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Biogas dalle pellicole di caffè, passo sostenibile di Vergnano

Chicchi caffè Vergnano
La Torrefazione torinese ha stipulato un contratto con l’azienda agricola Valbona di Poirino (TO) che otterrà biogas e digestato dagli scarti di lavorazione

Un’importante sfida di Caffè Vergnano è rendere il proprio caffè parte di un cambiamento sostenibile che guardi al futuro, con l’obiettivo di consegnare alle nuove generazioni un mondo migliore. Per la Torrefazione torinese la sostenibilità non è un’azione strumentale, ma una filosofia applicata a tutta la catena produttiva e a tutti i livelli.

Così, nell’anno del suo 140° anniversario, ha implementato il Comitato di Sostenibilità facendolo diventare un asset strategico per il suo sviluppo e la sua missione a livello internazionale. Grazie all’azione di questo importante organo operativo nato in occasione della Giornata della Terra 2021, è stato stipulato un contratto con l’azienda agricola Valbona di Poirino (TO) per la fornitura delle pellicole di caffè, un sottoprodotto ottenuto in fase di tostatura, da cui si otterranno biogas e digestato. Il primo è una miscela di metano e anidride carbonica impiegato per la produzione di energia elettrica; il secondo è il residuo del processo di digestione delle biomasse vegetali che può essere utilizzando come fertilizzante, andando a contribuire alla riduzione del carico di concimi chimici distribuiti nei campi.

Si prevede che verranno recuperate oltre 100 tonnellate l’anno di pellicole che daranno una produzione di circa 80mila kW, che corrisponde all’incirca all’energia che un’auto elettrica di medie dimensioni impiega per percorrere 5800 chilometri.

Il progetto, nato in un’ottica di economia circolare, permette di valorizzare un sottoprodotto da smaltire in risorsa e per Caffè Vergnano questo traguardo rappresenta un’ulteriore conferma di concretezza e competenza nel settore della sostenibilità ambientale e sottolinea l’attenzione dell’azienda verso la ricerca continua di qualità e di standard elevati, attraverso azioni eticamente responsabili e attente al bene del nostro Pianeta.

Vogliamo lasciare il segno è il titolo del Manifesto di Solidarietà di Vergnano, i cui obiettivi si riassume in tre punti: dedizione per un caffè più sostenibile; impegno verso un’economia circolare; infine cura per le persone, in particolare per le donne sia delle comunità produttrici sia più vicine, per le quali vengono promosse pari opportunità e progetti educativi.

Anche lo spazio diventa sostenibile con la collezione Stack di RCR

Stack
L'ultima nata dell'azienda di Colle Val D’Elsa è una linea di bicchieri multifunzionali impilabili in Eco-Crystal Glass studiata per garantire massima praticità ottimizzando lo spazio

La sostenibilità, insieme alla funzionalità e all’estetica, è da sempre un aspetto caratterizzante dell’attività e dei prodotti firmati RCR Cristalleria Italiana, tra le maggiori realtà attive nella produzione di soluzioni in vetro cristallino per l’arredo tavola, la mixology, la degustazione e l’arredo casa. Concetto che, oltre al campo ambientale, l’azienda Colle di Val D’Elsa (Siena) con la nuova collezione Stack ha esteso anche allo spazio.

Stack è infatti una linea di bicchieri impilabili e multifunzionali in Eco-Crystal Glass pensata per garantire al barista massima praticità nel servizio di ogni bevanda, ottimizzando lo spazio sul bancone. Due i modelli della nuova gamma: il bicchiere Dof, con capacità di 32 cl (h 95 mm), e il bicchiere Hb, con capacità di 39 cl (141 mm).

Tecnologia al servizio della praticità

Dal design estremamente accattivante, i bicchieri Stack presentano tutta una serie di innovazioni tecnologiche che ne esaltano le doti di praticità sotto i più diversi aspetti, facendone una soluzione perfetta per un locale.

Come il sistema anti-incastro con un anello rinforzato al suo interno che, non solo evita che si blocchino l’uno con l’altro, ma li preserva dai graffi e li rende durevoli nel tempo anche con un uso intenso.

La base è stata poi progettata con uno speciale design anti-goccia che fa scivolare via l'acqua dal fondo dopo il lavaggio, evitando la formazione del calcare e preservandone così la brillantezza.

Sostenibile e performante

A questi accorgimenti si aggiungono poi le proprietà del materiale, il Luxion® Eco-Crystal Glass, ad alte prestazioni e amico dell’ambiente. Il materiale è infatti ottenuto con materie prime purissime, che rendono ogni prodotto 100% riciclabile. Le materie prime sono lavorate con un processo produttivo senza emissione di fumi o altri agenti inquinanti in atmosfera, grazie all’utilizzo di soli forni elettrici. Ecologico, trasparente, questo cristallo garantisce un’elevata resistenza agli urti e ai lavaggi, fino a 4.000 cicli in lavastoviglie professionali.

Nasce il gelato al fungo porcino solidale

fungo porcino
Foto di Stefan Schweihofer da Pixabay
Lo ha ideato il gelatiere Andrea Vescia. Il ricavato delle vendite sarà devoluto al progetto dell’Oasi 2 a Bosisio Parini

Con il ritorno dei funghi porcini in tavola, anche il mondo del gelato ne subisce il fascino. A Barlassina, dove stanno per andare in scena i festeggiamenti annuali, è stato annunciato il gelato al fungo porcino. A realizzarlo è Andrea Vescia, maestro di gelateria e appassionato insegnante presso gli istituti alberghieri e la sua scuola Delicati Equilibri.

Andrea Vescia e Piermario Galli
Andrea Vescia e Piermario Galli

Il Gusto Amicitia

Vescia ha titolato il suo gelato Gusto Amicitia. Il nome è un omaggio alla Collezione Amicitia creata da Mario Galli, genitore dell’attuale sindaco di Barlassina nonché micologo di fama nazionale. Galli aveva realizzato una riproduzione esatta di tutti i funghi, dipinti poi a mano con altrettanta maestria da un’artista russa. Andrea Vescia ha iniziato a lavorare giovanissimo nella gelateria di famiglia, a Santa Maria Maggiore (VB). Nel 1993 si iscrive alla neonata Scuola Europea del Gelato, presso il CAPAC di Milano, dove studia con Luca Caviezel e Carlo Pozzi. Diventa maestro gelatiere e con la piena fiducia e stima dei suo formatori, inizia a soli 24 anni ad insegnare a sua volta ad altri giovani allievi. Da allora non ha mai smesso di fare gelato. La sua concezione è quella di proporre gusti che siano un'opera d'arte unica e diversa ogni volta, capace di trasmettere emozioni che dal palato raggiungono l'anima e il cuore. Il sindaco Piermario Galli ha spiegato che «il gelato al fungo porcino nasce in modo davvero originale. Il mastro gelataio in vacanza ha conosciuto il presidente della nostra Pro Loco e, tra una chiacchiera e l’altra, è venuto a conoscenza della nostra festa. Quando ha poi saputo della figura di mio padre e dei funghi, si è illuminato: ha voluto incontrare me, mia mamma, proponendo di realizzare gratuitamente questo gusto a scopo benefico».

Un gusto solidale

Il gelato è stato venduto durante la festa patronale di Barlassina. «Vescia ci ha chiesto di individuare un’associazione da sostenere – conclude Galli – per noi è stato facile scegliere l’Oasi 2 nel segno della continuità dell’attività di mio papà. A sua volta, è sempre stato vicino ai ragazzi ospitati a Bosisio Parini. Da parte mia, va un grazie al maestro per la sua sensibilità e la sua disponibilità». La cooperativa Oasi 2 gestisce un Centro Socio Educativo che risponde ai bisogni di persone disabili con proposte che migliorino la qualità della loro vita.

Barawards 2022: scopri i 300 professionisti candidati alla vittoria e vota i migliori

Barawards 2022
Scopri i finalisti per ognuna delle dieci categorie che premiano i migliori professionisti del fuori casa e vota i tuoi preferiti. Le votazioni chiudono il 10 ottobre. I vincitori saranno rivelati durante la Barawards Dinner Gala 2022 di lunedì 12 dicembre

Sono dieci i premi in palio per i professionisti del fuori casa - tra bartender, baristi, pasticceri, cuochi e brand ambassador (ma c'è anche un premio al miglior team) - che saranno assegnati nell'edizione 2022 dei Barawards, il premio all'ospitalità italiana d'eccellenza organizzato da Bargiornale, Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti (i vincitori verranno svelati durante il Barawards Gala Dinner di lunedì 12 dicembre 2022). I voti dei panelist hanno determinato la rosa dei 300 finalisti (massimo 30 per ognuna delle categorie in gara), selezionati tra le quasi 500 candidature espresse.

Ora sta a te: scegli la/le categoria/e per cui vuoi votare ed esprimi fino a 3 preferenze per ogni categoria. Il voto on line contribuirà per il 20% alla definizione della classifica finale.

Le votazioni on line resteranno aperte fino al 10 ottobre 2022.

 

SCOPRI E VOTA I LOCALI FINALISTI

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AL PREMIO INNOVAZIONE DELL'ANNO

Ora sta a te: scegli la/le categoria/e per cui vuoi votare ed esprimi fino a 3 preferenze per ogni categoria. Il voto on line contribuirà per il 20% alla definizione della classifica finale.

Le votazioni sono terminate.

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Baritalia Off a Pescara: due giorni di party, coinvolti 15 locali

Baritalia Pescara
Sono 15 i locali cittadini protagonisti domenica 25 e lunedì 26 settembre di serate dedicate al bere bene ispirate a Baritalia. Scopri la mappa dei locali coinvolti

Pescara mostra il suo lato migliore per l'arrivo di Baritalia. Sono infatti ben 15 i locali cittadini che hanno deciso - in occasione di Baritalia - di accogliere bartender e ospiti presenti in città, insieme a vecchi e nuovi clienti - con serate speciali dedicate al bere bene.

Le sere di domenica 25 e lunedì 26 settembre i locali aderenti (scopri qui la mappa interattiva dei locali aderenti) prepareranno drink speciali ispirati a Baritalia, il laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale quest'anno dedicato al tema della sostenibilità.

La tappa di Pescara di Baritalia va in scena al Tonga Club lunedì 26 settembre a partire dalle 10 (scopri qui il programma della giornata con le masterclass e - se non l'hai ancora fatto - come registrarti per ottenere l'ingresso gratuito).

SCARICA LA MAPPA INTERATTIVA DEI LOCALI DI BARITALIA OFF

Barawards 2022: scopri i locali finalisti e vota i migliori

Barawards 2022
Scopri i finalisti per ognuna delle nove categorie che premiano i migliori locali del fuori casa e vota i tuoi preferiti. Le votazioni chiudono il 10 ottobre. I vincitori saranno rivelati durante la Barawards Dinner Gala 2022 di lunedì 12 dicembre

Sono nove i premi in palio per i locali del fuori casa - tra bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e hotel - che saranno assegnati nell'edizione 2022 Barawards, il premio all'ospitalità italiana d'eccellenza organizzato da Bargiornale, Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti (verranno svelati durante il Barawards Gala Dinner di lunedì 12 dicembre 2022). I voti dei panelist hanno determinato la rosa degli oltre 250 finalisti (massimo 30 per ognuna delle categorie in gara), selezionati tra le oltre 370 candidature espresse.

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CANDIDATI A BARAWARDS

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AL PREMIO INNOVAZIONE DELL'ANNO

Ora sta a te: scegli la/le categoria/e per cui vuoi votare ed esprimi fino a 3 preferenze per ogni categoria. Il voto on line contribuirà per il 20% alla definizione della classifica finale.

Le votazioni on line resteranno aperte fino al 10 ottobre 2022.

Le votazioni sono terminate.

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Baritalia al Tonga di Pescara: registrati per partecipare

Baritalia Pescara
Compila il form di iscrizione per assicurarti l'ingresso gratuito e la partecipazione alle masterclass alla tappa di Pescara di Baritalia 2022, in programma lunedì 26 settembre 2022

Dopo Jesolo, ancora una tappa in Adriatico per il tour di Baritalia 2022 - a drink for the planet: la quarta tappa di questa nuova edizione dedicata alla sostenibilità si svolgerà infatti a Pescara ed è la prima volta in assoluto che Baritalia sbarca in Abruzzo.

L'appuntamento per i bartender è al Tonga Club&Restaurant (Viale della Riviera 38) lunedì 26 settembre a partire dalle 10 per una giornata imperdibile di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail.

REGISTRATI PER AVERE L'ACCESSO GRATUITO

Baritalia si conferma così la manifestazione in grado di unire e riunire i professionisti della miscelazione di tutt'Italia desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente.

Il laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale, giunto alla settima edizione, ha come da tradizione due momenti clou.

A cominciare da Baritalia Lab, il laboratorio di miscelazione che vedrà confrontarsi bartender di tutta Italia sul tema "A drink for the planet". La sfida è creare un cocktail sostenibile che valorizzi il prodotto sponsor e rispetti uno o più dei seguenti principi: riduzione degli sprechi, stagionalità, territorialità e sensibilizzazione del pubblico/cliente verso un progetto sostenibile tra quelli promossi dalle associazioni riconosciute dal ministero per la Transizione Ecologica (scopri qui l’elenco).

In parallelo, si svolgeranno i nostri Boot Camp dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Nel Signature Bar potrete degustare - tutto il giorno - i super cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata come giudici d'onore saranno i protagonisti dei MIGLIORI COCKTAIL BAR DELL'ABRUZZO

Il programma

Ore 9.30
Accoglienza e registrazione dei partecipanti c/o Tonga Club&Restaurant
Via della Riviera 38, Pescara

Ore 10.30-14.30
Baritalia Lab
La sfida – parte I
In collaborazione con Caffo, Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Nonino 

Ore 11.30
BOOTCAMP
L’happy hour si colora di bianco: nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco Gamondi
A cura di Igor Tuliach by Gamondi

Ore 11.45
BOOTCAMP
Cornwall on a Dead Finger (La tirannia delle convenzioni)
A cura di Patrick Piazza by Compagnia dei Caraibi

Ore 12.30
BOOTCAMP
DOuMasterclass?
A cura di Gian Marco Bellanti by DouMIX?

Ore 12.45
BOOTCAMP
Organics by Red Bull. Trend, bolle e riduzione degli sprechi, dove e come le sode ci aiutano
A cura di Daniele Gentili by Organics by Red Bull

Ore 13.30
BOOTCAMP
Mount Gay, il Rum di Barbados dal 1703
A cura di Marco Fedele by Molinari

Ore 14.30-19.00
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con DouMIX?, Compagnia dei Caraibi, Gamondi, Molinari, Organics by Red Bull

Ore 15.00
BOOTCAMP
Grappa Nonino: valori, sostenibilità, rivoluzioni
A cura di Renato Pinfildi by Nonino

Ore 15.45
BOOTCAMP
Tre prodotti Partner ufficiali di The World’s 50 Best Bars 2022: Amaro Lucano, Mancino Vermouth e Naked Malt, perfetti anche in miscelazione con Lurisia Mixer
A cura di Haneul "Hannetta" Lee by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 16.30
BOOTCAMP
Southern Italy Masterclass
A cura di Simone Molè by Caffo

Ore 17.15
BOOTCAMP
Evoluzione dell’aperitivo
A cura di Luca Mengo by Campari Academy

Ore 18.30
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Caffo, Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, DOuMIX?, Gamondi, Molinari, Nonino, Organics by Red Bull

Ospiti speciali della giornata 
I MIGLIORI TITOLARI E BAR MANAGER DELL’ABRUZZO
Gian Marco Caratelli, Marco D’Ascenzo, Ettore De Salvia, Alessandro Di Fabrizio, Stefano Di Pietro, Fabio Forgione, Michele Gallucci, Carmelo Licata, Mauro Mahjoub, Attilio Misantoni, Francesco Novelli, Valerio Panepucci, Antonello Petaccia, Francesco Silvestri, Anthony Ventrella, Marco Vezzali

Registrati per partecipare

Le registrazioni sono terminate

Molino Dallagiovanna celebra i suoi 190 anni

Famiglia Dallagiovanna
Famiglia Dallagiovanna
In occasione della ricorrenza, annunciato anche il vincitore della Pizza Bit Competition

Il 10 settembre 2022 Molino Dallagiovanna ha celebrato i suoi primi 190 anni di attività. Il compleanno speciale è stato celebrato a Gragnano Trebbiense (PC), in compagnia di ospiti illustri riuniti nella sede di Madonna del Pilastro.

Una storia lunga 190 anni

Molino Dallagiovanna inizia la sua storia a Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza, nel 1832. A dare il via a tutto è stata la signora Ernesta, commerciante di cereali che ritirava dagli agricoltori della zona con il barà, un antico calesse trainato da cavalli, e portati a macinare presso altri molini in zona. Solo nel 1870 venne acquistato il primo molino a pietra, alimentato con l’acqua del Rio Vescovo, di proprietà dei Visconti di Modrone. Sul molino vi era una tuttavia una servitù di messe alla curia, riscattata per 10.000 Lire solo nel 1926. La svolta avvenne nel 1949, quando ad assumere la guida dell'azienda furono Guido, Renzo e Vittorio Dallagiovanna. Guardarono all'attività con spirito industriale, costruendo il primo molino a cilindri, seguito da un secondo nel 1959. Oggi l’azienda è guidata dalla quinta generazione – con i cugini Pier Luigi e Sergio Dallagiovanna – e dalla sesta rappresentata da Paolo, Sabrina, Renza e Stefania che lavorano in stretta sinergia.

Le miscele di Molino Dallagiovanna

In quasi duecento anni di profonde trasformazioni, restano alcune certezze. Una di queste è il lavaggio del grano. Infatti, Molino Dallagiovanna effettua ancora questo passaggio fondamentale per una pulizia ottimale e una bagnatura più omogenea del cereale. L’azienda offre oltre 400 farine, da quelle tradizionali per pane, pizza, pasta e dolci alle linee senza glutine e lattosio. Tra le novità più recenti c'è leDivine, una linea di farine da grano italiano. Poi c'è Uniqua, una linea di farine multiuso in grado di soddisfare il desiderio di gusto e benessere. Le Miscele Oltregrano sono studiate per conferire agli impasti facilità d’utilizzo, unicità e ottime performance in cottura. Infine, ci sono le farine su misura, create e bilanciate per le esigenze di ogni cliente. In Italia, Molino Dallagiovanna è leader nel settore pasticceria con la linea leDolcissime, composta da 7 referenze: Frolla 130, Frolla, Sfoglia, Brioche, Brioche Soft, Panettone e Panettone Z. Quest’ultima in particolare, insieme a Brioche Soft, è stata sviluppata con l’importante contributo del Maestro pasticcere e lievitista Achille Zoia. A completare l’offerta leDolcissime, c'è anche Rinfresco del Lievito Madre, la farina nata dalla collaborazione con il Maestro pasticcere Iginio Massari.

Una serata per celebrare Molino Dallagiovanna

Dal 1832 ad oggi Molino Dallagiovanna ha scritto una storia importante nell'ambito dell'arte bianca. Per celebrare il cammino compiuto, si è tenuto un incontro celebrativo, che è stato anche un modo per riunire tutti quelli che hanno supportato il brand lungo il cammino, contribuendo alla sua crescita e al successo nel mondo. Nel corso della grande festa sono stati premiati dipendenti, collaboratori, clienti, distributori e i tanti protagonisti dell’arte bianca presenti. Tra questi Iginio Massari, Achille Zoia, Leonardo Di Carlo, Luigi Biasetto, Denis Dianin, Claudio Gatti e i Campioni del Mondo della Pasticceria.

Torta Molino Dallagiovanna
La Torta celebrativa per i 190 anni di Molino Dallagiovanna
A fare gli onori di casa la famiglia Dallagiovanna al completo, con la quinta generazione rappresentata dai cugini Pier Luigi e Sergio e la sesta con Paolo, Sabrina, Renza e Stefania. Ad affiancarli sul palco dei 190 anni, presentatori d’eccezione come Andrea Mainardi e Daniele Persegani, chef e volti televisivi e Giacomo Ciccio Valenti, conduttore di RDS 100% Grandi Successi.

Il vincitore di Pizza Bit Competition

Durante la serata è stato anche annunciato il vincitore di Pizza Bit Competition. È Andrea Clementi della pizzeria Punto Pizza di Venezia. Con la vittoria, ha conquistato anche il titolo di Pizza Ambassador 2023. Ha sbaragliato i concorrenti con la pizza “Assaporando settembre” a base di petto di piccione.

Un vermouth premium segna il ritorno di Ballor

Ballor Vermouth di Paul
Con il nuovo Vermouth di Paul torna alla luce Ballor, storico marchio italiano di spirit di qualità nato a Torino a metà Ottocento. Artefice del rilancio Bonollo di Padova

Dopo decenni di fasti ai quali è seguito un lungo oblio, torna a vivere uno dei brand storici del bere bene italiano. Si tratta di Ballor, o meglio della Freund, Ballor & C.IA. fondata a Torino nel 1856, da Paul Ballor, Henry Freund ed Emilie Roussette, che ora torna a proposti con nuovi prodotti, dei quali il primo che viene lanciato è un vermouth, il Vermouth di Paul Ballor. Artefice dell'operazione rilancio è la famiglia Bonollo di Padova proprietaria delle Distillerie Bonollo Umberto, di recente diventata proprietaria del marchio del quale vuole rinverdire gli antichi fasti.

Quella fondata dai tre amici torinesi a metà Ottocento era infatti un’azienda all’avanguardia, la cui fama travalicò ben presto i confini italiani, per l’alta qualità dei suoi prodotti. La sua produzione era varia e tutta di alto livello e includeva vermouth, ma anche amaro, gin, cognac e vino chinato. Prodotti che tra la seconda metà del XIX e l’inizio del XX parteciparono a numerose esposizioni universali in Italia e all’estero, facendo il carico di riconoscimenti.

Dal 1920 il marchiò ha fatto diversi passaggi di mano per arrivare ora in quelle di Bonollo che in linea con la propria filosofia votata all’eccellenza e al glorioso passato del marchio, punta a riportarne in auge il “fascino edonistico” dei suoi raffinati prodotti, ma con un’esperienza di gusto in linea con i nuovi tempi.

La cura di ogni dettaglio

Il brand ridebutta così sul mercato con Vermouth di Paul Ballor (alc 18%in vol): un omaggio a Paul Ballor che per il suo vermouth ricevette 13 medaglie d’oro e 12 diplomi d’onore, oltre al titolo di Provveditori di S.M. Il Re d’Italia. Il nuovo prodotto premium si caratterizza per le note speziate prevalenti di chiodi di garofano, cannella, e sentori fruttati di dattero, arancia candita, fino alle note marsalate conferite dal vino. Caratteristiche che ne fanno un’ottima base per la miscelazione, a partire da grandi aperitivi italiani e non solo, ma che lo rendono perfetto anche da servire liscio, alla moda piemontese dell’Ottocento.

Alla base delle proprietà del nuovo vermouth un laborioso processo di lavorazione, curato nel minimo dettaglio, a partire dalla raccolta delle botaniche, ben 30, che avviene nel momento esatto in cui le erbe raggiungono il loro picco aromatico. La loro essiccazione è poi effettuata all’aria per assicurare qualità, purezza e prevenire l’umidità, mentre la macinatura è effettuata facendo in modo che le erbe abbiano la giusta grana per consentire all’alcol e all’acqua di entrare nelle fibre e assicurare così la più corretta estrazione aromatica.

Questa è fatta tramite infusione a freddo della durata di circa 30 giorni e che si svolge in due fasi: la prima più alcolica per estrarre le componenti aromatiche, in particolare quelle volatili, la seconda meno alcolica per estrarre il gusto amaro dalle erbe. A questa segue la torchiatura soffice della durata di due settimane, il tempo necessario per decantare e separare cere, olii, fondi. L’ultimo passaggio è la creazione del blend, che viene fatto poi riposare per un mese per sviluppare il suo fine e ampio bouquet.

 

Fabio Fazio e Corrado Assenza danno nuova vita a una fabbrica di cioccolato

Fabio Fazio e Davide Petrini
Fabio Fazio e Davide Petrini
Insieme all'amico d'infanzia Davide Petrini e con la consulenza di Corrado Assenza, il conduttore Fabio Fazio ha deciso di investire nella Lavoratti 1938 di Varazze

Il nome di Fabio Fazio è noto per la sua carriera televisiva. Ma ora sarà associato anche alla sua generosità imprenditoriale nel settore dolciario. Infatti, insieme all'amico d'infanzia Davide Petrini, ha deciso di salvare la fabbrica di cioccolato Lavoratti 1938 di Varazze, in provincia di Savona. L'azienda ligure rischiava la chiusura, ora scongiurata dall'impegno di questi due ex bambini, cresciuti a uova pasquali e altre dolcezze del marchio.

Lavoratti, una storia lunga quasi 80 anni

A Varazze abitavano i nonni di Fabio Fazio. Anche se è nato e vissuto a dieci chilometri dal paese, a ogni Pasqua arrivava puntuale l’uovo Lavoratti, che in paese era il marchio di casa. «I nonni lo regalavano a me e a mio fratello», ricorda il conduttore. L'usanza è poi passata ai suoi genitori e ai suoi figli. Dopo una storia lunga quasi 80 anni, nel 2020, in piena emergenza Covid, Fazio viene a sapere da Petrini – ristoratore e imprenditore – che la Lavoratti sta chiudendo. Lo sconforto prende entrambi, ma decidono di provare a salvare un pezzo di storia e di territorio. Così Fazio e Petrini scelgono di rilevare marchio e azienda.

Fabio Fazio in azienda
Fabio Fazio in azienda

Nuove ambizioni

Ma insieme al salvataggio dell'azienda, Fazio e Petrini decidono di puntare in alto: realizzare un cioccolato di alta qualità. Per farlo, si è investito nel rinnovo degli impianti e nel miglioramento della scelta delle materie prime. Oggi, per tutte quelle utilizzate in fabbrica, è possibile rintracciare l'indicazione del luogo di origine. A cominciare dalle fave di cacao raccolte, fermentate ed essiccate dall’Hacienda San Josè nata a Los Ríos (Ecuador) negli anni ’30, la cui storia si distingue non solo per la qualità del prodotto riconosciuta e pluripremiata, ma in grado di fare la differenza anche sul piano dell’attenzione all’ambiente e a un modello di crescita basato su sostenibilità e responsabilità sociale.

La partnership con Corrado Assenza

Al proprio fianco in questa avventura, Fazio ha voluto Corrado Assenza. L'obiettivo: dare vita a un cioccolato autenticamente mediterraneo. Per Lavoratti, Assenza sceglie i fornitori, le piantagioni e le coltivazioni che meglio rispondono ai criteri necessari per la perfetta maturazione dei frutti. Seleziona i pistacchi, gli agrumi e persino la salina da cui attingere il sale per tavolette e praline.

Praline Lavarotti
Praline Lavoratti

La "libreria" Lavoratti

L’intera produzione Lavoratti è concepita come una linea editoriale, in cui ogni prodotto deve essere il volume di un racconto. Il cioccolato si trasforma nel vettore di una storia. La parola guida di Lavoratti 1938 è “cura”. La cura nella scelta dei propri collaboratori, del proprio cioccolato e naturalmente degli ingredienti e delle materie prime. Inoltre, le tavolette e le praline seguono la regola della sezione aurea: 1,618 è il rapporto fra i lati, cifra simbolica della perfezione, proporzione divina dedicata al cioccolato considerato dai popoli del centro-America cibo e nutrimento degli dei. Secondo questa progressione la Natura ha concepito il Nautilus, che è diventato il simbolo di Lavoratti 1938.

Il gusto unico della rarissima Coffea Eugenoides

Coffea Eugenoides
È la specie che, insieme alla Canephora, ha creato l’Arabica; originaria dell’Africa orientale, oggi proviene per lo più dalla Colombia

Ogni finale mondiale delle competizioni del circuito Sca - Specialty Coffee Association riserva interessanti esperienze e “scoperte” per quanto riguarda i caffè proposti, che in questi giorni sono protagonisti dell’intensa preparazione dei due campioni italiani che gareggeranno tra il 27 e il 30 settembre al Mice 2022 di Melbourne (Australia). Si tratta di Matteo Pavoni, campione italiano Baristi e Giacomo Vannelli, che ha primeggiato nel Brewing.

Una protagonista di queste competizioni dello scorso anno è stata senza dubbio la Coffea Eugenioides. L’hanno utilizzata il campione mondiale baristi Diego Campos, colombiano, che l’ha definita uno dei caffè più sorprendenti e affascinanti che abbia mai assaggiato, nonché il secondo classificato, lo statunitense Andrea Allen e la polacca Natalia Kwiatkowska. È stata protagonista anche delle preparazioni di Tomas Taussig, barista della Repubblica Ceca, sesto classificato nella finale Brewers.

La Coffea Eugenioides è la specie che, insieme alla Canephora, ha creato l’Arabica; è originaria dell’Africa orientale, ma oggi proviene per lo più dalla Finca Immaculada, in Colombia.

Produce foglie e ciliegie più piccole rispetto all’arabica e ha una bassa resa. Si caratterizza per la dolcezza, alla quale contribuisce l’elevata altitudine di coltivazione, tra 1800 e 2000 metri, grazie alla quale ha un basso contenuto di caffeina, che di gusto è amara. 

«La prima volta che l’ho incontrata è stato nel 2016 a Dublino, presentata da Sarah Anderson di Intelligentsia - afferma Rubens Gardelli, campione del mondo Roasting 2017 e titolare di Gardelli Specialty Coffees, che l’ha fornita a uno dei concorrenti -: quando l’ho assaggiata mi è sembrato una sorta di bevanda di riso, con scarsa personalità. Successivamente ho provato quella prodotta da Finca Immaculada e ne sono rimasto entusiasta. Sono riuscito ad acquistarne solo 20 chili (sul sito della torrefazione forlivese, risulta esaurita, ndr), per il prossimo anno è tutta venduta; spero di poterne acquistare di nuovo il successivo. È un prodotto costoso (200 euro la confezione da 250 grammi) anche se non dei più cari sul mercato, al quale ho attribuito il punteggio più alto che abbia mai dato a un caffè, perché offre un’esperienza unica.

Ci si può domandare se sia davvero caffè, in quanto il prodotto in tazza è  caratterizzato da una dolcezza incredibile, una buona acidità, mentre l’amarezza è decisamente bassa. Colpisce la sua complessità: presenta un buon fruttato tropicale (papaya, guava) che si unisce al mirtillo e alla caratteristica unica di questa specie che io definisco “sentore di riso”. Lascia la bocca leggermente asciutta e fa venire la voglia di assaggiarne di nuovo. Ha anche una leggera nota di liquirizia».

Nonostante il successo degli ultimi mesi, non si prevede che possa aumentare la sua disponibilità nei prossimi anni a causa delle sue caratteristiche molto - forse troppo - particolari. Per estrarla con il V60 sono suggeriti 16 gr di macinato e 250 gr di acqua a 90°C.

In 14 da tutto il mondo per la finale di Lady Amarena

Lady Marena 2022 finale
Da 14 Paesi di 4 continenti le signore della miscelazione che si sfideranno nella finale mondiale del contest di Fabbri, il 20 settembre a Bologna. Una giornata che proporrà anche approfondimenti sulle tendenze del settore grazie a un parterre di ospiti di primo piano del panorama bartending

Provengono da quattro continenti le barlady che incroceranno gli shaker per aggiudicarsi i titolo di Lady Amarena International 2022. Accadrà a Bologna il prossimo 20 settembre (con inizio alle ore 9), quando nella cornice del teatro Arena del Sole andrà in scena la finale globale del contest firmato Fabbri 1905 dedicato alle signore della miscelazione.

Un’edizione caratterizzata dalla forte internazionalità, che vedrà in gara le vincitrici delle sezioni nazionali del concorso e che avrà come gran maestro di cerimonia uno dei personaggi di punta della mixology internazionale, Bruno Vanzan, coadiuvato dalla giornalista Dany Mitzman.

Ben 14 le professioniste del bancone, in rappresentanza di altrettanti Paesi d’Europa, Asia, Africa e Oceania, che presenteranno alla giuria la loro creazione pensata di esaltare l’unicità del gusto di Amarena Fabbri. Giuria che assegnerà il titolo valutando non solo gusto e bellezza del drink, ma anche la capacità delle barlady di catturare l’attenzione, muoversi dietro al bancone, raccontare il prodotto e stupire.

Le finaliste

A rappresentare il tricolore la Lady Amarena Italia Federica Geirola (leggi Federica Geirola è la Lady Amarena Italia 2021) che contenderà la vittoria alle altre lady. Ecco i loro nomi: Modupe Idowu (Lady Nigeria), Linh Nguyen (Lady Germania), Melody Lim (Lady Filippine), Park Geon (Lady Corea), Stavria Zachariadou (Lady Cipro), Sara Cassano (Lady UK), Jessica Fletcher (Lady Spagna), Diana Fodor (Lady Romania), Noemi Marras (Lady Svizzera), Ewa Nowicka (Lady Polonia), Manuela Lerchbaumer (Lady Austria), Maria Kyriaki (Lady Grecia) e Fitria Asri (Lady Singapore).

Approfondimenti sul futuro del settore

La finale di Lady Amarena, non sarà solo una giornata di grandi sfide. Grande spazio ci sarà dedicato anche ad approfondire il presente e futuro della mixology, grazie agli interventi che saranno tenuti da un parterre di big del bartending nazionale e internazionale.

Tra gli interventi in programma quello di Mauro Mahjoub, “il re del Negroni”, che si soffermerà sul ruolo sempre più importante delle barlady nel panorama mondiale. Altri focus riguarderanno le tendenze emergenti, su tutte l’affermarsi di un approccio moderato nel bere, capace di attrarre un pubblico ampio e giovane e di esaltare l’aspetto più sociale oltre a quello estetico, del bicchiere.

Tra gli altri grandi ospiti che interverranno ci sono Mattia Pastori, già vincitore della World Class Italia, fondatore e proprietario di Non Solo Cocktail; Massimo D’Addezio, manager del Chorus Café di Roma; Cinzia Ferro, la prima Lady Amarena e punto di riferimento della miscelazione italiana; Shofiqul Islam Choudhury, titolare dell’Accademia Bartending di Londra; Anna Knorr, flair bartender nel Guinnes World Record, opinion leader e titolare dell’Accademia Barschule München di Monaco di Baviera; Giulia Cuccurullo, barmanager dell’Artesian di Londra; Angelo Donnaiola e Claudia Carozzi, rispettivamente presidente Aibes e Ukbg.

Nel corso della giornata non mancheranno i momenti di show. Il maestro del caffè Gianni Cocco, per esempio, preparerà un piatto scomposto dal titolo Pianeta Fabbri, mentre altra protagonista della giornata sarà Aurora Grasso la vincitrice di Lady Amarena Junior, competizione rigorosamente analcolica riservata alle studentesse degli istituti alberghieri siciliani per promuovere la professionalità e la formazione nel settore delle più giovani (leggi Ad Aurora Grasso il titolo di Lady Amarena Junior). La giovane campionessa andrà dietro il bancone per preparare Il bacio della mezzanotte, il drink con il quale si è aggiudicata il contest.

Gran finale con la cena di gala in un locale bolognese, completata dell’esibizione di Micheal Moreni, star del flairtender.

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