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Borderless, lo specialty blend per la pace di HMC

Miscela Borderless di His Majesty the Coffee
La microroastery His Majesty the Coffee ha messo a punto una miscela per aiutare la famiglia di un roaster ucraino, Yehor Polianskyi

Un caffè per la pace o, meglio, per aiutare chi vive in una terra colpita dalla guerra: l’Ucraina. Così nella torrefazione specialty His Majesty the Coffee è stato messo a punto un nuovo blend 100% arabica: Borderless blend, nato per sostenere la famiglia di Yehor Polianskyi, che per Paolo Scimone, titolare della microroastery monzese è un collega, ma soprattutto un amico. L’etichetta è stata volutamente ruotata per rendere la sensazione di straniamento che gli eventi di questi giorni hanno generato in molti.

Yehor, torrefattore nella città di Ternopyl, si è dovuto staccare dalla famiglia, che oggi non può più sostenere: la moglie Maryana e i figli Yehor jr ed Eve sono ora in Polonia, mentre il lavoro nella torrefazione prosegue su richiesta del presidente ucraino, a sostegno della popolazione civile rifugiata e dei militari.

Quest’anno alla miscela di Pasqua si unisce l’auspicio che sia portatrice di un vero messaggio di pace e soprattutto di un sostegno reale: tutto il ricavato di questa miscela verrà interamente inviato alla famiglia di Yehor. La nuova miscela si affianca a un altro blend che contribuisce a dare piccolo contribuito per il territorio For the Planet.

Bordeless Blend è disponibile in confezione da 250 grammi, in grani oppure macinata. È una miscela pensata per essere consumata in espresso o in moka, capaci di esaltare le sue note aromatiche di arancia rossa, cioccolato fondente e fichi.

I caffè provenienti dalla Repubblica Dominicana (caturra, lavato), dal Guatemala (bourbon, caturra, catuai, lavato) e dal Brasile (yellow catuai, naturale), sono scelti tra micro-lotti selezionati e tostati separatamente per esaltare le qualità di ogni origine e poi miscelati per creare l’armonia finale.

Il nuovo caffè si rivolge al cliente finale, ma anche ai baristi (ai quali viene venduto a una particolare condizione) che vogliono offrire il proprio contributo per cambiare una situazione difficile attraverso un piccolo-grande progetto specifico, volto a sostenere una famiglia, delle persone, dei volti conosciuti. L’invito a tutti è a provare a rovesciare nuovamente questo mondo, insieme.

Da Versus il corso (gratuito) sulla cucina sostenibile con Davide Oldani

cucina sostenibile Davide Oldani_Versus
Il nuovo brand italiano di vetrine si unisce allo chef bistellato per offrire agli operatori del fuoricasa un programma di formazione online sulla cucina sostenibile

È dedicato ai professionisti del fuoricasa che vogliono creare un modello di alta cucina sostenibile il programma di formazione gratuito Green Diploma di Versus, nuovo brand di vetrine per esposizione made in Italy. Programma che ha come docente un vero esperto della materia: Davide Oldani. Lo chef bistellato e patron del D’O di Cornaredo (Milano), premiato nel 2021 anche con la Stella Verde Michelin per il suo impegno nello sviluppare una cucina sostenibile, condividerà i pilastri del suo progetto in questa serie di 5 capitoli.

ISCRIVITI E PARTECIPA AL CORSO GRATUITO
GREEN DIPLOMA

In questo percorso parlerà dell'origine degli ingredienti, dell'utilizzo dei prodotti di stagione, dell'impatto ambientale del ristorante, della tecnologia e del coinvolgimento con la comunità locale, raccontando anche i valori alla base del suo lavoro e di come li applichi nella quotidianità.

Versus: efficienza, design, funzionalità

Valori che Oldani ha implementato con successo nel suo ristorante e che condivide con Versus. Il nuovo marchio italiano ha infatti messo a punto una gamma di vetrine che offrono al cliente il pieno controllo sulla progettazione, con la possibilità di personalizzarle secondo le esigenze del progetto. La gamma è composta da vetrine per pasticceria, cioccolato e gelateria, assieme a vetrine per la stagionatura delle carni e la conservazione del vino. Vetrine che riescono a sedurre tutti gli sguardi ed emanano delicatezza ed efficienza in ogni piccolo dettaglio.

Soluzioni create da un team di professionisti con oltre 20 anni di esperienza nel settore della refrigerazione professionale, che hanno unito le loro competenze per sviluppare una linea di vetrine che garantisce i massimi standard di efficienza, design e adattabilità. Tutto questo, puntando fin dall'inizio su una produzione locale a Bologna, in un impianto che spicca per le sue scelte green. Il sito produttivo è infatti autosufficiente al 90%, grazie all'utilizzo di energia rinnovabile fotovoltaica. Le soluzioni Versus sono pensate per assecondare in toto le esigenze di chef, designer e architetti che desiderano perfezionare i propri progetti ai massimi livelli, come Davide Oldani.

Come partecipare e ottenere l'attestato Green Diploma

Per seguire il corso, arricchirsi dell’expertise di chef Oldani e ottenere il certificato di riconoscimento Green Diploma è sufficiente  collegarsi al sito web del programma di formazione, registrarsi, e, con le credenziali che verranno fornite, accedere all’area riservata dove verranno condivisi tutti i contenuti.

Nel primo capitolo Oldani esporrà in cosa consiste la cucina sostenibile, cos'è la cucina POP e come sviluppa questi concetti nel suo ristorante D'O, a San Pietro all'Olmo. Lo chef racconterà anche come lavora con prodotti e fornitori del territorio, due elementi chiave per offrire una cucina sostenibile e che definiscono il menu del suo ristorante.

Il 23 marzo il webinar gratuito su come integrare esperienza fisica e digitale

webinar_POLI.Design
La relazione e l'integrazione tra esperienza fisica e digitale al centro del webinar che chiude il ciclo di incontri gratuiti, organizzati da POLI.Design e M&T, su come costruire un'esperienza di successo. Registrati per partecipare

Quarto e ultimo appuntamento con i webinar gratuiti, organizzati da POLI.design e Marketing & Trade (M&T), laboratorio milanese di idee strategiche e di soluzioni operative per retailer, brand e start up, sul design dell’esperienza. Il nuovo incontro online dal titolo Esperienza fisica e digitale: quale integrazione? è in programma mercoledì 22 marzo su Zoom alle ore 17 (per partecipare basta registrarsi cliccando sul bottone qui sotto).

REGISTRATI PER PARTECIPARE AL WEBINAR

Il webinar chiude il ciclo di quattro webinar I segreti per concepire un’esperienza di successo a cura del Corso di alta formazione in Brand and Retail Experience Design, che prenderà il via il prossimo 16 giugno. Corso ideato da POLI.design per insegnare a progettare spazi esperienziali per brand, aziende dell'intrattenimento e dell'ospitalità, delle fiere e dei servizi (leggi Progettare spazi esperienziali: il nuovo corso di POLI.design).

Il ciclo di incontri si propone di sviluppare la cultura e le competenze sul tema dell’esperienzialità presso i professionisti di questi settori. Un nuovo concetto di progettazione focalizzata sulla valorizzazione dell’esperienza di consumo del cliente. Una dimensione sempre più cruciale in tali settori, per i quali costituisce un forte elemento per la competitività, ma ancora poco conosciuta.

L’integrazione tra esperienza fisica e digitale

Il nuovo incontro approfondirà la relazione tra esperienza fisica e digitale e la loro integrazione. L’esperienza sia dal punto di vista dell’azienda-progettista sia del cliente finale è, infatti, e deve essere “una” e “unica”. Il digitale quindi rappresenta un mezzo, non un fine, da sfruttare per creare esperienze memorabili, così come la multicanalità rappresenta un’opportunità, non un obbligo. In tale contesto verrà analizzata anche l’user experience, che introduce un altro elemento di declinazione dell’esperienza.

Ad affrontare questi temi un parterre di grandi esperti moderati da Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale. Parteciperanno all’incontro Carlo Meo, direttore tecnico del Corso, Venanzio Arquilla, professore associato del dipartimento di Design del Politecnico di Milano, e Francesco Magro, ceo & founder di Winelivery.

Verso la tappa di Sorrento di Baritalia con gli Syrup DOuMix?

Doumix
La gamma dei 12 sciroppi per la miscelazione Syrup DOuMIX? by Mec3, tra i prodotti protagonisti della nuova edizione di Baritalia

Della presentazione della gamma di prodotti DouMIX? abbiamo parlato in un precedente  articolo nel nostro sito. Qui presentiamo la linea dei prodotti Syrup di DOuMIX?, sponsor della prossima tappa di Sorrento di Baritalia by Bargiornale.

In tutte le tappe di Baritalia sarà presente anche la gamma di prodotti Squeeze by DOuMIX?, premix creati per cocktail, mocktail e drink aromatizzati, con frutta pronta da squeezare. Nel paniere di Sorrento sono presenti tre referenze della gamma Squeeze: Lemon Lime Sweet&Sour, Yuzu e Mixed Berries.

Alla creazione di drink, ricette a base latte e caffè DOuMIX? dedica Syrup, la linea di sciroppi ad alta concentrazione che, con poche gocce, arricchisce di gusto ogni preparazioni con ben 12 referenze: Amaretto Flavour, Blue Unicorn, Caramel Flavour, Cinnamon, Elderflower Flavour, Green Mint, Grenadine Flavour, Hazelnut Flavour, Mint, Rose, Pink Unicor, Vanilla Flavou.

Riportiamo anche la ricetta del signature drink proposta alla tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che vede l'esclusiva collaborazione di DOuMIX? e Organics by Red Bull.

Purple Up
Ingredienti
30 ml DOuMIX? Syrup Grenadine Flavour
20 ml succo fresco di limone
top Organics Purple Berry by Red Bull
Preparazione
Direttamente nel tumbler con ghiaccio, mescolare. Guarnire con foglie di menta, frutti rossi e gelatina di purple berry.

Cioccolato: tandem Cerea-Comaschi nel segno dell’innovazione

Da sinistra: Bobo Cerea, Davide Comaschi, Simone Finazzi, Chicco Cerea
Il Gruppo Da Vittorio annuncia la collaborazione con il chocolate designer Davide Comaschi: in arrivo le capsule collections

La Famiglia Cerea del Gruppo Da Vittorio e il chocolate designer e World Chocolate Master 2013 Davide Comaschi incrociano le proprie strade per il DaV Pastry Lab, il laboratorio gestito dal maître patissier Simone Finazzi. Questo specialista dei lievitati ha creato tutte le ultime proposte di pasticceria del Gruppo e lavora fianco a fianco dei Cerea da oltre 20 anni. Ora l'architetto del cioccolato Davide Comaschi andrà ad arricchire l'offerta con delle capsule collection innovative.

Passione e ricerca: la molla per la Famiglia Cerea

I Cerea, che col mondo del cioccolato hanno una certa familiarità, approdano a questo segmento di mercato lavorando sulla propria passione con una ricerca continua e attraverso proposte inedite. «I dolci sono nell’anima della nostra famiglia e il cioccolato, con tutta la sua complessità interpretativa, ci affascina da sempre. Da tempo studiavamo come affinare ulteriormente l’arte del cioccolato e la partnership con Davide Comaschi, indubbiamente uno dei più grandi professionisti in questo settore a livello mondiale, ci permetterà di raggiungere questo obiettivo», spiega la famiglia Cerea. Ricette, design e confezioni saranno il cuore dell'attività di Comaschi, a cui il gruppo ha assicurato carta bianca per poter liberare tutta la sua creatività.

Carta bianca per Davide Comaschi

«È una gioia per me poter lavorare fianco a fianco con la famiglia Cerea, arricchendo la loro proposta dolce con la mia esperienza nel mondo della chocolaterie, in totale libertà - spiega il chocolate designer. «Da quattro anni studiamo come articolare la nostra collaborazione e ora i tempi sono maturi per offrire nuove esperienze del gusto ma anche per promuovere una cultura del cioccolato fuori dagli schemi classici». Dall’incontro tra le reciproche competenze, nascono una serie di capsule collection che fondono estetica, design e gusto. La prima è quella dedicata alla Pasqua, con uova di cioccolato destinate a diventare pezzi da collezione. Completano l'offerta delle praline, che spaziano dall’esotico al tradizionale. Le linee studiate da Davide Comaschi in collaborazione con la Famiglia Cerea saranno disponili nel negozio del DaV Pastry Lab, presso la Pasticceria Cavour in Bergamo Alta e anche sull’e-commerce.

Per Fabrizio Racca un nuovo store, dove tutto è esposto a regola d’arte

Lo studio MG2Architetture firma il nuovo punto vendita del pasticcere torinese Fabrizio Racca, ispirandosi alle stesse creazioni del pastry chef

TORINO. Quello che colpisce di più di questo punto vendita dolce torinese è la chiarezza di intenti e del sistema espositivo. Non è un caso che sia la pasticceria di Fabrizio Racca, la cui carriera professionale inizia con un corso in Design del prodotto al Politecnico di Torino. Il legame fra cibo, in questo caso i dolci, e il design è evidente nel suo modo di lavorare e non poteva che riflettersi nell’interior design del suo secondo locale in via San Marino, affidato a Quattrolinee, brand di MG2Architetture, in partnership con Casa delle Lampadine per il light design. Un progetto tutto torinese dedicato all’arte del dessert e della pasticceria moderna, che mette al centro il cliente per offrirgli un’esperienza non solo di gusto, ma anche emozionale.

Le linee degli arredi ispirati al design dei dolci

Le geometrie si rifanno ai dessert e il gusto prende forma in uno spazio di soli 50 metri quadrati - comprensivo di area vendita, dispensa, cella frigo e servizi igienici per il personale - che ha il suo cuore pulsante nel grande bancone in marmo bianco di Carrara. Essenza e forme elementari sono i principi generatori del progetto, che traggono ispirazione dalla lettura critica delle creazioni della pasticceria. Quadrati e cerchi dialogano con la materia, diventando linguaggio visivo dall’allure metafisico. Le forme pure e le cromie delicate vengono accostate a materiali classici, interpretati in modo contemporaneo. La scelta di materiali naturali (marmo, legno, carta da parati e ottone) e l’ampio utilizzo di finiture che ne sottolineano le intrinseche caratteristiche mettono in evidenza quanto sia stata accurata la ricerca, finalizzata alla valorizzazione del contenitore e del contenuto. Colori, superfici e punti luce creano uno spazio dettagliato che corrisponde all’immagine dei prodotti di Fabrizio Racca, valorizzati dall’esposizione nelle vetrine rivolte verso il portico. Azzurro, beige e color oro sono calibrati per dilatare lo spazio nelle tre dimensioni, senza mai distogliere l’attenzione dai dolci sul bancone (5,5x1,15 metri) che integra drop in e cassa e occupa tutta l’estensione in lunghezza fronte vetrine. Tutte le soluzioni d’arredo, come i grandi archi alle pareti, sono concepite sia come cornici decorative sia come elementi funzionali all’esposizione e al confezionamento. L’essenza della pasticceria, per colori e forme, rimanda al pavimento in resina color crema, alle superfici in marmo bianco di Carrara e legno di noce Canaletto, ai dettagli in bacchettato delle parti curve. Il sistema di illuminazione, che riprende i dettagli in ottone dei grandi archi, riflette la luce sulle superfici laccate e trasparenti senza alterare l’equilibrio cromatico delle texture delle pareti.

L’intervista ai progettisti

Il progetto denota uno studio attento dei materiali. Quali sono le motivazioni della scelta? Il progetto vuole rappresentare non solo il prodotto ben disegnato e accurato con cui Fabrizio Racca si è distinto nel panorama della pasticceria torinese, ma anche lo spazio che lo contiene: elegante, dalle forme geometriche ben definite e con una grande cura per il dettaglio. La ragione per cui l’intero spazio è impostato su colori chiari? Perché trae ispirazione dal mondo della produzione dolciaria di Fabrizio Racca e dalla necessità di dare respiro a uno spazio dalle dimensioni contenute. Il pavimento in resina e le pareti sono stati definiti sulle tonalità del crema, il color carta da zucchero negli sfondati, l’ottone negli elementi di arredo. L’importanza dell’illuminazione è evidente nel progetto. Ci siamo avvalsi della consulenza di Casa delle Lampadine per definire le soluzioni di illuminazione a soffitto e parete. A soffitto abbiamo progettato una struttura tecnica ma decorativa, che attraversa lo spazio nella sua interezza e tramite appositi faretti illumina in modo puntuale gli elementi d’arredo. A parete le applique di Flos, IC Lights riprendono gli elementi stondati nei banconi o i grandi archi parete. Anche il rapporto con la committenza risulta fondamentale. Abbiamo avuto un rapporto molto collaborativo. Racca è abituato a rapportarsi quotidianamente col tema del progetto, della ricerca delle forme e del dettaglio, come si può evincere dalle sue creazioni dolci. Fabrizio ha accolto con interesse le nostre proposte progettuali e insieme abbiamo definito il progetto in ogni suo aspetto. È la prima volta che progettate una pasticceria? Su quali presupposti costruite questo tipo di progetto? Abbiamo seguito altri interventi nell’ambito della produzione e vendita dolciaria, tra cui la Gelateria Marchetti, sempre a Torino. Nel caso del locale di via San Marino il progetto si sviluppa sulle due grandi pareti attrezzate disegnate intorno ai due banconi. Il bancone frontale in marmo di Carrara è studiato per esporre i prodotti dolciari di Fabrizio Racca, un monolite marmoreo posto frontalmente all’ingresso del locale. Il bancone laterale, più caldo, in noce canaletto bacchettato, è adibito alla finitura.

Grande debutto per Baritalia a Lecce. Selezionati i primi 10 finalisti

©Riccardo Gallini/GRPhoto
Partita dalla Puglia la nuova edizione del laboratorio itinerante dedicato alla mixology. Ecco i nomi dei bartender che hanno staccato il pass per la finalissima di Monte Carlo

Debutto con i fiocchi per 2022 di Baritalia. Il laboratorio di miscelazione di Bargiornale ha intrapreso il suo nuovo viaggio attraverso la Penisola partendo da Lecce, ospitato dal Cantiere Hambirreria, tappa di esordio di questa edizione intitolata A drink for the planet e dedicata alla sostenibilità. Appuntamento che ha visto la presenza di tantissimi bartender provenienti da tutta la Puglia e da tutta Italia, per prendere parte al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail che caratterizza l’evento.

Tanti, oltre 50, i professionisti che hanno preso parte a Baritalia Lab, la sfida a colpi di cocktail quest’anno incentrata sul tema A drink for the planet, dove i concorrenti sono chiamati a creare un drink sostenibile.

Sfida, svoltasi in due sessioni, che ha decretato i primi 10 bartender, in gara sotto le insegne delle aziende partner, che hanno conquistato il posto per la finalissima che andrà in scena nel Final Show di Baritalia, in programma a Monte Carlo (Principato di Monaco) il prossimo 14 novembre. Sfida che ha sancito un grande successo della miscelazione al femminile, con ben 5 barlady che hanno conquistato il tagliando per la finale.

Ecco tutti i nomi dei 10 finalisti: Elena Rossi (Campari Academy), Marta De Dominicis (Coca-Cola Hbc Italia – Lurisia), Lucy Melle (Coca-Cola Hbc Italia - Ron Barcelo), Brigida De Matteis (Coca-Cola Hbc Italia - The Famous Grouse Finest Whisky), Giulia Di Blasi (Compagnia dei Caraibi), Oronzo Scarafile (DOuMIX?), Enzo Colonna (Gamondi), Matteo Marotta (Molinari), Gabriele Rizzo (Nonino) e Matteo Ranieri (Organics by Red Bull).

E sempre una barlady si è aggiudicata anche il premio per il cocktail più green: Brigida De Matteis (Coca-Cola Hbc Italia).

A decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner e dai titolari e bartender di alcuni dei migliori locali di Lecce della Puglia, che si sono alternati nel ruolo di giudici di onore.

Oltre alla grande sfida, come di consueto altro momento cluo della giornata i Boot Camp, i seminari gratuiti dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Programma di seminari aperto dall’incontro con Domenico Ditrizio e Giovanna Maiello su The Famous Grouse (a cura di Coca-Cola Hbc Italia), proseguendo con Gianmarco Bellanti sulla gamma DOuMIX, Elio Santomartino e Renato Pinfildi sulla grappa Nonino e Andrea Salamida, che ha presentato il nuovo Aperitivo Fiori di Sambuco Gamondi. Programma proseguito nel pomeriggio con le masterclass di Marco Fedele sull’uso del Cointreau in miscelazione (a cura di Molinari), di Nicola Scarnera sull’evoluzione dell’aperitivo (a cura di Campari Academy), di Gianpaolo Vergine e Gianmarco Rizzello sui cocktail sostenibili e ingredienti a zero sprechi (a cura di Organics by Red Bull) e Francesco Pirineo sul Tokinoka e le sue espressioni in drink iconici, dal Whisky&Soda al Mizuwari (a cura di Compagnia dei Caraibi).

La serata è proseguita con Baritalia Off: serate dedicate a Baritalia nei migliori locali di Lecce.

I finalisti della tappa di Lecce e i vincitori per ogni squadra

Campari Academy
Manuel Crescini
Daniele Melani
Elena Rossi (vincitrice di tappa)

Coca-Cola Hbc Italia - Lurisia
Marta De Dominicis (vincitrice di tappa)
Danilo De Rinaldis
Mattia Nicoli

Coca-Cola Hbc Italia - Ron Barcelo
Federico Lapera
Lucy Melle (vincitrice di tappa)
Vito Sciacovelli

Coca-Cola Hbc Italia - The Famous Grouse Finest Whisky
Maria Corbascio
Brigida De Matteis (vincitrice di tappa)
Mirko Mazzarelli

Compagnia dei Caraibi
Adolfo D'Alessandro
Giulia Di Blasi (vincitrice di tappa)
Emilio Morisco

DOuMIX?
Giovanni Alemanno
Alberto Cossa
Oronzo Scarafile (vincitore di tappa)

Gamondi
Enzo Colonna (vincitore di tappa)
Gerald Kore
Nicholas Renna

Molinari
Amir Mahmud Hindawi
Matteo Marotta (vincitore di tappa)
Giovanni Sanasi

Nonino
Davide Antonio Preite
Giuseppe Quaranta
Gabriele Rizzo (vincitore di tappa)

Organics by Red Bull
Francesco Giorgi
Matteo Ranieri (vincitore di tappa)
MArio Antonio Sanasi

Premio al cocktail più sostenibile
Brigida De Matteis (Coca-Cola Hbc Italia)

I prossimi appuntamenti di Baritalia

SORRENTO (NA): 4 aprile 2022 CANDIDA LA TUA RICETTA
JESOLO (VE): 13 giugno 2022
PESCARA: 26 settembre 2022
BOLOGNA: 17 ottobre 2022
MONTE CARLO (PRINCIPATO DI MONACO): final show 14 novembre 2022

Zerica con Apci per promuovere il consumo sostenibile dell’acqua

Zerica I-wall glass_PP
Specializzata nella produzione di sistemi di trattamento ed erogazione di acqua, l'azienda si propone come partner dei locali per rivoluzionare i consumi di acqua da bere

Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Uniti in occasione della Conferenza di Rio del 1992 per ricordare a tutti l’importanza della risorsa, sensibilizzare contro il suo spreco e garantire l’accesso ad acqua di qualità all’intera popolazione mondiale. Temi che Zerica, azienda specializzata nella produzione di frigoriferi per l’erogazione di acqua, refrigeratori, dispenser e distributori d’acqua fredda e gasata, conosce bene e da sempre mette al centro della sua attività

Non a caso l’azienda siciliana, proprio il 22 marzo, interverrà al Congresso nazionale dell’Apci (Associazione professionale cuochi italiani), che si terrà presso lo Sheraton Lake Como Hotel (22 e 23 marzo), per promuovere e informare sul consumo sostenibile della preziosa risorsa presso il mondo del fuoricasa.

Anche le realtà dell’horeca possono dare un importante contributo nella lotta allo spreco di acqua e a un uso più accorto e green della risorsa. E Zerica, grazie alla sua ricca gamma di soluzioni professionali per il trattamento e l’erogazione dell’acqua, che comprende sistemi soprabanco, sottobanco e freestanding, studiati per coprire ogni necessità di qualsiasi tipologia di locale, si propone di aiutare i gestori in tale percorso. Soluzioni all’avanguardia che, oltre a notevoli benefici sul piano ambientale, garantiscono anche importanti vantaggi economici e di snellimento del flusso di lavoro.

Ambiente e non solo

I sistemi di Zerica erogano acqua a km zero, in quanto la “materia prima” utilizzata è l’acqua di rete, ovvero l’acqua che arriva dall’acquedotto. Una materia prima già di per sé sicura, che gli impianti migliorano ulteriormente attraverso filtrazione che ne elimina le sostanze indesiderate per una qualità ancora maggiore. Acqua che viene infine erogata sia naturale sia gassata alla temperatura desiderata, semplicemente regolando temperatura e livello di gasatura a piacere, in modo da soddisfare ogni esigenza di gusto dei clienti.

L’utilizzo di acqua filtrata, oltre che gli sprechi, taglia anche costi e fatica: non c’è più bisogno di immagazzinare e movimentare bottiglie, né quelle piene né i vuoti a rendere, una semplificazione gestionale che si unisce a un vantaggio economico non da poco, soprattutto in una fase dove i trasporti sono incerti e costosi. Inoltre, alimenta un approccio rispettoso del pianeta riducendo le emissioni di CO2 e contribuendo alla transizione ecologica.

Ma diventa anche un potente mezzo di marketing e di comunicazione per i locali. Servita in bottiglie di vetro di design e personalizzate, dà un tocco in più al servizio, si trasforma in un elemento distintivo e sottolinea l’impegno green del bar o del ristorante, aspetto sempre più apprezzato dai consumatori.

 

Ma non solo. Perché le soluzioni Zerica sfruttano anche tutte le potenzialità del digitale per rendere snellire il lavoro del gestore più comodo e meno costoso. I sistemi di trattamento ed erogazione sono infatti dotati di un avanzato sistema di assistenza remota per gestire interventi di diagnostica e manutenzione a distanza, a vantaggio dei tempi e costi dell’assistenza tecnica. Auxilia, questo il nome del sistema di assistenza remota, consente di controllare parametri, funzioni e consumi dal proprio smartphone, pc o tablet, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, di regolare, sempre da remoto, le impostazioni come la temperatura dell’acqua, la porzionatura e altro. Inoltre, consente di gestire l’impianto in modalità risparmio energetico, per ridurre i consumi, e di effettuare pagamenti tramite app mobili o Nfc abilitati.

Coffee Tour e nuova miscela per i 160 anni di Julius Meinl

La sacher interpretata dalla Pasticceria Nuovo Mondo
La sacher interpretata dalla Pasticceria Nuovo Mondo
Tra maggio e ottobre si svolge il concorso itinerante che invita pasticceri e baristi a reinterpretare il classico dolce austriaco, la torta sacher

Hanno preso il via nell’ambito di Sigep i festeggiamenti del 160°anniversario di Julius Meinl, che per l’occasione non ha mancato di presentare novità e un’interessante iniziativa.

Quest’ultima si articola tra maggio e settembre e coinvolge i maestri pasticceri e i baristi italiani, chiamati a partecipare a una competizione tutta da gustare, il Julius Meinl Coffee Tour. Si tratta di un contest che si svolge sul tema di torte sacher da interpretare in modo nuovo e accattivante: ad esempio, nel corso della presentazione, Paolo Sacchetti, vicepresidente Ampi, e Andrea Sacchetti della Pasticceria Nuovo Mondo di Prat hanno proposto un inedito classico dolce viennese, composto da una tazza di cioccolato (che sostituiva la classica glassa di copertura) al cui interno si trovavano i due strati di di pan di Spagna con all’interno la confettura di albicocche. Dopo tre semifinali tra Veneto, Lombardia e Toscana, la finalissima si terrà in occasione della Giornata Internazionale del Caffè. I locali primi classificati riceveranno in premio una fornitura gratuità di caffè per si mesi e l’attrezzatura de La Marzocco e Fiorenzato in comodato d'uso, mentre per il team, ovvero il mastro pasticciere ed il barista, in regalo un weekend a Vienna per scoprire le origini di Julius Meinl e la storia e il fascino delle caffetterie Viennesi. Per partecipare al contest basta iscriversi sul sito juliusmeinl e far rivivere il fermento delle caffetterie viennesi del 1862 insieme ai coffee lovers nelle più belle piazze italiane. Professionisti di spicco faranno parte della giuria, a cominciare dell'Italian Coffee Trainer dell'Accademia Italiana Maestri del Caffè, Gianni Cocco, i mastri pasticceri di AMPI - Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, Jacopo Indelicato, brand ambassador Julius Meinl e Cristiano Tomei, chef stellato de L’Imbuto.

L’importante anniversario è stato l’occasione per mettere a punto la nuova versione della storica miscela della Torrefazione, diventata 1862 Vienna: un blend di caffè 100% arabica provenienti dall’Africa e dall’America Latina. Al suo interno vi sono i chicchi provenienti dalle piantagioni della Colombia, che Julius Meinl di continuare a sostenere gli agricoltori attraverso il Colombian Heritage Project, un programma nato per supportare i coltivatori colombiani di 50 aziende agricole nella regione di Tolima con l’impegno di migliorare le loro competenze e aiutarli ad ottenere la certificazione UTZ.

Proseguono le proposte della linea The Originals con la nuova monorigine Jamaica Blue Mountain: caffè 100% arabica proveniente dalla Clifton Mount, la più antica piantagione di caffè nel mondo ad operare ininterrottamente, caratterizzata da un terreno particolarmente fertile dove crescono piante d'Arabica che donano aromi dai sentori fruttati, rimanendo un caffè delicato ed elegante in tazza, tra i più apprezzati al mondo.

Colombe e spirits nella Pasqua di Scarpato

La pasticceria veronese Scarpato propone la Spirits Collection, un'edizione limitata di colombe con esclusive bagne e farciture al liquore
Per Pasqua 2022 la Pasticceria Scarpato ha realizzato la Spirits Collection, un'edizione limitata di colombe rigorosamente a lievitazione naturale, con esclusive farciture e bagne al liquore fatte a mano. Ne sono nate tre referenze esclusive: gin e limone, rum e cioccolato fondente e Caipiroska Vodka e fragole. La Spirits Collection è il frutto dell'esperienza artigianale nella lavorazione del lievito madre ultracentenario del laboratorio veronese e l'incessante ricerca di nuovi abbinamenti.

I tre gusti della Spirits Collection

La Caipiroska è uno dei drink più amati al mondo. Scarpato lo ha trasformato in una crema che va a farcire la sua colomba, realizzata con un impasto lavorato per oltre 72 ore e lievitato con sola pasta madre. Per la farcitura è stata utilizzata la migliore vodka italiana, guarnita con golosi pezzetti di fragole e ricoperta da una ricca glassa di amaretto e zucchero. La colomba Gin & Lemon si caratterizza per la bagna alcolica realizzata a mano, frutto di una lunga ricerca e selezione per raggiungere il perfetto equilibrio di profumi e aromi. Così i profumi del gin e della scorza di limone di Sicilia sono intrappolati nella trama del grande lievitato. Nella proposta non manca l'opzione per gli amanti del cioccolato, che nella collezione Spirits Collection si accompagna ai profumi del Rum. Il risultato è una colomba morbida e soffice al tatto che, al taglio, esprime profumi intensi. All'interno, una ricca farcitura di cioccolato fondente si estende lungo ogni fetta, ricoperta da glassa di amaretto e zucchero.

Attenzione al packaging

Le colombe della collezione Spirits Collection sono uniche anche per l’elegante confezione regalo, che abbina il colore nero ad un fucsia brillante fucsia. La palette cromatica ritorna anche nello shopper coordinato. Tutti i prodotti della collezione Pasqua 2022 della Pasticceria Scarpato sono in vendita esclusivamente presso selezionati negozi specializzati e on-line.

Bruges, tour nella capitale del cioccolato

La perla delle Fiandre vanta la più alta concentrazione di pralinerie e Chocolate house di pregio. Qui vi raccontiamo alcune fra le più interessanti

  Bruges (Belgio). “Il miglior cioccolato al mondo è quello belga, ma i migliori maîtres chocolatier belgi son quelli di Bruges...”, recita un motto che circola nell’ambiente dei cioccolatieri fiamminghi. Campanilismo a parte, è fuori dubbio che il cioccolato (insieme alle birre) rappresenti un’icona e un vanto della cultura gastronomica delle Fiandre. Con 8 kg di cioccolato consumato a persona all’anno, circa 500 maestri cioccolatieri e oltre 2.000 chocoshop, uno ogni 5.500 abitanti, il Belgio è in testa alla classifica mondiale dei golosi di cioccolato. Parlando di Bruges, considerata da molti la più bella città del Belgio, difficilmente troviamo un’altra destinazione al mondo che vanti una così alta concentrazione di chocolate house. Nel raggio di poche centinaia di metri, mentre vi godete le vedute di palazzi storici, passeggiando nel cuore di Bruges, rapiti dal profumo dello zucchero vanigliato dei waffel che si respira nell’aria e dallo scalpitare lento degli zoccoli dei cavalli che trainano antiche carrozze, si passa da una cioccolateria all’altra.

Qualità e originalità nelle proposte dei maestri di Bruges

Ciò che colpisce della perla delle Fiandre non è solo la quantità e la concentrazione di pralinerie, ma la qualità e l’originalità delle specialità proposte da ciascuna, in un viaggio nel tempo tra tradizione e innovazione. Qui sotto vi proponiamo la testimonianza del maestro cioccolatiere Dominique Persoone nonché una selezione delle migliori cioccolaterie, quelle più amate dai locali, dalle migliaia di turisti ma anche dalle guide specializzate come la Gault Millau o la Handmade in Brugge. Un primato invidiabile, che ha come unico concorrente l’aeroporto di Bruxelles, il luogo dove si “spaccia” il quantitativo più importante di cioccolato al mondo, sotto forma di praline, tartufi o tavolette. Del resto l’origine della diffusione del cioccolato nelle Fiandre risale all’epoca dei Paesi Bassi spagnoli, quando il porto di Anversa divenne un punto di smercio del cacao proveniente dal Nuevo Mundo, specie da Curaçao, la piccola isola dell’India occidentale. Basti pensare che le prime tracce di cioccolato furono trovate a Gand nel 1635, nell’abbazia di Baudeloo, come oggetto di un dono offerto ai monaci. All’epoca il cacao veniva servito sotto forma di bevanda esclusiva, riservata alla famiglia reale e agli aristocratici. Bisognerà aspettare la fine del 1700 per trovare il cioccolato nelle preparazioni dolci e una sua diffusione più democratica. Risale invece al 1845 l’apertura della prima chocolaterie, fondata da Adolphe Meurisse ad Anversa. Nel 1857 si sperimentò l’antenato della pralina, grazie all’idea di un farmacista di avvolgere una medicina in uno strato di cioccolato per nascondere il sapore amaro. Idea ripresa agli inizi del ’900 dal cioccolatiere Jean Neuhaus Junior che creò la prima vera pralina, ricoprendo diverse farce dolci con cioccolato bianco, fondente o al latte.

Testimonianze

Il maître chocolatier Dominique Persoone con il suo The Chocolate Line ha saputo unire gusto e divertimento

The Chocolate Line è il regno di Dominique Persoone, il guru dei maîtres chocolatier fiamminghi. Con il cioccolato ha saputo creare di tutto, dalle praline dai sapori esotici al cacao da spalmare sul corpo per massaggi sensuali. Lo abbiamo incontrato in occasione della nostra visita a Bruges. Come è nata la sua passione per il cioccolato? Trent’anni fa, quando ero giovane e avevo lunghi capelli biondi, m’innamorai dapprima della cucina e poi del cioccolato. Conclusi gli studi, invece di lavorare in un ristorante scelsi di aprire un chocolate shop, insieme a mia moglie. Quando decisi di dedicarmi al business del cioccolato molti dei miei amici e colleghi che erano cuochi mi dicevano: “Il mondo del cioccolato è noiosissimo, come puoi fare ogni giorno le stesse cose?” Oggi creo cioccolato con il cavolfiore, con gli asparagi. Uso la fantasia che ho sviluppato in cucina per creare con il cioccolato. Da dove arriva la tua creatività? Quando durante le spedizioni vado nella giungla e vedo tutte quelle varietà di spezie, di frutti esotici, di ingredienti strani che non conosciamo ancora, mi eccito. Penso a tutto quello che ci potrei fare! Ad esempio il lipstick è fatto di burro di cacao, ma è stato privato del sapore di cioccolato e questo per me che sono un foodie è una stupidità. Perché dobbiamo metterci il burro di cacao insapore? Aggiungi il sapore di cioccolato e otterrai delle labbra irresistibili. E così ho creato il mio chocolate lipstick. Qualche tempo fa ho inventato un apparecchio per sniffare la cioccolata in occasione del Birthday Party dei Rolling Stones. Tutti mi dissero che ero completamente pazzo, che non lo dovevo fare, che sarei stato uno stupido, che avrei avuto una pubblicità negativa, ma ho voluto dare ascolto al mio istinto e abbiamo venduto più di 25.000 chocolate sniffing machine in tutto il mondo. Non bisogna avere paura di rompere gli schemi, la gente vuole divertirsi. Se dico sostenibilità... Penso che sia una responsabilità di ciascuno di noi. Nella filiera produttiva del cioccolato il lavoro più duro è quello del coltivatore, che è quello che guadagna meno. Questo non è giusto, noi li paghiamo in modo adeguato. In questo modo li motiviamo a fare meglio il loro lavoro e di conseguenza otteniamo una qualità sempre migliore. La maggior parte del cioccolato che vendiamo deriva da cacao che compriamo da amici, da farmers che conosciamo in Perù, Guatemala, Colombia ma abbiamo anche una nostra coltivazione in Messico e ne siamo fieri, un progetto che abbiamo iniziato 10 anni fa; produciamo ogni anno 4 tonnellate di fave di cacao. Credo che sia una cosa fantastica produrre cioccolato con le tue fave.

Gli indirizzi da non perdere

Chocolaterie Sukerbuyc

Dal 1977 una delle migliori pralinerie di Bruges. Ai grandi classici affianca creazioni ispirate ai tropici con farciture al cocco o al lime kalamansi filippino. (Katelijnestraat 5, Bruges)

Chocolatier Dumont

Famoso per la sua pralina ripiena di gruut, il composto aromatico che si usava a Bruges per aromatizzare le birre intorno al 1400, prima di passare al luppolo, un mix di erbe aromatiche che prevedeva spezie come il coriandolo ed erbe come l’anice. (Simon Stevinplein, Eiermarkt, Walplein, Bruges)

Chocolatier Van Oost

Dal 1974 Rudy Timmerman si mantiene fedele alla tradizione con le sue 65 varietà di praline classiche. Da non perdere la pralina al caramello con sale di Camargue e quelle al marzapane. Tra le novità, quella allo yuzu giapponese. (Wollestraat 11, Bruges)

Pralinette

Fangio De Baets propone un assortimento di praline impressionante. Oltre ai classici, da non perdere la ganache aromatizzata con l’infuso di tè Blue Grey e le nuove praline arricchite con Whisky & cola o Vodka & Red Bull. (Wollestraat 31b, Bruges)

BbyB - Babelutte by Bartholomeus

Bart Desmidt e Jan Verleye propongono venti esperienze di gusto e una vasta gamma di abbinamenti sorprendenti come il cioccolato con rabarbaro e violette. La loro pralina d’autore al cioccolato fondente e burro salato porta il numero 58. (Sint-Amandsstraat 39, Bruges)

Chocolaterie Spegelaere

Dal 1954 la chocolaterie tra le più amate dai locali. Sono famosi per i loro grappoli d’uva al cioccolato, ripieni di marzapane, che non mancano mai come dono sulla tavola delle feste. (Ezelstraat 92, Bruges)

Il gelato di Sua Maestà ingolosisce millennials e gen Z

La gelateria nel Regno Unito registra ottime performance grazie a gusti free from e innovazione. Che sia un esempio da seguire?

Londra. Gelati premium e gusti free from, con l’innovazione - nei gusti e nelle ricette - come elemento fondamentale per crescere: in un mercato del gelato maturo come quello del Regno Unito, i driver della crescita sono questi. Lo spiega un report dell’Istituto del commercio estero di Londra, che si discuterà a margine della premiazione delle Top Gelato Chains (le catene di gelaterie che si sono distinte per vivacità ed espansione) organizzata a Sigep da Sistema Gelato. La chiave è intercettare i gusti dei millennials e delle generazioni ancora più giovani. Il settore del gelato in UK ha registrato buoni risultati negli ultimi cinque anni -  un mercato che vale 504,6 milioni di sterline, con un tasso di crescita annuo previsto dell'1,9% fino al 2027 e un margine del 18% di profitto per gli operatori - con il caldo e l’aumento del reddito disponibile che hanno contribuito all’aumento delle entrate. Gli operatori hanno capitalizzato sulla domanda di prodotti premium - spiega il report - mantenendo una redditività elevata rispetto a costi di materie prime (come vaniglia e latte) fluttuanti. Mutuando una definizione data da analisti della società di data analisys Kantar, che tiene traccia delle tendenze del mercato alimentare, il gelato è diventato una “miniera d’oro” per i produttori di alimenti. Una tendenza che ha definito il settore è stata la maggiore consapevolezza salutista, e in questo solco troviamo l’aumento della produzione di frozen yogurt, percepito come una alternativa salutare al gelato. I grandi brand hanno lanciato nuove gamme a basso contenuto di grassi o ipocaloriche, mentre sono state introdotte anche varietà free from per i consumatori vegani o con intolleranze. «Gelati prodotti con latte di cocco, di mandorla o avena vanno incontro alle esigenze di diverse tipologie di consumatori, dai vegani agli intolleranti al lattosio - dice Giovanni Sacchi, direttore Ice Londra - e la preferenza di alternative vegetali è una tendenza e una scelta etica sempre più diffusa».

Intervista a Giovanni Sacchi - direttore dell'Italian Trade Agency, Londra

Come si sta sviluppando il mercato UK del gelato? Il mercato del gelato è maturo e l’offerta è concentrata nelle mani di pochi importanti attori. La tendenza che ha definito il settore è stata la maggiore consapevolezza salutista e in parallelo la domanda di prodotti free from. Nonostante ci si trovi di fronte a una vasta scelta di gelati, la domanda di nuovi prodotti da parte dei consumatori, è costante. Parola d’ordine è innovazione, sia attraverso la ricerca di nuovi gusti nelle categorie premium, sia di alternative a base vegetale e ad alto contenuto proteico per andare incontro alle tendenze alimentari del momento. Che movimenti rilevate nei comportamenti del consumatore? Gli acquirenti sono molto propensi a provare nuovi prodotti, in particolare modo i consumatori più giovani, sempre alla ricerca di novità accattivanti e instagrammabili. Strategia vincente è quella di marchi come Halo Top. Il brand americano deve il proprio successo alle campagne di marketing digitale focalizzate sui millennials e nell’offrire un’alternativa a basso contenuto di calorie e zucchero e ad alto contenuto proteico, classificandosi nella top 10 di gelati in Regno Unito a pochi anni dalla propria nascita. Quali strategie suggerireste? Sicuramente le alternative a base vegetale, ma anche quelle a basso contenuto di calorie e zuccheri ed altamente proteiche sono in forte espansione in quanto vanno incontro alle richieste attuali del mercato. Con l’affermarsi di una sempre maggior coscienza salutista, proporre alternative che garantiscano la stessa qualità e bontà di prodotti noti, ma con meno zuccheri, grassi saturi e calorie può rappresentare un’opportunità interessante. Per i marchi “cult”, la strategia di diminuire le dimensioni dei gelati monoporzione per tagliare le calorie verrebbe incontro alle esigenze di chi non vuole rinunciare al gusto di sempre, pur avendo un occhio alla bilancia.

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