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Il gelato italiano vale 1,285 miliardi di euro

gelato
Secondo i dati analizzati dall'Osservatorio Sistema Gelato il Belpaese è primo in Europa per valore legato alla produzione, davanti a Francia e Germania

Il gelato italiano è quello che genera maggior valore in Europa. Lo dicono i dati Eurostat analizzati dall'Osservatorio Sistema Gelato. Infatti, nel 2022 la produzione di gelato a livello continentale ha generato 6,4 miliardi di euro. Questo dato mette l'Italia a capo della classifica europea, davanti a Francia e Germania. Ma i dati si capovolgono quando si parla di quantità.

Gelato italiano: i numeri

In Italia la produzione è stata pari a 1,285 miliardi di euro con una crescita del 60% rispetto al 2021. Il dato evidenzia una crescita del 20% rispetto al 2021 e del 19% rispetto al 2019. L’Italia si piazza quindi al primo posto in Europa per valore della produzione di gelato. Al secondo posto troviamo la Francia con i suoi 1,140 miliardi di euro. Terza la Germania con 930 milioni di euro. Crescono anche le esportazioni di gelato italiano. Nel 2022 l’export è stato pari a 357 milioni di euro. Negli anni precedenti le cifre erano 311 milioni per il 2021 e 242 milioni per il 2020.

L'Italia non fa quantità

Nonostante la quantità di gelato prodotta in Italia sia cresciuta del 5% e siano aumentate le catene legate a questo prodotto, su questo fronte il Paese rimane dietro Francia e Germania. Quest'ultima è prima con 620 milioni di litri prodotti. Seconda la Francia con 590 milioni. L'Italia è solo terza con 571 milioni di litri, dato comunque in crescita rispetto al 2021, quando la produzione nazionale si fermò a 381 milioni di litri. Da segnalare che le industrie italiane hanno prodotto ad un valore medio di 2,25 euro al litro, le francesi a 1,93 euro e le tedesche a 1,50 euro.

Macap, ergonomia e design nei grinder MI20 e MI40 Touch

Display nuovi macinacaffè Macap
Tre modalità di lavoro tra cui scegliere, quattro dosi programmabili e un’interfaccia dinamica con icone facili e intuitive.

Hanno un design moderno e accattivante i macinacaffè on demand della linea professionale di Macap MI20 Touch e MI40 Touch, progettati in collaborazione con lo studio V12 Design di Milano.

Si caratterizzano per uno stile lineare e compatto che accoglie un display touch screen da 3,5” e un’interfaccia tecnologica intuitiva che è stata sviluppata all’interno dell’Azienda di Maerne di Martellago (VE), con una homepage dinamica con icone facili e intuitive. Tre le modalità di lavoro tra cui è possibile scegliere: standard, Push & Grind o Barista, con quattro dosi programmabili e funzione Fast Porgram. Dal display del macinacaffè MI40 Touch si può inoltre regolare la velocità della ventola di raffreddamento su cinque livelli. 

MI20 Touch ha macine piane da 58 mm, tramoggia da 500 grammi, misura 194 x 307 x 440 mm, pesa 7,5 chili e ha una produzione di 2-2,6 grammi/secondo; MI40 Touch ha macine piane da 65 mm, tramoggia da 1,2 chili, misura 194 x 307 x 560 mm, pesa 8,9 chili e ha una produzione di 2,6-3,3 grammi/secondo. 

Entrambi i modelli sono dotati di piattino estraibile e di forcella in metallo con rivestimento antivibrazione per la massima comodità. La luce led illumina le aree di lavoro e una porta USB-C sotto il display rende gli aggiornamenti del software e le personalizzazioni veloci e semplici.

MI40 Touch è inoltre dotato di una ventola di raffreddamento regolabile e di prese d’aria per aspirazione forzata sul basamento, per evitare il surriscaldamento e avere il massimo delle performance in ogni momento, senza nessun calo di produzione. 

Disponibili con due versioni di regolazione - a scatto o micrometrica - questi macinadosatori si distinguono per l’ergonomia. Permettono inoltre di scegliere il più adatto a ogni ambiente fra tre colorazioni disponibili: nero, grigio e bianco, anche con finitura cromata. 

Tra gli optional ci sono le macine piane in titanio.

Belvedere 10, la nuova espressione della luxury vodka

Belvedere 10
La nuova nata del marchio di luxury vodka è ottenuta da un'unica varietà di segale bio, coltivata in un solo campo in Polonia. A sottolineare il suo carattere esclusivo la bottiglia, dal design ricercato

Raffinata ed elegante nel gusto, nella formula e nel pack. È Belvedere 10, la nuova espressione di vodka del luxury brand polacco del Gruppo Lvmh - Moët Hennessy. Un distillato raro, ottenuto da un solo raccolto annuale di una singola varietà di segale, coltivata in un solo appezzamento: insomma, una vodka nata all’insegna dell’esclusività.

Belvedere 10 è infatti ottenuta con segale biologica Heritage Dankowskie Diamond, scelta per il suo raffinato carattere ricco di sfumature. La segale, piantata in agosto, è coltivata con pratiche bio in un campo della tenuta Bartężek, nel distretto polacco dei laghi Masuri, in quantità limitata, e raccolta circa dopo un anno.

Un lungo processo di lavorazione

La pregiata materia prima viene quindi sottoposta a un articolato processo di lavorazione messo a punto nel 1910, anno di fondazione della distilleria Żyrardów, dove Belvedere viene prodotta, e aggiornato ai nostri tempi. Dopo la raccolta, la segale viene riscaldata delicatamente a fuoco lento insieme all’acqua, per produrre un mash, che poi viene fatto fermentare con un lievito selezionato di proprietà del marchio. Seguono 4 distillazioni in piccoli lotti nella distilleria, in Polonia, dotata di alambicchi a colonna in rame che, sfruttando l’energia del fuoco, elevano il carattere della segale. Il distillato viene filtrato con filtri di cellulosa naturale e poi fatto riposare per 10 mesi, in modo che possa sviluppare la sua consistenza e morbidezza.

Morbida, elegante, raffinata

Consistenza e morbidezza che costituiscono due delle principali caratteristiche di questa vodka (alc 40% i vol), che presenta al naso note brillanti di cocco, cacao e vaniglia, con un accenno agrumato e fresco di limone, mentre al palato è cremosa, con una leggera dolcezza di miele insieme a note di caramello e caffè, con un finale elegante con note persistenti di nocciola pralinata e ricco cacao.

Una bottiglia di alto design

Da servire liscia o con ghiaccio, Belvedere 10 ha un ulteriore elemento distintivo nel suo pack, una bottiglia da 70 cl dal design studiato per esaltare l’esclusività e la ricercatezza del contenuto, anche attraverso scelte formali che creano un continuo gioco di rimandi con le materie prime e la produzione del distillato. La bottiglia si sviluppa in altezza su 10 livelli, richiamando le 10 fasi del processo di produzione di questa vodka, mentre il suo colore bianco rimandano alla purezza del distillato. I riferimenti al contenuto proseguono nelle sfaccettature cesellate che conferiscono al pack uno scintillio simile a quello di un diamante, omaggio alla varietà della segale utilizzata, la Diamond.

Zacapa e chef Cracco celebrano il Rum day con quattro pairing d’autore

Zacapa Cracco Portofino
La giornata internazonale del distillato si festeggia (fino a fine settemre) alla terrazza del Pitosforo di Portofino con quattro signature a base del rum del Guatemala proposti in abbinamento alle creazioni dello chef

Il 16 agosto è il Rum day, la giornata di festeggiamenti dedicata a uno dei distillati più amati e da sempre grande protagonista della mixology. Un evento nato negli Usa come giornata nazionale e presto impostosi nel resto del mondo, assumendo il carattere di manifestazione internazionale. Per l’occasione Zacapa, il rum ultra premium del Guatemala di proprietà del colosso beverage Diageo, ha organizzato uno speciale appuntamento.

L’indirizzo è quello della terrazza del Pitosforo, il ristorante di chef Carlo Cracco nell’iconica piazzetta di Portofino. Locale dove il brand si è trasferito per l’estate, per l’esattezza da luglio a settembre, per proseguire la felice esperienza di contaminazione tra il distillato e la cucina dello chef, grazie alla collaborazione tra Cracco e Lorena Vasquez, maestra mezcladora di Zacapa, già sperimentata in tutto il mese di giugno presso il ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano (leggi Quattro drink signature aprono la temporary experience di Rum Zacapa da Carlo Cracco).

Nella terrazza del Pitosforo, il 16 agosto e fino a fine settembre, a partire dall’ora dell’aperitivo verranno proposte delle ricette esclusive a base del rum abbinate a speciali creazioni di Cracco e uno Zacapa XO on the rocks per il dopocena.

I cocktail abbinati ai piatti

Più nello specifico, quattro sono i signature cocktail realizzati dagli ambassador Diageo per sposarsi con i piatti dello chef, tutti con protagonista Zacapa 23.

Dark&Stormy, un cocktail persistente, ma facile da bere, con le sue note acide e speziate, e composto da due parti di Zacapa 23, una di succo di lime e un top di ginger beer. Guarnito da un ciuffo di menta e una fettina di lime, che ne esaltano la freschezza, è accompagnato da tostada di mais, tonno e avocado, oppure da guacamole di avocado, cetriolo e pomodoro marinato.

Skinny “Beach” nasce invece dall’unione della nota acida del succo di pompelmo con la dolcezza dello sciroppo d’agave e gli eleganti sentori di Zacapa23. Ben bilanciato tra dolcezza e acidità è proposto con Tortillas con pulled fish, germogli marinati e coriandolo.

Polpa di maracuja, succo di lime, sciroppo di maracuja e Zacapa23 compongono la terza ricetta, Mayan Daiquiri, che ha il suo pairing nella Cheviche di branzino, verdure in carpione e lime, oppure nelle Empanadas di gamberi, sedano e prezzemolo. Proposte che esaltano la dolcezza del cocktail che però mantiene un bilanciamento sofisticato.

Conclude la speciale drink list il Ron Fashioned, originale rivisitazione del grande classico Old fashioned a base di Zacapa23 miscelato con Bitter Angostura e sciroppo d’agave. Il cocktail che ha la sua essenza nell’equilibrio tra note dolci e amare, è guarnito con un’orange peel ed è abbinato con Tortillas con pulled pork, cipolla rossa marinata e coriandolo.

La nuova funzione di Eagle One è Vis, la bilancia virtuale

Eagle One di Victoria Arduino
Una tecnologia esclusiva sviluppata per stimare digitalmente la giusta dose di prodotto erogato attraverso un calcolo algoritmico.

Design, prestazioni e sostenibilità si uniscono nella macchina espresso Eagle One di Victoria Arduino, nata per rispondere alle esigenze dei baristi più esigenti. Due anni fa la macchina è stata inserita nella selezione annuale di Adi Design Museum tra i migliori prodotti del design italiano.

L’ultima tecnologia nata per semplificare il lavoro al banco bar e assicurare la giusta dose in ogni tazza è la bilancia virtuale Vis - Virtual Intelligent Scale, che velocizza il flusso di lavoro rispetto alle precedenti versioni ed effettua il monitoraggio della dose a ogni shot.

A “pesare” l’espresso erogato è infatti una bilancia virtuale intelligente, che stima digitalmente la giusta dose in tazza attraverso un algoritmo.

Per ottenere questa nuova prestazione è sufficiente impostare il parametro relativo al peso in grammi del liquido desiderato in tazza a ogni estrazione; effettuato il settaggio non resta che premere il pulsante e il sistema moniterà automaticamente il flusso per ottenere la giusta dose.

Oltre a ridurre gli sprechi, la nuova tecnologia viene implementata senza l’utilizzo di componenti aggiuntivi e senza modificare il design.

Eagle One è stata sviluppata per ridurre l’impatto ambientale che deriva dalla sua realizzazione e dal suo utilizzo grazie a nuovi materiali e tecnologie. Così, il motore Neo utilizza un sistema di riscaldamento istantaneo con un sistema di isolamento che riduce non solo la dispersione di calore, ma anche il consumo di energia. Funziona pressoché in modo istantaneo in quanto viene risaldata solo la quantità d’acqua necessaria per l’estrazione; grazie a ciò, risultano ridotti i costi legati al consumo energetico, a fronte di produttività e prestazioni che rimangono elevate. 

L’analisi del ciclo di vita (Life-cycle assessment), un metodo strutturato e standardizzato a livello internazionale che permette di quantificare i potenziali impatti sull’ambiente e sulla salute di un bene o un servizio, a partire dal consumo di risorse e dalle emissioni, ha dimostrato che il suo impatto ambientale è inferiore del 23% rispetto a una macchina della stessa categoria. A ciò contribuisce anche la tecnologia Ters (Temeprature Energy Recovery System) che utilizza l’acqua scaricata per preriscaldare quella in ingresso, con un risparmio dell’8% sul consumo totale della macchina.

Chill, l’iced cappuccino di Eraclea

Eraclea Chill
Da preparare nel blender o nel granitore, pronto in un minuto, l'iced cappuccino del marchio di Lavazza è ideale anche per il consumo on the go e risponde alle nuove tendenze di consumo dei clienti più giovani

Punta al target giovane, guardando anche al consumo on the go, la novità per l’estate firmata Eraclea. Si tratta di Chill, un iced cappuccino pensato per i consumatori della generazione Z e, più in generale, per appagare la sete di novità di un pubblico desideroso di assaporare una bevanda fresca e gustosa, ideale sia per i momenti di condivisione sia per le pause in solitaria, il “me time”.

Semplice e veloce da realizzare, Chill ha una doppia modalità di preparazione, con granitore o blender in modo da rispondere alle esigenze di tutti i bar. In entrambi i casi la preparazione è simile a quella della classica crema al caffè: si mette il preparato nella macchina, si aggiunge acqua o latte, si mixa e si aggiunge ghiaccio. Da questo punto in poi si procede dando campo libero alla creatività del barista o ai gusti e alle richieste del cliente. Chill si può infatti personalizzare con i più diversi ingredienti, per esempi con panna motata, granelle, scaglie di cioccolato, o con i topping Mr Cream Eraclea al cioccolato e alla nocciola.

Da preparare al momento e pronto in meno di un minuto, Chill è fornito con il materiale per il suo servizio, tra i quali il bicchiere in carta dai colori brillanti pratico da portare in giro. Con la nuova soluzione il brand di Lavazza conferma la sua attenzione ai trend del mercato, che cerca di soddisfare sviluppando prodotti distintivi e offrendo agli operatori bar accattivanti per attrarre flussi di clienti e creare nuovi momenti di consumo.

 

Gelato World Cup 2024, la decima edizione è sempre più vicina

Regole più precise, una giuria in più e tante altre novità per questo decimo anniversario. In gara 12 gelatieri provenienti da tutto il mondo

La Gelato World Cup 2024 si avvicina. A meno di sei mesi dalla prossima gara, Giancarlo Timballo, presidente Gelato World Cup, e Sergio Dondoli, uno dei commissari di gara e vicepresidente di Gelato e Cultura, raccontano le principali novità del prossimo campionato del mondo dedicato alla gelateria.

Un anniversario speciale

«Mancano pochi mesi alla decima edizione - racconta Giancarlo Timballo - e questo sarà un anniversario speciale. Motivo per cui stiamo delineando un grande appuntamento, un'edizione davvero indimenticabile. Abbiamo implementato alcuni ambiti rispetto al passato, soprattutto riguardo la sicurezza della gara, con regole ancora più certe e precise per garantire un corretto svolgimento della gara». Durante la Gelato World Cup 2023 ci sarà una giuria in più, internazionale, che valuterà il gusto. Ci sarà la giuria dei team manager che si occuperà dell'aspetto artistico. I presidenti di giuria saranno due. I commissari di gara, invece, saranno quattro. «Stiamo lavorando per un’edizione assolutamente irreprensibile», conclude Timballo.

Le novità della Gelato World Cup 2024

La gara del 2024 sarà ancora più coinvolgente e scenografica. Tantissimi gli eventi in programma. Ci sarà un villaggio accanto all'arena di gara, dove tutti potranno accedere e verificare di persona lo spirito e l'importanza di questo evento. A sfidarsi a colpi di gelato ci saranno 12 nazioni da tutto il mondo, con cinque concorrenti per ciascuna, per un totale di 60 concorrenti, oggi in allenamento. Le squadre in gara sono: Italia, Germania e Ungheria - sul podio della Gelato Europe Cup 2023 – assieme alla quarta classificata, l’Austria. Inoltre, gareggeranno anche Argentina, Brasile, Singapore, Taiwan, Perù, Corea del Sud e Polonia. E per finire, anche la Cina si aggiudica un posto con la sua nuova squadra, selezionata con cura durante la Gelato China Cup 2023.

Gelato World Cup: storia e prossima edizione

Gelato World Cup è un evento a cadenza biennale che, dal 2003, coinvolge i professionisti di gelateria, pasticceria, cioccolateria e scultura di ghiaccio provenienti da tutto il mondo offrendo un’occasione unica di confronto e stimolo professionale. Grazie alla vastissima visibilità mediatica, dà risonanza internazionale alle nuove tendenze nel settore della gelateria artigianale. Il concorso è organizzato e gestito con serietà, professionalità ed equità verso le Nazioni concorrenti e può vantare la partecipazione di un Comitato Mondiale d’Onore composto dai maggiori esponenti della Gelateria nel Mondo. Sede storica e partner della Gwc è Sigep – The Dolce World Expo, il Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria e Panificazione Artigianali e Caffè organizzato da Italian Exhibition Group presso il quartiere fieristico di Rimini. La decima edizione di questa competizione vedrà impegnate circa 100 persone. «Ci avviciniamo, come spirito e clima emozionale, a un vero campionato mondiale sportivo», conclude il presidente della Gelato World Cup. «Per questa decima edizione siamo particolarmente felici di aver fatto le selezioni in tutto il mondo - spiega Sergio Dondoli - È come un vero campionato di calcio, con protagonista uno dei prodotti artigianali più buoni e tipici dell’arte dolce italiana, il gelato».

Ventriglia formatore pulyCaff, la pulizia fa più buono l’espresso

Luca Ventriglia formatore pulyCaff
L’importanza di fare comprendere ai giovani e a chi lavora da tempo al banco bar, il ruolo primario della manutenzione della macchina espresso e del macinacaffè.

Nel mondo della caffetteria Luca Ventriglia è una figura nota per la sua professionalità, serietà e per essere “da sempre” un giudice, o, meglio, capo giudice ai campionati di caffetteria del Wce - World Coffee Events. Svolge questo ruolo, che è il suo “passatempo” in tutto i mondo, seguendo calendari impegnativi nonché in Italia, dove, tra l’altro è capo giudice del Master Coffee Grinder Championship messa a punto da Fabio Verona.

È poi docente, consulente e, dallo scorso gennaio, formatore di pulyCaff. «I giovani che si affacciano alla professione o che hanno da poco intrapreso il lavoro al banco bar, desiderano conoscere a fondo il prodotto che andranno a trasformare e i metodi più corretti, ai quali si accompagna sempre la pulizia che è una base fondamentale della qualità in tazza - afferma Luca Ventriglia -. Il cliente se ne accorge indirettamente; spesso, nei giorni che seguono i corsi, i baristi si sentono dire che “oggi il caffè è proprio buono”. Mi sono recato in un locale per sapere se andava tutto bene e il titolare mi ha detto che da quando il personale applicava le nuove procedure, le vendite erano aumentate di quasi il 20%». 

Dunque, apprendere come realizzare un buon espresso e un eccellente cappuccino, come tarare e controllare le apparecchiature, come mantenere ordinate e pulite la postazione e le macchine ed effettuarne la giusta manutenzione giornaliera costituiscono per molti un nuovo approccio e una presa di coscienza della complessità all’ultima parte della filiera del caffè - la sua trasformazione in bevanda - che dà eccellenti risultati in tazza e fidelizza. Spesso chi è nel settore da anni declina l’invito a seguire un corso perché si sente certo di “sapere tutto”; al contrario anche quello della caffetteria è un settore in evoluzione, dove c’è sempre da imparare. 

La scelta di diventare formatore pulyCaff è stata pressochè naturale, spiega Ventriglia: «è un’azienda che conosco da tempo, da anni utilizzo i prodotti, di cui conosco bene l’efficacia. Conosco poi il fondatore Giancarlo Carubelli, i figli Gianfranco e Marco e con tutti ho un ottimo rapporto. Quando li raggiungo nella sede di Vescovato (CR) vedo il grande lavoro che c’è alle spalle di questi prodotti che non sono semplice “soda”, come dicono alcuni baristi, ma detergenti specifici per la macchina espresso e il macinacaffè formulati e testati con attenzione. E la ricerca non finisce mai. Tutto questo per me è molto stimolante: è importante che gli operatori comprendano l’importanza della manutenzione, da effettuare con i prodotti giusti, come quelli di Asachimici». 

Alessandro Marzadro è il nuovo presidente dell’Istituto di tutela grappa del Trentino

grappa Alessandro Marzadro, Presidente Istituto Tutela Grappa del Trentino
A capo di Distilleria Marzadro, il neo presidente è stato eletto all'unanimità dai soci dell'Istituto e succede nella carica a Bruno Pilzer, ora nominato vicepresidente

Cambio della guardia ai vertici dell’Istituto di tutela grappa del Trentino, nato nel 1960 per tutelare la produzione trentina del distillato, pari ogni anno a circa 7500 ettanidri e che rappresenta il 10% del totale nazionale in bottiglie da 70 cl, e di qualificarla con il marchio d’origine, il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Alla presidenza dell’Istituto è stato designato Alessandro Marzadro, già vicepresidente nel precedente mandato.

Classe 1986, laurea in Scienze Gastronomiche all’Università di Pollenzo, padre di due figli, Marzadro, originaro di Nogaredo (Tn), nonostante la giovane età, è un veterano dell’universo grappa, avendo cominciato a frequentare il distillato fin da piccolo nell’azienda di famiglia, la Distilleria Marzadro, della quale è uno degli amministratori delegati.

Nominato all’unanimità dai 25 soci dell’Istituto, succede nella carica a Bruno Pilzer di Distilleria Pilzer, che ora è stato scelto come vicepresidente (leggi Bruno Pilzer è il nuovo presidente dell’Istituto tutela grappa del Trentino).

Il mondo grappa pronta alle nuove sfide

Promozione e tutela della grappa, formazione, attenzione ai nuovi consumatori le nuove sfide che attendono l’Istituto di tutela grappa del Trentino e che saranno al centro del programma del neo presidente. «Il nostro obiettivo è di guardare sempre al futuro, senza perdere di vista la tradizione e con grande attenzione all’innovazione. Vogliamo allo stesso tempo dialogare con il consumatore di oggi e di domani – ha commentato Alessandro Marzadro in una nota che ha annunciato la sua elezione –. Avremo bisogno di puntare su un concetto di promozione più dinamico, un linguaggio diverso e per certi versi rinnovato, senza mai perdere il contatto con i nostri punti di forza che sono la tradizione e la qualità». Un promozione più dinamica che passa anche su un nuovo modo di vivere la grappa. «Guardiamo anche ai tanti turisti che potranno diventare dei “grappa lovers”, sfruttando il lavoro già svolto da tante distillerie, per creare un percorso emozionale alla scoperta della grappa trentina che, a differenza di altri distillati internazionali, può contare su storie di persone e di territori tutte diverse tra di loro», ha spiegato il neo presidente. Altro punto nodale la formazione, da continuare a migliorare «Formare e mantenere i giovani professionisti del nostro settore con un continuo confronto tra noi soci distillatori per garantire agli appassionati del nostro prodotto quella continuità e quella eccellenza che da sempre ci ha permesso di fare la differenza», ha concluso Marzadro.

Il nuovo cda

Oltre al presidente e al Vicepresidente, l’assemblea dei soci ha rinnovato l’intero consiglio di amministrazione dell’Istituto. Ne fanno parte nel ruolo di consiglieri: Rudy Zeni di Distilleria Zeni, Bernardino Poli di Casimiro, Carlo Pezzi di Pezzi, Giuliano Pisoni di Distilleria Pisoni, Luigi Cappelletti di Cappelletti Nova Salus, Fabio Andreis di Distillerie Trentine e Franco Bertagnolli di Bertagnolli.

Tipcf 2023, Luigi Biasetto presenta Leonardo Sperati

Leonardo Sperati
Il Trofeo Internazionale di Pasticceria e Cioccolateria Francese 2023 si svolgerà dal 30 ottobre al 1° novembre a Parigi

L'Italia è pronta per il Trofeo Internazionale di Pasticceria e Cioccolateria Francese (Tipcf 2023). L'evento sarà patrocinato dall’Associazione Relais Desserts International e dall’Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi). Dal 30 ottobre al 1° novembre, a Parigi, ci sarà anche l'Italia. Infatti, il maestro Luigi Biasetto, giudice e allenatore della nazionale, presenterà Leonardo Sperati, giovane pastry chef presso il tristellato Enoteca Pinchiorri.

Tipcf 2023, i criteri di valutazione

La giuria è internazionale, composta da esperti riconosciuti nel campo della Pâtisserie Chocolaterie Francese, valuterà i concorrenti selezionati per la finale. I Paesi finalisti sono: Francia, Belgio, Svizzera, Israele, Georgia, Giappone, USA e Italia. Tutti i pasticceri in gara in rappresentanza delle proprie nazioni saranno giudicati su aspetto, gusto, creatività, tecniche e rispetto del soggetto.

Chi è Leonardo Sperati

L’Italia quest’anno verrà rappresentata da un giovane Leonardo Sperati, entrato da un anno circa a far parte di Ampi. Sperati ha partecipato a diversi corsi di alta formazione nel mondo della cioccolateria e pasticceria. Oggi è il pastry chef dell’Enoteca Pinchiorri, celebre ristorante tre stelle Michelin di Firenze.

Un allenatore d’eccezione

Luigi Biasetto, ricoprirà anche il ruolo di Giudice del Concorso. Ma per la prima volta in questa competizione l'allenatore sarà autorizzato ad aiutare il candidato in alcune fasi della gara. Sono già iniziati i primi confronti e gli allenamenti sono stati pianificati per arrivare preparati alla finale. L'allenatore farà parte della Giuria di Lavoro o di Degustazione.

La competizione

La scala di valutazione del concorso sarà suddivisa in questo modo. Per la degustazione ci saranno 9 giudici, che valuteranno aspetto, gusto, presentazione. Verranno assegnati 50 punti per prodotto, 100 punti per la piramide di macarons. Sul Lavoro ci saranno 3 giudici, che valuteranno organizzazione, manualità, tecniche, igiene, pulizia. Verranno assegnati 25 punti per prodotto, 50 punti per la piramide di macarons. Il programma prevede la preparazione di molti dolci da svolgere in 12 ore. La competizione ha luogo davanti un folto pubblico con 40.000 visitatori.

Il cammino di Bazzara verso un business rigenerativo

Report di Sostenibilità Bazzara
L’obiettivo è abbracciare un nuovo modo di approcciare la filiera del caffè, in cui il bene che si crea è maggiore di quello che si prende.

«Questa relazione di impatto è la prima per Bazzara e viene a seguito di due anni senza precedenti, sicuramente difficili ma al contempo stimolanti: due anni che ci lasciano davanti l’evidente esigenza di approcciare in maniera nuova e più consapevole che mai il contesto economico e sociale. Da sempre indossiamo i panni di ambasciatori dell’Italian Lifestyle - inteso come attitudine, saper vivere, un modo di essere che genera benessere nel rispondere alle esigenze del mondo contemporaneo. Questi sono i valori dell’italianità che abbiamo sempre cercato di diffondere nel mondo, riconoscendo alle nostre origini un modello a cui ispirarsi e un’eredità da condividere e diffondere proponendo l’Italia come Paese della Grande Bellezza e la nostra Trieste come Capitale del Caffè.

Tuttavia questo impegno nel volgere di pochi anni nonsembra più sufficiente. È diventato sempre più stringente chiedersi quali saranno le azioni necessarie per permettere a Bazzara di abbracciare un nuovo paradigma di business - che potremmo chiamare “rigenerativo” - che le consenta di interpretare un ruolo come attore principale nella transizione alla sostenibilità, dove il bene che si crea è maggiore di quello che si prende. In quest’ottica, come tappa di un percorso improntato sulla sostenibilità sia ambientale, sia sociale ed economica, Bazzara è diventata formalmente Società Benefit e si pone l’obiettivo di centrare a breve la certificazione B-Corp». 

Così si apre il Report di Sostenibilità 2021/22 di Bazzara, che ha intrapreso un percorso di consapevolezza e responsabilità volta a generare nuovi stimoli per il futuro con uno sguardo rivolto all’Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile, al cui interno ha individuato cinque obiettivi prioritari: punto 4, fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti; punto 5, raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze; punto 8, incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti; punto 12, garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo; punto 13, promuovere azioni a tutti i livelli per combattere il cambiamento climatico; punto 17, rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile. 

L’attenzione ai temi legati alla sostenibilità è testimoniata dalle certificazioni bio di alcuni caffè e dalla menzione in qualità di Società Benefit meritata nel 2021 come realtà regionale virtuosa per l’ambiente.

Fare impresa sostenibile per Bazzara significa coinvolgere e creare valore per tutti gli attori della filiera produttiva, puntando a un processo di miglioramento continuo e costruendo un movimento globale il cui obiettivo è un paradigma economico più emancipato e sostenibile, al quale punta armonizzando tre elementi fondamentali: la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente. 

Duck Dive, spirit artigianali nati per cavalcare l’onda

Duck Dive soci
Marco Biasibetti, Giuseppe Langella, Daniele Scaglia e Federico mella, i soci fondatori di Duck Dive Alcoholics
Prosegue il perorso di crescita della giovane realtà, che di recente ha concluso un aumento di capitale che gli consentirà di espandersi sul mercato, forte di un'offerta beverage, arricchitasi di diverse novità

Era il 2019 quando quattro giovani amici varesini, Giuseppe Langella, Marco Biasibetti, Federico Mella e Daniele Scaglia, lanciavano sul mercato Duck Dive, un London dry gin premium artigianale ispirato alla loro passione per gli action sport, in particolare per il surf, e la vita all'aria aperta.

Da allora, Duck Dive Alcoholics, la società da loro creata, ne ha fatta di strada, procedendo con un percorso di crescita graduale ma costante. Sia in termini di ampliamento dell’offerta, con la creazione di una linea di prodotti sempre ispirati all’idea di serena convivialità da vivere dopo una giornata di sport, attività all’aperto e avventura, che rappresenta il mood del marchio, sia in termini commerciali, espandendo il suo raggio d’azione dalla Lombardia, terra dove il progetto è nato, ad altre regioni e facendosi apprezzare per la qualità dei prodotti, la freschezza del brand e la capacità di leggere le tendenze del mercato.

Un nuovo capitolo nel percorso di crescita

Un percorso di sviluppo che ora compie un nuovo importante passo in avanti, grazie all’arrivo di nuove risorse da parte di investitori che hanno creduto nel progetto. La società ha infatti di recente concluso un round di investimento con aumento di capitale, basato su una valutazione del valore aziendale “post money” vicina al milione di euro. Un’operazione che ha permesso all’azienda di ottenere nuove risorse fondamentali per perseguire gli obiettivi di crescita a breve e medio termine ed espandere la sua presenza sul mercato.  I nuovi fondi saranno dedicati in primo luogo allo sviluppo della rete commerciale e ad attività di marketing, sia online sia, soprattutto, sul territorio con la sponsorizzazione di eventi legati agli outdoor sport.

Il London dry sulla cresta dell'onda

Attività che daranno maggiore risalto al marchio e alla sua proposta. Proposta che ha come punta di diamante Duck Dive Gin (alc 43% in vol), che ha il suo ingrediente caratterizzante nel lemon myrtle, un arbusto spontaneo che cresce nella regione del Queensland, in Australia, meta prediletta per gli amanti del surf, che dona al distillato una decisa nota di freschezza citrica. Ingrediente che si aggiunge alle altre selezionate botaniche di provenienza italiana: bacche di ginepro, semi di coriandolo, scorze di arancia essiccata, radice di angelica e iris, tutte di provenienza italiana.

Intenso al naso, il distillato si presenta al palato con le note resinose del ginepro, accompagnate dalla nota aromatica, legnosa e minerale dell’angelica, per chiudere con un finale morbido e rotondo, grazie alle delicate note dell’arancia e alla persistenza di quelle floreali e fruttate della radice di iris. Caratteristiche che ne fanno un distillato ottimo anche da degustare liscio, oltre che per la preparazione di Gin&Tonic, o meglio di un Duck Tonic, unendolo in questo caso a una tonica Indian e guarnendo con bacche di ginepro e scorza di lime, o per la creazione di nuovi cocktail.

La versione navy strength

Non meno interessanti le altre referenze che negli ultimi tre anni hanno arricchito l’offerta. Come il Duck Dive Surf Nazarè, la versione navy strength (alc 58% in vol) del Duck Dive Gin dedicato a Nazarè, un vecchio paesino di pescatori della costa portoghese, diventato terra d’elezione per gli appassionati del surf. Potente e intenso, lascia emergete tutte le 6 botaniche, in particolare il lemon myrtle che ne caratterizza il gusto e il profumo. Al palato la nota citrica e fresca è subito chiara, accompagnata dalla nota calda e resinosa del ginepro e da quelle legnose e minerali dell’angelica che armonizzano la robusta nota alcolica. Il finale è dominato dall’agrumato della scorza di arancia e dalla radice di iris. Ideale da servire in purezza, lo è altrettanto come ingrediente per la mixology, per Gin&Tonic intensi, ma soprattutto per grandi classici come Negroni o Martini Cocktail.

Non solo gin

Ma non solo al mondo gin Duck Dive Alcoholics ha rivolto la sua attenzione. La gamma annovera infatti anche Black Wave Amaro, un amaro “amaro” (alc 37,5% in vol) ottenuto artigianalmente dall'infusione di oltre 40 erbe, tra le quali l’immancabile lemon myrtle, con il suo apporto citrico che rappresenta il marchio di fabbrica della casa. La nota alcolica è notevole e ben armonizzata dalle botaniche che danno un finale netto a questo amaro da servire in purezza o con ghiaccio come digestivo, ma da sperimentare anche in miscelazione, anche combinandolo con energy drink.

Conclude la rassegna la Duck Dive Beer Apa, una birra stile American pale ale, artigianale ad alta fermentazione (alc 5% in vol), proposta in lattina slim da 33 cl. Gluten free, dal colore dorato e sormontata da schiuma compatta, è rinfrescante e vivace, grazie alle fragranze decise dei luppoli americani con le loro note agrumate. Scorrevole, ma consistente al palato, ha un finale agrumato che chiude su una nota amara luppolata e di buona persistenza.

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