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Nel ricettario online di Fabio Dotti le coordinate della caffetteria italiana

La copertina de Il ricettario della Caffetteria Italiana

Da tempo desiderava individuare delle coordinate precise per realizzare i numerosi ricettati della caffetteria italiana. È stato lo stop forzato del lockdown a permettere a Fabio Dotti, barista trainer e brand ambassador della Torrefazione Agust nonché campione italiano 2020 di Cup Tasting,  di raggiungere l’obiettivo della realizzazione de Il ricettario della Caffetteria Italiana, che dal 1° ottobre è disponibile online per un dowonload gratuito al sito fabiodotti.it. Nelle sue 90 pagine raccoglie 23 ricette raggruppate in 5 categorie: Espresso, Le Classiche, Le Tipiche, Spirits e Tendenza.

«Quando sono entrato nel mondo del caffè mi sono reso conto che mancavano dei riferimenti precisi, che si procedeva in modo un po’ superficiale nella codifica e nella realizzazione delle diverse preparazioni a base di caffè - afferma Dotti -; questo mi ha spinto a cercare qualcosa di concreto e definito che sarà utile a me e che spero possa dare delle coordinate precise a tanti baristi: al pari dei cocktail anche le bevande di caffetteria hanno  precise dosi, attrezzature e prassi per la loro realizzazione». Alla parte più pratica è stata inoltre unita quella storica, con le origini delle diverse bevande che spesso affondano tra storia e leggenda: un’occasione per il barista di accompagnare anche alle classiche preparazioni della caffetteria una narrazione, che incuriosisce e conferisce più valore al prodotto in tazza o nel bicchiere.

Il Marocchino
Il Marocchino

Prendiamo ad esempio il Marocchino: il suo nome si lega a una “questione di pelle”, ma differente da quanto si potrebbe pensare in un primo tempo. La sua origine sembra provenire dall’esclamazione “U smea in maruchën” (sembra un marocchino) nel dialetto locale ad Alessandria nel 1950 all’interno dello storico bar Carpano, oggi chiuso, situato di fronte alla fabbrica dei cappelli Borsalino. La sovrapposizione dei diversi strati ricordò a un operaio la striscia di pelle di cuoio che veniva inserita all’interno dei cappelli, che portava quel nome. Una denominazione che piacque e col tempo si è diffusa, andando a identificare la bevanda a base di caffè e cacao dalle tipiche tinte marroni. Questa è stata la ricetta più complessa da codificare (il manuale ne contiene due versioni). Sono state definite le ricette del Caffè in ghiaccio (2,5-3 cl di espresso e ghiaccio) e del Caffè leccese (2 cl di latte di mandorla - sciroppo, 2,5-3 cl di espresso, ghiaccio), spesso confusi tra loro; il secondo ha inoltre una storia lunga che si dipana tra più Paesi e continenti prima di giungere in Salento dove, a Lecce, raggiunge l’apice del successo. Rimane ancora circondata da un velo di mistero la vera ricetta del Bicerin, la storica bevanda torinese nata nell’omonimo locale nel 1763: le coordinate della sua preparazione si sono tramandate lungo le generazioni, rimanendo segreta. Nel ricettario si trova quella che ne riproduce le caratteristiche nel modo più fedele.

Il Bicerin
Il Bicerin

Per realizzare il suo progetto Fabio Dotti si è avvalso della collaborazione di un pool di esperti di Aicaf - Accademia italiana maestri del caffè, capitanata dal presidente Luca Ramoni e dal consiglio didattico presieduto da Gianni Cocco, Andrea Villa e Valter Griffone. Il grazie per la grande collaborazione va anche a Martina Lupi, che ha realizzato la grafica e le foto, a Luigi Lupi per il contributo storico e tecnico dato e a Gruppo Agust con cui ha realizzato dei video tutorial che saranno disponibili prossimamente sui canali online della Torrefazione.

L’auspicio che troviamo espresso nella premessa alla guida è che possa svolgere al meglio il ruolo di «supporto immediato e garantito per i professionisti e gli appassionati, con l’obiettivo di innalzare sempre più il livello qualitativo nelle nostre caffetterie e di rendere anche il consumatore finale sempre più consapevole del patrimonio culturale che tutti noi possediamo».

Per scaricare la guida, cliccare sul link www.fabiodotti.it

In onda #Aperistorie, con Bruno Vanzan, chef Valbuzzi e Rustica San Carlo

Una stella della miscelazione internazionale, quale Bruno Vanzan, un asso della cucina, come l’executive chef Roberto Valbuzzi, e Rustica San Carlo. Sono gli ingredienti che rendono ancora più stuzzicante la ricetta di #Aperistorie, il nuovo programma settimanale di La7, tutto incentrato sul rito italiano dell’aperitivo, condotto da Rossella Brescia e in onda tutte le domeniche alle 12.50.

Prodotto da 3zero2TV con la partecipazione di San Carlo, il programma si svolge nel perfetto stile dell’aperitivo italiano, esaltandone sia l’atmosfera rilassata e socializzante tipico di questo momento sia la proposta drink e food, quest’ultima fatta con Rustica San Carlo, che ne è il cuore.  In ogni puntata, la conduttrice invita in location esclusive un famoso ospite, sempre diverso, del mondo dell’entertainment, dello sport, della moda e della cultura. Nel clima scanzonato e di totale relax del format, l’ospite risponderà alle domande della conduttrice, raccontandosi e svelando alcuni aspetti della sua personalità, dando così vita a delle #Aperistorie. I racconti e la personalità del personaggio saranno infatti la fonte di ispirazione per un aperitivo gourmet realizzato su misura, dove ad accompagnare il cocktail creato da Vanzan ci sarà la ricetta in abbinamento dello chef Valbuzzi, che avrà come grande protagonista la famosa patatina San Carlo.

«È una nuova avventura molto stimolante, sotto diversi punti di vista – commenta a bargiornale.it Vanzan-. Innanzitutto, rappresenta per me un esercizio creativo diverso dal solito. Quando creo un drink raramente mi ispiro a emozioni e sentimenti che una persona svela raccontando la sua storia e che in questo caso, invece, rappresentano la materia prima alla quale dare una forma liquida e solida. Occorre dunque capire quali corde toccare, quali tipologie di cocktail e di cibo possano andare a rievocare quelle emozioni, facendo leva anche su sensazioni, esperienze e ricordi che toccano me e Roberto».

Un’altra sfida è parlare a un doppio pubblico. «L’idea è di portare con #Aperistorie un’esperienza dell’aperitivo ad alti livelli nelle case degli italiani – spiega il bartender -. Ma anche, attraverso le nostre creazioni, di fornire spunti, suggerimenti e proposte interessanti per un pubblico di professionisti, che poi può replicarle nel suo locale. Questo ha implicato un grande lavoro di ricerca, perché in questo programma proponiamo abbinamenti più complessi e ricercati del solito, ma al tempo stesso realizzati con ingredienti che possano essere reperiti senza grandi difficoltà, proprio per favorirne la replicabilità. E anche uno sforzo di comunicazione per presentare e spiegare quanto abbiamo fatto con un linguaggio semplice, che possa essere compreso da tutti».

Di conseguenza anche la scelta di quali tipologie di cocktail sulle quali puntare è stata orientata a questo doppio obiettivo. «La cultura della miscelazione non ha ancora grande spazio in tv. Però sappiamo che aumentano i consumatori che cominciano a farne esperienza. – prosegue Vanzan -. Per cui ho focalizzato la mia ricerca sui grandi classici, anche con la volontà di rendere omaggio a ricette che hanno fatto e fanno la storia del beverage, alle quali ho aggiunto un po’ di sana follia, un ulteriore tocco di creatività, così da proporre cocktail che richiamino la storia della mixology, ma rivisitati in chiave ipermoderna».

Equilibrio e armonia per un’esperienza al top

Ad accompagnare i drink di Vanzan, gli appetizer di Valbuzzi, dove regina indiscussa è la Rustica. Un prodotto estremamente versatile, che si sposa con qualsiasi ingrediente e che permette davvero di sbizzarrirsi con la creatività, lasciando molta libertà nelle scelte e con risultati davvero sorprendenti. «Fondamentale per ottenere risultati di alto livello quando si ricetta la Rustica è stare ben attenti al gioco dell'equilibrio dei sapori - commenta lo chef -. Questa patatina ha una sua identità ben chiara, una sua superficie e peso specifico, quindi una sua quantità di sapore ben caratterizzata. Un gusto che non deve essere mai coperto dagli ingredienti che aggiungiamo, ma con i quali deve armonizzarsi per far sì che il sapore finale dell’appetizer sia unico, valorizzando al tempo stesso il gusto della patatina e quello degli altri ingredienti usati nella ricetta».

Un’armonia che va poi cercata anche nell’abbinamento con il drink. «Ciò significa lavorare in simbiosi con Bruno, cercando di creare un rimando tra l’una e l’altra preparazione, per esempio utilizzando uno o più ingredienti uguali in entrambi, come una particolare spezia, o che si leghino tra di loro per arrivare a un matching perfettamente armonico tra la Rustica ricettata e il drink», prosegue Valbuzzi.

Un gioco che va oltre il solo aspetto del gusto. «Grande importanza va dedicata anche alla presentazione – spiega lo chef -. Quindi lavorare anche sul piano visivo, sfruttando il gioco dei colori, impiattando a regola d’arte, un lavoro un po’ più complesso quando si lavora sul piccolo, come con una patatina, rispetto a una tradizionale portata, ma che con un po’ di sforzo tutti possono fare, ottenendo grandi soddisfazioni. Una Rustica ben ricettata e ben presentata ha un’eleganza e una finezza elevata che, accompagnandosi con il drink, fa vivere al consumatore un altro tipo di esperienza dell’aperitivo. Un’esperienza che il cliente non farà fatica ad apprezzare, perché comprende immediatamente tutto il minuzioso lavoro di ricerca e di cura che c’è dietro quanto sta assaggiando: un lavoro fatto per stupirlo e conquistarlo».

Le ricette di #Aperistorie

Un esempio di quanto detto sono i due aperitivi creati per le ospiti della prima puntata di #Aperistorie, Chiara Maci, food blogger e influencer, e Alessandra Grillo, esperta di pubbliche relazioni e wedding planner. Per la prima Vanzan e Valbuzzi hanno creato un aperitivo ispirato al tema della condivisione, composto da un Punch accompagnato da Rustica con parmigiana di melanzane. Per la Grillo, un aperitivo ispirato al tema della tendenza, dove ad accompagnare un Pisco sour è Rustica con ceviche di astice in succo di mela verde. Ecco le ricette complete

Aperitivo condivisione con Chiara Maci

aperitivo condivisione Rustica

Punch di Bruno Vanzan

Ingredienti:

10 cl succo limone, 18 cl rum scuro, 6 cl granatina, 14 cl succo di ananas, 12 cl succo di arancia, 12 gocce Angostura, noce moscata, 4 cubi di ghiaccio

Preparazione:

versare gli ingredienti in uno shaker molto grande. Aggiungere ghiaccio e shakerare per circa 8-10 secondi. Filtrare il contenuto in una boule con rubinetti. Aggiungere dei maxi cubi di ghiaccio per mantenere il punch freddo.

Bicchiere:

tumbler basso

Rustica con roll di melanzana marinata di Roberto Valbuzzi

Ingredienti (4 persone):

Rustica, 1 melanzana piccola, 200 g di pomodorini, 1 mazzo grande di basilico, Maizena, 50 g parmigiano, olio extravergine di oliva, sale e pepe

Preparazione:

tagliare la melanzana a fettine sottili, marinarla e friggerla leggermente in padella. Tagliare a metà i pomodorini, aggiungendo olio, sale, pepe e passare in forno a 130° C per 20 minuti; frullare (conservarne qualcuno per decorazione) e far raffreddare. Per ottenere la spuma di pomodorini, utilizzare un sifone da cucina. Per preparare il gel al basilico, passare il basilico nell’estrattore per ottenere un liquido omogeneo, scaldarlo leggermente sul fuoco e farlo gelificare aggiungendo la maizena. In una padella a parte, scaldare il parmigiano grattugiato fino a ottenere una cialda compatta; far raffreddare e rompere in pezzetti. Prendere la Rustica, adagiare sulla patatina un roll fatto con una fettina di melanzana e spuma di pomodoro confettato. Infine, guarnire con dei pomodorini confettati, gocce di gel al basilico e pezzetti di cialda al parmigiano.

Aperitivo Tendenza con Alessandra Grillo

Rustica aperitivo tendenza

Pisco sour di Bruno Vanzan

Ingredienti:

12 cl succo di limone, 18 cl Pisco, 8 cl zucchero mela verde, 16 gocce di Margot bitter, 4 cl acqua faba,

800 g cubetti di ghiaccio

Preparazione:

versare gli ingredienti in uno shaker e shakerare senza ghiaccio per 5-6 secondi, affinché l’acqua faba funga da schiumogeno e permetta al drink di montarsi. Aggiungere ghiaccio e shakerare per 8-10 secondi e poi filtrare.

Bicchiere:

coppa

Rustica con ceviche di astice in succo di mela verde di Roberto Valbuzzi

Ingredienti (4 persone):

Rustica, 1 astice, 2 lime, 6 fettine di ananas tagliate sottili, 2 mele verdi, zucchero, peperoncino in polvere, olio extravergine di oliva, sale e pepe

Preparazione:

Con un estrattore, ricavare dalle mele verdi il succo e conservarlo al fresco. Essiccare la parte solida rimanente nell’essiccatore fino a quando non è completamente asciutta e abbia l’aspetto di una polvere.

Preparare il ceviche tagliando la polpa dell’astice in fettine sottili e lasciandola marinare per qualche ora in una marinatura preparata con olio, sale, succo e buccia di lime e succo di mela verde. Scottare leggermente le fettine di ananas in padella con un po’ di zucchero e condirle con un pizzico di peperoncino. Adagiare sopra la Rustica l’astice marinato e ben sgocciolato e guarnire con le fettine di ananas. Condire con qualche goccia d’olio e cospargere con la polvere di mela verde. Mettere la Rustica ricettata in una ciotola appoggiandola a un sostegno che le permetta di non toccare il fondo e versare il succo di marinatura dell’astice creando una sorta di “mangia e bevi”.

LTD ED di Goppion, l’aroma unico dei caffè di piantagione

La linea LTD ED di Goppion

Goppion_LTD EDSono tutti caffè specialty certificati da CSC – Caffè Speciali Certificati i nuovi caffè di piantagione LTD ED - Limited Edition di Goppion. I nuovi arabica arrivano da Brasile, Etiopia e Guatemala e saranno affiancati a rotazione da caffè provenienti da El Salvador, Perù e Colombia, tutti sempre certificati dal Consorzio che promuove la cultura del caffè di qualità, che garantisce e certifica lungo l’intera filiera, dal chicco alla confezione, con il suo bollino.

La caratteristica che contraddistingue questi caffè è la tostatura leggermente più chiara, che permette di mettere in risalto le caratteristiche dei diversi Paesi d’origine e al contempo di mantenere uno stile tutto italiano.

Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffè
Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffè

«Il caffè delle nostre LTD ED proviene dalle migliori piantagioni del Centro e del Sud America, oltre che dell’Africa - afferma Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffè -. Ogni origine ha caratteristiche uniche e racchiude in sé un mondo di sapori diversi. L’idea nasce dal confronto continuo con il mercato estero e con i nostri distributori, che da tempo ci segnalano una forte domanda di caffè Specialty». La nuova composizione grafica, caratterizzata da un packaging total black, il nome per l’edizione speciale sono stati individuati da Fabio Fedrigo, le illustrazioni, che richiamano i diversi paesi di origine dei caffè, sono di Mimicocodesign.

I caffè LTD ED sono disponibili, in grani e si aggiungono alla già ampia gamma di prodotti Goppion tra i quali spiccano:

La miscela Nativo
La miscela Nativo

Nativo, la miscela di punta dell’azienda veneta, realizzata nel 1997 e certificata da IMC e Fairtrade, composta di caffè arabica Centroamericani provenienti da agricoltura biologica e protetta dal commercio equo-solidale. Il gusto è aromatico, il corpo leggero, dal basso contenuto di caffeina. Nel Decaffeinato l’estrazione avviene con il sistema naturale a mezzo di CO2. Il pack colpisce con i suoi colori che portano alla pittura messicana dei primi decenni del Novecento, dominata dai toni caldi dell’arancione e del rosso.

Espresso di Piantagione CSC, è una miscela certificata da Caffè Speciali Certificati, composta da Arabica e Robusta selezionati di origine Brasiliana, Centroamericana e Indiana. L’espresso in tazza possiede un aroma intenso, un gusto dolce, ha profumi floreali e un retrogusto cioccolatato.

Grezzo Raw Chocolate, il secondo pdv a Roma guarda al futuro

Grezzo Roma
Il nuovo pdv di Grezzo Raw Chocolate a Roma

La pasticceria crudista di Grezzo Raw Chocolate firmata Nicola Salvi apre un secondo punto vendita a Roma, in pieno centro storico, in un palazzo del '500 di fronte alla Fontana delle Tartarughe, in Piazza Mattei. Con il nuovo pdv si apre spazio anche per nuovi prodotti. Il secondo locale della Capitale si aggiunge a quello di Via Urbana 130, nel quartiere Monti, aperto nel 2014 e prima esperienza di pasticceria crudista (il punto vendita di Milano, invece, risulta temporaneamente chiuso).

Esordio al banco per la Dama e il Bocconotto

Oltre alle classiche proposte come il cioccolato crudo, la Sacher crudista e il gelato integrale senza latte e zucchero bianco, con la nuova apertura esordiscono il Dama, un dolce con crema di noci di macadamia, e il Bocconotto Dark,  frolla crudista a base di cacao crudo essiccata a bassa temperatura che racchiude una crema all’arancia. Tutti i prodotti disponibili nel nuovo punto vendita saranno senza glutine, lievito e latte. E visto che siamo nel cuore del Ghetto, saranno anche kosher. Insomma, dopo 6 anni di attività - tre aperture, l'e-commerce e un grande laboratorio per  le preparazioni alle porte di Roma - l'intento di Grezzo è affermarsi in questa "nicchia" popolata da ingredienti biologici, processi produttivi a freddo, ricette inedite e focus sulla salute del consumatore.

Grezzo Raw Chocolate a Roma
Nicola Salvi nel nuovo pdv di Grezzo Raw Chocolate a Roma
 

«Bisogna tornare a credere nel futuro»

«Nel 2013», aveva raccontato Nicola Salvi a Dolcegiornale, «ho scoperto la cucina crudista, che non conoscevo: un mondo di preparazioni, dai piatti articolati e sofisticati, tutte preparate senza cottura e a base vegetale. Ho assaggiato alcuni dolci realizzati con tecniche di cucina crudista, ovvero senza latte, senza burro, senza farina, senza cottura. Ho anche provato un ristorante crudista in Thailandia, premiato tra i migliori 50 ristoranti al mondo, e sono rimasto molto deluso, soprattutto dai dolci. Così è nata l’idea di aprire Grezzo, che vuole coniugare i concetti crudisti con la grande tradizione della pasticceria italiana». Certo, non è un momento di sole certezze per aprire una attività o un punto vendita nuovo. «Avviare una nuova attività su strada in questo periodo è una scommessa rischiosa, tuttavia credo che bisogna tornare a credere in un futuro fatto di socialità e incontri, di scambio e di comunicazione dal vivo, in cui il cibo diventa strumento di benessere e di umanità», spiega Salvi. «In questi anni le proposte di Grezzo sono cresciute costantemente grazie ad un intenso lavoro di ricerca e sviluppo per scoprire i confini della pasticceria crudista».  

Salt&Vinegar, un nuovo inedito gusto per le patatite Lay’s

Lay's Salt&Vinegar

Si arricchisce di una nuova referenza la linea di patatine Lay’s. La novità si chiama Salt&Vinegar e si caratterizza per il gusto inedito, dove la dolcezza della patata si sposa con il gusto deciso dell’aceto e l’intensità del sale marino.

La nuova referenza conserva intatte tutte le peculiarità distintive delle patatine Lay’s, a partire dalla qualità delle materie prime, patate selezionate e oli vegetali di mais e girasole, per concludere con l’alta croccantezza, aggiungendovi una stuzzicante nota agrodolce. Peculiarità che la rendono ideale per accompagnare l’aperitivo oppure da consumare come snack in ogni momento della giornata.

Disponibile in due formati, da 44 e da 133 g, Salt&Vinegar amplia una ricca gamma che già conta le referenze Classiche, Campagnola, al gusto di spezie e verdure (pomodoro, prezzemolo, cipolla e paprika), Paprika Dolce dalla stuzzicante nota speziata della paprika, e Bacon, al gusto di pancetta.

Ma la nuova referenza porta con sé una ulteriore novità: il restyling di tutta la linea. Le confezioni dell’intera linea sono state infatti rinnovate nella grafica, adottando un design accattivante che con i suoi cerchi concentrici e i colori sgargianti vuole enfatizzare ancora di più la distintività dei diversi gusti delle patatine. Grafica che, inoltre, dà ancora più rilievo alle materie prime utilizzate e che comunica la particolare attenzione di PepsiCo, il gruppo proprietario del brand, alla sostenibilità. Ciò grazie all’aggiunta sul retro del pacchetto di informazioni sul Programma di Agricoltura Sostenibile PepsiCo, un sistema adottato dal Gruppo che consente di risparmiare acqua e di preservare l’ambiente.

Birra del Borgo sul podio di World Beer Awards

Birra del Borgo sul podio WBA 2020

Un'altra affermazione di tre birre made in Italy al recente World Beer Awards 2020, (organizzato dall'inglese TheDrinksReport.com) prodotte dal birrificio Birra del Borgo di Borgorose (Rieti). Il prestigioso titolo di Country Winner è andato a Lisa, classificata come miglior birra lager internazionale. Nella categoria Birre Speciali L'Equlibrista ha conquistato la medaglia d'argento come miglioe specialità sperimentale. Nella categoria Ipa/Apa (India Pale Pale/American Pale Ale) ReAle Extra ha ricevuto la medaglia di bronzo come miglior stile americano.

Quest'anno i tanti componenti della giuria internazionale, causa Covid, non hanno potuto degustare insieme in modo anonimo le birre pervenute (2.200 da 50 Paesi), ma le hanno valutate in remoto in tre round di analisi. Ricordiamo che il birrificio laziale (fondato nel 2005 da Leonardo Di Vincenzo) è stato acquisito nel 2016 dal primo gruppo birrario  internazionale AB-Inbev (Anheuser-Busch-InBev) per i suoi meriti creativi. Riportiamo le motivazioni delle giurie.

Lisa, birra lager italiana
5° alc, livello amaro 20 Ibu, intensità colore 04 Ebc, confezioni bottiglia 33 e 50 cl, fusto 20 litri, temperatura di servizio 10-12 °C
"Di colore giallo sole con leggera schiuma. Al palato il gusto è leggero e fresco (con sciorza d'arancia ndr), dall'amaro ben equilibrato, offre una elevata bevibilità. Luppolo erbaceo al naso, con note biscottate e maltate. Il corpo offre una delicata sensazione in bocca, sottolineata da una leggera gasatura".
Grazie all'utilizzo di malti tera cui quello dfi Grano Antico Italiano, la birra acquista intensità e morbidezza.

ReAle Extra, birra Ipa/Apa
6,4° alc, livello amaro 75 Ibu, intensità colore 14 Ebc, confezioni bottiglia 33 e 75 cl, fusto 20 litri, temperatura di servizio 10-12 °C  
"Colore mandarino scuro con una sottile schiuma avorio. Note di resina di pino. incenso e luppolo persistente e dolce nel finale suggeriscono un profilo organolettico ispirato alle intensità West Cost (California ndr) che si aggiungono a quelle agrumate di pompelmo. Non manca una nota di caramello toffee con spiccata amarezza".
Diverse sono le varietà aromatiche di luppolo aggiunte negli ultimi 3 minuti di bollitura, in quantità tre volte superiore alla normale ReAle.

L'Equilibrista, birra speciale IGA (Italian Grape Ale)
10,9° alc, livello amaro 21 Ibu, intensità colore 07 Ebc, confezioni bottiglia 37,5 e 75 cl, temperatura di servizio 10 °C
"Prodotta (dal 2009 ndr) in concomitanza con la vendemmia, racchiude due mondi apparentemente distanti: quello del vino (40% mosto di vino rosso Sangiovese della tenuta di Bibbiano (Siena) e quello della birra (60% di mosto di birra estrapolato dalla consorella al farro Duchessa)".
Il riconoscimento è tanto più importante in quanto L'Equilibrista è la prima Italian Grape Ale (nuova categoria internazionale) a ottenerlo.

I Vermouth Oscar.697 alla spina al Pravda Drogheria Rivoluzionaria

Oscar697 Frog

Ci saranno i Vermouth Oscar.697 in una versione esclusiva ideata e realizzata ad hoc tra le proposte innovative proposte che caratterizzeranno l’evoluzione del Pravda Vodka Bar, locale fondato e guidato da una delle leggende dell’ospitalità milanese, Enrico Contro “Frog” (a sinistra nella foto in apertura). Dopo 13 anni, il locale infatti si trasforma nel Pravda Drogheria Rivoluzionaria, che aprirà a brevissimo al consueto indirizzo, via Vittadini 6 a Milano.

Un progetto nato durante il lockdown ad opera dello stesso fondaore che, considerando il Pravda Vodka un’esperienza che aveva fatto il suo corso, ha deciso di rilanciare dando vita al nuovo concept. Pravda Drogheria Rivoluzionaria sarà un locale che pone accora di più l’accento sul concetto di ospitalità, con l’obiettivo di coccolare il cliente dalla colazione (tarda) fino all’aperitivo. L’esperienza nella miscelazione di Frog in questo nuovo concept si accompagna alle proposte di cibo in un vero food & cocktail pairing con blinis studiati appositamente per esaltare la commistione tra miscelati e cibi.

Tra le grandi novità dell’offerta del locale i Vermouth Oscar.697, nella versione Bianco e Rosso, ideati da Stefano Di Dio, fondatore e patron del brand, proposti in una modalità inedita pensata appositamente per la riapertura dell’iconico locale: alla spina, sia per la bevuta liscia sia per l’utilizzo in miscelazione.

Un progetto esclusivo e sartoriale sviluppato per garantire un’esperienza unica e di altissima qualità al cliente e in linea con il concetto di ospitalità portata ai massimi livelli, che caratterizza il locale.

A spinare i vermouth sarà infatti un impianto, anche questo creato ad hoc, che lavorerà a caduta, in modo da non dover addizionare azoto o anidride carbonica al prodotto, partendo da una cella frigorifera sopraelevata rispetto al bancone e raggiungendo le spine dopo un percorso molto breve, appena 50 cm. Una soluzione geniale e che permette di apprezzare al meglio le caratteristiche organolettiche di Oscar.697 Rosso – Vermouth storico di Torino Igp e di Oscar.697 Bianco - Vermouth storico di Torino Igp (entrambi con contenuto alcolico 16% in vol), distribuiti da Rinaldi 1957.

Questo perché i due vermouth sono contenuti, nella cella, all’interno di fusti sigillati in polietilene alta densità, che li preservano da ogni possibile contaminazione con l’ossigeno, che ne provocherebbe il decadimento. Ma non solo. I vermouth restando all’interno del contenitore, ognuno dei quali da 60 l, in pratica godono di un periodo di affinamento superiore, rispetto al tradizionale imbottigliamento, processo che ne aumenta il corpo migliorandone ulteriormente la degustazione. Inoltre, i vermouth escono dalla spina a una temperatura di 12-14 °C, la temperatura di servizio ottimale, quindi senza dover aggiungere ghiaccio con conseguente diluizione, che consente di godere in pieno della complessità di questi prodotti, esaltando i sentori di assenzio, rabarbaro e liquirizia che caratterizzano la versione Oscar.697 Rosso e quelli di bergamotto, achillea moscata, pepe nero e le ricche finiture aromatiche della versione Oscar.697 Bianco.

Si recupera così un’esperienza di altri tempi del vermouth, quando appunto veniva degustato liscio e fresco per goderne in tutta la sua pienezza: in pratica, un cocktail in bottiglia.

Fusto e la crostata di mele perfetta per la ricerca

Gianluca_Fusto_AISM

Ci sarà anche Gianluca Fusto all'evento benefico di domenica 4 ottobre dedicato alla ricerca sulla sclerosi multipla. I pasticcere realizzerà uno show cooking a supporto di AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla - in cui protagoniste saranno le mele.

Una ricetta a base di mele per raccogliere fondi

Il pastry chef sarà ospite della Milano Wine Week, nel palinsesto degli "story-cooking" organizzati al Babila Building by Guastoni, in Corso Venezia n. 2 a Milano. Fusto preparerà la sua crostata di mele perfetta, ricetta a base del frutto protagonista della campagna charity La Mela di AISM, di fronte al pubblico ristretto che si accrediterà per partecipare allo show cooking e in diretta social.

La raccolta fondi nel weekend del 3 e 4 ottobre

L’iniziativa è legata all'evento benefico del fine settimana; la distribuzione dei sacchetti di mele che il 3 e il 4 ottobre saranno offerti al pubblico all’ingresso del Babila Building by Guastoni, contribuendo alla raccolta fondi a sostegno della ricerca per la sclerosi multipla.  

Formazione, caffè e cultura nel nuovo sito di Mumac Coffee Academy

Mumac Coffee Academy

Dal 2014 Mumac Academy è un punto di riferimento per la formazione di professionisti e coffee lover che qui trovano spazi e attrezzature che soddisfano al meglio ogni esigenza insieme a trainer certificati Sca e Q-Grader. Ora cambia nome in Mumac Coffee Academy e si presenta con un sito tutto nuovo all’indirizzo mumacacademy.com.

L'aula per corsi di caffetteriaIl video in homepage immerge il visitatore nel mondo del caffè offrendogli immagini ravvicinate della lunga filiera dal chicco alla tazzina, prendendo il via da rami carichi di ciliegie, la raccolta, la selezione, il caffè verde e il caffè tostato e la sua trasformazione dal classico espresso al cappuccino al syphon. Sulle immagini si staglia il nuovo logo ai quali si uniscono richiami al mondo del caffè. Il sito ha un veste grafica semplice, essenziale e al contempo accattivante e una struttura snella e intuitiva che permette al visitatore di scoprire l’universo che ruota attorno al rito quotidiano più amato, e soprattutto la ricca offerta formativa dell’Academy, tra i primi centri di formazione in Italia ad essere certificati come Premier Training Campus Sca.

La pagina dedicata ai corsiLa formazione si suddivide in Caffè, con corsi professionali e formazione dedicata, compreso il programma formativo del Coffee Skills Program di Sca, del Latte Art Grading e del Coffee Sustainability Program (Sca). Altre sezioni si rivolgono agli Istituti alberghieri, che da sempre LaCimbali segue con particolare attenzione, e a Prodotti e Tecnologie, con un nuovo percorso dedicato alla conoscenza del design e delle tecnologie LaCimbali e Faema dedicato a operatori, tecnici e commerciali. Sotto le icone, le date dei corsi con la rispettiva presentazioni, tra sessioni realizzate online e in aula.

Corsi per coffee loverC’è poi un’importante novità: la possibilità per ogni utente di iscriversi direttamente ai corsi e di accedere a un’area riservata personalizzata dove è possibile ripercorrere il proprio percorso formativo all’interno dell’Academy. Tra i “coming soon” c’è anche un laboratorio Espresso e non solo… per Coffee Lover, con esercizi di analisi sensoriale per imparare a distinguere gli aromi e l’assaggio di tre caffè specialty per riconoscerne i sentori.

L’accademia di Gruppo Cimbali conta oggi 4 filiali certificate dalla sede centrale (Roma, Krems - Austria, Barcellona - Spagna e Portogallo e Londra - Regno Unito), 8 LAB in Italia, rete di training center gemellati presso le sedi dei concessionari italiani LaCimbali e Faema (Ancona, Barletta, Caserta, Cuneo, Genova, Perugia, Reggio Emilia e Verona) in continua espansione. Dalla sua nascita ad oggi ha erogato più di 1.000 corsi a oltre 8.000 appassionati di caffè per un totale di quasi 10.000 ore di formazione conteggiando solamente quelle svolte presso la sede situata all’interno della sede centrale di Gruppo Cimbali a Binasco.

 

Il cocktail “no waste” di Diego Cabrera

Tropical Fashioned a base di rum Diplomático Mantuano è il cocktail "no waste" inventato da Diego Cabrera, patron del Salmon Guru di Madrid. Leggi la ricetta e la tecnica di preparazione

Un cocktail speciale e decisamente "sostenibile" quello inventato da Diego Cabrera, patron del Salmon Guru di Madrid e una delle figure più apprezzate della bar industry spagnola ed internazionale. Il suo bar è da tempo sotto i riflettori della critica internazionale, tanto d’aver scalato la corrente dei World’s 50 Best Bars di ben 28 posizioni in un solo anno, attestandosi al diciannovesimo posto nell’ultima chart (2019). Il cocktail in questione è il Tropical Fashioned a base di rum Diplomático Mantuano (distribuito da Compagnia dei Caraibi), miele millefiori, noce di cocco, buccia di platano, bucce di ananas, bucce di arance spremute. Si tratta di un'anteprima della prossima drink list di Salmon Guru che il bartender spagnolo ha voluto dedicare in via eccezionale a rum Diplomático (lo spirit che verrà utilizzato nella proposta quotidiana sarà un Bourbon). L'idea di Cabrera è quella di riciclare tutto quello che viene utilizzato in un  bar e sfruttare gli eventuali scarti alimentari che solitamente vengono buttati. Ecco i consigli di preparazione di Cabrera per la creazione del cocktail, che non è altro che un twist dell'Old Fashioned in chiave tropicale. Mettere a macerare il rum con tutti i resti alimentari di prodotti che usiamo per altri cocktail della propria drink list: in questo caso, le bucce del platano (al Salmon Guru il frutto viene utilizzato tagliato in fette sottili e fritto come garnish per diversi drink), le bucce dell'ananas (il cuore è usato per la macerazione di un best seller del locale madrileno) e i resti dell'arance alle quali viene tolta la buccia per creare un oleo saccharum e dopo che sono state spremute per ottenerne il succo. Dopo alcuni giorni di macerazione filtrare il tutto e aggiungere il miele. Il prodotto così ottenuto va fatto riposare 24 ore dentro una noce di cocco debitamente svuotata (l'acqua di cocco viene utilizzata da Cabrera in altri 2 cocktail del menu). La noce di cocco con il cocktail al suo interno viene messa nel frigorifero e pronta per l'uso, sarà infatti proprio il cocco stesso il bicchiere di presentazione del drink.

 

Oro per Nurin di Toso al Meininger’s International Spirits Award Isw

Toccasana Nurin Riserva del Fondatore Toso

Toso torna a casa con una medaglia d’oro dal Meininger's International Spirits Award Isw. A conquistarlo, nella diciassettesima edizione di una delle più importanti competizioni internazionali dedicate al mondo degli spirit e dei vini, il suo liquore alle erbe Nurin Riserva del Fondatore.

Raffinato e morbido, questo liquore nasce per celebrare un pezzo di storia dell’azienda. È stato infatti dedicato all’erborista Teodoro Negro, soprannominato “Nurin”, 50 anni fa dell’Amaro Toccasana, storico prodotto della casa. Ma il legame con “l’antenato” non finiscono qui. La ricetta segreta di Nurin Riserva del Fondatore è stata messa a punto da Valter Porro, diretto discendente di Negro, proprio a partire dalla formula dell’Amaro Toccasana, che prevede l’impiego di ben 37 diverse erbe. Numero di ingredienti botanici ancora maggiore nel Nurin, come maggiore è anche la percentuale di estratto, ovvero di prodotto ottenuto dalla macerazione delle erbe nell’alcol.

Altra sostanziale differenza è il metodo produttivo che, nel caso del Nurin (alc 30% in vol), prevede un periodo di invecchiamento in barrique di rovere di almeno 30 mesi. Un lungo periodo di riposo in legno che regala al prodotto il suo colore ramato, per il quale quindi non viene utilizzato caramello, e, soprattutto, lo rende più morbido ed elegante. Perfettamente bilanciato nel gusto e negli aromi, con un finale piacevolmente amaricante, Nurin, disponibile in bottiglia da un litro, si può proporre come classico fine pasto o cena, grazie alle proprietà digestive delle erbe, ma anche come liquore da meditazione, servendolo a temperatura ambiente in un bicchiere ballon da cognac.

Convegno: Il valore aggiunto della birra italiana

Locandina convegno Il Valore aggiunto della birra

La casa editrice Tecniche Nuove ha confermato l'organizzazione dell'evento "Il valore aggiunto della birra italiana" previsto per giovedì 22 ottobre (h.10-16), mettendo a disposizione 60 posti per coloro che vorranno seguire di persona (con tanto di mascherina indossata) il convegno presso il palazzo TN di via Eritrea 21, Milano. L'organizzazione è affidata alla rivista Imbottigliamento del gruppo Tecniche Nuove, con il patrocinio di Cerb-Università di Perugia.

Allo stesso tempo sarà possibile seguire l'intero convegno attraverso una piattaforma virtuale appositamente sviluppata per consentire ai professionisti o semplici curiosi del settore birrario di non perdere un interessante appuntamento che farà il punto della situazione.

Il saluto di apertura sarà tenuto da Giuseppe Perretti (direttore di Cerb-Centro di eccellenza per la ricerca sulla birra dell'Università di Perugia) a cui seguiranno gli interventi di Michele Cason (presidente dei produttori Assobirra) e Vittorio Ferraris (direttore generale dei birrifici artigiani Unionbirrai). Seguiranno due approfondimenti.
L'avv. Massimo Palumbo (Studio Legale di Diritto Alimentare) affronterà il tema: "Birra e norme: scenari futuri. Esigenze di un settore in continua crescita".
Francesca Borghi (direttore generale e presidente del Consiglio direttivo Associazione nazionale Filiera Brassicola e Agroalimentare Cervisia, membro del tavolo tecnico sul luppolo presso il Mipaaf-Ministero delle politiche alimentari, agricole e forestali) sosterrà il tema: "L'(in)sostenibile leggerezza della birra artigianale italiana".

A seguire saranno affrontati alcuni case history di birrifici, un dibattito con le aziende interessate, a cominciare dalle aziende sponsor Arconvert (etichette), Corimpex (biotecnologie per enologia), Enolife (prodotti enologici), Enomet (impianti per enologia), Lallemand (lieviti per enologia), Omar R&G (impianti per imbottigliamento), Robino e Galandrino (capsulatrici).

Nel pomeriggio sarà la volta del workshop formativo "Birre gluten free e birre analcoliche: stato dell'arte ed esperienze" condotto da Giuseppe Perretti (Cerb-Università di Perugia) e Luca Pretti (Porto Conte Ricerche).

Basati anche su ricerche internazionali, gli interventi vogliono portare un contributo alla progettazione del futuro, per offrire ai consumatori nuove tipologie di birre da parte di piccoli, medi e grandi produttori, grazie alla valorizzazione di materie prime alternative e di tecniche produttive innovative.

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