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Scoprire il mondo Lags alla Coffee Training Academy

Locandina Lags Battle
La scuola veronese per baristi e Lags certification point accoglie un evento che unisce informazione e simulazioni di gara con grandi nomi del settore.

Cresce il successo del Latte Art Grading System e con esso quello delle competizioni tra i rappresentanti dei sei livelli di competenza, che si confrontano misurandosi nella realizzazione di cappuccini decorati sempre più complessi, in cui allineamenti e minimi particolari fanno la differenza.

Per conoscere più a fondo questa realtà, Coffee Training Academy, la scuola per baristi e Lags certification point, organizza oggi nella sua sede a Verona un evento dedicato alla Lags Battle, una competizione nata con l’intento di innalzare il livello della qualità in caffetteria, di stimolare l’attenzione sulla componente anche estetica del cappuccino e innalzare la qualità della latte art. 

Si prende il via alle 13,30 con l’obiettivo di valorizzare e spiegare nel dettaglio il funzionamento delle competizioni nella prima parte dell’evento, per poi arrivare a una sessione pratica decisamente coinvolgente e scenografica, con simulazioni di gara e una competizione a premi aperta a tutti i partecipanti, sia certificati Lags che non.

Mettersi in gara è importante per comprendere a fondo le dinamiche di una competizione che si basa su criteri oggettivi, e vede i concorrenti vivere l’evento con la necessaria concentrazione ma anche in un clima amichevole, dove si ha sempre da imparare. 

A questo proposito, tra gli ospiti ci sarà Michele Hu, campione mondiale livello nero, livello oro e giudice Lags, Manuel Verdini, vincitore della seconda tappa di selezione italiana di Firenze - livello nero, Simone Cattani, che gioca in casa in quanto responsabile della Coffee Training Academy nonché giudice Lags e il fondatore del Latte Art Grading System Luca Ramoni.

Un’occasione per divertirsi, conoscere nuove tecniche e un nuovo “mondo” legato alla latte art e, come osserva Davide Cobelli, fondatore dell’Academy veronese, «simulare come avvengono le competizioni e provare il brivido della pedana, che è sempre fonte di agitazione e talvolta gioca brutti scherzi ai competitor».  

Frattanto il circuito Lags Battle si accinge a vivere la terza tappa di selezione italiana in programma a Napoli il 29 maggio, alla quale ne seguirà una bresciana per arrivare alle finali italiana e mondiale in programma nell’ambito di Host a Fieramilano tra il 13 e il 17 ottobre prossimo, come già avvenne due ani fa. Il sistema frattanto si sta allargando sempre più il suo raggio d’azione nel mondo ed è arrivato in 52 Paesi.

 

I whisky giapponesi Yukisato nel catalogo di Coca-Cola Hbc Italia

Yukisato whisky giapponese
Dallo spirito contemporaneo, ma nel rispetto della tradizione del whisky giapponese, le tre referenze prodotte dalla distilleria Kiyokawa che impreziosicono l'offerta di spirit premium dell'azienda

Arriva dal Giappone la novità che amplia il catalogo di esclusive distribuite da Coca-Cola Hbc Italia. Si tratta della gamma dei pregiati whisky Spirits Yukisato della distilleria Kiyokawa. Una gamma premium composta da tre distillati, Yukisato Blended Whisky, Yukisato Single Grain e Yukisato Pure Malt, dallo spirito contemporaneo, ma realizzati nel pieno rispetto della tradizione del whisky giapponese.

Tutte le referenze sono prodotte artigianalmente e su piccola scala dalla distilleria, che sorge in un villaggio nella parte più a Nord della prefettura di Nagano, una regione particolarmente fertile e caratterizzata da inverni rigidi ed estati torride che offrono un clima ideale per l’invecchiamento del distillate.

A questo si aggiunge poi l’acqua sorgiva purissima proveniente dalle vicine montagne, ingrediente fondamentale che insieme alla qualità delle materie prime dona ai distillati profumi e sapori molto più fini e delicati. Insomma, una combinazione di fattori naturali che, uniti all’abilità dei distillatori della casa, è alla base dell’alta qualità dei prodotti.

Le tre referenze

Come il morbido Yukisato Blended Whisky (alc 40% in vol), invecchiato per 3 anni in botti di ex bourbon, che spicca per il sapore elegante e fruttato, ma con il carattere forte tipico del whisky di malto. Dal colore ambra spendente, il suo aroma ricorda sentori di fiori, frutta fresca, spezie e leggere note di botte, mentre al palato è fruttato e corposo, con delicate note di cereali e una leggera dolcezza e un retrogusto di caramello e vaniglia.

Yukisato Single Grain (alc 43% in vol) è invece un whisky ottenuto 100% da frumento e invecchiato sempre in botti ex bourbon, ma per 4 anni. Presenta un colore di ambra traslucida con sfumature dorate e un profilo delicato e dolce, grazie all’aroma di nocciola e ai timidi sentori di caramello e miele. È morbido al gusto, dove emergono note di frutta tropicale e vaniglia.

Nello stesso tipo di botti e per la stessa durata invecchia anche Yukisato Pure Malt (alc 46% in vol), dal colore paglierino dorato e che si contraddistingue per l’aroma caldo, misto di noci e uvetta. Al palato presenta note di mandorla e vaniglia, per un finale lungo e persistente con decise note speziate.

Con queste new entry, Coca-Cola Hbc Italia impreziosisce il catalogo spirit, forte di oltre 90 referenze, con una tipologia di prodotto che ancora mancava. Un categoria, quella del whisky giapponese, di grande tradizione e che sta riscuotendo un nuovo e forte interesse da parte dei consumatori, considerando, come riferito dall’azienda, che il suo mercato è cresciuto del 25% negli ultimi 4 anni e si prevede che continuerà a crescere anche in futuro.

Milano, due nuove aperture per Cioccolatitaliani

3209 CIOITA Negozi di Milano
Con questi due nuovi punti vendita e il restyling del flaship store di Duomo, il brand raggiunge il traguardo delle 54 insegne in tutto il mondo

Cioccolatitaliani tocca quota 54 punti vendita in tutto il mondo. Il format dedicato all'arte di mixare il cioccolato in gelateria, caffetteria e pasticceria, ha annunciato l'apertura di due nuovi punti vendita a Milano. Il primo sarà in Corso Buenos Aires e il secondo in Ripa di Porta Ticinese. Inoltre, verrà avviato il restyling dello storico punto vendita in Piazza del Duomo.

"Chocology" e design

Cioccolatitaliani nasce nel 2009 da un’idea della famiglia Ferrieri. Al centro della identità del brand c'è un concept identitario riassunto nella parola Chocology. Questo carattere si esplicita anche nel nuovo restyling del punto in Duomo. Materiali e colori pensati per esaltare l’essenza dei prodotti si fondono con lo store concept identitario di Cioccolatitaliani in cui vivere una perfetta esperienza di lusso accessibile. Stesso ambiente per il negozio di Corso Buenos Aires angolo via Claudio Monteverdi. Con questo punto vendita il brand sbarca per la prima volta nell’arteria commerciale più importante della città.

«Nuova vita a un'attività storica»

Fiore all’occhiello di questo fitto programma di aperture è il flagship store che si affaccia sulla Darsena. Nato dalle costole della storica cremeria meneghina, di cui il restauro ha mantenuto la caratteristica identità, ha inaugurato un nuovo format dedicato esclusivamente alla gelateria a firma di Cioccolatitaliani. Uno spazio di 35 mq che amplifica le radici art déco delle originali gelaterie italiane degli anni 30 e delle piccole botteghe di quartiere secondo un progetto studiato dall’agenzia Antitetico. Il dettaglio in più è stato il mantenimento del mobilio originario, oggetto di un certosino lavoro di recupero e laccato in un verde intenso, e l’attenzione alle pareti, rivestite in tessuto, in un ideale dialogo con l’installazione di coni gelato disposti come opere d’arte contemporanee. «L’apertura dello store di Navigli è stata un’occasione per dare nuova vita a un’attività storica che la città rischiava di perdere. Il rispetto per la storia e l’identità della gelateria che ci ha preceduto ha fatto sì che, nel progetto di restyling e di restauro curato dal designer Fabio Mennella, venisse mantenuto il più possibile fedele il design originale dell’ambiente e così è stato», ha dichiarato Vincenzo Ferrieri, Founder e Ceo Gioia Group, che ha in portfolio, oltre a Cioccolatitaliani, Bun Burgers e Fra’ Diavolo.

Chairman’s Reserve ti sfida a creare il tuo spiced rum

Chairman's Reserve Spice Lab
Aperte fino al 31 maggio le iscrizioni per la seconda edizione di Spice Lab, concorso che sfida i bartender di 9 Paesi a creare un rum d'autore. I tre vincitori voleranno sull'isola di Santa Lucia per lavorare con gli esperti della distilleria alla creazione di un distillato da lanciare sul mercato nel 2024

Si rinnova la sfida lanciata da Chairman's Reserve, il rum di Santa Lucia, ai bartender: creare un’originale ricetta… no, non di cocktail, ma di rum speziato ispirato alla propria cultura. Si sono infatti aperte le iscrizioni per la seconda edizione di Spice Lab, il concorso ideato dal rum di Saint Lucia Distillers e tra le esclusive del catalogo di Gruppo Meregalli, che invita i professionisti del bancone a cimentarsi nella reazione di uno spirit d’autore, mettendo a frutto le loro doti di creatività, gusto e stile.

Una sfida che riguarda quest’anno i bartender di altri 8 Paesi di tutto il mondo, oltre all’Italia, ovvero Regno Unito, Belgio, Germania, Francia, Danimarca, Grecia, Saint Lucia e Stati Uniti. Con i tre vincitori, uno per l’Europa, uno da Santa Lucia e uno dagli Usa, che saranno ospiti per una settimana (l’ultima del prossimo mese di ottobre) sull’isola caraibica. Qui lavoreranno con il team della distilleria e il master blender Deny Duplessis alla creazione di un nuovo e originale blend di rum Chairman's Spiced da lanciare sul mercato. Il rum sarà di ispirazione locale, sarà distribuito a livello internazionale dopo la sua presentazione ufficiale a New Orleans in occasione di Tales of the Cocktail 2024, evento al quale prenderanno parte i vincitori di Santa Lucia e Usa, mentre quello europeo sarà protagonista del lancio del prodotto all’evento di lancio in Europa.

Come partecipare

I bartender che vogliono cimentarsi nella prova hanno fino al 31 maggio per iscriversi sulla pagina di Spice Lab , inserendo i propri dati e la descrizione del concetto del proprio rum speziato, che deve essere a base di Chairman’s Reserve. La descrizione deve includere anche la propria visione, l’ispirazione del prodotto, la miscela di spezie prevista, il suo servizio ideale. Il bartender deve anche spiegare perché e in che modo intende promuovere la sua creazione nella bar industry.

Le fasi del concorso

Per ogni Paese in gara saranno selezionati 10 bartender, che prenderanno parte alla seconda fase di Spice Lab. A giugno infatti il concorso entra nel vivo: ai concorrenti riceveranno un kit che include una bottiglia di Chairman's Reserve Original Rum da usare come base per la creazione della propria formula e una bottiglia vuota (700 ml) da riempire con il rum speziato ideato.

Per quanto riguarda la formula da realizzare le regole del concorso chiedono che questa contenga le 4 spezie base che il concorrente riceverà nel kit, più altre 4 a sua scelta. È vietato l’uso di altri rum, ma è permesso quello di altri spirit a più alta gradazione per creare estratti di spezie, nel caso si volesse procedere con questo metodo. Infine è permessa anche l’uso di zucchero e dolcificanti.

Non solo creare: anche promuovere

Questa seconda parte del contest si conclude il 31 luglio, data entro la quale i rum devono essere consegnati. Seconda parte dove l’impegno del bartender non sarà solo focalizzato sulla realizzazione del suo rum, ma anche nell’attività di promozione online e offline del prodotto attraverso la propria comunità, attività che varrà il 40% del punteggio totale.

Anche in questo caso l’invito è a essere creativi, combinando attività sui social, come post, stories e reel su Instagram (tag @chairmansreserveofficial e hashtag #chairmansspicelab), video su Youtube e TikTok che descrivano la creazione, a eventi reali, come l'organizzazionedi serate e apritivi, l’inserimento del prodotto in menu o la creazione di drink che lo abbiano come base, ospitate in altri locali per presentarlo.

Una giuria di esperti valuterà il lavoro fatto da concorrenti e decreterà i 15 concorrenti in totale che prenderanno parte alla finale. Questa si svolgerà dal vivo, ma a distanza il prossimo 6 settembre, giornata durante la quale ogni bartender presenterà il suo spiced rum alla giuria internazionale che decreterà i tre vincitori.

Due drink signature per il nuovo corso di Al Mercato

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MIT0 20.7
Il ristorante di carne si rafforza puntando sulla mixology: MiTo 20.7 e Dark Lico sono i due cocktail signature introdotti da Al Mercato Steaks&Burgers in contemporanea con il varo del nuovo menu primaverile
Il futuro di Al Mercato Steaks&Burgers prende forma a partire da due drink signature. All'interno dell'insegna milanese, che ha visto a inizio anno l'uscita dell'ex chef patron Eugenio Roncoroni, si fa strada dunque anche la mixology con l’introduzione di due proposte di drink della casa: si chiamano MiTo 20.7 e Dark Lico.
AL MERCATO_DARK LICO_
Dark Lico

Una proposta destinata ad ampliarsi, in accompagnamento ai piatti di Al Mercato.«L’idea di inserire una parte di mixology nasce dalla volontà di ampliare la proposta beverage del locale, personalizzandola con un’impronta tipica dello stile Al Mercato», spiega a Bargiornale Marcello Rizza, CEO di Al Mercato Steaks&Burgers. «Brace, carbone, erbe aromatiche: questi sono tra gli elementi che caratterizzano l’anima del brand e definiscono la sua cucina, fortemente marcata da un sapore intenso. Un mix di ingredienti nei due cocktail signature che anticipano il vero cuore pulsante del locale: gli steaks e i burgers».

I due drink signature introdotti da Al Mercato

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MIT0 20.7

Mito 20.7

Campararomatizzato al rosmarino, vermouth, Lurisia rosso, Mazzetto aromatico fresco con salvia fresca, alloro, rosmarino, fetta di arancia.

Dark Lico

Kraken rum, Liquirizia (Anima Nera), succo di pera, zucchero liquido, fettina d'arancia essiccata.

 

Il nuovo menu con più scelta e le alternative vegetali

In parallelo il team di Al Mercato, ora guidato da Stefano Francescon - che era il "secondo" di Roncoroni, uscito dopo 13 anni e dopo aver ceduto la guida dell'attività a Rizza nel 2020 - ha rinnovato la proposta dei tre ristoranti di via Sant'Eufemia, corso Venezia e piazza Aalto, pur restando nel solco dell'impostazione nettamente carnivora del menu.

Diversificata la proposta di steaks, che porta da quattro a otto i tagli disponibili, ma ci sono anche delle alternative vegetariane. L’attenzione per la filiera controllata resta alta e diventa palese nella scelta dei fornitori: Macelleria Motta per i Burgers e MrBeefy per le steaks, entrambe realtà storiche a conduzione familiare, che assieme alla qualità del prodotto garantiscono l'attenzione per il benessere degli animali.

La degustazione e i super burger a due piani

Introdotta in carta una degustazione di quattro tra gli starters più celebri del brand: yakitori di pollo, spiedini giapponesi di pollo grigliato; tartare di Wagyu, carne di bovino giapponese; cannolo di Picanha, taglio tipico della cucina brasiliana; agmberi alla brace. La degustazione burger di Al Mercato è composta da un mini Classic Burger e un mini Tartare Burger. Sono solamente due per far gustare al cliente la versione cotta della polpa con la ricetta basica del burger Al Mercato e la versione cruda della polpa di Black Angus. Due le proposte "bipiano": Superdupermegaburger, l’hamburger a due piani con polpa di Fassona e Wagyu, unito al pane ai semi di zucca e girasole e farcito con cheddar, bacon, uovo, pomodorini, cipolle e cetrioli pickled, onion rings e salsa speciale; il Surf&Turf, pane liscio, due piani di Fassona e Wagyu, avocado, gamberi fritti, coleslaw e salsa cocktail.

Apei lancia il primo festival della pasticceria nuziale

Torta nuziale
Mercoledì 17 maggio, in Piazza del Plebiscito, a Napoli, gli ambasciatori Apei esporranno le loro torte monumentali. Tema della manifestazione: il matrimonio napoletano.

Tra i segmenti più interessanti della pasticceria c'è quello dedicato alle torte da matrimonio. Ad esso Apei dedica il Festival Italiano della Pasticceria Nuziale. Mercoledì 17 maggio piazza del Plebiscito, a Napoli, sarà il teatro della prima edizione, realizzata con il patrocinio di Regione Campania e Comune di Napoli.

Moda e pasticceria al servizio del matrimonio

Il Festival della Pasticceria Nuziale avrà come tema il matrimonio napoletano. Alla manifestazione, dedicata agli appassionati e ai professionisti di settore, parteciperanno anche ospiti come Enzo Miccio. Il famoso wedding planner e conduttore presenterà la sua collezione di abiti da cerimonia e condurrà l'evento insieme a Irene Colombo. Il Festival avrà inizio alle 19.30 a ingresso libero con dolci omaggi dei Maestri Pasticceri per i partecipanti. Anche Crispo, sponsor dell’evento, omaggerà tutti distribuendo, attraverso quattro postazioni, un elegante cofanetto con all’interno le declinazioni “Sweet Glamour”, confetto di sola mandorla, avvolto da un sottile strato di zucchero in cinque nuances pastello e sedici gusti tra i più amati dai consumatori. La giornata si chiuderà con un live show dal titolo “Voglio Tornare Negli Anni 90”.

«Diversi punti di vista per raccontare il matrimonio»

«Sarà un momento particolarmente significativo per Apei, che ha deciso di condividere con il grande pubblico tutte le curiosità e i segreti che gravitano intorno a uno dei riti più importanti per tutti e che accomuna il mondo intero – spiega Iginio Massari, Presidente dell’associazione degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana - La speciale serata del 17 maggio sarà una grande occasione per raccontare da diversi i punti di vista il tema del matrimonio, che verrà affrontato in ogni sua sfaccettatura, in un connubio perfetto qual è tra il mondo della pasticceria e quello della moda, entrambi rappresentati al livello più alto. Il Festival si caricherà di una valenza ulteriore perché vuol essere una grande festa per la città di Napoli, con l’obiettivo di ispirare il pubblico sui trend attuali e sulle tradizioni legate al variegato mondo delle nozze. Il tutto inserito nel magico contesto di piazza del Plebiscito».

Alessandro Garneri è il nuovo master of botanicals di Bombay Sapphire e Martini

Master of Botanicals for BOMBAY SAPPHIREgin MARTINI vermouth ST-GERMAIN Alessandro-Garneri
Esperto agronomo, da 17 anni in Bacardi e da 8 alla guida del Global Botanicals Center del Gruppo a Ginevra, Garneri raccoglie l'eredità di una leggenda del settore, Ivano Tonutti, che dopo 33 anni di attività va in pensione

Grande novità in casa Bacardi-Martini. Il colosso beverage ha nominato Alessandro Garneri come nuovo master of botanicals per il brand di gin Bombay Sapphire e per Martini. Garneri succede nel ruolo a una vera e propria leggenda del settore, Ivano Tonutti, che quest’anno andrà in pensione dopo oltre 33 anni di onorata carriera nel Gruppo.

Esperto agronomo, Garneri fa parte della squadra Bacardi da più di 17 anni e da 8 e alla guida del Global Botanicals Center del Gruppo a Ginevra, segnalandosi per l’adozione di tecnologie all’avanguardia nello stabilimento, per la spinta data al progetto di approvvigionamento sostenibile delle materie prime e il contributo alla realizzazione delle ultime innovazioni di prodotto del portafoglio Bacardi.

Nel nuovo ruolo si occuperà della supervisione del percorso dal campo alla bottiglia di ogni singola botanica utilizzata nella produzione della gamma spirit Martini, di Bombay Sapphire, del liquore ai fiori di sambuco St-Germain, dei vermouth Noilly Pract e del liquore Bénédectine. «È un onore diventare il master of botanicals per marchi così iconici e amati – ha commentato Garneri in una nota che annuncia la sua promozione -. Sono appassionato di scienza, mondo naturale e tecnologia e mi sento privilegiato nel poter seguire queste passioni attraverso il mio lavoro».

Raccogliere l’eredità di un’icona

Il passaggio del testimone è stato preparato per tempo e con grande attenzione dal Gruppo, vista la sua delicatezza. Garneri arriva al nuovo incarico dopo essersi formato per più di sei anni alla scuola di Ivano Tonutti, che gli ha trasmetto il suo enorme patrimonio di conoscenze e di esperienze su ogni singolo aspetto del business dei botanici. Una scuola di altissimi livello. Tonutti, lavorando a stretto contatto con Anne Brock e Beppe Musso, rispettivamente, master distiller per Bombay e master blender per Martini, ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione di diversi nuovi prodotti di successo del Gruppo, dal Bombay Sapphire Premier Cru, il London dry super premium lanciato a fine 2021 (leggi Premier Cru, il nuovo London dry di Bombay Sapphire) agli aperitivi analcolici Vibrante e Floreale a marchio Martini, marchio che quest’anno, tra l’altro, compie i suoi primi 160 anni vita (leggi Martini festeggia i 160 anni con 5 serate all’insegna dell’aperitivo d’autore).

Un contributo chiave anche sul fronte sostenibilità

Negli anni con la sua squadra ha costruito solide relazioni con i fornitori delle botaniche, che il Gruppo supporta con investimenti in pratiche agricole sostenibili per creare una filiera equa e sostenibile, e ha supervisionato diversi passaggi chiave del percorso verso la sostenibilità di Gruppo Bacardi. Percorso che proprio grazie al lavoro di Tonutto ha già raggiunto grandi target, come la certificazione di sostenibilità per il 100% dei mosti e dei vini utilizzati per l’intera produzione Martini (leggi Martini: tutti i fornitori di mosto e vini sono ora certificati Equalitas) e delle botaniche utilizzate per realizzare Bombay Sapphire (leggi La sostenibilità secondo Bombay Sapphire).

«Sono molto orgoglioso dell'eredità che lascio a Bacardi. Ogni giorno della mia carriera nel Gruppo ho potuto usare la mia curiosità, la mia passione e il mio impulso per proteggere il Pianeta e avere un impatto reale sul modo in cui procuriamo gli ingredienti e ci prendiamo cura delle persone che coltivano le nostre botaniche – ha commentato Tonutti -. È stato un viaggio incredibile e non vedo l'ora di assistere al raggiungimento di ulteriori grandi traguardi in questo ambito da parte del Gruppo».

E grandi e ambiziosi sono gli obiettivi che Bacardi si è posto nel suo programma di sostenibilità denominato Good Spirited. Incluso di arrivare entro il 2025 all’approvvigionamento di tutti gli ingredienti chiave del suo portafoglio prodotti da fornitori certificati sostenibili.

Partita la Jesolo Cocktail Experience

Jesolo Cocktail Experience
È iniziata nella cittadina balneare la grande festa della miscelazione. 18 i locali coinvolti che, fino al 21 maggio, proporranno drink list dedicate. E un ricchissimo programma di formazione per i professionisti che vedrà in cattedra grandi protagonisti della scena bartending

Jesolo a tutta miscelazione. Dal 12 al 21 maggio nella città balneare va in scena la Jesolo Cocktail Experience, la manifestazione dedicata alla cultura del bene bere. Organizzata dal Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice, Edimarca, Next Italia, con il patrocinio di Comune e Aibes (Associazione italiana barmen e sostenitori) e la collaborazione di Aja (Associazione jesolana albergatori) e Confcommercio San Donà-Jesolo, la manifestazione vuole rappresentare una vetrina per il territorio e dunque nasce per valorizzare le proposte dei locali e dei professionisti che vi operano, ma con l’intento di elevarne ulteriormente la qualità, proponendosi anche come laboratorio di sperimentazione per nuove tendenze del bere miscelato.

Non a caso il progetto della Jesolo Cocktail Experience cammina su due gambe. Da un lato la Cocktail Experience che coinvolge tutta la città e che animerà le serate dei 18 locali che hanno aderito alla manifestazione. Questi per tutti i 10 giorni dell’evento proporranno drink list dedicate con signature realizzati ad hoc e proposti a prezzo ridotto (qui l’elenco dei locali). L’intento è di avvicinare ancora di più il grande pubblico al mondo mixology, tra le eccellenze della proposta di una città che si presenta come luogo ospitale, di divertimento e sperimentazione dove vivere emozioni piene.

Tanta formazione per i professionisti

Secondo pilastro è il Jesolo Cocktail Lab, lo spazio di alta formazione dedicato ai bartender, grazie a un ricco programma di seminari, masterclass e incontri con alcuni dei maggiori professionisti della scena bartending (gli incontri sono ad accesso gratuito, ma con prenotazione obbligatoria).

Il programma degli eventi è stato aperto, venerdì 12, dalla tavola rotonda sulle competenze e le nuove tendenze della miscelazione, attraverso la testimonianza di grandi protagonisti del settore quali Giorgio Fadda, presidente Iba (International bartender association), Francesco Cione, corporate bars & beverage director Beefbar Global a Milano, Lucia Montanelli, head bartender presso The Dorchester Hotel di Londra, Samuele Ambrosi, titolare del Cloakroom Cocktail Lab di Treviso, Roberto Pellegrini, Federico Silvio Bellanca. Evento seguito dalla masterclas di Lucia Montanelli su come costruire una carriera di successo nell’hospitality.

Tra i tanti incontri in calendario (qui il programma completo) ricordiamo sabato 13 la masterclass con Francesco Cione, dove racconterà come nascono i suoi cocktail e come questi traducono delle storie in creazioni liquide (ore 15.30 al Tacco 11/J44 Lifestyle Hotel). Lunedi 15 giornata tutta dedicata alla formazione con diversi appuntamenti (dalle 10.30 al Mucho Macho): si parte con il seminario sullo zero waste di Edo Bullio del Cocktail Bar Romeo di Verona, per proseguire con l’incontro Startup Heroes, condotto da Federico Menetto con le testimonianze di Giovanni Mondini di Birra Warsteiner, Pasquale Sasso, giornalista e docente, Giuseppe Librizzi, fondatore di Amaro Amara, e i fondatori di Tibilab e di Restworld. E poi ancora il seminario di Samuele Ambrosi sulle bollicine in miscelazione, l’incontro con il flair bartender Massimo Osmari e quello con Mirco Bedin sulla Rainbow Room del Bar 2.0.

E ancora la masterclass, martedì 16 sempre con Ambrosi sui cocktail di tendenza per l’estate in arrivo (Tacco 11/J44 Lifestyle Hotel, ore 14.30-17), e mercoledì 17 quella di Maurizio Andriani sulla miscelazione tiki e tropicale (La Floridita, ore 19.30). E ancora, da segnare sull’agenda, l’incontro con Francesca Nonino sulla storia e la versatilità della grappa in miscelazione, alla quale seguirà una degustazione di diversi prodotti di casa Nonino (19 maggio, ore 17 al Falkensteiner Hotel). E gli appuntamenti a cura di Illva Saronno sulla mixology di provincia, quattro incontri alla scoperta di altrettanti nuovi cocktail bar con i loro fondatori: lunedì 15 con Milo Occhipinti di Unseen, martedì 16 con Raffaele Bellomi del Green room, mercoledì 17 con Giacomo Diamante di Enjoy e giovedì 18 con Tommaso Bulegato de Il Cantiere (tutti gli incontri si tengono al Morgan’s Pub, ore 19). Sempre firmata Illva, la mastercass di Federico Cassini su Rump@plic e The Busker e il loro impiego in mixology (venerdì 19 al al Morgan’s Pub, ore 19).

Tre contest in programma

Ma non solo, perché nel programma della Jesolo Cocktail Experience ci sono anche ben tre contest. Il primo ad andare in scena è Shakerando Jesolo, lunedi 15 maggio dalle 18 presso Mucho Macho, dove a sfidarsi saranno i bartender dei locali che partecipano alla manifestazione. E poi il 17 sarà la volta del Concorso Regionale Aibes, che si svolgerà al Gasoline Beach Club, dalle 9 alle 17, e contestualmente a questo si terrà la prima edizione del Trofeo Jesolo Cocktail Experience, dove in gara saranno i ragazzi degli istituti alberghieri Aibes.

Dalla Corte, i primi vincitori del progetto NextGen Barista

NextGen Barista
Ha preso il via la collaborazione dell’Azienda di Baranzate (MI) e l’istituto milanese Carlo Porta per la formazione dei futuri professionisti del caffè.

Per l’Istituto Carlo Porta di Milano è tradizione aprirsi a eventi e collaborazioni con aziende ed esperti al fine di offrire un progetto educativo più completo e in linea con le aspettative del mondo del futuro lavoro dei suoi studenti.

Questo impegno ha portato alla collaborazione con il costruttore di macchine espresso Dalla Corte e alla creazione del progetto NextGen Barista, un programma educativo dedicato alla formazione dei futuri professionisti del settore del caffè che vede i formatori dell’Azienda di Baranzate (MI) lavorare con gli studenti nel programma di caffetteria della scuola, introducendoli ai corsi di certificazione Sca - Specialty Coffee Association e offrendo workshop guidati da professionisti del settore.

Un’occasione unica che offre agli studenti la possibilità di interagire con chi è vive in prima persona il settore e di partecipare a fiere ed eventi, apprendendo i dettagli dell'industria del caffè. Un concorso interno identifica i migliori apprendisti baristi sulla base della loro interazione con il cliente, la gestione del flusso di lavoro, la qualità delle bevande e la pulizia: i primi vincitori di NextGen Barista sono Diego Piuri, Mattia Scanato e Chiara Prati, rispettivamente primo, secondo e terza. 

Questa iniziativa è di particolare importanza per Dalla Corte che ha sempre creduto nella promozione di un senso di consapevolezza intorno al caffè. Questo focus è ciò che ha ispirato l'azienda a rivolgersi ai giovani studenti, offrendo importanti opportunità per imparare di più sul mondo della caffetteria. Il programma è dedicato a Raffaello Calabrese, sales manager per l'Italia, scomparso appena un anno fa e tra i principali promotori dell'educazione nelle scuole.

Il progetto proseguirà con le classi terze fino alla fine dell'anno, e continuerà a sostenerli anche nei prossimi anni attraverso programmi di istruzione e formazione, fornendo ai giovani le conoscenze e le competenze necessarie per diventare gli esperti professionisti del caffè di domani.

A Milano torna Distillo, la fiera dedicata alle micro-distillerie

Distillo-2023
È per il 16 e 17 maggio all'East End Studios l'appuntamento con la seconda edizione di Distillo, il salone dedicato alle attrezzature per la distillazione artigianale. Con un ricco programma di incontri con gli esperti internazionali del settore

Torna l’appuntamento con Distillo, la fiera dedicata alle attrezzature per le micro-distillerie. Appuntamento fissato per il 16 e 17 maggio a Milano, nello Spazio Antologico di East End Studios. Organizzata da Craft Distilling, società fondata da Claudio Riva e Davide Terziotti e specializzata nella consulenza per micro-distillerie, la manifestazione si propone di avvicinare l'artigianalità alle nuove tecnologie ed è rivolta sia agli addetti ai lavori della filiera della distillazione sia a coloro che vogliono avvicinarsi al mondo degli alambicchi.

Per questa seconda edizione Distillo punta a superare il successo registrato al debutto lo scorso anno, quando oltre 800 appassionati e addetti ai lavori provenienti da tutte le regioni d'Italia ma anche da altri Paesi europei hanno visitato la fiera.

Un'immersione nel mondo del craft distilling

Pensata per condurre i visitatori nel mondo del craft distilling, la fiera propone un’area espositiva dove si potranno vedere e conoscere le soluzioni più all’avanguardia per aprire e sviluppare una distilleria artigianale, dalle materie prime alle tecnologie di produzione fino al packaging. Novità di quest’anno è l'area riservata a produttori che lavorano conto terzi, piccoli e medi artigiani, che si sono resi disponibili a rispondere alle domande dei futuri craft distiller. Altro obiettivo della manifestazione è infatti favorire la diffusione delle conoscenze sulle produzioni artigianali, attraverso il confronto tra gli imprenditori interessati a entrare nel settore e i tecnici delle realtà presenti.

I seminari in programma

Allo scambio e diffusione di conoscenze contribuirà anche il ricco programma di seminari gratuiti (ma con posti limitati per cui occorre prenotarsi direttamente in fiera il giorno dell’evento) che animeranno la manifestazione e che permetteranno di incontrare i maggiori esperti italiani e internazionali del campo.

Ad aprire il programma di incontri, la mattina di martedì 16 maggio, sarà la conferenza sui segreti della fermentazione e la scelta dei lieviti giusti tenuta da Elena Fossati di Lallemand, azienda sponsor dell’evento tra i più importanti produttori e fornitori mondiali di lieviti, batteri ed enzimi con una divisione dedicata alla distillazione artigianale. Seguiranno il seminario a cura di Berlin Packaging che avrà come tema la scelta del giusto pack per un brand di spiriti artigianali, e di Andrew Fitzgerald della Gospel Distillery sul craft whisky in Australia. Chiudo la prima giornata Bruno Pilzer, presidente dell’Istituto Tutela della Grappa del Trentino e titolare della distilleria Pilzer, con un incontro dedicato alla gestione dell'impianto di distillazione.

La sessione di seminari prosegue mercoledì 17 con un nuovo seminario di Elena Fossati sull’importanza della nutrizione del lievito per ottenere fermentazioni sane e distillati di qualità. Sarà poi la volta di Pier Cesare Licini di ChezMoonShine e Mario Verducci di Buchi sulle differenze tra distillazione sottovuoto e in corrente di vapore nella produzione di distilled e London dry gin.

I lavori del pomeriggio si aprono con la tavola rotonda sulla produzione conto terzi con i produttori, seguita dall’incontro a cura di Craft Distilling e Spirito Autoctono sull’analisi organolettica dei distillati e gli strumenti per il controllo qualità. Segue poi il seminario con Luca Ulivieri di Sace che illustrerà Supportitalia, strumento per finanziare nuovi investimenti, e infine l’incontro a cura di Craft Distilling su licenze e permessi necessari per distillare e produrre liquori.

Come partecipare a Distillo

Distillo si svolge il 16 e 17 maggio, dalle 10 alle 18, a Milano presso lo Spazio Antologico di East End Studios (via Mecenate 84/10).  Il costo del biglietto è di 39 euro per la singola giornata e di 54 euro per tutte e due. I biglietti possono essere acquistati online cliccando qui.

The Next Bartender è… Francesca Cobucci

Francesca Cobucci (a destra), vincitrice di The Next Bartender 2023, insieme alla professoressa Katia Parisi dell'Istituto Professionale di Vinchiaturo (Cb)
Allieva dell'Istituto Professionale di Vinchiaturo (Cb), si è imposta con un drink beverino e rinfrescante adornato da un fiocchetto color lilla per richiamare l'attenzione sui disturbi del comportamento alimentare che spesso colpiscono i giovani. Seconda classificata a The Next Bartender 2023 Alessia Matarrese dell'Istituto Professionale Domenico Modugno di Polignano a Mare (Ba), terzo il giovane Hdya Jilali dell'Istituto di Istruzione Superiore Di Poppa Rozzi di Teramo

A Mixology Experience (Milano, 9 maggio 2023), la giovane barlady Francesca Cobucci della classe 5C dell'Ipseoa di Vinchiaturo - G. Lombardo Radice (Campobasso) è salita sul gradino più alto di The Next Bartender, contest riservato agli istituti alberghieri di tutta Italia organizzato da Bartender.it in collaborazione con Aibes, aggiudicandosi per il suo istituto un premio di 2mila euro offerto da Piazza per l'acquisto di attrezzature e materiale didattico. Al secondo posto un'altra barlady, Alessia Matarrese dell'Istituto Professionale Domenico Modugno di Polignano a Mare (Bari) e al terzo il giovane Hdya Jilali dell'Istituto di Istruzione Superiore Di Poppa Rozzi di Teramo. Premiate anche Giada Franciosi dell'Ipsar Luigi Veronelli di Casalecchio di Reno (Bologna), quarta classificata, e Beatrice Piccolomini dell'Istituto Professionale Massimo Alberini di Lancenigo di Villorba (Treviso), quinta classificata. Un podio, quasi tutto femminile (4 premiati su 5 sono donne), che la dice lunga su come la professione di bartender sia cambiata negli ultimi anni. Un verdetto che ha visto, inoltre, gli istituti professionali del centro sud in pole position, occupando con i propri allievi tutte le tre prime piazze della competizione.

 

Francesca Cobucci ha convinto la giuria tecnica di The Next Bartender con un long drink chiamato L'essenza dell'essere di colore lilla. «Un colore scelto di proposito - ha spiegato la vincitrice a Bargiornale - e dello stesso colore è anche il fiocchetto che adorna il bicchiere: si tratta del simbolo, ormai riconosciuto a livello internazionale, che rappresenta la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare come l'anoressia o la bulimia. Problemi che spesso investono i giovani e che se irrisolti possono pregiudicare vite e percorsi professionali. Con la mia docente, Katia Parisi, abbiamo dunque voluto con questo cocktail spezzare una lancia a favore di chi si batte contro questi disturbi e sensibilizzare chi ci sta intorno». Gin e lavanda sono gli attori principali del mix vincente che si compone complessivamente di sette ingredienti: un drink beverino e rinfrescante a bassa gradazione alcolica e ideale a tutte le ore. «Abbiamo fatto un grande lavoro di preparazione - ha aggiunto Katia Parisi, professoressa dell'Istituto Professionale di Vinchiaturo, che ha accompagnato e sostenuto l'allieva nel corso di tutto il contest milanese - partendo proprio dal problema dei disturbi alimentari, concetto intorno al quale abbiamo costruito il drink. E, dunque, la scelta della lavanda non solo per il colore, ma anche perché è una pianta molto diffusa nella nostra regione, il Molise. Volevamo, infatti, dare una connotazione anche territoriale al cocktail, privilegiando ingredienti autoctoni».

Va a Edoardo Mastroianni la Sabatini Cocktail Competition

Sabatini Cocktail Competition 2023 finale
Il bartender del Lève di Torino si aggiudica l'edizione 2023 della competition, quest'anno incentrata sul tema della condivisione, e si guadagna la nomina a International tour ambassador del del brand toscano

Sabatini Gin ha il suo nuovo International tour ambassador: è Edoardo Mastroianni. Il bartender del Lève di Torino si è infatti aggiudicato la quinta edizione Sabatini Cocktail Competition, la gara di bartending con la quale il brand di gin toscano, come da tradizione, cerca il suo ambasciatore internazionale tra i talenti della miscelazione.

Gara che quest’anno ha avuto come tema The new wave of sharing, ovvero il concetto di condivisione declinato nel mondo della mixology che ha nella convivialità uno dei suoi valori fondamentali. Tema che Mastroianni e gli altri 7 concorrenti giunti alla sfida finale, hanno interpretato in modo efficace attraverso le due creazioni richieste per la prima parte del contest: una alcolica a base di Sabatini London dry gin, l’altra analcolica a base di Sabatini 0.0, il nuovo nome del no alcol spirit del marchio (leggi Sabatini Gino°, lo spirit no alcol dal carattere toscano). Creazioni hanno permesso loro prima di entrare nella rosa dei 24 semifinalisti e poi di conquistarsi un posto per la finalissima.

I finalisti

E così a darsi battaglia nella finale, svoltasi presso la suggestiva Villa Ugo di Cortona (Arezzo), culla del brand e della dinastia dei suoi creatori, insieme al vincitore c’erano: Nicolas Di Maria del Caffè Concerto Paszkowski di Firenze, Alessandro Santini del Disco di Reggio nell’Emilia, Matteo Freguglia dell’Argot di Roma, Daniela Larisa Ciuraru de Il Marchese Milano, Simone Obino dell’Harry's bar di Olbia (Sassari), Martina Morico dell’Easy drink and food di Capriate San Gervasio (Bergamo) e Pierluigi Soccodato del Metropolìta di Roma.

Creatività, conoscenze ed emozioni

Ma prima di mettere mano a shaker e bottiglie, i finalisti hanno ricevuto una gradita sorpresa: l‘incontro con un mentore d’eccezione, Giorgio Bargiani, assistant director of mixology di The Connaught di Londra, che ha tenuto una masterclass dedicata all’ospitalità e alle emozioni della mixology, dietro e davanti al bancone.

E proprio le emozioni sono state le protagoniste della sfida finale, non a caso dal titolo Emotion at the Bar, che ha proposto una simulazione della vita reale al bancone. I quattro giudici, Bargiani, Daniele Salviato, vincitore dell'edizione 2022 della Sabatini Cocktail Competition, Matia Venini, lifestyle contributor D Lui, e Andrea d'Amico, managing partner Attila&Co, nelle vesti di clienti, hanno testato la conoscenza dei grandi classici della miscelazione da parte dei concorrenti. Questi hanno dovuto riprodurre e interpretare i cocktail loro richiesti e, insieme, raccontare e trasmettere le emozioni che stanno dietro ogni drink e sfoggiare la loro capacità di entrare in relazione con il cliente.

Il podio

Sfida che ha visto trionfare Mastroianni con le sue versioni del Mint Julep e dello Stinger (in fondo le ricette complete), la sua energia e il savoir-faire. Al secondo posto si è piazzata Martina Moricog, mentre il terzo classificato Matteo Freguglia. Con la vittoria bartender del Lève si è così guadagnato il ruolo di nuovo Sabatini tour ambassador, aggiudicandosi un viaggio di 5 giorni in India, mercato strategico per il marchio, dove sarà protagonista di speciali guest shift al bancone dei locali più cool del Paese.

Le ricette di Edoardo Mastroianni

Mint Julep
Ingredienti:
zolletta zucchero, 10 ml acqua, 1 dash di angostura, foglie di menta, 75 ml di bourbon whiskey
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler basso

Stinger
Ingredienti:
60 ml cognac, 20 ml creme de mente blanche
Preparazione:
stir and strain
Bicchiere:
coppa Nick&Nora

 

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