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Gelato primitivo, il sorbetto di Ciacco al gusto farina

Un sorbetto al sapore di grano. Lo ha ideato il gelatiere-chimico di Ciacco Stefano Guizzetti, assieme a Molino Pasini. E la protagonista non poteva che essere Primitiva Integrale: farina macinata a tutto corpo, che mantiene il chicco di grano integro e che ricorda immediatamente il profumo del cereale.

«Senza nessun altro ingrediente, per valorizzare il profumo»

Ci volevano il piglio del chimico Guizzetti e la sua maestria artigiana per creare un sorbetto cremoso che sprigiona profumo e sapore che ricordano l’aroma di un grano profumatissimo. Spiega a Dolcegiornale il gelatiere, titolare delle due gelaterie Ciacco di Parma e Milano: «Quando abbiamo parlato dell'idea ho subito pensato di fare qualcosa con la farina cruda, perché un gelato al pane o un gelato con il lievito madre si erano già visti. Siamo partiti con la consapevolezza che le persone non mangiano la farina pura, ma - attraverso l’olfatto - sanno riconoscerla perfettamente: per questo una sensazione olfattiva è diventata gustativa. Proprio sulla percezione olfattiva stiamo lavorando molto ultimamente. Volevo far sì che si percepisse proprio la sensazione "al naso" di quando si impasta la farina con l'acqua. Conosciamo quel passaggio solo attraverso l'olfatto perché normalmente non si mangia, è solo un passaggio per la preparazione di qualcos'altro. Ho scelto di realizzare un sorbetto senza l’aggiunta di nessun altro ingrediente proprio per permettere la completa riconoscibilità e purezza del risultato finale: cercavo un sapore netto. Solo zuccheri, acqua e farina. Il sorbetto è davvero quello che una persona si aspetterebbe di gustare assaggiando una farina, ma con una texture resa piacevole al palato. La nota legata alla parte cruscale della Primitiva è molto profumata e aromatica: il sorbetto così lascia in bocca una piacevole sensazione di micro masticazione croccante».

«I primi a fare un gelato così»

«È un gusto divertente», spiega il giovane gelatiere, «ed è stato un bellissimo gioco da realizzare: all’inizio temevo che fosse meno aromatico e risultasse sabbioso, invece grazie alla farina perfetta e alla ricetta azzeccata sono davvero soddisfatto di come è venuto. E poi… di sicuro siamo stati i primi a fare un gelato così, con la farina in purezza». La difficoltà tecnica principale è data «dalla necessità di dover contrastare gli amidi e il glutine della farina, che tendono a far diventare compatto, duro e poco spatolabile il gelato», ci spiega Guizzetti. «La resa gustativa è curiosa: anche se questo gusto non scalzerà dal podio bestseller come crema o pistacchio, è bello da pensare e da raccontare». L'idea, spiega l'azienda guidata da Gianluca Pasini, era anche quella di «celebrare un anno che ci ha offerto la grande opportunità di essere diversi, ritornando alle nostre radici e riscoprendo gli autentici valori legati alla terra, alla famiglia, alla normalità. Che non ci è mai sembrata così piacevole».

Da Sca Italy e Iei il Manifesto del Caffeista

Il Manifesto del Caffeista
Il Manifesto del Caffeista

Passione, massima cura per la pulizia, la realizzazione di un espresso e di un cappuccino, sono i quattro assi portanti del Manifesto del Caffeista che con la sua grafica e i titoli che incuriosiscono e attirano l’attenzione, si propone come mezzo a disposizione dei baristi che vogliono coinvolgere i clienti nella scoperta del caffè di qualità. Realizzato grazie alla collaborazione tra Sca Italy - Specialty coffee association e Iei - Istituto Espresso Italiano, è a disposizione di tutti gli operatori e può essere scaricato liberamente dai siti delle due organizzazioni. I suoi testi raccontano rapidamente la qualità dell’esperienza al bar, che ha al centro la figura del barista con la sua abilità, le sue conoscenze e competenze tecniche, la sua capacità di accogliere. I quattro punti sono le coordinate che guidano i clienti alla scoperta di ciò che un buon bar deve offrire: a cominciare da una grande passione e da un buon bagaglio di conoscenze (indispensabili entrambi), per proseguire con i dettagli dei principali passaggi tecnici per la realizzazione di espressi e cappuccini di qualità. 

Il manifesto vuole creare connessioni, in particolare tra il barista e il consumatore, che può così comprendere chi lavora in modo corretto e premiare chi tratta il prodotto con professionalità e passione, ha osservato Alberto Polojac, national coordinator Sca Italy, che prosegue: «il nostro obiettivo è quello di promuovere una cultura autentica del caffè di qualità, coinvolgendo tutti i soggetti della filiera, dal produttore del verde al consumatore finale». Proprio a quest’ultimo guarda con particolare interesse Luigi Morello, individuandone «la chiave di volta per la crescita della qualità al bar: occorre aiutarlo a valutare l’operato dei baristi affinché vengano premiati i veri professionisti». Questa presa di consapevolezza potrà inoltre spingere a pagare il giusto per un buon prodotto in tazza, riconoscendo al barista la sua professionalità e contribuendo alla crescita dell’intero settore.

Il Manifesto del Caffeista è scaricabile da www.scaitaly.coffee e www.inei.coffee.

Life and Letters of Henry William Thomas, 1929

Life and Letters of Henry William Thomas Copertina

“Life and Letters of Henry William Thomas” è il titolo di un manuale stampato privatamente per la prima volta nel 1926 e pubblicato nuovamente nel 1929.
Questo piccolo volume venne pubblicato, come intuibile, in onore del signor Henry Thomas che per molti anni esercitò la professione di Bartender in diversi luoghi importanti della città della capitale degli USA, Washington D.C. Molti i nomi dei celebri “Bar” della capitale in cui il “Mixologist” presenzio con giudizio, discrezione e professionalità: tutte caratteristiche che lo resero un indimenticabile personaggio riconosciuto e stimato dai vecchi avventori dei “saloon”, prima dell’ascesa del proibizionismo americano. Henry W. T. fu infatti tra le varie cose anche membro dell’International Bar Flies di Parigi e una delle sue ricette, il Caruso (un mix di Gin, Dubonnet e Vermouth francese) sarà pubblicata nel manuale di Harry McElhone “ABC of Mixing Cocktails.

Oltre ad essere un testo atto a commemorare ed elogiare il lavoro di Henry William Thomas, il manuale vuole anche ricordare, con un velo di rammarico, gli anni in cui i “saloon” erano i veri e propri centri della vita intellettuale Americana.

Nei “saloon” era possibile incontrare personaggi illustri della politica, dello sport e dell’arte ed erano una vera scuola di buone maniere, e non solo, per i giovani delle nuove generazioni. Con l’arrivo del proibizionismo non si interruppe il consumo o l’offerta delle bevande alcoliche anzi, lo stesso, rese gli alcolici più comuni che mai, soprattutto tra i giovani. Giovani che però purtroppo non avranno il privilegio di entrare a contatto con Bartender abili e affidabili come lo fu Henry.

Le ultime pagine del libro poi sono dedicate alle bevande miscelate, le più consumate a Washington D.C. prima dell’avvento del proibizionismo. Tra questi si trovano bevande già allora molto note come il Bronx, il Daiquiri o l’Old-Fashioned per poi spaziare nelle varie categorie di American Drinks.

Troveremo inoltre un drink chiamato “Joseph Hergesheimer Cocktail” creato da Henry William Thomas per lo scrittore omonimo, come d’altronde altrettanti probabilmente creati per altrettanti importanti avventori; come William T. Bingham, Beau Brummell, Bob Fleming, Victor Kauffmann, Malcomb McC.

Un testo comunque da leggere.
Buona lettura
Il Bibliotecario

Titolo: Life and Letters of Henry William Thomas

Autore: Charles V Wheeler; Henry William Thomas

Prima pubblicazione: (pubblicazione privata) 1929

Stampato da: Charles V Wheeler

Numero di pagine pdf: 66

Lingua: Inglese

Peso: 9,9 mb

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Cortese in tacchi a spillo il nuovo drink del Monferrato

Cortese in tacchi a spillo Monferrato

Si arricchisce di una nuova ricetta la drink list #MonferratoAutentico, che racconta i grandi vini del territorio monferrino attraverso il loro uso in miscelazione.

Un’iniziativa lanciata lo scorso anno dalle Enoteche Regionali di Ovada, Acqui Terme e Casale Monferrato, in collaborazione con tra Alexala (Agenzia turistica della provincia di Alessandria), Camera di Commercio di Alessandria e Sistema Monferrato, il consorzio di operatori turistici del Monferrato, per rendere omaggio alle eccellenze di un pezzo d’Italia da sempre sinonimo di grandi vini. Eccellenze il cui servizio si rinnova attraverso la proposta in miscelazione, per offrire un’esperienza più contemporanea, anche in chiave un po’ lifestyle, che ne mostri tutta la vitalità e la vocazione all’accoglienza del territorio.

Così, dopo Un americano ad Ovada, Sparkling Acqui e Monferrato Lemon Cherryi, i tre cocktail lanciati la scorsa estate con, rispettivamente, Dolcetto d’Ovada Doc, Brachetto d’Acqui Docg e Grignolino del Monferrato Casalese Doc, quest’anno è la volta di Cortese in tacchi a spillo. Il nuovo drink è un tributo al Cortese, vitigno autoctono a bacca bianca, diffuso in provincia di Alessandria, in particolare nella zona del Gavi, dei Colli Tortonesi e dell’Alto Monferrato, proprio nell’anno dedicato a questo vino da Regione Piemonte.

Luigi Barberis MonferratoLa firma, come per i precedenti tre drink, è del bartender alessandrino Luigi Barberis (nella foto qui a fianco), titolare del Caffè degli Artisti di Alessandria e del Caffè dei Mercanti di Acqui Terme e bar manager del ristorante Identità Golose Milano, che ha incentrato la sua nuova creazione sulla semplicità, ma attraverso un raffinato gioco dove i sapori del territorio vengono riletti in chiave contemporanea.

Cortese in tacchi a spillo è infatti un long drink, ideale per il pre e post cena, preparato con una base di sciroppo di Cortese miscelata a rabarbaro e a spremuta di lime, chiuso con un top di ginger beer.

Il nuovo cocktail è ora entrato a far parte della lista drink delle tre enoteche, insieme ai tre precedenti, e verrà introdotto gradualmente anche nei locali del Monferrato.

La ricetta 

Cortese in tacchi a spillo di Luigi Barberis

Cortese in tacchia spillo Luigi Barberis

Ingredienti:

1 cl sciroppo di Cortese homemade*, 5 cl rabarbaro, 1 cl spremuta di lime, top ginger beer

*sciroppo di Cortese: 500 g di zucchero, 50 cl vino Cortese, preparazione: in un pentolino sciogliere lo zucchero nel vino e cuocere a fuoco lento fino a ottenere la giusta densità. Raffreddare e riporre in frigo

Preparazione:

shake and strain

Bicchiere:

collins

 

Design e praticità con le Coppe multifunzionali di Ancap

coppe multifunzionali Ancap Coppa conica

Pratiche, resistenti, esteticamente accattivanti e versatili. È la serie di coppe multifunzionali ideate da Ancap per il servizio di ogni tipo di pietanza e per ogni occasione di consumo, dalla colazione al dessert. Una gamma di pezzi in diverse collezioni, ognuna caratterizzata da una ben distinta linea di design in grado di catturare l’occhio del cliente ed esaltare la proposta contenuta, tra le quali scegliere la soluzione che meglio si adatta allo stile del locale. Possibilità ulteriormente ampliata dalla vasta gamma di decori e colorazioni proposti dall’azienda con le quali personalizzarle.

La rassegna della serie si apre con la Coppa multiuso Oggi (diametro 27 cm), delle linee geometriche addolcite da un leggero arrotondamento degli angoli che la rendono moderna e versatile. Adatta al servizio di ogni pietanza, è disponibile in versione bianca, o decorata (la decorazione suggerita da Ancap per la stagione estiva è Contrade italiane).

Si prosegue con le Coppe Passepartout, caratterizzata da linee classiche ed essenziali, e dalle forme morbide e avvolgenti che le donano un’eleganza senza tempo. Pratiche e di effetto, e disponibili in 5 diverse misure (dal diametro di 8,5 cm e altezza di 4 cm al diametro di 26,5 cm e altezza di 9,7 cm, sia fonde sia piane, si prestano al servizio di appetizer, insalate, primi piatti e dessert, esaltando in ogni caso la preparazione contenuta (decorazione suggerita per la stagione estiva è Sensazioni di Mare).

Per concludere con le Coppe Coniche, un’espressione di pura contemporaneità grazie al loro design conico e lineare. Realizzate in 7 diverse misure, spiccano per la loro versatilità, prestandosi al servizio di ogni preparazione. Sono disponibili in bianco brillante e decorato (il decoro di stagione suggerito è Millecolori Pastello).

Alle coppe si aggiungono poi i contenitori Più Meno, dallo stile minimalista e molto pratici e versatili. Modulari, componibili e impilabili, sono disponibili in sei dimensioni in bianco totale o in un vasto assortimento di decori (il decoro di stagione suggerito è Aromi). Nei formati più piccoli sono ideali per il servizio di sfiziosità, in quelli più grandi fungono da vassoi per servire mix di appetizer o altre pietanze.

Diverse per design, tutte le Coppe multifunzionali Ancap hanno il loro comun denominatore nell’alta qualità. Come tutte le soluzioni proposta dall’azienda di Sommacampagna (Verona), sono infatti realizzate in porcellana dura feldspatica, un pregiato materiale bianco e translucido, estremamente duro, compatto e resistente. La speciale doppia cottura, a 1410 °C, assicura una fusione ottimale dei componenti, garantendo la totale assenza di porosità, rispondendo così alle più restrittive norme igieniche, e un’alta resistenza allo shock termico, agli urti e ai lavaggi in lavastoviglie. Proprietà che facilitano e velocizzano la pulizia dei prodotti che per essere perfettamente igienizzati richiedono solo un ciclo di lavaggio in macchina professionale.

Nuovi progetti per pdv nell’era dopo il lockdown

3 - progetto Franco Costa

La riapertura dei locali dopo l'emergenza Covid richiede l'adeguamento a nuove norme di sanificazione, distanziamento, adeguamento alle norme igienico sanitarie. L'emergenza sanitaria ha dunque imposto di mettere in atto una serie di accorgimenti e i progettisti hanno ideato delle soluzioni che possono aiutare nella gestione di un locale, anche in spazi di esigue dimensioni. Qui ve ne presentiamo tre.

  1. Tunnel esterno di sanificazione È denominato Sanitunnel, la soluzione progettata da Franco Costa di Costa Group, (foto in apertura) in collaborazione con una squadra di esperti, che garantisce la sanificazione di persone e carrelli che trasportano merci o altri oggetti in transito (uno alla volta con accessi regolamentati), misura la temperatura corporea e verifica se la persona indossa mascherina e guanti prima di varcare la soglia d’ingresso.  Il box che è personalizzabile va posizionato prima dell’entrata senza così sottrarre spazio interno. È dotato di un impianto di nebulizzazione e sensore di rilevamento. Il liquido igienizzante, vaporizzato tramite augelli, è contenuto in un apposito serbatoio integrato nella parte inferiore del pannello laterale. Il serbatoio può essere dotato di carrello e di apposita lancia per sanificare gli ambienti. La struttura (150x240x255cm) è in acciaio zincato a caldo e verniciato con polveri di poliestere; telo di copertura e chiusure laterali in pvc ignifugo; sensore di movimento per attivazione touchless; fornito di sistema pompante, elettronica, temporizzatore, kit serbatoio e livello stato. Di  facile installazione, consente l’igienizzazione in entrata e uscita, minimo ingombro, ed è personalizzazione anche dei colori.
  2. Cerini - Funzionalità senza ingombro È realizzata in perspex o plexiglass la proposta dall’arch. Davide Cerini - DSC Milano, materiale disponibile in diversi colori e spessori oltre che trasparente, resistente, facile da pulire, infrangibile, leggero e lavorabile con appositi macchinari per dare forma e rigidità anche agli spessori più sottili. In quanto leggero è facilmente posizionabile e stoccabile, anche se non adatto all’esterno in zone ventose. Diventa uno schermo da appendere al soffitto al banco bar, delle vetrine dei prodotti oppure mentre si attende in coda all’ingresso. Inoltre, in caso di urto accidentale lo schermo oscillerà grazie ai cavi di sospensione senza interferire con le persone.
  3. Distanziatore flessibile Adatto nei locali di una certa dimensione in cui diventa più difficile la gestione dei flussi all’entrata, soprattutto se il locale non dispone di un’uscita separata, e l’accesso ai servizi igienici si trovano al termine di un lungo corridoio. L’arch. Daniele Lauria - Studio Lauria propone una soluzione semplice, flessibile e, in una certa misura utilizzabili per altre funzioni finita l’emergenza sanitaria realizzabile tramite un pannello modulare appeso a soffitto oppure una scaffalatura leggera (metallo, legno, metacrilato) su ruote che può diventare multifunzionale:  partizione verde, libreria, griglia per piante aromatiche oppure sistema espositivo per le confezioni.

Pasticceria e gelateria, la ripresa chiede nuove soluzioni nei pdv

Costa_Group- parete attrezzata
I pdv hanno riaperto, ma con diversi criteri e flussi, che richiedono un diverso tipo di organizzazione e nuovi layout, nel rispetto delle nuove regole

Durante il lockdown dolci e gelati sono stati molto richiesti sia per asporto che per delivery. Un servizio un tempo considerato accessorio, ma che è stato rivalutato durante i periodi più gravi della pandemia. Iginio Massari lo ha fatto proprio a Brescia, Milano e Torino dal 2 aprile (la settimana prima di Pasqua) su insistenza della figlia Debora, con risultati molto validi nelle due grandi città già abituate a questo tipo di servizio. Il delivery per Massari è stata la seconda fonte di vendita dopo l’online (dal 2015) che in questo periodo in Italia (90%) e in alcuni paesi UE, ha incrementato del 600% gli ordini nonostante la riduzione del personale in laboratorio imposta dalle misure restrittive che erano state messe in atto.

Nuova operatività nei pdv

Per la riapertura della vendita in negozio, pasticcerie e gelaterie da subito si sono dovute attenere alle norme igienico sanitarie e alle distanze necessarie fra clienti imposte dall’emergenza, facendo ricorso a prodotti già sul mercato (adesivi a pavimento, barriere e transenne mobili) che aiutano a tenere le distanze, ma ormai devono adottare soluzioni più efficaci per gestire l’organizzazione interna. Le applicazioni informatiche possono essere di grande aiuto, come il software Retail Shop Automation per l’automazione del punto cassa che è composto da un sistema Touch Screen e una stampante fiscale oppure Bakeronline che consente di creare un negozio online personalizzato dove i consumatori possono facilmente ordinare, facile e veloce. Sono molti gli esercizi commerciali che stanno mettendo a punto una serie di soluzioni costruttive o tecnologiche per organizzare al meglio il proprio punto vendita: l’installazione di porte con apertura a comando per regolare i flussi; sistemi di pagamento automatico per l’area cassa in modo da evitare che l’operatore venga a contatto con il denaro; postazioni touch-screen e cassa remota a parete o all’ingresso del locale per formulare l’ordine, rendere più scorrevole e velocizzare sia la consegna che la consumazione del prodotto. Molte anche le realtà imprenditoriali che stanno contribuendo alla realizzazione di soluzioni specifiche.

Pareti attrezzate a libero servizio, a temperatura controllata

Costa Group è stata fra le prime con una sorta di vademecum per il mantenimento della socialità nel settore Horeca, comprendente soluzioni per i locali pubblici da 30 a 80 mq.  Fra le proposte quella di pareti attrezzate con espositori a libero servizio a temperatura calda e fredda per alimenti in monoporzione opportunamente confezionati. Sistemi di sanificazione e rimodulazione dello spazio anche se esiguo, come nella maggior parte dei locali, sono fondamentali per far tornare i clienti o fidelizzarli. Fra i materiali anti-contaminazione il plexiglass è fra i più utilizzati per realizzare sistemi di separazione poco costosi ed efficaci ma anche il rame, materiale naturale e antimicrobico (l’unica superficie approvata dall'EPA-l’agenzia ambientale americana) in grado di auto-sterilizzarsi in superficie senza bisogno di elettricità o pulizia con sostanze chimiche, quindi particolarmente adatto per realizzare piani per banchi e tavoli, mensole per l’esposizione prodotti, ma anche separé. È in fase di sperimentazione una soluzione produttiva in grado di eliminare la necessità di qualsiasi suo trattamento superficiale (De Castelli). Di produzione industriale è invece il Lamishield, laminato plastico in grado di ridurre la carica batterica del 99,9% grazie all’iniezione di ioni di alluminio nella struttura (Abet Laminati). Fra le proposte di immediata installazione quelle di altrettanti progettisti per la gestione dei flussi all’entrata/uscita oppure durante la scelta/degustazione dei prodotti al banco (che vi raccontiamo qui). Nella foto: il progetto Costa Group della parete attrezzata calda o fredda per alimenti, in formato monoporzione, a libero servizio

Tortelli mezzaluna burro e salvia e i formati maxi le novità Fiordiprimi

Fiordiprimi Tortelli mezzaluna burro e salvia

Continua a crescere, nelle referenze e nel formato, la linea Fiordiprimi, la gamma di piatti pronti monoporzione di Surgital per il canale bar.  Gamma ora arricchitasi con un’altra specialità della tradizione italiana, i Tortelli mezzaluna burro e salvia.

Pronti dopo un semplice rinvenimento in microonde (4,5 minuti a 750 W), si caratterizzano per la loro base di pasta all’uovo che racchiude un gustoso ripieno di ricotta, spinaci e Grana Padano Dop, reso ancora più ricco e cremoso da un tocco di mascarpone. La nuova referenza si presenta nel nuovo formato maxi da 350 g, di recente adottato dall’azienda di Lavezzola (Ravenna) per soddisfare l’esigenza degli operatori bar di offrire piatti unici e completi, invece del classico da 300 g.

E nel nuovo maxi formato sono ora disponibili anche tre best seller della gamma, tutte specialità di semola di grano duro e all’uovo, arricchite dai sughi più saporiti della tradizione. Si tratta dei Fusilli all’Amatriciana, dei Tortellini al ragù bolognese e dei Garganelli al salmone.

La gamma Fiordiprimi con la nuova specialità continua a crescere per offrire agli operatori e ai loro clienti un’offerta sempre più ricca e varia, che conta oltre 40 referenze, tra primi piatti di pasta (lunghe, corte, ripiene, da forno), zuppe e risotti, contorni e secondi piatti. Referenze tutte caratterizzate da un’elevata qualità, garantita dall’accurata selezione delle materie prime e da una lavorazione che prevede l’immediato surgelamento del piatto appena pronto, per preservarne al meglio gusto e caratteristiche organolettiche e assicurare una conservazione sicura senza uso di conservanti. E dall’estrema praticità. Tutti i prodotti richiedono solo un rapido rinvenimento in microonde, all’interno della loro stessa confezione, per essere serviti e possono essere personalizzati con estrema libertà semplicemente completandoli con qualche ingrediente secondo l’estro creativo dell’operatore o che risponda alle richieste del cliente. Le varie referenze, altro plus della linea, se sporzionate e adeguatamente presentate, possono anche facilmente diventare stuzzicanti appetizer per l’aperitivo, moltiplicandone così le occasioni di consumo.

Inoltre, per aiutare il gestore a elevare il servizio della pausa pranzo, l’azienda mette a disposizione tutta una serie di materiali ad hoc, come i menù da tavolo a schede componibili, sottobicchieri, tovagliette, cavalieri e menù da banco bilingue.

Host 2021, Iginio Massari torna con la Pasticceria di lusso nel mondo

iginio massari

Con ampio anticipo si cominciano a “scaldare i motori” per la prossima edizione di HostMilano (a Fieramilano dal 22 al 26 ottobre 2021), la manifestazione sull’innovazione e buone pratiche del settore horeca. Un’occasione importante per il rilancio dell’universo dell’ospitalità professionale, durante la quale si rinnoverà un appuntamento importante per il mondo dolce. Fra i tanti eventi del ricco calendario spicca infatti il focus sulla Pasticceria di Lusso, con il maestro dei maestri pasticceri Iginio Massari.

Grandi pasticceri sul palco

Un format che ha riscosso grande successo nella scorsa edizione, l’appuntamento ideato da Massari che, in sinergia con Hostmilano, e grazie a un network formato dai più importanti pastry chef nazionali e internazionali, vuole contribuire a diffondere la cultura della qualità e dell’innovazione anche nel mondo del dolce. Come nell’edizione 2019 - in cui si sono avvicendati ospiti come Luigi Biasetto, Davide Comaschi, Pascal Lac, Pierre Marcolini e molti altri - saliranno sul palco con il Maestro i grandi nomi della pasticceria mondiale, che racconteranno la loro idea di pasticceria, fornendo importanti stimoli ai professionisti del settore. Ovviamente un calendario completo è ancora in via di definizione, ma non mancheremo di darne notizia a tempo debito.

Oltre alla pasticceria, centinaia di eventi in calendario

«Considero Host un luogo creativo unico, capace di informare il mondo intero sulle novità dell’universo Pastry, sulla ricerca in corso, sulle nuove frontiere dell’impegno gastronomico, a cominciare dall’utilizzo delle tecnologia» dice Massari (che a ottobre aveva inaugurato il suo nuovo pdv Galleria Massari a Torino), da sempre sostenitore di come la comunicazione sia alla base del successo di ogni attività. Della pasticceria di lusso, certamente; ma anche di un settore contiguo come la gelateria, da sempre anch’essa, al centro dell’attenzione della manifestazione. Perché, tra boom del delivery e ricorso alla tecnologia, tra nuovi consumi e attenzione alla sostenibilità, proprio il mondo del gelato ha rivelato in questi mesi una grande vivacità, sia nella sperimentazione che nella ricerca di nuove proposte dal punto di vista imprenditoriale.

Temi caldi per il settore horeca

Oltre all’evento firmato Massari, a HostMilano 2021 saranno molti i momenti di approfondimento e di aggiornamento professionale, contest, show cooking alla presenza dei più grandi chef e professionisti del mondo del caffè e maestri del gelato, cioccolato e pasticceria, con centinaia di eventi. Tra questi, non mancheranno appuntamenti consolidati e seminari di approfondimento sui temi più “caldi” dell’ospitalità professionale, organizzati grazie alle numerose partnership siglate con le più importanti associazioni nazionali e internazionali, come: Apci Associazione Professionale Cuochi Italiani, Altoga, Anima Assofoodtec, Appafre, Fcsi Foodservice Consultants Society International, Fipgc Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria, Fipe.

Spillo Shake, il cold brew coffee ora anche monodose

Con Spillo Shake si realizzano numerosi drink, come Hawaian coffee
Con Spillo Shake si realizzano numerosi drink, come Hawaian coffee
Le due versioni di Spillo: Zero ed Extra Mild
Le due versioni di Spillo: Zero ed Extra Mild

Monouso e asporto sono protagonisti di questa estate: il primo dà più sicurezza al consumatore, il  secondo sta piano piano entrando nelle “corde” degli italiani. È così che il cold brew coffee 100% italiano Spillo di Mokaor, oggi si trova anche nella pratica bottiglietta Spillo Shake da 200 ml che permette di ottenere la classica crema in superficie che contraddistingue il cold brew. Per realizzarla è sufficiente versare nel bicchiere metà del contenuto, chiudere con il tappo e agitare il contenitore per qualche secondo, infine versare nel bicchiere. Il risultato è una bevanda freschissima sormontata da una crema persistente e morbida, ready to drink. È possibile scegliere tra due versioni della bevanda: Zero, senza zuccheri aggiunti, ed Extra Mild, con il 4,5% di zucchero. Entrambe sono realizzate con la miscela Super Bar che, macinata a lasciata macerare in acqua fredda per alcune ore, dà una bevanda fredda caratterizzata da acidità e amarezza contenute, unite a un discreto apporto di caffeina. Al fine di preservare le qualità sensoriali e nutrizionali del prodotto, Spillo viene sterilizzato tramite pascalizzazione, una tecnica di conservazione che comprime il liquido ad alta pressione, causando l’inattivazione di alcuni microrganismi ed enzimi presenti in esso. Spillo Shake è presente nel canale horeca ed è prevista la distribuzione del prodotto attraverso collaborazioni con aziende del settore e torrefazioni che potranno marchiarlo con il proprio nome, in un’operazione di co-branding.

Spillo Shake è eccellente servito liscio, nonché miscelato. Di seguito due gustosi drink particolarmente indicati nel periodo estivo.

Splitz
Splitz

Spliz. Ingredienti: 40 ml Aperol, 50 ml Spillo naturale, ginger beer. Preparazione: versare direttamente in un bicchiere collins con ghiaccio cristallino Aperol e Spillo completando con ginger beer; mescolare delicatamente e decorare con peel o fetta di arancia.

Hawaian coffee. Ingredienti: 30 ml rum bianco panamense, 30 ml dark rum, 15 ml falernum, 20 ml lime, 50 ml spillo extra mild, 3 dash anice secco. Preparazione: versare gli ingredienti in un tiki mug con ghiaccio tritato e mescolare con uno swizzle stick. Decorare con arancia dry, ciuffo di menta e un chicco di caffè.  Per informazioni: spillo.coffee

Silvia Bagliani alla guida di Mondelez International in Italia

Silvia Bagliani, ad Mondelez International in Italia

Grazie ai brillanti risultati conseguiti come tenace General Manager Italy Snacks, la giovane e sorridente Silvia Bagliani è stata promossa amministratore delegato di Mondelez International in Italia.

Nata a Milano, sposata con due figli, laureata in Economia e Commercio all’Università Bocconi, Silvia Bagliani è approdata in Mondelez International in Italia 23 anni fa, dopo altre esperienze in aziende del largo consumo. Nel corso della sua carriera in azienda, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità nazionali e internazionali sia in Italia che all’estero nell’ambito marketing, trade marketing e sales.

Dopo un’esperienza di alcuni anni in Australia, è stata nominata Marketing Director Globale per il brand Philadelphia nel 2004, passando successivamente a guidare la divisione Grocery Italiana. Nel 2011 ha assunto il ruolo di Marketing Director Southern Europe della categoria Grocery con responsabilità su Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, per poi divenire General Manager di Fattorie Osella.

Nel 2015 ha assunto la carica di General Manager di Mondelez International Italia e Grecia per la divisione Snacks, fino a ricoprire a maggio del 2020 la responsabilità di AD di tutto il Gruppo per entrambe le divisioni.

In questa posizione Silvia Bagliani avrà il compito di guidare in Italia la strategia globale Snacking Made Right e rafforzare i programmi legati allo snack consapevole e sostenibile. Sotto la sua guida si è ampliato in Italia il programma Harmony, l’iniziativa per l’approvvigionamento di grano sostenibile che punta a coprire il 100% dei marchi di biscotti nell’Unione Europea entro il 2022.

Come ulteriore testimonianza dell’attenzione dell’azienda alle materie prime e all’ambiente, sotto la guida di Silvia Bagliani, è stato introdotto nel 2019 ORO Saiwa Classico realizzato con il 100% di grano italiano, proveniente da appezzamenti nelle provincie di Alessandria, Asti, Pavia, Torino e Cuneo, nel raggio di 75 km dallo stabilimento Saiwa di Capriata d’Orba (Alessandria).

Gruppo Mondelēz International in Italia

In Italia Mondelēz International è protagonista nel panorama dell’industria alimentare, ha sede a Milano e stabilimenti produttivi a Caramagna Piemonte (Cuneo) e Capriata D’Orba (Alessandria). Vanta un ampio portafoglio di marchi di riconosciuta eccellenza come Philadelphia , Oro Saiwa, Sottilette, Milka, Fattorie Osella, Tuc, Oreo, Cipster, Fonzies, Ritz, Yonkers, Halls, Mikado e Cote d’Or.

Mondelēz International

Mondelēz International, Inc., leader globale nel settore dello snacking, opera in 150 paesi del mondo. Con un fatturato di circa $ 26 miliardi, MDLZ guida il futuro dello snacking con brand iconici globali e locali come OREO, belVita e LU per i biscotti; Cadbury Dairy Milk, Milka e Toblerone per il cioccolato; le caramelle Sour Patch Kids e le gomme da masticare Trident. Mondelēz International è presente in Standard and Poor’s 500, NASDAQ 100 e Dow Jones Sustainability Index.

Una lunga storia movimentata

La società nasce nel 1923 come National Dairy a Chicago (Illinois, Usa) specializzata nel settore caseario e dei gelati. Nel 1930 acquisisce il gruppo Kraft Phenix ampliando e diversificando la produzione a base di latte. Nel 1969 cambia ragione sociale in Krafto, quindi in Kraft (1972) e viene acquisita dal gruppo Philip Morris nel 1988. Nel 1990 rileva le società dolciarie Jacob Suchard (cioccolata, dolci e caffè) e Freia Marabou (dolci) allargando la gamma di prodotti sback. Nel 1995 cambia nome in Kraft Foods, per poi dividersi nel 2011 in Mondelez International (snack e dolciumi) e Kraft Foods Group.
Grazie alle acquisizioni di altre società specializzate del settore, Mondelez International diventa un leader mondiale del settore snack dolci e salati.
Una curiosità: Mondelez è un nome di fantasia che riunisce Monde (mondo in francese) e delez (sta per delizie).

La nuova normalità è digitale: le soluzioni Vodafone Business per la ripartenza delle aziende dell’ospitalità

Vodafone Business
Le piattaforme per digitalizzare l'attività, per vendere, incassare e consegnare prodotti, i sistemi per la misurazione della salute e il controllo degli accessi, Il software per collaborare, i dispositivi per lo smart working: il tutto su una rete ad alte prestazioni, quella di Vodafone

Vodafone BusinessDopo duri mesi di lockdown a causa della emergenza coronavirus e una fase 2 piena di incertezze, l’Italia è decisamente avviata nella fase 3, con una ripartenza in pieno svolgimento, non più una chimera all’orizzonte.
Tuttavia, le incognite e le difficolta cui fare fronte sono molte, come stanno sperimentando le piccole e medie imprese italiane. Infatti, se è vero che molti dei limiti imposti dal Covid-19 sono venuti meno, altri vincoli rimarranno in essere per molto tempo, primo fra tutti il distanziamento sociale.
Per le nostre aziende è anche vitale non disperdere quanto appreso in questo complesso inizio di 2020, soprattutto da un punto di vista delle tecnologie abilitanti.
In supporto delle organizzazioni italiane, Vodafone Business si è mossa con tempismo ed efficacia: forte della Giga Network e di un know-how invidiabile, la società ha intuito con anticipo che ci sarebbe stato grande bisogno di leader in grado di guidare la ripartenza: l’Italia è un paese di eccellenze invidiabili, ma anche composto da un grande numero di piccole e medie imprese che – senza un supporto adeguato – rischiano di non farcela a superare una crisi senza precedenti a memoria d’uomo.

Digitalizzare l'attività

La soluzione Digital Delivery di Vodafone Business consente a bar e ristoranti di ricevere ordinazioni online. Sia che si tratti di consegna take-away o di delivery, il pagamento avviene in totale sicurezza grazie alla connettività a banda larga e al backup su rete 4G, e può essere effettuato anche tramite SumUp permettendo incassi elettronici in mobilità.
Inoltre, con SmartTouch Menu Vodafone Business offre un Innovativo servizio di self-ordering di prossimità: Il cliente ordina con il proprio smartphone e la comanda è emessa dalla stampante termica, visualizzata sul tablet o su pc dell’esercente. Al cameriere non resta che portare al tavolo quanto richiesto, o di predisporre un delivery. Nuovamente alta tecnologia, gestione della nuova normalità (esigenze sanitarie e distanziamento sociale) e trasformazione digitale permettono al cliente Vodafone Business di migliorare le proprie performance con semplicità e piena aderenza alle normative.

Per il Digital Retail Vodafone mette in campo una soluzione completa per digitalizzare l'attività con strumenti semplici che consentono di lavorare in qualsiasi condizione e migliorano la customer experience. Il team digitale di Vodafone Business disegnerà e metterà online il sito, già ottimizzato per i motori di ricerca. Grazie a Movylo Start (fino a 1.000 clienti) bar, ristoranti e hotel possono comunicare in modo efficace con i clienti e aumentare le proprie vendite. Fidelizzazione della customer base, invio di coupon e messaggi promozionali e analisi delle vendite sono strumenti preziosi per qualsiasi piccolo imprenditore. Per le realtà più strutturate, Movylo Premium prevede anche la creazione di un ecommerce, la chiamata mensile di un consulente e allarga la customer base a 10.000 clienti.

Reti digitali per controllo accessi e temperatura

Gestire il distanziamento sociale e il rilevamento delle temperature potrebbe rivelarsi un compito improbo, soprattutto per le realtà di dimensioni ridotte. Per rispondere a questa esigenza concreta, Vodafone ha risposto con tecnologie abilitanti e soprattutto chiavi in mano. Non è infatti questo il momento di gravare di ulteriori responsabilità le Pmi italiane.
Le piattaforme di Vodafone dedicate all’IoT hanno consentito la creazione di dispositivi con intelligenza interna per controllo accessi, rilevazione temperatura e presenza mascherina. Non solo, la Soluzione Body Temperature Screening è anche in grado di dare consenso di apertura automatica a un tornello se integrato con sistema di controllo accessi.
Per ambienti più frequentati, con varchi di ingresso più ampi, la Soluzione Multi Temperature Screening PRO consiste in una telecamera in grado di misurare la temperatura fino a 30 persone contemporaneamente, incluso di rilevatore black body per calibrazione della misurazione. La connettività può essere sia via LAN che mobile e permette la gestione e il controllo di ampi spazi e varchi, con invio alert locali ai referenti dell’azienda. In questo modo si riduce la necessità di presenza di personale di controllo, riducendo rischi sanitari e costi a carico delle organizzazioni. La classica situazione in cui tutti vincono: gli utenti che vedono tutelata la propria sicurezza e le aziende che possono avere una tecnologia best in class sicura, semplice da gestire e chiavi in mano.

Le reti digitali sono le infrastrutture alla base della trasformazione digitale e della industria 4.0; sulle tecnologie come il 5G si basano tutti i progetti evoluti di edge computing e IoT.
Anche sul 5G Vodafone si è dimostrata efficace e lungimirante: le offerte sono da tempo sul mercato, e lo sviluppo della infrastruttura è stato solo parzialmente rallentato dalla emergenza coronavirus.
Abbiamo assistito ad una dimostrazione davvero efficace della implementazione 5G di Vodafone in campo che ci ha convinto appieno. La banda ultralarga e la bassa latenza offerti dal 5G di Vodafone sono in grado di gestire un impianto manifatturiero in industria 4.0. Sappiamo infatti che la tecnologia Industrial Internet of Things richiede latenza molto bassa, e il 5G è perfetto per questo scopo. Inoltre, questa tecnologia è resiliente ad un numero molto elevato di dispositivi collegati in contemporanea: lo scenario ideale per una pmi manifatturiera (e non solo).
Se a questo sommiamo il problema del distanziamento sociale (per non parlare di una malaugurata seconda ondata di Covid-19), è certo che anche le Pmi italiane si stanno attrezzando per non dover subire ulteriori contraccolpi determinati da lockdown improvvisi.
Il ruolo centrale delle telco durante il periodo di lockdown è stato centrale e determinante per evitare il collasso del sistema paese; grande aiuto è venuto dalla forte complementarietà di reti fissa e mobile di Vodafone: il mobile ha supplito a eventuali carenze nella connettività fissa o situazioni in cui era più conveniente usare la rete mobile. Infatti Vodafone ha registrato un incremento anche nel traffico di tethering (cellulari usati come hotspot). Non avere anelli deboli sembra essere una abitudine per la società.
È tuttavia doveroso ricordare come l’unlock passi inevitabilmente per movimenti e presenza fisica in molti luoghi: uffici, aziende ma anche ospedali, stazioni ed aeroporti.

Collaborare è smart

Per abilitare efficacemente la collaboration, sono necessarie importanti sinergie. Per questo Vodafone ha scelto Microsoft come partner: le due società condividono solida esperienza e capacità visionaria, oltre ad avere competenze e tecnologie perfettamente complementari. Il mix di connettività Vodafone, Microsoft Teams e 365 offre strumenti best in class alle aziende italiane, in particolare la modalità as-a-service ben si presta alle necessità delle Pmi, la cui capacità di spesa è stata duramente messa alla prova da un prolungato periodo a fatturato zero.
Sarebbe infatti impossibile parlare di cloud computing e di servizi, senza una connettività di livello superiore. E che in questo Vodafone abbia poco da imparare lo testimoniano il successo sul mercato, e anche test indipendenti come quello di Altroconsumo sulla rete mobile: inutile dire che è proprio quella di Vodafone la più performante.
La proposta di Vodafone è molto puntuale nel rispondere alle esigenze del mondo PMI italiano: Smart Working Start, ad esempio, offre Microsoft 365, Red Data Pass Unlimited con 60 Gb di traffico (ma con giga illimitati per email, mappe, social, chat e musica) e in aggiunta un tablet Samsung Tab A. Una soluzione tailor-made per i professionisti in mobilità, e che nella versione Pro aggiunge anche OneNet l’offerta di rete fissa con Fibra con 1 Tb di archiviazione su cloud e backup su rete mobile 4G: un vero esempio di business continuity.
Vodafone Business è ben consapevole delle peculiarità di tutti i mercati verticali italiani, e sceglie di abilitarli con tecnologie tanto best in class quanto semplici da usare, due parametri essenziali per le nostre PMI e perfettamente in linea con il loro modo di operare e rapportarsi con i clienti.

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