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Beer&Food Attraction 2023: the place to be

Beer&Food Attraction 2023
Creare nuovi contatti, espandere il business e la visibilità del proprio brand: ci sono almeno tre buoni motivi per partecipare alla prossima edizione dell'evento in programma a Rimini dal 19 al 22 febbraio

Ti piacerebbe ampliare le tue opportunità commerciali? Certo che sì! E allora Beer&Food Attraction è il posto ideale per te. In un solo appuntamento, l'evento presenta la più completa offerta nazionale e internazionale di birre, bevande, food e tendenze per il fuoricasa.

E se ti stai chiedendo per quali motivi dovresti partecipare, eccotene almeno tre:

  • Per generare nuovi contatti
    Nell'edizione 2022 quasi 24.000 operatori professionali si sono riuniti a Rimini per scoprire tutte le principali novità del settore fuoricasa.
  • Per espanderti nei mercati internazionali
    Non è necessario volare oltreoceano per allargare i confini del tuo business. Grazie alla collaborazione con Agenzia Ice e con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione Internazionale, e con il supporto della rete internazionale di regional advisor di Italian Exhibition Group (Ieg), potrai incontrare in fiera buyer profilati provenienti da tutto il mondo.
  • Per aumentare la visibilità del tuo brand
    Partecipare a Beer&Food Attraction ti consentirà di incrementare la brand awarness e le occasioni di networking, non solo con gli operatori in visita. Grazie all’integrazione dell’evento fisico con un’innovativa piattaforma digitale, il tuo marchio e i tuoi prodotti saranno visibili 365 giorni l’anno da buyer di tutto il mondo.

CHIEDI INFO PER PARTECIPARE A BEER&FOOD ATTRACTION 2023

Beer&Food Attraction, oltre che rappresentare un’importante vetrina per le aziende del settore, è anche il palcoscenico perfetto per i grandi eventi nazionali e internazionali dedicati al mondo della ristorazione fuori casa.

La prossima edizione, in programma dal 19 al 22 febbraio 2023 presso la Fiera di Rimini, ospiterà il Campionato del Mondo di Pizza - Pizza Senza Frontiere organizzato da Ristorazione Italiana Magazine in collaborazione con Beer&Food Attraction - Italian Exhibition Group.

Giunto alla 2ᵃ edizione, l'evento si sposta da Roma a Rimini, con un programma più ampio rispetto alla precedente edizione. Programma che prevede 16 categorie in gara per un totale di 600 pizzaioli professionisti provenienti da tutto il mondo, che si contenderanno il titolo all’interno degli 800 mq di area evento.
Queste le categorie in gara: Pizza in Teglia alla romana, Pizza in Pala, Pizza Tonda al Matterello, Pizza a 4 mani, Pizza a sorpresa - Mystery box, Pizza classica, Pizza Napoletana Classica, Pizza Napoletana Contemporanea, Pizza Senza Glutine, Pizza Dessert, Pizza al Metro, Pizza e Birra, Pizza Fritta, Pizza Freestyle singola, Pizza più larga, Pizzaiolo più veloce.

CHIEDI INFO PER PARTECIPARE A BEER&FOOD ATTRACTION 2023

The Milan Coffee Festival, l’importante è partecipare

Logo The Milan Coffee Festival
L’evento internazionale attende i professionisti per vivere giornate all’insegna del confronto, della scoperta di novità e tendenze sul tema caffè

 

The Milan Coffee Festival, l’evento internazionale dedicato ai coffee lover e ai professionisti del caffè è ormai alle porte. Tra il 12 e il 14 novembre sono attesi presso Superstudio Più di via Tortona a Milano parecchi visitatori: al grande pubblico è dedicata la prima giornata, mentre la due giorni di domenica 13 e lunedì 14 è riservata principalmente agli operatori del settore.

Per questo tutti i professionisti del mondo del caffè sono invitati ad unirsi alla lista degli ospiti ViP per i Trade Days; l’ingresso è gratuito.

L’evento, organizzato sulla scia del successo delle manifestazioni di Londra, Amsterdam e New York, permette di conoscere i produttori di attrezzature professionali e vivere tre giornate all’insegna del confronto, della scoperta di novità e tendenze sul tema caffè e sul mondo della caffetteria, grazie anche a numerose esperienze proposte dalle aziende partner: La Marzocco, Faema, Brita, Alpro, LaCimbali, Slayer, Grindie, 1895 Coffee Designers by Lavazza, Sage, Cafezal, Smirnoff, Monin, Mr Black, Mumac Academy, Sca, DM Italia e Sum-up.

Il mondo del caffè e quello del bar sono in continua evoluzione e questa terza edizione del Milan Coffee Festival è nuovamente l’occasione per scoprire in quale direzione si muovono e «colmare il divario tra la new wave del caffè artigianale e la tradizione tutta italiana dell’espresso» ha dichiarato Ludovic Rossignol-Isanovic, co-founder di Allegra Events e ideatore del progetto. Nel nostro Paese, dove il caffè espresso è una consuetudine radicata, un gruppo sempre più numeroso di baristi e di torrefattori artigianali diffonde la cultura degli specialty creando nuove opportunità di business. E al contempo, sempre più locali guardano con attenzione l’evoluzione del settore e inseriscono caffè di qualità e nuovi metodi di estrazione accanto al classico espresso.

Accanto al momento espositivo numerose competizioni e performance rappresentano ottimi motivi per partecipare all’evento.

Torna con un format tutto nuovo The Roast Master, il contest d’avanguardia sull’arte della tostatura del caffè: vede 11 tra i migliori torrefattori italiani sfidarsi divisi in squadre in un acceso torneo a eliminazione diretta: #1 Sfida all’ultimo Espresso, #2 Latte Art, #3 Caffè filtro, #4 Signature Drink. Le quattro competizioni si svolgono davanti a una giuria di altissimo livello e a un ampio pubblico. Si tratta non solo di una prova di abilità, know-how e attitudine commerciale, ma di un'opportunità unica per eccellere di fronte ai principali operatori del settore e a un pubblico internazionale.

Altri momenti di interesse e formativi del festival sono:

l’area interattiva Latte Art Live con laboratori pratici, esibizioni e sfide legate alla disciplina della latte art;

The Lab, realizzato con Mumac Academy e Sca Italy, propone appuntamenti e laboratori che prendono in esame le ultime tendenze come ad esempio la colazione contemporanea con gli Specialty Coffee di 1895 Coffee Designers By Lavazza;

la Global Coffee School Live di Sage guida attraverso dei workshop alla realizzazione di un espresso perfetto, al perfezionamento della propria latte art e alla preparazione di cocktail a base caffè;

The Roaster Village è il luogo in cui incontrare numerosi piccoli torrefattori italiani e degustare i loro specialty coffee.

Per gli amanti della mixology da non perdere i drink a base di caffè proposti da Cafezal all’aperitivo corner, l’Espresso Martini e il Coffee Negroni e la possibilità di partecipare alla Cocktail Masterclass di Smirnoff.

Ampi Lievitati, l’iniziativa per fare cultura su panettone & co.

credito Giovanni Panarotto per Profumo di Limone
Profumo di Limone (cr. Giovanni Panarotto)
A lanciare il progetto è l'Accademia Maestri Pasticceri Italiani con l'obiettivo di promuovere la cultura su panettone, pandoro e colomba

Promuovere la cultura del panettone & co.: è questo l'obiettivo Ampi Lievitati. Si tratta del nuovo progetto tematico di Accademia Maestri Pasticceri Italiani dedicato al mondo dei prodotti lievitati. Tutelare, promuovere e comunicare anche al grande pubblico la cultura dei grandi lievitati sarà l'attività principale, svolta sul fronte della formazione e comunicazione.

Lavorare sulla cultura

Il progetto Ampi Lievitati, sostenuto anche da Molino Colombo e Corman, nasce con una precisa finalità: la volontà di promuovere sia in seno ad Accademia che all’esterno la cultura dei grandi lievitati. Non sarà una “Associazione nell’Associazione”, ma un gruppo di lavoro operativo su una serie di attività tecniche e promozionali. Al centro ci sarà il prodotto finale, ma anche gli ingredienti e le tecniche migliori per realizzarlo. L'anima di Ampi Lievitati saranno gli accademici che producono lievitati di eccellenza, riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Saranno loro, protagonisti anche dell'ultimo simposio Ampi, ad assumersi il compito di dare vita ad azioni concrete all'interno dell'accademia, fornendo supporto e conoscenza specifica ai colleghi.

Le attività di Ampi Lievitati

Sul fronte attività, il progetto Ampi Lievitati si sviluppa su due ambiti operativi principali: formazione e comunicazione. Per la formazione si prevedono incontri tecnici che vedranno il coinvolgimento delle aziende partner, degli Accademici e di professionisti esterni. Per la comunicazione si prevedono attività multicanali, volte a diffondere la cultura del lievitato di qualità 100% italiano. A tal fine, si attueranno partnership strategiche con fiere e manifestazioni per creare momenti di comunicazione efficaci.

Le linee guida per i lievitati

Verranno anche redatte linee guida specifiche, che andranno a identificare e definire le caratteristiche dei lievitati. Si andranno a definire ingredienti, procedimento, profilo organolettico, comunicazione e promozione all'estero. In questo modo Ampi potrà aderire con i propri associati a manifestazioni nazionali e internazionali con il supporto di enti organizzatori e stakeholder di settore. Tutta la comunicazione del progetto verrà supportata con un logo tematico “Ampi Lievitati” che diventerà simbolo di tutte le attività del progetto e strumento di identificazione dei prodotti degli Accademici. Inoltre, il sito di Ampi si arricchirà di una sezione tematica dedicata al tema e che raccoglierà informazioni culturali e tecniche.

Selezionati i 10 finalisti italiani della Patrón Perfectionists

Definita la rosa dei bartender che si contenderanno il titolo italiano nella finale nazionale della cocktail competition firmata Tequila Patrón, al Soho House di Roma il 21 novembre. Chi vince vola in Messico per la finalissima mondiale

Mettere in gioco la propria arte, creatività e abilità per dare vita a un cocktail che esprima la propria idea di perfezione. È questa la grande sfida che anche quest’anno a rivolto ai bartender la Patrón Perfectionists, la cocktail competition internazionale firmata da Tequila Patrón. Contest che per questa edizione 2022-2023 è arrivato a un primo importante punto di svolta: sono stati svelati i 10 bartender che si contenderanno la vittoria nella finale italiana del concorso, in programma a Roma alla Soho House il prossimo 21 novembre.

A selezionarli una giuria di esperti composta da Cristian Bugiada, anima e co-founder de La Punta Expendio de Agave di Roma, Giacomo Acerbis, bar manager del Donkey Speak of Kong a Bologna, dal bartender Luca Fanari, vincitore della scorsa finale italiana di Patrón Perfectionists, e dalla giornalista esperta food&beverage Margo Schachter. Giuria che ha passato al vaglio tutte le numerose ricette presentate dai concorrenti di tutta Italia per la prima prova di questa edizione del concorso, la HomeTown Hero.

Prova che ha chiesto a tutti i candidati di creare un cocktail a base di Tequila Patrón Silver miscelata con la cultura locale del bartender, ovvero con un ingrediente che fosse espressione del luogo, del paesaggio e dei sapori del territorio di origine del concorrente. Ma non solo, perché le regole di ingaggio hanno previsto che la ricetta in totale potesse essere composta utilizzando al massimo 5 ingredienti, compresi il tequila e l’ingrediente locale, tra i quali un solo homemade, scegliendoli tra quelli presenti nella dispensa Patrón, ovvero l’apposito elenco sul sito del contest. Una scelta questa nata dalla volontà del brand di tequila super premium di gruppo Bacardi di spingere gli artisti della mixology all’utilizzo di ingredienti di facile reperibilità dando vita a drink di alta qualità, ma replicabili nei locali di tutto il mondo e, volendo, anche a casa dal consumatore finale (leggi Patrón Perfectionists: ultimi giorni per iscriversi).

I finalisti

Ecco i nomi dei bartender che hanno superato brillantemente la prima sfida, meritandosi un posto nella finale nazionale del contest: Gennaro Ranieri dell’Akademia Cucina & More di Napoli con il suo Fuoco e Terra, Giuliana Giancano del Pout Pourri vintage cafè di Torino con BEeS, Emanuele Monteverde del Cinquanta - Spirito Italiano di Pagani (Salerno) con Spritz del contadino, Antonio Destino del Kosmo taste the mountain di Livigno (Sondrio) con Green-land, Riccardo Fuggetta del Wisdomless Club di Roma con Hernan Cortes, Simone Gaspari del BlackSheep di Bolzano con Forestal Tommy, Andrea Benvegna del Surf di Imperia con EVO, Elisa Favaron del Cucù di Bassano del Grappa (Vicenza) con Gold Diamond, Nicola Loiacono di Villa Igiea a Rocco Forte Hotels di Palermo con Zabbara, e Stefano Frau del Bar delle Rose, Royal Hotel di Sanremo con Libeccio.

Chi vince vola in Messico

Per loro il cammino verso la perfezione prosegue con la prossima tappa nella quale si sfideranno con i loro drink per conquistare il titolo italiano di Patrón Perfectionists. Cammino che per il vincitore proseguirà oltre: ad attenderlo c’è un biglietto per il Messico dove, a marzo del prossimo anno, parteciperà alla finalissima del contest, presso l’Hacienda Patrón, sull’altopiano di Jalisco, confrontandosi con gli altri 18 campioni nazionali di questa edizione della competition per aggiudicarsi  il titolo di Patrón Perfectionists.

Tutto pronto per la nuova edizione della Old Fashioned Week

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Dal 5 al 14 novembre i cocktail bar di tutto il mondo celebrano il grande classico della miscelazione. 29 i locali italiani protagonisti dei festeggiamenti

Prende il via sabato 5 novembre la Old Fashioned Week, la settimana o, meglio, la dieci giorni di festa, la manifestazione si chiude lunedì 14 novembre, che celebrano uno dei pezzi da 90 della miscelazione di tutti i tempi: l’Old Fashioned. Una festa che coinvolgerà migliaia di locali in tutto il mondo per rendere il doveroso omaggio a un cocktail senza tempo, che nei suoi oltre 140 anni di storia, è nato infatti a fine Ottocento, continua a essere tra i più amati tra gli appassionati tra i cocktail lover. Un amore capace di superare mode e tendenze e di coinvolgere anche le nuove generazioni di amanti del bere bene, come mostra la classifica dei The World’s Best Selling Classic Cocktails di Drinks International sui classici più venduti al mondo, basata sulle risposte di 100 tra i migliori bar al mondo, dove l’Old Fashioned ha saldamente occupato il primo posto negli ultimi 7 anni, superato quest’anno solo da un altro grande classico: il Negroni.

E come mondiale è la fortuna dell’Old Fashioned, mondiale è anche la sua festa. Nata nel 2015 a Parigi per iniziativa di Michael Landart, co-proprietario del Maria Loca, tra i più noti cocktail bar della città, e del suo amico Cyrille Hugon, organizzatore del Rhum Fest Paris, la Old Fashioned Week già dal 2016 è divenuta una manifestazione di dimensione globale, raccogliendo l’adesione di un numero sempre crescete di locali. A questa crescita ha contribuito Woodford Reserve, il brand di bourbon artigianale del Kentucky, che dal 2020 si è associato alla celebrazione diventandone lo sponsor principale e dallo stesso anno la manifestazione ha assunto il nome ufficiale di Woodford Reserve Old Fashioned Week.

La Old Fashioned Week in Italia

Anche l’Italia parteciperà alla festa, con 29 official top bar selezionati da Nord a sud della Penisola che proporranno il cocktail nella versione sua classica o nelle varie rivisitazione proposte dai loro bartender. A questo scopo tutti i locali hanno ricevuto da Woodford Reserve un kit per la preparazione del drink completo anche di menu personalizzato con le ricette che presenteranno.

Ecco l’elenco completo: Bob, Nik’s & Co, The Doping Bar, House of Ronin e Rita a Milano; Drink Kong, Oro Whisky Bar, Club Derrière, The Hoxton e CVLTO a Roma; Dash e La Drogheria a Torino; Laboratorio Folkroristico, Magnolia, Dopoteatro e Barril a Napoli; Locale, Picteau Bistrot & Cocktail Bar e Rasputin a Firenze; Il Palazzo Experimental a Venezia; Camera con Vista a Bologna, Gradisca Caffè a Genova; Romeo Bistrot & Cocktail Bar a Verona; Quebracho a Pescara; Laurus a Lecce; Moonshiners a Civitanova Marche (Macerata); Porto 51 a Ischia (Napoli); Alchemico a Monopoli (Bari) e I Corrieri a Palermo.

Tre appuntamenti speciali

Ma non solo. Ad arricchire la Old Fashioned Week ci saranno anche tre eventi speciali. Il primo è la masterclass su Woodford Reserve e il suo uso in miscelazione tenuta da Francesco “Ciuciu” Spenuso, advocacy manager per l’Italia di Brown-Forman, il colosso spirit americano proprietario del brand, in programma il 7 novembre (ore 14.30) a Roma presso l’Oro Whisky Bar (si potrà seguire in diretta streaming cliccando a questo link). Gli altri due appuntamenti sono con le due night shift (dalle ore 21), sempre con Francesco Spenuso: la prima il 7 novembre a Roma presso il Drink Kong e la seconda per il gran finale della Old Fashioned Week il 14 novembre a Milano al Bob.

La ricetta

Woodford Reserve Old Fashioned

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Ingredienti:
6 cl Woodford Reserve, 1 zolletta di zucchero, 3 gocce Aromatic bitter, 2 gocce Orange bitter, soda o acqua naturale, scorza d’arancia
Preparazione:
stir
Guarnizione:
scorza d’arancia
Bicchiere:
old fashioned

Vantguard Cup Italy, dagli ottavi ai quarti verso nuove sfide

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In corso i quarti di finale della Vantguard Cup Italy: i cocktail bar si sfidano a colpi di drink e i migliori procedono verso la finale dell'11 dicembre

Procede il cammino della Vantguard Cup Italy, iniziativa sfidante che sta coinvolgendo i bar d’Italia in una gara “drink to drink”: in questa prima edizione i protagonisti sono i prodotti Vantguard di punta (Curado, Gin Mare, Flaming Pig, Seventeen, Capucana, Ysabel Regina, Gin Raw, Bonanto) e i migliori professionisti della miscelazione.

Quasi completata la fase degli ottavi di finale. Nella parte alta del tabellone Cinquanta Spirito Italiano di Salerno, SeBon di Andria, Freestyle cocktail bar di Reggio Emilia e Freni e frizioni di Roma hanno passato gli ottavi, accedendo ai quarti. Il primo quarto di finale si è già svolto e ha visto vincere il Freestyle cocktail bar.

Nella parte bassa, invece, si sono distinti il Floreal di Firenze, il Moebius di Milano e il Jeffer di Pisa, mentre rimane ancora da scoprire chi accederà ai quarti tra Bob e The Doping Club (entrambi di Milano, la sfida è prevista il 10 novembre al Nik's and co.).

Il calendario dei prossimi match

Questo il calendario delle sfide previste nelle prossime settimane.

Quarti di finale
09/11 – presso Moebius (Milano) – Cinquanta Spirito Italiano VS Sebon
17/11 – presso Cinquanta Spirito Italiano (Salerno) – Jeffer VS vincente tra Bob e The Doping Club
22/11 – presso Laurus (Lecce) – Moebius VS Floreal

Semifinali
24/11 – presso Freni e Frizioni Draft (Roma)
01/12 – presso The Doping Bar (Milano)

vantguard_cup_curado_02Verso la finale dell'11 dicembre

Il sistema di gara ricalca un modello in stile competizione calcistica internazionale: ottavi, quarti, semifinale e finale, prevista l’11 dicembre 2022.

Come funziona? Ogni locale propone 3 cocktail con 3 diverse referenze del gruppo. Per ogni fase di gara è previsto un sistema di votazione tramite consumazione: vince il locale più apprezzato che ha venduto più cocktail, il tutto supervisionato da un arbitro Vantguard.

Aperto anche il voto online

C'è anche una sorta di competizione parallela: il pubblico può votare online il locale preferito che poi avrà uno speciale riconoscimento al termine della gara. In questa particolare classifica sono ancora in gara tutti i 16 locali che hanno avuto accesso alla Cup: Argot Prati (Roma), Bob (Milano), Cinquanta Spirito Italiano (Salerno), Floreal (Firenze), Freccia Bar (Modena), Freni & Frizioni (Roma), Freestyle Cocktail Bar (Reggio Emilia), Jeffer (Pisa), La Fesseria (Napoli), Laurus (Lecce), Moebius (Milano), Nik’s & Co. (Milano), Noh Samba (Bari), SeBon (Andria), The Court (Roma) e The Doping Bar (Milano).

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Ivan Herrera, Regional Manager MED & APAC di Vantguard

«Questo campionato è nato per cambiare il paradigma della Cocktail Competition - spiega Ivan Herrera, Regional Manager MED & APAC di Vantguard. «Dopo aver visto per anni competizioni incentrate sulla realizzazione del miglior drink per l'industria, ora ci concentriamo sul consumatore. È semplice come mettere di fronte due bar per vedere chi vende più cocktail durante un tempo prestabilito utilizzando la loro creatività per offrire i più gustosi drink ai clienti. Questo format richiede un set di competenze completo che va dalla creatività, alla conoscenza approfondita del consumatore e del suo gusto nonché alla capacità di adattarsi al luogo. Si tratta di portare i cocktail più vicino al consumatore; alla fine è l’obiettivo che si sta ponendo tutto il settore. Il vincitore si unirà a noi per partecipare alla Curado Experience in Messico».

Le specialità bavaresi: bontà premium per caratterizzare la tua offerta

specialità bavaresi
Bontà versatili, perfette per la ristorazione, nonché un’ottima opportunità di business

La Baviera è una terra di note eccellenze agroalimentari, bontà di alta qualità, inconfondibili ovunque. A partire ovviamente dalla birra, una delle specialità di punta della regione, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per la sua purezza. Una peculiarità unica tutelata dal 1516 con il Reinheitsgebot, il celebre “Editto della purezza”, considerato ancora una garanzia perché vincola la produzione all’uso tassativo di soli tre ingredienti: orzo, luppolo e acqua.

Realizzata con maestria, oggi è prodotta in ben 40 tipologie diverse che soddisfano ogni palato. Ideali per caratterizzare l’offerta del proprio bar, ristorante o struttura ricettiva e per sviluppare una proposta commerciale unica, in abbinamento anche a piatti che propongono altri prodotti della cultura culinaria bavarese.

Sono infatti tanti gli ingredienti degni di nota che possono stimolare la creatività in cucina: i formaggi, di qualità eccelsa, disponibili in tante tipologie diverse, ma anche i latticini, il burro, giallo paglierino, lo yogurt e molte altre prelibatezze con il gusto unico del buon latte. Una materia prima che nasce su pascoli incontaminati, monitorata e certificata, prima di essere sottoposta a lavorazioni che uniscono il sapere di ieri a processi produttivi evoluti.

La carne, non per ultima, rappresenta una vera e propria bontà premium: dedicata a consumatori attenti, viene costantemente garantita da un attento sistema di certificazioni.

Queste sono solo alcune delle specialità bavaresi che nascono dal lavoro di aziende celebri per il rispetto della tradizione da un lato, ma anche per l’innovazione tecnologica dei loro cicli produttivi. In linea con le più attuali esigenze dei consumatori, sempre più attenti all’alimentazione, alla qualità e all’origine dei cibi che consumano anche fuori casa.

Bontà versatili che possono anche essere le protagoniste di eventi e degustazioni. Perfette per la ristorazione, nonché un’ottima opportunità di business.

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Niente più colazioni e monoporzioni: Tema diventa Pizzeria Elementare

tema pizzeria elementare
tema pizzeria elementare
Dopo snack e colazioni, Francesca Marcantognini e Chiara Abate rivoluzionano il loro format e aprono in Porta Venezia: arriva Tema - Pizzeria Elementare

Niente più colazioni e monoporzioni: Tema cambia format e diventa Tema - Pizzeria Elementare. In Porta Venezia, a Milano, le giovanissime imprenditrici e chef Francesca Marcantognini e Chiara Abate hanno portato la loro nuova idea. Al centro di tutto, la pizza, concepita in un'atmosfera giocosa tra arte bianca, tecniche di cucina e cocktail pairing.

Un locale, tre anime

Pizza, dolci al piatto e mixology. Marcatognini e Abate ripartono dalle basi, riducendo il lavoro a una formulazione, appunto, elementare. Questa parola presente nel payoff, si riferisce al singolo ingrediente. Deve essere stagionale, locale, sempre di alta qualità e sempre rispettato nelle preparazioni. Con continui rimandi alla scuola, nella sua accezione di luogo di crescita, Tema - Pizzeria Elementare è un progetto firmato da Nic Maltese Studio con gli interior Fede Pagetti, insieme alla visual identity di Aut Studio. La comunicazione digital e social media è seguita da GoGo Factory.

Il gioco al centro di tutto

Aperto il 15 ottobre, il locale accoglie il cliente con tanti rimandi al gioco. Appena seduti, si può disegnare sulla tovaglietta e partecipare a un contest. Sono previste degustazioni e serate tematiche. Il primo tema che verrà sviluppato sarà la reinterpretazione di piatti o ingredienti classici in un determinato periodo storico, reinterpretazione che verrà espressa sempre tramite pizze e dolci. Si partirà con gli anni Sessanta per arrivare al 3000 (ogni menù riguardante un periodo storico rimarrà per un mese). La degustazione si articolerà in cinque portate: antipasto, due pizze, pre dessert e dessert. Ad ogni degustazione, se il cliente lo desidera, verrà abbinata una carta vini-cocktail studiata dal nostro barman e da un sommelier. Le serate a tema partiranno da novembre e si terranno due volte al mese. Primo appuntamento: anni Novanta.

L'intervista a Francesca Marcantognini e Chiara Abate

Come mai avete deciso di cambiare format? Il format precedente non rispecchiava al massimo quello che volevamo comunicare. Non era possibile fare la sperimentazione che avremmo voluto nè sulla pizza nè sui dolci. Abbiamo quindi fatto un’analisi del mercato, dei concorrenti e dei loro prodotti. Abbiamo così capito che dovevamo entrare nella testa del cliente con un format unico, che ci distinguesse dagli altri locali e che ci caratterizzasse come brand. In questo ci ha aiutato uno studio di architettura che ha progettato il lay-out del locale, il logo e il payoff “Pizzeria elementare”. Giocando attorno alla parola Tema e all’aggettivo “elementare”, abbiamo voluto richiamare la scuola, ma anche l’essenza, la semplicità e pulizia degli ingredienti. Inoltre, Tema si presta a diverse interpretazioni, oltre l’elaborato scolastico: è l’argomento da cui prendere spunto per tutte le possibili declinazioni di gusto dei nostri prodotti, è l’ispirazione che si presta a sviluppi e variazioni… Ci piace molto lavorare per temi, perché stimola l’aspetto ludico del nostro lavoro che crea proposte interessanti nella scelta degli ingredienti e nell’accostamento di sapori. Il format che abbiamo messo a punto si rivolge al target giovane, che frequenta Porta Venezia nella fascia serale. Infatti, siamo aperti dalle 18.00 fino all’una di notte, 6 giorni su 7 con 6 dipendenti oltre noi per 70 coperti. Anche per questo abbiamo scelto di mettere in carta pizze abbinate ai cocktail e ai dessert al piatto. Gli snack e le colazioni continueranno? Le colazioni non ci saranno più, ma in un futuro ci piacerebbe riprendere anche questa parte... magari in un altro Tema! La pizza è sempre presente, ma in un'altra forma e con abbinamenti più azzardati. La nostra pizza viene interpretata aggiungendo una farina non comune alle produzioni in pizzeria, la farina di segale integrale che prendiamo dal Molino Paolo Mariani. Aggiungiamo un metodo di lavorazione classico a 24 ore di lievitazione a una cotta in forno elettrico a 380-390°. La pasticceria non è più basata su monoporzioni, ma su dolci al piatto ponendo sempre al centro l’ingrediente includendo anche prodotti che non appartengono all’arte dolciaria, come i vegetali. Tra le nostre proposte, per esempio, c’è un dolce al sedano, ma anche uno al mais e non manca il tiramisù al sifone. Quasi tutti i dolci faranno riferimento a un ricordo di infanzia come lo zucchero filato, la granita, il popcorn e un dolce sarà addirittura “interattivo”, quindi coinvolgerà il cliente in un piccolo gioco. Da dove nasce l'idea di abbinare la mixology alla pizza? Nel precedente Tema avevamo un banconista, che in realtà é un esperto barman. Ci ha fatto provare qualche cocktail e abbiamo capito subito il suo talento e potenziale. Abbiamo quindi deciso di farlo esprimere liberamente e fare il suo vero lavoro. Da li é nata l'idea di abbinare i cocktail sia alla pizza che ai dolci. In questo modo si esprimono le vere tre anime di Tema: la pizza, i dolci e i cocktail.

Festa Halloween al Mercato Comunale Isola di MIlano

Glory, i bartender Eros e Angelo Carpentieri
Per la Festa di Halloween il top bartender Angelo Carpentieri e la barlady Chiara Venturelli hanno proposto una serie di twist horror di cocktail famosi.

Grande festa per la Notte di Halloween alla food hall del rinnovato Mercato Comunale Coperto Isola, con una serie di cocktail fusion & horror firmati dal top bartender Angelo Carpentieri e dalla barlady Chiara Venturelli.

I Mercati Comunali Coperti di Milano sono nati a partire dagli Anni Venti come spazi di commercio in concessione a privati al fine di fornire ai ceti popolari alimenti primari come pane, frutta, verdura e carne a prezzi calmierati. Una funzione sociale che è andata via via riducendosi con l'affermazione nel dopoguerra delle grandi catene distributive. Per questo l'Amministrazione Comunale di Milano ha deciso nel 2017 di avviare un profondo piano di ristrutturazione sia degli edifici dalla caratteristica copertura a galleria sia della funzione sociale. Non solo più posti dove acquistare alimenti a minor prezzo, ma anche location dove trovare spazi di consumo food & beverage e di aggregazione culturale e sociale.

Dopo quello della Darsena, il Mercato Comunale Coperto più vivace risulta essere quello di Milano Isola in piazzale Lagosta. Gli iniziali 580 mq sono stati aumentati a 900 mq allestendo spazi coperti laterali con dehors a pergole autoportanti Sprech Q-Box su due lati lunghi 50 m della struttura base, larghi 3,60 m, per tavoli, panche e sedie. Al suo interno sono stati allestiti diversi punti di consumo con prodotti premium come Glory Pasta & Birra, Roll Fusion Cuisine e Sciambola Coffee Bar.

Mercato Comunale Coperto Isola di Milano

Non a caso abbiamo ritrovato dietro i due banchi bar del Glory (diretto dal barmanager Roberto Rocci) il top bartender Angelo Carpentieri, con il figlio Eros, storico amico di Bargiornale e campione Barfestival e la mitica barlady pin up Chiara Venturelli.

«Abbiamo voluto proporre al Mercato Comunale Isola, nel cuore della movida milanese - sottolinea Angelo Carpentieri - un serie di cocktail ispirati alla Via della Seta di Marco Polo, a un gustoso incontro tra ingredienti provenienti da Occidente e Oriente, dalle spezie agli agrumi».

«I clienti della notte di Halloween - precisa Chiara Venturelli - sono sicuramente inquietanti con i loro travestimenti horror, total black e fetish e con maschere da mostri e streghe. Come inquietanti sono alcune richieste a base di sangue di pipistrello e zampe di ragno, a cui rispondiamo con la proposta di twist di cocktail più tradizionali ma anche di maggiore successo come Gin Tonic alla Diavola (con gocce di sciroppo di amarena), Negroni all'Assassino (con spiedino di occhi di zucchero), Martini Senza Speranza (con oliva all'ascolana farcita di peperone rosso). Anche in questa occasione, comunque vanno sempre forti foodpairing a base di fish & chips  e verdurine pastellate».

Aperitivi e innovazione: i premiati a Barnext

Barnext_vincitore_Ymeraj
Dorian Ymeraj, titolare del Barcode di Padova, vincitore del contest Padova Coktail Trophy
Il bartender Dorian Ymeraj e la start up Restworld sono i vincitori, rispettivamente, di Padova Coktail Trophy e Innovation Village Award, i contest andati in scena a Barnext

Si è chiusa con successo la prima edizione di Barnext, l’evento B2B dedicato al mondo del bar e della piccola ristorazione promosso da Padova Hall andato in scena negli spazi di Padova Exhibition (leggi Al via a Padova la prima di Barnext). Sono stati oltre 2500 gli operatori professionali che hanno preso parte alla due giorni, il 55% dei quali rappresentato dai titolari o gestori di locali pubblici, visitando le quattro aree della manifestazione (food, beverage, WineNext e Barnext Innovation Village) e partecipare al ricco programma di eventi che ha caratterizzato la kermesse. Tra questi anche i due contest, Padova Coktail Trophy e l’Innovation Village Award.

Il miglior aperitivo di Padova

Il primo è la cocktail competition dedicata al miglior aperitivo padovano promossa da Padova Hall e Aibes (Associazione italiana barmen e sostenitori). Condotto da Roberto Pellegrini, presidente di Aibes Veneto – Friuli Venezia Giulia, il contest ha visto in gara 9 bartender della città con i loro signature, davanti a una giuria composta composta da Giulia Franzato di Padova Hall, Andrea Pistore, giornalista del Corriere del Veneto, Matteo Gobbo, esperto e appassionato di miscelazione, e Samir Musa, area manager Doreca.

Ad aggiudicarsi la vittoria è stato Dorian Ymeraj, titolare del Barcode, cocktal bar che sorge in Piazza dei Signori, con la sua ricetta Key Code, un aperitivo dalle note leggermente agrumate a base di spremuta di lime, spremuta di arancia, Aperol, Campari, ginger ale.

I premi all'innovazione

L’Innovation Village Award ha invece premiato la migliore innovazione tecnologica dedicata al mondo del fuoricasa. In gara con le loro soluzioni, dalla piattaforma per accompagnare i bar e ristoranti nel metaverso al portale per ordinare piatti contemporaneamente da cinque brand della ristorazione fino alla birra artigianale pensata per gli sportivi, ricca di maltodestrine e poco calorica, le 10 startup selezionate che hanno preso parte all’Innovation Village di Barnext, lo spazio della manifestazione focalizzato sull’innovazione: Cibuspay, La Orange, Miravilius, Obiettivo Bar, Restworld, RistoBox, Sciallami, Vertical, Waveco e Wikipoint. Obiettivo del premio è aiutare tutte le nuove realtà imprenditoriali che contribuiscono all’innovazione del settore a entrare velocemente in contatto con partner industriali in grado di accompagnarle sul mercato.

La vittoria è andata a Restworld, giovane realtà di Torino fondata nel 2020 per offrire servizi innovativi per la gestione e valorizzazione delle risorse umane all’interno del mondo horeca, per la sua omonima piattaforma di raccolta e tracciamento dati pensata per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore fuoricasa. La piattaforma, di uso facile e intuitivo, è aperta sia ai professionisti che cercano lavoro sia ai locali che cercano personale, permettendo, grazie all’uso di sofisticati algoritmi di matching, di trovare la persona giusta per il giusto locale. Un approccio nuovo e sostenibile per rispondere ai bisogni del mercato del lavoro, in un momento in cui molte imprese del settore lamentano la difficoltà a reperire personale qualificato e dove tanti professionisti non trovano una collocazione che risponda alle loro aspettative.

Ad assegnare la vittoria una giuria tecnica composta da Giulia Cimpanelli, giornalista del Corriere della SeraMarcos Maceroni, event account per Padova Hall, Cristina Mattiussi, refente Nordest di InnovUp, Roberto PellegriniNicola Possagnolo, Ceo & managing partner di Noonic e co-founder & advisor Zanze XVI.

Sempre in tema di innovazione, il premio assegnato dal pubblico è andato invece a Waveco, creata dalla startup italiana Next Cooking Generation: una macchina professionale da cucina, protetta da brevetto, che utilizza la maturazione spinta degli ultrasuoni focalizzati per il trattamento della materie prime. Una soluzione che permette di migliorare le procedure utilizzate in cucina riducendo le tempistiche di preparazione, le temperature di cottura e migliorando la successiva fase della conservazione dei cibi, grazie all’azione degli ultrasuoni che abbattono la carica batterica aumentando sensibilmente la shelf life del prodotto finale.

Rittochina, amaro chinato in versione toscana

Un amaro pensato per i wine lovers. È quello ideato dalla Distilleria Du.It di Firenze a base di vino Canaiolo, china e un mix di erbe, spezie e frutti. Da proporre, come digestivo, in purezza o miscelato in cocktail classici o signature. Prodotto artigianale a tiratura limitata, si affianca a un qualificato portafoglio di liquori e distillati dalla forte impronta territoriale

La stagione d'oro dell'amaro italiano non conosce battute d'arresto. E il patrimonio di digestivi e di elisir alle erbe di matrice territoriale è in continuo aggiornamento con la nascita di nuove specialità. È il caso, ad esempio, di Rittochina - Chinato Toscano, amaro decisamente originale a livello di formulazione messo a punto da Tommaso Pieri, fondatore della Distilleria Urbana Italia Du.It di Firenze in collaborazione con l'amico e sommelier Davide D'Alterio (Enoteca Pinchiorri, Il Volto del Vino) e l’azienda agricola Marzocco di Poppiano (Fi).

 

Si tratta, infatti, di un amaro chinato a base di vino: il Canaiolo, vitigno a bacca nera diffuso soprattutto nell'Italia centrale, proveniente dalla vigna del Pretale a Poppiano che si distingue per acidulità, sapidità, tannicità e legnosità. Tutte caratteristiche che si combinano perfettamente a un composito mix botanico di erbe e di spezie (in cui spiccano china, fave di cacao, genziana, rabarbaro, coriandolo, anice verde, finocchio, arancio e arancio amaro di Curaçao) per dare vita a un prodotto distintivo con una gradazione alcolica di 20° vol. «È un amaro fuori dagli schemi - spiega Tommaso Pieri a Bargiornale - frutto della mia passione per la liquoristica e di quella di Davide D'Alterio per il mondo dei vini ed è un prodotto che si rivolge in particolare a tutti gli amanti e appassionati di vini che di regola non gradiscono i digestivi mainstream generalmente molto dolci e poco amari».

Non solo amari. Anche bitter, vermouth, gin e grappe

Il consiglio di Pieri è di proporre Rittochina in purezza, evitando il ghiaccio. In alternativa, si può raffreddare il prodotto in frigo e servirlo a una temperatura non inferiore ai 5 °C. L'amaro si candida, ovviamente, a giocare il ruolo di ingrediente principe in alcuni cocktail iconici. «A tal proposito - aggiunge Pieri - abbiamo rivisitato le ricette di miscelati da aperitivo classici come, ad esempio, il China Spritz a base di Rittochina e Pompelmo Plose. O come il Negroni Chinato, a base di Rittochina, che sostituisce il classico vermouth rosso, Bitter Firenze, prodotto dalla Distilleria Du.It, e un London Dry Gin composto da pochissime botaniche (ginepro, coriandolo, radice di angelica) firmato sempre dall'azienda fiorentina. Il portafoglio della distilleria fiorentina include una rosa di liquori e distillati prodotti a livello artigianale, in tiratura limitata e pensati per il canale bar. Tra gli amari si ricordano Assedio, prodotto spiccatamente amaro dal carattere austero (30% vol.) e IPA, Italian Pale Amaro (25% vol.). Ma non mancano anche vermouth (Vermutte, 18% vol.), bitter (Bitter Firenze, 25% vol.), gin (London Dry Gin, 41% vol.), vodka (Love Kamikaze, 25% vol.), limoncello (Limonquelo, 28% vol.) e Ratafià di amarene (20% vol.). A chiudere il cerchio, le grappe Route 22, distillato reinterpretato, come d'altronde tutti gli altri prodotti della distilleria, in chiave toscana.

 

 

Dallo shaker al becher. A Milano nasce Percento Lab

Apre PERCENTO LAB
Al centro Lucian Bucur, direttore di Percento Lab a Milano. Al suo fianco i tecnici di laboratorio: Andrea Picucci (a sinistra) e Alessandro Mazzoleni (credit foto: Studio Maigiu)
Dal gruppo Chinese Box nasce a Milano Percento Lab. Un luogo dalle tante anime: laboratorio super attrezzato per bartender, spazio di sperimentazione, rivendita di spirits e spezie, scuola di formazione, spazio eventi, punto di consulenza sul menu engineering. Un vero hub pensato per professionisti, nerd della mixology, appassionati e aziende del settore

C’è un gruppo di giovani imprenditori cinesi a Milano che è partito da una stanza (con soppalco) e piano piano, ma neanche tanto piano, ha aggiunto a questa stanza una seconda stanza e un’altra ancora. Fino a trasformare il loro bel monolocale in una suite. Luca e Michele Hu hanno creato prima il Chinese Box, una “scatolina” in corso Garibaldi, che in breve tempo si è fatta grande. E nel corso degli anni ha invaso di allegria e drink fatti come si deve, buona parte della via. Poi il primo maggio del 2018 è arrivato il BOB Milano all’Isola. Un cocktail bar, con al cuore il whisky, dove per la prima volta in città è stato svelato il mistero orientale del “bao”, il panino bianco di pasta di riso cotto al vapore che oggi - insieme a sushi e poke - è diventato parte integrante di tanti menu meneghini. Dopo il BOB Milano è arrivato il Messico, l’Agua Sancta, in corso Garibaldi. Anche qui. Un piccolo box, con dehors, intitolato al culto dell’agave e dei suoi derivati. Per rifornire di ghiaccio e di ingredienti i loro locali hanno creato un quarto spazio, in via Stelvio 58. Ed è quello più nuovo di cui vi parliamo adesso. Seguiteci.

Uno spazio polifunzionale dedicato alla sperimentazione

Percento Lab, questo il nome, non è un bar, ma uno spazio multiplo, aperto ai professionisti dell’ospitalità e all’industria del beverage. Il gruppo Chinese Box lo definisce così: “Un laboratorio dedicato interamente al mondo beverage: uno spazio polifunzionale dedicato alla sperimentazione nel mondo del bere dal punto di vista tecnico e creativo”. «Percento Lab - spiega il direttore Lucian Bucur - è un luogo dove ogni giorno avvengono attività di ricerca e sviluppo per migliorare e ottimizzare il lavoro dei professionisti del settore e soddisfare le curiosità degli appassionati. Grazie alla presenza di macchinari altamente specializzati è possibile entrare a stretto contatto con gli strumenti tecnici e teorici necessari per migliorare la propria attività adeguandola ai trend del settore».

Qui non si distilla, al limite si ridistilla, in un ambiente che comprende ogni genere di strumentazione e macchinario: evaporatori rotanti, alambicchi, centrifughe da laboratorio, becher da laboratorio di chimica, pompa filtro per la chiarificazione, ultrasonicatori, camere di creazione di ghiaccio secco. In questa astronave si produce di tutto: shrub, cordiali, sciroppi, kombucha, sodati. «Oltre ai prodotti base - sottolinea Bucur - è possibile realizzare ricette specifiche, pensate su misura del committente e realizzate da noi»

La camera del ghiaccio

La camera del ghiaccio è tra i gioielli più brillanti in questa stanza dei bottoni. Ce ne parla il titolare Luca Hu. «Nel settore si parla tanto di zero waste. E si fa molto bene. Ma a volte quelle che sono considerate pratiche anti-spreco in realtà generano costi non indifferenti. Faccio un esempio. Si parla di riutilizzare elementi di scarto per produrre garnish e sottobicchieri. Ma non si considera che questo genere di produzione genera a sua volta dei costi rilevanti. E quindi altro spreco. Con la “camera del ghiaccio” abbiamo lavorato per mettere in moto una macchina di produzione di ghiaccio che ci consentisse di non disperdere nulla o quasi. Chi nei bar lavora con le seghe e altre attrezzature “casalinghe” arriva a sprecare fino al 70% del blocco di ghiaccio. Noi per produrre 300 chili di ghiaccio a cubi usiamo 320 litri di ghiaccio e la parte che si scioglie durante il taglio viene purificata, immessa in vasca e riutilizzata. Ma la questione prioritaria sulla quale abbiamo lavorato è la sicurezza. Per produrre formati 5x5; 5x7 o 4x11cm - destinati sia ai nostri locali sia alla vendita - usiamo un banco costruito su misura e una lama per taglio alimentare (segaossa) ben distanziata dall’operatore. Tra chi fa il ghiaccio e la lama ci sono sempre, almeno, 30 cm di distanza. Perché lavorare in sicurezza è la nostra priorità».

Un hub per la bar industry

Le attività di Percento Lab non si fermano qui. Lo spazio ospita una rivendita di alcolici e prodotti legati al mixology. A un’imponente teca di spezie e erbe aromatiche si aggiungono attrezzature e tools. Altra anima importante del nuovo spazio è l’Accademia. Qui si svolgono incontri di formazione tecnica sui vari macchinari, corsi dedicati alla cultura del prodotto (distillati e non) e attività legate al menu engineering. «Diamo supporto e consulenza - spiega Lucian Bucur - per la costruzione di drink list tematiche; ospitiamo masterclass e presentazioni di nuovi prodotti. Il tutto in uno spazio dotato di tutti i supporti tecnici audio e video. Tutto questo è pensato sia per gli operatori dell’ospitalità sia per le aziende del beverage. L’idea è quella di diventare un vero hub per tutta la bar industry».

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