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Da Oca Golosa caffè speciali e ricette storiche, anche per celiaci

Valentina De Luca
A Gorizia il locale dei fratelli De Luca rinverdisce ricette storiche locali e punta sul caffè e le certificazioni Aic e Aili

GORIZIA. È un vero concentrato di bontà la pasticceria L’Oca Golosa, che in soli 30 mq di locale (ai quali si aggiungono il laboratorio e un’area esterna con 50 posti a sedere) propone un’offerta saldamente basata sulla tradizione e attenta all’evoluzione dei gusti e alle diete speciali, con un occhio di particolare attenzione al caffè. L’hanno fondata cinque anni fa e la conducono i fratelli De Luca: Federico, che guida il locale e si occupa del marketing, Valentina (nella foto d'apertura), responsabile del laboratorio e il compagno di lei, Francesco Pizzigallo, che si occupa delle preparazioni salate. «Tutti e tre abbiamo frequentato l’istituto alberghiero, al quale sono seguite esperienze in locali importanti - racconta Federico De Luca -. Nel 2015 abbiamo deciso di portare il ricco bagaglio di conoscenze che avevamo accumulato nella nostra città natale, Gorizia, aprendo un locale nel quale individuiamo tre grandi punti di forza: lavoriamo solo prodotti 100% naturali in modo artigianale cercando di privilegiare, ove possibile, i fornitori locali; poniamo grande attenzione alla stagionalità di ciò che viene trasformato; cerchiamo e recuperiamo ricette storiche del territorio, che in parte sono riproposte in chiave moderna, in parte così com’erano. I clienti (giovani compresi) sono contenti di riscoprire sapori ormai perduti». C’è poi grande attenzione alle diete particolari grazie al laboratorio certificato Aic - Associazione Italiana Celiachia- e Aili - Associazione Italiana Latto-Intolleranti. Su prenotazione, si confezionano dolci per diabetici e anche chi segue una dieta vegana trova ciò che lo può soddisfare.

Una colomba in classifica

Non mancano i classici dolci delle feste: la colomba creata da Valentina De Luca lo scorso marzo si è classificata tra le 30 migliori preparazioni artigianali d’Italia all’interno della competizione “Divina Colomba” e hanno ricevuto riconoscimenti anche per i panettoni artigianali. Il tutto è accompagnato da caffè di qualità, anche specialty, che innalzano la qualità dell’offerta e soddisfano chi cerca sempre nuove esperienze; nel servizio al tavolo ha un posto importante la moka. Al fine di mantenere un rapporto continuo con la clientela, anche in un periodo di chiusura forzata, lo scorso anno l’Oca Golosa ha lanciato con profitto i servizi di consegna a domicilio, di asporto e i video #NoiLoFacciamoCosì pubblicati su Facebook. Video didattici che mostrano, in modo rapido e semplice, come si realizza, ad esempio, una crema pasticcera, le zeppole di San Giuseppe, il tiramisù, un caffè espresso, un caffè con moka e altro ancora. Video tutti molto graditi. Il video più guardato (quasi 12mila visualizzazioni) è stato quello sull’espresso, seguito da quelli su pasta frolla e Tiramisù, entrambi visualizzati circa 9.500 volte.

La storica Coppa Vetturino

Tra le ricette storiche che L’Oca Golosa propone e che richiamano clienti anche da molto lontano c’è quello che è considerato un precursore del Tiramisù in Friuli Venezia Giulia: la Coppa Vetturino che, in base alla ricette del 1935 di Mario Consolo del Vetturino di Pieris (Go), è composto da diversi strati con, alla base, pan di Spagna imbevuto di Marsala, una spuma di cacao, una spuma allo zabaione e infine una spolverata di cacao. Chi invece desidera la ricetta più tradizionale, in rare occasioni la può gustare con il mascarpone fresco, difficile da reperire. Un’altra specialità goriziana che ogni tanto si trova in lista è lo Strucolo in straza, ovvero lo strudel dolce bollito. Il ripieno è composto di frutta secca (tra cui noci, nocciole e pinoli): una volta arrotolata la pasta, si avvolge il dolce con un canovaccio e lo si fa bollire a lungo; si serve a fette con burro fuso, cannella e pane grattugiato. «Il cliente si informa, segue programmi di cucina ed è sempre più consapevole di ciò che desidera consumare - riprende Federico De Luca -. Notiamo soprattutto un ritorno alle origini, alla ricerca di sapori veri. Per questo ci piace coinvolgere i fornitori nella comunicazione, visitare le aziende, fare foto e video e pubblicarli sui social: i clienti apprezzano e comprendono il valore aggiunto della nostra offerta, caffè compreso: appena sarà possibile organizzeremo dei corsi e delle degustazioni guidate dedicate agli specialty, per avvicinare ancor più le persone a questo mondo in buona parte ancora sconosciuto».

L’intervista a Federico De Luca

Puntare sulla qualità del caffè ha portato benefici all’attività? Non è stato facile trovare un barista veramente preparato. L’arrivo di Baldassare Medeot al banco bar nel dicembre del 2019 ha comportato un salto di qualità che il cliente ha colto: il caffè ha un ruolo sempre più importante, soprattutto quando si può fare servizio al tavolo e l’ospite ha tempo per gustare una buona tazzina di espresso con un pasticcino. Per chi vuole un gusto classico abbiamo una miscela 80 Arabica 20 Robusta di Oro Caffè a 1 euro e 10 centesimi, alla quale affianchiamo caffè specialty a rotazione, che costano 1 euro e 50 in estrazione singola e 2,50 in double shot. Sono proposte diverse, inusuali, che piacciono: se un cliente chiede un grande dolce si aspetta un grande caffè. Noi lo accontentiamo. La soddisfazione la evidenziano i clienti che spesso chiedono un secondo cappuccino o un nuovo espresso. Offrite estrazioni alternative? All’espresso affianchiamo la moka, che fa tanto casa e piace moltissimo. Una volta pronta, la portiamo al tavolo su un vassoio con le tazze, i bicchieri con l’acqua e le paste. Spieghiamo rapidamente come approcciarsi al caffè, poi lasciamo i clienti liberi di giocare e prendere confidenza con il prodotto. Come unite il caffè ai dolci? Cerchiamo sempre di creare tra di essi un accordo. Così, a un dolce con lamponi o frutti di bosco uniamo un caffè che contenga queste note, ad esempio un caffè dell’Etiopia; con una preparazione con gusto vaniglia abbiniamo l’aroma cioccolatoso e rotondo di un Brasile o di una miscela. Invitiamo il cliente ad assaggiare il caffè così com’è, fornendo brevi indicazioni su ciò che potrà trovare in tazza. A lui poi la libertà di aggiungere anche un po’ di zucchero. Who’s who Federico De Luca, 32 anni, dopo l’alberghiero, lavora come cuoco in diversi locali. Le esperienze più importanti come sous-chef sono state a Villa Fiordaliso di Gardone (Bs) e a Villa Abbazia di Folina (Tv). Sei anni fa la decisione di diventare imprenditore. Valentina De Luca, 29 anni, frequenta la scuola alberghiera, seguendo il percorso dedicato alla pasticceria. Sempre attenta alle diete speciali, fa la sua esperienza più importante presso il Grand Hotel Rimini. Nel 2018 il suo panettone tradizionale si piazza tra i primi 30 secondo il concorso Mastro Panettone, nel 2019 terzo a livello nazionale.

Sparkling Pink Grapefruit, il nuovo mixer di Fever-Tree

Fever-Tree Sparkling Pink Grapefruit
L'italia è il Paese scelto per il debutto europeo della nuova referenza che amplia la gamma di mixer premium del brand, distribuita in esclusiva da Velier

Un colore rosa intenso è il biglietto da visita di Sparkling Pink Grapefruit, la nuova referenza di mixer premium Fever-Tree, distribuiti in esclusiva nel nostro Paese da Velier. Si tratta della prima novità lanciata sul mercato italiano dopo 5 anni, un mercato importante per il brand fondato dagli inglesi Charles Rolls e Tim Warrillow, su quale ha deciso di investire forte: la piazza italiana è infatti quella scelta per il debutto del nuovo prodotto in Europa, dopo il successo del fortunato lancio negli Stati Uniti.

Sparkling Pink Grapefruit è realizzata con vero succo di pompelmi rosa della Florida, raccolti a mano. I pompelmi della Florida sono noti in tutto il mondo come l’eccellenza per questa varietà di agrumi, in virtù del perfetto rapporto amaro-dolce donato loro dal clima caldo e soleggiato e dal terreno fertile e ricco di sostanze organiche dove vengono coltivati. A contribuire all’alta qualità del prodotto concorrono poi gli altri ingredienti, tutti naturali e super selezionati, come da tradizione di tutta la produzione Fever-tree. Inoltre, Sparkling Pink Grapefruit è priva di dolcificanti artificiali, che la rendono una bevanda a basso contenuto calorico, con sole 30 calorie per bottiglia da 200 ml.

Una scelta di qualità che si manifesta al palato, che viene conquistato dal marcato sapore del pompelmo rosa, ben bilanciato da note fresche e floreali. Ideale per intriganti matrimoni con vodka e tequila premium, il perfetto livello di gassatura, la sua rotondità e l’alta presenza di succo di pompelmo, ne fanno un mixer ideale per cocktail rinfrescanti. Come il Paloma, che il brand propone nella sua versione fatta semplicemente con tequila e Sparkling Pink Grapefruit, completata da uno spicchio di pompelmo rosa.

Il nuovo arrivo amplia la gamma di mixer Fever-Tree, aggiungendosi alle 10 referenze già presenti: le toniche Aromatic Tonic Water, Elderflower Tonic Water, Indian Tonic Water, Refreshingly Light Tonic Water, Mediterranean Tonic Water, e i soft drink Lemon Tonic, Sicilian Lemonade, Ginger Ale, Ginger Beer e Soda Water.

Fever-Tree Sparkling Paloma

Fever-Tree Sparkling Paloma

Ingredienti:

¾ Fever-Tree Sparkling Pink Grapefruit, ¼ di tequila

Preparazione:

build

Guarnizione:

spicchio di pompelmo rosa

Bicchiere:

highball

Cremeria Capolinea: gelato e lievitati sotto una sola insegna

Cremeria Capolinea
Simone De Feo, gelatiere titolare di Cremeria Capolinea, rivede il format del locale. Per dare più spazio al suo panettone

REGGIO EMILIA. In Cremeria Capolinea l’idea di coniugare stabilmente panettone e gelato stuzzicava da tempo i pensieri di Simone De Feo e della sua compagna Monica Fantuzzi (di loro avevamo scritto qui). Due prodotti che, storicamente, sono sempre stati soggetti a una stagionalità di vendite in direzione uguale e contraria. Ma le cose sono cambiate. Questo per lo meno è quanto ci racconta De Feo, che da poco ha ultimato il restyling della parte dedicata alla vendita della sua Cremeria - che vanta Tre Coni della Guida Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso -: in sostanza l’occasione buona per inventarsi un format originale. Spiega Simone: «Dopo essermi dedicato per anni al gelato (De Feo ha rilevato la Cremeria Capolinea nel 2010, ndr), mi sono concentrato sui lievitati e nel corso degli ultimi tempi mi sono reso conto che . Così come il gelato ora viene consumato tutto l’anno, anche il panettone è apprezzato a dicembre come a maggio. In tutta Italia, ormai, oltre ad acquistarlo durante le festività, le famiglie lo servono a colazione o a merenda, da solo o in accompagnamento a un gelato o a una granita. Sono i clienti stessi a richiedere lievitati anche ad agosto. Dato che avevamo la necessità di rifare il bancone dei gelati, era il momento buono per ripensare lo spazio del negozio, arrivando ad esplicitare il più possibile l’importanza e la centralità che per noi ha assunto il panettone. Un prodotto che oggi noi proponiamo in limited edition che cambiano ogni mese, e a cui era giusto dedicare spazi adeguati. Una importanza nel nostro bilancio che abbiamo voluto evidenziare anche nel pay-off “gelato e panettone”, due prodotti che oggi hanno per noi la medesima importanza».

Gelato vs Panettone: un business in equilibrio

In effetti, spiega ancora il gelatiere emiliano, da un paio d’anni il business fra gelato (24 pozzetti per il gelato + 6 granite, cono 2 gusti 2,80 euro) e panettone (venduto a 36 euro/kg) è perfettamente in equilibrio. «Il gelato è il core business nella stagione primavera-estate, mentre il panettone è complementare. Invece da novembre in poi i panettoni conquistano il clou delle vendite e cambia allo stesso tempo la modalità di acquisto da parte del cliente, che resta più a lungo in gelateria, acquista anche altri prodotti come le sbrisolone o i biscotti. Lo scontrino medio quindi si alza, ma allo stesso tempo richiede molta competenza, cura e capacità di dare risposte da parte di chi sta al banco». Da Capolinea il panettone è in produzione da più di tre anni.

Panettoni da 500 g, ogni mese una limited edition

«Al di fuori della stagione natalizia lo proponevo nella forma rettangolare, da plum cake - racconta Simone De Feo - ma da due anni a questa parte ho deciso di produrlo nel pirottino classico, in formato da 500 g, che risulta più facile da gestire e da vendere. Le criticità che ho riscontrato sono quelle legate alla vitalità del lievito madre, in estate più esuberante, ma nulla che un lievitista non debba saper gestire. Quanto al resto, lavorando con pezzature piccole e pochi pezzi per volta, con una produzione che si rinnova ogni mese, non ci sono grandi problemi di stoccaggio e di conseguenza la freschezza è un dato di pregio del nostro panettone». Ma i progetti di sviluppo di Cremeria Capolinea non sono finiti qui: «C’è un luogo speciale in provincia di Reggio - chiosa Simone - una dimora storica che chiamano “la Versailles reggiana”: è la Reggia di Rivalta che sarà ristrutturata e ospiterà la scuola staineriana, dove ci saranno anche degli spazi commerciali; lì mi piacerebbe allestire il mio laboratorio per i panettoni e un piccolo punto vendita. Un progetto a medio termine, che potrebbe diventare realtà entro un paio d’anni».

L'intervista a Simone De Feo

Un panettone limited edition, ci spieghi meglio la proposta? Ho pensato di proporre il panettone come un prodotto che si rinnova a cadenza mensile e a inizio anno abbiamo deciso i gusti di ogni mese, fino al prossimo settembre. Per esempio a febbraio abbiamo cominciato con il Panettone di San Valentino, in cui l’impasto conteneva purea di mango, gocce di cioccolato e pesche candite. A marzo abbiamo preparato i “panettoni di Pasqua”, che si sono affiancati alla mia produzione di colombe. L’idea era di fare un panettone che ricordasse nei profumi quelli della pastiera napoletana; così, ho preparato un impasto alla nocciola profumata con essenza di fiori d’arancio (un presidio Slow food) e gocce di cioccolato bianco: ha avuto un successo inaspettato. Dunque la freschezza del panettone è assicurata, anche se non è possibile seguire la stagionalità per certi ingredienti, ad esempio i canditi o le uvette. Ma ho in programma di fare impasti con aggiunta di frutta fresca, ad esempio quando sarà il momento, con le fragole. Come sei organizzato per la produzione? Per i panettoni di Natale mi appoggio a un laboratorio esterno, perché si tratta di una produzione più massiva, mentre le collection di panettone che sforniamo ogni mese - 150/200 pezzi circa - sono preparate nel nostro laboratorio sopra la gelateria. In futuro non escludo di creare una “combo” gelato+panettone del mese. Ci sto ragionando da tempo. Ad esempio al panettone di maggio, allo zafferano, penso di abbinare un gelato al cioccolato di un piccolo produttore della provincia di Cuneo che produce un eccellente cioccolato “bean to bar”.

Pillole di Panettone Day: panettone artigianale e cioccolato

Silvia Federica Boldetti, Chef Callebaut, e Marco Pedron, Excutive Pastry Chef Gruppo Cracco, si confrontano sull'utilizzo del cioccolato in pasticceria e per i grandi lievitati. Guarda e ascolta il terzo episodio dei Video Podcast di Dolcegiornale, Pillole di Panettone Day

Nove persone su dieci amano il cioccolato, la decima mente. Quanto siete d'accordo con questa affermazione? E ancora come scegliere il miglior cioccolato? Quale l'origine migliore? Nel terzo episodio dei Video Podcast di Dolcegiornale, Pillole di Panettone Day rispondiamo a queste ed altre domande. Conducono Rossella De Stefano, direttore responsabile di Dolcegiornale, e Marco Pedron, Excutive Pastry Chef Gruppo Cracco. Ospite, Silvia Federica Boldetti, Chef Callebaut. Rivedi gli episodi precedenti della serie Pillole di Panettone Day con Pierluigi De Min, direttore vendite Braims (Pillole di Panettone Dy episodio 1), e Niccolò Beati, Senior Consultant NielsenIQ (Pillole di Panettone Day episodio 2) [buzzsprout episode='8749503' player='true']

Angelo Napoli primo Maestro Artigiano Torrefattore in Basilicata

Angelo Napoli
Angelo Napoli
La qualifica è stata attribuita dal Dipartimento politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca presso l’Università degli studi di Basilicata

Lo scorso marzo Bargiornale ha presentato Tostare il caffè da vero professionista - I segreti per trasformare il tuo caffè in un caffè da vero Numero 1, in modo semplice e di qualità, un manuale scritto da Angelo Napoli amministratore di Ing. Napoli & C., azienda di Lavello (Potenza) produttrice delle macchine per la torrefazione Tostabar , delle macchine a leva Regina e di Don Fernandos Caffè alla portata di chi si avvicina a questo mondo, in grado di fornire gli strumenti per tostare con qualità. Sul sito aziendale si trova inoltre una serie di video-guida denominata I 7 Segreti del caffè che hanno l’obiettivo di formare chi si affaccia al settore nozioni di base (e non solo) sul mondo del caffè. A fronte di ciò il Dipartimento politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca presso l’Università degli studi di Basilicata ha deciso di attribuire ad Angelo Napoli la qualifica di Maestro Artigiano - Torrefattore, primo nella Regione e tra i pochissimi riconosciuti in Italia.

La qualifica è riservata a chi «disponendo di un’adeguata e documentata esperienza imprenditoriale aziendale, possiede elevate conoscenze e abilità manageriali con un’elevata attitudine all’insegnamento del mestiere».

La soddisfazione è grande da parte del titolare dell’attività che osserva «il motivo della mia soddisfazione è legato soprattutto al fatto che sia stata finalmente compresa la particolare identità artigianale che da sempre abbiamo voluto attribuire alla nostra azienda diventata ormai un’industria. Il termine artigiano esprime, infatti, meglio di qualunque altro, la cura particolare nell’eseguire il proprio lavoro e un’attenzione minuziosa a ogni singolo prodotto da noi realizzato. Il caffè, al pari delle nostre macchine per espresso e per la torrefazione del caffè, è a sua volta un prodotto destinato ad altri artigiani che, se consapevoli dell’importanza del proprio mestiere, realizzeranno una bevanda che avrà nel proprio Dna quell’originaria cura minuziosa».

Angelo Napoli è inoltre stato da poco coinvolti dai docenti Fernanda Galgano, Nicola Condelli e Alfonso Di Palma della Facoltà di Scienze e tecnologie alimentari presso l’Università degli Studi di Basilicata, in un progetto di ricerca sul mondo del caffè, che sta dando interessanti risultati.

Gin Edgar Sopper, il London dry di Gruppo Montenegro

Gin Edgar Sopper_Gruppo Montenegro
Edgar Sopper London Dry Gin
Il Gruppo amplia il suo portfolio di brand di proprietà con questo nuovo gin premium, entrando nel fiorente mercato del distillato

Gruppo Montenegro ha il suo gin. Si chiama Gin Edgar Sopper ed è un London dry premium con il quale il Gruppo entra nel fiorente mercato del distillato con un prodotto di proprietà, ampliando al tempo stesso la sua gamma di brand.

Un lancio dunque strategico, considerando che il mercato del gin pare non conosca freni alla sua corsa, come rilevato da una recente indagine della società di ricerca Iri, che sottolinea come questa categoria di spirit negli ultimi 2 anni si sia contraddistinta per trend di crescita, sia in termini di fatturato, incrementato del 33%, sia di volume, salito del 20%. Performance che neanche la crisi ha rallentato. Il distillato, insomma, continua a conquistare favori sia presso i bartender sia presso i loro consumatori.

Prodotto in Inghilterra da una delle più antiche distillerie del Paese, Gin Edgar Sopper (alc 40% in vol) è realizzato con cinque botaniche: ginepro, coriandolo, radice di angelica, scorza di limone e pepe di Cubebe. Si presenta al naso con un bouquet ricco ed equilibrato, dove emerge la nota balsamica del ginepro, mentre al palato è secco, come nella tradizione dei London dry, ma al tempo stesso morbido, caratterizzandosi per le gradevoli e persistenti note vegetali di angelica e coriandolo, che accompagnano quelle del ginepro. Caratteristiche che lo rendono molto versatile e adatto anche a essere servito liscio, oltre che utilizzato nella miscelazione per la preparazione di cocktail classici, loro rivisitazioni e nuove creazioni.

Un esempio sono Aviation ed Edgar Collins, le interpretazioni dei due grandi classici firmate da Rudi Carraro, global brand ambassador di Gruppo Montenegro. Nel primo Gin Edgar Sopper si unisce a Maraschino Buton, Crème de Violette e succo di limone; nel secondo, invece, a succo di limone e sciroppo di zucchero, guarendo connuna fetta di limone.

A sottolineare il posizionamento premium di questo gin il suo pack originale ed elegante: una bottiglia (formato 1 l), impreziosita da rilievi estesi per tutta la sua lunghezza, che richiamano le grandi vetrate di Kew Gardens, il fanoso orto botanico di Londra e uno dei simboli architettonici della città. A campeggiare sull’etichetta uno dei leggendari corvi imperiali che da secoli vivono nella Torre di Londra: Edgar Sopper. Si narra che questo corvo, per attirare l’attenzione del Guardiano della Torre, si finse morto. Quando l’uomo lo raccolse tra le mani allarmato, gli beccò il dito per poi volare via gracchiando enormi risate da corvo.

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Le ricette di Rudi Carraro

Aviation 

Ingredienti: 5 cl Gin Edgar Sopper, 1,5 cl Maraschino Buton, 0,75 cl Crème de Violette, 1,5 cl Succo di Limone

Preparazione:

shake & strain

Decorazione:

una ciliegia

Bicchiere:

coppetta

Edgar Collins

Edgar Collins_Gin Edgar Collins
Ingredienti:

6 cl Gin Edgar Sopper, 2,5 cl succo di limone, 1,5 cl sciroppo di zucchero, top di soda

Preparazione:

shake & strain

Decorazione:

fettina di limone

Bicchiere:

Collins

Zia door to door: lo speakeasy dolce nato dal ristorante stellato

christianMarasca
In piena pandemia il ristorante stellato Zia ha dato vita alla sua pasticceria "clandestina". È Zia door to door, dove la linea dolce è firmata dal pastry chef Christian Marasca

ROMA. Un mix esplosivo di tradizione italiana e di basi e tecniche alla francese. È questo lo stile di Christian Marasca, pastry chef di Zia, ristorante a Trastevere. Aperto nel 2018, Zia quest’anno è finito sotto i riflettori internazionali per aver conquistato la stella Michelin, nonché la menzione speciale per il giovane chef e patron Antonio Ziantoni, che indirettamente è un premio a tutto il suo giovane staff, che comprende fin dall’inizio lo stesso Marasca. Classe 1993, Marasca inizia a studiare da pastry chef a 19 anni, partendo dal corso di pasticceria di Alma. Lavora con Tiziano Mita, che lui considera il suo mentore, continua da Marzapane con Alba Esteve Ruiz, passa a Gruè (ne avevamo parlato qui) con Felice Venanzi, dove affina la tecnica da boutique che lo contraddistingue. Infine, è da Anthony Genovese, nelle cucine del Pagliaccio di Roma (due stelle Michelin); poi conosce Ziantoni e da qui inizia il loro sodalizio professionale.

Le exit strategy prendono una forma dolce

Il Covid ha inferto un colpo durissimo alla ristorazione, ma, lungi dallo scoraggiarsi, i due hanno messo in campo un’ottima idea per migliorare le performance del ristorante, nei momenti in cui questo poteva essere aperto: si tratta di Zia Door to door, la pasticceria quasi speakeasy basata sulle creazioni di Marasca. Il sistema è semplice: quando Zia è aperto si possono ordinare parallelamente anche i dolci di Christian, fin dalla colazione, passando per le monoporzioni e le torte tailor made. Un messaggio su Whatsapp o un contatto via Facebook e il gioco è fatto. Nessun delivery, ma è richiesto il ritiro in sede, che avviene da una porta laterale, per questo sembra tutto un po’ “clandestino”, da speakeasy, appunto. In modalità door to door, non manca qualche concessione alla Francia nelle ricette, dal Tourbillon, alla Tarte au citron, passando per il Paris Brest e i Cannelé de Bordeaux. Le più apprezzate sono state le proposte di monoporzione, con una media di un centinaio a settimana nel periodo di picco dell’asporto, cui si aggiungono le colazioni e le torte. «Adesso siamo in stagione calda, quindi pensiamo che, pur con la riapertura, diminuiranno le richieste, ma l’esperimento ha funzionato e crediamo che da settembre torneremo su questi numeri», afferma Marasca. Magari anche con qualche innesto in squadra, ammette, se la situazione Covid lo consentirà, dal momento che soprattutto nei giorni di ripartenza la produzione della doppia linea, per il ristorante e per Door to door è sempre faticosa. «Diamo rigorosamente priorità al ristorante», afferma.

Nei progetti, una pasticceria "alla francese"

Il capitolo pasticceria al piatto è quindi prioritario per Marasca, che costruisce la sua carta dei dessert in perfetto accordo con Ziantoni. «I nostri dolci devono essere senza troppi fronzoli ed estremamente curati nell’equilibrio». È il caso del babà, best seller della carta di Zia, che riassume sia lo stile di Marasca sia la filosofia di Zia: «Un dolce super classico, leggermente rivisto nella bagna e con un side di frutta a rinfrescare. Appetibile anche dopo un percorso da 7-8 portate». I due ragazzi fanno molto squadra e ammettono che certamente aiuta essere tutti giovani e avere un rapporto non troppo gerarchico sia fra di loro, sia con gli altri collaboratori. Grande lo scambio di opinioni e il confronto sugli ingredienti, sui quali è importantissima la selezione, ma anche la cura onde evitare ripetizioni in carta, che potrebbero stancare il cliente. Chiediamo dei progetti futuri: su questo non è Christian a rispondere, ma Antonio Ziantoni. È proprio sulla linea di pasticceria che un giorno (si spera non troppo lontano, ma il Covid ha reso tutto meno prevedibile) vorrebbe investire, creando una boutique pâtisserie alla francese che affianchi il ristorante. In altre parole, l’idea è di far uscire dalla “semiclandestinità” door to door e dare a questo progetto la vetrina che merita.

L'intervista al pastry chef Christian Marasca

La tua esperienza è più da ristorante o da boutique? Da boutique, anche se naturalmente una cosa non esclude l’altra. La boutique ti dà una tecnica importante anche per la ristorazione fine dining, perché sono le basi quelle che fanno nascere l’idea di un dolce al piatto. Dici che Tiziano Mita è il tuo mentore... Sì, lui è il pastry chef di Borgo Egnazia, in Puglia, e il suo stile è legato ai prodotti del territorio e alla stagionalità. Mi ha insegnato che abbiamo prodotti e produttori pazzeschi ed è giusto valorizzarli. Ad esempio la nocciola del viterbese. Ho trovato un produttore che mi prepara una pasta di nocciole 100% non lavorata che per me è il top. In questo c’è una grande sinergia con Ziantoni. Infatti, anche Antonio sceglie i suoi piccoli produttori uno per uno e cambia il menu in base alla stagionalità.

Panettone Day 2021, i nomi dei 25 finalisti

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Conclusa la prima fase di selezione: ecco i 25 pasticceri che si sfideranno nella finale di settembre presso il Ristorante Cracco a Milano

Conclusa la prima fase di selezione del concorso Panettone Day, ci sono i nomi: sono i 25 pasticceri finalisti della edizione 2021 del contest, che hanno stupito con le loro versioni del panettone tradizionale, creativo e al cioccolato Ruby e che si sfideranno nella finale di settembre presso la Sala Mengoni del Ristorante Cracco a Milano. Di seguito i nomi dei finalisti, comunicati sul canale Instagram ufficiale del concorso. Finalisti categoria Panettone Tradizionale: - Giacomo Palma, Estro e Dolcezze - Enrico Rosso di San Secondo, L'Orangeria - Alessio Rannisi, La Siciliana - Luigi Tramonte, Pasticceria Roxy - Pasquale D'Avanzo, La Bottega del Dolce - Lorenza Rizzi, Il Giardino del Pane srl - Adriano Anastasio, Pasticceria Adriano - Walter Bartolini, Pan Brioches - Federico Perrone, Giuri’ss - Gennaro Cavallaccio, Panificio Cavallaccio - Barbara Veronica Braghero, Storie di un Chicco di Grano - Francesco Cantarella, Caffè Scandura - Francesco Paolella, Bar Big - Antonio Cinque, Panificio 5 - Marco Serlini, Pasticceria Serlini Finalisti categoria Panettone Creativo: - Antonio Giannotti, Perrotta Gigliola - Nazareno Fontana, Ristorante Il Caminetto - Emanuele Dessena, Latte e Miele - Domenico Napoleone, Pasticceria Napoleone - Francesco Lucarelli, Zucchero&Cannella Finalisti categoria Panettone al Cioccolato Ruby: - Alberto Magistrali, Pasticceria Manzoni - Alessandro Luccero, Dolce Stil Novo - Alberto Panarari, Pasticceria Panarari - Pasquale Barbato, Pasticceria Barbato - Raffaele Romano, Gran Caffè Romano  

Baritalia ritorna a Palermo! Registrati per partecipare

Terza tappa al Talea (Orto Botanico) di Palermo per il nostro Baritalia Summer Tour. Lunedì 5 luglio, a partire dalle ore 15. Per partecipare come ospiti occorre registrarsi
BARITALIA terza tappa a Palermo!

Il terzo appuntamento di Baritalia si svolgerà in un posto incantevole: il Talea, locale situato all'interno dell'Orto Botanico di Palermo, un'istituzione cittadina e universitaria sorta nel 1779.

Sarà una giornata imperdibile di confronto, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail. Il nostro laboratorio di miscelazione dedicato ai bar e ai barman si terrà lunedì 5 luglio a partire dalle ore 15.00 con grande festa in serata aperta a tutti fino al raggiungimento dei posti disponibili. Una grande jam session del cocktail a cui parteciperanno i migliori barman siciliani.

Il laboratorio di miscelazione itinerante, presentato da Stefano Nincevich e Julian Biondi, avrà due momenti clou. A cominciare da Baritalia Lab in cui si confronteranno bartender di tutta Italia sul cocktail più popolare al mondo. Quello più richiesto. Parliamo del FAI TU! Il drink pensato su misura, cucito come un abito, sui gusti del cliente.

E in parallelo si svolgeranno i nostri Boot Camp dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite, accessibili a tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

L'accesso al Talea, come da linee guida, sarà consentito solo a chi si sarà prenotato e fino ai limiti di capienza previsti. Verrà misurata la temperatura all'ingresso (si potrà accedere con temperatura inferiore ai 37,5°) e fornita una mascherina, il cui uso sarà obbligatorio in situazioni in cui non possa essere garantito il distanziamento sociale.

Nel Signature Bar potrete degustare - tutto il giorno - i super cocktail dei partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata saranno I MIGLIORI BAR DELLA SICILIA (guarda il VIDEO)

Il programma

Ore 15.00 Registrazione dei partecipanti

Ore 15.30 BOOTCAMP
Organics by Red Bull. Talent comes naturally - Scopri il tuo talento naturale
A cura di Giuseppe Cirrito by Organics by Red Bull

Ore 16.00 BOOTCAMP
Tiki & Jamaican Rum
A cura di Jonathan Di Vincenzo by Campari Academy

Ore 16.30 Baritalia LabLA SFIDA - parte I
In collaborazione con Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, Molinari, Red Bull

Ore 18.00 BOOTCAMP
Lucano 1894 - Tradizione e innovazione. Cosa vuoi di più dalla vita
A cura di Leonardo Vena by Lucano (a cura di Coca-Cola Hbc Italia)

Ore 18.30 BOOTCAMP
Rémy Martin: Il mito del Cognac dal 1724 ad oggi
A cura di Luca Moroni by Molinari

Ore 19.00 BOOTCAMP
Conoscendo i Demoni di Panama
A cura di Patrick Piazza by Compagnia dei Caraibi

Ore 19.30 Baritalia LabLA SFIDA - parte II
In collaborazione con Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, Molinari, Red Bull

Ore 21.00 Baritalia Lab – LA PREMIAZIONE
Con Campari Academy, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, Molinari, Red Bull

Ore 21.30 Baritalia Lab – LA SERATA
Sicilia all stars
Con la partecipazione straordinaria di: Matteo Bonandrini, Carmelo Buda, Riccardo Catania, Fabrizio Candino, Mattia Cilia, Giuseppe Cirrito, Fabio di Bella, Riccardo Figà, Ivan Geraci, Flavio Gianporcaro, Chiara Mascellaro, Gianluca Nardone, Gianfranco Sciacca, Adriano Rizzuto

Registrati e partecipa!

I termini per la registrazione sono scaduti

Surgital rafforza il suo impegno con Banco Alimentare

Surgital_BancoAlimentare
Per far fronte alla crescita di povertà generata dalla crisi, l'azienda nel corso dell'ultimo anno e mezzo ha potenziato le donazioni di prodotti alimentari alla onlus che provvede a distribuirle alle persone in difficltà

Prosegue e cresce l’impegno di Surgital a fianco di Banco Alimentare, l’organizzazione no-profit che si occupa della raccolta di cibo e del recupero delle eccedenze della produzione agricola e industriale per ridistribuirli a chi ne ha bisogno. Una collaborazione che l’azienda di Lavezzola (Ravenna), specializzata nella preparazione di pasta fresca surgelata, piatti pronti e sughi, sempre surgelati, per il fuoricasa, ha avviato fin dal 2003, non facendo mai mancare il proprio contributo, in termini di prodotti, alla onlus.

Un impegno solidale che Surgital ha ulteriormente potenziato nel corso dell’ultimo anno e mezzo, per fare fronte alla crescita della domanda causata dalle nuove povertà generate dalla crisi innescata dalla pandemia. Dal 2020 a oggi, l’azienda ha infatti donato circa 50.000 kg di pasta, ovvero 625.000 porzioni.

Elargizioni che Surgital indirizza alla sede di Imola di Banco Alimentare, alla quale fa riferimento la maggior parte delle Caritas dell’Emilia Romagna. Un’iniziativa benefica dunque focalizzata sul territorio dove l’azienda è nata nel 1980 e dove da allora continua a operare, come spiegato da Romana Tamburini, presidente di Surgital. «Viste le difficoltà che ci sono anche nella nostra regione, esacerbate dall’emergenza sanitaria, vogliamo continuare ad aiutare le persone bisognose e stare vicino agli enti benefici che si spendono per il benessere delle nostre zone, a cui ci sentiamo molto legati».

Un legame profondo con il territorio che in questo modo l’azienda intende rafforzare. «Questa terra ha dato i natali alla nostra azienda e ai fondatori, qui abita chi ci lavora ogni giorno con dedizione, qui nasce la tradizione culinaria alla base della nostra proposta – ha infatti aggiunto dichiara la presidente di Surgital -. Proprio per far fronte all’incremento della povertà, abbiamo aumentato il quantitativo di prodotti destinati al Banco Alimentare di Imola, sicuri del conforto che un buon piatto di pasta sa dare».

E per raccontare tale impegno e la passione che c’è nel metterlo in atto, l’azienda ha anche realizzato un breve video che narra cosa si cela dietro a questa attività.

Guarda il video

 

 

Baritalia a Cagliari: selezionati altri sette finalisti

Baritalia Cagliari
La foto di gruppo che ha chiuso la seconda tappa di Baritalia ©Riccardo Gallini /GRPhoto
Si è svolta in Sardegna la seconda tappa dell'edizione 2021 di Baritalia, il laboratorio itinerante dedicato alla mixology. Ecco i nomi dei bartender che hanno staccato il pass per la finalissima di Milano

Si è svolta a Cagliari la seconda tappa di Baritalia, il laboratorio di miscelazione itinerante firmato da Bargiornale. A ospitare l’evento il suggestivo spazio all'aperto di GOOD, il Taste Garden di Viale Poetto. Evento al quale hanno preso parte bartender provenienti da tutta la Sardegna, ma non solo. Perché vi hanno partecipato anche professionisti del bancone del resto d’Italia presenti sull’isola per la stagione estiva.

Professionisti protagonisti di Baritalia Lab, l’avvincente sfida a colpi di cocktail che in questa edizione si gioca sul drink più popolare e richiesto al mondo: il FAI TU! Il cocktail pensato su misura, cucito come un abito, sui gusti del cliente.

Gara, svoltasi in due fasi (mattina e pomeriggio), che ha decretato gli altri sette bartender che hanno staccato il pass per la finalissima in programma il prossimo 19 ottobre a Milano. A sceglierli una giuria di 4 esperti della miscelazione, ciclicamente rinnovati che hanno valutato le prove dei concorrenti scesi in campo sotto le insegne dei team delle aziende partner.

Ecco i loro nomi: Marco Manca (Compagnia dei Caraibi), Simone Obino (Molinari), Roberta Farigu (Nonino), Pasquale Borghero (Red Bull), Emilio Rocchino (Caffo), Manuel Pileri (Campari Academy) e Pier Mario Baule (Coca-Cola Hbc Italia).

In parallelo alla gara, durante la giornata presentata e condotta da Stefano Nincevich, responsabile iniziative speciali di Bargiornale, con il supporto di Julian Biondi, bartender e firma della rivista, si sono svolti i Boot Camp, il ricchissimo programma di masterclass gratuite dedicate alle tecniche di miscelazione, tenute da esperti del settore per conto degli sponsor:
Francesca Bardelli Nonino by Nonino
Denise Ruscio by Compagnia dei Caraibi
Luca Moroni by Molinari
Leandro Serra by Red Bull
Fabrizio Tacchi by Caffo
Luca Casale by Campari Academy
Elio Carta con Carlo Vallarino Gancia by Coca-Cola Hbc Italia

A rendere il programma ancora più ricco, la special guest di questa tappa di Baritalia, Patrick Pistolesi del Drink Kong di Roma, locale nella classifica dei World’s 50 best bars e Cocktail bar dell’anno ai Barawards 2020 di Bargiornale.

I finalisti della tappa di Cagliari e i vincitori per ogni squadra

Caffo
Matteo Piras
Emilio Rocchino (Finalista)

Campari Academy
Laura Schirru
Manuel Pileri (Finalista)
Claudio Cau

Coca-Cola Hbc Italia
Pier Mario Baule (Finalista)
Federico Destro
Gabriele Sarritzu

Compagnia dei Caraibi
Enzo Picciolo
Marco Manca (Finalista)
Emanuela Pala

Molinari
Efisia Fanni
Simone Obino (Finalista)
Luca Salomone

Nonino
Valentina Boi
Roberta Farigu (Finalista)
Maurizio Cogoni

Red Bull
Michele Lacerenza
Conrado Ravane
Pasquale Borghero (Finalista)

I prossimi appuntamenti di Baritalia:

Palermo 5 luglio
Reggio Calabria 19 luglio
Torino 20 settembre
Milano 18 ottobre
FINALISSIMA
Milano
19 ottobre

Iginio Massari, l’apertura a Firenze è ufficiale

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Il quinto negozio del decano dei pasticceri italiani sarà adiacente all'hotel Helvetia & Bristol, in pieno centro storico

Aveva già scoperto le carte poche settimane fa, avviando via social una ricerca di personale per il nuovo negozio di Firenze. Ora Iginio Massari ha ufficializzato l'apertura della nuova insegna fiorentina: «Siamo lieti di annunciare, in collaborazione con Starhotels, la prossima apertura della nostra nuova pasticceria in collaborazione con l'iconico hotel Helvetia & Bristol nella centralissima via dei Vecchietti», si legge in un comunicato diffuso da Iginio Massari Alta Pasticceria.

Una dimora storica recentemente ristrutturata

L'hotel di lusso si trova in pieno centro: una dimora storica - aperta nel cuore di Firenze sin dal 1885 - a pochi passi da Palazzo Strozzi e da via Tornabuoni. Riaperto dopo un intervento di restauro importante e i lavori di ampliamento, conclusi proprio quest'anno, hanno annesso all'hotel l'ala Bristol, che si trova nell'edificio adiacente e che ospiterà il nuovo punto vendita del decano dei pasticceri italiani Iginio Massari.

Il quinto negozio per il brand Massari

Quello fiorentino sarà il quinto punto vendita del brand di alta pasticceria (qui abbiamo approfondito proprio il tema della costruzione di una identità di marca per la pasticceria di lusso) dopo le pasticcerie di Brescia (prima e storica insegna del maestro), Milano, Torino e Verona. È di questa primavera, invece, l'iniziativa di aprire quattro pop up store con i prodotti Massari in altrettante grandi stazioni italiane: Torino, Venezia, Bologna e Roma. Ora, però, c'è da concentrarsi sull'apertura di Firenze. «In questo periodo difficile e complicato, l'editoria non si rassegni, le idee si liberino e la fantasia tragga vera e nuova vita», è l'auspicio di Massari nell'annunciare la nuova apertura.

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