Savoia Americano, la nuova creazione di Giuseppe Gallo

Giuseppe Gallo Savoia Americano
Presentato a Londra, il nuovo prodotto firmato dal papà di Italicus è un aperitivo a base vino che reinterpreta e rivitalizza la tradizione del vermouth al bitter di inizio Novecento

È stato presentato al Connaught Bar di Londra Savoia Americano, la nuova creazione di Giuseppe Gallo, tra i più illustri e apprezzati bartender e imprenditori della bar industry a livello mondiale. Nuovo prodotto con il quale Gallo conferma il carattere innovativo delle sue creazioni, tutte dal marcato carattere italiano, che nascono recuperando e interpretando in chiave contemporanea storiche eccellenze della nostra tradizione ormai dimenticate, in linea con la sua mission di ambasciatore del made in Italy nel mondo. E se con il lancio di Italicus, nel 2016, la scommessa vinta è stata di rilanciare il rosolio, con Savoia Americano si punta a reiventare e rivitalizzare un’altra categoria storica di bevande per l’aperitivo: il vermouth al bitter, detto appunto “americano”, prodotto all’inizio del Novecento da distillerie e cantine piemontesi per l’esportazione negli Stati Uniti, dove c’era l’usanza di bere il vermouth miscelato con liquori amari e gin o whiskey.

A questa tradizione, innovandola, si è richiamato Gallo per dar vita al nuovo aperitivo a base vino, complesso e aromatico, che rappresenta un tripudio di italianità nello stile, nel gusto e nella sostanza. Prodotto e imbottigliato in una storica distilleria artigianale a Torino, Savoia Americano è realizzato con ingredienti di alta qualità che uniscono il meglio da Nord a Sud della Penisola. A partire dalla sua base vino, composta da una miscela di Trebbiano (Ugni Blanc) e, primo prodotto della sua categoria a utilizzarlo, un Marsala Fino Doc invecchiato in rovere di 14 mesi. Miscela che viene poi aromatizzata, attraverso le tradizionali tecniche di estrazione, macerazione, distillazione ed estrazione a freddo, con 20 botaniche, selezionate a mano, scelte da Gallo ispirandosi a una ricetta del “Bitter di Milano” risalente alla fine dell’Ottocento, anche in questo aggiungendo alla formula originaria una forte dose di innovazione. Oltre alle tradizionali artemisia, genziana, quassia e rabarbaro, vi troviamo per esempio, vaniglia del Madagascar, estratto di uva passa siciliana, aloe, mandarino, pompelmo rosa, bergamotto, arancia amara. Inoltre, a dare il tipico colore rosso all’aperitivo, invece della cocciniglia, è una miscela di succo di patata e betacarotene, il pigmento della carota, che ne fa anche un prodotto 100% naturale e vegano.

Il risultato è un perfetto punto di incontro tra bitter e vermouth, in un magico equilibrio tra l’amaro del primo e il dolce del secondo, che racchiude insieme ed esalta i due stili. Ideale da servire refrigerato, è anche una base perfetta per la creazione dei grandi cocktail della tradizione italiana dell’aperitivo: basta aggiungervi dei cubetti di ghiaccio per dar vita a un Milano Torino, una spruzzata di soda per un Americano, del gin per un Negroni o del succo di arancia amara per un Garibaldi.

Ma Savoia Americano è in tutto e per tutto un trionfo d’italianità o, come lo ha definito Gallo stesso “il prodotto dell’Italia Unita”. Torino, patria del vermouth, e Milano, patria del bitter e città che ha contribuito a far conoscere al mondo il rito nazionale dell’aperitivo, si uniscono al Sud della Penisola, grazie alla presenza del Marsala. Il nome Savoia rimanda poi alla dinastia reale che ha realizzato l’Unità del nostro Paese, così come il colore rosso alle camice dei garibaldini che a quell’epopea dettero il via. Gioco di rimandi che si esprime anche nel volume alcolico del prodotto, 18,6%, che allude al 1860, quando il processo di unificazione prese il via, senza trascurare che il nuovo aperitivo nasce nell’anno in cu si celebrano i 160 sempre dell’Unità Italia. E che prosegue nella forma dell’elegante bottiglia (500 ml) che riprende quella della Mole Antonelliana, simbolo della città di Torino e negli anni i cui fioriva la produzione degli aperitivi americani edificio in muratura più alto d’Europa.

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