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EasyCassa, il sistema di cassa che semplifica la gestione dell’attività

EasyCassa - Esercente dietro al bancone + pagamento
Proposto con la formula dell’abbonamento ”All-in-One”, l'ecosistema di cassa di Mooney include hardware, software e servizi: tutto ciò che occorre per gestire il locale con facilità ed efficienza e controllare l’intero business, anche da remoto

Garantire una gestione semplice, efficiente ed evoluta dell’intera attività attraverso la tecnologia, migliorare il servizio e favorire la crescita del business. È con questi obiettivi che è nata EasyCassa, il sistema di cassa di Mooney, la fintech italiana di prossimità controllata da Enel e Intesa Sanpaolo. Una soluzione facile da usare, completa e affidabile, già scelta da oltre 10.000 pubblici esercizi in tutta Italia.

Sono  tante le peculiarità che la caratterizzano, a partire dalla formula con la quale viene proposta: un abbonamento mensile “Tutto Incluso” che comprende i dispositivi di cassa, il software gestionale, il portale per le analisi in cloud, un’app comande e una ricca gamma di servizi. Insomma, uno strumento di lavoro con tutto ciò che occorre per gestire con semplicità ed efficienza un locale, dal piccolo bar alle catene.

Tecnologie all’avanguardia

La dotazione comprende un terminale touch da 16” di uso intuitivo, la stampante fiscale compatta, il cassetto portadenaro e la tastiera qwerty. Ma sotto la sua elegante scocca EasyCassa nasconde il cuore di tutto il sistema: il software gestionale, ricco di funzionalità che consentono di coordinare con facilità ogni aspetto dell’attività, anche da remoto. Attività che vanno dall’emissione dei conti, anche separati o alla romana, alle diverse forme di pagamento, inclusi quelli digitali, tenendo conto di sconti e maggiorazioni, dalla gestione di tavoli, sale e comande, gestendo l’ordine di uscita delle ordinazioni, alla registrazione delle anagrafiche dei clienti fino alla fatturazione attiva e passiva illimitata.

L’app per la gestione del servizio al tavolo

A rendere il lavoro ancora più rapido e preciso contribuisce poi l’app EasyCassa Go, disponibile per dispositivi Android, di uso facile e intuitivo, per la gestione delle comande. Installabile su un numero illimitato di dispositivi, l’app lavorain sincronia con il software gestionale, permettendo all’operatore di gestire dal proprio smartphone tavoli, conti e comande, e di inviare l'ordine alle stampanti comande, evitando così perdite o ritardi dell’ordinazione e riducendo i tempi di attesa dei clienti.

Il Cloud: uno strumento in più per migliorare il business

Un altro must de sistema è il Cloud EasyCassa, un portale gestionale comodamente accessibile da Pc, tablet o smartphone che permette di avere l’attività sempre a portata di mano e sotto controllo. Dal Cloud, oltre a tenere traccia di scontrini emessi, chiusure trasmesse e fatture elettroniche in entrata e in uscita, si possono modificare e gestire diversi aspetti dell’attività, per esempio si può riconfigurare il catalogo prodotti, i prezzi di listino, con tutti gli aggiornamenti che vengono riportati direttamente in cassa.

Ma non solo, perché a ciò si aggiungono altre funzionalità molto importanti, come il magazzino, che consente di conoscere in tempo reale i livelli di scorta e le movimentazioni di ogni prodotto in modo da pianificare facilmente i riordini. E le funzionalità per l’analisi dell’andamento delle vendite e del business, con statistiche di vendita, acquisti e chiusure cassa presentati in elenchi e dashboard facili da capire. Così al gestire viene fornito un quadro puntuale sull’andamento del locale e preziose informazioni per adottare le strategie utili per migliorarne le performance. Inoltre, il Cloud in automatico genera un report mensile che riepiloga i principali dati del business e che viene inviato al gestore via email.

Un’ampia gamma di servizi

Ulteriore fiore all’occhiello di EasyCassa è, infine a gamma di servizi, sempre compresa nell’abbonamento. Questi includono l’installazione, la formazione per il suo utilizzo, la garanzia estesa su tutti i dispositivi per l’intera durata del contratto. E, ancora, l’assistenza tecnica telefonica 365 giorni l’anno (dalle 7 alle 24, anche domenica e festivi) e in loco, le verifiche periodiche e la defiscalizzazione del vecchio registratore di cassa, gli aggiornamenti del software in caso di nuovi obblighi di legge o funzionalità, anche questi forniti senza costi aggiuntivi.

La Crioche da condividere, colazione innovativa firmata Pedron e Lavazza

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Il pasticcere Marco Pedron rinnova la proposta dolce del flagship store milanese di Lavazza. La Crioche XL e le monoporzioni sono proposte con gli specialty coffee del brand 1895 Coffee Designers Designers by Lavazza e con il nuovo monorigine Siete Crateres, presentato in anteprima e sul mercato da ottobre

Innovare con un'idea semplice e perfettamente in linea con l'esigenza del cliente, quella di tornare ai riti di una convivialità pulita a tavola. Parte da qui l'idea di colazione presentata a Milano al flagship store Lavazza di piazza San Fedele, alle spalle di Palazzo Marino. Firma la nuova proposta di colazioni e dessert il pastry thinker - come ama definirsi lui stesso - Marco Pedron. In carta, nel rinnovato store firmato Lavazza, a 14 euro, compare appunto la Crioche (ibrido tra croissant e brioche, ne abbiamo già parlato ampiamente qui) 189,5. Il nome richiama il peso in grammi di questo dolce, da condividere in tavola, dove viene servito accompagnato da una selezione di creme e marmellate. Oltre a questa versione XL, la Crioche è disponibile anche nel formato standard con diverse farciture. A far notizia resta, però, la versione extra large, con un nome che richiama l'anno di fondazione della torrefazione torinese e il brand di caffè specialty di Lavazza, 1895 Coffee Designers by Lavazza.

Siete Crateres, la gamma di 1895 si fa più ricca

Proprio la linea di caffè di alta qualità ha visto un nuovo ingresso, presentato in anteprima e sul mercato a partire da ottobre. La coffelier di 1895, Stefania Zecchi, ha presentato infatti Siete Crateres. Si tratta di un monorigine lanciato in occasione dell’International Coffee Day, proveniente dalla regione di Chirquì a Panama dalla Finca Hartmann, rinomato produttore di caffè specialty. Arabica, dall’aroma di miele e cioccolato al latte con note di prugna e fichi, sarà disponibile presso il flagship di piazza San Fedele a partire dal 16 ottobre, offerto in espresso, moka o Chemex.

Le nuove monoporzioni firmate Pedron

Il lavoro di Marco Pedron non è finito con la Crioche, naturalmente. Il pasticcere ha rivisto tutta la linea di dolci del punto vendita. «Posso raccontare i prodotti di oggi, ma tra un mese le monoporzioni cambieranno», spiega Pedron. «Si parte dalla tortina di mele "evolution", che nasce da una idea semplice: sbollentare le Pink Lady, lasciarla in acqua e limone per evitare che diventi nera, poi si fa uno zucchero a secco, si riprende l'acqua e limone e si va a creare un brodo dolce. Si ottiene un caramello non troppo dolce. La mela rimane due giorni sottovuoto con lo sciroppo di zucchero. Il tutto appoggiato su una frolla viennese, fatta solo con albume, e crema pasticcere. Altra proposta è la crostatina agli agrumi, molto particolare: frolla croccante alle mandorle, all'interno un frangipane di limone, mousse francese addensata con amido, una parte di gel e una parte di burro; pasison fruit, mango, limone, bergamotto e lime. La sacher , nella nostra interpretazione, ha un qualcosa in più in croccantezza ed acidità, grazie ad agrumi e pezzetti di cioccolato. Brownies all'interno per rafforzarla e renderla più golosa. C'è anche una caprese al cacao e una cheesecake, infine, che non poteva mancare: crumble al tè verde, mousse di caprino e robiola con all'interno pompelmo, limone, lime e arancia grattati, un po' di miele e sopra una gelatina con limone, passion fruit e mango.

Le monoporzioni saranno presto anche nel flagship store Lavazza di Londra. Intanto la proposta del lunch dello store milanese si rinnova anch'essa, e nasce dalla collaborazione con Federico Zanasi, executive chef del Ristorante Condividere, premiato con 1 stella Michelin e situato nell’Head Quarter di Lavazza a Torino.

La moda dei cocktail all’Himkok di Oslo

Il Sea Buckthorn
Il celebre bar di Oslo firma la nuova drink list con la fashion designer Eline Dragesund

Dopo la Milano Fashion Week è nata ad Oslo - e non in via Montenapoleone - il menu Fashion Meets Mixology. Da oggi, presso il celebre bar Hikmok propone suoi ospiti un menu frutto della collaborazione tra il banco e la fashion designer Eline Dragesund. Tredici cocktail esclusivi a cui corrisponderanno altrettanti abiti di design. Obiettivo: spiegare quanto moda e mixology si somigliano.

Cosa c'è nel menu Fashion Meets Mixology

Il menu Fashion Meets Mixology è realizzato da Paul Aguilar, Maros Dzurus e Sebastian Sandvik e dal team di Himkok. Il comun denominatore della carta resta sempre lo stesso: preservare ed esibire la ricca cultura enogastronomica e non solo della Norvegia. I drink saranno realizzati esaltando un solo ingrediente, spesso utilizzando componenti in-house come acquaviti, gin e altri distillati fatti dalla distilleria del locale.

La nuova versione del Sea Buckthorn

Uno dei nuovi cocktail in menu è Sea Buckthorn. Ispirato dalla combinazione tra il soft drink all'arancia Solo e una barretta di cioccolato Kvikk Lunsj, è la quintessenza dell'essere norvegesi. Il cocktail fruttato che ne è nato imita il gusto di Solo usando il distillato Sea Buckthorn fatto da Himkok, che aggiunge una nota citrina. Questo distillato è parte della storia del Paese e racconta il paesaggio. È spesso usato in piatti tradizionali e bevande. Per aumentare i sentori agrumati, vengono aggiunti Cointreau e kefir all'acqua d'arancia insieme al liquore norvegese St. Halvard, vino alla fragola e rabarbaro, acidità di mela e uva. Il garnish è un pezzo di cioccolato Kvikk Lunsj.

Il cocktail ha ispirato Eline Dragesund, che ne ha potenziato l'essenza attraverso un abito con strati multipli di seta, che ricordano il bicchiere in forme e colori.

Da Apple a un vestito "infiammato"

Il cocktail Apple è ispirato a una calda torta di mele da godersi dopo una sciata. Il dolce sapore delle mele nel cocktail è bilanciato con i sentori di cannella del Fireball whiskey, un superalcolico spesso servito dopo una lunga giornata sugli sci. Il drink è preparato usando l'Hikmok Vodka con apple & ginger water kefir, per mantenere un delicato tocco di acidità nel mix creato con taurina e caffeina.

La creazione di Dragesund ispirata a Apple vede tornare alcuni ingredienti attraverso l'uso di nuovi materiali. La silhouette si veste di fiamme, ispirate al calore del Fireball.

Dalla pastinaca alla moda

Il Parsnip è un omaggio al classico Old Fashioned e alle sottoutilizzate radici vegetali. L'aggiunta della pastinaca porta una dolcezza naturale, quasi terrosa, che completano la morbidezza del Buffalo Trace bourbon. A completare, dello sciroppo d'acero che bilancia i sapori, e l'aggiunta di Angostura Cocoa Bitters, che aggiunge un ricco e aromatico finish.

Classicità, esotismo e innovazione: sono questi gli elementi contenuti nel drink, che hanno ispirato la stilista scandinava. In questo caso i materiali usati stimolano l'immaginazione, portando chi indossa la creazione in vari angoli del mondo.

Il lancio della nuova drinklist Himkok

Per lanciare la nuova drinklist Himkok e Dragesund ospiteranno una sfilata all'Oslo Sky Room, un rooftop da cui è possibile godere una vista unica della città. Sarà un'opportunità per gli ospiti di sperimentare i cocktail di Himkok attraverso la lente creativa della stilista, prima di sperimentare i drink in bicchiere.

La collaborazione con Eline Dragesund è solo l'ultima in ordine di tempo per il team di Himkok. Molti talenti norvegesi hanno ispirato il lavoro del bar, tra cui Guttestreker, Esra Rǿise e Olav Stubberud. Le partnership hanno dato vita sempre ad esperienze di miscelazione di grande livello.

A Foggia riparte That Spooky Season

Tanti eventi in programma a ottobre tra Foggia e Provincia, tra cui una cocktail competition a tappe: ecco il calendario con le guest star e gli eventi in programma

Ottobre è il mese della That Spooky Season, un festival dedicato a quella stagione un po' "sinistra", ma con quel clima che invita a riunirsi al chiuso. In questo periodo la città di Foggia e la sua provincia si animano di eventi in un calendario condiviso dagli addetti all'ospitalità. Tante masterclass, ospitate, musica dal vivo e guest shift nei locali aderenti alla manifestazione. In programma anche una cocktail competition a tappe.

That Spooky Season: la novità

Giunta alla sua seconda edizione, con il supporto di Compagnia dei Caraibi, That Spooky Season si arricchisce di una cocktail competition a tappe che coinvolgerà locali in tutta la provincia di Foggia. Quattro chef misteriosi proporranno dei piatti per ispirare i drink dei partecipanti. Questi dovranno creare dei cocktail utilizzando prodotti diversi per ogni tappa. I finalisti delle varie manches dovranno competere il 2 novembre presso il Trabucco di Mimì (Peschici). Al vincitore oltre il titolo, un viaggio in Cognac per visitare la distilleria di Citadelle. Nell'iniziativa sono coinvolti anche i brand Citadelle, Salvia e Limone, Carlo Alberto e Vecchio Magazzino Doganale.

Le guest star della cocktail competition

That Spooky Season inizia giovedì 5 ottobre con la presentazione del calendario a Le Bigotte. Gli eventi si allungheranno per tutto il mese fino al 2 novembre, con la serata finale al Trabucco di Mimì. Nel mezzo, tantissimi appuntamenti e numerosi personaggi di rilievo. Tra questi, il 10 ottobre Edoardo Nono sarà il guest del Lefty. Il 17 ottobre sarà la volta di Patrick Piazza al Timeless. Il 24 ottobre Dragone presiederà la terza tappa della gara al Sartoria. Infine, per la quarta tappa al Lazy Cat ci sarà Emanuele Russo. Presente anche Rocco Naviglio, guest shift insieme al Lazy Cat (23 ottobre).

Le altre iniziative in calendario

Da non perdere la serata Alpestre con il suo Dj Set (27 ottobre) e la cocktail night Rosso Ciliegio Cherry all'Hangover. In programma anche la visita al Birrificio Leone con degustazione (15 ottobre). Il 25 ottobre è in programma Show Your Bones, mostra a cura di Anima Tattoo presso Creo Gallery.

Domenica 1° ottobre porte aperte in Caffè Milani

Porte aperte in Caffè Milani
La torrefazione di Lipomo festeggia la Giornata Internazionale del Caffè con visite guidate che spaziano al chicco alla tazzina, assaggi e una mostra.

Un’opportunità per gli amanti del caffè di condividere il loro amore per la bevanda e sostenere i milioni di agricoltori che dipendono dal suo raccolto: questo è per Ico - International Coffee Organization - il significato della Giornata Internazionale del Caffè che, dal 2014, si rinnova ogni anno il 1° di ottobre.

Caffè Milani (che lo scorso anno ha festeggiato 85 anni di attività) in questa data apre le porte della sua torrefazione a Lipomo (CO) offrendo agli operatori del settore, agli appassionati della bevanda e ai curiosi un viaggio dal chicco alla tazzina, partendo dalle piantagioni fino alla degustazione sensoriale e alla scoperta dello spazio museale che racconta il rapporto tra cambiamenti sociali e caffè. 

Da tempo la Torrefazione si rivolge ai giovani, coinvolgendoli in un cammino di approfondimento di un prodotto che gli italiani amano, ma che conoscono solo superficialmente. Così, sempre domenica 1° ottobre sarà allestita al suo interno un’esposizione (che proseguirà fino al 31 ottobre) con opere degli studenti del Liceo Artistico Istituto Casnati di Como. Ogni area dell’esposizione, che comprende oltre 30 elaborati grafici e illustrazioni legate al mondo del caffè, sarà dedicata a un tema diverso: al piano terra le opere sulla filiera del caffè, dalla pianta al momento consumo; al primo piano i lavori di design e le sculture; all’ultimo piano gli elaborati che raccontano i Paesi di produzione, le terre da cui proviene il caffè verde.

Le visite all’esposizione di Caffè Milani e alla mostra Espressioni di Caffè proseguiranno anche domenica 8 e 29 ottobre. L’esperienza è aperta a tutti e adatta a ogni fascia d’età. La durata è di circa un’ora (inizio visita ore 10,11,12, 14,30, 15,30, 16,30) La partecipazione è gratuita ma necessaria la prenotazione attraverso il questo link o scrivendo a info@caffemilani.it.

L’obiettivo di questa apertura, osserva Elisabetta Milani, responsabile marketing e comunicazione, è diffondere la cultura e la passione per il caffè, e per farlo continuiamo a collaborare con le realtà del territorio. In questo caso con gli studenti del Liceo Artistico Istituto Casnati, che hanno interpretato in modo personale e artistico, questo affascinante mondo».

Valzer di poltrone al commerciale di Coca-Cola HBC Italia

Silvia Molinaro va alla guida del team vendite, insieme a due nuovi direttori di canale. Maria Tindara Niosi sarà a capo del trade marketing

Coca-Cola HBC Italia ha annunciato quattro nuove nomine chiave per lo sviluppo della sua strategia aziendale. Silvia Molinaro guiderà il team vendite, insieme a due nuovi direttori di canale. Maria Tindara Niosi sarà a capo del trade marketing. Entrambe le manager acquisiscono i nuovi incarichi, continuando il loro percorso nell'azienda. La sfida: vincere in un mercato sempre più competitivo.

Le nuove nomine in Coca-Cola HBC Italia: chi è Silvia Molinaro

Silvia Molinaro sarà la nuova Country Sales Director di Coca-Cola HBC Italia. Lei avrà il compito di guidare una delle principali Forze Vendita del Paese, rafforzando allo stesso tempo il posizionamento dell’azienda come un 24/7 Total Beverage Partner da 160.000 clienti in tutta Italia. Il portafoglio prodotti su cui può contare è in grado di coprire ogni occasione di consumo, dalla colazione fino al dopocena. Allo stesso tempo, avrà anche il compito di gestire lo sviluppo della strategia commerciale dell’azienda. Infine, dovrà implementare le relazioni con i clienti della distribuzione moderna organizzata e del canale fuori casa.

Dopo una serie di esperienze in area vendite, marketing e trade marketing in diverse aziende del largo consumo come Mars, Mondelez e Reckitt Benckiser, Molinaro approda in Coca-Cola HBC Italia nel 2017, come Trade Marketing Director. Successivamente diventa Direttrice del Canale Out of Home nel difficile periodo della pandemia, in cui si è distinta per aver riorganizzato il team e rimodernato la strategia commerciale del canale.

Il team di Silvia Molinaro

Silvia Molinaro sarà affiancata dai due nuovi direttori di canale, Stefaan Anckaert per l’Out of Home (fuori casa) e Mike Raven per l’At Home (canale moderno).

Anckaert, nuovo Sales Director Out of Home, avrà un ruolo chiave nel definire strategie per competere nel mondo del fuori casa. Promuoverà partnership sempre più forti con i clienti, concentrandosi nell’identificazione di nuove opportunità. Anckaert vanta una vasta esperienza nel settore delle bevande e della ristorazione. Ha iniziato la sua carriera in Abinbev Belgio in varie funzioni di Vendite e Marketing. Approda al ruolo di Direttore delle vendite Out of Home per l'Italia, fino a diventare Amministratore Delegato di Birra del Borgo e ricoprire la carica di Global Director per l’azienda di prodotti da forno Vandemoortele.

Raven, nuovo Sales Director At Home, avrà la responsabilità di rafforzare le relazioni con gli operatori della grande distribuzione e sviluppare i consumi. In Coca-Cola HBC dal 2020 nel ruolo di International Key Account Director con responsabilità sul canale Discount, ha ricoperto in precedenza diversi ruoli commerciali in Danone e Diageo.

Chi è Maria Tindara Niosi

Raven subentra a Maria Tindara Niosi, che ha assunto il ruolo chiave di Trade Marketing & Commercial Excellence Director. Riporterà direttamente al General Manager di Coca-Cola HBC Italia, Miles Karemacher. Niosi ha in carico lo sviluppo della strategia di marketing commerciale dei diversi canali di vendita. Obiettivo: rafforzare il posizionamento dell’azienda e dei suoi prodotti presso l’intera rete distributiva.

In Coca-Cola HBC Italia dal 2009, la manager ha ricoperto diverse posizioni di crescente responsabilità nell’ambito Sales e Trade Marketing. È stata anche Direttrice del Canale At Home, ruolo in cui si è distinta per aver dato una significativa accelerazione delle performance aziendali. Infatti, ha contribuito all’ambizioso obiettivo di posizionare Coca-Cola HBC Italia al primo posto, in termini di creazione di valore, tra le aziende del FMCG negli ultimi due anni.

Valorizzare i talenti al femminile

Le nomine di Molinaro e Niosi testimoniano la valorizzazione dei talenti al femminile in Coca-Cola HBC Italia in posizioni apicali. Lo dimostra anche la recente nomina di Maria Teresa Sorrentino alla guida dello stabilimento Lurisia. Attualmente, l’azienda conta il 43% di donne in questi ruoli, a ulteriore dimostrazione del fatto che le policy relative ai piani di carriera, al performance management e alla selezione sono guidate dal talento, dal merito e dalle competenze.

Federico Prodon crea un dolce in omaggio al golf

Si chiama "Hole in One" ed è dedicato alla manifestazione internazionale Ryder Cup 2023, che si tiene a Roma fino al 1° ottobre

Il pasticcere Federico Prodon realizzerà il dessert esclusivo "Hole in One". Sarà presentato oggi, 27 settembre 2023, nella cena di gala della Ryder Cup 2023, che si svolgerà alle Terme di Caracalla. Si tratta di un omaggio al golf, sport a cui è dedicata la manifestazione di respiro internazionale. Forma e dimensioni ricordano una pallina da golf, servita su un "green" al sapore di lime.

Cos'è la Ryder Cup

Hole in One sarà servito a oltre mille ospiti, invitati alla cena di gala romana. Dal 25 settembre al 1° ottobre 2023 la Capitale ospiterà il Marco Simone Golf & Country Club, competizione internazionale di golf tra Europa e Stati Uniti. Per l'occasione scenderanno scendere in campo i golfisti più forti al mondo. Altrettanto atteso All Star Match. Si tratta di una sfida tra le celebrità di tutto il mondo appassionate di golf che si affronteranno il 27 settembre. Prodon addolcirà la sfida con il suo dessert dedicato alla manifestazione.

Tutto quello che c'è da sapere su Hole in One

Il dessert pensato per l'occasione da Federico Prodon rappresenta una pallina da golf su un green. È una combinazione di sapori, pensata per "esplodere" in bocca in un solo boccone. Hole in one è composto da una base di cremoso al passion e mango, una terra al lime che riprende il colore del green e una pallina bianca realizzata con una camicia di cioccolato alla vaniglia. La pallina all’interno ha una metà di cremoso al cocco e un’altra metà è composta da una dadolata di mango fresco con un gel di mango e passion. Il dolce di Prodon racchiude tante strutture diverse: la croccantezza della terra, la cremosità del passion e mango, l’acidità del gel e la cremosità del cocco.   «Con il cucchiaio si può ‘raschiare la terra’ e poi mordere la pallina e perdersi in un tripudio di freschezza - spiega il pastry chef - Ho pensato che a fine pasto ci volesse un dolce rappresentativo alla vista e coinvolgente al palato ma non eccessivamente dolce». Com'è ormai sua abitudine, anche in Hole in One il contenuto zuccherino è ridotto al minimo, oltre a non contenere aromi chimici.

Chi è Federico Prodon

Un passato da broker assicurativo e un presente da pasticcere professionista, oggi Federico Prodon ha all’attivo tre punti vendita. Diventato famoso grazie al programma Bake Off Italia (2014), nel mezzo ha tenuto corsi professionali presso la scuola A Tavola con lo Chef e ha guidato per due anni il reparto pasticceria del Caffè Hungaria. Ha scritto due libri, uno sulle crostate e uno sui dolci nel bicchiere, entrambi editi da Gribaudo. Con l’apertura del punto vendita di Borgo Pio, in Vicolo del Farinone 19, Federico Prodon ha deciso di “metterci il nome”, aprendo la sua prima boutique di pâtisserie. Dallo scorso aprile ha aperto anche un corner presso il Mercato Centrale alla stazione Termini di Roma. In più, la sua ultima avventura è il punto vendita ai Parioli, “Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie”, una boutique dedicata non solo alla pasticceria, ma anche alla gelateria. Prodon non è nuovo agli eventi sportivi. Nel 2019 aveva partecipato agli Internazionali di Tennis con il dessert Match Ball. Ora prende parte alla prima edizione italiana della Ryder Cup con un suo dessert. «È un grande evento internazionale e un‘opportunità unica, che mi stimola nello sviluppo continuo di una pasticceria italiana di qualità», ha dichiarato il professionista.

Baritalia 2023 a Livorno: gli 11 finalisti e le foto della giornata

Grande partecipazione alla quarta tappa dell'edizione 2023 del laboratorio itinerante di mixology approdato nel capoluogo toscano. Ecco i nomi dei bartender che hanno staccato il biglietto per la finalissima di Cannes. Scopri tutte le foto della giornata

Baritalia 2023 - a drink for the planet ha 11 nuovi finalisti. Selezionati nella tappa di Livorno, questi volti della mixology si preparano a partecipare alla finalissima di Cannes, in programma il 13 novembre 2023. I concorrenti si sono sfidati a colpi di drink presso il Tailored Cocktail Bar, in piazza dei Domenicani 19. Una tappa effervescente, grazie anche alle 10 masterclass in programma, che hanno visto salire in cattedra i professionisti della miscelazione italiana.

La manifestazione itinerante ha raccolto tantissimi bartender del Centro Italia. I partecipanti hanno preso parte alla kermesse, prestando la propria creatività e talento anche ai momenti di confronto, ai seminari e agli approfondimenti in programma per la giornata.

La sfida Baritalia Lab ha visto i maestri della miscelazione confrontarsi sul tema A drink for the planet, creando un drink sostenibile. Durante questo confronto la giuria, composta da tecnici ed esperti del settore, ha selezionato altri 11 bartender, in gara sotto le insegne delle aziende partner. I vincitori si sono aggiudicati un posto per la finalissima, che andrà in scena nel Final Show di Baritalia, in programma a Cannes (Francia) il prossimo 13 novembre. Per tutta la giornata nel Signature Bar è stato possibile degustare i super cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ecco i nomi degli 11 finalisti di Livorno: Matteo Cassan (Bonaventura Maschio - Botran), Tommaso Bulegato (Bonaventura Maschio - Prime Uve), Valentino Donati (Campari Academy), Ivan Forcieri (Coca-Cola Hbc - Glendalough), Damiano Cappellini (Coca-Cola Hbc - Perro), Andres Serna Cruz (Coca-Cola Hbc - Lurisia), Luca Di Giuseppe (Compagnia dei Caraibi - Tokinoka), Alessio Baneschi (Gamondi), Gaetano Di Laora (Nonino), Giuseppe Bottone (The Organics by Red Bull), Simone Marchiani (Soero).

La menzione speciale A drink for the Planet per il drink più sostenibile è andata a Valentino Donati (Campari Academy).

La giuria di Baritalia Livorno

A decretare i vincitori della tappa livornese, una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Edoardo Banfi (Campari Academy), Gian Maria Ciardulli (Soero), Daniele Gentili (The Organics by Red Bull), Emanuele Russo (Compagnia dei Caraibi), Mauro Picchi (Nonino), Simone Mina (Ron Botran), Steve Righetto (Distilleria Bonaventura Maschio), Federico Tomasselli (Coca-Cola Hbc Italia), Tommaso Salti (Gamondi).

A questi nomi, come da tradizione, si affiancano i giudici d'onore. Si tratta di personaggi di spicco della scena toscana: Alberto Bellanca, Martina Bonci, Fausto Bigongiali, Lorenzo Aiosa, Francesco Calvi, Danny Del Monaco, Francesco De Rosa, Federico Diddi, Daniela Gamberucci, Francesco Giuntini, Francesca Gentile, Giacomo Papi, Sacha Mecocci, Paola Mencarelli, Bledar Ndoci, Marco Macelloni, Jacopo Misano, Niccolò Vestrini, Edoardo Sandri, Simone Quercioli, Elisa Randi, Veronica Costantino. La kermesse è stata presentata da Julian Biondi.

Gli approfondimenti sulla miscelazione

Nel corso della giornata, al Tailored, si sono svolte anche le Masterclass dedicate alle tecniche di miscelazione. In cattedra, bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni sono state aperte e gratuite per tutti i professionisti che si sono registrati all’evento. Ben 10 approfondimenti e seminari sulla mixology hanno scandito la giornata livornese di Baritalia, offrendo ai partecipanti un momento di confronto e formazione con bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Ad aprire il programma, la masterclass dedicata all'evoluzione del vermouth, tenuta da Edoardo Banfi di Campari Academy. Giulio Neri di GrosMarket ha tenuto una lezione su Miscele, sorsi e sostenibilità. Dopo un momento di pausa, nel pomeriggio si sono tenute le altre masterclass in programma. Green Phoenix, ecologia trasparente è stato il tema affrontato da Gian Maria Ciardulli di Soero. Daniele Gentili di The Organics by Red Bull ha toccato un tema fortemente in trend in questo momento: quello della chimica dei no/low abv cocktails. Emanuele Russo di Compagnia dei Caraibi ha dedicato la sua masterclass a Tokinoka “Il profumo del tempo”. Mauro Picchi per Nonino ha guidato un interessante momento di riflessione sul rapporto tra miscelazione e grappa, analizzando la sua evoluzione nel mondo, in un incontro dal titolo "Monovitigno® Nonino: rivoluzione ed evoluzione della Grappa italiana nel mondo. #BeBraveMixGrappa".

The secrets of Ancienne Pharmacie è stato il tema dell'incontro tenuto da Danny del Monaco, founder e mente creativa di Ancienne Pharmacie. Prima della premiazione, Simone Mina e Steve Righetto per Distilleria Bonaventura Maschio/Ron Botran hanno condotto l'incontro SCENT: la decrescita intelligente incontra la grammatica dei profumi. Federico Tomasselli ha guidato la masterclass dedicato a Coca-Cola HBC: Spirits and Co. & Storie di Highball. Infine, Igor Tuliach e Tommaso Salti per Gamondi hanno condotto il seminario Easy To Mix by Gamondi.

I finalisti della tappa di Livorno e i vincitori per ogni squadra

Bonaventura Maschio - Botran

Matteo Cassan (vincitore di tappa)

Christian Aquilano

Samuel Immovilli

Bonaventura Maschio - Prime Uve

Tommaso Bulegato (vincitore di tappa)

Alfonso Sicignano

Michael Impallazzo

Campari Academy

Valentino Donati (vincitore di tappa)

Giulio Nieri

Neri Zamparella

Coca-Cola Hbc - Glendalough

Ivan Forcieri (vincitore di tappa)

Lapo Gamannossi

Martina Milazzo

Coca-Cola Hbc - Perro

Damiano Cappellini (vincitore di tappa)

Marcello Trotter

Yuri Donadi

Coca-Cola Hbc - Lurisia

Andres Serna Cruz (vincitore di tappa)

Yuri Di Pietro

Giuseppe Tenore

Compagnia dei Caraibi

Luca Di Giuseppe (vincitore di tappa)

Lorenzo Ostrogovich

René Ricci

Gamondi

Alessio Baneschi (vincitore di tappa)

Saverio Faso

Giulia Di Stefano

Nonino

Gaetano Di Laora (vincitore di tappa)

Francesco Drago

Majdi Oesolati

The Organics by Red Bull

Giuseppe Bottone (vincitore di tappa)

Viola Ballerini

Elia Greco

Soero

Simone Marchiani (vincitore di tappa)

Davide Nasti

Renato Pinfildi

I prossimi appuntamenti di Baritalia

BRESCIA: 23 ottobre
CANNES: final show 13 novembre

Savoia Orancio, alla ricerca di Marco Polo in un bicchiere

Savoia Orancio
Il vino aperitivo vegano presenta la sua variante ambrata, omaggio ai viaggi verso l'Oriente del celebre eploratore

Giuseppe Gallo ne ha pensata un'altra: debutta Savoia Orancio, la variante ambrata del vino aperitivo vegano Savoia. L'ideatore di Italicus e Savoia Americano Rosso, esperto di mixology e bar industry di fama internazionale, si è ispirato a Marco Polo per creare una versione agrumata ed esotica, sempre a bassa gradazione alcolica.

Genesi di Savoia Orancio

Savoia Orancio presenta sapori che ricordano il lontano Oriente dell'esploratore italiano, che nel 2024 sarà celebrato a 700 anni dalla sua scomparsa. «Orancio è sempre stato parte dello sviluppo del range Savoia – spiega Gallo – Sin dal lancio di Savoia Americano Rosso abbiamo iniziato a lavorare sull’innovazione di questo brand, partendo dalla storia dei grandi esploratori Italiani. Tra queste le avventure di Marco Polo ed il suo contributo alla scoperta di spezie, ingredienti e vini che riportò con sé in Italia dai viaggi in Oriente».

Anche per questa versione, Gallo si è ispirato a un’antica lavorazione della storia della vinificazione, quella dei vini orange, che risale a più di 8000 anni fa. Una pratica di lavorazione dei vini in anfore di terracotta, proveniente dalla Georgia e portata in Italia proprio da Marco Polo. A differenza dei vini bianchi, nei quali le bucce vengono rimosse dopo la pigiatura, negli orange wine le bucce sono lasciate a macerare nel mosto per un periodo esteso. La lunga macerazione dà vita a un vino più corposo e persistente.

Il prolungato contatto con le bucce, infatti, conferisce al vino un profilo aromatico unico e il peculiare colore ambrato. Questa tipologia di vino, tornata in auge negli ultimi anni tra gli appassionati di vino e i sommelier grazie alla sua particolare nota aspra e alla versatilità, si abbina bene con pesce crudo e sushi.

Note gustative

Il gusto del vino aperitivo è una combinazione di agrumi e frutti rossi, armonizzati con spezie ispirate alla via della seta, zenzero, zafferano e melograno. Le fragranti e complesse note dell’orange wine arricchiscono il profilo dolce-amaro donando freschezza. Questa tipologia di vino, tornata in auge negli ultimi anni tra gli appassionati di vino e i sommelier grazie alla sua particolare nota aspra e alla versatilità, si abbina bene con pesce crudo e sushi. C’è poi un’ulteriore nota di freschezza.

Oltre alle arance dolci e a quelle amare, ci sono l’essenza del lime e del bergamotto, per un tocco agrumato che si bilancia con gli altri sapori. L'insieme delle erbe aromatiche orientali forma un mix incredibilmente esotico, fragrante, ricco e caldo, che emerge nel bicchiere ma senza sopraffare il carattere dolce-amaro del vino aperitivo. La sua gradazione alcolica è di 17,2%.

Come gustare Savoia Orancio

Per gustare al meglio Savoia Orancio, basta versarlo freddo sul ghiaccio o miscelarlo con della soda o dell’acqua tonica per un cocktail aperitivo dal carattere dissetante. Per realizzare invece un perfetto pairing, l’ideale è preparare uno Spritz miscelando Savoia Orancio con un prosecco o un vino frizzante rosé.

Come nasce un vino aperitivo

«Per noi creare un vino aperitivo vuol dire trovare un gap nella categoria dove nessuno ad oggi osa innovare – sottolinea Gallo – riscoprendo ingredienti unici del nostro territorio e creando un prodotto moderno ma ancorato alle tradizioni della liquoristica italiana con il supporto di artigiani locali nello sviluppo della ricetta del liquido. Essendo un appassionato di storia italiana, mi sento il dovere di elevare il made in Italy su scala globale raccontando la storia del nostro Paese attraverso la creazione di brand come Italicus Rosolio di Bergamotto e Savoia Americano Rosso».

«Un vino come Savoia nasce dallo studio di tutti questi elementi e dalla bravura degli artigiani torinesi con cui abbiamo curato lo sviluppo della bevanda – continua l’esperto di mixology – attraverso la ricerca di vini selezionati, in questo caso orange wine naturale, ed ingredienti ispirati all’oriente come lo zafferano, tè rosso o melograno, sono alla base della creazione di un vino aperitivo unico come Savoia».

I trend della mixology

«Oggigiorno il bartender è alla ricerca di ingredienti nuovi e ricercati, naturali ed autentici, a basso contenuto alcolico, e che sposi dei valori, come il 'terroir', significativi per i consumatori – dichiara Gallo – Il Vino Aperitivo Savoia gioca un ruolo centrale nel bilanciamento di cocktail classici che richiedono l’uso di vermouth e bitter assieme, offrendo un liquido bilanciato “amaro-dolce” per semplificare ed innovare l'esecuzione dei cocktails classici. A livello globale vediamo un trend di consumo in crescita per quanto riguarda prodotti low-abv o a zero alcool, naturali e vegani. Savoia con la sua certificazione vegana, 100% naturale e colore ottenuto dai vegetali, è all'avanguardia nella sua categoria».

Nuova acquisizione per Compagnia dei Caraibi

L’operazione segna l’inizio di un nuovo progetto produttivo e rappresenta la conferma di una collaborazione già consolidata tra i due brand

Compagnia dei Caraibi ha intrecciato la sua strada con Vecchio Magazzino Doganale, per acquisire una parte di Amari & Affini. L'operazione, eseguita, attraverso la sua controllata Refined Brands, segna l'inizio di un nuovo progetto produttivo. Inoltre, l'acquisizione va a consolidare una collaborazione strutturata nel tempo tra i due brand leader nel mondo degli spirit.

Cos'è Amari & Affini

Amari & Affini è un liquorificio artigianale con una grande competenza nella lavorazione di erbe e specializzato nella produzione di prodotti italiani di gamma premium e super premium. È partecipata al 75% da Vecchio Magazzino Doganale e al 25% da Stefano Curcio. Con sede a Montalto Uffugo (CS), Amari & Affini rappresenta un’eccellenza italiana che annovera tra i marchi in produzione la nota etichetta Amaro Manfredi. Nel 2022 Amari & Affini ha registrato ricavi per circa euro 91 mila, Ebtda prossimo a zero e Posizione Finanziaria Netta (debito) per circa euro 115 mila.

L'obiettivo dell'operazione

L’operazione segna l’inizio di un nuovo progetto produttivo e rappresenta la conferma di una collaborazione già consolidata tra Compagnia dei Caraibi e Vecchio Magazzino Doganale. Quest'ultima è proprietaria, infatti, di Jefferson Amaro Importante, etichetta distribuita da Compagnia dei Caraibi sin dal momento del lancio nel 2016. Inoltre, è una delle etichette più importanti nel portfolio spirits premium.

L’acquisizione della quota di Amari & Affini è improntata alla creazione di nuove sinergie commerciali, finalizzata all’apertura, la creazione e il lancio di nuovi brand a catalogo. Inoltre, la sinergia renderà possibile il rebranding di alcuni marchi presenti nel portfolio di Amari & Affini. Infine, i due brand potranno così esplorare sinergie produttive su etichette presenti nel portfolio di Compagnia dei Caraibi.

«Ampliare il raggio di azione»

Compagnia dei Caraibi è l'azienda leader nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia da premium a ultra-premium e prestige di tutto il mondo. «Quella con Vecchio Magazzino Doganale, casa produttrice - fra gli altri - dell’amaro Jefferson, è una sinergia che Compagnia dei Caraibi porta avanti da tempo e che negli anni ci ha visti costruire insieme una crescita importante e ci ha portato a conquistare uno spazio significativo nel segmento dei liquori e amari premium - ha sottolineato il Ceo Edelberto Baracco - Il nuovo percorso che nasce sotto il segno di Amari & Affini ci permetterà di ottimizzare l’esperienza consolidata in questi anni dando vita a nuovi progetti che possano raccontare la nostra interpretazione della categoria anche sul mercato internazionale».

«L’unione di Amari & Affini con Compagnia dei Caraibi è la conferma di un percorso che condivisione di valori e visioni - ha affermato Ivano Trombino, proprietario di Vecchio Magazzino Doganale - Con l’ingresso di Compagnia dei Caraibi all’interno del nostro progetto di laboratorio potremo sviluppare nuove occasioni di crescita per il mondo della liquoristica italiana e valorizzare l’incredibile potenziale di questa categoria».

Bar d’Italia 2024, la colazione si fa slow

Moreno Faina consegna il Premio illy bar dell'Anno 2024 a Titti Traina, moglie di Paolo Griffa
Moreno Faina consegna il Premio illy bar dell'Anno 2024 a Titti Traina, moglie di Paolo Griffa © Francesco Vignali Photography
Sono 45 le eccellenze presenti nella nuova guida dei migliori locali realizzata da Gambero Rosso in collaborazione con illycaffè.

La tradizione che sempre più si sposa con l’innovazione, con nuove offerte, ricerca della qualità e un’attenzione crescente alla sostenibilità è la fotografia del settore che offre la Guida Bar d’Italia del Gambero Rosso 2024 realizzata in collaborazione con illycaffè.

Sempre più un bar è un luogo dove la colazione, dolce o salata, si fa slow e sconfina nel brunch, che vede valorizzati i prodotti di stagione, assecondando nuovi regimi alimentari. Nel rito dell’aperitivo scandito da spritz, cocktail classici e calici di vino, si uniscono preparazioni zero alcol e la mixology che esalta il caffè, il tè ed anche la birra. Dunque, un luogo in cui nulla è dato per scontato e l’innovazione è costante.

C’è poi il nuovo trend delle caffetterie specialty che, come ha sottolineato Laura Mantovano, direttore editoriale, «stanno riscuotendo un successo crescente con il loro nuovo posizionamento nel mercato, così come l’investimento da parte di grandi gruppi e fondi nelle caffetterie storiche d’Italia, nuovi locali che affiancano musei e luoghi d’arte e molto altro da scoprire».

Da parte sua illycaffè guarda ai locali capaci di rappresentare la massima espressone dello stile di vita italiano, l’attenzione al bello, al buono e al ben fatto che, afferma Cristina Scocchia, amministratore delegato, «abbiamo scelto di supportare non solo con prodotti di qualità superiore sostenibile, ma anche offrendo una formazione professionale al personale, per garantire la perfetta esperienza del caffè italiano».

Sono 45 le Tre Tazzine e i Tre Chicchi 2024 che si incontrano nel nostro Paese con l’esclusione di Molise, Calabria e Sardegna. Primeggia il Piemonte, con due insegne al massimo del punteggio da 20 anni consecutivi, come Baratti & Milano e Torino e Converso a Bra, a cui si uniscono Biasetto a Padova, Tuttobene a Campi Bisenzio (FI) e Antico Caffè Spinnato di Palermo con lo stesso primato.

È Paolo Griffa Al Caffè Nazionale ad aprire la guida a pieno punteggio e si aggiudica anche il premio illy Bar dell’Anno 2024, grazie alla sostenibilità che è il suo filo conduttore. Lo formano piccoli gesti quotidiani, come energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili, packaging riciclabili al 97%, attenzione agli sprechi a tutto tondo, selezione dei fornitori con valori condivisi, garantendo qualità del prodotto e delle condizioni di vita di chi lavora lungo la filiera, valorizzando i prodotti di piccole realtà valdostane e le erbe spontanee impiegate nelle preparazioni, raccolte un orto a pochi passi. 

Di seguito i locali che hanno meritato Tre Tazzine e Tre Chicchi.

Valle D’aosta - Aosta: Paolo Griffa Al Caffè Nazionale

Piemonte - Bra (Cn): Converso, Torino: Baratti & Milano, Caffè San Carlo, Bar Zucca

Lombardia - Almenno San Bartolomeo (Bg): La Pasqualina, Bergamo: Caffè Cavour 1880, Brescia: Bedussi, Carobbio Degli Angeli (Bg): In Croissanteria Lab

Cassago Brianza (Lc): Colzani, Erba (Co]) Pasticceria Sartori, Milano: L' Ile Douce, Pavé, Treviglio (Bg): Marelet, Zanica (Bg): Morlacchi

Veneto - Arzignano (Vi): Olivieri 1882 - Lonigo (Vi): Il Chiosco, Padova: Biasetto, Venezia: Amo, Grancaffè Quadri

Friuli Venezia Giulia - Palmanova (Ud): Caffetteria Torinese, Trieste: Antico Caffè San Marco, Caffè Vatta

Emilia Romagna - Bologna: Gino Fabbri Pasticcere, Cattolica (Rn): Staccoli Caffè, Novellara (Re): Bar Roma, Pianoro (Bo): Gabriele Spinelli - Dolce Salato, Rimini: Rinaldini, San Secondo Parmense (Pr): Nuova Pasticceria Lady

Toscana - Campi Bisenzio (Fi): Tuttobene, Firenze: Ditta Artigianale, Gilli, Paszkowski

Marche - Loreto (An): Picchio

Umbria -  Magione (Pg): Bar Molino Centumbrie

Lazio -  Roma: Spazio Bar e Cucina

Abruzzo -  Pescara: Caprice

Campania - Minori (Sa): Sal De Riso Costa D’amalfi, Napoli: Gran Caffè La Caffettiera

Puglia - Lecce: 300mila

Sicilia - Noto (Sr): Caffè Sicilia, Palermo: Sciampagna, Antico Caffè Spinnato

 

Per Gin Awards il miglior gin italiano è il Milano Elite

L'undicesima edizione di theGinDay si è conclusa con la premiazione anche di Glendalough Wild Botanical, Enfleurage e Xamorfos

Gin Awards ha il suo vincitore: è Milano Elite, il distillato ispirato al capoluogo lombardo. La bottiglia sale sul gradino più alto del podio dell'undicesima edizione di theGinDay, manifestazione dedicata al gin organizzata e ideata da Luca Pirola, fondatore di Bartender.it. L'evento si è tenuto a SuperStudio Più di Milano e ha visto debuttare per la prima volta il premio ai migliori gin, selezionati tra oltre 50 referenze candidate.

Tutti i Gin Awards

La grande novità di theGinDay è stata l'analisi di oltre cinquanta referenze di gin. La giuria di esperti, tra professionisti del settore beverage come bartender, sommelier, produttori, degustatori, giornalisti, designer, chef, influencer e talent food, ha assaggiato i diversi gin con il metodo "blind test". Bargiornale vi aveva preparati ad affrontare la giornata in modo professionale.

Ad aggiudicarsi il titolo di Best Italian Gin è l'Elite di Gin Milano Elite. Ispirato alla città di Milano, è "un distillato di pregio che celebra eleganza e bellezza". Sul podio, al secondo posto il Gin Tabar Bergamotto di Casoni Fabbricazioni Liquori. Al terzo posto, il Maxi Milliian Gin di Maxi Millian.

Il Best International Gin incoronato dalla giuria è il Glendalough Wild Botanical Gin di Coca Cola HBC, "un gin straordinario realizzato con piante selvatiche raccolte nelle montagne intorno alla distilleria". Al secondo posto Bareksten Botanical di Onesti Group, al terzo Fords Gin di Compagnia dei Caraibi.

Per il Best Idea/Concept, riconoscimento dedicato al servizio del gin, la medaglia d'oro è andata all'Enfleurage Gin di Enfleurage, giudicato "profumato, storico, artistico, in grado di raccontare e reinventare una fascinosa vicenda ottocentesca legata a Maria Luigia d'Austria". Al secondo posto nella categoria il 585.5 Miles di Pedro Ferreira, sul podio anche Prebugin di Brainfusion.

Infine, il Best Packaging è di Xamorfos di Distill Hub, il cui formato della bottiglia "non permette di applicare un'etichetta adesiva che non faccia le pieghe sul lato curvo: da cui la decisone di non incollarla e assicurarla con un paio di elastici di caucciù riciclato". In seconda posizione Saigon Baigur di Compagnia dei Caraibi, in terza il Fabbri dry gin dell'omonima azienda.

Tanta creatività nel mondo del gin

«Emerge con grande evidenza la creatività italiana applicata alla produzione del gin – racconta Luca Pirola - È' un riscontro che si applica nella ricerca delle botaniche, nella loro lavorazione e nelle idee che stanno all'origine delle produzioni, raccontate in affascinanti storytelling. Ma c'è anche una grande attenzione al packaging, aspetto che abbiamo volutamente separato per valorizzare estro e genialità, tipiche del Made in Italy. Sia nel concorso Gin Awards ma soprattutto nell'esposizione dei prodotti durante la due giorni di fiera, tutto il pubblico ha notato un innalzamento della qualità delle produzioni. L'assaggio è liscio. Non ci si può nascondere in un drink. Ma d'altro canto anche tutti gli espositori hanno notato una crescita e un aumento di consapevolezza da parte del pubblico che si è realmente concesso la totale esperienza, assaggiare il prodotto liscio, degustarlo nei tre bar ufficiali nei drink, Negroni, Martini Cocktail e Gin&Tonic e comprarlo portandoselo a casa presso lo shop ufficiale Bottega Liquors&Spirits".

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