Il contenitore può fare il contenuto? Quanto è importante la giusta forma di cottura per un panettone artigianale? Nel quarto episodio dei videopodcast di Dolcegiornale, Pillole di Panettone Day, rispondiamo a queste ed altre domande. Conducono Rossella De Stefano, direttore responsabile di Dolcegiornale, e Marco Pedron, Excutive Pastry Chef Gruppo Cracco. Ospite, Luca Sala, Direttore Marketing Novacart. Rivedi gli episodi precedenti della serie Pillole di Panettone Day con Pierluigi De Min, direttore vendite Braims (Pillole di Panettone Dy episodio 1), Niccolò Beati, Senior Consultant NielsenIQ (Pillole di Panettone Day episodio 2) Silvia Federica Boldetti, Chef Callebaut (Pillole di Panettone Day episodio 3). Per scoprire le nuove tendenze in tema di confezionamento leggi invece Packaging in pasticceria, le tendenze per 2021 [buzzsprout episode='8819678' player='true']
Pratico, personale e sostenibile. Come sarà il packaging del panettone artigianale
Gelateria Perlan, quando coni e coppette sono di casa al museo
REYKJAVIK (ISLANDA). I musei negli ultimi decenni hanno subito una progressiva evoluzione affiancando alla componente culturale la dimensione economica-aziendale. Sempre di più i singoli musei grazie all’autonomia di gestione, puntano alla valorizzazione delle eccellenze, al miglioramento degli standard di qualità, a nuove strategie di marketing e comunicazione e all’esternalizzazione di alcuni servizi quali bookshop e attività di ristorazione. Il museo Perlan a Reykjavik, dedicato alle vicende e alla storia del popolo islandese, ha ampliato la propria offerta gastronomica, che ora comprende, oltre al ristorante con vista panoramica sulla città, una gelateria. La forte identità della gelateria Perlan è stata studiata dall’Atelier Tobia Zambotti, facendo ricorso a una soluzione semplice ed economica, ma di grande impatto emozionale. Il soffitto in continuità con la parete di fondo diventa il principale elemento compositivo di uno spazio immersivo e dinamico, grazie al caleidoscopio di forme e colori in bianco e blu. La miriade di piramidi in spugna fonoassorbente che scendono dal soffitto, come stalattiti astratte, crea un’illusione ottica verso il punto focale della vetrina dei gelati, incastonata all’interno di un monolitico bancone in corian bianco. L’iconicità di un solo elemento di design è sufficiente a definire l’atmosfera e a dettare i parametri di tutti gli altri elementi, dalla porta di servizio a tutto sesto, che segue la forma del soffitto, al lungo bancone, come richiesto dalla stessa committenza. Il pattern del soffitto, che reinterpreta lo scenario naturalistico islandese delle grotte nei ghiacciai, con i loro riflessi e colori in continuo mutamento, da una parte è enfatizzato dal back-counter in acciaio inossidabile che riflette la luce “glaciale” da 4500K delle strisce led, dall’altro dalla mancanza di oggetti a vista (cassa, attrezzature, ecc.) e dell’assenza del rumore dei frigoriferi, grazie all’utilizzo di materiale fonoassorbente per le superfici.
L’intervista a Tobia Zambotti
I suoi progetti, come Perlan sono altamente instagrammabili. Ce ne spiega il motivo? Oltre a raccontare una storia, i miei progetti cercano sempre “l’effetto wow” attraverso ambienti iconici e unici. Questo fa si che diventino fotogenici, ovvero instagrammabili, caratteristica che è spesso richiesta dal committente, perché un buon progetto di interni può dare una forte identità visiva ad un’attività, rendendola più riconoscibile sul mercato. Un unico materiale con più funzioni. È sempre così nei suoi progetti? Il mio obiettivo è progettare ambienti semplici ma potenti: per fare ciò spesso identifico un materiale o un oggetto caratterizzante, che ripeto e posiziono nello spazio in maniera strategica. Questo materiale, per diventare l’assoluto protagonista dello spazio, ha bisogno però di essere inserito in un’ambiente asettico/neutrale. Nel caso della gelateria Perlan ho deciso di contrastare il soffitto “glaciale” con l’acciaio spazzolato, materiale che ne risalta la forma piramidale. Quale esigenza ha portato a inserire una gelateria in un museo? Il Museo Perlan di Reykjavik mostra la bellezza della natura islandese in un edificio iconico che caratterizza lo skyline di Reykjavik. Al suo interno è presente lo shop del museo e la nuova gelateria che permette ai visitatori di gustare il gelato nella terrazza, al quarto piano. Il mercato del gelato è letteralmente esploso negli ultimi anni in Islanda tanto che la maggior parte della popolazione ha l’abitudine di mangiare il gelato ogni giorno, anche nei mesi freddi. Come si sviluppano i suoi progetti? Prima di cominciare ascolto con attenzione le necessità del cliente, poi dedico qualche settimana alla ricerca e alla riflessione. Prima di cominciare la progettazione dello spazio mi confronto di nuovo col cliente per capire se l’idea di base è giusta. Dopo di che comincia la fase di progettazione, che consiste nel disegnare in 2D e in 3D l’intero spazio. La fase progettuale si chiude con render realistici e uno storytelling che aiuta a comprendere il progetto. Who’s who Dopo la laurea all’IUAV di Venezia e la specializzazione in design d’interni, Tobia Zambotti inizia a svolgere la professione in Italia per poi perfezionarla a Shanghai. Poi si stabilisce a Reykjavik dove fonda l’Atelier Tobia Zambotti, che interpreta il mondo del design attraverso la sostenibilità e l’innovazione.
Fabbri 1905, via alla collaborazione con Conpait
Un nuovo prodotto targato Fabbri 1905 in arrivo in autunno, «e vorremmo che i professionisti di Conpait lo ricettassero secondo la loro creatività, mettendo contestualmente in luce le loro abilità tecniche e quindi le potenzialità di prodotto». Inizia così la partnership tra l'azienda bolognese, che produce ingredienti per il mondo pasticceria e gelateria, e la Confederazione pasticceri italiani.
«Chi non si forma si ferma»
Una partnership siglata da poco, che si tradurrà in diverse iniziative di formazione e attività creative che prenderanno il via nel corso dell'anno. «Chi non si forma si ferma: questo è uno dei motti di Conpait – sottolinea Carlotta Fabbri, Direttore MKTG business unit Fabbri Professional (nella foto con Angelo Musolino, presidente Conpait) – ed è qualcosa che Fabbri condivide oggi più che mai. Siamo fermamente convinti che comunicare idee, tecniche, prodotti, progetti, sia un passo fondamentale per far crescere l'intera filiera. Tutta questa trasmissione di know how passa attraverso la formazione, in cui è intrinseco il principio della condivisione: uno dei valori che abbiamo in comune con Conpait. Con questa partnership vogliamo quindi contribuire a creare un circolo virtuoso in cui fornitori e clienti camminano a braccetto, in un percorso stimolante di crescita reciproca». Spiega Angelo Musolino, presidente Conpait, che questa «sarà una collaborazione a 360 gradi, fruttuosa e concreta, che va nella direzione di una crescita del comparto, trasversale tra professionisti e aziende. Non c'è evoluzione di idee senza le giuste materie prime: Fabbri 1905 incarna perfettamente i valori di Conpait in termini di storia, qualità e made in Italy».
Connessione con l'alta pasticceria
Con questo ulteriore tassello, Fabbri 1905 rafforza il suo legame con i professionisti della pasticceria e della gelateria, già impostato con le collaborazioni con diverse realtà di formazione come Aroma Academy di Davide Malizia, Cast Alimenti e Etoile Academy.
Artista del panino, in corso l’edizione 2021
Si è aperta ufficialmente il 5 luglio 2021 la sesta edizione del concorso Artista del Panino, contest riservato ai professionisti italiani e organizzato da Vandemoortele in collaborazione con Bargiornale.
Questa sesta edizione, anche grazie al miglioramento della situazione sanitaria, si porta dietro alcune novità. La più importante è il ritorno di una grande semifinale in presenza nella quale verranno selezionati gli otto finalisti.
Come partecipare
- possono partecipare: titolari, gestori di attività, baristi e chef domiciliati in Italia che siano maggiorenni al momento dell’invio della ricetta.
- Per partecipare è necessario inviare, tra il 5 luglio e il 18 ottobre 2021, la propria ricetta. Per farlo basta collegarsi al link http://iniziative.bargiornale.it/artistadelpanino registrarsi e seguire poche e chiare istruzioni.
- Chi non conosce i prodotti Agritech (marchio Vandemoortele) può, sempre tramite il link qui sopra, richiedere (entro il 24 settembre 2021) il kit contenente tutte le referenze previste nel regolamento.
Per ogni ricetta bisognerà indicare
- il nome/titolo della ricetta
- il tipo di panino utilizzato (da scegliere tra le 11 referenze Agritech previste e che illustriamo nella gallery qui sotto), l’elenco degli ingredienti necessari alla realizzazione con le relative quantità per una persona e l'indicazione del tempo di preparazione della ricetta (massimo 10 minuti)
- la descrizione delle fasi e dei processi di preparazione della ricetta;
- una fotografia del panino in formato jpg o tiff;
Ogni concorrente potrà inviare fino a tre ricette. Il tema è libero.
Alla chiusura delle iscrizioni...
Subito dopo la chiusura delle iscrizioni, quindi dopo il 18 ottobre, la nostra giuria selezionerà 30 ricette (per 30 finalisti) che saranno ammesse alla semifinale che si terrà a Genova entro il 15 dicembre di quest’anno. Qui i concorrenti verranno chiamati a preparare e servire alla giuria le loro creazioni e solo i primi otto classificati si aggiudicheranno il diritto di partecipare alla finale che si terrà a Milano entro il giugno 2022.
Infine i premi. Il vincitore andrà in Grecia (potra scegliere tra Rodi, Creta, Karpathos, Kos, Mykonos, Corfù, Zante). Il secondo classificato si metterà in tasca un buono spesa del valore di 1.000 euro.
Le 11 referenze tra cui scegliere per la realizzazione del vostro panino
Clicca qui per iscriverti al concorso Artista del Panino 2021
La ghost gelateria è firmata Alberto Marchetti
Il maestro gelatiere torinese Alberto Marchetti è stato scelto da Helbiz per aprire all’interno della nuova ghost kitchen di Milano un suo laboratorio, una "ghost gelateria" che ogni giorno preparerà, freschi e mantecati al momento, 20 gusti di gelato. Il gelato artigianale firmato Marchetti sarà così pronto per essere consegnato dai butlers (i "maggiordomi") di Helbiz, preparati per raccontarne tutte le qualità ai clienti che lo ordineranno in delivery.
Disponibilità 12 ore al giorno, 7 giorni su 7, dalle 11:30 del mattino (orario del primo ordine) sino alle 23:30 (ultimo ordine). Il gelato sarà ordinabile attraverso l’app Helbiz a Milano, ma sono già in progetto nuove aperture in altre città, a Torino, Bari, Roma, Firenze e Napoli.
Parola d'ordine: sostenibilità
«Quando un anno fa - dichiara in una nota Alberto Marchetti - abbiamo iniziato a lavorare su questo progetto, giovane e sostenibile, sono stato molto felice che Rossella, Salvatore, Stefano e Paolo volessero me per preparare il gelato dei loro menu. Ho sempre creduto molto nell’importanza di consegne a domicilio etiche (Helbiz fornisce soluzioni di micromobilità per le aree urbane, e ha da poco espanso il business con il progetto della ghost kitchen, ndr): a Torino siamo noi stessi ad effettuare le consegne e ho trovato in Helbiz la stessa attenzione ai valori che più contano per me, sostenibilità compresa. Paolo Scocco (Head of New Business Development di Helbiz, ndr) ha parlato in questi giorni di "una rivoluzione fatta con gusto". Ebbene, sono fiero di far parte di questa rivoluzione».
Due nuovi gusti per celebrare la partnership
Tra i gusti di gelato proposti nel menù di Helbiz ci sono anche due novità: il gusto di gelato Helbiz – fatto con lamponi e yogurt InAlpi – e il Tiramisù, un dolce al cucchiaio preparato con i savoiardi del biscottificio artigianale Giovanni Moro di Forlì, il mascarpone, lo zucchero e il Caffè Vergnano.
La Pasticceria Giosuè si rinnova con un restyling minimale e raffinato
BERGAMO. Un raffinato layout per il rinnovo della Pasticceria Giosuè di Montello - Pasticceria artigianale specializzata in torte a tema e personalizzate, mignon e pasticceria secca - che ha voluto dare risalto al prodotto stesso e alla sua qualità, senza rinunciare a uno stile elegante e minimale. Poche tonalità dai cromatismi sobri e un taglio lineare di forme e volumi rappresentano la cornice ideale per poter mettere in risalto i prodotti esposti. Da qui la scelta di una pavimentazione con grandi piastrelle quadrate 120 x 120 cm con un moderno effetto cemento e un banco cassa in ceramica rivestito in piastrelle con fughe in ferro nero naturale.
Via gli orpelli, spazio al prodotto
Nel locale la vera protagonista è la scenografica vetrina che corre lungo tutta la parete, caratterizzata da un rivestimento in Calacatta Oro Venato di Laminam che richiama le texture della pietra naturale. Pensata come elemento caratterizzante dell’intero progetto, è stata realizzata sospesa da terra e illuminata nella parte inferiore per accentuare l’effetto di leggerezza che si voleva ricreare. Avendo a disposizione solo due pareti non finestrate si è cercato di rendere lo spazio a disposizione il più funzionale possibile, sfruttando la zona retrostante la vetrina in modo da renderla facilmente agibile agli operatori. Evitando il modello classico a parete che sarebbe risultato troppo invasivo, si è optato per il posizionamento di un banco ad isola per il confezionamento dei prodotti, con un pensile aperto in ferro e legno e uno scaffale espositivo a vista inserito in una nicchia già esistente. Nello spazio esterno, sotto il porticato, un angolo di ispirazione green, arredato con una piccola altalena in legno, è perfetto per i clienti in attesa.
I dettagli
Legno: è stato usato solo legno di rovere verniciato naturale con taglio a sega per il bancone ad isola dietro la vetrina, per il pensile a vista e per una libreria a giorno in una nicchia. Icone: sulle pareti tinteggiate con sagome geometriche in due tonalità di grigio, spiccano una scritta con il nome della pasticceria, inserti ovali e cerchi nelle tonalità pastello. Spazi: per sfruttare al meglio i 60 mq, dietro alla vetrina si è creata una zona per il confezionamento con un banco a isola corredato da struttura pensile a vista. Illuminazione: La zona vendita vanta faretti a incasso e un lineare sistema su guida fissa di faretti. Sopra il banco cassa, una lampada a sospensione di forma sferica. Progetto di interni: Frigogelo/Multiproget; lighting: by Marta Mannino - Studio Switch
Per Davide Longoni c’è un Grande Fratello che controlla il campo
MILANO. Chi ama il cinema di fantascienza ricorderà le trebbiatrici a guida autonoma di Interstellar, film che immaginava un futuro high tech nei campi di mais. Non è tempo, ancora. Però in Italia c’è un campo seminato a segale, a Chiaravalle, tenuto sotto controllo da speciali occhi elettronici. Il campo è monitorato da sensori di ultima generazione collegati alla rete 5G, che osservano e trasmettono in tempo reale le condizioni del campo, alimentano con una enorme mole di dati algoritmi predittivi per suggerire irrigazione mirata, ad es., o per arginare l’effetto di malattie del raccolto. È un progetto avviato nell’ambito dell’iniziativa 5G Vodafone Smart Agriculture col Panificio Davide Longoni (Mi), proprietario del campo in questione (di Davide e del suo nuovo laboratorio abbiamo scritto qui), al fine di avere il controllo della filiera del pane. Il 5G, la “quinta generazione” delle reti di comunicazione mobile, permette, rispetto agli standard attuali, maggiore velocità di trasmissione, tempi di risposta molto più rapidi e anche la possibilità di gestire un numero superiore di connessioni in contemporanea. Questa sorveglianza ad alta tecnologia non riguarda solo la segale in campo, ma anche gli impasti in laboratorio. Anche lì, grazie a sensori e videoanalisi, è possibile valutare il pH dell’impasto, monitorare la lievitazione del pane da remoto, avvisare il team che il prodotto è pronto per la cottura. Questo enorme blocco di informazioni può arrivare fino al cliente finale: basta inquadrare un QR Code sull’etichetta del pane per avere accesso a tutta la sua storia. «Questo progetto - spiega Giorgio Migliarina, direttore di Vodafone Business - dimostra come si possa ora parlare di digitalizzazione e integrazioni a scala di tecnologie diverse in filiere molto frammentate e distribuite, come quelle dell’agricoltura e del food, che hanno una quota significativa di piccole e medie imprese che contribuiscono al Made in Italy».
L’intervista a Davide Longoni
Che vantaggio dà il monitoraggio costante delle colture sul campo? I sensori e le sonde installate nei campi danno all’agricoltore una grande quantità di dati e informazioni, sia per quanto riguarda le fasi di semina che di raccolto. L’obiettivo è poter monitorare costantemente da remoto le condizioni del campo così da poter intervenire in tempo per prevenire danni e malattie al raccolto stesso. Quale, invece, il vantaggio nelle fasi successive di lavorazione? Cosa permette di fare questo sistema in fase di lievitazione? I vantaggi che si riscontrano sul campo vengono poi trasportati nel laboratorio. Come l’agricoltore, anche il panificatore ha accesso a una gran quantità di informazioni, anche da remoto, che permettono di disegnare al meglio la situazione. Poter monitorare grazie alle videoanalisi 5G e alle reti neurali le fasi di lievitazione, i livelli di pH ecc. La tecnologia rende il processo più efficiente, avvisando il panificatore di eventuali problemi e dandogli così la possibilità di intervenire in tempo. Il consumatore finale apprezza di poter avere una visione sull’intera filiera del pane? Vi porta un beneficio concreto? Certo: avere un prodotto che è stato monitorato dal campo al laboratorio, con la possibilità di tenere sotto controllo costante il processo di lievitazione del pane, ad esempio, significa poter consegnare al nostro cliente un prodotto migliore, che ha compiuto tutte le fasi nel migliore dei modi, riducendo al minimo la possibilità di errore. Un prodotto, per di più, con una trasparenza totale, dalla catena di approvvigionamento alla produzione. Panificio Longoni ha allargato i propri orizzonti, diventando non solo panificatore ma anche agricoltore, con i campi di proprietà. Quali sono i prossimi progetti? Ne abbiamo diversi: dall’apertura di un nuovo laboratorio destinato alla produzione di lievitati dolci con una nuova bottega integrata (nella quale venderemo pane e dolci) alla collaborazione nell’apertura di MadreProject, una scuola dedicata alla formazione di nuovi talenti del mondo della panificazione. Sarà a Chiaravalle, proprio accanto ai nostri campi, così da poter insegnare sia la parte tecnica e da laboratorio che quella agricola, che nella nostra filosofia sono sempre fortemente intrecciate.

















