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Virtuosi e sostenibili, tutti i premiati al Sustainability Award

Un'edizione sotto il segno della sostenibilità, quella di Hotel 2019 a Bolzano che dal 14 al 17 ottobre ha ospitato 600 aziende espositrici del settore dell'ospitalità e della ristorazione, registrando circa 22mila visitatori. La consegna dei Sustainability Award, premio ideato da Fiera Bolzano in collaborazione con Eurac Research per valorizzare le caratteristiche di sostenibilità di prodotti e progetti esposti in fiera, è stato infatti l'evento clou della prima giornata di Hotel insieme al tradizionale appuntamento del Communication Forum. Trenta i candidati al premio, suddivisi in cinque categorie di prodotto (food, beveraggi, arredamento, decorazione, wellness) e una categoria assoluta riservata all’azienda “più sostenibile”, valutati, nei giorni antecedenti la fiera, da una giuria composta da giornalisti, rappresentanti di associazioni del settore e professori universitari. Ecco tutti i vincitori per categoria.

TimbroWorldGreen400
  • “Altro…”

    Dal bio ginger alla biancheria da tavola in plastica riciclata

    Categoria food: Fresh-Fish di Wörndle Interservice, azienda bolzanina che commercializza e distribuisce prodotti alimentari. Fresh stabilisce un nuovo standard per il consumo consapevole del pesce. I pesci Fresh sono allevati in vasche di acqua salata in modo da risparmiare risorse, vivono in acque cristalline, che vengono pulite in modo del tutto naturale attraverso un circuito chiuso. Sono alimentati con mangimi certificati privi di OGM, pertanto sono garantiti in quanto esenti da antibiotici e da influenze ambientali indesiderate. Categoria beverage: Ginger Bio di Bottega. Lo zenzero utilizzato da Bottega, azienda in provincia di Treviso, viene coltivato secondo i rigidi dettami dell’agricoltura biologica, che non permette l’uso di antiparassitari, pesticidi e fertilizzanti di sintesi. Da sempre Bottega fonda la sua filosofia sulla sostenibilità aziendale, è attenta al risparmio dell’acqua, alla riduzione delle emissioni di CO2 e di sostanze chimiche, oltre al riciclo dei materiali di scarto. Dal 2015 ha ottenuto il consenso all’utilizzo del logo Greener. Categoria arredamento: Rubner Smart di Rubner Porte, azienda di Chienes (Bz). Smart combina una tecnologia all'avanguardia con materiali naturali e neutri in termini di CO2. Utilizza pannelli di sughero per l'isolamento, al posto della schiuma-PU standard del settore, legni europei in pannelli massicci ed è rivestito con vernici ecologiche a base d'acqua. Categoria arredamento: biancheria da tavola realizzata con plastica riciclata (PET) di Schranz, azienda austriaca. L'obiettivo dell’azienda è quello di contribuire attivamente al riciclaggio dei rifiuti plastici e alla pulizia degli oceani. Categoria wellness: Bio-Tube di Prima. L'azienda bolzanina ha creato un innovativo pack a forma di tubo per cosmetici in materiale sostenibile ed ecologico. L'innovativo Bio-Tube è, infatti, costituito da canna da zucchero e da fibre di legno provenienti da foreste certificate PEFC nell'UE. Il tubo può essere riciclato al 100%. Oltre ai riconoscimenti attribuiti a cinque prodotti, un premio assoluto è stato dato alla azienda considerata “più sostenibile”, sulla base dei tre principi fondanti della sostenibilità in ambito turistico: economia, ecologia, sociale. Il riconoscimento è andato a HGV - Unione Albergatori e Pubblici esercenti dell’Alto Adige che dal 2014 tratta il tema della sostenibilità. C.B.

Clicca sulle immagini e scopri i vincitori

Arredamento

Sustainability Award
Categoria Arredamento

Rubner Porte

Porta d’ingresso Smart
con materiali naturali

Azienda sostenibile

Sustainability Award
Categoria Azienda Sostenibile

Unione Albergatori
e pubblici esercenti
dell’Alto Adige - HGV

Beverage

Sustainability Award
Categoria Beverage

Bottega

Ginger Bio
Liquore allo zenzero biologico

Decorazione

Sustainability Award
Categoria Decorazione

Schranz

Biancheria da tavola
realizzata con bottiglie
in PET riciclato al 100%

Food

Sustainability Award
Categoria Food

Worndle Interservice

Fresh – Fish
Pesce di mare allevato
in acqua salata

Wellness

Sustainability Award
Categoria Wellness

Prima

Pack in fibre naturali e riciclabili
per prodotti cosmetici

Mulino Padano lancia le farine cotte al vapore

GranEssere Mulino Padano
La linea GranEssere

Mulino Padano lancia sul mercato una nuova linea di ingredienti dedicata ai professionisti. Si chiama GranEssere, ed è una speciale linea di ingredienti evoluti e farine ad alto contenuto di fibre.

Salubrità a tutto vapore

GranEssere Mulino Padano
La linea GranEssere
L'obiettivo è soddisfare le esigenze dei consumatori finali più sensibili al tema di una corretta alimentazione. La linea GranEssere è stata sviluppata grazie all'adozione del metodo StabilEasy - Natural Steam Stabilization. Si tratta di un processo che ha richiesto tre anni di ricerche e sperimentazioni, fa sapere l'azienda di Salara (Rovigo): dopo le fasi di pulitura del grano, il metodo permette di sottoporre i prodotti della macinazione a una cottura a vapore a temperatura ed umidità controllate. Proprio in virtù dell’impiego del vapore, si tratta di un processo naturale, finalizzato ad aumentare la shelf life di tutte le componenti del chicco di grano, preservandone i benefici nutrizionali ed esaltandone le caratteristiche organolettiche.

«Via le note amare tipiche delle fibre»

Spiega in una nota l'ing. Marco Cavallari, amministratore dell'azienda: «Il vapore blocca l’attività enzimatica responsabile dell’ossidazione della componente lipidica del chicco, allungando così la vita delle sue preziose frazioni. Non solo: abbatte la carica batterica degli strati più esterni della cariosside del grano: ciò si traduce in una maggiore salubrità del prodotto. Infine, le farine e gli ingredienti evoluti GranEssere sono privi delle note amare normalmente tipiche dei prodotti ricchi di fibre: il gusto è più piacevole e l’aroma è più intenso».

La linea comprende farine, crusca, cruschello e germe di grano

Della linea fanno parte le farine GustoFibra, dall’aroma intenso, calibrate e di qualità costante, e gli ingredienti evoluti Crusca, Cruschello e Germe di grano. Questi i formati della linea GranEssere. - Crusca di grano tenero: sacco da 10 kg - Cruschello di grano tenero: sacco da 12,5 kg - Germe di grano tenero: sacco da 8 kg - Farina di grano tenero GustoFibra n 3: sacco da 10 kg - Farina di grano tenero GustoFibra n 4: sacco da 10 kg

Fabio Vitelli trionfa a Elba Drink, il contest a “prova di palloncino”

Elba Drink 2019 Fabio Vitelli

È andata a Fabio Vitelli (al centro nella foto in apertura), secondo barman all'Hotel Hermitage di Porto Ferraio e responsabile del Sunset Bar della stessa struttura, la vittoria di Elba Drink, il cocktail contest dedicato al bere responsabile.

Organizzato con la collaborazione di Abi Professional, Aibes e Fib, il concorso, alla sua ventiduesima edizione, ha visto confrontarsi 50 barman e barlady, dei quali 40 italiani e 10 stranieri, nella creazione di cocktail a basso tenore alcolico, che non superino i 12°. Una sfida nata per sensibilizzare il pubblico, e in particolare i giovani, a bere drink low alcohol, senza rinunciare alla qualità, al gusto e al divertimento.

Sfida con nella quale hanno voluto cimentarsi campioni di altissimo livello del mondo barman. Alla gara, che ha avuto come palcoscenico il lounge bar dell'Hotel Hermitage sulla spiaggia della Biodola, hanno infatti partecipato, per citarne alcuni, bartender del calibro di Dominik Wolf, pluricampione austriaco e vincitore di gare internazionali, la campionessa cilena Letizia Bustina, Dusan Janjatovic, pluricampione croato e pluri vice campione mondiale flair, i campioni sloveni Mitja Acman e Aleksandar Stoykov, e Naim Feratovic campione del Montenegro e vincitore di gare internazionali. E ancora, Stefan Haneder, campione austriaco e flair, Achim Sipl, campione nazionale della repubblica Ceca, e, tra gli italiani, Marina Milan, che vanta un ricchissimo medagliere nazionale e internazionale.

Concorrenza che il “padrone di casa” Vitelli ha sbaragliato con il suo drink Sunset, preparato con Ryoma, liquore di lavanda, succo di lime, sorbetto al limone e champagne, aggiudicandosi così vittoria e premio, un prestigioso orologio d'oro Baume & Mercier.

Seconda classificata la barlady Marina Milan, con il drink Tu chiamale se vuoi...emozioni, mentre il terzo posto è andato a Ezio Falconi, un’autorità nel mondo della miscelazione, in quanto al lavoro di barman somma anche quello di autore, con diversi libri dedicati ai cocktail e alla loro storia, con il drink Sweetness.

A giudicare le creazioni, una super giuria composta da Andrea Fracardi, Silvano Evangelista, Filippo Ottanelli, Matteo Stafforini, Paolo Baldini, Simona Sabbioni, Liliana Colla e Gaetano Filice.

La serata, presentata da Marco Giovarruscio, barman dell'Hermitage, accompagnato da Valeria Altobelli e Roberta Beta, ha avuto come ospite d'onore Nicola Pietrangeli, tra i maggiori tennisti italiani, ed è stata allietata dalla musica dj Miriam Fecchi di Radio 102.5 e dallo show del campione del mondo flair in carica di Dusan Janjatovic.

La ricetta vincitrice di Elba Drink

Sunset di Fabio Vitelli

Sunset_Elba Drink

Ingredienti:

20 ml Ryoma, 15 ml liquore alla lavanda, 15 ml succo di lime, 25 ml sorbetto al limone, 70 ml champagne

Decorazione:

frutti di bosco essiccati, more e mirtilli

Torna l’appuntamento con il Genova Beer Festival

Genova Beer festival 2019

Torna l’appuntamento con il Genova Beer Festival, l’evento organizzato dall’associazione culturale Papille Clandestine per far conoscere il mondo della birra artigianale. A ospitare la quinta edizione della manifestazione, in programma dal 18 al 20 ottobre, ancora una volta la settecentesca Villa Bombrini di Cornigliano.

Ad animare la manifestazione, un ricco programma di degustazioni, laboratori e conferenze che consentiranno di approfondire diversi aspetti legati al mondo della bevanda. Grandi protagoniste, naturalmente le birre artigianali, con 17 birrifici provenienti da tutta Italia e, per la prima volta anche dal Belgio. Per quanto riguarda i primi, saranno presenti: i liguri Maltus Faber, Fabbrica Birra Busalla, Altavia, Scarampola e Birrificio Finalese, i piemontesi Canediguerra e Kamun, i lombardi Bidu e Brewfist, il veneto Mastino, il friulano Foglie d'Erba, l’umbro Birrificio Perugia, il marchigiano MC77, il laziale Eastside. Mentre gli ospiti esteri sono la Brasserie de la Senne e De Glazen Toren. In totale, saranno quasi 150 le birre alla spina che si alterneranno nella tre giorni, tra le nuove luppolate, birre a bassa fermentazione, tra i maggiori trend dell’ultimo anno, e i più classici stili belgi e inglesi.

Altrettanto nutrito il programma di laboratori che permetteranno di esplorare nuove possibilità di consumo delle specialità brassicole, con uno sguardo tutto particolare agli abbinamenti. A tale riguardo, da segnalare gli appuntamenti Birra e cucina d’autore (venerdì 18 ore 17 e ore 19, domenica ore 17 e 19), durante i quali alcuni dei migliori chef genovesi abbineranno i loro piatti alle birre del festival, Il lato fumé della birra (domenica 20 alle ore 15.30) sull’accostamento tra la bevanda e i sigari, e Il gioco degli abbinamenti: birra e ostriche (sabato 19 ore 13), giocato appunto sull’abbinamento con il mollusco.

Da non perdere poi l’incontro con i bartender Davide Volterra della Negroneria Genovese di Genova, Marco Viola del Bar Rico di Lavagna (Genova) e Giulio Tabaletti del Gradisca Cafè di Genova che parleranno dell’utilizzo della birra come ingrediente per la miscelazione, proponendo alcune loro creazioni (domenica 20, ore 18). A questi si aggiungono i laboratori che hanno come tema alcuni aspetti della produzione della birra, quali Non esiste la fermentazione, esistono le fermentazioni (sabato 19, ore 16) di Simone Cantoni, dedicato ai lieviti, Quando la frutta entra in birrificio (venerdì 18, ore 21) con Barbara Boero, sull’utilizzo della frutta per l’aromatizzazione della bevanda. Infine, ricordiamo l’appuntamento con Ilaria Zanardi e Silvia De Stefano di Scientificast (sabato 19, ore 18) che introdurranno all’analisi sensoriale della bevanda.

Come partecipare

Il Genova Beer Festival si svolge venerdì 18 (ore 18-01.), sabato 19 (ore 12-01.) e domenica 20 ottobre (ore 12 – 22) presso Villa Bombrini di Cornigliano (via Muratori 5). Il costo di ingresso è di 6 euro, ma è gratuito per i soci dell'associazione culturale Papille Clandestine. Per ulteriori info e il programma completo degli eventi:  www.genovabeerfestival.it

 

Cordiali e cordials, quella lettera che fa la differenza

Cordiali e cordials
Cordiali e cordials, chi sono costoro? Cenni storici, differenze e istruzioni per l'uso a cura degli esperti Fulvio Piccinino, Antonio Parlapiano e Matteo Di Ienno

Sempre più spesso, scorrendo i menu dei cocktail bar, ci imbattiamo in ingredienti chiamati “cordial” o “cordiale”. Nella maggior parte dei casi si intende una preparazione della Casa a base di sciroppo e succo di uno stesso frutto, talvolta acidificato con agrumi o acidi alimentari. Per fare un esempio pratico, un cordiale all’ananas potrebbe essere per metà composto da estratto di ananas e per l’altra metà da zucchero infuso con ananas. Tuttavia, se chiedessimo a nostro nonno che cosa intende per cordiale, certamente ci parlerebbe di un liquore. Ponendo la stessa domanda a un anglosassone, lui prontamente lo assocerebbe a uno sciroppo che si trova in molti supermercati, da miscelare con acqua o gin. Insomma (sempre cordialmente parlando) quando si parla di questo ingrediente è facile fare confusione.

Nel tentativo di fare ordine, abbiamo chiesto il parere di alcuni esperti, e come risultato abbiamo un percorso storico ricco di certezze, supposizioni e punti interrogativi.

Fulvio Piccinino, storico della miscelazione made in Italy, associa i cordiali a una declinazione di alcuni liquori tradizionali quali i ratafià e i rosoli. I primi sono a base di macerazioni di frutta (più comunemente la ciliegia) in alcol, alle quali viene aggiunto zucchero e acqua. Erano preparati dai frati a scopo ricostituente ed energizzante, tipicamente in Abruzzo, Valpolicella e Piemonte. I rosoli sono invece liquori spesso a base di spezie esotiche o fiori (la rosa ne è l’esempio principe) che vengono macerati o distillati e addizionati a parti uguali di zucchero e acqua.

I cordiali, bevande alcoliche

Da queste due categorie, anche se con dosi superiori di alcool e zucchero, derivano i cordiali. Il termine deriva dal latino “cor” (cuore), arrivano fino ai 50° vol., e sono spesso a base di brandy o grappa. Come l’etimologia suggerisce, sono bevande alcoliche pensate per rinvigorire, scaldare il cuore e fornire contenuto energetico. Non è un caso che fino ai primi anni del 2000 facessero parte della dotazione di ogni militare: contenuti in bustine di plastica da strappare con i denti, venivano consumati per infondere calore ed energia al corpo durante le guardie notturne. La loro produzione è ancora oggi appannaggio dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare con sede in Firenze, ma altre aziende private nel tempo si sono fatte avanti promuovendo un consumo domestico, come bevanda di benvenuto da servire agli ospiti. L’esempio più celebre è il Cordial Campari a base di lamponi, che ha cessato la produzione nel 2003. In questi casi il tenore alcolico è notevolmente più basso.

Niente alcol nei cordials

Ma come si arriva ai “cordials”, oggi principalmente considerati preparazioni analcoliche? Anistatia Miller, storica di fama mondiale insieme al marito Jared Brown, è laconica: i due termini sono simili nel modo in cui si scrivono, ma non hanno alcun collegamento tra di loro. Grazie ad Antonio Parlapiano, patron del The Jerry Thomas Project di Roma, riusciamo a ricostruire la storia dei “cordials” e a capire che si tratta di prodotti non troppo diversi tra loro. Si parte dallo sherbet, bevanda composta da una parte di succo e una di zucchero, scoperta nell’India del Nord e diffusasi in tutta l’area islamica. Con il colonialismo questa arriva agli inglesi, che la adottano nelle navi della East India Company come metodo di conservazione del succo del lime o limone, al fine di prevenire la malattia dello scorbuto. Il primo brand commerciale a produrre il Lime Cordial porta il nome della famiglia Rose, costruttori di barche di Leith, che intuiscono l’affare grazie a una legge del 1867 che obbligava le navi transoceaniche a fornirsi di uno stock di succo di lime. Sembra che il nome “cordial” derivi dalla maniera dolce in cui questa bevanda alleviava le sofferenze di alcune malattie. Da quel momento la preparazione diverrà popolare con questo nome.

Nel post-colonialismo appaiono con il nome “cordial” degli sciroppi leggermente alcolici, che sono forse l’anello di congiunzione tra i cordials analcolici e i cordiali alcolici. Parlapiano e il team del Jerry Thomas hanno spesso sposato questo ultimo tipo di declinazione, ne è un esempio la ricetta Aviation Cordial. In ogni caso si parla di prodotti diversi, dal nome simile.

Matteo Di Ienno, bar manager de Il Locale a Firenze (cocktail bar dell’anno a Barawards 2018), ci racconta di come è incappato per la prima volta in una ricetta di cordial sul libro Cocktail Lab di Tony Conigliaro. L’approccio dell’autore è più da chimico che da barman e i succhi sono spesso sostituiti da composti a base di acidi alimentari. Matteo comincia a utilizzare questo tipo di preparazione in quanto molto versatile, poiché contiene sia una parte zuccherina sia una acida, che consentono di bilanciare un distillato (si pensi al Gimlet, uno dei più celebri esempi di cocktail con soli due ingredienti). Un accorto uso degli acidi consente la creazione di molti tipi di questi “cordiali 2.0”. Uno di questi è lo Champagne Cordial, preparato con i fondi delle bottiglie di bollicine che rimangono sgasate e che altrimenti andrebbero buttate. A questi vini, che hanno un contenuto zuccherino non sufficiente, viene aggiunto zucchero e un mix di acido lattico e tartarico.

I cordials alla frutta sono preparazioni semplici, ma occorre tenere a mente alcune cose: il contenuto zuccherino dovrebbe essere almeno del 50% per prolungare la shelf-life. Oltre alla conservazione in frigo, un altro modo di allungarne la vita è l’aggiunta di una parte alcolica, anche se minima (uno shot di vodka su un litro). Nei cordiali a base di agrumi è fondamentale l’uso di frutta con buccia edibile e non trattata. È inoltre necessaria un’etichetta con data di produzione e di scadenza. Quest’ultima è variabile e autodeterminata, ma il consiglio è di non andare oltre una settimana di conservazione in frigo se si utilizza il cordiale direttamente sul banco di lavoro, conservarlo in piccoli recipienti e gettare ciò che avanza a fine serata.

Davide Comaschi, il panettone in una pralina

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Si chiama Galaxy, è una pralina - anzi una linea di praline - firmata dal campione del mondo Davide Comaschi, e racchiude un panettone in un guscio di cioccolato di 4 cm. Il vincitore del World Chocolate Master del 2013 l'ha presentata davanti al suo corner al settimo piano della Rinascente, a Milano. Il piano dedicato al food ospita da giugno una porzione di vetrina con i prodotti firmati da Davide. In tutto sono tre gli spazi che propongono al pubblico le ideazioni del campione - gli altri sono al Forte Village Resort in Sardegna e nella Rinascente di Torino, da due settimane appena.

comaschi pralina natale

Da un triangolo derivano cinque forme e una firma

Torniamo alla pralina fresca di presentazione: prezzo al pubblico 4 euro al pezzo, è disponibile in diverse versioni, l'ultima delle quali è la Panettone Milano. Comaschi ha voluto convogliare i sapori del lievitato natalizio lombardo in una ganache morbida nella quale si ritrovano arance candite, uvetta passa ed essenze di vaniglia e burro. «La forma è quella della pralina che mi ha permesso di vincere il World Chocolate Master nel 2013», ci spiega Davide, «ed è stata giudicata la più innovativa in 80 anni, perché giocando con il triangolo e semplicemente girando la pralina si possono ottenere 5 varianti di forme diverse. Il triangolo, poi, è diventato la mia "firma", ed è il motivo comune a tutto lo sviluppo del mio brand». Il corner di Comaschi offre, oltre alle praline, una selezione di cinque tavolette di cioccolato degustazione e una produzione di biscotteria denominata Viaggio in Italia. 

davide comaschi
Davide Comaschi con la pralina Panettone - Milano

L'idea di un corner da Harrods

Su questo, infatti, si concentrano gli sforzi del maître chocolatier, in parallelo con l'attività di Global Creative Lead di Callebaut, la multinazionale belga del cioccolato con la quale Davide ha anche lanciato il Chocolate Academy Center di Milano. «Produciamo in un laboratorio a Milano, l'obiettivo è agganciare il mercato luxury», spiega Comaschi, «con punti vendita collocati nei centri commerciali di alto livello come Rinascente o in resort di lusso come il Forte Village. Il prossimo passo sarà all'estero: per il momento non c'è nulla di definito, ma stiamo cominciando un dialogo per una location a Tokyo e per Harrods, a Londra».

Alla cinese Liu Ting Zheng la finale mondiale di Lady Amarena

Viene dalla Cina la nuova regina della miscelazione. Ha 30 anni, un passato da ballerina e attualmente lavora come barlady al Mary Magnate, cocktail bar di Shanghai. Si chiama Liu Ting Zheng (nella foto in apertura con Nicola Fabbri) ed è lei la trionfatrice dell’edizione 2019 di Lady Amarena.

Nella finale internazionale della cocktail competition di Fabbri 1905 riservata alle sole signore della miscelazione, ha infatti sbaragliato le altre 11 concorrenti da tutto il mondo. A prendere parte alla gara, svoltasi al Teatro Comunale di Bologna, le altre 8 vincitrici del titolo nazionale di Lady Amarena più le 3 concorrenti della sezione Resto del Mondo, tutte con i loro originali drink pensati per esaltare l’unicità del gusto di Amarena Fabbri. Per quanto riguarda le prime: Adriana Firicano (Italia) con La Lupa, Simoni Londou (Cipro) con il suo Her majesty, Bubbles (Nigeria) con Afro-Tails, Timea Tivrea (Romania) con Frutto di Fantasia, Inna Ocheretyna (Emirati Arabi Uniti) con Solo, Awon Yun (Corea del Sud) con Cherry over Cherry (Love over Love), Aurora Rodríguez Casas (Spagna) con Maren My!! e Anna Princena (Singapore) con Queen Amara. Mentre le barlady selezionate per il Resto del mondo erano le greche Penelope Agrimanake con Il Mondo e Magda Diamanti con Cherry Brulee e la tedesca Daniela Uhrig con Diamante dell’Etna.

A valutare la loro prova la giuria, presieduta da Lucia Montanelli, head bartender di The Bar at The Dorchester di Londra, suddivisa in una sessione di gusto e una tecnica. La prima composta da Rossella De Stefano, direttore di Bargiornale, Nicole Cavazzuti, giornalista specializzata nella mixology, Jessie Smyth, barlady del Genever di Los Angeles (Usa), dalle giornaliste Isabelle Abram e Sandrae Lawrence e da Antonella Tolomelli, global marketing director Fabbri 1905. La seconda dalle barlady Fenia Athanasiadi, Ilaria Bello e Andriani Vladimirou.

Giuria che Liu Ting Zheng, la cui carriera nel bartending ha preso il via a New York, dove si era recata per perfezionarsi in danza presso il prestigioso Broadway Dance Center, ha conquistato con il suo Ciao Bella, fatto con Marendry, succo di pompelmo e succo di lime.

Alle sue spalle si è piazzata Penelope Agrimanaki, mentre il terzo gradino del podio è andato a Lady Amarena Italia, Adriana Firicano.

La ricetta

Ciao Bella di Liu Ting Zheng

Ciao Bella_ Liu Ting Zheng_Lady Amarena 2019

Ingredienti:

30 ml Marendry, 45 ml succo di pompelmo, 20 ml succo di lime

Tecnica:

shake and strain

Decorazione:

Amarena Fabbri

Bicchiere:

Rock

Il meglio della miscelazione sudamericana in scena a Milano

miscelazione sudamericana

L’arte della miscelazione sudamericana va in scena a Milano. Cinque big della mixology made in Latin America, tutti con i loro locali nella classifica dei The World's 50 Best Bar, saranno infatti protagonisti di due grandi eventi in programma nel capoluogo lombardo dal 21 al 25 ottobre: presso la scuola di bartending Nonsolococktails e il Bulk Mixology Food Bar. Parliamo di personaggi del calibro di José Luis Leon del Limantour di Città del Messico (Messico, 10° posto nella classifica dei World's 50 Best Bar), Márcio Silva del Guilhotina di San Paolo (Brasile, 15° posto), Aaron Diaz del Carnaval di Lima (Perù, 13° posto), Roberto Berdecia de La Factoria di San Juan (Porto Rico, 32° posto) e Tato Giovannoni della Floreria Atlantico di Buenos Aires (Argentina, 3° posto).

miscelazione sudamericana NonsolococktailsTra i massimi esponenti della scena bartending internazionale, i magnifici 5 saranno gli ospiti di eccezione, il prossimo 23 ottobre, della giornata di apertura del co-working firmato dal “bartender 5 stelle” Matti Pastori. Si tratta della scuola Nonsolococktails, uno spazio dedicato a professionisti di miscelazione, dove sarà possibile studiare, condividere idee e sperimentare, grazie a un ricco programma di masterclass, incontri ed eventi con bartender di fama mondiale. Programma di incontri che, appunto, sarà inaugurato dalle masteclass dei cinque mixologist, che racconteranno tutti i segreti della loro arte. Ad aprire i lavori sarà l’incontro con José Luis Leon 8 (ore 11), per proseguire con le lezioni di Aaron Diaz (ore 12), Márcio Silva (ore 13), Roberto Berdecia (ore 14) e finire con Tato Giovannoni (ore 15).

La locandina della Latin America Cocktails & Food Experience del Bulk

Ma l’incontro tra Milano e il meglio della miscelazione sudamericana non finisce qui. I cinque bartender saranno anche i protagonisti della Latin America Cocktails & Food Experience del Bulk, un ciclo di serate, dal 21 al 25 ottobre, che li vedrà, ciascuno in una diversa serata (a partire dalle 20), proporre le loro originali creazioni abbinate ad altrettante originali preparazioni food studiate per l'occasione dalla brigata dello chef Giancarlo Morelli, patron del locale.

Si comincia lunedì 21 con Roberto Berdecia, martedì 22 sarà la volta di Tato Giovannoni, mentre mercoledì 23 di José Luis Leon. Le ultime due serate, giovedì 24 e venerdì 25 vedranno all’opera dietro il bancone, rispettivamente, Márcio Silva e Aaron Diaz.

Cresce il successo di Birra Morena, tornata nell’olimpo World Beer Awards

Premio Internazioinale Birra Morena Sweet Stout
Premio internazionale per Birra Morena Sweet Stout

Matera Capitale Europea della Cultura ha riportato alla ribalta del grande pubblico, oltre ai prodotti alimentari tradizionali della Basilicata (formaggi, insaccati, olio), anche quelli frutto della ricerca scientifica e realizzati con le più moderne tecnologie come Birra Morena, prodotta dall'azienda Birra Lucana a Balvano (Potenza).
Non a caso, dopo due anni, la specialità Birra Morena Celtica Sweet Stout è tornata sul podio dei Winner del World Beer Awards 2019 di Londra, per la categoria World's Best Sweet Stout e sta raccogliendo nel mercato birrario un crescente successo di consensi e vendite. Tanto che anche il programma Studio Aperto di Italia 1 ha voluto dedicare al fenomeno Birra Morena un apposito servizio televisivo, così come il telegiornale TG24 del canale SkyTV.
Birra doppio malto, prodotta con il metodo dell'alta fermentazione e rifermentata in biottiglia, Birra Morena Celtica Sweet Stout presenta un colore scuro, con schiuma compatta e persistente, amaro gradevole (Ibu 23), corpo dolce e avvolgente, con sentori tostati di caramello, cioccolata, retrogusto di vaniglia e caffè. E' disponibile in bottiglia di vetro 33 e 75 cl e in fusto Pet da 16 litri. Da abbinare a piatti o snack saporiti a base di carne e formaggi stagionati, oltre a dessert al cioccolato.
«Sono poche le birre che hanno iscritto per due volte il proprio nome nell'albo d'oro dei World Beer Awards - ha sottolineato con soddisfazione Fabrizio Tarricone dell'azienda Birra Lucana - un riconoscimento che premia il nostro inpegno a realizzare craft beer di alta qualità, che "si mangiano e si bevono" come dico io, cominciando con l'impiego di ingredienti di prima qualità, dando la precedenza a quelli del nostro territorio, dall'acqua delle nostre sorgenti incontaminate al malto d'orzo prodotto nella vicina malteria di Melfi, per finire con l'utilizzo di confezioni ecosostenibili e curate nella grafica».
A riprova dell'apprezzamento dei professionisti della ristorazione, c'è la collaborazione instaurata con la FIC - Federazione Italia Cuochi, che si è concretizzata nella sponsorizzazione dei Campionati della Cucina Italiana, tenutisi nel 2018 a Beer & Food Attraction di RiminiFiera.
Oggi gli impianti dell'azienda Birra Lucana occupano ben 120mila mq, dei quali 60mila coperti, con una capacità produttiva di 200mila ettolitri e con una forte propensione export, in particolare verso il mercato Usa.

Con oltre 3.500 birre in concorso (9 categorie) provenienti da 50 Paesi giudicate con degustazioni alla cieca da una giuria di professionisti, Birra Morena Celtica Sweet Stout non è stata l'unica specialità dell'azienda Birra Lucana di Balvano (Potenza) della famiglia Tarricone a ricevere riconoscimenti. Il titolo di Country Winners Italy è infatti andato anche a:
Birra Morena Celtica Scotch Ale (cat. Dark Beer - Strong)
Birra Morena Ipa Ale (cat. English Style)
Birra Lucana Premium (cat. Lager - Classic Pilsener)
Birra Morena Oro (cat. International Lager)
Birra Morena Celtica Super (cat. Belgian Style Blonde)
Birra Morena Unica (cat. Speciality Beer - Experimental)
Birra Gran Riserva Lucana (cat. Pale Beer - Barley Wine).

Nelle altre categorie, il titolo di Country Winners Italy è andato inoltre a specialità delle aziende B-Four Beer-Birrificio Artigianale Latina (12) di Latina, 32 Via dei Birrai (12) di Pederobba (Treviso),  Calabräu - Caffo Group (4) di Vibo Valentia, Tenute Collesi (3) di Apecchio (Pesaro-Urbino), San Gabriel (2) di Levada di Ponte Piave (Treviso), Birra del Borgo - AB-InBev (2) di Borgorose (Rieti), Birrificio del Ducato - Duvel (1) di Parma, Grimbergen - Carlsberg Italia (1) di Induno Olona (Varese).

Sweet&Shake Cup: inventa il drink che non c’è

Baristi e bartender, è il momento di raccogliere la sfida e fare appello alla vostra creatività: scegliete il tipo di panna che più vi ispira, che sia Spray o liquida poco importa, e proponeteci le vostre creazioni. Un cocktail, certo, ma anche un drink analcolico. Mandateci la vostra ricetta entro il 26 novembre 2019.
Verranno selezionati sei professionisti che si sfideranno sul palcoscenico del Sigep per la finale della nuova edizione di Sweet&Shake Cup, concorso organizzato da Debic in collaborazione con Bargiornale.

  • “Altro…”

    In palio, un buono da 500 euro in attrezzature professionali, messe a disposizione da Rg Commerciale. Anzi, due. Perché i vincitori saranno due, uno per ognuna delle categorie in cui è diviso il concorso: Sweet&drink, ovvero un dessert in forma liquida, e Coffee mix, cioè un drink a base di panna e caffè. Mettetevi alla prova lavorando sulle cinque C attorno a cui costruire un drink equilibrato, seducente, elegante e gradevole: contrasti, consistenze, combinazioni, colori, contenitori. Sfruttando al meglio la principale caratteristica che la panna mette a disposizione a chi è capace di maneggiarla con cura e sapienza: la grande versatilità. «La panna liquida può essere utilizzata per dare complessità, texture e consistenza al drink - spiega Marco Pipp, vincitore della prima edizione di Sweet&Shake Cup nella categoria Sweet drink -; quella montata regala un tocco scenografico ma può anche veicolare nuove aromatizzazioni. E l’abbinamento panna-caffè può essere un ottimo  spunto per attualizzare alcuni drink classici come l’Espresso Martini o il White Russian». Sarai tu a creare il prossimo grande classico a base panna? Mettiti alla prova! A.M.

Santa Maria Novella, l’Officina degli aromi

Officina Santa Maria Novella
La sede storica dell'Officina Santa Maria Novella, in centro a Firenze
Siamo andati con Campari Academy alla scoperta dell'Officina Santa Maria Novella: prodotti unici con una potente carica aromatica capace di creare nuovi signature drink partendo dai cocktail classici

Invito personale rivolto a chi pensa che non ci sia più niente da scoprire: varcate la soglia della sede storica dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, a due passi dalla stazione di Firenze (è lì dal 1612). Recuperate la mascella che vi è caduta alla vista della magnificenza degli ambienti, attraversate il grande salone decidendo se guadagnare o meno qualche punto nei confronti del vostro partner omaggiandolo di un profumo della casa (vi costerà un po’, ma ne vale la pena) e andate alla scoperta di una delle meno note, più antiche e più stupefacenti (aromaticamente parlando) produzioni di liquori che ci sia in Italia.
Una conoscenza fino a oggi patrimonio di pochi fortunati bartender, ma che Campari Academy ha voluto contribuire a far conoscere organizzando un workshop dedicato al Negroni nell’ambito delle iniziative per celebrare i cento anni del cocktail nato a Firenze.
Flavio Angiolillo, Samuele Ambrosi e Riccardo Marinelli hanno presentato i loro twist sul Negroni rendendolo ancora più fiorentino con l’aggiunta dei liquori di Officina Santa Maria Novella, e la stessa cosa ha fatto Luca Casale di Campari Academy. Tutti concordi nel sottolineare l’eccellenza qualitativa e l’incredibile carica aromatica dei liquori - rigorosamente “made in Italy” - creati dalla casa fiorentina, dal più noto Alkermes, di color rosso rubino brillante, molto usato in pasticceria, a prodotti unici come il Liquore Mediceo o l’Elisir Stomatico. Ottimi da degustare in purezza, ma con un grande potenziale d’utilizzo anche in miscelazione (finora pochissimo sfruttato).

«Sono prodotti in grado di dare a qualsiasi grande classico un’inconfondibile tocco di italianità - spiega Luca Casale di Campari Academy -. E permettono a chi li utilizza di creare propri signature cocktail di grande carattere».
«Un “gioco” interessante - aggiunge Riccardo Marinelli - può essere quello di caratterizzare lo stesso grande classico, dal Negroni in giù, con un liquore scelto a seconda del gusto e della personalità di ogni singolo cliente per creare dei cocktail profumati su misura: dall’alkermes alla liquirizia, alle spezie del Liquore Mediceo, alla rosa».
Il “poca spesa, tanta resa” in questo caso si può leggere come: bastano poche gocce per una resa, in termini di aroma e di profumo, davvero importante (la spesa, in termini di costo del prodotto, invece c’è. Ma la qualità la giustifica).
«I nostri elisir - spiega Gianluca Foà, direttore commerciale dell’azienda - sono fatti secondo le ricette messe a punto dai frati dell’Officina in gran parte nel ’700. Puntiamo sulla qualità delle materie prime e sulla purezza nel loro impiego, senza alcun additivo, per preservare la loro unicità».

Sempre Gianluca Foà ci spiega il loro il potenziale nella miscelazione.

Si può dire che siano stati i bartender a farvi scoprire il valore dei vostri liquori?
Il nostro Alkermes ha una grande tradizione in pasticceria. Ma è grazie ai mixologist che ci hanno avvicinato che abbiamo cominciato a capire quanto i nostri prodotti potessero dire la loro in un ambito, quello della miscelazione, che non conoscevamo. Le collaborazioni con Danilo Bellucci e con Campari Academy ci hanno aperto nuove prospettive per i nostri prodotti storici, che fino a oggi venivano utilizzati solo in qualche bar degli alberghi di lusso fiorentini.
E la mixology si sta dimostrando un terreno fertile anche per la valorizzazione dei nostri tè.
A tal punto che nei nostri nuovi negozi monomarca il cocktail è destinato ad assumere un ruolo sempre più importante come elemento di attrazione.

I cocktail in profumeria?
Abbiamo voluto andare oltre il concetto di profumeria - un posto dove le  persone entrano, comprano e vanno -, per creare luoghi dove poter sostare e vivere un’esperienza di piacevolezza a tutto tondo, che invogli le persone a sostare. Per questo nei nuovi negozi il bancone del bar assume una posizione centrale. Alla mattina si può fare colazione: abbiamo una selezione di 40 miscele di caffè di altissima qualità e le torte di un maestro pasticcere. Nei fine settimana diamo spazio anche all’aperitivo, con cocktail fatti con i nostri prodotti e la musica del piano bar. Il primo punto vendita così concepito, quello di Brescia, ha dato risultati oltre le attese. Tanto che ora replicheremo il concept nelle nostre nuove aperture, anche all’estero.

Quindi nel futuro dell’Officina Santa Maria Novella ci saranno più cocktail e meno profumi?
Il nostro core business è e resterà quello dei profumi. Ma vogliamo valorizzare i nostri liquori e le nostre competenze nella produzione, fatta rigorosamente in casa. Sempre restando nell’ambito di quella nicchia ristretta di professionisti che cercano l’eccellenza. Per questo abbiamo introdotto, accanto alle classiche bottiglie da 500 ml, anche le bottiglie da litro a uso professionale. E in più stiamo puntando a valorizzare la nostra ristretta produzione di bitter.
Senza dimenticare pasticcerie e gelaterie: a settembre eravamo a Los Angeles a fianco della neonata Accademia del Gelato.

Dall’espresso all’aperitivo, le professionalità al banco bar con Fipe

La professionalità del barista a Fipe

Fipe si presenta a Host con uno stand (pad. 14, stand M14-N19) che riproduce un locale aperto tutto il giorno, dalla colazione all’aperitivo, al cui interno professionisti ed esperti del settore si alternano lungo un articolato programma che interessa i cinque giorni. L’obiettivo è posto sulle diverse realtà che compongono l’universo horeca con workshop, approfondimenti, concorsi; tutto con un occhio di riguardo alla sostenibilità. Ogni giorno si alternano testimonianze e dimostrazioni sul corretto utilizzo dei macchinari da bar, ma anche sull’importanza di conoscere le lingue straniere e le regole del galateo.

Che differenza c’è? Gli incontri vogliono inoltre dimostrare le differenti professionalità tra il barista, il barman e il bartender, evidenziando al contempo il filo rosso che li deve accomunare: la competenza. Una conoscenza unita a tanta pratica che prende il via dal protagonista al banco bar della colazione, il caffè nelle sue diverse declinazioni, per proseguire con le diverse offerte lungo l’arco della giornata, chiudendo con l’aperitivo o l’after dinner. Skill richieste a queste figure sono la capacità di gestire il cliente e comprenderne le esigenze, lavorare in team e sotto pressione, avere nozioni enogastronomiche e di servizio. Dunque, devono unire al meglio rapidità, precisione e abilità tecniche. La pulizia svolge un ruolo importante nella realizzazione di buone portate, a cominciare da un buon espresso e vedrà sessioni mirate dedicate ad essa.

Concorso, sprechi, gestione. All’ora dell’aperitivo, ogni giorno della fiera, i ragazzi dell’Istituto Alberghiero Carlo Porta di Milano concorrono al premio per il miglior cocktail 2019, che deve risultare salutare, senza rinunciare alla presenza alcolica; la premiazione martedì 22. Lunedì 21 ottobre alle ore 12 si tiene la conferenza stampa “Rimpiattino, un anno dopo - La ristorazione italiana contro lo spreco alimentare” con la presentazione di un’indagine sui ristoranti che hanno aderito al progetto. Mercoledì 22 ottobre alle 11,30 l’attenzione va sul di Punto cassa: da strumento di pagamento a strumento di gestione.

Osserviamo ora il programma dettagliato.

Venerdì 18 Ottobre

9,30-10,30 Welcome Coffee per iniziare la giornata con un buon espresso! degustazioni a cura di Caffè Milani

10,30-11,30 Vitamin Cocktail – Cosa bevi? Le scelte semplici e salutari – degustazioni a cura di Oranfresh

11,30-13,30 Future Bar Show - Il Barista, il Barman, il Bartender

13,30-14,30 Food & Beverage - Bere e non solo… - degustazioni a cura di Orogel

14,30-16,30 Il Caffè del pomeriggio – degustazioni a cura di Caffè Milani

16,30-18,30 Corso-Concorso miglior cocktail Host 2019 - Valutazioni a cura di APCI

Sabato 19 ottobre

9,30-10,30 Welcome Coffee per iniziare la giornata con un buon espresso!

10,30-11,30 La pasticceria al Bar – degustazioni a cura di Artana Alimentare

11,30-12,30 Breakfast Point – “Quando la colazione incontra il digitale” a cura di Dv Communication

13,30-14,30 Food & Beverage - Bere e non solo… - degustazioni a cura di Orogel

14,30-15,15 La manutenzione delle macchine e degli accessori al banco bar – a cura di pulyCAFF

15,15- 16,30 Il Caffè del pomeriggio

16,30-18,30 Host-Fipe Corso-Concorso miglior cocktail Host 2019

Domenica 20 Ottobre

9,30-10,30 Welcome Coffee per iniziare la giornata con un buon espresso!

10,30-11,30 Spremuta d’Arancia? Si grazie! - degustazioni a cura di Oranfresh

11,30-13,30 Vitamin Cocktail – Cosa bevi? Le scelte semplici e salutari

13,30-14,30 Food & Beverage - Bere e non solo…

14,30- 15,15 Come si effettua la manutenzione della macchina espresso e del macinacaffè – a cura di pulyCAFF

15,15 -16,30 Il Caffè del pomeriggio

16,30-18,30 Host-Fipe Corso-Concorso miglior cocktail Host 2019

Lunedì 21 Ottobre

9,30-10,30 Welcome Coffee per iniziare la giornata con un buon espresso!

10,30-12,30 Vitamin Cocktail – Cosa bevi? Le scelte semplici e salutari

12,30-13,00 Rimpiattino – Conferenza Stampa

13,00-14,30 Food & Beverage - Bere e non solo…

14,30-16,30 La Cucina 4.0 del Ristorante –Innovazione, Efficienza, Qualità

16,30-18,30 Host-Fipe Corso-Concorso miglior cocktail Host 2019

Martedì 22 Ottobre

9,30-10,30 Welcome Coffee per iniziare la giornata con un buon espresso!

10,30-11,30 Vitamin Cocktail – Cosa bevi? Le scelte semplici e salutari

11,30-13,30 Punto Cassa: da strumento di pagamento a strumento di gestione

13,30-14,30 Food & Beverage - Bere e non solo… - – degustazioni a cura di Artana Alimentare

14,30-15,30 Breakfast Point – “L’app dedicata al mondo della colazione” - a cura di Dv Communication

15,30-17,00 Host-Fipe Corso-Concorso miglior cocktail Host 2019

17,00-18,30 Premiazione Cocktail Host-Fipe-APCI

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