In nome e per conto della bar community

In un paio d'anni The Mixing star, targato Disaronno, si è trasformato in un grande contenitore di idee e stimoli per professionisti

Negli ultimi tempi alcune aziende del nostro settore hanno dato vita ad attività che puntano non solo alla valorizzazione e promozione dei rispettivi prodotti, ma a una reale condivisione dei saperi attraverso mezzi diversi: masterclass, centri di formazione, viaggi e altre iniziative.

Tra le realtà che stanno lavorando in modo attento sulla bartender community c’è Illva Saronno che ha concentrato l’attenzione su alcune attività sotto il marchio-ombrello The Mixing Star, ex cocktail competition che, a partire dal 2017, ha cambiato identità trasformandosi in una vetrina per alcuni dei più interessanti protagonisti del bartending internazionale.
«Disaronno - commenta Simona Bianco, Head of Brand Advocacy di Illva Saronno - è l’Innovation Hunter di questi talenti: li porta alla luce facendosi raccontare l’idea, li guida nella produzione di alcune video-interviste che ne fanno emergere l’unicità e si fa carico di diffondere la loro idea innovativa nella bartending community internazionale».

Un viaggio senza confini geografici e vincoli miscelatori partito due anni fa da Milano con Flavio Angiolillo e Filippo Sisti che ha fatto letteralmente il giro del mondo: Amsterdam, Atene, Londra, Barcellona, Edimburgo, New York. L’episodio più recente è stato girato a Tokyo al nuovo SG Club di Shingo Gokan con una nuova tecnologia che permette di interagire, come nei migliori videogame, direttamente con il protagonista del filmato. L’iniziativa The Mixing Star ha raggiunto grandi numeri: su 21 filmati, la copertura sui social (principalmente Facebook) è stata di oltre 35.500.000 utenti con 15.000.000 di visualizzazioni. Parte integrante di questo ampio progetto per la comunità dei bartender è l’iniziativa The Mixing Star - Bar Tag, un format che in ogni sua tappa mette a confronto dietro il bancone due astri mondiali del bartending, per mostrarne la diversità di approccio alla creazione dei cocktail, filosofia e stile di lavoro, in un affascinante viaggio nel cuore dell’alta miscelazione. Il debutto è avvenuto a febbraio al The Gibson di Londra con il padrone di casa Marian Beke e il bartender californiano Dev Johnson (a destra nella foto in apertura), in forza presso un altro locale punto di riferimento della miscelazione a livello mondiale: l’Employees Only di New York. I coast-to-coast della miscelazione sono prose- guiti con altri interventi di scambio e ricerca: Fabio “Benjamin” Cavagna del 1930 (Drink Team 2019) al Native di Singapore e sempre Marian Beke ospite di Mario Farulla (Drink Team 2018) al Baccano di Roma.

Terzo importante asse di comunicazione di The Mixing Star sono i Bar Talks, incontri edu- cativi per fornire strumenti pratici ai professionisti. Come all’ultimo Bar Convent Berlin dove Simone Caporale e Diego Ferrari (autore del libro Low Alcohol Cocktails) si sono confrontati nella masterclass Heavy Weights vs Light Weights of Mixing, un match in 5 round dove si è trattato di vari argomenti: classificazione alcolica, metodi, tecniche per trasformare un drink robusto in un leggero. Tanti spunti d’attualità per un incontro che ho avuto il piacere di arbitrare senza subire botte da orbi.

 

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