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Gruppo Campari: le vendite volano anche nel terzo trimestre

Bob Kunze-Concewitz ceo di Gruppo Campari
Bob Kunze-Concewitz, ceo di Gruppo Campari
Le ottime performance dei marchi del Gruppo sono proseguite durante i mesi estivi, portando il valore totale delle vendite nei primi 9 mesi dell'anno oltre i 2 miiardi di euro

Prosegue la crescita sostenuta delle vendite di Gruppo Campari. A dirlo i numeri delle informazioni finanziarie aggiornate al 30 settembre, che confermano anche per il terzo trimestre dell’anno le ottime performance già registrate nel primo semestre (leggi Continuano a volare le vendite di Campari Group). Anche nei mesi di luglio, agosto e settembre le vendite hanno infatti registrato un incremento a valore a doppia cifra, +18,6% rispetto allo stesso periodo del 2021, anno già molto positivo, portando il totale dei primi nove mesi a superare i 2 miliardi di euro, in aumento del 27,3% sul periodo gennaio settembre del 2021.

La conseguenza di tale crescita è stata un forte aumento anche del margine operativo lordo rettificato, salito a 557,8 milioni dai 418 dei primi nove mesi del 2021, e quindi della marginalità passata dal 26,5% al 27,8%. Il Gruppo ha terminato i primi nove mesi del 2022 con un utile ante imposte rettificato di 483,3 milioni di euro.

«La solida performance delle vendite è proseguita durante la stagione chiave estiva, grazie alla dinamica molto positiva dei brand, alla continua forza del canale on-premise, alle condizioni meteorologiche favorevoli e all'impatto iniziale degli aumenti di prezzo – ha commentato in una nota Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer di Gruppo Campari -. Guardando al resto del 2022, rimaniamo fiduciosi sulla dinamica positiva del business con la sovra performance dei nostri marchi chiave rispetto ai mercati di riferimento grazie alla forza dei brand. Dal punto di vista degli ordini di vendita, ci aspettiamo una normalizzazione del trend di crescita nell'ultimo trimestre che riflette il mix di vendita stagionale e le sfide a livello di supply chain in aree selezionate. Allo stesso tempo, la volatilità e l'incertezza persistono a causa della pandemia in corso, delle tensioni geopolitiche e dell'elevata pressione inflazionistica, quest'ultima mitigabile da incrementi di prezzo».

Forte cresita per Aperol e Campari

Andando a guardare le performace dei brand nei primi 9 mesi, quelli a priorità globale (pari al 60% del totale) hanno registrato una crescita a livello organico del 21,2%. In particolare, molto positivo l’andamento di Aperol, cresciuto +31,4%, grazie ai mercati principali come Italia (+25,5%), Germania (+35,4%), Stati Uniti (+56,7%), Spagna (+100,8%), Francia (+29,4%) e Regno Unito (+21,6%), e in tutti gli altri mercati chiave. Altrettanto positivo l’andamento delle vendite di Campari, incrementate del 29,9% (+26 nel terzo trimestre), trainato dal mercato italiano (+34,1%), che resta il principale per il marchio, ma anche dagli ottimi risultati ottenuti negli Stati Uniti, Brasile, Giamaica, Nigeria, Argentina, Global Travel Retail e Spagna. Il brand inoltre continua a beneficiare del trend della mixology a casa e del riposizionamento di prezzo in rialzo.

Sostenuta anche la crescita di Wild Turkey, +22,1%, con un'accelerazione nel terzo trimestre, principalmente grazie al mercato principale degli Stati Uniti e alla Corea del Sud, e del portafoglio di rum giamaicani, +16,4%, grazie a Giamaica, Nuova Zelanda e Messico. Bene è andato Grand Marnier, per via della crescita in Canada, Francia e Global Travel Retail, che ha più che compensato la debole performance nel mercato principale degli Stati Uniti, influenzata dalle limitazioni sul vetro e sulla logistica. In controtendenza le vendite di Skyy, calate del 3,7%, principalmente a causa di Stati Uniti e Cina, calo in parte mitigato dagli altri mercati internazionali.

Espolòn corre negli Usa, Crodino in Italia

Molto positivi i risultati dei brand a priorità regionale (pari al 24% del totale) che nel complesso hanno registrato un +23,5%. Da segnalare in questa categoria la crescita a doppia cifra (32%) di Espolòn, con un'accelerazione nel terzo trimestre (+53,9%), grazie al mercato Usa, e di Crodino, in questo caso grazie alla forte crescita nel mercato principale, l’Italia, e nei mercati più recenti, e The GlenGrant, grazie alla premiumisation del portafoglio. Buono l’incremento delle specialty italiane, i vermouth e gli spumanti (Cinzano, Mondoro e Riccadonna) e Aperol Spritz ready-to-enjoy. In lieve calo Magnum Tonic, a causa delle continue difficoltà di approvvigionamento.

Continuano a crescere anche i marchi locali

Meno spettacolare, ma sempre ottima, la performance dei marchi a priorità locale (pari al 8% del totale), con le vendite salite del 7,2%. Tra questi i migliori risultati sono stati ottenuti da Campari Soda, Skyy ready-to-drink e Cabo Wabo. Stabile invece Wild Turkey ready-to-drink, frenato dai problemi logistici legati alle spedizioni transoceaniche verso l’Australia, mentre X-Rated ha riscontrato un lieve calo in seguito alla performance debole in Cina a sua volta generata dai ripetuti lockdown per la pandemia che si sono verificati nel Paese.

Ruben Sudmeier è The Vero Bartender Global 2022

The Vero Bartender Global 2022 - Ruben Sudmeier
In primo piano Ruben Sudmeier, The Vero Bartender Global 2022
L'head bartender del Café Niebla Bar di Salamanca si è imposto sugli altri 13 concorrenti nella finale internazionale di The Vero Bartender, il contest firmato Amaro Montenegro

È Ruben Sudmeier il vincitore della terza edizione di The Vero Bartender Global 2022, la cocktail competition internazionale firmata Amaro Montenegro. Sudmeier, 23 anni, nato ad Amsterdam, ma che ha concorso come campione di Spagna, dove ricopre il ruolo di head bartender al Café Niebla Bar di Salamanca dallo scorso anno, si è aggiudicato la finalissima del concorso, andata in scena nelle prestigiose sale di Palazzo Re Enzo a Bologna.

A competere per il titolo Global altri 13 bartender, provenienti da Albania, Australia, Austria, Canada, Germania, Grecia, Olanda, Serbia, Corea del Sud, Svezia, Svizzera, Regno Unito e il vincitore della sezione italiana del contest, Simone Corsini (leggi Simone Corsini è il finalista italiano di The Vero Bartender, la competition firmata Amaro Montenegro). Per tutti la sfida è consistita nella creazione di uno sharing cocktail originale a base di Amaro Montenegro e ispirato al tema che ha caratterizzato questa edizione del concorso: Sharing The Essence, ovvero un drink da condividere capace di raccontare ed esprimere l'essenza di un viaggio, reale o metaforico.

Sfida nella quale Sudmeier si è imposto con la sua creazione Wanderer, preparata con Amaro Montenegro, Black Bush in fat washing di pistacchio, Aceto en Rama Ximenez Spinola e Tintura di Premio. Grazie alla vittoria, insieme al titolo di The Vero Bartender Global, si è aggiudicato come premio un viaggio a New York in occasione di Bar Convent Brooklyn 2023.

A valutare le performance dei 14 bartender finalisti una giuria internazionale, composta da alcuni tra i massimi esponenti del settore: Alice Lascelles, spirit expert del Financial Times, Giulia Cuccurullo, head bartender dell’Artesian Bar di Londra, Marcus Fredriksson, vincitore di The Vero Bartender Global 2019, e Matteo Bonoli, master herbalist Amaro Montenegro.

«Dopo cinque edizioni, The Vero Bartender sta raccogliendo sempre più consensi da parte dei bartender di tutto il mondo, con adesioni che aumentano di anno in anno», ha dichiarato Marco Ferrari, ceo di Gruppo Montenegro. «Cavalcando una tendenza partita dagli Stati Uniti, la categoria degli amari sta diventando sempre più centrale nella miscelazione. E in questo contesto Amaro Montenegro, grazie alla sua grande versatilità, è senza dubbio tra i più apprezzati. Un successo esponenziale a cui guardiamo con sempre maggiore attenzione».

Conclusa la competizione, per i finalisti prosegue il Residency Program di The Vero Bartender, il programma di alta formazione loro dedicato e pensato per promuovere i valori della convivialità e della condivisione. Una 5 giorni che prevede attività formative, culturali e ludiche, come masterclass, challenge e bar tour, nella città di Bologna.

La ricetta

Wanderer di Ruben Sudmeier
Ingredienti:
4 cl Amaro Montenegro, 3 cl Black Bush in fat washing di pistacchio, 0,5 cl Aceto en Rama Ximenez Spinola, Tintura di Premio 1 dash.
Preparazione:
shake
Bicchiere:
ampolline di vetro

 

Peck presenta le sue creazioni per Halloween

Dolci Peck per Halloween
Dolci Peck per Halloween
Il brand di alta gastronomia prepara la sua vetrina per il 31 ottobre con una torta special edition

Peck si prepara per Halloween con tante golose e paurose creazioni. Ispirandosi ai simboli più famosi della notte del 31 ottobre, il brand di alta gastronomia porta in vetrina una torta in edizione limitata: la Creepy Cake.

Le creazioni Peck per Halloween

Creata dal team del pastry chef Galileo Reposo, la Creepy Cake è una torta a base di cassis o ribes nero, su una base di mandorle e yogurt. È disponibile in versione classica e in monoporzione a 75 euro al chilo.

Creepy cake
La Creepy Cake di Peck
Ma in vetrina, oltre a questa nuova ricetta, ci saranno anche alle immancabili opere in cioccolato ispirate ad Halloween. Mummia, Zucca e Fantasmino prendono forma grazie ai mastri pasticceri di Peck. Le creazioni di cioccolato firmate Peck, realizzate interamente con cioccolato equatoriale 55% e ricoperte di pasta di zucchero, sono in vendita a 18 euro al pezzo.

Anche online i dolci Peck per Halloween

Tutte le creazioni di pasticceria sono da sempre realizzate a mano negli storici laboratori di via Spadari con materie prime di alta qualità. È possibile acquistare questi prodotti presso i tre negozi Peck di Milano - il Flagship di via Spadari 9; Peck CityLife in Piazza Tre Torri; Peck Porta Venezia in via Salvini 3 (Metro Palestro).

Ditta Artigianale, ottima annata e nuova torrefazione

La nuova torrefazione di Ditta Artigianale
La nuova torrefazione di Ditta Artigianale
Ha aperto a Bagno di Ripoli la torrefazione di Ditta Artigianale, che chiude un anno molto positivo arrivando a 75 dipendenti

Taglio del nastro per Ditta Artigianale, che ha inaugurato la nuova torrefazione a Bagno di Ripoli, alle porte di Firenze: occupa 250 metri quadri con una tostatrice Brambati dalla capacità produttiva di oltre 300 chili di caffè al giorno. Responsabile di questa nuova realtà è l’head of coffee Francesco Masciullo, che si è formato affiancando Michele Anedotti e ha sempre accanto Francesco Sanapo, con cui si confronta al fine di trovare il miglior metodo di cottura e soprattutto confermare l’identità di un marchio che si fa sempre più strada in Italia e nel mondo.

Per Francesco Masciullo è un nuovo importante incarico e la testimonianza che il mondo del caffè offre percorsi decisamente interessanti: «il mio è stato e continua ad essere un cammino unico che mi sta portando a toccare con mano tutti i vari aspetti che mi legano al mondo del caffè, dal banco bar alla selezione del crudo fino a passare alla tostatura, che enfatizza la materia prima che si va ad acquistare - ci dice -. Credo che sia il sogno di ogni barista fare questo tipo di percorso e soprattutto lo consiglio a tutti. Non ultimo, mi occupo anche della vendita, cercando di acquisire clienti in italia e all'estero, portando il nostro brand e la qualità di ditta artigianale in tutto il mondo».

Ma torniamo alla nuova realtà, e alla sua tostatrice, che ha visto importanti investimenti per migliorare l’efficienza, ridurre i consumi e abbattere le emissioni, caratteristiche che la rendono quantomai all’avanguardia. La qualità dei materiali che utilizza, inoltre, permette di avere sempre più consistenza e ripetibilità durante la tostatura.

Il nuovo stabilimento rappresenta dunque un fiore all’occhiello per il territorio, e in esso Ditta Artigianale ha portato l’intera produzione delle sue 20 varietà di caffè, provenienti prevalentemente da Africa, Asia, America centrale e Sudamerica da filiere controllate, dove i singoli produttori utilizzano processi produttivi trasparenti e rispettosi dell’ambiente per offrire al consumatore finale un caffè di elevata qualità, capace di esaltare ogni sua caratteristica. L’ultimo, freschissimo di tostatura, è un Ethiopia Nifas Lafto, proveniente dalla regione dello Yirgacheffe: il caffè viene essiccato al sole e si presenta naturalmente dolce e leggero, indicato per estrazione con moka e filtro.

«L’apertura della nuova torrefazione ci permette non solo di incrementare la produzione, ma anche di garantire un caffè sempre eccellente, grazie all’utilizzo di macchinari innovativi - spiega Francesco Sanapo, co-fondatore di Ditta Artigianale insieme a Patrick Hoffer. - Inoltre, porterà in dote nuovi posti di lavoro, in quanto ci ha già permesso di assumere due nuove persone, ed altre due arriveranno entro la fine dell’anno».

Un’ottima annata. Ditta Artigianale, la prima linea italiana di caffetterie dedicata al consumo consapevole di caffè e microroastery, si appresta a chiudere un anno molto positivo, con ricavi che aumentano del 250% a livello di negozio, rispetto al 2021 e nuovi punti vendita a Firenze (ora sono quattro) e a Toronto (Canada) . È triplicato in appena due anni il numero dei dipendenti, che ora sono 75, dei quali la metà donne e con un’età media di 30 anni.

Per la nuova torrefazione Ditta Artigianale si avvale della collaborazione con BWT Water+More per il controllo dell’acqua. È stata attivata una collaborazione con Collettivo Giungla, che ha realizzato un graffito per raccontare il mondo del caffè, mentre l’organizzazione degli spazi è stata curata dallo studio di architettura q-bic di Luca e Marco Baldini e dal partner per l’arredamento Aba.

Ciobar, la linea completa per una cioccolata calda da vero professionista

Ciobar cioccolata con panna
System Ciobar di cameo Professional comprende tutto quello che serve per sorprendere la clientela con una coccola cremosa

Ciobar con tutto il suo piacere e la sua qualità si presenta nel “fuori casa” e lo fa in grande stile, con una linea completa per essere servita al meglio: il System Ciobar.

Gusto, rito e innovazione: firmata da cameo Professional, la linea dà l’opportunità ai professionisti del settore di inserire una referenza che nel tempo ha conquistato tantissimi appassionati, con una proposta che si distingue per praticità di servizio, completezza dell’offerta, attenzione ai desideri dei consumatori.

System Ciobar è “il mondo della cioccolata Ciobar” e comprende tutto quello che serve per sorprendere la clientela con una coccola cremosa. Il formato da 1 kg, disponibile nei gusti Classico, Gianduia, Fondente e Bianco, è studiato per le esigenze professionali (si ottengono 40 tazze) e calcolato ad hoc per la cioccolatiera Ciobar da 3 litri o da 6 litri.

Leggera, compatta, adatta anche agli esercizi più piccoli, la Cioccolatiera Ciobar è pratica da usare e bella da esporre. Il design accattivante si sposa a soluzioni utili per evitare sprechi e mantenere la presentazione del prodotto sempre invitante.

Non c’è cioccolata senza panna! Ciobar ha pensato a tutto per proporsi nel modo più goloso: Panna Spray Ciobar 500g è tutta bontà nel formato ideale, sufficiente per 60 tazze. Già zuccherata, senza glutine, versatile: ciuffo perfetto per le cioccolate calde, ma anche per caffè golosi, fragole, macedonie, gelati e dessert.

La proposta non finisce qui! Tutte da provare le Decorazioni Ciobar, dolci, morbide o croccanti, pronte da cospargere a volontà per personalizzare la tua cioccolata calda. Nei gusti assortiti: Choco Rollies, Crispy alla Nocciola, Meringhette e Mini Marshmallow.

Tutto questo in una soluzione unica: System Ciobar, il mondo della cioccolata per i professionisti.

 

Panificati Base Pizza, bontà pronta all’uso

Base pizza copertina
La ricca gamma di proposte dell'azienda pugliese comprende basi per pizza, pucce, pinse romane e focacce. Prodotti iconici della tradizione italiana, realizzati artigianalmente e pronti all'uso

Ampia e di alta qualità è la gamma di panificati freschi e surgelati proposti da Base Pizza per il mondo dei locali. Con sede a Gravina di Puglia (Bari), l’azienda è infatti nata nel 2010 dall’intuizione dei fratelli Gianni e Vito Aliano che hanno scelto di fare impresa con una precisa connotazione: appagare con le loro bontà i desideri dei consumatori e delle realtà del fuori casa che li servono.

Un'azienda tutta votata all’eccellenza che vuole offrire esperienze nel gusto impareggiabili, al tempo stesso promuovendo e diffondendo una sana alimentazione attraverso una ricca gamma di prodotti, icone della gastronomia italiana. Valori condivisi dall’intero team di lavoro, che rappresenta uno dei punti di forza dell’azienda.

E l’eccellenza dei prodotti di Base Pizza parte dalle materie prime, tutte accuratamente selezionate e di qualità. Prosegue con gli impasti, che garantiscono qualità, freschezza, alta digeribilità e croccantezza ai prodotti finali, grazie alla lavorazione artigianale dei maestri pizzaioli che ogni giorno si dedicano con grande attenzione alla stesa a mano.

Specialità per tutti i gusti

Il risultato di questo lavoro è una gamma di panificati che rappresenta il perfetto equilibrio tra chi ama vivere il piacere della tradizione e chi desidera scoprire nuove esperienze di gusto. Gamma che comprende Basi per pizza, ovvero un impasto già lievitato e spianato, pronto per essere farcito. Pucce, un pane particolarmente soffice con mollica molto alveolata, tipico della tradizione culinaria pugliese e perfetto sia come panino classico sia come pane per bruschetta. Pinse romane, dalla caratteristica forma ovale e altamente digeribile perché molto idratata, realizzate con un mix di farine nel rispetto della ricetta originale romana. Focacce, fragrante e figlia della migliore tradizione pugliese, viene proposta nelle tre varianti barese (con olive nere e pomodorini), al pomodoro e al rosmarino.

Bontà e gusto nelle proposte Base Pizza sono sempre abbinate a praticità che le rende una soluzione ideale per ogni tipologia di locale: tutti i prodotti sono precotti, quindi pronti all’uso senza utilizzo di attrezzature particolari o personale specializzato e sono disponibili sia nella versione fresco sia surgelato.

Triestespresso, affrontare le difficoltà guardando al futuro

TriestEspresso
Prende il via domani la decima edizione della fiera biennale del caffè triestina, che ha ampliato la superficie espositiva

Sono ben caldi i motori di TriestEspresso Expo 2022 che si svolge dal 27 al 29 ottobre. Ha sottolineato le luci e le difficoltà che il settore attraversa Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, che attraverso Aries organizza l’evento: «I 160 stand con visitatori pre-iscritti da 42 Paesi dimostrano che l’interesse verso questo salone è alta. Per accontentare le richieste abbiamo realizzato una tensostruttura da 2.600 metri quadri esterna al Trieste Convention Center (Tcc) del Porto Vecchio di Trieste, che con i suoi 8 mila metri quadrati non poteva accogliere tutti gli espositori». Ai segnali positivi si uniscono le difficoltà delle aziende del settore legate ai costi dell’energia e delle materie prime, ai quali verrà dedicato il convegno inaugurale Dal caffè all’espresso tra sostenibilità e aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, giovedì 27 settembre dalle 10,30 alle 11,45 presso la sala B hall 27. Un incontro che, ha proseguito Paoletti, «consentirà di entrare nel dettaglio nel merito dei costi dell’energia e delle materie prime, ma anche della sostenibilità ambientale, per lanciare proprio da Trieste un segnale forte e ricco di contenuti».

L’edizione della ripartenza vede espositori provenire da Italia, Tanzania, Spagna, Slovenia, Germania, Malta, Etiopia, Corea del Sud, Grecia, Belgio, Svizzera, Turchia e Brasile, per complessivi 160 stand.

Il programma di eventi, incontri, degustazioni, workshop e lezioni è ricco. Ne riportiamo il programma, che comprende numerose degustazioni guidate dei caffè delle torrefazioni presenti in fiera e premiate all’interno della guida Camaleonte - Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia, a cura di Andrej Godina e Mauro Illiano.

Giovedì 27 ottobre

ore 10.30 – 11.45 - Sala B Hall 27 - Convegno inaugurale - Dal caffè all’espresso tra sostenibilità e aumento dei costi dell’energia e delle materie prime


ore 12.00 – 13.00 - Sala A Hall 27 -presentazione  L’assaggio del caffè in un libro - Andrej Godina e Massimiliano Marchesi

ore 14.30 – 15.00 - Sala A Hall 27 - (CECAFÉ ) - presentazione Caffè del Brasile: Qualità, Sostenibilità e Commercio Internazionale

ore 15.00 – 15.30 - Sala A Hall 27 - presentazione Viaggio nella terra del caffè - Alessandra Almeida, Direttrice Esecutiva del Museo del Caffè di Santos

ore 16.00 – 18.00 - Sala A Hall 27- speech - Il ruolo della donna - Coffee Today

Degustazioni guidate

11.00 – 11.20  - Hall 30 Stand 05  - BWT Best Water Tecnology

15.00 – 15.20 - Hall 28 bis Stand 20 - La San Marco

Ore 08.00 – 15.00 - Sede della Camera di Commercio Venezia Giulia, Piazza della Borsa, 14 - Mostra fotografica TriestEspresso Photo Days 2022

Venerdì 28 ottobre

ore 10.00 – 11.30 - Sala B Hall 27 - workshop Coffee Today: Macchina del caffè /Sostenibilità

ore 11.00 – 12.00 - Sala A Hall 27 - degustazioni guidate Università del caffè – Illycaffè Le persone del caffè: un album di fotografie - a cura di Andrea Appelwick, docente dell’Università del Caffè di Illycaffè - in lingua inglese

ore 14.00 – 17.00 - Sala B Hall 27 - summit Trieste Coffee Experts – L’Anteprima by Bazzara

ore 15.00 – 16.00 - Sala A Hall 27 - tavola rotonda Progetto pilota di simbiosi industriale: possibili percorsi di valorizzazione del silverskin del caffè, a cura di Area Science Park, con la collaborazione di Assocaffé Trieste e Gruppo Italiano Torrefattori Caffè

ore 10.00 – 18.00 - Show area Hall 28 - campionato Leva Sensory Contest campionato dedicato ai baristi

Degustazioni guidate

11.00 – 11.20 -Hall 28 bis Stand 21 -  Amigos Caffè 
12.00 – 12.20 -Hall 28 Stand 14 - Dersut 
14.00 – 14.20 - Hall 28 bis Stand 19 - Demus 
15.00 – 15.20 - Hall 27 Stand 5 -Primo Aroma 

16.00 – 16.20 - Hall 28 Stand 13 -  Bristot (Procaffè) 

Mostre

Hall 28 Orario apertura della fiera - Viaggio nella terra del caffè, del Museu do Café de Santos

ore 08.00 – 15.00 - Sede della Camera di Commercio Venezia Giulia, Piazza della Borsa, 14 - Mostra fotografica TriestEspresso Photo Days 2022

ore 17.00 – 18.45 - Sala Maggiore, Camera di Commercio Venezia Giulia, Piazza della Borsa, 14 - proiezione del film Caffè e Vino – due mondi un documentario

SABATO 29 OTTOBRE

ore 10.30 – 12.00 - Sala B Hall 27 - presentazione del libro L’abbinamento tra caffè e alimenti inteso come forma d’arte - a cura di Bazzara

ore 11.00 – 12.00  - Sala A Hall 27 - degustazioni guidate Università del caffè – Illycaffè Le persone del caffè: un album di fotografie - a cura di Andrea Appelwick, docente dell’Università del Caffè di illycaffè - lingua inglese

ore 12.00 – 13.30  - Sala B, Hall 27 - workshop Energia, Logistica, Situazione mercato caffè rincari materie prime a cura di Coffee Today

ore 15.00 – 16.00 - Sala B Hall 27 - training pills - Università del Caffè – Illycaffè: Coffee talk: il mercato Horeca in evoluzione - a cura di Pierpaolo Segrè, docente dell’Università del Caffè di illycaffè

ore 10.00 – 13.00 - Show area hall 28 - campionato Leva Sensory Contest campionato dedicato ai baristi

ore 14.00 – 16.00 - Show area hall 28 - gara macinatura - 4a tappa del Master Coffee Grinder Championship

Degustazioni guidate

11.00 -11.20  - Hall 28 bis Stand 4 – 5 Caffè San Giusto 
12.00 -12.20 - Hall 28 Stand 18 – 19 - Bloom Specialty Coffee 

14.00 -14.20 - Hall 30 Stand 07 Torrefazione Goriziana

Mostre

Hall 28 - Orario apertura della fiera - Viaggio nella terra del caffè, del Museu do Café de Santos

ore 10  18 - Sede della Camera di Commercio Venezia Giulia, Piazza della Borsa, 14 - Mostra fotografica TriestEspresso Photo Days 2022

Barawards, i protagonisti: Andrea Pomo

Andrea Pomo_Barawards 2021
Intervista al vincitore del Premio Campari Group Bartender under 30 dell’anno a Barawards 2021: «Credo sia fondamentale capire che in fondo non arriviamo mai al traguardo, ammesso che ci sia»

Dal Lago di Garda, fini alla corte dei grandissimi di Roma. Andrea Pomo, 28 anni, ha vinto il premio come Bartender Under 30 dell'anno, certificando una carriera che seppur cominciata da poco, promette benissimo. Il bar è l'ultimo tratto di un cerchio che doveva chiudersi per Andrea, figlio di uno chef e di una protagonista del mondo dell'hotellerie; l'approccio con un bar diurno di Malta, dove scatta la scintilla con il mondo della notte per puro caso. «Mi chiesero di sostituire un collega, mi avevano promesso una serata tranquilla. Si rivelò un pool party di centocinquanta persone: miscelazione e interazione col pubblico mi stregarono», e da allora un crescendo di esperienza e formazione, con Leonardo Veronesi al Riva Bar di Riva del Garda, e soprattutto con il dream team del Jerry Thomas, nel 2018. Da pochi mesi, Andrea è brand ambassador per Diageo.

I giovani bartender hanno storicamente sempre combattuto con il pregiudizio di chi vede il bancone come un ripiego, e non una possibilità di carriera: «Ma la professione sta cambiando aspetto, è vista meglio. Il consumatore si è formato a sua volta, quindi chi davvero è innamorato di questo lavoro spinge per sapere sempre di più, ed è una grossa chiave per alzare la qualità di tutto il movimento. Per noi più giovani è più facilità ottenere informazioni rispetto al passato, ma serve forse ancora più passione, perché lo stile di vita ne risente e alla fine ci si fanno i conti».

Giovane, sì, ma un'idea su quanto serva per interpretare il ruolo di bartender c'è eccome: «Umiltà, sacrificio, creatività e disponibilità all'ascolto. Credo sia fondamentale capire che in fondo non arriviamo mai al traguardo, ammesso ci sia. Non dobbiamo mai smettere di cercare la novità da un lato, e studiare il classico dall'altro; seguire gli insegnamenti dei più esperti rimane la cosa più importante da fare».

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GelatOn the road, il primo cammino europeo dedicato a coni e coppette

gelato
gelato (Pxhere)
Per la prima volta viene inaugurato un percorso dedicato a un alimento

Il gelato artigianale ha un suo cammino europeo. GelatOn the road sarà il primo percorso nel Vecchio Continente dedicato a un alimento. Ad annunciarlo, il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Gian Angelo Bellati. Il progetto ha ricevuto un finanziamento da 3 milioni di euro e avrà per centro proprio Longarone.

Attraversare l'Europa per il gelato

Il progetto GelatOn the road è stato approvato e finanziato dalla Commissione Europea. Partirà dalla Georgia e passerà attraverso Bulgaria, Serbia e Croazia, arrivando a Slovenia, Italia e risalendo verso Austria, Germania, Polonia, Belgio, Lussemburgo, per scendere giù fino in Spagna. Al centro di questo percorso c'è appunto Longarone, dove ha sede il Mostra Internazionale del Gelato, la fiera più antica dedicata al gelato. Il percorso punta sul gelato artigianale come prodotto turistico di consumo da promuovere, ma anche per promuovere la conoscenza dell'artigianato alimentare in tutta Europa. Riconosciuto nel 2012 dal Parlamento europeo, oggi il gelato artigianale è ancora l'unico alimento ad avere una sua giornata europea. Il suo essere orientato alla salute, è anche un alimento sostenibile, che incoraggia le iniziative a chilometro zero.

Un prodotto, tanti territori

GelatOn the Road è stato riconosciuto dall'Ufficio di Venezia del Consiglio d'Europa, che ha come obiettivo anche quello di riconoscere itinerari capaci di trainare attività, attirare cultura, movimentando persone e merci. Così, dopo aver ispirato la Giornata europea del gelato artigianale, prevista per il 24 marzo, dopo dieci anni Longarone torna al centro della scena del mondo del gelato con un cammino dedicato a coni e coppette artigianali. «Si tratta di un itinerario che ha l'obiettivo non solo di portare turismo, di portare business – ha spiegato il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Gian Angelo Bellati – ma che vuole anche confrontare le varie capacità di tutti questi territori attraversati di produrre il gelato artigianale, il gelato di qualità, e portare tutte queste esperienze di tutte le imprese del settore a Longarone Fiere, quando si celebra appunto la Mostra Internazionale del Gelato. È la dimostrazione di come i progetti europei siano importanti per una fiera molto internazionalizzata com'è la fiera del gelato».

Il miglior panettone Fipgc si fa ad Avellino

Vincitore Campionato del Mondo del Panettone
Vincitore Campionato del Mondo del Panettone
Il Campionato del mondo del Panettone promosso dalla Federazione ha premiato Raffaele Romano del Gran Caffè Romano di Solofra, in provincia di Avellino

Milano, addio: il panettone d'eccellenza non si fa più all'ombra della Madonnina. Secondo la giuria del Campionato del Mondo del Panettone della Federazione Internazionale di Pasticceria Gelateria e Cioccolateria (Fipgc) i migliori maestri del grande lievitato vivono e operano da Roma in giù. La competizione, che si è svolta lo scorso 23 ottobre al Castello Ducale Orsini di Fiano Romano (RM), ha premiato Raffaele Romano del Gran Caffè Romano di Solofra, in provincia di Avellino.

Il vincitore assoluto

Durante il Campionato del Mondo del Panettone si sono sfidati 66 pasticceri italiani e internazionali. Sono arrivati in finale, dopo aver partecipato a una selezione di 350 panettoni provenienti da tutto il mondo, persino dal Giappone. Su tutti ha trionfato Raffaele Romano, 49 anni, che assieme al fratello Gianfranco porta avanti la tradizione pasticcera di famiglia, nata 109 anni fa. Romano ha presentato un panettone classico, che rispecchia rigorosamente tutti i canoni previsti dal disciplinare di produzione del panettone artigianale, comprese la famosa lievitazione naturale, il ricorso a burro di centrifuga e uova fresche, uvetta sultanina e scorza di agrumi candita. Persino profumo, sofficità, alveolatura, taglio sono stati giudicati come assolutamente perfetti.

La giuria del Campionato del Mondo del Panettone

L’arduo compito di valutare il migliore panettone del mondo spetterà ad una giuria esterna alla Federazione e che sarà composta da Alessandro Bertuzzi, campione italiano di pasticceria ed esperto lievitista, Simona Lauri, tecnologa alimentare, Fabio Bertoni, docente panificatore, esperto di lievitati, pasticceria e pasticceria da forno e da Ettore Cioccia pasticcere spagnolo di origini italiane, maestro di pasticceria internazionale. «Il panettone è oramai da alcuni anni un must in tutte le pasticcerie d’Italia e quest’anno il livello qualitativo dei prodotti finalisti al Campionato mondiale era davvero altissimo – spiega Matteo Cutolo, presidente Fipgc – Sono certo che la crescente capacità dei pasticceri di tutta Italia nella realizzazione dei panettoni porterà a un incremento delle vendite in queste festività, ed è un segnale di cui il settore dopo questi mesi di difficoltà ha estremamente bisogno».

Gli altri premiati

La giuria ha concentrato i riconoscimenti tra i concorrenti del centro-sud Italia. Luigi Fusco da Scafati (Salerno) si è imposto nella categoria panettone innovativo col suo Panettone delizia al limone che, evidentemente, prende spunto dalla celebre specialità sorrentina per proporre un panettone al profumo di sud che presenta un cuore di pan di Spagna imbevuto al limone. Il miglior panettone decorato (in pieno stile cake design) lo ha realizzato, invece, Marianna Brunaccini di Aversa (Napoli) con una creazione il cui nome è La magia del Natale.

vincitore panettone decorato
La vincitrice della categoria Panettone decorato
Per la categoria panettone salato la vittoria è andata al Tuscany, realizzato da Beatrice Volta di Quarrata, in provincia di Bologna. Si tratta di un panettone col cuore di pappa al pomodoro, guarnito all’esterno con una zuppa di cavolo nero, guanciale e pecorino toscano. Per il miglior pandoro, si torna nuovamente al centro-sud, nella forneria di Salvatore Albanesi di Fiano Romano (RM). Infine, una menzione speciale per il panettone premiato dalla giuria popolare. Infatti, per la prima volta nella storia del Campionato anche il pubblico ha potuto esprimere la propria preferenza. A conquistare i palati dei visitatori è stato il panettone classico mandorlato con canditi di Sicilia realizzato dal maestro Carmelo Patti di Messina. A lui il premio Miglior Panettone Ducale Orsini 2022.

Barawards, i protagonisti: Mattia Capezzuoli

Mattia Capezzuoli_BARAWARDS 2021
Intervista al vincitore del Premio Roner Bartender dell’anno a Barawards 2021: «Il premio è un evento straordinario, che certifica la bontà del lavoro ordinario»

Una doppietta che certifica professionalità e dedizione. Già premiato nel 2020 come Bartender Under 30 dell’anno, Mattia Capezzuoli del Camparino in Galleria si è aggiudicato il titolo di Bartender dell’anno per il 2021. Romano, trentun anni a maggio, è approdato alla Sala Spiritello, nell’icona dell’aperitivo milanese dopo un pellegrinaggio di formazione che lo ha visto al bancone del The Botanical e dello speakeasy 1930. Oggi è il braccio destro di Tommaso Cecca, con il quale ha contribuito a portare il Camparino in Galleria al 27esimo posto nella classifica 2021 dei World’s 50 Best Bars (nel 2022 è al numero 73): «Un anno estremamente positivo per me e per tutto il team, ricco di viaggi ed esperienze che mi aiutano nella crescita personale e professionale. Il premio è stato inaspettato, non avrei mai pensato di riuscire a confermarmi: questo dimostra come la figura del bartender può evolvere con il tempo».

Con già una dozzina d’anni di bagaglio, Capezzuoli descrive una professione che negli ultimi due lustri ha visto un grande balzo di considerazione: «Siamo passati dal vedere il bartender come un lavoratore da discoteca, che versa e serve quasi senza precisione, a una posizione che invece racchiude cultura merceologica, conoscenza tecnica e scientifica, un approccio personale che guidi l’ospite verso nuove esperienze». L’evoluzione dei tempi ovviamente aiuta: «È cambiata la comunicazione, è più facile informarsi e di conseguenza la ricerca è molto più approfondita: in generale, il bartender inizia a essere visto come qualcuno che può trasmettere delle informazioni e dei contenuti, non più solo qualcuno che prepari da bere». Il premio è il coronamento di un lavoro che prosegue nel quotidiano: «I riconoscimenti e le classifiche fanno ovviamente piacere, ma è con la costanza di ogni giorno che un professionista dimostra quanto vale. Un premio è un evento straordinario, che certifica la bontà del lavoro ordinario».

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I 110 anni di Gruppo Cimbali tra innovazione responsabilità e inclusività

Nuovo esterno Mumac
Una realtà in crescita, attenta ai giovani e all’ambiente, celebra l’anniversario con il restyling di Mumac che rinnova il 30% delle apparecchiature esposte

Gruppo Cimbali ha festeggiato 110 anni dalla fondazione e contemporaneamente i 10 anni dalla nascita di Mumac, il suo museo d’impresa che accoglie la più grande esposizione permanente dedicata alla storia e alla cultura della macchina espresso professionale.

I termini responsabilità, inclusività e tecnologia sono stati più volti richiamati nei discorsi che hanno accompagnato l’incontro insieme a una grande attenzione ai giovani. A cominciare dal presidente Maurizio Cimbali che ha sottolineato come negli ultimi anni si sia investito molto su di loro.

L’Azienda che dà lavoro a 850 persone, di cui il 30% lavora all’estero, ha visto l’ingresso di numerosi under 35 di 10 nazionalità diverse. Il Gruppo è in crescita sia per linee interne sia grazie ad acquisizioni (le più recenti sono state l’americana Slayer nel 2017 e la veneta Keber, produttrice di macine, nel 2019), e guarda al futuro con fiducia, consapevole di dovere affrontare numerose sfide tecnologiche (l’innovazione è un elemento base per la crescita), ponendo una crescente attenzione alla sostenibilità e all’impegno sociale. Tutto ciò con umiltà, ovvero con la capacità di ascoltare e di mettersi in gioco per fare meglio e di più.

Maurizia Cimbali, amministratore delegato del Gruppo, ha posto l’attenzione su Mumac - Museo della macchina per caffè, che vede rinnovato il suo assetto espositivo e ora accoglie nuove macchine da collezione in uno spazio che è un riferimento per gli appassionati del mondo del caffè e del design. La sua missione è sviluppare la cultura del caffè, un impegno che rivolge sia all’interno - i dipendenti - sia all’eterno, coinvolgendo professionisti, coffee lover e curiosi. È stato anche ricordato come gli spazi che hanno accolto gli ospiti, furono destinati ad hub vaccinale tra marzo e agosto 2021.

Presente e futuro. Tornando all’innovazione, sono oltre 60 i professionisti del reparto R&D (l’investimento previsto per il 2023 sullo sviluppo del prodotto è oltre il 5% del fatturato) che  lavorano ogni giorno per progettare e sviluppare macchine ad elevate prestazioni. Tutte le attività si svolgono in-house e si riflettono nei 66 brevetti che l’azienda possiede, 19 dei quali depositati negli ultimi tre anni. Tra le tecnologie all’avanguardia vi è il Naso Elettronico, che ha vinto il Premio Innovazione Smau 2021: un software in grado di identificare le miscele attraverso un algoritmo di Intelligenza Artificiale; e, ancora, l’interazione touchless con Cup4you – Evo, un’applicazione che, attraverso una connessione Wi-Fi, offre una nuova interazione con le macchine superautomatiche. La sostenibilità è il filo rosso che collega tutte le attività che Gruppo Cimbali propone.

Mumac si rinnova. Il polo nato dieci anni fa per tutelare il patrimonio di un importante settore del made in Italy è un hub culturale con quattro poli: Mumac, Museo della macchina per caffè, con l’esposizione delle collezioni Cimbali e Maltoni; Mumac Library, biblioteca storica del caffè; Hangar 100, uno spazio annesso multifunzione per esposizioni temporanee. Il primo ospita 100 pezzi delle collezioni Cimbali e Maltoni e ha visto rinnovato un 30% delle apparecchiature esposte grazie al supporto del collezionista Enrico Maltoni, tra cui spiccano una macchina a vapore La San Marco a colonna prodotta nel 1929 a Udine e una Eterna a due gruppi della serie Zenith del 1952. Il suo progetto di riorganizzazione è stato affidato ai designer Antonella Andriani e Ambrogio Rossari con l’obiettivo, ha spiegato Barbara Foglia, Mumac manager, «di diventare sempre più museo per tutti, con lo sguardo volto alla responsabilità, sia sociale sia culturale, d’impresa». Il restyling si è sviluppato su canoni di responsabilità sociale, culturale e ambientale, riutilizzando il più possibile il materiale esistente; l’inclusività è l’orientamento che ha portato ad allargare lo sguardo ai bisogni di visitatori con difficoltà di accesso ai contenuti, ora disponibili a più livelli di lettura e approfondimento; infine l’interazione, a cominciare dall’esterno dove accoglie gli ospiti una tazzina bianca di dimensioni enormi. Gli spazi espositivi sono stati integrati con un apparato di QRcode grazie a cui i visitatori possono approfondire la conoscenza delle macchine per caffè attraverso descrizioni, fotografie d’archivio e video, curiosità e dettagli custoditi nella Mumac Library. La riapertura del Mumac è avvenuta domenica 23 ottobre.

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