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Un Americano per l’estate con Chin8 Neri

Americano Neri
Oltre che come bibita, Chin8 Neri può diventare ingrediente di una serie di cocktail rinfrescanti, moderatamente alcolici.

Storica bibita nata nel 1949 a Capranica (Viterbo) per iniziativa del trentenne Pietro Neri, Chin8 Neri ha in pochi anni raggiunto un indiscutibile successo e celebrità, grazie alla sua originale ricetta (mix di amaro e dolce) che valorizza il gusto rinfrescante derivato dall'agrume di chinotto.

Una celebrità dovuta anche alle intense campagne pubblicitarie fino agli anni Settanta, sia televisive (Carosello Rai) sia stradali con grandi riproduzioni della bottiglia fatte girare su automezzi. A Chin8 Neri si sono aggiunte di lì a poco altre bibite come Aranciosa (15,6% di succo di arancia), Gassosa e Limoncedro, tutte prodotte con l'acqua sorgiva della vicina fonte San Rocco.

Oltre che essere bevuta freddo dalla inconfondibile bottiglia e lattina 33 cl, per l'estate  Chin8 Neri può essere proposto anche miscelato in rinfrescanti cocktail. Vi proponiamo due varianti di celebri ricette.

Americano tradizionale (ma non troppo)
Ingredienti
3 cl Bitter
3 cl Vermouth Rosso
top Chin8 Neri
Preparazione
Versare i primi due ingredienti in un tumbler basso con ghiaccio, mescolare, aggiungere re cChin8 Neri e guarnire con fetta di arancia.

Americano Neri

LimFritz comune (ma non nel gusto)
Ingredienti
6 cl Aperol
9 cl Prosecco
top Limoncedro Neri
Preparazione
Versare gli ingredienti in un calice grande da vino con ghiaccio, mescolare, aggiungere Limoncedro Neri e guarnire confetta di limone.

Limfritz Neri

Nel 2000 ll marchio Chin8 Neri è stato rilevato dall'azienda IBG Spa di Caserta con stabilimento a Buccino (Salerno) che ne ha curato anche il lancio sui mercati internazionali. Prive di caffeina e senza glutine, le bibite Neri sono state selezionate come prodotti tipici italiani nell'assortimento Eataly.

Amministrata da Rosario Caputo, oltre alle bibite Neri, l'azienda IBG è imbottigliatore autorizzato Pepsico Beverages Italia per il Sud Italia, potendo vantare un considerevole know-how nel settore, oltre a disporre di un moderno impianto di produzione di energia fotovoltaica in supporto alla sostenibilità. Nel 2019 la IBG ha ricevuto l'ambito e prestigioso riconoscimento americano Donald Kendall Award per le migliori performance aziendali.

Ariba Zero, il cioccolato free from di Master Martini

Ariba Zerolatte
Cinque nuove referenze nella gamma di cioccolato per professionisti della pasticceria, senza latte, senza glutine e con zero soia

Un occhio alle esigenze del "senza", di quella fascia di consumatori sensibile alla tendenza salutistica esplosa negli ultimi anni: lo vuole dare Master Martini, il brand di Unigrà specializzato nella produzione di materie prime per la pasticceria.

Senza latte, soia e glutine

Si amplia, così, la gamma di cioccolato Ariba con Ariba Zero, una nuova linea di cioccolato zero latte, zero soia e senza glutine. Cinque le referenze che compongono la proposta, che intende conquistare il comparto free from del cioccolato. I suoi utilizzi spaziano dalla pralineria ai corpi cavi, dai ripieni alla copertura, dalle decorazioni alle mousse. Ariba Zero è pensata per gli allergici e intolleranti al latte e per gli intolleranti al lattosio, ma anche per quei consumatori che seguono una dieta vegana, vegetariana, kosher o halal.

Ridotto contenuto di zuccheri

La principale novità è Ariba Zerolatte, al gusto latte ma... senza latte: tecnicamente è un cioccolato di copertura con estratto di riso (49% cacao, 20% riso e 35/37% di materia grassa). Si tratta di una ricetta a ridotto contenuto di zuccheri ed elevato contenuto di fibre, caratterizzata da un bouquet aromatico che esalta note morbide e rotonde di latte, riso e caramello. Gli altri prodotti della linea sono due referenze in dischi di cioccolato fondente senza tracce di latte (uno al 70% di cacao e 39/41% di materia grassa, l’altro al 60% di cacao e 38/40% di materia grassa) e due referenze in gocce di cioccolato fondente disponibili nei formati 1.200 e 3.000 gocce per hg (46% di cacao e 26/28% di materia grassa). La linea Ariba Zero è disponibile in cartoni da 10 kg.  

I tour di Dolcegiornale: Bolzano

Nella provincia autonoma di Bolzano i caffè condividono atmosfera invitante, gamma impeccabile e servizio. Le ricette della tradizione sono un must, anche nelle boutique più moderne

LA METODOLOGIA. Bolzano offre la possibilità di immergersi in una tradizione pasticciera che ha salde radici austro-ungariche. Radici ben evidenti non solo nell’assortimento e nel taglio delle specialità in vendita, ma anche nelle modalità di degustazione. Qui, come in tutta l’area mitteleuropea, le pasticcerie sono infatti soprattutto caffè, dove entrare, accomodarsi a un tavolino, prendersi il tempo di gustare una fetta di torta accompagnata da una bevanda calda. È il caso, nel nostro breve tour, delle storiche pasticcerie Klaus e Peter e della più recente Heini. Non mancano comunque, in città, esempi di nuove tipologie di locali, come Karin Sweet Dreams e Cadario.

Accoglienza senza barriere nel salotto di Peter

È uno dei salotti della città, nella frequentatissima piazza del mercato. Il dehors di Peter Konditorei si confonde tra le bancarelle e, in estate, la divisione tra interno ed esterno è annullata dall’assenza del filtro delle vetrate. Entriamo, guidati da una sfilata di lampadari neorococò. L’arredo è moderno ed elegante, tutto giocato sui toni del grigio. L’ambiente è curato in ogni dettaglio. Il banco vetrina a L sul lato corto ospita le carapine della gelateria, su quello lungo espone le specialità della casa. Qui le fette di torte a strati sono leggermente più piccole che nelle altre pasticcerie, ma sempre generose: Sacher, ovviamente, e poi Schwarzwald, torta di grano saraceno, strudel di mele e torte alla frutta, alla ricotta o alla panna. C’è anche una piccola selezione di mignon (bigné ed éclair, soprattutto, a 1.20€ l’uno) e bicchierini. Sul fondo del locale ci sono otto tavolini con divanetti scamosciati e luci indirette che disegnano un’atmosfera soffusa. Peter è anche gelateria e il menu offre una vasta scelta di coppe fantasia. Peter Konditorei, Piazza delle Erbe 20 - Bolzano

Tranci e meringhe sotto le volte di Klaus

Klaus è un caffè pasticceria con grande dehors in una piazzetta del centro storico. Ci accomodiamo all’interno, che è caratterizzato dai bei soffitti a volta. Gli arredi sono piuttosto semplici, nello stile del luogo, con separé e divanetti in pelle. L’offerta del banco vetrina è quasi interamente monopolizzata dalle torte farcite, a fette o in tranci: l’immancabile Sacher (per inciso, qui abbiamo assaggiato forse la più buona della città, soffice e con due strati di farcitura), torte alla ricotta o allo yogurt, alle fragole o ai frutti di bosco, tiramisù e studel. L’assortimento comprende anche viennoiserie e lievitati per la prima colazione, meringhe, biscotti e la ciambella alle albicocche della casa. Molto frequentato, ha un servizio rapido ed efficiente nell’affrontare il continuo andirivieni e allo stesso tempo paziente nel descrivere le diverse specialità al nuovo cliente. Klaus Pasticceria, piazza Maria Delago 1 - Bolzano

Heini dà nuovo slancio a torte a fette e da credenza

Moderno bar pasticceria, Heini è arredato con materiali naturali e tonalità chiare, è ampio e luminoso grazie alle vetrate che si affacciano sulla piazzetta del sobborgo di Gries. L’atmosfera è quella accogliente di un punto di riferimento di quartiere, molto frequentato per la prima colazione. Buona l’offerta di croissant e fagottini di sfoglia in diversi gusti (da 1,80 a 2€ l’uno). Nel banco della pasticceria l’occhio è subito catturato dalle torte farcite a fette, che spaziano dalla classica ai frutti di bosco a quella papavero e mirtilli, dalla Sacher alla torta mousse di cioccolato o cioccolato e menta. Non mancano dolci da credenza come Linzer e strudel, frollini e, in stagione, zelten. Completano l’offerta bicchierini di tiramisù e altri tipi di creme, plumcake e altri dolci da forno. In inverno, accanto alle solite specialità di caffetteria, vasta scelta di bevande calde come cioccolate di diverso tipo, punch e vin brulé e un’ampia selezione di tè. Heini Konditorei, piazza Gries 13 - Bolzano

Mignon e praline, best seller da Cadario

Caldario è un’eccezione nel panorama cittadino. Intanto, è una pasticceria italiana (l’insegna ha un altro punto vendita a Novara). Poi, offre una modalità di fruizione innovativa. Non ci sono le grandi fette di torta tipiche delle altre pasticcerie cittadine, ma l’offerta è incentrata su mignon e praline, più brioche fresche la mattina e torte su ordinazione. Il giorno della nostra visita nel banco vetrina erano esposti tranci di flan alle ciliegie, diplomatica, pastiera, africana, mele e lamponi, pere e cioccolato, tiramisù, roulade limone e lamponi, babà al rum e bigné, mousse e tartellette, più un paio di classici locali come Sacher e Linzer. Abbiamo assaggiato quest’ultima e il flan di ciliegie: ottimi. Il locale è una boutique più che un accogliente salotto: per chi vuole consumare in loco ci sono solo quattro sgabelli addossati a mensole. Il senso di straniamento rispetto al resto della città è rafforzato dal laboratorio a vista, separato dallo spazio di vendita solo da una scaffalatura a giorno e ben visibile anche dalla strada. La mattina in cui siamo passati, all’ora della prima colazione, c’era un’unica addetta che si divideva tra il servizio al banco, la cassa e la preparazione di una torta. Cadario, via Latemar 1c, Bolzano

 

Micaela Pallini è la nuova presidente di Federvini

Micaela Pallini - Federvini
Rinnovati i vertici dell'associazione confindustriale che riunisce i produttori e importatori di vini, liquori, acquaviti e aceti. Pallini succede nel ruolo di presidente a Sandro Boscaini, che ha guidato l’associazione negli ultimi 6 anni

Rinnovati i vertici di Federvini. L’assemblea generale dell’associazione confindustriale che riunisce i produttori e importatori di vini, liquori, acquaviti e aceti, ha scelto Micaela Pallini (Pallini) come nuovo presidente.  Già presidente del Gruppo Vini dell’associazione, Micaela Pallini succede nell’incarico a Sandro Boscaini (Masi Agricola), che ha guidato l’associazione per due mandati, dal 2014. Al quale l’assemblea ha rivolto un ringraziamento particolare per l’intera attività svolta e, soprattutto, per l’impegno profuso nell’ultimo difficilissimo anno della pandemia.

Alla Pallini spetta ora il compito di guidare l’associazione attraverso le tante sfide per il rilancio del settore. In questo compito sarà affiancata da Piero Mastroberardino (Mastroberardino) e Aldo Davoli (Gruppo Campari), nominati alla vicepresidenza.

L’assemblea ha inoltre rinnovato anche i vertici dei consigli di gruppo. Per quanto riguarda il Gruppo Vino, nel ruolo di presidente è stato nominato Albiera Antinori (Marchesi Antinori), mentre alla vicepresidenza Piernicola Leone De Castris (Leone De Castris) ed Ettore Nicoletto (Bertani). A guidare il Gruppo Spiriti è invece Giuseppe D’Avino (Strega Alberti Benevento), coadiuvato dai vicepresidenti Mauro Balestrini (Diageo) e Leonardo Vena (Lucano 1894). Mentre a presiedere il Gruppo Aceti è Giacomo Ponti (Ponti), con Sabrina Federzoni (Monari Federzoni), nel ruolo di vice.

MyABI Corona Extra, l’app per ripartire con un canale diretto con i locali

Schermate dell'app MyABI by AB-InBev
Raccolta punti e premi fedeltà per tutti i clienti di birra Corona Extra con l'app MyABI della multinazionale AB-InBev.

Focalizzato su birra Corona Extra, marchio di eccellenza della multinazionale AB-InBev (Anheuser-Busch-InBev), l'app MyABI è stata pensata per restare sempre in contatto con i clienti, costruendo relazioni durevoli nel tempo. In particolare l'obiettivo è premiare chi effettua acquisti ricorrenti e raggiunge determinati livelli di spesa e consumo. Allo stesso tempo MyABI si presenta come un nuovo canale di informazione, con aggiornamenti costanti sui trend di mercato e abitudini dei consumatori. Una iniziativa che rientra nelle tante attività che il gruppo AB-InBev sta organizzando.

Per accedere a MyABI, basata scaricare l'app (gratuita per i sistemi operativi iOS e Android) da App Store e Google Play, registrarsi e aderire al programma nella sezione dedicata. Una volta registrati, parte la raccolta punti con semplici modalità.
L'operazione principale è scannerizzare con l'app MyABI il QR Code univoco presente su ogni cartone di birra Corona Extra ora anche in lattina 33 cl. Si possono poi ottenere altri punti grazie al codice promo indicato dal proprio commerciale di riferimento o partecipando alla sfida mensile basata sulla visibiltà data nel rispettivo locale a Corona Extra.

Durante l'anno, i clienti registrati MyABI possono accedere al catalogo premi, ovviamente diversi in base al punteggio accumulato, da buoni e coupon a giorni di vacanza in uno dei 12 resort 4* e 5 * Bluserena sul mare.

Latte art e cultura del caffè nella nuova scuola di Fensore e Clemente

Logo
Ha aperto a Rho (Mi) il World Latte Art & Coffee Center: luogo di formazione a tutto tondo sul mondo del caffè, di confronto e di allenamento a livello internazionale

Dal Giambellino a Rho, a pochi passi dalle strutture di Fiera Milano: la Barlady Cafè Academy di Manuela Fensore, campionessa mondiale di latte art 2019 e Carmen Clemente, campionessa italiana 2020 nella stessa disciplina, ha cambiato sede e “pelle”, diventando World Latte Art & Coffee Center. Il piccolo bar che con l’arrivo delle vittorie nazionali e internazionali chiuse i battenti per diventare una scuola un po’ improvvisata, ora è una vera sede in grado di accogliere più studenti e di dare loro una formazione completa. L’ambiente in un palazzo adibito a uffici, si apre con un primo spazio dedicato alla parte teorica, con posti a sedere e un ampio schermo; ai muri sono appesi diplomi e attestazioni delle diverse vittorie conseguite, insieme a un ampio corredo fotografico del trionfo mondiale di Manuela. La stanza a fianco, più ampia, ospita tre postazioni con  altrettante macchine a due gruppi (una Sanremo Café Racer, una Dalla Corte dc pro ed è in arrivo una Faema E71E) ognuna per due persone, che hanno a propria disposizione un macinacaffè e un rinser per ripulire rapidamente le lattiere. Su un supporto c’è la macchina a un gruppo Mina di Dalla Corte, ricevuta dalla Fensore in occasione della vittoria italiana di latte art a Sigep del 2018: sarà a disposizione di chi desidera “giocare” con i profili di estrazione degli specialty e cogliere le sfumature di gusto che variazioni anche minime dai temperatura o di flusso danno in tazza.

Vogliamo diventare un riferimento a livello internazionale per la latte art - ci dice Manuela Fensore -, ma anche un’academy che offre una formazione a tutto tondo sul caffè grazie alla collaborazione con alcuni esperti del settore, come Chiara Bergonzi e Davide Cobelli. Il nostro spazio sarà inoltre una gym della latte art, un punto di incontro dove incontrarsi, confrontarsi, crescere e allenarsi in vista di una gara o di una finale italiana o mondiale: una postazione è allestita proprio come quella di gara». Qui si faranno inoltre gli esami del circuito Lags - Latte Art Grading System, il sistema di qualificazione della capacità tecnica e creativa della competenza di latte art del barista messa a punto da Luca Ramoni e Luigi Lupi. L’auspicio è inoltre quello di trovare e fare crescere nuovi talenti della latte art.

Come un passo tanto importante in questo periodo? «Volevamo farlo da tanto tempo - afferma Carmen Clemente -: avevamo bisogno di fare un deciso salto di qualità. La situazione difficile a livello mondiale ci spaventava, ma quando abbiamo visto questa sede ci siamo convinte del fatto che fosse il momento giusto per fare questo passo, di cui c’era davvero bisogno: da quando abbiamo rinnovato il nostro stile abbiamo ricevuto molte più richieste che in passato e notiamo l’interesse da parte dei baristi e delle aziende». A questo proposito, supportano la neonata scuola DM Italia, Costadoro, Desa, Sanremo, Faema, Brita.

Sono numerosi i particolari che piano piano contribuiranno a personalizzare l’academy, che frattanto ha dato il via ai corsi: dopo tanti mesi di teoria, le persone hanno voglia di fare passare ai fatti.

A proposito di pratica, Manuela e Carmen hanno dato il via a un circuito di Gym Latte Art, coadiuvate dagli esperti di Ads New Generation Muscle & Fitness di Grottaglie (Ta). La pratica della latte art è un esercizio faticoso, che richiede un fisico ben allenato per reggere ore di allenamenti, ed anche di pratica al banco bar. Su Facebook il filmato con gli esercizi suggeriti per finire la giornata ben tonici, dunque in salute.

Parlando, i programmi e i desideri si susseguono rapidi, sull’onda dell’entusiasmo. Carmen Clemente comincia a pensare alla finale mondiale in programma all’International Coffee Show di Taiwan dal 19 al 22 novembre: sta imparando a dominare l’emotività, che alla finale italiana l’ha messa in grande difficoltà, e ha già in mente “qualcosa”; ne riparleremo.

In conclusione le coordinate del World Latte Art & Coffee Center, che si trova in via Federico Borromeo 4 a Rho; per chi lo raggiunge in auto l’uscita dalla tangenziale Ovest è quella di Rho Fiera e la stazione dista un chilometro circa.

I tour di Dolcegiornale: Ravenna

Pasticceria Ferrari
In Romagna, a Ravenna, caffè storici e nuovi format strizzano l'occhio a proposte salate e sono accorti all'ambiente. E puntano a valorizzare la tradizione, non solo locale

LA METODOLOGIA. L’antica capitale dell’Impero Romano d’occidente è ricca di storia e di monumenti che attirano visitatori da tutto il mondo. Inoltre, è a pochi chilometri dalla riviera romagnola. È una meta turistica naturale, che ha saputo conservare una spiccata identità locale, ma che sa anche rinnovarsi. È l’impressione che abbiamo avuto visitando caffè pasticceria storici con un guizzo nell’offerta e locali che sperimentano nuove formule senza dimenticare il contesto locale. La nostra passeggiata ha quindi incluso insegne tradizionali come Ferrari e Palumbo e un format innovativo come Ugo Gourmet. Abbiamo incluso nel nostro tour anche un forno pasticceria, perché spesso è in questa tipologia di esercizi che molti comprano dolci e paste della domenica.

Anche il salato conta, come Ferrari insegna

Sotto i portici del centro, la Pasticceria Ferrari ha atmosfere da caffè viennese (molti gli habitué che leggono i giornali seduti al tavolino) e arredi classici, con specchi, dorature e boiserie come si conviene a un’insegna storica. Se cornice e dettagli sono in continuità con il passato (anche se il locale è stato ristrutturato qualche anno fa), la pasticceria mescola tradizione e contemporaneità, con un ricco assortimento di monoporzioni e torte moderne. Più classica l’offerta di biscotti e mignon, con bigné, cannoncini, cannoli e tartellette di frolla a far la parte del leone. Molto ricca la selezione di lievitati per la prima colazione, che a richiesta possono essere farciti al momento. Da segnalare la carta per le specialità preparate espresse, come pancake, crepes e waffle. Notevole il bancone delle proposte salate, dove saltano all’occhio file di colorati panini mignon variamente farciti, tramezzini rotondi, pizzette e paninetti, ideali per una pausa pranzo veloce o per l’aperitivo. Il locale si sviluppa a piano terra in due saloni, con uno scenografico scalone che porta al piano superiore e diversi tavolini, anche all’esterno sotto i portici. L’ambiente è piacevole anche per merito del personale, che accoglie con squisita cortesia. Pasticceria Ferrari, Via Gordini 11/13 - Ravenna

Dai dolci al ragù, tutto a spreco zero. Da Ugo Gourmet

Piccolo locale giovane e accogliente fuori dal centro storico, Ugo Gourmet si distingue per il décor contemporaneo, la cordialità e la gentilezza di chi sta dietro il banco e l’offerta originale che cerca di differenziarsi nel panorama cittadino. I lievitati per la colazione, per esempio, il giorno della nostra visita comprendevano diversi tipi di cornetti e, inoltre, maritozzi alla crema e cinnamon roll. Sul vassoio delle paste mignon ne abbiamo contati una decina di tipi, tra bigné, cannoncini, millefoglie, diplomatico e tartellette di frolla. Durante il fine settimana l’offerta si arricchisce di torte da banco e monoporzioni (per esempio, zabaione e pere spadellate), ideate tenendo conto dei prodotti di stagione, con ricette che ruotano ogni 2-3 settimane. Inoltre, vengono realizzate torte su ordinazione. Una vetrina all’ingresso espone le torte semifredde, mentre sugli scaffali sono in vendita biscotti confezionati, ragù di carne, marmellate e frutta sciroppata di produzione propria. Per il pranzo infrasettimanale, oltre a panini e toast, ci sono le lasagne in teglia. Il locale punta anche sul momento dell’aperitivo, con un programma di serate a tema internazionale (questo, ovviamente, in tempi normali), che ai drink abbinano piatti speciali ispirati ai viaggi. L’ambiente è lungo e stretto, con il banco sulla sinistra dietro il quale si intravede il laboratorio, e un ampio dehors. Ugo Gourmet Pasticceria e Cucina, via San Mama 13 - Ravenna

Specialità siciliane in trasferta. Da Palumbo

Locale storico nella piazzetta della chiesa di San Francesco, presso cui si trova la tomba di Dante, una delle mete turistiche d’obbligo della città. I tavolini sotto i portici, le due sale interne e i tavoli nel soppalco del Caffè Pasticceria Palumbo invitano ad accomodarsi. L’ambiente è semplice ed elegante. La sala d’ingresso, a doppia altezza e luminosa, è dominata da un grande lampadario e dal bancone a L. Il banco vetrina dedicato alla pasticceria è piuttosto piccolo. In esposizione vediamo 20 tipi tipi di mignon, oltre a sfogliatelle e babà, bigné ed éclairs, oltre a 4-5 crostate e a una cassata già porzionate a fette. Si ha l’impressione che le torte siano destinate più al consumo all’interno del locale che all’asporto, e che la pasticceria sia pensata per differenziarsi nel panorama cittadino. Un ripiano è dedicato al salato: qualche toast e tramezzini, un paio di panini e qualche panino mignon. Brioche e lievitati sono invece vicini al banco della caffetteria. La lavagna con l’elenco dei vini al bicchiere e la nutrita bottigliera sembrano indicare che qui l’aperitivo ha un ruolo importante, mentre il banco dei gelati - non funzionante al momento della nostra visita - contiene una dozzina di carapine. Due addette rapide, attente ed efficienti hanno garantito un ottimo servizio. Caffè Pasticceria Palumbo, piazza San Francesco 3 - Ravenna

Tutti in fila per i dolci e il pane di Argnani

Forno Argnani ha due punti vendita in città. Noi siamo entrati in quello accanto alla sede del Comune, in pieno centro. Abbiamo fatto una coda di una decina di minuti, attirati sia, appunto, dalla coda (ci sarà un motivo se i locali si sottopongono a una lunga fila, no?), sia dalla vetrina in cui fanno bella mostra di sé i dolci da forno della casa, tutti abbastanza semplici, dal fascino casalingo e, come promettono i cartelli, appena sfornati. Tra le specialità: ciambella romagnola, ciambella di ricotta, torta di mele, crostata della zia, torta di riso, amor polenta, torte con yogurt e frutta. E poi i biscotti: scroccadenti di Ravenna (che nell’aspetto ricordano i cantucci), frollini, fave di pasta di mandorle, meringhe. L’interno è piuttosto piccolo e quasi completamente dedicato alla vendita al minuto, anche se ci sono un paio di tavolini. L’ambiente, però, non invita alla sosta, visto il viavai di clienti. Il banco del pane è affiancato da quello della pasticceria dolce e salata. C’è una buona selezione di brioche e lievitati per la colazione, focacce e pizzette. Sul lato corto, è esposta la biscotteria. Forno Pasticceria Argnani, Via Cairoli 1 - Ravenna 

   

Utensili in marmo: l’idea sostenibile per la pasticceria

plaka pietra
Un'azienda di Bronte sta ideando una linea di utensili da pasticceria creati con gli scarti della lavorazione di marmo e altre pietre

Sostituire la plastica nell'uso alimentare è una missione che tutto il settore del food si è dato in questi ultimi anni. Da qualche mese Nicola Dell’Erba, titolare della ditta Petra di Bronte (Catania), sta portando avanti un'idea molto particolare.

Una linea di utensili per pasticceria

Cosa mai c'entrerà un'azienda - una decina di dipendenti ai piedi dell’Etna - specializzata nella lavorazione di qualsiasi tipo di pietra, dal marmo al basalto lavico, con la pasticceria? Eccolo, il legame: Dell'Erba si è inventato una linea di utensili da pasticceria in pietra. «Dallo scorso dicembre – dice l'imprenditore – realizziamo oggetti di uso comune che sostituiscono le materie plastiche. Ci stiamo specializzando negli utensili usati quotidianamente in cucina e in pasticceria». Il primo, e unico ad essere "rivelato" per il momento, è uno spalmino interamente in pietra, creato in vari colori e personalizzabile. «Serve a distribuire la crema, nei panettoni, nelle colombe e sulle fette di pane, ma anche per raccoglierla dai contenitori».

Per lavorare la crema al pistacchio

Il progetto nato in Sicilia si chiama plaka, dalla parola greca "piastra". Non dimentichiamoci dove siamo: nella patria della specialità brontese nota in tutto il mondo, il pistacchio di Bronte appunto. L’iniziativa di Dell'Erba ha incuriosito diverse aziende locali impegnate nella lavorazione della crema al pistacchio, alla fragola, alla nocciola, al cioccolato, all’arancia, per scoprirne l'utilizzo nella farcitura di panettoni e colombe.

Tutto nasce dal riciclo degli scarti

Spiega ancora il titolare: «Ricicliamo gli scarti della pietra che provengono dall’industria marmifera e facciamo dei piccoli manufatti utilissimi a determinati scopi. A cominciare dall’industria agroalimentare, in quanto possono entrare a contatto con gli alimenti». Lo spalmino «deve avere delle linee raffinate e al tempo stesso deve essere maneggevole, altamente resistente agli urti, molto leggero (non supera i 35 grammi)». Viene usata una strumentazione al laser per incidere i contorni. «La voglia di creare oggetti in pietra, alternativi alla plastica – afferma Nicola Dell'Erba –  ha dato forza ed energia all’intero progetto. L’ecosostenibilità non deve in alcun modo creare oggetti sostitutivi alla plastica con qualità inferiori e costi maggiori. Questo oggi è possibile grazie alla robotica industriale e alla creatività degli artisti».  

pulyGrind Crystals per la pulizia ottimale del macinacaffè

macinacaffè pulyGgrind Crystals
Il pulitore per macine di pulyCaff, in cristalli di amido, oltre a rimuovere tutti i depositi di caffè, assorbe oli e grassi, garantendo un'accurata pulizia della camera di macinatura

La pulizia quotidiana e accurata delle attrezzature per il caffè è fondamentale per ottenere un risultato di qualità in tazza. Nel novero delle attrezzature rientra anche il macinacaffè, al quale però raramente si dedica la stessa cura riservata alla macchina espresso. Per garantire la massima efficacia nella pulizia delle macine pulyCaff, il brand di detergenti speciali per macchine professionali per caffè espresso e altre attrezzature di caffetteria, ha messo a punto pulyGrind Crystals, un pulitore in piccoli cristalli, brevettato, che elimina ogni traccia di sporco dalla camera di macinatura.

Per la sua pulizia non sono infatti sufficienti uno spazzolino o un pennello. In questo modo si può rimuovere lo sporco grossolano, come la polvere e i grumi di caffè, ma non la patina di grasso che con il tempo si deposita sulle macine e irrancidisce. Un tempo molto breve: in media dopo 72 ore dalla prima macinatura. I cristalli di pulyGrind Crystals, a base di amidi alimentari privi di glutine, invece, rimuovono tutti i depositi di caffè, ma soprattutto sono ad altissimo potere assorbente per oli e grassi. Inoltre, rimuovono le muffe, non rilasciano polvere fastidiosa e non sono nocivi e pericolosi in quanto le loro sostanze attive sono naturali e di grado food. Disponibile in confezione da 10 buste, la sua azione permette di tenere le macine sempre ben pulite, contribuendo così a migliorare la crema e il gusto del caffè.

Del resto che la pulizia delle macine sia un’operazione utile e necessaria si evidenzia anche dall'evoluzione delle stesse macchine. I modelli di macinacaffè di ultima generazione presentati da alcuni costruttori sono stati infatti concepiti proprio per facilitare l’accesso alla camera di macinatura e la sua pulizia, a differenza dei modelli più tradizionali dove la camera è una sorta di “scrigno” che viene aperto solo in occasione di pulizie straordinarie o di cambio delle macine.

Lo special guest della prima tappa di Baritalia a Firenze

Riccardo Rossi special guest
Durante la serata, in programma lunedì 7 giugno alle ore 19, preparerà per tutto il pubblico presente alcune delle sue specialità.

Sarà Riccardo Rossi del Freni e Frizioni di Roma lo special guest della serata - aperta al pubblico - organizzata in occasione di Baritalia a LOCALE Firenze.

Riccardo Rossi, durante la serata in programma lunedì 7 giugno alle ore 19, preparerà per tutto il pubblico presente alcune delle sue specialità.

Arrivato prima come bartender, dopo una serie di esperienze all’estero, Riccardo Rossi è diventato socio e bar manager del Freni e Frizioni a Trastevere. Il locale è nato nel 2005 come street bar negli spazi di un’ex officina meccanica, dalla quale prende il nome. L’intenzione iniziale era dispensare aperitivi e cicchetti, come la tradizione del nord Italia impone, ma nel tempo e grazie alla continua specializzazione dei soci che lo animano, questo locale si è evoluto, posizionandosi in città come uno dei posti da non perdere per gli amanti della miscelazione.

Attualmente Freni e Frizioni è all’87° nella classifica dei migliori locali del mondo stilata da The World’s 50 Best Bars.

Riccardo Rossi, special guest a Baritalia Firenze, è stato più volta protagonista dei Barawards di Bargiornale nella categoria Bar Manager dell’Anno.

IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA GIORNATA

Ore 11 Registrazione dei partecipanti

Ore 12-14
Baritalia Lab – La sfida – parte I
In collaborazione con Campari, Red Bull, Compagnia dei Caraibi

Ore 12.15 BOOTCAMP
Cointreau – The Art of The Mix
A cura di Luca Moroni by Molinari
(replica ore 13.30)

Ore 12.30 BOOTCAMP
Amaro Nonino, come un liquore italiano ha conquistato l’America
A cura di Francesca Bardelli Nonino by Nonino
(replica ore 13.45)

Ore 12.45 BOOTCAMP
Tequila Corralejo, Gin Grifu Limu, Cutty Sark Prohibition: un viaggio alla scoperta dell’autenticità
A cura di Filippo Laccu by Coca-Cola Hbc Italia
(replica ore 14.00)

Ore 13.15 BOOTCAMP
Cosa c’entrano i cocktail con il cibo? Il food pairing
A cura di Matteo Di Ienno by GrosMarket
(replica ore 16.00)

Ore 15
Baritalia Lab – La PREMIAZIONE – parte I
In collaborazione con Campari, Red Bull, Compagnia dei Caraibi

Ore 15.30-17.30
Baritalia Lab – La sfida – parte I
In collaborazione con Coca-Cola Hbc Italia, Molinari, Nonino

Ore 15.15 BOOTCAMP
Il Messico: storie e cultura sorseggiando Tequila Ocho
A cura di Francesco Pirineo by Compagnia dei Caraibi
(replica ore 16.15)

Ore 15.30 BOOTCAMP
Il trend del biologico e del naturale: Organics by Red Bull
A cura di Michel Granpasso Orlando by Red Bull
(replica ore 16.30)

Ore 15.45 BOOTCAMP
Mixing Mexican
A cura di Alessandro Pitanti by Campari Academy

Ore 18.00
Baritalia Lab – LA PREMIAZIONE – parte II
In collaborazione con Coca-Cola Hbc Italia, Molinari, Nonino

Ore 19.00
Baritalia Lab – SUPER GUEST RICCARDO ROSSI FRENI E FRIZIONI, ROMA

Ospiti speciali della giornata I MIGLIORI BAR DI FIRENZE (guarda il VIDEO)

Nel Signature Bar potrete degustare - tutto il giorno - i super cocktail dei partner dell’evento.

Gruppo Montenegro valorizza i marchi iconici della tradizione liquoristica italiana

I Liquori della Tradizione Italiana_Maraschino Buton Montenegro
Maraschino Buton
Con il progetto I Liquori della Tradizione Italiana, che coinvolge sei iconici brand del Gruppo, Montenegro promuove la cultura liquoristica made in Italy

L’Italia vanta una tradizione liquoristica plurisecolare e, soprattutto, di altissima qualità. A valorizzare tale tradizione punta Gruppo Montenegro, attraverso I Liquori della Tradizione Italiana, un progetto che coinvolge sei storici marchi del suo portfolio: Maraschino Buton, Grappa Libarna, Oro Pilla, Nocino Benvenuti, Rabarbaro Bergia e Coca Buton.

Un’operazione di rilancio che ha come obiettivo rimettere al centro della scena nazionale e internazionale i sei prestigiosi brand espressione del miglior made in Italy, dove artigianalità e alta qualità fanno tutt’uno, guardando anche alle nuove forme di consumo come la miscelazione. I Liquori della Tradizione Italiana è infatti una collezione di pregiate specialità, tutte frutto di lavorazioni complesse e che ancora oggi vengono realizzate nel pieno rispetto delle ricette originarie, regalando esperienze sensoriali uniche, che consentono di coprire i diversi territori della Penisola. Dal Piemonte, dove nascono l’iconica Grappa Libarna della Distilleria Gambarotta, fondata nel 1832 a Novi Ligure da Santo Gambarotta, e il Rabarbaro Bergia, creato dai coniugi Bergia fondatori dell’omonima distilleria nel 1870. Al Veneto, nello specifico a Venezia, dove nel 1919 la distilleria Fratelli Pilla & C. dà vita al brandy Oro Pilla. Fino all’Emilia Romagna, con protagoniste Bologna e Modena. Nella prima nel 1820 viene fondata la Distilleria G. Buton&C. che ha creato il Maraschino Buton e la Coca Buton, il cui lancio nel 1870 ne ha fatto la prima distilleria italiana ad avviare la produzione di un liquore a base di foglie di coca. A Modena, invece, si trasferisce la Distilleria Benvenuti, dopo la sua acquisizione da parte della famiglia Masserotti Benvenuti dando vita, nel 1928, al Nocino Benvenuti.

Tempo di Maraschino Buton

Per maggio, mese delle ciliegie, il focus è su Maraschino Buton, liquore (alc 32% in vol) che ha come ingrediente principe le marasche, varietà di ciliegie dal caratteristico sapore acidulo e amarognolo. Dalla loro lavorazione, secondo la storica ricetta, si ottiene un distillato che poi viene miscelato con una soluzione zuccherina idroalcolica e aromi naturali. Il liquore viene, infine, filtrato per farlo diventare estremamente limpido e brillante. Dal profumo caldo e avvolgente di rosa e fiori bianchi, che rimanda allo zucchero filato, con la piacevole nota alcolica tipica del distillato di marasca, il liquore si caratterizza per la grande rotondità e morbidezza e per la persistenza aromatica di fiori d’arancio e marasca. Caratteristiche che, insieme all’alta qualità, ne hanno fatto sin da subito uno dei prodotti di punta della distilleria G.Buton, meritandosi ben presto prestigiosi riconoscimenti internazionali, come la medaglia Gran Prix all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900.

Ma la particolare morbidezza e la spiccata aromaticità lo rendono perfetto anche per la miscelazione, sia dei classici, basti citare il Martinez o il Last Word, sia per originali creazioni come lo Skino Buton e Belle Buton elaborate dai bartender di Gruppo Montenegro. Nel primo Maraschino Buton si miscela con sciroppo di zucchero, Angostura Bitter e albume d'uovo, e viene completato da una ciliegia come guarnizione. In Belle Buton, invece, con Select, vodka, succo di lime e sciroppo di zucchero e una scorzetta di lime come decorazione.

Caratteristica iconografica del prodotto è, infine, l’impagliatura che avvolge la bottiglia, che in origine aveva lo scopo di conservarla integra durante il trasporto. I liquori di marasche sono infatti originari della Dalmazia e in passato venivano commercializzati via mare, per cui i mercanti veneziani avvolgevano le bottiglie nella paglia per evitare rotture durante il viaggio.

Le ricette

Skino Buton

Skino Buton Maraschino Buton

Ingredienti:

6 cl Maraschino Buton, 1 cucchiaino sciroppo di zucchero, 1 spruzzo Angostura Bitter, 1,5 cl bianco d'uovo

Preparazione:

shake

Guarnizione:

ciliegina

Bicchiere:

coppa

Belle Buton

Ingredienti:

1,5 cl Maraschino Buton, 1,5 cl Select Aperitivo, 3 cl vodka, 2,5 cl succo di lime, 0,75 cl sciroppo di zucchero

Preparazione:

shake

Guarnizione:

scorzetta di lime

Simone Caporale e i nuovi valori per il bartending

Sostenibilità, etica del lavoro, attenzione al sociale. I valori sui quali costruire una nuova ospitalità. La testimonianza di Simone Caporale, bartender e imprenditore

Raggiungiamo Simone Caporale a metà strada tra Barcellona e Londra. In realtà è a Londra, ma contemporaneamente sta mandando avanti i lavori di Sips, locale catalano che aprirà con Marc Álvarez, in calle Muntaner 108. Subito però ci depista dicendo che il suo vero obiettivo ora è l’Italia. L’ultima volta l’avevamo seguito a distanza lungo il sentiero in Amazzonia. Stava a suo agio sia tra un gruppo di indigeni in canoa sia nella foto in posa con José Rafael Ballesteros, Presidente de Destilerías Unidas (Dusa), davanti alle Cascate dell’Angelo. Non molto tempo prima al Bcb di Berlino mentre eravamo sul palco a parlare di prodotti low alcohol con Diego Ferrari e gli amici di The Mixing Star, ci fece assaggiare un prototipo di spirito senza alcol. Vi sentite smarriti? Non siete i soli. Inseguire Simone Caporale è un’impresa. Mondiale. Personalità versatile, genio negli affari di cocktail, dirompente come una chitarra dei Clash spaccata sull’amplificatore, ma allo stesso tempo dotato di una sensibilità straordinaria. Ha gli occhi di chi spia. Si sveglia e inizia subito. «Ero a Firenze. Passeggiavo nel posto dove un secolo prima era nato il Negroni e dove bere l’Americano era una consuetudine altrettanto antica. Prima del viaggio in Toscana, come tutti, avevo passato un periodo difficile. Immobilizzato. E, come se non bastasse, avevo divorziato. Finalmente avevo messo a punto Zeo, spirito senza alcol di cui parlavamo a Berlino. Era in produzione, andava benissimo, specialmente nel mercato inglese. Dietro c’era una società russa con sede a Londra. Poi come nelle favole peggiori uno dei soci è mancato e il prodotto adesso è stato bloccato per motivi legati alla successione. Credevo che tutto forse perso quando iniziarono ad arrivare i primi segnali positivi. La Flavour Blaster, una macchina del 2019, non certo economica che avevo progettato, in modo del tutto imprevisto, aveva conseguito una performance inaspettata. Qualcosa di incredibile visto che in tutto il mondo i locali erano chiusi. Ne ero felice perché durante i primi mesi del lockdown quella macchina era stata oggetto di un concorso a cui tutti potevano partecipare, anche chi non ce l’aveva, e il ricavato l’abbiamo dato tutto in beneficenza ai barman più in difficoltà».

E poi, come tutte le vite economiche che si rispettino, l’imprenditore torna in movimento. E qui è tempo di riavvolgere il nastro e tornare al capitolo fiorentino. Da una passeggiata Lungarno di Caporale, insieme a Stefano Santoni, ceo dell’omonima azienda liquoristica italiana, nasce l’idea di creare un prodotto da aperitivo che parlasse di Firenze. Più precisamente un aperitivo che pescasse nella tradizione medioevale degli speziali. «Per Amaro Santoni, distribuito da Velier, ho puntato in particolare sul rabarbaro cinese. E poi ho preso ispirazioni locali come il giglio fiorentino e l’alloro, icona di regalità. Ma siamo andati anche oltre. La Toscana è tra le regioni dove nasce il migliore olio d’oliva al mondo. Da qui l’idea di infondere, in una composizione di 34 erbe, anche le foglie d’ulivo. Come elemento colorante e allo stesso tempo dal gusto astringente ho aggiunto il carcadè». È un prodotto che sta bene con tutto: vino, tonica, soda. «Questo è il mio primo tributo all’Italia. Dalla grande esperienza con Giuseppe Gallo al progetto Italicus, ho appreso quanto sia importante far conoscere al mondo la nostra grande tradizione liquoristica e il nostro sperimentalismo. Per questo con Luca Missaglia (ex Italicus) abbiamo creato la società di consulenza Cocktail Concierge, oggi già presente in Usa, Francia, Svizzera, Italia, Grecia, Regno Unito, Hong Kong (vedi riquadro sotto)».

All’inizio si accennava a un aspetto importante nell’approccio di Simone Caporale al nostro settore. L’impegno verso il sociale. Nel 2018 P(our), un collettivo no-profit di personaggi del settore guidato da Caporale e Alex Kratena, ha ricevuto il Premio Nonino come massimo riconoscimento per il suo impegno nel creare progetti di sviluppo basati su tre valori: conoscenza, sostenibilità e crescita. Tra i quali uno dei più significativi è il Progetto Amazzonia, ideato per salvare l’Aji Negro, una salsa fermentata di manioca amara, frutto di una cultura millenaria preparata dalle tribù indigene della foresta amazzonica. Il legame con l’Amazzonia si è consolidato ulteriormente con il forte impegno sociale di Canaïma Gin. Prodotto dalla distilleria venezuelana Dusa questo gin premium, distribuito in esclusiva in Italia da Compagnia dei Caraibi, si è infatti contraddistinto fin dal suo lancio per il contributo alla tutela dell’Amazzonia, dalla quale provengono 10 delle sue 19 componenti botaniche, e per il supporto delle popolazioni indigene che la abitano. *

 

 

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Cocktail Congierge

Una nuova realtà consulenziale che si occupa di ideazione, creazione, sviluppo prodotto, strategie di marketing e rete vendita nel mondo. Dalla culla, allo scaffale, alla bottigliera. Cocktail Congierge è l’ultimo progetto, in senso temporale, di Simone Caporale. Al suo fianco c’è Luca Missaglia, professionista di grande valore e competenza. Il progetto di debutto al quale si sono dedicati è Amaro Santoni. Si tratta di un liquore a base di 34 erbe, ispirato a una delle ricette più intime e personali di Gabriello Santoni, creata nel 1961. La formula originale (il tenore alcolico è di 16% vol.) è stata rivista da Simone Caporale che ne ha proposto una variante moderna e ideale per l’aperitivo. Tra gli elementi distintivi del bouquet aromatico spiccano botanicals locali come ireos, ginepro, foglia d’ulivo e alloro. A dare una spinta aromatica unica nel suo genere è il rabarbaro cinese, usato dalla famiglia Santoni da oltre 70 anni.

Simone Caporale

Nasce nel 1986 a Como, nell’anno di Chernobyl, dal quale dice di aver preso gli anticorpi. Personaggio di riferimento internazionale, ha iniziato la sua scalata al successo vincendo insieme ad alex kratena, per quattro anni consecutivi, il World’s 50 Best Bars con l’Artesian di Londra.

È il 2018. Simone Caporale con il collettivo no-profit P(our) viene premiato con il prestigioso Premio Internazionale Nonino, che celebra le eccellenze culturali

Zeo è un distillato senza alcol creato da Simone Caporale nel 2020. Era in produzione, andava benissimo, specialmente nel mercato inglese. Dietro c’era una società russa con sede a Londra. Poi come nelle favole peggiori uno dei soci è mancato e il prodotto adesso è stato bloccato per motivi legati alla successione.

Sfera prodotta con Flavour Blaster, una pistola (pacifica) che infonde aromi aromatici a qualsiasi cibo o bevanda, creando bolle decorative e nuvole aromatiche, perfette per un servizio teatrale

Cascate dell’Angelo con José Rafael Ballesteros, presidente di Dusa, colosso venezuelano nella produzione di spirits con il quale ha prodotto Canaïma, gin con botanicals dell’Amazzonia

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