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Cannavacciuolo apre a Orta uno shop di pasticceria

Cannavacciuolo shop Orta
Offerta dolce e street food salato nel nuovo negozio dello chef nel cuore del borgo di Orta: continua la strategia di espansione del gruppo

Lo chef Antonino Cannavacciuolo investe sulla pasticceria e apre, nel cuore di uno dei borghi più belli d'Italia, Orta San Giulio (Novara) uno shop dolce che porta la sua firma.

 

Torte, gelato artigianale e monoporzioni

Si chiama ANTONINO, il Banco di Cannavacciuolo, ed è proprio di fronte all'isola di San Giulio, in piazza Motta. Sul banco c'è tutta l'offerta di pasticceria della chef Cannavacciuolo. Prodotti freschi e monoporzioni, torte, il gelato di produzione artigianale e anche i prodotti proposti nel suo shop on line, come le torte in vaso e i biscotti.

lo chef Antonino Cannavacciuolo

Produzione nel laboratorio "da fuoriclasse"

La produzione avviene nel vicino Laboratorio Cannavacciuolo, che Dolcegiornale aveva visitato lo scorso anno. Un laboratorio attrezzato con le migliori tecnologie secondo i dettami di Industria 4.0. Lì viene realizzato ogni dolce o proposta salata per lo shop: il negozio offrirà diverse proposte, con cambiamenti a seconda della stagione e idee particolari per ogni occasione speciale. ANTONINO, il Banco di Cannavacciuolo è un format non del tutto nuovo: ha debuttato a Vicolungo nel 2019. Lo chef vuole creare, con questi negozi, dei punti "smart gourmet" ispirati alla tradizione street food napoletana.

GocciAmara, il premiato amaro artigianale di Df Gocce

amaro GocciAmara Df Gocce
Tra i prodotti di punta della piccola distilleria laziale, questo amaro, dal carattere complesso e armonioso, è stato premiato con la medaglia d'oro alla Spirits Selection 2020

Passione e ricerca della qualità. È all’insegna di questo binomio che nel 2007 è nata a Sora (Frosinone) Df Gocce, piccola azienda specializzata nella produzione di liquori e distillati. La passione è quella di Dario Ferri, imprenditore nel campo dell’abbigliamento, che dopo anni di studio, idee e tentativi ha deciso di trasformare il suo amore per la liquoristica artigianale in un’attività imprenditoriale. Un’attività sorretta da una filosofia aziendale molto precisa: ricerca della qualità, attraverso una lavorazione artigianale di materie prime accuratamente selezionate e naturali, quasi tutte provenienti da coltivazioni biologiche certificate, senza utilizzo di coloranti, conservanti e aromi. Una formula alla base della crescita dell’azienda, che per fare fronte all’aumento della domanda e allo sbarco sui mercati esteri, in primis Germania e Canada, si è dotata di un nuovo centro di produzione a Posta Fibreno.

Un esempio del livello di qualità raggiunto Df Gocce è rappresentato dall’amaro GocciAmara, premiato all’edizione 2020 di Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles, tra i più importanti concorsi internazionali che premia il meglio della produzione mondiale nel campo degli alcolici, con la medaglia d’Oro della categoria Amari.

Frutto di una ricerca di quattro anni, la ricetta segreta di GocciAmara prevede l’utilizzo di 22 ingredienti, tra, erbe, radici fiori e bacche, tra i quali genziana, cannella, fiori di camomilla, achillea, arancia amara, chiodi di garofano. Ingredienti che vengono lavorati separatamente con tre infusioni, della durata di 15 giorni l’una, e poi assemblati e lasciati riposare per 10 giorni. La lavorazione si conclude con una doppia filtrazione e l’imbottigliamento.

Risultato di questo processo è un amaro (alc 30% in vol) che si caratterizza per la grande complessità e armonia. L’amaro spigiona al naso profumi che spaziano dalle erbe alle spezie, dal floreale al mentolato, accompagnati da cenni agrumati della scorza d’arancia e sentori lignei della genziana. Un gioco di note, in un grande equilibrio d’insieme, che si ritorna anche al palato, al quale si presenta morbido con un finale sorprendentemente pulito e persistente.

Caratteristiche che si apprezzano al meglio servendolo liscio, a una temperatura di17-18 °C, o con qualche cubetto di ghiaccio e una fetta di arancia, ma che ne fanno anche un ingrediente da sperimentare in miscelazione, dove può andare a sostituire un bitter, o essere utilizzato per dare al drink un maggior spessore aromatico.

Disponibile in bottiglia da 70 cl, GocciAmara è solo una delle specialità di Df Gocce che annovera nel suo catalogo diverse chicche della tradizione liquoristica italiana. Come la Sambuca, dal particolare colore ambrato conferitolo dalla presenza di vaniglia del Bourbon, l’Amaro Sorano, fatto con 18 erbe, radici e spezie e giocato sul delicato equilibrio dolce-amaro, l’Amaretto, preparato con mandorle dolci D’Avola (80%) e una piccola percentuale di mandorle amare, o la Genziana, proposta in due versioni, una che vede nella ricetta il vino bianco, e l’altra, Genziana Rossa, di vino rosso. E ancora, altro prodotto particolare, l’Xten, un liquore a base di brandy invecchiato 25 anni, creato in occasione dei 10 anni della distilleria, dal carattere morbido e avvolgente, e dal sapore ricco dove spiccano note agrumate e di vaniglia, e la gamma di grappe.

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A Firenze i primi sei finalisti di Baritalia

Baritalia Firenze
La concorrente Sarah Nardi (Premio Coca-Cola Hbc Italia) esulta per essere stata selezionata per la Finalissima di Milano
Prima tappa del tour 2021 di Baritalia by Bargiornale, evento itinerante dedicato alla miscelazione. Ecco i primi finalisti della nuova edizione

Grande ripresa per il restart del canale horeca italiano con la prima tappa di Bartitalia by Bargiornale "Top of The Pops" negli spazi di Locale Firenze.

I primi 6 finalisti sono: Riccardo Di Dio Masa, Sarah Nardi, Federico Graziani, Gian Maria Ciardulli, Marco Marini e Luca Di Giuseppe.

Dopo un'appassionante gara tra 41 candidati, provenienti in prevalenza dal Centro Italia, la tappa fiorentina di Baritalia by Bargiornale ha confermato le prime 18 scelte aziendali e il lasciapassare per i 6 bartender che parteciperanno di diritto alla finalissima del 19 ottobre a Milano.

"Teatro" dell'avvenimento è stata la spettacolare sala bar-giardino di Locale Firenze (via delle Seggiole 12), ricavata nel cortile coperto da una grande vetrata nel duecentesco Palazzo Concini. Dopo l'intervento del direttore di Bargiornale Rossella De Stefano, la presentazione dei concorrenti è stata affidata all'esuberate redattore-showman Stefano Nincevich, anche autore del libro Cocktail Safari (Tecniche Nuove), con il supporto del nostro collaboratore fiorentino Julian Biondi. La giornata mixability si è conclusa con una esibizione di Riccardo Rossi, noto bar manager di Freni e Frizioni di Roma.

L'ottima organizzazione è stata curata dal bar manager Matteo Di Ienno e dal suo affiatato team di sala. Iniziata alle h. 12 del 7 giugno la gara si è articolata in due tempi (mattina e pomeriggio) con 22 batterie di due barman alla volta, giudicati da una giuria di 4 esperti bartender ciclicamente rinnovati, seduti davanti al banco bar. Parallelamente si sono svolte una serie di masterclass tenute da professionisti della miscelazione per conto degli sponsor:
Alessandro Pitanti Campari Academy
Filippo Laccu Coca-Cola Hbc Italia
Francesco Pirineo Compagnia dei Caraibi
Matteo Di Ienno GrosMarket
Luca Moroni Molinari
Mauro Picchi Nonino
Michel Granpasso Orlando Red Bull

Scelti da Campari Academy
Riccardo Di Dio Masa (Finalista), Hotel Palazzo Montemartini, Roma
Denis Paonessa, La Menagère, Firenze
Samuele Verri, The Craftsman, Reggio Emilia

Scelti da Coca-Cola Hbc Italia
Francesco Calvi, Baracchina Rossa, Livorno
Daniele Melani, Vorondi, Quarrata (Pistoia)
Sarah Nardi (Finalista), Manifattura Firenze, Castiglion Fibocchi (Arezzo)

Scelti da Compagnia dei Caraibi
Matteo Cassan, freelance, Salzano (Venezia)
Federico Graziani (Finalista), Ru.De. Centocelle, Roma
Andrea Jachetta, Ru.De. Centocelle, Roma

Scelti da Molinari
Gian Maria Ciardulli (Finalista), Donna di Cuori, Cecina (Livorno)
Filippo Marinelli, Gastronomia Morbidi, Siena
Nicolò Pedreschi, Matuku Tiki Bar, Livorno

Scelti da Nonino
Eduardo Borrell Prieto, Casina delle Muse, Roma
Paulo Leucio Manca, freelance Pisa
Marco Marini (Finalista), Il CardelliNO in Città, Livorno

Scelti da Red Bull
Marco Carcatella, Palaparma, Parma
Luca Di Giuseppe (Finalista), La Brasa, Codogno (Milano)
Alvaro Pagnanelli, freelance, Lapedona (Fermo).

Per i curiosi di street food fiorentino, davanti alla sede dell'evento è stato posteggiato il furgone Ditta Eredi L. Nigro, il panino con il lampredotto, ricavato da un mitico Citroën Type H 1947, con le lamiere ondulate.

A calmare la "sete" di novità ha provveduto il banco allestito fronte strada dal team di Locale Firenze con un apposito Bar Menu realizzato con i prodotti degli sponsor e il ghiaccio pronto Ice Cube:

Ginepraio Messicano - Coca-Cola Hbc
Tequila Corralejo Blanco, liquore allora e ginepro home made, succo di lime

 Ocho Batanga - Compagnia dei Caraibi
Tequila Ocho Blanco, succo di lime, Mondariz Cola

Paper Plane - Nonino
Amaro Nonino Quintessentia, Aperol, Bourbon, succo fresco filtrato di limone

Espolòn Paloma - Campari
Tequila Espolòn Blanco, succo di lime, sciroppo di agave, Thomas Henry Pink Grapefruit

CocoBeachBum - Molinari
Cointreau, Barbados Rum Mount Gay Black Barrel, succo fresco di lime, Alamea Coconut Rum, Orange Bitters

Lemoncello Spritz - Organics by Red Bull
Prosecco, Limoncello, Organics Bitter Lemon by Red Bull.

Appuntamenti prossimi:
Cagliari 21 giugno
Palermo 5 luglio
Reggio Calabria 19 luglio
Torino 20 settembre
Milano 18 ottobre
FINALISSIMA
Milano
19 ottobre

 

 

 

 

Costi nascosti: una lista ti aiuta a scovarli (e ridurli di molto)

costi nascosti
La lista delle 14 voci da controllare per tenere sotto controllo e ridurre i costi nascosti. L'ha compilata Domenico Maura, bar manager di esperienza, che assicura: «Spesso fanno la differenza tra guadagnarci e perderci»

Fare molta più attenzione di prima: la capacità di prevedere e misurare con precisione i propri costi, ora che i ricavi sono duramente messi alla prova - se non addirittura azzerati o quasi - diventa un fattore chiave che può addirittura decidere la sopravvivenza dell’azienda bar.
Da qui l’importanza di due elementi chiave: la standardizzazione e il controllo dei costi, a partire da quelli nascosti.

Domenico Maura, bar&restaurant manager del Parco dei Principi Grand Hotel e Spa di Roma

«Occorre essere precisi nel fissare degli standard, nel rispettarli e nel tenere conto di tutti gli elementi che vanno a comporre il costo per l’azienda - spiega Domenico Maura, una lunga esperienza nella gestione di bar d’albergo in strutture di alto livello -. Sono spesso elementi sottovalutati, ma che alla lunga possono fare la differenza tra un bar in salute e un bar che magari lavora anche ma non porta risultati economici proporzionati allo sforzo e all’impegno profuso».

Il diavolo si nasconde nei dettagli, recita un detto, che per Maura si chiamano costi nascosti: «Molti locali - spiega - facendo i conti a consuntivo, si trovano una serie di costi in più che non avevano calcolato. E che spesso determinano il fatto che l’attività alla fine non guadagni o non guadagni abbastanza. Meno misure si fanno, meno strumenti si hanno a disposizione per capire dov’è il problema e come aggiustare la rotta.

Alla gestione dei costi, Maura ha dedicato un libro (“L’ingegneria del menu. Come gestire i costi di un bar nell’era moderna”), frutto della sua esperienza ultraventennale nei bar di grandi alberghi, perlopiù appartenenti a catene internazionali.

L’importanza di fissare standard precisi, spiega Maura, cresce all’aumentare dei volumi di attività. E fa un esempio illuminante: «Supponiamo che abbiamo deciso di servire un distillato a 8 euro al bicchiere, stabilendo che la porzione standard da servire è 4 cl. Ipotizziamo poi che il barman, non rispettando gli standard, abbia servito ogni volta 5 cl anziché i 4 stabiliti. Ipotizzando un costo della bottiglia (di un litro) di 40 euro, mi ritroverò ad aver servito 20 porzioni anziché 25, con un mancato ricavo di 40 euro e un beverage cost del 5% superiore al previsto. Su un incasso medio giornaliero di 1.800 euro, fatto per il 75% dal beverage, quel cl in più versato nel bicchiere si traduce a fine anno in oltre 20mila euro di maggiori costi».

Avendo chiaro questo in testa, sarà più facile pensare alla necessità del rispetto degli standard come a una pratica irrinunciabile (Leggi anche: "Fai un check up al tuo bar. Una miniguida alla buona gestione").

Un menu fatto a schede

Da dove partire, allora? «Per ogni voce del menu, a cominciare dai cocktail per arrivare a comprendere tutta l’offerta food - spiega Maura - occorre creare una scheda tecnica riassuntiva, che fornisca tutte le informazioni chiave per la realizzazione della ricetta: gli ingredienti, la modalità di preparazione, la modalità di servizio (quale bicchiere, quale piatto), come deve presentarsi al cliente (meglio se la scheda contiene anche una foto del risultato finale richiesto). Naturalmente, le dosi da servire non sono stabilite una volta per tutte e valide per tutti i locali, ma dipendono dal tipo di locale e da servizio che si vuole dare. L’importante è che lo standard ci sia, sia sostenibile economicamente e venga rispettato e fatto rispettare».

Garantendo il rispetto degli standard, spiega l’esperto, siamo solo a metà dell’opera: il bar manager ha infatti individuato 14 possibili cause, spesso misconosciute, capaci di incidere pesantemente, sia singolarmente che - a maggior ragione - nel complesso sulla redditività di un locale: «Sono aspetti che vanno tenuti in considerazione e calcolati. Non sono il male assoluto, ed entro certi limiti sono elementi che fanno parte dell’attività. Penso ad esempio alle rotture, che è impossibile eliminare del tutto. Ma, dalla mia esperienza, misurarle e registrarle aiuta da un lato a contenere certi fenomeni - come per esempio l’autoconsumo o il prelievo di prodotti da parte dei titolari - dall’altro a preventivare e inserire in fase di budget il loro costo. Con il risultato di non ritrovarsi, in sede di consuntivo, delle sorprese sgradite, sotto forma di costi superiori ai ricavi o di extra-costi di cui non si aveva la più pallida idea». check list

Caccia ai costi nascosti: le 14 cose da controllare 

1. Errori del fornitore in fase di scarico prodotti Merce non idonea, non conforme alla richiesta, con scadenza troppo ravvicinata. Va deputata una persona al ricevimento e controllo della merce.

2. Rotture «Un 10% l’anno è accettabile» dice Maura. L’ideale? Un documento dove registrare tutte le rotture, con accanto chi/quando/perché. Da analizzare periodicamente.

3-4. Furti (del personale/dei clienti) Occorre capire come avvengono e perché e prendere le opportune contromisure.

5. Offerte di bevute gratis ai clienti Vanno sempre registrate. «Occhio alla versione “me ne dai un po’ di più?”. Offritegli un double».

6. Consumi interni dei dipendenti Va stabilita una regola. E i consumi interni vanno sempre registrati.

7. Errori nella gestione delle comande «Ripetere sempre la comanda al cliente alla fine riduce gli errori. Ogni drink sbagliato ha costi reali (il tempo del cameriere, il tempo del bartender, i prodotti consumati) e nascosti (l’irritazione del cliente, il rallentamento nel servizio).

8. Errori nell’esecuzione del drink Una comanda precisa è la base (es. «Un Margarita senza crusta»). La regola? “Dagli ciò che ha chiesto, senza inventare nulla”.

9. Prelievo di prodotti da parte dei titolari per esigenze personali «Andrebbero sempre registrati. Sennò i conti non tornano».

10. Intere partite o singoli prodotti alterati Spesso ce ne si accorge solo dopo l’apertura della confezione. Un esempio? Compro grandi quantitativi di prodotti a scadenza ravvicinata e non riesco a consumarli.

11. Prodotti scaduti Cattiva gestione del magazzino: “dimentico” i prodotti in scadenza in fondo.

12. Cattiva manutenzione delle attrezzature «La manutenzione ordinaria dovrebbe essere il 5% del budget totale. Se manca, finirò per avere costi aggiuntivi»

13. Esuberi di personale «I turni sono modulati bene?»

14. Cattiva progettazione delle aree business e di lavoro Le distanze eccessive si traducono in tempi e costi maggiori.

Sting lancia una fondazione a sostegno dei locali italiani in difficoltà

Sting sostegno locali
L'artista britannico con la moglie Trudie Styler ha annunciato la nascita di Every Breath Foundation, una fondazione per sostenere i locali della Penisola messi in crisi dalla pandemia

Sting scende in campo a sostegno dei locali italiani colpiti dalla pandemia. Lo farà attraverso una nuova fondazione, la Every Breath Foundation, che prende il nome da Every Breath You Take, brano scritto dall’artista britannico quando militava nel gruppo musicale The Police. Un progetto con il quale Sting e la moglie Trudie Styler vogliono offrire supporto a bar e ristoranti della Penisola, colpiti duramente da un anno di chiusure a causa dell’emergenza sanitaria.

Ad annunciare la ascita della nuova fondazione e il suo scopo è stato lo stesso cantante attraverso un post su Instagram al termine della gara ciclistica Win Race 2021, una gara organizzata per promuovere la campagna, e che ha visto 20 ciclisti percorrere, in 6 ore, 160 km tra San Marino, dove i coniugi inglesi sono diventati ambasciatori, e la Toscana, con arrivo a il Palagio, la tenuta di proprietà della coppia, dove si produce vino, olio e miele, a Figline Valdarno (Firenze).

«Questa corsa è per celebrare la nostra nuova unione con San Marino e per lanciare una campagna di sensibilizzazione per la nostra nuova no-profit italiana, la Every Breath Foundation – si legge nel posto -. Ebf sosterrà l'industria dell’ospitalità - bar, caffè, ristoranti - che hanno faticato a tenere aperte le porte durante la pandemia».

Ulteriori dettagli sul progetto, conclude il post, saranno resi noti nei prossimi giorni.

Rancilio amplia la gamma di macchine per espresso Classe 20

Rancilio macchine espresso Classe 20
Classe 20 SB e Classe ASB le nuove macchine per espresso con le quali il Gruppo amplia la sua offerta di soluzioni di fascia medio-alta

Rancilio amplia l’offerta dei prodotti medio-alto di gamma con le macchine per caffè espresso Classe 20 SB e Classe ASB, entrambe disponibili anche in versione Tall con gruppi rialzati.

Classe 20 ASB, con tecnologia Advanced Steady Brew, è la versione multi-boiler. I gruppi indipendenti sono la massima garanzia per stabilizzare la termica del gruppo e controllare con precisione la temperatura dell’acqua per ogni erogazione. Con Classe 20 ASB, il barista può regolare temperature diverse per ogni gruppo, anche durante il servizio, in modo semplice e veloce tramite l’interfaccia touchscreen.

Classe 20 SB è equipaggiata con Steady Brew. Questa tecnologia brevettata da Rancilio garantisce un'eccellente stabilità termica, un’elevata affidabilità e la massima ripetibilità, sia durante i picchi di lavoro sia in condizioni di bassa intensità di produzione. A dimostrarlo i test condotti dal team della Coffee Competence Rancilio, che hanno registrato risultati notevoli in termini di stabilità termica (±1,9°C) con qualsiasi temperatura impostata (da 88° a 98°).

Classe 20 SB e Classe ASB sono dotate di interfaccia touchscreen da 4.3”, progettata per migliorare il lavoro di tutti i giorni. Con pochi swipe il barista può infatti navigare nei vari menu per regolare le dosi caffè e acqua, attivare i cicli di lavaggio. Grazie alla funzione Service, il tecnico specializzato può testare il funzionamento delle singole componenti della macchina senza dover accedere alle parti interne. Inoltre, nella versione ASB, tramite il display posizionato su ogni gruppo, il barista può visualizzare la temperatura impostata e la durata dell’ultima erogazione.

Le luci estetiche RGB sui pannelli laterali, sui gruppi e sopra la pulsantiera, sono tutte personalizzabili con intensità e colori diversi. Le luci a LED bianche, installate sotto i gruppi, offrono al barista un controllo visivo ottimale su tutta l’area di lavoro.

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Coca-Cola Hbc Italia prosegue il suo percorso green

Coca-Cola Hbc Italia sostenibilità
Pubblicato il nuovo rapporto di sostenibilità che mostra l'impegno dell'azienda sul fronte ambientale, campo nel quale negli ultimi 10 anni ha investito 100 milioni di euro

Oltre 100 miloni di euro investiti negli ultimi 10 anni. È il primo dato che testimonia dell’impegno di Coca-Cola Hbc Italia sul fronte della sostenibilità, tema da tempo ormai centrale nell’agire dell’azienda, principale imbottigliatore e distributore dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company nel nostro Paese. Impegno del quale dà conto il nuovo Rapporto di sostenibilità, il 17esimo, dal titolo Il nostro messaggio per il futuro, che fa il punto sulle azioni messe in campo per limitare l’impatto ambientale delle attività e sui risultati raggiunti.

Azioni che interessano l’intera attività della società, dall’approvvigionamento delle materie prime, prediligendo l’utilizzo di ingredienti di origine agricola coltivati nel rispetto dei principi dell’agricoltura sostenibile, alle fasi di imbottigliamento e di distribuzione dei prodotti. E ispirate a un modello di sviluppo sostenibile, intelligente e inclusivo che permetta di preservare le risorse naturali, limitando il ricorso a nuove materie prime e all’energia da fonti non rinnovabili nei processi produttivi, continuando a diminuire scarti e rifiuti e promuovendone il riciclo e il riutilizzo.

Lotta agli sprechi in produzione

Per quanto riguarda la produzione delle bevande, Coca-Cola Hbc Italia ha effettuato importanti investimenti per massimizzare l’efficienza energetica e idrica dei processi produttivi dei suoi cinque siti: tre, quelli di Nogara (VR), Oricola (AQ), Marcianise (CE), dedicati alla produzione di bevande, e due, quello di Fonti del Vulture situato a Rionero in Vulture (PZ) e quello di Lurisia a Roccaforte Mondovì (CN), all’imbottigliamento di acque minerali. A questo scopo l’energia acquistata dalla rete e utilizzata negli stabilimenti è 100% generata da fonti energetiche rinnovabili e certificata dalla Garanzia di origine (Go), che ne attesta la generazione da impianti qualificati. Stabilimenti poi che poi spiccano per la loro efficienza. Il sito di Rionero in Vulture, che rappresenta il best performer a livello di Gruppo in termini di CO2 emessa, vanta l’emissione di soli 0,72 grammi di CO2 per litro di bevanda prodotto.

Gli stabilimenti di Nogara, Oricola e Marcianise, da diversi anni sono stati dotati di impianti fotovoltaici e di impianti di cogenerazione ad alta efficienza. Più nello specifico, i siti di Oricola e Marcianise presentano anche degli impianti di trigenerazione, in grado di produrre energia elettrica ed energia termica calda e fredda, mentre a Nogara è installato un impianto di quadrigenerazione in grado di soddisfare anche l’intero fabbisogno di CO2 della produzione di bevande del sito. Una scelta che riduce il consumo di energia primaria, ottenendo quindi minori costi di fornitura e l’abbattimento delle emissioni derivanti dal consumo di energia.

Sempre in termini di ottimizzazione dell’uso delle risorse, un altro importante risultato è stato ottenuto sulla riduzione dei consumi di acqua, con un risparmio del 20% di risorsa utilizzata per produrre le bevande negli ultimi 10 anni. Performance destinate a migliorare ulteriormente nei prossimi anni. Nel 2020 è stata infatti introdotta una nuova tecnologia di sciacquatrici ad aria, che sostituisce le attuali ad acqua e assicura la rimozione di eventuali corpi estranei nei contenitori Pet e nelle lattine prima della fase di riempimento, garantendo insieme la massima sicurezza alimentare e l’azzeramento del consumo idrico legato a questa operazione.

Pack sostenibili

E proprio quello del pack costituisce un altro campo dove si sono concentrati gli sforzi, attraverso diverse azioni che hanno consentito di ridurrre negli ultimi 10 anni la quantità di vetro del 28%, di Pet del 20%, di alluminio del 15% e del 27% la plastica nei tappi.

La prima è l’utilizzo del Pet riciclato (rPert), con l’introduzione lo scorso anno delle bottiglie realizzate con il 50% di plastica riciclata (quelle delle referenze: Coca-Cola, Coca-Cola Zero Zuccheri, Coca-Cola Senza Caffeina, Coca-Cola Light Taste, Coca-Cola Gusto Limone Zero Zuccheri da 450 ml, Fanta Original da 450 ml e Furetea da 400 ml), azione che ha permesso di tagliare del 5,2% le emissioni di CO2.

All’utilizzo della plastica riciclata si aggiunge poi l’eco-design, ovvero la progettazione di imballaggi con un impiego sempre più efficiente dei materiali dei quali sono composti. Su questo piano la novità dello scorso anno è stato l’alleggerimento del peso delle bottiglie da 1,5 l che ha garantito un risparmio del 4,2% nelle emissioni di CO2 per questo formato. Inoltre, è stato eliminato il colore dalle bottiglie di Fanta Original e ridotto quello delle bottiglie di Sprite, evitando così l’uso di attitivi e agevolando la riciclabilità del Pet, che dopo l’uso potrà essere trasformato più facilmente in una nuova bottiglia trasparente.

Altra novità, ma arrivata all’inizio di quest’anno, è il KeelClip, un innovativo sistema di imballaggio in carta riciclata, brevettato, che permette di eliminare completamente l’involucro in plastica dalle confezioni multiple di lattine (leggi Coca-Cola più green con il nuovo pack KeelClip). Una soluzione che garantisce un risparmio di 450 tonnellate di plastica all’anno.

L’eco-logistica e frigovetrine green

Importanti sforzi sono stati fatti anche per ridurre le emissioni di gas climalteranti legati agli spostamenti, attraverso l’ottimizzazione della gestione dei flussi di materie prime tra i diversi poli produttivi. Ottimizzazione che ha portato a un taglio delle percorrenze stimato in 854.061 chilometri, e di conseguenza a un risparmio di 788 tonnellate di CO2 equivalente. Sempre in quest’ottica, lo scorso anno è stato abbinato il viaggio di ritorno al viaggio di consegna attraverso la modalità round trip che ha permesso una ulteriore diminuzione della percorrenza di 517.115 chilometri, per un totale di 345 tonnellate di CO2 equivalente evitate.

L’impegno nella sostenibiità di Coca-Cola Hbc Italia riguarda anche la presenza sul mercato, attraverso l’introduzione di frigovetrine eco-friendly di nuova generazione, che attualmente rappresentano il 63% di quelle immesse, e che permettono di ridurre di più del 50% il consumo di elettricità, grazie a un sistema di gestione dell’energia che ottimizza il consumo in base all’effettivo utilizzo da parte del consumatore finale, e di usare refrigeranti che non danneggino l’atmosfera.  Lo scorso anno l’investimento in nuove frigovetrine, con la sostituzione di 10.000 unità, ha permesso di risparmiare 10,2 milioni di kWh di energia elettrica in valore assoluto e il 5,8% in valore relativo, rispetto a quelle tradizionali, evitando l’emissione di 3.594 tonnellate annue di CO2. Anche in questo ambito la società lavora all’integrazione di soluzioni innovative, come la tecnologia Connected Coolers, che permette al team commerciale, dotato di iPad, di valutare informazioni sullo stato di funzionamento delle macchine in termini di controllo temperatura e utilizzo.

Sostenibilità a 360°

Il Rapporto di sostenibilità, revisionato da Deloitte & Touche, racconta anche l’impegno nel sociale, nel quale si declina, oltre che sull’ambiente, il tema della sostenibilità per Coca-Cola Hbc Italia. In particolare, l’attenzione alla crescita e al benessere delle quasi 2.000 persone che lavorano tra uffici, stabilimento e forza vendita, coinvolte in più di 50.000 ore di formazione durante il 2020. Grande attenzione è stata rivolta anche alle comunità nel corso dell’anno segnato dall’emergenza sanitaria. L’azienda ha attivato diverse iniziative, tra le quali il programma #YouthEmpowered, rivolto ai giovani per supportarli nella conoscenza delle proprie attitudini e nell’acquisizione di competenze necessarie per il mondo del lavoro, che ha coinvolto oltre 23.500 giovani e trasformato in modalità digitale durante il passaggio alla didattica a distanza. A tutto ciò si aggiunge la donazione di 1,4 milioni di euro a Croce Rossa Italiana, insieme a Coca-Cola Italia e The Coca-Cola Foundation.

Il ritorno di Gran Café Paulista

Gran Café Paulista torna alla ribalta con un pacchetto che comprende attrezzature dedicate di alto livello e materiali di servizio e comunicazione

Nato nel 1961 a Torino dalla collaborazione tra Lavazza e l’Istituto Brasileiro do Café, in occasione dei suoi 60 anni torna alla ribalta Gran Café Paulista. Il suo classico corredo grafico colorato e pop è pronto a farsi notare e ad attirare clienti di ogni età presso caffetterie, bakery, bistrot, ristoranti e bar vintage che si vogliono differenziare per offerta e distintività del locale. Il concept offre agli operatori un pacchetto di attivazione completo che comprende attrezzature, materiali di servizio e strumenti di comunicazione efficaci.
Il mitico caffè single origin torna più moderno che mai, con un gusto più amabile e contemporaneo conferito da una miscela di 100% Arabica brasiliane, tra cui la varietà Cereja Apassita, che conferisce dolcezza grazie a una raccolta tardiva delle drupe. E la dolcezza è protagonista in tazza insieme a una bassa acidità e a un corpo persistente. I formati disponibili includono un sacchetto da un chilo in grani (per i basso vendenti c’è la capsula Lavazza Blue), al quale si affianca la lattina da 250 g di macinato adatta per preparazioni moka e filtro e vendibile per consumo domestico, per rivivere l’esperienza anche a casa.

Attrezzature dedicate di alto livello

Di alto livello anche le apparecchiature: la macchina espresso Cimbali Dedica a 2 gruppi con telemetria e il macinacaffè Fiorenzato F64E on demand, entrambi brandizzati. «Questo lancio dimostra nuovamente in modo tangibile che Lavazza crede nel ritorno ai consumi nel fuori casa, in cui continua a investire - afferma Igor Nuzzi, Regional Director Italia e Svizzera di Lavazza -. Gran Café Paulista gode di una grande popolarità presso una fascia di consumatori più matura, ma è pronto a conquistare i giovani che sono attratti dal ritorno di grandi marchi attualizzati (gli esempi nella musica, nella moda, nell’auto sono numerosi) e attenti all’ambiente: la nuova miscela è certificata 100% Rainforest Alliance».
La possibilità di realizzare diversi tipi di estrazioni attraverso la Moka Carmencita Black e i coffeetail alcolici e analcolici, permettono di modulare l’offerta in base alle diverse esigenze nell’arco della giornata, ampliando le occasioni di consumo. Per l’estate il Training Center ha messo a punto tre ricette fresche, gustose e facili da realizzare. Come Gran Café Paulista Amigos che Sabor! (nella pagina a fianco) composto da 15 ml di caffè, 30 ml vodka, soda/acqua gasata, 15 gr zucchero, 3-4 foglie di basilico, mezzo limone. Si realizza ponendo in un tumbler alto il limone a cubetti, lo sciroppo di zucchero e il basilico, da schiacciare delicatamente con un pestello. Riempito il bicchiere di ghiaccio tritato si aggiungono la vodka e uno spruzzo di soda, infine Gran Café Paulista.

Intervista a Igor Nuzzi, Regional Director Italia e Svizzera di Lavazza

Cosa rende Gran Café Paulista ancora attuale e attrattivo?

Nonostante sia un prodotto che abbiamo tolto nel 2016 dal mercato retail (nel quale non sarà più disponibile, il cliente potrà acquistare le lattine solo al bar, ndr), Gran Café Paulista gode di una grande popolarità. In primo luogo da parte di chi lo ha visto in televisione con Carosello. Ma siamo pronti a soddisfare anche i consumatori più giovani, a cominciare da chi, come noi, crede nell’importanza della salvaguardia dell’ambiente, con la certificazione Rainforest Alliance, il tutto comunicato attraverso i nostri canali, l’App Piacere Lavazza e formule social che offriranno una comunicazione simpatica e accattivante anche per i Millennials.

Qual è il locale-tipo al quale si rivolge la nuova proposta?

Gran Café Paulista non è una formula per tutti. Ci rivolgiamo prevalentemente a locali pop e distintivi, in grado di servire e raccontare nel modo migliore questo caffè. Per aiutare il barista mettiamo a sua disposizione le proposte e la formazione del Training Center Lavazza insieme a un pacchetto di attivazione completo. Siamo i primi ad avere dato una forte accelerazione all’utilizzo della telemetria con la macchina Cimbali Dedica, che offre notevoli vantaggi in termini di assistenza preventiva e di diagnosi rapida. I risultati che riceviamo sono molto confortanti.

Il caffè che va oltre il “solito” è la nuova frontiera per il bar?

Oggigiorno, purtroppo, i baristi sono in forte difficoltà. Vogliamo aiutarli a trovare insieme delle soluzioni per avvicinare nuovi target e stimolare chi già frequenta il locale, offrendogli nuove occasioni di consumo. Così, chi fino ad ora non si è focalizzato sulla miscelazione, ha a sua disposizione ricette di drink buone e facili da realizzare per incentivare il consumo pomeridiano e serale, passando per l’aperitivo. Stiamo lavorando sui trend emergenti, che comprendono anche un consumo del caffè slow, con la moka, che è stata riscoperta a casa e piace anche al bar e al ristorante. Il barista ha a sua disposizione la caffettiera Carmencita Black per soddisfare la fascia di consumatori sempre più curiosi di assaporare il caffè sotto forma di diverse  estrazioni. Un piacere da portare anche a casa con la lattina di Gran Café Paulista acquistata al bar.

WholeFruit, il cioccolato che sfrutta tutto il frutto del cacao

Cacao Barry presenta un cioccolato che nasce sfruttando il 100% della cabossa, il frutto del cacao: il risultato è un sapore particolarissimo

Anticipato già nel 2019, arriva - a disposizione dei soli artigiani e professionisti - un nuovo cioccolato ideato da Cacao Barry. Si chiama WholeFruit, ed è disponibile in quantità limitate da subito in Francia, Regno Unito, Italia, Canada, Stati Uniti, Brasile e Giappone. Da dicembre 2021 la sua distribuzione sarà progressivamente estesa ad altri paesi.

Prodotto usando tutto il frutto del cacao, senza scarti

Si tratta di un cioccolato unico nel suo genere, puro al 100%, realizzato utilizzando tutto il frutto del cacao. Gli chef delle Chocolate Academy di tutto il mondo, in collaborazione con gli esperti di Cacao Barry, hanno impiegato quasi 2 anni per arrivare a proporre al mercato questo prodotto. L'impiego dell'intero frutto del cacao non è, quindi, un esperimento "improvvisato", tutto il contrario: solo poche settimane fa era stato presentato un altro prodotto, un gelato creato sfruttando anche polpa e buccia della cabossa, ideato da Chocolate Academy Center Milano in collaborazione con RogelFrut. Ora tocca a WholeFruit, composto al 100% dal frutto puro del cacao, senza zuccheri raffinati, senza lecitina, senza vaniglia. Ha un gusto fruttato leggermente piccante. In più, la produzione guarda anche al tema della sostenibilità sociale e al benessere degli agricoltori che coltivano le cabosse.

In cerca di benessere, per i consumatori e per gli agricoltori dell'Ecuador

Il frutto del cacao è stato raccolto, per secoli, principalmente per le sue fave, lasciando il 70% del resto della frutta come rifiuto. Oggi Cacao Barry ha scelto di cambiare, attivando il suo brand Cabosse Naturals e trasformando la polpa e la buccia in una gamma di ingredienti puri al 100%. Cabosse Naturals collabora con le comunità di coltivatori locali, che fanno parte del programma di sostenibilità Cocoa Horizons in Ecuador, per procurarsi frutti di alta qualità e offrire a 450 piccoli agricoltori una migliore qualità della vita. Un lavoro congiunto per limitare il tempo tra la raccolta dei frutti di cacao freschi e la trasformazione.

Un cioccolato "potente" con note fruttate

Il primo prodotto commerciale di questa nuova famiglia di cioccolato si chiama WholeFruit Evocao. L'acidità naturale e le note fruttate, che ricordano i frutti esotici, lo rendono un cioccolato "potente", che svela tutti i sapori e la freschezza del frutto del cacao. Per lo chef Ramon Morató, direttore creativo di Cacao Barry, «i valori associati a questo cioccolato sono un modo di intendere la vita attraverso la sostenibilità, la riduzione dei rifiuti, il riciclo e una dieta più sana per avere una migliore cura per il nostro pianeta. Durante il processo di creazione di diverse ricette, abbiamo integrato questi valori che in qualche modo erano già il nostro modo di vedere la professione. Abbiamo voluto rendere molto più visibile il nostro impegno per quello che pensiamo sia il futuro. Questo è solo l'inizio».

Trionfo per L’Aperitivo Nonino BotanicalDrink al Meininger’s International Spirits

L'Aperitivo BotanicaDrink Nonino Aperitivo dell'anno
Famiglia Nonino
Il prodotto creato nel 1940 da Silvia Nonino, e la cui ricetta è stata rivista di recente da Cristina, Antonella, Elisabetta e Francesca Nonino, è stato eletto Aperitivo dell'Anno 2021 nella prestigiosa competition internazionale

Trionfo per L’Aperitivo Nonino BotanicalDrink al Meininger’s International Spirits Award Isw. Nell’importante concorso internazionale dedicato al mondo degli spirit e dei vini il prodotto di casa Nonino si è aggiudicato il titolo di Aperitivo dell'Anno 2021. La notizia è stata annunciata in anteprima da Francesca Bardelli Nonino durante la tappa fiorentina di Baritalia, il laboratorio itinerante di miscelazione di Bargiornale (leggi Baritalia a Firenze). Un prestigioso riconoscimento che ne fa il primo aperitivo italiano a conquistare il titolo di categoria in questa competizione, categoria che quest’anno ha visto in gara oltre 120 prodotti da tutto il mondo. Soprattutto, un ulteriore riconoscimento per l'azienda, che lo scorso anno è stata eletta distilleria dell'anno da Wine Enthusiast (leggi: Nonino premiata come distilleria dell’anno da Wine Enthusiast).

L'Aperitivo Nonino BotanicalDrink comincia la sua storia nel 1940 e rappresenta un perfetto esempio della filosofia di casa Nonino, dove da sempre arte della distillazione e innovazione procedono sempre insieme. Una storia, in più, tutta al femminile. La sua ricetta fu infatti messa a punto da Silvia Nonino, tra le prime donne mastro distillatrice in Italia, che, rimasta vedova, prese la guida della distilleria, creando l’Aperitivo Bianco, fatto interamente con botaniche della sua terra: il Friuli.

Ricetta che nel 2018, dopo oltre tre anni di studio, Cristina, Antonella, Elisabetta e Francesca, la nuova generazione di donne Nonino, hanno rivisitato, impreziosendola con ÙE Acquavite d'uva Monovitigno Fragolino, distillata con metodo discontinuo artigianale, negli alambicchi in rame a vapore della famiglia. A questo si aggiungono le infusioni di fiori, frutta e radici, accuratamente selezionati ed essiccati a bassa temperatura per conservare inalterata l’intensità naturale di profumi, sapori e colori. Nasce così L'Aperitivo Nonino BotanicalDrink (alc 21% in vol), uno spirit 100% vegetale, dal colore giallo intenso naturale, fresco, fruttato con note agrumate e sentori di frutti di bosco e leggermente amaricante. Un perfetto aperitivo, come hanno certificato i giudici della Meininger’s International Spirits Award.

Ottimo da servire freddo a circa 6-7 °C, oppure on the rocks con qualche goccia di succo di limone, L'Aperitivo Nonino è perfetto anche da utilizzare in miscelazione, per dare vita a originali drink. Come il Royal Nonino Pimm’s, creato dal Giorgio Rocchino, mixologist dello Yacht Club di Montecarlo, miscelando L'Aperitivo Nonino BotanicalDrink con ginger ale e decorando con lamponi, more, fragola, twist di cetriolo e fettina d’arancia e di limone.

È disponibile in elegante bottiglia da 700 m, impreziosita da un’etichetta che rende omaggio a Silvia Nonino, dove sono rappresentate tre donne con un bicchiere in mano: tre come le sorelle Nonino, ma soprattutto come le tre generazioni di donne distillatrici che hanno seguito Silvia.

La ricetta

Royal Nonino Pimm’s di Giorgio Rocchino

Ingredienti:

6 cl L’Aperitivo Nonino BotanicalDrink, 20 cl Ginger Ale, lamponi, more, fragola, twist di cetriolo e fettina d’arancia e di limone

Preparazione:

build

Decorazione:

lamponi, more, fragola, twist di cetriolo e fettina d’arancia e di limone

Bicchiere:

calice aperitivo

Eagle One di Victoria Arduino in mostra all’Adi Design Museum

Eagle One di Victoria Arduino
La macchina espresso dell'Azienda marchigiana è stata giudicata tra i migliori prodotti del design italiano. Unisce estetica, tecnologia, innovazione, risparmio energetico

Si potrà visitare fino al 20 giugno presso L’Adi Design Museum di Milano la mostra dell’Adi Design Index 2020, la selezione annuale dei migliori prodotti del design italiano. Al suo interno, alla sezione Lavoro c’è la macchina espresso Eagle One di Victoria Arduino, design Carlo Viglino. Il suo progetto di ispira alla teoria del saper far italiano che pone le basi nel buon design del Novecento  guarda al futuro. In tale contesto la macchina non è più solo uno strumento, ma grazie alla sua unione di tecnica ed estetica, diventa espressione della personalità del barista, racconto e tendenza.

Estetica è la facilità di personalizzazione con diversi colori e con materiali sia naturali come il legno sia tecnologici come l’acciaio, le resine e l’alluminio: ciò permette al locale di esprimere la propria personalità anche attraverso la macchina da caffè. Legandosi alla sua capacità di trasformarsi ed essere messaggio, l’architetto e designer Giulio Cappellini ha creato una speciale Eagle One che unisce storia e avanguardia, con l’utilizzo di legni speciali riciclati, resina ecologica e alluminio.

L’attenzione è stata posta non solo alla ricerca tecnologica e all’innovazione, ma anche al piacere di vivere e lavorare con un prodotto che combina perfettamente qualità estetiche e funzionali. Il risultato è un’esperienza sensoriale completa sia per chi lavora con questa macchina disponibile in versione da 2 e 3 gruppi grazie alla sua semplicità d’uso, sia per il cliente, grazie all’innovativa tecnologia estrattiva Neo (New Engine Optimization), che ha ha visto la sua prima applicazione in Prima, macchina professionale a 1 gruppo. Rappresenta un approccio nuovo nel riscaldamento dell’acqua per l’estrazione del caffè a bassi consumi in quanto sfrutta la tecnologia del riscaldamento istantaneo che richiede volumi e quindi caldaie più piccole, in quanto viene riscaldata solo l’acqua che serve. In questo modo la macchina è pronta per preparare caffè e cappuccini in soli 8 minuti.

Il design di Eagle One pone l’attenzione anche all’impatto ambientale del prodotto, in termini di risparmio energetico ed economico. I nuovi materiali utilizzati e il design progettuale hanno permesso di ridurre le emissioni del 23% rispetto alle macchine della stessa categoria e soprattutto di sfruttare e non disperdere l’energia di scarto della macchina con un ulteriore risparmio dell’8% sul totale del suo consumo.

Brunch, pranzo, aperitivo, cena e after dinner, i food trend che aiutano a creare l’offerta

I piatti e le ricette più adatte a ogni momento della giornata. Matteo Figura, direttore di The NPD Group Italia, ci guida lungo le diverse occasioni di consumo: dal brunch a notte fonda

La differenza, al bar, si fa affiancando a cocktail e bevande un'offerta food distintiva e di qualità. Va modulata correttamente, però, tenendo conto delle tendenze del mercato, delle aspettative dei clienti e delle specificità delle diverse occasioni di consumo. Di cosa, insomma, funziona e cosa no la mattina, all'ora della pausa pranzo e la sera.

Cosa funziona oggi

Per questo abbiamo chiesto a chi studia il mercato - e i numeri che esso esprime - di approfondire le tendenze di consumo nei vari momenti della giornata. Matteo Figura, direttore di The NPD Group Italia, ci guida lungo una giornata-tipo.
A partire dal brunch, la "colazione estesa" che può diventare una buona occasione per alzare lo scontrino medio e rendere i clienti dei frequentatori abituali e affezionati. «Possiamo fare una riflessione guardando ai numeri della colazione nei giorni del weekend - spiega Figura. «Il mattino, nel fine settimana, vede una colazione più ricca di componenti del menu, propende più verso il salato (la componente di prodotti salati consumati a colazione nel weekend è del 16%, contro il 13% in settimana) e aumentano i consumi di frutta, sia fresca sia in macedonia. La componente dolce rimane sostanzialmente identica, ma si arricchisce qualitativamente. Si tende a consumare dolci più elaborati e impegnativi, non solo il semplice cornetto. Due le conseguenze di questa maggiore ricchezza: prima, dai due prodotti medi consumati si sale a 2,4; seconda, il salato diventa un importante elemento aggiuntivo, che quindi va valorizzato con attenzione assieme a un rinforzo dell'offerta di bevande (non più quasi esclusivamente caffè e cappuccino, ma anche succhi di frutta e centrifugati).

E a pranzo, pasta regina

La fascia oraria del pranzo racconta bene che cosa sia successo al mondo bar negli ultimi anni. «La pasta resta il prodotto maggiormente consumato in pausa pranzo, seguita dai panini», spiega Figura. «Fatto 100 il totale delle visite, se contiamo in quante compare il prodotto pasta vediamo che la componente è cresciuta. Nel 2017 compariva nel 20% delle visite al bar, nel 2020 è salita al 27%. Scesi intanto i panini, dal 21% al 18%. C'è stato un cambio di destinazione d'uso sul bar, rafforzatosi dal 2016 con il rilancio dei consumi dopo l'ultima grande crisi. Il bar si è reinventato in termini di offerta di prodotti e struttura all'ora del pranzo: il consumatore è preparato ad accettare un'offerta più variegata e questa opportunità c'è ancora, anche ora che siamo in fase di ripartenza dopo uno stop forzato». Dunque, variazioni sui classici e potenziamento di offerta per il servizio al tavolo, magari con un pizzico di estro creativo, possono funzionare bene.

E in fascia serale...

C'è, infine, la fascia oraria che va dalle 18 alle 21 e che comprende sia l'aperitivo che la cena. «In termini di propensione al consumo vincono gli snack salati (patatine, noccioline...) e gli appetizer (finger food salati e, in crescita, panini farciti, con propensione al consumo in aumento dal 14% al 18% tra il 2017 e il 2020). Anche questo è legato all'evoluzione del bar. I consumi in questa fascia oraria diventano più strutturati - spiega Figura di NPD Group - in virtù del fatto che il bar si modernizza e diventa più fast casual, viene accettato anche come luogo di consumo per una cena veloce». Discorso a parte meritano i consumi nella fascia late night, nella quale spadroneggiano le bevande e i cocktail ma non va ignorato il valore del consumo di snack. «Gli assaggi in accompagnamento e abbinamento ai cocktail costituiscono un elemento importante, ma certo i consumi food non sono trainanti in questa fascia oraria. Ad ogni modo, quello dell'after dinner è un appuntamento tutto da ricostruire ora che affrontiamo una fase di riapertura e minori restrizioni. Per questo nulla va lasciato al caso».

Otto buone idee

Qualche ispirazione si può trarre dal ricettario firmato Bonduelle Food Service, con proposte (le ricette prevedono dosi per 10 persone) che vanno dagli snack con verdure e formaggio a quelli con il riso basmati, dai friggitelli ai ben noti falafel. Qui ve ne proponiamo otto. Ma se non basta, a fondo pagina, c'è il link per scaricare, gratuitamente, il ricettario completo: più di 100 idee per arricchire il menu.

1Brunch: Brioche salata con Tris di peperoni, uvetta, olive e pancetta pag. 24 del ricettari

500 g di TRIS DI PEPERONI PREFRITTI BONDUELLE
200 g di pancetta arrotolata
100 g di olive nere
50 g di uvetta
10 brioches salate Pepe

PROCEDIMENTO
Rigenerare il TRIS DI PEPERONI in microonde come riportato sulla confezione e profumare con poco pepe.
Affettare la pancetta arrotolata e aprire a metà le brioche.
Farcire con i PEPERONI, l’uvetta, le olive nere e la pancetta.

PRESENTAZIONE
Servire le brioches tiepide in un piatto piano e guarnire con qualche fettina di oliva.

IDEALE ABBINATO A
Birra tipo trappista non filtrata
(Si definisce birra trappista una birra brassata da monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo)
Temperatura di servizio: 5-7°C
Questa preparazione semi aromatica con uvetta e peperoni, si sposa perfettamente con questa tipologia di birra che, di giusta proporzione alcolica, non va a sovrastare le materie prime della preparazione.

2Brunch: Cubi di frittata con Sombrero, mozzarella e salsa yogurt

500 g di SOMBRERO MINUTE BONDUELLE
200 g di mozzarella
150 ml di latte
150 g di parmigiano 15 uova
200 ml di salsa yogurt Olio evo
Sale e pepe

PROCEDIMENTO
Rigenerare il SOMBRERO MINUTE in microonde come riportato sulla confezione e condire con olio, sale e pepe.
Sbattere le uova con latte, parmigiano, sale e pepe. Aggiungere le verdure
e la mozzarella.
Versare il composto in una teglia antiaderente e cuocere in forno a 180°C per 20 minuti.

PRESENTAZIONE
Tagliare la frittata in quadrati e servire con la salsa yogurt e germogli freschi.

3Pranzo: Burger con Snack spinaci, piselli e provola, salsa BBQ e Peperoni grigliati

30 SNACK SPINACI, PISELLI E PROVOLA BONDUELLE
500 g di PEPERONI GRIGLIATI BONDUELLE
100 g di salsa BBQ 100 g di chips di patate 10 Sandwich ai cereali 80 g di rucola
Olio evo
Sale e pepe

PROCEDIMENTO
Cuocere gli SNACK SPINACI, PISELLI
E PROVOLA in forno a 210°C per 8 minuti.
Rigenerare i PEPERONI GRIGLIATI in microonde come riportato sulla confezione e condire con olio, sale e pepe.
Tagliare i sandwich e farcire con salsa BBQ, tre SNACK, rucola e PEPERONI GRIGLIATI.

PRESENTAZIONE
Servire il burger con gli SNACK su un tagliere e accompagnare con chips di patate

4Pranzo: Insalata di fusilloni al farro con Zucchine, pomodoro secco e ricotta stagionata

250 g di ZUCCHINE A RONDELLE MINUTE BONDUELLE
500 g di fusilli al farro
200 g di pomodoro secco
100 g di cacio ricotta salato Scorzette di limone
Olio evo
Sale e pepe

PROCEDIMENTO
Rigenerare le ZUCCHINE A RONDELLE in microonde come riportato sulla confezione.
Versare i fusilli in una coppa piena di acqua salata e coperta con pellicola bucherellata. Cuocere in microonde per 13 minuti a 900 watt.
Tagliare il pomodoro secco a cubetti e grattugiare il cacio ricotta.

PRESENTAZIONE
Miscelare tutti gli ingredienti e condire con olio, sale, pepe e scorzetta di limone. Servire l’insalata di fusilloni al farro in una fondina con una grattata di cacio ricotta salato.

IDEALE ABBINATO A
Vino bianco secco,
Sauvignon del Collio
Temperatura di servizio 7-9°C
Il vino aromatico sprigiona un profumo che ricorda il pomodoro e la sua buona acidità si sposa molto bene con le zucchine e il farro, esaltandone le caratteristiche.

5Cena: Falafel con riso basmati, Piselli e peperone rosso

30 FALAFEL BONDUELLE
200 g di PISELLI NOVELLI FINI
MINUTE BONDUELLE
500 g di riso basmati precotto 150 g di pomodori ramati
Germogli
Olio evo
Sale e pepe

PROCEDIMENTO
Cuocere i FALAFEL in forno a 210°C per 8 minuti, nel frattempo in una coppa coperta con pellicola ultimare la cottura del riso per il tempo indicato sulla confezione.
Rigenerare i PISELLI in microonde per il tempo indicato sulla confezione e tagliare a cubetti i pomodori.
Amalgamare le verdure al riso basmati, condire con olio, sale e pepe.

PRESENTAZIONE
Servire il riso basmati in una fondina, adagiare al centro tre FALAFEL ciascuna e decorare con i germogli.

IDEALE ABBINATO A
Vino Traminer Aromatico Alto Adige
Temperatura di servizio: 6-8°C
Un piatto con ingredienti a tendenza dolce, speziata e aromatica, i FALAFEL sono una pietanza mediorientale speziata e fritta. Necessitano di un vino bianco secco, aromatico, con una buona sapidità e un giusto equilibrio di acidità per accompagnarsi a questa preparazione senza sovrastare
la sensazione gusto olfattiva del piatto.

6Cena: Medaglione di tonno con Melanzane grigliate, bufala e pomodorino giallo

500 g di MELANZANE GRIGLIATE BONDUELLE
500 g di medaglioni di tonno 200 g di mozzarella di bufala 100 g di pomodorini gialli
200 g di fettine di pane sottili 100 g di lattughino verde pulito Origano
Olio evo
Sale e pepe

PROCEDIMENTO
Rigenerare le MELANZANE GRIGLIATE in microonde come riportato sulla confezione e condire con olio, sale e pepe.
Cuocere il tonno in forno a 170°C per 8 minuti. Tagliare la mozzarella di bufala a fette, i pomodori in quarti e condire con olio e sale.
Tostare le fette di pane condite con olio, sale, pepe e origano in forno a 180°C per 10 minuti.

PRESENTAZIONE
Disporre alla base del piatto un ciuffo di lattughino verde, adagiare sopra il tonno, le fette di bufala, le MELANZANE e completare con le chips di pane tostato; guarnire con i pomodorini gialli.

IDEALE ABBINATO A
Bianco Siciliano vitigno Grillo
Temperatura di servizio: 8-10°C
La dolcezza della bufala unita al corpo del tonno e del pomodorino ben si abbinano a un vino che ricorda la macchia mediterranea, con una buona persistenza e una giusta acidità che sostiene anche le melanzane.

7Aperitivo e after dinner: Snack basmati, verdure e cheddar su salsa piccante ai datterini e chips di alga nori

10 SNACK BASMATI, VERDURE
E CHEDDAR BONDUELLE
200 g di pomodori datterini freschi 30 g di mix di semi per insalate
3 fogli di alga nori
1 lt di olio di semi per friggere Tabasco
Olio evo
Sale e pepe

PROCEDIMENTO
Cuocere gli SNACK BASMATI, VERDURE E CHEDDAR in forno a 210°C per 8 minuti; nel frattempo frullare i pomodori datterini con il tabasco, l’olio, il sale e con un colino filtrare la crema ottenuta.
Friggere i fogli di alga Nori in olio di semi bollente, scolare e asciugare su della carta assorbente.
Tostare in forno il mix di semi condito con olio e sale a 180°C per 4 minuti.

8Aperitivo e after dinner: Tartare di tonno rosso con Friggitelli alla soia, pomodori colorati e songino

300 g di FRIGGITELLI BONDUELLE 68 500 g di tonno rosso
50 ml di salsa soia
200 g di pomodorini colorati
100 g di songino
Semi di sesamo e papavero Olio evo
Sale e pepe

PROCEDIMENTO
Rigenerare i FRIGGITELLI in microonde come riportato sulla confezione. Condire con la salsa soia.
Tagliare il tonno rosso a cubetti e condire con olio, sale, pepe e semi di sesamo e papavero.
Tagliare i pomodorini colorati e mischiare al songino.

PRESENTAZIONE
Servire la tartare di tonno rosso in un piatto, aiutandosi con un coppapasta. Accompagnare con i FRIGGITELLI alla soia, l’insalata di pomodorini colorati e songino.

IDEALE ABBINATO A
Alto Adige Lagrein rosato
Temperatura di servizio: 9-11°C
Piatto a base di tonno rosso crudo e peperoni in cui la salinità della soia e le note di acidità dei pomodori vengono piacevolmente sfumate dal gusto del vino rosato e dalla temperatura di servizio.

PRESENTAZIONE
Pennellare la salsa piccante su un piatto, adagiare gli SNACK e decorare con il mix di semi e le chips di alga nori fritta.

IDEALE ABBINATO A
Bianco secco, Müller Thurgau
Temperatura di servizio: 6-9°C
L’alga, il tabasco e il peperone rendono questa preparazione molto aromatica.
Il Müller Thurgau con la sua intensità, la buona dose di sapidità e acidità si sposa perfettamente senza sovrastare il piatto.

 

Scarica qui il ricettario Bonduelle "Ispirazioni Culinarie - Idee creative per il bar"

 

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