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Una sfera di cioccolato accoglie il grande tennis a Torino

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Singolare creazione del maestro Guido Gobino, che ha voluto festeggiare così i grandi tornei tennistici in arrivo sotto la Mole nei prossimi giorni

Quando c'è da cavalcare un evento speciale e tradurlo in una creazione dolce, Guido Gobino si fa sempre trovare pronto. Il maestro cioccolatiere torinese questa volta ha deciso di dedicare una particolarissima sfera di cioccolato alla parentesi tennistica che la sua città sta per vivere, proprio nelle prossime settimane.

Le ATP Finals e la Coppa Davis sotto la Mole

Sì, perché i grandi tornei di tennis approdano a Torino in questi giorni. Dal 14 al 21 novembre al Pala Alpitour si giocheranno gli ATP Finals (il torneo professionistico di tennis più importante dopo le quattro prove del Grande Slam, che chiude simbolicamente l'annata tennistica), mentre  dal 25 novembre al 5 dicembre si disputerà la Coppa Davis, la massima competizione mondiale a squadre nazionali del tennis maschile.

Aroma di Sud America e Nocciola Trilobata

Insomma, Torino capitale del tennis per quasi un mese. Per festeggiare, Guido Gobino ha realizzato una palla da tennis di cioccolato in limited edition, confezionata a mano e custodita in una scatola vestita a tema per l’occasione. La sfera celebrativa è prodotta con cioccolato Extra Bitter Blend con 75% di cacao aromatici del Sud America, e contiene la Nocciola Tonda Gentile Trilobata ricoperta e decorata. La palla da tennis di cioccolato è disponibile in tutte le botteghe del maestro inventore del celebre Tourinot (a Torino e a Milano) e sullo shop online.

Gabriele Rondani di Rinaldi 1957 tra i 100 top direttori marketing di Forbes

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Il riconoscimento premia il gran lavoro di marketing fatto dal manager, in particolare a supporto di rum Don Papa. Intanto vola il fatturato dell'azienda

Anno di belle soddisfazioni per Rinaldi 1957 questo 2021. Oltre al volo del fatturato, che raggiungerà i 20 milioni di euro, c’è da festeggiare l’importante riconoscimento arrivato per il direttore marketing e pr dell’azienda, Gabriele Rondani, incluso nella lista dei 100 top manager del marketing e della comunicazione di Forbes Italia.

Un riconoscimento che premia l’ampliamento del catalogo di esclusive distribuite dall’azienda e il gran lavoro di marketing fatto nel corso degli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda il rum filippino Don Papa, con eventi, tour per la Penisola e un’importante campagna di comunicazione. «Un riconoscimento che più in generale premia i risultati in termini di fatturato e di utile conseguiti dalla nostra società – commenta il manager -. L’Italia, per il rum filippino, rappresenta oggi il terzo Paese al mondo in termini di vendite, superando di gran lunga il quarto, grazie al lavoro fatto nell’ultimo anno».

Le novità tirano il fatturato

Un lavoro che si riflette sul fatturato. Il trend del fatturato per i primi 10 mesi del 2021 parla di una crescita del 35%, rispetto allo stesso periodo del 2019 e del 38% sul 2020. Un incremento legato per la metà alle ottime performance registrate proprio da Don Papa, e per la restante parte per ben il 70% dovuto ai nuovi marchi lanciati nel biennio 2020-2021.

Solo nell’ultimo anno sono state diverse le novità messe in commercio da Rinaldi 1957. Dal calabrese Amaro Rupes alla linea di toniche e soft drink Aqua Monaco, dalla gamma di cocktail ready to drink Cocktaileria del Golfo al genever Hooghoudt, dal gin della Costa Smeralda Rena41 a Gin Vento, dalla Grappa e altri distillati di Distilleria Montanaro al liquore al cognac e pere Noces Royales e al liquore al caffè Old Sailor Coffee. E poi ancora, il Pisco Portòn-Caravedo, il sakè Kawashima, i single malt whiskey dell’Oregon Westward, gli aperitivi e bitter Liquori delle Sirene.

Novità selezionate dal reparto commerciale, guidato da Marcello de Vito Piscicelli, insieme al ceo e proprietario di Rinaldi 1957, Giuseppe Tamburi, che l’azienda ha presentato in eventi ad hoc, con cene con degustazione alla cieca.

Alle novità assolute si aggiunge poi il lancio delle nuove referenze dei brand già rappresentati dalla società, come l’upgrade di GinPilz di Bruno Pilzer, le nuove release di Cachaca Ypioca, rum Naga, il nuovo Glenfarclas 185, la linea Discovery della Maison du Rhum, rum Coloma 15 anni e Single Cask, i pluripremiati whisky Douglas Laing e Teeling, oltre al rilancio del rum Santiago de Cuba e di Gin Christies.

Il temporary store dolce viaggia veloce

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Solbiati Cioccolato, piccolo laboratorio artigianale milanese, ha caricato le sue creazioni su una apecar e le porta nelle vie più eleganti della città

Singolare idea di Solbiati Cioccolato, laboratorio artigianale milanese che realizza sofisticare creazioni in cioccolato: un temporary store itinerante, una piccola apecar carica di dolci di cioccolato che gira per le strade di Milano.

In anteprima le creazioni in cioccolato a tema natalizio

Fino al 30 novembre si sposterà ogni giorno tra le più eleganti e storiche vie della città con un carico goloso: il pubblico potrà trovare l'intera gamma dei prodotti Solbiati Cioccolato, praline, cioccolatini, tavolette, frutta candita ricoperta di cioccolato, idee sfiziose per i regali speciali e altro ancora. «Siamo molto contenti di questa iniziativa che ci permetterà di far entrare chi ancora non ci conosce nel nostro mondo, fatto di dolcezza ma non solo. I nostri prodotti sono infatti realizzati con materie prime di alta qualità», spiega in una nota Simona Solbiati. Presso questo originale temporary store è inoltre possibile acquistare in anteprima le novità dedicate al Natale.

Un architetto che crea praline e tavolette

Aperto nel 2009, il piccolo laboratorio artigianale Solbiati Cioccolato produce una sua linea di praline e creazioni di cioccolato. Non solo ingredienti selezionati, ma anche  architetture uniche rappresentano la firma del laboratorio: Simona Solbiati, anima del laboratorio, plasma praline e tavolette sfruttando la sua formazione di architetto: «Non avrei mai pensato che i miei studi mi avrebbero aiutato a creare dolci, ma anche quando si lavora il cioccolato bisogna confrontarsi con forma, volume, composizione, proporzioni, colori e texture in modo corretto. La giusta combinazione di tutti questi fattori mi permette di dar vita a creazioni ben equilibrate»  

Spritz Genovese, il ready to drink by Les Rouges

Spritz Genovese_Les Rouges_Jonatan Abarbanel
Fresco, aromatico, leggero, il nuovo drink pronto da bere è un'originale rivisitazione in chiave ligure del classico aperitivo. In bottiglia da 200 ml

C’è una new entry nel panorama dei cocktail ready to drink d’autore. Si chiama Spritz Genovese e porta la firma di Les Rouges di Genova, il cocktail bar con cucina aperto nel 2013 nella cornice di Palazzo Imperiale, in pieno centro storico, dal bartender Jonatan Abarbanel con i fratelli Yoe e Benny. Così i tre fratelli, dopo aver dato una bella scossa allo sviluppo della buona miscelazione nella città della Lanterna e l’apertura di Les Rouges di Milano, filiazione del primo, inaugurato alla fine del 2019 in zona Porta Romana (leggi I fratelli Abarbanel alla conquista di Milano), si affacciano ora anche nel mercato dei drink pronti da bere. Un mercato in crescita, alla cui fioritura l’emergenza sanitaria ha dato un importante stimolo, e che rappresenta una nuova importante opportunità per ampliare “il raggio d’azione” dei locali e le possibilità di consumo dei miscelati anche oltre il tradizionale circuito dei cocktail bar. In questo mercato gli Abarbanel entrano con un best seller del locale genovese: un’originale interpretazione dello Spritz in chiave territoriale, che ne riflette in pieno la filosofia della proposta mixology, basata su cocktail classici rivisitati con ingredienti locali.

Un perfetto aperitivo

In bottiglia di vetro da 200 ml, Spritz Genovese è un ready to drink dal naturale colore verde chiaro, dato dal basilico, uno degli ingredienti caratterizzanti del miscelato, fresco, frizzante, aromatico, che porta alla ribalta i sapori della tradizionale popolare genovese: un perfetto aperitivo, sia precena sia prepranzo, ma che si può gustare anche in altri momenti della giornata, grazie alla sua bassa gradazione (alc 4,5% in vol) che lo pone in linea anche con la nuova tendenza low alcol.

«È un cocktail che abbiamo creato nel 2015 a Les Rouges di Genova e da allora uno dei più richiesti da clienti e turisti, che ha riscosso grande successo anche quando lo abbiamo inserito nella drink list del locale di Milano o proposto in cocktail catering – racconta a bargiornale.it Jonatan Abarbanel -. Un drink molto amato che ha avuto un notevole riscontro anche quando lo abbiamo proposto per l’asporto durante la fase più dura dell’emergenza sanitaria. Da qui l’idea di avviare un progetto per realizzarlo in versione ready to drink e distribuirlo in modo più strutturato e organizzato».

Un progetto divenuto realtà grazie alla collaborazione con Bubble Bispoke, giovane realtà di Biella specializzata nella realizzazione di drink e bevande sodate per locali e aziende del beverage, alla quale è stata affidata la produzione e l’imbottigliamento della ricetta messa a punto, dopo lunghe sperimentazioni per trovare la formula ideale, dal team di Les Rouges.

Un tripudio di sapori e aromi della Liguria

La ricetta di Spritz Genovese è un tripudio di sapori e aromi della Liguria. Il nuovo ready to drink è infatti realizzato con ingredienti di alta qualità, vere eccellenze genovesi e regionali. «Utilizziamo l’Asinello Corochinato, un vino aromatizzato nato nel 1886, da allora prodotto con la stessa formula, e storico aperitivo della tradizione genovese, molto amato in città, ma quasi sconosciuto nel resto d’Italia – spiega Arbanel -. È fatto con vino bianco aromatizzato con 16 erbe, tra le quali due tipi di assenzio, la corteccia di china calissala, la radice di rabarbaro e di genziana, e ha un sapore ricco, con una parte dolce e una amaricata più marcata».

Il terzo ingrediente del drink è il Basilico Genovese Dop, attraverso l’utilizzo di Basilichito, una bevanda preparata con un’estrazione naturale di basilico della piana di Albenga, prodotta artigianalmente da Borea & Rossi. «Una bevanda che esprime al meglio uno dei sapori principe della terra ligure e che è stata creata una decina di anni fa da Matteo Borea e Pierangelo Rossi per realizzare un cocktail molto in voga a Genova e dintorni, il Baxeichito, la versione locale del Mojito fatta con il basilico al posto della menta, ma ottima da bere anche liscia», racconta il bartender.

L’ultimo ingrediente è un vino fermo, il Vino bianco di Cantine Lvnae di Castelnuovo Magra (La Spezia), un blend di diversi vitigni della Lunigiana, perfetto per creare un cocktail fresco e leggero, sostenuto da una lieve acidità. Infine, la miscela viene carbonata e imbottigliata senza aggiunta di coloranti o conservanti.

Al via la distribuzione

Forte di queste caratteristiche il nuovo ready to drink esordisce ora sul mercato. Proposto per la vendita d’asporto nei Les Rouges di Genova e Milano, ne è stata avviata la distribuzione su scala più ampia, affidata a Vacca & Falzone Rappresentanze Beverages, focalizzata in particolare sulla Liguria. «Puntiamo a portarlo presso tutte le attività del fuoricasa dove non è presente un barman, dal classico bar alla caffetteria, dal baretto sulla spiaggia al ristorante, dalla trattoria agli alberghi e alle enoteche, ai quali pensiamo di fornire un prodotto che permetta loro di offrire ai clienti un aperitivo di qualità in modo facile e veloce, semplicemente versando il contenuto della bottiglietta in bicchiere con ghiaccio e aggiungendo una foglia di basilico come decorazione – spiega Abarbanel -. Ci siamo focalizzati in primo luogo sulla Liguria perché riteniamo che per un prodotto dal carattere territoriale, che ne racconta sapori e storie, sia giusto e importante essere presente innanzitutto nei luoghi dove nasce, che sia conosciuto e bevuto dalle persone del posto. Poi, ovviamente, siamo pronti e ben felici di soddisfare richieste da ogni parte della Penisola».

Rama Redzepi laureato a Stresa con 110 e Lode

Rama Redzepi, vincitore di 110 e Lode 2021
Ideata da Danilo Bellucci, la 5.a edizione di 110 e Lode, concorso per bartender di grandi alberghi, ha premiato l'italo-serbo Rama Redzepi, seguito dal "sardo" Davide Daga e dal "romano" Daniele De Santis.

Si è tenuta l'8 settembre allo storico (1908) Regina Palace Hotel di Stresa (Verbano, Cusio, Ossola), in riva al lago Maggiore, la 5.a edizione del concorso 110 e Lode riservato ai bartender di grandi alberghi.

Composta da specialisti della mixability, da Giorgio Fadda, appena riconfermato presidente Iba (International Bartenders Association) al bartender Alex Frezza (L'Aniquario Pub & Bar di Napoli) al giornalista Marco Zucchetti (Il Giornale), la giuria ha nominato vincitore Rama Redzepi (bar manager Gin Lounge del Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera-Bs, team Caffo), seguito da Davide Daga (capo barman Bar Cervo del Cervo Hotel Costa Smeralda Resort di Porto Cervo-Arzachena-Ss, team Ron Cubay-Sun Spirits) e da Daniele De Santis (Orvm Bar del The Westin Excelsior di Roma, team Campari Group).

Ideata da Danilo Bellucci, alla presenza del presidente Aibes Angelo Donnaloia e del gustosofo Michele Di Carlo, la competizione è stata presentata dal brillante bartender Massimo D'Addezio insieme con Angelo De Valeri (vincitore della 1.a edizione) durante una spettacoiare giornata di sole.

Organizzati in  batterie da tre, i 39 concorrenti si sono avvicendati sul palco della Sala Tiffany, coadiuvati dai bartender Carmine Lamorte, Francesco Cione, Gianluca Brizzolesi e Thomas Deste, con il supporto degli studenti del vicino e storico (1938) Istituto di Istruzione Superiore  E. Maggia, specializzato nel settore alberghiero, dell'ospitalità e del turismo, diretto dal prof. Fiorenzo Ferrari. Il supporto tecnico (audio e luci) è stato invece assicurato dalla società 2e20 di Baveno.

Le ricette vincitrici

la ricetta di Rama Redzepi (1°)

Cala-Mexico
di Rama Redzepi - Gin Lounge del Grand Hoitel Fasano di Gardone Riviera-Bs
team Caffo
Ingredienti
30 ml Emporia Gin
20 ml Vecchio Amaro del Capo Red Hot Edition by Caffo
30 ml Vermouth di Torino Rosso Cinzano 1757
twist di limone
twist di arancia
Guarnire con scorza di limone.

la ricetta di Davide Daga (2°)

Lux Aurea
di Davide Daga - Bar Cervo di Cervo Hotel, Coista Smeralda Resort di Arzachena-Porto Cervo -Ss
team Ron Cubay-Sun Spirits
Ingredienti
30 ml Ron Cubay Reserva Especial 10 Años
15 ml Frangelico Liquore alle nocciole
5 ml De Kuyper Dry Orange
40 ml succo Bio DiFrutta Ananas Bevande Futuriste
10 ml succo fresco di limone
5 ml sciroppo di ribes rosso
Guarnire con crusta di nocciole e polvere d'oro edibile.

la ricetta di Daniele De Santis (3°)

Malik
di Daniele De Santis - Orvm Bar del The Westin Excelsior di Roma
team Campari Group
Ingredienti
40 ml Wild Turkey 101 Kentucky Straight Bourbon Whiskey
30 ml Vermouth di Torino Rosso Superiore Gamondi
20 ml Grand Marnier
dash Fee Brothers Aztec Chocolate Bitters
Guarnire con spolverata di pepe rosa, peel di arancia e di limone.

La competion si è conclusa con un aperitivo a base di Champagne Lallier by Campari Group e con una cena di gala (vini La Scolca e Acqua Plose).

I 39 Concorrenti

Abdel Rahman, Il Chiostrino di Villa San Michele, A Belmond Hotel Florence di Fiesole (Fi
Livio Angus, Panorama Bar & Lounge Villa Orselina di Locarno (Svizzera)
Gaetano Ascone, Mandarin Bar & Bistrot di Mandarin Oriental di Milano
Stefano Bellotti, Hemingway Bar di Grand Hotel et des Iles Borromées di Stresa (Vco)
Luca Bisso, Stilla Bar di Four Seasond Hotel di Milano
Mariasole Boccaletti, La Terrazza di Splendido A Belmond Hotel di Portofino (Ge)
Edoardo Bortolotti, Panorama Lounge Bar di Eala Lake Garda di Limone sul Garda (Bs)
Simone Bruni, Shelley Bar Bagni di Pisa di San Giuliano Terme (Pi)
Giuseppe Calò, Aper Bar Argentario Golf Resort & Spa di Porto Ercole/Monte Argentario (Gr)
Daniele Chirico, Monzù Gin Club & American Bar Hotel Punta Tragara di Capri (Na)
Gabriele Contatore, Co. Mo. Bar & Bistrot Mandarin Oriental Lago di Como, Como
Simone Corsini, Atrium Bar Four Seasons Hotel di Firenze
Davide Daga, Bar Cervo Cervo Hotel Costa Smeralda Resort di Porto Cervo/Arzachena (Ss)
Irene Deiara, Bar Nemo Valle dell'Erica Resort Thalasso & Spa di Santa Teresa di Gallura (Ss)
Antonio Della Croce, James Bond Bar Abano Grand Hotel di Abano Terme (Pd)
Daniele De Santis, Orvm The Westin Palace Excelsior di Roma
Riccardo Di Dio Masa, Senses Lounge Bar Palazzo Montemartini Rome A Radisson Collection Hotel di Roma
Andrea Esposito, Hassler Bistrot Hotel Hassler di Roma
Nicola Giacomazzo, Arts Bar The St. Regis Venice di Venezia
Marco Giovarruscio, Bar della Hall Hotel Hermitage di Portoferraio (Li)
Francesco Iglio, Bar L'Affresco Grotta Giusti Thermal Spa Resort di Monsumanno Terme (Pt)
Carmine Lamberti, Il Loggiato Caruso A Belmond Hotel Amalfi Coast di Ravello (Sa)
Fabrizio La Ragione, La Pomme Bar & Lounge Parco dei Principi Grand Hotel & Spa di Roma
Nicola Loiacono, Igiea Terrazza Bar Villa Igiea di Palermo
Marino Lucchetti, LondraBar Londra Palace di Venezia
Alessio Lupo, Aldo's Cocktail Bar & Seafood Grill La Sirenuse di Positano (Sa)
Oreste Maggiani, Yachting Bar Excelsior Palace Portofino Coast di Rapallo (Ge)
Francesco Marino, Maria Callas Cocktail Bar Villa Cortine Palace Hotel di Sirmione (Bs)
Rosario Mazzocchi, Bar Le Colonne Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure (Ge)
Barbara Minichiello, Lobby Bar Grand Hotel di Rimini
Christian Pampo, Winter Garden Bar The St. Regis Florence di Firenze
Ivan Patruno, Bulk Mixology Bar Hotel Viu di Milano
Pietro Paolo Privitera, Colapesce Villa Sant'Andrea A Belmond Hotel Taormina Mare di Taormina (Me)
Rama Redzepi, Gin Lounge Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera (Bs)
Lorenzo Romano, Boulder Bar CampZero Active Luxury Resort di Champoluc (Ao)
Flavio Scanu, Salotto dei Principi di Piemonte Una Esperienze di Torino
Gennaro Schiano, Bar Gabbiano Cipriani A Belmond Hotel Venice di Venezia
Massimo Scrosoppi, Mio Lab Park Hyatt di Milano
Elena Stucchi, The Bvlgari Bar Bvlgari Hotel di Milano.

Sponsor

Particolarmente nutrita la presenza delle aziende sponsor con i relativi team e prodotti utilizzati nelle ricette e in degustazione ai tavoli:
Alpex Supreme Tonic Water/Acqua Plose
Bevande Futuriste/Prohibito/Succhi Bio DiFrutta
Bisol 1542/Lunelli/Prosecco Superiore
Bonaventura Maschio/Prime Uve/Amaro
Caffo/Vecchio Amaro del Capo/Emporia Gin
Campari Group/Cinzano Vermouth 1757/Cynar
Casoni/Amaro del Ciclista
Compagnia dei Caraibi/Jefferson Amaro/Vermouth Carlo Alberto
Domori/Bottega Vermouth
Campari Group/Aperol/Montelobos Mezcal
Damman Frères Tea
Gamondi/Toso
Ginrosa Aperitivo
Moët-Hennessy Italia
Montenegro/Select
Nonino/Grappa
Pernod-Ricard Italia/Italicus/The Glenlivet/Malfy Gin/RSRV Mumm
Poli 1898/Mediterraneo Gin
Rinaldi 1957/Ron Santiago de Cuba/Ramsbury Gin
Sun Spirits-Ron Cubay
Volare /Rossi d'Asiago
Zanin/Amaro, Bitter, Grappa

Sponsor tecnici
Piazza Bar Collection
Acqua Plose
Red Bull
RCR CRistalleria Italiana
Scotsman Ice System
Zoppis Premium Beverages

duo musicale Talent Yard con Liam Lucci ed Emanuele Cutronal by Red Bull

Concorrenti e ospiti si sono poi potuti rilassare con una serata nel Bar 1900 del Regina Palace Hotel con accanite partite al biliardino e con le note "elettrizzanti" del duo (basso e chitarra) Talent Yard con Liam Lucci ed Emanuele Cutronal scelto da Organics by Red Bull.

 

 

Sky Business Confidential: scopri i nuovi Ambassador

A novembre arrivano quattro nuovi episodi di Sky Confidential guidati da Sara Brusco, che ci svela volti e storie dei nuovi Sky Ambassador

Nel contesto sfidante come post pandemia, Sky Business ha puntato su contenuti di qualità per valorizzare le esperienze dei reali clienti che continuano a scegliere Sky per la propria attività. «L’obiettivo - spiega Matteo Arpini, Sky Business Director - è diventare partner del business e creare un’identità riconoscibile attraverso un’esperienza immersiva ed autentica. Così ci siamo lanciati in questo nuovo progetto: gestori di bar e hotel che, per la prima volta, diventano ‘Ambassador’ in una serie di video-interviste “confidential”».

A novembre arrivano quattro nuovi episodi sempre guidati da Sara Brusco, volto già molto amato, che con la sua spontaneità si fa raccontare dagli Ambassador aneddoti divertenti, suggerimenti preziosi e chicche tutte da scoprire.

L’Ambassador Daniele Capperi, proprietario di Fattoria Toccaferro, nel centro di Pescara, racconta che nel suo locale le passioni trovano sempre un posto speciale e i suoi clienti gustano solo la migliore qualità. E quest’anno, con il nuovo canale Sky Sport Bar e tutta la Serie A TIM, i clienti non si perdono nemmeno un’occasione per tifare la squadra del cuore. E poi si sa: “Lo stesso tavolo porta fortuna!”

Nelle mura di Molfetta, in provincia di Bari, l’Ambassador Nicolò Lucivero, proprietario di XO, apre le porte del suo lounge bar davvero innovativo, in cui sono i clienti a scegliere come e quando viverlo. Dall’alba al tramonto, i programmi Sky accompagnano ogni momento della giornata. Con i campionati di Serie A TIM e Serie BKT nel fine settimana, la UEFA Champions League il martedì e il mercoledì, X Factor il giovedì... prenotare un tavolo all’XO è d’obbligo.

E mai come adesso i locali, grazie a Sky, diventano la casa dove vivere tutte le emozioni del calcio. Facile poi farsi trovare con Trova Sky Bar. Basta andare sul sito e comparirà il tuo locale, geolocalizzato.

L’offerta include la Serie A TIM con 10 partite su 10 a giornata, comprese le 7 partite in sublicenza da DAZN, tutte visibili su Sky Sport Bar, canale 215, in esclusiva per i locali pubblici, nuovo punto di riferimento per gli appassionati di calcio e sport. La UEFA Champions League, inclusa la migliore partita del mercoledì sera disponibile su Prime Video Sportsbar, grazie all’accordo con Amazon; e poi la Serie BKT, la UEFA Europa League, la UEFA Europa Conference League e i campionati europei. In più lo sport, le news e l’intrattenimento, senza dimenticare l’imperdibile appuntamento con X Factor. Tutto in un’unica offerta compatibile con la nuova TV digitale.

Dal locale in pieno centro al bar della piccola città, dall’albergo sul mare al business hotel, Sky ci incuriosisce con nuovi segreti: per scoprirli basta guardare tutti gli episodi.

Scopri tutti gli episodi di Sky Business Confidential

 

Barawards 2021, un’edizione da record

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale della direttrice Rossella De Stefano per il numero di novembre 2021 di Bargiornale sulla grande affluenza di candidature, di prodotti, locali e professionisti, per la settima edizione di Barawards

Oltre 350 candidati, tra bar, ristoranti, alberghi, pasticcerie e altrettanti professionisti: questi i numeri della settima edizione di Barawards, il premio alle eccellenze del fuori casa promosso da Bargiornale in collaborazione con Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti. Al numero record di candidature arrivate in redazione, fa eco quello della giuria di esperti coinvolti quest’anno: 110 panelist, che negli scorsi mesi hanno espresso le loro preferenze per arrivare a una rosa di 30 finalisti per categoria.

La copertina del numero di novembre di Bargiornale

Nel momento di andare in stampa stanno per chiudersi le votazioni on line e Barawards si avvia alla fase finale. Il prossimo 13 dicembre, a Milano, proclameremo i vincitori, così come decretati dalla somma dei voti online (20%) e delle votazioni dei panelist (80%). Un’occasione per incontrarsi e per fare networking in una location unica: la sala più grande di Superstudio Più, la Central Point, già luogo d’eccellenza del FuoriSalone in zona Tortona durante la Milano Design Week. Un sentito ringraziamento a quanti hanno partecipato, ai nostri panelist (l’elenco completo lo trovate a pagina 123), ai partner e a quanti in questi mesi si stanno prodigando per organizzare la serata di premiazioni senza risparmiarsi.

Acquista il biglietto per la Barawards Gala Evening 2021

A Torino apre Formula, il cocktail store di Del MagoDrinks

Formula DelMago
Cocktail e snack d'autore al centro della proposta del locale firmato dal marchio di spirit e cocktail ready to drink dello chef Trentini

Il 10 novembre segna una nuova tappa nel percorso di DelMago Drinks, il brand di spirit e cocktail fondato dallo chef Marcello Trentini, patron del ristorante Magorabin di Torino, una stella Michelin, e Gaia Enria, proprietaria del pastificio Burro e Salvia. Dopo il lancio, lo scorso anno della linea di spirit Spiriti Assoluti, seguita dalla gamma di miscelati ready to drink i Cocktail d’Alta Cucina (leggi DelMago, il brand di spirit e cocktail ready to drink dello chef Trentini) si inaugura infatti Formula, il primo concept store firmato dal brand.

Il nuovo locale, nato in collaborazione con la start up torinese Spiriti Liberi, sorge a Torino (via Cavour 12) e si caratterizza per il suo format agile all day (aperto dalle 12 alle 22) giocato sulla proposta di cocktail e snack d’autore ideati dallo chef, pensato per rispondere a esigenze e momenti di consumo diversi durante la giornata, dal light lunch alla merenda all’aperitivo. Il tutto all’interno di uno spazio disegnato dall’architetto Valentina Pelizzetti di Viemme Studio, che ha adottato soluzioni sorprendenti, giocando su forme, luci, colori vivaci ed elementi d’arredo, per realizzare un ambiente capace di trasformarsi durante la giornata. Come i mobili espositivi le cui scaffalature scorrevoli espongono le bottiglie durante la mattinata e la sera, ma che scompaiono durante l’ora dell’aperitivo e la sera lasciando libere le nicchie specchiate per aumentare lo spazio e la luce disponibile, la saletta con il tavolo conviviale e i salottini con vari gradi di privacy grazie all’uso di leggeri tendaggi .

Uno spazio dalla forte impronta contemporanea, dove sono presenti anche gli interventi di Gianluca Cannizzo, l’illustratore che ha formato le etichette delle bottiglie DelMago Drinks, che esce decisamente fuori dagli schemi dei classici locali torinesi del bere bene, è che ha il suo cuore nel grande bancone rotondo in metallo dove vengono preparati i drink e gli abbinamenti gastronomici.

La drink list dello chef

E a proposito di bere bene, la drink list ha come grandi protagonisti gli Spiriti Assoluti DelMago (Gin, Vermouth Rosso, Bianco Chinato e Bitter) dal quale prendono vita 8 originali drink realizzati da chef Trentini, che oltre l’arte della cucina coltiva anche quella della miscelazione, con Giulio il bartender del Formula, e un signature, il Formula n.12. Tra i cocktail troviamo per esempio il Yakiire Negroni, rivisitazione del grande classico fatta con umeshu, un tradizionale liquore giapponese alle prugne, Vermouth Rosso Del Mago, Bianco Chinato DelMago, Bitter Delmago e tè ibisco, o Italian Sour, con Gin DelMago al sedano, acqua di pomodoro, succo di limone, sciroppo al pepe e albume. Nella proposta non mancano due drink analcolici, come Maui, fatto con cocco, succo di lime, zucchero e tè ibisco.

A questi si uniscono poi i 4 Cocktail d’Alta Cucina, ovvero i premiscelati firmati DelMago Drinks (Mi.To, Negroni, Boulevardier e Vesper Martini) sempre realizzati con gli spirit della casa, e si affianca alla degustazione di Vermouth Rosso, Bianco Chinato e Bitter DelMago. Completa l’offerta una selezione di vini, con un’attenzione particolare ai vini bio, e di birre artigianali.

Snack e piatti d’autore

Ad accompagnare la bevuta una proposta food creata dallo chef, con snack d’autore che rielaborano in chiave gourmet eccellenze torinesi come il tramezzino, o toast. Tra questi l’Omaggio a Castagno, con cotechino di Mangalitza e il Nomad con pollo, foie gras e tartufo. E piatti freschi realizzati con ingredienti di altissima qualità, come Canada-Amalfi, con salmone sockeye, bufala e mandarino candito, e il Carpaccio tonnato con manzo marinato, ventresca del Rais e capperi canditi. Tra i dessert, lo Zabaione al Bianco Chinato, realizzato in collaborazione con Alberto Marchetti.

All’interno di Formula, infine trova spazio anche un corner dove i clienti possono acquistare le bottiglie DelMago e altri prodotti per ricreare l’aperitivo o il dopo cena a casa propria (in arrivo per Natale anche un panettone al Vermouth DelMago, in box da collezione), ma anche accessori come le borsette realizzate per il brand da Atelier Habibi, e altri oggetti.

Good news dal Regno Unito

Agile nella forma, ricco nei contenuti quello di formula è un format che i fondatori di DelMago puntano nel futuro a replicare anche fuori da Torino, guardando anche all’estero. Intanto a superare i confini della Penisola sono gli spirit e i drink del brand, che da ottobre sono approdati nel Regno Unito. A distribuirveli è Sager+Wine, il marchio di distribuzione creato da Michael Sager, imprenditore di primo piano e tra i più stimati nel mondo del beverage londinese.

E sempre dal Regno Unito per il brand torinese è arrivata un’altra grande soddisfazione, anzi due. Sono le due medaglie, una di oro e una di bronzo, che il Gin DelMago si è aggiudicato in altrettanti prestigiosi concorsi internazionali:rispettivamente, il Gin Masters 2021 e l’International Wine and Spirit Competition (Iwsc). Prestigiosi riconoscimenti, che il prodotto ha conquistato in entrambe le competition nella categoria Contemporary Gin, che testimoniano la qualità del progetto DelMago.

Sana, sostenibile e digital: come cambia la pausa pranzo

pausa pranzo
Foto da Pixabay
Il report annuale Indagine Food di Endered analizza i nuovi trend che guidano l'evoluzione della pausa pranzo nel fuoricasa nel periodo post-pandemia

Un’attenzione sempre maggiore verso un’alimentazione sana e corretta, accompagnata dall’attenzione altrettanto forte verso il tema della sostenibilità, con in prima linea la lotta allo spreco alimentare, e digitalizzazione: sono questi i principali trend che guidano la trasformazione della pausa pranzo nel fuoricasa. A dirlo l’edizione 2021 dell’Indagine Food (Fighting obesity through offer and demand), la ricerca annuale realizzata dal Gruppo Edenred che analizza i temi legati all’alimentazione e alla pausa pranzo. Ricerca che quest’anno è andata a indagare le nuove abitudini alimentari dei lavoratori che utilizzano i ticket per consumare il pasto al bar e al ristorante e le pratiche messe in campo dagli operatori del settore nel post-pandemia. Indagine che ha coinvolto circa 65.000 e 1.370 gestori di locali di 20 Paesi di tutto il mondo, tra i quali l’Italia.

Cresce la domanda di cibi sani

Per quanto riguarda il nostro Paese lo studio conferma come l’attenzione verso una sana alimentazione sia ormai radicata in chi si reca in un locale per la pausa pranzo, con ben il 79% dei consumatori intervistati che si dichiara oggi molto più attento alla propria salute e alle proprie abitudini alimentari. Una percentuale superiore a quanto emerge a livello mondiale, che è comunque alta (69%).

Di conseguenza, è altrettanto alta, 78%¸ la percentuale dei consumatori italiani che si aspetta di trovare nei locali un’offerta più sana, dato in linea con quello globale del 79%. In particolare, molto elevata è la richiesta di una maggiore presenza di alimenti freschi in menu, anche in questo caso con numeri decisamente più alti rispetto a quelli riscontrati in altri mercati (65%).

Una domanda che non ha lasciato indifferenti gli operatori del settore. Anche presso gli operatori è infatti cresciuta l’attenzione verso il tema, con il 62% che ha ottenuto riscontri molto positivi dall’introduzione nell’offerta di piatti più salutari, dato leggermente superiore rispetto al 59% registrato in altre piazze.

Il ticket digitale fa contenti clienti e gestori

Altro dato importante relativo alla Penisola è l’apprezzamento verso le soluzioni digitali, con 90% degli intervistati che si è dichiarato molto soddisfatto dell’introduzione del buono pasto elettronico, che permette di fruire del ticket da smartphone in qualsiasi momento e da ogni luogo.

Soddisfazione quella verso il ticket digitale condivisa anche dai gestori dei locali, con percentuali anche in questo caso molto alte, 70%, in quanto tale soluzione si adatta benissimo anche ai servizi di asporto e delivery, che in molti hanno attivato durante la fase più dura della pandemia, ma che continuano a offrire. Anche perché tale modalità di acquisto si sono ormai affermate nella nelle nuove abitudini di consumo degli italiani che nel 79% dei casi, in linea con i dati globali, si aspettano questo tipo di servizi.

Lotta allo spreco di cibo e sostenibilità

Il report ha toccato anche il tema della lotta allo spreco alimentare, tema sul quale la quasi totalità dei fruitori di buoni pasto, per l’esattezza il 96% (in linea con il dato globale), si è dichiarata attenta. Altro dato interessante è che ben l’85% dei lavoratori intervistati è interessato a conoscere quali locali siamo impegnati su tale fronte, aspetto che va poi ha incidere anche sulla loro scelta del posto nel quale consumare il pranzo.

Così come è da segnalare l’impegno da parte degli operatori italiani per rendere più sostenibili l’asporto e il delivery. Il 55% di quelli intervistati ha introdotto soluzioni per ridurne l’impatto ambientale e gestire in maniera sostenibile i rifiuti generati. Aspetto che rende i nostri operatori più virtuosi rispetto a quelli degli altri Paesi, dove questo dato si attesta sul 42%.

Il dilemma del pairing: abbinamento o contrasto?

food pairing
Fumèe d'émotions di Cinzia Ferro con i Tacos di mais affumicato, tartar di tonno, burrata di Corato, basilico e ciliegie di Antonio Cuomo
Un cocktail a base di panna con il suo side è il tema del nuovo concorso Sweet&Shake Cup. Incontrare i giudici (Cinzia Ferro, Antonio Cuomo e Silvia Boldetti) ci ha permesso di ragionare su come costruire il food pairing con i drink

Li abbiamo incontrati sul set, alle prese con la realizzazione delle loro ricette e dei loro abbinamenti in occasione del concorso Sweet&Shake Cup, di cui saranno giudici. E vedendoli lavorare dietro le quinte, scambiandosi impressioni, pareri e assaggi, abbiamo approfittato per farci dare qualche consiglio prezioso su due temi: come utilizzare (al meglio) la panna in miscelazione e, soprattutto, come costruire un pairing intrigante per la propria drink list.

I loro nomi? Cinzia Ferro, bartender arcinota; Silvia Boldetti, prima donna a vestire la divisa di maestro Ampi; Antonio Cuomo, cuoco di giovane età e di lunga esperienza.

Partiamo dal drink, come è normale che accada all’interno di un bar (nelle cucine dei ristoranti, il processo si ribalta: il punto di partenza è il piatto, il cocktail fa da accompagnamento): «Nella nostra drink list non mancano mai cocktail fatti utilizzando la panna - spiega Cinzia Ferro -: il mio concetto base è che qualsiasi ingrediente venga usato in cucina può essere un ottimo elemento per la costruzione di un drink. Nello specifico, usiamo la panna nei frozen estivi, spesso in combinazione con frutti esotici come mango e papaya, perché lega, dà al drink una bella sensazione di piacevolezza, visiva e al palato. D’inverno, invece, la usiamo negli hot drink: in carta abbiamo una grande varietà di twist sull’Irish Coffee. Il vantaggio è la capacità della panna di dare texture, piacevolezza e morbidezza alla beva, il rischio è di eccedere con il dosaggio e rendere il drink stucchevole».

Abbinamento o contrasto?

Fatto il drink, tocca al pairing. Due le strade suggerite dallo chef: «Per creare un buon pairing, occorre conoscere tutti gli ingredienti del drink e partire dall’assaggio e dal capire qual è l’effetto che il bartender vuole ottenere. Nella mia esperienza quando si lavora fianco a fianco, per assaggi e aggiustamenti successivi, si ottengono risultati migliori. Con il food si può lavorare per abbinamento o per contrasto: consiglio la prima strada quando ci troviamo di fronte a un cocktail equilibrato, beverino, ben conosciuto. Qui il rischio da evitare è di creare un sapore troppo simile, che non aggiunge niente. Lavorerei invece per contrasto quando dobbiamo abbinare a un drink che ha una personalità spiccata».

«L’obiettivo è creare un’esperienza che sia complessivamente piacevole» aggiunge Silvia Boldetti. Che, da brava pasticciera, sottolinea l’utilità, in carta, di avere drink dolci: «Di solito ci si limita a proporli dopocena. In realtà, possono essere interessanti anche all’aperitivo, perché è un tipo di drink che ha sempre i suoi estimatori». Il suo invito è di andare oltre categorie, abitudini e luoghi comuni: «Vale anche per il cioccolato, che - specie nella versione super fondente - è un ottimo ingrediente anche per le preparazioni salate. Ruby, ad esempio, si abbina benissimo con i formaggi aciduli o con quelli forti».

Scopri come partecipare al concorso Sweet&Shake Cup

La sostenibilità a Fiera Bolzano, chi è passato dal dire al fare

I premiati al Sustainability Award edizione 2021 a Hotel - Fiera Bolzano (ph Marco Parisi)
Dall'ultima edizione di Hotel di Fiera Bolzano, i vincitori dei Sustainability Award: aziende e prodotti che hanno tradotto le istanze ambientali in impegni e fatti concreti

In queste settimane, non si fa altro che parlare di emergenza planetaria per quanto riguarda il riscaldamento globale con i grandi del Terra impegnati nella sfida di azzerare le emissioni nette globali di gas serra entro o intorno a metà secolo. Un obiettivo molto ambizioso che richiede il passaggio da una mera adesione di principio a delle azioni concrete con la messa in campo di ingenti investimenti e azioni sul campo concreti e misurabili. Ciò non vale, ovviamente, solo per i governi ma anche per le aziende: sembra essere finita l'era del greenwashing con brand che si autoproclamano sensibili nei confronti dell’ambiente o devoti a un processo ecosostenibile, ma che in realtà fanno ben poco se non nulla a livello pratico. Oggi far finta di dimostrare un attaccamento al tema ambiente per guadagnare consensi, reputazione e, di conseguenza, fatturati potrebbe, man mano che cresce la consapevolezza ambientale,  rivelarsi un boomerang. Uno spaccato di realtà "impegnate" che hanno preso sul serio l'impegno ambientale lo si è visto alla 45° edizione di Hotel, fiera dedicata a hotellerie e ristorazione tenutasi a Fiera Bolzano dal 18 al 21 ottobre (già fissate le date dell'edizione 2022: 17 - 20 ottobre). L'occasione sono stati i Sustainability Award, premi dedicati alla sostenibilità arrivati alla terza edizione e organizzati in collaborazione con NOI Techpark Alto Adige, Libera Università di Bolzano, Ökoinstitut Südtirol/Alto Adige, Eurac Research e Provincia Autonoma di Bolzano. L’obiettivo è stato ancora una volta quello di dare un riconoscimento alle aziende più meritevoli sul fronte della sostenibilità e al loro lavoro, spesso nascosto, di ricerca e sviluppo. Di seguito i 4 vincitori con la motivazione.

  1. Categoria Sustainable Pioneers powered by IDM. Vincitore: Hotel Tyrol Dolomites Slow Living (S. Maddalena, Val di Funes - Bolzano).
    L’hotel è stato ristrutturato in un’ottica ecologica e sostenibile, che si rispecchia non solo nel risultato estetico ma anche nella scelta di materiali naturali come legno, lana, lino e vetro. La famiglia Senoner-Eisendle si impegna inoltre ad usare prodotti biologici e del commercio equo e solidale, stagionali e regionali. Tra questi, la carne di pecora di razza Villnösser Brillenschaf, “la pecora con gli occhiali della val di Funes”, una delle razze più antiche d'Europa, riconosciuta come presidio Slow Food
  2. Categoria Innovazione (per espositori Hotel). Vincitore: Gastrofresh (Appiano - Bolzano) con il prodotto Profarm Microgreens. Superfood regionale, organico, fresco e ricco di nutrienti ottenuto da un sistema di coltivazione verticale sostenibile e altamente automatizzato.
  3. Categoria Design (per espositori Hotel). Vincitore: Lobis Böden (Bolzano). Con il prodotto LobisSILENT – Soluzione di rivestimento fonoassorbente innovativa che combina funzionalità e design, fornendo un‘acustica ottimale in ogni stanza senza comprometterne l‘estetica.
  4. Categoria Circle (per espositori Hotel). Vincitore: Resch Home (Cornedo all’Isarco - Bolzano) Con il prodotto Auping Evolve. Materasso completamente circolare, ovvero realizzato al 100% con materiali riciclati. Zero impatto ambientale, estremamente confortevole e ben ventilato. Altezza 22 cm, strato comfort con innovativo poliestere lavorato a maglia 3D, supporto per spalle, vita e fianchi. Vincitore del Red Dot Design Award 2020, ha un'etichetta di riciclaggio A.

 

A Roma il viaggio (virtuale) nella terra dei caffè brasiliani

Mostra Viaggio nella Terra del Caffè
In scena a Palazzo Pamphilj a Roma fino al 26 novembre la mostra "Viaggio nella terra del caffè": tra passato e presente, la storia della passione per il caffè che accomuna Brasile e Italia. Crescono l’attenzione al territorio e le certificazioni

Si può visitare fino al 26 novembre la mostra Viaggio nella terra del caffè organizzata dal Museo do Café di Santos in Brasile, dove si trova il principale porto di esportazione, e dall’Ambasciata del Brasile a Roma. Filo conduttore dell’esposizione è il rapporto storico e contemporaneo tra i due Paesi, focalizzato sull’importanza che ha avuto (e ha) il caffè brasiliano per le torrefazioni del nostro Paese e al contempo sul contributo all’agribusiness brasiliano dato da 1,4 milioni di immigrati italiani giunti nel Paese tra il 1870 e il 1920, lavorando soprattutto nelle piantagioni dello stato di San Paolo. L’esposizione è suddivisa in due blocchi tematici, uno per ciascuna sala della galleria: nel primo viene illustrata la prospettiva storica del rapporto Brasile-Italia, mentre nel secondo viene tracciato un panorama della sostenibilità della caffeicoltura brasiliana. L’obiettivo è quello di condurre il pubblico in un viaggio tra passato e presente mostrando la passione che i due popoli hanno in comune per il caffè. La sua filiera nel Paese genera circa 8 milioni di posti di lavoro; il 72% circa dei produttori sono piccoli o a dimensione familiare, inoltre, delle oltre 300mila aziende agricole il 13% circa (più dii 40mila) sono gestite da donne.

Sostenibilità. Nel 2021 le piantagioni nello stato del Minas Gerais, principale produttore del Paese, hanno raggiunto un saldo di emissioni negative per i gas serra grazie all’attenzione che i produttori pongono alla sostenibilità come elemento integrante della qualità dei loro caffè. Per fare conoscere questa realtà ai torrefattori, ai baristi ed anche ai consumatori finali è stato realizzata la pubblicazione Caffè Brasiliani: eccellenza e sostenibilità. Grazie agli investimenti in ricerca, innovazione e tecnologia, tra il 1997 e il 2020 la produzione brasiliana è triplicata con una produttività per ettaro che da 8 è passata a una media di 33,5 sacchi per ettaro su una superficie di circa 2,1 milioni di ettari, pari all’8,9% del territorio nazionale. Si stima che nel 2023 il Brasile raggiungerà una produzione di circa 150 mila sacchi di caffè biologico.

Legame col territorio.  Il Brasile è anche il più grande produttore di caffè certificato (circa il 28% del caffè certificato commercializzato al mondo è brasiliano, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla tracciabilità), e  con crescente presenza di caffè biologico. A seguire le numerose Indicazioni Geografiche (IG) registrate presso l'Istituto Nazionale della Proprietà Industriale (INPI), che riflettono non solo la qualità del caffè, ma anche il suo vincolo speciale con il paesaggio, la storia, il territorio, l’elemento umano e la cultura nazionale.

L’Alta Mogiana - Indicazione di Provenienza dal 2013 - si trova a nord dello Stato di San Paolo ed è un altopiano tra 900 e 1000 metri di altitudine. È una regione tradizionale per le piantagioni di caffè, con temperature medie mensili di 21º in estate e 17º in inverno. Le caratteristiche climatiche sono favorevoli alla lenta ed uniforme maturazione del chicco. Tra le varietà più coltivate ci sono catuaí, mundo novo, bourbon e obatã. La caratteristica principale del caffè è un corpo vellutato e cremoso. Ha un profumo deciso, fruttato con morbide note di cioccolato e noci, acidità media ed equilibrata.

Dal 2020 Campo das Vertentes è un’Indicazione di Provenienza (IP) dello Stato di Minas Gerais. La regione è costituita da altopiani, la cui altitudine varia da 500 a 1000 metri. Il clima è mite, con un’estate fresca e piovosa e un inverno molto freddo nelle regioni più alte. Queste condizioni favoriscono la qualità del caffè della regione, noto per essere molto dolce, di corpo equilibrato, con sentori di cioccolato e noci.

Il caffè arabica della regione di Caparaó, ubicata al confine tra gli stati di Minas Gerais ed Espirito Santo, ha ricevuto la  Denominazione di Origine (DO) nel 2021. La combinazione di fattori come clima, suolo e pratiche colturale dà un caffè con notevole equilibrio tra acidità, dolcezza e aromi.

Lo Stato dello Stato di Espirito Santo - IP dal 2021 - è un riferimento nazionale e mondiale nello sviluppo della cultura del caffè Conilon, iniziata nel 1912. Si tratta di un caffè della specie robusta, coltivato  intorno ai 600 metri a temperature tra i 22 e i 26 gradi, il che lo rende più corposo, dal sapore di cioccolato e mandorla, ma anche con interessanti note floreali e fruttate che donano al prodotto profili sensoriali più complessi.

La base genetica delle piante responsabili della produzione dell’80% del caffè delle Matas de Rondônia - DO dal 2021 - è il risultato dell’incrocio tra le varietà Conilon e Robusta, selezionate negli anni dai produttori locali: il Robustas Amazônicos. Il suo profilo sensoriale comprende la presenza sentori dolci, cioccolati, legnosi, fruttati, speziati ed erbacei.

Matas de Minas - IP dal 2020 - è una regione dello Stato di Minas Gerais che sta ottenendo riconoscimenti anche per la produzione di caffè speciali, sia nel mercato nazionale che internazionale.

Serra da Mantiqueira - IP dal 2020 - è una regione montuosa nella parte meridionale dello stato di Minas Gerais in cui il caffè è coltivato ad altitudini tra 900 e 1400 metri. E’ nota per la produzione di caffè pregiati dal profilo sensoriale molto differenziato che rispecchiano il connubio tra un terroir unico e il saper fare locale alla continua ricerca dell’eccellenza.

Un’acidità brillante, l’aroma del cioccolato e della melassa di canna sono caratteristiche del caffè prodotto nelle Montagne dello Stato di Espírito Santo - DO dal 2021 -.  Le altitudini di coltivazione variano da 500 a 1400 metri e le temperature medie annue da 18 a 22 gradi. I caffè delle regioni più alte hanno note più esotiche, in quelle più basse si notano note più legnose, cerealicole e astringenti.

Oeste da Bahia - IP dal 2019 -  è una regione che occupa prevalentemente l’area del Cerrado nella parte centro-orientale del Paese.  Il caffè in questa regione viene coltivato in aree di oltre 700 metri di altitudine e si caratterizza per il sapore gradevole con buona fragranza e aroma leggermente fruttato e floreale, con ottima dolcezza e buona acidità.

Il caffè nella regione Norte Pioneiro do Paraná - IP dal 2012 - è coltivato a un’altitudine superiore ai 500 metri ed è caratterizzato da dolcezza, corpo accentuato, piacevole acidità agrumata, aroma che spazia tra cioccolato, caramello, agrumi floreali e fruttati.

Risale al 1850 la coltivazione di coffea nella Região de Pinhal - IP dal 2016. Le piantagioni di arabica sono situate sul versante paulista dellaSerra da Mantiqueira, con altitudini che variano dagli 800 ai 1100 metri. Se ne ottiene un prodotto caratterizzato dall’equilibrio tra corpo, acidità e dolcezza, con un aroma intenso e un finale lungo.

La perfetta definizione delle stagioni climatiche, con estati calde e umide e inverni miti e secchi, caratterizzano la regione del Cerrado Mineiro - DO dal 2014. I caffè coltivati oltre gli 800 metri hanno aromi intensi che vanno dal caramello alle noci con un’acidità delicatamente agrumata e un sapore di cioccolato di lunga durata.

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