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Al via la Old Fashioned Week

Old Fashioned Week 1
Dal 5 al 14 novembre nei cocktail bar di tutto il mondo si celebra il grande classico della miscelazione. 14 i locali italiani che partecipano ai festeggiamenti

Dieci giorni di festa per celebrare uno dei grandi classici della miscelazione: l’Old Fashioned. È la Old Fashioned Week, la manifestazione che prende il via venerdì 5 novembre e fino a domenica 14 festeggerà in numerosi locali di tutto il mondo questo evergreen della mixology. Un cocktail che nella sua lunga vita, è nato a fine Ottocento, ha sempre incontrato il favore degli amanti del bere bene, superando indenne ogni moda e tendenza. Un  successo che prosegue anche oggi, come conferma anche l’ultima classifica dei The World’s Best Selling Classic Cocktails 2021 di Drinks International sui classici più venduti al mondo, basata sulle risposte di 100 tra i migliori bar al mondo,  nella quale l’Old Fashioned si piazza al primo posto: un primato che dura da ben sette anni.

Nata nel 2015 a Parigi per iniziativa di Michael Landart, co-proprietario del Maria Loca, tra i più noti cocktail bar della città, e del suo amico Cyrille Hugon, organizzatore del Rhum Fest Paris, la Old Fashioned Week già dall’anno successivo ha assunto una dimensione globale, raccogliendo l’adesione di un numero sempre crescete di locali. Dallo scorso anno alla celebrazione, in veste di main sponsor, si è associato Woodford Reserve, il brand di bourbon artigianale del Kentucky che ha dato una ulteriore spinta all’ampliamento della manifestazione (che ora si chiama ufficialmente Woodford Reserve Old Fashioned Week).

Per quanto riguarda l’Italia sono 14 i locali, da Nord a Sud, selezionati come official top bar, che proporranno il cocktail nella sua classica o nelle varie rivisitazione proposte dai loro bartender, realizzato con Woodford Reserve: Bob, Baratie e Nik's & Co a Milano, Edit e La Drogheria a Torino, Caffè Zanarini e Camera con Vista a Bologna, Funi a Montecatini Terme (Pistoia), Il Locale a Firenze, Drink Kong e Hoxton Hotel a Roma, Contrabar a Bisceglie (Barletta-Andria-Trani) e Laurus Cocktail Experience a Lecce.

A proposito di Hoxton Hotel, la catena di hotel open house, per l’occasione ha organizzato una serie di bar takeover in tutta Europa, coinvolgendo alcuni dei migliori bartender del Continente. In questa iniziativa l’Italia è “gemellata” con la Gran Bretagna: dietro il bancone dell’Hoxton di Londra ci sarà infatti Patrick Pistolesi a proporre agli ospiti le sue versioni del classico intramontabile, mentre all’Hoxton Hotel Roma, invece, ci sarà un top bartender inglese, con la sua drink list a tema Old Fashioned.

La ricetta

Woodford Reserve Old Fashioned

Ingredienti:

6 cl Woodford Reserve Kentucky Straight Bourbon Whiskey, 1 zolletta di zucchero, 3 gocce Aromatic bitter, 2 gocce Orange bitter, soda o acqua naturale, scorza d’arancia

Preparazione:

stir

Guarnizione:

scorza d’arancia

Bicchiere:

old fashioned

Menù a Cosmofood: tra showcocking (con Gianpietro Sartori) e nuovi prodotti

Showcooking e nuovi prodotti per la Menù di Medolla a Cosmofood

Showcocking e nuovi prodotti saranno protagonisti allo stand della Menù di Medolla al prossimo Cosmofood, l'evento di riferimento del Triveneto dedicato all'ospitalità e alla ristorazione fuori casa, in programma alla Fiera di Vicenza dal 7 al 10 novembre.

«Il Triveneto ha sempre rappresentato un mercato vivace per l’azienda, e qui abbiamo registrato una crescita del +5% rispetto al 2019 - afferma Federico Masella, Responsabile Marketing Italia Menù. Qui ci sono clienti storici ma anche tante nuove attività che hanno scelto di affidarsi alla qualità dei prodotti Menù. Proprio quest’anno abbiamo premiato due clienti che si servono da noi da ben 40 anni! Siamo pertanto felici di poter presenziare a questa manifestazione, una delle prime in presenza dopo tanti mesi di stop».

La Pazze ricette di Gianpietro Sartori

Tra i vari momenti previsti, ricordiamo quello con Gianpietro Sartori, già Artista del Panino, e titolare del Caffè Roma di Marostica che sarà protagonista di “Pazze Ricette - Snack non convenzionali dell'Artista del Panino”. Si terrà martedì 9 novembre alle ore 13:15 all’interno della Cosmofood Arena (pad. 7) e vi si racconterà di un percorso tutto nuovo e stravagante lungo una linea di snack e panini non convenzionale, capaci di stupire con gusto e creatività.

Nuovi prodotti

Sul fronte più strettamente legato alle novità, nello stand Menù si potranno trovare diverse novità tra condimenti e salse (alcune delle quali molto interessanti anche per il mondo panini e snack). Tra le altre segnaliamo Ècacioepepe, condimento pronto all’uso per preparare senza alcuna difficoltà il piatto simbolo della cucina romana e realizzato, come da tradizione, con Pecorino Romano Dop, Grana Padano Dop, burro, panna e pepe. E poi Evolution Fresh, la nuova linea di pesti e salse che vuole rispondere alle esigenze di un mercato sempre più orientato alla freschezza. Trattati con l’esclusiva tecnologia delle Alte Pressioni, salse e pesti, non prevedendo la pastorizzazione riuscendo così a garantire tutto il sapore originale della materia prima e la sua freschezza.

Quattro le referenze in gamma: Pesto alla genovese fresco, Salsa di cavolo viola (ricca e dal colore vivo e naturale, preparata con cavolo cappuccio viola 100% italiano e aceto di mele), Salsa di mango (curry e zenzero è estremamente creativa e prende ispirazione da un condimento tipico della cucina sud-est asiatica, il chutney) e salsa Guacamole, salsa che ormai ha conquistato i palati di tutto il mondo).

Insomma per chi sarà a Cosmofood l'appuntamento è al padiglione 7 stand 28

Da Giolina le pizze gourmet dei S.Pellegrino Young Chef con i drink di Mattia Pastori

Young chef .Pellegrino con Mattia Pastori. Foto Riccardo Liporace
Nel menu della pizzeria milanese le creazioni dei giovani chef dell’Academy S.Pellegrino abbinate ai drink del famoso mixologist. Il ricavato delle vendite sarà destinato a borse di studio per i nuovi talenti dell'arte bianca

Un progetto per sostenere i giovani che si affacciano al mondo della ristorazione. Si chiama Giolina & S.Pellegrino Young Chef ed è stato ideato dall’imprenditrice Ilaria Puddu, titolare della pizzeria milanese Giolina, in collaborazione con S.Pellegrino e Alma, la scuola internazionale di cucina italiana.

Al centro del progetto, le pizze d’autore inedite ideate da 4 “young chef” della S.Pellegrino Young Chef Academy: Paolo Griffa (Petit Royal, Courmayeur), Chang Liu (Mu Dimsum, Milano), Luca Natalini (Autem, Milano) e Davide Marzullo (Villa Crespi, Orta San Giulio). Gli young chef hanno creato le pizze in collaborazione con Danilo Brunetti, giovane pizzaiolo di Giolina. Quattro pizze per le quattro stagioni e, ad accompagnare ogni piatto, un drink in abbinamento ideato da Mattia Pastori. I cocktail studiati da Pastori in pairing sono tutti molto freschi e hanno una gradazione alcolica non elevata per facilitare l’abbinamento. Per realizzare più facilmente i cocktail in pizzeria, dove non c’è una station da bar, Mattia Pastori ha deciso di fare delle ricette semplici che non prevedono preparazioni complesse.

Pizze gourmet e drink d’autore

Tra le pizze sfornate durante l’evento di presentazione c’era L’Autunno di Chang Liu, con provola d’Agerola affumicata, salsiccia di Bra, funghi porcini, finferli, cardoncelli e shitake, cinque spezie cinesi e timo fresco. In abbinamento Pastori ha creato un drink ispirato a un classico Gin&Tonic che lavora sulla freschezza e sulla sapidità nell'assaggio. La bordatura del bicchiere, oltre a decorare, esalta i sapori della Tonica Agrumi Sanpellegrino durante la bevuta. Per L’Autunno, Mattia Pastori ha usato 3 cl Aqva di Gin Agrumi, 10 cl Tonica Agrumi SanPellegrino, e una crusta di timo essiccato e sale (frullare del sale fino 300 g con 30 g di timo essiccato). Per realizzare il drink, il mixologist ha aggiunto il ghiaccio in un tumbler alto, bordato con il crusta di timo e sale. Poi ha versato il gin e ha colmato con l’acqua tonica. La pizza L’Autunno e il cocktail in abbinamento sono disponibili ora da Giolina.

Ha spiegato Puddu: «Nel corso dell’anno queste pizze si alterneranno nel menù di Giolina e il ricavato andrà a sostenere delle borse di studio di Alma, così da dare una possibilità in più a nuovi giovani meritevoli. È un progetto cui tengo molto, perché credo che noi imprenditori per primi dobbiamo iniziare a investire sui giovani talenti. Sono il vero futuro della ristorazione ed è quindi importante dare loro la possibilità di crescere, di avere visibilità e di creare sinergie tra loro stessi».

Gruppo Cimbali racconta le professioni nel mondo del caffè

Foto Federación Nacional de Cafeteros de Colombia
Foto Federación Nacional de Cafeteros de Colombia
Domenica 7 ottobre dalle 14,30, al forum di Elle dedicato al lavoro femminile tre interventi sul mondo del caffè e le figure professionali ad esso legate

Le professioni nel mondo del caffè è il titolo della masterclass che Gruppo Cimbali conduce dalle 14,20 di domenica 7 novembre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore nonché in streaming sul sito elle.it e sul profilo Facebook della testata. L’iniziativa si svolge all’interno di Elle Active!, il forum dedicato a donne e lavoro con l’obiettivo di contribuire all’emancipazione femminile in ambito lavorativo.

L’intervento del Gruppo di Binasco vuole raccontare uno spaccato sulle professioni legate al mondo del caffè, per lo più inesplorato soprattutto da parte delle donne e che a queste può riservare numerose opportunità. A parlarne sono tre figure aziendali, che spaziano lungo tutta la filiera, dalla piantagione al prodotto in tazza, passando per l’indispensabile corredo di macinacaffè e macchina espresso.

Si prende il via con Rita Saiu, trainer di Mumac Academy che parla del Trainer Coffee specialist, ovvero il “sommelier” del caffè, spaziando dal know how sulla botanica alla sostenibilità della filiera, dalle conoscenze tecnologiche all’assaggio.

L’obiettivo si sposta su Valentina Giovesi, supply chain continuous improvement di Gruppo Cimbali (un ingegnere che vive la quotidianità di un impianto produttivo) e sulla macchina per caffè, un prodotto altamente tecnologico che permette la realizzazione in 25-30 secondi di quel concentrato di gusti e aromi che è l’espresso.

Infine, Barbara Stucchi, Hse manager del Gruppo, offre il proprio punto di vista su una tematica di grande attualità: la sicurezza sul lavoro all’interno di un impianto produttivo.

Questi interventi sottolineano l’impegno da parte del Gruppo nel sostenere un progetto per la realizzazione femminile in ambito lavorativo, volto a raccontare e ad esplorare le nuove professioni di domani. Tutto ciò si unisce al percorso di sviluppo ad ampio raggio delle politiche di sostenibilità intraprese da qualche anno. L’azienda ha infatti messo a punto un Manifesto della Sostenibilità, in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, che evidenzia 4 principali aree di intervento per le proprie iniziative: People, Product, Planet e Partnership. In particolare, per quanto riguarda l’ambito People, si impegna a garantire sicurezza sul lavoro per tutti i dipendenti, iniziative di prevenzione per la salute, promozione della cultura e coinvolgimento diretto della comunità locale, supporto alle iniziative di solidarietà sociale e attività di diversity&inclusion tra le risorse umane.

All’interno dell’Università Cattolica assicurano un’eccellente pausa di gusto due Coffee Corner con le nuove macchine LaCimbali: a piano terra LaCimbali S60 e al primo piano LaCimbali S20.

Oro per Centinari Franciacorta a The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2021

Centinari Franciacorta Docg Dosage Zéro
Ad aggiudicarsi il riconoscimento nel più prestigioso contest internazionale dedicato alle bollicine è stato il Centinari Franciacorta Docg Dosage Zéro

Grandi soddisfazioni per Centinari Franciacorta. Il brand di bollicine di alta gamma lanciato sul mercato all’inizio di quest’anno dalla famiglia Togni (leggi Il nuovo sito di Centinari anticipa l’esperienza di gusto dei suoi Franciacorta) si è già affermato tra le eccellenze mondiali, aggiudicandosi una medaglia d’oro a The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2021, il più rigoroso e prestigioso concorso internazionale dedicato a champagne e spumanti. A conquistare la medaglia è stato il Centinari Franciacorta Docg Dosage Zéro, una delle due eccellenze prodotte dalla cantina.

Più in dettaglio, si tratta di un Franciacorta (alc 12,5% n vol) prodotto interamente da uve Chardonnay provenienti dai vigneti situati nei territori di Erbusco, Adro, Cazzago e Gussago, vendemmiate a mano e poi lavorate secondo un metodo consolidato sotto lo sguardo vigile di Cesare Ferrari, tra i maggiori e stimati enologi italiani. Metodo che prevede la rifermentazione in bottiglia, una lenta maturazione e l’affinamento sui lieviti per almeno 18 mesi. Da questo connubio tra materie prime di alta qualità, rispetto del giusto tempo e arte dell’uomo prende vita uno spumante che spicca per il particolare profilo sensoriale e dalla ricca complessità aromatica.

Dal carattere fresco, elegante e ben equilibrato, Centina Dosage Zèro si presenta di colore chiaro e delicato, con riflessi filigranati oro, e con un perlage sottile e abbondante. All’olfatto si apre con sentori di frutta matura, lievi note di vaniglia e un leggero piglio tostato derivante dai lieviti, mentre al palato è fresco e armonico, con delicate note di frutta tropicale.

Caratteristiche che non hanno lasciato indifferenti la prestigiosa giuria del concorso, composta da tre grandi esperti del mondo bollicine, Tom Stevenson, fondatore della competition e vera autorità in materia, Essi Avellan e George Markus, che hanno premiato questo Franciacorta con l’oro.

Una medaglia che assume ancora più valore considerando che questa edizione del concorso ha visto in gara oltre 1000 etichette provenienti da tutto il mondo e che va ad aggiungersi agli altri riconoscimenti ottenuti da Centinati. Tra questi il più recente è la medaglia d’oro conquistata all'ultima sessione del Gran Premio Internazionale del Vino Mundus Vini da Franciacorta Centinari Docg Brut, l’altro prodotto della casa.

Il cioccolato e la grappa, distillato di dolcezza

Segnana_Baratti_ambientata
Due brand storici come Baratti & Milano e Segnana in inedito abbinamento: in un packaging dedicato il distillato invecchiato e due varianti del cioccolato

Una bottiglia di grappa Segnana Solera di Solera invecchiata e due tavolette di cioccolato Baratti & Milano, Gianduja e Fondente 70%. Insieme, questi due brand totalizzano 160 anni di storia. Ora si propongono in abbinamento, un classico apprezzatissimo dai consumatori di grappa. Segnana è una delle più antiche distillerie trentine (fondata nel 1860). Un pezzo di storia della grappa e un brand di alto livello, che a partire dalla gestione della famiglia Lunelli - dal 1982 - propone distillati moderni, morbidi, valide alternative ai distillati di importazione. Due anni prima, nel 1858, nasceva a Torino Baratti & Milano, altro marchio entrato nella storia - stavolta dolciaria - italiana. Fin da subito ha ottenuto importanti riconoscimenti per l’alta qualità dei suoi prodotti, tanto da potersi fregiare dello Stemma Sabaudo quale «fornitrice della Casa Reale». La sua storica caffetteria, nel cuore di Torino, è ancora uno dei locali più signorili ed esclusivi d’Italia.

Un bouquet di profumi unici

La Grappa Segnana Solera di Solera invecchiata è realizzata facendo passare la grappa in cataste composte da cinque file sovrapposte di barriques. Questa tecnica regala al distillato un bouquet di profumi unici, che va dalle note di pasticceria e frutta candita alle sensazioni tostate e speziate. Queste caratteristiche ben si abbinano al Gianduja di Baratti & Milano, cioccolato esaltato dai sentori più aromatici della grappa; assaggiata insieme al cioccolato fondente 70% invece, la grappa punta su un appagante contrasto. La confezione creata ad hoc mette assieme due eccellenze del made in Italy nel campo del food: entrambe le aziende sono parte di Altagamma, la Fondazione che riunisce le imprese dell'alta industria culturale e creativa italiana che promuovono nel mondo l'eccellenza, l'unicità e lo stile del nostro Paese.  

Ecco i 30 semifinalisti della semifinale nazionale dell’Artista del Panino 2021

Elisa Varvarito, Artista del Panino in carica
Ecco i 30 protagonisti della semifinale dell'Artista del Panino 2021 che si terrà il prossimo 23 novembre a Genova

Dopo il vaglio di oltre 300 ricette giunte in redazione (ben 322 per la precisione) la nostra giuria ha finalmente stabilito i 30 partecipanti alla grande semifinale dell'edizione 2021 del concorso Artista del Panino, evento organizzato da Vandemoortele in collaborazione con Bargiornale.

Ed ecco allora i 30 protagonisti della competizione che si terrà il prossimo 23 novembre a Genova presso il 518 Cocktail & Restaurant del Galata Museo Del Mare. 30 professionisti tra cui verranno scelti gli 8 finalisti.

 

ARIETA SIMONE, del Marcellino - Il Sarto del Panino, di Milano, con la ricetta LA COPPA DI NERANO

BARRA DANIELE, del Excalibur bar pub, di Revello (Cn), con la ricetta IL PUNTO ROSA FUME'

CALZOLARI CARLOTTA, del Kinotto, di Bologna, con la ricetta RICORDI TRENTINI

CAPUTO BARTOLOMEO, del La pizzaccia, di Torre del greco, con la ricetta IL TIRRENO

CAVOLI ANDREA, del Chiosco Panino Dai Cavoli di Gangi (Pa) con la ricetta MORNELLA

CRISTARELLA STEVE, del 9.5 industry, di Catanzaro, con la ricetta TATAKI SNACK

CUCURUZAN SELINA, del Sanmarino Cafe di Casalborsetti (Ra), con la ricetta BUBBONE GUMP

DE COLLE FEDERICO, del Mister Zoncolan di Sutrio con la ricetta UN PORCO FRITTO

DELLA MOTTA TOMMASO, del graDella, di Rimini, con la ricetta ANGUILLA LIBRE

DIANA GISELLA della N1 Salumeria e... di Luras (Ss) con la ricetta PINA JAMON Y QUESO

FACCIO FANY, del Green door, di Jerago con Orago, con la ricetta TOTAL GREEN

FERRANTE FRANCESCO, del Capitan Burger, di Napoli, con la ricetta CAPITAIN BURGER

FRANCO MATTEO, del Blunt, di Galatina, con la ricetta BLUNT 2.0

GRILLO ANDREA, del Bistro Sestri Levante, di Lavagna, con la ricetta HAMBURGER DI TONNO

LEPENNE FRANCESCO, del Kilgore pub, di Bernalda (Mt), con la ricetta IL PAESANO

LIOTINO FRANCESCO, del Baita Street Food House, di Polignano a mare, con la ricetta BACALAO MERAVIGLIAO

MUOLO LUCA, Dell’Accademia del panino di Torino, con la ricetta L'ACCADEMICO

NARDELLA KAROL, del Caffè Tucano, di Chiusavecchia (Im), con la ricetta PANINO ALLO STOCCA

PALMIERI FEDERICO, del Caffetteria Carlo Alberto, di Torino, con la ricetta DELICATESSE

PASTORE NICOLA, del Orientalbar, di Martina Franca, con la ricetta VIGNAIOLO

PIPOLO ALESSANDRO, del Instabar albaro, di Genova, con la ricetta PANINO VIA PISA

PIRTAC ELENA, del Efeso Bistrot Cafè, del Torino, di la ricetta PANINO DELLA MOLE

ROGGERI WALTER, del Diamond cafè & restaurant, di Rovato, con la ricetta BOLLO POLLO

SERANI ANTONELLO, dell'Artigiano del caffè di Rignano Flaminio, con la ricetta RANA ASPARATRICE

SIGNOROTTO SIMONA, del Infusion Cafe, di Torino, con la ricetta OKONOMATCHA

SUTTO CARLO, del The Bocs Food&Drink, di San Michele al Tagliamento, con la ricetta BACARETO

THIELKE ANNALISA, del Il Baguccio, di Ivrea, con la ricetta AL BAGUCCIO

VIANELLO MARCO, del Burger time, di Susegana, con la ricetta ARMONIA TROPICALE

VINCI SIMONA, del Bridge Pub, di Reggio di Calabria, con la ricetta PUMP IT

VITARELLI GIULIANA, del Camelot Bistrot, di Policoro (Mt), con la ricetta GAMBERO NEL BOSCO

 

È arrivata la super limited edition Monkey 47 Distiller’s Cut 2021

Monkey 47 Distiller’s Cut 2021- cocktail Scarlet Bee’s Knees
Il balsamo della api è l'ingrediente in più che caratterizza l'esclusiva limited edition 2021 di Monkey 47. Solo 8000 bottiglie nel mondo e 102 in Italia

È la monarda scarlatta la 48esima botanica che caratterizza la Distiller’s Cut 2021 di Monkey 47. Come ogni anno, in occasione delle festività natalizie il gin premium di Pernod Ricard lancia la sua edizione speciale, dove alle 47 botaniche che ne compongono la tradizionale ricetta, se ne aggiunge una ulteriore, che dà la cifra gustativa al distillato. Un’edizione limitata e super esclusiva: sono solo 8.000 le bottiglie distribuite in tutto il mondo e 102 in Italia, tutte numerate.

Il balsamo della api: l'ingrediente in più

Quest’anno la ricerca del nuovo ingrediente si è conclusa vicino casa, esattamente a Filderstadt, cittadina tedesca nei pressi di Loßburg, dove sorge la Black Forest Distillery, dove nasce il gin. A Filderstadt ha infatti sede la fattoria di Gerhard Daumüller, botanico visionario e amico della distilleria, che tra le varie piante, da alcuni anni coltiva la monarda scarlatta ai piedi della catena montuosa del Giura Svevo, nella pianura del Filder: la botanica scelta per caratterizzare questa edizione della Distiller’s Cut.

Si tratta di una pianta dall’accesa tonalità carminio, dal sapore e dal profumo distintivi, nota anche come “balsamo d’api”, in quanto proprio il suo colore intenso attira questi insetti, oppure come “tè oswego”, dalla tribù indiana che la usava per preparare un infuso molto aromatico.

Un gin raffinato ed elegante

I petali essiccati della monarda scarlatta vengono quindi aggiunti alle 47 botaniche, un mix delle migliori bacche ed erbe aromatiche della Foresta Nera (come le punte di abete rosso, i fiori di sambuco e le foglie di mora) e spezie dei vari continenti, tutte raccolte a mano, che vengono macerate per dare vita a Monkey 47. Il macerato viene distillato in alambicco di rame e lasciato maturare per tre mesi in recipienti di cotto, prima di essere unito all’acqua di sorgente della Foresta Nera.

La limited edition Monkey 47 Distiller’s Cut 2021 è un gin morbido, elegante, con una raffinata nota di testa lievemente speziata di pepe verde che si accompagna con sfumature citrine di limone e bergamotto.

Il cocktail di Natale

Ad accompagnare il suo arrivo il cocktail di Natale, Scarlet Bee’s Knees, a firma di Axel Klubescheidt, global ambassador Monkey 47. Cocktail che il bartender ha dedicato alle api, che amano bere il nettare della monarda scarlatta e che rappresentano una specie fondamentale per il nostro ecosistema e più in generale per la vita sul Pianeta, nel quale ha miscelato il nuovo distillato con succo di limone fresco, succo di pompelmo rosa fresco, miele liquido e amaro all’arancia.

Un pack esclusivo

Ma la monarda scarlatta, oltre a caratterizzare il gusto del distillato, ne caratterizza anche il timbro estetico. Monkey 47 Distiller’s Cut 2021 è disponibile in bottiglia con etichetta lavorata a mano di colore rosso carminio,che evoca la tonalità accesa della pianta. L’etichetta è stampata su carta ecologica, in linea con l’approccio sostenibile che il brand porta avanti da anni. Completano il pack, il tappo in sughero, con l’iconico anello metallico forgiato a mano che lo abbraccia e con all’interno incisa la dicitura Unum ex pluribus (“dai molti uno”), il motto di questo distillato che nasce da mix di ingredienti provenienti da mondi e culture lontani tra di loro che, sapientemente uniti.

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La ricetta
Scarlet Bee’s Knees di Axel Klubescheidt

Cocktail Monkey 47 Distiller’s Cut 2021_ Scarlet Bee’s Knees

Ingredienti:
4 cl Monkey 47 Distiller’s Cut 2021, 2 cl succo di limone fresco, 2 cl di succo di pompelmo rosa fresco, 1,5 cl miele liquido (mescolare la stessa quantità di acqua e miele e scaldare fino a farlo sciogliere), amaro all’arancia
Preparazione:
stir
Decorazione:
scorzetta di limone
Bicchiere:
coppetta

Progettare spazi esperienziali: il nuovo corso di POLI.design

POLI.design_Factory 1895 Lavazza
Factory 1895, il nuovo spazio di Lavazza dedicato all'esperienza del caffè
Il nuovo Corso di alta formazione insegna a progettare spazi esperienziali per brand, aziende dell'intrattenimento e dell'ospitalità, delle fiere e dei servizi

Negli ultimi anni il tema dell’esperienzialità, ovvero di un approccio incentrato sulla valorizzazione dell’esperienza di consumo del cliente, ha contraddistinto sempre più anche la progettazione degli spazi della somministrazione, commerciali, dell’intrattenimento e dei servizi. L’emergenza Covid ha ulteriormente evidenziato la centralità dell’aspetto esperienziale, ma al tempo stesso spinge ora a declinarlo secondo nuovi sistemi di senso e significato in linea con la nuova normalità. Ed è proprio con questo scopo che POLI.design ha lanciato il nuovo Corso di alta formazione Brand and Retail Experience Design, che si prefigge di dare ai professionisti le conoscenze che permettano di pensare, progettare e gestire l’esperienza di consumo per grandi brand e aziende del mondo della distribuzione.

La nuova iniziativa che prenderà il via il 16 giugno del prossimo anno, è stata presentata ufficialmente presso Eataly Milano dal direttore scientifico del Corso Cabirio Cautela e dal direttore tecnico Carlo Meo, in un evento al quale hanno preso parte Rossella De Stefano, direttore responsabile di Bargiornale, Dolcegiornale e Ristoranti Marina Bassi, caporedattore di Gdoweek e Mark Up, Marco D'Amico, category manager presso Dimar, e Michele Cannone, Lavazza global brand director.

Progettare uno spazio esperienzale

Il corso di POLI.Design ha l’obiettivo di sviluppare cultura e competenza dell’esperienzialità nei settori del brand food e non food, del largo consumo, del lusso accessibile, dell’intrattenimento e dell’ospitalità, delle fiere e degli eventi e dei servizi. Settori per i quali tale dimensione assume una rilevanza cruciale e rappresenta un forte elemento per la competitività, ma dove è ancora spesso sconosciuta al management.

Rivolto a manager (direzione marketing, strategia, retail, commerciale, progettazione e direzione tecnica) e progettisti di aziende che operano in tali settori e di aziende del comparto arredo, il Corso si propone di colmare la lacuna facendo comprendere le potenzialità del mercato dell’esperenzialità dei luoghi fisici e fornendo le competenze nel campo del design thinking, del concept design e dell’experience design. Competenze che permetteranno ai partecipanti di progettare e realizzare uno spazio esperenziale proprio (concept store-format replicabili di insegna) o all’interno di spazi di altri (corner e simili), o in generale di progettare un’esperienza relativa a un brand/prodotto replicabile in spazi fisici.

I quattro moduli del corso

A questo scopo, il nuovo corso di POLI.design si articola in 4 moduli per un totale di 80 ore (dal 16 giugno al 15 luglio 2022, il giovedì e venerdì dalle ore 9 alle 18), che si svolgeranno in modalità “ibrida”, con una parte significativa in presenza, per permettere a tutti i partecipanti di fruire dell’esperienza nella sua pienezza, e una parte in live streaming (con frequenza obbligatoria per l’80% delle ore).

Le lezioni affronteranno il tema del design dell’esperienza applicato agli spazi fisici sotto tutti i sui aspetti, si tratta infatti di una disciplina con strategie, metodi e competenze proprie, che uniscono gli aspetti valoriali del sistema-prodotto (product, service, communication) e della marca con l’integrazione del mondo digitale (digital experience).

Più nello specifico, nell’ambito del Modulo 1, L’era dell’esperienzialità e il cambiamento dei significati di consumo (16 ore), verranno approfonditi i temi dell’evoluzione dei consumi esperienziali rispetto ai nuovi significato di senso, il loro valore e la loro importanza, i modelli teorici che portano dalla logica di prodotto-commodities a quella di esperienza-memorabilità e l’importanza dell’esperienza fisica.

Tema del Modulo 2, L’attività di concepting come chiave del successo dell’esperienza (16 ore), sarà l’attività di concepting, ovvero la metodologia di progettazione alla base delle esperienze di successo, e che consente di ideare e pianificare ogni aspetto dell’esperienza già a partire dall’origine dell’idea progettuale.

Focus del Modulo 3, Metodi e tools operativi per progettare l’esperienza (32 ore), le fasi del processo di costruzione dell’esperienza, per permettere ai partecipanti di conoscerne il funzionamento e di sapere come costruire il team di competenze utili e necessarie.

Infine, con il Modulo 4, La relazione e l’integrazione tra esperienza fisica e digitale (16 ore), si approfondiranno le potenzialità del digitale da utilizzare in modo integrato con il canale fisico per la realizzazione di esperienze memorabili.

Come partecipare

Per partecipare al corso occorre compilare l’apposito form sul sito di POLI.design. I posti sono 30 e verrà fatta una selezione dei candidati.

Le lezioni si svolgono presso la sede del Politecnico di Milano - Campus Bovisa, Via Durando 38/a, Milano, a un costo di 2500 euro + Iva.

Per ulteriori info: info@polidesign.net o telefonare allo 02 2399 7206

I tre cocktail autunnali firmati Bibite Sanpellegrino

Bibite Sanpellegrino_SANPELLEGRINO CRUSTA RICHEY
Ricercati e all'insegna del gusto italiano, i tre drink creati dai bartender del brand sono facilmente replicabili in ogni bar. Ecco le ricette

Sanpellegrino Crusta Richey, Sanpellegrino Americano e Sanpellegrino Wood Tonic sono i tre cocktail autunnali firmati Bibite Sanpellegrino. Ricette ricette create dai bartender del brand per permettere a ogni bar di ampliare la propria proposta con drink nati all’insegna della ricercatezza e del gusto italiano e, al tempo stesso, facili da preparare. Protagonista di ogni cocktail una specialità del marchio di bevande, rispettivamente, Aranciata Amara Bio, Tonica Rovere e Chinò Sanpellegrino, che si uniscono a ingredienti autunnali, per offrire ai clienti una esperienza beverage dai gusti, aromi e le atmosfere tipicamente autunnali.

Sanpellegrino Crusta Richey è un drink elegante e di grande carattere giocato sul perfetto equilibrio di dolce e amaro. Le note dell'Aranciata Amara Bio e della marmellata di arance, accompagnate da quelle del succo di limone si uniscono al tipico aroma dolce dell’amaretto, il tutto arricchito da intense sfumature di caffè, portata dalla crosta fine e leggera e realizzata con succo di arancia e polvere di caffè.

Sanpellegrino Wood Tonic è una rivisitazione “autunnale” del Gin&Tonic, dove le note balsamiche e legnose di gin affinato in botte, accompagnate da una leggera sfumatura di acidità data dagli oli e dalla scorza di limone, si sposano con quelle decise di Tonica Rovere Sanpellegrino, completate dal tono speziato e dai sentori più caldi regalati dal profumo dei chiodi di garofano e delle bacche di ginepro.

Rivisitazione di classico, ma questa volta si tratta di i uno dei grandi aperitivi italiani, l’Americano, è anche l’ultima proposta, Sanpellegrino Americano. Un drink di grande personalità dal gusto intenso e piacevolmente amaro, che ha come protagonista Chinò Sanpellegrino, le cui note sono esaltate da vermouth rosso e bitter.

Le ricette di Bibite Sanpellegrino

Sanpellegrino Crusta Richey

Bibite SANPELLEGRINO CRUSTA RICHEY

Ingredienti:
7 cl Aranciata Amara Bio Sanpellegrino, 4 cl Amaretto, 1 bar spoon marmellata di arance, 3 cl succo di limone, polvere di caffè, 1 fetta d'arancia
Preparazione:
shake
Crusta:
polvere di caffè
Bicchiere:
tumbler alto

Sanpellegrino Wood Tonic

SANPELLEGRINO Bibite WOOD TONIC

Ingredienti:
5 cl gin affinato in botte, 3 bacche di ginepro, 3 chiodi di garofano, 1 scorza di limone, 1 top Tonica Rovere Sanpellegrino
Preparazione:
build*
Bicchiere:
tumbler alto
*per rendere il servizio più ricercato si consiglia di mettere le spezie all'interno di un filtro da tè direttamente nel tumbler, con la bottiglietta di tonica a parte, in modo che sia il cliente a completare il suo drink

Sanpellegrino Americano

Bibite SANPELLEGRINO AMERICANO

Ingredienti:
4 cl Chinò Sanpellegrino, 4 cl vermouth rosso, 4 cl bitter, 1 spicchio d'arancia, 1 scorza di limone
Preparazione:
Tecnica:
build
Decorazione:
fetta di arancia e scorza di limone
Bicchiere:
tumbler basso

Obiettivo emissioni zero per Coca-Cola Hbc

Coca-Cola Hbc sostenibilità
La gamma di bevande in pack 100% rPet di Coca-Cola Hbc
La società prosegue il suo percorso green puntando ad azzerare le emissioni nette lungo l'intera catena del valore entro il 2040

Nuovi ambiziosi obiettivi nel campo della sostenibilità ambientale per Coca-Cola Hbc. Il gruppo ha annunciato l’impegno a raggiungere le zero emissioni nette nette lungo l'intera catena del valore entro il 2040.

Il nuovo obiettivo si inscrive in un percorso virtuoso intrapreso da tempo da Coca-Cola Hbc, che nell’ultimo decennio ha già ridotto del 25% le proprie emissioni, e che ora prosegue con precisi target temporali: un ulteriore abbattimento del 25% delle emissioni di CO2 entro il 2030 e di un altro 50% nel decennio successivo.

Una strategia che coinvolge tutta la filiera, in quanto il taglio toccherà tutte le fonti emissive definite dal Protocollo Ghg, il sistema di rendicontazione delle emissioni riconosciuto a livello globable, che le raggruppa in tre grandi classi: scope 1, le emissioni dirette dell’azienda, scope 2, le emissioni indirette legate al consumo di energia calore e vapore importati e consumati dall’azienda, e sope 3 emissioni indirette legate all’attività dell’azienda, per esempio nella catena di fornitura e distribuione.

E proprio quest’ultime giocheranno un ruolo determinante nel conseguiento del target. Su questo fronte l’impegno di Coca-Cola Hbc è di ridurle del 90%, rafforzando la partnership con i propri fornitori. Dove non sarà possibile eliminarle comletamente, le emissioni verranno compensate con investimenti in altre misure di salvaguardia del clima.

Le azioni per un futuro più green

L’impegno per le zero emissioni si articola in una serie di azioni ad ampio raggio, che il gruppo supporterà con importanti investimenti, pari a 250 milioni di euro solo per i prossimi 4 anni. Azioni che prevedono un ulteriore impulso al processo di decarbonizzazione delle proprie operazioni dirette, passando all’utilizzo del 100% di elettricità rinnovabile e a fonti energetiche a basse emissioni di carbonio attraverso continui miglioramenti e innovazioni. Un’accelerazione dell’approccio circolare, attraverso l’incremento dell'uso di pack in rPet, ovvero realizzati in Pet riciclato, e di soluzioni riutilizzabili e prive di imballaggi, con l’eliminazione della plastica dagli imballaggi secondari.

Inoltre, l’azienda supporterà i propri fornitori a ridurre le emissioni legate alla produzione degli ingredienti agricoli, fornirà ai clienti frigovetrine ecofriendly di ultima generazione, che permettono di ridurre di più del 50% il consumo di elettricità e di usare refrigeranti che non danneggino l’atmosfera, e implementerà un programma "Green Fleet" per rendere la sua flotta a emissioni di carbonio basse o nulle.

Il nuovo impegno rappresenta dunque la destinazione finale di un viaggio che la società ha iniziato molti anni fa con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo socioeconomico delle comunità dove opera e di ridurre sempre più il proprio impatto ambientale. E che ha prtato già diversi risultati. Lo scorso marzo Coca-Cola Hbc è stata nominata l'azienda di bevande più sostenibile al mondo dal Dow Jones Sustainability Index per la quinta volta negli ultimi 7 anni, raggiungendo il punteggio più alto di sempre.

 

Molini Pivetti, le farine sostenibili pensate per i professionisti

Foto Triticum Molini Pivetti
Approdano sul mercato del fuori casa le farine sostenibili, nel sacco da 10 kg e nelle varianti tipo 0, 1, 2 e integrale

Le farine di agricoltura sostenibile di Molini Pivetti hanno fatto il loro ingresso anche nel canale foodservice. Le "farine sostenibili" sviluppate dalla ricerca dell'azienda di Renazzo (Ferrara) sono infatti disponibili anche per i professionisti del fuori casa e della panificazione nelle varianti tipo 0, 1, 2 e integrale. È stata cambiata la pezzatura dei sacchi, portandola da 25 a 10 kg, per rendere più agevoli logistica e trasporto.

«Filiera tracciabile al 100%»

Molini Pivetti ha lavorato sui conti: ha sviluppato un sistema di calcolo per rilevare l’emissione di CO2 per kg e, apportando le opportune variazioni operative direttamente nei campi di raccolta, ha ottenuto nel 2019 la certificazione di sostenibilità dall’ente internazionale CSQA. Spiega in una nota Gianluca Pivetti, titolare dell'azienda: «La nostra farina di grano tenero da agricoltura sostenibile è realizzata grazie ad una filiera 100% italiana, tracciabile e garantita. La nostra è una visione che si fonda anche e soprattutto sul fattore umano, sull’ascolto. Il sempre proficuo scambio che caratterizza le nostre relazioni d’affari ci ha portati, ad esempio, a ridurre il peso dei sacchi delle farine sostenibili. Un piccolo gesto che denota una grande attenzione nei confronti degli utilizzatori finali, siano essi uomini o donne. Non tutti hanno la stessa forza fisica, e nell’ottica di inclusione che caratterizza l’azienda, è stato naturale pensare ad un prodotto fruibile per tutti con maggiore facilità».  

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