ricerca Bva-Doxa/Birra Moretti che ha evidenziato come per 6 italiani su 10 la sensazione di benessere collegata al “sentirsi a casa” non è legata alla propria abitazione o a un luogo specifico ma principalmente a situazioni e momenti di convivialità proprie del “fuori casa”.
In particolare, oltre 5 milioni di italiani (12%) si sentono a casa e stanno bene con se stessi quando si trovano nel proprio “locale del cuore”: che sia un bar, un ristorante, un bistrot, una pizzeria o un pub dove si sentono a proprio agio come tra le mura domestiche e possono condividere le proprie emozioni con le persone a cui vogliono bene.

Come dovrebbe essere il Locale del Cuore

Attraverso questa indagine, Birra Moretti, la birra della buona compagnia, ha acceso i riflettori anche su quali sono gli elementi imprescindibili che deve possedere un locale - secondo i nostri connazionali - per farci sentire a nostro agio e davvero “a casa”.
Al primo posto
, per 1 italiano su 2 (52%) c’è l’ambiente
che deve essere curato e accogliente e trasmettere calore e attenzione per i dettagli.
A seguire, in questa speciale classifica, troviamo in ordine:
il tipo di cibo (43%),
il servizio
curato ma senza troppa formalità (40%) e
l’acustica per poter conversare senza dover urlare (39%).
Per 3 italiani su 10 (27%) a fare la differenza nel proprio locale del cuore è il tipo di musica di sottofondo, seguita dall’arredamento (24%) e dalle luci soffuse (21%).

 Birra, la bevanda della buona compagnia

L’indagine Bva-Doxa mette anche in luce che per gli italiani è la birra (42%) la bevanda della buona compagnia, anche più del vino (37%).
Tra i posti preferiti dove condividerla con le persone che si amano 1 italiano su 2 indica la pizzeria, a ribadire un binomio intramontabile. A seguire troviamo la birreria (29%), casa propria o di amici (29%), il locale frequentato con gli amici (26%), il ristorante (23%) o un bar qualsiasi (19%).

 L'importanza della "buona compagnia"

Lo studio accende i riflettori sul tema della convivialità, da sempre uno dei valori di Birra Moretti che, nel 2021, si evolve nel nuovo posizionamento “In buona compagnia, così come siamo”, pensato per celebrare i momenti di condivisione tra le persone e allo stesso tempo l’importanza di essere sé stessi, valori che rappresentano l’essenza dello “stare bene” per gli italiani. Una “buona compagnia” sempre più vera e trasparente: niente rende bello e speciale lo stare insieme come essere esattamente così come si è, con le nostre imperfezioni, diversità e peculiarità.

Birra Moretti Filtrata a Freddo, la novità del 2021

Ad accompagnare la ritrovata socialità degli italiani nei bar e nei ristoranti c’è anche Birra Moretti Filtrata a Freddo, novità del 2021 che sta riscuotendo grande successo da parte degli italiani. Si tratta di una chiara tipo lager dal moderato tasso alcolico (4,3%) realizzata con due luppoli diversi che rompe gli schemi con il passato su tutti i fronti, nel prodotto ma anche nel design: l’etichetta avvolge la bottiglia a 360°, mentre le bottiglie da 30 e 55 cl con tappo corona sono realizzate in uno speciale vetro chiaro flint trattato per non far passare i raggi UV e impedire così l'ossidazione della birra.
Grazie a un innovativo processo di filtrazione a freddo, la birra viene portata fino ad una temperatura di -1°C. Il risultato è una birra facile da bere, dal bilanciato grado di amarezza, freschissima.

Pane & Trita, una steak house decisamente casual

Un locale specializzato in carne non è una novità. Novità invece è un locale come Pane & Trita che tratta la carne a tutto campo, dagli hamburger, al sushi, ai cocktail. Sesto locale della catena, quello di Milano (via Muratori 27, zona Porta Romana) segue quelli "brianzoli/prealpini" di Seregno (Mb), Villasanta (Mb), Costamasnaga (Lc), Muggiò (Mb) e Cantù (Co).
Messi a punto con Linea Zatta e Costa Group, i colorati arredi e murales sono ispirati agli Anni Sessanta e fanno da scenario a un imprevedibile menù.
Le spine del gruppo Heineken, tra cui spicca Birra Moretti, si accompagnano a proposte come i Sushi del Macellaio, la Cotolettona all'Italiana, il Terùn (il Panino Più Famoso d'Italia: con trita di Angus da 200 gr, mozzarella di bufala...), L'Uniporco (con pane rosa, tartare di Angus, pulled pork...), il Cono del Macellaio (cono gelato ripieno di tartare...), la Brioche (ripiena di tartare, avocado di Trapani...).
Assolutamente da provare poi la proposta "liquida" come i cocktail alla carne: Negroni al Bacon, Patanegra Tonic, Culatello Tonic, N'duja Tonic.

 

 

 

È l’ora del tè per il lusso di Jimmy Choo

Daniele Bonzi, Pastry Chef dell'hotel Four Seasons di Milano, ha creato per l'afternoon tea una linea di dolci ispirata ai prodotti iconici del brand di calzature e pelletteria

Creazioni davvero particolari quelle che portano la firma di Daniele Bonzi, Executive Pastry Chef dell'hotel Four Seasons di Milano. L'offerta dell'afternoon tea al Bar Stilla del celebre hotel di Via del Gesù è in tema Jimmy Choo. Il brand di lusso ha collaborato con l'hotel Four Seasons di Milano per creare una edizione speciale dell'afternoon tea, che prende ispirazione dalla collezione permanente Core e da modelli iconici di Jimmy Choo, e verrà servito dal 14 ottobre al 4 novembre 2021 ogni giovedì, dalle 15:00 alle 18:00, al Four Seasons di Milano.

Servito anche con champagne e cocktail

Daniele Bonzi ha interpretato modelli iconici di Jimmy Choo come la torta alla vaniglia Cloud, la torta al cioccolato Madeline Bag e la riproduzione della pump Saresa. Dettagli di perle, cristalli e il monogramma JC decorano le proposte del pastry chef accanto a finger sandwich, tartellette alla frutta e una selezione di varietà di tè, champagne e un cocktail. Jimmy Choo, uno dei maggiori brand del lusso a livello internazionale con calzature da donna, borse, piccola pelletteria, sciarpe, occhiali da sole, occhiali, cinture, fragranze e calzature da uomo, finisce così "nel piatto" del tè pomeridiano. Il servizio è offerto al costo di 38 euro (per l'afternoon tea classico) e 52 euro (con un flute di champagne o un cocktail).

Il Simposio del nuovo corso per gli accademici Ampi

AMPI accademici
Si svolge ad Alma il Simposio di Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Tre giorni di alta formazione, all'insegna della condivisione

L’11 ottobre alla scuola internazionale di cucina italiana Alma a Colorno (Pr) si è aperto il Simposio dell’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, sotto la guida del nuovo presidente Salvatore De Riso. È il primo incontro formativo degli Accademici in presenza, dopo la diaspora della scorsa primavera quando i maestri Iginio Massari e Gino Fabbri e una parte del direttivo hanno scelto di recedere da Accademia (ne abbiamo parlato diffusamente qui).

Ripartire dalla condivisione

Pur in un momento non facile per svariate ragioni, Accademia non è dunque restata con le mani in mano. Rinnovati i vertici (nel consiglio direttivo accanto a Sal De Riso figurano Paolo Sacchetti e Santi Palazzolo come vicepresidenti), è stato varato il primo Simposio della “nuova era”, all’insegna di tre giornate di seminari di formazione squisitamente tecnica. “Condividere per crescere - Sfide e trend di mercato: il ruolo della pasticceria italiana”: questo il tema delle tre giornate di formazione, che ha visto come relatori Francesco Boccia, Accademico AMPI e Campione del Mondo di Pasticceria nel 2015, con una lezione incentrata sul tema del cioccolato; Leonardo Di Carlo, docente e consulente internazionale e lo spagnolo Jordi Bordas, Campione del Mondo di Pasticceria 2011, ospite internazionale nella terza e ultima giornata di lavori. «Questo è un Simposio molto speciale - dichiara Salvatore De Riso - e arriva dopo un periodo complesso come sono sempre i momenti di cambiamento e ripartenza. Ora è il momento di guardare avanti, grati e responsabili della storia che ci precede, ma desiderosi di scriverne un’altra. Abbiamo davanti molto lavoro ma l’entusiasmo che attraversa tutta l’Accademia, la voglia di fare bene, il senso di responsabilità nei confronti di un intero settore che ognuno di noi sente ci rendono fiduciosi. Ampi sarà la casa della pasticceria italiana, una casa fatta di eccellenza e condivisione».

Progetti per i giovani, eventi e una nuova App

È spettato al presidente Sal De Riso, nel corso della cena di gala organizzata all’Antica Corte Pallavicina di Massimo Spigaroli, spiegare i nuovi obiettivi di Ampi, che si incentrano attorno ad alcuni concetti chiave. «Condivisione e pluralità – dice De Riso - Per questo il nostro nuovo linguaggio sarà sempre ‘al plurale’. E ancora Giovani: abbiamo progetti speciali per loro. Vogliamo essere strumento di formazione e reale supporto. L’obiettivo è di creare un progetto nuovo ‘Ampi giovani’. Ampi sarà anche la casa della pasticceria da ristorazione. Confrontarsi e collaborare con una parte così importante del mercato è vitale. Vogliamo riprendere e implementare il gruppo. E poi il nostro marchio: Ampi deve diventare un marchio di qualità riconosciuto, anche e soprattutto presso il grande pubblico». Fra i progetti di Ampi, ci svela De Riso, c’è anche quello di creare un’App che consentirà di conoscere e geolocalizzare tutti i maestri di Accademia, accedere a ricette d’autore, conoscere le specialità del singolo maestro e le attività Ampi in programma. Nel prossimo anno c’è anche l’idea di creare eventi in varie città italiane, essere presenti a fiere ed eventi, con il suggello Ampi a garanzia della massima qualità della pasticceria.

Birrificio Angelo Poretti inaugura la Festa del Luppolo italiano

Festa del Luppolo del Birrificio Angelo Poretti
Aumenta la coltivazione del luppolo in Italia, in particolare di varietà americane speciali come il Cascade, grazie all'impegno di aziende come Birrificio Angelo Poretti (Carlsberg Italia) e Italian Hops Company.

Per rendere protagonista un ingrediente fondamentale per l'aromatizzazione della birra, il Birrificio Angelo Poretti ha recentemente organizzato a Milano la prima Festa del Luppolo italiano.

Come location è stata scelta Cascina Cuccagna, nella zona di Porta Romana, dove viene ospitata un'area dedicata alla coltivazione del luppolo Cascade, varietà americana utilizzata per caratterizzare la produzione di Birra Angelo Poretti 4 Luppoli Lager conferendo un particolare aroma agrumato con note floreali.

Alla base dell'iniziativa c'è il progetto del Birrificio Angelo Poretti (gruppo Carlsberg Italia) teso a valorizzare la filiera produttiva italiana del luppolo, in partnership con l'azienda Italian Hops Company di Modena operante fin dal 2011 con un impianto a spalliera su 7,5 ettari a Marano sul Panaro, in collaborazione con l'Università di Parma.

«Siamo particolarmente orgogliosi di questo evento che mette al centro il Luppolo ed il nostro Paese e che racconta la nostra ricerca continua sugli ingredienti di qualità, da veri ”Maestri del Luppolo”, ed il nostro impegno nel valorizzare il nostro territorio e l’intera filiera produttiva italiana – ha commentato Serena Savoca, Marketing Director Carlsberg Italia - Lappuntamento in Cascina Cuccagna è stato il primo di una serie di eventi dedicati a questo prezioso ingrediente da sempre materia prima fondamentale per tutte le nostre birre».

La collaborazione del Birrificio Angelo Poretti con Cascina Cuccagna prosegue con un calendario di iniziative e appuntamenti di approfondimento sulla produzione della birra per celebrare questo ingrediente nel mese della raccolta, con diverse attività in locali e punti vendita aderenti all’iniziativa.

Benvenuti al Bar Gamondi!

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Benvenuti in casa Gamondi è il cocktail program firmato dal brand di Toso. Un menu, con 12 ricette create da Gianluca Amoni e Christian Olivari, pensato per barman alle prime armi, mixologist e cocktail lover. Con grandi protagonisti le eccellenze del marchio

Spesso gli operatori bar si ritrovano in mano drink strategy aziendali che hanno l’obiettivo di presentare una serie di cocktail legati a un determinato marchio. Più raro trovarsi di fronte a un vero e proprio cocktail program che ha l’ambizione di raccontare più nel profondo le sfumature aziendali, attraverso un prodotto trasversale, pensato tanto per i professionisti quanto per gli appassionati della mixology. È quanto ha fatto Toso, l’azienda di Cossano Belbo specializzata in vini, liquori e vermouth, per il suo marchio Gamondi.

Benvenuti in casa Gamondi è il cocktail program che vuole promuovere e valorizzare l’intera gamma aziendale in miscelazione. Protagonisti della proposta di miscelati sono infatti le grandi specialità del brand.

SCARICA IL COCKTAIL PROGRAM GAMONDI

Le eccellenze di casa Gamondi

A cominciare dal Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi e dal Vermouth di Torino Superiore Bianco Gamondi, prodotti recuperando un’antica ricetta dell’erborista Carlo Gamondi, il fondatore del marchio. Il primo è un vermouth rosso (alc 18% in vol) la cui base vino è composta da Moscato d’Asti Dogc, scelto per la sua grande finezza aromatica, e di bianco Piemonte Cortese Doc: in quest’ultimo viene infusa la principale botanica, l’assenzio piemontese, mentre le altre botaniche, tra le quali troviamo sambuco, cannella, cardamomo, vaniglia del Madagascar, scorze di arance amare fresche, sono infuse in alcol puro. Il risultato è un prodotto dal profumo aromatico, intenso, con note di china, coriandolo e arancia amara, e dal sapore intenso e persistente, con un piacevole retrogusto amaro. Un mélange di vini piemontesi, tra i quali domina il Moscato d’Asti Docg, è la base vino anche del Vermouth di Torino Superiore Bianco Gamondi (alc 17% in vol), fine ed elegante al palato e dal bouquet carico di profumi, con note floreali di assenzio e sambuco che si aggiungono a quelle speziate di cardamomo, pepe e cannella e a quelle dolci della vaniglia.

La gamma di specialità prosegue con il Bitter Gamondi (alc 25% in vol), un aperitivo, di colore rosso profondo, intenso e tradizionalmente amaro che nasce dall’infusione di erbe e piante aromatiche, e che si caratterizza per l’aroma forte e deciso, e con l’Aperitivo Gamondi (alc. 13,5% in vol), dal colore arancio vivace, che nasce da un elegante blend di vini bianchi e infusi di scorze di arance e piante aromatiche, che gli regalano un gusto pieno, fresco e agrumato e un profumo intenso con tipiche note dolci-amare delle scorze di arancia.

Infine, altro pezzo forte è l’Amaro Gamondi (alc 27% in vol), anche questo realizzato con un’originale ricetta del fondatore, che prevede una tradizionale macerazione a freddo di erbe e piante aromatiche e che spicca per lo straordinario equilibrio di gusto dolce-amaro, che lo rendono perfetto sia come classico dopo pasto, liscio o con ghiaccio, sia come ingrediente per la mixology.

Un cocktail program trasversale

Il cocktail program Gamondi non è un semplice esercizio stilistico, ma un menu fatto per essere usato in maniera trasversale, pensato per ogni genere di professionista e non solo. Si rivolge al barman alle prime armi, al mixologist, ma anche al cocktail lover. Un fedelissimo dei cocktail bar che, anche in periodo di pandemia, non ha rinunciato al bere miscelato di qualità. Il barman alle prime armi troverà ricette gustose e di semplice esecuzione da inserire in carta. Il mixologist avrà una base di partenza per elaborare ricette ricercate. Il cocktail lover, o appassionato di cocktail, potrà godere facilmente delle ricette grazie a una serie di formule semplici e per niente cervellotiche.

Il cocktail program è dunque nato all’insegna del concetto evergreen come “less is more”, semplificando le esecuzioni e ricercando la facile reperibilità degli ingredienti. A dargli vita i brand ambassador Gamondi, Gianluca Amoni e Christian Olivari, entrambi bartender e docenti, accomunati da un’idea della miscelazione facile e alla portata di tutti. Sono nate così 12 ricette, suddivise in 3 categorie: twist on classic, low alcohol e ultrapop (sodati e sparkling). Nella prima sono comprese le rivisitazioni dei classici della miscelazione, ma anche omaggi ai cosiddetti modern classic. La seconda strizza l’occhio a uno dei maggiori trend del mercato (il low alcohol). L’ultima comprende le ricette più “easy”: long drink che si preparano con due ingredienti o poco più e pochissime mosse.

Il tutto con un’attenta ricerca narrativa: ogni cocktail è stato raccontato e commentato in modo analitico, ma cercando comunque un tone of voice adatto a tutti. Il risultato? L’heritage e il terroir Gamondi ne escono protagonisti, ma soprattutto sono l’incipit di una storia accessibile, che può essere raccontata attraverso i bicchieri di mezzo mondo.

 

Tutti protagonisti nella nuova campagna Sky Business

Sky
Da sinistra a destra: Martin Mulattieri del 442 Sports Pub di Milano; Luca Bocchia e Luca Arduini del Mastiff Pub di Parma
Sky Business Confidential è la nuova serie che vede protagonisti i gestori di locali e di hotel. Scopri novità di una stagione ricca di appuntamenti con il grande sport

Questa volta suona il campanello e passa dalla porta! La nuova campagna che Sky Business lancia ad ottobre, firmandola con il nuovo logo di brand, regala ai gestori di locali e hotel il ruolo di protagonisti perché raccontino i segreti per fare al meglio il loro lavoro. Si intitola infatti Sky Business Confidential e va a caccia delle case histories più rappresentative del territorio italiano.

Per l’occasione, infatti, i protagonisti selezionati sono insigniti del ruolo di Sky Business Ambassador (per scoprire tutti gli episodi, clicca qui). Veri portavoce che hanno deciso con simpatia e disponibilità di prestare tempo e volto al racconto della propria storia. Il fil-rouge per tutti è la condivisione di alcuni suggerimenti professionali per far felice il cliente e delle loro scelte personali di gestione.

Ad aiutare gli Ambassador nel racconto, ponendo loro le domande giuste e curiosando nelle loro attività con entusiasmo, c’è un volto noto di Sky: Sara Brusco. Gli episodi sono stati girati con l’obiettivo di cogliere con spontaneità e ricchezza di dettagli ogni momento dell’attività degli Ambassador. La scelta di abbonarsi a Sky si è rivelata ricca di sfumature diverse a seconda della tipologia di struttura e di cliente. Nei pub la diretta delle partite di calcio (ma anche del basket a notte inoltrata) ricrea l’evento live e il tifo (quasi) da stadio.

Martin Mulattieri, proprietario del 442 Sports Pub di Milano racconta come, per caso o per fortuna, la data di inaugurazione del suo pub coincida con quella di fondazione di una grande squadra di calcio. Ovviamente quella del cuore. I suoi clienti sanno che è il luogo perfetto dove poter seguire lo sport che più amano.

A Parma invece, gli Ambassador Luca Arduini e Luca Bocchia del Mastiff Pub sono costantemente alla ricerca del meglio per la propria clientela e in questo rientra anche la programmazione Sky per soddisfare le passioni di italiani e stranieri.

Una stagione davvero ricca

E con Sky Business la stagione 2021/22 è davvero unica! Tutta la Serie A TIM con 10 partite su 10 a giornata, incluse le 7 partite in sublicenza da DAZN, tutte visibili sul nuovo canale Sky Sport Bar (canale 215); tutta la UEFA Champions League, inclusa la migliore partita del mercoledì sera disponibile su Prime Video Sportsbar grazie all’accordo con Amazon; la Serie BKT, la UEFA Europa League e la UEFA Europa Conference League.

In più sport, news e intrattenimento, tutto in un’unica offerta compatibile con la nuova TV digitale.

Dal bar in pieno centro al pub della piccola città, dal resort al B&B, Sky torna a casa con una valigia piena di informazioni confidenziali importanti che potranno essere scoperte solo guardando tutte le puntate!

Scopri tutti gli episodi di Sky Business Confidential

 

Mamò Lab, la gelateria è anche una scuola per professionisti

Mamò Gelato
Il quarto pdv della galassia Mamò a Roma ospita anche una sala per formazione e condivisione di tecniche e buone pratiche sul gelato artigianale

Roma, zona Pigneto. La passione per il gelato artigianale dei fratelli Monaco - Cristian, Andrea e Simone - diventa il quarto pdv delle gelaterie Mamò. Solo che questa ha qualcosa in più. Il locale è collocato in uno spazio ampio, progettato apposta in ogni dettaglio per poter divenire un laboratorio all’avanguardia ma anche un luogo di confronto nel quale appassionati e professionisti possano aggiornarsi sul gelato artigianale. I 200 mq del punto vendita Mamò Lab comprendono il laboratorio e uno spazio dedicato a formazione e dimostrazione, per coinvolgere aziende e produttori, colleghi gelatieri e appassionati, ma anche professionisti del mondo della pasticceria e della caffetteria. La sala demo consentirà anche di svolgere una costante formazione interna per i dipendenti delle varie gelaterie della famiglia Monaco (le altre tre sono in via Lorenzo il Magnifico, in Largo Antonio Beltramelli e in via Tripoli, aperte tra il 2005 e il 2016. Lo spazio dedicato alla formazione che può ospitare fino a 15 persone, 30 se dovessero cadere le restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria.

 

«Vogliamo che sia una salotto aperto»

«Questo nuovo spazio nasce per permetterci di lavorare il gelato nel miglior modo possibile, grazie ad un laboratorio attrezzato con macchine all’avanguardia, ma Mamò Lab sarà soprattutto un ‘salotto del gelato artigianale’, un luogo nel quale appassionati, professionisti e protagonisti di questo mondo potranno incontrarsi per tenere e seguire corsi, aggiornarsi e confrontarsi», spiega in una nota Cristian Monaco, responsabile della produzione e della formazione - mentre i fratelli Andrea e Simone seguiranno rispettivamente la comunicazione e la gestione logistica.

Attrezzature di ultima generazione e consumi ridotti

Quanto al prodotto, Cristian Monaco - già vincitore di diverse tappe del Gelato Festival -  segue la filosofia della lista ingredienti corta, per produrre il gelato ricorrendo a non più di tre-quattro ingredienti. Produzione giornaliera, gelato fresco ogni mattina e gusti golosi come i cavalli di battaglia zucchero e pinoli o la Sicilia romana (con pistacchio, mandorla e pistacchi pralinati). Il laboratorio è pensato in ottica di sostenibilità, grazie a macchine di ultima generazione - abbattitori, mantecatori, forni e pastorizzatori - e attenzione al consumo delle risorse necessarie per la produzione come acqua ed energia elettrica.  

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