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Federico Prodon crea un dolce in omaggio al golf

Si chiama "Hole in One" ed è dedicato alla manifestazione internazionale Ryder Cup 2023, che si tiene a Roma fino al 1° ottobre

Il pasticcere Federico Prodon realizzerà il dessert esclusivo "Hole in One". Sarà presentato oggi, 27 settembre 2023, nella cena di gala della Ryder Cup 2023, che si svolgerà alle Terme di Caracalla. Si tratta di un omaggio al golf, sport a cui è dedicata la manifestazione di respiro internazionale. Forma e dimensioni ricordano una pallina da golf, servita su un "green" al sapore di lime.

Cos'è la Ryder Cup

Hole in One sarà servito a oltre mille ospiti, invitati alla cena di gala romana. Dal 25 settembre al 1° ottobre 2023 la Capitale ospiterà il Marco Simone Golf & Country Club, competizione internazionale di golf tra Europa e Stati Uniti. Per l'occasione scenderanno scendere in campo i golfisti più forti al mondo. Altrettanto atteso All Star Match. Si tratta di una sfida tra le celebrità di tutto il mondo appassionate di golf che si affronteranno il 27 settembre. Prodon addolcirà la sfida con il suo dessert dedicato alla manifestazione.

Tutto quello che c'è da sapere su Hole in One

Il dessert pensato per l'occasione da Federico Prodon rappresenta una pallina da golf su un green. È una combinazione di sapori, pensata per "esplodere" in bocca in un solo boccone. Hole in one è composto da una base di cremoso al passion e mango, una terra al lime che riprende il colore del green e una pallina bianca realizzata con una camicia di cioccolato alla vaniglia. La pallina all’interno ha una metà di cremoso al cocco e un’altra metà è composta da una dadolata di mango fresco con un gel di mango e passion. Il dolce di Prodon racchiude tante strutture diverse: la croccantezza della terra, la cremosità del passion e mango, l’acidità del gel e la cremosità del cocco.   «Con il cucchiaio si può ‘raschiare la terra’ e poi mordere la pallina e perdersi in un tripudio di freschezza - spiega il pastry chef - Ho pensato che a fine pasto ci volesse un dolce rappresentativo alla vista e coinvolgente al palato ma non eccessivamente dolce». Com'è ormai sua abitudine, anche in Hole in One il contenuto zuccherino è ridotto al minimo, oltre a non contenere aromi chimici.

Chi è Federico Prodon

Un passato da broker assicurativo e un presente da pasticcere professionista, oggi Federico Prodon ha all’attivo tre punti vendita. Diventato famoso grazie al programma Bake Off Italia (2014), nel mezzo ha tenuto corsi professionali presso la scuola A Tavola con lo Chef e ha guidato per due anni il reparto pasticceria del Caffè Hungaria. Ha scritto due libri, uno sulle crostate e uno sui dolci nel bicchiere, entrambi editi da Gribaudo. Con l’apertura del punto vendita di Borgo Pio, in Vicolo del Farinone 19, Federico Prodon ha deciso di “metterci il nome”, aprendo la sua prima boutique di pâtisserie. Dallo scorso aprile ha aperto anche un corner presso il Mercato Centrale alla stazione Termini di Roma. In più, la sua ultima avventura è il punto vendita ai Parioli, “Federico Prodon Pâtisserie e Crémerie”, una boutique dedicata non solo alla pasticceria, ma anche alla gelateria. Prodon non è nuovo agli eventi sportivi. Nel 2019 aveva partecipato agli Internazionali di Tennis con il dessert Match Ball. Ora prende parte alla prima edizione italiana della Ryder Cup con un suo dessert. «È un grande evento internazionale e un‘opportunità unica, che mi stimola nello sviluppo continuo di una pasticceria italiana di qualità», ha dichiarato il professionista.

Baritalia 2023 a Livorno: gli 11 finalisti e le foto della giornata

Grande partecipazione alla quarta tappa dell'edizione 2023 del laboratorio itinerante di mixology approdato nel capoluogo toscano. Ecco i nomi dei bartender che hanno staccato il biglietto per la finalissima di Cannes. Scopri tutte le foto della giornata

Baritalia 2023 - a drink for the planet ha 11 nuovi finalisti. Selezionati nella tappa di Livorno, questi volti della mixology si preparano a partecipare alla finalissima di Cannes, in programma il 13 novembre 2023. I concorrenti si sono sfidati a colpi di drink presso il Tailored Cocktail Bar, in piazza dei Domenicani 19. Una tappa effervescente, grazie anche alle 10 masterclass in programma, che hanno visto salire in cattedra i professionisti della miscelazione italiana.

La manifestazione itinerante ha raccolto tantissimi bartender del Centro Italia. I partecipanti hanno preso parte alla kermesse, prestando la propria creatività e talento anche ai momenti di confronto, ai seminari e agli approfondimenti in programma per la giornata.

La sfida Baritalia Lab ha visto i maestri della miscelazione confrontarsi sul tema A drink for the planet, creando un drink sostenibile. Durante questo confronto la giuria, composta da tecnici ed esperti del settore, ha selezionato altri 11 bartender, in gara sotto le insegne delle aziende partner. I vincitori si sono aggiudicati un posto per la finalissima, che andrà in scena nel Final Show di Baritalia, in programma a Cannes (Francia) il prossimo 13 novembre. Per tutta la giornata nel Signature Bar è stato possibile degustare i super cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ecco i nomi degli 11 finalisti di Livorno: Matteo Cassan (Bonaventura Maschio - Botran), Tommaso Bulegato (Bonaventura Maschio - Prime Uve), Valentino Donati (Campari Academy), Ivan Forcieri (Coca-Cola Hbc - Glendalough), Damiano Cappellini (Coca-Cola Hbc - Perro), Andres Serna Cruz (Coca-Cola Hbc - Lurisia), Luca Di Giuseppe (Compagnia dei Caraibi - Tokinoka), Alessio Baneschi (Gamondi), Gaetano Di Laora (Nonino), Giuseppe Bottone (The Organics by Red Bull), Simone Marchiani (Soero).

La menzione speciale A drink for the Planet per il drink più sostenibile è andata a Valentino Donati (Campari Academy).

La giuria di Baritalia Livorno

A decretare i vincitori della tappa livornese, una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Edoardo Banfi (Campari Academy), Gian Maria Ciardulli (Soero), Daniele Gentili (The Organics by Red Bull), Emanuele Russo (Compagnia dei Caraibi), Mauro Picchi (Nonino), Simone Mina (Ron Botran), Steve Righetto (Distilleria Bonaventura Maschio), Federico Tomasselli (Coca-Cola Hbc Italia), Tommaso Salti (Gamondi).

A questi nomi, come da tradizione, si affiancano i giudici d'onore. Si tratta di personaggi di spicco della scena toscana: Alberto Bellanca, Martina Bonci, Fausto Bigongiali, Lorenzo Aiosa, Francesco Calvi, Danny Del Monaco, Francesco De Rosa, Federico Diddi, Daniela Gamberucci, Francesco Giuntini, Francesca Gentile, Giacomo Papi, Sacha Mecocci, Paola Mencarelli, Bledar Ndoci, Marco Macelloni, Jacopo Misano, Niccolò Vestrini, Edoardo Sandri, Simone Quercioli, Elisa Randi, Veronica Costantino. La kermesse è stata presentata da Julian Biondi.

Gli approfondimenti sulla miscelazione

Nel corso della giornata, al Tailored, si sono svolte anche le Masterclass dedicate alle tecniche di miscelazione. In cattedra, bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni sono state aperte e gratuite per tutti i professionisti che si sono registrati all’evento. Ben 10 approfondimenti e seminari sulla mixology hanno scandito la giornata livornese di Baritalia, offrendo ai partecipanti un momento di confronto e formazione con bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Ad aprire il programma, la masterclass dedicata all'evoluzione del vermouth, tenuta da Edoardo Banfi di Campari Academy. Giulio Neri di GrosMarket ha tenuto una lezione su Miscele, sorsi e sostenibilità. Dopo un momento di pausa, nel pomeriggio si sono tenute le altre masterclass in programma. Green Phoenix, ecologia trasparente è stato il tema affrontato da Gian Maria Ciardulli di Soero. Daniele Gentili di The Organics by Red Bull ha toccato un tema fortemente in trend in questo momento: quello della chimica dei no/low abv cocktails. Emanuele Russo di Compagnia dei Caraibi ha dedicato la sua masterclass a Tokinoka “Il profumo del tempo”. Mauro Picchi per Nonino ha guidato un interessante momento di riflessione sul rapporto tra miscelazione e grappa, analizzando la sua evoluzione nel mondo, in un incontro dal titolo "Monovitigno® Nonino: rivoluzione ed evoluzione della Grappa italiana nel mondo. #BeBraveMixGrappa".

The secrets of Ancienne Pharmacie è stato il tema dell'incontro tenuto da Danny del Monaco, founder e mente creativa di Ancienne Pharmacie. Prima della premiazione, Simone Mina e Steve Righetto per Distilleria Bonaventura Maschio/Ron Botran hanno condotto l'incontro SCENT: la decrescita intelligente incontra la grammatica dei profumi. Federico Tomasselli ha guidato la masterclass dedicato a Coca-Cola HBC: Spirits and Co. & Storie di Highball. Infine, Igor Tuliach e Tommaso Salti per Gamondi hanno condotto il seminario Easy To Mix by Gamondi.

I finalisti della tappa di Livorno e i vincitori per ogni squadra

Bonaventura Maschio - Botran

Matteo Cassan (vincitore di tappa)

Christian Aquilano

Samuel Immovilli

Bonaventura Maschio - Prime Uve

Tommaso Bulegato (vincitore di tappa)

Alfonso Sicignano

Michael Impallazzo

Campari Academy

Valentino Donati (vincitore di tappa)

Giulio Nieri

Neri Zamparella

Coca-Cola Hbc - Glendalough

Ivan Forcieri (vincitore di tappa)

Lapo Gamannossi

Martina Milazzo

Coca-Cola Hbc - Perro

Damiano Cappellini (vincitore di tappa)

Marcello Trotter

Yuri Donadi

Coca-Cola Hbc - Lurisia

Andres Serna Cruz (vincitore di tappa)

Yuri Di Pietro

Giuseppe Tenore

Compagnia dei Caraibi

Luca Di Giuseppe (vincitore di tappa)

Lorenzo Ostrogovich

René Ricci

Gamondi

Alessio Baneschi (vincitore di tappa)

Saverio Faso

Giulia Di Stefano

Nonino

Gaetano Di Laora (vincitore di tappa)

Francesco Drago

Majdi Oesolati

The Organics by Red Bull

Giuseppe Bottone (vincitore di tappa)

Viola Ballerini

Elia Greco

Soero

Simone Marchiani (vincitore di tappa)

Davide Nasti

Renato Pinfildi

I prossimi appuntamenti di Baritalia

BRESCIA: 23 ottobre
CANNES: final show 13 novembre

Savoia Orancio, alla ricerca di Marco Polo in un bicchiere

Savoia Orancio
Il vino aperitivo vegano presenta la sua variante ambrata, omaggio ai viaggi verso l'Oriente del celebre eploratore

Giuseppe Gallo ne ha pensata un'altra: debutta Savoia Orancio, la variante ambrata del vino aperitivo vegano Savoia. L'ideatore di Italicus e Savoia Americano Rosso, esperto di mixology e bar industry di fama internazionale, si è ispirato a Marco Polo per creare una versione agrumata ed esotica, sempre a bassa gradazione alcolica.

Genesi di Savoia Orancio

Savoia Orancio presenta sapori che ricordano il lontano Oriente dell'esploratore italiano, che nel 2024 sarà celebrato a 700 anni dalla sua scomparsa. «Orancio è sempre stato parte dello sviluppo del range Savoia – spiega Gallo – Sin dal lancio di Savoia Americano Rosso abbiamo iniziato a lavorare sull’innovazione di questo brand, partendo dalla storia dei grandi esploratori Italiani. Tra queste le avventure di Marco Polo ed il suo contributo alla scoperta di spezie, ingredienti e vini che riportò con sé in Italia dai viaggi in Oriente».

Anche per questa versione, Gallo si è ispirato a un’antica lavorazione della storia della vinificazione, quella dei vini orange, che risale a più di 8000 anni fa. Una pratica di lavorazione dei vini in anfore di terracotta, proveniente dalla Georgia e portata in Italia proprio da Marco Polo. A differenza dei vini bianchi, nei quali le bucce vengono rimosse dopo la pigiatura, negli orange wine le bucce sono lasciate a macerare nel mosto per un periodo esteso. La lunga macerazione dà vita a un vino più corposo e persistente.

Il prolungato contatto con le bucce, infatti, conferisce al vino un profilo aromatico unico e il peculiare colore ambrato. Questa tipologia di vino, tornata in auge negli ultimi anni tra gli appassionati di vino e i sommelier grazie alla sua particolare nota aspra e alla versatilità, si abbina bene con pesce crudo e sushi.

Note gustative

Il gusto del vino aperitivo è una combinazione di agrumi e frutti rossi, armonizzati con spezie ispirate alla via della seta, zenzero, zafferano e melograno. Le fragranti e complesse note dell’orange wine arricchiscono il profilo dolce-amaro donando freschezza. Questa tipologia di vino, tornata in auge negli ultimi anni tra gli appassionati di vino e i sommelier grazie alla sua particolare nota aspra e alla versatilità, si abbina bene con pesce crudo e sushi. C’è poi un’ulteriore nota di freschezza.

Oltre alle arance dolci e a quelle amare, ci sono l’essenza del lime e del bergamotto, per un tocco agrumato che si bilancia con gli altri sapori. L'insieme delle erbe aromatiche orientali forma un mix incredibilmente esotico, fragrante, ricco e caldo, che emerge nel bicchiere ma senza sopraffare il carattere dolce-amaro del vino aperitivo. La sua gradazione alcolica è di 17,2%.

Come gustare Savoia Orancio

Per gustare al meglio Savoia Orancio, basta versarlo freddo sul ghiaccio o miscelarlo con della soda o dell’acqua tonica per un cocktail aperitivo dal carattere dissetante. Per realizzare invece un perfetto pairing, l’ideale è preparare uno Spritz miscelando Savoia Orancio con un prosecco o un vino frizzante rosé.

Come nasce un vino aperitivo

«Per noi creare un vino aperitivo vuol dire trovare un gap nella categoria dove nessuno ad oggi osa innovare – sottolinea Gallo – riscoprendo ingredienti unici del nostro territorio e creando un prodotto moderno ma ancorato alle tradizioni della liquoristica italiana con il supporto di artigiani locali nello sviluppo della ricetta del liquido. Essendo un appassionato di storia italiana, mi sento il dovere di elevare il made in Italy su scala globale raccontando la storia del nostro Paese attraverso la creazione di brand come Italicus Rosolio di Bergamotto e Savoia Americano Rosso».

«Un vino come Savoia nasce dallo studio di tutti questi elementi e dalla bravura degli artigiani torinesi con cui abbiamo curato lo sviluppo della bevanda – continua l’esperto di mixology – attraverso la ricerca di vini selezionati, in questo caso orange wine naturale, ed ingredienti ispirati all’oriente come lo zafferano, tè rosso o melograno, sono alla base della creazione di un vino aperitivo unico come Savoia».

I trend della mixology

«Oggigiorno il bartender è alla ricerca di ingredienti nuovi e ricercati, naturali ed autentici, a basso contenuto alcolico, e che sposi dei valori, come il 'terroir', significativi per i consumatori – dichiara Gallo – Il Vino Aperitivo Savoia gioca un ruolo centrale nel bilanciamento di cocktail classici che richiedono l’uso di vermouth e bitter assieme, offrendo un liquido bilanciato “amaro-dolce” per semplificare ed innovare l'esecuzione dei cocktails classici. A livello globale vediamo un trend di consumo in crescita per quanto riguarda prodotti low-abv o a zero alcool, naturali e vegani. Savoia con la sua certificazione vegana, 100% naturale e colore ottenuto dai vegetali, è all'avanguardia nella sua categoria».

Nuova acquisizione per Compagnia dei Caraibi

L’operazione segna l’inizio di un nuovo progetto produttivo e rappresenta la conferma di una collaborazione già consolidata tra i due brand

Compagnia dei Caraibi ha intrecciato la sua strada con Vecchio Magazzino Doganale, per acquisire una parte di Amari & Affini. L'operazione, eseguita, attraverso la sua controllata Refined Brands, segna l'inizio di un nuovo progetto produttivo. Inoltre, l'acquisizione va a consolidare una collaborazione strutturata nel tempo tra i due brand leader nel mondo degli spirit.

Cos'è Amari & Affini

Amari & Affini è un liquorificio artigianale con una grande competenza nella lavorazione di erbe e specializzato nella produzione di prodotti italiani di gamma premium e super premium. È partecipata al 75% da Vecchio Magazzino Doganale e al 25% da Stefano Curcio. Con sede a Montalto Uffugo (CS), Amari & Affini rappresenta un’eccellenza italiana che annovera tra i marchi in produzione la nota etichetta Amaro Manfredi. Nel 2022 Amari & Affini ha registrato ricavi per circa euro 91 mila, Ebtda prossimo a zero e Posizione Finanziaria Netta (debito) per circa euro 115 mila.

L'obiettivo dell'operazione

L’operazione segna l’inizio di un nuovo progetto produttivo e rappresenta la conferma di una collaborazione già consolidata tra Compagnia dei Caraibi e Vecchio Magazzino Doganale. Quest'ultima è proprietaria, infatti, di Jefferson Amaro Importante, etichetta distribuita da Compagnia dei Caraibi sin dal momento del lancio nel 2016. Inoltre, è una delle etichette più importanti nel portfolio spirits premium.

L’acquisizione della quota di Amari & Affini è improntata alla creazione di nuove sinergie commerciali, finalizzata all’apertura, la creazione e il lancio di nuovi brand a catalogo. Inoltre, la sinergia renderà possibile il rebranding di alcuni marchi presenti nel portfolio di Amari & Affini. Infine, i due brand potranno così esplorare sinergie produttive su etichette presenti nel portfolio di Compagnia dei Caraibi.

«Ampliare il raggio di azione»

Compagnia dei Caraibi è l'azienda leader nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia da premium a ultra-premium e prestige di tutto il mondo. «Quella con Vecchio Magazzino Doganale, casa produttrice - fra gli altri - dell’amaro Jefferson, è una sinergia che Compagnia dei Caraibi porta avanti da tempo e che negli anni ci ha visti costruire insieme una crescita importante e ci ha portato a conquistare uno spazio significativo nel segmento dei liquori e amari premium - ha sottolineato il Ceo Edelberto Baracco - Il nuovo percorso che nasce sotto il segno di Amari & Affini ci permetterà di ottimizzare l’esperienza consolidata in questi anni dando vita a nuovi progetti che possano raccontare la nostra interpretazione della categoria anche sul mercato internazionale».

«L’unione di Amari & Affini con Compagnia dei Caraibi è la conferma di un percorso che condivisione di valori e visioni - ha affermato Ivano Trombino, proprietario di Vecchio Magazzino Doganale - Con l’ingresso di Compagnia dei Caraibi all’interno del nostro progetto di laboratorio potremo sviluppare nuove occasioni di crescita per il mondo della liquoristica italiana e valorizzare l’incredibile potenziale di questa categoria».

Bar d’Italia 2024, la colazione si fa slow

Moreno Faina consegna il Premio illy bar dell'Anno 2024 a Titti Traina, moglie di Paolo Griffa
Moreno Faina consegna il Premio illy bar dell'Anno 2024 a Titti Traina, moglie di Paolo Griffa © Francesco Vignali Photography
Sono 45 le eccellenze presenti nella nuova guida dei migliori locali realizzata da Gambero Rosso in collaborazione con illycaffè.

La tradizione che sempre più si sposa con l’innovazione, con nuove offerte, ricerca della qualità e un’attenzione crescente alla sostenibilità è la fotografia del settore che offre la Guida Bar d’Italia del Gambero Rosso 2024 realizzata in collaborazione con illycaffè.

Sempre più un bar è un luogo dove la colazione, dolce o salata, si fa slow e sconfina nel brunch, che vede valorizzati i prodotti di stagione, assecondando nuovi regimi alimentari. Nel rito dell’aperitivo scandito da spritz, cocktail classici e calici di vino, si uniscono preparazioni zero alcol e la mixology che esalta il caffè, il tè ed anche la birra. Dunque, un luogo in cui nulla è dato per scontato e l’innovazione è costante.

C’è poi il nuovo trend delle caffetterie specialty che, come ha sottolineato Laura Mantovano, direttore editoriale, «stanno riscuotendo un successo crescente con il loro nuovo posizionamento nel mercato, così come l’investimento da parte di grandi gruppi e fondi nelle caffetterie storiche d’Italia, nuovi locali che affiancano musei e luoghi d’arte e molto altro da scoprire».

Da parte sua illycaffè guarda ai locali capaci di rappresentare la massima espressone dello stile di vita italiano, l’attenzione al bello, al buono e al ben fatto che, afferma Cristina Scocchia, amministratore delegato, «abbiamo scelto di supportare non solo con prodotti di qualità superiore sostenibile, ma anche offrendo una formazione professionale al personale, per garantire la perfetta esperienza del caffè italiano».

Sono 45 le Tre Tazzine e i Tre Chicchi 2024 che si incontrano nel nostro Paese con l’esclusione di Molise, Calabria e Sardegna. Primeggia il Piemonte, con due insegne al massimo del punteggio da 20 anni consecutivi, come Baratti & Milano e Torino e Converso a Bra, a cui si uniscono Biasetto a Padova, Tuttobene a Campi Bisenzio (FI) e Antico Caffè Spinnato di Palermo con lo stesso primato.

È Paolo Griffa Al Caffè Nazionale ad aprire la guida a pieno punteggio e si aggiudica anche il premio illy Bar dell’Anno 2024, grazie alla sostenibilità che è il suo filo conduttore. Lo formano piccoli gesti quotidiani, come energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili, packaging riciclabili al 97%, attenzione agli sprechi a tutto tondo, selezione dei fornitori con valori condivisi, garantendo qualità del prodotto e delle condizioni di vita di chi lavora lungo la filiera, valorizzando i prodotti di piccole realtà valdostane e le erbe spontanee impiegate nelle preparazioni, raccolte un orto a pochi passi. 

Di seguito i locali che hanno meritato Tre Tazzine e Tre Chicchi.

Valle D’aosta - Aosta: Paolo Griffa Al Caffè Nazionale

Piemonte - Bra (Cn): Converso, Torino: Baratti & Milano, Caffè San Carlo, Bar Zucca

Lombardia - Almenno San Bartolomeo (Bg): La Pasqualina, Bergamo: Caffè Cavour 1880, Brescia: Bedussi, Carobbio Degli Angeli (Bg): In Croissanteria Lab

Cassago Brianza (Lc): Colzani, Erba (Co]) Pasticceria Sartori, Milano: L' Ile Douce, Pavé, Treviglio (Bg): Marelet, Zanica (Bg): Morlacchi

Veneto - Arzignano (Vi): Olivieri 1882 - Lonigo (Vi): Il Chiosco, Padova: Biasetto, Venezia: Amo, Grancaffè Quadri

Friuli Venezia Giulia - Palmanova (Ud): Caffetteria Torinese, Trieste: Antico Caffè San Marco, Caffè Vatta

Emilia Romagna - Bologna: Gino Fabbri Pasticcere, Cattolica (Rn): Staccoli Caffè, Novellara (Re): Bar Roma, Pianoro (Bo): Gabriele Spinelli - Dolce Salato, Rimini: Rinaldini, San Secondo Parmense (Pr): Nuova Pasticceria Lady

Toscana - Campi Bisenzio (Fi): Tuttobene, Firenze: Ditta Artigianale, Gilli, Paszkowski

Marche - Loreto (An): Picchio

Umbria -  Magione (Pg): Bar Molino Centumbrie

Lazio -  Roma: Spazio Bar e Cucina

Abruzzo -  Pescara: Caprice

Campania - Minori (Sa): Sal De Riso Costa D’amalfi, Napoli: Gran Caffè La Caffettiera

Puglia - Lecce: 300mila

Sicilia - Noto (Sr): Caffè Sicilia, Palermo: Sciampagna, Antico Caffè Spinnato

 

Per Gin Awards il miglior gin italiano è il Milano Elite

L'undicesima edizione di theGinDay si è conclusa con la premiazione anche di Glendalough Wild Botanical, Enfleurage e Xamorfos

Gin Awards ha il suo vincitore: è Milano Elite, il distillato ispirato al capoluogo lombardo. La bottiglia sale sul gradino più alto del podio dell'undicesima edizione di theGinDay, manifestazione dedicata al gin organizzata e ideata da Luca Pirola, fondatore di Bartender.it. L'evento si è tenuto a SuperStudio Più di Milano e ha visto debuttare per la prima volta il premio ai migliori gin, selezionati tra oltre 50 referenze candidate.

Tutti i Gin Awards

La grande novità di theGinDay è stata l'analisi di oltre cinquanta referenze di gin. La giuria di esperti, tra professionisti del settore beverage come bartender, sommelier, produttori, degustatori, giornalisti, designer, chef, influencer e talent food, ha assaggiato i diversi gin con il metodo "blind test". Bargiornale vi aveva preparati ad affrontare la giornata in modo professionale.

Ad aggiudicarsi il titolo di Best Italian Gin è l'Elite di Gin Milano Elite. Ispirato alla città di Milano, è "un distillato di pregio che celebra eleganza e bellezza". Sul podio, al secondo posto il Gin Tabar Bergamotto di Casoni Fabbricazioni Liquori. Al terzo posto, il Maxi Milliian Gin di Maxi Millian.

Il Best International Gin incoronato dalla giuria è il Glendalough Wild Botanical Gin di Coca Cola HBC, "un gin straordinario realizzato con piante selvatiche raccolte nelle montagne intorno alla distilleria". Al secondo posto Bareksten Botanical di Onesti Group, al terzo Fords Gin di Compagnia dei Caraibi.

Per il Best Idea/Concept, riconoscimento dedicato al servizio del gin, la medaglia d'oro è andata all'Enfleurage Gin di Enfleurage, giudicato "profumato, storico, artistico, in grado di raccontare e reinventare una fascinosa vicenda ottocentesca legata a Maria Luigia d'Austria". Al secondo posto nella categoria il 585.5 Miles di Pedro Ferreira, sul podio anche Prebugin di Brainfusion.

Infine, il Best Packaging è di Xamorfos di Distill Hub, il cui formato della bottiglia "non permette di applicare un'etichetta adesiva che non faccia le pieghe sul lato curvo: da cui la decisone di non incollarla e assicurarla con un paio di elastici di caucciù riciclato". In seconda posizione Saigon Baigur di Compagnia dei Caraibi, in terza il Fabbri dry gin dell'omonima azienda.

Tanta creatività nel mondo del gin

«Emerge con grande evidenza la creatività italiana applicata alla produzione del gin – racconta Luca Pirola - È' un riscontro che si applica nella ricerca delle botaniche, nella loro lavorazione e nelle idee che stanno all'origine delle produzioni, raccontate in affascinanti storytelling. Ma c'è anche una grande attenzione al packaging, aspetto che abbiamo volutamente separato per valorizzare estro e genialità, tipiche del Made in Italy. Sia nel concorso Gin Awards ma soprattutto nell'esposizione dei prodotti durante la due giorni di fiera, tutto il pubblico ha notato un innalzamento della qualità delle produzioni. L'assaggio è liscio. Non ci si può nascondere in un drink. Ma d'altro canto anche tutti gli espositori hanno notato una crescita e un aumento di consapevolezza da parte del pubblico che si è realmente concesso la totale esperienza, assaggiare il prodotto liscio, degustarlo nei tre bar ufficiali nei drink, Negroni, Martini Cocktail e Gin&Tonic e comprarlo portandoselo a casa presso lo shop ufficiale Bottega Liquors&Spirits".

Roma, Carmelo Chiaramida apre un nuovo pdv Oggi Gelato

L'insegna, anagramma di Officina Gelato Gusto Italiano, debutta nel quartiere Prati, proponendo un prodotto 100% artigianale e fresco

Il 26 agosto Roma ha accolto il nuovo punto vendita Oggi Gelato. L'insegna, creata del gelatiere udinese Carmelo Chiaramida, ha aperto i battenti anche nel quartiere Prati. Oggi è l'anagramma di Officina Gelato Gusto Italiano e basa tutta la sua attività sulla realizzazione di un gelato 100% artigianale e fresco. Oggi conta 9 punti vendita, di cui 6 in Italia e 3 all'estero. Quella di Prati è la prima apertura a Roma.

Storia di un'amicizia finita bene

«Questa nuova apertura non è altro che la normale evoluzione di una bellissima amicizia nata quasi dieci anni fa» dice Chiaramida. Nato a Udine, classe 1986, poco più che ventenne, inizia a lavorare con il gelato. A ottobre 2013 il pastry chef era docente in una scuola di formazione professionale di gelateria di Bologna. Qui incontra i fratelli Giulia e Marco Natalizia. Un nome che nel Lazio è conosciuto per una importante attività imprenditoriale legata al settore petrolifero portata avanti da Maurizio, padre dei ragazzi. Il corso finisce, i fratelli Natalizia tornano a casa con un attestato che però ripongono nel cassetto fino al 2022. Il caso vuole che a Carmelo venga offerta la possibilità di aprire una gelateria a Roma in un locale nel centralissimo quartiere Prati. «Ricevuta questa informazione, la prima cosa che faccio è chiamare Marco. Gli spiego che ci sarebbe questa occasione e lui non se lo fa ripetere due volte».

L'ambiente di Oggi Gelato

Oggi Gelato si trova in via Tacito. Ha un laboratorio a vista, che permette di osservare tutte le fasi di preparazione del gelato. Presenti due mantecatrici a bastone degli anni Venti, scelte per garantire la realizzazione di un gelato dalla consistenza ottimale. «Io sono il manuale operativo di ogni punto vendita di Oggi Gelato. Sono presente personalmente nei negozi soprattutto nella fase iniziale, sono sempre a disposizione affinché tutto sia operativo al 100%». Una presenza capillare e costante resa possibile anche grazie a Fabio Pironi, amico e poi socio di Chiaramida.

Dal bancone alla pasticceria fredda: l'offerta di Oggi Gelato

Nel bancone del punto vendita romano sono presenti tra i 16 e i 20 gusti. Oltre ai classici come le creme di frutta secca e i sorbetti di frutta fresca, ci sono diversi gusti che ormai si possono definire signature di Oggi Gelato. Ad esempio, c'è Pulcinella, una ricetta a base di ricotta fresca vaccina, arricchita poi con cioccolato grezzo al pistacchio di Modica e scorzette di arancia. Presente anche La Notte a Soho con cioccolato bianco, crema di nocciole e nocciole caramellate. E ancora, il Fu Mattia Pascal: una crema al cacao con mascarpone fresco e rum. Particolare attenzione ai gusti a base di cioccolato. Durante il periodo invernale le referenze presenti, legate a questo ingrediente, saranno da 4 a 6. Non mancano i sorbetti di frutta, tutti vegani e certificati Aili, Associazione italiana latto intolleranti. Inoltre, prenotandolo con almeno un giorno di anticipo e con un minimo d’ordine di 1/1,5kg, sarà possibile trovare un gelato totalmente sugar free. Tutte le vaschette utilizzate per l’asporto sono realizzate in cartone pressato 100% riciclabili.

Oltre il gelato c'è di più

Un’ampia sezione dell’offerta di Oggi Gelato è dedicata alla pasticceria fredda, quindi torte gelato e semifreddi. La scelta ovviamente spazia tra i grandi classici come tiramisù, cream-tart, sacher, cheesecake e a breve anche a Roma saranno disponibili le monoporzioni nei graziosi vasetti in vetro. In vista delle prossime stagioni il menu è pronto ad arricchirsi con crêpes e cioccolata calda (anche in versione vegana).

Artisans of Taste 2023: trionfa Marco Giovani dell’Eclettica Bar Lab di La Spezia

Marco Giovani, bar manager dell'Eclettica Bar Lab di La Spezia, trionfa all'Artisans of Taste 2023 by Rum Diplomático, portando il trofeo in Liguria

“Abbiamo portato in Liguria il trofeo”. Con questo messaggio Marco Giovani, vincitore della terza edizione di Artisans of Taste 2023, ha annunciato ad amici e parenti il suo successo alla gara di bartending promossa da Rum Diplomático. Il bar manager dell’Eclettica Bar Lab di La Spezia si dice contento di ottenuto questo risultato, dopo una gara a quattro in cui il suo cocktail ha prevalso su quelli dei validissimi competitor. Medaglia d’argento, Edoardo Cipriani del The Soda Jerk di Verona; bronzo per Samuele Verri di Reggio Emilia; ultimo Giovanni Fedele del Caffè del Mare di Taranto.

Svoltasi dietro al bancone dell’Anthill, il bellissimo locale di Napoli al quinto piano delle Gallerie d’Italia, lo scorso 19 settembre, la competition di Rum Diplomático ha messo i concorrenti di fronte all’impegno di rivisitare le ricette già presentate nelle semifinali. La differenza? Trasformare per la conservazione gli ingredienti freschi che erano stati utilizzati nella gara precedente. Un lavoro sugli home made che ha messo alla prova la creatività, allo scopo di lavorare gli ingredienti di stagione al momento ottimale, per poterli utilizzare tutto l’anno.

In parte il drink di Giovani già partiva da questo concetto: la versione presentata in semifinale, dal titolo Tramonti, aveva come ingrediente principe l’uva Albarola, tipica dei muretti a secco affacciati sul mare della Liguria. Se nella semifinale era stato proposto come ingrediente utilizzato come vino liquoroso, adatto alla lunga conservazione, per la finale è stato riproposto da Giovani in un glucosio d’uva e un bitter d’acini, componenti del suo drink, intitolato Dai-qui-si. In questo caso, il bartender ligure ha lavorato sull’uva acerba, sempre raccolta sul territorio, proponendo un drink fresco a base Diplomático Planas, capace di bilanciare le note citriche con i sentori floreali e fruttati, e che valorizza ogni componente dell’uva, dall’acino alla buccia, rispondendo anche all’esigenza di zero waste.

“Il nostro locale, aperto nel 2018, si propone come bar sostenibile, quindi ho ben presente l’importanza del no waste e dell’utilizzo di prodotti in stagione”, afferma Giovani, che ammette il suo impegno per raggiungere il miglior risultato alla competition: “Una vittoria voluta, avevo intenzione di far bene e portare a casa il risultato”. Il bartender ligure aggiunge di sentirsi pronto per ripartire per altre competition, magari su un palcoscenico global. Nel frattempo, grazie alla vittoria, Marco Giovani ha staccato un biglietto per Atene, dove lo aspetta una guest e un percorso di formazione sui temi della sostenibilità e del supporto al territorio e alle comunità locali presso Line Athens, al 31° posto della classifica World’s 50 Best Bars 2022.

 

La ricetta:

Dai-Qui-Si by Marco Giovani

Rum Diplomático Planas – 50ml

Uva acerba – 30ml

Glucosio d’uva – 20ml

Bitter d’acini – 2 dash

Garnish: Polvere d’ortica

Metodo: Stir&strain

Torna la Digital Summer School, la formazione sui social per comunicare il locale

Digital summer school 2023
Alberghi, ristoranti, caffè 3.0 e Storytelling del food&wine i macro temi al centro della nuova edizione del corso sulle buone pratiche social per il fuoricasa dell'Università di Parma con Bargiornale come media partner. In programma dal 3 al 6 ottobre a Favignana, ma disponibile anche online

Si rinnova l’appuntamento con la Digital Sicily Summer School, l’iniziativa di formazione dedicata alla comunicazione digitale per il mondo dell’ospitalità promossa dal Master in Comunicazione digitale, mobile e social dell’Università di Parma. L’iniziativa, che ha Bargiornale come media partner, si svolge sull’isola di Favignana e a Marsala, in Sicilia, dal 3 al 6 ottobre.

Il nuovo appuntamento prosegue l’edizione dello scorso anno e si focalizza in particolare su due macro argomenti, Alberghi, ristoranti e caffè 3.0 e Storytelling del food&wine, e si rivolge a gestori e operatori di bar, ristoranti e hotel, ma anche a formatori horeca, a docenti e studenti degli ultimi due anni delle scuole e istituti alberghieri, a responsabili comunicazione di aziende del territorio. L’obiettivo è sempre di illustrare le buone pratiche web & social per promuovere e valorizzare l’attività, consolidare il rapporto con i clienti e conquistarne di nuovi. Ciò grazie a un’offerta formativa di primo livello, ma con una forte impronta pratica, finalizzata a fornire ai partecipanti le conoscenze sul potenziale della comunicazione digitale per il mondo horeca e a mettere subito in campo le competenze acquisite.

L'offerta formativa

Un’offerta strutturata in 4 lezioni di 3 ore così suddivise: horeca 3.0, il 3 e 4 ottobre, storytelling, 5 e 6 ottobre, che si possono seguire in presenza, ma anche a distanza e in differita, visto che tutte le lezioni saranno registrate e resteranno poi nella piena disponibilità degli iscritti.

Inoltre, per chi optasse per partecipare alla Digital Sicily Summer School in presenza l’appuntamento diventa anche un’occasione per regalarsi una una mini vacanza nell'incantevole scenario delle Isole Egadi, potendo fruire di mini-pacchetti per l’ospitalità molto convenienti messi a punto dall’organizzazione.

I macro temi

Nell’ambito dei due macro argomenti diverse le tematiche che saranno affrontate nelle lezioni, tenute da docenti di alto profilo, giornalisti specializzati, esperti sui temi dell’horeca digitale, storyteller e influencer di fama.

Nello specifico il programma della sessione horeca 3.0 prevede:

  • Come impostare correttamente profili e pagine FB e Instagram. Come creare un post fatto bene. Concetti base di copywiting e visual content design. A cura di Davide Morante, social media manager e Master UniPr
  • Horeca social. Le migliori gestioni di FB e Instagram. Le pagine, le immagini, gli esempi da imitare. A cura di Stefano Nincevich di Bargiornale
  • Post bar/caffè. Come stanno cambiando le imprese, gli imprenditori e i consumatori. Quali tendenze e nuovi modelli di business? A cura di Andrea Mongilardi di Bargiornale
  • L’AI servita con un caffè o un cocktail. Con ChatGPt qualche esempio d’uso (facile) e una veloce esercitazione A cura di Giorgio Triani del Master in comunicazione Università di Parma
  • L’Hotel del (prossimo) futuro. Albergo 3.0, AI e metaverso. A cura di Simone Puorto di Travel Singularity

Mentre per la sessione storytellng:

  • Come raccontare un territorio, ponendo al centro il food & wine. Regole e stili di scrittura. Rapporti con i media. Concetti e pratiche di base, veloci esercitazioni. A cura di Maria Grazia Villa, giornalista e docente al Master in food&wine Iusve Verona e Venezia
  • Comunicare il vino, pubblicizzare un produttore o un locale, lanciare un’etichetta. Racconti di imprese, cantine e influencer da vino.  Informazioni utili e segnalazioni preziose. A cura di Enza Bergantino, ceo di Jacleroi, con Adriano Amoretti di Cantina Socia

Come partecipare alla Digital Summer School

Sia in versione live sia online, il corso, prevede due sessioni di lezioni di 3 ore giornaliere (9.30-12.30) per un costo complessivo di 49 euro, mentre il costo di una singola sessione è di 32 euro. Nel caso di accesso online da parte di scolaresche di scuole alberghiere, il costo sarà di 80 euro. Le sessioni saranno registrate e disponibili per tutti i partecipanti ai quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Per ulteriori info scrivere a camomillacom@libero.it o chiamare al numero (anche per Wa) 389 5999611.

Oppure contattare il coordinatore dei corsi scrivendo a giorgio.triani@unipr.it

Inaugurata la Negroni Room by Carico. La nostra prova sul campo

Carico di Milano inaugura la sua nuova Negroni Room in partnership con Campari. Un'esperienza immersiva che celebra il cocktail più bevuto al mondo

Avvertenza per tutti coloro che amano (e lavorano) con il Negroni: quanto state per leggere può creare dipendenza. I protagonisti di questa storia sono: Domenico Carella, istrionico anfitrione e patron di Carico a Milano, uno chef talentuoso come Leonardo d’Ingeo e Campari, con il suo profilo di gusto inconfondibile e anima del Negroni. L’occasione? L’undicesima edizione della Negroni Week, ancora in corso fino al 24 settembre, e il lancio della prima Negroni Room by Carico con la partnership ufficiale di Campari. Abbiamo voluto provare la novità e senza tenervi troppo sulle spine vi diciamo subito che ne siamo entusiasti.

1. Il concept

Ma andiamo per ordine. Già noto per avere lanciato la Martini Room, il primo format al mondo dove non si paga il singolo cocktail ma il tempo di permanenza, Carico presenta un nuovo concetto, che ruota questa volta attorno all’iconico cocktail nato tra il 1917 e il 1920 al Casoni di Firenze, dal fortunato incontro tra il barman Fosco Scarselli e il Conte Camillo Negroni. “Volevamo creare qualcosa di nuovo, dopo la Martini Room. E Se il Martini è il re dei cocktail, il Negroni è il conte”, ammicca Dom Carella. In cosa sta la novità? Inaugurata in soft opening in occasione della festa del Negroni, la nuova experience sarà prenotabile on line in due fasce d’orario, dalle 19:30 alle 21:30 e dalle 22:00 alle 00:00, per 8 persone per volta, al prezzo di 90€. Si tratta un percorso di degustazione tra sette portate firmate dal talentuoso chef di Carico e sette cocktail messi a punto da Domenico Carella per condurre per mano l’ospite nel mondo del Negroni e attraverso la sua incredibile storia.

“Ma senza ammorbamenti - ammonisce Carella -. Non si tratta di una masterclass sul Negroni! Non una degustazione verticale sui Negroni, ma un modo nuovo e attuale per gustare tutte le sfumature che rendono il Negroni il cocktail più bevuto al mondo”. Dal Milano-Torino all’Americano si arriva al Negroni per comprendere la sua evoluzione. Ma ovviamente l'albero genealogico non finisce qui. C’è il Cardinale di Giovanni Raimondo e la dolce vita romana. C’è il Negroni sbagliato, creato negli anni 70 da Mirko Stocchetto dopo l’ennesimo scambio di ingredienti (questa volta il prosecco al posto del gin). E ci sono i twist più contemporanei. Il tutto rivisto e corretto dallo staff di Carico. Un viaggio nello spazio e nel tempo, dal 1860 al 2023 , che eleva il concetto di semplice food pairing per arrivare al consumatore in maniera aggiornata e con una bevuta più attuale. “Per mettere a punto il format ci sono voluti mesi: abbiamo lavorato sul grado alcolico dei drink, sulle botaniche, sulle porzioni, per rendere altamente fruibile un concetto di ristorazione alto. E il riscontro è stato subito positivo: questa settimana i turni sono già quasi tutti esauriti”.  Di più. L'ospite, attraverso immagini, suoni e gusti, vive un'esperienza sensoriale, dall'origine all'evoluzione dell'icona dei miscelati. “Abbiamo creato un software ad hoc per la regia - dice Carella. Nulla è lasciato al caso”. Luci (il rosso è d’obbligo), suoni (c’è Renato Carosone e il Quartetto Cetra), luoghi iconici (Milano, Torino, Firenze), non manca nulla, con contenuti inediti e coinvolgenti e contributi autentici forniti da artisti, DJ, producer, gallerie d’arte, fotografi e archivi storici. Gli appassionati potranno inoltre acquistare articoli di merchandising esclusivi, come bicchieri da cocktail custom made, shaker, libri di ricette e abbigliamento con il logo della Negroni Room Experience, Carico e Campari.

2. Qui di seguito la nostra esperienza e appunti di gusto

3. Welcome

Mito con Gamberi marinati, spuma di salsa con Campari, polvere di olive verdi, olio ai crostacei: un gioco di richiami infiniti (la spuma al Campari, le note note metalliche dei crostacei che rimandano al bitter ecc.) che mette fine all'eterno dilemma se l'abbinamento va fatto per affinità o contrasto.

 

4. Tradizione

Americano Ruta e aneto con Vegetali preservati, pil pil di primizie, alice del Mediterraneo marinate in aceto di riso; Negroni con Vitello, salsa tonnata, bottarga, erbe, aceto di lampone. Estro, talento e tecnica rendono l'esperienza di gusto memorabile. Nel primo caso il bitter con un'infusione diretta di ruta e la soda all'aneto permettono di giocare con l'acidità del piatto, nel secondo caso il driver del pairing è la senape.

 

5. Metamorfosi

Cardinale con Pasta, porcini, tartufo e selvaggina; Negroni sbagliato pesche con scampo alla mugnaia e pan brioches. Nel primo caso il Cardinale di Dom (un blend di Trebbiano e Schioppettino e Vermouth) ci conduce per mano nel mondo dell'umami e nei sapori del bosco di Leonardo. Nel secondo caso il drink aiuta a bilanciare la rotondità del piatto. E dopo aver ripulito per bene il palato imperdibile la scarpetta finale con il pan brioches.

 

6. Avanguardia

Negroni washed mirtilli, burro e mandorle e barbabietola con Filetto di manzo marinato, ribes, caffè; Santo Negroni con Mousse al cioccolato amaro, decotto di Negroni al peperone, latte di cocco. A questo punto dell'esperienza avremmo già gettato la spugna se la maestria di Dom non avesse abbassato la gradazione alcolica dei drink ("i sette cocktail valgono come due bicchieri di vino", ci ha rassicurato Carella), ma i due signature sono imperdibili.

Scotsman Ice a Host Milano, con tante novità

Scotsman Ice
Allo stand dell'azienda sarà presentata la nuova linea per la produzione di ghiaccio flake. Tra gli appuntamenti in programma anche gli spettacoli di coffee specialty con Michalis Dimitrakopoulos e di flair-bartending con Giorgio Chiarello

Dal 13 al 17 ottobre andrà in scena a Rho Fiera Milano la nuova edizione di Host Milano, uno degli eventi più attesi nel settore dell'ospitalità e della ristorazione. Tra le maggiori realtà specializzate nella fornitura di soluzioni innovative per la produzione e la distribuzione del ghiaccio, Scotsman Ice sarà una delle protagoniste della kermesse con il suo stand situato nel padiglione 24P - Stand A11 A21 B12 B22. A conferma del suo ruolo all’avanguardia nel settore, l’azienda presenterà infatti la nuova linea di produzione del ghiaccio flake denominata MXF.

Le virtù della nuova linea

Risultato di anni di ricerca e sviluppo, la nuova gamma di macchine offre una serie di vantaggi unici per i professionisti del mondo dei locali.

Come l’efficienza energetica, grazie all'implementazione di tecnologie all'avanguardia, che garantiscono un abbattimento dei consumi energetici, consentendo così una produzione di ghiaccio sostenibile e rispettosa dell'ambiente.

Il design compatto e modulare: gli espositori Scotsman Ice della linea MXF sono infatti progettati per adattarsi a qualsiasi spazio, caratteristica particolarmente apprezzata dai professionisti del settore che devono ottimizzare gli spazi nelle loro attività.

Massima igiene e sicurezza alimentare, temi da sempre al centro dell’azienda. La nuova linea a questo scopo è dotata di XSAFE, un sistema di sanificazione automatica del ghiaccio e del contenitore che assicura sempre la purezza e l’igiene del prodotto finale.

MXF spicca poi per l’elevata capacità di produzione, in quanto è in grado di produrre grandi quantità di ghiaccio flake in breve tempo, che ne fa la soluzione ideale per bar, ristoranti, hotel e altre attività con elevati volumi di richiesta.

Infine, il controllo intelligente. Gli espositori sono dotati di un sistema di controllo smart remoto che monitora costantemente la produzione di ghiaccio, ottimizzando le prestazioni e riducendo gli sprechi.

Gli appuntamenti allo stand

Lo stand di Scotsman Ice al padiglione 24P sarà uno spazio dinamico e coinvolgente, dove i visitatori potranno sperimentare di persona le nuove soluzioni di ghiaccio e interagire con il team di esperti dell'azienda. Un'occasione perfetta per confrontarsi, scambiare idee e conoscere le ultime tendenze nel settore.

Inoltre, in programma gli spettacoli di coffee specialty dell’esperto Michalis Dimitrakopoulos e gli show di flair-bartending di Giorgio Chiarello. Mentre, tutti i giorni a disposizione per gli ospiti, ci saranno un bartender, per mostrare l’utilizzo ideale del ghiaccio nella mixology e una barista per caffè e cappuccini.

No.3 Gin vince il Trophy Award Pre Mixed

L’ultra premium London Dry Gin è stato premiato all’International Spirits Challenge con il suo cocktail ready to drink Vesper Martini

No.3 Gin vince il Trophy Award per la categoria Pre Mixed. L'etichetta di ultra premium London Dry Gin ha ricevuto il titolo durante l'International Spirits Challenge, grazie al suo cocktail ready to drink Vesper Martini. «Siamo molto orgogliosi della nostra selezione di cocktail ready to drink e siamo entusiasti di vincere il premio di quest’anno per il Vesper Martini, lanciato per la prima volta tre anni fa», ha dichiarato Madeleine Axelsson, Global Brand Controller di No.3 Gin.

Com'è fatto il Vesper Martini di No.3 Gin

Lanciato nel 2020, questa miscela è stata creata in collaborazione con Alessandro Palazzi, bar manager del Dukes Bar di Mayfair. Il Vesper Martini ready to drink ha un gusto morbido, pensato per rendere omaggio alla spia da cui mutua il suo nome: Vesper Lynd. Il bartender del Dukes in collaborazione con No.3 Gin ha utilizzato una miscela di No.3 London Dry Gin (distribuito in Italia da Pallini) e i migliori vermouth e vodka. Il risultato è un cocktail di alta qualità da gustare a casa. Al sorso si avvertono note di arancia dolce, agrumi e ginepro, con un pizzico di spezie finale.

A proposito dell'ispirazione alla base della collaborazione, Palazzi ha commentato: «Il Vesper Martini è il Martini più popolare al Dukes. La mia versione utilizza vermouth inglese e vodka polacca e, soprattutto, No.3 Gin: un gin autentico, genuino, a base fondamentalmente di ginepro, proprio come dovrebbe essere. È stato un piacere aver lavorato con No.3 per creare questo Vesper Martini ready to drink, affinché tutti possano apprezzarlo».

Alla ricerca dell'eccellenza

Giunto alla sua ventottesima edizione, l'International Spirits Challenge è l'evento principale nella promozione di distillati di eccezionale qualità provenienti da tutto il mondo, ricevendo oltre 1.700 iscrizioni da quasi 70 paesi in tutto il mondo. «Questo riconoscimento testimonia la continua maestria e l'eccellenza che cerchiamo di perseguire nel creare il nostro No.3 Gin», ha affermato Axelsson.

Creato dal più antico commerciante di vino e distillati della Gran Bretagna, Berry Bros & Rudd, No. 3 London Dry Gin nasce con l'idea di diventare il prodotto più pregiato al mondo della sua categoria. Il nome No. 3 si riferisce all'indirizzo di Berry Bros a St. James Street a Londra, sua sede dal 1698. Qui, in una delle stanze più antiche, venne trovata una chiave che ispirò l’iconico simbolo sulla bottiglia.

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