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Mataroa e Ukyio fanno ancora più ricca l’offerta gin di OnestiGroup

Arrivano, rispettivamente, dalla Grecia e dal Giappone le nuove specialità che ampliano ulteriormente la proposta di distillati di ginepro dell'azienda piacentina

Mataroa e Ukyio sono le new entry che rendono ancora più ricco il portafoglio gin di OnestiGroup. Un’offerta che l’azienda continua ad ampliare con specialità distribuite in esclusiva provenienti da ogni angolo del mondo.

Dalla Grecia arriva infatti Mataroa, marchio nato nel 2019, con due referenze in gamma, Mataroa Mediterranean Dry Gin e Pink Gin, che racchiudono tutti i sapori delle coste del Mediterraneo. Il nome del brand e la formula dei suoi gin rendono omaggio all'omonima nave neozelandese che sul finire della seconda guerra mondiale compì diversi viaggi nel Mediterraneo, mettendo in salvo centinaia di persone. In uno di questi viaggi, a metà del 1945, per esempio, trasportò da Marsiglia ad Haifa 173 bambini ebrei scampati allo sterminio nazista e in un altro, alla fine dello stesso anno, portò in Francia numerosi giovani intellettuali greci, salvandoli dalla guerra civile che a breve avrebbe sconvolto il loro Paese e dalla successiva dittatura.

Ispirandosi ai viaggi della nave, è nata la ricetta di Mataroa Mediterranean Dry Gin (alc 41,5% in vol), preparato con botaniche provenienti dalle diverse regioni del Nostro Mare: ginepro dalla Croazia, radice di angelica e lavanda dalla Francia, semi di coriandolo dalla Tunisia, radice di giaggiolo dall’Italia, foglie di alloro dalla Siria, liquirizia dalla Turchia, scorze d'arancia dalla Spagna, scorze di limone dall’Egitto, scorze di mandarino dal Marocco, camomilla da Cipro e mastiha dell’isola greca di Chios (Grecia). Dal gusto asciutto e complesso Mataroa Mediterranean è un gin ben equilibrato, dove le note di ginepro si bilanciano con quelle delle altre erbe, radici e agrumi e dalla grande freschezza apportata dalla mastiha.

Dalla stessa ricetta, ma con l’aggiunta di due ulteriori botaniche, ovvero melograno greco e ibisco egiziano, che gli danno conferiscono anche una leggera e tipica colorazione rosa, nasce il Pink Gin, che rispetto al primo ha una gradazione inferiore (alc 38% in vol) e si caratterizza per una nota in più fruttata e floreale.

Ukyio, l’arte distillatoria giapponese

Dall’Estremo Oriente arriva invece l'altra novità del catalogo OnestiGroup, Ukyio, alta espressione della tradizione distillatoria giapponese. Le referenze in gamma, Japanese Yuzu Gin (alc 38% in vol) e Japanese Blossom (alc 41,5% in vol) vengono prodotte a Kagoshima, nella punta meridionale della principale isola del Paese, all’ombra del vulcano Sakurajima, con un procedimento lungo e complesso tramandato di generazione in generazione dalla famiglia proprietaria della distilleria.

Morbido, fresco e agrumato, Japanese Yuzu è ottenuto partendo da orzo locale, lavorato e distillato in tipici alambicchi pot still giapponesi per dare vita al shōchū, una tradizionale bevanda alcolica del Paese. Tale base viene quindi ridistillata con altri ingredienti, tra i quali ginepro, botaniche e agrumi della regione e poi messa in infusione con lo yuzu, il tipico agrume del Giappone. Ingrediente quest’ultimo che accentua il tratto esotico di questo gin, elegante e delicato, perfetto per dare vita a originali rivisitazioni di classici della miscelazione, ma anche per essere servito liscio.

Dallo stesso procedimento nasce anche il Japanese Blossom, dove però il processo di infusione finale prevede oltre allo yuzu anche il sakura, ovvero il fiore di ciliegio giapponese. E quest’ultimo ingrediente, insieme al ginepro e ai delicati sentori floreali, agrumati e speziati, compongono il bouquet aromatico del distillato, fresco, persistente ed elegante al palato.

I brand di proprietà

I nuovi arrivati si aggiungono a una proposta gin già ricca, articolata e di alta qualità. Nella quale spiccano, tra gli altri i gin firmati Alpestre, brand di proprietà di OnestiGroup, Alpestre London Dry Gin e Alpestre Gin Alpino. Due prodotti realizzati in collaborazione con Fulvio Piccinino, grazie a un importante lavoro di analisi e ricerca sulla ricetta dello storico distillato di erbe creato a metà Ottocento dal frate marista Emanuele e composta da oltre 30 botaniche. Il primo (alc 43% in vol) è un classico London dry caratterizzato dalle erbe officinali che compongono Alpestre, e che si presenta al naso con ricche note di ginepro, con un sottofondo floreale e agrumato, e al palato è balsamico, rinfrescante e con una spiccata morbidezza data dalla presenza di fiori come la camomilla. Il Gin Alpino è invece il frutto di un felice matrimonio tra la tradizione del London dry e quella dello storico liquore, dando vita a un gin (alc 43%in vol), verde chiaro alla vista, dove le note agrumate di scorze di limone e arancio e il coriandolo rinfrescano la parte balsamica del distillato di erbe.

O come le due referenze a marchio Doragrossa, anche questo di proprietà dell’azienda di Fiorenzuola D’Arda (Piacenza). Il London Dry Gin (alc 40% in vol), che ha tra le sue principali botaniche ginepro, coriandolo, ireos, assenzio, genziana, aranci dolce, lavanda, e si caratterizza per il profilo aromatico secco e agrumato. E il Gin Mediterraneo al Bergamotto (alc 45% in vol), la cui ricetta, oltre all’agrume calabrese, ha tra i principali ingredienti ginepro, arancia amara, camomilla, rosmarino e anice verde Pimpinella. Un prodotto che spicca per il suo bouquet gentile e persistente e per il gusto ricco e armonioso, dove la nota balsamica del ginepro si integra a meraviglia con quelle di rosmarino e anice verde pimpinella, il tutto impreziosito dagli oli essenziali delle scorze di bergamotto e dalle note di arancio amaro e camomilla che conferiscono un piacevole retrogusto amaricante.

Specialità distribuite in esclusiva

OnestiGroup Peddlers Gin - Shanghai Craft Gin
Tra le nuove esclusive OnestiGroup anche Peddlers, gin artigianale prodotto a Shanghai (Cina)

A queste si aggiungono i vari gin premium di marchi distribuiti in esclusiva come, anche in questo caso per citarne alcuni, la gamma della casa olandese Bobby’s Schiedam, la linea Portobello Road Gin, quella a firma Bareksten, entrate in catalogo all'inizio di quest'anno (leggi I gin, e non solo, Bareksten tra le esclusive di OnestiGroup), The London N°1, Brooklyn.

Prodotti che insieme ai due nuovi arrivi Mataroa e Ukyio OnestiGroup porterà all’edizione 2023 di theGINday, la kermesse italiana dedicata a distillato di ginepro, in programma a Milano domenica 10 e lunedì 11 settembre (leggi A settembre va in scena a Milano la nuova edizione di theGINday). Manifestazione dove l’azienda sarà presente con un'altra novità, Peddlers, gin artigianale prodotto a Shanghai e a base di botaniche della Cina, e con altri marchi di punta del suo portafogli, quali Tarquins, Alkkemist, Ungava, Puerto de Indias, Birds Gin, Saint Aubin, e con la linea di spiriti no alcol Jnpr.

Al via la prima edizione del Campionato Mondiale del Panettone a squadre

Il Panettone di Pasticceria Nuovo Mondo
Il Panettone di Pasticceria Nuovo Mondo
L'iniziativa voluta dall'Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano si terrà dal 9 al 13 ottobre a Verona, con la premiazione il 14 ottobre a Milano

Dal 9 al 13 ottobre, a Verona, si terrà la prima edizione del Campionato Mondiale del Panettone a Squadre. L'evento di respiro internazionale è organizzato e promosso dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, in collaborazione con Host Milano e con Italian Gourmet in qualità di Official Media Partner. La competizione celebrerà il team vincitore a Milano, il 14 ottobre.

Le regole del Campionato Mondiale del Panettone a Squadre

Le squadre in gara provengono da ogni parte del mondo: dall’Italia al Giappone, dalla Spagna all’Argentina, dagli Stati Uniti a Taiwan. Parteciperanno alla cerimonia di apertura, in programma il 9 ottobre presso Eataly Verona. Inoltre, dovranno competere nella preparazione del “grande lievitato di Natale nel mondo”, per aggiudicarsi il primo titolo PWC a squadre. La gara prenderà il via il 10 ottobre presso i laboratori del Gruppo Polin a Verona. In quel giorno si terrà il primo turno di gara, che vedrà contrapposte le squadre europee. La sfida si concluderà il giorno successivo. Il 12 e 13 ottobre sarà la volta delle nazionali extra-europee. Ogni squadra sarà formata da tre componenti, di cui uno sarà il capitano, più un allenatore. I componenti saranno selezionati e nominati dalle scuole professionali segnalate dai Consolati all’Accademia MLM. I concorrenti lavoreranno sotto gli occhi attenti di una giuria d’eccezione, che effettuerà un’ispezione pre-gara su laboratorio, attrezzature, ingredienti che dovranno rispettare inflessibili norme, e lievito madre esclusivamente fresco e proveniente dal paese rappresentato. I partecipanti dovranno dimostrare le proprie competenze per il confezionamento di 10 panettoni identici. Dovranno produrne tre versioni: panettone classico italiano, panettone al cioccolato con impasto al cioccolato, lievitato innovativo “panettone salato”.

Cosa valuterà la giuria

La giuria sarà composta dai team manager delle nazionali e giudici esterni. I tecnici saranno chiamati a esprimere la propria preferenza attraverso rigidi criteri di valutazione che riguarderanno i lievitati prodotti, la riduzione dei rifiuti, il lavoro di squadra, la pulizia e la presentazione finale. La classifica sarà data dalla somma dei punteggi ottenuti dalle squadre nelle diverse categorie.

La finale e la proclamazione del vincitore

Il 14 ottobre all’HostMilano di Fiera Milano, dalle ore 17, avrà luogo la proclamazione del team vincitore del primo trofeo PWC a squadre. In tale occasione saranno consegnati i premi speciali assegnati dai Presidenti di Giuria. La squadra prima classificata riceverà la coppa del mondo e la medaglia d’oro, 8000 euro e una fornitura di prodotti degli sponsor del campionato. Ai secondi saranno assegnati la medaglia d’argento e 3000 euro. I terzi sul podio riceveranno la medaglia di bronzo e 2000 euro. I Premi Speciali sono: Miglior Organizzazione di laboratorio; Miglior Pulizia in fase di lavorazione; Miglior rapporto componenti del team “Gioco di Squadra”; Miglior Tavolo di Presentazione-Vetrina; Miglior Packaging di Presentazione, previsto solo per il Panettone Innovativo-Salato; Miglior Brochure di Presentazione.

Antonio Bachour è il nuovo brand ambassador di Julius Meinl

Antonio Bachour
Il pastry chef di fama internazionale sarà il nuovo volto globale della storica torrefazione viennese

Julius Meinl, storica torrefazione viennese, ha annunciato il suo nuovo brand ambassador. Si tratta di Antonio Bachour, pastry chef di fama internazionale. A unire i due nomi, tanti valori condivisi. Si va dalla profonda passione per il gusto alla visione comune per creare momenti significativi nella vita delle persone, passando per un forte impegno per la responsabilità sociale e ambientale.

Chi è Antonio Bachour

Rinomato per i suoi dessert iper-creativi, Antonio Bachour ha vinto numerosi premi, è stato nominato uno dei migliori pasticceri degli Stati Uniti e ha ricevuto il premio Best Pastry Chef in the World dalla prestigiosa Best Chefs Foundation, la principale organizzazione che si occupa di premi culinari al mondo. «Ho scelto di servire il caffè Julius Meinl, perché è un’azienda che incarna la tradizione, l'eleganza e una cultura di lunga data con responsabilità sociale e ambientale – dichiara Bachour – È un marchio di fiducia con una solida reputazione che condivide i miei stessi valori, tra i quali la soddisfazione di offrire alle persone momenti di puro piacere e felicità attraverso prodotti di eccellenza. Diventare Brand Ambassador di Julius Meinl è quindi un piacere».

La collaborazione tra Julius Meinl e Antonio Bachour

Antonio Bachour serve il caffè della torrefazione viennese nella sua premiata pasticceria di Miami. Con l'arrivo del nuovo incarico, introdurrà quest'autunno una miscela certificata Bio & Fairtrade: la The Originals Gloriette Gold. Inoltre, Bachour metterà in luce le sinergie con il brand promuovendo la partnership nei suoi canali più importanti, sviluppando progetti speciali e ricette ad hoc. In più, parteciperà ad eventi chiave come Host Milano in rappresentanza del brand. «Combinando la nostra esperienza e passione per il caffè con l'approccio innovativo di Bachour al gusto, possiamo offrire ai nostri clienti un'esperienza davvero unica. Poter collaborare con qualcuno che condivide e riconosce tutto ciò che Julius Meinl rappresenta è davvero un onore», afferma Razvan Talpau, amministratore delegato della Julius Meinl North America.

Oscar.697 celebra i primi 10 anni con 6 giorni, 9 ore e 7 minuti di festa

Oscar.697 10 anniversario
Oscar.697, marchio indipendente di vermouth premium fondato nel 2013 da Stefano Di Dio compie dieci anni. Dopo il recente tour di successo in Australia (secondo Paese del “vermuttista”) è arrivato il momento delle celebrazioni a Milano, città natale del “contemporary vermouth” e del suo proprietario

A partire dal 6 settembre Oscar.697 scende in pista con sei giorni, nove ore, sette minuti di eventi di ogni genere con protagonisti alcuni dei più celebri bartender nazionali ed internazionali, ma non solo. Il quartier generale di questa settimana da Paura e Delirio a Las Vegas, ma in salsa meneghina, sarà Il Pop(Up)Bar697. Il bar aprirà in via Orobia 11 nel Quartiere Soupra (South of Prada), noto anche come Quartiere Fondazione Prada. La direzione sarà a cura di Edoardo Nono, founder del Rita Cocktails, american bar milanese dalla storia ultraventennale, e del Rita’s Tiki Room, spin off caraibico-polinesiano di miscelazione Tiki.

Questi sono, ad oggi, i tre i nomi di eccezione del bartending internazionale che si alterneranno con i loro shaker dietro al bancone: Marcio Silva, figura iconica della scena del bartending brasiliano che tra le varie sue attività ha fondato il Guilhotina Bar a San Paolo, piazzatosi dal 2019 nella World’s 50 Best Bars; Ricardo Ortiz, Bar Manager del North Bar dell’iconico quartiere Tribeca di Lower Manhattan; Josh Mcintyre, giovane e promettente venue manager del The Baxter Inn a Sydney, uno dei più grandi whisky bar del mondo. A queste tre icone del bartending internazionale, si aggiungeranno tanti professionisti della scena italiana per celebrare questo importante traguardo assieme al team di Oscar.697. Un mix di new gen & old school che rappresenta appieno l’essenza di Oscar.697, vermouth distribuito in Italia da Rinaldi 1957. qui alcuni nomi già̀ confermati: giovedì 7 settembre Marco Riccetti - Inside di Torino e Riccardo Tesini del Panino Giusto di Milano, a seguire venerdì 8 ci saranno Alessia Lodi dello Speakeasy di Arona e Gabriele Dodi del Six di Milano. E ancora sabato 9 Mattia Schiaretti del Choice di Parma e Mario Farulla del Dirty Milano, mentre domenica 10 salirà sul banco Marco Masiero dal Radisson Collection Santa Sofia di Milano e Maurizio Manvati, impareggiabile frontman del Banco, sul Naviglio Grande a Milano. Lunedì 11 sarà il turno di Umberto Oliva del Bella Milano Bistrot e Ilaria Bello del Caferri da Bottega a Cucina di Pomezia, per poi chiudere in bellezza il 12 settembre con Alessandro De Luca del Rufus di Milano, Massimo Borroni del Rita Cocktails di Milano e la funky bar crew del Calaveras Beach Bar di Porto Pollo, Palau.

Nello spirito di Stefano Di Dio per cui il vermouth è importante, ma non è l’unica cosa che conta, la settimana prevede, tra Dj set e trend setter, un gustoso calendario di eventi collaterali. Il 6 settembre si parte con una serata esclusivamente su invito sulle note funky di Irene Lamedica e Steve DUB in consolle. Giovedì 7 settembre si aprono ufficialmente le porte del pop up bar al pubblico. Venerdì 8 settembre, il suono degli shaker sarà accompagnato dalle note e dal ritmo della crew di Nora Bee, Dj protagonista delle notti milanesi. Sabato 9 settembre la serata rende omaggio al mondo dei motori ed in particolar modo all’evento automobilistico Magnum - by Crazyrun di cui Oscar.697 è partner ufficiale per l’edizione 2023. Magnum è un evento automobilistico annuale di genere adventure, della durata di tre giorni che si svolge in Italia. Una gara che si svolge in sole 48 ore, per 400 km e attraverso un percorso di regolarità a tappe per un totale di circa 400 chilometri (200 al giorno). La gara è riservata ad auto storiche, in particolar modo youngtimer, per rivivere i magici anni '80 e '90. Vengono selezionati fino ad un massimo di 100 team (a numero chiuso) per un totale di circa 250 partecipanti tra cui, ça va sans dire, Stefano Di Dio e il suo team. Domenica 10 settembre sarà il primo giorno del The Gin Day, il più importante evento nazionale dedicato a questo distillato. The Gin Day nasce nel 2012, all’inizio della cosiddetta platinum age del gin, con l’obiettivo di dare impulso a una categoria che da lì a poco sarebbe diventata la categoria. Un evento che da allora non solo risponde alle esigenze del mercato, ma ne anticipa i trend. Oscar.697 sarà presente con alcuni prodotti di categoria e i bartender internazionali coinvolti nel progetto saranno presenti in fiera per talk show e tavole rotonde. Lunedì 11 settembre, invece, il Pop(Up)Bar697 ospiterà il closing party della manifestazione The Gin Day coinvolgendo un ampio numero di addetti ai lavori, professionisti del settore, colleghi. Martedì 12 settembre, ultimo giorno, si chiude con un evento assolutamente unico – e forse per certi versi irripetibile. Gli storici fondatori del Soul to Soul lanciano la loro prima reunion ufficiale dopo la chiusura dello storico locale milanese.

Da Patatas Nana una nuova chips gourmet e un locale per aperitivi a Senigallia

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Al tartufo nero la nuova referenza di chips del marchio di patatine artigianali gourmet. Che intanto ha aperto nel centro di Senigallia Casa Nana, il suo format di locale-bottega

Una nuova referenza di patatine gourmet e un locale dedicato all’aperitivo fanno sempre più ricca e articolata l’offerta di Patatas Nana, il brand di chips artigianali creato dallo chef Michele Gilebbi con il socio Francesco Mazzaferri (leggi Patatas Nana, la chips gourmet tutta gusto e genuinità). Un’offerta che continua ad ampliarsi non solo in termini di prodotti, ma anche di format di locali per il loro consumo.

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Patatas Nana al tartufo nero

Per quanto riguarda il primo aspetto, la novità è Patatas Nana al tartufo nero, dove il gusto della classica patatina artigianale è impreziosito dal sapore intenso di pregiato tartufo nero del centro Italia. La nuova creazione è realizzata, come da tradizione del marchio, sempre all’insegna della naturalità e della genuinità. La ricetta di partenza è infatti quella della classica Patatas Nana, preparata solo con patate di varietà Agria, coltivate nella zona della Vega Grandina in Andalusia (Spagna) e irrigate con l’acqua incontaminata del Rio Dúrcal, che nasce sulla Sierra Nevada, puro sale marino e olio di girasole. Ricetta alla quale si aggiunge in questo caso il tartufo disidratato, che regala alla patatina il suo caratteristico retrogusto di cacao dolce e sottobosco. Infine, le chips vengono confezionate con macchinari all’avanguardia, che ne garantiscono la conservazione senza uso di conservanti. Per Patatas Nana al tartufo nero il pack scelto è la busta colore argento specchiato in formato 100 g.

Casa Nana, un format per gustare il mondo del brand

Il lancio della nuova referenza è stato preceduto a inizio estate dall’apertura di Casa Nana, locale che sorge a Senigallia, città dello chef Gilebbi, che traduce il concetto di aperitivo del brand e ne costituisce anche una sorta di quartier generale.

Situato in piazza in Piazza del Duca, nel pieno centro storico della cittadina balneare delle Marche, Casa Nana è un locale dalle due anime. Al mattino, dalle 9 alle 13, si acquistano e si degustano tutti i prodotti firmati dal marchio: le famose patatine in busta, nella versione classica, a fiammifero, e nei vari gusti, che oltre la new entry al tartufo, comprendono le cinque referenze aromatizzate, Peperone, Limone, Rapa rossa, Aglio nero, Cappero, realizzate in collaborazione con La Giardiniera di Morgan, condite con solo polvere di verdure disidratate, e la special edition al baccalà dedicata a Senigallia. Offerta completata dalla Sangria Nana, creata in collaborazione on il mixologist e “naso” Oscar Quagliarini (leggi Patatas Nana lancia Sangria Nana. Con ricetta di Oscar Quagliarini).

Un laboratorio di gusto

Ma è dalle 18 all’una di notte che il locale dalle atmosfere in stile spagnolo contemporaneo svela la sua essenza, trasformandosi in un piccolo laboratorio creativo cibo, buon vino, musica e relax rappresentano il filo rosso che guida la serata dall’ora dell’aperitivo alla notte.

La proposta food, oltre ai prodotti del marchio, si arricchisce di un menu di tapas da stuzzicare per l’aperitivo, o per una light dinner o per il dopocena. Tra le proposte troviamo rustici, tramezzini, sandwich, toast di brioche e croissant salati dalle sfiziose e ricercate farciture, come, per citarne alcune, granchio e insalata russa, prosciutto cotto e tartufo estivo, Pata Negra e pomodoro, pastrami, cecina de Buey, salmone affumicato e mascarpone, caviale Adamas e formaggio. E, ancora, le acciughe del Cantabrico conservate nel burro, altra specialità a marchio Nana, i gazpacho, le giardiniere di Morgan.

Parallelamemte si amplia l’offerta beverage, dove alla sangria si affianca una ricca selezione di vini naturali, che conta circa 400 etichette.

Né ristorante, né bar, né cocktail bar, Casa Nana si sviluppa su 140 metri quadri di superficie, più un dehors che affaccia sulla centralissima piazza, e due grandi banconi: un format informale replicabile in futuro anche in altre città.

L’influenza dei filtri sulla qualità dell’espresso

Filtri - produzione IMS Filtri
Profondità, disposizione e forma dei fori, sagoma: sono elementi del filtro che influenzano decisamente il gusto in tazza.

Tra le variabili che influenzano il gusto in tazza dell’espresso sono subito considerati la granulometria e la grammatura del caffè, la temperatura e il tempo di estrazione, difficilmente si considerano la doccetta e il filtro che, al contrario, hanno una notevole importanza, come ha dimostrato un recente incontro presso Ims Filtri.

«Sono stati prima Nuova Simonelli, che nel 2011 ci ha richiesto filtri ad alte prestazioni per omologare la propria macchina per il World Barista Championship, poi Sanremo Coffee Machines per il lancio della macchina espresso Opera a dare il “la” allo studio e alla produzione di filtri performanti – affermano Giulia ed Emanuele Monti -. Abbiamo così realizzato la linea Competizione, brevettando la tecnologia che garantisce una forma del cono conica dei fori, con un diametro alla base di circa 0,4mm per arrivare alla sommità a 0,25: questo permette di non avere angoli o ostruzioni in fase di estrazione. Ulteriori lavorazioni come la rilaminatura, l’elettrolucidatura e il rivestimento Nanoquartz facilitano la rimozione del caffè esausto e migliorano il work flow».

Ricerche approfondite hanno permesso di individuare l’influenza del filtro sul prodotto in tazza. A cominciare dalla geometria dell’area filtrante: meno fori diradati, ideali per miscele, aumentano la pressione sul macinato e danno una maggiore percentuale di estrazione; un maggior numero di fori aumenta la distribuzione della pressione dando un’estrazione più accurata, maggiore pulizia in tazza e meno corpo; la foratura E (esagonale), copre un’area più ampia, dando una migliore distribuzione della pressione, un’estrazione più omogenea e una tazza più pulita in cui si riconoscono i sapori (mettendo a nudo anche eventuali difetti).

Ha la sua influenza anche la sagoma del filtro: quella troncoconica crea una pastiglia abbastanza alta che dà una buona resistenza alla pressione anche con meno dose di macinato ed è indicata per miscele con presenza di robusta; la bombata concentra l’estrazione verso il centro ed è ideale per miscele in cui si vuole esaltare il corpo; quella cilindrica con base convessa è consigliata per dosi oltre i 16 gr, dà un’ottima crema ed esalta sentori dalla frutta alla caramellizzazione; quella cilindrica a base piatta dà un flusso sul pannello verticale ed è ideale per alte grammature e singole origini, alle quali conferisce crema elastica e sentori ben distinti.

Le domande da farsi prima di individuare il filtro indicato alle proprie esigenze sono: cosa voglio in tazza? quali grammature userò? che ricette voglio usare?

Quale profondità? La misura del filtro si sceglie in base al volume necessario per accogliere la giusta quantità di caffè che, una volta pressato, deve lasciare uno spazio vuoto di circa 2 mm per fare gonfiare il macinato durante la preinfusione.

Se lo spazio è poco (inferiore a 2 mm) l’acqua ha poco spazio per bagnare correttamente il caffè, si rischiano canalizzazioni e sottoestrazione, e si può compromettere la vita della doccetta.

Troppo spazio (più di 2 mm) può creare canalizzazioni (aumento sensazioni acide e amare, minore corpo) e non permette una buona asciugatura del pannello.

Giulia ed Emanuele Monti rappresentano la quarta generazione di Ims - Industria Materiali Stampati, cui fanno capo i marchi Ims Filtri e E&B Lab. Sono responsabili rispettivamente della parte finanziaria, e di produzione ricerca e sviluppo.

 

Partita la nuova edizione di Lady Amarena Italia

Lady Amarena Italia 2023
Iscrizioni aperte fino al 23 ottobre per la nuova edizione del contest di Fabbri dedicato alle signore della miscelazione. 10 i posti in palio per la finale nazionale in programma a novembre a Roma

Nuova chiamata per le barlady italiane che aspirano alla corona di regina della miscelazione. Si sono aperte le iscrizioni per l’edizione 2023 di Lady Amarena Italia, la sezione nazionale del concorso di Fabbri 1905 dedicato alle professioniste del bancone.

Gara che si alterna all’edizione globale del cocktail contest, che si svolgerà il prossimo anno, alla quale insieme alla campionessa italiana prenderanno parte le vincitrici delle altre sezioni nazionali. All’ultima, svoltasi lo scorso anno e vinta dalla campionessa di Germania Linh Nguyen (leggi Trionfo di Linh Nguyen a Lady Amarena 2022), a sfidarsi per il titolo mondiale sono state in 14, in rappresentanza di altrettanti Paesi a testimonianza della forte vocazione globale della competition. Vocazione sottolineata anche dalla presenza della sessione “Resto del mondo”, confermata anche per l’edizione 2024, alla quale possono iscriversi le concorrenti non provenienti dai Paesi in gara.

Come partecipare a Lady Amarena Italia

La sfida posta alle barlady è sempre di creare un cocktail originale, alcolico o analcolico, che esalti l’unicità del gusto di Amarena Fabbri. Per quanto riguarda l’Italia, le barlady che aspirano al titolo hanno tempo fino al 23 ottobre per iscriversi sul sito del concorso, compilando l’apposito form con i dati personali, e presentare la propria ricetta, corredata da una foto del drink e da una sua breve descrizione. Le concorrenti possono anche caricare un video nel quale realizzano e descrivono (in inglese) il proprio drink, fatica che garantisce una maggiorazione di 5 punti nella valutazione della giuria di selezione.

Il cocktail può essere composto da un massimo di 5 ingredienti (eventuali decorazioni, guarnizioni e side non vengono conteggiati) e deve contenere necessariamente almeno uno di questi prodotti Fabbri 1905: Amarena Fabbri frutto o sciroppo, sciroppo Fabbri MixyBar Amarena, liquore bitter Marendry Fabbri o Gin Fabbri. È permesso l’utilizzo di basi di caffè, latte o tè, ma non di preparazioni di sciroppo home made.

Come si svolge il contest

Le ricette, corredate di foto e video, saranno pubblicate sul sito del contest e potranno essere votate dal pubblico e le 3 che otterranno il maggior numero di consensi godranno di una maggiorazione di punteggio nella fase di selezione (+10% al più votato, +7,5% al secondo e +5% al terzo).

Tutte le creazioni saranno valutate da una giuria di esperti che selezionerà le migliori 10 che accederanno alla finale nazionale. La valutazione degli esperti riguarderà gusto e bilanciamento del drink, suo aspetto e presentazione, comunicazione, ovvero nome della ricetta e la sua descrizione, replicabilità, aspetto quest’ultimo che interessa la riproducibilità della ricetta in termini di numero di ingredienti, loro reperibilità sul territorio nazionale, tempi di preparazione e drink cost.

La finale italiana

Le finaliste si contenderanno la vittoria del titolo italiano nella Notte delle Stelle, la “finale spettacolo” in programma a Roma il 28 novembre al Marriot Park Hotel. La gara si svolgerà infatti tra due altri importanti eventi per il settore miscelazione del Belpaese: il Convegno nazionale Aibes, il 27 e 28 novembre, e il nazionale Iba, il 29 novembre e il primo dicembre.

Nell’atto conclusivo della gara le concorrenti dovranno dare prova di tutta la loro abilità nell’arte della miscelazione, ma anche della capacità di raccontare e conquistare il pubblico di esperti, il tutto in diretta e rigorosamente in lingua inglese.

Ospiti di onore della serata alcune delle barlady trionfatrici del concorso, quali la campionessa mondiale in carica Linh Nguyen, Federica Geirola, Lady Amarena Italia 2021-22 (leggi Federica Geirola è la Lady Amarena Italia 2021), Noemi Marras e Jessica Fletcher, rispettivamente Lady Amarena Switzerland e Spain 2021-22.

Dinicaffè, torrefazione al femminile dove eccellenza ed etica si incontrano

Benedetta e Serena Nobili
Tra i soci fondatori di Caffè Speciali Certificati, propone caffè di alta qualità con progetti rivolti al sociale, alle donne, all’ambiente.

Del caffè non si butta via niente! racconta una vignetta scherzosa sulla pagina Facebook di Dinicaffè, che spiega come dagli scarti di produzione della torrefazione nasca un’eccellenza sostenibile: il materiale viene donato a Funghi Espresso, che produce funghi con metodi che hanno un impatto sull’ambiente pari a zero. Non solo: i sacchi di juta con cui viene trasportato il caffè dai Paesi d’origine sono donati al Consorzio Agrario che dà loro una seconda vita. Tutti i sacchetti del caffè sono stampati con inchiostro ecologico ad acqua e le consegne sono effettuate con un furgone elettrico, che non reca danno al pianeta.

Ma non c’è eccellenza senza etica: Dinicaffè è uno dei soci fondatori di CSC - Caffè Speciali Certificati, consorzio che da oltre vent’anni è fortemente impegnato nel controllo dell’intero processo produttivo del caffè, di cui assicura l’alta qualità e il rispetto per chi lo produce. Non solo; chi lo vuole può vivere l’esperienza di un tour guidato alla scoperta del caffè, della sua lavorazione e dei segreti di un espresso perfetto: una giornata di full immersion nel mondo spesso sconosciuto del caffè, con laboratori di tostatura, assaggi e pratica di come si realizza un espresso.

Quelle appena delineate sono solo alcune “pennellate” della realtà della Torrefazione fiorentina, nata nei primi del ‘900 con Alberto Dini come laboratorio artigianale nel centro storico della città; nel 1980 le figlie Elisabetta e Laura prendono le redini dell’azienda che nel 1996 punta decisamente sulla qualità quando, insieme ad altri torrefattori, Dini fonda l’Associazione Caffè Speciali Certificati, consorzio volto alla tutela della qualità del caffè e alla sua totale tracciabilità, dalla pianta alla tazzina. Nel 2009 subentrano Serena e Benedetta, figlie di Elisabetta, che mantengono viva la tradizione per la lavorazione di caffè di qualità e investono nella realizzazione di un coffee Lab interno all’azienda, adibito a laboratorio degustazione, sperimentazione e logo di formazione. L’attenzione all’aspetto sociale è sottolineato dal fatto che Serena e Benedetta sono tra i soci fondatori dell’associazione Women in Coffee Italy, riconosciuta da Iwca (International Women’s Coffee Alliance), la rete globale a sostegno delle donne lungo tutta la filiera produttiva del caffè.

Tra i nuovi ingressi in gamma c’è il caffè Guatemala Doña Lucero, frutto di un progetto di sviluppo sociale che coinvolge 80 produttrici guatemalteche che grazie all’impegno della onlus Amka e di CSC hanno avuto la possibilità di un riscatto economico e personale attraverso la produzione di caffè. Si caratterizza per le sue note floreali, di cioccolato al latte e sentori di miele.

A ottobre torna la Venice Cocktail Week

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Paola Mencarelli, organizzatrice della Venice Cocktail Week (credit foto: Veronica Gaido)
Dal 23 al 29 ottobre va in scena nella città della Laguna la terza edizione della manifestazione dedicata al bere miscelato di qualità. Coinvolti 31 locali che proporranno una drink list ad hoc e iniziative culturali sulla mixology e il mondo bar

Entrata nel novero dei principali appuntamenti nazionali dedicati al bere miscelato di qualità, torna in autunno la Venice Cocktail Week. La terza edizione della manifestazione, ideata e organizzata da Paola Mencarelli e il suo team, fondatrice anche della Florence Cocktail Week (leggi Conclusa con grande successo la Florence Cocktail Week 2023) e del Cortina Cocktail Weekend, con il patrocinio del Comune di Venezia e il sostegno di Vela, si terrà nella città della Laguna da lunedì 23 a domenica 29 ottobre 2023.

L’edizione 2023 della kermesse intende puntare i riflettori su insegne e professionisti che non sono sotto le luci della ribalta, ma che lavorano con qualità e consapevolezza. Uno strumento attraverso il quale ogni locale partecipante potrà far conoscere la propria identità. E tanti, ben 31, sono i locali coinvolti, tra cocktail bar e bar d’hotel, molti dei quali già protagonisti delle precedenti edizioni: una continuità che testimonia la crescita e il rafforzarsi di una community di bartender locali, che è poi tra gli obiettivi dell’iniziativa. Per quanto riguarda i primi si tratta di: Ai Do Leoni, Amo, Ancòra, Blue Drop Venice, Caffè Florian, Caffè Lavena, ChicBar, Grancaffè Quadri, La Barrique Wine Bar, Marciano Pub Venezia, Osteria I Rusteghi e San Giorgio Cafè.

Tra i bar d’hotel, invece ci sono: Alchemia del Ca’ di Dio, Arts Bar del The St. Regis Venice, Canova Bar del Baglioni Hotel Luna, Experimental Cocktail Club de Il Palazzo Experimental, Il Bar della Biblioteca del Nolinski Venezia, Il Caravellino dell’Hotel Saturnia & International, Le Maschere dello Splendid Venice, Lpv Bar del Londra Palace Venezia, Orientalbar & Bistrot dell’Hotel Metropole Venezia, Rose Bar del JW Marriott Venice Resort&Spa, Santa Cocktail Club Venezia dell’Hotel L’Orologio Venezia, Skyline Rooftop Bar dell’Hilton Molino Stucky Venice, The Bar dell’Aman Venice e Top of the Carlton Sky Lounge dell’Hotel Carlton on the Grand Canal.

La drink list

Anche questa edizione si volgerà secondo il copione ben consolidato della Venice Cocktail Week e delle manifestazioni sorelle. Copione che prevede che ogni locale per tutta la settimana proponga una drink list creata ad hoc, con 3 cocktail: un signature di libera creazione che esprima l’identità del locale; il cocktail RiEsco a Bere Italiano, preparato rigorosamente con ingredienti italiani di produttori italiani; un Aperitivo di Mezzogiorno, un drink fresco e leggero ideato per l’aperitivo di mezzogiorno, grande tradizione veneziana.

Tanti eventi in programma

Ad animare la settimana poi ci saranno numerose iniziative culturali (il programma è in via di definizione) sul mondo del bere miscelato e del bar, sia per il grande pubblico sia dedicati ai professionisti, che si terranno nei locali aderenti alla manifestazione. Tra questi ultimi seminari sulle tecniche di miscelazione e sui format di bar, masterclass e presentazioni di prodotti, presentazione di libri, tasting e un ampio spazio destinato all’intrattenimento, sia diurno sia serale, con ospiti di fama nazionale e internazionale.

Appuntamenti ci saranno anche nei locali Event Partner: Bar d’Hotel Partner e Cocktail Bar Partner che non presenteranno la drink list VCW23, ma che ospiteranno eventi culturali e ricreativi. Tutti gli appuntamenti della Venice Cocktail Week saranno aperti al pubblico e per la parte educazionale l’accesso sarà gratuito, con prenotazione, mentre gli altri eventi saranno a pagamento o su invito.

Dining With The Spirits: matrimonio tra mixology e cucina

Ad arricchire ulteriormente il palinsesto della manifestazione la Dining With The Spirits, iniziativa ideata sempre da Mencarelli per creare sinergie fra il mondo della mixology e quello della cucina. Coinvolti 22 ristoranti e cocktail bar della Serenissima che per tutta l'intera settimana o per una singola serata proporranno la loro interpretazione degli spirit in cucina, utilizzandoli come ingredienti nei loro piatti, in un singolo piatto o in un intero menu, o sviluppando intriganti pairing con cocktail o distillati lisci, creando anche eventi dedicati alla loro presentazione.

Ecco l’elenco dei locali: Algiubagiò, Antinoo’s Lounge&Restaurant del Sina Centurion Palace, Aromi Restaurant dell’Hilton Molino Stucky Venice, Arva dell’Aman Venice, Glam Enrico Bartolini del Palazzo Venart, Le Maschere dello Splendid Venice, Local, Marciano Pub Venezia, Oriental Bar&Bistrot dell’Hotel Metropole, Osteria I Rusteghi, Ristorante Canova by Sadler del Baglioni Hotel Luna, Ristorante La Caravella dell’Hotel Saturnia & International, Rose Bar del JW Marriott Venice, San Giorgio Cafè, Taverna La Fenice, Terrazza Aperol, Top of the Carlton Sky Lounge dell’Hotel Carlton on the Grand Canal, Venissa Osteria Contemporanea del Venissa Tenuta, Vero del Ca’ di Dio, Wisteria e Zanze XVI.

Inoltre, in linea con lo spirito comunitario che caratterizza la manifestazione, ci saranno anche collaborazioni con importanti cocktail week nazionali e internazionali, quali la Tel Aviv Cocktail Week, con guest i cocktail bar della città israeliana, la Yerevan Cocktail Week e la Trieste Cocktail Week (leggi Torna a settembre la Trieste Cocktail Week).

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Heavenly Gin, l’eleganza della semplicità

Heavenly Gin
Creato dall'imprenditore Celestino Ghezzi, il nuovo distillato è un dry gin artigianale, raffinato ed elegante, preparato con poche ed essenziali botaniche, pensato anche per il servizio in purezza

Sempre più ricco e vario il panorama gin italiano. Tra gli ultimi arrivati c’è Heavenly Gin, dry gin firmato da Celestino Ghezzi La semplicità del lusso, azienda di Vignate (Milano) attiva nella produzione di specialità food & beverge.

Il nuovo gin è nato all’insegna della filosofia che caratterizza tutta l’attività dell’azienda, fin dal suo nome: la produzione di prodotti raffinati e di alta qualità, preparati artigianalmente con pochi e semplici ingredienti, naturali e accuratamente selezionati. Tra le specialità per il fuoricasa vi è per esempio la linea di conserve gourmet Conser Vi Amo, dove tra le varie proposte troviamo le chiocciole, metodo Cherasco, sia al naturale sia con vari condimenti, come salsa alla puttanesca, trifolate, al sugo, o il Pomo d’Oro, pomodori di puglia essiccati e conservati in olio extravergine d’oliva, o il Re Tonno Rosso, con tonno rosso pescato in Sicilia, o la crema di tonno e pistacchi Tonno in Vacanza, o, ancora, la Bottarga di Tonno

Il gusto della semplicità

Tornando a distillato (alc 40% in vol), messa a punto da Celestino Ghezzi, fondatore della società, e perfezionata con una importante distilleria artigianale del Nord Italia, alla quale è stata affidata la produzione, prevede l’impiego di bacche di ginepro, coriandolo, salvia, rosmarino, pino mugo e qualche altra botanica tenuta top secret.

Realizzato artigianalmente, Heavenly Gin è un compound gin morbido, rotondo ed elegante, che si caratterizza per il perfetto bilanciamento delle sue botaniche, sia al palato, dove emergono delicate note di salvia e del pino mugo, sia all’olfatto, cui si presenta con un delicato bouquet di spezie.

Da servire liscio o miscelato

Equilibrio ed eleganza che ne fanno un distillato ottimo anche da servire in purezza, in bicchiere di tulipano, oltre che ingrediente da miscelazione. In questi ultimi casi è ideale per realizzare Gin&Tonic rinfrescanti, abbinandolo a toniche neutre che permettono di apprezzarne tutte le fragranze, magari guarnendo con foglia di salvia o rosmarino, ma anche per originali rivisitazioni di classici o nuove creazioni.

Un esempio, sono i cocktail ideati dai barteder del Bob Milano durante una serata dedicata al nuovo prodotto. Quali il Negroni Bianco, dove Heavenly Gin è stato miscelato a vermouth dry e Ghost Bitter, Naia, dove invece si è unito a succo di limone e mandorla salata, e Pomo d’oro, composto dal dry gin, cordiale al pomodoro ridistillato, tonica e guarnito con metà pomodorino pachino e foglio d’oro 24 k.

Cristallino, Heavenly Gin se viene tenuto in fresco diventa opalescente e ha un’altra particolarità nella sua bottiglia (formato 70 cl): questa è dotata di 3 led che la illuminano, generando un accattivante effetto scenico per longe bar o bar di discoteche, e che permettono di riutilizzarla, una volta consumato il gin, come elemento d’arredo.

 

Loste Cafè apre un secondo pdv al Certosa District

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A due anni dalla prima insegna, Stefano Ferraro e Lorenzo Cioli hanno bissato il concept in via Guicciardini

Loste Cafè raddoppia al Certosa District. L'insegna creata da Stefano Ferraro e Lorenzo Cioli ha un nuovo punto vendita in via Guicciardini. La bakery d'ispirazione nordeuropea porta così una delle migliori colazioni di Milano in una nuova zona. Da Loste Cafè è anche possibile fare un light lunch.

Il progetto Loste Cafè

Loste Café è un locale dedicato prima di tutto ai lievitati per la colazione. Come spiega il termine bakery, associato al brand, il concept allunga i propri prodotti anche negli altri pasti della giornata, proponendo tra gli altri hamburger e insalate. Stefano Ferraro, co-founder di Loste Cafè, è stato capo-pasticcere del Noma di Copenhagen. Ha anche lavorato con Joël Robuchon, Gordon Ramsay, Francisco Hernandez a Londra, e poi da Armani Aqua a Hong Kong, al Collage del Conrad Hotel a Tokyo con Maeda San, a Dubai e a Sydney con Jason Atherton. L'altro fondatore è Lorenzo Cioli, sommelier iniziato alla caffetteria con l’incontro con Tim Wendelboe al 108 di Copenhagen. Anche lui è reduce dall'esperienza al Noma. Prima ancora è stato al Viajante di Nuno Mendes, al The Arts Club e al The Square a Londra.

Il menu dolce di Loste Cafè

Il secondo Loste Cafè si sviluppa su 160 metri quadrati, di cui solo 100 occupati dal laboratorio. Al servizio sono riservati i restati 60 metri quadri più il dehors: 10 tavoli per 25 persone all’interno, 5 tavoli per 10-12 persone all’esterno. A loro offre un menu dolce e salato. Per la prima opzione sono in carta diversi prodotti (soggetti a variazioni). Si va dal The KEV, biscotto di pasta frolla ripieno con crema pasticciera e marmellata (2,50 €) al classico Cinnamon roll, una rondella a lievitazione naturale con cannella, burro e zucchero (2,80 €). Poi sono in elenco anche Cardamomo (impasto laminato con burro al cardamomo e glassa al caffè e arancio, 3 €), Pain au chocolat (3 €), Girella laminata con crema pasticciera e mirtilli (3,80 €), La salata (croissant con nduja e taleggio, 4,50 €) e il Cruffin (impasto laminato con nocciola e ganache al cioccolato salato, 3,50 €). Ampio spazio anche alla selezione di caffè.

Il menu salato

Loste Cafè chiude alle 15. Per questo Ferraro e Cioli hanno pensato a un menu salato veloce e d'impatto. Disponibili in carta: Focaccia barese con pomodori e origano (6 € mezza focaccia/12 € focaccia intera); Burrata con bottarga e zucchine (15 €); Trota salmonata, pesto di semi di girasole e finocchi (18 €); Risotto di orzo, pesto di erbe, crescione e parmigiano (15 €); Tartare di manzo, emulsione al burro nocciola e foglie di cappero (17 €); Insalata a base di sedano rapa, indivia, mela verde, noci e raspadura lodigiana (15 €).

L'intervista a Stefano Ferraro

Come nasce il secondo punto vendita di Loste Cafè?

Eravamo alla ricerca di uno spazio per ampliare la produzione e lo abbiamo trovato nell’head quarter di Whirpool Europa. Nella prima location il laboratorio era molto piccolo: volevamo lavorare meglio. Ci hanno cercato da Real Step, perché Whirpool non ha servizio mensa o caffetteria. Abbiamo aperto per fare servizio ristorativo ai dipendenti e accogliere i nostri clienti in un altro punto della città.

Cosa è cambiato nel nuovo spazio?

Con l’aggiunta di spazio intorno, abbiamo dato maggiore respiro nella proposta. Ad esempio, nel primo Loste Cafè non avevamo il controllo della temperatura. Ora avremo la possibilità di crescere e standardizzare il prodotto. infatti, a Natale arriveremo con i panettoni. Non vogliamo farlo perché siamo a Milano ma perché vogliamo fare il panettone più buono di Milano.

Come nasce il menu dolce?

Abbiamo in carta i must, poi lasciamo che la stagionalità ci ispiri.

Come nasce il vostro menu salato?

Elementi come la focaccia sono l’espressione della biodiversità del nostro team. Volevo una focaccia dall'inizio, che fosse a base di patate. Poi è arrivato Antonio Caggiano, che viene da Troia, in provincia di Foggia. Lui ha portato in alto la nostra offerta di focaccia. Abbiamo la barese, la classica e quella con l’impasto spesso. Ma quella che mi rende più orgoglioso è la focaccia con kimchy e gorgonzola, espressione dell'unione delle forze in laboratorio, dove lavorano anche Maddalena, lombarda, e Tj, coreana. I due ingredienti sono un omaggio alle loro origini.

Come la multietnicità ha arricchito il vostro lavoro?

Per molto tempo io e Lorenzo siamo stati gli stranieri in cucina. Gli standard contano, ma ci piace far spiccare le personalità dei diversi individui. Tanti della nostra clientela sono stranieri e ci fa piacere che anche in laboratorio ci sia l’espressione di questa multietnicità.  

La rivoluzione verticale del macinacaffè manuale Pietro

Macinacaffè manuale Pietro di Pietro Grinders
Prodotto da Pietro Grinders può montare due diversi tagli di macine al fine di ottenere la composizione del macinato più indicata per ogni estrazione.

 

Compatto, con l’esclusivo movimento verticale che permette di appoggiare il macinacaffè a un piano per effettuare la macinatura, Pietro è la “rivoluzione verticale” dei grinder manuali, sempre più utilizzati dai coffee lover ed anche all’interno delle caffetterie. Il corpo in allumino è studiato affinché tutte le parti a contatto con il caffè siano costruite in materiali certificati per uso alimentare.

Dotato di base antiscivolo per dare precedenza alla semplicità di utilizzo, ha macine da 58 mm piane poste verticalmente. La ghiera di regolazione Stepless effettua un giro di 360 gradi e ogni scatto equivale a circa 15 micron; una volta individuata la granulometria indicata per ogni preparazione, è facile ritrovarla grazie alle indicazioni numeriche sulla ghiera.

La vera rivoluzione del macinacaffè manuale prodotto da Pietro Grinders sono le macine, realizzate in acciaio M340 certificato per uso alimentare e prodotte dal reparto R&D di Fiorenzato in due diverse geometrie. Quelle B-Modal danno una curva bimodale, tipica della macinatura per espresso, in cui le particelle finissime, fines, e quelle più grandi, boulders, risultano equilibrate e consentono di estrarre la classica tazzina di espresso. Utilizzando le macine M-Modal invece, si ottiene una curva unimodale capace di ridurre il più possibile la concentrazione di fines e di avere un alto picco di boulders, per estrarre al massimo le aromaticità.

L’accesso alla camera di macinatura è studiato per permettere una pulizia accurata e precisa, resa ancora più semplice grazie alla zero retention, un meccanismo che elimina la ritenzione, macinando tutto il caffè introdotto ed evitando ogni tipo di spreco e di contaminazione, per una degustazione perfetta.

Giacomo Vannelli lo ha utilizzato nel corso dell’ultimo Sigep e ha notato come la qualità del macinato risulti ottimale. Inoltre, ha osservato «con un macinino manuale la qualità del macinato è migliore e non c’è rischio di surriscaldare il chicco del caffè. È sempre consigliato macinare a mano: con Pietro il risultato è molto uniforme, aiuta a trovare la giusta granulometria e ad avere un’estrazione perfetta». 

Una volta utilizzato, la leva a scomparsa rende il grinder un elemento d’arredo dal design piacevole e moderno, disponibile in sei colori.

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