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A Shopping Map 2022 l’analisi dei nuovi trend sociali di consumo

Shopping Map 2022
Il 4 novembre a Milano torna il convegno che aiuta a ripensare il design dell’esperienza secondo i nuovi trend sociali di consumo

È un mare agitato da continue tempeste quello dove si trovano a navigare le realtà del fuoricasa. Quando il vento della pandemia sembrava si fosse placato, ecco lo scoppio del conflitto in Ucraina ad agitare nuovamente le acque. Eventi che cambiano gli individui, portano a ripensare le proprie priorità e vanno a modificare le gerarchie dei desideri. Tutti aspetti che in ultima analisi incidono anche, andandole a modificare, sulle abitudini di consumo delle persone. Ma ogni cambiamento apre anche nuove opportunità: per coglierle però bisogna essere in grado di comprenderne le direzioni ed elaborare soluzioni coerenti con la “corrente”. E proprio le nuove direttrici delle abitudini di consumo saranno al centro della nuova edizione del convegno Shopping Map, in programma il prossimo 4 novembre alle 17.30 alla Triennale da Milano (posti liminati e registrazione obbligatoria).

Organizzato da Marketing & Trade (M&T), laboratorio milanese di idee strategiche e di soluzioni operative per retailer, brand e start up, in collaborazione con il Master in Design strategico del Politecnico di Milano e con Bargiornale, l’evento si propone di disegnare un quadro aggiornato della nuova shopping experience. Un momento di confronto tra trend sociali, strategie aziendali, progettazione dell’esperienza, per offrire agli operatori del settore, dai gestori dei locali al mondo del food retail, dalle aziende produttrici ai progettisti, gli strumenti per “leggere” la realtà che ci circonda.

I focus del convegno

Diversi i focus sui quali si soffermerà il convegno. A partire dalla rinnovata consapevolezza, dopo l’esperienza del lockdown, del ruolo centrale giocato dal mondo del fuoricasa per la socialità delle persone. Ma non solo. I locali rappresentano per gli individui anche una realtà che produce e, quindi, propone soluzioni, emozioni ed esperienze uniche, che ora occorre ripensare alla luce dei nuovi trend sociali di consumo per disegnare esperienze di consumo vincenti.

In tale contesto, un'attenzione particolare va rivolta ai nuovi significati assunti dalla dimensione domestica, a seguito di nuovi abitudini di vita e lavoro, come lo smartworking, che hanno portato alla riscoperta del valore del comfort e, soprattutto, riportato la qualità di vita a principale priorità. Qualità di vita intesa come benessere, assenza di stress, di esperienze non conflittuali: aspetti che non possono essere trascurati dalle realtà del fuoricasa. Queste si trovano così di fronte a una doppia grande sfida: da un lato sviluppare prodotti e servizi che permettano ai consumatori di vivere un'esperienzialità forte anche tra le mura domestiche; dall'altro rimodulare l'esperienza offerta all'interno dei locali tenendo presente la centralità che la domanda di comfort, benessere, intimità ha assunto per i consumatori.

Per offrire ai partecipanti nuovi strumenti per comprendere le trasformazioni in atto, nel corso di Shopping Map saranno analizzati e approfonditi in particolare quattro grandi temi: il sentiment della società e le implicazioni per i consumi, tra recupero del passato e tuffo nel futuro; le nuove categorie di segmentazione dei consumi e i rischi di rimanere ancorati alle vecchie; i nuovi significati di consumo dei prodotti, per andare oltre gli aspetti di convenienza e funzionalità; il design delle esperienze di acquisto sulla base delle nuove gerarchie dei desiderata sociali.

Gli esperti che ne discuteranno

Ad analizzare tali temi sarà un parterre di esperti di alto profilo, moderati da Rossella De Stefano, direttrice di Bargiornale: Cabirio Cautela, ceo POLI.design, Daniela Ostidich, ceo di Marketing&Trade, e Francesco Zurlo, preside della Scuola di Design Politecnico di Milano.

Ad arricchire il dibattito le testimonianze di figure di primo piano del mondo dei locali e delle aziende. Ci saranno: Chiara Bergonzi, ambassador Alpro, Donato Turba, titolare dell'Antica Macelleria Turba, Nicolò Fanzago, head of product & design di Arper, Giulio Bertolo, ceo di Elite, Gabriele e Davide Adriano, fondatori di Adriano Design, Elisabetta Salvadori, marketing director ventures di KellyDeli, Marco Pedron, pastry chef del Ristorante Cracco di Milano.

Come partecipare

Shopping Map si terrà venerdì 4 novembre alla Triennale di Milano, in via Alemagna, 6. Per prendere parte al convegno occorre registrarsi inviando una mail a info@marketingtrade.it

Per info tel 0289402219

L’Accademia del caffè espresso sede dei corsi Aromateller

Corso Aromateller
Si sono svolte le prime giornate presso la sede storica de La Marzocco che ospita le sessioni pratiche del corso di b.farm

In linea con la sua vocazione alla formazione e alla diffusione della cultura del caffè, l’Accademia del caffè espresso Marzocco ha accolto la proposta dei caffesperti Sandro Bonacchi e Andrej Godina di una partnership ufficiale, ospitando i corsi b.farm.

«Chiunque abbia voglia di imparare e specializzarsi sulla filiera del caffè da noi è il benvenuto. Solo con la cultura e la condivisione potremo rendere giustizia a questa meravigliosa bevanda» - ha affermato Nora Smahelov, coffee education leader di Accademia. Da parte sua la location è ideale, come osserva Sandro Bonacchi, perché «oltre ad essere uno spazio bello e accogliente ha tutte le attrezzature a disposizione per i vari moduli formativi. E anche una splendida serra per osservare il caffè dal vivo; qui tutto parla di caffè e fa appassionare alla materia».

In questo contesto si è da poco conclusa il primo corso Aromateller, un percorso professionale che unisce preparazione teorica sulla filiera produttiva e tre giorni di pratica in presenza. Il corso è pensato per formare nuove figure professionali che conoscano la filiera del caffè, ne siano appassionate, sappiano trasmettere quanto appreso e l’entusiasmo per la materia al consumatore finale.

Si prende dunque il via con 24 ore di webinar sulla piattaforma dedicata academy.bfarm.it, alla quale seguono prove ed esami teorici; successivamente si passa alla tre giorni in presenza. La pratica, guidata dal trainer Massimiliano Marchesi, ha fornito le competenze che fanno la differenza se messe in pratica quotidianamente da parte di chi lavora nel settore da barista, da ristoratore, da titolare di locale con la mission della qualità e delle divulgazione per una scelta consapevole del cliente.

Le tematiche affrontate: selezione del caffè crudo e riconoscimento dei suoi difetti, sensory, prove di assaggio in cupping, prove di tostatura, estrazione del caffè in espresso, cenni di latte art, la scelta dei caffè da mettere in carta e il racconto della tazzina al consumatore finale.

Tra i neo promossi del corso, Antonio Zullo di It’s Caffè afferma: «qui ho imparato la cura del dettaglio, l’attenzione alla pratica che fa davvero la differenza, in particolare l’assaggio e il racconto del caffè al cliente». Hanno partecipato anche cinque tra baristi e manager di una nuova caffetteria specialty che aprirà a breve a Napoli, anch’essi soddisfatti di un cammino completo che agevola l’avvio della nuova avventura.

Al superamento del corso i partecipanti ricevono un attestato e la qualifica di Aromateller

Lo spagnolo Lluc Crusellas è il nuovo World Chocolate Master

L'Head pastry Chef de El Carme Patisseria a Vic (Barcellona) si aggiudica la finale mondiale del concorso promosso da Cacao Barry. Antoine Carréric dalla Francia e Nicolas Nikolakopoulos dalla Grecia portano a casa la medaglia d'argento e di bronzo. Ottimo risultato anche per la nostra Anna Gerasi

Lluc Crusellas, head pastry chef della pasticceria El Carme di Vic (Barcellona), è il nuovo World Chocolate Master, iniziativa promossa da Cacao Barry con il supporto dei 23 Chocolate Academy™ centres nel mondo. 26 anni, catalano doc, Crusellas va a scrivere il proprio nome accanto a campioni del calibro come l’olandese Frank Haasnoot, campione nel 2011, l’italiano Davide Comaschi, salito sul gradino più alto del podio nel 2013, il francese Vincent Vallée, campione nel 2015, e lo svizzero Elias Läderach nel 2018. Oltre al titolo tanto ambito, lo spagnolo vince anche un'esclusiva co-creazione con gli chef cioccolatieri del famoso grande magazzino di lusso Harrods di Londra. Il risultato di questa collaborazione unica sarà esposto nel famoso grande magazzino di lusso londinese nella primavera del prossimo anno. Le prove che hanno conquistato la giuria Fin dalla sua nascita nel 2005, WCM ha cercato di tirare indietro il sipario su ciò che il mondo vedrà sui banchi delle pasticcerie e sugli scaffali del cioccolato del futuro, a maggior ragione con l'edizione di quest'anno, che si è svolto all'insegna di #TMRW_TASTES_LOOKS_FEELS_LIKE. Dopo tre intensi giorni al Salon du Chocolat di Parigi, Crusellas ha conquistato la giuria, presieduta dal pasticcere e protagonista della “School of Chocolate” di Netflix Amaury Guichon, con creazioni che hanno messo in risalto la sua attenzione ai dettagli, la creatività e la conoscenza del gusto. L'ultimo giorno, Crusellas ha presentato un cioccolato completamente senza zucchero lavorando con gli enzimi. Pensa in modo diverso, fai in modo diverso: il nome della sua prova #TRANSFORM  dice tutto. Sapori perfettamente equilibrati, Cacao Barry Alunga e Hazelnut rifinito con altro Cacao Barry Fleur de Cao. Di più: Crusellas ha conquistato anche il premio della stampa e affascinato i telespettatori da casa che gli hanno conferito il premio #WOW. La sua splendida vetrina #WOW ritrae un mondo in pericolo, con un elefante (da 170 kg) splendidamente scolpito in piedi su una terra bruciata che mostra due possibili lati del futuro. Allo stesso modo il #BONBON del nuovo World Chocolate Master assomiglia a un pezzo di terra bruciata (a base di Cacao Barry Zephur, crema di limone e olio d'oliva), per sensibilizzare tutti ai pericoli del cambiamento climatico. La parola ai protagonisti

“È incredibile vincere il titolo di World Chocolate Master dopo mesi e mesi di allenamento - ha dichiarato in una nota stampa Crusellas -. Questo non è solo un premio per me, ma per tutto il settore professionale nel mio Paese”

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“I World Chocolate Masters hanno sempre cercato di spingere i confini dell'artigianato del cioccolato a nuovi livelli e durante il concorso di quest'anno Crusellas ha stabilito uno standard completamente nuovo per l'innovazione e la creatività - ha affermato Amaury Guichon, capo della giuria WCM-. Con il poco tempo, correre i rischi che ha corso è stato avventuroso, ma lo ha distinto dalla concorrenza”

  Il podio e la bella prova di Anna Gerasi Crusellas condivide il podio con Antoine Carréric dalla Francia e Nicolas Nikolakopoulos dalla Grecia che hanno portato a casa la medaglia d'argento e di bronzo. Onore al merito anche alla nostra Anna Gerasi che ha conquistato uno splendido quarto posto e soprattutto la standing ovation da parte degli chef, della giuria e il plauso del pubblico, compresi noi di Dolcegiornale scatenati nella tribuna riservata alla stampa insieme ai colleghi Livia Chioriotti (Pasticceria Internazionale), Lavinia Martini (Vice), Alessandra Sogni (Italiana Gourmet) e Giacomo Bullo, Responsabile Comunicazione Alma. Ad Anna Gerasi, che gestisce con suo fratello la storica pasticceria Piccinelli di Brescia, va il premio #Sustainabilty grazie all’audacia di mettersi in gioco con ingredienti soltanto vegetali, che aprono una nuova strada verso la pasticceria di domani. Sfoglia la fotogallery e scopri la classifica finale

Barawards, i protagonisti: Iginio Massari della Galleria Iginio Massari di Verona

Barawards maestro Igino Massari
Intervista al titolare del locale vincitore del Premio Isa Bar pasticceria/gelateria dell'anno a Barawards 2021: «Cerchiamo di innovare i prodotti della tradizione, ricalcandone l'eleganza e accentuando il gusto»

Ottant'anni da maestro. Igino Massari, uno dei padri della pasticceria italiana nel 2020 ha aperto Galleria Iginio Massari a Verona, la terza di quattro insegne, premiato come Bar Pasticceria dell'anno agli ultimi Barawards. Un segno di resilienza e onore al sacrificio degli ultimi periodi: «La realtà è cambiata drasticamente, ma come gruppo Iginio Massari sono contento del lavoro impostato, considerando gli ultimi tre anni…». Come vede il Natale alle porte? «Con un bel punto di domanda, ma nei momenti di crisi le feste sono sempre occasione di ritrovo e la pasticceria fa da collante».

La pasticceria italiana vive un momento particolare. «Oltre alla lampante difficoltà nel trovare personale qualificato, dovremmo conoscerci di più. Tendiamo a guardare lontano, dimenticandoci quello che già abbiamo, con enormi differenze geografiche: al centro-sud Italia la tradizione è più radicata, per cui si fa riferimento a ricette classiche. Quanto più si sale verso Nord, tanto più si punta a ispirarsi all'estero».

Il futuro parla di smania di scoprire, ma con attenzione: «Mi sembra di ricalcare la strada dei professionisti giapponesi, con cui lavoro dall'82. Non hanno mai novità a sufficienza, cercano sempre qualcosa di inesplorato. Ma quando c'è eccessiva richiesta di novità, non c'è soddisfazione: aggiornarsi continuamente è costoso, non si fa in tempo a star dietro a tutto. Servirebbe ricordarsi che nella semplicità si scopre il mondo: Piero Manzoni lo aveva capito bene con la m***a d'artista».

Costanza, attenzione, studio: la combinazione per il successo. «Ogni sei mesi riassaggiamo i nostri prodotti per valutare pregi, difetti e interventi possibili. Abbiamo diminuito il 70% di parte dolce, con sempre meno zucchero, al netto di quello necessario per questioni tecniche. Cerchiamo di innovare i prodotti della tradizione, ricalcandone l'eleganza e accentuando il gusto, e individuando i fornitori più appropriati». Un consiglio per i più giovani? «Buttatevi, anche sui mercati più duri e nelle città competitive. È vero che aprendo un negozio nel deserto non si ha concorrenza, ma poi scarseggiano anche i clienti».

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Gruppo Campari punta sul bourbon e acquisisce Wilderness Trail Distillery

Gruppo Campari Wilderness Trail Distillery
Con l'acquisizione del 70% della distilleria artigianale situata nel Kentucky (Usa), Campari continua a rafforzarsi nella categoria bourbon super premium, che diventa il secondo principale asse di sviluppo del Gruppo dopo gli aperitivi

Confortato dall’ottimo andamento delle vendite (leggi Gruppo Campari: le vendite volano anche nel terzo), Gruppo Campari prosegue deciso il percorso di espansione del proprio business, puntando forte sul mercato del bourbon. Il Gruppo ha infatti messo a segno un nuovo colpo: l’acquisizione del 70% del capitale di Wilderness Trail Distillery, con l’impegno a rilevarne il restante 30% nel 2031. Un’operazione che arriva dopo quella conclusa lo scorso agosto per l’acquisizione di una partecipazione di Howler Head Kentucky Straight Bourbon Whiskey (leggi Campari Group acquisisce 15% di Howler Head Kentucky Whiskey) a testimonianza della centralità che la categoria bourbon ha assunto nelle strategia di crescita di Campari.

Situata a Danville, in Kentucky (Usa), è stata fondata nel 2012 come distilleria artigianale premium da Shane Baker e Pat Heist con l’obiettivo di produrre bourbon e rye whiskey di altissima qualità. Ciò grazie agli oltre 20 anni di esperienza dei due fondatori nella produzione di whiskey, riconosciuti come innovatori in progettazione, ricerca e sviluppo e nelle attività di fermentazione e distillazione. Il loro processo esclusivo di ammostamento per infusione utilizzato nella distilleria e la tecnica sweet mash consentono una produzione molto versatile, con l’utilizzo di dverse tipologie di cereali e ceppi di lievito, dando vita a bourbon e rye whiskey dal sapore unico.

Pura espressione di quest’arte sono i due prodotti premium lanciati nel 2018, Wilderness Trail Bourbon e Wilderness Trail Rye Whiskey. Una gamma elevata ulteriormente con la linea d’alta gamma di bourbon silver label invecchiato sei e otto anni per un gusto più intenso e maturo.

Bourbon: principale asse di sviluppo dopo gli aperitivi

«Integrando il marchio Wilderness Trail, super-premium e in forte crescita, espandiamo e rendiamo ancora più premium il nostro portafoglio di bourbon, che si prepara a diventare il secondo maggiore asse di sviluppo di Campari Group dopo gli aperitivi – ha commentato in una nota Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer di Campari Group -. Inoltre, acceleriamo il nostro percorso di premiumisation, rafforzando ulteriormente il portafoglio Rare, la nostra divisione volta ad accelerare la crescita e a sfruttare il potenziale di una gamma selezionata di marchi ed espressioni super e ultra-premium nei nostri principali mercati».

Boom del bourbon nel mercato Usa

A spiegare la politica di rafforzamento del Gruppo nella categoria bourbon è l’ottimo andamento di tali prodotti su un mercato particolarmente importate quale quello degli Stati Uniti. Il whiskey americano è tra le tipologie spirit attualmente più in voga negli Usa, grazie alla tendenza costantemente positiva dei brown spirit e al loro utilizzo in miscelazione. Lo scorso anno l’american whiskey ha inciso per il 13% del valore totale del mercato spirit statunitense, con una crescita del 7% rispetto al 2020 legata soprattutto alle ottime performance dei prodotti super premium le cui vendite sono incrementate del 17%. Mercato dove Wilderness Trail ha fatto la sua parte, totalizzando vendite nette complessive per 40,8 milioni di dollari, tra i sui prodotti a marchio e bourbon sfuso.

Campari e il whiskey americano: la storia inizia nel 2009

Una categoria di prodotto sulla quale Gruppo Campari investe da quasi 14 anni. Il percorso nel mondo bourbon inizia infatti nel 2009 con l'acquisizione del marchio e della distilleria di Wild Turkey. Da allora, Campari ha lavorato alla premiumizzazione del portafoglio Wild Turkey, con il potenziamento e l’accelerazione della crescita del bourbon artigianale Russell's Reserve (leggi Russell’s Reserve, la riserva di famiglia dei master distiller di Wild Turkey), e il lancio del bourbon small batch Longbranch nel 2018 in collaborazione con Matthew McConaughey. Nel 2017, è stata lanciata la collezione ultra-premium Whiskey Barons, fra i quali Old Ripy, Bond&Lillard e William Butler Saffell. Alla fine dello scorso agosto il Gruppo è entrato nel capitale di Howler Head e ora è arrivata questa nuova acquisizione, che sarà conclusa entro la fine dell’anno.

TMCF, insieme per elevare la qualità del caffè in Italia

Ludovic Rossignol, fondatore e organizzatore Milan Coffee Festival
Ludovic Rossignol, fondatore e organizzatore Milan Coffee Festival
Ludovic Rossignol sottolinea l’importanza del Milan Coffee Festiva, dove apprendere, vivere la passione di una community entusiasta e divertirsi

Mancano pochi giorni all’apertura del Milan Coffee Festival, che si svolge dal 12 al 14 novembre al Superstudio Più di via Tortona. In occasione della sua presentazione ufficiale abbiamo rivolto alcune domande al suo fondatore e organizzatore, Ludovic Rossignol, a cominciare dalle adesioni che gli operatori stanno dando.

«L’industria e il consumatore supportano la nostra causa fin dal primo lancio a La Pelota in Brera nel 2018. Avendo ideato e organizzato il Coffee Festival  in città come Londra, New York, Parigi, Amsterdam, Los Angeles, Toronto, San Paolo e Cape Town è chiaro che le imprese italiane, i produttori di macchine per il caffè, i torrefattori e altri business coinvolti nell’industria del caffè conoscessero già prima che venissimo a Milano la nostra organizzazione e il dna dei nostri eventi.

Siamo l’unico evento di business che accoglie sotto lo stesso tetto l’industria e il consumatore e questo è molto speciale: TMCF è un'iniziativa dedicata a tutti. Un evento che riunisce a Milano brand come Gruppo Cimbali, La Marzocco, Lavazza, Victoria Arduino, Brita insieme a torrefattori italiani che hanno unito le forze con noi per celebrare il movimento del caffè specialty italiano. Gli operatori di Cafezal, La Sosta, Gearbox Coffee Roasters saranno infatti presenti in prima persona e offriranno esperienze di caffè incredibili parte del programma del festival.

Un’altra cosa che è molto interessante è che malgrado il covid, di cui si parlava ampiamente 6 mesi fa, abbiamo deciso di procedere con l’organizzazione del TMCF molto tardi quest’anno, più precisamente a maggio e malgrado le tempistiche strette non avremmo potuto sperare in una risposta migliore dall’industria.

Sul lato consumer Milano sta sicuramente crescendo come mercato e “impazzendo” per il mondo degli apecialty coffee, soprattutto i giovani. Oggi Milano assomiglia molto alla Londra di 10 anni fa, pronta ad accogliere questa rivoluzione del caffè.

Confermo quindi che non potrebbe esserci un momento migliore per noi per essere qui e non potrebbe esserci un momento migliore per il caffè specialty per splendere e prosperare in Italia».

Qual è il suo invito a chi già opera nel mondo specialty e a chi non lo conosce o lo percepisce “lontano”, difficile?

La scena del caffè italiano è molto interessante e affascinante: l’espresso è nato in Italia e Milano è una città focus per la finanza, la moda e il design, gremita di persone che lavorano e che hanno tempo solo per un “caffè” al volo. Il rito del caffè in Italia è pragmatico, è una necessità, una tradizione. Diversamente il movimento degli specialty coffee consiste nel renderlo più lento, nell’elevare l’esperienza del caffè rendendolo qualcosa di raffinato che possa trasportare le persone in un viaggio multisensoriale, trattato al pari livello di un buon vino o un formaggio artigianale.

Chi opera nel settore specialty e crede fortemente che esista un metodo alternativo a quello tradizionale per veicolare l’esperienza del caffè, TMCF è il posto giusto per promuoverlo al grande pubblico, condividere idee ed essere parte della comunità per far crescere il movimento ed essere catalizzatori per la crescita dell’industria.

Un esempio è Lavazza, che pochi anni fa ha lanciato un'intera collezione di specialty coffee chiamata 1895 Coffee Designers by Lavazza, si è contraddistinta per la sua capacità di renderli accessibili alle masse e che darà la possibilità durante l’evento di provare i suoi caffè.

Per chi non sa nulla del mondo degli specialty il il Milan Coffee Festival è il luogo perfetto per aggiornarsi sulle ultime tendenze.

Perché visitare TMCF?

Prima di tutto perché si tratta di una piattaforma che vuole essere un catalizzatore per la crescita dello specialty coffee. Vogliamo elevare gli standard del mondo del caffè attraverso l'educazione e la conoscenza, presentando i migliori caffè e macchinari. Il nostro obiettivo è di essere parte integrante della rivoluzione del caffè.

La seconda motivazione è il voler essere parte di questa appassionata comunità. Il movimento del caffè specialty è composto da un gruppo di persone forti sostenitori e la loro passione è contagiosa. Si tratta quindi di entrare a far parte di questa community.

Infine, per divertirsi. L’evento non è stato ideato per essere una mera esposizione per il mondo trade tradizionale, ma un luogo divertente creato per un vasto pubblico con tantissime cose da vedere ed esperienze a cui partecipare; TMCF è sicuramente il place to be - il luogo perfetto -. Segnalo alcuni appuntamenti da non perdere: le masterclass sul caffè; le coffee e cocktail school e i pit stop presso i nostri “Coffee Aperitivo Bar” in collaborazione con Cafezal, Mr. Black e Smirnoff dove verranno serviti Espresso Martini, Coffee Negroni e naturalmente le pizze di Berberè create appositamente per accompagnare i cocktail».

Quattro nuovi manager per Compagnia dei Caraibi

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Il riassetto manageriale, nel segno della promozione del capitale umano interno dell'azienda, riguarda le aree marketing, comunicazione, operations e innovation

Giri di poltrone in Compagnia dei Caraibi. La società benefit, specializzata nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia da premium a ultra-premium e di birre craft italiane, ha avviato un processo di sviluppo manageriale e di valorizzazione delle proprie risorse interne con quattro nuove nomine finalizzate a ottimizzare i processi e incrementare ulteriormente il proprio business sul mercato italiano e internazionale.

I nuovi manager

Marketing, comunicazione, operations e innovation le aree interessate dal riassetto. A guidare la prima, nel ruolo di marketing director, è stata proossa Marta Damini, classe 1983 con oltre 10 anni di esperienza professionale in aziende multinazionali del settore Fmcg (Fast moving consumer goods) durante i quali ha sviluppato competenze trasversali nel customer e nel consumer marketing. La manager si occuperà del coordinamento delle aree di brand management, eventi e advocacy con l’obiettivo di costruire piani di brand integrati in sinergia con la comunicazione e il commerciale. L’obiettivo è l’attivazione on field dei piani di marketing e il posizionamento sempre più vicino all’industry e alla bartender community.

Emanuele Frasson è invece il nuovo chief customer experience, innovation & change officer. Il manager, classe 1984, ha lavorato nel mondo assicurativo, dove ha sviluppato competenze specifiche sulle tecnologie innovative: dalla progettazione di soluzioni technology-driven di valore orientate al cliente allo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, modelli di business. E proprio l’innovazione sarà uno dei focus del suo lavoro, con l’obiettivo di creare connessioni tra le diverse aree della società, ridisegnare i processi per poter interpretare la tradizione aziendale con un nuovo approccio e offrire un’experience sempre migliore.

Per il ruolo di chief communication officer è stata scelta Diana Lisci, classe 1982 con 16 anni di esperienza nel settore della comunicazione, con un focus nel segmento food&beverage. Il suo percorso professionale unisce esperienza di agenzia e di azienda, un mix prezioso nello sviluppo di competenze e skills trasversali. Toccherà a lei identificare e guidare toni e contenuti delle diverse aree aziendali e definire strategie mirate per le differenti aree di business, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale aziendale e di costruire uno storytelling efficace e differenziato per media, target e contenuti.

Classe 1981, Alessio Mirani è il nuovo chief operating officer. Il manager ha maturato una forte esperienza nel management in soggetti pubblici e privati del settore umanitario e socio-assistenziale, supportando le organizzazioni nell’analisi e nella validazione dei processi all’interno della catena di comando e controllo, sviluppando competenze nel change management in ottica di efficienza funzionale e organizzativa. Si occuperà di coordinare le attività operative aziendali, quali acquisti/approvvigionamenti, produzione, logistica e l'assistenza clienti post-vendita, puntando a rendere più efficiente e strutturato l’intero workflow aziendale.

Un riassetto all’insegna dei valori di Compagnia dei Caraibi

Il riassetto manageriale è una conseguenza naturale dei grandi risultati raggiunti da Compagnia dei Caraibi negli ultimi anni e dell’importante crescita del suo business che richiede un organico sempre più dinamico per far fronte all’aumento dei brand in portfolio e all’ottimizzazione dei processi. Al tempo stesso conferma l’impegno nel supportare e promuovere il capitale umano del gruppo. Impegno preso nel solco della parità di genere e dell’investimento sulle nuove generazioni, che permette all’azienda di Vidracco di poter contare su un organico con un’età media di 36,8 anni composto per il 47% da figure professionali femminili.

Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha, la nuova special edition Eraclea

Cioccolata Bianca tè verde matcha special edition Eraclea
Nasce dall'incontro tra la dolce cremosità della cioccolata bianca e la freschezza del tè verde Matcha la nuova referenza della gamma di cioccolate monodose del brand di Lavazza

Calda, densa profumata e con un insolito, quanto accattivante colore verde. È la Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha, la nuova special edition della tradizionale bevanda per i mesi autunnali e invernali firmata Eraclea. Con questo nuova referenza il brand gruppo Lavazza continua ad ampliare la sua già ricca gamma di cioccolate monodose dai gusti classici o più estrosi, valorizzandone le sue tre anime, fondente, al latte e bianca, declinandole in sempre nuove espressioni pensate per regalare ai clienti bar esperienze di gusto distintive e inattese.

Un’esperienza di gusto in questo caso tutta giocata sul sorprendente incontro tra la dolce cremosità della cioccolata bianca e la freschezza delle foglie di tè verde dalle note delicatamente erbacee. Il tè verde Matcha è uno dei super food più apprezzati dai consumatori e la sua presenza nella formula della cioccolata bianca, cui dona il suo caratteristico colore verde, testimonia ancora una volta dell’attenzione posta da Eraclea verso i nuovi trend di consumo, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze anche di quella parte della clientela bar desiderosa di esplorare nuove frontiere del gusto, sia della fetta di pubblico più giovane e naturalmente portata alla ricerca della novità. Sempre senza rinunciare alla qualità e all’eccellenza del risultato finale in tazza che caratterizza le referenze del marchio.

Facile da preparare, basta aggiungere solo latte o una bevanda vegetale nella cioccolatiera, la Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha è disponibile in confezione da 15 bustine da 30 g l'una con la nuova grafica ispirata alle decorazioni tradizionali delle porcellane cinesi. Bustine vendibili anche singolarmente nei bar per il consumo domestico e la regalistica e ideali per la composizione di confezioni regalo originali e distintive.

Mare Mio by Gin Mare ripulisce le acque di Capri

L'ecosub Marco Spinelli durante l'operazione Mare Mio by Gin Mare
Presentati con un video i risultati del secondo anno dell'operazione Mare Mio by Gin Mare in collaborazione con Marevivo Onlus.

Grande successo del progetto Mare Mio by Gin Mare volto a ripulire le acque del mare di Capri. Il celebre Mediterranean Gin ha così voluto supportate questa meritoria operazione ecologica visto che parte del suo successo è dovuto alla aromatizzazione con i Limoni di Capri/Sorrento Igp. Creato dalla spagnola Vantguard, recentemente Gin Mare è passato in proprietà all'americana Brown-Forman, mentre la distribuzione è rimasta a Compagnia dei Caraibi.

La presentazione dei risultati del secondo anno del progetto Mare Mio by Gin Mare (in collaborazione con Marevivo Onlus) a cura dell'agenzia SpoonGroup, è avvenuta a Casa Lago di Milano, con un apposito video "Capri sott'acqua" presentato dall'eco-sub Marco Spinelli. Presenti Cristina Dotti, Marketing Manager e Cristina Gutierrez Mora, Sales Analyst di Brown-Forman Italia.

Sono circa 600 kg i rifiuti raccolti e sottratti dalle acque che circondano l’isola di Capri, la perla del Mediterraneo.
Il progetto Mare Mio promosso da Gin Mare consiste nel ripulire le acque e le grotte capresi dai rifiuti emersi, da maggio a settembre 2022 di prima mattina ha effettuato regolari uscite in mare con un gozzo, l’imbarcazione tipica di Capri usata da secoli dai pescatori isolani.

Avviata nel 2021, l'operazione Mare Mio quest’anno si è arricchita della collaborazione di Marevivo, l’associazione nazionale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, con più di 30 anni di esperienza nella tutela dei mari e delle sue risorse. Questa partnership ha permesso di analizzare e catalogare i rifiuti e provvedere al corretto smaltimento.

L’analisi e la mappatura del materiale raccolto hanno messo in evidenza l’abbondante e predominante presenza della plastica che rappresenta oltre 1/3 della quantità dei rifiuti rinvenuti. Gli oggetti più diffusi sono stati i materiali come incarti di caramelle e patatine, cannucce, forchette, coltelli, cucchiai, sacchetti, contenitori e bottiglie di plastica, tra i ritrovamenti ricorrenti anche gli attrezzi da pesca come lenze e reti abbandonate.

Un risultato che colpisce e fa riflettere su quanto ancora ci sia superficialità nell’agire di tutti noi quando si buttano inavvertitamente piccoli oggetti in acqua che hanno però un grande impatto sull’ecosistema senza pensare al dovere di salvaguardare l’ambiente a favore delle generazioni future. Generazioni coinvolte grazie alla collaborazione tra Mare Mio e Marevivo, che hanno promosso a fine agosto una giornata dedicata alla pulizia del mare con l’aiuto di volontari armati di canoe e retini.

Questa call to action non si è fermata all’offline, ma ha animato per tutto il periodo estivo anche i canali social e coinvolto la community digitale di Gin Mare, per sensibilizzare, educare e sottolineare ancora una volta l’obiettivo del marchio volto alla cura e alla preservazione del Mar Mediterraneo, a cui deve la sua essenza.

A corollario di questa importante attività, Gin Mare ha realizzato un documentario-video dal titolo “Capri sott’acqua”, un racconto del videomaker e social activist Marco Spinelli. Il documentario è dedicato al racconto dell’ambiente marino caprese e delle specie che popolano il Mare nostrum e vuole essere anche un manifesto per promuovere pratiche etiche e consapevoli volte a preservare e mantenere un equilibrio a salvaguardia di noi stessi e del nostro ecosistema. Con questo progetto Gin Mare va ad arricchire la web serie “Voci di Capri” lanciata lo scorso anno, dove si dipinge l’autenticità dell’isola attraverso i racconti di alcuni dei suoi abitanti più rappresentativi. Da oggi si potrà vivere e scoprire anche com’è Capri sott’acqua.

Barawards, i protagonisti: Chiara Bergonzi

chiara bergonzi Barawards 2021
Intervista alla vincitrice del Premio Brand ambassador Coffee&more dell'anno a Barawards 2021: «È fondamentale fornire dei contenuti: ricette, tutorial, consigli. Con costanza»

Non solo miscelazione. La piacentina Chiara Bergonzi, trentasette anni, è stata premiata come Brand ambassador dell’anno nel segmento caffè, dimostrando l’evoluzione e l’allargamento del settore. Se l’idea di brand ambassador è quasi sempre associata con il mondo del bar notturno (distillati, liquori), la caffetteria sta stabilmente appropriandosi di dinamiche simili: «Paradossalmente, è una figura cresciuta enormemente in tempo di pandemia. Con le chiusure, l’attività è esplosa nel digitale, per cui è andata rendendosi sempre più utile una buona comunicazione, con figure di riferimento». Adesso, inoltre, il mondo dell’ospitalità si sta rendendo conto dell’importanza di un caffè di qualità, che richiede anche una formazione di livello: «Il caffè richiede competenza. Il comparto Horeca necessita di tecniche e consigli di cui il consumo di caffè casalingo non ha bisogno; è per questo che la figura del brand ambassador si fa strada, noi ad esempio organizziamo anche tour professionali, training».

Bergonzi è ormai da 15 anni protagonista del settore: già a ventidue anni passò dal gestire una caffetteria propria a un locale che le permise di avvicinarsi anche agli aspetti gestionali e manageriali, fino all’approccio con la latte art, cui è stata introdotta dal guru Luigi Lupi. Dal 2012 al 2014 tre titoli nazionali di specialità consecutivi, poi una sequela di certificazioni e successi (nel 2021 è capogiudice internazionale per la Specialty Coffee Association): nel 2018 fonda la microroastery LotZero a Milano, ed è autrice di due libri editi da Heopli.

Ma cosa rende un brand ambassador del caffè, una figura valida? «Serve una comunicatività di alto livello, è la prima cosa che penetra nell’impatto con il consumatore. Al tempo stesso è fondamentale contribuire all’esperienza, fornire dei contenuti: non si tratta solo di aspetto o packaging, ma di ricette, tutorial, consigli. E poi sicuramente la costanza: rappresentare un brand o un prodotto significa essere presenti sempre, credere negli stessi valori e farli propri».

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Arriva Zabà Nero, lo zabaione al sakè italiano

Zabà Nero
Zabà Nero
Alberto Marchetti e il produttore di riso gliAironi hanno realizzato una rivisitazione della celebre ricetta piemontese

Zabà Nero è l'ultimo nato del laboratorio di Alberto Marchetti. Si tratta di uno zabaione al sakè italiano inserito nella linea speciale di prodotti del celebre maestro gelatiere torinese. Insieme con gliAironi, produttore di riso d'eccellenza vercellese, ha aggiunto allo zabaione Nero, il primo sakè italiano ottenuto da materie prime coltivate in Italia.

Com'è fatto Zabà Nero

Zabà Nero è una crema a base di tuorli d’uovo, zucchero e marsala da accompagnare con biscotti o gelato. Si può versare su una fetta di pandoro o arricchire con la panna. La particolarità di questo nuovo Zabà, che entra nella linea degli speciali ricettati firmati da Marchetti, sono proprio le note date dalle erbe botaniche tipiche del vermouth torinese. Proprio a loro Nero si ispira per la fortificazione. Questi sapori si mescolano al gusto classico dello zabaione, per creare una miscela dal sapore unico e, per la prima volta, dal colore inedito. Fedele alla filosofia con la quale realizza i propri gelati, per il suo Zabà Marchetti utilizza pochi ingredienti, selezionati con cura. «Le uova sono fresche, ottenute da galline felici allevate a terra, selezionate da Fantolino. Lo zucchero è italiano al 100% di Italia Zuccheri. La ricetta è quella di Langa, con il marsala, e la tradizione è torinese, come le mie radici», spiega Marchetti. «Abbiamo sempre creduto nella grande versatilità di Nero, un prodotto nato per la mixology così come per il consumo liscio, e anche per le sperimentazione di food pairing – dichiara Gabriele Conte, socio de gliAironi – Siamo quindi particolarmente felici che un nome così importante dell'arte dolciaria abbia scelto Nero per inserire nella gamma dei suoi prodotti uno zabaione speciale, dal gusto completamente nuovo».

All’Accademia Trucillo selezionati i primi finalisti Sca Italy

Marco Poidomani- vincitore cat. Coffe in Good Spirits_courtesy by CoffeeAndLucas myMediaStudio
Dopo tre anni riprendono le selezioni per il concorso nazionale Sca Italy sulle nuove proposte per il caffè. La Tappa Sud è stata organizzata presso Accademia Trucillo di Salerno. Finalissima al Sigep 2023 di RiminiFiera.

Si è tenuta all'Accademia Trucillo (nella sede di Caffè Trucillo) a Salerno la Tappa Sud della gara nazionale organizzata da SCA Italy (Specialty Coffee Association) dedicata ai nuovi utilizzi del caffè. Dopo tre giorni di confronti, i quattro vincitori di categoria sono: Arianna Peli (Barista), Stefano Cevenini (Latte Art), Andre Tomassi (Brewers) e Marco Poidomani (Coffee in Good Spirits).
Confermato anche il prossimo appuntamento (Tappa Centro) che si terrà il 23-24-25 novembre presso la sede di Simonelli Group a Belforte del Chienti (Macerata). I selezionati delle varie tappe si ritroveranno insieme per la Finale Nazionale Sca Italy in programma dal 21 al 25 gennaio 2023 al Sigep di RiminiFiera.

Sono stati tre giorni di gare serrate sotto gli attenti occhi di nove instancabili giudici come Chiara Bergonzi (capo giuria), Francesca Bieker, Fosca Vezzulli, Andrea Faggiana, Jonathan Bruno, Andrea Alberghini, Marco Aloy, Simone Cattani ed Errico Stigliano che hanno osservato, analizzato, assaggiato le realizzazioni a base di caffè e hanno infine emesso i loro insindacabili verdetti.

La giuria tra Antonia Trucillo e Alessandro Coda

Il primo giorno di gara nella stupenda cornice della scuola di caffè salernitana ha visto protagonisti i concorrenti nella disciplina BARISTA: Arianna Peli, Federico Pinna, Giacomo Sciacca e Riccardo la Venia, Grazia Capasso, Elena Cioce e Carolina Cascino.
La gara ha richiesto ai baristi di mettere alla prova le proprie abilità ed eseguire diverse preparazioni attraverso l'uso di tecniche innovative.
Dopo il verdetto dei giudici, il primo posto è stato assegnato ad Arianna Peli che insieme a Federico Pinna, Giacomo Sciacca e Riccardo La Venia gareggeranno a Rimini.

Il secondo giorno è stato dedicato a LATTE ART: i concorrenti Stefano Cevenini e Michele Intravaia hanno dimostrato abilità nella creazione di disegni artistici in tazza. Le tazze di Stefano Cevenini hanno convinto i giudici, conquistando il primo posto, che insieme al secondo classificato Michele Intravaia gareggerà a Sigep 2023.

Il terzo e ultimo giorno è stato suddiviso tra due discipline: BREWERS e COFFEE IN GOOD SPIRITS. La prima è una competizione che si concentra sui metodi alternativi di estrazione, i cosiddetti "metodi filtro". I giudici valutano l’aspetto sensoriale del caffè presentato per aroma, acidità, corpo, bilanciamento e aftertaste e successivamente confrontano quello che loro hanno trovato all’assaggio con quello che il concorrente ha dichiarato. Il primo posto è stato assegnato ad Andre Tomassi, il secondo a Maria Giovanna Coppola, entrambi qualificati per Sigep 2023.

Infine, l’ultima gara COFFEE IN GOOD SPIRITS, ha visto i concorrenti Marco Poidomani e Giorgio Gervasoni sfidarsi in una disciplina affascinante che coniuga il mondo del caffè e quello del bartending, per creare delle bevande classiche o di fantasia. In dieci minuti hanno preparato due Irish Coffee e due cocktail a base di caffè caldo e alcolici. Marco Poidomani ha convinto i giudici che lo hanno dichiarato vincitore.

Commento della giuria:«Drink ispirati al Natale, il primo caldo con i simboli del Natale boreale con sciroppo al panettone brandy, il secondo freddo dedicato all'emisfero australe con riferimento e utilizzo di prodotti di Salerno tra cui gin e limone».

«Siamo particolarmente contenti dell'energia che abbiamo sentito in questa tappa all'Accademia Trucillo - ha dichiarato Alessandro Coda, coordinatore eventi Sca Italy - il primo evento dopo tre anni di fermo con una novità importante come la prova con le bevande a base vegetale. Abbiamo voluto essere innovativi perché il trend di richiesta di queste bevande è in fortissima crescita».

«Vedere tanti giovani mettersi in gioco - ha commentato Antonia Trucillo, marketing manager e Direttrice Accademia Trucillo - è stato emozionante vedere la determinazione, l'entusiasmo, il coraggio e il grande livello di preparazione. Molti erano alla loro prima esperienza di gara e questo ha fatto riemergere forte la vitalità di un settore che siamo felici di aver potuto ospitare come Accademia».

Antonia Trucillo e Alessandro Coda di Sca Italy

All'evento hanno contribuito il main sponsor Brita Italia (filtri per acqua), e alle altre aziende sostenitrici: Alpro (bevande vegetali), BWT Italia (trattamento acqua), Centrale del Latte di SalernoCupiello (croissanterie), DM Italia (drugstore), Muma Gin, Valrhona (cioccolato).

Passione e processi d'avanguardia per Caffè Trucillo

La Tappa Sud è risultato un evento molto importante, sia per le moderne strutture messe a disposizione dall'Accademia Trucillo sia per l'impegno dedicato dai diversi componenti della famiglia proprietaria della torrefazione salernitana, da Fausta Colosimo Trucillo al general manager Francesco Giordano. Decisiva, inoltre, è stata la presenza di vari professionisti della scena nazionale e internazionale del caffè come il neozelandese globe-trotter Damian Burgess, alle coffee specialist Jessica Sartiani e Chiara Bergonzi che, con le loro dimostrazioni e workshop, hanno animato le giornate e smorzato la inevitabili tensioni da gara.

Jessica Sartriani, Damian Burgess e Antonia Trucillo

Fondata nel 1998, Accademia Trucillo è diventato un importante centro internazionale di formazione professionale per il mondo caffè del canale bar, ristorazione e ospitalità. A oggi sono stati oltre diecimila gli operatori del settore che hanno frequentato lezioni e corsi dell'Accademia. La sua costituzione è stata fortemente voluta da Fausta Colosimo Trucillo, moglie dell'ad Matteo Trucillo, subentrato al fondatore Cesare (1950) negli anni Ottanta, insieme ai fratelli Umberto, Matteo e Vittorio. Oggi sta entrando in attività la terza generazione Trucillo con Antonia (formazione e marketing), Andrea (processi produttivi) e Cesare jr (export). L'Accademia si ispira agli stessi principi etici della torrefazione Caffè Trucillo che fin dall'origine ha puntato su prodotti di alta qualità senza compromessi. Per esempio l'azienda rifiuta da sempre di fornire macchine da caffè in comodato (pur essendo concessionaria locale di La Cimbali/Faema) o di legare i clienti con servizi finanziari basati su contratti in esclusiva e a lunga scadenza.

Da sinistra, Cesare, Antonia, Fausta, Matteo e Andrea Trucillo

Con un investimento di circa 15 milioni di euro, nel 2016 è stato inaugurato il nuovo e moderno stabilimento che dispone di circa 10mila mq, 5mila dei quali coperti, nella zona industriale di Salerno. Nella stessa sede trovano casa comune le linee di produzione, l'Accademia, la Coffe Lounge, il Coffee Lab e il Coffee Shop.

In particolare il Coffe Shop è stato realizzato in un grande ambiente vetrato, con un grande bancone non alto e senza pedane, con una pianta a T che si collega con la zona Coffee Lounge. Su di esso sono state installate sia moderne macchine per caffè espresso La Cimbali/Faema, sia macchine per le varie estrazioni brewing di caffè filtro.

Da dicembre 2019 è entrato in funzione un moderno impianto fotovoltaico da 100 kWp che, attraverso 350 pannelli, consente una produzione di 134mila kWh/anno che soddisfa oltre il 75% del fabbisogno energetico aziendale, con una riduzione di Co2 pari a 49mila kg all'anno.

Il detto "La qualità si fa sul campo" è ampiamente seguito da Caffè Trucillo. La selezione dei caffè verdi Arabica e Robusta viene fatta direttamente nei Paesi di origine dei tre continenti con appositi viaggi coordinati da Antonia Trucillo e Damian Burgess.  Il controllo di filiera viene realizzato dal Coffee Lab per dare vita a una gamma di una decina di miscele, in grani e macinate, tostate con metodo a convenzione per una torrefazione uniforme. Ogni fase del processo rispetta le procedure del sistema Uni En Iso 9001:2015 e il caffè viene certificato dall'Istituto dell'Espresso Italiano, di cui Caffè Trucillo è tra i fondatori. Da segnalare per il canale horeca le miscele certificate BIO Bar.

Caffè Trucillo serve oltre 2mila locali in Italia, con una forte presenza in provincia dei Salerno, nell'area tirrenica, in Lombardia e Trentino, più una forte espansione in 40 Paesi di tutto il mondo (oltre il 70% della produzione), dal Medio Oriente (Egitto in particolare) con coffee shop a marchio a Dubai, all'Est Europa, alla costa atlantica del Nord America, alle Maldive e alla Corea.

Un'attenzione particolare è stata data anche al design minimalista delle confezioni e al materiale di servizio (in primis la tazzina espresso da 25 ml), caratterizzato dal payoff "True Italiano" per sottolineare il carattere vero, autentico e senza fronzoli delle caffè italiano di alta qualità. Matteo Trucillo ama affermare :"Se sei una persona di qualità, farai sicuramente un prodotto di qualità. Il nostro caffè è la semplice prova di ciò in cui crediamo".

 

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