Quello tra Torino e il cioccolato è un connubio che viene da lontano. Le prime notizie di questa "storia d'amore" risalgono al 1559, quando le prime fave di cacao arrivano in città grazie al capo dell’esercito spagnolo di Carlo V, Emanuele Filiberto di Savoia detto “Testa d’Fer”. Da quel secolo lontano, la tecnologia ha migliorato il cioccolato, permettendo di ottenere il massimo dalle fave di cacao. A questa missione innovativa si è dedicata Gioari, azienda fondata sulla profonda conoscenza della cultura dei paesi produttori di cacao e sulla ricerca di processi produttivi rispettosi della qualità delle materie prime.
Torino incontra il cioccolato
Dopo l'arrivo delle fave di cacao in città, solo nel 1606 la ricetta della bevanda a base di cacao e il suo processo produttivo raggiungono l’Italia ad opera dell’esploratore Francesco Carletti. Nel 1678 Casa Savoia nomina il primo Maestro Cioccolatiere d'Italia: si tratta di tal Giovanni Battista Ari. La storia prosegue costellata di successi e innovazioni. Nel 1780 i produttori di cioccolato torinesi si spostano sulle sponde del fiume Dora per sfruttare, grazie a macchinari all’avanguardia, l’energia idraulica. Nel 1800, grazie a queste lavorazioni meccaniche, avviene il passaggio dalla cioccolata liquida ad una pasta morbida. Pochi decenni dopo, nel 1826, viene inaugurata a Torino la prima fabbrica interamente meccanica per produrre il cioccolato, inventando nel contempo il famoso cioccolato gianduia. Sarà proprio da quella fabbrica che, nel 1865, nascerà il primo cioccolatino gianduiotto incartato, simbolo culinario della città di Torino.
Gioari, il cioccolato tra cultura e tecnologia
Da questo spirito esplorativo, in continua evoluzione, nasce il progetto Gioari. Fedele a Torino, l'azienda muove i suoi passi dalla conoscenza dei paesi che producono le fave di cacao. Grazie agli impianti produttivi tecnologicamente avanzati, Gioari è in grado di offrire oggi un prodotto innovativo, unito ad una continua ricerca di profili aromatici altamente riconoscibili e blend particolarmente ricercati. Il processo produttivo parte dalla tostatura della fava e pone al centro dell’attenzione la qualità delle materie prime. Ciò permette alla Gioari di offrire una gamma di prodotti professionali unici e sorprendenti che possono dar vita ad un ampio ventaglio di applicazioni.
Appuntamento al Sigep
Gioari sarà presente al Sigep 2023. Protagoniste indiscusse dell'evento saranno le specialità del brand: dai cioccolati single origin ai blend fondenti, dalle coperture al latte alle creme. Presso lo stand 195-196, nel Padiglione C7, saranno presenti i Maestri Cioccolatieri dell'azienda, che illustreranno e proporranno al pubblico le creazioni al cioccolato firmate Gioari. Lo stand sarà anche il punto d'incontro per i professionisti del settore, per conoscere l’ampia gamma di cioccolati e miscele dell'azienda torinese. Non mancheranno dimostrazioni e degustazioni: i tecnici di Gioari offriranno assaggi e prelibatezze in un percorso di golosità tutto al cioccolato.
L'azienda di Reggio Emilia, specializzata nell'importazione e distribuzione di distillati per cocktail e lounge bar, arricchisce il suo catalogo con le tre referenze del marchio di vodka super premium dell'Ucraina
Arriva dall’Ucraina la nuova eccellenza che amplia l’offerta di Spirits & Colori. Si tratta di Staritsky & LevitskyVodka, la gamma di vodka super premium che l’azienda di Reggio Emilia, specializzata nella selezione, importazione e distribuzione di distillati per cocktail bar e lounge bar, ora distribuisce in esclusiva nel nostro Paese.
La gamma Staritsky & Levitsky
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Staritsky & Levitsky N.09
Staritsky & Levitsky Reserve
Staritsky & Levitsky Private Cellar
Distillato di gran pregio, la vodka Staritsky & Levitsky è prodotta artigianalmente in piccoli lotti presso la distilleria dell’azienda situata a Leopoli, che sta proseguendo le sue attività nonostante il conflitto con la Russia. Una dedizione alla produzione del distillato che nasce anche dalla volontà di preservare un prodotto che rappresenta, oltre che un’eccellenza, anche un pezzo di cultura di un Paese oggi in grande sofferenza.
Ingredienti unici
Tutta la gamma è prodotta con soli due ingredienti. Il primo è il solo grano ucraino raccolto in agosto, e attentamente selezionato, e coltivato nella pregiata terra nera, la chernozem, che caratterizza il suolo del Paese, tra i più fertili al mondo per via della ricchezza di sostanza organica originata dall'elevata quantità di residui vegetali, e che conferisce una nota distintiva al distillato. Il secondo ingrediente è l’acqua proviene dalle sorgenti dei Carpazi, una riserva naturale situata non lontano dalla distilleria. Acqua naturalmente pulita, ricca di minerali e sostanze nutritive che contribuisce alla naturale morbidezza di questa vodka.
La cura di ogni dettaglio
A questo si aggiunge un processo di lavorazione che prevede ben 5 distillazioni e ben quattro filtrazioni: due attraverso il carbone e due attraverso il cristallo di rocca. La vodka infine viene fatta riposare per un periodo che varia da 28 a 90 giorni, a secondo la tipologia, per trovare tutto il equilibrio e maturità.
Ogni lotto viene prodotto sotto l’attenta supervisione di una tecnologa con 40 anni di esperienza, Zoya Arkadyevna Grischuk, e viene sottoposto a due diverse fasi di degustazione: la prima a opera della commissione di degustazione dell’azienda, alla quale prendono parte solo suoi rappresentanti, la seconda con il coinvolgimento dei migliori sommelier ucraini. Solo dopo aver ottenuto il consenso di entrambe le commissioni il lotto viene messo sul mercato: un procedimento di valutazione estremamente rigoroso, ma indispensabile per mantenere l’elevato standard produttivo che caratterizza il marchio.
Tre eccellenze
Tre le referenze che compongono la gamma: la N.09, la Reserve e la Private Cellar (tutte alc 40% in vol). La prima, in bottiglia dal design moderno e trendy, si caratterizza all’olfatto per una nota alcolica leggera e non invasiva che lascia percepire delicati sentori di erbe aromatiche. Morbida, dona al palato una percezione di freschezza, dove spezie e pane fresco mantengono una persistenza equilibrata e temporanea che lascia spazio a una sensazione calda e avvolgente, per chiudere con delicate note di spezie ed erba appena tagliata.
La Staritsky & LevitskyReserve è una vodka di grande raffinatezza e dal carattere deciso che riposa per 30 giorni in serbatoi di acciaio per sviluppare appieno il suo gusto. Al naso è perfettamente pura e neutra con una nota alcolica calda. Al palato è secca, rotonda e ben equilibrata con un corpo morbido e leggero, per un finale complesso, lungo e caldo.
Infine, la Private Cellar, prodotta in lotti di massimo 1.000 bottiglie, ognuna etichettata a mano e sigillata con la cera, è il sequel ultra premium della linea Reserve ed è dedicata agli appassionati del distillato. Fatta riposare per 60 giorni, è una vodka di alta classe, che si distingue per pienezza di gusto. Durante l’invecchiamento acquisisce infatti sentori di menta, salvia, assenzio, completati da una nota dolciastra di radice di liquirizia. Avvolge il palato con la sua texure oleosa e al naso è calda e leggermente speziata.
Alla manager il compito di disegnare la nuova strategia di marketing dell'azienda, realtà di eccellenza nella produzione di cucine modulari, salamandre e forni professionali per il fuoricasa
Si rafforza il team manageriale di Tecnoinox, azienda specializzata nella produzione di cucine modulari, salamandre e forni professionali per il fuoricasa. Ad arricchire la struttura dirigenziale della realtà di Porcia (Pordenone), eccellenza italiana nel settore, la nomina a marketing manager di Daniela Sele.
La nuova manager entra in azienda forte di un ricco bagaglio di esperienze professionali che spaziano dal marketing e digital marketing alla comunicazione d’impresa, il copywriting e l’Ux writing, maturate presso primarie società dei settori equipment consumer & professional e design.
«Nel mio percorso ho avuto la fortuna di lavorare in realtà multiculturali stimolanti e di incontrare manager che mi hanno permesso di coltivare le mie più grandi passioni: la comunicazione in tutte le sue forme e la scrittura – ha commentato in una nota Sele -. Il mio grazie va al team Tecnoinox per avermi dato fiducia e accolta in un ambiente estremamente ricco dal punto di vista sia professionale sia umano».
A lei è stato affidato il compito di elaborare la nuova strategia di marketing di Tecnoinox. Centrale in questo percorso, ha annunciato la manager, sarà «ridefinire prima di tutto l’identità visiva e narrativa del brand, riposizionare il marchio con l’aiuto dei dati e della misurazione, e creare contenuti di valore che comunichino l’unicità dell’azienda attraverso tutti i canali possibili. La sinergia con la rete vendita sarà fondamentale».
Un’attività finalizzata a comunicare e valorizzare al massimo il lavoro dei progettisti dell’azienda, in prima linea nello sviluppo di soluzioni smart per facilitare e ottimizzare l’attività delle realtà del fuoricasa. Come l’ultimo nato della casa, Tecnocompact, un forno combinato elettrico sviluppato per offrire agli operatori dei locali un sistema di cottura all’avanguardia, facilmente installabile anche negli spazi più piccoli, efficiente e in grado di assicurare i migliori risultati di cottura (leggi Tecnocompact, il nuovo forno compatto Tecnoinox).
Prosegue da quattro generazioni la cura meticolosa di ogni fase di lavorazione al fine di offrire al barista miscele d’eccellenza. Appuntamento a Sigep
Fondata nel 1892 nel territorio napoletano, Caffè Kenon da quattro generazioni produce caffè di eccellente qualità. Ciò è reso possibile grazie alla meticolosa selezione delle materie prime e a una lavorazione che coniuga tradizione e artigianalità. Passando di padre in figlio, l’attività negli anni è cresciuta rapidamente, producendo eccellenti miscele da bar e registrando il consenso dei più quotati operatori del settore.
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Nel 1962 nasce l’azienda Cafè Centro Brasil ad opera di Vittorio Wurzburger. Oggi è una moderna e tecnologica realtà produttiva e commerciale capace di coniugare, grazie all’esperienza ormai ultra secolare, l’artigianalità e la qualità dei prodotti con gli ultimi ritrovati in campo tecnologico, partecipando attivamente allo sviluppo e alla costruzione dei macchinari e degli impianti utilizzati. La filosofia aziendale resta intatta nel tempo: produrre le migliori miscele di caffè di varietà arabica, con l’obiettivo di continuare la tradizione di famiglia, mantenere standard qualitativi elevatissimi e fornire ogni giorno agli operatori miscele di caffè dal gusto inimitabile.
Filiera d’eccellenza
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I lotti selezionati con attenzione vengono acquistati e, una volta arrivati in porto a Napoli, sono analizzati da laboratori autorizzati. Solo dopo il parere favorevole le partite di caffè più pregiate sono introdotte nei magazzini. Poi sono avviate alla delicata fase di tostatura, che si conclude con il raffreddamento ad aria del caffè raccolto in una apposita vasca. Successivamente viene posto nei silos di maturazione e, al termine della stagionatura, si procede al confezionamento in latta da 3 kg (come la miscela 100% Arabica, dove il tostato è conservato in atmosfera controllata di azoto) o in busta (tra cui spiccano le miscele SuperMax Bar e Napoletano Dok in confezione da 1 e 3 kg). Il tutto avviene con procedure e materiali che assicurano la maggiore vita del prodotto esaltandone il gusto, l’aroma e la fragranza. Durante tutta la lavorazione fino al confezionamento, il caffè è sottoposto a rigidi controlli di qualità.
Appuntamento a Sigep
Kenon attende tutti gli operatori in visita a Sigep 2023 dal 21 al 25 gennaio prossimo, presso il suo stand al Pad A1 - 161-164. Sarà l'occasione per mostrare le sue ultime novità e deliziare i palati con le sue miscele dal gusto inimitabile, che ne fanno un ambasciatore dell’Espresso Napoletano. Ricordiamo che nel 2014 il polo di qualità di Eccellenze Campane ha scelto Kenon quale unico caffè in grado di esaltare la tradizione del caffè espresso napoletano famoso nel mondo.caffè
Il Natale in Italia è una festa fondata sul Panettone artigianale. Per questo, a ridosso delle feste, pastry chef, cuochi, pizzaioli e chiunque abbia a portata di mano un'impastatrice e un forno, si cimenta nella creazioni di grandi lievitati. Dopo la prima puntata, ecco la seconda parte della rassegna dedicata ai panettoni e pandori natalizi 2022.
Lorenzetti
Il Nadalin di LorenzettiDaniele Lorenzetti non si siede sugli allori. Per il Natale 2022, oltre al Panettone Classico, sfodera tre grandi classici leggermente rivisitati: Panettone pere e cioccolato, Nadalin e Pandoro classico. Tutto nasce dal lievito naturale, a cui si aggiungono pere candite e gocce di cioccolato fondente con una copertura a base di glassa al cioccolato bianco per siglare un goloso ritorno. Il Nadalin, considerato il padre del pandoro, si conferma un prodotto molto soffice e non molto alto, a forma di stella ad otto punte, arricchito con mandorle tostate e pinoli. Infine, il Pandoro: solo lievito naturale e quasi 50 ore di lievitazione per un prodotto di grande morbidezza. Tutti i prodotti sono in vendita nello store di San Giovanni Lupatoto e online.
Matteo Sormani
Il Panettone di Matteo Sormani Lo chiamo il Panettone più alto d'Italia. Nasce in Piemonte e lo prepara lo chef Matteo Sormani. Aria, acqua e altitudine, insieme ad ingredienti di qualità, combinati con la classica ricetta milanese, assicurano l'armonia della ricetta. Oltre alla versione classica è disponibile quella integrale con mele, uvetta e cannella, cioccolato e pere. Il panettone firmato Sormani infatti, può essere assaporato nella locanda Walser Schtuba oppure ordinato con il servizio delivery, mantenendo intatta la freschezza del dolce.
Mercato del Pane
Il Panettone del Mercato del Pane Il team di Mercato del Pane, composto da Nicola Morsella e Giuseppe De Felice insieme con i rispettivi figli, propone: il Panettone Tradizionale, quello al cioccolato, il Forte e gentile (con Mostocotto e Noci, senza uvetta; 30 euro), e il Pan Cetteo. Tutti i prodotti sono acquistabili sia online sia negli store del progetto.
Mille
Il Panettone di Mille Per il Natale 2022 la gelateria contemporanea Mille di Verolanuova (Bs) presenta i suoi Panettoni. La premiata dal Gambero Rosso con i Due Coni ha realizzato cinque varianti: Panettone con uvetta e canditi Acquolina con glassa alle mandorle, Panettone alle fragoline Magnoberta e cioccolato bianco, Panettone con morbide albicocche semicandite, e Panettone al gianduiotto con gocce di cioccolato e nocciole piemontesi IGP venduto con un barattolo di crema alle nocciole. Ma la novità del 2022 è il Panettone al pistacchio con lamponi semicanditi.
Numa al Circo
Il Panettone di Numa al Circo Anche quest’anno per il Natale, lo chef Davide Cianetti del ristorante Numa al Circo ha pensato di realizzare dei panettoni artigianali limited edition. Tre le versioni che si potranno acquistare: Caramello salato e gianduia, Classico, Pistacchio di Bronte.
Olivieri 1882
Il Panettone Classico di Nicola Olivieri Nonostante siano diventati famosi anche oltreoceano, il Panettone di Olivieri 1882 rimane fedele alla sua storia e alle sue ricette. Novità del Natale 2022 è la ricetta a base di zucca e cioccolato fondente. Disponibili anche la versione Tre Cioccolati e Albicocca e caramello salato. Per gli amanti dei gusti creativi, Olivieri ha pensato a diverse soluzioni: dal Pere e cioccolato fondente al gusto Gianduja, dal Cioccolato bianco e frutti di bosco a Caffè e cioccolato, passando per Pesca amaretto e cioccolato fondente, Amarena limone e pistacchi, Zucca e cioccolato fondente, Mela uvetta e cannella, Rum e cioccolato fondente, Classico alla Grappa Nardini, Superclassico e Vegan. Disponibili anche il Pandoro con i gusti Classico, Cioccolato e alla grappa Nardini.
Pandefrà
Il Panettone di PandefràPandefrà dedica il suo Panettone Tradizionale al tragico alluvione che ha colpito Senigallia. Infatti, il ricavato delle vendite del grande lievitato delle feste sarà devoluto a Bams, un'organizzazione di volontari che si occupa di redistribuzione alimentare. Come per il pane, anche per il panettone sono state scelte materie prime del territorio: Farina tipo 0 bio "Molino Agostini Bio", Miele bio Millefiori+Girasole "I mieli di Giorgio Poeta" di Fabriano, e i canditi arancia e limoni "Dolci al cuore" di Riccardo Pelagagge. Il Panettone Tradizionale è in vendita sia online sia nello store di via Copernico 8/5, a Senigallia.
Paolo Griffa
Il Panettone di Paolo Griffa Fresco di stella Michelin a soli due mesi dall'apertura del Caffè Nazionale di Aosta, Paolo Griffa dedica al Natale 2022 un Panettone ricoperto di glassa alla nocciola e il Pandoro alle erbe di montagna. Disponibile in formato da chilo, la ricetta del grande lievitato natalizio è arricchita da arancia candita e uvetta, con una copertura di glassa alla nocciola e mandorle. In ogni fetta di Pandoro è possibile sentire i sapori dello zucchero combinati con la camomilla e la verbena.
Panificio Moderno
Il Panettone di Panificio Moderno Il team di Panificio Moderno guidato da Matteo Piffer propone un lievitato classico, ben bilanciato e fedele alla tradizione. Ne è la prova la presenza del cedro tra i canditi. Per il Natale 2022 Panificio Moderno articola la sua proposta in diversi gusti: il Tradizionale (arancia e cedro canditi), l’Inconfondibile (mandarino candito e cioccolato fondente), il Tostissimo (cioccolato fondente e caffè) e il Goloso (noci, mou e caramello, previste solo tre sfornate). I lievitati saranno in vendita nei sei negozi e sullo shop online.
Pasticceria Flego
Il Nadalin di Pasticceria Flego LaPasticceria Flego, guidata dai due fratelli Marco e Matteo Flego, propone una novità che sa di antica tradizione: il Nadalin. L'antesignano del pandoro veronese si presenta con la sua forma di stella a otto punte e una pasta lievitata soffice ricoperta di mandorle tostate e pinoli.
Pasticceria Gelsomina
Il Panettone di Gelsomina La Pasticceria Gelsomina propone tre versioni di Panettone: classico (con uvetta australiana premium 6 corone, scorze di arancia siciliana e limone di Sorrento), pistacchio (con cremino al pistacchio e limoni, glassato al pistacchio e ricoperto da una croccante granella di pistacchi di Bronte), cioccolato fondente 61% e marron glacé (farcito con pezzi di cioccolato fondente e ricoperto con glassa di fondente). Ogni ricetta valorizza piccoli produttori attraverso gli ingredienti scelti.
Pasticceria Martesana
Il Panettone di Pasticceria Martesana Tra le novità proposte da Pasticceria Martesana c'è il Panettone al cioccolato bianco e frutti rossi, ma anche la versione arricchita dal cioccolato Amedei. Inoltre, è in vendita anche il duetto, che mette assieme una bottiglia di spumante e un Panettone tradizionale. Infine, è possibile portare in tavola eleganza e golosità con gli Alberi di praline e le tavolette al cioccolato bianco. Lanciato anche un progetto di sostenibilità ambientale con le cappelliere in materiale riciclato. Chiunque acquisti un panettone in cappelliera avrà un vantaggio esclusivo sull’acquisto di un secondo panettone a sua scelta. Unica condizione: presentare la cappelliera vuota in punto vendita, previa prenotazione e previa disponibilità.
Pasticceria Moschella
Il Panettone di Moschella La Pasticceria Moschella propone tre lievitati morbidi e scioglievoli accomunati da lievito naturale, burro di centrifuga, tuorli di pasta gialla e miele d’acacia. Accanto ai grandi classici come la Veneziana e il Panettone alla milanese, Nicolò Moschella propone una novità. Il CoQuadar, un panettone dalla forma quadrata, con amarene candite e pepite di cioccolato fondente. Accanto a questa new entry c'è il Panettone con Pere Williams IGP dell’Emilia-Romagna e Cioccolato. In più, alla selezione si aggiunge il Panettone con cubotti di Melannurca Campana IGP profumato alla cannella.
Pasticceria Nuovo Mondo
Il Panettone di Pasticceria Nuovo MondoPaolo Sacchetti, pluripremiato proprietario della pasticceria e membro storico di Ampi, dedica il Natale 2022 di Pasticceria Nuovo Mondo all'amarena, allo zenzero e alle albicocche. Sono questi i tre ingredienti scelti per il suo ultimo Panettone. Disponibili anche la variante Tradizionale, la ricetta Giulebbe (realizzato con ingredienti locali come i fichi secchi di Carmignano, Presidio Slow Food, pinoli di San Rossore in glassa, noci della val di Bisenzio), e quella al cioccolato e gianduia.
Pasticceria Tabiano
La Focaccia di Claudio GattiClaudio Gatti torna con le sue focacce. Il prodotto di punta della Pasticceria Tabiano si rinnova di anno in anno. Per il Natale 2022 il maestro punta sulla Focaccia dolce alle erbe spontanee e fiori selvatici. Al centro del lievitato delle feste ci sono ortica, malva, melissa, tarassaco, cicoria, valeriana, camomilla, cardo mariano e betulla. Le proprietà curative di queste botaniche rendono il dolce non solo goloso, ma anche ricco di proprietà benefiche.
Pietro D'Agostino
Il Panettone di Pietro D'AgostinoPietro D'Agostino, chef stellato de La Capinera di Taormina, porta in tavola il MIO Panettone, ricetta gourmet proposta quest'anno in tre varianti, che vogliono essere un tour della Sicilia gastronomica. La prima include nell'impasto le arance candite, accompagnate da uva passa e passito di Pantelleria. La seconda ricetta è ispirata dalle meline gialle che crescono nel sottobosco dell'etna, condite con zucchero di canna e cannella e una glassa di cioccolato bianco. Infine, c'è il Panettone ai lamponi immersi nel cioccolato fondente.
Pistì
Il Panettone ciliegia e cioccolato di PistìPistì, punto di riferimento per il territorio di Bronte, scalda i motori per il Natale 2022 con alcune novità legate al mondo del Panettone. Al centro delle lavorazioni resta il pistacchio brontese, che si accosta al Cioccolato di Modica Igp, a fragole e ciliegie candite. Quattro novità in vetrina. La prima mette le ciliegie candite insieme a una glassa di cioccolato e pistacchi siciliani interi. Poi c'è il panettone ai tre cioccolati farcito con gocce di cioccolato extra fondente, cioccolato al latte e cioccolato bianco, ricoperto di cioccolato bianco e guarnito da sfere di cioccolato. Il panettone con fragole candite e una copertura di cioccolato extra fondente 70% è completato da pistacchi di Sicilia interi. Infine, c'è il Panettone farcito con crema al Mandarino di Ciaculli ricoperto di cioccolato bianco. Tutti i prodotti Pistì sono disponibili sullo shop online.
Prugne della California
Il Duetto di Prugne della California Il maître chocolatier Stefano Collomb ha realizzato per le festività natalizie il "Panettone Duetto con Prugne della California", una coppia di mini panettoni artigianali in due versioni: uno con cuore e glassatura di Prugne della California, cioccolato al latte e bianco, pistacchi e anice stellato; l’altro con cuore e glassatura di Prugne della California, cioccolato fondente, pistacchi e anice stellato. sarà disponibile per il Natale 2022 presso la pasticceria-cioccolateria “Chocolat” di La Thuile in Valle d’Aosta.
Roberto Rinaldini ed Enrico Bartolini
Il PanVita di Rinaldini e BartoliniRoberto Rinaldini ed Enrico Bartolini dedicano al Natale 2022 il loro PanVita. Questo dolce è ispirato al signature dessert dello chef stellato, protagonista della carta del MUDEC di Milano. Il dolce è composto da panettone al profumo di arancia e fiori di sambuco con cubetti di pistacchio e scorze di arance candite, accompagnato da una salsa delicata (in vasetto a parte) di zabaione al Marsala.
Sal De Riso
Il Panettone Oro Puro di Sal De Riso Il pastry chef Sal De Riso dedica al Natale 2022 due limited edition. Il vulcanico e pluripremiato Maestro Pasticcere, Presidente Ampi, propone uno scrigno dorato con all'interno il Panettone Oro Puro, realizzato a partire dal Sur del Lago Venezuela Domori 72%. Il lievitato è decorato con preziose foglie d’oro. La seconda edizione limitata è presentata in una cappelliera di latta con colorate maioliche viestesi e la tipica stella marina in ceramica. All'interno si trova il Panettone farcito con albicocche del Vesuvio, fichi bianchi secchi del Cilento D.O.P., arancia candita, uvetta sultanina Australiana e cedro Diamante. Disponibile anche il Panettone Intenso Fondente, impreziosito di crema al cioccolato fondente Guanaja 70%, il Milanese e il Pandoro. Tra le rivisitazioni, De Riso omaggia la Campania con Stella del Vesuvio (con cubetti di albicocche naturali candite e gocce di cioccolato bianco alle mandorle, ricoperto di glassa alle nocciole), il Panettone al Limoncello e Sottobosco.
Spoto
Il Panettoncino classico di Spoto Una limited edition anche per il maestro panificatore Alessandro Spoto. Premiato con Tre Pani Gambero Rosso, per il Natale 2022 ha deciso di puntare su un grande lievitato farcito con cremino, nocciola e cioccolato. Ma sugli scaffali del suo negozio di Torino non mancano la variante classica, a cui si accostano altre sei ricette: Cioccolato; Mela e cannella; Caramello salato; Pere e cioccolato; Pistacchio; Fiocco di neve (farcito con crema al burro francese).
Stefano Guizzetti
Il Panettone di Ciacco Il maestro gelatiere Stefano Guizzetti ha creato un Panettone amaro. Il patron di Ciacco ha scelto di muoversi da un infuso di rabarbaro, genziana e china perfettamente in equilibrio coi più tradizionali sapori di zucchero e burro buono. A dare consistenza, croccantezza e un sentore di dolcezza i mirtilli rossi e neri semicanditi. L'offerta si completa con l'atteso Pandoro, il Panettone Milano, quello con lamponi e pistacchio, la ricetta albicocche e cioccolato e il Panettone Langhe.
Tuccillo Bakery
Il Panettone di Fabio Tuccillo Il bakery chef Fabio Tuccillo, medaglia d’argento al concorso Miglior Colomba d'Italia FIPGC Federazione Internazionale di Pasticceria Gelateria Cioccolateria, dedica il Natale alla declinazione del Panettone in diverse ricette. La lavorazione artigianale si mescola con la ricerca di ingredienti di alta qualitàSono infatti disponibili il Tuccillo Soft Red Temptation, con impasto al mascarpone, fragoline candite e galinta alla fragola (anche in versione al lampone), il Pandoro, il Panettone albicocca, Panettone al pistacchio, Panettone ricotta e pere, Panettone al tiramisù, e Panettone Tre Cioccolati.
Undici le referenze tra cui scegliere per la settima edizione del concorso Artista del Panino promosso da Vandemoortele e Bargiornale: il 31 dicembre 2022 ultimo giorno per mandare la ricetta
Entra nel vivo la settima edizione concorso organizzato da Vandemoortele (con i prodotti a marchio Agritech) in collaborazione con Bargiornale.
Questa settima edizione ricalcherà lo svolgimento collaudato lo scorso anno. Ecco come partecipare. E attenzione, dato l'alto numero di richieste kit pervenute finora, e per dare la possibilità a tutti di ricevere i prodotti Agritech e poi inviare le ricette, abbiamo deciso di allungare le scadenze.
Chi può partecipare
Specifichiamo subito che alla competizione possono concorrere solo i professionisti del settore, cioè titolari, gestori di attività, baristi e chef domiciliati in Italia che siano maggiorenni al momento dell’invio della ricetta.
Per chi desidera partecipare il primo passo è quello di collegarsi al link dedicato, cioè https://iniziative.bargiornale.it/
Qui si potranno scegliere due strade. Inviare subito la propria ricetta, oppure chiedere il kit contenente i prodotti Agritech e inviare la ricetta in un secondo momento.
Il kit contenente i prodotti Agritech previsti quest’anno permetterà ai partecipanti di studiare le referenze e sperimentare gli abbinamenti giusti tra pani, focacce e bun e gli ingredienti che andranno a comporre la farcitura della ricette con cui si desidera partecipare.
Iscrizioni entro 31 dicembre 2022 e richiesta kit entro 10 dicembre 2022
Il periodo per inviare le ricette è compreso tra l’11 luglio e il 31 dicembre 2022 (dopo tale termine non sarà più possibile iscriversi), mentre il termine per la richiesta del kit con i prodotti Agritech scade il 10 dicembre 2022.
Ogni candidato può inviare massimo tre ricette che devono prevedere obbligatoriamente uno degli 11 prodotti Agritech specificati nel regolamento (qui a fianco li trovate tutti illustrati e descritti nelle loro peculiarità). Giusto ricordare anche i criteri di valutazione della giuria (possono aiutare nella creazione del panino): abbinamento ingredienti; originalità della ricetta; estetica (quindi attenzione a fare una foto che renda bene l’idea dell’insieme); gusto; facilità di consumo senza forchetta/coltello; il food cost che deve preferibilmente rimanere entro il 30% del prezzo di vendita (reale, nel caso il panino sia già in linea, o ipotetico se si tratta di una nuova creazione).
Verso la finalissima
Subito dopo la chiusura delle iscrizioni, quindi dopo il 31 dicembre 2022, la nostra giuria tecnica selezionerà 30 partecipanti (per 30 ricette) che saranno chiamati alla semifinale che si terrà a Genova entro il 31 marzo 2023.
Qui i concorrenti verranno chiamati a preparare e servire alla giuria le loro creazioni e solo i primi otto classificati si aggiudicheranno il diritto di partecipare alla finale che si terrà a Milano entro giugno 2023 e che sarà distinta in due fasi. Una prima parte che vedrà impegnati tutti gli otto finalisti (che dovranno ripetere la ricetta con cui hanno partecipato alla semifinale) e, poi, una superfinale che vedrà gareggiare solo i primi due classificati.
Infine i premi. Il vincitore si aggiudicherà un viaggio di 8 giorni e 7 notti (per due persone) ad Ibiza. Il secondo classificato si metterà in tasca un buono spesa del valore di 1.000 euro.
Come inviare la ricetta
Per partecipare al concorso è necessario inviare, entro il 31 dicembre 2022, la propria ricetta. Per farlo basta collegarsi a questo link https://iniziative.bargiornale.it/
registrarsi e seguire le istruzioni. Per ogni ricetta bisogna indicare
• Il nome/titolo della ricetta
• Il tipo di pane utilizzato (da scegliere tra le 11 referenze Agritech previste e che illustriamo nella pagina a fianco) e l’elenco degli ingredienti necessari alla realizzazione con le relative quantità per una persona
• La descrizione delle fasi e dei processi di preparazione della ricetta
• Una fotografia del panino in formato jpg o tiff
• L’indicazione del tempo di preparazione della ricetta (massimo 10 minuti)
• Il nome del luogo di lavoro, incarico ricoperto, recapito telefonico personale, indirizzo e-mail, account pagine social Ogni concorrente può inviare fino a un massimo di tre ricette. Il tema è libero.
Queste le 11 referenze tra cui scegliere per le vostre ricette
1BARRETTA PROTEICA CON EDAMAME E LENTICCHIE ROSSE 100 G
Pane naturalmente ricco di proteine grazie alla farina integrale, soia edamame e lenticchie rosse. Contiene 13 g di proteine per 100 g di prodotto.
Ricca di fibre
Etichetta pulita
Basso contenuto di sale, grassi e zuccheri
2BUGHY MULTICEREALI 80 G
Dalla forma affusolata, il bughy multicereali è 100% cotto, già pretagliato e grigliato, pronto per essere farcito per realizzare panini in pochissimi minuti.
È ricco di semi e cereali.
100% cotto
Pretagliato
Grigliato
Fonte di fibre
3BURGER BUN CON CUMINO NERO 90 G
Burger dall’impasto soffice e una crosta croccante arricchita da semi di sesamo e cumino nero.
La ricetta arricchita con il latte dona un impasto soffice e dolce.
L’aspetto artigianale lo rende ideale per creare hamburger gourmet.
100% cotto
Pretagliato
4CIABATTINA AI CEREALI LIEVITO MADRE PRETAGLIATA 120 G
Ciabattina arricchita in superficie da semi di zucca, sesamo, lino e girasole che le conferiscono croccantezza già dal primo morso, in contrasto con la morbidezza dell’impasto.
Già pretagliata, la ciabattina è versatile e adatta a qualsiasi tipo di farcitura.
Pretagliata
Lievito madre
5CIABATTINA DI GRANO TENERO PRETAGLIATA 100 G
Ciabattina dall’aspetto rustico e dal sapore delicato. La tradizionalità dell’impasto la rende perfetta per differenti farciture.
Pretagliata
100% cotta
6FOCACCINA LIGURE AL ROSMARINO 100% COTTA 180 G
Soffice e dall’aspetto artigianale tipico dell’originale focaccia genovese è Aromatizzata al rosmarino per un gusto intenso.
100% cotta
7FOCACCINA ALL’OLIO PRETAGLIATA 70 G
Focaccina all’olio EVO, tonda con particolari bucature sulla crosta tipiche dell’originale focaccia genovese
Pretagliata
Con olio evo
8FOSSETTE PRETAGLIATA 100 G
Caratterizzata da una sfarinatura in superficie e particolari bucature sulla crosta è ideale per creare hamburger e panini unici e creativi.
Il taglio a farfalla delle due metà, mantiene l’interno idratato evitando lafuoriuscitadella farcitura interna.
100% cotta
Pretagliata
No additivi e coloranti
Etichetta pulita
9IL FOCACCINO 110 G
La perfetta combinazione tra la consistenza morbida della tradizionale focaccia e la praticità di un panino.
Grazie alla lunga lievitazione ha un impasto soffice, arioso ed alveolato.
È ideale per una preparazione facile e veloce, si presta per essere farcito con svariate e ricche farciture.
Lunga lievitazione
Olio EVO
Pretagliato
100% cotto
10MINI FRUSTINO CON FARINA 100% INTEGRALE 50 G
Un mini bocconcino realizzato con farina 100% integrale e ad alto contenuto di fibre.
Il mini frustino è versatile e si presta per le più svariate farciture.
Etichetta pulita
Alto contenuto di fibre
11PANGOG ALLA BARBABIETOLA 90 G
Tondo e dall’interno soffice pangog è un’innovazione unica! La sua colorazione è data dal succo di barbabietola e la sua crosta è caratterizzata da una particolare trama maculata.
Spopolano app e piattaforme per le ordinazioni fai-da-te al tavolo: i consigli per sfruttarle al meglio, specie durante le festività, e i punti critici da tenere sotto controllo
Nei periodi di grande affluenza come quello delle festività, ridurre al minimo i tempi di attesa è fondamentale per mantenere un servizio di qualità. Una delle soluzioni che hanno preso ampio spazio nella ristorazione veloce e nei locali, negli ultimi anni, è il self ordering, le ordinazioni effettuate in autonomia dal cliente, sia attraverso i chioschi o gli schermi touch sia tramite smartphone. I clienti possono ordinare (e riordinare), alleggerendo il lavoro di camerieri e personale del locale.
«L'utilizzo di queste piattaforme tecnologiche - spiega a Bargiornale Lorenzo Ferrari, ceo di Ristoratore Top e fondatore dell'Osservatorio Ristorazione - porta diversibenefici all'esercente. Banalmente, si può erogare lo stesso servizio con meno persone, impiegando meno energie e meno professionalità. Se oggi trovare un cameriere è difficile, trovarne uno davvero bravo è quasi impossibile, visto il grande problema di reperimento di risorse valide nel settore, e questi sistemi per passare "l'onere della comanda" in mano al cliente aiutano. Poi c'è il vantaggio della velocità e della snellezza degli ordini, che sono inseriti in un unico flusso di informazioni che arriva alla cassa e alla cucina, alla zona preparazione e al servizio. Infine, il vantaggio della maggiore facilità - per il cliente - nell'effettuare il secondo e il terzo ordine. Non deve attrarre il cameriere, non deve attirare l'attenzione del banco, ma fa tutto da solo».
Attenzione, perché non mancano i punti critici. «Tutta questa libertà del cliente può generare il caos, perché viene a mancare il cameriere come figura di mediazione tra le richieste ai tavoli e l'eventuale intasamento di cucina e bancone. Secondo "contro", la necessità di educare la clientela all'uso degli strumenti di self ordering. Questa pratica, infatti, non nasce da una esigenza del cliente, ma da una necessità del ristoratore; nessuno esce a cena mosso dalla precisa volontà di... prenotare da solo al proprio tavolo! In genere si preferisce essere serviti. Per fortuna l'esplosione dei delivery ha reso questo tipo di tecnologie - e di piattaforme o app - piuttosto familiari a un'ampia fetta di clientela. Ma non a tutti, questo va ricordato bene. Infine, mai perdere di vista la propria identità. Io penso che il self ordering possa essere una soluzione ideale per ristoranti e locali di fascia accessibile-cool e accessibile-convenience, mentre in fasce più alte la figura del cameriere è insostituibile».
Riordini fino al +30% con l'app per il fai-da-te
Tra le realtà in grande crescita c'è ONYON - app di self ordering lanciata nel 2020. Ci spiega Marco Actis, co-founder & Ceo di ONYON: «Abbiamo rilevato che è cruciale ridurre il più possibile le attese quando si tratta di ordinare al ristorante, in quanto questo porta a un incremento delle seconde e terze ordinazioni: stimiamo infatti un +22% dei riordini circa. La semplificazione nel processo di ordinazione porta con sé anche l’aumento dello scontrino medio (+12%). Abbiamo inoltre notato che, in occasione degli eventi sportivi più attesi, pub e locali che trasmettono i match e che organizzano serate dedicate possono arrivare a registrare una crescita superiore al 30% in termini di ri-ordini, come successo in occasione del derby Juventus-Torino (+32,7%). Inoltre, eliminando le file e le attese si favorisce ovviamente anche il turnover dei tavoli, che si traduce in un maggior numero di clienti e, quindi, di fatturato».
ONYON, acronimo che sta per on your own, nasce da un’idea avuta da Actis e da Paola Lombardi, oggi è attivo con oltre 200 locali su tutto il territorio nazionale, in particolare tra Torino e Milano. «Stiamo registrando una crescita costante: si tratta principalmente di bistrot, pub, cocktail bar, birrifici e locali da aperitivo, ma allo stesso tempo il prodotto è indirizzato verso l’intero settore food & beverage come soluzione digitale per ristoranti, pizzerie, fast food, all you can eat, food-hub e centri commerciali. Il periodo di pandemia ha profondamente cambiato le abitudini degli italiani, accelerando il processo di digitalizzazione da cui ora non si può più prescindere. Difficilmente le persone vorranno tornare indietro, anzi: i consumatori tendono ormai a prediligere le tecnologie digitali per l’organizzazione di gran parte delle loro attività quotidiane. Basti pensare all’e-shopping, allo smart working, alla spesa online, ai servizi di delivery. Anche i ristoranti e i locali si sono attrezzati per rispondere a queste esigenze e allo stesso tempo hanno avuto la possibilità di migliorare i processi interni e di gestione. Il self ordering, per esempio, consente ai clienti di non attendere se si è di fretta o, al contrario, di valutare con calma l’intero menu e ordinare per il proprio tavolo senza il rischio di fraintendimenti. Soprattutto quando si è in gruppo, questa operazione può far risparmiare tempo e fatica. Grazie a questa tecnologia è possibile pagare direttamente dal tavolo, gestendo facilmente anche i conti separati e risolvendo così una problematica frequente quando si è in gruppo. D’altra parte, il gestore e i camerieri vengono facilitati in tutta questa serie di operazioni».
Quattro consigli per affrontare i flussi delle Feste
Il team di ONYON ha diffuso alcuni consigli per gli esercenti che nelle prossime settimane si troveranno ad affrontare i grandi flussi delle Feste.
Prevedere un menu multilingua per i turisti
Sono sempre di più i turisti stranieri che scelgono l’Italia per le vacanze invernali, ma la maggior parte di loro non conosce l’italiano o l’inglese. Il problema può essere risolto con l’introduzione di un menu multilingua, che permette di superare la barriera grazie alla traduzione automatica nella lingua impostata sullo smartphone o in quella selezionata sul momento dall’utente. In questo modo il cliente potrà consultare il listino in totale libertà e autonomia, semplificando così anche il lavoro di gestori e camerieri.
Organizzare serate a tema
Le serate a tema sono un ottimo modo per permettere ai propri clienti di vivere una cena insolita e all’insegna del divertimento. Dal karaoke allo sport - soprattutto in vista di eventi internazionali come i Mondiali di Calcio - dal cinema alle serie tv, le serate a tema si rivelano la soluzione perfetta per fare gruppo e per coinvolgere intere tavolate. Inoltre, secondo le stime di ONYON, in occasione degli eventi sportivi più attesi, pub e locali possono arrivare a registrare una crescita superiore al 30% in termini di ri-ordini.
Semplificare i pagamenti e i conti separati
Le festività sono sinonimo di cene, pranzi e serate tra amici e colleghi, organizzate per salutare l’anno in compagnia e per scambiarsi gli auguri prima di lasciare le scrivanie. In queste occasioni, consentire ai gruppi il pagamento attraverso conti separati migliora l’esperienza dei commensali, sia che si scelga di dividere la spesa in parti uguali, sia che si scelga di pagare solo il proprio ordine.
Proporre menu speciali
In occasione delle feste, proporre menu tematici e speciali permette non solo di offrire un’esperienza unica ai clienti più affezionati, ma anche di attirare nuova clientela. Le proposte possono variare a seconda della tipologia del locale, dai menu che attingono alla tradizione a quelli ispirati alle ricette internazionali, passando per i piatti dedicati ai prodotti stagionali o a quelli che, dall’antipasto al dolce, ruotano intorno a un unico ingrediente reso così protagonista della serata.
Sull'esempio delle specialità nordeuropee, cresce costantemente il numero di Birre di Natale brassate in Italia. In prima fila i medio e piccoli produttori.
Oltre a Forst, Menabrea e Theresianer, diversi altri marchi hanno presentato birre in edizione natalizia. Una tradizione secolare nordeuropea che in questi ultimi anno ha via via preso piede anche in Italia. Tanto che Unionbirrai, associazione dei birrifici artigianali, ha organizzato la seconda edizione di Birra dell'Anno XMas Beer.
Dal Belgio alla Germania, dall'Inghilterra alla Scozia, le Birre di Natale si possono ricondurre ai più diversi stili birrari, ma tutte caratterizzate da elementi comuni come grado alcolico tendenzialmente più elevato, aggiunta di spezie, corpo deciso, colore dall'ambrato allo scuro, abbinamenti a dolci tipici dal gusto altrettanto forte.
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Forst Birra di Natale 2022
Birra di Natale Menabrea 2022
Birra Menabrea gruppo Natale 2022
Theresianer Winter Beer 2022
Theresianer Calendario dell'Avvento 2022
Baladin Nöel Gentile 2022
Birra di Natale GRITZ 2022
GRITZ Christmas Pack
Delirium Christmas QBA 2022
L'Orso Verde Chocotale birra di Natale 2022
DoppioMalto Magnus e Super Magnus 2022
Unionbirrai concorso 2022 XMas Beers
Rock Noel Il Mastio premiazione 2022
BrewDog Hoppy XMas Festive Ipa 33 cl
St. Peters Winter Ale Christmas Cask 50 cl
Santa Gose To Øl lattina 44 cl
Rock Noel Il Mastio 2022
In ordine di tempo, la prima Birra di Natale è Christmas BrewForst, giunta alla 19° edizione, la cui tipica confezione in bottiglia da due litri con tappo meccanico viene annualmente rivista, a cominciare dal soggetto dell'etichetta. Di colore ambrato, titola 5,2% alcol ed è disponibile anche in fusti da 15 e 30 litri, fustini Forsty da 12,5 e bottiglie da 33 cl. Per l'edizione 2022 in etichetta riporta una illustrazione dell'Annunciazione firmata da Franz J. Platter insieme a quella della Campana della Pace che campeggia all'ingresso del Villaggio di Natale realizzato vicino alla fabbrica di Lagundo (Bolzano). Da gustare nel boccale dedicato da 50 cl o nella tazza verde da 30 cl.
Entrata a far parte di Birra Forst nel 1991, la storica Birra Menabrea 1846 torna a presentare la speciale Christmas Beer, colore rosso di soli 5,2% gradi alcolici. Alla bottiglia da due litri con tappo meccanico e a quella da 33 cl, è stato affiancata anche la versione minifusto da 5 litri, bicchieri personalizzati e il Panettone Galup alla birra.
Winter Beer Theresianer è una birra doppio malto non filtrata ad alta fermentazione leggermente speziata, dai profumi di frutta secca e note tostate (5,2% alc). La bottiglia da due litri con tappo meccanico è dedicata (serie Storia d'Italia) ad Alessandro Cruto che ha saputo innovare l'invenzione di Thomas Edison della lampadina a incandescenza, rendendola utilizzabile e commerciabile. In abbinamento la birreria di Nervesa della Battaglia (Treviso) ha proposto il Calendario dell'Avvento.
Da alcuni anni Baladin presenta una propria versione della Birra di Natale. Per l'edizione 2022 il birrificio di Piozzo (Cuneo) ha utilizzato come base la birra scura Leön che viene resa unica dall'utilizzo di un ingrediente cambiato ogni due anni, in questo caso la parte fibrosa della Nocciola Tonda Gentile Igp. In questo modo birra Nöel Gentile Baladin si caratterizza, oltre che per i sentori di cacao e torrefatto, per quelli della nocciola (8,5% alc, amaro medio 20-24 Ibu, colore marrone scuro 50-55 Ebc).
Firmata dallo specialista della birra senza glutine certificata, La Birra di Natale Gritz è una Christmas ale di grado più elevato (7% alc) dai sentori di anice stellato, cannella e noce moscata. In abbinamento la birreria di Erbusco (Brescia) propone lo speciale Panettone gluten free della Pasticceria Cuneo di Cuneo con un ripieno di cioccolato e una glassatura alle mandorle. Nella speciale Box inoltre sono comprese soecialità alimentari a base di verdure in agrodolce di Riva Alimentari Uniti di Nibionno (Lecco).
Saliamo decisamente di grado con la Delirium Christmas (10% alc), versione speciale della nota e ambrata belgian winter ale Delirium Tremens che riporta in etichetta l'originale elegante rosa. Caratteristiche sono le note dolci, caramellate, fruttate e speziate, con un finale lievemente amaro. Viene distribuita dalla genovese QBA (Quality Beer Academy) di Radeberger Gruppe Italia.
In occasione delle festività di fine anno, la birreria Doppio Malto/FoodBrand di Iglesias che gestisce anche l'omonima e vasta catena di pub-ristoranti ha lanciato la specialità Magnus, doppelbock alla liquirizia di Calabria Dop nei formati 75 e 150 cl (SuperMagnus). Dalla inìsolita bittiglia nera, presenta un colore ambrato carico (58 Ebc), note di nocciola, crosta di pane, caramello e ovviante di liquirizia con un grado di amaro 20 Ibu e 7,5% di grado alcolico.
In occasione della inaugurazione del nuovo stabilimento birrario di Busto Arsizio (Varese) con una capacità produttiva annua di 450mila litri, L'Orso Verde ha presentato la propria Birra di Natale Chocotale che si aggiunge al già vasto assortimento di 22 tipologie. Viene realizzata aggiungendo al malto d'orzo una purea di pere Williams Bio e grue di cacao. Ne risulta una birra dal gusto pieno di colore mogano, 7,9% grado alcolico e amaro contenuto 23 Ibu.
Molto attivo anche in questa occasione l'importatore/distributore di specialità birrarie artigianali angloamericane Ales&Co di Castello d'Argile (Bologna) con tre specialità 2022. Single hop dalle note di lime e frutta tropicale, la britannica BrewDog Hoppy XMas si caratterizza anche per il tono resinoso e caramellato (lattina 33 cl, 6% alc). Winter Warmer ricca di malti ben tostati, l'inglese St. Peters Winter Ale Christmas Cask presenta un bel colore rosso rubino con ricchi sentori di frutta secca. Disponibile in bottiglia 50 cl si casratterizza per 6,5% alc. Di soli 4% alc, Santa Gose del birrificio danese To ØL (lattina 44 cl) si distingue per i toni morbidi e fruttati, con decise note "tropicali" di frutto della passione, guava e mango.
Rock Noel del Birrificio Il Mastio di Colmurano (Macerata) è stata votata come Birra dell'Anno XMas Beers dalla seconda edizione del contest di UnionBirrai. Secondo e terzo posto per le specialità natalizie 21 12 di Microbirrificio Artigianale Incanto di Casalnuovo di Napoli e Santa Caos 2021 di Birra La Dama di Bedizzole (Brescia). Come miglior abbinamento è stato premiato il Panettone Artigianale Tradizionale del Panificio Ascolese di San Valentino Torio (Salerno), abbinato alla specialità TrexTre di Birra Eretica di Ornago (Monza Brianza).
La regione del Huehuetenango (Guatemala) è famosa per i suoi caffè di qualità, un risultato che si ottiene soprattutto attraverso una lavorazione attenta, meticolosa nella prima parte della filiera. Da due anniCSC - Caffè Speciali Certificati - e l’onlus Amka hanno avviato nella provincia di Petatàn una collaborazione con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle capacità produttive e commerciali di 80 donne piccole produttrici di caffè in condizioni di particolare vulnerabilità socioeconomica, contribuendo a migliorare le loro condizioni. La loro formazione ha spaziato dai temi della produzione del caffè e della promozione del ruolo della donna alla distribuzione di materiali e prodotti agricoli, all’assistenza tecnica specializzata per il miglioramento delle tecniche di coltivazione alla raccolta del caffè.
Un impegno che ha raccolto i suoi primi frutti con l’arrivo al porto di Genova di 257 sacchi di caffè da 69 kg con caratteristiche di eccellenza che hanno permesso di superare la certificazione attenta e complessa di CSC.
Per il Consorzio è stato Graziano Carrara, che segue i prodotti del Centro America, a coordinare le operazioni da remoto, a causa del covid. «Si è trattato di un lavoro lungo e molto impegnativo - afferma -: la lavorazione del caffè è una pratica complessa, che richiede tempi e procedure precise. Con l’aiuto di Amka e di un esportatore guatemalteco con cui lavoro da molti anni, abbiamo spiegato cosa volevamo da loro e come ottenerlo, coordinando i tempi di raccolta, di fermentazione, di asciugatura fino alla consegna del caffè a questa persona di fiducia che si è occupata della selezione e di ogni passaggio fino alla spedizione.
Avevamo contatti pressoché quotidiani anche a causa delle condizioni precarie del mercato e del sistema dei trasporti che ha avuto momenti di vero caos. È stato complesso individuare un prezzo che fosse equo e incentivante: le produttrici hanno ricevuto un premio cospicuo (un incremento di ricavo pari a quasi il 50%, evidenzia Amka), per dimostrare che lo forzo dato per lavorare bene viene ripagato e conviene, rispetto al lasciare la piantina a se stessa, raccogliendo pochi frutti e vendendoli ai “coyote”, ovvero piccoli intermediari che comprano la materia prima a cifre ridicole. Quando sono arrivati i primi campioni che hanno ottenuto la certificazione CSC sono stato molto contento e la soddisfazione è stata piena quando finalmente ho visto sbarcare il container a Genova».
Questo caffè dalle note decise e piacevolissime è stato suddiviso tra i torrefattori del Consorzio che lo tosteranno e lo venderanno in miscela o singola origine, accompagnato da un logo che evidenzia che si tratta di un caffè delle donne e l’impegno di CSC accanto ad Amka per ottenerlo.
Alla domanda «Cosa vorresti che una persona sapesse sulla tazzina di caffè che sta bevendo?», la risposta pressoché unanime delle 80 donne coinvolte nel progetto è: «Che ci sono tanto lavoro e tanta fatica dietro, più di quello che si immagina». Grazie alla differenza di prezzo offerta rispetto alla media di mercato e al supporto in fertilizzanti gratuiti, per la prima volta le donne coinvolte nel progetto si sono sentite ascoltate, riconosciute e valorizzate. Inoltre, questo progetto sta gettando le basi per alcuni importanti cambiamenti, primo tra tutti l’indipendenza economica: il pagamento del caffè viene infatti versato alle donne, con l’obiettivo di sottolineare che sono loro a dovere beneficiare e gestire i guadagni ottenuti grazie al proprio lavoro.
Ad oggi, il gruppo che ha partecipato al progetto ha scelto di eleggere una giunta, composta da una presidentessa, Dona Juanita, e altre quattro donne. Questo rappresenta solo il primo passo del sogno più grande di costituirsi come collettivo o associazione. Forse l’impatto più importante e significativo del progetto è proprio questo: avere stimolato il desiderio di auto organizzarsi, e impegnarsi per i propri diritti e la propria indipendenza.
Dal racconto di Clara e Gigi Padovani all'interpretazione della pastry chef Sara Tosto: ecco i segreti (e gli abbinamenti perfetti) per questi dolci storici
Quando si parla di Piemonte si pensa subito a grandi vini, ma anche a dessert storici. Ne sono un esempio il bonèt, il giandujotto e i baci di dama. Gli esperti Clara e Gigi Padovani insieme con la pastry chef del ristorante di Villa La Bollina di Serravalle Scrivia, Sara Tosto, hanno ripercorso le tappe storiche legate a questi dolci. In più, per valorizzare un'altra produzione simbolica della regione, hanno giocato ad abbinare a ciascun dessert le diverse etichette prodotte da Grappa Libarna.
Giandujotto
Chiamato giandojòt in piemontese, questo cioccolatino fatto di cioccolato e pasta di nocciole si presenta con la forma inconfondibile di barca rovesciata. La sua pasta è nata a Torino nel 1806 ad opera dei cioccolatai della città durante il blocco economico ordinato da Napoleone per i prodotti dell'industria britannica e delle sue colonie. I pasticceri dell'epoca dovettero sostituire l'ormai costosissimo cacao con la nocciola tonda gentile delle Langhe, che era più economica e facile da trovare. La ricetta originaria del giandujotto era composta da cacao, acqua, zucchero e vaniglia. Vent’anni più tardi il maestro cioccolatiere Michele Prochet, in società con Caffarel, perfezionò la ricetta, aggiungendo le nocciole tostate e macinate finemente. Questo cioccolatino innovativo fu anche il primo ad essere incartato singolarmente ad opera di Caffarel. Il debutto del giandujotto di Caffarel risale al carnevale del 1865, durante i festeggiamenti della maschera torinese Gianduja. Persone così mascherate distribuivano il cioccolatino per le strade della città. Da questo episodio i cioccolatini Caffarel presero il nome di giandujotti. Secondo i Padovani, l'abbinamento perfetto è con la Grappa Bianca Cristallo: morbida, nata da un blend di purissime acquaviti di vinaccia, è giovane e aromatica, sprigiona profumi di fiori freschi.
Baci di dama
Originari della città di Tortona, i baci di dama nacquero circa un secolo fa. Sono composti da due calotte di pasta unite dal cioccolato. Il risultato estetico ricorda due labbra unite in un bacio. Tuttavia, sulla città di origine di questo dessert ci sono diverse teorie. Infatti, secondo un'altra versione riportata in un libro del 1933, i baci di dama sarebbero nati a Novi Ligure per mano del pasticcere Auguro Manelli. In seguito al suo trasferimento a Tortona e grazie all'incontro con Vercesi e Zanotti, il dolce divenne famoso e, con esso, anche la sfida sui natali contesi dalle due città vicine. C'è anche una leggenda che ammanta di regalità l'origine dei baci di dama. Si dice che siano nati dalla fantasia di un cuoco di casa Savoia nel 1852, dietro richiesta di Vittorio Emanuele II di assaggiare un nuovo dolce. Esistono numerose varianti di baci di dama, tra cui i torinesi Umbertini, ripieni di cioccolato. Ma da Lamezia Terme ad Alassio, a cambiare è il ripieno. Ai baci di dama ben si abbina la Grappa di Barbera e Dolcetto Riserva: strutturata e complessa, è ottenuta da uve Barbera e Dolcetto invecchiate in barrique di rovere francese per almeno 18 mesi.
Bonèt
Il bonèt (detto anche bunèt) è uno dei dolci più antichi della tradizione dolciaria piemontese. Partendo dal mix di cioccolato e rum, oggi è presente in qualunque ristorante della regione. Le sue origini risalgono a un tempo in cui il cioccolato era sconosciuto in Europa. Il bonèt nasce tra le Langhe e Monferrato attorno al XIII secolo e veniva servito a conclusione di sontuosi banchetti medievali. All'epoca era fatto senza cacao, pertanto si presentava bianco. Si usavano latte, uova, amaretti e zucchero. In seguito, con l'arrivo del cioccolato dalle Americhe, l'impasto si è scurito e oggi il bonèt si è guadagnato l'etichetta di Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Il rum è arrivato in epoca moderna, andando ad arricchire la miscela di latte, zucchero, amaretti e uova. Il suo nome sta a indicare un cappello o berretto tondeggiante, simile alla forma dello stampo a tronco di cono basso in cui veniva cucinato questo budino. Lo stampo, solitamente di rame, era chiamato bonèt ëd cusin-a, ovvero “cappello da cucina” o “berretto del cuoco”. Un'altra interpretazione vuole che l'appellativo di cappello sia collegato alla posizione del dessert, cioè alla fine del pasto, come conclusione – quindi cappello di tutto ciò che si era mangiato. Al bonèt si può abbinare la Grappa di Barolo Riserva: prodotta da sole vinacce di uve Nebbiolo provenienti dalle Langhe del Barolo, è frutto di un lungo invecchiamento di almeno 18 mesi, 12 dei quali in tonneaux e gli altri 6 in barrique di rovere francese.
Bignè
Anche se non originari del Piemonte, anche i bignè si sposano molto bene con le grappe della regione. La pasta choux, utilizzata per fare i bignè, fu creata a Firenze nel XVI secolo ad opera del cuoco Penterelli, al servizio di Caterina de' Medici. Successivamente, la pasta choux si diffuse in Francia, dove fu usata per preparare i bignè. Grazie all'estro di Jean Avice e Marie-Antoine Carém, si iniziarono a farcire i bignè con crema pasticcera, chantilly, guarnendo la montagnetta di pasta con caramello o cioccolata. Da qui ebbe origine anche il profiterole. Ai bignè, che Tosto ha farcito con zabaione e crema chantilly, i Padovani abbinano la Grappa di Moscato Barricata: gusto dolce e aromatico, è invecchiata per 12 mesi in barrique di rovere francese.
Cenni storici su Grappa Libarna
Grappa Libarna, marchio di proprietà del Gruppo Montenegro dal 1999, inizia la sua storia ispirandosi all'antica città romana rinvenuta tra Arquata Scrivia a Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria. Dalle caratteristiche di questo insediamento prende ispirazione la Distilleria Gambarotta quando, nel 1906, viene presentata Grappa Libarna in una bottiglia che ricorda la forma di capitelli delle colonne romane.
Una serata super, quella dedicata ai Barawards 2022. Lunedì 12 dicembre, al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi a Milano, è andata in scena la cena di gala che ha accompagnato la consegna dei premi ai professionisti dell'ospitalità d'eccellenza made in Italy, organizzata dalle nostre riviste Bargiornale, Dolcegiornale, Ristoranti e Hotel Domani. Ed è stata davvero una festa memorabile per tutti i protagonisti.
Tanti i momenti emozionanti sul palco, ma anche tra i tavoli si respirava un'atmosfera di celebrazioni e di festa. I nostri fotografi hanno immortalato tutti i momenti chiave e il clima della serata:qui sotto si possono sfogliare e scaricare tutte le foto della serata dei Barawards 2022.
La finale della Vantguard Cup Italy, la competizione targata Vantguard, si è tenuta l’11 dicembre presso il Sanctuary di Milano e ha visto salire sul gradino più alto del podio il Jeffer di Pisa, che si è aggiudicato una Vantguard Experience in Messico con tour di una distilleria.
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Il team del Jeffer di Pisa festeggia la vittoria della prima edizione della Vantguard Cup Italy
Alcuni momenti della finale tra il Jeffer e il Freestyle di Reggio Emilia, tenutasi in "campo neutro" al Sanctuary di Milano
Vantguard ai Barawards: cocktail vincenti e premi da sogno
Con la prima edizione della Vantguard Cup Italy ormai conclusa, il gruppo spagnolo creatore e proprietario di marchi e bevande super-premium distribuiti in più di 70 Paesi nel mondo, è approdato ai Barawards, il premio annuale delle testate Bargiornale, Dolcegiornale, Ristoranti e Hotel Domani.
I cocktail da medaglia d’oro della squadra vincente hanno accompagnato la serata di gala del 12 dicembre presso il Palazzo del Ghiaccio, un luogo incantato che ha accolto più di 500 ospiti, tra operatori del settore e appassionati. Hanno calcato il palco grandi nomi del mondo food & beverage, locali, barman, personalità della mixology e non solo.
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I distillati premium di Vantguard protagonisti a Barawards 2022, nei drink del Jeffer di Pisa
La consegna del premio Vantguard Bartender dell'Anno: da sinistra Luciano Novena, Country Manager di Vantguard; Luca Ardito, secondo classificato; Edoardo Sandri, primo classificato; Paolo Baccino, terzo classificato; Edoardo Nono, presentatore della serata e titolare del Rita
Vantguard con Jeffer: un altro giro!
Nella fase pre e durante evento, molto apprezzati i drink del Jeffer proposti allo stand Vantguard.
PINK PUNK - un gin tonic floreale a base di Gin Raw, beverino, leggero e profumato.
PALOMA SPRITZ - un aperitivo agrumato con Bonanto, twist di un grande classico, perfetto per aprire le danze.
HOUSE NEGRONI - la rivisitazione di un evergreen con il magic touch di Tequila Curado Espadìn, decisamente carismatico.
Vantguard è stata protagonista anche dell’after party, mettendo a disposizione del team del Rita, storico locale milanese, i prodotti della Vantguard Collection per cocktail interessanti serviti nello speakeasy creato ad hoc per i Barawards.
Il premio Vantguard per il Bartender dell’Anno
In qualità di sponsor, Vantguard ha tenuto a premiare non solo il Bartender dell’anno, ma tutti e tre i finalisti di categoria ai Barawards con una Vantguard Experience in Europa e - per il primo posto - oltre al viaggio europeo anche un'esperienza di alta gastronomia in Italia. Insieme con Edoardo Nono, host della serata, sul palco a consegnare i premi anche Luciano Novena, Country Manager Vantguard.
Verso un nuovo anno denso di successi
Un susseguirsi di iniziative, incontri ed eventi senza eguali quelli firmati Vantguard, che si prepara a un 2023 sempre più sfidante e una nuova Vantguard Cup Italy alla sua seconda edizione!