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Volare: il bar anni Sessanta nel cuore di Bologna

Volare
Giuseppe Montanaro, Fabio Tiberio e Giuseppe Doria i fondatori di Volare
I mitici anni Sessanta rivivono nel nuovo locale, dall’arredo alla mixology incentrata su proposte semplici dove il distillato torna a essere il grande protagonista

Gli anni Sessanta sono stati gli anni del boom economico. Gli anni in cui l’Italia diventava simbolo della “dolce vita”. La 500 era l’auto simbolo della ripresa economica, l’intrattenimento entrava nelle case della gente e lo sport regalava sfide tra campioni che ancora oggi sono leggenda. Domenico Modugno cantava la voglia di libertà e gli italiani tornavano a sognare dopo decenni bui. Proprio con questo spirito oggi a Bologna nasce Volare, il cocktail bar ispirato a quel decennio d’oro.

Il nome stesso, Volare, è il manifesto del locale nato dall’intuizione di Fabio Tiberio, Giuseppe Montanaro e Giuseppe Doria. Un luogo in cui la lancetta dell’orologio torna indietro nel tempo e ci si ritrova immersi in un vero e proprio bar di quegli anni, come ci spiega Doria. «Tutto è nato da una fantasia che ci raccontavamo. Aprire un bar che fosse in tutto e per tutto il bar di paese degli anni '60, quelli che in provincia ancora trovavamo nella nostra infanzia – spiega il cofondatore -. Con la pandemia e le sue conseguenze, invece di abbatterci abbiamo deciso di reagire. E l’idea del bar è diventata la metafora della nostra voglia di ripartire e non farci sconfiggere dagli eventi. Gli anni Sessanta sono stati gli anni del dopo guerra, gli anni del boom economico. E noi oggi con questo bar vogliamo esprimere l’idea di speranza, la voglia di ripartire dopo questo biennio, ricominciando dalle nostre origini. Uno spazio di socializzazione vero, in cui ritrovarsi e stare bene».

Un vero bar anni Sessanta

Volare si trova nel centro di Bologna, zona Mercato delle Erbe, uno degli spazi simbolo della vita notturna cittadina. L’arredamento gioca un ruolo primario in questa condivisione di emozioni e sensazioni. Volare, infatti, è un vero bar anni Sessanta, in cui gli arredamenti non sono riproduzioni edulcorate e cinematografiche di quegli anni, ma veri pezzi dell’epoca.

«Un esempio è la nostra macchina del caffè – racconta Doria – una Faema 61 originale. Una tecnologia che è stata una rivoluzione nel mondo della caffetteria. E quando abbiamo iniziato ad arredare il locale abbiamo voluto averla assolutamente. Ci siamo dovuti adeguare e studiarne il funzionamento ma l’immersione diventa così autentica anche nei sapori».

Con lo stesso principio i tre soci invece di comprare un bancone nuovo hanno recuperato la struttura già presente nel locale, che risaliva a un bar degli anni Sessanta. Alle pareti invece sono state installate delle perline dal colore legno, proprio come i bar dell’epoca.

Miscelazione minimale: protagonista è il distillato

Una fedeltà che però trova nel bicchiere la sua massima espressione. Dalla bottigliera alla miscelazione. Volare vuole trasmettere un’altra cultura della bevuta, fedele all’epoca cui si ispira. Cocktail semplici, dove il protagonista torna a essere il distillato, abbinato e miscelato ma senza comprometterne le qualità intrinseche. Il drink diventa così un canale di promozione del distillato stesso. Come in Semplice, drink a base brandy orange servito con limone, tonica e 2 dash di orange bitter.

«Vogliamo recuperare i gusti di quegli anni. Negli anni Sessanta la miscelazione era minimale e la bottigliera era il fulcro della proposta. Da Volare utilizziamo bottiglie che in molti bar sono lì senza un apparente motivo, come il Biancosarti. Un alcolico che tutti abbiamo visto almeno una volta dentro i locali bar ma del quale non conosciamo il sapore – racconta Doria -. Noi lo abbiamo preso e reso uno dei protagonisti del nostro aperitivo. Anche perché l’aperitivo è un vero e proprio culto italiano che abbiamo esportato in tutto il mondo, ma che negli anni si è appiattito in due, tre proposte»

Ad accompagnare i miscelati pre-cena Volare propone un aperitivo tanto semplice quanto tematizzato, con uova soda e mortadella artigianale.

Il recupero del rosolio

La bottigliera di Volare si integra poi con una ricetta che Giuseppe e i soci hanno voluto riportare in auge, il rosolio. «Il rosolio è una di quelle bevute che si è un po’ persa e che abbiamo deciso di recuperare – spiega -. Mantenendo la morbidezza del gusto, abbiamo abbassato la quota zuccherina. Per riuscirci abbiamo sfruttato la dolcezza della vaniglia, che diventa co-protagonista con la rosa. Lo zucchero così è al 5% per un 25% di alcol, rendendo il rosolio dolce ma non stucchevole».

Ancora una volta una ricetta studiata, ricercata ma semplice. «Vogliamo creare una proposta drink semplice, facilmente riproducibile. Abbiamo l’ambizione di riportare la bevuta ai suoi primordi, fatta di un distillato di qualità esaltato nella giusta cornice».

Una democratizzazione dei cocktail quella di Volare, per una bevuta che diventa non il fine ma il mezzo di un momento di socialità. Ogni martedì, infatti, Volare ospiterà barman sia bolognesi che del panorama nazionale, per condividere con i colleghi del settore non solo il proprio spazio, ma anche esperienze e voglia di divertirsi. Ultimo in ordine di tempo Julian Biondi, ospite a inizio novembre, mentre il prossimo appuntamento in programma, il 16 novembre, vedrà come special guest i ragazzi di Donkey.

La ricetta

Semplice

Ingredienti:
6 cl brandy orange, 2 dash orange bitter, top di tonica
Preparazione:
build
Guarnizione:
fetta di limone
Bicchiere:
tumbler alto

Ripensare il panettone, la masterclass da seguire online

panettone
Lunedì 15 novembre a Villa Terzaghi una intera giornata dedicata al tema della versatilità di questo dolce e alla destagionalizzazione. Con gli esperti di lievitati, cioccolato, panificazione e gelato

Lunedì 15 novembre sarà il giorno del panettone a Villa Terzaghi, ristorante e scuola di cucina a Robecco sul Naviglio (MI), con una masterclass sul lievitato principe della pasticceria italiana per esperti e studenti di cucina. Sostenuta e promossa da Regione Lombardia, avrà come protagonista non solo il panettone nella sua versione classica, ma anche con ricette innovative studiate dai migliori professionisti della cucina, della pasticceria e della gelateria. Gli obiettivi sono quelli di destagionalizzare il panettone e renderlo un dolce adatto ad ogni occasione e, spiega l'organizzazione in una nota, «proteggerlo come forma d’arte, massima espressione dell’artigianalità dei pasticceri lombardi e non solo».

Grandi nomi, dal cioccolato al gelato fino alla panificazione

La versatilità di questo dolce sarà raccontata e argomentata negli interventi di grandi nomi: il maître chocolatier vincitore del World Chocolate Masters 2013 Davide Comaschi, il maestro pasticcere Densi Dianin, il maestro panettiere, pasticciere, confettiere, patron della Coppa del mondo del Panettone Giuseppe Piffaretti, il maestro di lievitati Campione del mondo della pizza in pala 2016 Pasquale Moro, il maestro gelatiere della Carpigiani Gelato Univesity Andrea Bistaffa.

Il link per seguire la masterclass online

L’evento riservato ai professionisti sarà disponibile anche online. Questo il link alla piattaforma ZOOM per seguirlo: https://us02web.zoom.us/j/89890769141?pwd=VnpnRC9jcGZ1ZEEyL09qQm5Eckd5Zz09

Via al programma di valorizzazione del panettone

L'iniziativa è sostenuta e promossa da Regione Lombardia ed è "figlia" dell'accordo che ha visto l'istituzione, proprio a Villa Terzaghi, del Polo del Panettone (oltre che quello dell’Accademia della Polenta) a maggio 2021, siglato dallo Chef Carlo Cracco (a Villa Terzaghi ha sede il ristorante didattico della scuola di cucina che lo chef presiede per l’Associazione Maestro Martino) e dall’Assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi.  

Ruby, la nuova cioccolata rosa in edizione limitata di Eraclea

Cioccolata Ruby Eraclea
Il brand di Lavazza arricchisce la sua gamma di cioccolate monodose in tazza con una nuova referenza, in edizione limitata, ai frutti rossi e dall'inusuale colore rosa

Sapori, ma anche colori inusuali caratterizzano Ruby, l’ultima nata della gamma di cioccolate in tazza di Eraclea. Ruby è infatti una cioccolata ai frutti rossi dall’inusuale colore rosa, in edizione limitata, nata per regalare al cliente bar un’esperienza gustativa originale che oltre il palato coinvolge anche la vista.

Un prodotto distintivo che conferma la vocazione del brand del gruppo Lavazza a proporre prodotti innovativi, e la sua capacità di interpretare la grande tradizione della cioccolata calda all’italiana secondo i più recenti trend di consumo (leggi Da Eraclea le nuove cioccolate al pepe nero e al tè verde Matcha) per soddisfare le esigenze sia dei consumatori più esigenti, ma desiderosi di esplorare nuove frontiere del gusto, sia della fetta di pubblico più giovane e naturalmente portata alla ricerca della novità. Il tutto senza mai rinunciare alla qualità e all’eccellenza del risultato finale in tazza che caratterizza le referenze Eraclea.

Prodotta con ingredienti selezionati e di qualità, lavorati con tecniche esclusive per donare al prodotto un gusto avvolgente e delicato, Ruby è una cioccolata densa e cremosa, nella quale le note iniziali di cacao si accompagnano al fresco retrogusto di frutti rossi: una cioccolata complementare al classico gusto, amaro o dolce delle varianti più tradizionali.

Facile da preparare, la Cioccolata Ruby è disponibile, fino a esaurimento scorte in confezione da 15 bustine da 30 g l'una. Bustine che i bar possono proporre anche in vendita singolarmente per il consumo domestico e ideali per la composizione di pacchi regalo in occasioni speciali, come le festività natalizie. Inoltre, i locali che acquistano la nuova referenza in edizione limitata avranno a disposizione un toolkit digitale e piccoli gadget per invogliare i clienti a condividere immagini del loro mondo in rosa.

Mulino Padano potenzia i servizi per i professionisti

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Lo shop online delle farine ha una sezione tutta dedicata alla clientela professionale, con i nuovi formati da 500 g a 5 kg e sconti, sconti e assistenza ad hoc

Vuole confermarsi, oltre che produttore, come "consulente" nel campo della farina. Per questo Mulino Padano ha deciso di potenziare i servizi offerti ai professionisti, puntando su una sezione a loro dedicata nello shop online e su nuovi formati in linea con le esigenze del mercato.

Assistenza, sconto e vantaggi in proporzione alla spesa

Oltre a impegnarsi a produrre le farine più idonee alle specifiche lavorazioni, partendo dall’ascolto delle esigenze di maestri pasticceri, panettieri, pizzaioli e pastai, l’azienda ha deciso di diversificare i canali di distribuzione, potenziando le vendite online su store.mulinopadano.it. Il nuovo e-commerce è strutturato in due sezioni: una dedicata agli homebaker e una ai professionisti dotati di partita Iva. A tutti i clienti b2b l'azienda garantisce un’assistenza dedicata, uno sconto sul primo ordine e ulteriori vantaggi, proporzionati all’importo della spesa. A seconda della taglia dell'ordine scatta uno sconto - crescente - e un ulteriore sconto sull'ordine successivo, fino ad arrivare a un vantaggio sull'acquisto di corsi e webinar. Per tutti i clienti professionisti che compiono acquisti per un importo di almeno 50 euro, la spedizione è gratuita. L'acquisto è rapido e si possono replicare con un click ordini già effettuati, in una logica di semplificazione.

«Era già apprezzato all'estero»

A spiegare i perché dell'investimento sull'e-commerce è l’amministratore di Mulino Padano Valerio Cavallari, terza generazione di una famiglia che lavora nel settore dei cereali da oltre un secolo: «Siamo da sempre sensibili al tema dell’innovazione tecnologica: il nostro stabilimento produttivo è dotato di soluzioni all’avanguardia, per garantire la massima flessibilità produttiva, il più totale rispetto della sicurezza alimentare e la piena tracciabilità della filiera. Ora abbiamo avvertito l’esigenza di potenziare il nostro shop online, già apprezzato all’estero: il 70% del fatturato online è infatti generato da prodotti che spediamo al di fuori dei confini nazionali. Il nostro investimento risponde alla logica di venire incontro alle esigenze dei clienti professional e dei distributori, in termini di flessibilità, velocità d’acquisto e sicurezza».

Confezioni da 500 g, 1 kg e 5 kg in pack ad alta sostenibilità

Le linee di prodotto rimangono quelle classiche di Mulino Padano, da quelle specifiche per la panificazione a quelle ideali per la pizzeria, passando per le referenze studiate per la pasticceria e per la pasta fresca. Cambiano i formati: vengono proposte, alla clientela b2b, anche confezioni da 500 g e sacchi da 1 kg e 5 kg. Spiega ancora Cavallari: «Nel caso delle referenze di piccolo formato, siamo i primi a proporre un pack innovativo e sostenibile: è 100% carta FSC, per un’ottimale traspirazione, e per di più, a differenza degli imballi tradizionali, è sigillato, a garanzia della sicurezza alimentare e a tutela delle caratteristiche organolettiche del prodotto. La sigillatura è ottenuta con una termosaldatura all’avanguardia, perché plastic free a base acqua, realizzata in esclusiva da Mulino Padano dopo una lunga fase di ricerca e sviluppo. Infine, grazie al QR Code disponibile sul pack il cliente può ricevere informazioni dettagliate sulle caratteristiche del prodotto scelto».  

Gin Barrel, il nuovo London dry di Sabatini affinato in botti di rovere

Sabatini Gin Barrel
Distribuito da Ghilardi Selezioni, la nuova creazione della casa toscana è un London dry premium da meditazione che affina in botti di rovere ex Chardonnay

È l’affinamento in botti di rovere ex Chardonnay l’elemento distintivo della nuova creazione a marchio Sabatini: il Sabatini Gin Barrel. Un prodotto dedicato agli amanti dei distillati di qualità con il quale la casa toscana arricchisce ulteriormente la sua proposta (leggi Sabatini Gino°, lo spirit no alcol dal carattere toscano), nel caso specifico con un prodotto che nasce da un ricercato incontro tra mondo del gin e l’arte locale del fare fino.

Alla base del nuovo distillato, distribuito in esclusiva da Ghilardi Selezioni, vi è il pluripremiato Sabatini Gin, il London dry, primo nato del brand, prodotto artigianalmente con nove botaniche, rigorosamente di provenienza toscana: ginepro, coriandolo, iris, finocchio selvatico, lavanda, foglie di olivo, timo, verbena e salvia. Botaniche in maggioranza raccolte nelle proprietà della famiglia a Teccognano, frazione collinare di Cortona, in provincia di Arezzo, che vengono distillate con processo discontinuo in alambicco pot still. A questo processo si aggiunge a un ulteriore passaggio: un affinamento di 3 mesi in botti di rovere che in precedenza hanno contenuto Chardonnay toscano, che va ad esaltare la freschezza e la mineralità del prodotto, regalandogli anche una colorazione dai toni ambrati e caldi.

Rotondo e delicato, Gin Barrel (alc 45,5% in vol) conquista l’olfatto con i suoi aromi intensi e freschi, che rimandano ai profumi della campagna toscana e all’uva appena colta. Al palato è invece pieno e avvolgente, grazie al legno delle botti che conferisce spessore e importanza alla balsamicità delle botaniche, lasciando emergere note di lavanda, ginepro e salvia. Sensazioni consolidate dal finale lungo e morbido, con una nota di liquirizia data dal finocchietto selvatico.

Spirit nobile, il nuovo gin, è un distillato da meditazione, da servire liscio accompagnato da frutta secca, dolci lievitati o formaggi stagionati e perfetto da proporre ai consumatori che cercano un tocco di originalità e amano sperimentare. La bottiglia da 500 ml, inoltre, è custodita in un elegante cofanetto che rimanda alle venature del legno delle botti di rovere scuro, che ne sottolinea il posizionamento di alta gamma e ne fa anche un ottimo regalo per le festività natalizie.

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Café Inloher, prima azienda Carbon Neutral in Honduras

Adriana Bustamante Romero
Adriana Bustamante Romero
Adriana Bustamante Romero racconta la realtà di una cooperativa che offre un’ampia gamma di certificazioni e di caffè, specialty compresi

Inloher è la prima azienda in Honduras (e tra le poche al mondo) ad avere ottenuto la certificazione Carbon Neutral, un obiettivo raggiunto dopo sei anni di lavoro, che più produttori nel mondo si sono posti. È stata un’esponente della nuova generazione alla sua guida, Adriana Bustamante Romero, manager sostenibilità e tracciabilità, a raccontare la positiva esperienza nel corso di Host: «La nostra è una cooperativa di esportazione nel dipartimento di Lempira, nella parte sud-orientale del Paese che si è dedicata alla produzione, lavorazione e commercializzazione di caffè e dà lavoro a numerose famiglie. La nostra certificazione comprende la lavorazione dall’arrivo del prodotto all’impianto fino a quando è pronto per la spedizione». Il primo passo ha previsto la misurazione delle emissioni alla quale sono seguiti interventi per il loro contenimento attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie con consumi ridotti. L’ultima parte, più lenta e complessa, ha compreso la compensazione delle emissioni attraverso la piantumazione su oltre 40 ettari di terreno di alberi ad alto potenziale di fissazione del carbonio. Nel 2018 ha preso il via il processo di quantificazione dell’anidride carbonica fissata nella piantagione e lo scorso mese il vantaggio del Café Inloher è stato certificato (primo nel Paese Centroamericano) da standard internazionali di Neutralità Carbonica.

«È importante sottolineare che per noi la sostenibilità è sia ambientale sia sociale - riprende Adriana Bustamante Romero -: la nostra cooperativa ha anche una fondazione che prepara i coltivatori di caffè, dà loro una formazione agronomica al fine di gestire al meglio la piantagione e di trarre maggiore valore aggiunto dal prodotto. Con questa certificazione offriamo a numerosi Paesi ciò che ci chiedevano da tempo al fine di proporre a un consumatore sempre più interessato e attento al prodotto e alla sua filiera, una proposta nuova, certificata e tracciabile. Sono soprattutto gli Stati Uniti e i Paesi del Nord Europa a chiedere questi nuovi caffè, che offriamo con diversi profili e qualità, specialty compresi. Alcuni torrefattori italiani utilizzano i nostri caffè convenzionali all’interno delle loro miscele; ora ci aspettiamo che facciano un ulteriore passo avanti, con i caffè Carbon Neutral. Ad oggi il loro maggiore costo non ha comportato un ostacolo, a fronte dei vantaggi della sostenibilità che si accompagna ad essi».

La Cooperativa applica inoltre il codice Con Manos de Mujer, che mira a creare sistemi produttivi basati sull’uguaglianza di genere, fornendo alle donne gli strumenti per migliorare la propria condizione di vita e di lavoro, riconoscendo il loro sforzo e il loro sacrificio.

Inloher ha anche le certificazioni Rainforest, Usda Organic e Utz. «Per noi l’Italia è un Paese molto importante - prosegue Adriana - in quanto è un grande importatore ed è un simbolo di cultura per tutto quanto riguarda il cibo e il caffè. Sono venuta a Host per la prima volta dieci anni fa: ricordo quando i torrefattori faticavano a parlare di miscele 100% arabica o caffè di piantagione. Edizione dopo edizione ho visto questo mondo cambiare in modo profondo e positivo». Info: alopez@inlohercoffee.com

Il pastry chef alla prova del cioccolato bio

Il dessert Pure Soul
Federico Rottigni di Dessert Bar Milano ha ideato due dessert al piatto per esaltare le caratteristiche delle nuove tavolette Uganda BIO di Vanini, presentate in un nuovo packaging compostabile al 100%

Si chiamano Pure Soul e Re-Cycle i due dessert al piatto firmati Federico Rottigni e creati appositamente per esaltare le note aromatiche del nuovo cioccolato Vanini. Il pastry chef di Dessert Bar Milano - locale che ha in menu soltanto dolci, aperto lo scorso anno in centro città - ha esaltato le caratteristiche delle nuove tavoletteprodotte con un pregiato cacao biologico monorigine Uganda e presentate in un packaging innovativo e sostenibile.

Pure Soul è un incrocio di quattro forme che il cioccolato stesso può assumere in un dessert al piatto: spuma, spugna, sorbetto al cioccolato e aria al cacao. Re-Cycle gioca con le mini banane e le loro bucce, abbinandole a una ganache di cioccolato e fave Tonka. Entrambi i piatti utilizzano il cioccolato appena presentato da Vanini, la nuova linea di sei tavolette biologiche Uganda dal packaging rinnovato e in materiale 100% compostabile.

Attenzione alle esigenze della comunità locale

Le nuove tavolette sono realizzate con un unico cacao ugandese. Nel 2010 l’azienda (Vanini è un brand di ICAM) ha fondato ICAM Chocolate Uganda Ltd, una società nata per supportare la coltivazione e il processo di raccolta del cacao nel distretto ugandese di Bundibugyo. Qui, grazie all’implementazione delle più moderne tecniche agronomiche e alla formazione dei coltivatori locali, si è lavorato su migliorare i raccolti e la qualità intrinseca del cacao. Il progetto ha anche portato allo sviluppo socio-economico della comunità locale, garantendo condizioni di lavoro adeguate, offrendo assistenza scolastica e sostegno sanitario per le famiglie nei villaggi del distretto.

L'incarto è composto da sostanze vegetali

Spiega Giovanni Agostoni, direttore commerciale di Icam: «Siamo estremamente orgogliosi di presentare il restyling completo dell’intera gamma, che è il riflesso della cura dell’azienda verso l’ambiente e le persone. Un’attenzione a 360° che rivolgiamo alla materia prima, un cacao unico, agli ingredienti delle inclusioni, rigorosamente biologiche e provenienti da produttori selezionati e tracciati e, da oggi anche al packaging, per avere sempre la certezza di immettere sul mercato un prodotto di eccellente qualità e impeccabile da tutti i punti di vista». Le tavolette Vanini Uganda BIO adottano il primo incarto compostabile realizzato utilizzando un biopolimero brevettato composto da sostanze vegetali, come l’amido di mais. La confezione è composta per l’80% da materie prime rinnovabili ed è 100% compostabile, secondo le regole dello smaltimento industriale.

Esaltato dagli abbinamenti con frutta secca e granella di cacao

Le sei tavolette che compongono la linea, tutte in formato 85 g, utilizzano tutte il cacao biologico coltivato in Uganda, con un profilo aromatico caratterizzato da note dolci, profumate e a bassa acidità, esaltato dagli abbinamenti con frutta secca, note salate e granella di cacao. Queste le referenze: Fondente 93%, Fondente 85%, Fondente 56% con mandorle e sale di Sicilia, Fondente 56% con pistacchi salati, Gianduia con granella di cacao e Gianduia con nocciole intere. Prezzo consigliato 1,89 euro.  

Da Vivoli benvenuti fin dal primo mattino

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In un mercato molto ricco di offerta di pasticceria e gelateria come quello fiorentino, serve un'offerta ben caratterizzata. Come quella della storica gelateria-pasticceria Vivoli

Nel nostro tour di Firenze abbiamo visitato alcuni locali, tra insegne storiche e blasonate, piccole realtà artigianali o realtà con più punti vendita. Tutte con una propria identità e un’offerta ben caratterizzata, che in fondo è uno dei segreti per farsi notare in un mercato molto affollato come quello fiorentino. Tra questi c'è Vivoli, un’istituzione tra le gelaterie della città e storica insegna che si affaccia su una minuscola piazza del centro. I tavolini all’esterno, riparati dagli ombrelloni, sono invitanti, ma noi entriamo. Il locale ha arredi d’epoca, con dettagli in stile liberty.

A colazione il Gran caffè affogato col gelato

Vivoli è anche caffetteria ed è una delle pochissime gelaterie del centro di Firenze aperte fin dal primo mattino. Quindi, ne approfittiamo per consumare qui la prima colazione e, anzi, ordiniamo il Gran caffè della casa, un delizioso affogato di gelato alla crema e caffè (€4.50) che accompagniamo a un budino di riso. Il bancone del gelato, ospita 24 vaschette sul lato lungo più un’altra decina su quello corto. È prima mattina e molte vaschette sono quasi vuote, ma durante la nostra sosta vediamo emergere dal laboratorio un’addetta con la produzione del giorno. Ampia l’offerta sia di creme (diversi tipi di cioccolato e creme, zabaione, stracciatella, croccantino, amaretto, gianduia, nocciola, pistacchio...) sia di gusti alla frutta di stagione o tropicale (mango, fragola, fragoline di bosco, melone, limone, pesca, lampone). In una vetrina frigorifero notiamo dolci classici come millefoglie, zuccotti e tiramisù. I tavoli all’interno sono ben distanziati, al punto che la saletta sul fondo appare quasi spoglia, malgrado così si possa meglio ammirare l’affresco a tutta parete con veduta di Ponte Vecchio. Impeccabile e cordiale il servizio dei due addetti presenti in negozio.

Al via la Old Fashioned Week

Old Fashioned Week 1
Dal 5 al 14 novembre nei cocktail bar di tutto il mondo si celebra il grande classico della miscelazione. 14 i locali italiani che partecipano ai festeggiamenti

Dieci giorni di festa per celebrare uno dei grandi classici della miscelazione: l’Old Fashioned. È la Old Fashioned Week, la manifestazione che prende il via venerdì 5 novembre e fino a domenica 14 festeggerà in numerosi locali di tutto il mondo questo evergreen della mixology. Un cocktail che nella sua lunga vita, è nato a fine Ottocento, ha sempre incontrato il favore degli amanti del bere bene, superando indenne ogni moda e tendenza. Un  successo che prosegue anche oggi, come conferma anche l’ultima classifica dei The World’s Best Selling Classic Cocktails 2021 di Drinks International sui classici più venduti al mondo, basata sulle risposte di 100 tra i migliori bar al mondo,  nella quale l’Old Fashioned si piazza al primo posto: un primato che dura da ben sette anni.

Nata nel 2015 a Parigi per iniziativa di Michael Landart, co-proprietario del Maria Loca, tra i più noti cocktail bar della città, e del suo amico Cyrille Hugon, organizzatore del Rhum Fest Paris, la Old Fashioned Week già dall’anno successivo ha assunto una dimensione globale, raccogliendo l’adesione di un numero sempre crescete di locali. Dallo scorso anno alla celebrazione, in veste di main sponsor, si è associato Woodford Reserve, il brand di bourbon artigianale del Kentucky che ha dato una ulteriore spinta all’ampliamento della manifestazione (che ora si chiama ufficialmente Woodford Reserve Old Fashioned Week).

Per quanto riguarda l’Italia sono 14 i locali, da Nord a Sud, selezionati come official top bar, che proporranno il cocktail nella sua classica o nelle varie rivisitazione proposte dai loro bartender, realizzato con Woodford Reserve: Bob, Baratie e Nik's & Co a Milano, Edit e La Drogheria a Torino, Caffè Zanarini e Camera con Vista a Bologna, Funi a Montecatini Terme (Pistoia), Il Locale a Firenze, Drink Kong e Hoxton Hotel a Roma, Contrabar a Bisceglie (Barletta-Andria-Trani) e Laurus Cocktail Experience a Lecce.

A proposito di Hoxton Hotel, la catena di hotel open house, per l’occasione ha organizzato una serie di bar takeover in tutta Europa, coinvolgendo alcuni dei migliori bartender del Continente. In questa iniziativa l’Italia è “gemellata” con la Gran Bretagna: dietro il bancone dell’Hoxton di Londra ci sarà infatti Patrick Pistolesi a proporre agli ospiti le sue versioni del classico intramontabile, mentre all’Hoxton Hotel Roma, invece, ci sarà un top bartender inglese, con la sua drink list a tema Old Fashioned.

La ricetta

Woodford Reserve Old Fashioned

Ingredienti:

6 cl Woodford Reserve Kentucky Straight Bourbon Whiskey, 1 zolletta di zucchero, 3 gocce Aromatic bitter, 2 gocce Orange bitter, soda o acqua naturale, scorza d’arancia

Preparazione:

stir

Guarnizione:

scorza d’arancia

Bicchiere:

old fashioned

Menù a Cosmofood: tra showcocking (con Gianpietro Sartori) e nuovi prodotti

Showcooking e nuovi prodotti per la Menù di Medolla a Cosmofood

Showcocking e nuovi prodotti saranno protagonisti allo stand della Menù di Medolla al prossimo Cosmofood, l'evento di riferimento del Triveneto dedicato all'ospitalità e alla ristorazione fuori casa, in programma alla Fiera di Vicenza dal 7 al 10 novembre.

«Il Triveneto ha sempre rappresentato un mercato vivace per l’azienda, e qui abbiamo registrato una crescita del +5% rispetto al 2019 - afferma Federico Masella, Responsabile Marketing Italia Menù. Qui ci sono clienti storici ma anche tante nuove attività che hanno scelto di affidarsi alla qualità dei prodotti Menù. Proprio quest’anno abbiamo premiato due clienti che si servono da noi da ben 40 anni! Siamo pertanto felici di poter presenziare a questa manifestazione, una delle prime in presenza dopo tanti mesi di stop».

La Pazze ricette di Gianpietro Sartori

Tra i vari momenti previsti, ricordiamo quello con Gianpietro Sartori, già Artista del Panino, e titolare del Caffè Roma di Marostica che sarà protagonista di “Pazze Ricette - Snack non convenzionali dell'Artista del Panino”. Si terrà martedì 9 novembre alle ore 13:15 all’interno della Cosmofood Arena (pad. 7) e vi si racconterà di un percorso tutto nuovo e stravagante lungo una linea di snack e panini non convenzionale, capaci di stupire con gusto e creatività.

Nuovi prodotti

Sul fronte più strettamente legato alle novità, nello stand Menù si potranno trovare diverse novità tra condimenti e salse (alcune delle quali molto interessanti anche per il mondo panini e snack). Tra le altre segnaliamo Ècacioepepe, condimento pronto all’uso per preparare senza alcuna difficoltà il piatto simbolo della cucina romana e realizzato, come da tradizione, con Pecorino Romano Dop, Grana Padano Dop, burro, panna e pepe. E poi Evolution Fresh, la nuova linea di pesti e salse che vuole rispondere alle esigenze di un mercato sempre più orientato alla freschezza. Trattati con l’esclusiva tecnologia delle Alte Pressioni, salse e pesti, non prevedendo la pastorizzazione riuscendo così a garantire tutto il sapore originale della materia prima e la sua freschezza.

Quattro le referenze in gamma: Pesto alla genovese fresco, Salsa di cavolo viola (ricca e dal colore vivo e naturale, preparata con cavolo cappuccio viola 100% italiano e aceto di mele), Salsa di mango (curry e zenzero è estremamente creativa e prende ispirazione da un condimento tipico della cucina sud-est asiatica, il chutney) e salsa Guacamole, salsa che ormai ha conquistato i palati di tutto il mondo).

Insomma per chi sarà a Cosmofood l'appuntamento è al padiglione 7 stand 28

Da Giolina le pizze gourmet dei S.Pellegrino Young Chef con i drink di Mattia Pastori

Young chef .Pellegrino con Mattia Pastori. Foto Riccardo Liporace
Nel menu della pizzeria milanese le creazioni dei giovani chef dell’Academy S.Pellegrino abbinate ai drink del famoso mixologist. Il ricavato delle vendite sarà destinato a borse di studio per i nuovi talenti dell'arte bianca

Un progetto per sostenere i giovani che si affacciano al mondo della ristorazione. Si chiama Giolina & S.Pellegrino Young Chef ed è stato ideato dall’imprenditrice Ilaria Puddu, titolare della pizzeria milanese Giolina, in collaborazione con S.Pellegrino e Alma, la scuola internazionale di cucina italiana.

Al centro del progetto, le pizze d’autore inedite ideate da 4 “young chef” della S.Pellegrino Young Chef Academy: Paolo Griffa (Petit Royal, Courmayeur), Chang Liu (Mu Dimsum, Milano), Luca Natalini (Autem, Milano) e Davide Marzullo (Villa Crespi, Orta San Giulio). Gli young chef hanno creato le pizze in collaborazione con Danilo Brunetti, giovane pizzaiolo di Giolina. Quattro pizze per le quattro stagioni e, ad accompagnare ogni piatto, un drink in abbinamento ideato da Mattia Pastori. I cocktail studiati da Pastori in pairing sono tutti molto freschi e hanno una gradazione alcolica non elevata per facilitare l’abbinamento. Per realizzare più facilmente i cocktail in pizzeria, dove non c’è una station da bar, Mattia Pastori ha deciso di fare delle ricette semplici che non prevedono preparazioni complesse.

Pizze gourmet e drink d’autore

Tra le pizze sfornate durante l’evento di presentazione c’era L’Autunno di Chang Liu, con provola d’Agerola affumicata, salsiccia di Bra, funghi porcini, finferli, cardoncelli e shitake, cinque spezie cinesi e timo fresco. In abbinamento Pastori ha creato un drink ispirato a un classico Gin&Tonic che lavora sulla freschezza e sulla sapidità nell'assaggio. La bordatura del bicchiere, oltre a decorare, esalta i sapori della Tonica Agrumi Sanpellegrino durante la bevuta. Per L’Autunno, Mattia Pastori ha usato 3 cl Aqva di Gin Agrumi, 10 cl Tonica Agrumi SanPellegrino, e una crusta di timo essiccato e sale (frullare del sale fino 300 g con 30 g di timo essiccato). Per realizzare il drink, il mixologist ha aggiunto il ghiaccio in un tumbler alto, bordato con il crusta di timo e sale. Poi ha versato il gin e ha colmato con l’acqua tonica. La pizza L’Autunno e il cocktail in abbinamento sono disponibili ora da Giolina.

Ha spiegato Puddu: «Nel corso dell’anno queste pizze si alterneranno nel menù di Giolina e il ricavato andrà a sostenere delle borse di studio di Alma, così da dare una possibilità in più a nuovi giovani meritevoli. È un progetto cui tengo molto, perché credo che noi imprenditori per primi dobbiamo iniziare a investire sui giovani talenti. Sono il vero futuro della ristorazione ed è quindi importante dare loro la possibilità di crescere, di avere visibilità e di creare sinergie tra loro stessi».

Gruppo Cimbali racconta le professioni nel mondo del caffè

Foto Federación Nacional de Cafeteros de Colombia
Foto Federación Nacional de Cafeteros de Colombia
Domenica 7 ottobre dalle 14,30, al forum di Elle dedicato al lavoro femminile tre interventi sul mondo del caffè e le figure professionali ad esso legate

Le professioni nel mondo del caffè è il titolo della masterclass che Gruppo Cimbali conduce dalle 14,20 di domenica 7 novembre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore nonché in streaming sul sito elle.it e sul profilo Facebook della testata. L’iniziativa si svolge all’interno di Elle Active!, il forum dedicato a donne e lavoro con l’obiettivo di contribuire all’emancipazione femminile in ambito lavorativo.

L’intervento del Gruppo di Binasco vuole raccontare uno spaccato sulle professioni legate al mondo del caffè, per lo più inesplorato soprattutto da parte delle donne e che a queste può riservare numerose opportunità. A parlarne sono tre figure aziendali, che spaziano lungo tutta la filiera, dalla piantagione al prodotto in tazza, passando per l’indispensabile corredo di macinacaffè e macchina espresso.

Si prende il via con Rita Saiu, trainer di Mumac Academy che parla del Trainer Coffee specialist, ovvero il “sommelier” del caffè, spaziando dal know how sulla botanica alla sostenibilità della filiera, dalle conoscenze tecnologiche all’assaggio.

L’obiettivo si sposta su Valentina Giovesi, supply chain continuous improvement di Gruppo Cimbali (un ingegnere che vive la quotidianità di un impianto produttivo) e sulla macchina per caffè, un prodotto altamente tecnologico che permette la realizzazione in 25-30 secondi di quel concentrato di gusti e aromi che è l’espresso.

Infine, Barbara Stucchi, Hse manager del Gruppo, offre il proprio punto di vista su una tematica di grande attualità: la sicurezza sul lavoro all’interno di un impianto produttivo.

Questi interventi sottolineano l’impegno da parte del Gruppo nel sostenere un progetto per la realizzazione femminile in ambito lavorativo, volto a raccontare e ad esplorare le nuove professioni di domani. Tutto ciò si unisce al percorso di sviluppo ad ampio raggio delle politiche di sostenibilità intraprese da qualche anno. L’azienda ha infatti messo a punto un Manifesto della Sostenibilità, in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, che evidenzia 4 principali aree di intervento per le proprie iniziative: People, Product, Planet e Partnership. In particolare, per quanto riguarda l’ambito People, si impegna a garantire sicurezza sul lavoro per tutti i dipendenti, iniziative di prevenzione per la salute, promozione della cultura e coinvolgimento diretto della comunità locale, supporto alle iniziative di solidarietà sociale e attività di diversity&inclusion tra le risorse umane.

All’interno dell’Università Cattolica assicurano un’eccellente pausa di gusto due Coffee Corner con le nuove macchine LaCimbali: a piano terra LaCimbali S60 e al primo piano LaCimbali S20.

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