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Davide Franzetti è il nuovo direttore commerciale di Coca-Cola Hbc Italia

Davide Franzetti Coca-Cola Hbc Italia

C’è  nuovo manager alla guida della struttura commerciale di Coca-Cola Hbc Italia. È il varesino Davide Franzetti, classe 1979, cui è stato affidato il ruolo di direttore commerciale della società, principale produttore e distributore delle bevande a marchio The Coca-Cola Company nel nostro Paese.

Franzetti sarà a capo di una delle forze commerciali più grandi d’Italia, gestirà le relazioni con i clienti del Canale Moderno e del Canale Horeca, oltre a rappresentare il punto di riferimento delle strutture di Route to Market, Commercial Capability, Sales Services e Cold Drink Equipment, riportando direttamente al general manager della società Frank O’Donnell.

Laureato in Economia aziendale e marketing presso l’Università Bocconi di Milano, Franzetti è entrato in Coca-Cola Hbc Italia nel 2018, con il ruolo di direttore del Canale Moderno. In precedenza ha ricoperto posizioni di sempre maggior responsabilità all’interno di importanti realtà industriali, quali Pirelli, Unilever e Anheuser-Busch inBev, dove è stato country manager per l’Italia.

«Sono molto orgoglioso di poter contribuire al successo di una forza commerciale di oltre 1.000 professionisti talentuosi: sono loro il vero ingrediente segreto di Coca-Cola ha commentato la sua nomina il manager -. L’obiettivo sarà lavorare insieme ai nostri i clienti per continuare a creare valore sul mercato, in questa nuova normalità, cogliendo nuove occasioni di consumo grazie alla nostra strategia 24/7 Beverage Partner che punta a offrire un prodotto per ogni momento della giornata, dalla colazione al dopocena».

Come farsi conoscere da chi gira dalle tue parti

farsi conoscere
Grazie alla funzione di geolocalizzazione dei principali social è possibile studiare campagne di comunicazione che raggiungano le persone situate nelle vicinanze del locale. I consigli su come impostare target e budget

Lanciare campagne locali di marketing può essere una parte importante di una strategia vincente per qualsiasi locale. Per chi ha l’attività in una città o in un’area densamente popolata, può rappresentare decisamente una marcia in più: significa investire per attrarre chi vive, lavora o anche semplicemente passa nella zona del locale, senza disperdere risorse, con la possibilità di proporre contenuti rilevanti e mirati, e quindi apprezzati dai potenziali clienti. In pratica, un modo per attirare all’interno del locale anche persone che spontaneamente magari non lo farebbero.
Da questo punto di vista è indispensabile sfruttare le opportunità fornite dalla geolocalizzazione, ovvero quella funzione integrata oggi nei social media e nei motori di ricerca, grazie alla quale è possibile identificare la posizione geografica nel mondo reale di un oggetto, come lo smartphone, dando quindi la possibilità di erogare contenuti basati sulla posizione dell’utente.

L'uso ottimale dei social

In pratica, è possibile inviare un determinato messaggio tramite smartphone alle persone che si trovano in un ambito prestabilito (per esempio: entro un chilometro dal proprio locale).

Andrea Boscaro, fondatore di The Vortex

«Tutte le piattaforme digitali, a partire da Google, Facebook e Instagram, offrono la possibilità di attivare delle campagne pubblicitarie geolocalizzate - spiega Andrea Boscaro, fondatore della società di formazione milanese dedicata al marketing digitale The Vortex -. La pianificazione che limita la visibilità di un annuncio entro un certo raggio dall’ubicazione dell’esercizio commerciale o da un indirizzo selezionato deve però tenere conto, nella costruzione del messaggio, dei vantaggi che si intende sottolineare e delle eventuali resistenze che occorre appianare. Per poter fare tutto questo è opportuno dunque compilare con attenzione le informazioni geografiche nell’ambito della Pagina Facebook, attivare la versione Business, anch’essa gratuita, di Instagram e poi collegarla con la propria Pagina Facebook e, nell’ambito di Google, rivendicare la scheda di Google My Business».

Fondamentale definire il target

Per creare campagne efficaci la prima regola è partire dal target che si sceglie di raggiungere. «Per esempio un bar può rivolgersi a imprenditori o professionisti della zona per proporre un pranzo di lavoro oppure agli studenti universitari in cerca di un luogo dove prendere un aperitivo  - sottolinea l’esperto -. Voler parlare a tutti, nello stesso modo, finisce per creare un messaggio che non è incisivo per nessuno».
Oltre ai clienti che vivono o lavorano nella zona, è possibile provare ad attrarre anche chi passa occasionalmente: «Occorre ricordarsi che un target di utenti di questo tipo deve essere avvicinato non solo attraverso una corretta pianificazione, ma anche con un messaggio efficace sul piano della comunicazione: Facebook, Instagram e Google rendono possibile scendere nel dettaglio e limitare la visibilità dell’annuncio a chi sta viaggiando in quel luogo, perché queste piattaforme sono in grado di riconoscere la diversità di indirizzo di navigazione degli utenti».

Non occorrono grandi budget

Sul fronte del budget da dedicare, occorre tenere presente che tutte le campagne digitali richiedono di impostare due valori economici: «Il budget giornaliero o complessivo, ovvero il tetto massimo di spesa, anche nell’ordine di 5 euro, raggiunto il quale la campagna si interromperà, e il valore unitario che si è disposti a spendere per ottenere un certo risultato, per esempio una telefonata o un messaggio via Messenger, che oscilla fra i 15 e i 50 centesimi a seconda del contesto competitivo. Nel pianificare la campagne è possibile indicare un valore sostenibile con il proprio modello di business e con le esperienze pubblicitarie già maturate - osserva Boscaro -. Il consiglio è impostare un valore economico alto, intorno ai 50 centesimi, così da creare le condizioni perché la campagna pubblicitaria venga erogata e, nei giorni successivi, anche alla luce dei contatti ricevuti, ottimizzare quanto impostato».

Un ultimo suggerimento? «Spendere un po’ di tempo a capire le piattaforme come Facebook Business Manager e Creative Hub, per impratichirsi sull’utilizzo di questi strumenti, che nel tempo possono consentire la creazione di pubblicità impattanti, come quelle full screen attivabili su Instagram».

L’Italia dei macinacaffè, i numeri di un settore che piace al mondo

Eureka, grinder on demand

In Italia il macinacaffè fa capo un settore industriale che grazie all’innovazione è diventato una punta di diamante dell’equipment professionale nel mondo. I dati di questo settore sono frutto di un’attenta analisi svolta dal gruppo di studi analitici di Eureka.

Quanto vale il settore. Il comparto dei macinacaffè professionali nel mondo ha un valore alla produzione di circa 200 milioni di euro, di cui oltre il 50% è prodotto da aziende italiane con un fatturato aggregato, alla luce degli ultimi bilanci del 2019, che ha raggiunto circa 120 milioni di euro. Il tutto realizzato da poco meno di 15 aziende altamente specializzate, con eccellenze che arrivano a contare un secolo di attività.

Macinacaffè Atom di Eureka
Macinacaffè Atom di Eureka

È questo il caso del marchio fiorentino Eureka che in questo 2020 ha festeggiato il suo centenario ed è riuscito a posizionarsi al vertice della classifica dei produttori italiani, facendo registrare un fatturato di 34,5 milioni di euro (in crescita del 38% rispetto all'anno precedente) e oltre 100mila macinacaffè prodotti, frutto anche dell’investimento del 5% dei ricavi in ricerca e sviluppo assicurato negli ultimi anni.

Il numero dei dipendenti delle principali aziende italiane in questo campo, concentrate tra Lombardia, Veneto e Toscana, è di circa 300 unità, con un indotto che quadruplica gli addetti diretti. Minimo comune denominatore del settore è  la vocazione all’export: i principali player si assestano su percentuali di esportazione che vanno oltre il 50%; il made in Italy è apprezzato dagli italiani, visto che il 90% dei macinacaffè in commercio è nazionale.

Mignon Brew Pro
Mignon Brew Pro

Le nuove frontiere della macinatura. Un importante punto di forza delle maggiori realtà italiane del settore negli ultimi anni è stata (ed è a tutt’oggi) la capacità di anticipare condizionare le scelte dei bar e delle maggiori catene internazionali della ristorazione ideando e investendo sui brevetti. Così il macinacaffè è diventato connesso a internet, con beneficio dei torrefattori e dei baristi che ora riescono a evitare qualsiasi tipo di spreco, ma soprattutto on demand: quest’ultima è stata è stata la vera rivoluzione degli ultimi anni, tanto che oggi è diventato in tutto il mondo il più importante per volumi di vendita. Non solo. Grazie a massicci investimenti in ricerca e sviluppo, insieme all'elettronica evoluta, le interfacce sono diventate touch screen per lavorare con una precisione al centesimo di secondo, il design è innovativo e la dotazione di strumenti offre al barista una precisione chirurgica sul processo di macinatura. Tutto ciò costituisce un beneficio anche per i torrefattori, che possono assicurare parametri di qualità costanti, estendibili a una vasta clientela professionale, rendendo possibile un'esperienza di consumo di pari qualità in ogni momento e in ogni luogo del mondo.L'ulteriore salto di qualità che si sta compiendo è quello di dotare le macchine della possibilità di dialogare tra loro, oltre che di strumenti di controllo utilizzabili da remoto, attraverso smartphone e apposite app. Questo consente di gestire la macchina anche non essendo fisicamente all'interno del bar, di aver il completo controllo del processo di macinatura e di ricevere tutti i parametri stabiliti per far lavorare in maniera efficiente il proprio esercizio commerciale.

Dal chicco al macinatoAlte prestazioni anche nel casalingo. Un rapidissimo sguardo alla storia della macinatura mostra come nel ‘700 questa fosse realizzata con mortai rudimentali e macinini per le spezie. Ci volle oltre un secolo per arrivare a dispositivi meccanici costituiti da cilindri di rame o d'ottone e ghiere zigrinate, realizzati per produrre un macinato dalla granulometria quanto più uniforme. Oggi il macinacaffè professionale è diventato addirittura un elettrodomestico tecnologico, sempre più ambìto da una nuova platea di clienti, anche privati. L'esigenza di non rinunciare a un buon caffè, ha fatto sì che che durante il lockdown si sia assistito a un boom delle vendite casalinghe. Seguendo la scia del lievito, il caffè ha subìto un'impennata nei consumi casalinghi, mentre a livello professionale vale la tendenza alla diffusione degli specialty coffee, che propongono miscele esclusive e metodi di filtraggio che vanno oltre il classico espresso. Un'attenzione alla qualità che nel resto d'Europa e nei mercati più maturi come nord America e Medio Oriente sta trascinando il prezzo della tazzina verso l'alto.

Il Tortino al cioccolato Schär, l’iconico dessert in versione gluten free

Tortino al cioccolato Schar

Uno dei dolci più famosi e replicati al mondo è ora disponibile nella versione gluten free. È il Tortino al cioccolato Schär, messo a punto da Dr. Schär Foodservice, la divisione dedicata al canale horeca del gruppo Dr. Schär, tra i maggiori produttori europei di alimenti senza glutine, per consentire ai professionisti del fuoricasa di arricchire la loro proposta con un dolce molto amato da una platea di consumatori trasversale, soddisfacendo le esigenze anche di quella parte della clientela allergica o intollerante alla proteina presente nei cereali.

Dall’impasto soffice e con il cuore fondente, del tutto privo di glutine e frumento, il nuovo prodotto è fornito surgelato, per garantire una lunga shelf life (16 mesi a -18 °C) e conservarne tutte le proprietà organolettiche, in confezione monodose da 90 g ed è realizzato con ingredienti selezionati di alta qualità: una bella dose di cioccolato fondente (22%), uova, burro, zucchero e farina di riso.

Una golosità facile e veloce da preparare. Il Tortino al cioccolato Schär va semplicemente messo in forno tradizionale preriscaldato, senza bisogno di scongelarlo prima, a 180 °C lasciando cuocere per 12 minuti, oppure in forno a microonde per 40’’ a 800 watt o per 50’’ a 600 watt ed è pronto da servire.

In modo altrettanto facile e veloce il Tortino può essere personalizzato in infiniti modi, secondo la fantasia dell’operatore o il gusto del cliente. Per esempio, arricchendolo con dei frutti rossi o con una semplice spolverata di zucchero a velo, o accompagnandolo con una pallina di gelato alla vaniglia senza glutine e una fogliolina di menta, per dare un tocco in più di freschezza.

Da Vodafone un kit di strumenti per aiutarvi a diventare più digitali

Vodafone
Pagamenti in mobilità, digital marketing, gestione delle recensioni, verifiche sulla concorrenza, creazione del sito web: una panoramica delle soluzioni offerte da Vodafone per la trasformazione digitale delle piccole imprese. A partire da una connessione di qualità

Vodafone Business

 

 

L’importanza di diventare più digitali è sotto gli occhi di tutti gli imprenditori italiani. E quelli dell’horeca sono in prima fila: questi ultimi mesi hanno fatto emergere l’importanza di strumenti come il digital marketing, la gestione del delivery, i pagamenti in mobilità, la gestione delle recensioni, il controllo della concorrenza e molto altro ancora legato alla presenza sul web.
In questi frangenti è fondamentale fare uno scatto culturale e avere il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ma il coraggio da solo non basta: mai come ora è valido il motto “nessuno si salva da solo”.

Affrontare un percorso di trasformazione digitale in autonomia non è per nulla consigliabile: meglio scegliere un partner affidabile, che sappia guidare a fare le scelte giuste. Partendo dalla base: qualsiasi attività digitale non può prescindere da una connettività a banda larga performante fissa e mobile. Vodafone lo garantisce grazie alla GigaNetwork, che mette a disposizione sempre più capacità, incluse la futura connessione 5G, la cui sperimentazione è partita da tempo e con brillanti risultati.
Una buona connessione di rete è quindi un fattore indispensabile, anche se da sola non è sufficiente a garantire la trasformazione digitale di un’attività.

Vodafone
Foto di Joshua Woroniecki da Pixabay

La creazione di una doppia identità, fisica e digitale (per approfondire leggi: La strategia vincente? Una doppia identità, fisica e digitale) è la chiave per trasformare ed espandere l’attività, amplificandone la presenza, l’immagine e la possibilità di dialogo con clienti attuali e potenziali e fornitori.

Sito, promozioni, pagamenti &co: le soluzioni di Vodafone Digital Retail

Vodafone aiuta le piccole aziende a superare le complessità e le diffidenze iniziali assistendo i propri clienti nel “trasportare” un business tradizionale nel mondo digitale: Vodafone Digital Retail, ad esempio, è una soluzione completa per digitalizzare l’attività con strumenti semplici, che permettono di comunicare con i clienti in modo efficace e generare più vendite.

Per raggiungere questi risultati la piattaforma di Vodafone Business fa squadra con Movylo. Infatti, grazie a Movylo bar, ristoranti e alberghi ottengono una soluzione per promuovere la propria attività e comunicare offerte ai clienti, in modo semplice e automatizzato.

Movylo é come un ufficio marketing a disposizione dell’imprenditore: questo permette di misurare l’andamento delle promozioni, per poter migliorare costantemente contribuendo a fidelizzare i clienti e a incrementare i guadagni.

Fondamentale è anche la raggiungibilità da parte dei clienti attraverso un sito web professionale. Un consulente dedicato si occuperà della creazione del sito secondo le indicazioni dell’imprenditore.

E per i pagamenti in mobilità? La soluzione si chiama SumUp, il mobile POS leggero, pratico e tascabile, perfetto per lavorare in mobilità e non perdere un'opportunità di farsi pagare.

Che Vodafone Business sia pienamente consapevole delle esigenze in continuo mutamento del settore lo testimonia la soluzione Food Delivery, pensata per digitalizzare il locale con strumenti semplici, che permettono di lavorare in qualsiasi condizione e migliorano l’esperienza dei clienti.

Grazie a SmartTouch Menu Vodafone Business permette agli esercenti di gestire gli ordini dei clienti sia dal tavolo, che d’asporto e a domicilio, anche con pagamento anticipato.

SmartTouch permette di valorizzare il menù con immagini e descrizioni dei piatti; inoltre aiuta l’imprenditore della ristorazione a conoscere le abitudini dei clienti e a fidelizzarli con attività promozionali.

Un’ulteriore opportunità offerta da Vodafone Digital Retail è l’e-commerce: una realtà consolidata nel mondo del commercio, molto meno nell’horeca, le cui attività sono spesso legate alla vendita solo in presenza.

Vodafone Business, in sintesi, aiuta anche le piccole realtà a superare il digital divide, con un supporto sia tecnico (con la connettività a banda ultralarga) sia consulenaiale (grazie a strumenti potenti e semplici da usare, oltre al prezioso supporto del consulente dedicato).

Recensioni e analisi della concorrenza con Smart Insight

Un altro utilissimo strumento proposto da Vodafone Business si chiama Travel Appeal Hospitality: permette la gestione delle recensioni dei clienti e il monitoraggio dei propri concorrenti.

Travel Appeal Hospitality è proposto in diverse versioni, studiate per le specifiche esigenze di piccole e grandi realtà della ristorazione (con Travel Appeal F&B e Travel Appeal F&B PREMIUM) e dell’hospitality, valide per piccole catene alberghiere così come resort o anche bed&breakfast (con Travel Appeal Hospitality PREMIUM e Travel Appeal Hospitality PRO).

VodafoneLe soluzioni di Travel Appeal Hospitality comprendono funzioni chiave come la gestione delle recensioni su oltre 100 canali, con la possibilità di risposta diretta a tutte le recensioni dalla piattaforma, oppure il monitoraggio fino a 10 competitor. Le caratteristiche più sofisticate (e in grado di dare vantaggi competitivi a chi impara a utlizzarle) prevedono degli Smart Insight personalizzati basati su intelligenza artificiale.

Un approccio attivo al mondo delle recensioni può davvero fare la differenza: il 79% dei viaggiatori legge da 6 a 12 recensioni prima di scegliere, e l’80% dei viaggiatori apprezza un hotel ancora di più se il personale risponde con attenzione alle recensioni.

Una gestione più razionale dei dipendenti

Oltre a facilitare la gestione il rapporto con il cliente, Vodafone Business aiuta nella gestione del personale con l’app Smart Mobility Special Edition.

La soluzione di Vodafone risolve numerose problematiche, come il registro presenza attraverso timbratura da remoto evitando assembramenti: un supporto concreto al distanziamento sociale, che riduce inutili perdite di tempo (e di produttività).

L’app si occupa anche della gestione dei turni di lavoro, di ferie e malattia.

Smart Mobility Special Edition facilita inoltre la comunicazione azienda-dipendenti: permette l’invio di informazioni tempestive a tutti i dipendenti con un click. Insomma, un unico canale diretto dal dipendente all’azienda.

Se l’app offre ai collaboratori un valido e semplice strumento, al tempo stesso l’azienda potrà contare su una dashboard di gestione semplice e intuitiva per pubblicare le news, leggere le richieste dei dipendenti e gestire tutte le funzionalità.

Il tutto avendo a disposizione una reportistica sempre aggiornata per monitorare al meglio le attività.

Vodafone Business è quindi il partner ideale a 360 gradi: ripartire è possibile, con gli strumenti giusti e un partner di questo livello.





Apre lo shop di Panettone Day 2020, ecco gli appuntamenti

panettone day temporary 2020

Aprirà i battenti il 12 ottobre il Temporary Store legato al concorso Panettone Day, Una "boutique" dolce che resterà aperta fino all'8 novembre in Corso Garibaldi 42 a Milano. Il pubblico potrà scoprire le creazioni firmate dai 25 finalisti del concorso Panettone Day 2020, selezionati dal maestro Iginio Massari.

panettone day 2020 panettone tradizionale
Il panettone "tradizionale" vincitore dell'edizione 2020 di Panettone Day

Un'ampia varietà di lievitati speciali

Lo shop temporaneo è ormai una bella abitudine per i milanesi e i turisti: si possono acquistare i panettoni artigianali che hanno colpito la giuria del concorso - giunto quest'anno all'ottava edizione - presentati nelle categorie "panettone al cioccolato Ruby" e "panettone creativo dolce". Ad alcuni dei pasticceri finalisti che avevano partecipato al concorso con il panettone "tradizionale" è stato chiesto di portare una loro creazione alternativa. Un cavallo di battaglia insomma, per variare ancora di più l'offerta dello shop e adeguarla ai palati più desiderosi di scoprire innovazioni. Il concorso quest'anno si è concluso con la vittoria di Gianluca Prete, pasticcere under 25 della Pasticceria Fumagalli a Lurago D'Erba (CO) per la categoria "tradizionale", e di due giovani pasticcere, Magda Fasciglione della Pasticceria Asselle a Bra (CN) e Barbara Veronica Braghero della pasticceria Storie di un chicco di grano a Fiumefreddo (CT), rispettivamente per il "creativo" e quello al "cioccolato Ruby".

Il calendario degli eventi speciali

Lo spazio si animerà con una serie di eventi finalizzati a fare cultura attorno al tema del panettone: tutti i giovedì appuntamenti con ospiti d'eccezione.

Giovedì 22 ottobre Degustazione Panettone & Gelato con il maestro gelatiere Paolo Brunelli

Un evento per degustare nuovi abbinamenti tra gelato e panettone artigianale ideati dall’estro creativo di Paolo Brunelli, maestro gelatiere e campione del mondo di gelateria, con il supporto di FB, sponsor del concorso e nota realtà nel settore della refrigerazione che offre soluzioni per i professionisti della pasticceria e della gelateria.

Giovedì 29 ottobre Alla scoperta del cioccolato Ruby con la Pastry Queen Silvia Federica Boldetti

Un appuntamento dedicato al cioccolato Ruby, la "quarta categoria di cioccolato" lanciata da Barry-Callebaut 2 anni fa. Silvia Federica Boldetti, chef della Chocolate Academy Milano e Ruby Chocolate Ambassador, spiegherà i segreti di questo cioccolato, abbinato anche al panettone, e offrirà assaggi di cioccolato Ruby in purezza.

Giovedì 5 novembre I sapori dell’autunno

I profumi dell’autunno nel connubio tra pasticceria e marron glacé, attraverso curiose preparazioni: nell’impasto di panettoni creativi, in abbinamento al cioccolato e in nuove ricette da scoprire insieme a Vitalfood, produttore materie prime di qualità per l’alta pasticceria tra cui confetture, frutta candita, frutta semi-candita e marron glacès, e sponsor di Panettone Day.

A dicembre un corner in Rinascente

I panettoni saranno protagonisti anche nel mese di dicembre: per la prima volta sarà aperto un corner esclusivo al settimo piano della Rinascente a Milano, dedicato alle creazioni dei pasticceri Panettone Day. Il concorso, lo ricordiamo, è stato ideato da Braims in partnership con Novacart e in collaborazione con CallebautVitalfood, FB e CAST Alimenti.  

Luca Moroni, lunedì 12 ottobre a Baritalia Talks, ci porta nella Scozia più selvaggia con The Botanist-Islay Dry Gin

Luca Moroni

Luca Moroni sarà con noi lunedì 12 ottobre alle ore 15.30 per la dodicesima puntata di Baritalia Talks con la masterclass “The Botanist. Wild. Foraged. Distilledrealizzata in collaborazione con Molinari. Durante questo webinar Luca ci farà volare in Scozia dove nasce The Botanist-Islay Dry Gin. Un viaggio nel panorama botanico delle Inner Hebrides (isole interne delle Ebridi) alla scoperta della distilleria Bruich Laddich. Insieme scopriremo la storia di Ugly Betty, l’alambicco che dà vita a The Botanist-Islay Dry Gin, perché chiama così, e il suo processo di distillazione, le 22 botaniche che si aggiungono alla nove tradizionali del London dry creando, nella terra del whisky, questo gin unico nel suo genere, pluripremiato, identificativo e versatile in miscelazione. In conclusione, come sempre, il nostro ospite ci farà provare virtualmente il prodotto realizzando dei cocktail davvero Wild.

La puntata sarà trasmessa sulle pagine Facebook Redazione Bargiornale Baritalia e su Instagram Redazione Bargiornale.

Luca Moroni sarà disponibile a rispondere a tutte le vostre domande e curiosità. Vi basterà lasciare un commento sotto la diretta Facebook trasmessa da Redazione Bargiornale Baritalia. La redazione si occuperà di riportare le domande più interessanti, ma anche i vostri saluti, al protagonista del nostro webinar.

Tutti i video di Baritalia Talks saranno disponibili sul nostro sito (nella sezione Premium Bargiornale)

Un momento imperdibile! Ci sarà da imparare ma, come sempre, anche da divertirsi. Conduce, dalla redazione di Bargiornale, Stefano Nincevich.

IL PROGRAMMA DI BARITALIA TALKS

Lunedì 22 giugno dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Compagnia dei Caraibi

Dal Messico a Barbados: cultura e miscelazione attraverso il Mar del Caribe

Relatori Michele Tuveri, ambassador The Real McCoy Rum e Francesco Pirineo ambassador Tequila Ocho. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 29 giugno dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Red Bull

La miscelazione secondo Bruno Vanzan

Relatore Bruno Vanzan. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 6 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia

La rivoluzione della Bollicina

Relatore Alexander Frezza, L'Antiquario. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 20 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Molinari

Cointreau - The Art of The Mix

Relatore Luca Moroni, brand ambassador Molinari. Modera Stefano Nincevich

 

Lunedì 27 luglio dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Organics by Red Bull

Tropical Mixology: la frizzante miscelazione dei Caraibi

Relatore Jonathan Di Vincenzo. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 3 agosto dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Campari Academy

Easy mix: rinfrescanti, facili e veloci

Relatore Luca Casale, Campari Academy Coordinator. Modera Stefano Nincevich

 

Lunedì 7 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Campari Academy

Il Camparino raccontato da Tommaso Cecca

Relatore Tommaso Cecca. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 14 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Compagnia dei Caraibi

Salvia&Limone  -  La Doppia Natura del Gusto

Relatore Emanuele Russo, Spirits Educational Specialist

Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 21 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Nonino Distillerie

Be brave…mix Grappa

Relatore Simone Caporale. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 28 settembre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Nonino Distillerie

Sam Ross, il Paper Plane: come creare un modern classic

Relatore Sam Ross. Moderano Stefano Nincevich (Bargiornale) e Julian Biondi

 

Lunedì 5 ottobre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia talks with Coca-Cola Hbc Italia

Il Sogno Blu

Relatore Patrick Piazza. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

Lunedì 12 ottobre dalle 15.30 alle 16.30

Baritalia Talks with Molinari

The Botanist. Wild. Foraged. Distilled.

Relatore Luca Moroni, brand ambassador Molinari. Modera Stefano Nincevich (Bargiornale)

 

LE DATE di BARITALIA 2020-2021 si svolgeranno con questo calendario

  • 16 novembre 2020 Firenze
  • Il 14 dicembre 2020 Torino
  • 1 febbraio 2021 Palermo
  • 1 marzo Reggio 2021 Reggio Calabria
  • 29 marzo 2021Cagliari
  • 26-27 aprile 2021 ultima tappa e final show a Milano

Formae, la nuova drink list del Connaught Bar di Londra

Connaught Bar team

È un’ondata di creatività e innovazione la nuova drink list che accompagna l’attesa riapertura del Connaught Bar di Londra, tra i templi mondiali della miscelazione e al secondo posto nella classifica di The World’s 50 Best Bars. Formae, questo il nome del nuovo menu, è frutto di un lungo lavoro di ricerca, che ha preso il via lo scorso gennaio, condotto dall’intero team del locale, guidato da Agostino Perrone, director of mixology e tra le maggiori personalità della bar industry internazionale, e Giorgio Bargiani, head mixologist. Una squadra, tra l’altro, quasi interamente italiana e appena premiata come Best International Bar Team agli Spirited Awards 2020 di Tales of the Cocktail.

Un lavoro di ricerca incentrato, appunto, sul concetto di forma e che trae ispirazione, innanzitutto, dalle forme architettoniche del Connaught Bar, ma che include molto di più. «Con la nuova drink list vogliamo esprimere e rendere onore all’essenza stessa del locale, raccontarlo nei suoi tratti di unicità – spiega a bargiornale.it Ago Perrone -. Un mondo fatto di forme architettoniche, ma anche e soprattutto dalle persone che ci sono dentro: noi del team e i clienti». La lista vuole quindi anche trasmettere l’evoluzione continua del processo creativo del team, sempre teso al rinnovamento, ma in modo proprio e originale, senza lasciarsi influenzare da mode e tendenze del momento, e il senso dell’ospitalità, quella magica esperienza che coinvolge tutti i sensi che il cliente vive quando varca la soglia del bar.

Da qui anche la scelta del titolo. «Quando abbiamo cominciato a lavorare sul nuovo menu ci siamo chiesti quale potesse essere l’idea che tenesse insieme tutto ciò e lo abbiamo trovato nel concetto di forma, perché in definitiva ciò che facciamo ogni giorno è dare una nostra forma a cocktail, a sapori, all’ospitalità – prosegue Perrone -. Il titolo che avevamo scelto inizialmente era “Shape”, ma poi abbiamo deciso di virare sulla parola latina “Formae”, che riteniamo esprima meglio il concetto e perché in fondo il Connaught Bar è molto legato a questa lingua, come si vede anche dal suo motto “Placere Placet”».

Tre sessioni, quindici nuovi cocktail

Concetto che la squadra ha trasformato nei nuovi 15 cocktail, ognuno dei quali accompagnato in carta da una breve presentazione che ne racconta ispirazione e il profilo di gusto, equamente suddivisi nelle sue tre sessioni, Equilibrium, Paradigm e Nebula, ognuna delle quali contiene una proposta analcolica.

La sessione Equilibrium richiama l’equilibrio fra forme e sapori, la capacità di mettere insieme gli opposti, quel mix di creatività e ricerca quasi scientifica che entrano in gioco nella creazione di un drink, raccontando così la parte più strutturata del bar, quella delle forme ben bilanciate.

Magnetum

Un esempio è Magnetum, che apre la sessione, dove i tradizionali whisky (Macallan 12) e sherry (Una Palmas Fino Sherry e Pedro Ximenez Sherry) si combinano con latte, ananas e note florali di bitter homemade alla lavanda. Un cocktail che offre diversi strati di fragranze e sapori che vengono poi fusi nel momento in cui si solleva lo strainer, appositamente creato per il suo servizio e  incorporato nel cocktail, ispirato alla famosa porta di ingresso del Connaught Bar su Mount Street a Mayfair.

The Frames Connaught Bar
The Frames

La sezione Paradigm esprime invece l’armonia che si stabilisce fra le forme architettoniche del bar e i suoi cocktail e vuole raccontare più in generale l’armonia che caratterizza l’atmosfera del Connaught, quel fare stare insieme, e bene, persone provenienti dalle più diverse parti del mondo e differenti per età e background. Tra i cinque drink di questo capitolo troviamo, per esempio, The Frames, un riferimento al pannello cubista in rovere del locale con il suo trattamento ruvido di argento platinato scintillante. Nel drink la combinazione classica di gin (N3 Gin,), vermouth (Martini Ambrato) e whisky (Dalmore 15) si miscela a succo di Sauvignon Blanc, fragranze di fave tonka e liquore di peperoncino di espelette che regala quell’intensità aromatica di sapori caldi e note speziate.

Voronoi Connaught Bar
Voronoi

Oppure Voronoi, omaggio alle luci curve che sovrastano il bar, un cocktail dai colori vivaci preparato con Tapatio Tequila, Michoacan Mezcal, sherbet di lime e bacche timur, Cocchi Rosa Vermouth e bitter al pompelmo, e servito con un blocco di ghiaccio intagliato a mano in un’elegante coppa.

Conduce invece nella dimensione di irregolarità del Connaught Bar, ai suoi elementi più indefiniti ed enigmatici che più lasciano spazio all’immaginazione, e quindi alla parte sperimentale e irregolare dello stesso processo creativo dei drink, la sezione Nebula.

Bumblebee Connaught Bar
Bumblebee

Esemplare è Bumblebee, “il calabrone”, ispirato a un grande specchio presente all’interno del bar, dalla funzione enigmatica, che nell’interpretazione fantasiosa del team è diventato un cespuglio sul quale vola l’insetto.  Reinterpretazione del celebre Bramble, creato negli anni Ottanta da Dick Bradsel, il cocktail è preparato con Roku Gin, Haku vodka, infusa con lamponi, fragole, sale e pepe, aceto di vino, sciroppo di zucchero, champagne e distillato di fiori di ciliegio.

The Flint Connaught Bar
The Flint

Oppure Flint, nato da una collaborazione con Remy Martin XO e preparato con il cognac miscelato con melone tropicale lattofermentato e soda botanica, il cui aroma erbaceo è accentuato da Chartreuse Verde. Drink che viene servito in un bicchiere realizzato appositamente dal ceramista Reiko Kaeno, un contenitore in ceramica dove la consistenza ruvida dell’esterno è armoniosamente contrastata da una superficie levigata all’interno, dipinta a mano con intricate pennellate bianche che evocano le scintille di una fiamma, quella della creatività che ha animato questa collaborazione e tutto il suo percorso, dalla bozza iniziale al risultato finale, attraverso una raffinata combinazione di elementi.

Non meno ricercati i drink analcolici della lista, come Pietra, che si trova nella sezione Paradigm, e costituisce un omaggio al marmo dei pavimenti della passerella che conduce dall’ingresso al famoso Martini Trolley, fatto con succo di Sauvignon Blanc, sciroppo di miele di osmanto e kombucha di ginseng e bergamotto, quest’ultimo in onore dei bitter aromatici del Martini Trolley stesso.

Un'esperienza da rivivere a casa con i drink da asporto

Ma nel nuovo menu troviamo anche due novità in bottiglia da asporto: il Connaught Martini e il Negroni.

Connaught Martini
Connaught Martini

«Li abbiamo inseriti per dare al cliente la possibilità di portare a casa un pezzo del nostro bar: in pratica, un ricordo liquido che richiamasse e rievocasse in parte l’esperienza che ha vissuto, proponendo il nostro Martini e un cocktail icona dell’aperitivo italiano, come il Negroni - spiega Perrone -. Ogni bottiglia contiene le dosi per due drink, già pronti da servire, preparati direttamente dai nostri bartender e curati in tutti i particolari, finanche l’etichetta, sempre dalla nostra squadra».

Negroni Connaught Bar
Negroni

Grande protagonista dei due drink è il Connaught Gin, un gin in edizione limitata creato da Perrone e Bargiani nel 2018 per celebrare i 10 anni del locale, e interamente prodotto e distillato all’interno del Connaught Bar stesso. Gin che nel Connaught Martini si mescola a un blend di vermouth (uno extra dry, uno aromatico e uno dolce in parti uguali), che regala un bouquet aromatico più ricco, ed essenza di bergamotto, mentre nel Negroni a un blend di sweet vermouth e a un blend di bitter (Galliano L’aperitivo e Riserva Speciale Bitter Martini), completato da una nota aromatica apportata dall’olio essenziale di foglie di arancia.

Mani pulite e igienizzate con il Dispenser S&G di Vortice

Vortice Dispenser S&G

Da sempre attenta ai temi del benessere, della salute e dell’igiene delle persone, Vortice, tra le principali realtà nel campo della ventilazione residenziale, commerciale e industriale e del trattamento dell’aria in generale, ha arricchito il suo catalogo con il nuovo distributore elettrico automatico di sapone o gel Dispenser S&G.

Facile da installare e da manutenere, la nuova soluzione è particolarmente adatta al mondo dei locali, in quanto studiata per sostenere anche un uso intensivo, grazie alla robustezza e affidabilità che contraddistingue i prodotti dell’azienda. Il coperchio frontale del dispenser è in materiale plastico molto resistente anti-UV di colore bianco, mentre la flangia a muro, di colore nero, è in polipropilene, così come sempre in materiale plastico, ma questa volta polietilene ad alta densità è il contenitore interno, rimovibile per semplificare la ricarica e la pulizia, per il sapore e il gel, che può contenere fino a 0,5 litri di prodotto.

Dispenser S&G VorticeDalle dimensioni eleganti e compatte (18,1 cm di lunghezza del lato inferiore, 15,9 di lunghezza lato superiore, 27,5 cm di altezza e 9,1 cm di profondità), Dispenser S&G ha un funzionamento interamente automatico: un sensore a infrarossi rileva la presenza delle mani nell’area sottostante il prodotto e avvia l’erogazione del sapone liquido o del gel senza dover toccare nulla, garantendo così la massima igiene. La dose di sapone liquido o di gel da erogare può essere regolata dal gestore, in modo da evitare sprechi, mentre per lasciare l’ambiente pulito, il dispenser è stato dotato anche di una vaschetta di raccolta gocce in resina plastica, di colore nero. A ulteriore garanzia di sicurezza, il sistema, inoltre, è a prova di tracimazione, così che nel caso eccessivo riempimento della vaschetta non si verificano problemi di cortocircuito.

Chiaretto di Bardolino, tre wine cocktail in rosa

Edoardo Bullio e Michele Bertelle dell'Amen Panoramic Bar & Food di Verona

Non è frequente vedere miscelare cocktail utilizzando come base un vino. Ci hanno provato Edoardo Bullio e Michele Bertelle, bartender dell'A.m.e.n. Panoramic Bar & Food di Verona (via dei Colli), utilizzando il Chiaretto di Bardolino Doc, vino rosa del Garda veronese, sia nella versione ferma sia in quella spumantizzata, in sintonia con la filosofia del titolare Andrea Bellomi che valorizza territorialità e sostenibilità.

L'esperienza è stata raccolta nell'apposito ebook Tre Cocktail in Rosa che ha come protagoniste le tre ricette Zanéibe and Cheese, Aperitivo Julep e Chiaroscuro, scaricabile gratuitamente dal sito consorziobardolino.it

I tre cocktail sono stati ideati in occasione di 100 Note in Rosa, recente rassegna musicale organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, con patrocinio del Comune di Verona e la collaborazione del Consorzio del formaggio Monte Veronese Dop e dei Frantoi Veneti Redoro per ridare slancio alle attività artistiche e ristorative di Verona dopo il lockdown.

Zanéibe and Cheese
Ingredienti
25 ml Chiaretto Cheese Pepper Wine
50 ml Moi Lant Gin Zanéibe
3 dash liquore all'assenzio
Preparazione
Mixing glass con ghiaccio, stir & strain, versare in bicchiere a coppetta, guarnire con dado di formaggio Monte Veronese Dop.
Commento
Zanéibe and Cheese è una rivisitazione del Martini Cocktail che vede protagonista il Chiaretto cheese pepper wine, home made dell'A.m.e.n. (acronimo di Alimentazione, Mercato, Enologia, Non Convenzionale) Panoramic Bar & Food, partendo da una base di vino Chiaretto di Bardolino Doc arricchita dall'aroma del pepe di Sichuan e della camomilla e dalla crosta essiccata di formaggio Monte Veronese Dop, da unire in una busta sottovuoto da cuocere nel roner a 60 °C per un'ora; il Moi Lant Gin Zanéibe proveniente  dalla non lontana zona della Lessinia, la cui distillazione utilizza tredici essenze botaniche locali; il liquore all'assenzio; un cubetto di formaggio Monte Veronese Dop a sostituire la classica oliva.

Aperitivo Julep
Ingredienti
30 ml Vermouth bianco
25 ml liquore alla pesca
15 ml vino Chiaretto di Bardolino Doc
3 dash Peychaud's Bitters
10 foglie di menta
1 barspoon di zucchero
1 barspoon di succo di limone
Preparazione
Tecnica swizzle nel bicchiere colmo di ghiaccio tritato insieme con gli ingredienti, versare in tazza da julep, guarnire con ciuffi di menta, spiedino di lamponi e polvere di ananas.

Chiaroscuro
Ingredienti
30 ml Liquore delle Sirene Canto Amaro
25 ml cut off cordial home made
40 ml Chiaretto di Bardolino Doc Spumante
top Acqua Brillante Recoaro
Preparazione
Tecnica build nel tumbler alto con ghiaccio, guarnire con olive.
Commento
Alternativa rosa veronese allo spritz a base di vino rosa Chiaretto di Bardolino Spumante e di un liquore ricavato dalla macerazione sottovuoto per 24h di 200 g di scarti di agrumi del Garda, 200 g di zucchero, dash di acido citrico e acido malico, con alcune erbe officinali del vicino Monte Baldo.

Chiaretto di Bardolino Doc, un vino rosato poliedrico
Costituito nel 1969, il Consorzio di Tutela Chiaretto e Bardolino raccoglie il 92% della produzione. Il Consorzio è presieduto da Franco Cristoforetti (riconfermato a luglio scorso), insieme ai vice Agostino Rizzardi e Davide Ronca. Vino rosé della sponda veneta del lago di Garda, il Chiaretto di Bardolino ha ottenuto il riconoscimento di Doc autonoma nel 2018, distaccandosi dal disciplinare Bardolino Doc (1968). La tradizione dei vini rosati in riva al Garda risale all'epoca romana, correlata all'uso del torchio che non prevede macerazione delle bucce, con conseguente scarso rilascio di colore.
Per il Chiaretto di Bardolino Doc viene impiegata in prevalenza uva rossa Corvina Veronese (95%), salvo una quota minima di uva rossa Rondinella (5%).
Con un titolo alcolico di circa 12°, il Chiaretto di Bardolino Doc si presenta con un profilo di grande sapidità ed eleganza, presenta profumi floreali, agrumati e di frutti di bosco, con note di clorofilla e mela acerba, con venature speziate.
Perfetto nella proposta aperitivo o predinner (anche miscelato), si accompagna bene con antipasti di salumi, pesce e verdure. Ottimo anche con primi e secondi piatti a base di pesce, sia cotto sia crudo come il sushi.

 

Il gelato Dolce Italia vale 10 mila euro per la Croce Rossa

DolceItalia_

A conclusione del progetto Dolce Italia, partito l'11 maggio all'inizio della stagione del gelato e lanciato dai brand di Casa Optima, il bilancio è tutto in un assegno da 10 mila euro destinato alla Croce Rossa.

Bianco cheese cake, verde pistacchio e rosso lampone

Dolce Italia è una gamma in tre versioni per la gelateria e in proposte per la pasticceria. Un gelato tricolore targato Mec3 composto dal bianco della cheese cake, dal verde pistacchio e dal rosso del variegato fior di lampone. Nella ricetta che celebra il 160° compleanno di Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani, invece, cioccolato e torrone. Amarena e cioccolato per "Dolce Italia Choco Amarena", un gusto nel segno della tradizione dolciaria, segno distintivo del brand Giuso. Dure ricette, Naked Cake - Golosa Italia e Master Cake - Fresca Italia, erano infine le ricette proposte in due kit da Modecor per realizzare e decorare, nel segno del tricolore, due torte. Ad ogni acquisto, i prodotti hanno sostenuto la Croce Rossa Italiana devolvendole una parte del ricavato. Dolceitalia_A_

«Un successo dei pasticceri e dei gelatieri»

«Siamo molto orgogliosi dell’esito del progetto Dolce Italia e desideriamo condividerlo con tutti i gelatieri e i pasticceri che ci hanno creduto e che, acquistandolo e proponendole nei loro punti vendita, ne hanno decretato il successo. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare per dare vita a nuove iniziative a sostegno della ricerca e di tutti coloro i quali sono impegnati nella lotta a questo temibile virus. Siamo convinti che in un periodo storico così delicato, anche il più piccolo gesto possa fare la differenza», afferma in una nota Francesco Fattori, CEO Casa Optima Group.  

Don Papa firma un nuovo rum invecchiato in botti di rye whiskey

Don Papa, brand distribuito da Rinaldi 1957, lancia un'edizione limitata del noto rum filippino dedicata agli anni della colonizzazione americana

Il rum di Don Papa che parla americano. La famosa distilleria filippina ha recentemente presentato a Roma la nuova release "limited edition" dedicata agli Stati Uniti, il Don Papa Rye Aged Rum. Solo 899 bottiglie, numero simbolico che ricorda l’anno, il 1899, in cui gli Stati Uniti inviarono una flotta nelle Filippine, iniziando quella che di fatto fu una felice dominazione, che andò a influenzare soprattutto la cultura pop. Riassumendo le colonizzazioni subite, i filippini stessi dicono di esser stati “300 anni in convento con gli spagnoli e 50 anni a Hollywood con gli americani”. Questo rum invecchiato alla segale segue quindi il filone storico delle "limited edition" di Don Papa, la prima delle quali era stata dedicata invece alla dominazione spagnola. La storia entra quindi nella bottiglia grazie all’invecchiamento di 4 anni e 8 mesi in botti di rie whiskey  americano. «Rye e non Bourbon perché la dominazione statunitense nelle Filippine coincide con il proibizionismo, quando il gusto e la produzione clandestina erano più orientati al whiskey di segale», afferma Gabriele Rondani, direttore marketing di Rinaldi 1957, che distribuisce in Italia il rum filippino.

Gusto speciale e tiratura limitata

La rievocazione storica è anche nell’etichetta, disegnata da Stranger&Stranger, che già aveva curato l’estetica delle bottiglie di Don Papa, dando il via al tema jungle, che torna anche in questa bottiglia, ma con un’aggiunta di atmosfere da Proibizionismo e l’immancabile presenza del nume tutelare, il rivoluzionario filippino Dionisio Magbuelas, noto come “Papa” Isio. A presentare il prodotto, Walter Gosso, advocacy manager e brand ambassador di Rinaldi 1957, che ammette come al naso questo rum inganni fino a far pensare di trattarsi di un whiskey rye, con una nota marcata di pepe. È al gusto che non ci si può sbagliare con una forte presenza di miele selvatico e liquirizia. Lungo e persistente in bocca, questo distillato si propone sul mercato come prodotto da degustazione per palati esigenti, con un costo da fascia alta, visto che siamo sui 55 euro a bottiglia, e una distribuzione limitata che lo renderà chicca da intenditori. A.T.

 

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