Prima distilleria a Impatto Zero, Fratelli Francoli Distillerie presenta l’ultima nata fra le sue grappe, La visione di Luigi, frutto di oltre trent’anni di impegno per l’ambiente e di un’arte distillatoria che affonda le sue origini nel 1875. L’ultima nata è dedicata a Luigi Francoli, che nel 1951 decise di spostarsi a Ghemme (in Piemonte), dove da allora l’azienda ha la sua sede, scegliendo un territorio ricco di materie prime per la sua attività. Oggi la famiglia Francoli è a capo di una holding che ha diversificato la sua attività, arrivando perfino a creare una centrale termoelettrica di proprietà, la Francoli Energia, per creare energia pulita. L‘anima del Gruppo rimane – però – sempre la grappa, da cui tutto ebbe inizio.
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La Visione di Luigi Bianca
Grazie alla realtà aumentata, dall'etichetta tramite Qr code si può "entrare" nel mondo virtuale de La Visione Di Luigi
La Visione di Luigi Riserva
Un progetto che viene da lontano
Fratelli Francoli Distillerie adotta, oramai da molti anni, sistemi e processi coerenti con la filosofia della sostenibilità. Tuttavia, tradurre in comunicazione il proprio know how al mondo esterno è risultato e continua a risultare difficile.
Da anni c’era il desiderio di sviluppare un progetto di grappa ecosostenibile per dare al consumatore un prodotto che fosse anche il risultato dell’impegno quotidiano gruppo per l’ambiente. Un prodotto ottenuto mediante l’utilizzo esclusivo della grappa Luigi Francoli, dal 2006 certificata a Impatto Zero, e di un packaging che prevede l’utilizzo di componenti ottenuti da processi sostenibili e da materie rinnovabili, riciclate e riciclabili, nel pieno rispetto dell’ambiente ambientale e della salvaguardia del territorio e delle risorse naturali.
Con La Visione di Luigi, ambasciatrice della casa, l’azienda esprime dunque tutto quello che ha imparato in questi oltre 30 anni di cammino.
Grappa da distillazione ecosostenibile
Di per sé la distillazione della grappa contiene molti elementi ecosostenibili. L’attività infatti nasce come un modo per sfruttare una materia prima secondaria, la vinaccia, composta dalle bucce, dai semi e dai raspi dell’uva. Dalle bucce si ottiene la grappa, i semi contengono un prezioso olio dietetico e cosmetico, mentre i raspi possono essere usati come combustibile o pacciamante. Non si scarta nulla!
Un processo che Fratelli Francoli Distillerie ha portato ai suoi estremi più virtuosi. Dopo la distillazione, infatti le bucce vengono infatti essiccate e utilizzate come unico combustibile per produrre il vapore necessario al processo di distillazione e al riscaldamento di tutta l’azienda. Le ceneri di combustione sono un ottimo fertilizzante. In questo modo in distilleria entra una materia prima secondaria rinnovabile, la vinaccia, e non esce alcun rifiuto. Un grande esempio di sostenibilità e di economia circolare.
Una grappa innovativa e coinvolgente
Calda, morbida, rotonda, con note di uva passa, una sensazione di avvolgente vellutatura e un retrogusto persistente e pulito, La Visione di Luigi si rivolge a tutti gli amanti del distillato Italiano per eccellenza. Ma anche a un pubblico più trasversale: a tutti coloro che magari non si sono ancora avvicinati all’universo della grappa, ma che hanno a cuore il rispetto dell’ambiente e che si sentono attori nel mondo in cui consumano.
Per creare un ponte tra il suo progetto e il pubblico, l’azienda ha scelto dei modi innovativi anche per quanto riguarda la comunicazione: La Visione Di Luigi è infatti la prima grappa a comunicare in realtà aumentata.
Un potente strumento che permette di integrare informazioni e contenuti virtuali sovrapponendoli all’ambiente in cui ci si trova. Immergersi e interagire con immagini, video e contenuti che prendono vita. Quindi partendo da un elemento fisico, l’etichetta della bottiglia, il consumatore viene portato dentro al mondo reale/virtuale de La Visione Di Luigi.
La Visione di Luigi è quindi molto di più di una grappa: rappresenta e incarna la visione e il modo di pensare e fare di Fratelli Francoli Distillerie fin dal 1988.
Presentato ufficialmente in Italia a Les Rouges di Milano, il nuovo gin, creato con la supervisione di Oscar Quagliarini, è il primo che usa il cedro di Calabria al posto dei più tradizionali agrumi abbinato alla salinità di acqua di mare purificata
Un buon bartender mette tutto se stesso in ogni drink. Capita però non di rado che l’innata creatività che caratterizza i professionisti del bancone, li spinga ad andare oltre la creazione di signature per mettere a frutto il loro enorme bagaglio di conoscenze, stile e gusto nella creazione di nuovi spirit. È quanto ha fatto Giulio Amodio, bartender di origini calabresi e da 15 anni bar director del China Tang at the Dorchester di Londra, che ora esordisce anche nelle vesti di imprenditore con il suo brand Seatrus Gin Acqua di Mare.
Lanciato ufficialmente in Italia a Les Rouges Milano, il nuovo distillato è un compound gin dallo spiccato carattere mediterraneo, realizzato con sole botaniche provenienti dal Belpaese. A caratterizzarlo la presenza nella ricetta di un unico agrume, proveniente dalla terra di origine di Amodio, la Calabria: il cedro Liscio Diamante di Santa Maria del Cedro, vera eccellenza a livello mondiale, che conferisce al prodotto il suo gusto tipico, aroma e il colore dorato. Il ginepro utilizzato invece nasce in Toscana, dove il bartender ha vissuto per molti anni prima di spostarsi a Londra. A questi si aggiungono la radice di liquirizia biologica calabrese e i semi di coriandolo.
Completa la ricetta, messa a punto sotto la guida di un altro big della miscelazione, Oscar Quagliarini, un altro ingrediente d’eccezione: l’acqua di mare raccolta in Sardegna a una profondità di 43 metri e purificata, che dona un tocco di salinità.
A occuparsi della produzione di Seatrus Gin è la Distilleria Quaglia di Torino, dove il prodotto viene imbottigliato in un’elegante bottiglia con etichetta blu mare che si sposa alla perfezione con il colore del distillato. A enfatizzare il tema marino è poi il tappo brevettato, che contiene una bussola funzionante.
Semplice, fresco e mediterraneo il nuovo gin ha già ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, quali la medaglia d’oro a The Spirit Business Luxury Master 2022 ed è in carta in locali di rilievo quali il Borro by Ferragamo e lo Sketcha Londra, il Cipriani a Milano, e molti altri.
Perfetto per Gin&Tonic e Martini Cocktail, ma anche per nuove creazioni, Seatrus Gin ha il suo signature bandiera proprio nel Gin&Tonic decorato però con una grande oliva verde, per un serve inconfondibile tutto giocato sul contrasto salinità \ freschezza. Altro signature già di grande successo è il SeaSpritz, preparato miscelando il gin con soda al cedro homemade e completato da un’oliva verde.
Altro signature presentato in occasione del lancio italiano è AquaRiva, dedicato alla storica barca Riva 33 AquaRiva, dove si unisce a miele al cedro, succo di limone, succo d’arancia, albume, completando con una spruzzata di Aqua di Mare spray.
Ingredienti:
5 cl Seatrus Gin, top di tonica Preparazione: build Decorazione: oliva verde Bicchiere: tumbler alto
SeaSpritz
Ingredienti: 50 ml Seatrus Gin, 150 ml soda al cedro homemade, Preparazione: build Decorazione: oliva verde Bicchiere: calice
Seatrus Martini
Ingredienti: 60 ml Seatrus Gin, 10 ml Noilly Prat Dry, Acqua di Mare spray Preparazione: stir Decorazione: oliva verde Bicchiere: coppetta
AquaRiva
Ingredienti: 50 ml seatrus Gin, 25 ml miele al cedro, 5 ml succo di limone, 10 ml succo d’arancia, 5 ml albume, Aqua di Mare spray Preparazione: double shake Bicchiere: coppetta
La salute mentale, oltre che fisica, di chi lavora al bar è stata messa ancor più a dura prova dalla pandemia: è tempo di occuparsene seriamente. Tremila corsi gratis on line per i lettori di Bargiornale su sonno, equilibrio lavoro-vita privata e forma fisica. Scopri come accedere
Certo, per molti lavorare dietro un bancone è così stimolante, adrenalinico, totalizzante da mettere in secondo (o terzo) piano le fatiche che comporta (complice una passione spesso cieca).
Ma il rovescio della medaglia è lì da vedere: lunghe ore di lavoro fisico in un ambiente stressante, alimentazione sbilanciata, stress economico dovuto alle paghe basse e al lavoro non sempre sicuro, sonno irregolare e facile accesso all’alcol sono tutti aspetti che, se sottovalutati e non tenuti a bada con opportune contromisure e bilanciamenti, alla lunga (per alcuni anche alla breve) finiscono per presentare il conto, sotto forma di problemi fisici o disagi psicologici.
Jason-Candid Knüsel, ceo di Healthy Hospo
La pandemia ha fatto emergere in modo prepotente nuove difficoltà: «L’incertezza sul futuro, l’aver perso lavoro e paga senza poter attingere a risparmi inesistenti, la solitudine acuita dal distanziamento sociale hanno fatto esplodere i problemi di salute mentale nel mondo dei lavoratori dell’ospitalità - racconta Jason-Candid Knusel, fresco di nomina a managing director di Healthy Hospo, associazione non profit inglese che punta a supportare i professionisti in difficoltà e a lavorare con le aziende del mondo dell’ospitalità per creare ambienti di lavoro migliori -. Molti non hanno retto e hanno abbandonato il settore, che ha perso un bagaglio importante di professionalità. È tempo di occuparsi seriamente del benessere delle persone che lavorano nei bar, perché creare un ambiente di lavoro sano aiuta il business: se un dipendente sta bene, lavora meglio, sviluppa capacità e competenze e affina la propria arte dell’accoglienza. Nel nostro lavoro, che ha a che fare con le persone, l’esperienza acquisita sul campo è fondamentale».
La salute fa bene al business
Riflessioni condivise da molti, si dirà, soprattutto tra chi persegue l’eccellenza. Peccato che poi, fa notare Jason, quando si parla di formazione «il 95% dei corsi proposti per i bartender sono focalizzati sugli aspetti tecnici del mestiere; il resto è perlopiù legato a temi di management. Ma sulla “sostenibilità” personale davvero c’è poco o niente».
Healthy Hospo si pone l’obiettivo di colmare questo gap e di fornire strumenti e consigli utili ai gestori per portare più benessere sui luoghi di lavoro: «Un luogo che si occupa del benessere dei propri dipendenti - dice Jason - è più profittevole, ha una maggior resilienza, offre un servizio migliore ed è in grado di attirare e trattenere i migliori talenti».
La responsabilità collettiva e quella individuale
Coltivare una cultura del benessere parte da piccoli gesti: «Chiedere alle persone: “Come va oggi?”, “Come ti senti?” è un primo passo per mostrare interesse. Ma naturalmente non basta: occorre progettare i luoghi e programmare i tempi in modo che siano sostenibili. In questo modo si prevengono molti dei possibili problemi: stress, tensione, stanchezza, fino al burn out. Anche in questo campo, prevenire è molto più salubre che occuparsi delle questioni quando la frittata è fatta».
Certo, poi ogni singolo professionista deve fare la propria parte per coltivare e mantenere il proprio benessere: «Qui la cosa più importante da capire - afferma Jason - è che le ricette uguali per tutti non esistono. Certo, ci sono alcuni elementi che sono alla base del benessere fisico e mentale: una giusta dose di sonno, una corretta alimentazione, l’esercizio fisico. Ma al di là di questo, lo stare bene è un obiettivo che richiede una buona conoscenza di se stessi: ognuno dovrebbe porsi la domanda: “cos’è che mi fa stare davvero bene? In che modo riesco a ricaricare le pile?”. Una volta ottenuta la risposta, è importante trovare il tempo per dedicarsi alle proprie “attività rigeneranti”».
Abbiamo menzionato un “kit di base” senza il quale ogni sforzo di stare bene (o stare meglio) rischia di vanificarsi. L’idea di base è di staccare il pilota automatico e cominciare a chiedersi se quello che facciamo ci è utile, ci serve, ci fa bene. Chiarendo a noi stessi la differenza tra un’abitudine e una buona abitudine.
Un esempio? Rinunciare a qualche shot e drink extra, magari cominciando a domandarsi se veramente si ha bisogno di quel drink dopo un’interminabile giornata di lavoro e che effetto ci fa (o magari se se ne ha bisogno tutti i giorni).
E poi ci sono le cose che male sicuramente non fanno: seguire un programma di esercizio fisico di almeno 30 minuti tre volte a settimana; fare meditazione, yoga o qualsiasi altra pratica - anche una semplice passeggiata nella natura - che tenga a bada stress e ansia; dedicarsi a un hobby che non ha a che fare col lavoro, coltivare amicizie con interessi e lavori diversi dai nostri. Cominciando un passo alla volta. *
Corsi gratis per i lettori di Bargiornale
Stare meglio è un’aspirazione per molti della bar industry: qualcuno cura il proprio benessere fin dall’inizio, molti altri sono “costretti” a prendersi più cura di sé quando il fisico (o la testa) cominciano a fare i capricci. Per ricordare che i vent’anni (intesi come età anagrafica) sono passati. Healthy Hospo sta mettendo a punto un kit di corsi on line per supportare chi vuole stare meglio, con consigli e buone pratiche.
I primi tre si chiamano “Master your sleep” (il sonno è la base del benessere), “Re-Balance your time” (per perseguire il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata) e “Move your body” (esercizi per mantenere la forma fisica). Costano poche sterline, ma per i lettori di Bargiornale più lesti a cogliere l’opportunità, possono essere usufruiti gratuitamente (ci sono tremila corsi gratis disponibili).
Clicca qui, scegli il corso che preferisci e inserisci il codice coupon Stranger2022.
Dall'attenzione alle materie prime alle interpretazioni del territorio: ecco, da Nord a Sud, tutte le versioni del grande lievitato delle feste, firmate da chef e pasticceri
Con l'arrivo del Natale i pastry chef italiani - ma anche cuochi, pizzaioli, maestri cioccolatieri e panificatori - si misurano con il Panettone. La tendenza per le festività 2022 è legata alla selezione degli ingredienti, ma anche agli abbinamenti. Da Nord a Sud si assiste a una nuova attenzione sul Pandoro artigianale. Non mancano le interpretazioni gourmet salate. Ecco la rassegna di panettoni e pandori, tradizionali e creativi di Natale 2022.
Andrea Berton
Il Panettone di Andrea Berton Anche lo chef Andrea Bertonsi misura con il Panettone artigianale. Disponibile in formato da un chilo, la sua versione omaggia il grande lievitato seguendo la ricetta milanese.
Antonino Cannavacciuolo
Il Panettone di Cannavacciuolo Per il suo primo Natale da tristellato, chef Cannavacciuolo ha dedicato la sua attenzione al Panettone. Sono disponibili sette variazioni sul tema: oltre al Classico, è possibile gustare la versione al Limoncello, il Pere e cioccolato, Cioccolato e Caffe, Gianduia, al Pistacchio, il Melannurca Igp e il Dolce di Natale vegano al cioccolato.
Bar Roma
Il Panettone di Tommaso PerrucciTommaso Perrucci, pastry chef e patron di Bar Roma, a Cerignola (Fg), firma un'offerta delle feste che parla di Puglia. Il Panettone classico riprende il modello Galup, quindi basso e mandorlato sulla cupola. Le ricette alternative sono: Cioccolato bianco e caffè (impasto al caffè con dentro chicchi macinati); Agrumi canditi (mandarino a pezzi) e caramello; Triplo cioccolato. Non manca il must, Grano arso Senatore Cappelli del mulino Agrigiò e frutti rossi. Infine, c'è il Pandoro, classificato tra i primi trenta prodotti della categoria, presentati a Mastro Panettone 2022.
Bonfissuto
Il Panettone di BonfissutoGiulio e Vincenzo Bonfissuto omaggiano il Natale 2022 con due novità:. Il primo è un panettone all'olio extra vergine di oliva e limoni di Sicilia (senza lattosio). Il secondo si fregia di un packaging realizzato dallo Street Artist Mart Signed, che raffigura le Tre Grazie. L'impasto è fatto con gianduja, gocce di cioccolato fondente e la crema allo zabaione e marsala. Disponibili anche le versioni Tradizionale, Pandorato, Pere e cioccolato, Frutti di bosco, Cioccolato, Pistacchio, Mandorla, Nocciolato, Cioccolato 18 carati e le versioni Pop Art (impasto al cioccolato, con canditi d’arancia e cioccolato di Modica IGP e bagna al rum) e Dalì (con gocce di caramello salato e glassa di cioccolato al latte).
Casa Manfredi
Giorgia Proia (credits CoffeeAndLucas) La pastry chef di Casa Manfredi Giorgia Proia firma un Panettone classico al burro Lescure, prodotto francese di altissimo livello. Accanto alla versione classica, ci sono quattro ricette alternative: il Romanese (classico, ma fatto a Roma, disponibile anche in vasocottura), il Tout Chocolat, il Marron Glacè, l'Albicocca e nocciola. Si aggiunge il Pandoro e il Fichissimo, un panettone special edition realizzato a quattro mani insieme alla chef di SantoPalato Sarah Cicolini. Gli ingredienti: fichi bianchi canditi e mandarino candito Agrimontana, noci e glassa alla cannella. Grande attenzione anche al packaging, firmato dall'illustratrice Susanna Gentili.
Chocolat
Il Panettone di Chocolat La Pasticceria ferrarese Chocolat, creata dal maestro Cristiano Pirani, omaggia il Natale 2022 con una vasta gamma di lievitati artigianali a lunga lievitazione, tutti preparati con lievito madre, burro e uova da allevamento a terra. Oltre al panettone classico, è possibile gustare la versione ai tre cioccolati, quella alcolica a base di bombardino e una con una farcitura di albicocche, caramello e rum. Disponibile anche il pandoro realizzato con lievito madre.
Cremeria Capolinea
Il Panettone di Cremeria Capolinea Il Panettone pensato da Simone De Feo è un omaggio ai sapori tipici dell'infanzia. In un connubio tra lenta lievitazione e selezione dei produttori per le materie prime, il dolce tipico delle veste è proposto in quattro diverse varianti: dal classico Milano all’impasto al Cioccolato e Arancia, da quello Pera e Gianduia alla variante Pesca e Pistacchio. A questa si aggiunge il Pandoro e il Panettone al Tiramisù.
Daniel Canzian
Il Panettone di Daniel CanzianDaniel Canzian firma "MI.O", Panettone nato dalla collaborazione tra lo chef e Albertengo. Il risultato: una fetta dal gusto classico, soffice, con un'alveolatura che cattura la pasta di arance arrosto fatta dallo chef. Il momento giusto per provare questo grande lievitato sono "Le Giornate del Panettone", in programma tutti i sabati alle ore 9.30 presso il ristorante nel cuore di Brera. Inoltre, è possibile comprarlo online.
Davide Longoni
Il Panettone di Davide Longoni Il Natale 2022 di Davide Longoni si concentra nel suo panettone artigianale, vestito dal packaging esclusivo dell'artista Gianluca Cannizzo (disponibile in formato da 500 gr a 20 euro e da 1 kg a 40 euro). A dicembre saranno anche disponibili alcune limited edition: cioccolato, con cioccolato fondente Ecuador 60% di Marco Colzani; limoni canditi Jam Session, amarena di Cantiano e pasta di mandorla, arricchito da infuso di rooibos sudafricano, amarene, prugne, malva e pezzi di mela di Teiera Eclettica, che dona una particolare aromaticità al lievitato; zafferano e pesca candita, realizzato con zafferano in pistilli “Zafferanza” dell'azienda Mastri Speziali, che coltiva questa preziosa spezia in Brianza tramite metodi manuali (dalla raccolta all'essiccazione, la fase più delicata) e seguendo una coltivazione naturale senza l’uso di sostanze chimiche (prezzo: 42 euro). Oltre ad assicurare il sapore e la cura nella realizzazione del grande lievitato, il panettone firmato dal panificatore milanese è anche un invito a tornare ad apprezzare il Natale come momento di festa e di condivisione.
Diego Vitagliano
Il Panettone di Diego Vitagliano Il maestro pizzaiolo Diego Vitagliano ha firmato tre varianti del Panettone tradizionale. Accanto a quella classica, c'è quella al cioccolato e quella con glassa al pistacchio (impasto bianco con cioccolato belga fondente e al latte e glassa dura al pistacchio siciliano). I prodotti sono approdati a Doha, in Qatar, pur con qualche accortezza per il mercato musulmano. Infatti, '’uvetta, che a Napoli viene bagnata nel rum per ammorbidirla e renderla più saporita, varcato il Mediterraneo viene utilizzata semplice, date le restrizioni relative agli alcolici.
Distilleria Schiavo
Il Panettone di Distilleria Schiavo Per il Natale 2022, Distilleria Schiavo di Costabissara (Vi) propone un panettone pensato a quattro mani con la pasticceria Marisa. La ricetta parte dal cioccolato fondente, con cui è realizzata una crema al cioccolato, arricchita con il liquore alla prugna Schiavo.
Fabrizio Tesse
Il Panettone di Fabrizio Tesse per Gerla Per Fabrizio Tesse il Natale è salato. Infatti, per le festività 2022 Gerla 1927 sposa la creazione dello chef stellato: un Panettone gourmet con impasto a base di lievito madre e con inserto di fichi e castagne bollite. All’interno della confezione sono contenute le istruzioni per il completamento del piatto. Infatti, il panettone andrà tagliato a fette, tostato in padella o al forno e farcito con una crema al lardo ed erbette da spalmare al momento in cui si serviranno le fette calde.
Fatamorgana
Il Panettone di Fatamorgana Senza glutine e ripieno di gelato naturale: è questa l'idea di Panettone secondo Maria Agnese Spagnuolo per Natale 2022. L'ideatrice e maestra gelatiera di Fatamorgana, Tre Coni Gambero Rosso, ha pensato a due varianti. Il primo ha una copertura al cioccolato bianco montato a frusta, scaglie di mandorle d’Avola tostate, pistacchi di Bronte e scorze d’arancia di Sicilia semi-candite. Il ripieno è di gelato al pistacchio di Bronte, gelato alla mandorla d’Avola e gelato alle fragoline di bosco. Il secondo Panettone ha una copertura alla gianduia e nocciole d’Alba tostate intere, con un ripieno di gelato ‘Bacio del Principe’, sorbetto di lamponi e zabaione con marsala riserva targa Florio.
Fiasconaro
Il Panettone al Cioccolato griffato Dolce&Gabbana realizzato da Fiasconaro Omaggiato anche da Eater, Nicola Fiasconaro è ormai noto in tutto il mondo per il suo panettone. Quest'anno dal laboratorio di Castelbuono il Panettone al Cioccolato intreccia il suo percorso con lo stile di Dolce&Gabbana. Oltre alla qualità delle materie prime, questo grande lievitato si fa notare per la creatività delle sue confezioni in latta. Oltre alla variante al cioccolato, il Panettone di Fiasconaro è disponibile nelle varianti al pistacchio, agli agrumi e zafferano, alle nocciole con crema alla manna morbida da spalmare, alle mandorle, tradizionale con vino perpetuo Vecchio Samperi, alle castagne glassate e al gianduia. Da provare anche i torroncini.
Filippi
Il Panettone di Filippi Per Natale 2022 Pasticceria Filippi presenta il Panettone alla Gianduia. La nuova ricetta, arricchita da gocce di gianduia nell'impasto, è amplificata dalla presenza di crema alla gianduia preparata dai mastri cioccolatieri piemontesi Giraudi. L'azienda certificata B-Corporation aggiunge questa nuova creazione alle 55 referenze già presenti in catalogo. Anche quest'anno Andrea Filippi punta sui grandi classici. Si va dal panettone classico a quello con il caramello salato, dal panettone al pistacchio all'integrale con frutti rossi, dallo Speciale con fragoline di bosco e cioccolato al latte fino agli Speziati, passando per diverse proposte alla frutta come quello ai marroni o all'albicocca e ai dolci 100% olio extra vergine d’oliva, realizzati sostituendo nell'impasto il burro e i derivati del latte con olio evo.
Follador
Il Panettone e il Pandoro di Follador Il Natale 2022 di Follador profuma di tradizione. Il laboratorio di Antonio Follador propone il Panettone artigianale – preparato con pasta viva di lievito madre in 7 diverse ricette (Gran Mandorlato, Panettone Glacè, Pistacchio, Panettone Cioccolato e Amarene, quello Mele, Noci e Cannella, e ancora con Limone, Orzo tostato e Gianduia – spaziando poi fino al Pandoro con una variazione sul tema che omaggia il tiramisù.
Forno Brisa
Il Panettone di Forno Brisa L'avventura di Forno Brisa è iniziata nel 2015 con quattro persone. Oggi, a lavorare a questo progetto che non perde mai di vista il benessere umano e del pianeta, sono in 40 con un età media inferiore ai 30 anni. Il panettone - anzi, i panettoni - diventa dunque un simbolo di progettualità e di un futuro buono e giusto. Per il Natale 2022 il gruppo di Forno Brisa propone il panettone Classico (prezzo: 39 euro), Gianduia (42 euro), Albicocca e Cioccolato (42 euro), i Remix (ricette nate in collaborazione con amici produttori, 42 euro), i Vegani (anche alla Gianduia, 39 euro) e i Brutti ma Buoni (da acquistare solo nel punto vendita di Bolognina, 28 euro). Non manca il Pandoro realizzato con le farine della filiera di Forno Brisa (39 euro). Tutti i grandi lievitati sono portatori di un grande annuncio: il lancio di una nuova campagna di equity crowdfunding.
Gianluca Fusto
Il Panettone Milano di FustoGianluca Fusto omaggia il Natale 2022 con una confezione di praline, torte invernali, ma soprattutto i suoi Panettoni. Oltre alla ricetta classica, molto soffice, sono disponibili il Mandorlato, Tartufo Bianco, poi Caramello, arancia e miele. Non manca la linea di torte invernali, che vanno dalla rossa Cherry Christmas con Amarene, Confetti di Sulmona e il pralinato al Pistacchio; alla Mand'Or con mandorla d'Avola dolce, anice verde, arance siciliane, amaretto e acqua di fiori d’arancio e la Notte d'Oriente, con protagonisti i datteri, la liquirizia e il limone.
Grappolone Poli
Il Grappolone di Distilleria Poli Burro, uvetta e golosa crema alla Grappa di Moscato: sono questi i tre ingredienti del Grappolone, il Panettone delle Poli Distillerie. Il gusto classico del grande lievitato è arricchito da un cuore soffice e cremoso con un sapore intenso e un profumo delicato di Grappa di Moscato.
Gustificio
Il Panettone di Gustificio A Carmignano di Prenta (Pd), Andrea Poli di Gustificio dedica alle festività 2022 una vasta gamma di panettoni. Si va dal Panettone con pere Williams e cioccolato fondente a quello con impasto integrale ai frutti di bosco, passando per la versione classico uvetta e arancia e quella con caramello salato e cioccolato. La vera novità di quest'anno è il Panettone salato al gusto mediterraneo, realizzato con olive verdi, capperi siciliani, pomodori (tutti essiccati) e una spennellata di uovo e origano.
Il Circolino
Il Panettone di Il CircolinoIl Circolino è il nuovo format nel cuore di Monza, che ospita sotto lo stesso tetto ristorante gastronomico e caffè, firmati dello chef stellato Claudio Sadler. Per festeggiare il suo primo Natale viene proposto il Panettone artigianale in due sversioni: classico e cioccolato. Fragrante e profumatissimo, il panettone di Sadler è sia coccola finale per i clienti del suo nuovo progetto sia prodotto da portare sulla tavola delle feste.
Iside De Cesare
Il Panettone di Iside De Cesare La chef stellata del ristorante La Parolina di Trevinano (Vt), Iside de Cesare, ha realizato un panettone d'autore per Dao Chinese Restaurant. Questa limited edition è preparata con lievito madre, marron glacè e mandarini canditi.
Iyo Group
Il Panettone di Iyo Group Il pastry chef del ristorante IyoLuca De Santi omaggia il Natale 2022 con un Panettone dall'impasto soffice, a cui è stato ridotto il burro al fine di limitare l'impatto dei grassi sul prodotto. Inoltre, seguendo la tradizione culinaria nipponica, la scelta di usare poco burro riprende la scarsa presenza di latticini propria della cucina giapponese. Nelle parole di De Santi «la consistenza è ariosa, ricorda per scioglievolezza lo shokupan giapponese». I canditi sono stati realizzati a partire dallo yuzu, abbinati alla gianduia. Il Panettone di Iyo Group è disponibile in formato da 750g e 500g.
La Pasqualina
Il Panettone de La Pasqualina Direttamente dal "frutteto di famiglia", l'Orto di Lalli, arriva il Panettone realizzato con lamponi canditi. A firmarlo è Riccardo Schiavi, titolare de La Pasqualina. La ricetta inedita prevede l'uso di cioccolato fondente e copertura di granella di fave di cacao con terroir unico della piantagione di Finca S.Fernando, El Salvador. I lamponi arrivano dal frutteto che sorge a 350 metri di altitudine, nel territorio dell’Agro di Almenno San Bartolomeo, a pochi passi dall’Albenza, nota proprio per la coltivazione del lampone, eccellenza gastronomica di questa zona. L'intero ricavato verrà devoluto al Comitato Maria Letizia Verga, l’Associazione che da più di 40 anni si occupa di ricerca, cura e assistenza di bambini e ragazzi affetti da leucemia.
Concluso l'accordo per l'acquisizione del 100% del capitale sociale del gin super premum tedesco con il cuore in Africa. Un'operazione del valore di brand 15,6 milioni di euro, con la quale l'azienda piemontese punta ad accelerare il suo percorso di espansione anche sui mercati internazionali
Grande colpo di mercato per Compagnia dei Caraibi. La società piemontese ha concluso un accordo per l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Elephant Gin GmbH, l’azienda tedesca produttrice del noto e omonimo gin super premium.
Fondata nel 2013 da Robin e Tessa Gerlach, l’azienda tedesca ha dato vita a una gamma di gin ispirata dai viaggi che la coppia ha fatto in Africa e dal suo impegno per salvaguardia della flora e la fauna selvatica del Continente Nero (leggi Un Natale all’insegna della solidarietà per Elephant Gin). Gamma che comprende Elephant London Dry Gin (alc 45% in vol), il primo nato della famiglia, Elephant Sloe Gin (alc 35% in vol) dal profilo aromatico, Elephant Strength Gin (alc 57% in vol), un distillato corposo e di grande forza, ed Elephant Orange Cocoa Gin (alc 40%), che invece spicca per il carattere fresco.
I gin Elephant
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Elephant Orange Cocoa Gin
Elephant Sloe Gin, Elephant Strength Gin ed Elephant London Dry Gin
Gin prodotti artigianalmente nella distilleria di proprietà a Wittenburg, in Germania, e realizzati con ricette che, insieme a botaniche tradizionali, comprendono rare erbe, piante e spezie africane, e distillati in alambicchi in rame in piccoli lotti da circa 600 bottiglie. Altro aspetto distintivo della gamma è che tutti gli ingredienti sono selezionati a mano e il prodotto finale è imbottigliato a in bottiglie realizzate e confezionate su misura.
Gin: un mercato in continua crescita
Un progetto nel quale Compagnia dei Caraibi ha creduto fin dall’inizio, iniziando la distribuzione dei prodotti 6 anni fa e contribuendo allo sviluppo del brand nel mercato italiano, e sul quale oggi punta in modo ancora più deciso, entrando direttamente nella produzione di questi gin.
L’operazione di acquisizione costituisce infatti un passaggio fondamentale per l’espansione del portafoglio di marchi propri dell’azienda piemontese in uno dei segmenti di maggior crescita. Il gin ha registrato, infatti, una performance positiva negli ultimi anni e, in particolare, nel 2021, superando il whisky e diventando la terza categoria di alcolici in Italia dopo gli alcolici aromatizzati e il brandy. Nello specifico, le categorie super premium e ultra-premium nel 2021 nel nostro Paese sono cresciute rispettivamente del 121% e del 103% rispetto al 2020, secondo i dati di International Wines and Spirits Record.
Accelerare il processo di internazionalizzazione
Ma non solo. Perché l’operazione consentirà all’azienda di accelerare significativamente il suo processo di espansione sui mercati esteri, soprattutto nel Nord Europa e America, contando sul potenziale di crescita del brand a livello internazionale e anche grazie all’ingresso nel gruppo di 22 risorse, oltre ai fondatori Robin e Tessa Gerlach che continueranno a guidare lo sviluppo della società Elephant Gin.
In questo percorso inoltre Compagnia dei Caraibi potrà contare su ulteriori leve, oltre alla gamma Elephant, ovvero gli asset dell’azienda tedesca, quali la distilleria di proprietà a Wittenburg, che sarà pienamente operativa entro la metà del prossimo anno, con annesso visitor center, e l’integrazione delle strutture commerciali, grazie alla quale, con il proprio network distributivo globale, assicurerà l’attivazione di nuovi mercati e un miglior presidio di quelli già attivi.
I termini dell’accordo
Elephant Gin nel 2021 ha realizzato vendite nette complessive per 3,4 milioni di euro, mentre per quest’anno il fatturato è atteso è di 2,7 milioni, un decremento legato ai rilevanti investimenti che la società nello sviluppo della struttura organizzativa e funzionali alla crescita attesa dalla società per i prossimi anni. L’acquisizione avverrà attraverso Refined Brands, società controllata da Compagnia dei Caraibi, con un investimento complessivo di 15,6 milioni di euro, dei quali 2,1 di aumento di capitale. L’operazione è articolata di diversi passaggi, per arrivare al controllo del 100% del capitale sociale entro il 30 giugno del 2024.
Il 14 dicembre la coffee community e gli appassionati del mondo del caffè e della latte art sono inviati alla festa-competizione di viale Ortles a Milano.
Dalla Corte invita baristi, coffee lover e chi opera nel mondo del caffè a un evento che unisce divertimento, competizione e condivisione: il Throwdown Before Christmas, in programma a Milano, in viale Ortles 88, il 14 dicembre dalle ore 15.
Il contest vede competere i migliori professionisti della latte art in una gara a eliminazione diretta di fronte a una giuria qualificata e capitanata dalla latte art specialist e giudice internazionale Chiara Bergonzi La macchina espresso della prova è una multigruppo Icon, che si caratterizza per la grande stabilità termica, regolabile al decimo di grado, e lance vapore indipendenti che erogano un vapore “secco” ideale per una montatura a crema perfetta, da competizione.
Informale, ma al contempo avvincente e combattuta, la modalità Throwdown procede con i competitor che si sfidano a coppie, uno contro l’altro: ognuno ha a disposizione due tazze per la realizzazione delle figure, tra le quali individuare la migliore da presentare ai giudici: passa il turno chi somma il miglior punteggio tra le tre prove di ogni manche. I contenitori non saranno solo tazze: per rendere la gara imprevedibile e sorprendente, alle figure in tecnica classica, si uniscono anche decori out of the cup su recipienti decisamente insoliti e turni di crazy latte art, con prove insolite e divertenti. La selezione procede fino alla finale, che individua il vincitore, per il quale c’è un premio decisamente “interessante”: 4000 euro; al secondo 500 euro offerti dallo sponsor Urnex/DM Italia.
In linea con la tendenza in atto nei locali italiani, in cui le bevande alternative al latte sono sempre più richieste, il latte utilizzato per l’intera competizione è Alpro avena, la tipologia che si sta affermando in Italia sull’onda di quanto già avviene all’estero: garantisce un’emulsione perfetta. Il caffè della competizione è selezionato da Little Bean coffee roaster.
Dopo la competizione, tutti i partecipanti sono invitati al Xmas Party di chiusura.
La forte passione per la pasticceria, nutrita dalla chef Valeria Dell'Amico, è sfociata in un nuovo progetto a Marina di Carrara: Narciso Pastry. Prende le mosse dal ristorante il Narciso: dal 15 dicembre sarà possibile assaggiare lievitati, mignon, monoporzioni e torte moderne a pochi passi dal ristorante.
Il percorso di Valeria Dell'Amico
Durante i suoi studi universitari in giurisprudenza, l'inclinazione di Valeria Dell'Amico all’esplorazione l'ha portata a viaggiare molto e ad avvicinarsi al mondo del vino. Dopo essersi diplomata con l’Ais e l’Onav, ha sperimentato il colpo di fulmine con la cucina e la pasticceria, a cui oggi dedica tutta sé stessa. A guidarla ci sono un’insaziabile curiosità e la voglia di mettersi in gioco. Ha frequentato l’istituto alberghiero e un corso di pasticceria classica a La Spezia, lavorando in diversi ristoranti. A completamento della sua formazione ci sono un Master alla scuola Alma e un corso di pasticceria alla Cast alimenti. Oggi realizza uno dei suoi più grandi sogni: aprire una pasticceria come quelle di una volta, dove acquistare dessert da portare via o sedersi e assaporare le preparazioni in vetrina.
L'offerta di Narciso Pastry
L'offerta pensata da Dell'Amico per Narciso Pastry spazia dai mignon moderni alle monoporzioni, dalle torte moderne alle torte secche, dalla biscotteria ai grandi lievitati. Per il primo Natale della pasticceria non manca il panettone, disponibile in tre varianti: Classico, Tre cioccolati e Albicocche e caramello salato. Tuttavia i lievitati sono destagionalizzati e disponibili per tutto l'anno, con ingredienti in armonia con le stagioni. Inoltre, ampio spazio è concesso all'abbinamento tra biscotti e tè, infusi e tisane. Il panettone di Valeria Dell'Amico Disponibile anche un'offerta salata. Non mancano le brioche e i taglieri di salumi e formaggi. Ma il menu cambierà di continuo. Ci saranno alcuni prodotti signature, sempre disponibili, ma la maggior parte varieranno a seconda della stagionalità. Tra i progetti futuri c’è anche uno studio approfondito dei cioccolati, da inserire come dessert al cioccolato, cioccolate calde e una selezione di praline.
Ecco i nomi dei nove locali e dei dieci professionisti che si sono aggiudicati il premio nato per valorizzare l’eccellenza dell’ospitalità made in Italy
Il Palazzo del Ghiaccio di Milano è stato il palcoscenico della Barawards Gala Evening, la grande serata di festa che ha incoronato i vincitori di Barawards 2022. Dieci i professionisti, nove i locali e dieci i prodotti premiati in questa ottava edizione del premio nato per valorizzare l’eccellenza dell’ospitalità made in Italy organizzato da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani.
I nove locali premiati
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Premio cameo Professional Bar caffetteria dell’anno: Bugan Coffee Lab - Città Alta, Bergamo
Premio Sanpellegrino Cocktail bar dell’anno: Drink Kong, Roma
Premio Isa Bar pasticceriagelateria dell’anno: Frau Knam, Milano
Premio Barceló Bar rivelazione dell’anno: House of Ronin, Milano
Premio EasyCassa Ristorante rivelazione dell'anno: Pulejo, Roma
Premio Bar d’albergo dell’anno: The Doping Bar - Aethos Milan, Milano
Premio Ristorante d'albergo dell'anno: Glam - Palazzo Venart, Venezia
Premio Hotel rivelazione dell'anno: Borgo Santandrea, Amalfi (Sa)
Premio Paninoteca dell'anno: Billi's Original Family, Arezzo
i dieci professionisti premiati
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Premio Bloom Specialty Coffee Barista dell’anno: Dario Fociani, Faro - Caffè Specialty, Roma
Premio Vantguard Bartender dell’anno: Edoardo Sandri, Atrium Bar - Four Seasons Hotel Florence, Firenze
Premio Campari Group Bartender under 30 dell’anno: Simone Corsini, Atrium Bar - Four Seasons Hotel Florence, Firenze
Premio Engine Bartender italiano all'estero dell'anno: Stefano Catino, Maybe Sammy, Sydney (Australia)
Premio Gamondi Bar manager dell’anno: Francesco Bonazzi, Mag La Pusterla, Milano
Premio Diplomático Cuoco dell’anno: Alessandro Billi, Billis, Tortona (Al)
Premio Chocolate Academy Pasticcere dell’anno: Diego Crosara, Pasticceria Marchesi 1824, Milano
Premio Ice Cube Bar team dell’anno: Quanto Basta, Lecce
Premio Brand ambassador Coffee&more dell'anno: Andrea Antonelli, Pulicaff - Asachimici
Premio Brand ambassador Spirits&co dell'anno: Walter Gosso, Rinaldi 1957
E se il premio più grande, per chi lavora nell’ospitalità, è l’apprezzamento che arriva tutti i giorni dai propri clienti, galvanizzate da questo magnifico carburante, tantissime sono state le candidature giunte anche per questa edizione: oltre 700 tra locali e professionisti. Un numero che ancora una volta sottolinea la vitalità del settore del fuori casa e del coraggio degli imprenditori e dei professionisti che vi operano, che continuano a innovare, investire e a lavorare per offrire ai loro clienti esperienze uniche e indimenticabili. Candidature passate al vaglio di una supergiuria di esperti il cui giudizio, sommato a quello dei voti online dei lettori ha decretato i più meritevoli del premio. Ecco i loro nomi:
I Locali premiati
Premio cameo Professional Bar caffetteria dell’anno: Bugan Coffee Lab - Città Alta, Bergamo
Premio Bibite Sanpellegrino Cocktail bar dell’anno: Drink Kong, Roma
Premio Isa Bar pasticceria/gelateria dell’anno: Frau Knam, Milano
Premio Barceló Bar rivelazione dell’anno: House of Ronin, Milano
Premio EasyCassa Ristorante rivelazione dell'anno: Pulejo, Roma
Premio Bar d’albergo dell’anno: The Doping Bar - Aethos Milan, Milano
Premio Ristorante d'albergo dell'anno: Glam - Palazzo Venart, Venezia
Premio Hotel rivelazione dell'anno: Borgo Santandrea, Amalfi (Sa)
Premio Paninoteca dell'anno: Billi's Original Family, Arezzo
I professionisti premiati
Premio Bloom Specialty Coffee Barista dell’anno: Dario Fociani, Faro - Caffè Specialty, Roma
Premio Vantguard Bartender dell’anno: Edoardo Sandri, Atrium Bar - Four Seasons Hotel Florence, Firenze
Premio Campari Group Bartender under 30 dell’anno: Simone Corsini, Atrium Bar - Four Seasons Hotel Florence, Firenze
Premio Engine Bartender italiano all'estero dell'anno: Stefano Catino, Maybe Sammy, Sydney (Australia)
Premio Gamondi Bar manager dell’anno: Francesco Bonazzi, Mag La Pusterla, Milano
Premio Diplomático Cuoco dell’anno: Alessandro Billi, Billis, Tortona (Al)
Premio Chocolate Academy Pasticcere dell’anno: Diego Crosara, Pasticceria Marchesi 1824, Milano
Premio Ice Cube Bar team dell’anno: Quanto Basta, Lecce
Premio Brand ambassador Coffee&more dell'anno: Andrea Antonelli, Pulicaff - Asachimici
Premio Brand ambassador Spirits&co dell'anno: Walter Gosso, Rinaldi 1957
Come ormai tradizione, nella serata di gala di Barawards sono stato premiati anche i componenti Drink Team 2022 per il loro prezioso lavoro sui cocktail da riscoprire svolto nella pagine di Bargiornale, che proseguirà fino alla prossima primavera.
Ecco le nove soluzioni premiate come migliori innovazioni nelle categorie Alcolici, Superalcolici, Bibite, Low Alcohol, Preparati & Garnish, Food, Attrezzature, Strumenti e soluzioni di servizio, Packaging. E il prodotto premiato con la Menzione speciale green
Nove, più una, le soluzioni vincitrici di Barawards Innovazione dell’anno 2022, il premio promosso da Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani dedicato ai prodotti, servizi e attrezzature più innovative per il mondo del fuoricasa.
Le soluzioni premiate sono state svelate nel corso della Barawards Gala Evening, la grande serata di festa e premiazioni che ha chiuso questa ottava edizione del premio, svoltasi al Palazzo del Ghiaccio di Milano.
I prodotti vincitori del Premio Innovazione 2022
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Alcolici: Savoia Americano, Italspirits
Superalcolici: Ron Barceló Imperial 40 Aniversario, Ron Barceló - Coca-Cola Hbc Italia
Bibite: Lurisia Bitter Lemon con estratto di limone Primofiore, Coca-Cola Hbc Italia
Low Alcohol: Alpex Spritz, Fonte Plose
Preparati & Garnish: DOuMIX Squeeze, Mec3
Food: Gamma Legumi e Cereali Minute, Bonduelle Food Service
Strumenti e Soluzioni di servizio: Poldina Micro, Zafferano
Attrezzature e tecnologie: Steamì - la cottura express a vapore, Techfood
Più di 80 i prodotti e servizi candidati, lanciati sul mercato tra settembre 2021 e maggio di quest’anno dall’industria di settore che prosegue nella sua opera di innovazione a beneficio dei tanti professionisti che operano nel mondo dei locali
A decretare le soluzioni più innovative è stato un panel qualificato di esperti, figure di riferimento della consulenza, della professione e della distribuzione, che le ha valutate tenendo conto di 5 parametri: design/packaging, funzionalità/ergonomia, prospettiva di vendita, attinenza al mercato e impatto ambientale. Al loro giudizio complessivo è stato aggiunto (con un peso del 20%) i risultati del voto on line.
I vincitori del Premio Innovazione 2022
Questi i vincitori per le 9 categorie in gara:
Alcolici: Savoia Americano, Italspirits
Superalcolici: Ron Barceló Imperial 40 Aniversario, Ron Barceló - Coca-Cola Hbc Italia
Bibite: Lurisia Bitter Lemon con estratto di limone Primofiore, Coca-Cola Hbc Italia
Low Alcohol: Alpex Spritz, Fonte Plose
Preparati & Garnish: DOuMIX? Squeeze, Mec3
Food: Gamma Legumi e Cereali Minute, Bonduelle Food Service
Strumenti e Soluzioni di servizio: Poldina Micro, Zafferano
Attrezzature e tecnologie: Steamì - la cottura express a vapore, Techfood
Packaging: Smile-Box Maniva, Maniva
A questi si aggiunge la Menzione speciale green, per il prodotto a maggior contenuto di sostenibilità, andata a Capsula Bianca Pascucci di Caffè Pascucci
L’Accademia della Macchina per Caffè di Gruppo Cimbali presenta il primo percorso sul caffè realizzato in partnership con l'Università degli Studi di Milano.
Sono aperte fino al 9 gennaio 2023 le iscrizioni al primo corso di perfezionamento in Sicurezza alimentare, salute e business management della filiera del caffè, realizzato da Mumac Academy in partnership con l’Università degli Studi di Milano.
Il progetto ha l’obiettivo di introdurre i giovani nel settore e appassionarli alla cultura del caffè, coltivando nuovi talenti con diverse competenze e professionalità nel mondo della caffetteria. Prevede una didattica della durata di 60 ore articolata in lezioni frontali e laboratori pratici, che svolgono un piano di studi che comprende tematiche gestionali, economico finanziarie, normative, di analisi e sostenibilità; affronta argomenti legati a nutrizione, sicurezza e qualità delle bevande a base caffè, integrandoli a conoscenze tecniche e tecnologiche relative a macchine per caffè, macinacaffè e al trattamento dell’acqua.
Il corso è strutturato anche per chi è già inserito nel mondo del lavoro, con due lezioni al mese dal 6 febbraio al 15 maggio; a integrazione del percorso di 60 ore, sono disponibili approfondimenti facoltativi a cura del Comitato Scientifico di Mumac inerenti gli argomenti del piano di studi. Il titolo, rilasciato dall'Università Statale di Milano, riconosce 10 crediti formativi universitari (CFU).
Entrambe le parti sono soddisfatte di questo accordo costruttivo che propone un interessante interscambio di conoscenze, come sottolinea Elio Franzini, rettore della Statale di Milano: «Mettere a sistema una solida esperienza aziendale con le competenze formative e scientifiche che può fornire un Ateneo interdisciplinare come la Statale di Milano rappresenta un virtuoso esempio di trasferimento di competenze e di innovazione al territorio, che in questo caso premia l'eccellenza della cultura italiana del caffè». Gruppo Cimbali da parte sua è orgoglioso di partecipare a questo progetto innovativo che, afferma Enrico Bracesco, group managing director, «mette a frutto la buona relazione tra il mondo del lavoro e il mondo scientifico. Il corso è pensato per i nuovi talenti delle realtà aziendali e per chi dopo un percorso di studi vuole affacciarsi al settore del caffè e food service. Pertanto, Gruppo Cimbali, oltre a mettere a disposizione delle borse di studio per i suoi giovani talenti, contribuisce al finanziamento del progetto per rendere accessibile l’iscrizione a una larga fascia di studenti». Pochi giorni fa, il Gruppo ha messo a disposizione anche tre borse di studio per gli operatori del service.
Il 15 dicembre alle ore 15,00 è possibile seguire una sessione online di presentazione del progetto, iscrivendosi a questo link.
Lezione 1-6 febbraio 2023 - Processi digestivi e fabbisogni energetici - Breve sintesi dei processi digestivi, fabbisogni energetici, macronutrienti e micronutrienti, composti bioattivi, etichette nutrizionali, asse intestino-cervello e microbiota intestinale.
Lezione 2-20 febbraio 2023 - Sicurezza e igiene nel settore alimentare, latte e bevande vegetali -Fattori di rischio connessi agli alimenti (pericoli chimici, fisici e biologici), organismi patogeni e prevenzione, igiene del personale, gestione delle derrate alimentari. Il latte e le bevande vegetali: caratteristiche, peculiarità e utilizzo nelle preparazioni a base di caffè.
Lezione 3-6 marzo 2023 - Acqua, botanica e fitochimica del tè - Chimica dell'acqua, tecnologie per il trattamento, il loro utilizzo e impatto sensoriale sull'estratto. Introduzione al mondo del tè, dalla piantagione alla tazza, con focus sull’influenza dell’acqua e aspetti salutistici.
Lezione 4-20 marzo 2023 - Caffè e filiera - Introduzione al mondo del caffè, dalla pianta alla tazzina: dalle origini del caffè ai processi di lavorazione, dalla tostatura alla miscelazione, con particolare focus sugli aspetti salutistici.
Lezione 5-3 aprile 2023 - Espresso Italiano Tasting - Analisi sensoriale dell’espresso italiano con l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè, per apprendere come assaggiare e valutare l’espresso.
Lezione 6-17 aprile 2023 - Analisi sensoriale ed estrazioni alternative all’espresso - Analisi sensoriale e metodo di assaggio di espresso, cupping ed estrazioni alternative, dalla percolazione all’infusione.
Lezione 7-2 maggio 2023 - Aspetti giuridici e commerciali nella gestione di una caffetteria moderna - La gestione di un’attività commerciale: base normativa, nuove tendenze, tecnologie e attrezzature abbinate alle esigenze dei clienti.
Lezione 8-15 maggio 2023 - Sostenibilità etica, narrazioni mediatiche e analisi di mercato - L’immagine del caffè nello storytelling mediatico e le sue prospettive etiche nella relazione tra produzione, consumo e commercializzazione.
Con il nuovo servizio F24 i locali partner Mooney possono offrire ai consumatori l’opportunità di pagare in pochi minuti F24 e ogni avviso di pagamento
Diventa sempre più ricca la gamma di servizi che i bar partner Mooney possono offrire ai cittadini. È infatti arrivato il servizio F24 che rende possibile pagare anche Imu, Tari, F24 Unificato e tanti altri tributi nei 45.000 bar, tabacchi ed edicole abilitati.
Il servizio, oggi esteso all’intera rete, si inserisce nell’ampia offerta Mooney già disponibile nei punti vendita e permette agli esercenti di offrire a milioni di consumatori l’opportunità di pagare in pochi minuti F24 e ogni avviso di pagamento, comodamente nel locale sotto casa.
Con Mooney, infatti, tutti i pagamenti e le operazioni transazionali sono sempre accessibili, semplici e a portata di mano, grazie alla capillarità di una rete di esercizi partner presente su tutto il territorio nazionale, anche nei comuni più remoti.
Comodo per il cittadino, che non deve più prendere un appuntamento nelle filiali bancarie o negli uffici postali, il nuovo servizio lo è anche per il gestore bar, grazie alla facilità e velocità con la quale si svolge l’operazione. I clienti devono solo avere con sé:
la delega F24
la propria carta d’identità
e la tessera sanitaria.
E se devono pagare per qualcun altro? Nessun problema, basta ricordare loro di portare con sé anche la tessera sanitaria dell’intestatario della delega.
Con Mooney ora le scadenze fiscali dei tuoi clienti non sono più un problema!
La prima Cocktail Week, o per meglio dire il primo cocktail weekend, sulla neve in Europa. Così Paola Mencarelli, ideatrice di manifestazioni come la Florence Cocktail Week e la Venice Cocktail Week, parla della sua nuova creatura: il primo Cortina Cocktail Weekend.
La kermesse è in programma da venerdì 16 a domenica 18 dicembre a Cortina d’Ampezzo. «A Cortina vogliamo portare un evento sartoriale, cucito ad hoc per il grande polo sciistico del Veneto». Prosegue la stessa Paola Mencarelli: «Filo conduttore di tutte le cocktail week sono il bere consapevole e di qualità, tematiche che verranno espresse attraverso l’impegno dei professionisti della Cortina da bere: dai bar d’hotel ai cocktail bar, fino ai rifugi, valorizzandotra gli altri momenti della giornata anche quello dell’après ski, sia in città sia in quota».
I bartender del Cortina Cocktail Weekend (foto di Veronica Gaido)
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Francesco Pagliula, Eleonora Gottardi, Beatrice Parsi - Barde Len, Hotel de Len
Nicoletta Casciani, Jacopo Schioppetto, Nicola Ballarin - Bar del Cortina, Hotel Cortina
Filippo Borghi, Bar del Posta, Hotel de la Poste
Matteo Gucci -H.E. Café, Hotel-Europa
Lucas Kelm - Il Bar Rosapetra, Rosapetra Spa Resort
Remo Pizzoluto - Villevenete Lounge, Hotel del Posta
Gianvito Di Curzi, Fabrizio Buccoliero - Chalet Tofane
Michele Derosa - Embassy
Matteo Bernardi, Matteo Dimai, Francesco Donazzolo - Faro Cocktail Bar
Rosalia Lacirignola, Angela Metollo-Janbo
Robin Kumar, Marco Bernardi - La Suite
Edoardo Costelli - LP26
Matteo Magri - Molo Pub
Chiara Cocetta, Valentina Belli - Villa Sandi
Andrea Corvaglia, Benedetta Sudiro - Col Druscie 1778
I locali coinvolti
La tre giorni, nata per avvicinare il pubblico degli appassionati al mondo del cocktail, includerà eventi diffusi nel piccolo ma grande polo sciistico delle Dolomiti, con appuntamenti che si svolgeranno nel raggio di 300 metri.
A Cortina, per l’occasione si sono dati appuntamento, tanti rappresentanti del mondo del nostro settore. Parliamo di Mattia Ardenghi - ceo P31; Edoardo Banfi - Campari Academy trainer; Martina Bonci - Gucci Giardino 25; Simone Covan - Santa Cocktail Club, Firenze; Giovanni D’Este - I Rusteghi Venezia; Matteo Di Ienno - Locale, Firenze; Marianna Di Leo - Espòlon Tequila brand ambassador; Rosita Dorigo - Cortina Mountain Gin brand ambassador; Stefano Fanticelli - Club del Maledetto Toscano; Antonio Ferrara - The Bar, Aman Venice; Claudia Gennarelli - sales manager P31; Marco Giuridio - Whitley Neill brand ambassador; Marsel Isufi - brand mixologist; Fabiana Manisi - Altamura Distilleries mixologist; Riccardo Rossi - Freni e Frizioni Roma; Nicola Rossini - Michter's brand ambassador, Edoardo Sandri - Atrium Bar, Four Seasons Florence; Luca Simonetta - area manager Zafferano Spirits; Emanuele Starita - The Court Roma; Michele Zilio - spirit specialist Ferro Beverage&Co.
Lo slalom col Martini
Ogni giorno inizia con un aperitivo in centro o in alta quota, e a seguire masterclass, incontri, guest shift e approfondimenti. Un vero tourbillon di eventi che potrete trovare, descritto in ogni dettaglio, a questo link. Durante il festival non mancheranno appuntamenti alla scoperta della città e delle attività di montagna come Slittata Tre Cime di Lavaredo, Safari Tour in Motoslitta, Ciaspolata, Heli-Ski.
Il tutto si conclude con una gara di sci più che spiritosa, diremmo esilarante. È la Mixologys’ Cup, una competizione ludica aperta a tutti, a partecipazione gratuita per bartender e guest bartender CCW22. Non è una gara di velocità ma una discesa sulla pista con una coppa Martini piena. I partecipanti non saranno misurati in base al tempo, ma vincerà chi riuscirà a completare la gara senza saltare le porte, con il bicchiere pieno in mano e rovesciando il minor quantitativo di bevanda.
La pista Socrepes sarà allestita e messa in sicurezza dai maestri di sci di Cortina della Scuola Sci Snowdreamers con paletti di slalom gigante come una vera gara di sci. Una volta tagliato il traguardo i partecipanti appoggeranno il bicchiere su un tavolo e i maestri di sci in veste di giudici misureranno i bicchieri decretando i vincitori. «L’idea della gara - spiega Paola Mencarelli - è nata studiando la storia dello sci alpino. Era il 1900 quando un gruppo di montanari norvegesi sviluppò una tecnica che divenne poi famosa in tutto il mondo. A Morgedal, Valle Norvegese del distretto di Telemark, venne organizzata la prima gara sugli sci, una discesa ripida e a curve veloci con un bicchiere di birra in mano. Vinceva chi arrivava a fine pista senza rovesciare il contenuto».