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Specializzarsi ripaga

Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale
L'editoriale di Bargiornale di settembre 2022 a firma del direttore Rossella De Stefano. Con i numeri della ripresa del fuori casa e un'invito all'azione

I numeri ci raccontano senza dubbio una bella storia! In una nota del Centro Studi di Fipe-Confcommercio si legge che nel corso del II trimestre di quest’anno il nostro settore ha fatto registrare una crescita in termini di fatturato del +67,9% rispetto al 2021 e del +9,8% rispetto al 2019. “Si tratta certamente di un buon risultato che, pur tenendo conto del fatto che nello stesso periodo dello scorso anno erano ancora in vigore limitazioni parziali dell’attività, testimonia un progressivo ritorno alla normalità”.

fuori casaAnche le previsioni di Progettica, società di consulenza milanese specializzata nell’horeca, che pubblichiamo nel numero di ottobre 2022 di Bargiornale, non sono da meno.
A trainare la ripresa è stato soprattutto il canale diurno, maggiormente in grado di riconfigurare la propria offerta; ma anche il serale comincia a dare segnali di ripresa. A fine 2022 il bar diurno chiuderà a +15,2% rispetto al 2019, il serale a +6,2%. Ma poi bisogna fare i conti con la realtà. Far fronte all’aumento dei costi di energia e delle materie prime (nel primo semestre i prezzi di acquisto del beverage hanno segnato un +5%, quelli del food un +18,3%), gestire le difficoltà di approvvigionamento di alcuni prodotti e, soprattutto, reperire personale. È il momento di agire, strilliamo nella nostra inchiesta sulle caffetterie, messe alle strette da rincari e scontrini medi troppo bassi. È il momento di inventare soluzioni creative per il business. Agli imprenditori che hanno dedicato energia e risorse a reinventarsi abbiamo dedicato questo numero.

Simone Corsini è il finalista italiano di The Vero Bartender, la competition firmata Amaro Montenegro

Il vincitore Simone Corsini con il Marketing Manager Core Brands Daniele De Angelis e il presentatore Paolo Piva
Organizzato da Amaro Montenegro, si è tenuta a Milano la finale italiana del concorso The Vero Bartender per i migliori talenti della miscelazione. La finale global si terrà a Bologna il 26 ottobre prossimo.

Il concorso internazionale The Vero Bartender è nato per identificare il miglior talento della miscelazione italiana. La 5.a edizione della finale nazionale  si è tenuta alle Officine del Volo di Milano e ha visto prevalere la proposta di Simone Corsini, senior bartender di Atrium Bar del Four Seasons Hotel di Firenze.

Tema del concorso è stato Sharing The Essence, un modo per raccontare e condividere attraverso uno sharing cocktail l'essenza di un viaggio, reale o metaforico.

«Con The Vero Bartender - spiega Daniele De Angelis, Marketing Manager Core Brands di Gruppo Montenegro - vogliamo da una parte favorire scambi positivi sul fronte della creatività e delle tendenze della mixology moderna, dall’altra offrire momenti di autentica convivialità tra persone accomunate dalla grande passione per l’arte della miscelazione. E in tal senso Amaro Montenegro rappresenta una perfetta sintesi, perché celebra da sempre il sapore vero dell'amicizia e oggi, grazie alla sua versatilità e al suo inconfondibile profilo sensoriale, rappresenta un ingrediente ideale nelle preparazioni di cocktail classici o di mix innovativi».

Simone Corsini (nato a Carrara, classe 1994) ha scelto di raccontare (in un fluente inglese) l'incontro con realtà italiane diverse, dalla Valle D'Aosta alla Sicilia alle Hawaii, intitolando la ricetta
Coppa dell'Amicizia
Ingredienti
4 cl Amaro Montenegro
2,5 cl Rum Matusalem Platino al caffè home made
1,5 cl Verjus (succo acido di uva acerba)
1 cl orzata
6 cl soda al pompelmo rosa
Preparazione
Doppio shaker, versare in una grolla valdostana (conosciuta anche come coppa dell'amicizia), servire in bicchiere collins su ice block, guarnire con trancio di pompelmo rosa, abbinare con pasticcino in pasta di mandorle.

Cocktail Coppa dell'Amicizia di Simone Corsini

Gli altri sette finalisti

Presentate da Paolo Piva, speaker di radio RDS, molto interessanti sono risultate anche le proposte degli altri sette finalisti.
Luca Bruni head bartender di Tukana Tiki Cabana di Rieti, ha scelto un viaggio nel tempo, quando era ancora ragazzino e giocava con i mattoncini colorati Lego. il suo cocktail Spice Gum infatti ha coniugato 5 cl Amaro Montenegro, con 3 cl Candy Falernum e 8 cl Bubble Gum Water e Co2, scegliendo come stir una colonnina di mattoncini Lego, abbinandola a piccoli giocattoli.
Marco Morra capobarman di Audioteca Listening Bar di Napoli, con The Journey of Youth ha preparato un mix con 4 cl Amaro Montenegro, 3 cl Woodford Reserve Bourbon, 3 cl Verjus di pera Mastantuono e cannella, 1,5 cl miele di castagno e 1 dash di Angostura Aromatic Bitters, versandolo in una teiera e abbinandolo con una porzione di gelato alla vaniglia a forma di piccola pera Mastantuono.
Lorenzo Lucarelli Cioncoloni barchef di Clorofilla Cucina & Distillati di Roma, è un cultore del mondo giapponese. Per questo ha battezzato il suo drink Il Premio del Giappone miscelando 5 cl Amaro Montenegro (cotto a bassa temperatura e filtrato), 2 cl Nikka Japan Whisky from the Barrel, 2 cl sciroppo di caramello e scorze di kumqat, 0,25 cl soluzione salina affumicata al legni di mela, 0,5 cl fake bitter di umeboshi, wasabi, rose e olio di sesamo. Shakerare, versare in teiera giapponese, coprire la tazzina di ceramica con un croccante di semi di sesamo con gocce di fake bitter, abbinare con ciliegie verdi sottospirito.
Alessandro Governatori contitolare Bar Torino 1860 di Ancona, con il drink Exotica ha voluto valorizzare alcuni gusti esotici, miscelando 5 cl Amaro Montenegro con 3,5 cl Vecchia Romagna Riserva Tre Botti acidificata, 1,5 cl liquore di banana, 2 dash bitter al cacao, 3 dash soluzione salina al sale Maldon affumicato. Mescolare in caraffa (gialla) con ghiaccio e servire in tumbler con ghiaccio, guarnito con una chips essiccata di banana, twist di scorza di pompelmo rosa.
Nico Cattuto barmanger del Frida Rooftop Bar di Catania, ha raccontato di una ricetta rinvenuta casualmente in una teiera che ha intitolato Ricordo 1947. Mixare 4,5 cl Amaro Montenegro, 1,5 cl Vecchia Romagna Etichetta Nera, 1 cl oleo saccharum alle scorze d'arancia e cannella, 4,5 cl ginger beer degassificata no waste da unire nel mixing glass con ghiaccio, versare in un'alta teiera d'argento e servire in coppette di vetro con supporti d'argento, guarnire con top di schiuma alla ciliegia.
Kshan Cresta già head bartender Santè Pub & Bar di Champoluc (Aosta) ora al Bar Cavour Del Cambio di Torino, con Sadò (cerimonia del tè giapponese) si è ispirato a un immaginario viaggio in Giappone, miscelando 4 cl Amaro Montenegro, 2 cl sake yuzu, 0,75 cl  cordiale di lime, matcha tea e bambù home made, 2 drop soluzione salina, da unire nello shaker, versare in teiera giapponese e servire in tazzine di ceramica con ice block.
Manuel Zama bartender del Laurin Bar & Bistro di Bolzano, ha voluto rievocare un viaggio con amici in Scozia. Per questo ha proposto il drink Fyne composto da 4,5 cl Amaro Montenegro, 2,5 cl Scotch Whisky Single Malt Talisker 10 yo, 1 cl succo di lime, 3 bar spot miele di ananas, 1 dash wot bitter (alla noce). Shaker, double strani, versare in piccoli calici a stelo alto raffreddati, abbinare con foglie di martensia marittima (dal sorprendente gusto di ostrica) servite su ghiaccio in ciotoline.

Un'accurata selezione di talenti

Gli otto finalisti sono stati selezionati in due tappe, il 18 luglio al Drink Kong di Roma e il 25 luglio a Casa Azzoguidi Cocktail Bar di Bologna, su oltre 200 iscritti.
La giuria era composta da quattro esperti di settore:
Matteo Bonoli, Master Herbalist Amaro Montenegro;
Edoardo Nono, fondatore e direttore di Rita's Cocktail Bar e Rita's Tiki Room di Milano;
Andrea Civettini, vincitore di The Vero Bartender Global 2018, partner e direttore Galileo Cocktail Bar e Bistro di Barcellona;
Matteo Di Ienno, bar manager di Locale di Firenze.

Il presentatore Paolo Piva tra i giurati Matteo Di Ienno, Edoardo Nono, Matteo Bonoli, Andrea Civettini

Il finalista italiano Simone Corsini parteciperà alla Finale Global del 26 ottobre prossimo a Bologna, con la partecipazione al Residence Program esperienza che coinvolgerà anche gli altri finalisti internazionali di 15 nazioni in un programma di 5 giorni di attività formative, culturali e ludiche. Il vincitore della Finale Global si aggiudicherà un viaggio a New York per partecipare al Bar Convent Brooklyn 2023.

Simone Bani vince l’AcademyLab 20/20 Cocktail Competition by Rossi d’Asiago

il vincitore Simone Bani al banco
Seconda edizione del concorso d'idee per la miscelazione con i liquori e distillati premium di Rossi d'Asiago come Kranebet Botanic Juniper Liqueur, Antica Sambuca, Volare liquori per cocktail.

Il tema scelto dalla distilleria Rossi d'Asiago della famiglia Dal Toso per la seconda edizione 2022 del concorso AkademyLab 20/20 è stato "Make It Magic" allo scopo di stupire e affascinare i giudici. Alla base delle ricette i prodotti premium di Rossi d'Asiago come Kranebet Botanic Juniper Liqueur, Antica Sambuca, Volare liquori per cocktail. La proposta più interessante è risultata quella di Simone Bani, barmanager di Al Malò Cucina e Miscelazione di Brescia con il cocktail

Nebbia di Montagna
Ingredienti
45 ml Kranebet Botanic Juniper Liqueur
22,5 ml succo di limone
15 ml sciroppo di alloro e vaniglia home made
ghiaccio secco
Preparazione
Shaker, versare in tumbler collocato in una vaschetta piena di ghiaccio secco su cui versare dell'acqua calda per fare effetto fumo.

La giuria era composta da esperti di settore come il comunicatore e organizzatore di eventi speciali Danilo Bellucci; il top bartender, "gustosofo" e presidente del Classic Cocktail Club Michele Di Carlo; il giornalista Riccardo Sada; il top capobarman Aibes Solindo Soncin.

Così il gustosofo Michele Di Carlo ha commentato la proposta del vincitore:«Un drink interessante la cui descrizione è stata semplice ma precisa, una preparazione facilmente replicabile, anche di grande effetto scenico, un gusto insolito ma intrigante che invita a un raddoppio di bevuta».

Gli altri cinque finalisti selezionati per la gara svoltasi nella moderna sede multisensoriale AkademyLab 20/20 nella città di Asiago (Vicenza) sono stati:
Antonio Chillocci del Nobel'26 Caffè Letterario Pub & Bar di Nuoro con Passo dopo Passo: 3 cl Kranebet Botanic Juniper Liqueur, 2 cl gin allo zafferano, 2,5 cl shrub di ananas grigliata, mango e cannella, 1,5 cl honey mix al tè nero e scorze di mandarino home made, versare in calice con una spolverata di cannella.
Chiara Poliero del Blended Cocktail Bar di Padova con A Kind of Magic Pea: 3 cl soluzione citrica, 2,5 sciroppo di agave, 5 cl Kranebet Botanic Juniper Liqueur, 3 cl infuso di per tea flore e lavanda, fill up di acqua tonica, versare in tumbler alto con ghiaccio.
Diego Panontin di Hall di Padova con Saltatempo: Kranebet Botanic Juniper Liqueur, estratto di cavolo rosso, ginger beer, Peach Bitters, succo di lime, versare in tumbler alto con ghiaccio, guarnire con foglie di menta.
Michael Marzocchi di D.Park Pub & Bar di Grosseto con Miris: 1/4 oz Kranebet Botanic Juniper Liqueur, 3/4 oz Elderflower Volare, 1/2 oz Forest Fruit Volare, 1/2 oz acido citrico, 1/4 sciroppo di camomilla e miele, versare in calice, guarnire con crusta di petali di camomilla.
Paul Minea di The Waldorf Hilton di Londra con Fairy Tale: 40 ml Kranebet Botanic Juniper Liqueur, 15 ml Grand Marnier, 20 ml Chestnut Liqueur (alle castagne), 15 ml succo fresco di limone, 10 ml cordiale all'uvetta home made, un albume, versare in calice, guarnire con fiori edibili.

 

La Dea, il nuovo gioiello Gaggia Milano dal design ricercato per espressi divini

La Dea_ Gaggia Milano_copertina
L'ultima nata dello storico brand milanese è una macchina espresso compatta, tecnologica, dalle eleganti linee retrò dedicata a baristi esigenti e sofisticati e al mercato delle location premium

Sintesi di tradizione e innovazione, la macchina espresso La Dea è il nuovo gioiello di Gaggia Milano, destinato al crescente mercato di location premium, come boutique café e cocktail bar di dimensioni contenute. Amanti del caffè e baristi – esigenti e sofisticati – sapranno apprezzarne il design minimalista e ricercato, con le sue linee eleganti e di gusto piacevolmente retrò, nonché l’insieme di tecnologie e componenti tipicamente professionali racchiuse in un modello dalle dimensioni compatte.

Design e funzionalità sono appunto le fondamenta del nuovo progetto dello storico brand milanese, che si è tradotto in una minuziosa scelta di materiali in primis acciaio inox – e soluzioni tecnologiche consolidate e al tempo stesso all’avanguardia, mirate a garantire le prestazioni de La Dea, nonché la qualità in tazza.

L'attenzione a ogni dettaglio

Oltre ad alcuni piccoli accorgimenti che ne suggeriscono la massima cura dei dettagli, come le manopole della lancia vapore e della lancia per l’acqua calda – entrambe dallo stile un po’ retrò, una citazione è d'obbligo per il gruppo di erogazione, a vista e in acciaio Inox, e per la classica levetta semiautomatica, che richiamano in maniera esplicita le linee delle prime fortunate macchine da caffè di Gaggia.

Si spiegano, inoltre, la presenza della caldaia da 1.5 litri, dello scambiatore di calore da 120 cc e della tanica interna per l’acqua da 2 litri, ma anche la lancia vapore e la lancia acqua calda. In tal senso, merita un’attenzione particolare il display LCD a colori da 1,54 pollici, con cui l'utente può – tra le altre cose – impostare e controllare i parametri di erogazione, come la temperatura (basata sul sistema PID) e il tempo di estrazione del caffè, o stabilire l’orario di accensione della macchina stessa.

Elegante, robusta e funzionale, La Dea conquista alla prima occhiata e offre il piacere di espressi divini.

Per saperne di più, visita il sito ufficiale www.gaggiaprofessional.com e segui Gaggia Professional sui principali social network.

Appuntamento a Triestespresso

Evoca Group sarà presente con il marchio Gaggia Milano a Triestepresso, dove sarà possibile scoprire la macchina espresso La Dea. Appuntamento dal 27 al 29 ottobre, alla Hall 28 / Stand 03 del Trieste Convention Center.

EVOCA GROUP
Via Roma 24
24030 Valbrembo (BG)
Tel. 035 606111

Julius Meinl e i bar complici per la riforestazione in Tanzania

Julius Meinl
Il 1° ottobre, nella Giornata Internazionale del Caffè, verrà piantato un albero in Tanzania per ogni locale che utilizza miscele sostenibili e certificate

L’obiettivo di Julius Meinl per la prossima Giornata Mondiale del Caffè, il 1° ottobre, è porsi al fianco degli operatori del fuoricasa e aiutarli a compensare le loro emissioni di carbonio attraverso l’iniziativa di riforestazione in Tanzania, uno dei Paesi dai quali provengono i caffè della linea The Originals, nata per celebrare l’artigianalità delle miscele e le diverse origini.

Così, per ogni locale che utilizza le miscele sostenibili e certificate Julius Meinl e aderisce all’iniziativa, attraverso il Jane Goodall Institute, verrà piantato un albero per contribuire alla riforestazione della Tanzania. Inoltre, i locali coinvolti riceveranno un certificato che attesta il loro impegno per la tutela dell’ambiente. Grazie a questo progetto, realizzato per il secondo anno consecutivo, gli oltre 20mila arbusti piantati assorbiranno circa 60 chili di CO2 ciascuno, nell’arco dei prossimi dieci anni, contribuendo all’abbattimento delle emissioni e mitigando gli effetti dei cambiamenti climatici: un percorso che molti sostengono lungo tutta la filiera, sostenendo etica e qualità, nei luoghi di origine come in quelli di consumo.

Ancora, i clienti amanti del buon caffè che vogliono dare il proprio contributo all’iniziativa possono recarsi in uno dei 120 locali italiani che aderiscono ad essa: per tutta la giornata, acquistando un caffè riceveranno un coupon per l’acquisto di un nuovo espresso, per permettere di tornare fino alla fine di ottobre e offrirlo gratuitamente alla persona che più desidera, trascorrendo una gradita pausa di gusto insieme.

Christina Meiin, membro della famiglia Meinl di quinta generazione, è orgogliosa di questa iniziativa con cui «vogliamo contribuire all’abbattimento delle emissioni degli operatori horeca, permettendo ai loro ospiti di svolger un ruolo attivo in questo senso. Piccoli gesti per contribuire alla salute del nostro pianeta, ma anche per creare tutti insieme tanti momenti perfetti».

Da tempo la Torrefazione è impegnata ad agire in modo responsabile per le generazioni future: un’ambizione che coinvolge tutti, dagli agricoltori ai partner. Sono state sviluppate le linee guida per l'approvvigionamento sostenibile del caffè verde, il portafoglio di prodotti di provenienza responsabile per la vendita al dettaglio e per l'horeca è cresciuto e dalla fine del 2022 il 100% delle capsule dell'ampio portafoglio di prodotti al dettaglio, sarà adatto al compostaggio domestico.

Grande attenzione è posta anche in fase produttiva, come ha sottolineato Andreea Postolache, marketing manager & sales regional manager northwest, all’interno di un servizio che Bargiornale ha dedicato alla sostenibilità nel settore del caffè: «Julius Meinl è impegnata in diversi progetti che riducono la propria impronta ecologica; ne è un esempio la grande attenzione dedicata agli impianti produttivi, dove l’energia generata nelle fasi di pulizia e tostatura viene riutilizzata negli uffici per una maggiore efficienza energetica. Altro aspetto fondamentale è la continua ricerca di soluzioni per i prodotti: meno plastica nei packaging, capsule compostabili e materiali biodegradabili per l’asporto. Non ultimo il Colombian Heritage Project, nato per sostenere i coltivatori e le loro comunità locali». 

A Roma arriva Greed, il regno del gelato contadino

Dario Rossi, Greed Avidi di Gelato
Dario Rossi, Greed Avidi di Gelato
Il marchio del maestro gelatiere Dario Rossi arriva nella Capitale con il gusto Pizza e Mortazza

Nel quartiere Monteverde, a Roma, Dario Rossi ha aperto Greed - Avidi di gelato. Il suo progetto, iniziato nel 2004 a Frascati, porta la filosofia del gelato contadino anche nella Capitale. Per il debutto ha scelto di sedurre i clienti con il gelato Pizza e Mortazza, un omaggio a Roma, ma anche alla sua infanzia.

Dario Rossi e la genesi di Greed

In un video su Facebook, Dario Rossi racconta l'origine della sua passione per il gelato. Quando i suoi genitori comprano una gelatiera da casa, nel piccolo Dario scatta qualcosa. «Fin da subito iniziai ad amare il gelato. Mi piaceva produrlo per me e per i miei amici. Producevo principalmente gusti classici come crema cioccolato o fragola. Se il gelato era così buono fatto in casa, pensavo che quello prodotto in un laboratorio con dei macchinari professionali dovesse essere qualcosa di veramente speciale. Così durante le uscite con gli amici cominciai la caccia al gelato più buono. Con mia grande sorpresa e delusione dovetti constatare che non solo non era più buono di quello che facevo io, anche se alcuni gusti potevano avere un buon sapore, ma addirittura non era prodotto con gli ingredienti freschi, ma con dei preparati già pronti che li sostituivano». Partendo dalla voglia di fare le cose in un altro modo, più antico, ha iniziato a fare il gelato con uova, frutta, latte, panna. Si definisce gelatiere contadino grazie all'orto, in cui produce frutta e verdura che usa nei suoi gelati. Nel 2004, alla soglia dei 30 anni, apre a Frascati il primo punto vendita Greed - Avidi di Gelato. «Iniziò così la mia ricerca quasi maniacale della qualità, attraverso la scelta delle migliori materie prime, per poter fare un gelato come quello con cui ero cresciuto. In seguito ho messo la mia arte al servizio dei consumatori, specializzandomi nel gelato “senza glutine e senza latte”».

Il banco di Greed

Dario Rossi ha sempre amato giocare a stupire il palato con gusti cari alla nostra tradizione ma proposti nella inconsueta veste del gelato. Ricotta di pecora, fiori di zucca e alici, poi Cacio e pepe, Pollo alla romana, Porchetta, Insalata, Carbonara, Panzanella, sono solo alcuni esempi dei gusti di gelato gastronomico con cui divertirsi.

Attenzione alla sostenibilità

La sensibilità e il rispetto a 360° per il pianeta Terra fa ormai parte del Dna di Greed. Il gelato proposto è artigianale, naturale, biologico, a km 0, etico e sostenibile. Ogni materiale monouso (vaschette, coppette, cucchiaini) è totalmente compostabile, nonostante i prezzi di questi articoli siano ad oggi quasi proibitivi ma rimangono irrinunciabili per chi ha deciso di lavorare in maniera etica.

L'intervista Dario Rossi

Dario Rossi, Greed
Dario Rossi, nel negozio romano di Greed
Dario, qual è la filosofia dietro quello che chiami il gelato coltivato? Tutto parte dal terreno dei miei genitori, dove coltiviamo frutteto e orto. Qui ho creato una piccola piantagione di lamponi gialli e rossi, più frutti da albero come fichi, ciliegie, melograni, cachi, nocciole, gelsi. Tutto viene portato in produzione e mi aiuta a realizzare una piccola nicchia della mia produzione. Hai un gusto preferito? No, ma se devo scegliere, scelgo quello che è nato dal mio terreno. Hai debuttato a Roma con il gusto Pizza e Mortazza: da dov'è nata questa idea? Da una mortadella bio presidio Slow Food di Bologna, portatami fa Daniele De Ventura, patron di Simposio. Gli serviva un gelato che parlasse di questa mortadella. Così mi ha chiesto di fare un gelato alla carne. Per me era un po' una sfida. Al primo assaggio dalla macchina, il risultato mi ha profondamente deluso. Anche il fratello di Daniele, all'assaggio, rimase scioccato in negativo. Tuttavia, ebbe un'idea e mise il gelato su delle cialde salate, che ne migliorarono il gusto. Pensa e ripensa, ho trovato la soluzione. E cioè? Ho pensato alla mia infanzia, quando mia madre mi dava mille lire per prendere la pizza e mortadella da Peppe, prodotti che costavano poco e che mi permettevano di portare a scuola la merenda. Da quel ricordo, l'idea. Ho preso la pizza da un forno, a Frascati, l'ho spaccata a metà e ci ho spalmato il gelato alla mortazza. Ho fatto un video e nel giro di tre giorni ho realizzato 17mila visualizzazioni. Il gusto era nettamente migliorato. Il connubio con la pizza bianca, al di là delle memorie gustative, attutisce e arrotonda il sapore della mortadella. Continuerai a stupire con gelati gastronomici? Hai già qualche idea? Sì. Il gelato gastronomico sarà con noi tutto l'anno, pronto per essere abbinato a degli ingredienti specifici. Ad esempio, il sorbetto alla panzanella è servito su una fetta di pane casereccio.

Trionfo di Linh Nguyen a Lady Amarena 2022

Lady Amarena 2022 finaliste
Arriva dalla Germania, dove è in forza al Villa Rita Rosenpark di Marburg, la vincitrice della finale internazionale del contest di Fabbri dedicato alle signore della miscelazione

È nata a Berlino, è di nazionalità vietnamita, ha 34 anni, da 5 si dedica alla miscelazione e attualmente lavora presso l’hotel Villa Rita Rosenpark di Marburg. Nel suo curriculum ci sono la vittoria al Rolling Pin European Bartender Cup e un quinto posto alla Diageo Worldclass. Si chiama Linh Nguyen e il suo palmares si arricchisce ora di un nuovo e prestigioso titolo: quello di Lady Amarena 2022.

Nicola Fabbri premia Linh Nguyen Lady Amarena
La vincitrice, Linh Nguyen, premiata da Nicola Fabbri

È lei infatti la trionfatrice della finale internazionale della cocktail competition di Fabbri 1905 riservata alle sole signore della miscelazione, svoltasi al Teatro del Sole di Bologna. Finale dove Nguyen, in gara con il titolo di Lady Germania, si è imposta sulle altre 13 pretendenti arrivate da altrettanti Paesi da 3 diversi continenti (leggi In 14 da tutto il mondo per la finale di Lady Amarena) a contendersi il titolo di regina della mixology con i loro originali drink pensati per esaltare l’unicità del gusto di Amarena Fabbri.

Obiettivo che Nguyen ha centrato con il suo cocktail Home Sweet Home, dove ha unito i toni secchi della sua patria d’elezione, la Germania, rappresentati da Marendry, il bitter di casa Fabbri, con la dolcezza dei gusti esotici ricreati dal latte di mandorla e il succo di limone, completando il tutto con la mitica Amarena e una scorza di limone. Ma non solo, perché con la sua prova la barlady si è aggiudicata anche il Premio Speciale della Stampa.

Alle sue spalle si è piazzata Jessica Fletcher, Lady Spagna, con il Gelato de Nonna, drink che richiama il sapore del gelato della sua infanzia, grazie all’abile miscelazione di MixyBar cioccolato con Scotch whisky, succo di pera, succo di limone e canella, guarnendo con Amarena e zucchero a velo. Cocktail con il quale la barlady, nata in Nuova Zelanda e che ora vive in Spagna, dove è istruttrice per la scuola europea di bartending e gestisce con il marito una compagnia di eventi di bartending, si è aggiudicata anche il Premio Marendry.

Sul terzo gradino del podio è salita Noemi Marras, Lady Svizzera, cagliaritana di origine e ora in forza al Widder Bar di Zurigo, un dei migliori cocktail bar del Paese. La sua creazione si chiama Lovely Cerexia ed è composta da Marendry, pompelmo rosa, succo di lime, liquore alla nocciola Frangelico e miele di fiori selvatici.

Gli altri eventi della giornata

Condotta da Bruno Vanzan, stella del panorama internazionale della mixology, con la giornalista Dany Mitzman, la finale di Lady Amarena ha dato spazio anche ai nuovi talenti in erba della miscelazione. A salire su palco anche Aurora Grasso, la vincitrice di Lady Amarena Junior, competizione analcolica riservata alle studentesse degli istituti alberghieri siciliani per promuovere la professionalità e la formazione nel settore delle più giovani (leggi Ad Aurora Grasso il titolo di Lady Amarena Junior). La giovane campionessa ha preparato Il bacio della mezzanotte, il drink con il quale si è aggiudicata il contest.

Ma la giornata è stata anche l’occasione per la presentazione in anteprima di una novità in casa Fabbri: Fabbri Dry Gin realizzato in collaborazione con Mattia Pastori, fondatore e proprietario di NonSoloCocktail. Un gin realizzato con botaniche del territorio impreziosite dal distillato di Amarena Fabbri, racchiuso nella bottiglia realizzata da Vetreria Etrusca fedele riedizione della bottiglia storica di Distilleria Fabbri oggi conservata nel Museo aziendale.

Le ricette sul podio

Home Sweet Home di Linh Nguyen
Ingredienti:
5 cl di Marendry, cl MixyBar latte di mandorla, 2,5 cl succo di limone
Preparazione:
Shake&Strain
Guarnizione:
scorza di limone e Amarena Fabbri

Gelato de Nonna di Jessica Fletcher
Ingredienti:
30 ml Dewar’s White Label Blended Scotch Whisky, 20 ml MixyBar cioccolato, 20 ml succo di pera, 20 ml succo di limone, pizzico di cannella in polvere
Guarnizione:
Amarena Fabbri e zucchero a velo

Lovely Cerexia di Noemi Marras
Ingredienti:
30 ml Marendry, 10 ml pompelmo rosa, 10 ml succo di lime, 0,50 ml Frangelico, 0,75 ml miele di fiori selvatici
Guarnizione:
amarene composte con sciroppo di Amarena Fabbri e amarene.

Emilio Pecchioli vince la Diplomático Artisans of Taste 2022

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Il bartender del Rasputin Secret Bar di Firenze ha trionfato nella finale del cocktail contest firmato dal rum premium del Venezuela che mette al centro la sostenibilità

Miscelare sapientemente creatività e sostenibilità. È la grande sfida che ha rivolto ai bartender Artisans of Taste, la competition organizzata da Ron Diplomático e Compagnia dei Caraibi, importatore e distributore esclusivo per il nostro Paese del distillato premium venezuelano (leggi Ultimi giorni per partecipare alla Diplomático Artisans of Taste). Una gara ad alto contenuto tecnico, che mette alla prova la capacità dei mixologist di creare cocktail originali, appaganti e sorprendenti per tutti e cinque i sensi e, insieme, la loro capacità di applicare pratiche virtuose e sostenibili in linea con la filosofia Distilled Consciously del brand e di esaltarne altri aspetti fondamentali come l’artigianalità e il servizio. Una sfida, quest’anno alla sua seconda edizione, con la quale si sono cimentati bartender da tutta la Penisola e che ha avuto come trionfatore Emilio Pecchioli del Rasputin Secret Bar di Firenze, vincitore della finalissima del concorso.

Finale andata in scena al Rita's Tiki Room Cocktails & Food di Milano, condotta da Francesco Serra, brand ambassador di Ron Diplomático, alla presenza di Francesco Pirineo, advocacy manager di Compagnia dei Caraibi. Qui i cinque bartender autori delle ricette che avevano superato la fase di selezione si sono alternati dietro il bancone per presentare le loro creazioni a base di Tradition Range della gamma Diplomático (Rum Diplomático Planas, Rum Diplomático Mantuano e Rum Diplomático Reserva Exclusiva) e realizzate secondo i principi di artigianalità, ovvero capacità di interpretare con un tocco personale ogni aspetto della ricetta, sostenibilità, dalla scelta delle materie prime al loro utilizzo coscienzioso e senza sprechi, e servizio, ovvero tutto ciò che ruota intorno al cocktail come equilibrio, presentazione, ingredienti: tutti valori che trovano piena espressione nei rum Diplomático.

A contendersi il titolo di Artisans of Taste c’erano, oltre al vincitore: Samuele Verri del The Craftsman Cocktail Bar di Reggio Emilia, Federico d'Agati del Trèsor di Lecce, Daniele Salviato di Cloakroom Cocktail Lab di Treviso e Salvatore Fabrizio Balbi di Aegusa Caffè di Favignana (Tp).

A giudicare le loro prove una giuria di cinque esperti di settore: Mirco Mastrorosa, direttore responsabile di Tuorlo Magazine, Giovanni Ceccarelli, fondatore di Cocktail Engineering, formatore, divulgatore e consulente, Luca della Valle, vincitore della competition 2021, Carlo Cattani, scrittore e fondatore di Tempi di Recupero, e Javier Garcia Vicuña, ambassador Emea della omonima distilleria venezuelana di Ron Diplomático.

Giuria conquistata da Pecchioli con il suo Bee The Change, nel quale ha mixato in perfetto equilibrio Diplomático Planas, cordiale alla pera, soda alla cera d’api e polline e bitter di propoli. Il bartender si è aggiudicato così, insieme al titolo, l’ambito premio: un viaggio in Venezuela con visita alle distillerie Diplomático e speciali corsi di formazione dedicati.

La ricetta

Bee The Change di Emilio Pecchioli

Ingredienti:
45 ml Ron Diplomático Planas, 30 ml cordiale chiarificato di pera Williams, una goccia di estrazione idroalcolica di propoli, top di soda alla cera d’api e polline millefiori bio
Preparazione

build
Bicchiere:
collins spennellato internamente di miele bio
Guarnizione:
cialda croccante di scarto di pere Williams estratte e chiarificate, zucchero e amido.

Beer&Food Attraction: a Rimini per progettare il futuro dell’ospitalità

Beer&Food Attraction 2023
Dal 19 al 22 febbraio torna l'importante evento fieristico del comparto bevande e foodservice per il fuoricasa. Un appuntamento da non perdere per chi vuole aggiornarsi sulle nuove modalità e stili di consumo

L’ottava edizione di Beer&Food Attraction torna a Rimini dal 19 al 22 febbraio 2023 per raccontare in un solo appuntamento la più completa offerta nazionale e internazionale di birre, bevande, food e tendenze per l’out of home. Un hub per rilevare i trend e le evoluzioni del settore, una fonte di ispirazione che dà valore all’esperienza. La manifestazione richiama in quattro giorni operatori professionali e key players del comparto.

CHIEDI INFO PER PARTECIPARE
A BEER&FOOD ATTRACTION

Il mondo dell’eating out si ritrova a Rimini per cambiare, innovare e progettare il futuro dell’ospitalità, in un percorso di visita che agevola l’incontro tra domanda e offerta.

La birra è al centro, l’occasione di consumo diventa trend: specchio del mercato che si evolve e della sua varietà racconta la ricca offerta di birre, dalle artigianali italiane, originali e creative fino ad arrivare alle eccellenze italiane ed estere, speciali e mainstream.

Con la sua frizzantezza emerge inoltre un beverage a tutto tondo: dalle acque minerali ai succhi di frutta, dagli energy drink ai superalcolici, dai distillati ai liquori tradizionali, dai coloniali alle bevande calde. Un’occasione unica per presentare le novità, lanciare mode o format di locali, entrare in contatto con i grossisti di bevande, che da sempre scelgono Rimini come punto di incontro privilegiato.

Non può mancare la presenza del food esperienziale, quello della ristorazione veloce e di qualità che si racconta al grande pubblico attraverso la voglia di stare insieme. Una vetrina importante per mettere in mostra prodotti e tecnologie a tutti gli operatori del foodservice. Una pizza e un hamburger diventano delle vere e proprie esperienza di socializzazione per un pubblico consapevole e in cerca di novità. Tornano inoltre i Campionati della Cucina Italiana organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi dove tradizione e innovazione si fondono per creare un risultato di eccellenza.

L'International Horeca Meeting

Continua la collaborazione con Italgrob e siamo pronti ad accogliere la 12° edizione dell’International Horeca Meeting nella Horeca Arena, cuore degli eventi IHM, che ospiterà talk e tavole rotonde con la partecipazione dei principali stakeholder del settore, di associazioni, società di ricerca per condividere scenari attuali e tendenze future.

Ma non è finita qui: sarà inaugurata la nuova Chiringuito Zone: un’area insolita e moderna in cui fare networking. Come mai proprio un Chiringuito? Perché il futuro dei bar è sempre più proiettato verso l’esterno e proprio questo format di bar informale e colorato è un vero e proprio simbolo di una nuova socialità. Un’area insolita e moderna per fare networking, presentare prodotti e raccontare i trend di un settore sempre più esperienziale.

Non ci resta che ritrovarci a febbraio, a Rimini, con Beer&Food Attraction.

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A BEER&FOOD ATTRACTION

Deliveroo, il partner ideale per far crescere il tuo business

Deliveroo
Deliveroo per i ristoranti mette a disposizione dei locali tutta una serie di servizi e strumenti pensati per offrire ai loro clienti la migliore esperienza possibile nel food delivery e aiutare le attività a far crescere il giro di affari

Gli ultimi due anni hanno indotto profondi cambiamenti nelle abitudini di consumo degli italiani. Uno dei fenomeni più interessanti è lo sviluppo esponenziale del food delivery, che continua conquistare un numero sempre maggiore di consumatori. Nel 2020 il mercato del food delivery online in Italia ha generato un fatturato di circa 823 milioni di euro. Secondo le stime, questo valore dovrebbe aumentare fino a raggiungere un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro entro il 2026, con un aumento di quasi 1,4 miliardi di euro dal 2017.

Quindi come possono i locali cogliere al meglio le opportunità aperte da questa tendenza? Contando su un partner d’eccellenza: Deliveroo, la piattaforma leader dell’online food delivery.

DIVENTA ANCHE TU PARTNER DELIVEROO

Trova nuovi clienti

Deliveroo mette a disposizione dei gestori tutta una serie di servizi e strumenti pensati per offrire ai clienti finali la migliore esperienza possibile nel food delivery e aiutare i locali a sviluppare il loro business. Diventare partner di Deliveroo permette infatti di raggiungere nuovi clienti, grazie alla grande visibilità assicurata dal marketplace, ovvero l’app Deliveroo e il sito web deliveroo.it. Visibilità ulteriormente potenziata dalle iniziative di marketing personalizzate realizzate dall’azienda attraverso motori di ricerca, email e social, per portare sempre più consumatori sull’offerta del locale.

Il tutto in modo semplice e senza nessuna incombenza per il gestore, che deve solo pubblicare il profilo del locale e il menù sul marketplace e dedicarsi a ciò che sa fare meglio: preparare deliziosi piatti per i suoi clienti. A comunicare lo stato dell’ordine al cliente e a gestire i pagamenti provvede Deliveroo, così come a occuparsi dei servizi di assistenza. Una volta pronta, l’ordinazione viene infatti ritirata e consegnata in modo rapido dai rider che collaborano con Deliveroo, opportunamente formati sulla sicurezza stradale e alimentare, in modo da assicurare che le ordinazioni, trasportate all’interno di borse termiche, giungano a destinazione calde e fumanti, garantendo così un servizio che spicca per puntualità e di alta qualità.

Opzioni di ristorazione flessibili, strumenti aggiuntivi per servire i clienti

La piattaforma rappresenta un alleato fondamentale anche per le attività che decidono di effettuare le consegne con il proprio personale o che vogliono implementare un servizio d’asporto, altra opportunità tutta da sfruttare per far conoscere l’offerta del locale a un pubblico sempre maggiore di consumatori e incrementare le vendite.

Sempre in questa ottica un altro servizio offerto ai partner è Signature, una soluzione che offre la possibilità ai ristoranti partner di ricevere ordini su Deliveroo direttamente attraverso il sito web o l’app del locale opportunamente brandizzato. Le modalità per fare o ricevere un ordine restano invariate sia per i clienti sia per il gestore, con quest’ultimo che può contare in più su un ulteriore canale commerciale, continuando a usufruire del servizio e dell’assistenza clienti di Deliveroo.

Strumenti per gestire al meglio l’attività

Diversi sono poi gli strumenti evoluti ed efficaci che la piattaforma mette a disposizione per consentire ai locali partner di svolgere al meglio la loro attività in modo sempre facile e risparmiando prezioso tempo:

  • Restaurant Hub: una suite alla quale si accede con qualsiasi dispositivo e in qualsiasi luogo e momento, con la quale il gestore può implementare e migliorare in ogni momento il profilo del locale e il suo menù, arricchendolo con foto che valorizzino la sua offerta. Attraverso la dashboard della suite si può controllare anche la performance dell’attività, per capire cosa sta andando bene e quali aspetti invece migliorare, scaricare le fatture, i dati sulle vendite e le informazioni relative agli ordini con piatti o prodotti errati o mancanti.
  • Il tablet, dotato di stampante integrata, si collega facilmente alla rete wi-fi, e permette di accedere a tutte le funzioni essenziali di Deliveroo, come le notifiche immediate degli ordini, il loro stato, e la disponibilità dei prodotti.
  • In alternativa si può optare per Ordini Attivi, soluzione che permette di fruire delle funzionalità presenti sul tablet direttamente sul proprio dispositivo (o più dispositivi).
  • Inoltre, i gestori che utilizzano il Pos possono integrare su questo l’app Deliveroo, in modo da avere tutte le informazioni in unico posto per una maggiore efficienza operativa. Una soluzione estremamente comoda e funzionale: in questo caso gli ordini passano dall’app direttamente al sistema Pos, evitando che il personale debba accettare gli ordini manualmente e inserirli nel registratore di cassa, risparmiando così tempo ed evitando di effettuare errori. Inoltre, grazie all’integrazione, ogni volta che si modifica il menu, gli aggiornamenti vengono riportati in automatico anche sull’app.

Soluzioni sostenibili che invogliano i consumatori a tornare

Deliveroo semplifica notevolmente le attività di marketing e fidelizzazione. I gestori possono utilizzare Marketer per:

  • Crea annunci pubblicitari che consentono al loro ristorante di aumentare le visualizzazioni del menù, apparendo nella sezione In primo piano dell'app
  • Creare offerte su singole voci o sull'intero menu, aperte a tutti o gruppi di clienti. I gestori possono mantenere il controllo definendo i dettagli dei costi (importo minimo, sconti) e analizzando i dati per valutare il successo di queste attività.
  • Il programma Reward, una carta fedeltà digitale che premia i clienti più leali, incoraggiandoli a ordinare più spesso.

Infine, il ristorante può anche fare affidamento su Deliveroo per l'approvvigionamento di ingredienti per imballaggi e prodotti per la pulizia sostenibili per la propria attività. Si tratta di prodotti di alta qualità resi disponibili a prezzi competitivi, grazie alla collaborazione della piattaforma con i migliori fornitori per il comparto della ristorazione.

E allora, che cosa aspetti? Diventa anche tu partner Deliveroo!

The Pure Cafè, vivere il caffè come esperienza

Macchina espresso customizzata The Pure Café
Il nuovo spazio milanese dedicato agli specialty coffee ha proposte firmate e di qualità per ogni momento della giornata

Sono stati definiti anche gli ultimi dettagli dell’arredo di The Pure Cafè, il locale dedicato agli specialty coffee che ha aperto lo scorso luglio a Milano in via Volta 16. Il nuovo concept nasce dall’incontro del campione italiano brewing Giacomo Vannelli  e il manager Alberto Agostinacchio, titolare del locale e fino a pochi anni fa general manager di Sanremo Coffee Machines, e propone un’offerta dinamica per ogni momento della giornata, dalla colazione all’aperitivo e, in futuro, all’after dinner. Così, le proposte per la colazione - croissant, brioche e dolci - sono della pasticceria culinaria Clèa, mentre gli espressi di cucina, che possono essere composti dal cliente stesso, sono realizzati sotto la guida dello chef stellato Silvio Salmoiraghi, che ha realizzato quello che definisce «un cocktail libero di cucina in stile italiano».

I caffè di casa, sempre tostati freschissimi sono The Pure Blend con 65% di caffè brasiliano naturale e 35% di Etiopia lavato, gusto bilanciato con note di cioccolato al latte, zucchero di canna e arancia candita; quindi Kaffa Ethiopia Natural monorigine proveniente dalla zona di Kaffa, con note di frutti rossi, caramello e miele. Accanto a questi ci sono caffè della torrefazione Vannelli Coffee, His Majesty the Coffee,  LotZero e Methods Coffee: un’offerta che sottolinea il locale come multi brand place che ospita ciclicamente microtorrefattori e si pone l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di persone possibili nel mondo degli specialty.

Il responsabile della caffetteria è Paolo Troiani, che accoglie il cliente con un sorriso, pronto a condurlo tra diverse origini, tostature ed estrazioni: un compito che svolge con convinzione e che vede numerosi clienti in grado di orientarsi tra diverse origini e più metodi di estrazione. È la prima persona che il cliente incontra al suo ingresso nel locale, alle prese con una macchina espresso rosa shocking Cafè Racer di Sanremo, da cui ottiene eccellenti espressi ed emulsioni di latte con cui confeziona cappuccini sempre in latte art. A The Pure Cafè l’ospite è invitato a rilassarsi per gustare preparazioni eccellenti lungo tutto l’arco della giornata; potrà accomodarsi in due sale con ampie e comode sedute. I colori sono malva, bianco, verde e legno, interrotti sul fondo da uno sgargiante murales dell’illustratrice argentina Lucila Perini. Un ambiente accogliente che invita a godere del momento caffè con la predisposizione propria dei coffee lover e che che mira a coinvolgere anche chi si avvicina a questo mondo per la prima volta.

Nella parte successiva del banco bar si incontra l’area spirits dove è all’opera Vincenzo Quaquarella, 28 anni, store manager del locale e bartender con una lunga esperienza all’estero. Propone cocktail aperitivi a base caffè e non, e proposte serali che stupiscono.

Infine, Pure Moments è il cartellone di eventi che troveranno casa al The Pure: musica, illustrazione e fumetti, moda, design, letteratura. Appuntamenti serali due volte al mese, da settembre a dicembre che coinvolgeranno figure emergenti e di riferimento.

Vendite spirit: allerta Assodistil, ma l’export tira

grappa
L’aumento dei costi delle materie prime e dei servizi di energia elettrica e gas pesa. Ma l’estero vola, con +17% di vendite di acquaviti italiane.  Dopo la pubblicazione delle linee guida anti-alcol dell’Oms – Regione Europa, Assodistill e Federvini invitano a riflettere sullo spettro “proibizionismo”

È un bilancio in chiaroscuro quello tracciato da AssoDistil che si è incontrata a Roma a settembre per la sua assemblea annuale. Giunta all’incontro numero 76, AssoDistil ha presentato i dati relativi all’andamento del mercato dei distillati, che affronta come tutta l’industria italiana una crescente inflazione e l’aumento dei costi delle materie prime ed energetiche, ma che ha messo a segno negli ultimi mesi dati lusinghieri soprattutto in tema di export, dove hanno sortito ottimi effetti sia la concentrazione sulla qualità del prodotto, che le numerose attività di incoming messe in campo dal Comitato.

In questo quadro, nella stessa giornata, si è inserita la notizia dell’approvazione del documento adottato a Tel Aviv dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) - Regione Europa, “European_framework_action_alcohol_2022_2025” (clicca per scaricarlo): una serie di linee guida orientate alla diminuzione del consumo di alcol. Abbiamo sentito in merito il parere di Assodistill e Federvini.

L’exploit delle esportazioni

Secondo i dati realizzati da Format Research per conto di AssoDistil, nel primo semestre del 2022 l’export di grappa ha fatto registrare un +17% in valore e +9% in volume, che ha portato nelle casse del comparto vendite per 28 milioni di euro, 4 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra i mercati internazionali che apprezzano di più la grappa vi è la Germania, che da sola concentra ben il 59% dell’export di settore.

Cresce la produzione e volano i consumi nell'horeca

Per contro, sul fronte interno, la metà delle imprese del settore lamenta un incremento dei prezzi e servizi di energia elettrica e gas superiore al 40%, accanto all’aumento dei costi delle materie prime per cui un’impresa su quattro ha registrato rincari superiori al 20%.

Antonio Emaldi, presidente di Assodistil

Per fronteggiare l’effetto dei rincari, l’86% delle imprese dei distillati hanno rivisto o prevedono di rivedere al rialzo i prezzi praticati, mentre l’80% di questa ha valutato o sta valutando di ricorrere a nuovi fornitori. «Le nostre aziende - denuncia Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil - hanno bisogno di grandi quantità di gas: dicono di non sapere se riusciranno a mettere in moto gli impianti».

In merito all’andamento di mercato delle Acquaviti, che conta 34 Indicazioni Geografiche sul suolo nazionale, si intravedono alcuni segnali positivi: la produzione nazionale di grappa è salita del 9%, annuncia Cesare Mazzetti, presidente del Comitato Acquaviti di Assodistil.

Per comprendere lo scenario, aiutano i dati presentati da Emanuele Di Faustino, Senior Project Manager Nomisma: «Nei primi 6 mesi del 2022 il mercato della grappa, al pari di quello del vino e degli spirit in generale, ha registrato una contrazione delle vendite in GDO, a fronte di una ripresa dei consumi nel canale Horeca, in positivo di ben 31 punti percentuali». Quest’ultima è stata trainata dalla ripresa del turismo, nazionale e internazionale, che ha fatto vivere un’estate esaltante.

Peccato che Di Faustino avverta di fosche previsioni all’orizzonte, con un taglio dei consumi stimato nel canale bar/ristoranti del 34%. Inoltre, già si registra una diminuzione dei valori venduti sul canale e-commerce del 15%. “Ciliegina sulla torta”, aggiunge Emaldi, è l’inflazione. La riduzione del potere d’acquisto degli italiani e la conseguente contrazione dei consumi, inciderà in maniera importante sul mercato degli spirit in generale, dal momento che non si tratta di beni di prima necessità. Emaldi è anche preoccupato da un possibile rincaro delle accise: «Auspichiamo che il nuovo Governo che si insedierà nelle prossime settimane non adotti meccanismi di ulteriore inasprimento dell’imposizione fiscale sugli spirit, onde evitare un altro colpo al settore già in forte difficoltà per la difficile congiuntura economica».

La risoluzione dell’Oms e lo spettro del proibizionismo

In questo quadro, come abbiamo annunciato, si è inserita la notizia dell’approvazione del documento adottato a Tel Aviv dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) - Regione Europa, European framework for action on alcohol 2022-2025”: una serie di linee guida orientate alla diminuzione del consumo di alcol, con obiettivo -10% pro-capite, che comprendono l’aumento della tassazione, il divieto di pubblicità degli alcolici in qualsiasi forma, e l’obbligo di health warning in etichetta.

Le associazioni del settore vino e spirits hanno subito risposto definendola una linea “proibizionistica” tout-court.

Cesare Mazzetti, residente del Comitato nazionale Acquaviti di Assodistil

Assodistil condivide lo stupore e le preoccupazioni. «L’approvazione del documento da parte della Organizzazione Mondiale della Sanità - commenta Cesare Mazzetti, presidente del Comitato Nazionale Acquaviti AssoDistil -  conferma la posizione fondamentalista e politica di questa istituzione nei confronti del consumo di alcolici, che non tiene in alcun conto i numerosi studi secondo i quali un consumo moderato e consapevole non danneggia la salute e può anzi avere effetti positivi. Ma come abbiamo già visto in occasione della recente pandemia, l’OMS sembra muoversi spesso più per linee politiche che scientifiche. Ciò che stupisce maggiormente è che Paesi come l’Italia, la Francia e la Spagna non abbiano espresso contrarietà a questa iniziativa, destinata ad incidere duramente sul settore se i governi non riusciranno ad arginare a livello europeo questa deriva punitiva».

Micaela Pallini, presidente di Federvini

Micaela Pallini, presidente di Federvini e amministratore delegato di Pallini ricorda che l’Italia ha un consumo pro-capite già molto più basso rispetto alla media europea. Nella classifica sul consumo episodico pesante di alcol, l’Italia è ultima insieme a Cipro al 4%, ben lontana dalla media Ue del 19%, secondo i dati Eurostat 2021.
«Il nostro consumo – commenta Pallini – è più legato alla socialità e lo mostrano i dati che confermano la discesa delle vendite in Gdo a vantaggio del canale horeca, dopo la fine dell’emergenza Covid. A noi italiani piace bere e mangiare ed è sul consumo consapevole, con il corollario di un’alimentazione sana, che bisogna investire. Le politiche proibizionistiche rischiano solo di danneggiare il comparto e hanno dimostrato di avere scarsi risultati sulla prevenzione degli abusi”.

Obiettivo dichiarato per il futuro: rafforzare le tutele per i prodotti alcolici sul mercato internazionale.

Paolo De Castro, della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Parlamento Europeo, in un intervento video durante l’incontro di Assodistil ha affermato di essere già al lavoro con la sua squadra per un nuovo regolamento europeo, che conta di portare a compimento «entro la presidenza spagnola del prossimo anno».

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