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Colori e gusti trendy nel nuovo ricettario Carte D’Or Professional

Ricetta Red velvet rolls
Le proposte di Unilever Food Solutions per rinnovare la proposta di dolci moderni e attenti al food cost: il ricettario è scaricabile gratuitamente

C'è un nuovo ricettario, scaricabile gratuitamente qui, con qualche ispirazione per creare originali dessert utilizzando le basi neutre di Carte D’Or Professional. Unaa gamma completa di cinque semilavorati: Mousse, Sorbetto, Mille Torte, Croccante e Gelatina, utili per realizzare in modo semplice (e attento al food cost) tutte le basi della pasticceria. 

Ricetta Stecco sorbetto al mojito
Lo Stecco sorbetto al Mojito

Un occhio ai trend del food

L'obiettivo è rinnovare la carta dei dolci moderni da offrire ai propri clienti questa estate, proponendo (anche nella ristorazione, a fine pasto) dei dessert in linea con i più recenti trend del gusto e con un’attenzione alta al risparmio di tempi e costi.

Ricetta Mousse allo zenzero lime e menta
La Mousse allo zenzero lime e menta

Costo medio a porzione per ogni ricetta

Le nuove basi neutre permettono di ridurre gli sprechi, le scorte di magazzino e di ottimizzare il food cost. A quest’ultimo aspetto Unilever Food Solutions ha posto particolare attenzione nel formulare il ricettario, dando per ciascun dessert un’indicazione del suo costo medio per porzione. Ogni ricetta è accompagnata anche dai suggerimenti per l’impiattamento. Tra le proposte per questa "estate della ripartenza", ci sono le ricette di Stecco sorbetto al Mojito, Mousse di zenzero, lime e menta e Red Velvet, monoporzioni ideali in particolare per arricchire il banqueting - con l'augurio che possa tornare stabilmente protagonista.

Le gelaterie italiane all’estero, più che mai grintose

Le catene italiane di gelateria all'estero resistono alla pandemia e rilanciano la loro sfida, con progetti di sviluppo

MILANO. Tiene bene il business delle gelaterie in catena, anche nell’anno segnato dalla pandemia e dalle restrizioni a consumi e spostamenti che tanto duramente hanno colpito tutto il mondo del fuori casa. Dinamismo, spinta alla crescita, capacità di resistere e, insieme, di guardare al mercato con occhio vivace hanno contraddistinto il settore, stando ai rilievi dell’Osservatorio Sistema Gelato, che si avvale del consolidato sostegno di Sigep e che, insieme a Dolcegiornale, ha organizzato - nel corso dell’ultima edizione tutta digitale della fiera - un talk proprio su questo tema (di cui avevamo scritto anche qui). Sono più di 400 le catene che l’Osservatorio mappa in tutto il mondo, Italia compresa, e sino ad oggi ne ha selezionate 15 per il riconoscimento Top Gelato Chains - assegnato ogni anno alle catene che si distinguono per crescita e successo nei mercati internazionali. Queste “best 15”, da sole, contano quasi 600 punti vendita distribuiti in oltre 30 nazioni. «Nonostante il periodo pandemico e le chiusure obbligate, le catene sono riuscite a mantenere più che stabile il numero dei propri punti vendita - spiega il fondatore dell’Osservatorio Antonio Verga Falzacappa. «Se si considerano gli ultimi 18 mesi, il numero dei punti vendita è addirittura cresciuto (le Top Chains hanno fatto segnare un +36), in particolare nei mercati esteri, grazie ad investimenti diretti o tramite gli affiliati». Gran parte degli investimenti che già erano stati pianificati prima della pandemia da Covid-19 sono stati, dunque, portati a termine. «Gli investimenti all’inizio della fase di negoziazione o pianificazione sono stati messi, invece, momentaneamente in stand by o posticipati». Si segnalano, per il forte dinamismo sul fronte delle nuove aperture, le catene La Romana (+7 pdv) e Gelato Go (+5).

Si rafforza la presenza sui mercati esteri

Il 2021 resterà un anno particolare, a detta dei vertici delle principali catene di gelato. Però la marcia non si arresta: «Quasi tutte le Top International Gelato Chains prevedono di riprendere il piano di aperture, con un rafforzamento della presenza sui mercati esteri. Per alcune realtà sarà l’occasione per uscire dai propri confini nazionali per la prima volta (come, ad esempio, per la spagnola Borgonesse)». Per fronteggiare lo scossone del Covid, ogni catena si è mossa con la sua strategia. «Alcune iniziative, naturalmente, risultano trasversali; in particolare gli sforzi per attivare il delivery (in proprio o tramite le principali piattaforme), con una forte promozione attraverso i canali social. Molte catene hanno esteso in maniera significativa la gamma dei prodotti venduti: chi era strutturato con laboratori centralizzati ha allargato i canali di vendita puntando anche a Gdo ed Ho.re.ca. Altri hanno puntato sui “carrettini” per il gelato». Nessuno, insomma, è rimasto fermo a guardare.      

Distillerie Roner, una storia di qualità da 75 anni

Roner selezione
Dai classici, come l'acquavite Williams Reserv, alle creazioni innovative, come Z44 Gin e l’Amaro K32, tutta la produzione della distilleria altoatesina è il frutto di un processo di lavorazione sempre orientato alla massima qualità

C’è un ingrediente speciale che accomuna tutti i distillati prodotti da Roner e che costituisce il marchio di fabbrica della distilleria di Termeno sulla Strada del Vino (Bolzano), che da sempre ne caratterizza la storia: la “massima qualità”.

Una storia che inizia nel 1946, quando Gottfried Roner iniziò a distillare con un primo alambicco installato nella casa di famiglia. Dopo i primi successi ottenuti con la produzione delle grappe, Gottfried, appassionato della sua terra e dei frutti che questa donava e continua a donare, decise di arricchire la sua produzione macerando nella grappa, come da tradizione, radici e bacche dei boschi circostanti. Ottenne così i liquori alla genziana, al ginepro e al mirtillo, ancora oggi sono tra i fiori all’occhiello delle distillerie Roner.

A questa tradizione è rimasta fedele Karin Roner, ormai la terza generazione della famiglia, a capo delle distillerie Roner dal 2007. Sotto la sua guida la distilleria ha continuato a crescere, sia sotto il piano operativo, dotandosi di nuove linee di imbottigliamento e di un magazzino completamente automatizzato, sia in termini di qualità, continuando a conseguire prestigiosi riconoscimenti. Tanto che Roner è oggi tra le distillerie più premiate d’Italia.

Tradizione e innovazione

Parallelamente si è arricchita la gamma dei prodotti, grazie alla capacità dell’azienda di cogliere le nuove esigenze del mondo dei locali e di darvi risposta con proposte di alta qualità e fortemente innovative.

Esempi perfetti sono il gin Z44 e l’Amaro K32. Z44 è un distilled dry gin, prepararto con materie prime altoatesine, nel quale note alpine e note mediterranee si fondono alla perfezione. A caratterizzarlo è la presenza di un ingrediente molto particolare: l’estratto di pigne di Pinus cimbra, una conifera autoctona delle Alpi, che dona al prodotto la sua tipica nota balsamica. Le pigne, che raggiungono la maturità ideale dopo tre anni, vengono raccolte a mano in estate sulle pendici del Corno Bianco a quota 1.800 metri. Ne completano la ricetta, oltre al ginepro, erbe alpine, erbe mediterranee, radici e fiori provenienti sempre dalle pendici delle Alpi.

Non meno innovativo, è l’Amaro K32, che si presenta al naso con i profumi tipici dei prati altoatesini di melissa e camomilla, ma con la freschezza stimolante ed energizzante della menta. A questi aggiungono carattere, le radici di genziana, le erbe di cura, come l’achillea e il distillato d’estratto di pino cembro. Il tutto si completa con delle note più robuste tipiche dei boschi alpini, come il ginepro e la liquirizia. Un amaro perfetto da servire liscio come classico dopopasto, o con ghiaccio, ma che si presta anche per la miscelazione, regalando ai drink inedite sfumature aromatiche.

Tra i nuovi prodotti ci sono anche un gin alla mela Kiku, due varianti di rum, il R74 Alpine Rum con il gusto dell'affascinante mondo montano dell'Alto Adige, e due vermouth in bianco e rosso ottenuti dai vini autoctoni altoatesini, Gewürztraminer e Kalterersee.

Novità che si aggiungono ai grandi classici Roner, tra i quali uno dei prodotti di punta è l’acquavite Williams Reserv, con la quale i mastri distillatori della casa sono riusciti a catturare, sublimandola, tutta la ricca gamma dei sapori delle pere Williams altoatesine.

 

Cok, i cocktail premium, in fusti e in lattina, firmati da Dom Carella

Fusti Cok
Cocktail in fusti da 20/10/3 litri, ma anche in lattina. Questo il progetto Cok - Cans or Kegs destinato a titolari di bar, ristoranti, discoteche, eventi, pop up bar ecc. Dietro le formule dei drink c'è il sigillo di Dom Carella di Cà-ri-co a Milano

Scegli il fusto, attaccalo alla spina, spilla, servi nel bicchiere e…cheers! No, non è una scena tratta dalla vita quotidiana di un pub, ma del motto di Cok - Cans or Kegs, azienda che si occupa della vendita di cocktail prêt-à-porter, distribuiti in fusti da 3, 10 e 20 litri. Si tratta di un’iniziativa di Dom Carella, fondatore di Cà-ri-co a Milano. Chi sono i destinatari dei fusti prodotti da Cok? Titolari di bar, ristoranti, hotel, discoteche, pop up bar o spazi per eventi accomunati dall’esigenza di servire cocktail di alta qualità, in tempi rapidi e in grandi quantità, mantenendo qualità e monitoraggio reale dei costi. Attualmente i drink sono 6. Ci sono i 5 drink più popolari del momento (Spritz, Gin Tonic, Paloma, Gin Gin Mule, Negroni) e Hibiscus Americano, twist made in Carella, del più classico degli aperitivi italiani. Il costo di ogni fusto va dai 180 ai 250 euro (per il Negroni). Si possono spillare 160 drink da 12 cl oppure 130 drink da 15 cl o, ancora, 110 drink da 18 cl. Per fare un esempio il costo unitario di uno Spritz può essere di 1,09, 1,36 o 1,64 euro a seconda della quantità. Quello di un Negroni da 12 cl 1,52, euro. Se mettiamo mano al cronometro in un’ora, con un singolo fusto, si possono produrre fino a 300 drink.

Dom Carella è l'autore dei liquidi e delle ricette dei drink di Cok - Cans or Kegs

«Tutti i prodotti a marchio Cok - sottolinea Dom Carella - sono realizzati nei nostri laboratori. Gli ingredienti, dagli spirits ai sodati, sono prodotti da noi. Questo ci consente di mantenere uno standard qualitativo elevato e offrire ai nostri clienti drink unici». I prodotti a marchio Cok sono promossi sia attraverso una rete di agenti sul territorio, sia tramite e-commerce. L’installazione avviene previo sopralluogo. Cok mette a disposizione impianti da una a sei vie, ma può adattare anche i classici impianti di spillatura già presenti nei locali. «Per gli eventi, i grandi club o i bar temporanei abbiamo previsto anche uno speciale carrello trasportabile ovunque». Altro punto fermo dell’azienda Cok è l’attenzione agli sprechi e all’ambiente. «Tutti i fusti sono realizzati in materie plastiche facili da piegare e da smaltire» e questi sono prodotti per oltre il 50% da materiali riciclati. Cok oltre ai fusti produce anche lattine della misura di 250 cl. Abbiamo pensato anche ad un servizio di customizzazione ricette con dei lotti minimi di produzione abbastanza accessibili.

Scarica la Brochure Cok

Listino prezzi

Gaggia per l’Italia: il progetto di Gaggia per la ripartenza dei locali

Gaggia per l'Italia
La tazzina di espresso è il cuore dell’iniziativa dello storico brand per favorire la rapida ripresa dei locali e rilanciare i consumi nel fuoricasa

Stimolare la ripresa e il ritorno alla normalità nell’intero settore horeca. È con questo obiettivo che Gaggia ha lanciato il progetto Gaggia per l’Italia, un concept emozionale incentrato sui valori umani e sulla vicinanza tra il brand e le persone. Un progetto che si prefigge di aiutare i locali e i consumatori a superare velocemente le difficoltà generate dall’emergenza sanitaria, che per lunghi mesi ha bloccato le attività dei primi e l’esigenza di socialità dei secondi, ritrovando il piacere di tornare a frequentare bar, ristoranti e hotel.

Un’iniziativa che, innanzitutto, vuole sottolineare il ruolo centrale che il settore dell’ospitalità gioca nella vita sociale della nostra comunità e quindi il valore relazionale e di servizio che le realtà del fuoricasa rivestono nel nostro Paese. Ciò restituendo al consumatore finale i valori più genuini del quotidiano, come il piacere di gustare una buona tazza di caffè all’interno di un locale.

Un’operazione che, nata nei mesi più difficili della crisi pandemica, ora diventa anche un’azione commerciale. Azione rivolta in particolare alle torrefazioni italiane, che si pone l’obiettivo di promuovere il consumo di caffè nei locali e incoraggiare i gestori a rinnovare la propria immagine attraverso l’installazione di nuove attrezzature da caffè.

Le linee di intervento di Gaggia per l’Italia

L’iniziativa si sviluppa su più linee di intervento e, grazie alla collaborazione delle torrefazioni del territorio, permetterà di coinvolgere anche proprietari e gestori di locali che ancora non hanno avuto rapporti con lo storico marchio. A loro e al parco clienti di Gaggia Milano, viene data la possibilità di rilanciare il proprio business acquistando direttamente dai torrefattori la macchina espresso professionale La Decisa in versione Limited edition, con due gruppi di erogazione e pannelli laterali bianchi, e il macinadosatore on-demand G10, fiore all’occhiello del brand. Due apparecchiature dal design d’eccellenza e di altissima precisione che garantiscono un risultato in tazza di altissima qualità.

La seconda linea di intervento rappresenta invece un vero e proprio trasferimento di valore lungo l’intera filiera del caffè. Infatti, se il torrefattore potrà beneficiare di una speciale promozione a fronte dell'acquisto dei prodotti Gaggia Milano, i gestori dei locali potranno accedere a scontistiche esclusive sulle miscele, impegnandosi a promuovere il consumo di caffè nei loro locali attraverso la sottoscrizione di una fidelity card di Gaggia per l’Italia.

Ma non solo. Perché Gaggia Milano mette a disposizione la propria forza nella comunicazione, anche con una campagna offline e online, per dare visibilità ai locali che aderiscono all’iniziativa. Locali facilmente individuabili in quanto esporranno il logo della campagna Gaggia per l’Italia, in modo che i consumatori possano sceglierli, dando così il proprio contributo alla ripresa.

Per quanto riguarda il logo dell’iniziativa, il simbolo scelto è il cuore. Un segno semplice, ma potente che comunica in modo immediato tutto il senso di questo progetto: tornare a dare valore a ciò che conta veramente, i piccoli gesti di ogni giorno che creano una comunità.

Per saperne di più su Gaggia per l’Italia, visita il sito www.ripartiamodalcaffe.com

Coca-Cola acquisisce il 30% e rafforza l’export di Caffè Vergnano

Caffè Vergnano
La governance rimane nelle mani della famiglia che da oltre 135 anni guida la Torrefazione torinese

Un’importante opportunità di crescita internazionale e di sviluppo del business export. Queste sono le principali finalità dell’accordo siglato il 25 giugno tra Caffè Vergnano e Coca-Cola Hbc AG: quest’ultima distribuirà in esclusiva i prodotti della Torrefazione piemontese nei propri territori al di fuori dell’Italia. L’accordo include inoltre la cessione da parte di Caffè Vergnano del 30% della sua compagine azionaria, un passo che non avrà una ripercussione sul mercato italiano nè da un punto di vista strategico né distributivo, inoltre la governance sarà mantenuta dalla Famiglia, che darà continuità al proprio impegno e alle numerose iniziative nel nostro Pese.

Grazie a questo passo, il brand piemontese guarda ora al futuro forte di una tradizione che da oltre 135 anni è sinonimo di qualità, eccellenza e di made in Italy e che lo vede ancora più parte attiva nel ruolo di ambasciatore dell’autentico espresso italiano nel mondo, grazie al rafforzamento della sua presenza fuori dall’Italia, accelerando così il piano di crescita aziendale. Obiettivo della partnership è di posizionare il marchio Vergnano con la sua gamma di prodotti nel segmento premium all’interno dell’offerta globale di Coca-Cola Hbc, beneficiando del suo potenziale di espansione attraverso la sua rete e le capacità commerciali.

La firma di questo accordo rappresenta un momento importante per l’evoluzione della Torrefazione piemontese, come evidenziano Franco e Carlo Vergnano, rispettivamente Ceo e presidente: «è la conferma di come un family business gestito in modo coerente e consapevole possa raggiungere grandi obiettivi senza perdere la propria natura e i propri valori. Ed è in quest’ottica di continuità che vogliamo guardare al futuro della nostra azienda e di tutti i partner e collaboratori che in questi anni hanno percorso con noi questa strada». Completano e rafforzano il messaggio i rappresentanti della quarta generazione della famiglia, parte attiva del consiglio d’amministrazione: Carolina, Enrico e Pietro Vergnano che affermano:«la nostra expertise porta con sé valori che appartengono a una tradizione radicata e ricca di storia; il caffè non è solo un prodotto ma un rito sociale che attraversa Paesi e continenti. Combinando l'esperienza, il know-how di Coca-Cola HBC con la qualità delle nostre miscele e la profonda conoscenza del settore, siamo certi che questa si rivelerà una partnership illuminata per esportare nel mondo i valori e la cultura dell’autentico espresso italiano». 

Da parte sua Zoran Bogdanovic, Ceo di Coca-Cola HBC, osserva: «con Caffè Vergnano, abbiamo la possibilità di costruire un portafoglio completo di caffè capace di soddisfare le diverse preferenze dei consumatori. Restiamo rispettosi della lunga storia dell'azienda e della dedizione e passione delle quattro generazioni che hanno creato un marchio di caffè così ricco e rinomato, sinonimo dell'autentica esperienza del caffè italiano».

Order of Merit 2021, tutti i nomi dei 34 insigniti

Sono 34 i professionisti insigniti dell'Order Of Merit 2021, edizione dedicata alla memoria di Danilo D'Este. A fare gli onori di casa il patron Danilo Bellucci e Giorgio Fadda, presidente dell'International Bartenders Association

Come ogni anno si è rinnovato l'appuntamento con Order of Merit, iniziativa fortemente voluta da Danilo Bellucci, con l'intento di premiare i personaggi che hanno contribuito e contribuiscono a rendere grande e unica l'ospitalità italiana. Un'edizione 2021 ancora in digitale, come la precedente, che si è tenuta "in diretta streaming" via Facebook e YouTube dagli eleganti spazi del Grand Hotel Dino by Zacchera Hotels a Baveno, sulle sponde piemontesi del lago Maggiore. A fare gli onori di casa, insieme al patron Bellucci, Giorgio Fadda, presidente dell'International Bartenders Association (IBA), organizzazione che ha patrocinato l'evento. Ma, ecco, i nomi dei 34 insigniti dell'Order of Merit 2021 che quest'anno è stato dedicato alla memoria di Danilo D'este, compianto maestro di professione e punto di riferimento per generazioni di bartender: Flavio Angiolillo, Sergio Aiello, Samuele Ambrosi, Andrea Balleri, Dario Barbato, Daniele Chirico, Stefano Cuoco, Antonio Della Croce, Michele Di Carlo, Rocco Di Franco, Roberto Di Pierno, Gian Silvano Evangelista, Alexander Frezza, Giuseppe Gallo, Sandra Haruko Civieri, Rodolfo Maria Guidi, Carmine Lamorte, Alfio Liotta, Francesca Mannis, Luca Marcellin, Domenico Maura, Marina Milan, Guglielmo Miriello, Sandra Moscardi, Tommaso Ondeggia, Carlo Ottaviano, Luca Pinna, Luca Pirola, Oscar Quagliarini, Giancarlo Raschi, Emilio Sabbatini, Massimo Salvatori, Leandro Serra e Leonardo Veronesi.

 

Anche quest'anno i premiati rappresentano un fedele ed eterogeneo spaccato multi-generazionale dei professionisti del mondo del bartending e dell'ospitalità tricolore, diversi lavorano all'estero o si sono fatti le ossa oltreconfine. Alcuni sono professionisti molto noti anche al grande pubblico, segno di una "categoria" che è ormai si è giustamente guadagnata la ribalta dei media e i riflettori dell'opinione pubblica. Per la cronaca, la premiazione è stata condotta da Spiridione Ripaldi, noto comunicatore della bar industry e art director per le attività dell'Associazione Italiana Barmen e Sostenitori (AIBES). Per tutti l'appuntamento è per il 2022, quando finalmente, incrociamo le dita, l'evento potrà essere organizzato in presenza.

Al leggendario Cipriani di Venezia debutta oggi il nuovo Managing Director Marco Novella

Marco Novella, nuovo gm di Cipriani
Marco Novella, nuovo gm di Cipriani

Marco Novella assume oggi il nuovo incarico di managing director del Cipriani di Venezia, il leggendario hotel di Belmond affacciato sul Canale della Giudecca. Nato e cresciuto a Milano, Marco ha ricoperto varie posizioni dirigenziali in prestigiose strutture 5 stelle in Italia e all’estero durante i suoi 25 anni di carriera nel mondo dell’ospitalità di lusso. In passato Marco aveva già fatto parte del gruppo Belmond, ricoprendo per quattro anni la carica di general manager all’hotel Villa San Michele di Firenze. Prima del suo ritorno a Belmond Marco ha lavorato in qualità di managing director al The Lanesborough di Londra. Avendo lavorato con numerosi brand nel mondo dell’ospitalità di lusso in Inghilterra, Francia, Monaco e Italia, Marco si è sempre sforzato di valorizzare le strutture iconiche in cui lavorava apportando il giusto livello di innovazione nel pieno rispetto delle radici e dei valori dei brand con cui ha collaborato. Convinto dell’importanza del fattore umano che rende unica l’esperienza dell’accoglienza, ha sempre conseguito ottimi risultati e prestigiosi riconoscimenti nel corso della sua carriera. Marco Novella, intervistato ieri mattina da Bargiornale nel celebre bar Gabbiano dell'hotel, ha dichiarato di credere molto nel cocktail bar. «L’esperienza londinese - in particolare - è stata molto illuminante in termini di visione sul mondo della mixology, ma qui vogliamo avviare un percorso tutto nostro. Sono certo che, anche da questo punto di vista, il Cipriani saprà essere protagonista di una felice rinascita della città, nello spirito visionario del gruppo Belmond». Si prospetta quindi un radioso futuro per il Gabbiano (giunto 7° nel 2020 ai Barawards come Bar d'Albergo dell'Anno) che ha costruito il suo successo grazie alla creatività, al savoir faire e allo spiccato senso dell'ospitalità del celebre capo barman Walter Bolzonella.

La limited edition e il progetto di economia circolare di Bibite Sanpellegrino

Bibite Sanpellegrino
La nuova limited edition di Bibite Sanpellegrino
Con Sicily’s (R)evolution, il brand valorizza in toto le arance di Sicilia, lanciando una limited edition estiva e una collezione di oggetti di eco-design realizzati con le bucce dell'agrume

Le arance siciliane sono le protagoniste di Sicily’s (R)evolution, la nuova iniziativa di Bibite Sanpellegrino. Anzi, della doppia iniziativa, perché nata come progetto di economia circolare, ha dato vita anche alla nuova limited edition estiva delle bevande. Un’operazione che vuole esaltare l’arancia e, attraverso questa, più ingenerale la produzione di agrumi della Sicilia, uno dei territori di origine delle preziose materie prime dalle quali nascono le Bibite Sanpellegrino, valorizzandole a 360°. Se il loro succo costituisce la base che dà vita alle bevande, anche le bucce, prodotto di scarto della lavorazione, diventano infatti un nuovo biomateriale che dà vita a nuovi oggetti di eco-design. Un progetto che si inscrive nel più ampio quadro di azioni nel sego della sostenibilità che Gruppo Sanpellegrino sta portando avanti (leggi I nuovi, ambiziosi target green di Sanpellegrino).

Così alla valorizzazione del ruolo dell’agrume provvede il nuovo pack in edizione limitata, e disponibile fino a fine estate, che veste le tre referenze Aranciata, Aranciata Amara e Chinò. Una lattina da 33 cl che, con la sua veste grafica in stile Pop, disegnata da Seletti, azienda mantovana specializzata nella progettazione e produzione di oggetti di design, diventa un originale racconto sulla trasformazione delle arance. Il nuovo look dell’Aranciata, dallo sfondo blu, rimanda infatti proprio alle bucce che, come bollicine, fluttuano nel cielo liberando nell’aria il gusto della bevanda. In Aranciata Amara, dallo sfondo verde, gli spicchi di frutta galleggiano invece in un mare di gusto. Mentre nella lattina di Chinò, sfondo nero, le arance diventano mongolfiere che volteggiano in un cielo stellato di Sicilia, richiamando le bollicine e il gusto amaro della bibita.

Dalle bucce all'eco-design

Ma Sicily’s (R)evolution è anche, e soprattutto, un progetto di economia circolare, che vuole valorizzare anche gli scarti della lavorazione delle arance, trasformandoli in nuovi materiali per realizzare nuovi oggetti di eco-design che riprendono le forme, i colori e la texture tipiche degli agrumi. Un progetto dove sostenibilità, innovazione e creatività italiana diventano tutt’uno.

Un’iniziativa nella quale Bibite Sanpellegrino ha coinvolti diversi partner. A partire da F.lli Branca, azienda di Terme Vigliatore (Messina) e fornitore di agrumi del brand da più di 40 anni, che recupera le arance dalle quali nascono le bibite. Proseguendo con Krill Design, realtà milanese di specializzata nell’economia e design circolari, che le trasforma in biopolimeri, ovvero in un materiale compostabile di nuova generazione, modellabili con la stampa 3D. Per finire, ancora, con Seletti¸ che ha disegnato gli oggetti di design della collezione Sicily’s (R)evolution.

Collezione composta da una lampada da tavolo, che nelle forme richiama uno spicchio di arancia le cui venature illuminano di gusto gli spazi; una glacette che, evocando l’estetica degli agrumi, diventa uno scrigno di freschezza; un vassoio, perfetto per servire tutto il gusto delle Bibite Sanpellegrino.

Molino Spadoni lancia la sua Accademia

Corsi su misura per professionisti del bakery e della pasticceria, panificatori e pizzaioli: li organizza la storica azienda molitoria

C'è fame di ripartenza, ma anche di nuove conoscenze, nel mondo bakery e pasticceria. Così Molino Spadoni, storica azienda di farine di Coccolia (Ravenna), ha deciso di aprire una realtà dedicata alla formazione di pizzaioli, fornai, pasticcieri, laboratori, piccoli produttori specializzati e gestori di attività ristorative. «Finalizzata a sviluppare competenza e crescita professionale nel mondo della panificazione, della pizza e in generale dei prodotti da forno», si legge nell'annuncio della nascita di Accademia Spadoni.

Formazione, supporto pratico e affiancamento

Il progetto nasce per dare ai professionisti quanti più strumenti possibile per gestire al meglio i prodotti Molino Spadoni (leader di mercato nella Gdo, ma anche molto utilizzati dai professionisti del settore), mettendoli anche in grado di comunicare il valore della loro proposta ai clienti. Accademia Spadoni fornisce formazione, supporto teorico e pratico e affiancamento direttamente nel locale (sia esso una pizzeria, laboratorio, panificio, pasticceria, cucina o punto vendita), con approfondimenti sugli ingredienti e sulle tecniche di impasto, di lievitazione e di cottura. La promessa è di rispettare «le specifiche esigenze territoriali, che possono cambiare a seconda della regione d’Italia e costituire un elemento da tenere in considerazione nelle consuetudini in cucina».

Innovazione nella produzione e nella gestione

Questi i professionisti schierati nell'impegno di formazione di Molino Spadoni: Jonathan Trombini, bakery & pastry specialist, e Vincenzo Cimino, pizza specialist. Trombini imposterà il suo lavoro in chiave imprenditoriale, per offrire ai panificatori e ai pasticceri strumenti concreti per affrontare il mercato con schemi produttivi e organizzativi innovativi. Cimino, invece, metterà a disposizione la sua esperienza per rinnovare il ruolo del pizzaiolo, per soddisfare le nuove esigenze del consumatore finale. Nel team c'è anche un corporate chef, Claudio Rampinini, che si occupa di coordinare gli Ambassador che affiancheranno i clienti sui numerosi aspetti legati alle dimostrazioni, formazione e all’assistenza.

I contatti per partecipare ai corsi demo

Per informazioni, assistenza e condivisione ricette è possibile rivolgersi a coaching@molinospadoni.it e richiedere la realizzazione di corsi di formazione e demo, sia individuali sia collettive per i vari settori merceologici coinvolti nel progetto.

Raccontaci la tua strada verso la sostenibilità. Candidati al Bootcamp&Horeca Work Forum 2021 The Green Generation

Bootcamp&Horeca Work Forum 2021
Nella foto: i partecipanti alla prima edizione del Bootcamp&Horeca Work Forum, tenutosi nel 2020
Nella prima metà di settembre il Borgo Antichi Orti di Assisi ospiterà la nuova edizione del “think tank” sul futuro del fuori casa organizzato da Bargiornale e Planet One. Cerchiamo le migliori 20 storie di sostenibilità messe in campo da professionisti under 35 del bar e della ristorazione per creare insieme il manifesto del fuori casa del futuro

Sostenibilità è parola ormai sulla bocca di tutti. Ma è soprattutto la direzione di sviluppo che avete preso voi, gli imprenditori del fuori casa più lungimiranti. Perché lo chiedono i clienti. Perché lo chiede il pianeta. Perché lo chiedono i vostri e i nostri figli.

Siete giovani, sicuramente coraggiosi, decisamente acuti e con l’occhio lungo. Vogliamo valorizzare le vostre storie, le vostre esperienze, le vostre intuizioni, i vostri esperimenti riusciti e le strade che sconsigliate di percorrere a chi sta facendo i primi passi.

Per questo l’edizione 2021 di Bootcamp&Horeca Work Forum, il “Think tank” sul fuori casa lanciato da Bargiornale e Planet One in collaborazione con il Borgo Antichi Orti di Assisi, sarà dedicata a “The Green Generation”.

Come si svolgerà?

Metteremo attorno a un tavolo 20 professionisti under 35, selezionati da Bargiornale per le loro iniziative nel campo della sostenibilità per confrontarsi, coordinarsi e trovare soluzioni.

Abbiamo previsto due grandi appuntamenti, dedicati il primo al mondo bar (caffetteria e miscelazione), il secondo alla ristorazione. Due appuntamenti  fitti di confronti, di scambi di esperienze e di laboratori in cui i professionisti del fuori casa si confronteranno tra loro e con alcuni dei maggiori esperti del business per selezionare le best practice e creare insieme il “manifesto dell’ospitalità sostenibile”.

I Bootcamp&Horeca Work Forum si svolgeranno in queste date:

  • Bar (caffetteria+mixology): domenica 5 settembre-martedì 7 settembre (solo a inviti);
  • Ristorazione: domenica 12 settembre-martedì 14 settembre (solo a inviti).

Abbiamo selezionato quattro temi, su cui vogliamo raccogliere le iniziative degli imprenditori under 35 di tutta Italia

  • Green Addicted Menu: utilizzo di prodotti di consumo, forniture di filiera certificate, recupero e riutilizzo degli scarti Food & Beverage, No waste
  • Tech Friends: utilizzo materiali edili/arredi/bar&restaurant equipment a basso impatto ambientale, recupero energetico, materiali di utilizzo riciclabili 
  • Comunicazione Go Green: il nuovo trend della comunicazione, messaggi on line e offline green economy oriented, brand reputation, utilizzo materiali ecocompatibili, creazione di siti a zero emissioni
  • Manager Will Be Green: nuovi approcci mentali per l’organizzazione e gestione, Leadership e gestione delle Risorse Umane green oriented

Manda la tua candidatura

Ti interessa partecipare come protagonista al Bootcamp&Horeca Work Forum 2021?

Manda la tua candidatura compilando il form qui sotto entro il 10 luglio.

Selezioneremo 20 partecipanti per ogni Bootcamp, che saranno invitati a raccontare la loro esperienza e a collaborare tra loro per dar vita al “Manifesto dell’Ospitalità Sostenibile”, che presenteremo in una grande diretta live e sulle pagine di Bargiornale e di Planet One.

La raccolta delle candidature è terminata

Le cialde protagoniste della partnership tra Nescafé e Rancilio

Baby9 Rancilio e cialde Nescafé
Le monoporzioni con sistema Ese e la macchina espresso Baby 9 si rivolgono a locali con bassi consumi, che vogliono offrire espressi sempre di qualità

Nel 2009 Nescafè ha fatto il suo ingresso nel canale horeca con la divisione Professional e un ampio servizio dedicato ai professionisti, che comprende le miscele Nescafé Superiore - Rfa 100% arabica con caffè provenienti da Colombia e Brasile, Intenso (unisce arabica e robusta e offre note di cacao) ed Espresso realizzato con parti uguali di arabica e robusta, corposo e con note di cioccolato fondente e nocciole.

Per i locali basso vendenti, che vogliono offrire un caffè sempre buono senza problemi legati al suo invecchiamento una volta aperta una confezione che verrebbe consumata in tempi lunghi, c’è ora Nescafé Espresso in cialde con sistema Ese, una miscela di arabica e robusta macinata e confezionata in monoporzioni (la confezione ne contiene 25 pezzi sigillati singolarmente). Negli ultimi anni i dati di mercato mostrano una crescita costante delle cialde in tutti i canali. Per assicurare erogazioni sempre perfette è stata realizzata una partnership con Rancilio Group e la sua Baby 9: una macchina espresso semiautomatica a 2 gruppi di dimensioni ridotte (cm 50 x 36,8 x 42,2H) e un peso di 30 kg. È dotata di 3 caldaie: 2 da 300 ml l’una sono dedicate ai gruppi, la terza da 1 litro alla produzione del vapore, indispensabile per ottenere emulsioni di latte di buona fattura, con cui realizzare un cappuccino (anche in latte art) e numerose bevande a base latte, oggi molto richieste a ogni ora della giornata, soprattutto dalla clientela straniera.

Dal chicco alla tostatura, dalla bevanda alle singole miscele, per Nescafé è importante comprendere il caffè prima ancora che gustarlo e offrire pacchetti su misura per le differenti esigenze dell’horeca. Grazie  ciò ha conquistato importanti gruppi alberghieri come Accor e Radisson hotels.

Dal 1962 l’azienda lavora con gli agricoltori per garantire che il suo caffè sia non solo di qualità ma rispetti l’ambiente e le persone attraverso tre obiettivi principali: agricoltura responsabile (sostegno e formazione agli agricoltori per rendere le loro produzioni più efficienti, sviluppare il loro reddito e mantenere la qualità dei caffè), produzione responsabile (gestione oculata di energia, acqua e rifiuti negli stabilimenti produttivi per ridurre l’impatto ambientale), consumo responsabile, grazie a una consulenza che guida alla scelta della macchina più indicata al business di ogni professionista, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e il consumo energetico.

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