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Party Drink, Poli firma il premix della ripartenza

Pensato per i professionisti nel formato “bag in tube” da 3 litri, il preparato è disponibile in due versioni: Americano e Negroni Cocktail. I premix sono creati con i prodotti di Poli Distillerie pensati per il mondo della mixability: Gin Marconi 46, Bitter Super Taurus e Vermouth Gran Bassano Rosso

Una soluzione a portata di mano del professionista impegnato al bancone. È quella che si è inventata Poli Distillerie con Party Drink, cocktail da 3 litri in "bag in tube" con pratico dosatore in due versioni: The Great Americano Cocktail, preparato dai miscelatori di Poli Distillerie calibrando con maestria il Vermouth Gran Bassano Rosso e il nuovo Bitter Super Taurus con la possibilità di arrivare a servire circa 50 drink. E The Great Negroni Cocktail, mix armonico di Gin Marconi 46, Vermouth Gran Bassano Rosso e Bitter Super Taurus e la possibilità di arrivare a preparare circa 33 drink. Nel primo caso, al momento del servizio, vanno aggiunti al premix dell'acqua frizzante e una scorza di limone. Nel secondo, va aggiunta solo la classica fetta di arancia. «Ci siamo avvicinati al mondo della miscelazione nel 2015, quando abbiamo lanciato il primo Distilled Gin italiano, Marconi 46 – spiega a Bargiornale Jacopo Poli, titolare di Poli Distillerie - . E il successo ottenuto ci ha spinto a completare la linea dedicata al bere miscelato con i vermouth e il bitter. A questo punto avevamo gli ingredienti per formulare due fra i drink più richiesti al mondo, il Negroni e l’Americano. Abbiamo quindi svolto un’indagine presso il trade da cui è emerso il desiderio di un cocktail premix in formato professionale, che faciliti la preparazione dell’aperitivo mantenendo elevati gli standard di qualità». Party Drink si candida dunque ad essere un protagonista degli aperitivi estivi 2021 in particolare per agevolare l'attività degli staff dei locali ad alta frequentazione come pub o chioschi o, ancora, per offrire un servizio con una marcia in più in occasione di grandi eventi, feste private o attività di catering. «È un prodotto bello, buono e smart - conclude Poli che facilita la ripartenza del settore». Lo speriamo tutti. D'altronde, la pandemia sembra avere completamente sdoganato i cosiddetti cocktail "pronti da bere" o "ready-to-drink" tanto che a livello globale sono la categoria del beverage alcolico ad essere cresciuta di più in termine di volumi negli ultimi due anni.

 

Alla scoperta dei latti vegetali con Mumac e Alpro

Corsi bevande vegetali
Numerosi corsi mostrano le grandi potenzialità di bevande sempre più richieste al banco bar e le modalità per realizzarle al meglio

Mumac AcademyProseguono i corsi per caffetteria a base di bevande vegetali realizzati grazie alla partnership tra Mumac Academy e Alpro. Si tratta di un programma di formazione in presenza rivolto a baristi e professionisti del settore che mostra le grandi potenzialità di bevande sempre più richieste al banco bar, quali sono le bevande vegetali, soprattutto per quanto riguarda il loro utilizzo in caffetteria.

Con Chiara Bergonzi, brand ambassador di Alpro, abbiamo di recente approfondito la realtà delle bevande vegetali e del loro grande potenziale per il bar: a guidare la loro richiesta sono salutismo, intolleranza al lattosio e regimi dietetici vegani e, secondo dati Nielsen, in Italia piacciono a 12 milioni di persone (soprattutto donne, 58%) di età compresa tra i 25 e i 54 anni. Dal 2015 la loro richiesta è in continuo aumento anche al bar e l’Osservatorio VeganOK stima che entro il 2024 il valore globale mondiale di queste bevande arriverà a 34,4 miliardi di euro. Questi gli appuntamentiGil appuntamenti

Tenuti dai trainer qualificati di MUMAC Academy e realizzati grazie al supporto dei brand LaCimbali e Faema, i corsi danno l’opportunità di conoscere le bevande a base vegetale per scoprire come utilizzarle al meglio, a cominciare da eccellenti cappuccini. È soprattutto importante andare oltre il “solito”, proponendo accanto alla bevanda alla soia, anche quelle alla mandorla, all’avena e al cocco valorizzandole nella proposta alla propria clientela. Obiettivo della partnership è infatti quello di rispondere prontamente ai trend in atto e promuovere il consumo di bevande alternative meno note con ricettazioni originali e gustose. I consigli per il barista sono di orientarsi su prodotti professionali in grado di assicurare buone emulsioni e un gusto piacevole e costante, soprattutto di averne un buon assortimento.

Realizzazione di un drink a base latte vegetaleI corsi, che prevedono una parte teorica dimostrativa e una parte pratica, si svolgono fino a tutto il mese di luglio presso le sedi dei Mumac Academy Lab distribuite su tutto il territorio nazionale. L’ultimo appuntamento in calendario si terrà il 21 luglio da Mumac Academy Roma, filiale Gruppo Cimbali. 

I corsi hanno posti limitati, per questo è richiesta l’iscrizione che è possibile effettuare contattando direttamente il Lab. Tutti i partecipanti ricevono un kit omaggio di prodotti Alpro e un apposito ricettario.

YoTea Zero, il tè Yoga senza zuccheri aggiunti

Yotea Zero
Senza zuccheri aggiunti e con un pack eco-sostenibile, le due nuove referenze che ampliano la gamma di tè del brand di Conserve Italia

Va avanti all’insegna del benessere l’innovazione in casa Yoga. Il brand di Conserve Italia, che da poco ha lanciato i Centrifugati Yoga (leggi Frutta, verdura e spezie in bottiglietta: arrivano i Centrifugati Yoga) porta nei bar un’altra novità: YoTea Zero, i tè, senza zuccheri aggiunti nelle due versioni al gusto Pesca e al gusto Limone.

Una proposta studiata per incontrare le esigenze dei consumatori più sensibili al tema del benessere e al ridotto contenuto calorico delle bevande. Due nuove referenze fresche e dissetanti, ideali per una pausa leggera e rigenerante, che vanno ad ampliare la gamma Yotea, che nella formula tradizionale comprende oltre ai classici gusti Limone, Pesca, anche Melograno e Thé Verde.

Amici di uno stile di vita sano, YoTea Zero Limone e YoTea Zero Pesca, lo sono anche dell’ambiente. Vengono infatti proposti in bottiglia da 360 ml, completamente riciclabile, realizzata con il 50% di plastica riciclata (r-Pet). Un pack eco-sostenibile che il brand ha già introdotto per la linea classica (leggi Nuovi formati e pack sostenibili per i tè Yotea di Yoga) e che mostra l’attenzione di Yoga all’aspetto ambientale dei suoi prodotti, comunicato in etichetta con il bollino verde e giallo e il claim “Il gusto di amare il pianeta”.

Denis Dianin, pasticcere senza frontiere

Denis Dianin
Dalla torta Delicata al panettone InVero, nella fucina di D&G Patisserie ogni giorno si lavora su nuovi progetti. E un team affiatato è la chiave giusta

PADOVA. Qualità, ricerca, staff. Sono tre parole chiave nel vocabolario di Denis Dianin, maestro pasticcere veneto e titolare della pasticceria d&g di Selvazzano Dentro, che abbiamo intervistato. Dianin ci racconta della sua attività e ci ha "regalato" la ricetta della sua torta Delicata (la trovate qui), un evergreen del locale , che è stata rinnovata nella decorazione, più tridimensionale rispetto alle versioni precedenti. «La torta Delicata - dice Dianin - è una specialità di tono estivo (fra gli ingredienti ci sono cocco, mango e passion fruit, ndr) caratterizzata da un particolare pan di Spagna alla menta e basilico, fresco e aromatico. L’avevo ideata per un matrimonio, ma ora la produciamo tutto l’anno». Ricerca, appunto. Se la torta Delicata è un prodotto identitario, non bisogna pensare però che sia l’unico. «Io penso al dolce come alla musica - svela il pasticcere - c’è quella che si ama da sempre, ma c’è anche quella che meglio corrisponde al momento o allo stato d’animo. Così è il dolce, non ce n’è uno solo fra i preferiti. Se proprio dobbiamo citare qualcosa che non può mancare, è il panettone InVero e i grandi lievitati, entrambi li produciamo tutto l’anno».

Dai dolci fino al pane, una produzione eclettica

Ma un po’ tutta la produzione - pasticceria dolce e salata, cioccolateria, biscotteria, confetture, gelato, per arrivare fino alla panificazione - poche tipologie di pani particolari, come quello al caffè Kavè, di cui Dianin condivide l’orientamento all’alta qualità - è apprezzata a pari merito dai clienti. «Durante la settimana si vende soprattutto pasticceria mignon, molti macaron e le monoporzioni; nel fine settimana vanno per la maggiore le torte, anche se per ora ci chiedono pezzature da 4/6 persone», dice il pasticcere. Qualità, ricerca, abbiamo detto. E in tutto questo lo staff gioca un ruolo chiave. «Abbiamo un organico di 26 persone, di cui 12 nel laboratorio di circa 400 mq, altre 7 o 8 in negozio (200 mq + 90 mq di dehors). Con questi numeri il team è fondamentale. Oggi la ricerca nella quale stiamo riversando tante energie, è sulla squadra. Ho una squadra quasi completamente in rosa: sono sempre stato convinto che la pasticceria sia tagliata per la donna, che è capace di avere grande sensibilità e attenzione alla bellezza. Uomini o donne che siano, il mio criterio è dare spazio alle persone, dando compiti ben precisi: si lavora con un obiettivo e lo scopo è trovare il metodo per raggiungerlo. Ragioniamo pensando a qualcosa di buono, di meno dolce, aromatico, che vada incontro alle richieste del cliente. In questo momento abbiamo veramente tante idee che che bollono in pentola!».

Le varie declinazioni del dolce affiancano una proposta food

Un servizio a 360 gradi. È ciò che Dianin offre ai clienti. Il che significa non solo spaziare in tutte le declinazioni del dolce, ma anche far vivere la pasticceria a pranzo - e da pochissimo pure a cena - con una offerta ristorativa di livello medio-alto, servita da una vera e propria cucina (dove lavorano 3 addetti, su un organico di 26). Dianin racconta: «Il lato salato per noi è importante, il punto di partenza è stato il brunch: ha avuto una crescita lenta il primo anno, ma si è affermanto pian piano (prezzi tra i 18-20 euro). Questo ci ha dato il destro di introdurre anche la nostra “colazione home made”, con proposte dolci o salate». La linea salata prosegue a pranzo. «Abbiamo una proposta molto curata - dice Dianin -, arricchita dal fatto che il cliente può terminare il pasto con veri e propri dessert al piatto, che vengono finiti al tavolo del cliente come nei ristoranti blasonati. Così diamo spessore all’esperienza gastronomica in pasticceria». L’aperitivo, soprattutto a base di vini, apre le danze in direzione della cena, con una cantina di 220 etichette e un grande esperto di vini come Tiziano Di Ninni; a maggio era in fase di messa a punto la proposta della cena che, svela Dianin, «avrà una formula da bistrot, incentrata su tagli di carni insoliti». Ciò detto, l’identità di d&g resta quella di una pasticceria, anche se, conclude Dianin: «Per volume di lavoro la pasticceria rappresenta il 70% della produzione, ma in termini di fatturato la parte ristorativa arriva quasi al 50%». La pasticceria evoluta ha cambiato pelle.

InVero, la vasocottura è approdata al mondo dolce

Denis Dianin ha cominciato nel 2008 a studiare la vasocottura (cottura sottovuoto in vetro), una tecnica che ai tempi non era certo di moda ed era utilizzata quasi esclusivamente per le confetture. La ricerca ha portato Denis ad applicare la tecnica ai lievitati di pasticceria, primo fra tutti il panettone, con il vantaggio di riuscire a mantenere intatte le caratteristiche organolettiche, ottenendo una concentrazione di sapori e una più lunga conservabilità del prodotto, anche fino a 3 anni. Un progetto portato avanti coinvolgendo anche i laboratori dell’Università di Padova e il Politecnico di Milano, che dal 2018 è diventato InVero: un gioco di parole tra il significato in italiano e il dialetto veneto (dove “vero” significa “vetro”), che si rifà alla genuinità e alla trasparenza della proposta. Così InVero diventa una vera e propria linea di prodotti a se stante, che comprende panettone, colomba, babà, succhi ed estratti di frutta o verdura, acquistabili anche on line.

Who’s who

Denis Dianin apre la sua prima attività nel 1999 dove riunisce pizzeria d’asporto, pasticceria, gelateria/cioccolateria, riscontrando un notevole successo. Nel 2005, a 27 anni, decide di focalizzarsi sulla pasticceria, inaugurando un nuovo locale, con ampio laboratorio: d&g patisserie, dove dove “d” sta per design e “g” per glamour. Nel 2007 si aggiunge l’offerta di ristorazione con proposte ristorative di medio e alto livello; nel 2015 Dianin conquista il palcoscenico internazionale con l’apertura di un pdv di pasticceria e ristorazione a Kuala Lumpur, (Malesia). Dal 2008 inizia lo studio per produrre lievitati in vasocottura, proponendo il primo panettone in vaso a marchio d&g patisserie, fino ad arrivare al 2018, quando si decide di staccare questa linea creando il brand a sé. Nasce così Invero, un marchio dedicato ai prodotti in vetro: non solo lievitati, ma anche succhi di frutta, estratti e altri prodotti in vaso. Fa parte della prestigiosa Accademia Maestri Pasticceri Italiani, è docente di pasticceria in alcune scuole italiane ed estere, tra cui CAST Alimenti e Università del Gusto, oltre che consulente di importanti aziende del settore.

Nuovo look per la vodka e il gin single estate di Ramsbury

Vodka e Gin Ramsbury ok
La nuova bottiglia, dallo stile più fresco e contemporaneo, è stata studiata per valorizzare il pregio dei due distillati super premium della distilleria inglese, distribuiti in esclusiva da Rinaldi 1957

Un nuovo pack, più elegante e distintivo, veste Ramsbury Vodka e Ramsbury Gin, due specialità prodotte dall’omonima distilleria inglese e distribuite in esclusiva per l’Italia da Rinaldi 1957. Un restyling pensato per valorizzare al meglio i due prodotti super premium, abbandonando gli elementi “old style” e optando, invece, per un’immagine più fresca e accattivante.

Funzionale allo scopo è la nuova bottiglia, rinnovata in parte nella forma, con le sue linee più arrotondate e contemporanee, ma soprattutto nel colore. Via la patina argentata per lasciare spazio alla trasparenza del vetro in due differenti, e leggere colorazioni, per i due diversi prodotti: celeste per la vodka e verde acqua per il gin.

Rinnovate anche le etichette, ora pergamenate, a sottolineare il pregio dei distillati. In quella in alto, di grande visibilità e a forma di cerchio, campeggia il marchio Ramsbury, mentre in quella in basso si trovano le informazioni sul prodotto, persino del campo dove è stato raccolto il grano utilizzato per creare l’alcol. Grano, da sottolineare, esclusivamente della pregiata varietà Horatio.

Gli ingredienti rappresentano un forte elemento distintivo dell’azienda e non a caso i suoi prodotti sono dei Single estate. Le principali materie prime con le quali sono realizzati provengono infatti dalle tenute Ramsbury, che dominano le lussureggianti colline del Wiltshire, tra Londra e Cardif, e che si estendono per 19.600 acri di terreno, dove i campi coltivati sono intervallati da piccoli boschi. L’acqua usata nella distilleria, per l’irrigazione e per gli animali della fattoria è quella del fiume Kennet che attraversa il territorio. Inoltre, l'intero processo di lavorazione è circolare, ovvero tutto viene riutilizzato in modo da evitare sprechi, anche le acque che, dopo l’utilizzo vengono bonificate attraverso una serie di canneti naturali prima e quindi rimesse nell’ecosistema.

Processo di lavorazione che per la Vodka Ramsbury (alc 40% in vol) comincia con la macinatura del grano, subito dopo la sua mietitura. Al grano macinato viene aggiunta acqua del Kennet filtrata con il gesso e quindi il lievito. Il mash fermentato viene distillato per produrre un alcolato al 76%, poi diluito e quindi riscaldato in un alambicco di rame tradizionale. Il passaggio finale consiste nella rettificazione dell’alcol in colonne di rame da 43 piatti. Grazie alle molteplici distillazioni, questa vodka, limpida e trasparente, sprigiona un elegante bouquet di aromi freschi e floreali, mentre il grano Horatio regala al palato un carattere distintivo, arricchito da sentori di frutta secca e anice. Un prodotto di elevata qualità che le sono valse il pieno di riconoscimenti nell’edizione 2021 della prestigiosa London Spirits Competition, nella quale si è aggiudicata la Medaglia d’oro di categoria, ma soprattutto, il titolo di Vodka of the Year, di Spirit of the Year, Best in Show e di Best Spirit of the Year by Quality.

L’elevata qualità non difetta nemmeno a Gin Ramsbury (alc 40% in vol). Limpido e brillante, questo London dry viene ottenuto dalla base di alcol puro da grano Horatio e da 9 botaniche: ginepro, mela cotogna, coriandolo, angelica, radice dell’iris, liquirizia, limone, arancia e cannella. Distillato in un tradizionale alambicco in rame da 140 litri, si presenta al naso con un aroma complesso, dove le note di ginepro sono accompagnate da sentori erbacei e fruttati della mela cotogna e da leggere note di agrumi ben equilibrate da quelle legnose dell’angelica e speziate della cannella. Morbido al palato, si caratterizza per i toni floreali e di mele cotogne croccanti, attenuati dai sentori di ginepro, per un finale rinfrescante, con un tocco speziato.

I dolci di Knam incontrano la Grappa Segnana

Il dolce di Chef Knam a base di Grappa Segnana Alto Rilievo Invecchiata in Botti da Whisky
Una degustazione e un menu a 4 mani con lo chef di Locanda Margon danno il via alla collaborazione tra il pasticcere e il Gruppo Lunelli

Le creazioni di chef Ernst Knam incontrano la Grappa Segnana: inizia così la collaborazione tra il famoso pasticcere e cioccolatiere e il Gruppo Lunelli, del quale il brand del distillato è parte. Il via a questa collaborazione è stato celebrato con un esclusivo evento a Trento, dal titolo Piacere Distillato.

Una ricetta speciale firmata da Frau Knam

Una giornata pensata come un percorso sensoriale che ha accompagnato gli ospiti alla scoperta dell'abbinamento tra la Grappa Segnana e le creazioni dolci di Knam, fra le sale di rappresentanza della cinquecentesca Villa Margon, sede del Gruppo Lunelli. Ha partecipato anche Frau Knam (impegnata nell'approntare l'apertura del suo primo negozio accanto alla pasticceria gluten free di Ernst) che ha omaggiato Grappa Segnana con una ricetta dedicata per l’occasione: “Milano, Trento, Milano. Sapori di Montagna”.

Un intero menu a tema

Gli ospiti hanno seguito una masterclass guidata da Frau Knam e da Ernst stesso, con degustazione di una selezione di Grappe Segnana con la guida di Marcello Lunelli e del Mastro Distillatore Mirko Scarabello, e assaggio dello speciale menu a tema grappa e cioccolato creato a quattro mani da Ernst Knam e da Edoardo Fumagalli, chef di Locanda Margon.

Materie prime di assoluta qualità e voglia di sperimentare

La famiglia Knam e la famiglia Lunelli si sono ritrovate in valori condivisi, in particolare sull’uso di materie prime di assoluta qualità, e il desiderio di sperimentazione e di contaminazione con altre realtà. Si tratta solo della prima tappa del progetto di collaborazione più ampio, che coinvolgerà Segnana e lo Chef e Maître Chocolatier Ernst Knam. Il progetto è in via di definizione e si concretizzerà dopo l'estate.

 

Ancora più ricca la proposta per l’estate di Sammontana

Sammontana
La Coppa Oro Caffè, nata in collaborazione con Segafredo, e le due referenze che ampliano la linea di sorbetti a stecco Fruttiamo le ultime novità

Nuovi gusti fanno più ricca l’estate firmata Sammontana. Dopo il lancio di Cono Cinque Stelle Aria di Toscana e Gruvi Stracciatella Maivista (leggi Arrivano due nuovi gelati firmati Sammontana) la proposta l’azienda di Empoli si amplia con la Coppa Oro Caffè e con due nuove referenze del sorbetto a stecco Fruttiamo, Alternativo e Vivace.

Coppa Oro Caffè è la nuova versione di uno dei brand più iconici di Sammontana. Versione che nasce dalla collaborazione stretta con un’eccellenza italiana del caffè, la rinomata torrefazione Segafredo Zanetti. Frutto della partnership è questo nuovo gelato in coppa (formato 85 gr) al quale la variegatura al caffè Segafredo dona un carattere deciso e avvolgente, reso ancora più gustoso dalla decorazione di croccante di nocciola sulla superficie.

La nuova collaborazione segue al successo delle ricette realizzate negli anni passati con altre realtà top del gusto made in Italy, quali Fabbri 1905 e Domori, per regalare al cliente bar un’esperienza di gusto unica. Collaborazioni che hanno portato alla nascita di Coppa Oro variegata e decorata con Amarena Fabbri e della Coppa Oro con granella di Cioccolato Domori.

Con Alternativo e Vivace Sammontana ha invece ampliato la linea di sorbetti a stecco (gr 65) Fruttiamo, che già conta i classici gusti Fragola e Pesca. Sorbetti preparati con il 50% frutta e con il 100% di ingredienti di origine vegetale, fonte di fibre, senza grassi e senza additivi coloranti. Prodotti, inoltre, a basso contenuto calorico, in quanto ogni stecco contiene meno di 80 kcal.

Fruttiamo Alternativo costituisce una proposta più particolare e davvero alternativa per via degli ingredienti che lo compongono. È infatti preparato con mela, frutti rossi, uva rossa, barbabietola e sambuco. I frutti rossi conferiscono allo stecco un gusto unico e dolce, reso più sorprendente dall’accostamento con la barbabietola e il sambuco, che con il loro sapore insolito per un gelato danno vita a un mix equilibrato e molto accattivante.

Dal gusto deciso e rinfrescante, Fruttiamo Vivace si presenta di colore verde, colore che racconta gli ingredienti protagonisti: mela, kiwi, lime, avocado e spirulina. Anche in questo caso un mix molto accattivante, dove la freschezza del kiwi e del lime si sposa con l’avocado, che dona a questo stecco sorbetto un gusto esotico perfetto per la stagione calda.

Con Uefa Euro 2020 tutti bevono con più gusto

Locandina del campionato europeo Uefa Euro 2020
Coca-Cola e Heineneken sono gli sponsor di bevande che supportano le 24 le Nazionali che si affrontanop per i Campionatti Europei di Calcio Uefa Euro 2020

Con un ritardo di 12 mesi per i noti fatti Covid, ha prenso il via alla grande (con due vittorie dell'Italia per 3-0 con Turchia e Svizzera) il Campionato Uefa Euro 2020, con pubblico in presenza, che coinvolge 24 squadre nazionali di calcio che giocheranno 51 partite in 11 stadi. Tra le iniziative a supporto più interessanti quelle degli sponsor ufficiali di bevande come Coca-Cola e Heineken, oltre a Sky. Originale iniziativa a latere di Deliveroo.

Coca-Cola, partner storico dal 1974

Sponsor della manifestazione dal 1974, Coca-Cola celebra l'evento con varie iniziative tra cui una serie limitata di lattine e bottiglie in vetro sliverate dedicate alle città ospitanti, a cominciare da Roma. Inoltre, in collaborazione con Figurine Panini, sotto le etichette delle bottiglie Coca-Cola in Pet e rPet, saranno disponibili delle figurine speciali che mettono a confronto giocatori "rivali ma uniti dalle proprie passioni" che permettono di completare l'apposito album Panini dedicato a Uefa Euro 2020.
Come ha dichiarato Davide Franzetti, direttore commerciale Coca-Cola Hbc Italia, l'azienda di bevande sarà inoltre presente tra gli sponsor nella Fan Zone all’interno del Football Village in Piazza del Popolo a Roma, con uno spazio in cui i tifosi potranno creare la propria figurina anini personalizzata, e sarà protagonista dell’hotspot in Largo dei Lombardi a Roma, all’interno del quale tutti i consumatori potranno scoprire le iniziative in ambito sostenibilità messe in campo da Coca-Cola, prima tra tutte la nuova bottiglia realizzata con il 100% di plastica riciclata (rPET). UEFA EURO 2020™ segnerà infatti il debutto delle nuove bottiglie 100% rPET di Coca-Cola, che saranno poi utilizzate anche per gli altri marchi del portafoglio dell’azienda come Fanta, Sprite e FuzeTea, per un totale di 150 milioni di confezioni nel 2021 realizzate completamente in plastica riciclata.

Heineken, Official Beer Partner dal 1996

Da oltre 25 anni sponsor degli campionati europei di calcio, birra Heineken ha lanciato la campagna "Enjoy the Rivalry", come un elogio alla sana rivalità tra tifosi di squadre diverse, organizzando village e fan zone nelle 11 città che ospitano le partite.
Il tema della "sana rivalità" vive anche sulle bottiglie di birra da 33 cl in edizione limitata Euro 2020, contraddistinte dalle 26 bandiere nazioinali.
Da citare il concorso a premi "Il Kit del tifoso più cool" con in palio ogni giorno 1 minifrigobar Dekkers brandizzato, 4 bicchieri da 25 cl, un cappellino, 10 sottobicchieri e 24 bottglie 33 cl (info e modalità di partecipazione nel sito heineken.it
Inoltre sarà premiato il Miglior Giocatore di ogni partita con il Premio Heineken Star of the Match che sarà consegnato in tutti i 51 incontri del torneo.
Per finire largo spazio alla versione Heineken 0.0, la birra analcolica creata per superare i possibili problemi di guida e tifo.

Sky Business, offerte speciali

L'offerta di Sky Business per i bar è completa di tutte le 51 partite, con offerte dedicate. Inoltre si è tenuto un concorso per tutti i locali che hanno attivato il ticket Uefa Euro 2020 o che hanno scelto un abbonamento con il Campionato Europeo incluso.
Questi i punti di forza delle trasmissioni Sky Sport per Sky Business:
3 inviati
trasmissioni live tutti i giorni
15 ore di diretta tv tutti i giorni
tutte le notizie e le conferenze stampa live
regia dedicata per tutte le partite della Nazionale Italiana
le analisi con Sky Sport Tech
le voci amiche del giornalista Fabio Caressa e del campione del mondo Giuseppe Bergomi.

Deliveroo Beer by Menabrea per Uefa Euro 2020

Deliveroo lancia Deliveroo Beer

Ledear internazionale nella consegna delivery on line, a margine del campionato Uefa Euro 2020, Deliveroo ha lanciato la birra limited edition Deliveroo Beer per celebrare la giovane Nazionale Italiana di Calcio. Realizzata da Birra Menabrea, la birra chiara è proposta in una bottiglie sleeverate di colore azzurro e viene fornita (fino a esaurimento scorte) per ogni ordine di pizza ordinata al ristorante pizzeria Salvatore Di Matteo Le Gourmet di Roma. Inoltre l'azienda di consegne a domicilio ha organizzato il concorso Deliveroo Cup per indovinare il risultato finale delle partite degli Azzurri.

Le 24 squadre nazionali
Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Galles, Germania, Inghilterra, Italia, Macedonia del Nord, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Scozia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.

Gli 11 stadi dove si gioca fino all'11 luglio

Amsterdam (Olanda): Johan Cruijff Arena
Baku (Azerbaigian): Olympic Stadium
Bucarest (Romania): National Arena
Budapest (Ungheria): Puskàs Arena
Copenhagen (Danimarca): Parken Stadium
Glasgow (Scozia): Hampden Park
Londra (Inghilterra): Wembley Stadium
Monaco di Baviera (Germania): Football Arena Munich
Roma: Stadio Olimpico
San Pietroburgo (Russia): Saint Petersburg Stadium
Siviglia (Spagna): Stadium La Cartuja Sevilla.

 

Birra in cerca di rilancio: i numeri e le proposte di AssoBirra

birra mercato 2020 Assobirra
foto da da Pixabay
Dopo un decennio di crescita esponenziale, il settore ha subito pesantemente gli effetti della pandemia. Tuttavia, ci sono tutte le condizioni per ripartire. Ma occorrono misure di sostegno ad hoc

La crisi innescata dalla pandemia ha colpito duro tutto il mondo beverage e non solo. Immune dagli effetti dell’emergenza sanitaria non è rimasto il comparto italiano della birra che nel 2020 ha registrato un calo di tutti i principali indicatori di mercato: produzione, consumo, giro d’affari. Un calo che arriva dopo un decennio di crescita esponenziale su tutti i fronti, culminato con i numeri record del 2019 (leggi Report Assobirra, nel 2019 numeri record per la birra).

È quanto emerge dall’Annual Report 2020, lo studio che traccia il quadro del settore nello scorso anno, redatto da AssoBirra, l’associazione confindustriale che riunisce le maggiori aziende che producono e commercializzano birra e malto nel nostro Paese.

Nel 2020 la produzione nazionale di birra si è attestata a 15.829.000 ettolitri, in discesa dell’8,4% rispetto al 2019, quando aveva raggiunto i 17.288.000 ettolitri, culmine di un decennio nel quale il volume di produzione era cresciuto del 35%. Ancora più consistente il calo dei consumi, passati dagli oltre 21 milioni di ettolitri del 2019 a 18.784.000 ettolitri, segnando così un -11,4%. Una caduta generata dalle restrizioni imposte nel fuoricasa, principale canale di consumo.

Giù anche l’export, sebbene con numeri più contenuti, che dopo anni di grande crescita è calato del 4,8%, con volumi esportati pari a 3,3 milioni di ettolitri. Un volume comunque significativo, soprattutto considerando che i principali mercati di sbocco sono rappresentati da Paesi a forte tradizione birraia, a conferma della qualità riconosciuta del prodotto italiano: Regno Unito (47,3%), Usa (7,3%) e Australia (7%). Di contro, rilevante è stato il calo delle importazioni, crollate del 15%.

Di conseguenza è andato giù anche il valore condiviso generato dalla birra lungo tutta la sua filiera, una filiera lunga che va dal campo al fuoricasa. Questo ammontava a 9,5 miliardi di euro nel 2019, dei quali 5,9 miliardi di euro nel solo canale horeca. Nel primo semestre del 2020, ultimo periodo per i quali si hanno dati consolidati, la perdita è stata di 1,3 miliardi di euro, bruciando quasi tutta la crescita sviluppata negli ultimi 4 anni.

Un patrimonio per il Paese

Numeri che raccontano di una brutta inversione per un settore fino a due anni fa in grande salute, tuttavia fisiologici alla luce della drammatica situazione creatasi nell’anno nero della pandemia. E comunque, se può consolare, il crollo è stato largamente inferiore a quanto accaduto in Europa, dove il valore aggiunto del settore birra si è ridotto di oltre 15 miliardi, ovvero del 25%, passando da 60 a 45 miliardi.

Ma i numeri del report di Assobirra raccontano però anche il peso consistente della birra per il tessuto economico del nostro Paese. Nel 2020 il settore conta circa 1000 imprese e oltre 115.000 occupati lungo tutta la filiera. Ancora più significativo l’impatto che la produzione della bionda ha per gli anelli a valle della catena del valore, dove ogni persona occupata in produzione contribuisce infatti a creare ben 31,4 posti di lavoro. Ma non solo perché la birra incide con una quota media tra il 7% ed il 27%, nei ricavi finali, di ristoranti, pub, bar o pizzerie, e ha un ruolo fondamentale nell’economia dei distributori di bevande, dove pesa mediamente per oltre il 30% nei volumi e del 40% del fatturato, a testimonianza di come la bevanda porti ricchezza non solo a chi la produce, ma anche a tutti i player a valle e a monte della filiera e allo Stato.

Occorrono misure per il rilancio

Una ricchezza per il Paese che va supportata e valorizzata per tornare a crescere. A questo proposito AssoBirra guarda al futuro con un cauto ottimismo, confortata dal fatto che anche nell’anno della pandemia la birra è rimasta la bevanda più consumata dagli italiani e dall’alta reputazione, di cui il prodotto gode presso i consumatori nazionali ed esteri.

Ma per un serio rilancio occorrono anche interventi di supporto al settore. «La ripresa del comparto birrario – che in un solo semestre ha visto l’azzeramento dell’intera crescita dell’ultimo quadriennio – passa da interventi mirati di fiscalità dedicati al settore», ha commentato Alfredo Pratolongo, vicepresidente di AssoBirra, intervenendo nella conferenza online di presentazione del report.

Nello specifico l’associazione pensa a misure che possano dare una boccata d’ossigeno in particolare al canale horeca e ai microbirrifici, per i quali proprio il fuoricasa rappresenta in molti casi l’unico canale di vendita della propria produzione, gli anelli della filiera che più hanno risentito degli effetti della crisi.

E proprio il mondo dei micro-birrifici costituisce un fiore all’occhiello del panorama birraio italiano che, grazie alla diversità dei prodotti, ha portato una ventata di novità nel mondo della birra, stimolando la curiosità dei consumatori, aumentandone la cultura e contribuendo a valorizzare i territorio nei quali operano. Un comparto costituito in gran parte da realtà imprenditoriali giovanili, che prima della crisi contava oltre 850 produttori da Nord a Sud con circa 3000 addetti, ma che con lo scoppio della pandemia ha subito un calo del 31% della produzione, attestatasi a 361.000 hl a fronte dei 523.000 del 2019, portando alla chiusura di diverse imprese.

Per aiutare la ripresa di questi comparti per AssoBirra è indispensabile introdurre un incentivo fiscale, ovvero un credito di imposta, di 10 centesimi al litro sulla birra in fusto destinato direttamente ai punti di consumo. «Una misura necessaria per sostenere gli oltre 140.000 punti di consumo, quali bar, ristoranti e le 80.000 pizzerie, e i birrifici artigianali, che può generare un effetto moltiplicatore lungo tutta la filiera».

Sempre a sostegno delle piccole realtà, l’associazione ha chiesto inoltre al governo altre misure quali l’Iva agevolata fino al 2023, l’estensione dell’attuale regime forfettario per il pagamento delle accise e la sospensione di queste ultime fino alla fine del 2022.

A tale proposte per fare fronte all’emergenza dovrebbe unirsi poi una misura strutturale: la riduzione delle accise. In questo modo si riprenderebbe il percorso virtuoso intrapreso con successo nel triennio 2017-2019 e poi interrotto con la pandemia. «Una diminuzione delle accise di circa 2 punti percentuali ha generato un effetto leva, stimolando in Italia investimenti in impianti e nuovi prodotti, aumentando la varietà e proponendo innovazione con nuove birre locali e speciali, sostenute da politiche commerciali espansive da parte delle aziende – ha spiegato il vicepresidente-. Il risultato finale è stato una crescita dei consumi del 9%, lo sviluppo delle piccole realtà imprenditoriali e uno stimolo alla filiera agricola nazionale».

 

Spirits industry in recupero e per i ready-to-drink è boom

Buoni segnali di recupero dall'industria globale degli spirits che, secondo IWSR, registra nel 2021 volumi in crescita per quasi tutte le categorie. Straordinaria la performance dei ready-to-drink che spinti dall'e-commerce hanno conquistato quote di mercato a livello internazionale imponendosi soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone

L'industria del beverage alcolico sta già recuperando terreno a livello mondiale. Almeno secondo il report compilato da IWSR, accreditato istituto di ricerca di Londra. Entro il 2021, il mercato dovrebbe crescere a livello di volumi del 2,9% ed entro il 2023, tornare ai livelli di consumo pre Covid-19. La categorie che stanno più contribuendo al "recovery" del settore sono i cocktail ready-to-drink (durante il lockdown i formati "già pronti" in lattina o in bottiglia sono stati protagonisti di un vero e proprio boom) e gli spirits "no alcohol". Ma, vediamo, l'analisi e le previsioni di IWSR categoria per categoria.
Tequila. Il mercato globale del distillato messicano è cresciuto del 9,6% nel 2020 grazie soprattutto alla spinta della domanda nordamericana dove è il terzo spirit più venduto del Paese dietro a vodka e whiskey. Il successo del Tequila sta trainando anche gli altri prodotti a base di agave, in primis il mezcal. Si prevede che gli spirits a base di agave cresceranno a volume del 4,7% nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua).
Whisky. È la categoria di spirits che ha sofferto di più durante la pandemia, registrando un arretramento del 10,7% durante il 2020. Quest'anno dovrebbe riuscire a recuperare il 5,5%. E un ulteriore 4,2%, sempre a volume, nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua), soprattutto grazie al ruolo di locomotiva di India e Stati Uniti. I whiskey sono la sottocategoria che sta facendo meglio, in particolare i whiskey irlandesi con una previsione di una crescita a volume del 7,9% nel quadriennio 2021- 2025 (variazione % media annua). Variazioni positive anche il whisky giapponese (+6%) e il whiskey americano (+5,1%) generate soprattutto dalla ripresa della domanda nei loro rispettivi mercati interni. Per quanto riguarda il whisky scozzese, si prevede una crescita del 3,5% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua). Crescita trainata dal graduale recupero di mercati strategici e alto-consumanti come l'India.
Gin e Vodka. Prosegue la stagione d'oro del gin con un'ulteriore crescita a volume del 4,5% nel quadriennio 2021 -2025 (variazione % media annua) grazie alle performance di alcuni nuovi "key markets" della categoria come Brasile, Sud Africa e Russia e alle vendite dei brand super premium (un segmento destinato a crescere dell'11% durante il quadriennio 2021-2025). Andamento, invece, piatto per la vodka a livello globale. In Russia, il mercato più importante a livello internazionale, i consumatori, anche a causa della pandemia, stanno progressivamente convergendo su  brand di fascia media. Negli Stati Uniti, il secondo mercato più importante per la categoria, si prevede una crescita a volume dell'1,1% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua).
Birra. Nel 2020 la categoria ha perso il 7,1% a volume a livello globale. Si prevede un parziale recupero nell'anno in corso con una crescita del 2,5% e un ulteriore "salto" dell'1,2%, sempre a volume, nel quadriennio 2021-2025 (variazione % media annua). Ad eccezione degli Stati Uniti, dove l'impatto dei prodotti Rdt sulle vendite di birra è stato particolarmente pesante, tutti i primi 10 mercati mondiali birrari in termini di volume dovrebbero tornare a crescere nel 2025.
RDT. Crescita a due cifre per i ready-to-drink, categoria che ha archiviato il 2020 con uno sviluppo del 26,4% a volume. IWSR prevede che la marcia trionfale dei ready-to-drink proseguirà anche nel 2021 con un ulteriore salto del 26,6% e del 10,2% nel quadriennio 2021 - 2025 (variazione % media annua). Questa super performance verrà trainata soprattutto dagli Stati Uniti (Paese che detiene una quota del 44% del mercato mondiale dei RDT), dal Giappone, dall'Australia, dal Canada e dalla Cina. Oltreoceano, brilla anche la sottocategoria degli hard seltzer che nel 2020 è cresciuta, a volume, di ben il 130%.

 

 

5 possibili vie per ripartire a mille

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale del numero di giugno 2021 di Bargiornale firmato dal direttore Rossella De Stefano
Copertina Bargiornale giugno 2021

Partire di nuovo da un punto stabilito, o, per estensione, rimettersi in moto. Questi i sensi che elenca il vocabolario Treccani sotto il lemma “ripartire”. E chi, tra noi, non vorrebbe cancellare gli ultimi 15 mesi e da lì ricominciare? L’85% dei titolari di bar e ristoranti si è detto sicuro che il settore riprenderà a marciare con decisione. Numeri alla mano, il 36% degli imprenditori ritiene possibile nel 2022 un ritorno ai livelli di fatturato pre-Covid e un altro 36% prevede invece uno slittamento al 2023. In generale, la speranza è quella che l’effetto rimbalzo dei consumi fuori casa nei prossimi 3-5 anni possa essere tale da superare i livelli del 2019. Come? Gli “addetti ai lavori” che abbiamo interpellato individuano cinque strade maestre:
1. Ripensare l’offerta: in molti hanno introdotto lattine e bottled drink per favorire nuove modalità di consumo; aboliti “per legge” i buffet, c’è chi ha messo a punto un’offerta food da abbinare ai cocktail o chi, per fronteggiare le riduzioni di orario serale, offre un servizio di ristorazione all day long;
2. Esplorare nuovi spazi: progettare i locali contemplando uno spazio esterno è una via obbligata;
3. Diversificare: non solo somministrazione ma anche vendita;
4. Fare impresa: aguzzare l’ingegno, fare sistema e sfruttare le opportunità che ci offre la tecnologia;
5. Lavorare in team: aver cura dei clienti, ma soprattutto dei propri dipendenti.
Non ultimo: c’è un esercito di under 30 appassionati e talentuosi sui cui dobbiamo costruire il futuro del fuori casa.

Forst rilancia e punta sul tris milanese di Spiller

Esterno del Ristorante Spiller Milano Duomo in via Larga
Spiller Duomo è la terza birreria con cucina firmata Forst inaugurata sulla scena milanese.

Sposare birre di qualità a piatti gourmet è da sempre luna stella polare di casa Forst. Dopo aver creato una dozzina di locali Forststbräu (il primo a Merano nel 1869) tipicamente altoatesini, il birrificio di Lagundo (Bolzano) ha lanciato nel 2015 il nuovo format Spiller Birreria con Cucina a cui, oltre al binomio birra-cucina di qualità, unisse anche un'ambientazione moderna e luminosa, sganciata dall'immagine classica della casa-madre altoatesina, un progetto caro a Cellina von Mannstein di Birra Forst.

Le prime aperture si sono tenute con successo a Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Ronchi dei Legionari (Gorizia) e Trieste.
L'anno scorso il format ha ricevuto a Riccione una nuova identità passando da un'ambientazione più informale a un locale più elegante giocato sui toni caldi del legno naturale, del ferro e caratterizzato da una luce più morbida, con un'apposita scenografia firmata dall'arch. Alberto Pescali di ApDesign (Arzago d'Adda, Bg).
Nonostante la pandemia Covid-19, il progetto Spiller ha ricevuto un ulteriore impulso l'anno scorso con l'apertura di due nuovi locali, Milano Isola (via Alserio 9, 170 posti interni più 120 esterni) e Milano Sempione (Arco della Pace, corso Sempione 7, 60 posti interni più 80 posti esterni), a cui è seguita il 10 giugno scorso l'inaugurazione del più grande Milano Duomo (via Larga 8).
«A coordinare il progetto Spiller Milano è stato Davide Tambone - precisa Giacomo Morelli, ad e direttore della Gestbirr di Padova - che può vantare una lunga esperienza nel campo dell'ospitalità cool milanese, oltre a un quinquennio speso nei ristoranti italiani alla moda di Londra».

Spiller Duomo Milano dai grandi spazi

Recuperando gli spazi dello storico G-Lounge, nei 700 mq disposti su due livelli, sono stati ricavati 130 posti a sedere, suddivisi tra piano terra e seminterrato, più altri 40 nel dehors. Collegato da una scenografica scala interna, il seminterrato ospita la zona social, potendo vantare un grande schermo tv per gli eventi  sporrtivi e musicali, oltre a ospitare la cucina a vista. Posto ideale per seguire le partite di calcio Uefa Euro 2020.
Oltre ai tipici taglieri altoatesini a base di salumi e formaggi, il menu (disponibile anche su QR Code) offre primi piatti immancabili come spatzle e canederli, ma senza trascurare altre specialità italiane come gli spaghetti alla carbonara. Protagonisti della proposta gastronomica sono i più diversi tipi di carne, arrosto e alla griglia, dalle tagliate di manzo allo stinco di maiale della Val Venosta, al gulash speziato, agli hamburger da 150 g, agli hot dog.
Per i non carnivori poi sono a disposizione una serie di pizze al padellino e insalate poke, per finire con i dolci della casa, dagli strudel al birramisù.
Ma vera regina del locale è la birra alla spillata nei tre classici momenti: mescita, pausa, rabbocco. Per garantirela massima qualità delle birre viene utilizzato un impianto di spillatura a freddo dove i fusti sono conservati già alla corretta temperatura di servizio, senza così essere sottoposti a improvvisi shock termici.

Una schiera di birre alla spina

In tutti i locali sono disponibili tutte le specialità della casa altoatesina, in bicchieri da 20, 30 e 40 cl, oltre che in caraffe da un litro per i tavoli più numerosi, capaci di mescolarsi in interessanti beer cocktail. Una spina è sempre riservata a birre speciali, come stagionali o di anniversario (Natale).
Forst Vip Pils
La più chiara delle birre di Lagundo (Bolzano) presenta note leggere di cererali e luppolo, grado alcolico medio (5%), moderato grado di amaro (30 Ibu), servita a 6-8 °C, ottima come aperitivo, va abbinata a antipasti e primi piatti leggeri (senza pomodoro) come risotti e carni bianche.
Forst Kronen
Di colore giallo dorato, dal sapore pieno e aromatico di malto, presenta una lieve fragranza erbacea, ha un livello alcolico leggermente più alto (5,2%), amaro meno accentuato (23 Ibu), servita a 6-8 °C. Da abbinare a pizze, piatti tirolesi, secondi piatti di carne, Club Sandwich.
Felsenkeller
Narturalmente torbida, non filtrata e non pastorizzata, si presenta con un aroma delicato e corpo morbido,  grado alcolico leggermente più alto (5,2%), amaro contenuto (23 Ibu), da servire a 6-8 °C. I suoi abbinamenti ideali sono con antipasti e primi piatti sapopriti, fritti, hamburger e dessert alla frutta.
Forst Heller Bock
Realizzata con un originale sistema di produzione a due miscele e ferementata in modo classico, questa birra doppio malto (7,5% alc) presenta un aroma di malto marcato ma elegante. Di  gusto pieno presenta un amaro più accentuato (29 Ibu), da servire a 8 °C. Ottima come compagna di secondi piatti sostanziosi.
Forst Sixtus
Inconfondibile doppio malto rosso scuro (6,5 %), ha un deciso aroma di malto tostato e caramellato, gusto intenso e vellutato, amaro contenuto (25 Ibu), da servire a 8 °C. Sostiene pioatti e pietanze dai gusti più forti come carna alla brace (costata alla fiorentina e costata tomahawk), da proporre con dolci al cioccolato nero (Sacher) e formaggi d'alpeggio stagionati (Asiago Dop, Puzzone di Moena).
Menabrea Ambrata Riserva
La "sorella" piemontese è realizzata con metodo a bassa fermentazione, di colore rosso ambrato, ha un gusto rotondo di malto tostato, amaro leggermente accentuato (34 Ibu), grado alcolico medio (5%), da serevire a 6-8 °C. Ottima in abbinamento a primi piatti (con pomdoro) e hamburger farciti.
Weihenstephan Hefe Weissbier
Birra di frumento ambrata importata dall'omonimo birrificio statale baverese, naturalmente torbida, presenta un aroma fruttato (banana) e speziato (chiodi di garofano), di gusto leggero e cremoso. Grado alcolico nella media (5,4%), amaro leggero (14 Ibu), da servire a 6-8 °C. Gli accostamenti ideali sono con insalatone, würstel, secondi piatti e pizze.

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