Dopo il lancio, lo scorso anno, di Fanta Aranciata Rossa senza Zuccheri Aggiunti con succo di arancia rossa di Sicilia Igp, la famiglia Fanta si arricchisce di una nuova referenza che può vantare l’utilizzo della denominazione di Indicazione di origine protetta. È Fanta Limonata Senza Zuccheri Aggiunti con succo di “Limone di Siracusa Igp”, una limonata con succo di limone 100% controllato dal Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp.
Il nuovo prodotto è una ulteriore testimonianza dell’attenzione e valorizzazione da parte del brand di The Coca-Cola Company al territorio italiano e alle sue eccellenze agrumicole. Un’attenzione del resto anche naturale per un marchio che ha proprio in Italia la sua origine, in quanto fondato a Napoli a metà degli anni Cinquanta.
Fresca, dal gusto di limone pieno, e con un basso contenuto calorico (4 kcal per 100 ml), grazie all’assenza di zuccheri aggiunti, la nuova nata è disponibile per le realtà del fuori casa nei formati lattina da 33 cl e in bottiglia in Pet da 45, 90 e 100 cl, distribuita da Coca-Cola Hbc Italia, il principale produttore e distributore di prodotti di The Coca-Cola Company nel nostro Paese.
Il suo arrivo va ad arricchire la gamma Fanta che include le referenze Fanta Original, fatta con succo di arance 100% italiane, Fanta Zero Zuccheri Aggiunti, la versione a basso contenuto calorico, Fanta Aranciata Rossa Senza Zuccheri Aggiunti con succo 100% di “Arancia Rossa di Sicilia Igp”, preparata con arancia rossa di Sicilia Igp, e Fanta Gusto Limone e Fiori di Sambuco, molto rinfrescante e caratterizzata dall’inedita unione del gusto di limone e di fiori di sambuco.
A bassa gradazione alcolica, ricco di gusto, 100% naturale e dal particolare colore viola. È l’identikit di Mov, il cocktail per l’estate firmato da uno degli astri più splendenti della mixology made in Italy e stella del firmamento della miscelazione internazionale, Bruno Vanzan. Un drink che riassume nel suo nome la sua essenza: Mov è infatti l’acronimo di Mixology Organics Violet, a sintetizzare le peculiarità della nuova creazione.
Presentato in anteprima a Baritalia Talks, la serie di masterclass sulla miscelazione in modalità live webinar dell’edizione 2020 di Baritalia (l’appuntamento è tutti i lunedì da giugno a settembre, dalle 15.30 alle 16.30, in diretta sulle pagine Facebook di @redazione.bargiornale e @baritaliabybargiornale e sulla nostra pagina Instagram), Mov nasce dalla collaborazione traIovem, il nettare viola da bere miscelato creato dallo stesso Vanzan e premiato come Innovazione dell’anno nella categoria alcolici ai Barawards2019 di Bargiornale, eRed Bull.
Mov nasce infatti dall’unione di Iovem (alc 15% in vol), il liquore/nettare viola preparato con soli ingredienti di origine naturale, come miele, limone, zenzero e mosto d’uva, e Organics Tonic Water by Red Bull, la tonica completamente naturale, fatta con concentrato di limone da agricoltura biologica, estratti vegetali e chinino, creata dalla casa austriaca.
Il risultato è un cocktail leggero e dal gusto armonico, dall’inconfondibile colore viola naturale, regalatogli da Iovem, e caratterizzato da uno stuzzicante mix tra dolce, amaro e secco, arricchito dalla presenza di grani di pepe bianco che gli regalano un tocco di delicata piccantezza.
Una proposta originale, tutta all’insegna del gusto e della leggerezza, perfetta per arricchire la drink list per la stagione estiva di ogni locale. Un drink, in più, facile e veloce da realizzare e che, grazie al basso contenuto alcolico, è perfettamente in linea con la nuova tendenza del bere bene e responsabile.
La ricetta
Mov di Bruno Vanzan
Ingredienti:
6 cl Iovem, 12 cl Organics Tonic Water by Red Bull, 3 grani pepe bianco
Dodici anni a suon di gelato e musica. Così si potrebbe sintetizzare lo stile de La Gelateria della Musica (inaugurata nel 2008) dove i gusti di gelato, spesso insoliti e innovativi, dolci e salati, prendevano il nome dai cantanti preferiti. Dopo l'intenso periodo caratterizzato prima dal delivery e poi dall'asporto, da maggio le due gelaterie milanese (il Flagshipstore dei Navigli davanti alla chiesa di San Cristoforo sul Naviglio Grande e quel di quello di via Abamonti, in zona Porta Venezia) hanno riaperto.
Le novità 2020
La riapertura ha portato con sé i gusti originali, molti dei quali risalenti agli esordi (Cheesecake scomposta, Biscottaccio, Basilico profumato al limone) e gusti che hanno reso famoso il brand, come Crema Pestalozzi, Pane burro e Marmellata (gusto registrato) e di sapori d'ispirazione gastronomica come il Pistacchio tostato e salato leggermente. Accanto a questi, l'estate 2020 porta anche gusti nuovi fra creme e frutta come la Crema Spalmabile con Pere caramellate alla Cannella e al Sesamo bianco tostato, American Toast (pancarré, burro di arachidi e marmellata di lamponi), Sfera ebbasta (con burro di arachidi al Cubo, con salsa di arachidi e arachidi pralinate), Fondente 67% Sonora by Cacao Barry, Uva fragola (fra agosto e settembre) e Litchis. L'intera produzione è preparata con il rigore metodologico e qualitativo di sempre, senza basi pronte, con i neutri fatti in casa, con materie prime di eccellenza a cominciare da latte e panna Alta Qualità, e con frutta fresca selezionata, la cui presenza arriva nei sorbetti alla percentuale del 60%.
Sud di Baladin e L'Ippa di Baladin sono le due recenti proposte rinfrescanti del Birrificio Agricolo Baladin di Piozzo (Cuneo), sempre alla ricerca della valorizzazione degli ingredienti italiani di territorio. Si vanno ad aggiungere a birra Isaac Sour, all'aperitivo tonico Beermouth e alle nove Extra Bibite, tutte proposte ottime per l'estate.
Due prodotti che il suo creatore Teo Musso fa rientrare nel progetto "Dalla Terra alla Birra" lanciato a Beer & Food Attraction 2020 a RiminiFiera, iniziativa che ha preso il via nel 2011 con Birra Nazionale Baladin (birra chiara 6,5% alc, colore 10-12 Ebc, amaro 30-32 Ibu) seguita dalla versione Gluten Free (malto d'orzo e riso Carnaroli) e da birra Pop nel 2015, la prima birra chiara (10-12 Ebc) italiana in lattina 33 cl dalla grafica moderna e d'impatto di 6% alc, moderatamente amara (30-32 Ibu).
Sud di Baladin può essere definita anche come una Italian Mediterranean Ale, realizzata solo con ingredienti provenienti da varie regioni italiane:
orzo e frumento da Basilicata e Puglia;
agrumi come limone, arancia, mandarino e bergamotto da Puglia, Calabria, Sicilia e Campania;
luppolo dal Piemonte;
acqua delle sorgenti delle Alpi Marittime;
lievito coltivato nel piemontese Birrificio Baladin (Piozzo, Cuneo).
Alcune materie prime provengono da terreni di proprietà Baladin (che gli vale il titolo di Birrificio Agricolo), altre da coltivazioni controllate direttamente da personale di fiducia del Birrificio.
In questo modo il Birrificio Baladin sostiene l'attività del Consorzio Birra Italiana, nato l'anno scorso in collaborazione con Coldiretti e di cui Teo Musso è presidente, con l'intento di valorizzare la filiera agricola per i birrifici artigianali (birra non pastorizzata e non filtrata con una produzione inferiore a 200 mila ettolitri).
Nato per iniziativa di cinque soci (Baladin, Mastri Birrai Umbri, Altavia, Serro Croce e Malteria Agroalimentare Sud), il Consorzio raduna oggi dodici aziende, la cui produzione è di 58 mila ettolitri. «La produzione di birra artigianale – afferma Carlo Schizzerotto, direttore del Consorzio Birra Italiana – è di 550 mila ettolitri, dei quali 1\3 da filiera italiana. Il nostro obiettivo è quello di recuperare la genetica produttiva italiana coinvolgendo tutti i microbirrifici che oggi sono 964».
Logo Artigianale da Filiera Agricola Italiana del Consorzio Birra Italiana
Sud di Baladin è una birra chiara di colore giallo opalescente (6-8 Ebc) e schiuma bianca, con note di cereali e agrumi, oltre che di coriandolo e luppolo. La gradazione alcolica è di 4,4%, amaro contenuto (10-12 Ibu), da servire a 8-10 °C , preferibilmente con carni bianche, pesce alla griglia, carpacci di pesce bianco e crostacei. Può essere abbinata anche con piatti di pasta alle erbe o risotto al limone, fritti leggeri, formaggi freschi insieme con composte di agrumi e miele di arancio. Disponibile in lattina 33 cl e fusto da 24 litri per la spina.
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Birra Sud di Baladin latt 33 cl
Birra Sud di Baladin alla spina
Birra Sud di Baladin alla spina
L'Ippa di Baladin è la versione 100% italiana delle India Pale Ale realizzate con luppoli aromatici. Infatti vengono impiegati luppoli americani Cascade, Chinook, Comet e Magnum, ma tutti provenienti da coltivazioni italiane. Il risultato è una birra ambrata (23-25 Ebc), di buona amarezza (31-33 Ibu) di 5,5% alc, da servire a 8-10 °C. Disponibile in bottiglia da 33 cl e fusto da 24 litri per la spina. Da abbinare a cibi dal sapore deciso come carni alla brace, hamburger e street food in genere.
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Birra L'Ippa Baladin bott 33 cl
Birra L'Ippa Baladin alla spina
Birra Isaac Sour 2015 Baladin 75 cl
Grazie alla loro leggerezza alcolica e aromaticità rinfrescante, Sud di Baldin e L'Ippa di Baladin sono particolarmente indicate per il consumo estivo, così come la birra bianca Isaac Sour.
Oltre alla gamma delle nove Extra Bibite Baladin, spesso realizzate anch'esse con ingredienti del territorio: Spuma Nera (con radici di rabarbaro e scorze d'arancia) Cola (con noci di cola della Sierra Leone, Presidio Slow Food) CedrataBionda (con cedro della Calabria) Ginger Rouge (con scorze di arancia amara e vaniglia, senza zenzero) Mela Zen (con mela e zenzero) Tonica al Fieno (con fieno maggengo delle Alpi Cuneesi, Premio Barawards by Bargiornale 2019) Tonica (con chinino) Agrumata (con arancia, mandarino, limone, bergamotto) Ginger Beer (con zenzero e limone).
Tutte da servire da sole con ghiaccio o in profumati long drink.
Nella stagione estiva è importante offrire accanto al classico espresso delle buone variazioni sul tema in chiave fredda, per assicurarsi l’ingresso nel locale di una clientela che ama il caffè del locale, offrendo preparazioni con un buon valore aggiunto. Julius Meinl offre un’interessante raccolta di ricette per l’estate, semplici da realizzare e al contempo gustose e scenografiche: al bar come al ristorante, insieme al palato, anche l’occhio vuole la sua parte. A cominciare da una buona tazzina di espresso, che a un aroma ricco e intenso deve unire una crema dorata e leggermente striata: la Torrefazione austriaca consiglia di realizzarlo utilizzando 7 grammi di caffè, con un’estrazione di 30 ml in 20-30 secondi. L’espresso è la base di alcune preparazioni, come Julius Meinl Iced Chocolate Latte. Lo compongono 60 ml di latte, 10 ml di frappè in polvere, 30 ml di espresso, 10 ml di sciroppo di cioccolato. Si prepara versando in un bicchiere riempito per 2/3 di ghiaccio (attenzione a utilizzare ghiaccio di qualità per assicurare la salubrità e la migliore riuscita delle ricette) il latte, il frappé, l’espresso e lo sciroppo al cioccolato; infine mescolae con un miscelatore.Un classico sempre attuale e molto semplice da realizare è Julius Meinl Milky Dream. Si mettono in un bicchiere 1 pallina di gelato alla stracciatella, 1 di gelato al cocco e 100 ml di latte; versare sul tutto un espresso caldo e servire.
Julius Meinl Coconut Delight
Due preparazioni fredde molto attuali sono poi il Cold Brew e l’Iced Coffee. Il primo si realizza ponendo in infusione in acqua fredda del caffè macinato piuttosto grosso per 10-14 ore, il tempo necessario affinché il caffè rilasci il suo aroma; la bevanda che si ottiene è caratterizzata da bassa acidità e amarezza, con maggiori note di dolcezza e di cioccolato. L’Iced Coffee si realizza in un tempo brevissimo e, se si vuole attirare l’attenzione e stupire un po’, si può fare in modo alquanto scenografico, versando un espresso su cubetti di ghiaccio posti in un V60: la bevanda fredda che percola ha nel complesso maggiore acidità e amarezza rispetto alla prima ed è anche più aromatica.
Julius Meinl Viennese Iced Coffee
Ora due ricette con il Cold Brew. Julius Meinl Coconut Delight si prepara versando in un bicchiere il Cold Brew con, a piacere, alcuni cubetti di ghiaccio; aggiungere 10 ml di sciroppo al cocco e panna. Più sostanzioso Julius Meinl Viennese Iced Coffee: mettere 1 pallina di gelato in un bicchiere, versare una tazza di Cold Brew e aggiungere la panna montata. Guarnire a piacere con sciroppo al cioccolato e qualche fogliolina di menta.
Una selezione di oltre 50 soluzioni in grado di soddisfare ogni esigenza per i servizi di delivery e asporto. È con questa nuova linea di imballaggi dedicata alle realtà del fuori casa che Raja Italia, filiale del Gruppo Raja, tra le maggiori realtà europee nella distribuzione di imballaggi e forniture per aziende, fa il suo ingresso ufficiale nel settore degli alimenti.
Un’offerta completa, pensata per dotare gli operatori bar, ma anche altre realtà della ristorazione e dei food truck, di tutto l’occorrente per la consegna a domicilio dei prodotti o per la loro vendita d’asporto, servizi sempre più richiesti dai consumatori e destinati ad avere un peso sempre più rilevante nel business dei locali. La nuova linea è infatti ricca di articoli pratici, efficienti e amici dell’ambiente, con il 65% dei prodotti realizzato interamente in carta o con materiali biodegradabili.
Una gamma completa
Prodotti che includono scatole, cassette e contenitori per il trasporto food, buste e sacchetti (per panini lunghi, panini normali, pizze, focacce, sacchetti in carta oleata per crepes e piadine, sacchetti Ovenbag, sempre in carta oleata ma che possono andare in forno o su griglia insieme al loro contenuto), film in PVC pellicole o in alluminio, pellicole, senza trascurare posate e accessori per la tavola (bicchieri in plastica, anche bio, in cartone, kit di posate in plastica o biodegradabili, paletti in legno per caffè, tovaglioli), imballaggi termici e macchine e sacchetti sottovuoto, questi ultimi molto utili per aumentare la durata della conservazione degli alimenti, rispetto ai metodi tradizionali.
Tra le novità più interessanti, le scatole con maniglie, comodissime sia per il delivery sia per l’asporto. Semplici da montare, grazie al fondo automatico, facili da trasportare, per via delle maniglie laterali, sono molto resistenti in quanto realizzate in cartone a un’onda e sono disponibili in 3 diversi formati: 41,8 x 34,7 x 12 cm, 39,3 x 29,3 x 11,8 cm e 29,3 x 19,8 x 11,5 cm.
Così come un'altra soluzione molto interessante della nuova gamma di Raja sono i contenitori di alimenti con finestra. Realizzati in cartone kraft naturale hanno la finestra in plastica Pet che consente di valorizzare la presentazione del contenuto. Anche questi forniti in tre diversi formati, 14 x 14 x 5 cm e una capacità di 75 cl, 19 x 19 x 5 cm e capacità da 150 cl e 16 x 16 x 5 cm e capacità da 100 cl, sono perfetti per qualsiasi preparazione, da un primo piatto fino ai prodotti da pasticceria passando per le insalate, e anche impilabili, in modo da ottimizzare spazio e rendere più facile il trasporto. Una soluzione che alla funzionalità unisce un’estetica molto gradevole e l’attenzione all’ambiente, in quanto i due materiali, cartone kraft e Pet si possono riciclare numerose volte.
Il ghiacciolo GreenGo, collegato a un progetto di tutela dei ghiacciai italiani, e il Cono Cinque Stelle Ricordi dalla Costiera, omaggio a uno dei paesaggi più belli della Penisola, sono le due fresche novità per il bar di Sammontana per l’estate 2020.
Gustoso, rinfrescante, dal gusto di lime e spirulina, l’alga ricca di proprietà nutrizionali e benefiche, GreenGo rende omaggio a un ingrediente strettamente legato alla produzione dell’azienda toscana: il ghiaccio. Non a caso, al nuovo prodotto è collegata un’importante attività di salvaguardia del territorio italiano, il progetto Salviamo i ghiacciai delle Pale di San Martino. Questo, realizzato insieme a Legambiente, associazione ambientalista con la quale Sammontana collabora da anni, ha come obiettivo salvaguardare circa tre ettari di bosco del Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino, un'area naturale protetta del Trentino–Alto Adige duramente colpita nel 2018 dal ciclone Vaia.
A questo scopo l’azienda ha deciso di devolvere il ricavato delle vendite del nuovo prodotto a ripianare e ripristinare l’area deturpata, finanziando le attività di esbosco dei tronchi e delle ceppaie e la rinaturalizzazione della zona con la piantumazione di nuovi alberi per una superficie totale di tre ettari. Lavoro che verrà effettuato nell’ambito del Trentino Tree Agreement, il progetto che mira al recupero boschivo ma anche a riparare i danni causati dal ciclone e assorbire gli eccessi di CO2 presenti in atmosfera, unico strada per salvaguardare i ghiacciai del parco dall’innalzamento delle temperature.
Un omaggio alla Costiera amalfitana
Così come un omaggio alla Costiera amalfitana, uno dei tratti più affascinanti d’Italia, è l’altra novità della casa, il Cono Cinque Stelle Ricordi dalla Costiera. Un’edizione limitata che porta con sé tutto il profumo di un’eccellenza di quel territorio, il limone. Nel nuovo cono, disponibile in formato da 75 g, la nota del limone dona un tocco di unicità a un gelato alla crema ulteriormente impreziosito da una granella di biscotti. Genuino, il Cono Cinque Stelle non rievoca il meraviglioso territorio della Costiera solo con il gusto, ma anche con il pack, ispirato alle tipiche maioliche amalfitane che rendono il prodotto ancora più stuzzicante ed evocativo.
A Cervere (Cn) Gian Piero Vivalda lancia una novità, nel segno di una incoraggiante vitalità degli imprenditori del mondo horeca, nonostante tutto. Il titolare del ristorante gourmet Antica Corona Reale, due stelle Michelin, già lo scorso anno aveva messo in essere AtelieReale, il laboratorio di panetteria e pasticceria adiacente al ristorante, dove vengono prodotti, ad esempio, i rinomati grissini e i grandi lievitati come il Panettone o la Colomba Reale. Oggi Vivalda ufficializza la nascita del Gelato Reale che prende il via dal 9 luglio. Una novità pianificata da Vivalda durante il periodo di lockdown insieme al sous-chef Christian Conidi, la pasticciera Elisa Fornasiero e il pastry chef dell’AtelieReale Luca Zucchini.
Una lavorazione "all'antica"
«Abbiamo sempre fatto il gelato - spiega lo chef - ci mancava un approccio più onnicomprensivo: per questo ci siamo affinati confrontandoci con il Maestro gelatiere Palmiro Bruschi, ci siamo appassionati alla lavorazione “antica” e abbiamo iniziato una ricerca specifica e rigorosissima della materia prima, per ottenere un prodotto all’altezza della nostra ristorazione». I gusti studiati per l’esordio della gelateria sono 12 (6 gelati a base crema come il Gelato al Caffè Kafa Lavazza, il Gelato al Cioccolato Chuao 75% Domori e 6 sorbetti a base frutta, ad es. il Sorbetto al Fico Fiorone nero di Terlizzi o quello all’Albicocca di Valleggia), risultato di ripetuti test con prodotti di piccoli produttori piemontesi e non, per arrivare alla scelta di materie prime ideali (fra cui, ad esempio, il latte e panna delle Latterie piemontesi Inalpi, acqua Sparea per i sorbetti, cioccolato Domori, caffè Lavazza). Per questo motivo, spiegano dal Reale, la lista dei gusti non sarà mai prefissata, ma seguirà la breve stagionalità di certi frutti, e la proposta del mercato, perché le materie prime di grande livello sono sempre disponibili per chi sa dove e quando cercarle.
Gian Piero Vivalda
Il Gelato Reale
Il Gelato Reale, a Cervere
Luca Zucchini ed Elisa Fornasiero di Antica Corona Reale
Il banco gelati di Atelier Reale
Assemblaggi selezionati, come per i vini
«La selezione della materia prima come la frutta richiede un certo tempismo, e non esistono regole se non la scelta in base alla maturazione - precisa chef Gian Piero Vivalda - un po' come si fa con i Sauternes, una vendange par tries , ovvero una vendemmia in fasi successive cogliendo l’uva solo se giunta alla maturazione perfetta. In alcuni casi per avere il gusto compiuto, abbiamo assemblato varietà diverse dello stesso frutto: come per la fragola, rimanendo nella metafora enologica, abbiamo studiato un assemblaggio di fragole, dove ogni percentuale di uva scelta conferisce gusto, colore e aroma».
Panettone ai frutti rossi, per l'estate
Il Gelato Reale ha anche un suo luogo fisico: sul lato esterno dell’AtelieReale è stato progettato il Giardino delle Rose, suggestivo pergolato con tavoli dove vengono serviti, oltre ai 12 gusti di gelato, 3 speciali coppe-composizione in abbinamento ad altrettanti distillati, vini passiti o Barolo Chinato. «L’abbinamento col gelato - conclude chef Vivalda - è una mia provocazione: mia piace l’idea di poterlo proporre come un mariage di gusti territoriali». Il servizio ai tavoli nel Giardino delle Rose, del gelato, dei vini passiti e dei distillati sarà coordinato dal Maître dell’Antica Corona Reale Davide Ostorero. Ma il gelato non è l’unica innovazione dell’ultimo periodo: entro metà luglio sarà disponibile il Panettone Reale Ai Frutti Rossi, la creazione estiva di AtelieReale.
Compagnia dei Caraibi è il nuovo importatore e distributore della prestigiosa gamma El Dorado Rum Finest Demerara che contraddistingue una gamma di distillati superpremium provenienti dalla Repubblica Cooperativa della Guyana (ex colonia britannica, indipendente dal 1966) che si affaccia sulla sponda nord del Sud America, posta tra Venezuela, Suriname (ex colonia olandese della Guyana) e Guyana francese (ex colonia, oggi Dipartimento d'oltremare francese).
Mappa Guyana, Suriname, Guyana francese
Il nome della gamma El Dorado Rum Fines Demerara riprende quello della leggedaria città precolombiana ricoperta d'oro che non è mai stata trovata dai famelici conquistadores spagnoli e probabilmente è ancora sepolta nella zona più impenetrabile della foresta amazzonica.
La gamma El Dorado Finest Demerara è ricavata da blend di rum ricavati dalle storiche tradizioni distillatorie di scuola francese, olandese e britannica, risalenti al Settecento. Dopo la seconda guerra mondiale, le nove distillerie superstiti della Guyana sono state inglobate da Demerara Distillers Ltd che ha conservato molti storici impianti: 13 alambicchi, tra cui 3 doppie colonne coffey still ‘Tricanada’, 2 moderne colonne multiple di tecnologia indiana, 2 savalle still, 1 wooden double pot still (il celebre Port Mourant), 1 wooden single pot (Versailles), 1 colonna coffey in legno (Enmore), 1 alambicco di rame Wedderburn style, 1 alambicco di rame tradizionale, 1 small gin still batch. Da sottolineare in particolare l'impiego degli insoliti distillatori (unici al mondo) con il bollitore realizzato in legno (il collo di cigno è in rame) come Double Wooden Pot Still che donano al distillato una particolare aroma.
Distillatore Double Wooden Pot Still con bollitore in legno e collo di cigno in rame
La materia prima è ottenuta dalla melassa delle canne da zucchero coltivate sulle rive del rio Demerara che offre un microclima ottimale. I diversi invecchiamenti si avvalgono di un parco botti di oltre 100mila esemplari di varie capacità, quasi tutte ex-Bourbon.
La gamma El Dorado Finest Demerara si compone di oltre venti tipologie suddivise in tre linee principali: Core, Rare e Blended in The Barrel.
Nella linea Core spiccano rum vincitori di numerosi premi come Classic Cask Aged Rums, blend di rum invecchiati dai 12 ai 21 anni, dal distintivo color oro, con aromi di albicocche mature, noici, miele e uva passa.
Gli alambicchi in legno concorrono invece a creare la Rare Collection con edizioni limitate Non-Blended e Cask Strenght, Enmore e Port Mourant, blend di color ambra di rara potenza aromatica.
La linea Blended in The Barrel è fiormata da rum miscelati prima di essere messi in botte a maturare, operazione che che produce distillati forti ed eleganti, senza filtraggio a freddo, cche esprimono sentori di caramello, vaniglia, cacao, liquirizia e note speziate di noce moscata, zenzero, cannella.
Si arricchisce di tre nuove referenze Botanica, la gamma di spezie e frutta disidratata di Naty’s, gamma che si presenta con un nuovo pack ecosostenibile in cartone.
Mango (circa 50 fette per confezione), Bergamotto (circa 60 fette per confezione) e Rosa gialla (circa 550 boccioli per confezione) le new entry della linea pensata per consentire ai bartender di utilizzare spezie, frutta e fiori di qualità nella preparazione dei loro drink. Come il resto della gamma, anche le nuove referenze sono a base di materie prime selezionatissime, andando a cercare il meglio della produzione mondiale nei luoghi di origine. Le materie prime vengono poi sottoposte a un lungo procedimento di essicazione a bassa temperatura, curato con attenzione artigianale in ogni sua fase. Ciò per garantire ingredienti al perfetto punto di essicazione e naturali al 100%, in quanto nella lavorazione non vengono aggiunti zuccheri né si fa uso di conservanti. È infatti lo speciale processo di disidratazione impiegato dall’azienda di Rho (Milano) che rende la frutta croccante, esteticamente accattivante e dal profumo intenso, senza alterarne in alcun modo le proprietà.
Con le nuove arrivate, le referenze in gamma salgono in totale a 24, suddivise in due sottogamme: Fiori e Spezie, che contempla Boccioli di rosa persiana rosa, Fiori d'ibisco, Pepe rosa, Buccia d'arancia, Ginepro, Cannella, Anice stellato, Boccioli di rose persiana rossa, Fili di peperoncino, Peperoncino intero, Zenzero a fette, Pepe di Giamaica, Cardamomo, Boccioli di rose gialle, e Frutta disidratata, della quale fanno parte Arancia, Pompelmo, Limone, Lime, Ananas, Mela, Cocco, Pera, Mango, Bergamotto.
Pronte all'uso, tutte le specialità vengono proposte in una nuova confezione: un astuccio realizzato in cartone, materiale interamente riciclabile, rivestito all’interno con alluminio, che ne garantisce la perfetta conservazione, limitando anche l’impatto ambientale dei prodotti e dei drink nei quali vengono utilizzati.
Sono sempre più numerosi i flower bar, locali in cui sorseggiare un caffè o degustare piatti in uno scenario floreale, ma anche entrare per acquistare dei fiori e farsi catturare dall’aroma di un buon espresso e da una buona fetta di torta fatta in casa, trattenersi a pranzo o gustare un aperitivo. Questo trend nato negli Stati Uniti si sa lentamente affermando grazie alla bontà dell’offerta e all’unione rilassante con la bellezza e gli aromi della natura.
Matteo Rittano si occupa della caffetteria
Poco più di un anno fa a Carrù, un piccolo centro in provincia di Cuneo, il Silvy’s Flowers, che da 18 anni propone fiori, piante e oggettistica si trasforma in un flower bar grazie all’iniziativa della sua titolare, Silvia Isvoranu. I suoi ambienti caldi e curati ora si presentano divisi in due parti: uno dedicato ai fiori, uno alla caffetteria, che uniscono i propri aromi e la bellezza unica della natura in un insieme piacevole e rilassante, in cui l’espresso non è consumato rapidamente, ma gustato con calma.
«Questa idea è nata girando molto e seguendo numerosi corsi; tra questi mi ha colpito quello in cui ci hanno spiegato che il mercato sta cambiando e che il fiore va abbinato ad altri articoli, ad esempio con il caffè - afferma la titolare -. Caffetteria e fiori, sono due attività parallele ma che si uniscono e creano importanti sinergie quando si incontrano nello tesso locale.” ha affermato la titolare di Silvy’s Flowers.
La titolare, Silvia Isvoranu
Si occupa della parte caffetteria, il Silvy Flower Bar, Matteo Rittano che accanto al caffè offre un menu homemade vario e genuino che cambia ogni giorno insieme alle birre e ai prodotti con cui ogni giorno propone l’aperitivo. La sua formazione prende il via con quello che definisce un «bellissimo percorso Sca di quattro anni» che culmina con la formazione in mixology con un maestro quale Francesco Corona, cinque volte campione italiano Coffee in Good Spirits, e poi con la campionessa mondiale di Latte Art, Manuele Fensore. Ovviamente tutti i cappuccini sono realizzati con un decoro in latte art che aggiunge alla colazione o alla merenda un po’ di dolcezza.
Il banco del Flower Bar
Il caffè servito è di Bos Caffè, una torrefazione locale, ed è una miscela composta per il 90% da arabica e per il 10% da robusta. Inoltre, di tanto in tanto il locale si procura dei caffè specialty: «Faccio anche delle dimostrazioni di estrazioni alternative come v60, aeropress e chemex in modo da portare più persone ad apprezzarle - riprende Rittano -. È un cammino che richiederà tempo, ma più di uno è incuriosito dai diversi risultati in tazza scoprendo gusti e aromi inaspettati, che stupiscono». Non è semplice, soprattutto in un paesino piccolo come Carrù, ma Matteo Rittano affiancato albanco da Camilla non demorde nel suo obbiettivo di diffondere la cultura del caffè, cercando di differenziarsi dal resto dei bar, per il concept del locale e per la lavorazione del prodotto. Il tutto osservando le attuali norme igieniche e il giusto distanziamento, che ha portato ad avere meno posti a sedere all’interno, bilanciati dal nuovo dehors. Per una pausa di gusto e bellezza che sempre più clienti apprezzano.
Risultati sempre più virtuosi nell’utilizzo di plastica, vetro e alluminio, l’impiego di energia generata da fonti rinnovabili, un corposo abbattimento delle emissioni di CO2. Sono alcuni dei parametri che testimoniano dell’impegno di Coca-Cola Hbc Italia nella tutela dell’ambiente. Impegno illustrato nel nuovo rapporto di sostenibilità dell’azienda, principale imbottigliatore e distributore dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company in Italia, dal titolo Siamo di casa.
Impegno che coinvolge l’intera attività della società, dall’approvvigionamento delle materie prime, prediligendo l’utilizzo di ingredienti di origine agricola coltivati nel rispetto dei principi dell’agricoltura sostenibile, con l’obiettivo di portarne la quota al 100% entro il 2025, alle fasi di imbottigliamento e di distribuzione dei prodotti.
Una politica virtuosa sostenuta da importanti investimenti per migliorare sia le diverse fasi del processo produttivo sia l’eco-design, ovvero la progettazione di imballaggi con un impiego sempre più efficiente dei materiali dei quali sono composti. Proprio riguardo gli imballaggi, Coca-Cola Hbc Italia per le sue bottiglie e lattine utilizza da sempre materiali interamente riciclabili, quali plastica Pet, vetro e alluminio 100%. Grazie all’impiego di tecnologie che consentono di ottimizzare peso e volume dei pack, l’azienda ne consuma sempre meno negli ultimi anni: la quantità di plastica, vetro e alluminio necessaria per produrre bottiglie e lattine si è ridotta, rispettivamente, del 20%, 25% e 15%, nel corso degli ultimi anni.
Sempre in campo di imballaggi, l’azienda utilizza anche parte di materiale riciclato per le sue bottiglie, ovvero il l’r-Pet, con una quota lo scorso anno pari all’8% del totale. Quota che, operando in un’ottica di economia circolare, si è prefissa di incrementare, dando così nuova vita a questo materiale che, se conferito e riciclato correttamente, può essere riutilizzato molte volte, riducendo l’impiego di materia prima vergine e le emissioni di CO2. Obiettivo che però si scontra con una limitazione imposta dalla legislazione italiana. Il decreto 134 del 2013 impedisce alle imprese del settore di utilizzare plastica riciclata per più del 50%, un limite che non permette di fare quanto già accade negli altri Paesi europei, dove la plastica utilizzata nelle bottiglie non è solo riciclabile ma anche riciclata. Un limite che costituisce anche un freno agli investimenti in sostenibilità e che Coca-Cola Hbc Italia auspica venga rimosso.
Processi industriali virtuosi
L’attenzione alla sostenibilità è al centro anche dei processi industriali dell’azienda. Tutta l’energia elettrica acquistata dalla rete e utilizzata nei suoi cinque stabilimenti in Italia per la produzione delle bevande proviene da fonti rinnovabili ed è certificata dalla Garanzia di origine (Go), che ne attesta la generazione da impianti qualificati. A questo si aggiunge l’efficienza energetica degli stessi siti. Quello di Rionero (Potenza) per esempio vanta soli 0,76 grammi di emissioni di CO2 per litro prodotto, rappresentando il best in class del Gruppo in termini di CO2 emessa. Negli stabilimenti di Nogara (Verona), Oricola (L’Aquila) e Marcianise (Caserta) è invece garantita dagli impianti di cogenerazione ad alta efficienza presenti che, utilizzando metano, generano contemporaneamente diverse tipologie di energia. Più in dettaglio i siti di Oricola e Marcianise sono dotati di impianti di trigenerazione in grado di produrre allo stesso tempo energia elettrica ed energia termica calda e fredda, mentre a Nogara è installato un impianto di quadrigenerazione che, oltre ai tre tipi di energia già citati, produce anche CO2 alimentare soddisfacendo l’intero fabbisogno di questo gas per la produzione delle bibite. In questo modo si riduce il consumo di energia primaria, ottenendo quindi minori costi di fornitura e l’abbattimento delle emissioni derivanti dal consumo di energia.
Risparmiare CO2 ottimizzando la logistica
Analoghe ottimizzazioni vengono portate avanti nel campo della logistica, che ha portato a una sensibile riduzione dei chilometri percorsi dai mezzi di trasporto della rete produttiva e distributiva, ridisegnata in base alla localizzazione dei clienti e alle strategie del reparto commerciale, con un risparmio di oltre 1.400 tonnellate di CO2 solo nel corso dell’ultimo anno.
L’attenzione alla sostenibilità non viene meno neanche per quanto riguarda la presenza sul mercato, grazie all’introduzione di frigovetrine eco-friendly di nuova generazione, che attualmente rappresentano il 60% di quelle immesse sul mercato, e che permettono di ridurre di più del 50% il consumo di elettricità e di usare refrigeranti che non danneggino l’atmosfera. Nel 2019, l’investimento nelle nuove frigovetrine, con la sostituzione di 9.965 pezzi con la nuova tecnologia Hfc Free, ha consentito di risparmiare 11,5 milioni di kWh di energia elettrica evitando l’emissione in atmosfera di oltre 3.700 tonnellate di CO2.