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Biasetto a Udine, dai dolci ai gelati in soli 30 mq

Biasetto, Udine
Sweet Time Everywhere è il nuovo format del maestro pasticcere campione del Mondo, nel capoluogo friulano

Linea diretta fra Padova e Udine per degustare i dolci di Luigi Biasetto. Nel capoluogo friulano, al piano terra di una palazzina dei primi del Novecento, è stato aperto il punto vendita Biasetto - Sweet Time Everywhere, il secondo del famoso maître pâtissier. Un concentrato di mignon, monoporzioni, macaron, alcune proposte di biscotteria, pasticceria per la colazione e intermezzi salati (tramezzini, arancini, toast e mozzarelle in carrozza), con anche un angolo per il gelato artigianale. Un‘offerta di prodotti diversificata per la fruizione veloce da asporto o per il consumo diretto al banco accompagnato da caffè, spremute e centrifugati di frutta fresca. Un’impostazione innovativa, facilmente replicabile in poco spazio che è nata dalla collaborazione tra Luigi Biasetto e CierreEsse già collaudata per il restyling del grande punto vendita nel centro di Padova. Squadra che vince non si cambia ed ecco replicati, in soli 30 metri quadrati, i principi di estrema funzionalità e diversificazione dei prodotti oltre all’interior design dalle linee semplici nelle tonalità oro e bordeaux. Un’atmosfera calda e preziosa, sottolineata dagli inserti in pietra a vista delle antiche pareti, ma dall’inconfondibile matrice contemporanea dei banchi vetrina. Sulla strada, vicino all’ingresso, si affacciano il banco Meraviglia per le torte e quello a carapine per 8 gusti di gelato adatto al consumo take way. Sul fondo del locale sono invece posizionati due banchi AMC ( con piano visivo a 85 cm di altezza) di diversa misura dove  macaron, monoporzioni e mignon sono scrupolosamente allineati, per valorizzarne freschezza, sapori e composizione, mentre al retro banco sono riservate le attrezzature caffetteria e bar oltre alla cassa. L’alternarsi di marrone, rosso e ottone crea un insieme armonioso con il pavimento in grandi lastre di grès porcellanato color moka. Una superficie continua sul quale i volumi squadrati dei banconi sembrano sospesi, quasi a sottolineare l’innata leggerezza dei prodotti esposti. Un format in “stile francese”, flessibile e modulabile per stazioni ferroviarie, aeroporti, hotel, centri commerciali e luoghi di aggregazione, all’insegna del nome e della pasticceria di alta qualità. Oltre a soddisfare il gusto, il cliente ha anche la possibilità di soggiornare nel Bed & Breakfast al piano superiore, dotato di 6 camere.

Banco Meraviglia, design e tecnologia

Al servizio del lavoro di pasticceri, gelatieri e cioccolatieri. Così è stato studiato il banco Meraviglia coniugando alta tecnologia e design: vetrine monolitiche, rivestimento in acciaio inox con bordi interni raggiati per la perfetta pulizia del fondo, controllo della temperatura e dell’umidità e, nella versione per gelati e semifreddi, motori ermetici programmati a inversione di ciclo ultra rapida. I vetri temperati, stratificati sono dotati di sistema anti-appannamento, mentre l’apertura è realizzata mediante un sistema elettromeccanico. Tutto quello che serve per la conservazione dei prodotti anche nelle stagioni calde e umide

Absolut, limited edition per celebrare il ritorno alla convivialità

Per la gioia di appassionati, cultori e collezionisti Absolut torna in campo con una nuova edizione limitata (20 mila bottiglie)  realizzata in collaborazione con MSGM, brand di moda fondato da Massimo Giorgetti, che ha letteralmente “vestito” sei bottiglie di Absolut Vodka, creando un outfit disponibile in sei varianti di colore che ricreano l'effetto l’arcobaleno. La nuova edizione si chiama "Absolut Better Together" e si differenzia per tre motivi: il particolare periodo storico in cui viene presentata, il messaggio che intende condividere e il fatto di essere un progetto 100% italiano. Un messaggio che celebra la ritrovata consapevolezza, dopo mesi di lockdown, del bisogno di vicinanza e di unità. Per trasmettere in maniera diretta quest’idea, il messaggio, Nothing makes sense when we’re apart stampato sull'outfit, è leggibile per intero solo se si avvicinano due bottiglie. Albena Trifonova, ceo di Pernod Ricard Italia ha così commentato il  nuovo lancio: «Siamo orgogliosi dell'opportunità di collaborare in Italia con un designer italiano, per gli italiani. Tutte le grandi cose iniziano da piccoli passi e questo è uno dei nostri, attraverso Absolut e la collaborazione con MSGM, per sostenere lo spirito di unità, condivisione e avvicinamento delle persone attraverso la convivialità. Il progetto racchiude un forte simbolismo di unione dato dalla connessione della precisione svedese con la creatività e il pensiero progettuale italiano, il gioco cromatico vivido di MSGM con la purezza e la ricerca di perfezione di Absolut. Siamo sinceramente grati a Massimo Giorgetti per questo mix stimolante che condividiamo con orgoglio con tutti gli italiani». Absolut ha deciso di devolvere, per ogni bottiglia venduta, parte del ricavato a favore di Banco Alimentare, che si occupa di raccogliere e ridistribuire generi alimentari a chi è in difficoltà. Il brand conta attraverso il suo contributo di aiutare Banco Alimentare a recuperare e distribuire circa 70.000 kg di alimenti, equivalenti a circa 140.000 pasti, da donare alle persone più bisognose, colpite dall’emergenza in corso. C.B.

 

 

Birra Lagunitas Ipa viaggia anche in lattina

Lagunitas IPA lattina 35,5 cl

La celebre birra premium californiana Lagunitas Ipa (India Pale Ale) è disponibile ora in Italia anche nel nuovo formato in lattina 35,5 cl dalla originale grafica. Importazione e distribuzione è affidata a Dibevit Import, società del gruppo Heineken Italia, specializzata da 20 anni nella diffusione di birre premium e speciali, con oltre 200 specialità.

Di solito riservata alle birre a grande diffusione e a torto considerata una confezione "povera", la lattina in alluminio viceversa vanta una serie di caratteristiche uniche: materiale facilmente riciclabile, leggerezza della confezione e risparmio dei costi di trasporto a parità di ettolitri, a prova di luce ed ermetica 100%, raffreddamento veloce, facilità di stoccaggio e trasporto. Inoltre le lattine in alluminio permettono di realizzare confezioni di grande impatto grafico (come una grande etichetta a 360°), scatenando la creatività dei designer.

Nel casi di Lagunitas Ipa, le scritte Lagunitas India Pale Ale (in rosso) e Ipa (in nero) campeggiano su un fondo bianco in cui compare un occhio e un orecchio del cane storica mascotte aziendale.

Lagunitas Ipa è prodotta dalla Lagunitas Brewing Company, creata nel 1993 dal geniale Tony Magee nella omonima cittadina californiana, in seguito trasferitasi a Petraluma (Sonoma Valley, California Usa) diventando uno tra i primi cinque birrifici Usa.

Lagunitas Ipa bottiglia 35,5 cl

Birra ad alta fermentazione, Lagunitas Ipa si caratterizza per l'impiego di vari luppoli americani particolarmente aromatici e per una modalità dry hopping (aggiunta di luppolo secco a "freddo") per esaltarne le caratteristiche. Pertanto Lagunitas Ipa si presenta di colore arancione, schiuma compatta e resistente, corpo medio, con note balsamiche di resina di pino, agrumate di pompelmo, note amare e insieme dolci di caramello. La gradazione alcolica è 6,2%, grado amaro 51,5 Ibu, grado colore 18,8 Ebc. Da servire fredda tra 7 e 10 °C, con cibi saporiti, salumi, formaggi stagionati, ottima con cibi piccanti di cucina giapponese e indiana.
La confezione di Lagunitas Ipa in lattina 35,5 cl è disponibile in cartoni da 12 lattine e vassoi da 2 cartoni.

 

 

Talento, orgoglio, appartenenza: il dna di un bartender

Che cosa significa essere un bartender? Lo spiegano nel video #siamobartender i ragazzi della Campary Academy, la scuola di Gruppo Campari dedicata alla formazione degli artisti della miscelazione.

Non una lezione su come preparare un cocktail a regola d’arte, su come creare degli home made, o un approfondimento su un distillato particolare. Ma attraverso un racconto emozionale che, lasciando per un attimo da parte tecnica e conoscenze, mette in risalto il dna di un bartender. L’istinto che porta a vedere in un liquido infinite possibilità creative, la capacità di entrare in una magica sintonia con il cliente che si avvicina al banco, la forza di accettare ogni difficoltà come una nuova sfida da affrontare con entusiasmo. Anche la più difficile.

Un racconto che fa leva sugli elementi caratterizzanti della categoria, il senso di orgoglio e di appartenenza, per portare un messaggio di complicità e vicinanza alla bartender community che riparte dopo il brutto periodo che le ha impedito di esprimere il suo talento. Ma solo per un momento.

Consegna a domicilio, un affare (non) per tutti

Il pack de L'Ile douce
Idee, spunti, suggerimenti e obblighi per chi fa delivery

Da possibilità ad esigenza scottante, il delivery è diventato un dovere per mantenere vitalità nei bilanci dei piccoli esercizi commerciali. Non è più una scelta evitabile, ma questo non significa dover improvvisare o scegliere semplicemente la piattaforma sulla quale proporsi. È qualcosa di complesso di per sé, ancor di più visto il problema di percezione della sicurezza che il coronavirus inculca nel consumatore. Andiamo con ordine. Di sicuro, nel durante e nel post Covid-19, le conseguenze economiche per il settore del fuori casa sono pesantissime. Bisogna cogliere tutte le opportunità che l'innovazione offre. «Non riuscendo a sviluppare fatturato dalla somministrazione e dai coperti tanto quanto prima, è obbligatorio sfruttare le consegne per mantenere uno standard di fatturato sostenibile», spiega Marco Bordoni, consulente, ad della società di progettazione di format di ristorazione e consulenza Kent, docente Cast Alimenti e consulente Cast Impresa. «Mentre pochi operatori si sono fatti trovare pronti ad attivare il delivery, durante la quarantena esplodeva la domanda. La cosa importante è questa: il consumatore si abitua, capisce che ricevere a casa il prodotto di pasticceria è comodo e sicuro e molto di questo resterà, anche a emergenza finita, nelle sue abitudini. Il settore e-grocery - la consegna della spesa a casa - si aspetta che venga mantenuto un 20-30% di fatturato in più rispetto al pre-coronavirus».

Progettare il delivery

Probabile che anche la pasticceria artigianale veda lo stesso scenario sul "dopo". Spiega Bordoni che lo stimolo, in questo settore, dovrebbe essere ancora più forte che nella ristorazione. «Se a regime, con le restrizioni, il consumatore potrebbe anche accettare accorgimenti di sicurezza e tempi lunghi per una cena fuori - che già normalmente prende tempo -, potrebbe invece mal digerire code e attese quando deve recarsi semplicemente a prendere una torta o delle paste». L'esperienza diventa più lunga e faticosa, si rischia la rinuncia al consumo. Qualche indicazione più strategica sulla progettazione del delivery. Primo, è il mercato a dettare il ritmo. Bisogna prepararsi a ricevere e processare ordini quasi 24/7, comunque con continuità; non si può attivare la consegna 2 giorni a settimana. Secondo, la pasticceria ha un vantaggio rispetto alla ristorazione: non è una cena calda che deve arrivare a ridosso del consumo, si possono programmare con più agio sia le consegne che la produzione. Terzo, la pandemia ha condizionato le persone in materia di sicurezza. «Sulle statistiche di Google la ricerca delle parole chiave "sicurezza-cibo-asporto" è cresciuta del 650% negli ultimi 40 giorni», spiega il consulente. «Significa dover garantire sicurezza, ma anche farla percepire al cliente. Il nostro comparto alimentare ha le norme più restrittive al mondo, possiamo offrire alto standard di sicurezza. Ma tocca andare al di là: mascherina, guanti, trasporto nel modo corretto. Se prima il cliente accettava un pacchetto con un sacchetto aperto, ora il sigillo diventa fondamentale. E bisogna fare tanto lavoro di comunicazione mostrando su tutti i canali cosa si fa in tema sicurezza».

Attenzione agli aspetti operativi

Lato operativo: uno dei problemi della ristorazione è dover semplificare e asciugare l'offerta per renderla gestibile con il delivery. In pasticceria è meno forte questa esigenza. «Piuttosto è in difficoltà chi non utilizza tecniche e tecnologie moderne, chi non usa abbattimento, conservazione high tech, celle fermalievito. La velocità fa una differenza incredibile, più consegne riesco a fare più ho fatturato». Non si può, insomma, restare fermi alla "torta fresca" preparata mezz'ora prima, tocca pensare a come organizzare la produzione - e su questo influiscono molto la macchine stesse e la loro capacità di conservare semilavorati senza che si perda in qualità. «Digitale - spiega Bordoni - non è solo consegne e ordini. Dovendo creare un polmone di stoccaggio di semilavorati, l'investimento tecnologico deve essere orientato a soluzioni di controllo da remoto, per esempio, per poter agire in fretta in caso di guasto e non perdere prodotto». Pensiamo anche al "fronte": in pasticceria bisogna conciliare il via vai di clienti per l'asporto - con relative restrizioni - e il flusso delle consegne. «Se in laboratorio devo avere un'area di preparazione con un elemento di conservazione dedicato e un tavolo per impacchettare in sicurezza, poi il prodotto deve uscire e finire nelle mani dei fattorini. Può uscire sul "lato pulito" del laboratorio, non quello dell'ingresso materie prime, ma se non ho questa possibilità devo dedicare una piccola area della vetrina per fare la consegna». Creare nel locale un percorso preferenziale per i fattorini è meglio: per questioni di velocità (fondamentale, così ritirano ed escono in poco tempo) e perché la corsia separata trasmette maggior sicurezza agli altri clienti, visto che il fattorino rappresenta pur sempre un contatto frequente con l'esterno.

Packaging, aspetto cruciale

Attenzione al packaging: tassativo utilizzare dei sigilli, "evolvere" verso la scatola, che da più senso di sicurezza. Il consiglio dell'esperto di Cast Impresa: «Valutare bene la scheda tecnica del materiale: come si comporta in frigo? Mi costringe a tempi ridotti in conservazione? Meglio se può starci ore, così potrò stoccare prodotto direttamente nella confezione pronta a uscire». Operare in sicurezza significa anche seguire buone pratiche di pulizia e sanificazione dei locali. Afidamp (Associazione dei Fabbricanti e Distributori Italiani di Macchine, Prodotti e Attrezzi per la Pulizia Professionale e l'Igiene degli ambienti) e Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) hanno stilato un vademecum con le buone pratiche e le linee guida da seguire. «Innanzitutto è un invito al buon senso», spiega la segretaria Afidamp Stefania Verrienti. «Non dobbiamo fare niente di radicalmente diverso rispetto a quanto facevamo, nel rispetto dell'HACCP e delle normative».

Buone pratiche di pulizia e linee guida

Ecco i consigli: 1. Detergenza e disinfezione sono due cose diverse. La detergenza è l'eliminazione di qualsiasi traccia di sporco presente, in modo da rendere la superficie visivamente pulita. La disinfezione è l'operazione svolta per abbattere la carica microbica, portandola a livello di sicurezza usando prodotti disinfettanti. Va fatta solo se prima è stata eseguita una pulizia approfondita, perché lo sporco neutralizza i principi attivi disinfettanti. 2. La disinfezione frequente è utile sulle superfici "high touch", quelle dove di frequente c'è contatto con molti clienti. Maniglie, bagni, interruttori della corrente, tavolini e set da tavolino, menu. Se si attiva il delivery, si avrà un punto di "contatto" frequente con i fattorini, che hanno a loro volta frequenti contatti con l'esterno. Anche se lavorano in sicurezza con guanti e mascherine, va predisposta una accurata disinfezione dell'area a loro dedicata e dei tavoli di preparazione dei prodotti destinati alle consegne. 3. Consigliabile l'uso di prodotti professionali, che passano attraverso canali di vendita dedicati, perché più efficaci e aggressivi e perché così si entra in contatto con professionisti del pulito che possono dare utili suggerimenti.

Consegne, come regolarsi

Serve infine anche una buona dose di visione, per far funzionare il tutto. A partire dalla scelta fra app e aggregatori o consegne organizzate in proprio. I primi sono vetrine molto vantaggiose, ma molti operatori lamentano commissioni alte. Perché non pensare di fare rete? Tre-quattro piccole pasticcerie di un territorio possono organizzare consegne insieme. Oppure esistono servizi di solo fattorinaggio approcciabili a costi interessanti. «Non escludiamo la buona volontà dell'imprenditore, che si rimbocca le maniche e fa le consegne, o il reimpiego di personale fermo a causa della lentezza della somministrazione», spiega Bordoni. Al quale chiediamo anche una visione sul futuro più ad ampio spettro. «Credo che possano nascere delle vere "dark bakery", delle pasticcerie che rinunciano alla vetrina - o meglio, che la sviluppano solo in digitale - e alla somministrazione per funzionare solo con laboratorio high tech e delivery. La sfida sarà trovare ulteriori canali e occasioni di vendita: penso a colazioni di qualità consegnate in ufficio, o meal box con prodotti cotti e abbattuti, da "finire" nel forno di casa». Nella foto: la confezione da asporto della pasticceria L'Ile Douce, Milano

Offerta anticrisi di Rational e NoLo&Nd per agevolare la ripresa

Rational

Rational e NoLo&Nd propongono tre formule di pagamento finanziato per i nuovi forni professionali combinati delle linee iCombi Pro e Classic e per gli apparecchi di cottura multifuzione iVario

Ultimo Tocco, il delivery progettato dai food designer

Da un progetto dei designer Paolo Barichella e Mauro Olivieri nasce il delivery Ultimo Tocco. Una trentina di proposte, dagli aperitivi ai primi piatti ai dessert, che il consumatore deve completare a domicilio, in pochi minuti

Il delivery è stato un canale di vendita interessante per gli esercenti nel periodo del lockdown. Tanto che ora se ne sono interessati anche i food designer. È nato infatti Ultimo Tocco, un delivery di design, dove i piatti consegnati a domicilio sono caratterizzati da tecniche di preparazione moderne e speciali metodologie che prevedono due tempi differenti per la preparazione e la successiva finitura del cibo. Il progetto - di Affettami Srl, startup innovativa che si occupa di R&D e Food Innovation - parte da un’idea di due pluripremiati Food Designer, Paolo Barichella e Mauro Olivieri. Che hanno messo in essere un vero e proprio laboratorio produttivo dove i cibi vengono preparati, confezionati in buste o sac à poche, per essere consumati a distanza di luogo e di tempo, con ricette (attualmente una trentina, principalmente di primi piatti) pensate per essere completate dal consumatore stesso con il suo "ultimo tocco". Il tutto può essere ordinato on line (il servizio per ora è attivo su Milano) e consegnato tramite Glovo.

  • “Altro…”

    In menu una trentina di proposte

    In carta ci sono piatti innovativi o tradizionali, dai Sorrisi (pasta ripiena) fichi e formaggio di capra ai Paccheri pomodoro e basilico, alle immancabili Lasagne emiliane, alla Piadesign al pesto genovese, fino ai risotti (alla Milanese, alla Trevigiana, ai funghi porcini…). E a proposito dei risotti, Paolo Barichella sottolinea: «Sappiamo tutti che il risotto è un piatto “difficile” per la tenuta in cottura. Noi non usiamo riso parboiled, ma riso Carnaroli, che grazie alle tecniche di preparazione e alla qualità del riso selezionato riesce a mantenere il “dente”. Si tratta di riso italiano che proviene dal Distretto Rurale Riso e Rane del Parco del Ticino, cucinato, idratato a bassa temperatura e abbattuto chicco per chicco. A casa non c’è che da rigenerarlo per un paio di minuti al microonde o in padella e mantecare».

    Appetizer e aperitivi destrutturati

    Oltre ai primi piatti, nella carta di Ultimo Tocco ci sono anche i Toc, piccoli cestini di pasta frolla neutra (né salata né dolce) da riempiere con creme - ad esempio pomodoro e basilico, alla carbonara, al sugo di arrosto - pensati come antipasto o come accompagnamento all’aperitivo. E per l’aperitivo è stato ideato l’Aperol Spritz “destrutturato”: Prosecco Mionetto Sergio, in esclusivo formato da 37,5 cl, da gustare abbinato a cucchiai da finger food riempiti di Jelly Aperol e decorati con scorza di arancia naturale. Non mancano poi i DesignDessert da rifinire al momento, come le praline di cioccolato da riempire con gel all’Aperol, al mojito, alla grappa invecchiata in botti di rovere e una piccola selezione di vini bianchi e rossi in pratico formato oneglass (“bottiglia” a strappo in cartone, dose bicchiere da 100 ml) da abbinare alle pietanze. A proposito di questo nuovo progetto, i due designer affermano «… Se il design è l'arte di usare la scienza con ingegno e creatività, noi Food Designer ci sforziamo per fare in modo che questi principi possano essere applicati anche nel settore alimentare. Progettare nel Food Design significa proporre soluzioni alimentari efficaci in un contesto dove il prodotto sia funzionale all'esigenza dell'utente in diversi momenti e situazioni di consumo. La tecnologia alimentare deve essere la materia di base per il Food Designer che osserva, valuta i nuovi contesti, le nuove esigenze generate dal lungo periodo e gli effetti causati sulla società e le sue abitudini e prevede scenari diversi, nuove variabili ambientali, nuovi bisogni, vincoli e stili di vita con lo scopo progettare e implementare nuovi modelli». M.B.

Cantiere Hambirreria di Lecce apre Gintonicheria e pasticceria DolCi

Bar staff del Cantiere di Lecce
Bar staff del Cantiere di Lecce
Cantiere Hambirreria di Lecce è uno spazio dalle mille anime che si articola su 800 metri quadri. Dopo la riapertura è tornato con una nuova Gintonecheria e la pasticceria in stile americano DolCi.

Cantiere Hambirreria di Lecce è uno spazio dalle mille anime che si articola su 800 metri quadri. Comprende birreria, ristorante, palco per live show e altro ancora. Le ultime novità, introdotte per il rilancio dopo il periodo di chiusura forza dei locali, sono la GinTonicheria e il laboratorio di pasticceria DolCi. GinTonicheria e dedicato agli amanti del Gin Tonic. Oltre 150 selezioni di gin, più di 20 tipologie di toniche in un angolo caratteristico ed esclusivo on the rooftop a cielo aperto dove fermarsi a bere un gin tonic personalizzato. È la prima GinTonicheria in città e ospiterà momenti di degustazione in collaborazione con i brand più amati dalla sua clientela. L’altro nuovo spazio, all’interno di Cantiere Hambirreria è DolCi. Scopriamolo.

  • “Altro…”

    DolCi è un laboratorio di produzione dolciaria artigianale in stile americano. È aperto come take-away la mattina e offre il servizio al tavolo dalle 18.30 in poi. «Ci siamo ispirati - dice il team management composto da Daniele Vetrugno, Andrea Vetrugno e Erica Patisso - alla pasticceria creativa, alle vertiginose e golosissime vetrine di cui ci siamo innamorati tra un viaggio e l'altro negli States. Da oggi il Cantiere può finalmente celebrare la conquista del suo piccolo laboratorio dolciario con tante nuove costruzioni rispetto al passato. Con un marchio di fabbrica ben identificativo, DolCi, vuole segnare l'inizio di nuovi lavori in casa Cantiere, una scommessa dal nome semplice che in cinque lettere racconta già tutto della sua filosofia, alla ricerca della perfezione artigianale». Oltre alle torte e alle classiche monoporzioni l'angolo "sweet" comprenderà proposte fit (“viva le proteine, abbasso i grassi”) e vegan.

    La storia di questo locale versatile inizia il 9 aprile 2017. Il format nasce dalla passione dei due fratelli Vetrugno per lo stile industrial, per i luoghi in disuso, per le fabbriche dismesse. Quello che era inizialmente solo un hobby personale si è poi unito al desiderio di un lavoro di qualità e ricerca nella ristorazione e nel beverage. Per tre anni, prima dell’apertura, c’è stata una sorta di incubazione di idee e un lungo viaggio a New York che hanno poi portato a realizzare il Cantiere, un luogo in cui l’atmosfera dei luoghi abbandonati e l’energia delle cose che hanno vissuto mille storie prima di fermarsi, si ritrovano tutte.

    Il Cantiere oggi è una realtà che, pur mantenendo viva la sua anima “in continua evoluzione”, ha consolidato alcuni punti di forza che sono ormai un must. Come l’area IPA che punta sull’artigianalità come elemento distintivo. Concludono i titolari: «La birra alla spina, servita sia al banco sia ai tavoli permette di poter servire specialità prodotte da meno di un mese e questo consente di dare al cliente la birra come l’ha creata il mastro birraio». Sembrano piccoli dettagli, ma sono quelli che fanno di un locale grande, un grande locale. Buon lavoro ragazzi del Cantiere! S.N.

Giacomo Milano, quando il ristorante apre gastronomia ed e-commerce

Giacomo Gastronomia
L'interno di Giacomo Gastronomia
Inediti format, aperture, menu e progetti per il gruppo Giacomo Milano, che apre a nuovi canali di vendita. La novità della Gastronomia e della vendita on line

C’è il ristorante, che data dal 1958. E poi il Bistrot, la pasticceria, la Rosticceria, il Caffè… Il business del gruppo Giacomo Milano ha una connotazione sempre più multicanale e contrasta la congiuntura economica a suon di nuovi progetti e aperture. È di questi giorni infatti la notizia che ha aperto Giacomo Gastronomia in zona Amendola, pdv numero otto del gruppo, tutti differenti per tipologia di offerta e connotazione, ma allo stesso tempo collegati e sinergici fra loro.

  • “Altro…”

    Prodotti di nicchia e cantina con 500 etichette

    Nella nuova Gastronomia la fanno da padroni salumi e insaccati, formaggi e latticini d’eccellenza, sott’olio e carni selezionate; molti i prodotti di nicchia, scelti tra una ristretta cerchia di piccoli produttori italiani. E una cantina con una selezione di ben 500 etichette tra vini rossi, bianchi e bollicine. Da Giacomo Gastronomia inoltre si possono acquistare (e ordinare per consegna a domicilio) anche le specialità di Giacomo Pasticceria e i piatti della Rosticceria come pollo allo spiedo, lasagne, parmigiana di melanzane e molto altro.

    Drink e panini da asporto

    Non solo. Le novità riguardano anche una nuova tipologia di offerta che parte dalla Rosticceria di via Sottocorno. Si tratta di Farciti e miscelati, una linea di panini farciti e di cocktail d’asporto pronti da assemblare. Il format prevede una nuova drink list esclusiva e una selezione di panini farciti, tutto disponibile con servizio take away o in consegna a domicilio. La drink list comprende i cocktail più amati, una selezione di gin&tonic, una selezione di drink a bassa gradazione alcolica e 5 signature drink di Fabrizio Tozzi (bar manager di Giacomo) ispirati agli iconici locali di Giacomo: Da Giacomo, il Bistrot, Arengario, il Gastronomico. Quanto ai panini, molte le specialità, fra cui la classica schiacciata o il pane multicereali imbottiti con i migliori prodotti e ricette italiani come le polpette al sugo, la tartare di vitello o di gamberi, l’astice alla catalana, parmigiana di melanzane, ma anche focacce tonde alla romana con salumi, patè, formaggi e la Pizzetta alla Giacomo.

    La novità dei cocktail "milanesi" e dell'e-commerce

    Anche nel ristorante Giacomo Arengario c’è la novità della nuova linea di cocktail ispirata alla milanesità: Il milanese imbruttito (Campari, sciroppo allo zafferano e prosecco); Il bauscia (base di Cognac, triple sec, succo di limone, zucchero); Sta su de doss (vermouth rosso, amaro Tosolini, soda); Taac (mirtillo bianco, succo di limone, zucchero); F*&fatturato (amaro di betulle e ribes, liquore al bergamotto, acqua tonica agli agrumi). Ultimo, ma non certo per importanza, il varo di Giacomo e-commerce: in perfetta sintonia con le nuove abitudini della clientela, è stato avviato il servizio di consegna a domicilio e ora il gruppo ha deciso di implementarlo arricchendo la sua offerta e ora, dal sito nella sezione e-commerce, è possibile acquistare i piatti e le specialità firmate Giacomo. M.B.

Alpine Gin & Tonic, la proposta Roner per l’estate

La collaborazione tra due aziende di primo piano dell'Alto Adige, le Distillerie Roner di Termeno (Bz) e la Drink Fabrik di Lana (Bz) ha portato alla creazione di un nuovo e fresco cocktail dalle insolite note aromatiche come Alpine Gin & Tonic nelle "storiche" proporzioni 2/3 acqua tonica, 1/3 gin, ghiaccio e fetta di limone, da servire in bicchiere tumbler o coppa grande. In più Alpine Gin & Tonic può essere guarnito con un rametto di rosmarino.

In questo caso per Alpine Gin & Tonic sono stati impiegati il balsamico Z44 Distilled Dry Gin Roner e il Bio Tonic Water Organic Limestone di Drink Fabrik.

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I gradi alcolici di Z44 Dry Gin

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I mesi di maturazione delle pigne di cirmolo per Z44 Dry Gin

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I premi internazionali ricevuti da Z44 Dry Gin

  • “Altro…”

    Z44 Distilled Dry Gin Roner si distingue per l'utilizzo di una infusione di selezionate botaniche, scelte dal master distiller Helmut Oberhofer, che provengono principalmente dalle montagne altoatesine, con note erbacee e floreali di genziana, viola e achillea (rossa e bianca), con note agrumate di arancia, ma soprattutto con le originali note balsamiche dell'estratto di pigne di cirmolo (44° alc). Da notare la bottiglia in vetro chiaro da 70 cl con la colorata serigrafia delle botaniche impiegate. Il nome è ricavato dalla iniziale di zirbel (il nome tedesco di cirmolo) e dalla gradazione alcolica.

    Bio Tonic Water Organic Limestone è una acqua tonica premium che utilizza acqua di fonte alpina e ingredienti provenienti da agricoltura biologica, gluten free e senza alcuna aggiunta di composti artificiali. Delicatamente amara, è disponibile in bottiglie di vetro chiaro da 20 cl con tappo a vite.

    Gli ingredienti per realizzare il cocktail Alpine Gin & Tonic sono anche disponibili in confezione delivery in una pratica e colorata confezione in cartone contenente 2 bottiglie mignon di Z44 Distilled Dry Gin da 5 cl l'una e due bottiglie di Limestone Bio Tonic Water da 20 cl l'una. R.G.

Baritalia Talks, tutti i grandi protagonisti e le date

Il logo dei nuovi Baritalia Talks
Il logo dei nuovi Baritalia Talks
Baritalia Talks è la nuova iniziativa di Baritalia by Bargiornale nata per trasferire on line parte della nostra offerta formativa. I protagonisti dei seminari e il calendario.

Baritalia Talks è la nuova iniziativa di Baritalia by Bargiornale nata per trasferire on line parte della nostra offerta formativa. Un modo per raggiungere - in attesa dei consueti eventi live di Baritalia - più persone e creare un canale moderno e diretto di comunicazione tra grandi speaker del mondo del bartending e operatori. I webinar, due per azienda partner di Baritalia, si svolgono a cadenza settimanale, ogni lunedì dalle 15.30 alle 16.30. Un’ora di racconti, testimonianze, dibattiti e realizzazione di drink dal vivo pensate per un pubblico di professionisti. Scopri i protagonisti

  • “Altro…”

    Il debutto dei Baritalia Talks è avvenuto il 22 giugno con "Dal Messico a Barbados: cultura e miscelazione attraverso il Mar del Caribe", a cura di Francesco Pirineo (ambassador di Tequila Ocho) e Michele Tuveri (ambassador di The Real McCoy Rum) in rappresentanza dell’azienda partner Compagnia dei Caraibi. Il 29 giugno abbiamo ospitato il webinar "La miscelazione secondo Bruno Vanzan" in partnership con Organics by Red Bull. Il 6 luglio avremo un altro super ospite per Coca-Cola Hbc Italia. Stiamo parlando di Alexander Frezza de L’Antiquario di Napoli con il suo webinar "La rivoluzione della Bollicina". Lunedì 13 luglio ci sarà per Campari Academy Luca Casale, Campari Academy Coordinator, che presenterà l’intervento dal titolo "Easy mix: rinfrescanti, facili e veloci". Proseguiremo con un protagonista assoluto della scena Tiki in Italia come Jonathan di Vincenzo per Organics by Red Bull. E dal 7 settembre si ricomincia con un vero parterre de roi di relatori: Tommaso Cecca che, per Campari Academy, ci racconterà il suo Camparino in Galleria; Emanuele Russo (14 settembre) per Compagnia dei Caraibi. Per Nonino avremo due star internazionali come Simone Caporale, in collegamento il 21 settembre da Londra e il 28 settembre da New York Sam Ross, autore di modern classics come il Paper Plane e il Pennicilin. Proseguiremo il 5 ottobre con Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia e tanti altri super ospiti. Il programma è in continuo aggiornamento. Quindi il consiglio è di stare sintonizzati sul nostro sito. I webinar saranno trasmessi sulle nostre pagine Facebook @redazione.bargiornale e @baritaliabybargiornale e sulla nostra pagina Instagram @redazione_bargiornale.

    Tutti i webinar saranno disponibili sui nostri social solo 24 ore, ma potrete scaricarli successivamente dal nostro sito dedicato https://premium.bargiornale.it
    Oltre ai video troverete foto, presentazioni, ricette dei cocktail presentati e altri contenuti extra.

    Baritalia Talks è condotto da Stefano Nincevich di Bargiornale.

Apre a Parma Atrium Caffè – The new normal

Atrium Caffè visto dall'esterno
Logo Atrium Caffè
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Questo pomeriggio dalle 16 alle 19 appuntamento a Parma in via Mazzacavallo 8 per l’inaugurazione di Atrium Caffè - The new normal. Il nuovo locale è parte integrante dell’omonimo centro direzionale moderno e a impatto zero, e unisce caffetteria e ristorazione veloce. A guidarlo tre donne: Ludmila e Tania Vacarciuc, titolari, e la cuoca Paola Varacca. Ludmila è moglie di un nome noto nel mondo del caffè, Lino Alberini, con cui ha lavorato sette anni, affiancata per cinque dalla sorella. La loro esperienza ha dato il via al nuovo progetto, senza dubbio coraggioso, di un locale che ruota attorno al caffè e che offre dei servizi, con una caratteristica che oggi è la “nuova normalità”: la massima flessibilità. Mentre nel locale regna la classica tensione del giorno che precede l’apertura, è Alberini che ne spiega la filosofia «oggi siamo tutti precari: nella notte qualcuno può dirti che domani devi chiudere il locale, che i clienti devono stare a due metri di distanza tra loro o come si deve servire. Di qui “The new normal”: abbiamo cercato di rendere normale la nuova situazione che si è creata mettendo in atto il giusto distanziamento: attualmente i posti a sedere sono 30 nelle due sale interne e 10 nel dehors. C’è sufficiente spazio per  accogliere e trasmettere la sensazione di seconda casa, di luogo accogliente, assolutamente lontano dall’entro-consumo-vado di tanti esercizi».

Un particolare di Azomico
Un particolare di Azomico

Ogni lavorazione è a vista nel banco centrale in cui si muovono Tania, che segue la caffetteria e Paola, che si occupa della cucina, mentre Ludmila accoglie e segue gli ospiti. Si parte con una filosofia dei piccoli passi: la miscela è la Mister Lino 100 arabica, aromatica ed equilibrata, per accontentare ogni palato; più avanti si aggiungeranno le monorigini. L’espresso è realizzato con la macchina espresso Indipendente di XLVI e venduto a 1,20 euro (il servizio è al tavolo); si possono inoltre chiedere estrazioni a filtro, con la french press e la moka: la formazione di chi opera nel locale è stata affidata ai docenti di 9Bar. Il caffè è conservato nei silos sotto azoto dello scenografico Azomico di XLVI. La cucina offre quanto può soddisfare una pausa pranzo o una sosta al bar nella stagione estiva: insalate, tanta frutta, centrifugati.

Locandina della mostra fotografica
Locandina della mostra fotografica

Una particolarità di Atrium (già vista in un locale che fu di Alberini) sarà la presenza del gruppo Gomitolorosa che lavora a maglia realizzando capi per L’armadio del povero, una struttura che aiuta chi ha bisogno di indumenti e di ascolto. Il locale offre inoltre momenti culturali, come la mostra di fotografie di Dennis Hopper.

Dal lunedì al venerdì l’apertura è dalle 7,00 alle 19,00; dalle 7,00 alle 18,00 il sabato, quando Atrium Caffè si propone come luogo in cui pensare un poco a se stessi bevendo un buon caffè o mangiando qualcosa di buono, ascoltando della buona musica, lavorando a maglia o seguendo le immagini d’autore esposte. Il tutto osservando le distanze e le misure di sicurezza della nuova normalità.

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