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Genova accoglie il nuovo Costadoro Social Coffee

Costadoro Social Coffee
Protagonista è il caffè, in più tipi e modalità di estrazione, presentato e offerto da uno staff giovane ed entusiasta. Grande attenzione alle persone e all’ambiente

È un locale vivace, insolito e giovane (l’età media di chi vi lavora è di 22 anni), il Costadoro Social Coffee che ha aperto a fine maggio in piazzetta Banchero 2 a Genova, in un quartiere molto vitale da un punto di vista commerciale e in grado di assicurare un buon flusso di clientela lungo tutto l’arco dell’anno, grazie alla vicinanza di scuole e uffici. «Per il settore è stato un periodo molto difficile - osserva l’amministratore delegato Giulio Trombetta -; con questa apertura abbiamo voluto dare un segnale positivo e proseguire un cammino in cui crediamo. Abbiamo fatto un investimento importante, di oltre 400mila euro e i primi riscontri dicono che siamo sulla strada giusta: da subito il locale ha richiamato una clientela numerosa».

La sua impostazione segue quella del primo store della Torrefazione, nel cuore di Torino: ambienti in stile industrial con tanto legno, ferro, tubi e l’ecologia al centro del progetto: dal legno antico ricondizionato ai licheni stabilizzati utilizzati per l’insonorizzazione, dai bicchieri da asporto in materiale compostabile alla presenza di postazioni di free-water a disposizione dei clienti. Qui, come nel primo locale di proprietà (e nel terzo che aprirà a fine luglio nel Principato di Monaco) il principio è lo stesso: «creare un consumatore consapevole partendo dalla spiegazione del prodotto, che prima di essere venduto va raccontato: i banconi bassi favoriscono il dialogo - riprende Giulio Trombetta -. Dopo di che prenderà il via il progetto di franchising replicabile in Italia e all’estero, legato a questo format su cui stiamo lavorando da tempo».

Il locale aperto 7 giorni su 7 dalle 7,00 alle 20,00 (la domenica dalle 7,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 20,00) si sviluppa su una superficie di 250 mq e ha tre sale, tra cui una quiet room, più tranquilla, con divani e poltrone; in tutto i posti a sedere sono 60; 35 interni e 25 all’esterno.

La possibilità di scelta tra caffè è ampia, a cominciare dalla miscela Costadoro RespecTo 100% Arabica Bio e Fairtrade, gli Specialty Coffee e i Monorigine per proseguire con i metodi di estrazione: espresso (realizzato con una M100 de LaCimbali e venduto a 1 euro e 10), filtro, chemex, french press, V60, clever, cold brew, moka, napoletana. A offrire una bussola chiara per orientarsi ci pensa una squadra affiatata, ma soprattutto entusiasta di giovani baristi (tra cui c’è una forte componente femminile) che è stata formata dal responsabile qualità e formazione di Costadoro, Fabio Verona; tra loro ci sono Michela Piovuti e Matteo Tesolin che già conoscono la filosofia Social appresa a Torino e che ora si sono trasferiti a Genova.

Sottolineano l’attenzione alla persona (anche a chi ha difficoltà) che si vive al Social la presenza di due particolari menu: uno in Braille, realizzato con la Polisportiva Uici Torino (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), uno in Comunicazione Aumentativa Alternativa, basata su simboli e immagini, frutto della collaborazione con Alos, una startup a vocazione sociale, che si rivolge a persone con un importante disturbo della comunicazione. Il software touch-screen facilita e migliora la comunicazione, dunque permette di indicare al personale di sala il proprio ordine con l’ausilio di un tablet.

L’arrivo della stagione calda rende ancora più intrigante l’incontro con la vetrina dei gelati bio al caffè della linea Pepino-Costadoro con il classico Pinguino, il nuovo Sorbetto al cold brew, la Coppetta e il Mezzolitro; la loro miscela di base è RespecTo.

«All’apertura abbiamo ricevuto un’attenzione molto grande da parte di istituzioni, giornalisti e blogger - conclude Giulio Trombetta -. Sono venuti a visitare il Social altri baristi che propongono i nostri caffè, per osservare questa nuova realtà da cui prendere spunto». L’auspicio è che prenda il via il passaggio da una logica di concorrenza a una di “rete” di locali che si distinguono per la qualità dell’offerta: un cambiamento di prospettiva che chiede impegno, ma può dare interessanti vantaggi.

Premio Innovazione dell’Anno 2021: aperte le candidature

Candidature aperte fino al 5 settembre per il premio Innovazione dell’Anno 2021 riservato a prodotti/servizi/attrezzature/arredi nuovi o innovativi per il fuori casa lanciati sul mercato italiano tra ottobre 2020 e agosto 2021
Barawards Innovazione dell'anno 2021

L’innovazione è il motore del mercato e dello sviluppo ed è per questo che Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani sostengono con forza le aziende che investono nel lancio di nuovi prodotti, servizi e attrezzature capaci di migliorare il lavoro dei professionisti.

Un sostegno che si traduce in un premio che, anno dopo anno, guadagna attenzione. Le  regole di ingaggio sono ormai consolidate. Fino al prossimo 5 settembre, tutte le aziende produttrici potranno candidare gratuitamente i prodotti, le attrezzature, i servizi e le tecnologie lanciate sul mercato tra ottobre 2020 e agosto 2021. Tutti i prodotti ammessi alla fase finale saranno votati on line e valutati da un panel di esperti. La classifica finale sarà il frutto della somma dei voti online (20%) e delle votazioni della giuria (80%). Anche quest’anno sarà assegnato un premio speciale green ai prodotti, servizi e attrezzature finalizzati al controllo dei consumi elettrici e idrici o alla riduzione dell’impatto ambientale. Mandate le vostre candidature!

Come funziona il premio Barawards Innovazione dell’Anno 2021

Possono essere candidati al Premio Barawards Innovazione dell’Anno 2021 tutti i prodotti, attrezzature, servizi, materiali e arredi introdotti e/o lanciati sul mercato del fuori casa tra ottobre 2020 e agosto 2021. Sarà assegnato anche un premio speciale green ai prodotti, servizi e attrezzature finalizzati al controllo dei consumi elettrici e idrici o alla riduzione dell’impatto ambientale.

Le aziende potranno candidare i loro prodotti/ attrezzature /arredi entro il 5 settembre 2021 tramite il sito premium.bargiornale.it. Basta registrarsi cliccare su Barawards 2021 e compilare in tre semplici passaggi la scheda d’iscrizione dedicata nella sezione Premio Innovazione, corredata dei materiali richiesti. La partecipazione è gratuita.

Entro il 3 ottobre il comitato tecnico verificherà che i prodotti candidati soddisfino i requisiti richiesti (innovazione e data di inserimento in distribuzione), quindi i prodotti validati verranno suddivisi in categorie merceologiche e sottoposti a votazione da un panel di esperti selezionato dalle redazioni e candidati al Premio Innovazione dell’Anno 2021. La lista dei panelist sarà pubblicata su tutti i nostri media dopo le votazioni.

I prodotti candidati saranno votati online nel mese di ottobre 2021 sul sito di Bargiornale. La classifica finale sarà il frutto della somma dei voti online (20%) e delle votazioni dei panelist (80%).

Sarà assegnato un solo premio per ogni categoria merceologica.

I prodotti vincitori potranno utilizzare nella loro comunicazione il logo “Innovazione dell’Anno” per la durata di un anno.

I premi saranno assegnati durante il Barawards Gala, esclusiva e prestigiosa cerimonia di premiazione che si terrà a Milano il 13 dicembre 2021. L’ingresso alla serata è su invito e a pagamento.

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Barawards 2021: candidature aperte per professionisti e locali

Barawards 2021
Al via Barawards 2021, la nuova edizione del premio all'eccellenza dell'ospitalità made in Italy. Manda la tua candidatura entro il 5 settembre

Barawards, il premio volto a valorizzare la professionalità e l’innovazione nei bar, ristoranti e hotel italiani, promosso da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani, riviste edite dal gruppo Tecniche Nuove, festeggia la ripartenza dell'horeca aprendo le candidature per la nuova edizione.

Vogliamo mettere in luce e dare lustro e premiare i migliori esempi, professionali e imprenditoriali: persone e aziende che con le loro doti, la loro creatività, il loro coraggio, la loro capacità imprenditoriale hanno saputo rinnovarsi, trovare idee o soluzioni per continuare a fare ospitalità di eccellenza. O che hanno rilanciato la sfida, scegliendo di aprire anche in questo periodo.

Vogliamo premiare chi è stato più forte delle difficoltà: perché possa essere di stimolo a tutti, perché aiuti l'intero settore dell'ospitalità a ritrovare l'energia vitale e lo slancio che li ha sempre sostenuti.

Barawards 2021 – tutte le categorie in gara

I locali
I locali

Cocktail bar dell'anno
Locale serale che fa almeno il 50% del proprio fatturato con la miscelazione (compresi i bar d’albergo)

Bar caffetteria dell'anno
Locale specializzato nell’offerta di caffè, proposto in diverse miscele e più metodi di estrazione

Bar pasticceria/gelateria dell'anno
Locale con produzione propria di pasticceria e/o gelateria

Bar rivelazione dell’anno
Locale che ha aperto da settembre 2020 in avanti o che nello stesso periodo ha ristrutturato/rinnovato/modificato significativamente la propria offerta

Bar d’albergo dell'anno
Locale parte integrante di una struttura alberghiera e aperto alla clientela esterna

Ristorante rivelazione dell’anno
Locale che ha aperto da settembre 2020 in avanti o che nello stesso periodo ha ristrutturato/rinnovato/modificato significativamente la propria offerta

Ristorante d’albergo dell'anno
Locale parte integrante di una struttura alberghiera e aperto alla clientela esterna

Hotel rivelazione dell'anno
Struttura alberghiera che ha aperto da settembre 2020 in avanti o che nello stesso periodo ha ristrutturato/rinnovato/modificato significativamente la propria offerta

I professionisti
I professionisti

Bartender dell'anno
Professionista specializzato nella mixability con almeno 3 anni di esperienza

Bartender under 30 dell'anno
Professionista specializzato nella mixability con almeno 2 anni di esperienza

Bartender italiano all’estero dell'anno
Professionista specializzato nella mixability che lavora stabilmente all’estero da almeno un anno

Bar manager dell'anno
Titolare del locale o responsabile della gestione del locale dove presta la propria opera

Bar team dell'anno
Gruppo di professionisti che lavora all’interno di un locale

Barista dell'anno
Professionista specializzato nella caffetteria con almeno 3 anni di esperienza

Cuoco dell'anno
Professionista a capo della cucina di un ristorante con almeno 3 anni di esperienza

Pasticcere/gelatiere dell'anno
Professionista specializzato nella produzione di prodotti di pasticceria/gelateria con almeno 3 anni di esperienza

Albergatore dell'anno
Titolare o gestore di albergo da almeno 3 anni

General manager d'albergo dell'anno
Professionista che ha la direzione dell'albergo dove presta la propria opera

Brand ambassador spirit dell'anno
Professionista con il compito di promuovere lo sviluppo di una marca nel settore horeca per conto di un’azienda di spirit

Brand ambassador coffee&more dell'anno
Professionista con il compito di promuovere lo sviluppo di una marca nel settore horeca per conto di una torrefazione o di altra azienda del food&beverage

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L’evoluzione digitale di Cda: lanciata la piattaforma Smart Horeca

Smart Horeca
La nuova business suite Smart Horeca messa a punto da Ds Group consente al consorzio di distributori di rendere più efficiente e performante la relazione tra aziende, agenti e gestori di locali

Digitalizzare: è una delle esigenze emerse con più forza nell'ultimo periodo (per approfondire: leggi "Il digitale come il fuori casa non l'ha ancora visto"). Perché è uno degli elementi in grado di far fare alle aziende dell'horeca - pubblici esercizi, distributori e produttori - un salto di qualità in termini di efficienza ed economicità della gestione. Soprattutto se la digitalizzazione si applica alle relazioni tra i vari anelli della filiera.

Smart Horeca
Davide Mascaretti, responsabile sistemi informativi di Cda

Cda, il consorzio di distributori beverage guidato da Lucio Roncoroni, è stato tra i precursori nell'informatizzazione dei propri sistemi e nella raccolta sistematica dei dati. E ancora oggi, a distanza di un decennio, spinge sull'acceleratore dell'innovazione: la novità si chiama Smart Horeca: «Abbiamo messo a punto con il partner Ds Group uno strumento complesso e completo  - spiega Davide Mascaretti, responsabile dei sistemi informativi di Cda - che ci permette da un lato di raccogliere i dati in tempo reale dai nostri associati e dall'altro di fornire agli agenti dei distributori e ai gestori loro clienti una mole di informazioni di grande interesse e la possibilità di velocizzare gli ordini».

Aggiornamenti in tempo reale...

Smart Horeca consente a Cda un grande passo avanti nella capacità di lettura e di analisi del mercato. «Finora - spiega Mascaretti - avevamo un sistema di raccolta dati alimentato con cadenza mensile. Con Smart Horeca siamo in grado di avere la situazione aggiornata in tempo reale».

Romeo Quartiero, ceo di Ds Group

«Il sistema - spiega Romeo Quartiero, ceo di Ds Group, società informatica milanese specializzata in soluzioni di digital evolution e unified commerce - è integrato con i due software gestionali maggiormente utilizzati dai soci di Cda». «Come punto di partenza - prosegue Mascaretti - abbiamo una dozzina di soci già in grado di utilizzarlo per servire circa 4mila locali clienti».

...e relazione più efficiente tra grossista e bar cliente

Ma i vantaggi più significativi sono quelli per i grossisti consorziati da un lato e per i loro clienti dall'altro.

«Gli agenti dei nostri consorziati hanno in mano uno strumento semplice da usare e molto performante che permette di avere sotto controllo sia la situazione del cliente - spiega Mascaretti -, con tutte le informazioni e lo storico degli ordini aggiornati, sia tutte le informazioni aggiornate in tempo reale in merito a promozioni, offerte, contenuti formativi e altro. Con Smart Horeca l'agente può dialogare direttamente con i propri clienti anche in via telematica, attraverso lo smartphone. Ogni grossista consorziato, infatti, può caricare nel sistema promozioni, volantini studiati ad hoc, presentazioni e approfondimenti sui prodotti, anche in formato video, e tutto il materiale di supporto alla vendita che è in grado di produrre».

Per i gestori, è stata invece sviluppata una App integrata in Smart Horeca: «Grazie alla App i gestori clienti possono, direttamente dal cellulare, sfogliare il catalogo, guardare le promozioni, fare riordini e accedere ai contenuti informativi e formativi multimediali messi a disposizione dal consorzio e dal singolo grossista».

Underberg, l’amaro tascabile, compie 175 anni

amaro alle erbe Underberg
Era il 1846 quando Hubert Underberg avviava la produzione del suo amaro alle erbe, venduto solo in bottiglietta da 2 cl, e distribuito da Onesti Group. Una confezione celebrativa festeggia lo storico traguardo

Piccolo nel formato, grande nel gusto e dalla lunga tradizione. Parliamo di Underberg, l’amaro alle erbe tedesco commercializzato solo nell’iconica bottiglietta da 2 cl, e distribuito in esclusiva in Italia da OnestiGroup, che festeggia il traguardo dei 175 di storia.

Era il 1846 quando Hubert Underberg, fondava nella cittadina di Rheinberg la sua azienda H. Underberg-Albrecht, dando il via alla produzione dell’amaro, e sposava Catharina Albrecht. Tutto nello stesso giorno: il 17 giugno.

Per festeggiare lo storico traguardo, l’amaro si è regalato una confezione celebrativa come custodia per le sue iconiche bottigliette monodose. Bottigliette che, introdotte per la prima volta nel 1949 da Emil Underberg, e avvolte singolarmente in carta di paglia a proteggere il prezioso contenuto dalla luce, costituiscono un altro elemento caratterizzante di questo amaro. Il design della nuova confezione (da 12 bottigliette) unisce tradizione e modernità, fondendo la pop art con il Romanticismo tedesco. Il tema della grafica, Heroes around the time 1846, si richiama all’anno di fondazione, anno nel quale erano attive diverse importanti personalità destinate a lasciare un segno nella storia. Come lo scrittore Charles Dickens, l’ingegnere Gustave Eiffel o il naturalista, esploratore e geografo Alexander von Humboldt, tutte ritratte sulla confezione, ma nello stile fresco, luminoso e giocoso della pop art.

Ma non solo, perché da luglio a metà ottobre, sarà disponibile anche la Underberg Cooling Box, una box refrigerante, comoda da portare in giro, che mantiene fredde 12 bottiglie Underberg, dove il design della confezione celebrativa si combina con paesaggi innevati e ghiacciati, accompagnati dalla scritta: “Bitter better. Cool”.

Semper idem

Dal 1846 è passato tanto tempo e molte cose sono cambiate, ma non la formula e il metodo produttivo di questo amaro, rimasti identici, così come la sede dell’azienda, a Rheinberg dove viene prodotto ancora nello storico stabilimento aperto da Hubert Underberg, e la sua proprietà, sempre in mano alla famiglia Underberg, ora alla sesta generazione. In realtà a cambiare è la dimensione assunta del prodotto, la cui alta qualità gli ha permesso di superare i confini tedeschi facendone uno degli amari più noti al mondo.

Un successo che ha alla sua base l’antica ricetta messa a punto dal suo creatore, e custodita gelosamente, la conoscono solo cinque persone, che prevede l’impiego di 43 erbe aromatiche provenienti da tutto il mondo, alcol e acqua. Erbe poi lavorate con un processo, anche questo segreto, che ne permette di estrarre delicatamente le preziose sostanze attive e aromatiche. Una lavorazione che si ripete identica fin dalla sua elaborazione. Non a caso è stato denominato “semper idem”, che tradotto dal latino significa “sempre lo stesso”, motto entrato anche nel nome dell’azienda che ora si chiama Sempre Idem Underberg. Lavorazione che si conclude con una lunga maturazione di 9 mesi in botti di rovere sloveno.

Il frutto è un amaro alle erbe naturale (alc. 44% in vol), senza zuccheri aggiunti, gluten free e certificato koscher, dal colore ambrato, dalle spiccate note erbacee, accompagnate da note balsamiche.

Ottimo digestivo, Underberg è perfetto da servire dopo un pasto o una cena, ma anche per essere degustato dopo il consumo di birra, in quanto proprio le sue proprietà digestive favoriscono l’assimilazione dei lieviti di queste bevande. Le sue caratteristiche permettono di utilizzarlo anche in miscelazione, dove il suo impiego è in costante crescita, abbinandosi facilmente a qualsiasi distillato.

Bruno, Mario e la squadra delle meraviglie del BV Club

BV Club Staff
Apre a Milano il nuovo locale di Bruno Vanzan: 490 metri quadrati in centro e una supersquadra di 35 elementi guidata da Mario Farulla. L'abbiamo visitato in anteprima

Quella di stasera, 16 giugno 2021, sarà ricordata come l’apertura italiana dell’anno. Non è folklore, né esagerazione, né un gioco, né un’iperbole buttata lì per caso. Ieri sera, dopo tanto rumore e attesa, siamo andati a visitare in anteprima il BV Club di Bruno Vanzan. E abbiamo valide ragioni per sostenere la tesi in alto. A cominciare dalla squadra messa in campo. Numeri uno in tutti i ruoli. Mario Farulla come general manager, Stefano Ripiccini, maître e sommelier, i bartender Saverio Casella, Sabina Yausheva, Carola Abrate, Gianluca Tuzzi e altri protagonisti della scena bar nazionale e internazionale. Uno squadrone, non solo in senso numerico, di 35 elementi. È stata una campagna acquisti senza precedenti.  Il locale è un colosso. Anzi i colossi sono due. Perché il BV Club si trova all’interno di Cera, in via Sirtori 34, una location di prestigio nel cuore di Milano su 2 piani, 490mq, che ospita sia il BV Club (al piano terreno) sia un’eccellenza della ristorazione, l’Angolo di Casa capitanato dallo chef Angelo Roccavilla. I due imprenditori si sono uniti con l’obiettivo di far vivere un esperienza food & drink unica basata su valori fondamentali come l’ospitalità, la qualità, l’impegno e la passione. Sarà l’apertura dell’anno perché ha slancio vitale. Perché le buone vibrazioni contano, come cantavano i Beach Boys. Perché dedicherà spazio alla musica live e, soprattutto a Milano, se ne sentiva la mancanza. Perché è il prototipo architettonico di un locale che profuma di freschezza estetica e funzionalità. Due piani, il fascino di un loft newyorchese, le opere d’arte alle pareti curate da Lambretto Factory, le piante tropicali. È un posto da mini-vacanza dopo un anno e mezzo di isolamento, per le persone che vogliono uscire di nuovo. È quale genere di locale necessario. Che serviva per liberarsi dagli aperitivi su Zoom, per ricordarci che siamo creature sociali e che il bar deve riappropriarsi del suo ruolo di luogo di riconnessione e socialità.  Il banco di 17,5 metri, studiato dal duo Farulla-Vanzan in collaborazione con Marco Galli, è stato realizzato in modo da mostrare ogni parte della preparazione. Perché dopo la cucina a vista è tempo di bar a vista. É il luogo dove i drink sono roba seria, anche nei prezzi. Ce n’è per tutti. Dalla carta degli 4 Spritz proposti a 9 euro ai due extra luxury drink da 1.500 euro. In mezzo, un mare ordinato, nel bottigliere, di 500 spiriti: 100 gin, rum e altre 400 etichette. E poi ci sono le luci. Un light design che ricorda le atmosfere dello Studio 54, sui toni del rosa e dell’ultravioletto. Per ridestare i cuori dei vecchi nostalgici di Cerrone e della disco-music.  Per non farsi mancare niente il BV Club ha una cantina vini, che tra super bolle e vini rari, mette sicurezza solo a guardarla. Ho conosciuto Bruno Vanzan, oggi 35enne, a una gara di flair intorno a una piscina, tra Parma e Reggio Emilia, in un torrido pomeriggio d’estate. Era giovane, giovanissimo, caparbio. La gente lo applaudiva. I giudici e gli altri concorrenti lo guardavano con attenzione, altri con stupore, altri iniziavano a osservarlo sottecchi con un po’ di invidia e sospetto. Stava arrivando il campione. Nel tempo Bruno è diventato BV, il pluricampione del mondo di cocktail, la star del flair, il personaggio televisivo, il creatore di bar tools di lusso e del suo nettare Iovem che ha introdotto un nuovo codice colore nella palette del bar. Tutto guadagnato, centimetro per centimetro, con il piglio di un imprenditore straordinario. Un messaggio di rinascita, che dà nuovi stimoli a tutto l’ambiente.

Peck rinnova l’offerta estiva con caramello salato e gelati su stecco

Un nuovo gusto alle noci, ideale per abbinamenti sofisticati, e i gusti artigianali su stecco sono le proposte più particolari dell'insegna milanese

Con l'avvio dell'estate anche le celeberrima gastronomia milanese Peck riapre le danze del gelato e lancia un nuovo gusto. Si chiama Noce e caramello salato con noci pralinate al cioccolato: una base decisa di gelato alla noce è arricchita da una crema al caramello salato che conferisce il giusto tocco di sapidità. A questa si aggiungono le noci, prima caramellate e poi passate in un finissimo cioccolato fondente. C'è anche il suggerimento di abbinamento, con il Porto Tawny di Graham’s invecchiato 10 anni. «Degustato insieme al nuovo gusto di gelato, valorizza i sapori e i profumi delle noci, del caramello e del cioccolato, creando un dessert unico e raffinato», sostiene il team di Peck.

Il nuovo gusto alle noci e caramello salato di Peck, proposto in abbinamento con il Porto Tawny di Graham’s

Latte e panna freschi, frutta da ortolani di fiducia

Da Peck hanno investito molto per proporre un'offerta di gelato basata sull'alta qualità delle materie prime. Latte e panna freschi arrivano da allevamenti del lodigiano, frutta fresca e secca sono selezionate da ortolani di fiducia secondo stagionalità e provenienza. E poi, spezie e caffè pregiati. Il gusto Nocciola è realizzato con nocciole tondi gentili di origine piemontese; il Marron Glacé è a base di marroni di origine piemontese, resi in pasta e aggiunti anche in pezzi nella mantecatura; la Stracciatella di mandorla è con cioccolato bianco e limone candito; il Cocco e stracciatella è realizzato con cioccolato al latte con grattugiata di Fava tonka.

I gusti di gelato artigianale su stecco: i Peckerelli

Sei gusti per il gelato su stecco

Ci sono, poi, i Peckerelli, che danno un tocco di colore alla proposta di gelato. Sono gelati su stecco sempre di produzione artigianale, con copertura croccante e consistenza cremosa all'interno. Questi i sei diversi gusti: gelato al pistacchio ricoperto di cioccolato bianco e pistacchio; gelato alla nocciola ricoperto di cioccolato bianco, al latte e pasta di nocciola; gelato al cocco e stracciatella ricoperto di cioccolato bianco e decorazione di cioccolato fondente; sorbetto al cioccolato fondente ricoperto di cioccolato fondente e fave di cacao; sorbetto al mango e lime ricoperto di cioccolato bianco colorato; sorbetto di pesca ricoperto di cioccolato bianco colorato; sorbetto alle fragoline di bosco ricoperto di cioccolato bianco colorato.

Le capsule esauste verso il riutilizzo con LaTwist di Whitestar

Monouso pronte al riutilizzo
La startup reatina ha brevettato una gamma di macchina separacapsule che permette il riutilizzo delle monoporzioni esauste

In Italia il trend delle vendite di monodosi è in costante aumento, come evidenziano numerose ricerche di mercato: sono circa 1 miliardo e mezzo le capsule vendute all’anno che finiscono in discariche e inceneritori, ingrossando i già alti numeri dei rifiuti indifferenziati che causano danni all’ambiente e all’ecosistema. Inoltre, queste monodosi possono richiedere fino a 500 anni per essere smaltite.

Per invertire questa tendenza, Whitestar Soluzioni Innovative, una società di ricerca e sviluppo con sede a Rieti, ha brevettato una gamma di macchine separacapsule per la preparazione al riutilizzo delle capsule di caffè usate. «Sicuramente siamo arrivati a un punto in cui il produttore, il rivenditore, il consumatore di capsule e gli enti preposti alla gestione dei rifiuti devono collaborare per il bene comune», dichiara Stefano Ceccarelli, amministratore e co-fondatore di Whitestar.

La macchina separacapsule LaTwist è in grado di preparare al riutilizzo le capsule di caffè usate, separando attraverso un meccanismo brevettato, pulito ed a basso consumo, l’involucro dal caffè esausto, che può essere deferito nei contenitori per il compostaggio. In questo  modo si risolve l’annoso problema legato allo smaltimento di un rifiuto composto da diverse tipologie di materiali, che sino ad oggi è finito nell’indifferenziato.

I formati più grandi della nuova macchina sono destinata ai centri di raccolta e alle grandi aziende del settore; tra le grandi aziende del settore che hanno acquistato queste apparecchiature ci sono illy, Lavazza e Nespresso.

Oltre a dare un contributo per la salvaguardia dell’ambiente, LaTwist, si è rivelata anche una leva di marketing per fidelizzare e incrementare i clienti: «La clientela sceglie e torna nei coffee shop che hanno adottato LaTwist avendo ormai maturato una sensibilità ecologica diffusa, avvertendo l’importanza di non gettare le capsule usate nella propria pattumiera dell’indifferenziato di casa, dell’ufficio o del negozio», ha affermato Paolo Costantini, direttore generale e co-fondatore di Whitestar. Per locali che offrono capsule ed anche per il consumatore finale sono inoltre disponibili apparecchiature più piccole: Twisty per i primi, mentre TwistMe è la versione domestica.

LaTwist vista da vicino

Misura cm 58 di larghezza x 68 di profondità e 181 di altezza e pesa 140 kg; il ciclo di lavorazione è di circa 2 secondi a capsula. I residui di polvere di caffè risultano dallo 0,1% al 2% massimo rispetto al peso dell’involucro trattato; i residui dell’involucro presenti nella polvere di caffè sono pressoché assenti. La macchina è dotata di un sistema di controllo telemetrico, con gestione tramite software dedicato; uno schermo per digital touch per le funzioni di controllo e comando; una stampante per l’emissione di uno scontrino con il numero delle capsule avviate al riciclo utile per svolgere un programma di marketing e di fidelizzazione dei clienti (raccolta punti, premi fedeltà); infine, è certificata da Bureau Veritas in base alla direttiva macchina 2006/42/CE.

L’abbigliamento professionale Mewa per un servizio sempre in ottima forma

Mewa abbigliamento professionale
Il fornitore di servizi tessili propone le sue collezioni per il personale con la formula del textilsharing, un noleggio full service, estremamente vantaggiosa per ogni tipologia di locale

Quando un cliente entra in un locale, la prima impressione è decisiva: l'abbigliamento del personale di servizio ha l’effetto di un vero e proprio biglietto da visita. Ma come gestire l’abbigliamento da lavoro: con il fai da te o in outsourcing? Per rispondere alla domanda sono due gli aspetti da considerare: corporate identity e manutenzione degli indumenti, che devono apparire perfetti anche dopo molti lavaggi. Affidarne la gestione a un fornitore di servizi tessili professionale significa risparmiare tempo prezioso e quindi anche denaro. C’è anche un altro aspetto che riveste particolare importanza nel settore della ristorazione: a causa della stagionalità o degli eventi, può variare il numero di dipendenti. Un fornitore di servizi tessili come Mewa può garantire il necessario adattamento al fabbisogno. Rapidamente e con flessibilità.

Textilsharing: la formula vincente

I fornitori di servizi tessili si occupano della gestione completa dell’abbigliamento da lavoro. Mewa offre la fornitura, lo stoccaggio, il ritiro, il lavaggio e la manutenzione (riparazioni e eventuali sostituzioni di capi usurati incluse), con la riconsegna finale. Il servizio include anche la consulenza nella scelta dei capi. La formula del textilsharing è economicamente vantaggiosa per tutte le attività del settore del fuoricasa ed è consigliabile anche alle imprese familiari con pochi dipendenti.

I fattori da considerare nella scelta degli indumenti da lavoro

Oltre all’estetica, é necessario anche tenere conto delle esigenze del personale, che richiedono tagli comodi e sufficiente libertà di movimento, tessuti traspiranti e delicati sulla pelle. È poi importante che tutti i dipendenti indossino gli indumenti della loro taglia, quindi devono essere disponibili tutte le taglie dalla XXS alla XXL, con la possibilità di realizzare taglie speciali. Se poi non tutti i dipendenti stanno bene con una certa divisa, l’ideale è optare per una soluzione mix and match.

È importante che lo staff sia visivamente riconoscibile. Un logo ricamato sul grembiule o sul colletto della camicia può mettere in rilievo il brand e la sua professionalità. Accessori come foulard o pochette potranno dare un tocco più personale. Nella scelta di una particolare divisa, è necessario assicurarsi che i modelli siano disponibili a lungo termine. Le collezioni Mewa, per esempio, possono essere riordinate senza limiti di tempo perché i capi vengono aggiornati costantemente, ma gradualmente. Le collezioni risultano quindi sempre moderne e al tempo stesso uniformi.

Igiene e sanificazione

Gli indumenti che vengono a contatto con alimenti devono essere in perfette condizioni igieniche. Il trattamento professionale dell’abbigliamento da lavoro per l'industria dell'ospitalità viene effettuato utilizzando lavatrici industriali con cicli di lavaggio disinfettanti ad almeno 60 °C. L'intero processo, dalla raccolta degli indumenti al lavaggio fino alla consegna, è soggetto a controlli di igiene e qualità. In particolare nel settore della ristorazione, è essenziale rimuovere completamente le macchie senza che i capi si scoloriscano. Il successo di tutto questo dipende da una combinazione tra i tessuti e il giusto processo di lavaggio. In questo, i fornitori di servizi tessili professionali come Mewa possono attingere a un ampio know-how.

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Nocino Benvenuti, l’eccellenza della tradizione modenese

I Liquori della Tradizione_Nocino Benvenuti
Tra i brand iconici della tradizione liquoristica italiana di Gruppo Montenegro, questo liquore alle noci viene ancora oggi prodotto secondo la ricetta creata nel 1928 dalla Distilleria Benvenuti

Prosegue il viaggio alla riscoperta della grande tradizione liquoristica Italiana. Viaggio intrapreso da Gruppo Montenegro con il progetto I Liquori della Tradizione Italiana, che coinvolge sei storici marchi del suo portfolio, pregiate specialità, espressione del miglior made in Italy (leggi Gruppo Montenegro valorizza i marchi iconici della tradizione liquoristica italiana). Il focus di giugno è sul Nocino Benvenuti, prodotto da sole noci italiane secondo la ricetta originale creata dalla Distilleria Benvenuti a Modena, un territorio fortemente vocato alla produzione delle migliori noci. Una ricetta messa a punto nel 1928, ancora oggi seguita fedelmente e che riflette tutto un pezzo di tradizioni italiane.

Proprio secondo la tradizione, infatti, i malli di noce vengono raccolti il 24 giugno, la notte di San Giovanni Battista, un momento molto favorevole, nel quale raggiungono la massima concentrazione di principi aromatici. I malli vengono poi lasciati macerare per 9 mesi. Al termine di questo periodo il macerato viene spillato, mentre i malli, ancora intrisi, vengono torchiati delicatamente in modo da recuperarne tutto il prezioso nettare che sarà la base per il liquore. Liquore la cui lavorazione viene completata con l’aggiunta di zucchero e acqua per poter raggiungere la gradazione alcolica desiderata.

Il risultato è un elisir dal colore cioccolato-tabacco intenso con riflessi aranciati e ambra. Al naso, invece, Nocino Benvenuti (alc 34% in vol) si caratterizza per il profumo intenso e caratteristico del mallo di noce, unito a note calde e speziate di cannella e chiodi di garofano, completati da sentori balsamici e vegetali che rimandano alle cortecce degli alberi di noce. Mentre al palato rivela un gusto ricco, intenso e avvolgente di mallo di noce macerato, in perfetto equilibrio con le note delle spezie orientali e di quelle tostate dolci. Peculiarità che si apprezzano al meglio se servito liscio e ben freddo.

Absolut, la nuova limited edition è “arcobaleno”

L’iconico brand di vodka presenta la nuova limited edition Rainbow 2021, una bottiglia in edizione limitata per celebrare i 40 anni a supporto della comunità LGBTQ+

Le edizioni limitate della vodka Absolut sono diventate nel tempo veri e propri oggetti di culto e di collezionismo con un loro mercato e un listino a livello internazionale. Release speciali apprezzate non solo dai consumatori finali, ma anche dai professionisti del banco bar. E, dunque, quest'anno è la volta di Absolut Rainbow 2021, bottiglia in edizione limitata per celebrare i 40 anni del brand a supporto della comunità LGBTQ+. «Inclusività, diversità di identità e di opinione, fiducia nel cambiamento sono valori cari ad Absolut che negli ultimi 40 anni ha sempre supportato la libertà d’espressione e il confronto costruttivo tra le persone - ha affermato Elena Pedrazzi, Brand Manager di Pernod Ricard - . Il concetto del mixing people, da sempre presente nel DNA del brand, riconosce nella diversità degli individui un valore aggiunto e conferma ancora oggi l’impegno dell’azienda nell’affermare che a prescindere dal sesso, dalla religione e dal colore della pelle, siamo tutti liberi e uguali, ma con caratteristiche uniche, differenti che ci rendono chi siamo».

Omaggio a Gilbert Baker, inventore della bandiera arcobaleno

Dal 1981 Absolut supporta la comunità LGBTQ+ sostenendo che un mondo colorato, senza alcun tipo di barriere linguistiche, sessuali sia qualcosa per cui lottare. In particolare, con questa nuova limited edition il brand vuole rendere omaggio a Gilbert Baker, l’artista americano e attivista per i diritti LGBTQ+ noto per aver ideato nel 1978 la bandiera arcobaleno, diventata negli anni non soltanto un simbolo di inclusione, pace e amore, ma emblema di apertura e piena consapevolezza che il mondo è un’inestimabile ricchezza fatta di colori unici e infiniti. Il design della bottiglia realizzata in collaborazione con la Gilbert Baker Foundation, un’organizzazione no-profit con sede a New York fondata nel 2017 con l’obiettivo di portare avanti l'eredità del designer-attivista, è una rielaborazione dell’iconica bottiglia realizzata nel 2008 con Gilbert stesso. La bandiera, protagonista assoluta della bottiglia, è realizzata con colori metallici, vivaci, che prendono vita da diverse angolazioni grazie al liquido che funziona come una lente di ingrandimento. Sul retro della bottiglia compare la scritta "Sway It with Pride", che rende omaggio ad un artista rivoluzionario e alla sua eredità, che ancora oggi continua a vivere.

 

 

Mezzoemezzo Bitter Soda, il ready to drink di casa Nardini

Mezzoemezzo Nardini aperitivo ready to drink
In bottiglietta da 20 cl, il nuovo prodotto è la versione pronta da bere del drink a base dell'iconico aperitivo Mezzoemezzo della storica distilleria

Prosegue il percorso di rinnovamento ed evoluzione della liquoristica firmato Distilleria Nardini (leggi Bitter Chinato, la nuova creazione di Distilleria Nardini). L’ultima creazione della distilleria più antica d’Italia è Mezzoemezzo Bitter Soda (alc 10% in vol), la versione ready to drink dell’iconico Mezzoemezzo, lo storico aperitivo della casa.

Il nuovo prodotto è figlio diretto proprio del grande successo di Mezzoemezzo (alc 22% in vol). Questo, infatti, servito con l’aggiunta di soda e scorzetta di limone, è diventato un drink cult nel panorama dell’aperitivo italiano. Da qui la decisione della casa di Bassano Veneto proporlo in versione già pronta da bere, preparato a regola d’arte con il perfetto dosaggio del liquore aperitivo e della soda. Versione che regala una bevuta piacevole e frizzante, dall’inconfondibile retrogusto di rabarbaro e un mix di sentori agrumati e amaricanti che caratterizzano Mezzoemezzo.

E che apre allo storico aperitivo nuove e inusuali occasioni di consumo, grazie alla pratica bottiglietta in vetro in formato da 20 cl che lo custodisce, comoda anche da portare via per avere l'aperitiv pronto da bere in qualsiasi luogo. Bottiglietta dalla quale, ma ben freddo e con l’aggiunta di una scorzetta di limone, il prodotto può essere bevuto direttamente, per un consumo più free e alterativo al classico servizio in bicchiere con ghiaccio (e sempre aggiunta di scorzetta di limone).

La bottiglietta è poi vestita di una grafica di grande impatto, dal colore rosso metallizzato, impreziosito da dettagli in lamina argento. Un pack, inoltre, messo a punto con una visione sostenibile, in quanto ogni suo elemento può essere facilmente separato per il corretto smaltimento.

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