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Apre Mokador Experience Academy, i primi appuntamenti

Logo Mokador Experience Academy
L’esperienza è al centro della formazione proposta dall’hub dedicato a caffetteria, ristorazione veloce e mixology per i professionisti dell’horeca

Prevista per il febbraio 2020, si è svolta il 15 settembre scorso l’inaugurazione della Mokador Experience Academy, l’hub dedicato all’arte della caffetteria, della ristorazione veloce gourmet e della mixology realizzata nello stesso immobile in cui ha sede la Torrefazione fondata nel 1967. «Oggi siamo qui per dare un segnale di ottimismo e riavviare con nuove proposte e tante novità il percorso messo in pausa dalla pandemia», ha affermato Barbara Alpi, direttrice dell’Academy, nata da un’idea del presidente di Mokador, Matteo Castellari, che nel 2019 le ha affidato l’incarico di creare un centro di formazione per aumentare i servizi proposti ai propri clienti. Un progetto portato a termine grazie alla collaborazione di un team interno e di alcune aziende partner che hanno condiviso l’obiettivo e dato un supporto.

«Abbiamo scelto il nome Experience – prosegue Barbara Alpi – in quanto questa parola racchiude sia gli oltre 50 anni di esperienza di Mokador che mettiamo al servizio degli operatori del settore, sia il fatto che la formazione che verrà proposta sarà di tipo esperienziale».

Il taglio del nastro è avvenuto con la presenza del sindaco di Faenza, Massimo Isola, che ha sottolineato l’importanza di innovare e raccogliere le nuove sfide di un mercato che la pandemia ha cambiato, ma che può riservare grandi opportunità a quanti sapranno investire e reinventarsi. In prima fila i partner del progetto, Montenegro, Yoga, Fabbri, Bitter Salfa, Eureka, Mazzer, Faema e LaCimbali, che hanno colto l’occasione per condividere riflessioni e progetti anche per il prossimo futuro.

Nell’arco della giornata è stato presentato il nuovo calendario corsi che partiranno da mercoledì 22 settembre,  mentre hanno realizzato alcune dimostrazioni i trainer dell’Academy Marco Cini, responsabile della formazione e Mokador quality ambassador, Stefano Cevenini, coffee trainer e campione mondiale Espresso Italiano Champion, Michael Limoni, mixology trainer, Matteo Tambini, food&management trainer, a cui si sono unite le ospiti d’onore della giornata Manuela Fensore e Carmen Clemente, rispettivamente campionessa mondiale e italiana di Latte Art.

L’importante e ambiziosa mission dell’Academy è di trasmettere strumenti efficaci per portare i professionisti dell’horeca a diventare i migliori nelle loro attività.

I prossimi appuntamenti.

22 settembre – 9,00-13,00 - Espresso Experience – sede Mokador

22 settembre – 14,30-18,30 – Latte art – sede Mokador

28 settembre – 9,00-16,30 – Mixology Base – sede Mokador

30 settembre – 14,30-17,30 – La pizza… al bar – sede Mokador

12 ottobre – 9,00-13,00 – Percorso cultura caffè – sede Mokador

14 ottobre – 9,00-13,00 – Caffetteria gourmet – sede Mokador

18 ottobre – 14,30-17,30 – Piadina gourmet – sede Mokador

19 ottobre – 14,30-18,30 – Latte art – sede Mokador

19 ottobre – 9,00-13,00 – Espresso experience – sede Mokador

 

Marco Pinna è il nuovo pastry chef del Mandarin Oriental Milan

Pastry Chef Marco Pinna
Classe 1986, affiancherà Antonio Guida nella creazione di una proposta armonizzata tra cucina e rostorazione nell'hotel di lusso milanese
È Marco Pinna, 35 anni, il nuovo Pastry Chef del ristorante Seta, 2 stelle Michelin, del Mandarin Oriental Milan, 'lhotel 5 stellle lusso nel cuore del Quadrilatero della moda milanese. Pastry Chef Marco Pinna

«A contatto con lo Chef Antonio Guida»

Nel suo nuovo ruolo, Pinna supervisiona anche l’intera proposta dolci e panificati della prima colazione, del Mandarin Bar & Bistrot e della banchettistica dell’Hotel. Prende il posto di Nicola Di Lena, che ha lasciato per inseguire altri progetti. «Sono felice e onorato della nomina a Pastry Chef – commenta Pinna. «Poter lavorare ancora di più a contatto con Chef Antonio Guida (Executive Chef, ndr), in cucina e durante il processo creativo dei piatti, è per me motivo di grande orgoglio: ringrazio lo Chef e tutto il team per avermi supportato in questo momento professionale per me così importante». Antonio Guida si congratula: «Lavoriamo insieme da anni e il suo talento, unito alla sua umiltà e dedizione, sarà importante per proseguire nel percorso di crescita del Seta e della pasticceria d’Hotel, di cui Nicola Di Lena è stato parte fondamentale e a cui vanno i miei più sinceri auguri per i suoi futuri progetti».

Formazione in Alma e esperienza con Ernst Knam, Carlo Cracco, Giancarlo Perbellini

Nato in Sardegna, ad Alghero, nel 1986, Marco Pinna si appassiona al mondo della cucina fin da giovanissimo, muovendo i primi passi nelle ristorazione locale. Consolida la sua formazione alla scuola Alma di Colorno e da qui inizia a sperimentare realtà differenti, dal mondo dei laboratori – importante l’esperienza con Ernst Knam, dove apprende l’arte e le tecniche di lavorazione del cioccolato – alla ristorazione stellata. Entra quindi nella brigata di Antonino Cannavacciuolo nel suo Villa Crespi, per poi rientrare a Milano per l’apertura di Palazzo Parigi, sotto la guida di Carlo Cracco prima e di Niko Romito poi. Successivamente, accetta la proposta di Giancarlo Perbellini di seguire la parte dolce del suo ristorante a Verona, per poi guidare anche l’apertura della pasticceria veronese dello stesso Chef. Nel 2015, dopo una collaborazione all'Aldrovandi Hotel di Roma nelle cucine di Oliver Glowig, torna a Milano ed entra nella brigata di Chef Antonio Guida per l’apertura del Mandarin Oriental Milan, affiancando il Pastry Chef Nicola Di Lena.  

Daly’s bartenders’ encyclopedia. A complete catalogue of the latest and most popular drinks, Tim Daly, 1903

Tim Daly

Tim Daly pubblica nel 1903 il suo unico lavoro; il risultato, come afferma l’autore stesso, di un’attenta osservazione e di un profondo studio sul corretto metodo nella preparazione e nel servizio delle bevande miscelate. Il risultato di 20 anni di esperienze personali dietro al banco bar di alcuni esclusivi luoghi del Massachusetts ma anche Rhode Island, New York, Maryland, New Jersey, Illinois, Minnesota e Washington. Una lunga esperienza professionale iniziata come Fattorino al Lincoln House di Worcester nel 1882 per poi successivamente evolversi in quella da Bartender, posizione raggiunta soprattutto grazie alla sua rigorosa attenzione e incredibile vocazione professionale.

Questo manuale contiene circa 200 ricette tra le varie categorie di american drinks: cocktail, sour, punch per citarne alcune; tra classici di quei anni e creazioni dello stesso autore. Inoltre in alcune delle ricette saranno presenti note storiche come inoltre osservazioni dello stesso Tim Daly.

Siamo all’inizio del ventesimo secolo, periodo in cui il mercato dell’automobile incomincia a indirizzarsi sulla produzione di auto di massa. Macchine accessibili a tutti che andavano a sostituire carrozze e carri trainati da cavalli. L’automobile, quindi era una nuova tecnologia che catturava l’immaginazione del pubblico, una nuova scienza tecnologica a cui molti Bartenders presero ispirazione per nuove creazioni. E proprio all’interno del ricettario troviamo dunque una delle prime ricette dedicate all’automobile.

 

AUTOMOBILE,

Use a large, thin goblet.

1 lump of loaf sugar.

2 dashes of aromatic bitters.

1 dash of white curacoa.

2 dashes of creme yvette.

2 thin slices of pineapple.

1 thin slice of orange.

Put in small lump of clear ice and fill glass with imported champagne.

This is the very latest concoction devised by the author, and he respectfully submits judgment to connoisseurs.

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo : Daly's bartenders' encyclopedia. A complete catalogue of the latest and most popular drinks

Autore : Tim Daly

Editore : Tim Daly

Anno : 1903

Pagine : 122

Lingua : Inglese

Peso : 4,1 MB

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Gli appuntamenti Nardini alla Florence Cocktail Week

Una serata a tutta miscelazione a base grappa con sei grande bartender italiani e una cena con ricette create con i suoi distillati, tra gli appuntamenti della Distilleria per la kermesse fiorentina

C’è anche Distilleria Nardini tra i protagonisti della Florence Cocktail Week, la grande manifestazione dedicata alla miscelazione di alta qualità che si svolge a Firenze dal 20 al 26 settembre (leggi A settembre la nuova edizione della Florence Cocktail Week e Florence Cocktail Week valorizza i migliori locali di Toscana e Venezia).

La distilleria più antica d’Italia, tra gli sponsor anche per questa sesta edizione della kermesse, che per l’intera settimana farà della città toscana la regina della mixology, ha stilato un programma di appuntamenti che permetteranno di scoprire e apprezzare la produzione della casa, a partire dalla grappa, non solo in miscelazione, ma anche a tavola.

Il primo in programma è per mercoledì 22 presso il Caffé Concerto Paszkowski (Piazza della Repubblica 35), con Dining with The Spirits (ore 20.30). Una cena davvero speciale. La cena prevede infatti un menù, creato ad hoc dallo chef del locale, Fabio Barbaglini, interamente con ricette a base di prodotti Nardini.

Altra data da segnare è venerdì 24 quando, a partire dalle 18.30 (fino alle 00.30), al Move On (piazza San Giovanni, 1R), andrà in scena Shakeyourgrappa, una night shift a tutta miscelazione a base del tipico distillato italiano: la grappa. Protagonisti dell’evento sei dei maggiori rappresentanti della miscelazione italiana, Samuele Ambrosi, Julian Biondi, Luca Manni, Luca Picchi, Mauro Uva e Michele Venturini, che alternandosi a coppie dietro al bancone del locale proporranno per tutta la notte i loro signature realizzati con le grappe Nardini. Ad accompagnare il buon bere ci sarà la buona musica, curata da Tropical Animals, con 6 dj, anche loro ad alternarsi in coppia alla consolle.

Ad aprire le danze saranno Samuele Ambrosi e Luca Picchi. Il primo con i cocktail Nardini basil smash (Acqua di Cedro Nardini, Grappa Extrafina Nardini, spremuta di limone filtrata, sciroppo di zucchero, basilico fresco) e Tomato Grape (Grappa Nardini, liquore alle olive, passata di pomodoro, spremuta di arancia filtrata, bitter al sedano, Worchester sauce, Tabasco, sale di sedano). Le proposte di Picchi saranno invece Vai se ti pigio… (Grappa Extrafina Nardini, Aperol, succo di lime, honey mix syrup alla cannella, Angostura Bitter, acqua tonica), e …se gira lo compro (Bitter Chinato Nardini, Amaro Nardini, Acqua di Cedro Nardini, Grappa Extrafina Nardini, Spuma Paoletti, top di spray torbato). Musica by Mattia Della Torre e Mattia La Pucci

Dalle 20.30 (fino alla 22.30) a proporre i loro drink saranno Luca Manni e Michele Venturini, accompagnati dalle musiche dei dj Gaiden e Teo Naddi. I cocktail di Manni saranno Nazionalpopolare (Grappa Nardini, cordiale frutti rossi, prosecco, ginger ale) e Physical (Bitter Chinato Nardini, sciroppo pesca bianca e chiodi di garofano, cedrata). Mentre i signature di Venturini Move On Baby (Grappa Nardini, Acqua di Cedro Nardini, Rabarbaro Nardini, succo di lime, tonica agli agrumi) e Il Conte Di Bassano (Grappa Nardini, Bitter Chinato Nardini, vermouth sweet, gocce di fernet).

A chiudere la serata (22.30 – 00.30) i cocktail di Julian Biondi e Mauro Uva, con le musiche di Mystic Valley e Dj Blasy. Biondi proporrà Grape’s Anatomy (Grappa Extrafina Nardini, cordiale di uva) e Affichionados (Grappa Riserva 7 anni Nardini, Acqua di Cedro Nardini, ketchup di fichi e balsamico, succo di limone, albume). E Uva Vento D'estate (Grappa Extrafina Nardini, sciroppo papavero selvatico, succo di limone, top gazzosa, zest limone), e Don Raffaele (Grappa Extrafina Nardini, cordiale limone e ca‑è, crusta ca‑è e zucchero).

Inoltre, Distilleria Nardini sarà presente per tutta la settimana nei due locali partner con i due signature creati dai loro bartender per la Cocktail Week. Quello del Caffé Concerto Paszkowski si chiama Grap-Tini, preparato con Grappa Extrafina Nardini, Acqua di Cedro Nardini e cordiale di uva.

Dutty Passion è invece la proposta del Move On, fatto miscelando Bitter Chinato Nardini con Acqua di Cedro Nardini, cordiale al frutto della passione e chiudendo con un top di prosecco.

Cantine Manfredi: passione per il vino da oltre 100 anni

Cantine Manfredi botti
Patrizi è la linea di vini per il fuoricasa della cantina di Farigliano: bollicine, grandi rossi e bianchi, alta espressione della tradizione vinicola delle Langhe

Il vino per le Cantine Manfredi è una passione di famiglia da oltre cento anni. Una storia che  comincia all’inizio del secolo scorso, quando Giuseppe Manfredi, detto “Pin”, fonda la sua azienda, trasformando la tradizione familiare di viticoltori in una vera attività. Un’attività che parte con la produzione del Dolcetto. Sì perché la passione per i vino è anche una passione per la propria terra: le Langhe. Qui a Farigliano, in provincia di Cuneo, in una porzione di questo territorio Patrimonio Unesco più “selvaggia”, sorgono le cantine. Un’area non caratterizzata da monocoltura, ma da una perfetta alternanza tra vigneti, noccioleti, boschi e campi di grano, dove solo le zone con la migliore esposizione sono coltivate a vite.

La stessa passione per il vino e il territorio anima Aldo Manfredi, figlio di Giuseppe, ora alla guida dell’azienda nella quale è entrato giovanissimo, negli anni Sessanta, lavorando fianco a fianco con il padre, in cantina e occupandosi delle consegne. Azienda che nel tempo è cresciuta, ampliando produzione e proprietà con l'acquisizione di cascine e vigneti nelle migliori esposizioni nelle Langhe, entro le zone di produzione dei più classici e rinomati vini piemontesi. Così come è cresciuto il successo dei suoi prodotti, non solo in Italia, ma anche all’estero, dove i vini Cantine Manfredi fin dagli anni Ottanta si sono imposti sui più diversi mercati, dall’Europa agli stati uniti, dal Giappone al Canada e di recente anche in Cina.

Un successo frutto della passione con la quale Aldo, insieme alla moglie Gianfranca e alle figlie, Luisa e Paola, continua a portare avanti l’attività, sempre con una forte attenzione alla qualità del prodotto, a partire dall’accurata selezione delle uve prima e durante la vendemmia, proseguendo per tutte le fasi di lavorazione della preziosa materia prima, e alla tutela del territorio, come da tradizione di famiglia.

Alta espressione della tradizione vinicola delle Langhe

Qualità che caratterizza tutta la produzione Cantine Manfredi e della quale i clienti dei locali possono fare esperienza grazie alla linea Patrizi, la gamma riservata in esclusiva al fuoricasa e che comprende bollicine, vini bianchi e rossi, alta espressione del territorio delle Langhe.

Tra le bollicine troviamo per esempio l’aromatico Asti Docg, e gli eleganti spumanti Cuvée Suagnà nelle versioni Extra Dry. Capofila dei rossi, il re del vini, il Barolo Docg, dal sapore pieno e austero, il Barbaresco Docg, pieno ed armonico, il Nebbiolo D’alba Doc, dall’aroma speziato, il Dogliani Docg, secco, equilibrato e armonico, il Barbera D’asti Docg, dai profumi fruttati e dal nerbo deciso, il Barbera D’alba Doc, asciutto pieno e armonico. Non meno ricca la varietà dei bianchi, con il Roero Arneis Docg, secco, piacevolmente amarognolo e erbaceo, il Gavi Docg, dall’aroma delicato e fresco, e il Gavi Docg del Comune di Gavi, dall’aroma fruttato.

The Fighting Bear, il London dry gin firmato Del Professore

Il nuovo distillato, distribuito da Onesti Group come tutti i prodotti Del Professore, è il primo London dry della gamma gin del brand dei ragazzi del Jerry Thomas Project

C’è un nuovo nato nella famiglia di Gin Del Professore. Il suo nome è The Fighting Bear, un gin artigianale premium e il primo London dry realizzato dal brand fondato dai ragazzi del Jerry Thomas Project di Roma.

Prodotto in collaborazione con Anonima Distillazioni, giovane microdistilleria artigianale di Gubbio (Perugia), come i suoi fratelli, anche il nuovo distillato nasce dall’unione di materie prime selezionate e una lavorazione interamente artigianale, per garantire alta qualità e unicità al risultato finale. Fighting Bear è infatti realizzato esclusivamente con ginepro dell’Appennino umbro-toscano, raccolto a maturazione completa tra settembre e ottobre. La lista di botaniche comprende poi camomilla romana profumata, scorza di arancia amara, radice di angelica ed è completata da altre spezie italiane.

Le botaniche vengono quindi distillate in un alambicco discontinuo da 200 litri di tipo Carter Head, con processo in corrente vapore, per ottenere la massima resa estrattiva e qualitativa alle materie prime. Inoltre, ogni cotta di The Fighting Bear è single shot, seguendo il metodo London dry, così da garantire un accurato controllo della qualità delle materie prime prima della lavorazione e, quindi, della qualità del prodotto.

Distribuito, come tutti i prodotti a marchio Del Professore, da OnestiGroup, il nuovo gin (alc 43% in vol) si presenta cristallino alla vista, schietto e pieno al naso, in un perfetto equilibrio delle sue botaniche, dal quale emergono sentori di ginepro, arancia amara e camomilla. Al palato è secco, fine e di grande personalità, con marcate note erbacee e balsamiche chiuse da un finale dalle accattivanti note agrumate e floreali.

Essenziale e dedicato agli amanti del gin tradizionale, The Fighting Bear è perfetto sia per la preparazione di cocktail classici o loro rivisitazioni sia per nuove creazioni. Un esempio di cocktail proposto dal brand è Mint Vinyl dove il nuovo gin si miscela a vermouth dry, Liquore alla Menta di Pancalieri Doragrossa, bitter al limone e foglie di menta, completando con foglie di menta come decorazione.

Altra particolarità è il nome del prodotto, che rimanda ai combattimenti tra uomo e animale, una delle attività preferite dagli sporting gentlemen americani nella seconda metà dell’Ottocento e da Jerry Thomas, il “Professore” dell’arte del bartendig. In quegli ambienti si era diffusa la leggenda dell’orso combattente, il fighting bear, appunto, imbattuto in oltre cento incontri, tutti vinti prima del limite. A questa leggenda rende omaggio il nuovo gin, oltre che con il nome, anche con l’etichetta che impreziosisce la bottiglia (in formato da 70 cl).

The Fighting Bear arricchisce la gamma gin Del Professore, che comprende i due compond gin, Gin Monsieur e Gin à la Madame, e l’old Tom gin Crocodile Gin.

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La ricetta

Mint Vinyl

Ingredienti:

60 ml Del Professore The Fighting Bear London Dry Gin, 15 ml Dry Vermouth, 7,5 ml dLiquore alla Menta di Pancalieri Doragrossa, 2 gocce di bitter al limone, foglie di menta

Preparazione:

stir and strain

Decorazione:

foglie di menta

Bicchiere:

coppetta

 

Al riparo da ogni imprevisto con Attiva Commercio di Generali Italia

Attiva Commercio
La nuova soluzione assicurativa garantisce Attiva Commercio garantisce una copertura completa ai titolari dei locali, oltre a una ricca serie di servizi di prevenzione e assistenza

Il graduale ritorno alla normalità offre grandi opportunità di rilancio ai locali. Per coglierle i gestori hanno bisogno di concentrare gli sforzi sulla loro attività: rinnovando i menu, rendendo il locale e i suoi spazi esterni accoglienti e offrendo nuovi servizi, per regalare ai clienti un’esperienza piacevole e sicura. Ciò comporta nuovi investimenti, economici, in risorse e tecnologie, che, al pari di quelli già sostenuti, vanno protetti da ogni rischio. A questo provvede Generali Italia con Attiva Commercio, la nuova soluzione assicurativa, dedicata ai gestori e ai proprietari di immobili in affitto, che protegge l’attività, i beni e il patrimonio da ogni imprevisto. La nuova soluzione è completa e copre tutti i bisogni, unendo l’offerta tradizionale a tutele che guardano alle nuove esigenze del comparto, come quella per i dehors, il delivery, la cyber security. In più con tanti servizi di prevenzione e assistenza, come la consulenza legale telefonica e il pronto intervento in caso di necessità che consente di ripristinare il normale flusso dell’attività e ripartire subito.

Una soluzione digitale (fruibile dall’Area Clienti del sito di Generali Italia o dall’app My Generali tutti i giorni h24) e modulare, che l’imprenditore si disegna su misura optando, in base alle sue priorità, tra le garanzie dei diversi moduli:

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  • Protezione del Patrimonio con coperture di Responsabilità Civile verso terzi e prestatori di lavoro, che tutela da richieste di risarcimento per danni personali o ai beni, anche causati da dipendenti e collaboratori. Inoltre, danni ai dipendenti diretti del locale.
  • Protezione Legale, con un sostegno economico in caso di controversie e azioni legali e il servizio Pronto Avvocato, con consulenza legale telefonica gratuita.
  • Protezione Digitale che mette al riparo dai rischi associati all’utilizzo dei sistemi informatici, proteggendo tutti gli strumenti digitali (hardware e software) utilizzati per l’attività in caso di danni e furto, la tutela di software e archivi informatici distrutti o danneggiati e una protezione in caso di cyber attacchi informatici alla rete e ai propri archivi.

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Il Tourinot di Guido Gobino ora è anche bianco

La famiglia del celebre cioccolatino da 5 grammi del maestro torinese si allarga: esordisce la versione bianca con i sapori della Sicilia

Frutto di oltre un anno di lavoro, racchiude i sapori della Sicilia con la mandorla di varietà Tuono, l'arancia raccolta a Noto e il sale della salina di Paceco. È il Tourinot Bianco, ultima creazione di Guido Gobino, il maestro del cioccolato torinese che ha proprio nel Tourinot il suo prodotto-simbolo.

Un incontro tra Piemonte e Sicilia

Alle altre quattro ricette del celebre cioccolatino - Classico, Maximo, +39 e N.10, si aggiunge il Bianco. Un prodotto con un colore particolare, risultato della fusione della tradizione cioccolatiera di Torino e delle pregiate materie prime della Sicilia come la mandorla di varietà Tuono, tostata in laboratorio, la scorza delle arance raccolte a Noto, il sale integrale della salina di Paceco, estratto con il metodo tradizionale dell’evaporazione naturale dell’acqua marina, nella riserva salina di Trapani. Una dimostrazione di come si possa innovare e "variare sul tema" anche con un prodotto  il Tourinot appunto - dal blasone importate e con ben 25 anni di vita.

Guido Gobino in laboratorio con il figlio Pietro

«Un anno di lavoro e venti esperimenti sulla ricetta»

«Il lavoro di squadra è alla base di ogni nostra creazione - spiega Guido Gobino in una nota. «La ricetta nasce dopo oltre un anno di lavoro e con il contributo di tutti i miei giovanissimi collaboratori, tra cui mio figlio Pietro. A quella prima timida prova ne sono succedute ben 19: un’intensa ricerca delle migliori materie prime, innumerevoli tentativi e sedute di degustazione prima di identificare la ricetta perfetta. Abbiamo selezionato la scorza delle arance fresche di Sicilia spedite da un mio caro amico di Noto, abbiamo valutato un’infinita varietà di mandorle e assaggiato granelli di sale sulla punta della lingua. Il laboratorio si è riempito dei profumi della Sicilia, e noi ci siamo fatti trasportare dalla spuma di mare delle saline, dal profumo degli aranceti e del mallo verde delle mandorle fresche».

Il cacao da coltivazioni attente all'ambiente

Nel Tourinot Bianco c'è anche una piccola percentuale di cacao coltivato nella parte indonesiana dell'isola del Borneo, a 100 metri sopra il livello del mare. Le piantagioni sono coltivate secondo il metodo sostenibile dell'agriforest: un sistema agricolo basato sulla diversificazione dei raccolti che garantisce il mantenimento della biodiversità e che crea un'alternativa sostenibile alla deforestazione.  

Ripartono gli appuntamenti con il Tennessee E-campus di Jack Daniel’s

Jack Daniel's Tennessee E-campus
Rendi i tuoi amici orgogliosi. Bevi Responsabilmente. ©2021 Jack Daniel's
Con l'autunno prende il via una nuova serie di seminari gratuiti sulla piattaforma online di Jack Daniel’s dedicata a bartender e bar manager che vogliono migliorare la propria formazione e far crescere il locale

Tornano gli appuntamenti con il Tennessee E-campus di Jack Daniel’s, la piattaforma online pensata per essere il punto d'incontro di tutti gli operatori del mondo dei locali, dai bartender ai bar manager, grazie a una serie di strumenti creati ad hoc. Uno strumento nato per consentire un aggiornamento costante e, ovviamente, creare un punto di contatto sempre più forte tra i professionisti l’iconico Tennessee whiskey e la più antica distilleria degli Usa.

Dopo il successo degli scorsi seminari, quest’autunno Tennessee E-Campus propone una serie di nuovi e imperdibili appuntamenti per la formazione professionale e l’aggiornamento del proprio bagaglio di conoscenze, strumenti importanti e decisivi per lo sviluppo delle attività e della carriera dei professionisti del settore che vogliono costruire una strada di successo. Da Jack Daniel’s e la cucina… un rapporto di successo a Come gestire la propria presenza online, passando per una lezione sullo storytelling, le masterclass affronteranno tutti gli argomenti focali nell’ambito del lavoro del bartender.

Tra le date da segnare sul calendario c’è sicuramente l’incontro del 18 ottobre con Lexie Philipps, nuova assistant distiller Jack Daniel’s e prima donna a occupare questo ruolo per l'iconico marchio. Phillips, che collabora a stretto contatto con il master distiller Chris Fletcher, terrà per la prima volta in assoluto una masterclass, in esclusiva per il pubblico italiano. All’interno della sessione, il master bartender del gruppo Francesco Spenuso la intervisterà sul suo ruolo e lavoro sui marchi della famiglia Jack Daniel’s e non solo.

Le modalità di accesso alle masterclass restano le stesse: basta registrarsi gratuitamente sulla piattaforma. Si avrà così accesso a un universo di contenuti ricchissimo, che si articola in 4 diverse sezioni: Brand Culture, Mixology, Formazione e Bar management.

REGISTRATI GRATUITAMENTE
AL JACK DANIEL’S TENNESSEE E-CAMPUS

Quattro sezioni ricche di contenuti

La prima, Brand Culture, è pensata per conoscere storia, aneddoti e curiosità degli oltre 150 anni di vita di Jack Daniel’s, senza dimenticare la famiglia di prodotti e i processi di produzione del Tennessee Whiskey.

Nell’area Mixology c’è un’ampia selezione dei migliori signature cocktail Jack Daniel’s, pensati dai master bartender Stefano Righetti e Francesco Spenuso, presentati in ogni loro passaggio, dal primo all’ultimo dettaglio.

Lo spazio Formazione, invece, contiene un calendario articolato di webinar, video e pillole dedicati al brand e alla sua storia. Le live masterclass, che toccano le più diverse tematiche riguardanti il mondo bar, sono sempre aggiornate.

Completa l’offerta di Jack Daniel’s Tennessee E-Campus la sezione Bar Management, appositamente pensata per chi ha un locale e vuole migliorare il suo lavoro. Quest’area si sviluppa attraverso tanti approfondimenti utili per la gestione quotidiana dell’attività, dal problem solving fino alle ultime novità del settore.

Jack Daniel’s alimenta così ancora di più il suo ruolo consolidato di icona e di brand audace e indipendente, grazie ad un progetto altamente formativo e completamente gratuito, che vuole offrire ai fruitori del Tennessee E-Campus tutti gli strumenti giusti per migliorarsi.

L’alta tecnologia Alto-Shaam ancora più conveniente con il credito d’imposta

Acquistando i forni evoluti, dotati degli innovativi sistemi Deluxe Control e ChefLinc™, si può beneficiare del credito di imposta fino al 50% previsto dal Piano Nazionale di Transizione 4.0

Per i locali che intendono offrire ai propri clienti un menu food di altissima qualità, puntando al tempo stesso alla massima efficienza e produttività, ora è ancora più conveniente dotarsi dei sistemi di cottura professionali ad alte prestazioni Alto-Shaam. L’acquisto dei prodotti dell’azienda, tra i principali produttori mondiali di attrezzature per la ristorazione, dotati degli innovativi sistemi Deluxe Control e ChefLinc™ permette di usufruire delle agevolazioni previste dal Piano Nazionale di Transizione 4.0. Tramite tale misura, il governo italiano intende favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e sostenibilità ambientale, rilanciando il ciclo degli investimenti penalizzato dall'emergenza sanitaria.

I sistemi all'avanguardia di Alto-Shaam soddisfano infatti tutti i requisiti di connettività, sicurezza, salute e igiene necessari per accedere all'agevolazione, che fino al prossimo 31 dicembre riconosce alle aziende che investono in beni strumentali un credito d'imposta con aliquote che vanno fino al 50% e dall'1 gennaio 2022 fino al 40%. Acquistando quindi uno o più prodotti Alto-Shaam delle linee Vector®, Cook & Hold® e Smokers®, le imprese potranno beneficiare di una detrazione fiscale in compensazione, suddivisa in tre rate annuali di pari importo oppure in un'unica quota annuale.

L’inclusione dei prodotti Alto-Shaam tra i beni coperti dall’incentivo riconosce l’impegno profuso costantemente dall’azienda nel fornire soluzioni di cottura professionali in grado di offrire notevoli risparmi in termini di consumi energetici, manodopera e sprechi, unitamente alle sue pionieristiche innovazioni in fatto di connettività e controllo a distanza. Un impegno che si allinea perfettamente con l'obiettivo di trasformazione tecnologica e sostenibilità ambientale alla base del programma di investimenti del governo.

Controllo a distanza e massima flessibilità

Il sistema ChefLinc™ basato sul cloud, per esempio, permette di gestire a distanza le configurazioni dei forni, offrendo agli operatori il totale controllo ovunque si trovino. Tramite un'interfaccia intuitiva è possibile gestire le ricette e scaricarle dal cloud ai forni, eliminando eventuali errori di battitura e la necessità di programmazione manuale. Il sistema permette inoltre di introdurre velocemente nel menù nuove proposte o di gestire offerte a tempo limitato, offrendo anche informazioni sullo stato di cottura delle preparazioni e una diagnostica in tempo reale dei forni.

I forni Vector® Multi-Cook, controllati tramite ChefLinc™, garantiscono una flessibilità eccezionale: temperatura, velocità della ventola e tempo di cottura possono essere impostati e regolati singolarmente in quattro camere di cottura indipendenti. La tecnologia brevettata Structured Air Technology® cuoce il cibo rapidamente, in modo uniforme, senza alcun trasferimento di aroma e assicura risultati di cottura ottimali.

Puntando alla massima efficienza e produttività a lungo termine, Alto-Shaam con le sue soluzioni aiuta i professionisti della ristorazione a eccellere nel loro lavoro. E ora grazie a Transizione 4.0 gli operatori del settore hanno a disposizione un ulteriore aiuto in tal senso.

Per ulteriori informazioni visita www.alto-shaam.com

Il Giardinone presenta Coffeefrom, tazzine dal caffè esausto

Coffeefrom
La Cooperativa sociale alle porte di Milano ha realizzato FungoBox con scarti di caffè. La stessa materia prima ora diventa tazzina

Dopo FungoBox, il kit di autoproduzione di funghi freschi dagli scarti del caffè di origine urbana, è giunta in fase di lancio una seconda idea innovativa de Il Giardinone Cooperativa Sociale di Locate Triulzi (Milano): Coffeefrom. Si tratta di un materiale innovativo bio-based ottenuto da fondi di caffè riciclati, capace di dare una seconda vita al caffè esausto, che rappresenta uno degli scarti a più alto impatto ambientale e gestionale.

Il suo primo prodotto è un set di tazzine da caffè (capacità 60cc) e piattini fatti di caffè, frutto dello studio creativo Whomade. Grazie al design ricercato sia nei dettagli estetici sia in quelli funzionali, le tazze si presentano ergonomiche, impilabili e durevoli, dunque in grado di esaltare al meglio il rito e il piacere di degustare un espresso. Un set di piattini e tazzine è stato esposto alla mostra "WastEnders" curata da Materially, in occasione della Milano Design Week 2021

Coffeefrom è 100% made in Italy e ha visto collaborare alla sua realizzazione la comunità scientifica, tra cui il Politecnico di Milano, oltre alle aziende operanti nella filiera della bioplastica, in un virtuoso modello di simbiosi industriale.

In un periodo come l’attuale, la riduzione degli scarti insieme al loro recupero sono elementi fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente e del pianeta. Un filone al cui interno di inserisce a pieno il nuovo progetto, come evidenzia Laura Gallo, foundeer di Coffeefrom e presidente de Il Giardinone: «Il nostro obiettivo è quello di concretizzare i principi della responsabilità estesa del produttore. Ciò che per un soggetto rappresenta uno scarto, per noi costituisce una nuova opportunità. Nel nostro team, piccole e grandi imprese si indirizzano al bene collettivo comune, creando un ampio spazio per contaminare e contaminarsi». 

Il progetto, segno concreto di sostenibilità, si rivolge in primo luogo al mondo delle aziende, attraverso lo studio delle potenzialità del caffè esausto e la progettazione di nuove soluzioni di design personalizzate. Le tazzine, concepite sia come regalo aziendale sia come scelta di consumo responsabile, al bar come a casa, verranno vendute ufficialmente anche al dettaglio a partire dal prossimo autunno.

La cooperativa sociale Il Giardinone è un’impresa sociale di comunità, radicata nel territorio, in grado di interpretare i bisogni della collettività e di promuovere la risposta, in una logica di forte coesione sociale. Offre servizi di pulizia e sanificazione, di progettazione, realizzazione e manutenzione di parchi a verde, nonché della produzione e commercializzazione di FungoBox, un prodotto simbolo dell’Economia Circolare. Con esso ogni giorno viene valorizzato il caffè esausto in un processo a impatto zero che ha come risultato buonissimi funghi - pleurotus ostreatus - e del terriccio ammendante, utile per il verde in casa, in giardino e in agricoltura.

Gelaterie in catena: espansione anche in un anno difficile

Saldo positivo per la crescita delle catene di gelato italiano. Sempre forte l'Europa, si rafforza l'Oriente. E per il futuro gli investimenti crescono

Rispetto a febbraio 2020, 8 punti vendita operativi in più su un totale di 1593. Non male vedere un saldo col segno "+" davanti dopo un periodo così difficile. Eppure quello. aperture/chiusure dei punti vendita delle principali catene di gelaterie italiane lo conferma: il settore ha saputo reggere bene alle pressioni della pandemia.

All'estero il 34% dei pdv

Lo conferma l'Osservatorio Sistema Gelato, che ha appena aggiornato l’analisi del suo studio sulle 50 principali catene di gelato italiano nel mondo. Il bilancio è, appunto, in leggera crescita rispetto all'ultima rilevazione, di 18 mesi fa. I punti vendita a gestione diretta e/o affiliati sul territorio nazionale ora sono 1186, i punti vendita all’estero 407 con un incidenza di quest’ultimi che passa dal 34,1% al 34,3%.

Chiusure in Medio Oriente, aperture in Cina ed Europa

Nell’ultima analisi - datata febbraio 2020 - i Paesi a maggior crescita erano la Spagna, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti. Negli ultimi diciotto mesi sono cresciuti i punti vendita in Cina (+10), Romania (+4), Spagna (+3) ed Inghilterra (+3), con due new entry, la Slovacchia e la Repubblica ceca dove a Praga, Grom ha aperto un nuovo punto vendita. Per contro i Paesi con le maggiori chiusure sono stati Kuwait (-7), Qatar (-3), Emirati Arabi Uniti (-3) e Malesia (-3). Fuori dalla rilevazione, non avendo più gelaterie affilate alle catene italiane, il Ghana ed il Guatemala. Nel complesso il numero totale di Paesi esteri arriva a toccare quota 65. Erano 56 nel 2019, prima del terremoto portato dalle restrizioni dovute alla pandemia. Un segnale, secondo l'Osservatorio, che dimostra come il prodotto e il format di gelateria italiana si stiano sempre più globalizzando e siano resistenti alle sollecitazioni esterne.

Catene: metà stabili, solo 8 hanno razionalizzato

Certo, non avrebbe potuto essere un periodo di esplosione. Delle cinquanta catene analizzate oltre metà (27) hanno mantenuto invariato il saldo aperture/chiusure, 15 sono riuscite ad incrementare la propria rete e 8 si sono ridimensionate razionalizzando il proprio network. Tra le principali catene che hanno incrementato il numero dei punti vendita si segnalano Venchi, La Romana e Cioccolati Italiani. Secondo l'Osservatorio, l'operazione di razionalizzazione proseguirà con qualche altra chiusura di pdv poco profittevoli, ma con il nuovo anno, nelle aree geografiche dove la ripresa economica sarà più forte, è attesa una ripresa tonica di nuove aperture.

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