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Roma, Carmelo Chiaramida apre un nuovo pdv Oggi Gelato

L'insegna, anagramma di Officina Gelato Gusto Italiano, debutta nel quartiere Prati, proponendo un prodotto 100% artigianale e fresco

Il 26 agosto Roma ha accolto il nuovo punto vendita Oggi Gelato. L'insegna, creata del gelatiere udinese Carmelo Chiaramida, ha aperto i battenti anche nel quartiere Prati. Oggi è l'anagramma di Officina Gelato Gusto Italiano e basa tutta la sua attività sulla realizzazione di un gelato 100% artigianale e fresco. Oggi conta 9 punti vendita, di cui 6 in Italia e 3 all'estero. Quella di Prati è la prima apertura a Roma.

Storia di un'amicizia finita bene

«Questa nuova apertura non è altro che la normale evoluzione di una bellissima amicizia nata quasi dieci anni fa» dice Chiaramida. Nato a Udine, classe 1986, poco più che ventenne, inizia a lavorare con il gelato. A ottobre 2013 il pastry chef era docente in una scuola di formazione professionale di gelateria di Bologna. Qui incontra i fratelli Giulia e Marco Natalizia. Un nome che nel Lazio è conosciuto per una importante attività imprenditoriale legata al settore petrolifero portata avanti da Maurizio, padre dei ragazzi. Il corso finisce, i fratelli Natalizia tornano a casa con un attestato che però ripongono nel cassetto fino al 2022. Il caso vuole che a Carmelo venga offerta la possibilità di aprire una gelateria a Roma in un locale nel centralissimo quartiere Prati. «Ricevuta questa informazione, la prima cosa che faccio è chiamare Marco. Gli spiego che ci sarebbe questa occasione e lui non se lo fa ripetere due volte».

L'ambiente di Oggi Gelato

Oggi Gelato si trova in via Tacito. Ha un laboratorio a vista, che permette di osservare tutte le fasi di preparazione del gelato. Presenti due mantecatrici a bastone degli anni Venti, scelte per garantire la realizzazione di un gelato dalla consistenza ottimale. «Io sono il manuale operativo di ogni punto vendita di Oggi Gelato. Sono presente personalmente nei negozi soprattutto nella fase iniziale, sono sempre a disposizione affinché tutto sia operativo al 100%». Una presenza capillare e costante resa possibile anche grazie a Fabio Pironi, amico e poi socio di Chiaramida.

Dal bancone alla pasticceria fredda: l'offerta di Oggi Gelato

Nel bancone del punto vendita romano sono presenti tra i 16 e i 20 gusti. Oltre ai classici come le creme di frutta secca e i sorbetti di frutta fresca, ci sono diversi gusti che ormai si possono definire signature di Oggi Gelato. Ad esempio, c'è Pulcinella, una ricetta a base di ricotta fresca vaccina, arricchita poi con cioccolato grezzo al pistacchio di Modica e scorzette di arancia. Presente anche La Notte a Soho con cioccolato bianco, crema di nocciole e nocciole caramellate. E ancora, il Fu Mattia Pascal: una crema al cacao con mascarpone fresco e rum. Particolare attenzione ai gusti a base di cioccolato. Durante il periodo invernale le referenze presenti, legate a questo ingrediente, saranno da 4 a 6. Non mancano i sorbetti di frutta, tutti vegani e certificati Aili, Associazione italiana latto intolleranti. Inoltre, prenotandolo con almeno un giorno di anticipo e con un minimo d’ordine di 1/1,5kg, sarà possibile trovare un gelato totalmente sugar free. Tutte le vaschette utilizzate per l’asporto sono realizzate in cartone pressato 100% riciclabili.

Oltre il gelato c'è di più

Un’ampia sezione dell’offerta di Oggi Gelato è dedicata alla pasticceria fredda, quindi torte gelato e semifreddi. La scelta ovviamente spazia tra i grandi classici come tiramisù, cream-tart, sacher, cheesecake e a breve anche a Roma saranno disponibili le monoporzioni nei graziosi vasetti in vetro. In vista delle prossime stagioni il menu è pronto ad arricchirsi con crêpes e cioccolata calda (anche in versione vegana).

Artisans of Taste 2023: trionfa Marco Giovani dell’Eclettica Bar Lab di La Spezia

Marco Giovani, bar manager dell'Eclettica Bar Lab di La Spezia, trionfa all'Artisans of Taste 2023 by Rum Diplomático, portando il trofeo in Liguria

“Abbiamo portato in Liguria il trofeo”. Con questo messaggio Marco Giovani, vincitore della terza edizione di Artisans of Taste 2023, ha annunciato ad amici e parenti il suo successo alla gara di bartending promossa da Rum Diplomático. Il bar manager dell’Eclettica Bar Lab di La Spezia si dice contento di ottenuto questo risultato, dopo una gara a quattro in cui il suo cocktail ha prevalso su quelli dei validissimi competitor. Medaglia d’argento, Edoardo Cipriani del The Soda Jerk di Verona; bronzo per Samuele Verri di Reggio Emilia; ultimo Giovanni Fedele del Caffè del Mare di Taranto.

Svoltasi dietro al bancone dell’Anthill, il bellissimo locale di Napoli al quinto piano delle Gallerie d’Italia, lo scorso 19 settembre, la competition di Rum Diplomático ha messo i concorrenti di fronte all’impegno di rivisitare le ricette già presentate nelle semifinali. La differenza? Trasformare per la conservazione gli ingredienti freschi che erano stati utilizzati nella gara precedente. Un lavoro sugli home made che ha messo alla prova la creatività, allo scopo di lavorare gli ingredienti di stagione al momento ottimale, per poterli utilizzare tutto l’anno.

In parte il drink di Giovani già partiva da questo concetto: la versione presentata in semifinale, dal titolo Tramonti, aveva come ingrediente principe l’uva Albarola, tipica dei muretti a secco affacciati sul mare della Liguria. Se nella semifinale era stato proposto come ingrediente utilizzato come vino liquoroso, adatto alla lunga conservazione, per la finale è stato riproposto da Giovani in un glucosio d’uva e un bitter d’acini, componenti del suo drink, intitolato Dai-qui-si. In questo caso, il bartender ligure ha lavorato sull’uva acerba, sempre raccolta sul territorio, proponendo un drink fresco a base Diplomático Planas, capace di bilanciare le note citriche con i sentori floreali e fruttati, e che valorizza ogni componente dell’uva, dall’acino alla buccia, rispondendo anche all’esigenza di zero waste.

“Il nostro locale, aperto nel 2018, si propone come bar sostenibile, quindi ho ben presente l’importanza del no waste e dell’utilizzo di prodotti in stagione”, afferma Giovani, che ammette il suo impegno per raggiungere il miglior risultato alla competition: “Una vittoria voluta, avevo intenzione di far bene e portare a casa il risultato”. Il bartender ligure aggiunge di sentirsi pronto per ripartire per altre competition, magari su un palcoscenico global. Nel frattempo, grazie alla vittoria, Marco Giovani ha staccato un biglietto per Atene, dove lo aspetta una guest e un percorso di formazione sui temi della sostenibilità e del supporto al territorio e alle comunità locali presso Line Athens, al 31° posto della classifica World’s 50 Best Bars 2022.

 

La ricetta:

Dai-Qui-Si by Marco Giovani

Rum Diplomático Planas – 50ml

Uva acerba – 30ml

Glucosio d’uva – 20ml

Bitter d’acini – 2 dash

Garnish: Polvere d’ortica

Metodo: Stir&strain

Torna la Digital Summer School, la formazione sui social per comunicare il locale

Digital summer school 2023
Alberghi, ristoranti, caffè 3.0 e Storytelling del food&wine i macro temi al centro della nuova edizione del corso sulle buone pratiche social per il fuoricasa dell'Università di Parma con Bargiornale come media partner. In programma dal 3 al 6 ottobre a Favignana, ma disponibile anche online

Si rinnova l’appuntamento con la Digital Sicily Summer School, l’iniziativa di formazione dedicata alla comunicazione digitale per il mondo dell’ospitalità promossa dal Master in Comunicazione digitale, mobile e social dell’Università di Parma. L’iniziativa, che ha Bargiornale come media partner, si svolge sull’isola di Favignana e a Marsala, in Sicilia, dal 3 al 6 ottobre.

Il nuovo appuntamento prosegue l’edizione dello scorso anno e si focalizza in particolare su due macro argomenti, Alberghi, ristoranti e caffè 3.0 e Storytelling del food&wine, e si rivolge a gestori e operatori di bar, ristoranti e hotel, ma anche a formatori horeca, a docenti e studenti degli ultimi due anni delle scuole e istituti alberghieri, a responsabili comunicazione di aziende del territorio. L’obiettivo è sempre di illustrare le buone pratiche web & social per promuovere e valorizzare l’attività, consolidare il rapporto con i clienti e conquistarne di nuovi. Ciò grazie a un’offerta formativa di primo livello, ma con una forte impronta pratica, finalizzata a fornire ai partecipanti le conoscenze sul potenziale della comunicazione digitale per il mondo horeca e a mettere subito in campo le competenze acquisite.

L'offerta formativa

Un’offerta strutturata in 4 lezioni di 3 ore così suddivise: horeca 3.0, il 3 e 4 ottobre, storytelling, 5 e 6 ottobre, che si possono seguire in presenza, ma anche a distanza e in differita, visto che tutte le lezioni saranno registrate e resteranno poi nella piena disponibilità degli iscritti.

Inoltre, per chi optasse per partecipare alla Digital Sicily Summer School in presenza l’appuntamento diventa anche un’occasione per regalarsi una una mini vacanza nell'incantevole scenario delle Isole Egadi, potendo fruire di mini-pacchetti per l’ospitalità molto convenienti messi a punto dall’organizzazione.

I macro temi

Nell’ambito dei due macro argomenti diverse le tematiche che saranno affrontate nelle lezioni, tenute da docenti di alto profilo, giornalisti specializzati, esperti sui temi dell’horeca digitale, storyteller e influencer di fama.

Nello specifico il programma della sessione horeca 3.0 prevede:

  • Come impostare correttamente profili e pagine FB e Instagram. Come creare un post fatto bene. Concetti base di copywiting e visual content design. A cura di Davide Morante, social media manager e Master UniPr
  • Horeca social. Le migliori gestioni di FB e Instagram. Le pagine, le immagini, gli esempi da imitare. A cura di Stefano Nincevich di Bargiornale
  • Post bar/caffè. Come stanno cambiando le imprese, gli imprenditori e i consumatori. Quali tendenze e nuovi modelli di business? A cura di Andrea Mongilardi di Bargiornale
  • L’AI servita con un caffè o un cocktail. Con ChatGPt qualche esempio d’uso (facile) e una veloce esercitazione A cura di Giorgio Triani del Master in comunicazione Università di Parma
  • L’Hotel del (prossimo) futuro. Albergo 3.0, AI e metaverso. A cura di Simone Puorto di Travel Singularity

Mentre per la sessione storytellng:

  • Come raccontare un territorio, ponendo al centro il food & wine. Regole e stili di scrittura. Rapporti con i media. Concetti e pratiche di base, veloci esercitazioni. A cura di Maria Grazia Villa, giornalista e docente al Master in food&wine Iusve Verona e Venezia
  • Comunicare il vino, pubblicizzare un produttore o un locale, lanciare un’etichetta. Racconti di imprese, cantine e influencer da vino.  Informazioni utili e segnalazioni preziose. A cura di Enza Bergantino, ceo di Jacleroi, con Adriano Amoretti di Cantina Socia

Come partecipare alla Digital Summer School

Sia in versione live sia online, il corso, prevede due sessioni di lezioni di 3 ore giornaliere (9.30-12.30) per un costo complessivo di 49 euro, mentre il costo di una singola sessione è di 32 euro. Nel caso di accesso online da parte di scolaresche di scuole alberghiere, il costo sarà di 80 euro. Le sessioni saranno registrate e disponibili per tutti i partecipanti ai quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Per ulteriori info scrivere a camomillacom@libero.it o chiamare al numero (anche per Wa) 389 5999611.

Oppure contattare il coordinatore dei corsi scrivendo a giorgio.triani@unipr.it

Inaugurata la Negroni Room by Carico. La nostra prova sul campo

Carico di Milano inaugura la sua nuova Negroni Room in partnership con Campari. Un'esperienza immersiva che celebra il cocktail più bevuto al mondo

Avvertenza per tutti coloro che amano (e lavorano) con il Negroni: quanto state per leggere può creare dipendenza. I protagonisti di questa storia sono: Domenico Carella, istrionico anfitrione e patron di Carico a Milano, uno chef talentuoso come Leonardo d’Ingeo e Campari, con il suo profilo di gusto inconfondibile e anima del Negroni. L’occasione? L’undicesima edizione della Negroni Week, ancora in corso fino al 24 settembre, e il lancio della prima Negroni Room by Carico con la partnership ufficiale di Campari. Abbiamo voluto provare la novità e senza tenervi troppo sulle spine vi diciamo subito che ne siamo entusiasti.

1. Il concept

Ma andiamo per ordine. Già noto per avere lanciato la Martini Room, il primo format al mondo dove non si paga il singolo cocktail ma il tempo di permanenza, Carico presenta un nuovo concetto, che ruota questa volta attorno all’iconico cocktail nato tra il 1917 e il 1920 al Casoni di Firenze, dal fortunato incontro tra il barman Fosco Scarselli e il Conte Camillo Negroni. “Volevamo creare qualcosa di nuovo, dopo la Martini Room. E Se il Martini è il re dei cocktail, il Negroni è il conte”, ammicca Dom Carella. In cosa sta la novità? Inaugurata in soft opening in occasione della festa del Negroni, la nuova experience sarà prenotabile on line in due fasce d’orario, dalle 19:30 alle 21:30 e dalle 22:00 alle 00:00, per 8 persone per volta, al prezzo di 90€. Si tratta un percorso di degustazione tra sette portate firmate dal talentuoso chef di Carico e sette cocktail messi a punto da Domenico Carella per condurre per mano l’ospite nel mondo del Negroni e attraverso la sua incredibile storia.

“Ma senza ammorbamenti - ammonisce Carella -. Non si tratta di una masterclass sul Negroni! Non una degustazione verticale sui Negroni, ma un modo nuovo e attuale per gustare tutte le sfumature che rendono il Negroni il cocktail più bevuto al mondo”. Dal Milano-Torino all’Americano si arriva al Negroni per comprendere la sua evoluzione. Ma ovviamente l'albero genealogico non finisce qui. C’è il Cardinale di Giovanni Raimondo e la dolce vita romana. C’è il Negroni sbagliato, creato negli anni 70 da Mirko Stocchetto dopo l’ennesimo scambio di ingredienti (questa volta il prosecco al posto del gin). E ci sono i twist più contemporanei. Il tutto rivisto e corretto dallo staff di Carico. Un viaggio nello spazio e nel tempo, dal 1860 al 2023 , che eleva il concetto di semplice food pairing per arrivare al consumatore in maniera aggiornata e con una bevuta più attuale. “Per mettere a punto il format ci sono voluti mesi: abbiamo lavorato sul grado alcolico dei drink, sulle botaniche, sulle porzioni, per rendere altamente fruibile un concetto di ristorazione alto. E il riscontro è stato subito positivo: questa settimana i turni sono già quasi tutti esauriti”.  Di più. L'ospite, attraverso immagini, suoni e gusti, vive un'esperienza sensoriale, dall'origine all'evoluzione dell'icona dei miscelati. “Abbiamo creato un software ad hoc per la regia - dice Carella. Nulla è lasciato al caso”. Luci (il rosso è d’obbligo), suoni (c’è Renato Carosone e il Quartetto Cetra), luoghi iconici (Milano, Torino, Firenze), non manca nulla, con contenuti inediti e coinvolgenti e contributi autentici forniti da artisti, DJ, producer, gallerie d’arte, fotografi e archivi storici. Gli appassionati potranno inoltre acquistare articoli di merchandising esclusivi, come bicchieri da cocktail custom made, shaker, libri di ricette e abbigliamento con il logo della Negroni Room Experience, Carico e Campari.

2. Qui di seguito la nostra esperienza e appunti di gusto

3. Welcome

Mito con Gamberi marinati, spuma di salsa con Campari, polvere di olive verdi, olio ai crostacei: un gioco di richiami infiniti (la spuma al Campari, le note note metalliche dei crostacei che rimandano al bitter ecc.) che mette fine all'eterno dilemma se l'abbinamento va fatto per affinità o contrasto.

 

4. Tradizione

Americano Ruta e aneto con Vegetali preservati, pil pil di primizie, alice del Mediterraneo marinate in aceto di riso; Negroni con Vitello, salsa tonnata, bottarga, erbe, aceto di lampone. Estro, talento e tecnica rendono l'esperienza di gusto memorabile. Nel primo caso il bitter con un'infusione diretta di ruta e la soda all'aneto permettono di giocare con l'acidità del piatto, nel secondo caso il driver del pairing è la senape.

 

5. Metamorfosi

Cardinale con Pasta, porcini, tartufo e selvaggina; Negroni sbagliato pesche con scampo alla mugnaia e pan brioches. Nel primo caso il Cardinale di Dom (un blend di Trebbiano e Schioppettino e Vermouth) ci conduce per mano nel mondo dell'umami e nei sapori del bosco di Leonardo. Nel secondo caso il drink aiuta a bilanciare la rotondità del piatto. E dopo aver ripulito per bene il palato imperdibile la scarpetta finale con il pan brioches.

 

6. Avanguardia

Negroni washed mirtilli, burro e mandorle e barbabietola con Filetto di manzo marinato, ribes, caffè; Santo Negroni con Mousse al cioccolato amaro, decotto di Negroni al peperone, latte di cocco. A questo punto dell'esperienza avremmo già gettato la spugna se la maestria di Dom non avesse abbassato la gradazione alcolica dei drink ("i sette cocktail valgono come due bicchieri di vino", ci ha rassicurato Carella), ma i due signature sono imperdibili.

Scotsman Ice a Host Milano, con tante novità

Scotsman Ice
Allo stand dell'azienda sarà presentata la nuova linea per la produzione di ghiaccio flake. Tra gli appuntamenti in programma anche gli spettacoli di coffee specialty con Michalis Dimitrakopoulos e di flair-bartending con Giorgio Chiarello

Dal 13 al 17 ottobre andrà in scena a Rho Fiera Milano la nuova edizione di Host Milano, uno degli eventi più attesi nel settore dell'ospitalità e della ristorazione. Tra le maggiori realtà specializzate nella fornitura di soluzioni innovative per la produzione e la distribuzione del ghiaccio, Scotsman Ice sarà una delle protagoniste della kermesse con il suo stand situato nel padiglione 24P - Stand A11 A21 B12 B22. A conferma del suo ruolo all’avanguardia nel settore, l’azienda presenterà infatti la nuova linea di produzione del ghiaccio flake denominata MXF.

Le virtù della nuova linea

Risultato di anni di ricerca e sviluppo, la nuova gamma di macchine offre una serie di vantaggi unici per i professionisti del mondo dei locali.

Come l’efficienza energetica, grazie all'implementazione di tecnologie all'avanguardia, che garantiscono un abbattimento dei consumi energetici, consentendo così una produzione di ghiaccio sostenibile e rispettosa dell'ambiente.

Il design compatto e modulare: gli espositori Scotsman Ice della linea MXF sono infatti progettati per adattarsi a qualsiasi spazio, caratteristica particolarmente apprezzata dai professionisti del settore che devono ottimizzare gli spazi nelle loro attività.

Massima igiene e sicurezza alimentare, temi da sempre al centro dell’azienda. La nuova linea a questo scopo è dotata di XSAFE, un sistema di sanificazione automatica del ghiaccio e del contenitore che assicura sempre la purezza e l’igiene del prodotto finale.

MXF spicca poi per l’elevata capacità di produzione, in quanto è in grado di produrre grandi quantità di ghiaccio flake in breve tempo, che ne fa la soluzione ideale per bar, ristoranti, hotel e altre attività con elevati volumi di richiesta.

Infine, il controllo intelligente. Gli espositori sono dotati di un sistema di controllo smart remoto che monitora costantemente la produzione di ghiaccio, ottimizzando le prestazioni e riducendo gli sprechi.

Gli appuntamenti allo stand

Lo stand di Scotsman Ice al padiglione 24P sarà uno spazio dinamico e coinvolgente, dove i visitatori potranno sperimentare di persona le nuove soluzioni di ghiaccio e interagire con il team di esperti dell'azienda. Un'occasione perfetta per confrontarsi, scambiare idee e conoscere le ultime tendenze nel settore.

Inoltre, in programma gli spettacoli di coffee specialty dell’esperto Michalis Dimitrakopoulos e gli show di flair-bartending di Giorgio Chiarello. Mentre, tutti i giorni a disposizione per gli ospiti, ci saranno un bartender, per mostrare l’utilizzo ideale del ghiaccio nella mixology e una barista per caffè e cappuccini.

No.3 Gin vince il Trophy Award Pre Mixed

L’ultra premium London Dry Gin è stato premiato all’International Spirits Challenge con il suo cocktail ready to drink Vesper Martini

No.3 Gin vince il Trophy Award per la categoria Pre Mixed. L'etichetta di ultra premium London Dry Gin ha ricevuto il titolo durante l'International Spirits Challenge, grazie al suo cocktail ready to drink Vesper Martini. «Siamo molto orgogliosi della nostra selezione di cocktail ready to drink e siamo entusiasti di vincere il premio di quest’anno per il Vesper Martini, lanciato per la prima volta tre anni fa», ha dichiarato Madeleine Axelsson, Global Brand Controller di No.3 Gin.

Com'è fatto il Vesper Martini di No.3 Gin

Lanciato nel 2020, questa miscela è stata creata in collaborazione con Alessandro Palazzi, bar manager del Dukes Bar di Mayfair. Il Vesper Martini ready to drink ha un gusto morbido, pensato per rendere omaggio alla spia da cui mutua il suo nome: Vesper Lynd. Il bartender del Dukes in collaborazione con No.3 Gin ha utilizzato una miscela di No.3 London Dry Gin (distribuito in Italia da Pallini) e i migliori vermouth e vodka. Il risultato è un cocktail di alta qualità da gustare a casa. Al sorso si avvertono note di arancia dolce, agrumi e ginepro, con un pizzico di spezie finale.

A proposito dell'ispirazione alla base della collaborazione, Palazzi ha commentato: «Il Vesper Martini è il Martini più popolare al Dukes. La mia versione utilizza vermouth inglese e vodka polacca e, soprattutto, No.3 Gin: un gin autentico, genuino, a base fondamentalmente di ginepro, proprio come dovrebbe essere. È stato un piacere aver lavorato con No.3 per creare questo Vesper Martini ready to drink, affinché tutti possano apprezzarlo».

Alla ricerca dell'eccellenza

Giunto alla sua ventottesima edizione, l'International Spirits Challenge è l'evento principale nella promozione di distillati di eccezionale qualità provenienti da tutto il mondo, ricevendo oltre 1.700 iscrizioni da quasi 70 paesi in tutto il mondo. «Questo riconoscimento testimonia la continua maestria e l'eccellenza che cerchiamo di perseguire nel creare il nostro No.3 Gin», ha affermato Axelsson.

Creato dal più antico commerciante di vino e distillati della Gran Bretagna, Berry Bros & Rudd, No. 3 London Dry Gin nasce con l'idea di diventare il prodotto più pregiato al mondo della sua categoria. Il nome No. 3 si riferisce all'indirizzo di Berry Bros a St. James Street a Londra, sua sede dal 1698. Qui, in una delle stanze più antiche, venne trovata una chiave che ispirò l’iconico simbolo sulla bottiglia.

Amaro Lucano reMix, vince Giulia D’Anello

Il cocktail che ha conquistato la giuria si chiama Shoga Nigai, ispirato alla tradizione giapponese

Giulia D’Anello vince la seconda edizione di Amaro Lucano reMix. La competizione firmata da Amaro Lucano dedicata ai migliori barman e barlady d’Italia ha visto trionfare il cocktail di ispirazione giapponese Shoga Nigai. Come da regolamento, il drink vincitore ha tra i suoi ingredienti il celebre Amaro.

Amaro Lucano reMix: la competizione

La gara ha visto protagonisti i vincitori delle tappe intermedie della competizione. La finale giunge dopo diversi appuntamenti in cinque città italiane: Milano, Roma, Napoli, Bari e la nuova arrivata, Torino. Ogni tappa ha ospitato quattro bartender. I giudici hanno dato i loro voti a gusto, originalità ed estetica del cocktail proposto, insieme alla location che li ha ospitati.

La giuria è stata formata dagli stessi concorrenti insieme a un giudice esperto di Amaro Lucano. Quest'ultimo ha avuto il compito di valutare la perfezione nella mixology, la vena creativa e la loro capacità d’improvvisazione, con la possibilità di assegnare un bonus extra alla migliore performance.

I finalisti

Cinque i finalisti giudicati con i loro cocktail durante l'ultima tappa. Andrea Pace, vincitore della tappa di Roma, ha proposto Origine: 30 ml Amaro Lucano, 20 ml Mancino Vermouth Bianco Ambrato, 50 ml Cordiale Mela verde, Agrumi mix Preparazione Homemade. Andrea Giraldo, Milano, ha proposto 40°NORTH 16°EAST: 30 ml Amaro Lucano, 15 ml Mancino Vermouth Rosso amaranto, 15 ml Rinomato Aperitivo Bianco, 5 ml di Verjus. Giuseppe Ammendola, Napoli, ha proposto L'Artigiano: 30 ml Amaro Lucano, 60 ml Cordial Ice cream, 3 gocce di olio extra vergine d’oliva. Sergio Pisu, Torino, ha presentato il suo Mirror: 40 ml Amaro lucano, 10 ml sherry fino, 70 ml Frutti rossi vinificati, infuso al palo santo. Giulia D’anello, protagonista nella tappa di Bari, ha partecipato e vinto con il drink Shoga Nigai.

Il cocktail è ispirato alla tradizione giapponese. Il suo nome significa letteralmente “zenzero amaro”. La barlady ha voluto richiamare nel bicchiere i profumi dell’Estremo Oriente. Ne è venuto fuori un mix perfetto di estratto di zenzero fresco (10 ml), succo di limone fresco (3⁄4 oz), sciroppo di cannella homemade, rum Barcelò Organic (40ml) e naturalmente Amaro Lucano (40 ml).

La sfida finale

Durante la finale di Amaro Lucano reMix i cinque concorrenti si sono sfidati in due diverse manche. Nella prima fase i bartender hanno presentato nuovamente il cocktail con cui hanno vinto la tappa selettiva. Questo drink doveva essere frutto dell’originalità di ogni bartender, che per l’occasione ha saputo creare un cocktail unico utilizzando uno o più prodotti dalla gamma Lucano.

Nella seconda parte, invece, è stata messa alla prova la creatività dei finalisti con la Lucano Mystery Box. All'interno della scatola c'erano dieci ingredienti segreti (foglie di curry disidratate, limone, miso, menta fresca e in sciroppo, sale, verjus, Coca-Cola Zero, soda, ananas e mango fresco) e il Lucano Amaro Zero, la bevanda analcolica a base di erbe amare, che conserva la storia e i sapori del celebre Amaro Lucano senza la sua componente alcolica. Ogni concorrente ha ideato una sua versione personale del cocktail, utilizzando uno o più degli ingredienti assegnati.

Giudice d’eccezione, il bartender internazionale Hayden Lambert dell'Above Board di Melbourne. Con i suoi voti ha contribuito a decretare il nuovo vincitore della Amaro Lucano reMix.

Grazie alla vittoria, Giulia si unirà al team Lucano, partecipando all’esclusiva serata di premiazione dei The World’s 50 Best Bars, il più importante riconoscimento su scala mondiale dedicato ai migliori bar internazionali. L'evento è in programma a Singapore il 17 ottobre 2023. Dal 2022 Amaro Lucano è l’amaro sponsor ufficiale dei The World’s 50 Best Bars e The Asia’s 50 Best Bars.

Questa collaborazione esclusiva vede il celebre prodotto come unico partner nella categoria degli amari, a dimostrazione del crescente interesse e importanza nei confronti di questa categoria. Lucano 1894 sarà presente alla manifestazione internazionale con il suo Amaro Lucano e protagonista nella categoria di vermouth con Mancino Vermouth, il brand italiano di vermouth artigianali recentemente acquisito.

Alt: apre a Roma Eur la prima stazione di servizio targata Niko Romito ed Eni

Niko Romito ALT Roma
Ristorazione di alto livello accessibile a tutti e sostenibilità le linee guida del nuovo progetto dello chef a tre stelle con Enilive. il debutto del format nella Capitale nella storica stazione di servizio Eni all'Eur, ma sono previste 100 nuove aperture nei prossmi quattro anni

Si lascia andare a un ricordo Niko Romito nel descrivere la sua idea di Alt Stazione del gusto. Parla del padre pasticciere, di quando aprì il suo punto vendita, scrivendo all’ingresso “Alt! Qui colazioni”. Un’operazione di marketing ante litteram, che è rimasta nella memoria dello chef a tre stelle Michelin, che l’ha rispolverata prima nel 2018, quando ha aperto la sua prima idea di stazione di servizio gourmet a Castel di Sangro, per poi oggi tagliare il nastro a Roma della prima delle nuove stazioni Alt, realizzate in partnership con Enilive (marchio green di Eni).

Un progetto green

Da un lato il laghetto dell’Eur, alle spalle Palazzo Mattei, il quartier generale di Eni. Non è un caso che questo progetto parta da qui, in viale America, che è la stazione pilota di un più ampio progetto di smart mobility: possibilità di ricaricare le auto elettriche, stalli per il car sharing Eni Enjoy, la stazione di servizio Alt a chiudere il cerchio con la sua proposta food che ha anche un’impostazione green. È uno degli aspetti che hanno conquistato i manager di Enilive, che annunciano una pipeline di 100 aperture in 3 anni, delle quali il 70% in Italia e il 30% all’estero, specialmente in Europa.

Democratizzazione del cibo di qualità

«Negli anni abbiamo lavorato a un progetto di democratizzazione del cibo di qualità, dove gli sprechi fossero ridotti all’osso: siamo un all day long e non possiamo avere una vetrina colma di cibo, così abbiamo studiato un menù fotografico in stile diner americano anni Cinquanta». Obiettivo, stuzzicare l’appetito e ordinare qualsiasi prodotto, sia dolce che salato, all’operatore, che passerà la comanda alla cucina, in cui tutto viene rigenerato in pochi minuti. Fra le proposte non mancano alcuni cult di Romito, dalle bombe al toast, dalle polpette al pollo fritto intero.

Un processo di lavorazione ingegnerizzato

Ma per arrivare a questo obiettivo lo chef abruzzese spiega che c’è stato un lungo lavoro di creatività e sperimentazione, finalizzato all’ingegnerizzazione del processo, volto alla scalabilità del prodotto. «Abbiamo dialogato con un’azienda dell’agroalimentare italiano per produrre su grandi numeri. Tutti i prodotti – spiega Romito – sono stati studiati e arrivano al punto vendita con un modello di rigenero e semilavorato che consente a chi è all’interno delle cucine di applicare un logaritmo chiaro di produzione a prodotti di alta qualità».

Standardizzare per garantire sempre massima qualità

La standardizzazione del processo è un concetto che Romito già applicava in piccolo nel ristorante, giunto all’Olimpo delle tre stelle Michelin. «Standardizzare non è un male, è un bene in cucina», dice. È fondamentale che indipendentemente dall’operatore che li finalizza, i piatti siano sempre uguali dalla prima all’ultima uscita e questo vale nello stellato come nella stazione di servizio. L’esempio è quello della bomba di Niko Romito, ormai diventata iconica, sia in versione dolce sia salata: «abbiamo studiato una ricetta per cui la nostra bomba fosse prodotta con grassi non animali, utilizzando l’olio al posto del burro o dello strutto. Quindi siamo arrivati a produrre un numero tale di bombe che ci consente di friggerle sistematicamente in olio alto oleico di prima frittura. Non ci sarà mai una bomba fritta in un olio già utilizzato».

Romito ammette che sono i grandi numeri che consentono questo piccolo lusso nella produzione, aggiungendo che un piccolo artigiano difficilmente avrebbe la stessa possibilità senza dover uscire con un prezzo fuori mercato (una bomba dolce esce a 2,50 euro, una salata a circa 10 euro, ma in quel caso dipende dal ripieno). «In questo modo ci rimangono dei margini che noi reinvestiamo per migliorare gli standard di servizio nelle stazioni».

Attenzione alla formazione del personale

A proposito di punto vendita e di personale, anche in questo la visione di Niko Romito trova spazio, perché come tutti i suoi progetti, come la catena di bar-ristoranti Spazio (leggi A Roma lo Spazio Niko Romito evolve in Bar e Cucina) o le collaborazioni con brand dell’hotellerie di lusso come Bulgari (leggi Dopo Bomba e Spazio Duomo, Niko Romito sbarca al Bulgari), l’espansione fa rima con formazione. «Quando nel 2011 a Castel di Sangro ho aperto un’Accademia sembrava una follia», dice senza mezzi termini lo chef. Oggi quell’Accademia è il bacino di riferimento per il personale di sala e di cucina di tutti i progetti di Niko Romito. Nel caso degli Alt, l’idea è che siano gli stessi ragazzi a diventare imprenditori di se stessi, diventando franchisee del punto vendita.

Servizio bar senza glutine: scopri come ne parlano i clienti

Aic
Il programma AFC dell'Associazione Italiana Celiachia permette ai gestori di locali di attrezzarsi al meglio per servire i clienti celiaci

“Qualcuno sa consigliarmi dove fare colazione gluten free in centro? Non i soliti locali che spacciano per “servizio gluten free” il classico biscotto confezionato o una brioche surgelata, ma qualcosa di più ricco, buono e sicuro.”

“Io ormai ho rinunciato a chiedere, chiedo se posso mangiare quello che ho dietro, ordino giusto un tè.” 

“Oggi sono andato in un bar chiedendo un gelato senza glutine per mio nipote celiaco, il barista ci ha dato conferma dell’idoneità del prodotto confezionato. Salvo scoprire, solo in un secondo momento, ma fortunatamente prima della consumazione, fra gli ingredienti scritti sull'etichetta addirittura farina di frumento!”

“Salve, ma a voi è stato mai detto di stare attenti al caffè che si beve al bar perché, anche se hanno macchinetta parte, spesso fanno cialde di orzo negli attacchi della polvere del caffè! Il gastroenterologo mi ha appena detto che è una delle principali contaminazioni perché nessuno chiede mai al bar se per caso ci fanno anche orzo.”

“È sempre molto difficile trovare prodotti senza glutine nei bar. Vivo in una grande città e tantissimi bar ne sono sforniti.  Soprattutto i prodotti freschi: tramezzini, panini, ecc, mai trovati. Sarebbe molto bello poterli trovare.”

Offrire un servizio senza glutine nel tuo locale può essere un modo per emergere rispetto alla concorrenza, e acquisire un grande vantaggio competitivo, in termini commerciali e di immagine. Ma, perché diventi tale è necessario avere una specifica formazione senza glutine per bar e, in seconda battuta occorre configurare e raccontare il servizio nel modo giusto.

Ecco perché fra le categorie del network AFC - Alimentazione Senza Glutine Fuori Casa dell’Associazione Italiana Celiachia ce n’è anche una dedicata proprio ai bar e alla ristorazione veloce. Se non lo conosci, il programma AFC - Alimentazione Senza Glutine Fuori Casa è una rete nazionale costruita dall’Associazione Italiana Celiachia in oltre 20 anni, fatta di strutture ricettive e di ristorazione formate sulla celiachia e capaci di offrire un servizio idoneo e sicuro per le persone celiache.

Ancora oggi però, una delle categorie più sottorappresentate in questo network è proprio quella dei bar. Probabilmente perché, da un lato, ancora molti gestori non sono sensibilizzati su questa condizione, che interessa l’1% della popolazione, dall’altro perché in molti pensano che sia sufficiente mettere qualche snack senza glutine sul bancone per offrire un servizio senza glutine.

E infatti le più frequenti brutte esperienze, come quelle riportate in apertura, che spesso confluiscono in brutte recensioni condivise con le proprie reti on e offline, da parte di chi deve eliminare il glutine dalla propria dieta, si verificano proprio in quei locali che dichiarano di offrire un servizio al celiaco senza aver effettivamente fatto un’adeguata formazione senza glutine per bar e altre strutture ricettive. 

Ebbene, c’è ancora molto lavoro da fare per normalizzare la vita delle persone celiache, ma anche degli amici, dei colleghi e dei familiari che condividono con loro momenti di alimentazione fuori casa. D’altra parte questo apre un grande spazio di crescita e opportunità di business per i locali più ambiziosi e attenti.

In questo contesto il programma AFC si pone davvero come uno degli strumenti più accessibili ed efficaci per cogliere l’opportunità del gluten free. Firmando il protocollo d’intesa con l’Associazione Italiana Celiachia, e a fronte di un costo simbolico, quando non addirittura gratuito, il locale si impegna, dopo aver seguito il corso di formazione previsto, a rispettare una serie di standard tecnici, a permettere controlli esterni annuali svolti da AIC. Questo impegno, però, viene ampiamente ripagato in termini di:

  • competenza e professionalità;
  • maggiore sicurezza nel servizio ma anche nelle risposte in merito all’idoneità dei prodotti presenti nel proprio locale;
  • una rete di conoscenze utili per ampliare il proprio assortimento: la rete AFC permette anche di far nascere partnership, magari fra laboratori di pezzi dolci e salati e bar, che potrebbero così pensare di ampliare la propria offerta gluten free oltre alle poche proposte preconfezionate, senza dover aprire un laboratorio senza glutine interno;
  • spazi di visibilità altamente profilati, grazie agli innumerevoli strumenti di comunicazione previsti dal programma AFC per i locali aderenti (guida annuale AFC cartacea e digitale, App AIC Mobile, passaparola, etc.);
  • immagine e reputazione;
  • ritorno economico dell’investimento
    una recente indagine evidenzia che l’86% dei locali aderenti al network AFC dichiara di aver avuto un ritorno dell'investimento e, ben il 69% dice di avere una frequenza pressoché quotidiana di servizio senza glutine.  

In generale, per capire la differenza fra un senza glutine improvvisato e un senza glutine fatto bene, basta leggere quanto cambia il tono dei messaggi rispetto a quelli riportati in apertura:

Colazione a (...) al bar (...), torte fresche senza glutine buonissime! Anche pancake, pane tostato, piadine e verdura gratinata senza glutine! Consigliatissimo!!

Ciao a tutti! Volevo fare una recensione super positiva per la cittadina di (...). Sono stata qui per un weekend e devo ammettere che non ho avuto nessuna difficoltà nel mangiare fuori in quanto ci sono molti locali per colazione/pranzo/cena/aperitivo e sono tutti super gentili!
Un buon aperitivo, ma anche colazione, si può fare al bar (...). Mentre per quanto riguarda la cena ho mangiato davvero bene al ristorante (...) del circuito AFC-AIC.”

Bar pasticceria (...) strepitoso! Ho assaggiato il bombolone, che viene servito caldo, ed è veramente la fine del mondo. Piccola pasticceria semplicemente super! Mi dispiace solo di non aver trovato cornetti (erano finiti), ma questa sarà solo una scusa per tornare! Personale molto cortese e disponibile, e orgoglioso della qualità dei prodotti, a ragione!

Per saperne di più sul programma AFC consulta la sezione dedicata nel sito dell’Associazione Italiana Celiachia: https://www.celiachia.it/dieta-senza-glutine/progetto-alimentazione-fuori-casa/ 

 

Trieste Cocktail Week: una nuova bandiera nella mappa della miscelazione

Team de La Muta con il titolare Bruno Vesnaver (primo a destra) premiato da Antonella Nonino come Migliore Drink List e Speed Round
Sono stati venti i locali e cocktail bar, con le rispettive Drink List, ad animare per una settimana le serate dei cittadini gourmet di Trieste.
Grande successo di partecipazione popolare per la seconda edizione di Trieste Cocktail Week (11-17 settembre 2023), settimana dedicata alla miscelazione d'autore che ha coinvolto 20 cocktail bar e locali del capoluogo friulano-giuliano con una serie di drink list dedicate e una ventina di eventi e masterclass. Main Sponsor Grappa Nonino e Dolomiti Ice.
Il locale La Muta - Twist on Cavana del titolare Bruno Vesnaver trionfa con Matteo Lebinaz che si porta a casa il riconoscimento Miglior Drink List, insieme con Alessandro Giorgi che vince la Speed Round, gara di velocità nella preparazione dei cocktail svoltasi domenica 17 settembre al Pier The Roof, nella giornata conclusiva della kermesse.
Situato nella centrale contrada portuale di Cavana che, fino al 1958, ha ospitato una zona di case di tolleranza, il locale La Muta deve il nome infatti a una celebre, avvenente e ricercatissima prostituta che, pur non potendo parlare, si faceva capire benissimo.

 

Ispirata alle tre già ben "rodate" Venice, Tuscany e Cortina Cocktail Week di Paola Mencarelli (ospite d'onore), Trieste Cocktail Week è stata organizzata da Freshmedia e Intraprendi (Alberto Polojac direttore creativo TCW, Filippo Vidiz event manager TCW), con la co-organizzazione del Comune di Trieste e di Trieste Convention and Visitors Bureau. Con il supporto di IoSonoFriuliVeneziaGiulia, Federalberghi Trieste, Confcommercio Trieste, Fipe, Consolato del Messico a Trieste e Creativa.

Bar e Locali Partner

Antico Caffè San Marco, via Cesare Battisti 18
Antico Caffè Torinese, corso Italia 2
Berlam Coffee Tea & Cocktail (Double Tree by Hilton), piazza della Repubblica 2
Hydro City, via delle Beccherie 1
Bar Buffet Borsa, via Cassa di Risparmio 4
Al Barcollo, via San Nicolò 8/B
Mast, via San Nicolò 3/B
Mor Cocktail, via Torino 18
040 Social Food, via Rossini 8
Draw, via Torino 26
Pier The Roof, Molo Venezia 1
Puro, via Torino 31
El Bufo, via Malcanton 4
La Corte Café, piazza San Giovanni 5
The Modernist, corso Italia12
N'joy Food & Drinks, via San Nicolò 10
La Muta, via della Pescheria 18/A
Trattoria Ai Fiori, piazza Hortis 7
Wolf Bar, via Cadorna 21/A.

Opening Gala Dinner a Villa Bonomo
La manifestazione è stata aperta con un grande Gala Dinner nel panoramico parco di Villa Bonomo, spettacolare costruzione di fine Settecento sul colle Terstenico, offerto dalla distilleria Nonino di Percoto (Udine) eletta "Migliore Distilleria del Mondo 2019" secondo l'autorevole rivista Wine Entusiast, gestita tutta al fenmmile dalla famiglia composta, oltre che dal marito Benito, dalla "matriarca" Giannola e dalle figlie Antonella, Elisabetta e  Cristina, alle quali si sta affiancando la nipote Francesca. Una realtà riconosciuta in tutto il mondo per la qualità delle acquaviti d'uva, in particolare le Monovitigno, le cui vinacce (1.200 q al giorno) sono costantemente distillate h24 in vendemmia in 24 alambicchi dedicati. Un'attività che festeggia nel 2023 i 50 anni (1973-2023) delle Grappe Monovitigno.
A gestire il catering dell'evento a Villa Bonomo è stato chiamata la storica e prestigiosa Trattoria Ai Fiori di Trieste (piazza Hortis), gestita dai titolari Pier Alberto Saglio Ponci e da Maria Giovanna Saletù, insieme al figlio chef Lorenzo Saglio Ponci.
Ogni portata è stata accompagnata da un'acquavite o da un cocktail a base di Grappa Nonino.
Brindisi di Benvenuto con L'Aperitivo Nonino Botanical Spritz
Delicatezze per l'aperitivo con Twist Nonino Ginger Spirit, Grappa Nonino Lo Chardonnay, Grappa Nonino Picolit 50 anni di Monovitigno.
Risotto al Limone con il cocktail Italiano firmato dai top bartender Alex Kratena e Monica Berg a base di Grappa Nonino Il Moscato.
Bavarese alla Fava Tonka accompagnata dal cocktail Tiki Pirus firmato dal mixologist Simone Caporale a base del distillato Pirus di Pere Williams Nonino.
Gran finale con Grappa Nonino Riserva Monovitigno 8 anni.
Dj set a cura di Matteo Dellasanta e Stipe.

I commenti degli organizzatori

«La manifestazione conferma di avere un un'ottima potenzialità proprio perché costituisce un'ottima vetrina per professionalità d'eccellenza, con numerosi prodotti del territorio, in un mix davvero interessante - sottolinea il vicesindaco Serena Tonel - Congratulazioni naturalmente agli organizzatori, che hanno saputo condensare bene le realtà dei pubblici esercizi, i professionisti e gli sponsor di ottimo livello, presentando un evento davvero ben riuscito e che contiamo di consolidare e potenziare nei prossimi anni e nelle prossime edizioni, perché il territorio credo possa avere un buon veicolo di promozione attraverso questo tipo di manifestazioni».«Siamo profondamente grati a tutti i partecipanti della Trieste Cocktail Week di quest'anno - sottolinea Alberto Polojac, direttore creativo dell'evento - perché questo evento ha dimostrato in soli due anni, quanto sia forte lo spirito comunitario nella nostra città, unendo gli amanti della mixology e creando un'atmosfera di competizione sana e unica. In soli due anni, abbiamo visto il settore mixology di Trieste crescere in modo sorprendente, tanto da non aver nulla da invidiare a piazze più grandi ed importanti. Questo ci fa ben sperare per le prossime edizioni che vogliono allargarsi sempre più e diventare un punto di attrazione per un pubblico sempre più ampio. Siamo già al lavoro per far vivere attraverso micro eventi a tema, la cocktail week nel corso di tutto l'anno e non solo a spot per una settimana».Filippo Vidiz, event manager aggiunge: «La Trieste Cocktail Week di quest'anno è stata un trionfo in termini di crescita rispetto all'edizione precedente. Abbiamo visto un aumento significativo del numero di locali partecipanti, un pubblico più vasto e un coinvolgimento crescente di sponsor e di istituzioni. Questo è un segno tangibile dell'espansione e del successo dell’evento nel nostro territorio. Per le prossime edizioni vogliamo puntare ad coinvolgimento sempre maggiore, performance ancora più spettacolari che possano richiamare l'attenzione del pubblico e diventare un elemento di attrazione anche per i turisti che amano intrattenersi con un buon drink, in linea con quanto succede nelle principali città europee».
A contribuire al successo dell’edizione 2023 anche le tante iniziative collaterali, come masterclass aperte ad addetti e appassionati (come quella sulla funzione del ghiaccio alimentare artigianale pronto in vari formati di Dolomiti Ice), anche con ospiti internazionali, focalizzate sul tema “mixology” (come Margarita Day in concomitanza con la Giornata dell'Indipendenza del Messico del 15 settembre in collaborazione con il Consolato del Messico di Trieste), approfondimenti sui prodotti e su diverse tematiche del mondo bar, serate speciali.

Sponsor Trieste Cocktail Week 2023

Main Sponsor
Grappa Nonino 1897
Dolomiti Ice.

Silver Sponsor
Proposta Spirits.

Gin Premium Sponsor
Ginterior by Xedequa
Opificium by Liquoreria Friulana
Theresianer.

Local Excellence
Domina Venti
SVN senses
Azienda Agricola Jakne con Gin Nataniel
Wermut San Marco
Trieste Audace Underwater Wine
Parovel olio e vino
Bloom Specialty Coffee.

Sponsor Tecnici
Rg Mania
The Organics by RedBull
Finest Call Premium Cocktail Mixes
Rèal
Victoria Arduino.

La London Cocktail Week riparte dai bartender

Nata nel 2010 la London Cocktail Week è la manifestazione diffusa più popolare tra gli appassionati di cocktail della capitale britannica. Undici giorni di party cittadino con protagonisti i signature cocktail dei migliori bar della metropoli. Tante le novità che riguardano da vicino i professionisti della bar industry

La prossima edizione della London Cocktail Week include un fitto programma di eventi legati alla miscelazione, menu speciali, pop-up bar immersivi, ospitate internazionali di rilievo e altro ancora. La missione principale dell’evento, fino dal suo esordio, è stata la celebrazione della cocktail culture della capitale mondiale del bere miscelato. La novità è che nel 2023 la London Cocktail Week, in calendario dal 12 al 22 ottobre, si prepara a sorprendere il pubblico con una serie di iniziative innovative, progettate per supportare la bartender community e l'industria dell'ospitalità. Per la sua quattordicesima edizione il festival ha infatti l’obiettivo di offrire nuove opportunità sia ai locali di Londra sia ai bartender internazionali che visitano la capitale britannica. Vediamole nel dettaglio.

Vendita diretta dei braccialetti: un cambiamento rivoluzionario

La prima di queste iniziative rappresenta una vera svolta. Grazie al sostegno del partner di lunga data, The Whisky Exchange, tra i principali sponsor del festival, i locali coinvolto potranno incassare l'intero ricavato dalla vendita dei braccialetti del valore 15 sterline, che vengono forniti gratuitamente ai locali per la vendita al pubblico.

Bartender Knowledge Exchange

La seconda iniziativa, il programma Bartender Knowledge Exchange, offre un'opportunità educativa senza precedenti sia per i bartender locali sia per quelli internazionali. Questi avranno la possibilità di fare esperienza in alcuni dei più rinomati locali di Londra. Sono previsti tour dietro le quinte, posti garantiti al banco del bar per assistere alle operazioni e scambiare quattro chiacchiere con i titolari e gestori del bar e degustazioni.

Opportunità globali

L'apertura del festival a livello internazionale è un altro punto di svolta. Sexy Fish, uno dei locali più rinomati, offre una straordinaria opportunità per i bar al di fuori del Regno Unito: la possibilità di prendere il controllo del loro bar per una notte durante la London Cocktail Week. Sexy Fish, per scegliere il più meritevole, ha indetto una competizione on line rivolta ai bar di tutto il mondo, in cui si chiede perché dovrebbero essere scelti. Per partecipare si chiede di compilare un form e inviare un breve video su Instagram taggando @sexyfishlondon

Esperienze straordinarie

Il programma Bartender Knowledge Exchange offre altre esperienze uniche come "Connaught - Behind The Scenes", dove i bartender possono affacciarsi al dietro le quinte di uno dei bar più famosi del mondo. Sempre per i bartender sono previsti corsi per imparare i segreti del cracking manuale del ghiaccio da esperti del settore presso Swift Borough e Swift Shoreditch.

Seat at the bar

Questo programma offre ai bartender la possibilità di prenotare il posto migliore nel locale per osservare il team dietro il banco e ampliare le proprie conoscenze. È un'opportunità imperdibile per incontrare e apprendere da alcuni dei migliori bar al mondo, tra cui The Savoy, Soma e Swift.

Tariffe esclusive

Per coloro che viaggiano da lontano per BCB Berlin o London Cocktail Week, il festival offre tariffe esclusive presso The Hoxton Shepherd's Bush e The Hoxton Charlottenburg a Londra e Berlino. Con uno speciale codice promozionale, è possibile risparmiare il 20% sulle tariffe delle camere.

Global experience

Ma le novità del nuovo palinsesto non finiscono qui. London Cocktail Week 2023 offrirà un programma ricco di eventi con guest shift di bartender inglesi e internazionali. Last but non least, segnaliamo che i braccialetti sono gratuiti per chi lavora in un bar e offrono l'accesso a cocktail speciali a 8 sterline per chi non lavora in un bar.

The World’s 50 Best Hotels 2023, il miglior hotel al mondo è italiano

I proprietari del Passalacqua Hotel
World’s 50 Best Hotels

Il 19 settembre a Londra si è tenuta la prima edizione di The World’s 50 Best Hotels. L'evento ha presentato la prima versione della classifica dedicata ai migliori 50 alberghi al mondo. A selezionarli, una giuria di 580 esperti di hospitality. Sul gradino più alto del podio c'è una struttura italiana. Si tratta di Passalacqua Hotel, luxury boutique hotel sul lago di Como. Tuttavia, in classifica sono presenti anche altre quattro strutture italiane.

Il podio

Il Passalacqua Hotel si trova a Moltrasio. Inaugurato a giugno 2022, sorge in una villa del XVIII secolo con spettacolari giardini terrazzati che scendono fino all'acqua. Qui la famiglia De Santis ha creato una proprietà di 24 camere, dando all'ambiente l'atmosfera di una casa privata. Secondo e terzo posto sono dedicati a due strutture asiatiche. Al secondo posto c'è il Rosewood Hong Kong, situato nel quartiere artistico e del design Victoria Dockside della città, con viste mozzafiato sul porto. Segue il Four Seasons Bangkok sul fiume Chao Phraya.

«Grandi congratulazioni a Passalacqua per essere riuscito ad arrivare al numero 1, a soli due anni dall’apertura - commenta Tim Brooke-Webb, amministratore delegato di The World’s 50 Best Hotels - È una vera testimonianza della visione della famiglia De Santis, che ha creato questo sublime santuario per gli ospiti con scrupolosa dedizione al dettaglio del design, squisita ospitalità e magia distintiva, che ha chiaramente lasciato un’impressione duratura nella nostra Accademia di elettori esperti».

Tutti gli hotel premiati in Italia

Oltre Passalacqua, al numero 21 c’è Borgo Egnazia, a Savelletri (Br). Al numero 20 si piazza le Sirenuse di Positano (Na). In quattordicesima posizione c’è Aman Venice di Venezia, con affaccio sul Canal Grande. Il Four Seasons di Firenze è nono. L'indirizzo di Moltrasio guida la classifica mondiale.

Tante strutture in Europa

La classifica inaugurale dei 50 migliori hotel del mondo rivela che 21 delle proprietà vincitrici hanno sede in Europa. Londra consolida la sua reputazione di centro turistico globale, vantando quattro hotel nella lista: Claridge's (n.16), The Connaught (n.22), NoMad London (n.46) e The Savoy (n.47). In classifica anche altre due strutture britanniche, fuori dalla capitale: Gleneagles in Scozia (n.32) – destinatario dell'Art of Hospitality Award annunciato ad agosto – e The Newt a Bruton, Somerset (n.37).

A questa struttura è stato assegnato il Carlo Alberto Best Boutique Hotel Award. Questo premio viene assegnato all'hotel che si colloca al primo posto nell'elenco e che soddisfa tutti i criteri di una proprietà boutique. 50 Best definisce un boutique hotel come quello che ha meno di 50 camere e non fa parte di una grande catena o gruppo, mostrando un servizio personalizzato e caratteristiche peculiari uniche per la sua destinazione.

Gli hotel selezionati in Asia

Forte anche la presenza asiatica in classifica. Sono 18 i migliori hotel selezionati, tra cui quattro proprietà che si trovano nella parte alta della lista: Rosewood Hong Kong (n. 2), Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River (n. 3), la Camera Alta di Hong Kong (n.4) e Aman Tokyo (n.5). In cima alla lista e a meno di 20 metri da una spiaggia, Soneva Fushi (n.7), alle Maldive, è anche nominato Lost Explorer Best Beach Hotel.

Gli altri premi

Singita Lodges nel Parco Nazionale Kruger in Sud Africa è la struttura più piccola della lista con solo 18 camere. Occupa il quindicesimo posto, così come il Flor de Caña Eco Hotel Award. Conosciuti per la loro ospitalità attenta all'ambiente, i lodge sono situati all'interno di 33.000 acri di natura incontaminata dove una popolazione selvatica unica prospera in quattro distinte zone ecologiche. Ciò permette ai viaggiatori di vivere la fauna selvatica in un modo emozionante e lussuoso, senza disturbare l'ambiente.

Come per gli altri premi globali, 50 Best ha lavorato a stretto contatto con The Sustainable Restaurant Association per il Flor de Caña Eco Hotel Award, che ha invitato tutti gli hotel nell'elenco a presentare una domanda in cui delineava le loro iniziative e credenziali di sostenibilità per una revisione rigorosa. Singita Lodges è uno dei tre hotel del continente africano a entrare nella classifica, insieme a La Mamounia (n.6) e Royal Mansour (n.23), entrambi a Marrakech.

Il Nikka Best New Hotel Award viene assegnato al Capella Bangkok (n. 11), con ampie viste sul lungofiume della capitale tailandese, inaugurato nel bel mezzo della pandemia di Covid. Il Nikka Best New Hotel Award viene assegnato all'hotel con il punteggio più alto nell'elenco aperto durante il periodo di votazione di due anni (da maggio 2021 a maggio 2023).

Sonu Shivdasani OBE, co-fondatore e CEO di Soneva e fondatore ed ex CEO di Six Senses Resorts & Spas, è stato votato dall'Accademia come vincitore del SevenRooms Icon Award, celebrando i suoi successi nel settore alberghiero negli ultimi 28 anni, inclusa la creazione di due dei marchi alberghieri più rinomati a livello globale.

La serata ha inoltre celebrato i premiati con premi speciali preannunciati. Tra questi, premiato il The Lodge at Blue Sky, il remoto lodge nella pittoresca catena montuosa Wasatch nello Utah, nominato Lavazza One To Watch all'inizio del mese. Gleneagles (n. 32) in Scozia è stato annunciato il 22 agosto come il vincitore del premio Art of Hospitality, che celebra l'eccellente servizio e l'attenzione ai dettagli di un hotel.

Cos'è World’s 50 Best Hotels

La classifica The World’s 50 Best Hotel è alla sua prima edizione, annunciata per la prima volta a gennaio 2023. Il riconoscimento va ad aggiungersi a quelli dei 50 Best Restaurants, attivo dal 2002, e 50 Best Bars, attivo dal 2009. Il titolo va idealmente a completare l'offerta legata all’ospitalità e alla gastronomia.

Giuria e criteri di valutazione

Non si paga alcuna quota per partecipare alla World’s 50 Best Hotels e ricevere voti. I 580 membri della giuria possono scegliere un hotel in cui hanno soggiornato negli ultimi due anni. L'Academy - questo il nome del gruppo di coloro che votano - è composto al 50% da giornalisti di viaggio, al 30% da albergatori, al 20% da viaggiatori stabili nel settore del lusso. Il 25% dei votanti viene rinnovato ogni anno. L’organizzazione si assicura che la giuria sia composta al 50% da donne e al 50% da uomini ed è guidata da nove presidenti che seguono diverse aree del mondo.

L'organizzazione della classifica ha dichiarato che non esistono criteri di voto. Ogni votante ha a disposizione sette voti che può dare a qualsiasi destinazione nel mondo, purché non sia chiusa in modo permanente da almeno tre mesi dalla votazione. Tuttavia, in ogni votazione la struttura viene valutata nella sua completezza, attraverso i suoi servizi di accoglienza, la ristorazione e tutto ciò che definisce l'attività di un hotel.

«Dopo aver visto l'impatto devastante del COVID-19 sul settore dell'ospitalità, è stato particolarmente appagante vedere così tanti albergatori da tutto il mondo riunirsi a Londra per celebrare i rispettivi successi sotto lo stesso tetto per la prima cerimonia di premiazione di The World's 50 I migliori hotel - ha continuato Brooke-Webb - Le nostre più sentite congratulazioni vanno a tutti gli hotel della lista e speriamo che questa lista ispiri gli amanti dei viaggi a prenotare un posto davvero spettacolare per il loro prossimo viaggio».

La classifica completa

1. Passalacqua Hotel - Moltrasio
2. Rosewood Hong Kong
3. Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River - Bangkok
4. The Upper House - Hong Kong
5. Aman Tokyo
6. La Mamounia - Marrakech
7. Soneva Fushi - Maldive
8. One & Only Mandarina - Puerto Vallarta (Messico)
9. Four Seasons Firenze
10. Mandarin Oriental Bangkok
11. Capella Bangkok
12. The Calile - Brisbane (Australia)
13. Chablé Yucatán - Chocholá (Messico)
14. Aman Venice - Venezia
15. Singita Lodges – Kruger National Park (Sudafrica)
16. Claridge's - Londra
17. Raffles Singapore
18. Nihi Sumba - Wanokaka (Indonesia)
19. Hotel Esencia - Tulum (Messico)
20. Le Sirenuse - Positano
21. Borgo Egnazia - Savelletri
22. The Connaught - Londra
23. Royal Mansour - Marrakech
24. Four Seasons Madrid
25. Aman New York
26. The Maybourne Riviera - Roquebrune-Cap-Martin (Francia)
27. Rosewood San Paolo
28. Capella Singapore
29. Le Bristol - Parigi
30. Park Hyatt Kyoto
31. La Réserve - Parigi
32. Gleneagles - Auchterarder (Regno Unito)
33. Hotel Du Cap-Eden-Roc - Antibes (Francia)
34. Cheval Blanc - Parigi
35. Four Seasons Astir Palace - Athens
36. Soneva Jani - Maldive
37. The Newt - Bruton (Regno Unito)
38. Amangalla - Galle (Sri Lanka)
39. Hoshinoya Tokyo
40. Desa Potato Head - Seminyak (Indonesia)
41. Eden Rock - St. Barths
42. The Siam - Bangkok
43. Badrutt's Palace - St. Moritz
44. Atlantis The Royal - Dubai
45. The Oberoi Amarvilas - Agra (India)
46. NoMad - Londra
47. The Savoy - Londra
48. Equinox - New York
49. Six Senses - Ibiza
50. Hôtel de Crillon - Parigi

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