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In 15 in gara nella finale italiana di The Bartenders Society

The Bartenders Society
Uno dei cocktail finalisti nell'edizione 2022 della competition
L'atto conclusivo dell'edizione italiana della competition di Saint James & Marie Brizard sarà il 18 settembre a Riccione. In palio un posto per la finale globale di Parigi a novembre

Dare un tocco locale a un cocktail classico:  è stato questo il tema al centro dell’edizione 2023 di The Bartenders Society, la competition firmata da Saint James & Marie Brizard, e organizzata in Italia da Mixer cocktails, distributore nel nostro paese dei due brand che, come la stessa azienda sono parte del gruppo francese La Martiniquaise Bardinet, tra le principali realtà mondiali di spirit.

La gara, che ha Bargiornale come media partner, per il nostro Paese si avvia verso all’atto conclusivo, con la finale nazionale in programma il prossimo 18 settembre presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione. A darsi battaglia per il titolo italiano i 15 bartender selezionati dalla giuria di preselezione tra tutti quelli che hanno raccolto la sfida lanciata dal contest.

Twist su un classico. Con tocco locale

Una sfida giocata sull’interpretazione originale dei classici della miscelazione, lasciando al bartender la massima libertà nella scelta del cocktail, dall’epoca del proibizionismo, o precedente, ai classici moderni degli anni Ottanta-Duemila. A rendere il tutto più complesso, però, la necessità di utilizzare come base del twist uno dei rhum della gamma Saint James. In aggiunta a uno dei distillati della Martinica, il twist doveva contenere anche uno dei liquori o degli sciroppi a marchio Marie Brizard. Ma non solo. Perché nella rielaborazione del classico è stato chiesto al bartender di integrare anche un elemento locale, come un ingrediente del suo territorio di origine o un metodo di produzione o di lavorazione tradizionale sempre del suo territorio.

I 15 finalisti

A superare la prova e guadagnarsi il posto in finale sono stati: Andrea Paris, Antonello Gagliardi, Antonino Sciortino, Claudio Carminati, Federico Boscolo, Francesco Calvi, Francesco Drago, Gian Maria Ciardulli, Lorenzo Marchesini, Luigi Cippone, Manuel Crescini, Maria Grazia Ferrari, Matteo Cassan, Pierluigi Soccodato e Raffaele De Rosa.

Per la gara finale dovranno realizzare, in 7 minuti di tempo, la loro ricetta in due esemplari da sottoporre al vaglio della giuria di esperti composta da: Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale, Leonardo Pinto, fondatore e direttore di ShowRum e tra i maggiori esperti europei di rum, Terry Monroe, brand ambassador Marie Brizard, Gianluca Nicoli, brand ambassador Saint James, e Luca Azzolina, formatore e consulente.

Chi vince vola a Parigi per la finale globale

Al vincitore, insieme al titolo italiano andrà il biglietto per Parigi, dove prenderà parte alla finale internazionale di The Bartenders Society in programma a novembre. Qui si confronterà con gli altri 17 campioni dei Paesi coinvolti in questa edizione del contest: Francia, Belgio, Italia, Danimarca, Svizzera, Spagna, Portogallo, Grecia, Canada, Taiwan, Giappone, Regno Unito, Germania, Costa d’Avorio, Usa, Martinica, Israele e Polonia.

Una due giorni di prove che ne testerà ulteriormente le abilità e creatività. Nella prima parte della gara i concorrenti dovranno realizzare un cocktail su un tema e con ingredienti svelati loro al momento. I 9 più bravi realizzeranno un nuovo drink che sarà servito a tutti gli ospiti della serata di gala che chiude la competition e che esprimeranno il loro giudizio.

Ricco il premio in palio per il vincitore mondiale: un assegno da 2000 euro e, soprattutto, un viaggio per due persone in Martinica, dove visiterà maison Saint James.

Grappadotto, il tunnel della grappa nel cuore del Piemonte

Trasporta grappa e persone, tra le quali tanti visitatori, il condotto realizzato a 7 metri di profondità da distilleria Beccaris a Costigliole d’Asti per collegare la sua storica area produttiva con la nuova sede di affinamento dall'altra parte della strada. Una suggestiva struttura diventata veicolo di promozione del territorio

Un “grappadotto”, cioè una tubo che trasporta grappa e che corre attraverso un tunnel lungo tredici metri, largo tre e scavato a sette metri di profondità. Un condotto composto da un tubo in acciaio, spesso diversi centimetri, che oltre alla grappa trasporta anche visitatori, turisti e appassionati del famoso distillato da una parte all’altra di una strada trafficata e che collega l’area storica e produttiva di una distilleria a quella moderna e sede di affinamento di accoglienza e foresteria.

Questa singolare costruzione di architettura ed edilizia eno-alcolica si trova nel cuore del Piemonte, nell’Astigiano, precisamente a Costigliole d’Asti, in via Alba 5. La località è Boglietto, una porzione del paese dove visse la Contessa di Castiglione, alias Virginia Oldoini, singolare figura di nobildonna che Camillo Benso, a fine Ottocento, utilizzò come spia internazionale a Parigi, al servizio dei Savoia.

Qui, al centro di un territorio pieno di storia, paesaggi e grandi vini, la famiglia Beccaris dal 1951 conduce la sua distilleria che ogni anno lavora 40mila quintali di vinacce di cui il 50% ottenuti uve moscato bianco da cui produce circa 200mila bottiglie di grappa firmate Beccaris, la maggior parte di Moscato, che sono distribuite in Italia, Europa e Usa.

Una realtà artigianale, sartoriale quasi, che rinnova la verve e lo spirito delle distillerie di un tempo, nate dall’arte e dal genio di veri artigiani geni dell’alambicco con tecniche che nel  tempo non sono cambiate.

Un'azienda nata grazie a un gioco di prestigio

Ma come si arriva a costruire un tunnel sotterraneo per trasportare grappa e persone? E perché i Beccaris si sono imbarcati in questa idea così originale di costruire una galleria di servizio (e di piacere) sotto una pubblica via?

Per capirlo bisogna parlare con i titolari, Carlo Beccaris e i suoi due figli, Marco e Paolo che con lui, e insieme alle rispettive famiglie, gestiscono la distilleria.

Intanto Carlo, Marco e Paolo raccontano come l’attività famigliare sia nata grazie a un gioco di prestigio. E spiegano: «Nel 1951 il nostro fondatore, Elio Beccaris (padre di Carlo e nonno di Marco e Paolo ndr), era deciso a iniziare un’attività in proprio. Però non sapeva se avviare una distilleria, una cantina o un acetificio. Fece prendere la decisione al figlio Carlo, allora un bimbo di pochi mesi. Mise tre biglietti contenenti le possibili scelte in un cappello e diede al piccolo la facoltà di estrarne uno, quello decisivo». Carlo pescò il biglietto con la scritta distilleria e distilleria fu.

Alcuni anni fa, dopo decenni di attività, con un ciclo produttivo che inizia ogni fine estate con la scelta delle vinacce provenienti dalle aree vitivinicole più vocate tra la Langa e il Monferrato astigiano, terre d’elezione dell’uva moscato bianco che serve a produrre Asti Spumante e Moscato d’Asti e una grappa al Moscato che è cavallo di battaglia della distilleria, e prosegue con tutte le fasi della distillazione, dell’affinamento e della preparazione delle bottiglie che ogni anno vanno sul mercato, i Beccaris decisero che era giunto il tempo di risolvere qualche problema di logistica.

L'ampliamento della sede

Raccontano: «Avevamo l’esigenza di ampliare la sede. Quella storica di via Alba 5 a Boglietto e anche il magazzino che avevamo allestito poco distante non erano più sufficienti. Così abbiamo acquisito un edificio, ex sede di un mulino, che si trovava proprio davanti alla nostra sede storica, dall’altra parte della strada».

Si avviano i lavori di ristrutturazione. I Beccaris vogliono una sede moderna, ma che nello stesso tempo abbia riferimenti al territorio e alla sua storia. Con l’architetto Ermanno Saracco nasce l’idea di una struttura attuale, a diversi piani, che al suo interno celi uno spazio a forma di botte con precisi rimandi alla vite e al paesaggio, con grandi tronchi di alberi di rovere che sembrano colonne di una dorsale centrale su cui si affaccino stanze e locali, e radici appese al soffitto che simboleggino la storia della famiglia, ma anche delle comunità che vivono in questa area di Piemonte vitivinicolo.

La soluzione grappadotto

Si pone, però, il problema di collegare le due parti dell’azienda, quella nuova e quella di recente costruzione. Si valutano alcune soluzioni: attraversamento pedonale, passerella sospesa, galleria. La migliore risulta quella di costruire un tunnel che passi sotto la strada, ad almeno sette metri di profondità, aggirando, fatti salvi tutti i permessi del caso, cavi e tubazioni pubbliche e private.

Per costruire in sicurezza il traforo si interrano direttamente nel sottosuolo grandi sezioni tubolari da tre metri di diametro di acciaio inox spesso alcuni centimetri, che poi, via via, sono svuotate dal materiale terroso creando, in sicurezza, il passaggio all’interno.

Alla fine il tunnel è completato. È lungo circa tredici metri, largo tre, con una superficie pedonale larga due metri e permette anche il passaggio di tubi per la grappa diventando di fatto un vero “grappadotto”.

Un veicolo di promozione del territorio

Ora la storica sede e la nuova area sono collegate e operative. Dicono i Beccaris: «Le opere sono durate anni, ma, già dopo l’inaugurazione alla fine dello scorso giugno che è coincisa con l’intitolazione di una strada del nostro paese al nostro fondatore, Elio Beccaris, molti turisti, italiani e stranieri, molti appassionati e anche i nostri clienti vinicoli per i quali produciamo grappe dalle loro vinacce, ci hanno chiesto di visitare il grappadotto e la nuova sede di affinamento e anche di allestire lì eventi e manifestazioni. È una grande soddisfazione».

Insomma, il grappadotto dei Beccaris, pensato per trasportare distillati e persone, si sta dimostrando anche un formidabile veicolo di promozione e valorizzazione per un territorio italiano che, sempre di più, si deve votare al turismo legato alle eccellenze e al paesaggio,    uniche caratteristiche che nessuno può clonare, nemmeno l’intelligenza artificiale.

Borsa Bistrot inaugura l’era dei vinogiochi

Nuova enoteca e bistrot a Castelfranco Veneto con vini speciali, fortificati, aromotizzati e ossidati. E per non farsi mancare niente, c'è anche il Negroni affinato in anfora

Ha aperto ieri a Castelfranco Veneto Borsa Bistrot. Il nuovo locale di Simone Baggio, affermato imprenditore della zona e artefice del successo di Alchimista sempre a Castelfranco, è un'enoteca con bistrot che richiama i concetti del bacaro veneziano e la valorizzazione dei piatti della memoria veneta. L’intenzione di Baggio per il nuovo bar collocato nella centralissima piazza Giorgione è quella di ripristinare la tradizione del classico aperitivo, inteso come rito sociale, con il servizio di vino fortificato proposto on the rocks, con seltz e fetta di arancia. Borsa Bistrot è un festival di vini aromatizzati, fortificati e di ossidati. Una galleria d’arte per Vermouth e Marsala, passando per Porto, Sherry e Madeira. Tutti prodotti inseriti all’interno di una più ampia carta dei vini, che include etichette di tutte le regioni d’Italia e un’agguerrita pattuglia di rivelazioni estere da Spagna, Slovenia, California e Australia. I vini sono proposti in degustazioni verticali e orizzontali, ma anche in miscelazione. La carta dei cocktail, prezzo medio 10 euro, include molti prodotti a base vino e di figli del vino. Distillati come Cognac, Armagnac, brandy, a cui si affiancano gin, whisky affinati in botti di porto, sherry, Madeira o Marsala o rum. È il caso, per esempio, di Rump@blic affinato in botti di Marsala Florio.
«Altro focus di Borsa Bistrot - spiega l’esperto Simone Baggio - sarà l’ossidazione in anfora col Negroni e il gin affinato in anfore precedentemente poste in acqua di mare. L’ossidazione è un processo che ci consente di caratterizzare ed elevare le caratteristiche dei fortificati». Il locale, 140 posti esterni e 50 interni, ha un’offerta che si estende dall’alba al tramonto. Con proposte non solo di drink e vini. La pasticceria del mattino gode del supporto di Luca Cantarín, rinomato pasticcere della celebre Pasticceria Marisa di Arsego, e dell'abilità culinaria degli chef di Alchimista Bistrot e Mescole. Per il tea-time, l'offerta è variegata e comprende una selezione di tè in foglia. Uno dei gioielli della proposta di Simone Baggio è la cioccolata, preparata con cacao Van Houten olandese e il caffè di Caffé Pavin, un'azienda del territorio. Questo mix di cioccolata, con una nuova mono origine di caffè che si rinnova ogni mese, è stato pensato per completare l’offerta della prima colazione. Specialmente quella della domenica. La giornata in cui, grazie alla collaborazione con il Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco, si esibiranno studenti al pianoforte, rendendo l'esperienza ancora più speciale.

CSC in Guatemala, due i caffè certificati

Caffè al sole ad asciugare
Diverse condizioni pedoclimatiche hanno un’importante influenza sulle caratteristiche dei caffè coltivati. Due esempi da Atitlan e dalla regione di Huehuetenango.

L’influenza del luogo di produzione sulle caratteristiche di un vino è riconosciuta dai tempi antichi. È più recente la consapevolezza da parte del barista e del consumatore finale, della profonda influenza che l’altezza, il clima, il suolo, le condizioni di umidità in cui cresce e matura il caffè hanno sulle sue caratteristiche. 

Ne offre un chiaro esempio CSC presentando i due caffè del Guatemala selezionati dai suoi esperti che hanno meritato il bollino di Caffè Speciali Certificati.

L’ultimo certificato è Guatemala S.H.B. Genuine Atitlan Pasajquim Panacal. Viene coltivato da Abramham Guarchaj e dalla sua famiglia, a unaltitudine di oltre 1700 metri, a San Juan La Laguna presso il bellissimo lago Atitlán (regione Sololá).

Le varietà che lo compongono sono Catuai e Pache; il caffè è raccolto a mano e il procedimento di lavorazione è lavato, cui segue lessiccazione al sole su patii. Allassaggio presenta un buon corpo e una piacevole acidità, con sentori floreali, agrumati, di vaniglia e nocciola tostata. 

Atitlan si trova in una zona vulcanica nell’area Sud-Occidentale del Paese, dove il suolo è ricco di materia organica. Il caffè è coltivato sulle pendici dei vulcani che dominano le rive del lago, dove ogni giorno spirano venti che hanno un’influenza importante sul microclima, come pure le piogge: ogni mese ne cadono almeno 50 mm, mantenendo un tasso d’umidità alto (intorno al 70-80%), inoltre la coltivazione in quota comporta una bassa presenza di parassiti e malattie.

Il secondo caffè guatemalteco certificato da CSC, doña Lucero, proviene dalla provincia di Petatán, regione di Huehuetenango, nella parte occidentale del Guatemala. Qui la onlus Amka e Caffè Speciali Certificati hanno condotto un progetto comune al fine di promuovere lo sviluppo delle capacità produttive e commerciali di 80 donne in difficoltà. Il loro impegno ha dato ottimi risultati: accanto al bollino del Consorzio, le torrefazioni associate che propongono questo caffè delle donne ne hanno posto sulle confezioni un secondo con la scritta “Amka - doña Lucero - social development project”, seguito dal rapido racconto della peculiarità del progetto.

In tazza presenta una piacevole acidità e unisce note di frutti rossi e cioccolato. Quella del Huehuetenango è una delle tre regioni non vulcaniche del Guatemala, nonché la più secca, in cui la produzione di caffè avviene a una quota più alta (fino a 2000 metri). Sono i venti che soffiano sulle montagne dalla pianura messicana di Tehuantepec a proteggere la regione dal gelo e a permettere la produzione di un caffè dalle caratteristiche pregiate, molto apprezzato nel mondo.

Il Guatemala è il nono Paese esportatore a livello mondiale e il caffè è un prodotto fondamentale che dà lavoro a 125mila famiglie di produttori (circa 500mila persone) e i cui proventi sommano tra il 3 e il 3,5% del Pil nazionale. L’attenzione al cambiamento climatico e al mantenimento degli alti standard qualitativi del Paese sono oggetto di una ricerca continua e di azioni atte a prevenire futuri problemi, come la coltivazione del caffè all’ombra di alberi (il 98%) e la raccolta manuale, al fine di effettuare una selezione attenta del prodotto.

I torrefattori che vogliono avere la certezza di approvvigionarsi di un prodotto di qualità superiore, possono associarsi a CSC, che non acquista direttamente, ma organizza ed effettua controlli necessari per garantire i migliori caffè, mettendoli a disposizione degli associati. Le torrefazioni che ne fanno parte sono  Barbera 1870 – Messina; Blaser Café – Berna (CH); Caffè Agust Brescia; Caffè Moreno – Casoria (NA); DiniCaffè – Firenze; Goppion Caffè – Preganziol (TV); Le Piantagioni del Caffè – Livorno; Mondicaffè C.T.&M. – Roma.

Rcr firma i Tiki made in Italy

Rcr collezione tiki amb orizzontale
Un originale design ispirato a elementi delle culture degli antichi popoli italici caratterizza i bicchieri impilabili della nuova collezione realizzata dall'azienda toscana e dedicata alla miscelazione tiki

È alla miscelazione Tiki che Rcr Cristalleria italiana ha dedicato la sua nuova collezione. Ma con un deciso tocco di italianità, da sempre vanto dell’azienda di Colle di Val D’Elsa (Siena). La collezione interpreta infatti in modo originale le iconiche tiki mug, i contenitori che riprendono la fattura delle statue di divinità polinesiane utilizzate per il servizio dei cocktail di questa corrente della mixology.

A elementi della cultura italiana e degli antichi popoli della Penisola sono ispirate le maschere che caratterizzano il design dei primi due bicchieri che al momento fanno parte della collezione, Tiki Sardinia e Tiki Etruria. Nel primo (capacità 46 cl, altezza 136 mm) la maschera raffigurata è ispirata dai Mamuthones della tradizione sarda del carnevale di Mamoiada, mentre in Tiki Etruria (capacità 45 cl, altezza 136 mm) l’immagine raffigurata e quella di Medusa, la gorgone custode del regno degli inferi e simbolo dell’Etruria.

Trasparenti, impilabili e resistenti

I nuovi bicchieri sono realizzati in vetro trasparente, così da esaltare tutto il colore tipico dei tiki cocktail, e sono anche impilabili: un’innovazione indispensabile per servire al tavolo in modo scenico, creando dei veri e propri totem colorati, e che ne aumenta la praticità anche quando non utilizzati, in quanto si possono riporre uno sull’altro risparmiando prezioso spazio.

Ulteriore valore aggiunto è rappresentato dal materiale con il quale sono realizzati, il Luxion®, vetro sonoro superiore ad alte prestazioni sviluppato dall’azienda, e protetto da brevetto, che li rende molto resistenti, 100% riciclabili e lavabili in lavastoviglie professionali.

Come comunicare il gelato: il caso Jilatu

Tra trend di mercato e destagionalizzazione, ecco come comunicare il gelato. Intervista a Luana Sangalli, project manager di Lhub per Tomarchio

Comunicare il gelato, puntando anche alla destagionalizzazione del prodotto, è l’obiettivo di molti professionisti del settore. Il pubblico è sempre più orientato verso prodotti genuini, che possono fregiarsi dell’etichetta km zero o made in Italy. Tomarchio, storico brand siciliano della pasticceria, ha lanciato Jilatu, la sua versione di gelato artigianale. Considerato un marchio del cuore nella regione, Tomarchio ne ha affidato la comunicazione a Lhub, un’agenzia di comunicazione digitale con all’attivo 50 persone. Nata da 5 anni a Gallarate, ha curato la comunicazione social, le affissioni e i materiali diffusi nei punti vendita legati al progetto Jilatu.

Cos’è Jilatu

Jilatu è la novità dell'estate 2023 firmata Tomarchio. L'esperienza dolciaria del brand siciliano ha portato a creare un gelato artigianale con ingredienti 100% naturali, senza emulsionanti, coloranti o aromi artificiali aggiunti. Alla base di Jilatu ingredienti selezionati e la manualità di esperti mastri gelatieri. Inoltre, nell’ottica di proporre sempre un gelato fresco e di altissima qualità, l’assortimento dei gusti alla frutta segue la naturale stagionalità delle materie prime. Due formati a disposizione. Quello da 250 ml per il consumo individuale. La confezione da 1 litro per la convivialità. Tanti deliziosi gusti da assaggiare: i classici, dall’iconico tappo argento, e i gourmet dal tappo oro. Il gusto più richiesto? Quello Tortina, firma inconfondibile di Tomarchio. Una morbida crema con pezzetti di Tortina.

Comunicare il gelato: l’intervista a Luana Sangalli di Lhub

Come avete costruito la comunicazione su Jilatu?

La comunicazione si è basata su diverse attività. Noi gestiamo social media, affissioni, brochure, poster, spot radiofonici e tutta la comunicazione all’interno dei punti vendita. Siamo partiti dalla notorietà del brand Tomarchio in Sicilia, a Catania e nel resto della regione. Del resto, per i catanesi è un love brand. Pertanto, la reputazione positiva del marchio si è estesa anche al gelato. Abbiamo usato un tono di voce familiare e amichevole, creando un contest su Instagram in cui abbiamo chiesto ai follower le foto estive con Jilatu. Anche se stanno aprendo un nuovo e-commerce, il gelato resta un prodotto territoriale e pertanto andava comunicato a stretto contatto con la sua regione.

Quali sono le caratteristiche di prodotto su cui avete fatto leva?

Abbiamo puntato sula naturalezza del prodotto e degli ingredienti. Jilatu nasce da materie prime italiane, come il cioccolato di Modica, il pistacchio di Bronte e la nocciola di Giffoni.

Rispetto ad altri prodotti food quali sono i fattori a cui il pubblico è più sensibile quando si parla di gelato?

In primo piano, tra i trend di mercato c’è la naturalezza. I consumatori cercano sempre di più un prodotto naturale e vicino al territorio. Il km zero e il prodotto biologico sono i cavalli di battaglia dell’industria. Tutto quello che è naturale ha un appeal molto elevato. Sicuramente il consumatore ama molto l’allure casalinga di Tomarchio, che ha fatto un gelato artigianale quanto quello della gelateria sotto casa.

Come destagionalizzare la comunicazione del gelato?

Il gelato è un dolce che può essere consumato in qualsiasi momento. Non va messo in relazione alla temperatura esterna. Anche il tiramisù è freddo, ma viene consumato anche d’inverno. Il gelato è naturale, facilmente reperibile, fruibile sempre, il fatto che sia congelato lo rende più longevo a livello di shelf life. Per quanto si tende a consumarlo più d’estate, è uno dei dolci preferiti degli italiani, fruibile sempre e anche più economico di una torta di pasticceria.

Sca Italy, al via la prima selezione Roasting

Roberto Breno è campione italiano Roasting 2023
Roberto Breno è campione italiano Roasting 2023 - foto Sca Italy
In programma a Treviso la prima selezione della gara Roasting. È aperto il bando per le aziende che vogliono sponsorizzare le competizioni baristi.

Si svolge dal 5 al 7 settembre la prima selezione di Roasting, competizione del circuito Sca Italy, presso  la roastery Taste Coffee & More della campionessa italiana Brewers Cup 2020 Elisa Molle e di Fabio Tiralongo. 

I sei concorrenti devono affrontare una competizione che si svolge nell’arco di tre giorni molto intensi. La gara di tostatura è infatti una tra le discipline più complesse, che prende il via dalla classificazione del caffè, proseguendo con la tostatura fino ad arrivare all’assaggio finale.

Affianca Sca Italy in queste competizioni DM Italia, che mette a disposizione dei concorrenti la tostatrice Giesen W6A a gas con capacità da 200 gr a 6 kg per batch. È il modello intermedio, da negozio vicino alle possibilità e alla capacità di tostatura industriale. I caffè sono forniti da Nuova Cipam.  DM è un importante riferimento nella ricerca e nella distribuzione di attrezzature di alta gamma per il caffè, come spiega il suo responsabile Alberto Cocci: «Copriamo l’intera filiera del caffè dai macinacaffè alle tostatrici, agli strumenti di analisi del caffè verde, fino a quelli per il brewing. Tutte le attrezzature sono selezionate con cura grazie alla ventennale esperienza nel settore e il nostro portafoglio include le migliori marche a livello mondiale e una conoscenza dei prodotti che garantisce un servizio impareggiabile. Siamo molto contenti di supportare concretamente SCA Italy per i campionati che organizza ogni anno e che celebrano il caffè in tutte le sue discipline».

Le coordinate delle prossime selezioni della gara Roasting:

Tappa sud: 25-26-27 ottobre presso Il Manovale, Turi (Bari)

Tappa centro: 14-15-16 novembre presso Gearbox Coffee Roasters, Borgo San Lorenzo (Firenze). 

Bandi aperti. Frattanto sono usciti i bandi rivolti alle aziende che vogliono sponsorizzare con le proprie attrezzature le finali del campionato italiano Baristi. Le aziende interessate possono partecipare a uno solo o a entrambi i bandi che riguardano la fornitura di macchine espresso da 3 gruppi e macinacaffè on demand. Il termine ultimo per presentare le offerte è il 20 ottobre 2023. Le offerte devono pervenire via pec a scaitaly@pec.net. 

Torna ConTeSto Birra, la giornata a tutta birra di Partesa

ConTeSto Birra 2023 Partesa
L'11 settembre allo Stadio Olimpico di Roma la giornata di approfondimento gratuito sulla birra dedicato agli operatori del fuoricasa. Centinaia le etichette in degustazione, 3 seminari e le consulenze personalizzate degli esperti Partesa i pezzi forzi del menu

Formazione con seminari e approfondimenti, degustazioni e consulenze “su misura”. È un programma ricco la nuova edizione di ConTeSto Birra, il grande evento sul mondo brassicolo dedicato agi operatori del fuoricasa di Partesa.

In programma l’11 settembre allo Stadio Olimpico di Roma (dalle ore 12 alle 21), l’appuntamento rappresenta un’occasione per i professionisti del mondo dei locali per approfondire le conoscenze a 360° sulla cultura della bevanda, da sempre centrale per l’economia delle loro attività. Secondo i dati dell'Osservatorio Birra di Fondazione Birra Moretti, infatti, la birra è la bevanda di qualità più richiesta nel fuoricasa italiano: in 4 locali su 10 le sue vendite incidono tra il 10% e il 15% del business, percentuale che si stima destinata a crescere nei prossimi 5 anni fino al 20-25%, con punte del 50%.

Centinaia di referenze in degustazione

Un’occasione anche per conoscere le referenze che compongono il vasto e variegato portafoglio di Partesa, pensato per rispondere alle esigenze dei diversi locali in ogni occasione e momento di consumo. Ben 96 saranno infatti le birre alla spina in degustazione durante l’evento e oltre100 tipologie quelle bottiglia. Inoltre, un focus speciale, con relativo corner, sarà dedicato alle Lager Plus, ovvero referenze premium, ognuna caratterizzata da una specifica particolarità, che ne fanno prodotti ideali per chi vuole differenziare la propria offerta.

Durante la manifestazione i partecipanti potranno poi usufruire delle consulenze personalizzate fornite dagli esperti Partesa, che mettono a disposizione dei gestori dei locali la loro expertise per aiutarli a selezionare le referenze giuste per la propria attività, a valorizzare al meglio il prodotto, dallo storytelling al suo servizio a regola d’arte, e per consolidare ed espandere il business.

I seminari in programma

Altro pezzo di ConTeSto Birra i momenti di approfondimento, con tre masterclass a cura dell’Università della Birra, l’hub di formazione professionale promosso da Heineken Italia, in programma presso la sala Hall of Fame. Si comincia alle ore 14 con l’incontro con Matteo Telaro, docente di Università della Birra, dal titolo Come guadagnare di più dal mio locale, dove spiegherà come ridurre i costi nascosti, far emergere quelli deducibili e aumentare lo scontrino medio, fornendo inoltre tre idee per generare maggiore traffico spendente nel locale.

L’incontro successivo (15.30) è con Luca Parigi ed è dedicato a Le Lager Plus: storia, successi e opportunità. Nel corso del seminario il docente dell’Università della Birra traccerà una panoramica di questi prodotti, riassumendone la storia e la diffusione in Italia (dal “Morettone” alle lager internazionali alle plus), spiegando i motivi del loro successo, tra profilo organolettico, trend di consumo, immagine, packaging e servizio, e fornendo suggerimenti su storytelling, consumo e abbinamenti.

Chiude la sessione dei seminari l’incontro ancora con Telaro su 5 modi di attirare e trattenere i collaboratori (ore 17), dove spiegherà come rendere più attraente il proprio locale, trovare personale e coinvolgerlo, offrendo suggerimenti concreti da applicare da subito.

Come Partecipare a ConTeSto Birra

ConTeSto Birra si svolgerà l'11 settembre, dalle 12 alle 21, a Roma, presso l’area Hospitality della Tribuna Monte Mario dello Stadio Olimpico. La partecipazione all’evento è gratuita, ma occorre iscriversi compilando l’apposito form all’indirizzo https://www.partesa.it/contesto-birra-roma

OraSì, competizioni tra baristi e solidarietà

OraSì Barista Award
Si chiudono il 10 settembre le iscrizioni per il primo OraSì Barista Award. La collaborazione tra le aziende ha reso nuovamente disponibili le bevande nel retail.

Si avvicina OraSì Barista Award, la prima competizione tra baristi realizzata in collaborazione con Wlacc (World Latte Art & Coffee Center), Aicaf (Accademia Italiana Maestri del Caffè) e Caffè Camardo. I concorrenti si confronteranno realizzando due preparazioni: un cappuccino vegetale in tazza con decorazioni e/o latte art e un drink a piacere, caldo o freddo, a base di bevanda vegetale a scelta tra Cocco, Soia, Mandorla, Avena e Nocciola, non alcolico. La selezione avverrà entro il 25 settembre e i finalisti degli OraSì Barista Award si sfideranno nell’ambito di HostMilano presso lo stand di OraSì Barista - Pad 18 - Stand G52, domenica 15 ottobre alle 10,30.

È possibile iscriversi attraverso il form di partecipazione dedicato entro il 10 settembre 2023.

Ricetta Solidale. Frattanto sono tornate sugli scaffali dei supermercati le bevande vegetali di OraSì che hanno un nuovo piacevolissimo “gusto”: quello di solidarietà. La recente alluvione ha reso impossibile la produzione nello stabilimento di Conselice (RA), rimasto gravemente colpito. Per potere offrire in tempi brevi i suoi prodotti, l’Azienda ha deciso di affidare temporaneamente la produzione a due aziende partner, con le quali ha lavorato per mantenere lo stesso prodotto di sempre, vicino al gusto originale.

Un’importante iniziativa che racconta sui pack di tutte le sue bevande attraverso la Ricetta Solidale, che racconta come l’azienda ha reagito di fronte all’impossibilità di garantire la produzione nel proprio stabilimento. 

Leggiamo ad esempio quella che si trova sul brik della bevanda a base di riso: «L’alluvione in Romagna ha colpito duramente lo stabilimento di Conselice dove sono prodotte le bevande OraSì. Per ovviare all’emergenza un’azienda sta supportando OraSì nel realizzare questa bevanda presso il proprio stabilimento. Ci stiamo impegnando nel garantivi il medesimo gusto di sempre: se avvertirete qualche differenza, siamo sicuri che saprete comprendere e continuerete a riporre fiducia in noi. Te bota (tieni duro, ndr) OraSì, te bota Romagna!».

P53 Spritz e Gin Tonic, i ready to drink zero alcol di Polara

Polara P53 Zero Alcol
La linea premium per la mixology P53 si arricchisce di due nuovi prodotti che propongono in versione analcolica due tra i più amati classici della miscelazione

Anche Polara guarda al mondo dei cocktail analcolici e pronti da bere. Da questa attenzione sono nate le due novità della linea P53, Spritz Zero Alcol e P53 Gin Tonic Zero Alcol che propongono in versione analcolica il gusto dei due tra i più amati classici della miscelazione, appunto lo Spritz e il Gin&Tonic.

In bottiglia di vetro a 20 cl, le nuove referenze pronte da servire rappresentano la risposta dell’azienda di Modica (Ragusa), che quest’anno festeggia i suoi 70 anni di storia, alle esigenze di un pubblico di consumatori sempre più orientato al bere di qualità, ma che preferisce limitare l’assunzione di alcol. Un’esigenza che caratterizza in particolare il pubblico più giovane e dei millennial.

I due ready to drink possono essere consumati da chiunque e in qualsiasi momento della giornata e sono da servire freschi o con ghiaccio, magari con una guarnizione che ne esalti ulteriormente il profilo: una fetta di arancia per P53 Spritz o una fetta di limone o una fetta di rosmarino per P53 Gin Tonic.

Realizzati con ingredienti di qualità, grazie alla loro personalità si possono sfruttare anche in miscelazione come base per creare drink low o zero alcol, ma anche alcolici, sposandosi bene con gli spirit.

I nuovi prodotti arricchiscono la linea di soft drink premium per la mixology P53 di Polara, che ha fatto il suo esordio sul mercato lo scorso anno (leggi P53 by Polara: toniche e soft drink premium per la mixology). Linea che conta in totale sei referenze, delle quali quattro toniche aromatizzate, Timo, Mediterranea, Indian Tonic e Botanical, un Bitter Lemon e la Ginger Beer.

Bussy presenta il suo cannolo in cialda

Il cannolo in cialda Bussy nella variante al pistacchio
Il cannolo in cialda Bussy, un prodotto artigianale pensato per agevolare il lavoro dei maestri artigiani

Bussy nasce a Milano nel 1967 dalla felice intuizione del giovane pasticciere Luigi Vandone che nel suo laboratorio crea il primo cannolo in cialda, un prodotto artigianale leggero e croccante, semplice nella sua ricettazione a base di farina, zucchero e pochi grassi, con ingredienti naturali, senza conservanti.

Com’è fatto il cannolo in cialda Bussy

Pensato per agevolare il lavoro dei maestri artigiani, il cannolo si caratterizza da subito per una doppia copertura interna ed esterna di cacao, anche arricchita di granelle di tanti gusti diversi. Oggi la gamma Bussy di cannoli in cialda è così ampia e diversificata, pe gusto, dimensioni, coperture che ogni giorno si possono realizzare dolci sempre nuovi, anche giocando con un numero limitato di classiche farciture: dalla ganache alla crema pasticcera, dal semifreddo al gelato, includendo ricotta dolce, yogurt o confetture di frutta, tutti ripieni morbidi che vengono esaltati dalla croccantezza della cialda Bussy. Con la linea di cannoli in cialda Bussy non solo il gusto ma anche l’occhio sarà premiato perché l’aspetto finale dei dessert che si possono realizzare non teme confronto con le mignon delle più celebrate pasticciere: preparare una bella vetrina pasticceria non sarà mai stato così facile e veloce.

Novità 2023: cialde al pistacchio

Per la stagione 2023 merita un posto tutto suo la nuova linea di cialde al gusto pistacchio: un connubio irresistibile di fine cialda arrotolata ricoperta al cacao scuro e croccante granella verde al pistacchio, un binomio di ingredienti che regala un’esplosione di sapore e sensazioni, per un risultato tutto italiano.

Perché usare Bussy

Sono molti i perché di Bussy. Bontà, Qualità, Ricetta calibrata per una insuperabile croccantezza, Genuini nella selezione delle materie prime, Varietà di forme e gusti, Veloci nella preparazione, Versatili, si conservano a Temperatura Ambiente, lunga Durata, Contenitore per ogni tipo di crema. Per saperne di più di Bussy e dei suoi prodotti, il sito www.bussy.it raccoglie tutte le informazioni utili. Dalla storia dell’azienda, una “Storia fatta di Cialde” alla descrizione delle tre famiglie di prodotti in cialda, Da Riempire, Per Decorare, Da Portare A Casa, a cui si aggiunge la linea Purpurry per le decorazioni. C’è ancora tanto Bussy da scoprire!

Jack’s Melodies, le serate Jack Daniel’s al Jerry Thomas Speakeasy di Roma

Jack Daniel's Jack's Melodies
Ogni martedì e domenica, fino al 28 novembre, il secret bar romano ospita una serie di appuntamenti firmati dal Tennesse whiskey. Con una drink list che ha come protagoniste le referenze super premium della famiglia Jack Daniel's e musica live

L’iconico whiskey del Tennesse, grandi cocktail e musica dal vivo. È la formula delle Jack’s Melodies, la serie di appuntamenti organizzati da Jack Daniel’s con il Jerry Thomas Speakeasy di Roma. Appuntamenti in programma ogni martedì e domenica, fino a martedì 28 novembre, presso il primo secret bar italiano, nato nel 2010 e punto di riferimento per gli appassionati di miscelazione.

E proprio l’alta miscelazione sarà ovviamente al centro delle serate con una speciale drink list dedicata pensata ad hoc dal marchio con i ragazzi del Jerry Thomas e che comprende classici storici e contemporanei della mixology interpretati con i prodotti Jack Daniel’s. In particolare, grandi protagonisti saranno alcune delle referenze super premium del brand, ovvero Jack Daniel’s Single Barrel, Jack Daniel’s Single Barrel Rye e le due referenze della Bonded Series lanciate in Italia l’autunno dello scorso anno, Jack Daniel’s Bonded Tennessee Whiskey e Jack Daniel’s Triple Mash Blended Straight Whiskey (leggi Jack Daniel’s lancia in Italia i nuovi whiskey Bonded series). Accanto a loro, altro protagonista del menu sarà lo Straight Bourbon Whiskey di Woodford Reserve, brand di bourbon artigianale del Kentucky come Jack Daniel’s di proprietà del colosso spirit americano di Brown-Forman.

Andando più nello specifico, i cocktail proposti nelle serate saranno il Boulevardier, preparato con Jack Daniel's Bonded Tennessee Whiskey miscelato a vermouth di Torino e JT bitter mix; The Slope, a base del Triple Mash Blended Straight Whiskey unito a vermouth di Torino, brandy all’albicocca e Angostura Bitters; Elks Club Fizz, fatto con Woodford Reserve Straight Bourbon Whiskey, Porto, succo d limone, sciroppo di zucchero, albume e soda; Woodford Reserve Old Fashioned, dove lo Straight Bourbon di Woodford Reserve si unisce a JT Secret mix, Angostura Bitters e zucchero.

Altro ingrediente delle serate l’accompagnamento musicale, con sessioni live jazz e swing pensate per unire il gusto dei drink all’atmosfera dei ruggenti anni Venti e offrire agli ospiti un’esperienza che li trasporti indietro nel tempo.

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